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Ieri sera a Cagliari, nella monumentale chiesa di San Michele,  si è tenuto un concerto-spettacolo dedicato ad Handel e Scarlatti e le loro”sfide tra spade e cembali”. Lo spettacolo è nato in collaborazione col Dipartimento di strumenti antichi del Conservatorio G.P.Da Palestrina

Fautore di questo originalissimo programma è stato Fernando de Luca , clavicembalista e compositore, che ha proposto un interessante “viaggio” tra i maggiori luoghi di scrittura musicale per Clavicembalo al tempo di Handel e Domenico Scarlatti dividendo il concerto in tre sezioni, dai luoghi in cui queste musiche videro la luce o furono portate: Amburgo, Venezia e Roma.

Durante la serata sono state eseguite anche musiche  di autori di grande successo di allora ( 1700), oggi praticamente del tutto dimenticati.

Ad aiutare il “pubblico viaggiatore , c’era anche un testo  (scritto da De Luca), recitato magistralmente dall’attrice-soprano Tiziana Pani , in cui il suo alter ego, Cavaliere di Saingianò, si immagina nei tre contesti, in giornate e momenti precisi, che ne hanno segnato la storia.  Il pubblico aveva un nutrito e particolareggiato  programma di sala che di per sé potrebbe essere parte di un trattato storico e di musicologia altamente specialistica.

In questa occasione il maestro De Luca ha presentato anche una parte degli inediti appena rinvenuti, di Handel – Babel scoperti dal Musicologo australiano  Graham Pont e a lui proposti, che sono stati  integralmente eseguiti a Venezia in un evento del 21 ottobre scorso.
Un programma di alta qualità che ha visto la chiesa gremita di un pubblico attento che ha sottolineato il finale con applausi, ovazione e richiesta di bis.
Maria Rosaria Grisorio
Di seguito il programma eseguito.

Handel e Scarlatti e le loro sfide tra spade e cembali
Concerto di Fernando De Luca
Chiesa di San Michele a Cagliari ore 21 esatte
Per il Dipartimento di strumenti antichi del Conservatorio di Cagliari

organizzato da Organizzato da Fernando De Luca e Michela Toso

Parte I

Amburgo

Johann Mattheson (1681-1764)
Suite XII in Fa minore [Douzieme]
Ouverture, Allemande, Courante, Sarabande, Double I/II/III, Gique, Menuet I/II

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Suite VIII in Fa minore (HWV 433)
Prélude: Adagio, Allegro [Fuga], Allemande, Courante, Gigue

Parte II

Venezia

THOMAS Roseingrave (1690-1766)
Fifth Sett in F minor
Allemande, Courante, Sarabande, Air (Vivace), Gavotte

Lesson V in Fa minore

Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonate K 238/239 in Fa minore

Parte III 

Roma

Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonate K 183/184 in Fa minore

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Toccata VIII

Suite in Do minore
Allemande, Courante, Aria con doubles, Gigue

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Ancora una bella notizia dal mondo dei Teatri lirici. Dopo quella relativa al Maggio Musicale Fiorentino in cui si cominciano a vedere segni di ripresa grazie soprattutto al coordinatore artistico Pierangelo Conte, (vedi postecco che da un altro teatro importante come quello della Fenice di Venezia arrivano segni positivi.

Sono sempre più convinta che se ci sono le persone giuste e appassionate a guidare le importanti istituzioni, si riesce a fare della cultura  un vero business  come nei grandi teatri esteri.

«Quest’anno il botteghino ha superato per la prima volta nella storia 9 milioni di euro. Entusiasti di servire al meglio la vostra passione! Risultati importanti e concreti». È stato lo stesso sindaco Luigi Brugnaro, con questo messaggio sul suo profilo twitter a rendere noto l’importante risultato economico raggiunto dal Teatro La Fenice, i cui ricavi da biglietteria sono in crescita costante negli ultimi anni.

Se alla fine del 2016 ci si era fermati a 8 milioni e 675 mila euro quest’anno, con ancora circa un mese e mezzo di programmazione davanti, è ipotizzabile si possano raggiungere anche i 9,2 milioni di euro di introiti.

Risultato eccellente per una fondazione lirica che ha un bilancio complessivo di poco più di 34 milioni di euro e che dunque copre quasi un terzo di esso grazie appunto agli incassi del botteghino.

Una rarità, in un panorama piuttosto disastrato per le fondazioni liriche italiane, che mette in sicurezza la fondazione lirica veneziana, che vedrà quest’anno crescere di oltre un milione di euro – con circa 16 milioni e 328 mila euro – anche i finanziamenti statali del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. In aumento anche la produzione, con le rappresentazioni liriche che quest’anno passeranno da 145 a 150, i balletti da 5 a 14, i concerti di musica sinfonica da 38 a 40.

Il bilancio 2017 si chiuderà ancora in pareggio e anche il bilancio 2018 appare blindato, con una previsione di incassi di circa 10 milioni di euro, dei quali 2,5 già ottenuti in prevendita.

Risultati di cui può giustamente fregiarsi il sovrintendente uscente Cristiano Chiarot, che si è dimesso circa un mese fa – dopo alcun i mesi di interregno – per assumere in esclusiva la guida del Maggio Musicale Fiorentino, anche su sollecitazioni – estese a Brugnaro, che le ha a malincuore accettate – del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Il passo successivo ora spetta appunto al sindaco di Venezia e presidente della fondazione lirica che oltre a rallegrarsi giustamente dell’ottimo andamento della Fenice anche dal punto di vista economico e gestionale, deve fare la sua parte, nominando appunto il successore di Chiarot ed evitando che dal punto di vista istituzionale la Fenice resti nel limbo attuale. Cioè senza sovrintendente, con il direttore generale Andrea Erri, che ha il potere di firma ma non può ovviamente ricoprirne il ruolo e con il direttore artistico Fortunato Ortombina ancora al suo posto, ma che è proprio colui che dovrebe prendere il posto di Chiarot, garantendo la continuità gestionale di cui il teatro ha bisogno per mantenere il livello raggiunto. Sta dunque a Brugnaro adesso convocare quanto prima il Consiglio di Indirizzo della Fenice e proporre il nome del successore di Chiarot. FONTE http://m.nuovavenezia.gelocal.it/venezia

 

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“Sono passati 32 anni dall’ultima volta che sono stato in Sardegna, e adesso sono qui , come allora, per La Fanciulla del West”.

Stefano Nicolao ,63 anni, attore, costumista, artista a tutto tondo si racconta in questa intervista che mi ha concesso tra una pausa e l’altra del suo lavoro nella sartoria  del Teatro Lirico di Cagliari dove, con Mino Fadda e tutto il suo staff è alle prese con la preparazione dei costumi dell’opera di Puccini.

Questo nuovo allestimento della Fanciulla del West è una coproduzione con la New York City Opera (USA), il Teatro del Giglio di Lucca e l’Opera Carolina di Charlotte (USA)

Stefano Nicolao mi ricorda che nell’ edizione  del 1985 i costumi portavano la firma di Raffaella Cipolato mentre in quella odierna sono firmati da Ivan Stefanutti che è anche regista e scenografo della “Fanciulla“, e col quale collabora da tempo (V. foto).

Stefano Nicolao e Ivan Stefanutti

La realizzazione, come nel 1987, è avvenuta nell’Atelier  di Nicolao. L’ atelier, che  è situato nel centro storico di Venezia, è un vero e proprio scrigno che racchiude costumi d’epoca  realizzati a mano e destinati a spettacoli teatrali di prosa, lirica e cinema, ma anche ad associazioni e privati per tutte le manifestazioni legate al Carnevale di Venezia.

Che sogni aveva Stefano Nicolai da bambino?

Sicuramente quello di diventare un artista, di lavorare in palcoscenico ma soprattutto dietro le quinte. I miei ricordi legati all’arte partono dai  4- 5 anni dove i miei giochi preferiti erano il teatrino per il quale  realizzavo tutti personaggi con la plastilina.

Come si è evoluta questa tua passione ?

Con grande fatica e contro la volontà dei miei genitori . Le scuole superiori le ho frequentate   al Liceo Artistico.  Per loro questa non era una scuola seria e soprattutto non pensavano che mi avrebbe garantito un futuro lavorativo, la consideravano una scuola di depravati e gente strana. Loro erano molto lontani da  quel mondo artistico comprensibile  solo a chi lo frequenta.

Dopo il Liceo poi  mi sono iscritto all‘Accademia di belle arti e alla facoltà di architettura. Ero affascinato dal disegno, dalla pittura, dai colori e dagli accostamenti. Ho  poi iniziato   a frequentare  la scuola di teatro di Giovanni Poli . Qui il fondatore mirava a preparare giovani leve  per poi farli lavorare nella compagnia stabile della commedia dell’arte.

Però inizialmente la tua carriera ha preso una strada diversa da ciò che poi è diventato il tuo lavoro principale, quello di costumista.

Esatto, ho iniziato a fare l’attore , sia in teatro con la commedia dell’arte appunto, poi al cinema e in TV per la RAI. Ho interpretato tanti ruoli di co-protagonista e comprimario in film e fiction di successo.

Insomma tante esperienze diverse nonostante fossi giovanissimo, che ti hanno aperto poi altre strade.

Nel 1975,  dirigo la sartoria per la stagione di prosa, presso il Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia di  Trieste dove sono stato  riconfermato per la stagione successiva avviandomi così definitivamente alla carriera di libero professionista.

Poi è arrivato l’Atelier

Con la rinascita del Carnevale di Venezia , nel 1983 ho costituito la ditta ”Nicolao Atelier” con lo scopo di impegnarmi nello studio filologico dei materiali per la realizzazione di costumi storici, con un occhio di riguardo per la storia del costume veneziano, mantenendo però la primaria  lavorazione artigianale anche per gli accessori.

Fra le tante collaborazioni, ne ricordi una particolarmente importante?

Sicuramente quella per la terza parte del film di RAI UNO su Marco Polo  , in  qualità di costumista, col regista Montaldo . Abbiamo lavorato per mesi in Nepal sull’Himalaya.

Nicolao non è un cognome italiano, quali sono le tue origini?

L’origine è legata al periodo dei grandi scambi commerciali di Venezia con la Turchia nel 1600. In quel periodo   in tanti si trasferirono a Venezia per lavorare nelle miniere di ferro, tra cui i Nicolao miei avi.

Dopo 2-3 secoli si trovano  dei Nicolao  soprattutto nel settore della pasticceria e della produzione di salumi. Mio padre invece si è interessato di motori e mio fratello ha seguito le sue orme, ma nulla a che fare con quella che è la mia professione.

E adesso nel tuo bellissimo e ricco Atelier veneziano sono stati realizzati anche i costumi per il teatro della mia città , con questa produzione della Fanciulla del West  che debutterà domani sera al Teatro Lirico di Cagliari.

Grazie Stefano e arrivederci a teatro per una prossima collaborazione, ma senza aspettare 32 anni!

Da ricordare che questa produzione è già stata rappresentata a settembre alla  New York City Opera

Stefano Nicolao nella sartoria del Teatro Lirico di Cagliari con Mino Fadda e il suo staff

e sotto mentre spiega agli studenti come nascono i costumi di scena

Il tenore Alessandro Bellanova con un costume del primo atto della Fanciulla del West

Potete visitare il sito di Stefano Nicolao cliccando su questo Link

I riconoscimenti

 

 

 

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E’ la prima volta che i lavoratori delle fondazioni di tutta Italia si accorpano, superando le distanze geografiche, per chiedere con forza un adeguamento dell’investimento culturale ai livelli europei (Italia penultima in Ue) e uno sforzo organizzativo di tutto il sistema che li riguarda per meglio assolvere allo scopo sociale intrinseco ai teatri: la cultura per tutti i cittadini, nel rispetto dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Il 04/11/2016 i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, associati liberamente in un Comitato Nazionale, protesteranno contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia. Simultaneamente avrà luogo un volantinaggio presso le altre sedi italiane delle Fondazioni lirico sinfoniche, presso alcuni conservatori di musica e presso le sedi dei principali quotidiani.

L’occasione è la prima assoluta dell’operao con la regia di Damiano Michieletto, composta per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 e che aprirà la stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice, inserendosi nel contempo tra i maggiori eventi commemorativi in programma a Venezia.

I lavoratori intendono altresì esprimere con tale iniziativa la loro solidarietà ai colleghi di Verona, duramente colpiti dai provvedimenti contenuti nel piano triennale di risanamento, in cui sono compresi il licenziamento collettivo dell’intero corpo di ballo e una lunga sospensione dal lavoro non retribuita degli altri settori in forza presso la Fondazione Arena.

I teatri coinvolti nell’iniziativa sono: il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo.

 

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Andrea Mastroni, bellissima voce di basso, sarà il protagonista dell’opera Aquagranda che inaugurerà la Stagione Lirica al  Teatro “La Fenice ” di Venezia.

“L’opera di Filippo Perocco è un’opera scritta in memoria della tragica alluvione che colpì Venezia nel 1966, quando si verificò la più elevata acqua alta mai registrata, ormai 50 anni fa. È accaduto proprio all’inizio di novembre, mezzo secolo fa, provocando disastrose conseguenze”, spiega il basso italiano Andrea Mastroni,

Il 4 novembre l’opera sarà una prima mondiale.

Periodicamente la città viene colpita dall’innalzamento del livello del mare, ma difficilmente si avvicina ai 194cm, come è avvenuto nel 1966.

Il libretto è di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, musicalmente sarà diretta da Marco Angius . E’  una produzione di Damiano Michieletto.

Aquagranda è “un vero capolavoro, uscito dalla penna di un giovane compositore, Filippo Perocco, che ammiro molto”, dice Andrea Mastroni. “Già alla prima lettura del mio ruolo, Fortunato, rimasi stupefatto dalla totale immedesimazione nella mia vocalità: un vero basso profondo, con accenti estroversi, bizzarri, giochi onomatopeici e drammaticità. Insomma, io. Le mie origini veneziane mi legano ancor di più a questa vicenda”.

Questa anteprima mondiale, che sarà in programmazione fino al 13 novembre, ha una “scrittura verace e con molta logica, e che ritengo entusiasmante sia da un punto di vista musicale che narrativo.

Toccante la terribile constatazione di Fortunato al figlio  Ernesto, al quale rivela che non vi sarà scampo per nessuno di loro, perché l’acqua  “cresse”. Come evocativo il madrigale “Acque, atroci acque”, un momento di grande impatto emotivo”, dice Andrea Mastroni.

Il cantante milanese sottolinea l’entusiasmo con cui partecipa a questo progetto “in cui la fortuna di lavorare ad una nuova produzione con il genio di Damiano Michieletto mi onora ancor più di essere presente a questa serata speciale”.


YouTube Video

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E’ un grande piacere e un grande onore poter ospitare nel mio blog il regista Flavio Trevisan, un regista a cui sono legati i più bei ricordi dell’inizio della mia professione. Un artista che a Cagliari ha lasciato il segno soprattutto per la sua grande professionalità nello svolgere il difficile ruolo di regista lirico. Ricordo che ci colpì subito la sua preparazione, che non era limitata ai soli movimenti scenici ma anche alla sicurezza musicale con cui muoveva le masse artistiche. All’epoca era difficile trovare un regista che conoscesse bene anche la musica e spesso gli artisti del coro e i solisti si ritrovavano ad eseguire dei movimenti che impedivano di cantare serenamente.

Come nasce Flavio musicista?

Io sono settimo di otto figli, e sin da piccolo mio padre Quintino aveva capito la mia inclinazione per la musica. A sei anni mi iscrisse alla scuola musicale Luigi Oreste Anzaghi per lo studio della fisarmonica. Non avevo neanche tre anni di studio che cominciai a fare i miei primi concerti come solista che le  mie prime tournée in tutta Italia.

Quale è stato invece il tuo percorso artistico riguardo la tua professione di regista?

Io sono veneziano ed ho studiato all’Istituto d’Arte dei Carmini e poi all’Accademia di Belle Arti della mia città. Proprio qui il mio  professore, Antonio Orlandini, docente di scenografia, aveva apprezzato da subito le mie doti innovative e mi volle per uno stage al teatro La Fenice.

C’è una persona, oltre naturalmente al tuo professore, che è stata determinante per l’avvio della tua carriera?

All’allora sovrintendente Luigi Ammannati arrivavano notizie su di me e su come svolgevo il mio lavoro. Ha desiderato conoscermi e in seguito ha deciso anche di aiutarmi . Fu colpito soprattutto dalla mia forza di volontà e dal grande amore dimostrato per il teatro.Una volta terminata l’Accademia di Belle Arti ,  Ammannati mi  presentò a Roberto Rossellini il quale mi portò  a Roma.  Mi fece iscrivere al Centro Sperimentale di via Tuscolana da lui presieduto per il suo corso di regia. E’ in questa occasione che incontrai personaggi come Carlo Lizzani e Furio Scarpelli e attrici del calibro di Anna Magnani e Gina Lollobrigida. Ma anche Alberto Sordi, Arnoldo Foà e tanti altri.

Eri giovanissimo e già avevi tutte le carte in regola per una bella carriera. Ma tu hai conosciuto e lavorato con i più grandi artisti a livello mondiale. Hai conosciuto anche Maria Callas?

Ebbene si, eravamo ad una cena informale a casa Rossellini ed è lì che conobbi Maria Callas con la quale ho instaurato un feeling durato fino alla sua scomparsa.

Quale è stato invece il tuo debutto nel mondo dell’Opera lirica?

Terminato il corso con Rossellini mi arrivò subito la prima scrittura: debutto a soli  ventidue anni come regista di “ Beatrice di Tenda “ di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia, protagonista Mariana Nicolesco  con la direzione orchestrale di Alberto Zedda . La mia era una regia fuori dagli schemi della classica regia lirica.

E possiamo dire che è stato l’inizio di una folgorante carriera?

Si, perchè da quel momento in poi non mi sono più fermato. Ho lavorato davvero in tutti i teatri del mondo  e con i più grandi cantanti del panorama lirico mondiale: da Kraus alla Caballè, ma anche Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Shirley Verrett, Giovanna Casolla, Giacomo Aragall, Giuseppe Giacomini, Piero Cappuccilli, Leo Nucci, Antonio Salvadori, Renata Scotto, Elena Obraztsova ,Peter Dvorsky, Maria Guleghina, Gabriel Bacquier, Viorica Cortez, tanto per citarne alcuni.

Che meraviglia, chissà quante esperienze belle e quanti bei ricordi!

Si, certo, però posso dirti una cosa? Cagliari mi è rimasta nel cuore. Sono molto affezionato ai ricordi che mi legano a voi , al vostro teatro. A Cagliari ho fatto ben 14 produzioni e sono sempre tornato con piacere. Indimenticabili il Werter con Alfredo Kraus nel 1981, Sansone e Dalila con la Cossotto e Todisco; la Norma con la Ricciarelli e la Senn.

Se non sbaglio, proprio durante la Norma ci fu qualche brutto momento legato alla tua salute.

Ero stato male a causa di una febbre intestinale. Alloggiavo al residence ULIVI E PALME. In questa occasione mi sono reso davvero conto di quanto era l’affetto di cui ero circondato. Ricevevo visite a tutte le ore da coro, orchestra, tecnici e amministrativi. Ricordo la signora Bianca Mereu che mi portava il brodo caldo e le primizie. Davvero commovente, impossibile da dimenticare.

Tornando a noi. Se non ricordo male tu sei stato il primo regista che inaugurò l’Anfiteatro Romano di Cagliari dopo tantissimi anni di chiusura.

Si, era il 1985 e mi chiamarono per un Rigoletto con Leo Nucci e Mariella Devia. Un vero trionfo.

Ricordo quegli anni all’anfiteatro , il pubblico decretava sempre un grande successo. Che bei ricordi, e pensare che è notizia di questi giorni che i teatri lirici subiranno un declassamento. Il nostro governo davvero non capisce l’importanza culturale di questa nostra risorsa, l’Opera, una risorsa tutta italiana.

E’ vergognoso! L’opera è il più grande patrimonio artistico non solo in Italia  ma nel mondo. Non si può lasciarlo morire, vorrebbe dire cancellare  300 anni di genialità musicale, da MONTEVERDI a MENOTTI . DIO perdona loro perchè non sanno quello che fanno!

Grazie Flavio per avermi fatto questo bel regalo. Ne approfitto per informare i miei lettori che  la tua biografia completa sarà pubblicata in Autunno sull’Enciclopedia Musicale Sonzogno .

Sotto un album con alcune foto che ripercorrono  il periodo iniziale della carriera del regista. Nella colonna destra del blog c’è un video realizzato a Cagliari: “Sansone e Dalila” col mezzosoprano Fiorenza Cossotto e il tenore Nunzio Todisco e la regia di Flavio Trevisan

 

 

 

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Ruolo: Soprani/Alti/Tenori/Bassi per il coro

Sede: Teatro Fenice Venezia

Scadenza: 3 aprile

Descrizione:

Il Teatro La Fenice di Venezia indice audizioni per assunzioni a termine nel coro per Soprani, Alti, Tenori e Bassi. Le prove d’esame, che saranno sostenute in anonimato, avranno luogo nelle seguenti date:

Alti: 3 maggio (ore 9)
– Soprani: 4 maggio (ore 9)
– Tenori: 11 maggio (ore 14)
– Bassi: 11 maggio (ore 9)

Consulta il sito

Scarica il bando

Informazioni:
Tel: 041 786511
concorsiaudizioni@teatrolafenice.org

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CASTING SPRING AWAKENING – Venezia e Padova

La compagnia Todomodo Music-All seleziona giovanissimi cantanti di entrambi i sessi, da inserire all’interno della produzione di SPRING AWAKENING, nel ruolo di SWING per una delle date del musical al Teatro Goldoni di Venezia (3-6 aprile 2014)

e al Teatro Verdi di Padova (8-13 aprile 2014)

La selezione avverrà attraverso la valutazione dei CV e un’audizione che si terrà al Teatro Goldoni di Venezia martedì 11 marzo 2014.

I ragazzi/e selezionati potranno partecipare, dopo un breve training, alla rappresentazione.

L’inserimento, a carattere di stage, sarà interamente gratuito.

La partecipazione darà diritto a un attestato di partecipazione utile per i personali CV,  oltre al materiale promozionale ufficiale del tour.

Gli interessati possono inviare mail di adesione a:

castingvenezia@springawakening.it

A seguito della quale riceveranno dettagli sull’iniziativa.

Per contatti telefonici: 3332881133

Info:

www.springawakening.it

 www.teatrostabileveneto.it

Synpress 44 Ufficio Stampa:
http://www.synpress44.com 
http://synpress44.blogspot.com

http://www.myspace.com/synpress44
Skype: synpress44
E-mail: synpress44@yahoo.it - synpressinfo@gmail.com

Tel: 0824-312966;

mobili: 349/4352719 (Donato Zoppo) - 328/8665671 (Francesca Grispello)

 

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In occasione della prova generale dell’Opera di Giacomo Meyerbeer, L’africaine,venerdì 22 novembre 2013 al Gran Teatro La Fenice di Venezia è stato letto il seguente comunicato
«La “Fondazione Teatro La Fenice” è vicina alle popolazioni della Sardegna, colpite in questi giorni da calamità naturali. In particolare esprime solidarietà alle famiglie delle persone che, in questa circostanza, hanno perso la vita.
Parte dell’incasso della serata sarà speso con la “Fondazione del Teatro di Cagliari” per alleviare, per quanto è nella nostra vocazione al bello, le sofferenze di tanta parte di quella regione.»

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Altre immagini che ci arrivano dal Giappone e precisamente Osaka, luogo dove la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia si trova attualmente   e dove sta rappresentando alcuni concerti e l’opera verdiana  Otello  interpretato dal tenore Gregory Kunde, Jago: Lucio Gallo ,Cassio: Francesco Marsiglia, Roderigo: Antonello Ceron, Lodovico: Mattia Denti , Montano: Matteo Ferrara, Desdemona: Leah Crocetto ,Emilia: Elisabetta Martorana

Il nostro rappresentante sardo, il tenore Giovanni Deriu artista del coro, ci ha regalato queste foto scattate  fra una pausa e l’altra delle prove del  concerto di brani verdiani ,  diretto dal maestro Myung-Whun Chung. I solisti sono il  soprano: Ekaterina Bakanova il tenore: Shalva Mukeria il baritono: Julian Kim. Il maestro del coro è Claudio Marino Moretti. Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

La fondazione del Teatro La fenice è stata invitata dall’Asahi Shimbun Company, la società proprietaria del principale quotidiano giapponese , che  si è impegnata nella ricostruzione della sala e nel rilancio dell’Osaka International Festival

Nella foto di testa Giovanni Deriu è in compagnia del tenore Gregory Kunde.

 

 

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Se in Italia si fatica a mantenere in piedi le  Fondazioni liriche Sinfoniche, nei paesi del Sol Levante si fa a gara per avere queste come ospiti dei loro teatri. Dopo Il Teatro di Firenze il San Carlo di Napoli (è stato ospite del 41 festival musicale ad Hong Kong)  ecco che anche la Fenice di Venezia è volata in Giappone per un’altra prestigiosa stagione tutta italiana.

E in questa tournée c’è anche un po’ di Sardegna. Fra gli artisti del coro infatti ci sono il tenore nuorese Giovanni Deriu (che si alterna fra Cagliari e Venezia) e il soprano Antonella Meridda. Sarà proprio Giovanni Deriu a raccontarci  alcuni momenti delle giornate giapponesi.

Già dalleprove sono scaturite subito le prime sensazioni: “Oggi la lacrimuccia non ha resisisto. Cantare la musica della propria nazione in terra straniera ti riempie di gioia e ti fa dimenticare i periodi negativi. Sentire il caloroso entusiasmo del pubblico giapponese dopo aver cantato e suonato le musiche di Verdi, Puccini e Rossini ti soddisfa ancora di più. Queste situazioni ti fanno veramente sentire la voglia essere Italiano e la voglia di sentir nominare IL “Bel Paese” ancora una volta in tutto il mondo. La Cultura può ancora garantirci un grande futuro!!!!! Buonanotte dal Giappone!!!”

 La Fondazione Teatro La Fenice ha inaugurato la nuova Festival Hall di Osaka, con un concerto,sotto la guida di Myung-Whun Chung, Il prossimo appuntamento sarà l’OTELLO di Verdi. Invitata dall’Asahi Shimbun Company, la società proprietaria del principale quotidiano giapponese impegnata nella ricostruzione della sala e nel rilancio dell’Osaka International Festival, la Fenice ha effettuato così la sua terza tournée in Giappone, a otto anni di distanza dalla precedente del 2005: una tournée che dopo Osaka la porterà anche a Nagoya e a Tokyo, per un totale di quattro concerti e quattro rappresentazioni di Otello.

La tournée è organizzata in collaborazione con Asahi Shimbun, Bunkamura e Tokyo Broadcasting System, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.

Le tre serate ad Osaka apriranno il 51. Osaka International Festival.

Concerto di gala
direttore: Myung-Whun Chung | soprano: Amarilli Nizza | maestro del coro Claudio
Marino Moretti | Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Osaka, Festival Hall
mercoledì 10 aprile 2013 ore 19.00

Tokyo, Bunka Kaikan
martedì 16 aprile 2013 ore 19.00

Otello

maestro concertatore e direttore: Myung-Whun Chung | regia: Francesco Micheli | scene: Edoardo Sanchi | costumi: Silvia Aymonino | light designer: Fabio Barettin | maestro del coro: Claudio Marino Moretti | Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

personaggi e interpreti principali
Otello: Gregory Kunde | Jago: Lucio Gallo | Cassio: Francesco Marsiglia | Roderigo: Antonello Ceron | Lodovico: Mattia Denti | Montano: Matteo Ferrara | Desdemona: Leah Crocetto | Emilia: Elisabetta Martorana

Osaka, Festival Hall
giovedì 11 aprile 2013 ore 18.30

Nagoya, Aichi Arts Center
domenica 14 aprile 2013 ore 14.30

Tokyo, Orchard Hall
mercoledì 17 aprile 2013 ore 18.30 | venerdì 19 aprile 2013 ore 18.30

Concerto

direttore: Myung-Whun Chung | soprano: Ekaterina Bakanova | tenore: Shalva Mukeria | baritono: Julian Kim | maestro del coro Claudio Marino Moretti | Orchestra e Coro del Teatro La Fenice

Osaka, Festival Hall
sabato 13 aprile 2013 ore 14.30

Tokyo, Bunka Kaikan
giovedì 18 aprile 2013 ore 19.00

 

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Due grandi voci della lirica, Celso Abelo e Desirè Rancatore, canteranno insieme per diverse produzione. Due splendide voci che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente in  diverse occasioni. Memorabile l’Elisir d’amore al Teatro lirico di Cagliari con la regia di Michele Mirabella.

Ebbene i due grandi artisti saranno ancora insieme a Tokyo, Salerno, Palermo e Venezia.
Lei è reduce da un riuscito debutto come Norina a Parigi e da Rigoletto al Teatro Regio di Torino, (ma il tenore era l’amico e conterraneo Piero Pretti); lui ha raccolto gli applausi di pubblico e critica a Bilbao con L’elisir d’amore e a Tel Aviv in Lucia di Lammermoor.

Desirée Rancatore e Celso Albelo stanno conquistando le platee di tutto il mondo e adesso, insieme, si preparano a confermare la loro fama come due delle voci più belle del panorama lirico mondiale in vari appuntamenti da aprile a luglio, dal Giappone all’Italia, occasioni uniche per vedere insieme i due divi dell’opera lirica.
Si comincia in aprile: a conclusione di una tournée di recital in solitario nel paese del sol levante Rancatore e Albelo canteranno insieme in concerto a Tokyo il 24 aprile. Proprio nella capitale giapponese nel 2011 avevano interpretato I Puritani prodotta dal Teatro Comunale di Bologna, in una produzione premiata dalla prestigiosa rivista Ongakunotomo.

In maggio poi Albelo accompagnerá l’amica e collega a Salerno dove Rancatore debutterà il ruolo di Leïla in Les Pêcheurs de perles, di Bizet, debutto che per lei rappresenterà anche la prima volta davanti al pubblico campano e la prima collaborazione con il direttore Daniel Oren: “Sono molto contenta di cantare l’opera di Bizet, e ancora di più perchè con me ci sarà il maestro Oren e Celso, che è come un fratello: ogni volta che collaboriamo -e l’abbiamo fatto abbastanza spesso- si crea una magia sul palcoscenico che arriva al pubblico, e poi ci divertiamo un sacco!”.
In giugno la coppia entrerà nei panni di Nemorino e Adina in L’elisir d’amore (Donizetti), due personaggi che gli hanno regalato grande successo,
tanto che entrambi hanno dovuto in più di una occasione bissare le arie “Una furtiva lagrima” e “Prendi, per me sei libero”: in giugno saranno al Teatro Massimo di Palermo e in luglio alla Fenice di Venezia. “Cantare con Desirée è sempre un piacere, è divertente ma anche molto interessante perchè è un grande musicista”, dice il tenore di Tenerife. “L’elisir inoltre è sicuramente una delle mie opere preferite. A Bilbao lo scorso marzo mi hanno chiesto ancora una volta il bis ed è stato uno dei momenti più belli della mia carriera!”. Mentre a Palermo saranno accompagnati da Mario Cassi e Paolo Bordogna, diretti dal Maestro Paolo Arrivabeni e dal regista Damiano Michieletto, a Venezia interpreteranno la regia di Bepi Morassi con la  di Omer Meir Wellber e accompagnati da Alessandro Luongo e Il dottor Dulcamara di Bruno de Simone.
Infine il 21 luglio l’ultimo appuntamento con Rancatore-Albelo sarà a Mannheim dove il teatro presenterà al suo pubblico una serata di gala con
Lucia di Lammermoor interpretata da questi due grandi artisti.

P.R Desirée Rancatore – Celso Albelo

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vinitaly_2010_02_lestradedelvino_sardegnaSi è concluso il Vinitaly la più grande mostra del nostro vino Italiano, (per ogni dettaglio vi invito a visitare il bellissimo post della mia collega bloggerCucchiaio d’oro) e mi viene da fare alcune considerazioni soprattutto sulcontratto di Licensing, che vede la Viticoltori Ponte e la società Fest Srl dellaFondazione Teatro La Fenice impegnati nei prossimi tre anni per promuovere l’Italian life style nel mondo attraverso il vino, che è stato firmato rispettivamente dai Presidenti Giancarlo Guidolin e Valter Menazza e dal Sovrintendente del Teatro Cristiano Chiarot.

Ho pensato all’importanza che il vino ha sempre avuto nel mondo dell’Opera lirica . Quanti autori, quanti musicisti si sono ispirati ad esso. Spesso poi è stato determinante anche per la risoluzione della trama dell’opera come, ad esempio, nella Cavalleria Rusticana di Mascagni, prima con l’aria corale “Viva il vino spumeggiante” e poi con l’aria del tenore: “Mamma quel vino è generoso”.

Ma ritroviamo il vino in tantissime altre opere ad esempio nell’Otello di Giuseppe Verdi “Bevi bevi” , nella Traviata “Libiamo nei lieti calici” o ancora nel “Sansone e Dalila” di Santi Saens col bellissimo “baccanale”. Ma l’elenco è lunghissimo. Anzi vi invito a ricercare le opere in cui il vino è uno dei protagonisti. Per ora vi propongo questo video dove a cantare “Libiam nei lieti calici ” è la mia conterranea e collega Giusy Devinu col tenore Roberto Alagna durante una Traviata diretta da Riccardo Muti al Teatro alla Scala di Milano.


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murgiaOggi forse avrei dovuto esprimere il mio punto di vista sul Rigoletto trasmesso ieri notte in diretta su RAI uno. Mi limito a dire che per motivi vari non l’ho visto ma posso riportare il giudizio di alcuni colleghi e amici lasciati sul mio profilo FB.

Il giudizio generale si è spaccato in tre: c’è chi lo ha apprezzato molto, chi ha visto un Domingo fuoriluogo e chi invece un’operazione finanziaria dove si vuole pilotare l’opera in TV per aprire un nuovo canale pubblicitario.
Lascerò il mio pensiero alla fine di tutta l’opera che avrò modo di poter vedere attraverso repliche e registrazioni.

Ciò invece che vorrei trasmettere oggi è la gioia per il premio letterario Campiello 2010 vinto dalla mia conterranea Michela Murgia con il suo Accabadora (Einaudi)

La scrittrice ha sbaragliato i prestigiosi quattro finalisti: Gad Lerner, Antonio Pennacchi, Gianrico Carofiglio, Laura Pariani.

Il suo concorrente più temuto era Antonio Pennacchi, autore di Canale Mussolini (Mondadori); subito dopo si è piazzato Gianrico Carofiglio con Le Perfezioni provvisorie (Sellerio); Gad Lerner con Scintille (Feltrinelli) e Laura Pariani con Milano è una selva oscura (Einaudi).
La Murgia ha voluto dedicare il premio a Sakineh, la giovane donna iraniana” condannata alla lapidazione.  “Io sono una donna fortunata – ha aggiunto arrivando in sala stampa a piedi nudi dopo la diretta televisiva – mentre nel mondo ci sono tante altre donne che non lo sono e Sakineh è una di queste”.

Michela Murgia (Cabras, 3 giugno 1972)
Nel suo primo libro (Il mondo deve sapere), originariamente concepito come un blog, ha descritto satiricamente la realtà degli operatori telemarketing all’interno del call center di una importante multinazionale (Kirby Company), mettendo in luce le condizioni di sfruttamento economico e manipolazione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori precari di questo settore. Il libro, nato da una sua personale esperienza all’interno del telemarketing della Kirby, è diventato l’opera teatrale Il mondo deve sapere (di David Emmer con Teresa Saponangelo), e ha ispirato la sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.

Di formazione cattolica, ha seguito studi teologici ed è stata per diversi anni insegnante di religione presso varie scuole medie superiori; è stata inoltre educatrice ed animatrice nell’Azione Cattolica, ricoprendo il ruolo di Referente Regionale del settore Giovani per svariati anni. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica del settembre 2004, a cui ha assistito anche Papa Giovanni Paolo II.

Fra le varie esperienze lavorative precedenti all’attività di scrittrice, Michela Murgia ha lavorato come venditrice di multiproprietà, come operatore fiscale, come dirigente amministrativo in una centrale termoelettrica e come portiere di notte. Attualmente collabora con diverse testate giornalistiche e case editrici.

È suo il blog “Il Mio Sinis” in cui descrive, anche con ritratti fotografici, la penisola del Sinis.

Nel maggio 2008 ha pubblicato, per la casa editrice Einaudi, Viaggio in Sardegna, un’atipica guida ai luoghi meno esplorati dell’isola.

Nel maggio 2009 ha pubblicato per la casa editrice Einaudi il romanzo Accabadora, una storia che intreccia nella Sardegna degli anni cinquanta i temi dell’eutanasia e dell’adozione. Il romanzo è uscito in traduzione tedesca nel 2010 dalle edizioni Wagenbach di Berlino.Nel settembre 2010, sempre con Accabadora, ha vinto il Premio Campiello.

http://it.wikipedia.org

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carbonia-pietra-sciolaQualche giorno fa, in occasione di una trasferta a Carbonia (cittadina in provincia di Cagliari) ho notato per caso, che, nella piazza principale c’era una scultura che conoscevo. Era una delle pietre sonore di Pinuccio Sciola. Mi sono avvicinata come in tanti per provare a sfiorarla e sentire il suono che produceva. Mi sono accorta che la scultura era danneggiata. Mi ha colpito lo stato di abbandono di quest’opera, lì in mezzo alla gente indifferente.

Noi sardi abbiamo questo grande artista , ci offre le sue opere e noi le danneggiamo, ma come è possibile? Sicuramente chi lo ha fatto non si è reso neppure conto del grande valore di questa opera d’arte.

Le pietre sonore, presentate per la prima volta nel 1997 a Berchidda (il paese natale del musicista Paolo Fresu), in Sardegna, sono state poi esposte nel 1998 alla Biennale europea di Niederlausitz presso Cottbus in Germania, nel 2000 all’Expo Internazionale di Hannover e all’Avana. Due anni dopo il Müvèszet-Malom Szentendre di Budapest gli dedica una grande mostra antologica.

Nel 2003, a seguito della sua collaborazione con l’architetto Renzo Piano, una sua gigantesca Pietra Sonora viene scelta per la Città della Musica a Roma; altre sue opere vengono esposte nella Piazza della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi e nell’Arsenale di Venezia.

Nel 2004 è a Parigi per le Celebrazioni di Jacques Prévert: «Eloge de la nature» nei Jardin du Luxembourg e «Les Feuilles Mortes», omaggio di Pinuccio Sciola à Jacques Prévert. Alla fine dell’esposizione, lo scultore ha fatto dono delle sculture per una installazione permanente nel giardino della casa di Prévert a Omonville-la-Petite. Due strati (foglie) verranno depositati sulla tomba di Jacques Prévert[1]. Dello stesso anno è l’esposizione a Lussemburgo e nel 2005 sette statue vengono collocate nello scalo internazionale dell’Aeroporto di Fiumicino per la mostra La Poesia e la Pietra. Espone nei Vivai della Villa Reale di Monza e, al termine, l’opera Basalti sonori viene offerta in dono al Comune di Monza.


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E’ una vergogna! Ho letto questa notizia e sono rimasta esterreffatta da come il pubblico italiano a Venezia abbia accolto il dittatore Chavez al suo arrivo.

(continua…)

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Ebbene si, l’acqua del rubinetto sta tornando di moda, anzi, c’è una vera campagna pubblicitaria che invita i cittadini a ricominciare a bere l’acqua casalinga.

(continua…)

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