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Il 2018 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla morte del compositore Gioachino Rossini, e per lo spazio destinato all’opera lirica in onda ogni domenica mattina su Rai5, Rai Cultura dedica tutti gli appuntamenti del mese di gennaio a opere del compositore pesarese.

L’appuntamento di ieri 14 gennaio era con la Cenerentola  allestita da Luca Ronconi , quella del 2000 per il Palafestival di Pesaro. Protagonisti sul palco  Juan Diego Flórez (Don Ramiro), Roberto De Candia (Dandini), Bruno Praticò (Don Magnifico), Ekaterina Morozova (Clorinda), Sonia Prina(Tisbe), Sonia Ganassi (Angelina-Cenerentola), Nicola Ulivieri (Alidoro). Direttore Carlo Rizzi. Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e Coro da Camera di Praga. La regia televisiva è curata da Pierre Cavassilas.

Domenica 21  sarà la volta de  La gazza ladra, nell’allestimento diretto da Gabriele Salvatores per il Teatro alla Scala nel 2017 con la direzione musicale di Riccardo Chailly.

Il ciclo si concluderà domenica 28 gennaio, con Il viaggio a Reims diretto da Damiano Michieletto per il Teatro dell’Opera di Roma nel 2017.

CURIOSITA’

 Gioachino Rossini scrisse le sue due ultime opere, Le Comte Ory e Guillaume Tell a Parigi, città che lo amava al punto da dedicargli una statua  con la sua immagine mentre era ancora vivo.

 Raccolsero ventimila franchi e iniziarono a conferire quale scultore dovesse assumere per farlo. Tuttavia, Rossini arrivò in quel momento e interruppe la discussione con le seguenti parole:’Dammi i ventimila, e anch’io starò sul piedistallo!’

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Ero poco più che adolescente quando, durante una serata con la mia famiglia al Circo Orfei ammiravo il volteggiare degli acrobati. Il loro abbigliamento eccentrico che metteva in evidenza il fisico scolpito, e il sorriso rassicurante per chi li osservava, mi teneva letteralmente col fiato sospeso. Un’arte, quella del circo, che affascina chiunque, soprattutto chi dentro di se ha il fuoco dell’arte.

Davanti a  noi c’era una famiglia con due bimbi piccoli, fra i 3 e i 4 anni, che hanno passato tutto il tempo del numero circense, ad imitare questi artisti delle funi. Sembrava desiderassero prendere il loro posto. Con mio padre avevamo un occhio in alto ed uno verso i due bimbi al punto che, abbiamo distribuito gli applausi fra loro due e gli artisti. Ricordo che mio padre domandò loro il nome. Ha risposto la più piccolina: siamo Luca e Luana. Due nomi, che mi sono rimasti impressi e non so neppure perchè.

Molti anni dopo, leggevo dei successi ottenuto da due giovani allievi della scuola di ballo più nota di Cagliari , quella di Dolly Cau. La coppia dei giovanissimi Luka e Luana Fanni aveva trionfato a livello nazionale ed europeo facendo parlare i quotidiani e i TG regionali.

Per me, che ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme ma non avevo mai potuto praticare il ballo, vedere questi giovanissimi volteggiare con grande facilità ed emergere quali rappresentanti della mia terra , mi riempiva d’orgoglio. Ma ancor di più quando ho associato a quei due nomi , il volto dei due bimbi conosciuti tempo prima al circo.

Da adulta, per mantenermi in forma e colmare il desiderio di poter danzare con un minimo di tecnica, mi sono iscritta col mio futuro marito, alla scuola di ballo aperta proprio da Luca e Luana Fanni, ormai supercampioni e professionisti affermati. Ho ritrovato poi Luana come giurata nella nota trasmissione televisiva di Videolina ideata e condotta da Claudia Tronci, “Di che danza 6″, dove ero ospite, e non ho resistito a domandarle un’intervista. Volevo farle sapere quando l’avevo conosciuta, ma anche far conoscere ai miei lettori di Musicamore, com’è la vita di una campionessa a certi livelli, i sacrifici, lo studio, i viaggi, le gioie ma anche le delusioni.

Oggi quindi vi propongo la prima delle mie video-interviste che la riguardano. Mi spiace non aver potuto intervistare anche suo fratello Luka, attualmente in Indonesia  per impegni che riguardano la sua attività.


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guarda qui la SECONDA PARTE

guarda qui la TERZA PARTE

 

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 DALLA TV AL LAGO: ALBERTO NERAZZINI DI REPORT E ANGELA RAFANELLI DE LE IENE NELLA GIURIA DEL LAGO FILM FEST 8

 Capitanata dalla star dei visuals Max Hattler, la giuria valuterà i migliori corti da tutto il mondo. Tra gli eventi speciali, la prima internazionale di Zombi, il più dissacrante film sull’eutanasia mai girato prima, e i film brevi di Cine-Boat in esclusiva dal Festival di Cannes.

Saranno Alberto Nerazzini di Report, autore delle inchieste più clamorose della trasmissione TV di “culto” Report, e Angela Rafanelli, volto de Le Iene di Italia Uno, gli ospiti d’onore dell’ottava edizione del Lago Film Fest che si svolgerà dal 20 al 28 luglio sulle rive del Lago trevigiano e tra i vicoli del borgo in pietra, con un programma imponente per proposte e numeri (oltre cento i film in concorso da tutto il mondo, selezionati su 2000).

Con tantissime novità, eventi speciali, ospiti nazionali e internazionali, anteprime, mostre d’arte, il Lago Film Fest, fresco di premio Città Impresa consegnato dal ministro Passera solo un mese fa al direttore artistico Viviana Carlet, regalerà al pubblico un’edizione strepitosa.

Tema forte di quest’anno sarà l’inchiesta giornalistica che vedrà nel modenese Nerazzini di Report il portavoce e l’interprete ideale di un genere di punta della televisione italiana. Proprio al Lago Film Fest il fuoriclasse della squadra diretta da Milena Gabanelli presenterà in collaborazione con Rai Teche “La divina provvidenza”, record di ascolti e clamorosa indagine sullo scandalo finanziario legato all’Ospedale S. Raffaele di Milano e alla figura di Don Verzè.

Al fianco di Nerazzini, nel sostenere la causa del giornalismo d’assalto, ci saranno la Iena Angela Rafanelli, già conduttrice di Loveline e “Le Vite degli altri” di La7, e l’ironia graffiante e spregiudicata con cui la trasmissione di Italia Uno, stagione dopo stagione, ha raggiunto il successo.

Nerazzini e Rafanelli faranno parte della giuria di esperti chiamata a scegliere i migliori tra cento cortometraggi indipendenti da tutto il mondo e capitanata dalla star dei visuals Max Hattler, campione di Festival internazionali e ragazzo prodigio che ha collaborato con Basement Jaxxx e Jovanotti (per cui ha curato le immagini del tour L’ombelico del mondo). A lui il Lago Film Fest dedicherà una retrospettiva mai vista prima in Italia.

Tra le fila della giuria ci sarà anche il Sound Designer Andrea Martignoni, interprete di spicco della scena dell’animazione italiana. La sua partecipazione al Lago Film Fest sarà occasione per presentare al pubblico ANIMAZIONI 2 – Cortometraggi italiani contemporanei in DVD, opera seconda prodotta da Ottomani e Vivacomix che raccoglie le migliori animazioni di produzione italiana degli anni zero.

Ricchissimo il calendario degli eventi speciali. La parte del leone la farà l’anteprima internazionale di Zombi, commedia nerissima firmata dal regista spagnolo David Moreno (già giurato a Lago nel 2010) che racconta una storia di eutanasia con un cinismo e una lucidità che non hanno eguali nella storia del cinema di fiction. In agenda anche la proiezione speciale di (S)OGGETTI SMARRITI con una selezione dei migliori corti provenienti dal Festival piacentino Concorto, e direttamente dall’ultimo Festival di Cannes, in collaborazione con il prestigioso progetto parigino NISI MASA, i film brevi del progetto CINE-BOAT.

Ma non è finita qui: oltre al cinema il Lago Film Fest propone concerti, performance, la residenza di giovani artisti e tanto altro ancora, da scoprire su www.lagofest.org.

Ester Del Longo // Lago Film Fest

LAGO FILM FEST _ 8^ EDIZIONE  // 20-28 Luglio 2012 / Revine Lago, Treviso

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303-mercury02 - Hammersmith FOTO 19Ebbene si, perchè quando si legge su un libro di storia che tale sovrano aveva come amante Tizia o Caia enureyev che tale grande artista aveva relazioni omosessuali , è storia. Oggi invece, le stesse cose su personaggi attuali sono pettegolezzo, anzi, per essere più moderni, gossip.

In preda ad un feroce mal di testa, nella speranza di poterlo placare, mi sono coricata ed ho acceso la TV, a basso volume, sintonizzata su un canale a caso. Ho ascoltato ad occhi chiusi, in sottofondo, la storia del  gruppo musicale dei Queen nato negli anni 70  e del suo mitico leader Freddie Mercury. Conosco poco Freddie Mercury, il suo gruppo non è mai appartenuto al mio genere musicale, ma dalle poche canzoni che conosco ho potuto apprezzare le sue doti vocali superlative.

Ebbene, nei primi anni novanta Freddie Mercury stupì una parte dei fans rivelando la sua malattia, l’AIDS, contratta a causa di una vita sessuale sregolata. Però non rivelò invece la sua relazione segreta col ballerino Rudolf Nureiev che guarda caso morì per la stessa malattia di Mercury , a breve distanza di tempo. Non sono qui  per sputare sentenze e nè per gettare fango su personaggi che sono passati alla storia per le loro qualità artistiche, ma per mantenere viva l’attenzione su un male che , cominciato in sordina a metà degli anni ’80, ad oggi non è stato ancora sconfitto. L’ultima generazione di ragazzi non ha abbastanza chiarezza su questo problema. Le istituzioni hanno in qualche modo abbassato la guardia, rispetto al primo periodo, e invece dovrebbero ricominciare a divulgare in maniera più capillare, la gravità di questo male nato nel secolo scorso ma sempre in agguato.

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chiaraChiara (14 anni) e i suoi pensieri sulla cultura italiana e la sua salvaguardia.

Oggi, in questo mio blog, voglio dare spazio al tema di una ragazzina di III media, che mi ha colpito per la chiarezza e la competenza con cui affronta il tema sull’arte proposto dall’insegnante d’italiano.

TITOLO: la cultura e l’arte italiana

Tesi: “Non si mangia con l’ANORESSIA culturale” (Umberto Eco)

Suddivisione del tema:

1) La cultura italiana nel mondo;

2) La cultura calpestata;

3) La protesta contro i tagli del Governo

4) Che cos’è la cultura per me

Svolgimento:

Con la globalizzazione, ogni stato mette i suoi beni economici (come petrolio, gas metano, etc.) a disposizione degli altri stati del mondo, tra cui anche l’Italia. Quest’ultima non ha alcuna materia prima da poter esportare, ma anzi, le deve importare e lavorare: l’unica cosa che possiede è la cultura. La cultura italiana è rappresentata in tutti i campi dell’arte ( l’architettura, la pittura, la musica, il cinema, il teatro, etc.) ed è un patrimonio unico che non possiede nessun altro paese del mondo. Purtroppo il mio e il vostro paese, che rigurgita di beni culturali, li esibisce al mondo sciattamente, con il capo girato dall’altra parte, come se la conservazione della cultura italiana fosse un’incombenza inutile e fastidiosa. Una tale ricchezza culturale dovrebbe essere salvaguardata, curata affinché tutto il mondo possa goderne. Purtroppo il Governo italiano non ritiene importante investire economicamente su questo settore che invece dovrebbe essere la nostra più grande ricchezza perché apprezzata in tutto il mondo: infatti le costruzioni di Pompei (che non state rase al suolo dalla lava che le aveva sommerse, ma stanno crollando adesso a causa dell’incuria e della trascuratezza del ministero dei Beni Culturali ), non vengono protette e salvaguardate da manutenzione accurata eseguita da esperti in questo settore. Sono stati fatti dei tagli al FUS, il fondo unico per lo spettacolo, che dipende dal ministero dei Beni Culturali e che finanzia tutte le attività del mondo dello spettacolo: la musica, la lirica, il cinema, il teatro. Questa serie di tagli sono iniziati con il Governo Berlusconi, dal 2006 al 2007; colmati con il Governo Prodi e di nuovo attuati dal Governo Berlusconi attuale, che dimezza ogni anno i finanziamenti per queste attività, motivando tutto ciò con la crisi economica che ha investito tutto il mondo. Attorno al mondo dello spettacolo ci sono dei lavoratori altamente qualificati che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’arte e della musica e che ne sono i massimi rappresentanti, apprezzati in tutto il mondo. ” Sono state organizzate tre giornate per dire “NO” ai tagli al FUS, il 26-27-28 marzo, dove il mondo del teatro, della musica, della danza, del cinema, avrebbe ancora protestato contro questa manovra del governo che si è mostrato sordo, cieco ed insensibile a tutti questi problemi, ma per fortuna la notizia che il governo aveva finalmente ceduto di fronte alle proteste di tutto il mondo della cultura e avrebbe reintegrato il FUS ha evitato lo sciopero indetto da tutti i lavoratori dello spettacolo”. Con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia , il 12 marzo 2011, è stata rappresentata a Milano l’opera ”Nabucco” di Giuseppe Verdi, il musicista che più rappresenta il Risorgimento. Quando il pubblico ha chiesto il bis dell’aria corale “Và, pensiero”, Riccardo Muti, il direttore d’orchestra, ha dichiarato “Oggi, 12 marzo 2011, non vorrei che Nabucco fosse il canto funebre della cultura e della musica”, ”La patria si bella e perduta è la patria che perde la sua cultura per gli ignominiosi tagli del governo, allora cantiamolo insieme” e il pubblico, commosso, si è alzato in piedi intonando insieme al coro l’aria.

Il ministro Tremonti ha affermato che “non si mangia con la cultura”.

Il grande scrittore Umberto Eco ha risposto alle sue dichiarazioni, scrivendo, sotto forma di lettera aperta, che ”Non si mangia con l’ANORESSIA culturale”.

Alcuni attribuiscono le cause del declino della cultura, in parte, alla TV: la gente non va più nei musei o nei teatri, perché in TV c’è “Il Grande fratello” o “l’Isola dei famosi”.

Io, che ho quattordici anni credo che la cultura di ogni popolo sia un patrimonio inestimabile, un valore che rende ogni paese unico al mondo e che caratterizza ogni civiltà. Signori miei, ci rendiamo conto che se noi italiani non proteggiamo la nostra cultura, l’Italia morirà? La TV dovrebbe servire a divulgare la cultura e a farla conoscere nel mondo con programmi che la valorizzino: invece vengono valorizzati soltanto con un certo tipo di programmi, come “il Grande fratello”o “l’Isola dei famosi” che invece mostrano i limiti di una società basata sull’immagine e sul consumismo sfrenato che porta all’impoverimento della mente e della capacità di ragionamento di tutti gli individui.

Basta! Tutto è allo sfascio e il nostro governo non fa nulla. Duecentoventimila posti di lavoro sono a rischio con questa vera e propria “crisi culturale”. Ogni tanto, ragazzi, spegniamo la TV, il computer e accendiamo la nostra mente, guardiamoci intorno e godiamo della bellezza straordinaria del nostro patrimonio culturale che ci ha reso famosi nel mondo. In conclusione, mi sento di affermare che sarebbe meglio mangiare un panino davanti ad un quadro, o ascoltando della bella musica o leggendo un buon libro piuttosto che mangiare caviale guardando “La pupa e il secchione”. Mi raccomando: NON ZITTITE L’ARTE! – Chiara Loi

Ed io concludo che se i ragazzi della tua età avessero tutti le idee chiare come te, abbiamo la speranza che in futuro le cose possano davvero cambiare.

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