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La Aardman è uno degli studi di animazione più amati al mondo, famosa per la sua animazione stop-motion denominata “claymation”(tecnica cinematografica della plastilina animata), e del regista Premio Oscar© Nick Park, creatore tra i tanti, di capolavori come Wallace & Gromit, Galline in fuga e Shaun Vita da pecora.

Monica Tronci, l’artista numero uno in Sardegna nell’arte della plastilina, è stata contattata a dicembre  da Brad&K Productions, la nota agenzia romana di comunicazione digitale, per conto di Lucky Red, che distribuisce I Primitivi in Italia.  Questo film è appena uscito nelle sale cinematografiche ed appartiene appunto al genere sopracitato.

Monica, come sei stata contattata?

L’agenzia mi ha trovata sul web. Quando ho letto il messaggio nella posta della mia pagina ufficiale fb La Plastilina di Monica Tronci, non credevo ai miei occhi. Sfioravo per la prima volta e senza aspettarmelo, il top mondiale dei film creati con plastilina!

In cosa consiste l’incarico affidato?

Dovevo realizzare 3 videotutorial (per alcuni social network) nei quali le mie mani mostrassero come creare, in poche semplici mosse, i tre personaggi principali del film “I Primitivi”: Dag (il ragazzo), Ginna (la sua amica) e il cinghiale (amico fidato di Dag) Grugno.

Naturalmente anche in questo impegno c’è sicuramente  la collaborazione stretta di una persona a te cara.

Ovviamente per realizzare i video non potevo che chiedere aiuto a mia sorella gemella Valeria con la quale creo anche dei video per il nostro canale Youtube LE GEMELLE TRONCI.

Ti è stato richiesto uno spazio di lavorazione particolare?

Io volevo realizzarlo al meglio e in casa non mi era possibile. Avevo bisogno di un set e questo ci è stato concesso da un caro amico che ha messo a disposizione il suo studio. Abbiamo piazzato le luci, montato “il set” e registrato la creazione dei personaggi.

Ci racconti un po’ del film  I Primitivi?

La versione italiana vede il coinvolgimento di sette doppiatori d’eccezione: Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Corrado Guzzanti, Salvatore Esposito, Chef Rubio, Greg e Alessandro Florenzi (calciatore). In versione originale i personaggi principali sono doppiati da Eddie Redmayne, Tom Hiddleston e Maisie Williams (Arya di Game of Thrones).

La trama del film è avvincente e ci porta indietro, all’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata.

La vita è perfetta per il primitivo Dag e per la sua adorabile e bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, che costringe tutti ad abbandonare la propria casa. Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui fino a quel momento Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo.

Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio! Il risultato è un completo disastro. Quando però Dag recluta Ginna, energica e appassionata tifosa, le cose iniziano a migliorare. Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in se stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire la squadra dei primitivi nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

 I personaggi sono coloratissimi e tutti diversi, con caratteri particolari e molto simpatici.

Di seguito il trailer del film.  Se volete capire come realizzare i personaggi, seguite la pagina Facebook la Plastilina di Monica Tronci cliccando qui


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Con l’avvento della piattaforma Youtube, tutti hanno potuto dar sfogo al loro ingegno, sia dal punto di vista del cinema che in quello dei Tutorial. I tutorial sono delle piccole lezioni filmate che riguardano qualunque argomento:  trucco, cucina, elettronica, musica ecc. Chiunque abbia bisogno di un chiarimento,  qui trova il maestro pronto a soddifare tutti.

Personalmente mi sono servita da subito dei tutorial   soprattutto quando ho avuto la necessità di conoscere la funzionalità di certi programmi di informatica.

In campo musicale ed in particolare nel canto, i video di Youtube aiutano tantissimo chi sta cominciando a studiare l’arte del canto perchè si trovano documenti anche rarissimi  che possono davvero aiutare i giovani talenti. Poter osservare i grandi artisti del passato , il loro modo di cantare, di respirare e di interpretare un brano è davvero notevole. Certamente non è tutto oro quello che luccica, molti tutorial sono dei falsi. Bisogna avere fiuto per capire ciò che vale e ciò che non vale.

Un altro grande aiuto  sono le basi delle canzoni o delle romanze che si trovano sia eseguite dalle orchestre e sia eseguite dal pianoforte.  Ovviamente io le utilizzo solo nella prima fase di studio, ben consapevole che non sono da prendersi come sostitutivo di un accompagnamento dal vivo. Queste servono per abituare l’allievo a mantenere ritmo e intonazione  . Quando si accede poi alla preparazione col maestro di spartito la parte più difficoltosa e quasi sempre già risolta.

Di seguito una base con spartito del difficilissimno quartetto tratto dall’opera Rigoletto  .


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Tutorial è un karaoke danzante, che si svolgerà questa sera 20 novembre al Lazzaretto CagliariGlen Çaçi inviterà gli spettatori a un evento speciale: prima gli spettatori dovranno guardare attentamente una danza dallo schermo, per poi essere guidati dallo stesso Glen Çaçi nella sua esecuzione.

 

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Raramente ho trattato l’argomento dell’impostazione vocale, ma in questo periodo ho ricevuto diverse mail che mi chiedevano notizie su ciò che è giusto o sbagliato nello studio del canto.

Per esperienza diretta posso dire con certezza che se un allievo sente dolore e fatica alla gola, c’è sicuramente qualche cosa che non va nel modo di cantare.

Perché si decide di studiare canto?  Perché si vuole imparare a cantare senza stancarsi, migliorare la qualità e l’estensione della voce e soprattutto cercare di imparare la tecnica del fiato elemento principale dello studio vocale. Questo vale anche per chi decide di studiare la tecnica  per poter parlare , declamare o recitare senza fatica. Infatti se non si sa utilizzare bene il fiato il rischio è quello di perdere la voce molto in fretta.

Ovviamente non sono  qui per fare alcuna lezione, sarebbe troppo riduttivo in 30 righe di post. Però posso dirvi che studiando con serietà, passione e soprattutto molta pazienza , si riusciranno ad ottenere risultati davvero soddisfacenti.

Bisogna sempre tener presente che lo studio del canto non può essere martellante per tante ore come quello di uno strumento, ad esempio il pianoforte o il violino. Si ricordi che lo strumento  ha dei pezzi che una volta logori possono essere sostituiti, nella voce questo non può avvenire!  I rischi per la voce sono la formazione di noduli e polipi che comprometterebbero per sempre l’uso della voce.

Quindi lo studio del canto, a mio avviso, deve essere breve, (max un’ora) ma costante nel tempo. Ai miei allievi ho sempre consigliato di iniziare con degli esercizi di respirazione, 15 minuti di vocalizzi graduali per riscaldamento ed estensione, lo studio musicale del brano e la messa in voce ( poche righe al giorno) dei brani da mettere in “gola”; questo termine tecnico  sta a significare che il brano deve diventare padrone dell’organo fonatorio e viceversa.

Qualche volta mi sono imbattuta in  video-tutorial su youtube che riguardano lezioni di tecnica vocale. Molti ahimè sono delle vere prese in giro, ma tanti altri davvero interessanti.

Ultimamente mi ha colpito un’ intervista alla grande cantante americana Cheryl Porter, cantante lirica ma anche di musica leggera che ho  conoscere personalmente in occasione di un suo concerto a Cagliari nel 2005.
Ha usato poche parole per far capire quando la voce è nella posizione giusta. Non voglio svelarvi nulla, vi invito solo a guardarlo. Poi mi direte.
Buona visione!


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Ormai le tecniche di studio, soprattutto nel canto leggero si sono adeguate alla tecnologia. Prima, l’unico mezzo era un insegnante di canto e un pianoforte. Per il canto leggero si poteva utilizzare una tastiera elettrica.

Oggi la maggior parte dei ragazzi, soprattutto dell’ ultima generazione, hanno a disposizione il PC e le basi scaricate da internet. Ci sono migliaia di tutorial su youtube di insegnanti di canto (o pseudo insegnanti) e di video, dove il futuro cantante ha la possibilità di scegliere la canzone più amata e soprattutto la tonalità più adeguata ai propri mezzi. Le basi si acquistano appunto su internet, e più  gli arrangiamenti sono sofisticati e più costano. Puoi scegliere se avere a disposizione un coro per far risaltare maggiormente la voce o semplicemente un pianoforte o una chitarra per un canto molto soft. Ai concorsi ci si presenta col proprio accompagnamento: una o più basi musicali raccolte in una pendrive o in un CD e il resto lo fanno i computer dell’organizzazione collegati ai sistemi di amplificazione.


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