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Alberto Mattioli  

Presenta

Turandot di Ferruccio Busoni e Suor Angelica di Giacomo Puccini,

al Teatro Lirico di Cagliari

 Venerdì 23 febbraio, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, il giornalista Alberto Mattioli presenta le opere Turandot di Ferruccio Busoni e Suor Angelica di Giacomo Puccini, in un incontro con il pubblico. Le due opere vanno in scena, venerdì 2 marzo alle 20.30 (turno A), per l’inaugurazione della Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

Alberto Mattioli – Nato a Modena nel 1969, è giornalista del quotidiano “La Stampa”, per il quale è stato redattore alla Cultura, caposervizio agli Spettacoli e corrispondente da Parigi. Esperto di interpretazione operistica, ha scritto saggi o tenuto conferenze per: Teatro alla Scala di Milano, Regio di Torino, Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Opera di Roma, Grand Théâtre di Ginevra e molte altre istituzioni italiane e straniere. Ha una rubrica sul mensile “Classic Voice” e ha collaborato o collabora con numerose riviste musicali. Ha scritto tre libri: “Big Luciano – Pavarotti, la vera storia” (Mondadori 2007), “Anche stasera – Come l’opera ti cambia la vita” (Mondadori 2012), “Meno grigi più Verdi – Come un genio ha spiegato l’Italia agli italiani” (Garzanti 2018), e due libretti d’opera: “La paura” per Orazio Sciortino e “La rivale” per Marco Taralli.

 

Turandot e Suor Angelica vengono replicate: sabato 3 marzo alle 19 (turno G); domenica 4 marzo alle 17 (turno D); martedì 6 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 7 marzo alle 20.30 (turno B); venerdì 9 marzo alle 20.30 (turno C); sabato 10 marzo alle 17 (turno I); domenica 11 marzo alle 17 (turno E). Le recite per le scuole che prevedono l’esecuzione in forma completa di Turandot di Ferruccio Busoni, della durata complessiva di 80 minuti circa, sono: martedì 6 marzo alle 11, giovedì 8 marzo alle 17 (speciale famiglie e associazioni), venerdì 9 marzo alle 11, martedì 13 marzo alle 11, mercoledì 14 marzo alle 11, giovedì 15 marzo alle 11, venerdì 16 marzo alle 11.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

Nel video sottostante una splendida interpretazione del soprano Giusy Devinu nella famosa aria “Senza Mamma” tratta dalla suor Angelica di Puccini

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foto  Sardinia Fashion

Si intitola“Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot la mostra che il Teatro Lirico dedicherà al grande artista di San Sperate (scomparso lo scorso anno) in occasione della messa in scena dell’opera Pucciniana Turandot. L’omaggio all’artista sarà allestito nel foyer di platea da mercoledì 15 marzo fino a lunedì 15 maggio 2017.

L’ occasione sarà appunto quella della messinscena dell’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini che viene rappresentato, nell’ambito della Stagione lirica e di balletto 2017, nel celebre allestimento dell’estate 2014 con lo straordinario impianto scenico che resta la prima ed unica esperienza di Pinuccio Sciola nel teatro musicale.

L’allestimento di questa Turandot mostra una Cina atemporale ed una Pechino di pietra dalle tonalità chiare (si passa dal bianco al grigio, attraverso le varie sfumature del beige), dove si “muovono” 220 costumi dai colori puri, lontani dal decorativismo cinese, ma strettamente legati alle forme e fogge orientali dei primi del ‘900.

Il monumentale impianto scenico di Pinuccio Sciola supera l’area tradizionale a lui designata, quella appunto del palcoscenico, per proseguire idealmente negli altri spazi del Teatro, in particolare l’ingresso principale ed il foyer di platea, dove è stata collocata una gigantesca riproduzione di 9 metri di altezza di una sua scultura che riconduce alle architetture futuristiche della Pechino pietrificata immaginata dall’artista-scenografo per il capolavoro pucciniano. Ad incorniciare il tutto una serie di segni grafici, realizzati con l’uso di canne, dell’artista di San Sperate che riportano ad atmosfere orientali ed a suggestioni legate agli ideogrammi cinesi, oltre alle affascinanti maschere in basalto e granito, alle possenti “Città sonore” ed ai bozzetti originali delle diverse scene che appariranno agli occhi del pubblico in una filologica ricostruzione del “tavolo dell’artista”, sul quale nacque anche una poesia autografa, dedicata a Giacomo Puccini, che, per la prima volta, viene esposta.

Idee, fatica, passione, emozioni, genio, umanità che, ancora oggi come già nella magica estate del 2014, consegnano all’eternità questa straordinaria opera d’arte scenografica che rende il capolavoro pucciniano ancora di più unico ed indimenticabile.

L’esposizione è ideata e curata da Maria Sciola e Rossella Atzori e le fotografie esposte sono di Ivan Capra e Attila Kleb.

L’inaugurazione della mostra, con ingresso libero, si tiene martedì 14 marzo 2017 alle 18, alla presenza di Claudio Orazi (sovrintendente Teatro Lirico di Cagliari), Mauro Meli (direttore artistico Teatro Lirico di Cagliari), Tomaso Sciola (presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Chiara Sciola (vice presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Maria Sciola (direttore generale Fondazione Pinuccio Sciola).

La mostra, con ingresso libero, è aperta, oltre che durante gli spettacoli, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13.

Il foyer di platea del Teatro si conferma quale importante punto di incontro cittadino e spazio per la fruizione dell’arte: gli ambienti più ampi nel rispetto dell’originario progetto architettonico, l’illuminazione conformata alle pareti ridipinte e perfettamente sgombre, consentono un respiro maggiore ed un uso più appropriato delle volumetrie del Teatro.

Di seguito un video realizzato al Teatro Lirico in occasione della messa in scena del 2014


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La mostra “Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot” si avvale del contributo ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Pinuccio Sciola.

Turandot di Giacomo Puccini viene rappresentata: venerdì 17 marzo alle 20.30 (turno A), sabato 18 marzo alle 19 (turno G); domenica 19 marzo alle 17 (turno D); martedì 21 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 22 marzo alle 20.30 (turno B); domenica 9 aprile alle 17 (turno E); martedì 11 aprile alle 20.30 (turno C). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 21 marzo e martedì 11 aprilesempre alle 11.

 

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Foto P.Tolu

Mauro Balestrazzi presenta Turandot di Giacomo Puccini,

al Teatro Lirico di Cagliari

 Venerdì 10 marzo, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, il giornalista Mauro Balestrazzi presenta l’opera Turandot di Giacomo Puccini, in un incontro con il pubblico. Il celeberrimo dramma lirico in tre atti va in scena, venerdì 17 marzo alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

 Mauro Balestrazzi – È nato a Parma nel 1953. Appassionato di giornalismo fin da bambino, ha cominciato a scrivere sulla “Gazzetta di Parma” a 14 anni. Giornalista professionista dal 1978, è stato redattore, per 35 anni, della “Gazzetta dello Sport”, occupandosi sempre di calcio ma trovando anche il modo di pubblicare, sulle sue celebri pagine rosa, articoli su Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Claudio Abbado, Riccardo Chailly e altri campioni della musica. Da anni collabora con il mensile “Classic Voice”, per cui ha realizzato inchieste su vari argomenti: dalla produttività delle fondazioni liriche all’attività delle orchestre sinfoniche, dagli stipendi dei musicisti alle quotazioni dei cantanti. La denuncia dell’inaccessibilità agli studiosi dell’archivio privato di Verdi ha avuto risonanza su buona parte della stampa nazionale ed è stata ripresa anche da “The Times”. Ha scritto tre libri: “Toscanini secondo me. Il più celebre direttore d’orchestra in un secolo di testimonianze”, “Carlos Kleiber. Angelo o demone?” e “Pavarotti dossier”, tutti pubblicati da L’Epos.

Turandot viene replicata: sabato 18 marzo alle 19 (turno G); domenica 19 marzo alle 17 (turno D); martedì 21 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 22 marzo alle 20.30 (turno B); domenica 9 aprile alle 17 (turno E); martedì 11 aprile alle 20.30 (turno C). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 21 marzo e martedì 11 aprile, sempre alle 11.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

Cagliari, 8 marzo 2017

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Avviso di selezione acrobati
Turandot di Giacomo Puccini

In occasione della messinscena dell’opera Turandot di Giacomo Puccini, con la regia di Pierfrancesco Maestrini, il Teatro Lirico di Cagliari ricerca le seguenti figure:

- n. 3 acrobati uomini per controfigure di Ping, Pong e Pang.

I candidati ideali dovranno avere una formazione da ginnasti e/o ballerini di capoeira o arti consimili e comunque in grado di compiere salti mortali, rondate, etc. e, in ogni caso, senza l’utilizzo delle mani.

La Direzione si riserva di valutare eventuali altre caratteristiche e competenze in possesso dei candidati.

Il periodo di impegno (prove e spettacoli) è programmato, indicativamente, dal 21 febbraio al 22 marzo e dal 09 all’11 aprile 2017.

Gli interessati devono inviare la propria candidatura all’indirizzo di posta elettronica produzione@teatroliricodicagliari.it entro e non oltre martedì 14 febbraio 2017 indicando i propri dati anagrafici (luogo e data di nascita, indirizzo, codice fiscale), nonché un recapito telefonico e un breve curriculum, ed allegando una fotografia a figura intera.

La selezione si terrà
MERCOLEDI’ 15 FEBBRAIO 2017 alle ore 13
nella Sala Regia del Teatro Lirico di Cagliari (IV piano)

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Direzione di Produzione, telefono 0704082208-0704082257.

 

 

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Pinuccio Sciola con le scenografe del Lirico di Cagliari

Ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo e di lavorare sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari  allestito da lui. Nel 2014  l’allora sovrintendente Mauro Meli , propose a Pinuccio Sciola di creare la scenografia dell’opera Turandot che sarebbe andata in scena nella stagione lirica estiva. Lui accettò con entusiasmo questo lavoro nuovo, diverso dal solito.

Ricordo che durante la preparazione dell’opera  lo si  incontrava  tutti i giorni in teatro, dai laboratori al palcoscenico sempre sorridente e gentile. Si era capito da subito che questa esperienza lo aveva completamente affascinato , coinvolto, appassionato.

Generalmente lo scenografo di uno spettacolo , dopo la prima recita lascia il teatro, lui no. Non ha mai perso una serata, era sempre presente in sala per poi salire sul palcoscenico a ringraziare con noi il pubblico. Ed ogni sera ci stringeva la mano complimentandosi . Aveva negli occhi la gioia di un bambino al quale era stato donato un regalo molto bello. Eppure le grandi soddisfazioni durante tutta la sua vita non gli sono di certo mancate!

L’11 luglio 2012 il Presidente della Repubblica  lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.  Lo stesso anno, Napolitano ha inaugurato il monumentale tricolore di Sciola al porto di Cagliari “Le pietre della cultura per consolidare le fondazioni dell’unità d’Italia”. 

Il giorno venerdì 22 luglio alle ore 12 nella Sala Consiliare del Comune di San Sperate (via Sassari 12, San Sperate - mappa), verrà presentata alla stampa la “Fondazione Pinuccio Sciola”, istituzione deputata  a promuovere la memoria e il pensiero artistico dello scultore

 Aprirà la conferenza il Sindaco di San Sperate Enrico Collu.

 All’incontro interverranno:

      i figli dello scultore, fondatori e amministratori della Fondazione: Tomaso, Chiara e Maria Sciola;

-       il rettore dell’Università degli studi di Cagliari, Prof.ssa Maria Del Zompo;

      l’economista Prof. Paolo Savona;

-       il giornalista Giovanni Floris (in collegamento via Skype).

 

Fondazione Pinuccio Sciola

Via E. Marongiu, 21

09026 San Sperate (CA)

email: info@fondazionesciola.it

telefono: +39 349 143 7709?

 

Ufficio stampas.cavagnino@gmail.com

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Mauro Secci, tenore cagliaritano, si è classificato al Concorso  lirico internazionale “Umberto Giordano” di Foggia, giunto alla 18^edizione . Il prestigioso concorso è il  più importante nel mondo dedicato a questo musicista. I partecipanti erano circa una cinquantina.

Era la prima volta che Mauro si presentava ad un concorso internazionale.  L’ho sentito e visto cantare  in occasione della Turandot del 2014, cui partecipavo in qualità di artista del coro. Lui era il Principe di Persia, una piccola parte  ma difficile  il tanto giusto per capire se un tenore ha qualità. Da allora il Teatro Lirico di Cagliari gli ha affidato altri ruoli  più impegnativi e lui ha dimostrato sempre di essere all’altezza di questi per precisione musicale e tecnica vocale.

Ho iniziato lo studio del canto da adulto, a 27 annimi dice Mauro –  con il soprano  Elisabetta Scano, ma ho frequentato anche  diverse masterclass con  Angelo Romero, Gioachino Fitto, Luciana Serra, Riccardo Zanellato, e  Nila Masala.”

Ma Fino ai 27 anni cosa hai fatto?

- “Mi sono laureato prima in Economia e finanza e poi ho preso la magistrale in scienze economiche”-

Chi è che ti ha trasmesso la passione per il canto? 

“Prima di tutto i miei familiari. Mio padre cantava sempre le romanze napoletane e mia mamma ascoltava volentieri l’opera in TV. poi sono stato fulminato dal concerto dei tre tenori, quello alle terme di Caracalla nel 1990″.

Tu hai due strade davanti a te . Hai già deciso quale vorresti poter continuare come professione?

Decisamente quella dell’artista.

 

 

 

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Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, visionario, geniale, immortale artista

 Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, nel giorno della sua prematura ed improvvisa scomparsa, ricordando, con commozione e gratitudine, la poliedricità e la genialità del suo percorso artistico che culmina anche nel visionario e monumentale allestimento di Turandot di Giacomo Puccini dell’estate 2014.

Lo scultore ed artista di San Sperate che ha fondato la sua vita sull’esaltazione della Sardegna e delle sue tradizioni ancestrali, raccontandole al mondo intero attraverso il “suono delle sue pietre”, debutta, con l’entusiasmo e l’energia di un ragazzo, nel mondo della lirica a 72 anni e costruisce, al Teatro Lirico di Cagliari, una Pechino magica e fantastica, ma anche futuristica ed atemporale, totalmente “pietrificata”, dove ambientare il dramma dell’estremo capolavoro pucciniano. Il pubblico e la critica accolgono con grande successo le 15 rappresentazioni dell’opera, decretando in particolare a Pinuccio Sciola, che ogni sera continuava a salire in palcoscenico a fine spettacolo per i ringraziamenti, la più lunga e sentita delle ovazioni.

Cagliari, 13 maggio 2016

 Le foto sono di Priamo Tolu

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Maria Katzarava, giovane soprano messicano-georgiana che i cagliaritani hanno conosciuto prima nell’Amico Fritz e poi come Liù nella Turandot, debutterà al Gran Teatre del Liceu di Barcellona il 27 Gennaio cantando Desdemona, la protagonista femminile dell’opera Otello di

Giuseppe Verdi.  Giungerà al teatro catalano dopo il suo recente e acclamato debutto spagnolo con Il Duca d’Alba, al Teatro Campoamor di Oviedo, dove si fece notare per il suo talento e temperamento scenico, riconosciuta dalla critica come “un’autentica rivelazione“.

Il suo debutto al Liceu –in sostituzione di Carmen Giannattasio- la manterrà legata al repertorio verdiano dato che sarà in scena con Otello pochi giorni dopo il suo debutto in Italia ne La Traviata, chiudendo la stagione del Teatro Verdi di Padova.

“Sono molto emozionata per questa Desdemona al Liceu, dato che è una gran opera, ideale per cantare per la prima volta in questo teatro di tanta tradizione. Inoltre, Barcellona è la mia città di adozione, dato che vivo lì da quasi due anni”, ha affermato la cantante, che interpreterà il personaggio shakespeariano anche il 31 Gennaio e il 4 e 5 Febbraio.

Katzarava nel 2008 ha vinto il primo premio del concorso Operalia, fondato e presieduto da Placido Domingo, e si è esibita negli scenari più importanti come la Royal Opera House Covent Garden di Londra, La Scala di Milano e il Grand Théâtre di Ginevra. Tra gli altri impegni, Maria Katzarava sarà Micaëla (Carmen, Bizet) presso il Teatro Comunale di Bologna, si recherà a Mosca con la compagnia del Maggio Musicale di Firenze sotto la direzione di Zubin Mehta e interpreterà Margherite (Faust, Gounod) al Grand Théâtre Losanna (Svizzera).

In questo link l’intervista che Maria a rilasciato al mio blog Musicamore in occasione della sua Turandot cagliaritana.

Info:

http://www.katzaravamaria.com/

 

 

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Maria Callas all'inizio della carriera

 Fin da bambina ho sempre respirato musica di ogni genere compresa naturalmente la classica e la lirica perchè mio padre era un grande appassionato. Ricordo benissimo il Rigoletto, edizione Fratelli Fabbri, che lui acquistava in edicola (come altre opere), ogni settimana, in dischi di vinile con relativo libretto. Il dopo pranzo era caratterizzato dall’ascolto di questi dischi. Mi piaceva sfogliare gli allegati che raccontavano la trama delle opere e che contenevano le foto dei cantanti protagonisti. Ricordo che, soprattutto le donne erano  in abbondante sovrappeso tant’è che ne avevo dedotto che i cantanti lirici se non erano robusti non potevano cantare l’opera, e questa era la mentalità “all’antica”

 Naturalmente ciò non è assolutamente vero, anzi è stato dimostrato che il sovrappeso in tante occasioni penalizza il cantante sia nella  nella voce che nei movimenti scenici. Negli ultimi 30-40 anni i registi hanno cominciato a pretendere cantanti che avessero un aspetto più consono ai personaggi che avrebbero interpretato e, a parità di voce (ma non sempre) veniva scelto quello più longilineo .

La grande Callas,  al suo debutto italiano all’Arena di Verona , fu stroncata dalla critica più per il sovrappeso che per la voce . Da lì a poco l’artista greca decise di cambiare sottoponendosi ad una dieta ferrea e affidandosi  alle più famose case di moda affinchè ne curassero anche la sua immagine.Da allora in poi tutti la notarono . Fu una vera apripista in questo ed è così che finalmente abbiamo potuto ascoltare e vedere sui palcoscenici delle Violette verdiane o Mimì pucciniane malate di tisi, più veritiere, Alfredo e Rodolfo più avvenenti.  Impossibile non citare la mia conterranea Giusy Devinu, un vero «physique du rôle» per un ruolo tanto difficile vocalmente ma anche scenicamente come quello della Traviata!

 Alla fine degli anni 80, all’Anfiteatro romano di Cagliari, rappresentavamo Turandot (La Principessa era forse uno dei personaggi che ancora mantenevano l’aspetto giunonico) la cui interprete era Francesca Patanè. Una vera principessa sia nell’aspetto da Top model che nella voce. I profani si chiedevano da dove potesse provenire tanta quantità di suono! Era evidente quindi, che la voce,  non potesse dipendere dalla massa grassa bensì dalla dimensione della laringe e dall’ampiezza della maschera del viso, cassa di risonanza di un soprano. Lei ne era una prova tangibile.


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  (continua…)

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Il nostro Governo ce la sta mettendo davvero tutta per affossare la lirica e i teatri. Le considerazioni che questo genere teatrale non interessa più a nessuno sono spesso sulla bocca di tanti di loro: “Con la cultura non si mangia; la lirica è uno spettacoli per vecchi ecc. ecc. ” Ebbene, al di là delle polemiche legate al fatto che i lavoratori della fondazione milanese lavoreranno anche il primo maggio, la Turandot in programma al Teatro alla Scala, prevista appunto per il giorno della festa dei lavoratori, ha già fatto il tutto esaurito. E non stiamo  parlando di costi dei biglietti ad un euro! Guardate di seguito questo articolo del quotidiano “Corriere della sera”.

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Licia Albanese, soprano, è morta ieri a 101 (ma c’è chi dice che ne avesse 105).  Aveva cantato per 440 produzioni liriche al Metropolitan di New York,  dal 1940 al 1966 , e poi  in tutti i teatri più importanti d’ Europa e Sud America.

Era stata scelta da Arturo Toscanini per le sue trasmissioni NBC Symphony di La Bohème e La Traviata. Ci sono  registrazioni che vanno dalla  Boheme con Beniamino Gigli nel 1939 per Sondheim’sFollies, con Carol Burnett e Mandy Patinkin e i  New York Filarmonico nel 1985.

Dirigeva  il Licia Albanese-Puccini Foundation.

Ci sono fonti che dicono che la sua vera data di nascita fosse  il 1909, il che significa che avrebbe avuto   105 anni.

 Per riuscire a conoscere personalmente Arturo Toscanini, l’Albanese era andata a trovarlo in camerino alla fine di un suo concerto. Lui era stato felicissimo di questo . Con un certo coraggio ma con poche speranze, gli chiese se poteva andarlo a trovare a casa sua .

Poco tempo dopo invece, il figlio Walter la chiamò per dirle che suo padre voleva incontrarla  . Raccontava che per questa emozione stava per svenire. Lei all’epoca era già molto popolare , aveva infatti già inciso La Boheme con Beniamino Gigli, e cantato Turandot al Covent Garden. Toscanini la conosceva bene  grazie anche alla registrazione, e l’aveva  voluta quindi per Boheme e Traviata.

In quella occasione andò nel suo camerino, prima di iniziare, per augurarle buona fortuna.

Lei emozionata gli disse : ” Maestro, dovrei venire io da voi!” ma lui ha risposto:” No, no, questo è il mio dovere. Devo vedere se  tutti i miei artisti sono a posto  e in forma”


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Ieri notte, con l’ultima recita, si è conclusa questa lunga esperienza di Turandot ad alta tecnologia. In questo blog ho raccontato tanti punti di vista soprattutto da parte degli artisti , ma non ho mai preso in considerazione i figuranti, o come si diceva un tempo, le “comparse“.

Eppure loro hanno avuto  ruoli molto importanti, quasi in primo piano: i “boia” , le ancelle, le controfigure, i danzatori.

Ieri sera durante una pausa ho voluto intervistarne alcune.


Laura Piras
mi racconti come hai vissuto questa esperienza? Era la prima volta su questo palcoscenico?

Esperienza ricca e interessante. E’ la quinta volta che vengo scelta per un’opera qui al Lirico . La mia prima volta è stato nel Don Quichotte. Ogni opera mi ha lasciato qualche cosa che mi ha arricchito perchè ogni regista è diverso così come i compagni di lavoro con i quali si instaura un rapporto di collaborazione e amicizia.

Tu vieni dal mondo della moda, come confronti queste due esperienze?

Trovo che abbiano molte cose in comune perchè si lavora comunque davanti ad un pubblico che deve ricevere qualche cosa, per cui il modo di porgersi è molto simile. E’ sempre spettacolo a 360 gradi.

Hai avuto in passato altre esperienze teatrali?

Si,  ho studiato recitazione all’Akroama con Lelio Lecis e questo sicuramente mi ha preparato ad esperienze di questo tipo.

Con la Turandot avete lavorato per quasi due mesi e mezzo  fra prove e recite, ci sono stati momenti in cui  per stanchezza avresti voluto mollare?

Assolutamente no, perchè in quest’opera c’erano sempre delle novità che andavano aldilà della fatica fisica, gli artisti sempre diversi,  l’esperienza tecnologica dei google glass che ha portato al teatro una visibilità mondiale, o quella del flash mob in spiaggia, a Villasimius ,originale mezzo per promuovere l’Opera. (clicca qui vedere il video).

Giorgia Barracu  invece viene da alcune esperienze cinematografiche. Il suo sogno è quello di fare l’attrice. Studia anche lei recitazione ed ha già lavorato anche con diverse compagnie teatrali.  E’ triste per la conclusione di questa Turandot che le ha dato tantissimo sia professionalmente che affettivamente.  ”E’ la prima volta che lavoro in questo ambiente del Teatro Lirico, ed è anche la prima volta che con i colleghi non ho sentito alcuna rivalità ma anzi una grande collaborazione e complicità. Anche il rapporto con i cantanti ,il regista, e i maestri sostituti è sempre stato di disponibilità  perchè quando non si capiva  qualche cosa ci è sempre stato spiegato con garbo ed educazione “.

Voi avete avuto un trucco molto pesante e immagino abbiate passato molto tempo in sala trucco.

“Si, anche qui si è instaurato un bellissimo rapporto con le truccatrici e le parrucchiere dove , visto il protrarsi dei tempi di preparazione, c’era un continuo scambio di idee e di esperienze.”

Elisa Zedda , non è la prima volta che lavora sul palcoscenico del Lirico. Da bambina  ha lavorato nel coro delle voci bianche di Enrico Di Maira. Ha studiato arpa . Appassionata di musica in generale spera un domani di poter fare l’attrice. Intanto studia recitazione e canto jazz al Conservatorio di Musica . Prima di cominciare l’esperienza al Lirico era fra gli occupanti del teatro Valle  a Roma.

Cosa ti ha affascinato di più in questa produzione di Turandot?

Senza dubbio la bravura del coro. Io ero davanti a voi e sentire l’ampiezza del suono delle voci e la professionalità interpretativa mi mi emozionava sempre. Stesso discorso per il direttore d’orchestra veramente bravo e coinvolgente.

Michela Meloni invece è timidissima, non ama mettersi in mostra. Anche lei viene dal mondo della musica e dell’arte (studiava flauto traverso ed è diplomata dal liceo Artistico).  In passato anche lei ha fatto parte del coro delle voci bianche. Ciò che le piace del Teatro lirico,  è il dietro le quinte e cioè la professionalità di coloro che lavorano nell’ombra come scenografi, attrezzisti, maestri sostituti. “Sento di essere stata fortunata per essere stata scelta a vivere questa esperienza”.

Tra i figuranti maschili invece ci sono anche alcuni veterani come Gianni Achenza che ricorda la sua prima volta come comparsa nel lontano 1982 in Un Ballo in Maschera, l’anno in cui debuttava Giusy Devinu. Tanta esperienza in campo ma soprattutto grande passione per questa musica respirata in famiglia fin dalla più tenera età.

E poi c’è Peppone (Giuseppe Casula) che oltre ad essere un veterano del palcoscenico del Lirico, in questa Turandot è stato un vero protagonista in tutti i sensi. La sua immagine infatti ha fatto il giro del mondo attraverso la stampa internazionale. Lui interpretava il ruolo del boia Putin Pao. Mi ha raccontato che un parente che abita in Cina, una mattina ha aperto il quotidiano e con sorpresa  ha visto  la sua foto seminudo dipinto di bianco, immaginate la reazione! Questo grazie anche ai google glass .

Beh, che dire, davvero mitico! Rifaresti questa esperienza?

“Certamente! Il mese prossimo ci sarà la Tosca e mi piacerebbe interpretare ancora il ruolo di Roberti, esecutore di Giustizia che avevo già interpretato nella edizione precedente.”

 Giusto per rimanere in tema :-)

Il tempo stringe e il direttore di scena chiama per l’inizio dell’atto. Avrei voluto intervistare anche altri figuranti come  le tre controfigure di Ping Pong Pang che volteggiano in scena. Ho saputo che uno di loro è un campione di ginnastica artistica; oppure il giovane che  anni fa lavorava nel settore tecnico e che ora sta assaporando il piacere di stare in palcoscenico da artista.

foto di Priamo Tolu

 

 


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Siamo giunti alle battute finali di questa lunghissima produzione di Turandot al Teatro lirico di Cagliari. Infatti questa sera si terrà l’ultima replica alle 21.

In tanti anni di carriera è  la prima volta che canto un’opera con  tante repliche.  Considerato che anche le prove generali erano aperte al pubblico, sono state ben 17 di cui le prime 7 in abbonamento. Il pubblico è stato generoso perchè tanti abbonati, contenti dello spettacolo, hanno voluto rivederlo acquistando i biglietti per le recite successive,   quelle fuori abbonamento, che hanno visto anche la partecipazione di tantissimi turisti.

Le prove sono iniziate a  maggio, e in questi  3 mesi  sono successe talmente tante cose che è impossibile elencarle tutte. Sicuramente è stata l’opera più pubblicizzata in assoluto soprattutto attraverso la rete e i socialnetwork.

 La collaborazione  di Google col Teatro Lirico e la sperimentazione dei google glass ha suscitato la curiosità di tutte le testate giornalistiche più importanti al mondo. Dal New York Time al The Guardian .Potrete rivedere gli articoli cliccando su questo link dove ho raccolto gli articoli più importanti. L’ultimo in ordine temporale è quello pubblicato oggi su TTtecnologico. Il curatore di questo blog ha voluto che raccontassi la mia esperienza con gli occhiali virtuali dal momento che ho potuto sperimentarli proprio dal primo giorno, il 30 luglio 2014.

Quest’opera ha anche visto la partecipazioni di grandi voci della lirica attuale. Sono stati ben cinque i tenori che si sono alternati nel ruolo di Calaf: Francesco Medda, Roberto Aronica, Marcello Giordani, Francesco Anile , Rudy Park. Due nel ruolo di Turandot:  Maria Billeri e Annalena Persson; due in quello di Liù: Valentina Farcas e Maria Katzarava; sempre due in quello Timur : Carlo Cigni e Rafal Siwek ; due in quello di Ping  Gezim Myshketa, Giovanni Guagliardo. E poi ancora tanti altri bravissimi artisti come  pong Massimiliano Chiarolla, Pang Gregory Bonfatti, Altoum Davide D’Elia, Un Mandarino George Andguladze , Il Principe di Persia Mauro Secci,  GraziellaOrtu/Loredana Aramu , Luana Spinola,Juliana Vivian Carone nel ruolo delle ancelle.

Che dire poi dei figuranti speciali come i boia o gli atleti che hanno volteggiato come controfigure di Ping, Pong, Pang, o della principessa Turandot il tutto voluto da un regista originale come Pierfrancesco Maestrini.

Fiore all’occhiello di questa produzione è stato sicuramente il nostro amato artista Pinuccio Sciola  per la prima volta in qualità di scenografo teatrale, che ha voluto salutare il pubblico ad ogni recita.

Il direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti instancabile, non è stato sostituito da nessuno. L’aria del nostro mare gli ha  dato la carica per affrontare con serenità ogni recita  riuscendo sempre a mantenere le redini dell’orchestra, del coro e degli artisti di uno spettacolo così impegnativo.

Impossibile non nominare altri due artisti così detti “invisibili”, di quest’opera, come i geniali  Marco Nateri,  costumista sardo o il light designer  Simon Corder.

Non posso non citare poi il coro delle voci bianche sempre puntuale e disciplinato, preparato dal maestro Enrico Di Maira.

Questa sera non perdetevi quindi l’ultima recita di questa indimenticabile Turandot. Vi invito a guardare sotto qualche foto scattata dietro le quinte durante le prime prove di regia.

 

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Giovinezza non fa rima con inesperienza, almeno nel caso di Maria Katzarava, soprano lirico dalla voce di rara bellezza. Ho avuto modo di sentirla  più volte quale interprete di Liù nella Turandot che sta andando in scena in queste settimane al Teatro lirico di Cagliari. Lei sente il personaggio come suo, lo sviscera, lo fa rivivere nei sentimenti con intensa espressività e gestualità. La sua voce riesce a trasmettere tutte le emozioni della giovane schiava innamorata segretamente del principe Calaf  che per lui preferisce la morte piuttosto che tradirlo rivelando il suo nome. Ha una tecnica strepitosa che le permette di usare la voce come uno strumento, con perfetto controllo del fiato sia nel forte che nelle note filate.

Ha un curriculum straordinario, fatto di incontri con grandi maestri e teatri importantissimi.

  Maria , quando hai cominciato a fare musica?

Avevo appena 3 anni quando ho preso in mano il violino e cominciato lo studio del pianoforte. I miei genitori sono violinisti. Mio padre è georgiano e mia madre messicana.

Quando hai scoperto il canto?

Avevo 15 anni quando ho preso le mie prime lezioni di canto con Rosario Andrade , un soprano messicano che ha fato una grande carriera in Europa e negli Stati Uniti. Poi ho conosciuto Ramon Vargas,  ho studiato con lui per  5 anni grazie anche alla sua borsa di studio. In seguito ho vinto il concorso Operalia  che mi ha aperto le porte di una  carriera internazionale a soli 23 anni.

Voglio quindi ringraziare questi miei maestri: Rosario Andrade, Gabriel Mijares ( lui è stato anche un professore che mi ha aiutato tanto a formare la voce per 3 anni ) e naturalmente a Ramon Vargas.

Quale è stato il tuo primo ruolo da protagonista?

La prima volta che ho cantato come solista è stato a 19 anni, con l’opera ” La serva padrona “. La carriera internazionale è iniziata a 23 anni anche con l’aiuto di Placido Domingo conosciuto al Young artist program di Los Angeles nel 2008.

Ho letto che hai cantato anche al Teatro alla Scala.

Si ho debuttato alla Scala con Giulietta e Romeo e in seguito ho cantato Gilda  in una tournée in

Giappone.

Ora sei a Cagliari in questa bella produzione di Turandot nel ruolo di Liù. Come ti sei trovata? E’ la prima volta che canti in Sardegna?

Sono stata per la prima volta l’anno scorso, quando ho cantato nell’Amico Fritz. Mi sono trovata benissimo, ho trovato un livello di coro e orchestra molto alto. Credo sia uno dei teatri più importanti per la qualità delle produzioni.

Ti ringrazio e ti faccio il mio in bocca al lupo per questa sera, ancora Liù in Turandot.

 

 

 

 

 

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Dalla Casa delle Meraviglie, al Giardino dello Sciamano. Dal Cenacolo dei Poeti alla Genesi della Turandot.
Così Pinuccio Sciola, tra immagini domestiche e dietro le quinte del Teatro Lirico di Cagliari, ci conduce per mano in un viaggio fantastico, fatto di sogni, persone, emozioni e vita privata. Un libro che vi racconterà, come mai prima d’ora, l’uomo e l’artista straordinario che ha scolpito la Turandot sulla pietra.
Letture di Simeone Latini tratte dal libro: SCIOLA, GENESI DELLA TURANDOT
Giardino Megalitico di San Sperate (CA) – 4 agosto 2014 – Sponsor Ufficiale dell’evento: Cantine Su Entu, Sanluri.

«La tutela dell’ambiente non deve essere intesa come un vincolo bensì come un’opportunità»
Così il nuovo presidente di Enel, Patrizia Grieco, nel suo editoriale di E-MAGAZINE ci introduce in questo numero completamente dedicato alle tematiche dell’ambiente e della natura.
Al centro del magazine – stampato in oltre 40 paesi del mondo – ben 2 pagine, interamente a colori, sono dedicate a “ Il sipario della natura” di Pinuccio Sciola.
Si parla di Turandot, del Teatro Lirico di Cagliari e di come tutto questo abbia avuto inizio.
Si parla di GENESI DELLA TURANDOT!

Fonte: Sardinia fashion 


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Per un piccolo infortunio del tenore Marcello Giordani ieri sera, il ruolo di Calaf nella Turandot al Teatro Lirico di Cagliari, è stato interpretato dal tenore calabrese  Francesco Anile riscuotendo ugualmente un grande successo. I cagliaritano lo avevano già applaudito in precedenti produzioni quale interprete principale di Norma e Pagliacci.

La sua interpretazione non ha fatto rimpiangere il tenore infortunato , e nell’aria Nessun Dorma ha strappato applausi a scena aperta.

Anche ieri, come nella recita del 30 luglio, alcuni artisti hanno indossato i google glass riprendendo l’opera dall’interno del palcoscenico e mostrando così al pubblico del web , una Turandot  da un punto di vista  insolito. L’esperimento proseguirà fino alla fine delle recite.

Francesco Anile  è nato a Polistena in provincia di Reggio Calabria. Si è diplomato in Clarinetto nell’ 85 e nell’89 in Canto con il massimo dei voti al Conservatorio “F. Cilea” di Reggio  Calabria. 

Successivamente, si è perfezionato con il Baritono Aldo Protti a Cremona, e in seguito al cambio di vocalità da Baritono a Tenore, è stato seguito dal Tenore Ottavio Taddei a Firenze.

Nel 2001 ha seguito i corsi di alto perfezionamento del “Verdi Opera Festival” di Parma tenuti da Renata Scotto e Maja Sunara. Più volte premiato con attestati, segnalazioni e  riconoscimenti, quale finalista in prestigiosi Concorsi Nazionali e Internazionali come il “Toti Dal Monte” di Treviso; il “Laurivolpi” di Latina; il “Cilea” di Reggio Calabria; il “Bellini” di Caltanisetta . Ha vinto il I premio “E. Bastianini” al Concorso “Grandi Voci Toscane” di Campi Bisenzio – Firenze ; III premio al Concorso Internazionale M. Del Monaco “Marsala”.

Dal 1999 ha iniziato la carriera nei maggiori teatri d’Europa e del Mondo, Tokio, Seoul, Teatro nazionale dell’opera di Zagabria, Lubiana, Malta, Cairo, Daegu, Otzu, Jerevan, Stadtische Theater Chemnitz (Germania). Da anni è presente, in ruoli principali, anche nei cartelloni dei più prestigiosi Teatri italiani, La Fenice di Venezia, San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Giglio, Comunale di Bologna, “Terme di Caracalla-Teatro dell’Opera di Roma” Teatro Lirico di Cagliari, Sociale di Como, Teatro D. Alighieri di Ravenna. Grande di Brescia, Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia, Filarmonico di Verona, Teatro Bellini di Catania.

Nel 2011 ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano in Cavalleria Rusticana. Successivamente è stato impegnato al Maggio Musicale Fiorentino in Manon Lescaut.


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foto di Priamo Tolu

Sarà ancora Marcello Giordani il Calaf della Turandot in scena stasera al Teatro Lirico di Cagliari. La “Turandot 2.0″ che sta facendo parlare la stampa di tutto il mondo, si potrà seguire in differita ancora oggi sulla pagina facebook e sugli altri social network, grazie all’utilizzo dei  google glass. Quindi chi si vuole collegare alla pagina può  farlo dopo le 21 cliccando su questo link.

Ma chi è Marcello Giordani?

E’ uno tra i più importanti tenori di questo ultimo ventennio acclamato dalla critica internazionale  . Ha cantanto in tutti i più grandi teatri del mondo dal  Scala di Milano, al Metropolitan di New York, dal Covent Garden di Londra, I’Opernhaus di Zurigo, la Wiener Staatsoper, l’Opera National di Parigi, il Liceu di Barcellona, la Deutsche Oper di Berlino, la San Francisco Opera, la Houston Grand Opera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma, il Regio di Parma, il Regio di Torino, il Massimo Bellini di Catania,l’Arena di Verona, il Festival Puccini di Torre del Lago, il Teatro Lirico di Cagliari.

Ha debuttato nel 1993 al  Metropolitan, dove è  ospite fisso da anni. Il suo repertorio spazia  dal bel canto di Bellini e Rossini al lirismo del repertorio operistico francese, e alle opere di Puccini e Verdi che richiedono qualità vocali da tenore lirico spinto.

E’ stato diretto dai più grandi nomi della bacchetta e della regia.

Chi lo vuole sentire, questa sera venga a teatro. Biglietti ancora disponibili.

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

 

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I google glass al Teatro Lirico di Cagliari, utilizzati durante la rappresentazione di Turandot , hanno suscitato la curiosità di decine di testate giornalistiche da tutto il mondo, sia dei quotidiani che della stampa specializzata. Ma quale è stato lo scopo di questa operazione che la sera del 30 luglio ha portato più di 450.000 contatti nel sito del teatro cagliaritano?

La giornalista del TG3, nel video sottostante dice bene che “si è voluto mostrare la complessità e la qualità di un lavoro collettivo“, la realtà aumentata e cioè mostrare quel nuovo punto di vista, in genere  nascosto al pubblico, che dà valore ad un grande e faticoso lavoro di equipe. Il risultato di collaborazione fra settori di personale altamente qualificato quali quelli scenografici, sartoriali, del trucco, dei falegnami e dei macchinisti, dei professori d’orchestra nel golfo mistico, ma anche dei maestri dietro le quinte, artisti del coro e artisti solisti,  direttore di scena, elettricisti del palcoscenico e amministrativi. Si evidenziano le loro emozioni e le paure che qualche ingranaggio non possa funzionare, ma anche la soddisfazione  che poi tutto fila liscio con l’immenso piacere dell’appaluso del pubblico che ripaga la fatica di mesi e mesi di faticoso  lavoro .

Con questa realtà aumentata inoltre, i teatri di tutto il mondo che volessero affittare questa (o altre) nostra produzione di Turandot, avranno la possibilità di osservarla meglio nei particolari, e poter quindi investire con maggior sicurezza il loro danaro.

Di seguito riporto solo alcuni link di testate giornalistiche che hanno parlato di questo nostro esperimento multimediale di realtà aumentata, e il video del TG3.

CBC, - tg24.sky.it  - AVVENIRE  - ANSA - Tiscali notizie - Venezia Post - ESPRESSO, Repubblica - Il Mattino -  Scoopsquare.com - Primaonline.it - PAPERBLOG - android.hdblog.it - Unione sarda – Il giornale di Vicenza - Gazzetta.it - Il fatto quotidiano - Vanityfair.it  - OREGON live - Vired -Sardi News - Galileonet.it - blogs.wsj.com  - The guardian  - http://www.macitynet.it/ - sardiniafashion.com  - GIOIA - Rainews.it   - La Nuova Sardegna - WebNews - La Stampa - Il Giornale - Tomshw.it  - La Repubblica - RAI UNO - FAMIGLIA CRISTIANA - TG2


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Eravamo in tre,  ad indossare i mitici Google Glass, ieri sera, durante l’opera Turandot al Teatro Lirico di Cagliari. Molta emozione soprattutto quando ci è stato riferito che in sala c’era la rappresentanza della stampa e della televisione internazionale. Una responsabilità non indifferente che ci ha riempito d’orgoglio. Certo non è stato facile cantare e filmare ciò che stava avvenendo in palcoscenico. Gli occhiali hanno una prima autonomia di dieci secondi estensibile e programmarli per riprese più lunghe era complicato. Nonostante conoscessimo l’opera a memoria  dovevamo fare i conti  prima di tutto col nostro lavoro, gli attacchi al momento giusto senza perdere di vista il direttore Bisanti e in contemporanea realizzare  foto e riprese. E’ stato un primo esperimento che ci servirà per migliorarci nelle prossime repliche. Il pubblico numerosissimo, ha mostrato entusiasmo sia per la bella recita che per l’originale esperimento d’avanguardia. Prima dell’inizio dell’opera l’assessore Puggioni ha voluto indossare gli occhiali di Google, mentre alla fine della serata il Presidente della regione Pigliaru è salito in palcoscenico per complimentarsi con tutti noi. Assente il Sindaco-presidente  Massimo Zedda.  Di seguito alcune foto e immagini tratte da video realizzate ieri in palcoscenico con i Google glass. Per vedere alcuni video di ieri entrate in questo link

foto B.Crisponi

Foto A.Atzori

foto G.Carone

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Il grande giorno è arrivato. Oggi al Teatro lirico di Cagliari si potrà assistere ad un evento multimediale che rimarrà nella storia del Teatro. Questa sera infatti, durante la rappresentazione di una recita di Turandot saranno usati per la prima volta gli “occhiali” di Google che riprenderanno in diretta l’opera dall’interno del palcoscenico. Alcuni di noi li indosseranno, cercando di riprendere i momenti salienti  del nostro lavoro in scena. Il pubblico da casa si potrà collegare ai social legati al Teatro lirico (facebook) e vedere appunto questa recita originale che porta la firma di Pinuccio Sciola per quanto riguarda le scenografie, Pierfrancesco Maestrini per la regia, e Giampaolo Bisanti per la direzione. Tutte le informazioni specifiche sul sito del Teatro lirico di Cagliari .

Intanto vi propongo un video realizzato su una spiaggia di Villasimius (CA)che riguarda un simpatico flashmob di presentazione dell’opera pucciniana fra i turisti, con la collaborazione del tenore Francesco Anile, uno dei protagonisti di questa produzione cagliaritana. Ricordo inoltre che proprio per chi si trova nelle località di mare e volesse assistere all’opera ci saranno dei bus navetta.


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Un altro grande artista è partito per il lungo viaggio dell’infinito: il tenore Carlo Bergonzi. Ero studentessa al conservatorio quando venne a Cagliari per un memorabile Elisir d’amore nel 1978 all’Auditorium del conservatorio. Dirigeva il maestro Carlo Franci con la regia di Giuseppe Giuliano, Adina era Rosetta Pizzo,Alberto Noli ,Francesco Signor, Anita Caminada. Il maestro del coro Sandro Sanna.

Ma voglio ricordarlo invece con questo video dove canta Nessun Dorma, aria della Turandot che in questi giorni è in scena al Teatro Lirico di Cagliari.

 

 

 

 


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George Andguladze -foto A. Atzori

Siamo alla fine della prima guerra mondiale e Puccini ha un assillo sempre più crescente: “rinnovarsi o morire? L’armonia d’oggi e l’orchestra non sono più le stesse.”Avverte l’esigenza di cambiare, ma non sa ancora esattamente come, in quale direzione.

Ha scarti di malumore e di nostalgia uniti ad un’insaziabile e mal dissimulata curiosità nei confronti del nuovo. Vuole stupire il mondo con una nuova opera , qualcosa che gli dia nuovo entusiasmo, nuova linfa, nuova vitalità e quando l’amico Renato Simoni , alla stazione di Milano , gli propone di pensare alla messa in scena della fiaba gozzaniana “Turandot” , la storia della bella e crudele principessa misantropa, la cosa lo affascina , gli sembra adatta per realizzare le sue nuove idee. Conosce la fiaba perché è stata già messa in musica da Ferruccio Busoni e rappresentata a Zurigo nel 1917, ma lui intende farne qualcosa di fantasmagorico. Un’amica gli parla del lavoro teatrale messo in scena anni addietro in Germania da Max Rehinardt, gli promette che gli farà avere delle fotografie. Puccini s’entusiasma, chiede a Simoni di esemplificare il testo , di renderlo snello ed efficace , di esaltare la passione amorosa di Turandot che per tanto tempo ha soffocato sotto la cenere del suo grande orgoglio. Pensa ad un personaggio da realizzare “ attraverso il cervello moderno”, ma passano due anni e il lavoro non va avanti , perdura il suo malumore, quel senso di annichilamento . Gli sembra di lavorare per le ombre, gli sembrano sforzi inani , tutto inutile. “Ormai il pubblico – scrive all’amico Simoni – non ha più il palato e il gusto per la musica ; ama, subisce musiche illogiche , senza buon senso. La melodia non si fa più, o se si fa, è volgare. Si crede che il sinfonismo debba regnare , invece io credo che è la fine dell’opera di teatro.

In Italia si contava, ora non più.” I dubbi e le inquietudini dell’artista, il timore di perdere contatto con la realtà circostante, con le nuove correnti musicali , ora non avevano più – sullo sfondo- le nevrosi erotiche d’un tempo, che erano quasi del tutto tramontate , ma diventavano più intime e logoranti nell’incubo della vecchiaia. Pensò addirittura di sottoporsi ad un trapianto ghiandolare di ringiovanimento di cui si erano avuti esperimenti in cliniche di Parigi e Berlino.

Era ricco e famoso , ma niente più gli dava la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio di un tempo , né l’enorme gettito dei diritti d’autore, le proprietà che aveva sparse un po’ ovunque, gli amici , la caccia, i viaggi , le sue automobili.

S’immerge nel lavoro della Turandot con i soliti momenti d’euforia e abbattimento, incertezze , contraddizioni, ripensamenti, e , come sempre , Puccini scarica tutte le colpe sui suoi librettisti, che erano invece intelligenti, colti e devoti a lui.

Ci vogliono altri due anni, dal marzo 1922 al febbraio 1924 , per finire la strumentazione dei primi due atti, ma quello che lo angustia è il terzo atto , di cui non riesce ancora a vedere il logico sbocco drammatico.Accusa , come al solito , i “poeti” di trascurarlo, ma in realtà avverte inconsciamente che si è avviato lungo una strada senza uscita , fatta di esperienze composite che devono essere ricondotte ad un’unità . Capisce che deve dare un taglio netto e definitivo al passato , con le vecchie regole del melodramma.

A cura di Augusto Benemeglio

Questa sera, al Teatro Lirico di Cagliari ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Potrete prenotare il vostro biglietto o acquistarlo online per maggiore tranquillità. Qui tutte le informazioni .

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Un giorno potrete dire: “io c’ero“. Sarà infatti un grande evento di portata mondiale quello che potremmo vivere dal 30 luglio al Teatro Lirico di Cagliari in occasione di una recita di Turandot.

L’opera di Puccini, in corso di rappresentazione al Teatro Comunale, che vede la direzione del giovane direttore Giampaolo Bisanti, la regia di Pierfrancesco Maestrini e le scenografie dello scultore sardo Pinuccio Sciola, sarà rappresentata con un progetto che vede Il Lirico, primo Teatro al mondo in collaborazione con Google, la più grande e più famosa azienda di Internet .

In cosa consisterà questa collaborazione? Posso anticiparvi solo alcune cose presentate in anteprima ieri in conferenza stampa dal maestro Nicola Fioravanti responsabile del settore Ricerca e sviluppo del Teatro.

Alcuni artisti , durante la rappresentazione della Turandot, indosseranno in scena i Google Glass speciali occhiali , che filmeranno e fotograferanno  lo spettacolo dall’interno. L’opera infatti potrà essere vista in diretta su internet in vari social network, in una visione molto speciale, cioè con gli occhi dei protagonisti.  Ma vi rimando al video di presentazione dove lo stesso Nicola Fioravanti dà alcune anticipazioni dell’evento.


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foto di Priamo Tolu

Questa sera alle 21, al Teatro Lirico di Cagliari si  terrà l’ultima rappresentazione dell’opera Turandot in abbonamento. I prossimi turni infatti saranno aperti a tutti,  in particolar modo ai tanti turisti che in questo periodo popolano le nostre spiaggie , alloggiando nei tanti alberghi e villaggi della  Sardegna.

Chi viene nella mia isola, si sa, predilige il mare. Ma la sera, al di là della passeggiata , il turista ha anche il desiderio di assistere a qualche bel concerto o rappresentazione teatrale e concludendo poi con una bella cena. Il Teatro Lirico in questo periodo offre tante opportunità in proposito. Si reca col  coro e l’orchestra direttamente nei luoghi di villeggiatura, portando concerti di vario tipo, oppure, oppure offre la possibilità di assistere all’opera Turandot al Teatro Comunale di Cagliari con tante agevolazioni. Ci  saranno dei mezzi di trasporto pubblici che hanno aderito alla collaborazione col teatro concordando gli orari più consoni, e ci sarà anche la collaborazione con ristoranti e ristoratori.

Intanto è partita una campagna pubblicitaria  capillare attraverso le vie del centro e i negozi, villaggi turistici , spiagge,traghetti, aeroporti.

Si è svolta questa mattina una conferenza stampa dove sono stati illustrati nei dettagli tutti questi servizi . Erano presenti il direttore della comunicazione Sergio Benoni, il sovrintendente Mauro Meli,  Barbara Argiolas,Assessore alle politiche per lo sviluppo economico e turistico, Massimo Deiana assessore regionale ai trasporti, la rappresentante della Tirrenia compagnia di navigazione.

Allego un video-documento della conferenza.

In parole povere,come voce del popolo, vi spiego brevemente l’essenza del discorso.

Un turista che alloggia in un albergo nella zona di Villasimius, o Pula, o Chia, ha la possibilità di avere un mezzo pubblico con orari e partenze già concordate, che lo condurrà in Teatro per assistere ad una rappresentazione di Turandot. Ha inoltre la possibilità di cenare scegliendo fra diverse soluzioni. Può farlo prima dello spettacolo o dopo.

Eccovi gli orari dei servizi


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Turandot -Teatro lirico di Cagliari

Nei primi anni settanta i mitici gruppi rock, durante i loro spettacoli, utilizzavano grandi effetti speciali di luci e di fumo. Proprio quest’ultimo venne poi utilizzato anche negli spettacoli teatrali di lirica e prosa. Inizialmente le sostanze usate per creare questo effetto erano abbastanza fastidiose soprattutto per la voce e la respirazione. Veniva  utilizzata una macchina ad olio e brillantina, costruita da Renato Neri, che era in grado di produrre dense quantità di fumo che si espandevano sul palco mediante dei comuni tubi di gomma da giardinaggio. Per diffondere il fumo poi, la macchina ad olio veniva messa in pressione attraverso l’utilizzo di apposite bombole caricate con anidride carbonica (CO2).

Anche per la Turandot in scena al Teatro Lirico di Cagliari ci sono alcuni momenti in cui  il regista ha pensato di utilizzare questo effetto  per creare un’atmosfera più irreale. I macchinari si sono evoluti così pure la sostanza utilizzata . Si tratta infatti di ghiaccio secco fuso che non crea nessun problema nè alle voci nè agli strumenti a fiato .

Oggi, solo per i lettori di Musicamore che andranno alle rappresentazioni di Turandot  svelo il segreto di come viene diffuso il fumo sul palco. Guardate il piccolo video sottostante realizzato durante le prove.


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Intanto ricordo che questa sera ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Chi volesse informazioni sui dei biglietti per oggi o per le prossime recite può telefonare alla  Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223,biglietteria@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it.

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 Era il 25 aprile del 1926, e quell’ Opera era la grande incompiuta del maestro di Lucca, morto il 29 novembre del 1924 a Bruxelles. Operato di tumore alla gola cinque giorni prima, «il maestro Giacomo Puccini improvvisamente aggravatosi, si è spento serenamente e senza sofferenze . Ci fu cordoglio in tutto il mondo, e Mussolini ricordò il maestro alla Camera. La «Turandot», l’ opera lirica sulla principessa cinese che sottopone ai terribili tre indovinelli i suoi pretendenti, si era fermata   alla morte di Liù, la fanciulla che amava Calaf, “pretendente di Turandot”, e che si sacrificava per amore. Per quanto questa vicenda si svolga nell’ ultimo atto dell’ opera, l’ ultima parte del libretto era rimasta senza partitura musicale.

La sera del 25 aprile, fu chiamato a dirigere l’ incompiuta «Turandot» il” nunero uno“della Scala di allora, Arturo Toscanini che, con un gesto rimasto nella storia della lirica, interruppe l’ esecuzione dell’ opera dove l’ aveva lasciata Puccini, affermando: “Qui Giacomo Puccini morì“.

Dalla seconda recita in poi l’ esecuzione fu invece portata a termine secondo il finale predisposto dal musicista Franco Alfano sulla base degli appunti lasciati da Puccini. Da allora in poi è sempre stato così.

L’edizione cagliaritana al Teatro Lirico di Cagliari in questi giorni, diretta dal maestro Giampaolo Bisanti, è esattamente come l’ha lasciata Puccini cioè senza finale. In molti si aspettavano che il direttore ripetesse quella famosa frase di Toscanini. Così non è stato ma l’interruzione dell’opera  nel momento più drammatico,  è stata accolta dal pubblico con una grande ovazione.  A tutti i lettori di Musicamore voglio fare un regalo: la videointervista che la Rai fece tempo fa alla figlia di Puccini, in cui ricorda quella famosa prima rappresentazione di Turandot.


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foto di Priamo Tolu

Cosa si intende per vocalità dell’opera Turandot? Analizziamo le due voci femminili principali: la principessa Turandot e la giovane schiava Liù. La prima è un personaggio che si presenta come una donna sanguinaria e fredda con tanta voglia di vendetta verso colui che tenterà di cambiarla. Lei vuole vendicare la morte atroce della sua giovane ava causata “da un uomo come te, come te straniero“, riferito al principe che vorrebbe sciogliere gli enigmi per poterla sposare ma che, in caso di errore, sarà condannato al taglio della testa. Tutto questo, avviene con l’uso di una vocalità aspra, quasi al limite del grido. Questo era sicuramente nelle intenzioni di Puccini perchè nello spartito, tutta la scrittura  musicale è in una tessitura dove  la ricerca del bel suono  è quasi impossibile. E’ difficile trovare una cantante che interpreti questo ruolo con una voce bella, sarebbe in contrasto col personaggio.

Diversa è invece la vocalità di Liù, giovane schiava che nasconde dentro il suo cuore l’amore puro e disinteressato per il Principe, senza essere corrisposta. Se per la prima è previsto un soprano lirico spinto a momenti drammatico, per Liù invece è richiesta la vocalità di un soprano lirico o anche lirico leggero ma che abbia il centro della voce sonoro e che allo stesso tempo   sappia affrontare con facilità le note acute tanto da poterle smorzare o crescere sempre in maniera morbida con grande tecnica. Ovviamente anche qui Puccini la agevola nella sua scrittura, decisamente più comoda rispetto a quella della principessa, il tanto che possa far emergere la dolcezza e la sensibilità del personaggio.

Vi posto di seguito due passaggi tratti dallo spartito dell’opera per canto e pianoforte. Il primo è il finale dall’aria della Principessa “In questa reggia” che esegue in coppia anche col tenore, e il secondo dall’aria di Liù “Signore ascolta”.

Intanto ricordo che questa sera andrà in scena la seconda replica della Turandot al Teatro Lirico di Cagliari con due nuove interpreti femminili, e se fate attenzione, noterete anche voi i particolari di queste mie considerazioni.

Ecco  tutti gli interpreti di questa sera con la speranza che non ci sia alcuna sostituzione.

Turandot Annalena Persson
Altoum Davide D’Elia
Timur Carlo Cigni
Il Principe ignoto (Calaf) Roberto Aronica
Liù Valentina Farcas
Ping Gezim Myshketa
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu/Loredana Aramu
Seconda ancella Luana Spinola/Juliana Vivian Carone

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder
campionamenti audio e programmazione dell’ambiente esecutivo Marcellino Garau

 

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Francesco Medda Calaf

Ieri sera ho incontrato una persona che mi ha detto di essere venuta al Teatro lirico a vedere la “Turandò”, dicendomi che non le è piaciuta perchè quella non era la Cina e perchè il tenore non aveva cantato “Vincerò” come lo cantava Pavarotti. Le ho domandato se avesse avuto l’opportunità di fare un confronto con altre edizioni e lei, sicura, mi ha detto di si, perchè l’aveva già vista all’Arena di Verona e di conoscerla bene musicalmente  perchè ha sempre avuto a casa il “disco“.

Mentre prendevo appunti dentro la mia testa (Turandò e Vincerò), ho lasciato che finisse di esprimere il suo parere poi le ho domandato se avesse mai visto lo spartito. Mi ha risposto di no, ma con molta sicurezza mi ha detto di conoscere comunque la musica perchè nella sua vita ha fatto parte di un coro dove si svolgevano anche lezioni di solfeggio.  Insomma voleva mettere in evidenza che il suo non era un semplice  giudizio di spettatrice ma di “vera esperta”.

Non ho voluto metterla in imbarazzo nel dirle che intanto si pronuncia Turandot con la T finale e che l’aria del tenore si intitola “Nessun Dorma“, ma le ho voluto sottolineare che proprio quest’aria , Giacomo Puccini, l’ha scritta senza mettere la corona sul SI, cioè sull’acuto finale, ma anzi ha scritto una semicroma. Tradotto per coloro che non conoscono la musica significa che quell’acuto, tanto usurato dai mass-media, non va tenuto a lungo  ma solo sfuggito. Certo, mantenere quell’acuto strappa gli applausi cosi’ come per tradizione,  ma se un tenore drammatico, come dovrebbe essere il personaggio di Calaf , non dovesse farlo, non sta di sicuro commettendo un errore.  L’opera è bellissima ricca di tante altre pagine musicali meravigliose e non è certo per quella nota che si può giudicare tutto lo spettacolo.

Chi va all’Opera, dovrebbe prepararsi approfondendo bene  anche ciò che il compositore avrebbe desiderato. Queste sono cose che nel libretto di sala, i musicologi spiegano sempre i maniera chiara.

Di seguito pubblico la porzione di spartito che riguarda proprio il finale dell’aria di Calaf,  ”Nessun Dorma“.

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Direttore Giampaolo Bisanti - foto di Priamo Tolu

E’ stata una Turandot di Pietra quella di ieri sera andata in scena al Teatro lirico di Cagliari con la regia di Pier Fancesco Maestrini e la Direzione di Giampaolo Bisanti . Bisanti  è tornato a Cagliari a dirigere l’Opera lirica dopo il successo dell’Otello del maggio 2013. Un direttore giovane ma già annoverato fra i migliori direttori emergenti del panorama lirico internazionale. Poco prima di tornare nel nostro capoluogo, ha diretto con successo la Madama Butterfly alla Fenice di Venezia.

Le Pietre di Pinuccio Sciola sono state le vere protagoniste dell’opera pucciniana che rendevano bene   insieme alle luci glaciali di Simon Corder, e ai costumi di Marco Nateri, sottolineando una principessa insensibile e crudele, di un ghiaccio che si scioglie solo quando conoscerà il calore dell’amore.

Alla fine di uno spettacolo, soprattutto di una prima, mi piace sempre sentire i pareri del pubblico ( amici, parenti e sconosciuti) per capire cosa è stato maggiormente apprezzato. Tralascio qualunque mio punto di vista specifico riguardo i cantanti che a mio avviso sono stati tutti all’altezza della situazione, (il cagliaritano Francesco Medda ha sostituito Roberto Aronica assente per indisposizione).

foto di Priamo Tolu

Se ci sono stati pareri contrastanti riguardo la scenografia (soprattutto da parte dei tradizionalisti  che si aspettavano la Cina dei draghi), non ci sono stati dubbi invece sulla maestosità e la ricercatezza dei costumi. Geniale l’idea delle maschere delle ancelle di Turandot che rendevano i visi tutti uguali ed inespressivi, (sempre per sottolineare la freddezza della principessa) , associate a singolari copricapi,tutto in banco e rosso. L’abito della principessa Turandot,  durante la scena degli enigmi, si spoglia di volta in volta di un soprabito, cambiando colore : nero, rosso,verde e bianco. Un suggestivo effetto scenico associato alla risoluzione enigmi. Belli gli abiti dei Saggi resi maestosi dalle altissime calzature e dai grandi ventagli ; i corpi dei mimi, inquietanti servi del boia, erano dipinti come delle carte cinesi. Il vecchio padre di Turandot, Altoum, seduto su un trono la cui  forma riprendeva le caratteristiche pietre sonore di Pinuccio Sciola,  si ergeva al centro della scena  con uno spettacolare abito e lunghissime unghie azzurre.

Un plauso alla sartoria del nostro teatro che ha realizzando in maniera magistrale ciò che il costumista Marco Nateri ha ideato.

Gli interpreti di ieri erano: Turandot Maria Billeri; Altoum Davide D’EliaTimur Carlo Cigni ; Calaf Francesco Medda; Liù Maria KatzaravaPing Gezim MyshketaPong Massimiliano ChiarollaPang Gregory BonfattiUn Mandarino George Andguladze ; Il Principe di Persia Mauro SecciPrima ancella Graziella Ortu ; Seconda ancella Luana Spinola. Maestro del coro Marco Faelli; maestro del coro voci bianche Enrico di Maira.

Durante la prova generale, poco prima di entrare in scena, ho voluto immortalare il dietro le quinte di questa originale  Turandot. La qualità delle immagini non è alta per via delle poche luci, ma credo basti a far capire le emozioni che si provano poco prima dello spettacolo sia da parte degli artisti che di tutti i tecnici che lavorano intensamente fuori dalla vista del pubblico.

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Può capitare che durante le prove di un’opera lirica , un artista, che ricopre un ruolo principale, abbia problemi di salute. Generalmente nel cast è previsto una cover, cioè un cantante  pronto alla sostituzione dell’indisposto, in qualsiasi momento. Lui è tenuto a presenziare e provare durante tutto il periodo della preparazione dell’opera.

Il ruolo di Calaf, nell’opera Turandot è un ruolo molto impegnativo vocalmente e musicamente.

I tenori che c’e l’hanno in repertorio, sono quasi tutti già impegnati  nel periodo estivo, perchè quest’opera di Giacomo Puccini, richiede allestimenti e scene imponenti adatti a grandi spazi soprattutto all’aperto.

Ebbene,  è successo che a Cagliari, dove sono in corso le prove della Turandot, il  tenore che avrebbe dovuto cantare ieri per l’anteprima pubblica ( prova generale), si sia ammalato .

Il tenore cagliaritano Francesco Medda, che in precedenza aveva già ricoperto  il ruolo di Calaf in altri teatri, si trovava a Milano per le prove di un concerto quando riceve una telefonata dove gli si chiede la disponibilità a venire a Cagliari per cantare il suddetto ruolo. Sono situazioni difficili dove non si ha il tempo di pensare a lungo. Un teatro importante come il Teatro Lirico che chiama per un ruolo principale, non capita tutti i giorni. Certamente è un grosso rischio andare in scena con una prova di regia e una musicale, tenendo presente che tutti gli altri interpreti erano in prova da quasi un mese!  Ma il tenore Francesco Medda ha accettato senza pensarci troppo. Avrebbe cantato nella sua città, per la prima volta, in un ruolo importantissimo come quello di Calaf e questo era già un grosso motivo per accettare. Ieri sera il pubblico cagliaritano lo ha ringraziato ripagandolo con tantissimi applausi soprattutto dopo l’aria Nessun Dorma che tutti attendevano con grande trepidazione.

 

 

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Chi avrà la fortuna di assistere all’opera Turandot che andrà in scena venerdì al Teatro lirico di Cagliari, avrà anche l’opportunità di ammirare da vicino alcune copie di opere dello scultore Pinuccio Sciola che di quest’opera è lo scenografo. Sono state infatti allestite all’esterno e all’ingresso del Teatro due grandi sculture realizzate dai tecnici del Teatro lirico, in polistirolo, gesso ed altri materiali che vengono utilizzati generalmente per le opere teatrali.

Il pubblico,  potrà quindi capire meglio com’ è stata realizzata la scenografia  che vedrà sul palcoscenico.

L’opera montata all’esterno, nel piazzale davanti alla biglietteria, è la copia esatta di un’opera di Sciola che misura circa un metro ma che i tecnici del teatro hanno realizzato con un’altezza di 10 metri circa.

Di seguito alcune foto che ho scattato durante la messa in posa.

Intanto vi ricordo che questa sera e domani andranno in scena le anteprime dell’opera alle ore 19 mentre venerdì ci sarà la prima con i seguenti interpreti.

Turandot Maria Billeri  

Altoum Davide D’Elia

Timur Carlo Cigni
Il Principe ignoto (Calaf) Roberto Aronica
Liù Maria Katzarava
Ping Gezim Myshketa
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu
Seconda ancella Luana Spinola

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder
campionamenti audio e programmazione dell’ambiente esecutivo Marcellino Garau
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

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Questa mattina mi ha chiamato un’amica dicendomi che aveva saputo che per l’opera Turandot, in scena fra qualche giorno al Teatro Lirico di Cagliari, i biglietti erano tutti esauriti.

Sono rimasta interdetta. Ho chiesto all’amica in questione chi le avesse dato queste informazioni. Mi ha risposto vagamente.

Brutta abitudine quella di credere senza verificare soprattutto per quanto riguarda certi spettacoli. Spesso  mi sento anche dire che l’Opera è per pochi e soprattutto ricchi. Ma stiamo scherzando? Ancora crediamo a questa sciocchezza?

Forse un tempo era così, ma le cose oggi sono davvero cambiate. L’Opera è alla portata di tutti con prezzi per tutte le tasche .

In occasione di questa Turandot  cagliaritana, ci sono tantissime recite spalmate fra Giugno – Luglio e Agosto. Si tratta di avere pazienza e controllare il giorno più adatto alle proprie esigenze.

Prima di credere al primo che incontrate, andate sul sito del Teatro (www.teatroliricodicagliari.it),  oppure telefonate al numero della biglietteria dove troverete personale gentilissimo che  risponderà a tutte le vostre domande. Per voi e per i vostri amici, magari di passaggio in città, troverete i posti che più vi aggradano.

Questo è il numero della biglietteria per tutte le informazioni sicure

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

Potrete anche acquistare i biglietti anche via web, in questo sito http://www.teatroliricodicagliari.it/it/news/vivaticket.html

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foto di Priamo Tolu

Turandotte è il titolo della quarta di dieci fiabe scritte da Carlo Gozzi. Fu rappresentata per la prima volta in forma teatrale a Venezia nel 1762 ed era suddivisa in 5 atti.  Gozzi , per la sua fiaba, si era rifatto alla traduzione francese di alcune fiabe persiane molto note in Europa dalla metà del ’700. Il nome, Turan, deriva dal persiano Turkestan.  

Nella sua Turandotte, Gozzi attribuisce alla regina un animo meno crudele rispetto al libretto scritto da Adami e Simoni per l’Opera Turandot di Giacomo Puccini. Infatti essi trasformarono la regina in un personaggio dalla “barbarie grandiosa”, sotto suggerimento del musicista.

Fra le tante modifiche fatte dai due librettisti  rispetto alla fiaba di Gozzi, c’è anche l’aggiunta del personaggio Liù. Uno sprazzo di umanità in tanta crudeltà.

Turandot di Giacomo Puccini andrà in scena al Teatro Lirico di Cagliari nelle seguenti date

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Per tutte le informazioni sull’acquisto dei biglietti contattare la Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

biglietteria@teatroliricodicagliari.it

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Nella foto il costumista Marco Nateri alle prese con la realizzazione dei costumi di Turandot per l’edizione cagliaritana

 

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Mi chiamo Pier Francesco Maestrini e sono il regista di Turandot. Molti di voi mi conoscono perchè ho già lavorato in questo teatro, altri invece avranno avuto il piacere di conoscere mio pare Carlo!”

Quando ho sentito quel cognome ho pensato subito che potesse essere parente del grande regista d’opera di fama internazionale Carlo Maestrini.

Ecco riaffiorare in me tanti ricordi dell’inizio della mia professione. Carlo Maestrini è stato il primo regista che ho conosciuto.  Era per l’ Otello di Verdi , la mia prima stagione lirica da artista del coro. Mi colpì la sua chiarezza nel chiedere determinati movimenti scenici. Sapeva muovere le masse artistiche senza rischiare di fare confusione sul palcoscenico, e questo perchè conosceva benissimo lo spartito e tutto ciò che il compositore desiderava fosse fatto.

Molte sfumature del suo lavoro però le capii più avanti, quando potei fare un confronto con altri registi. Lui mi tornava sempre in mente  perchè quella precisione nella suddivisione delle voci, nel dare ad ognuno il proprio ruolo  e il proprio movimento, erano elemento di grande professionalità. Pochi registi sapevano lavorare come lui.

Venne a Cagliari anche  tante altre  volte.  Il Ballo in Maschera l’anno successivo, che vedeva, nel cast  la mia compagna di studi Giusy Devinu  al suo debutto nel ruolo del paggio Oscar; il Don Carlo, nel 1986 Andrea Chenier, nel 1987 Cavalleria e Pagliacci e nel 1991 La Traviata.

Adesso, quasi a fine carriera, ecco che conosco suo figlio,  regista ma anche musicista (ha studiato infatti chitarra classica e composizione). Pier Francesco Maestrini, oggi è alle prese con un’opera della tradizione italiana come la Turandot di Giacomo Puccini, e lavorerà accanto ad uno scenografo-artista di fama internazionale come Pinuccio Sciola.

 Come sarà la loro Turandot? Attendiamo per ora le prossime prove di regia.

 personaggi e interpreti 

Turandot Maria Billeri (27 giugno, 5-9-12-16-19-23 luglio, 2-13 agosto)/Annalena Persson (2-26-30 luglio, 6-9-16 agosto)
Calaf Roberto Aronica (27 giugno, 2-9-12-16 luglio)/Francesco Anile (19 – 26 luglio)/Marcello Giordani (5-23-30 luglio, 2 agosto)/Rudy Park (6-9-13-16 agosto)
Liù Maria Katzarava (27 giugno, 5-12-16-19 luglio, 9-13-16 agosto)/Valentina Farcas (2-9-23-26-30 luglio, 2-6 agosto)
Timur Carlo Cigni (27 giugno, 2-30 luglio, 2-6-9-13-16 agosto)/Rafal Siwek (5-9-12-16-19-23-26 luglio)
Ping Gezim Myshketa (27 giugno, 2-16-19-23-26-30 luglio, 6-9-13-16 agosto)/Giovanni Guagliardo (5-9-12 luglio, 2 agosto)
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Altoum Davide D’Elia
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu/Loredana Aramu
Seconda ancella Luana Spinola/Juliana Vivian Carone

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

 

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La notte scorsa , a Cagliari si è presentata una luna straordinaria, da lasciare senza fiato. Il fotografo cagliaritano Manlio Capra è riuscito a cogliere  il momento più bello di una Luna quasi irreale che si affaccia sulla mia città. Un’immagine suggestiva  che mi ha richiamato alla memoria  quel bellissimo brano corale  dell’opera Turandot, opera in fase di preparazione al Teatro Lirico di Cagliari.

E’ una scena in cui la popolazione cinese invoca la luna.  La luna è un elemento ricorrente in tutta l’opera; è un’immagine di morte, freddezza, purezza, e queste caratteristiche la rendono un corrispettivo simbolico di Turandot stessa. La luna è qui evocata soprattutto come immagine di morte: pallida, esangue, testa mozza, amante dei morti… così la chiama la folla; tra poco avrà luogo l’esecuzione del principe di Persia, e la luna attraverso la voce del coro, prepara lo spettatore a questa scena drammatica.

La folla

Perché tarda la luna? Faccia pallida!
Móstrati in cielo! Presto! Vieni!
Spunta! O testa mozza! O squallida!
Vieni! Spunta! Móstrati in cielo!
O testa mozza! O esangue!
O esangue! o squallida! o taciturna!
O amante smunta dei morti!
O taciturna, móstrati in cielo!

Come aspettano…

O taciturna!

…il tuo funereo lume i cimiteri!

O esangue, squallida! O testa mozza!
Ecco laggiù un barlume!
Vieni presto, spunta!
O testa mozza,
spunta!
Vieni!
O testa mozza, vieni!
Móstrati, o faccia pallida!
O esangue, pallida!
Vieni, o amante smunta
dei morti!
O amante
smunta dei morti!
Vien, vieni, spunta!

Ecco laggiù un barlume,
dilaga in cielo la sua luce smorta!
Pu-Tin-Pao!
La luna è sorta!
Pu-Tin-Pao!

Ecco tutte le date:

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

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La prima volta che ho sentito il nome di Pinuccio Sciola è stato nei primi anni ’80, periodo in cui stava realizzando un murale su un palazzo vicino al mio quartiere. Quel murale purtroppo, essendo stato finanziato da privati, non è stato valorizzato ma anzi lasciato in in  stato di abbandono fino alla rimozione avvenuta lo scorso anno. Ho fatto in tempo a fotografarlo qualche mese prima. Una vergogna su cui non voglio soffermarmi oltre.

Pinuccio Sciola ha realizzato opere di grande pregio esposte in tutta Europa,  in particolare ha realizzato le pietre sonore (chi ne vuole sapere di più può trovare tutte le notizie cliccando su questo link).

Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari dell’opera Turandot è firmato, per la regia, dal fiorentino Pier Francesco Maestrini mentre per  l’impianto scenico, proprio dal celebre scultore sardo al suo debutto nell’opera lirica.

Ma chi è Pinuccio Sciola?

Pinuccio Sciola è nato a San Sperate, cittadina della provincia di Cagliari, da una famiglia di contadini. Nel 1959 giovanissimo autodidatta partecipa ad una mostra concorso per studenti di ogni età  vincendo una borsa di studio che gli permette di frequentare l’Istituto d’Arte di Cagliari.

Appena gli è possibile viaggia per le grandi capitali europee dove ha modo di  incontrare  tanti artisti fra cui Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Fritz Wotruba e Henry Moore.

Nel  1964, frequenta il Magistero d’arte e a Salisburgo,  l’Accademia Internazionale (Sommerakademie), dove segue corsi di Kokoschka, Minguzzi, Vedova e seminari di Marcuse.

Nel 1967 vince ancora una borsa di studio con la quale potrà frequentare l’Università di Moncloa a Madrid; è in questo periodo che approfondisce le pitture rupestri della grotta di Altamira.  Nel maggio del ’68 è a Parigi.

Nello stesso anno, rientrato al suo paese, decide di trasformare San Sperate in un “Paese-Museo“. Così nei muri delle case del paese, ritinteggiati completamente di calce bianca, vengono dipinti dei murales e nelle piazze vengono deposte varie sculture. Questa iniziativa coinvolge gran parte della popolazione ed ha un gran seguito, non solo fra i suoi compaesani, ma anche fra numerosi artisti, quali  Foiso Fois, Gaetano Brundu, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle.
Nello stesso anno ottiene la cattedra di Scultura all’Istituto d’Arte di Cagliari.

L’attività nel paese-museo di San Sperate attira l’attenzione dell’UNESCO che nel 1973 invita Pinuccio Sciola a recarsi in Messico. Qui incontra il maestro muralista David Alfaro Siqueiros, ne apprende i segreti e collabora ai grandi murales nel popoloso quartiere Tepito.

Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia  e in seguito al  Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Nel 1984 è a Milano per l’esposizione alla Rotonda della Besana: Pinuccio Sciola: uno scultore per una scuola. Nel1985, in Piazza Affari a Milano, allestisce un presepe di grandi dimensioni; a Cagliari dipinge un enorme murale con pietre (vedi foto di testa),   su un’intera parete di un palazzo in piazza Repubblica . È presente con le sue opere alla Quadriennale di Roma, a Barcellona, Parigi, Vienna ecc. e tra l’86 e l’87 nei musei d’arte moderna di varie città della Germania.

Vicino a Stoccarda, nel centro storico di Kirchheim Unter Teck, una sua scultura viene posata come prima pietra del Parlamento Europeo.

Le sue opere, in particolare sculture, fanno parte di collezioni pubbliche e private e vengono esposte in vari musei e collocate in piazze, parchi e luoghi soprattutto d’Europa.

Ed eccolo ora come scenografo per la Turandot cagliaritana con i costumi di Marco Nateri e le luci Simon Corder .

Il giovane maestro milanese Giampaolo Bisanti, tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale che ritorna a Cagliari dopo il verdiano Otello dello scorso anno,  dirigerà l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Il maestro del coro è Marco Faelli, mentre il maestro del coro di voci bianche è Enrico Di Maira.

Protagonisti dell’opera sono giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali:Maria Billeri (27 giugno, 5-9-12-16-19-23 luglio, 2-13 agosto)/Annalena Persson (2-26-30 luglio, 6-9-16 agosto) (Turandot), Badri Maisuradze (27 giugno, 2-9-12-16-19-26 luglio)/Marcello Giordani (5-23-30 luglio, 2 agosto)/Rudy Park (6-9-13-16 agosto) (Calaf),Maria Katzarava (27 giugno, 5-12-16-19 luglio, 9-13-16 agosto)/Valentina Farcas (2-9-23-26-30 luglio, 2-6 agosto) (Liù), Carlo Cigni (27 giugno, 2-30 luglio, 2-6-9-13-16 agosto)/Rafal Siwek (5-9-12-16-19-23-26 luglio) (Timur), Gezim Myshketa (27 giugno, 2-16-19-23-26-30 luglio, 6-9-13-16 agosto)/Giovanni Guagliardo (5-9-12 luglio, 2 agosto) (Ping), Massimiliano Chiarolla (Pong), Gregory Bonfatti (Pang), Davide D’Elia (Altoum), George Andguladze (Un Mandarino), Mauro Secci (Il Principe di Persia), Graziella Ortu/Loredana Aramu (Prima ancella),Luana Spinola/Juliana Vivian Carone (Seconda ancella).

Sotto un video realizzato dal Lirico di Cagliari durante la realizzazione delle scene


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Compose 12 Opere, molte pagine corali,  tra cui una Messa e un Requiem, liriche per canto e pianoforte e varie composizioni strumentali.

 L’ultima opera, “Turandot”, iniziata nel 1920 rimase incompiuta, interrotta dalla morte di Puccini quando mancava soltanto il finale dell’ultimo atto .

Dal 1923 infatti, Giacomo Puccini cominciò a soffrire di una debilitante malattia alla gola mentre stava lavorando alla sua ultima grande opera. Era piuttosto dubbioso per quanto riguardava il soggetto del suo pezzo finale, finché alla fine scelse il dramma Turandotte del drammaturgo veneto Carlo Gozzi. Nonostante fosse seriamente malato, Puccini lavorò duramente alla sua Turandot che, purtroppo non fu in grado di portare a termine. Gli venne diagnosticato un cancro alla gola nel 1924, e qualche mese dopo, si recò a Bruxelles per delle cure. Subì un intervento il 24 Novembre ma morì qualche giorno dopo, il 29 Novembre 1924.
Puccini amava così tanto Torre del Lago che diede disposizione di essere sepolto qui dopo la sua morte.

 La morte di Puccini fu un lutto per l’Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo. Inizialmente il compositore venne seppellito a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini aveva composto i suoi capolavori.

 Le ultime due scene della “Turandot” furono terminate da Franco Alfano, ma la sera della prima rappresentazione il maestro Toscanini interruppe l’esecuzione là dove il maestro l’aveva interrotta, con la morte di Liù.

 Nel 2001 Luciano Berio compose un nuovo finale basato sul medesimo libretto e sugli appunti di Puccini.

Ne video sottostante è il soprano Giusy Devinu ad interpretare Liù  nel finale dell’opera scritto da Puccini.


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royaloperahouse teatro operaUn teatro d’opera italiano, l’Arena di Verona, inaugura il 12 ottobre la Royal Opera House Muscat (foto) nel Sultanato dell’Oman. Mercoledì 12, venerdì 14 e sabato 15 ottobre alla Royal Opera House Muscat andrà in scena Turandot di Giacomo Puccini, nel nuovo allestimento di Franco Zeffirelli e sotto la direzione musicale di Placido Domingo.

Sono in partenza per l’Oman 346 elementi tra orchestra, coro, corpo di ballo, tecnici, comparse e mimi.

La Royal Opera House Muscat è il primo teatro d’opera del Golfo, dall’edificio monumentale con una capienza che sfiora le 1.100 persone, un’ala con ristoranti ed una galleria d’arte, ed il secondo nel mondo arabo dopo l’Opera del Cairo.La serata inaugurale del 12 ottobre è riservata ai soli ospiti del Sultano Qaboos Bin Said, al suo 41° anniversario di regno.

«Essere stato scelto per portare l’Opera per la prima volta in questo straordinario Paese- dice Zeffirelli -  è per me un grande onore. La musica è uno strumento di comunicazione che ha un valore speciale, che si può porre addirittura al di là della stessa comunicazione perché trascende la sfera delle emozioni personali. Senza dimenticare che per gli italiani è anche una importante occasione, un nuovo Paese dove esportare una “nostra espressione artistica” che ha contribuito a rendere l’italianità così apprezzata in molte parti del mondo. La Fondazione dell’Arena di Verona è presente in questa straordinaria produzione con l’Orchestra, il Coro, il Corpo di ballo ed il personale tecnico. La sua presenza, quella di Placido Domingo e degli straordinari artisti che fanno parte del cast di questa Turandot aggiungono valore alla realizzazione creativa e sapranno trasportare nella dimensione dello Spirito i fruitori di questo straordinario evento».

Anche il sovrintendente Francesco Girondini sottolinea l’importanza di questo avvenimento: «il Royal Opera House agirà quale ponte tra la cultura omanita e quella europea, e quindi rappresenterà una vetrina culturale unica al mondo per amplificare l’universalità della musica e delle arti. E Fondazione Arena è fiera di essere al suo fianco in un momento così importante»

fonte:Il giornale dello spettacolo

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turandot pucciniMartedì 4 ottobre sarà possibile vedere in alta definizione sui grandi schermi di tutta Italia la Turandot registurandot puccini torre del lagotrata quest’estate al Festival Puccini di Torre del Lago, uno degli eventi lirici più prestigiosi nel mondo. Tra i protagonisti il bolognese Carlo Colombara, basso con oltre vent’anni di carriera alle spalle, nei panni di Timur. Antonia Cifrone ha dato voce alla principessa protagonista, Piero Giuliacci a Calaf, Satomi Ogawa alla schiava Liù mentre  Roberto Accurso, Aldo Orsolini e Nicola Pamio sono stati il simpatico trio Ping, Pong e Pang.

La regia di Maurizio Scaparro ha curato scene e ambientazione mentre la canadese Kery Lynn Wilson ha diretto l’orchestra del Festival.
In Sardegna sarà possibile vedere l’opera nei cinema Cineworld di Cagliari e Iglesias, Moderno di Sassari, Rex di Bono, Movies Multisala di Santa Giusta e Giordo di Tempio Pausania.

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