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L’artista Monica Tronici, conosciuta come l‘Artista della plastilina , terrà per la prima volta a Galtellì uno dei suoi famosi laboratori. Un’arte davvero insolita che affascina chiunque la veda all’opera. lei non si limita soltanto alla realizzazione di miniature ma crea delle vere e proprie opere d’arte: quadri, bassorilievi, riproduzioni di artisti famosi, di gioielli e addirittura scialli e camicie della tradizione sarda , tutto rigorosamente in plastilina.

Il Comune e la Pro loco di Galtellì non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di averla ospite  e, nell’ambito di un’ampia programmazione denominata Museo Aperto, Monica Tronci è stata inserita tra una serie di attività dedicate alle famiglie, nelle sale del Museo Etnografico “Sa domo ‘e sos Marras”, una bellissima casa storica dell’antico borgo.

Di mattina  terrà un laboratorio di manipolazione della plastilina con letture  tratte dal suo plastilibro ,illustra e racconta  filastrocche in lingua sarda e gli animali della campagna di “Sa vida in su sattu”. I bambini creeranno uno dei personaggi tratti dalle illustrazioni dello stesso libro.

Durante il laboratorio le famiglie potranno partecipare a una visita guidata lungo le strade del borgo di Galtellì,ricco di storia e fascino.

Alle 18 è prevista l’inaugurazione della Plastimostra sempre di Monica Tronci. Una mostra completamente realizzata in plastilina  che rappresenta i segni, i decori e i ricami della tradizione sarda. Il titolo infatti è “Sinnus e prendaS – Forme e colori della tradizione sarda”.

L’artista illustrerà la mostra che comprende anche l’esposizione dei personaggi tridimensionali che popolano i suoi due primi libri per bambini. La mostra si concluderà il 31 agosto.

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La danzatrice , attrice e conduttrice  televisiva Claudia Tronci in questi giorni è stata nominata  membro del Consiglio Internazionale della danza Cid. Una nomina di grande prestigio. Ma cosa è il CID?

Il Consiglio Internazionale della Danza (CID) è l’organizzazione ufficiale per tutte le forme di danza, in tutti i paesi del mondo.

E’ un’organizzazione no-profit e non-governativa, fondata nel 1973 nei quartieri generali dell’UNESCO.

E’ il forum universale che riunisce organizzazioni internazionali, nazionali e locali, così come individui attivi nella danza.

Rappresenta l’arte della danza in generale ed è riconosciuto dall’UNESCO, dalle agenzie governative nazionali e locali, dalle organizzazioni internazionali e dalle istituzioni.

Claudia Tronci è conosciuta in Sardegna come ballerina ma anche come autrice-conduttrice televisiva , per quattro anni “Di che danza 6″  trasmissione di successo dedicata alla danza. Lei è di Terralba,  cittadina del centro Sardegna,  ed è proprio qui che il 19 aprile si svolgerà il Dance meeting Terralba , storica rassegna regionale nata nel 1995 , la prima della Sardegna, e  che vedrà   alternarsi alcuni fra i maestri più importanti dell’isola.

L’evento comincerà alle 18,30 con una chicchierata con gli artisti.

Alle 19, ci sarà la proiezione di un interessantissimo documentario curato dalla Maestra Assunta Pittaluga , dal titolo “Dalla tradizione alla rappresentazione

20,21.30 Intervallo

Alle 21,30 esibizioni in palcoscenico, Compagnia Eva Ailloàrt di Fatima Dakik, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Compagnia danza Davide Cauli, Gabriele Vaccargiu.

La serata ha avuto il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Terralba, Ass. Adricasus, Pro Loco.

 

                


 

 

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Per tutti coloro che volessero fare un viaggio indietro nel tempo , precisamente nel Medio Evo della Sardegna, questa è l’occasione giusta. Ad Oristano da domani 9 agosto fino al 24 si potrà assistere ad una serie di eventi legati al periodo dei Giudicati e alla storia di Eleonora d’Arborea.

Nel centro commerciale Porta Nuova si potrà ammirare una mostra di abiti realizzati a mano, fedelmente riprodotti, e ad una sfilata con gli stessi ad opera del Gruppo storico medioevale Antica Turabolis di Terralba.

 Il Giudicato d’Arborea

Regno d’Arborea è il titolo e il nome di uno Stato medievale sardo (inopportunamente chiamato “Giudicato”d’Arborea” dalla storiografia tradizionale).

Questo Regno, formato storicamente dall’ampia e fertile valle del Tirso e dai monti delle Barbagie di Ollolai, Mandrolisai e Belvì era situato al centro dell’isola e confinava con i regni di Càlari e di Torres.

Quello d’Arborea era uno stato sovrano (che non riconosceva poteri superiori) e perfetto (stipulava accordi internazionali liberamente).

Aveva per capitale Oristano, ed era grande circa 4.832 kmq (quasi il doppio dell’attuale Provincia). Lo abitavano neanche centomila persone fra liberi, servi e religiosi.

Il Regno con lo stemma araldico “parlante” dell’”Albero deradicato, durò ben 520 anni (da circa il 900 al 1420), più a lungo di tutti gli altri regni giudicali isolani (Càlari, Torres e Gallura); e, per questo, ebbe perlomeno,ventitré generazioni di sovrani.

I 4 giudicati nacquero intorno al X secolo d. C.

Il regno era diviso in 13 Curadorias e ognuna di queste comprendeva diversi paesi. Ogni Curadoria era amministrata dal proprio Curadore (un ufficiale responsabile del proprio operato).

La figura più conosciuta di questo periodo è la Regina Eleonora d’Arborea (Giudicessa), particolarmente nota per aver aggiornato e promulgato la Carta de Logu (precedentemente promulgata dal padre Mariano IV d’Arborea), una raccolta di leggi in vigore nel Giudicato ma in seguito estesa a tutta la Sardegna.

La Carta de Logu rimase in vigore fino al 1827.

Una curiosità: Il Falco Eleonorae (in italiano Falco della regina), un rapace ampiamente diffuso nel bacino del mediterraneo, prende il nome dalla sovrana sarda, autrice di un’apposita norma preposta alla sua tutela dal bracconaggio. Stranamente, solo il nome italiano non ricorda Eleonora d’Arborea, mentre in tutte le principali lingue viene chiamato con il suo nome. In francese si chiama Faucon d’Éléonore, in inglese Eleonora’s Falcon, in spagnolo Halcón de Eleonor e anche in tedesco è Eleonorenfalke.

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Il Comune di Terralba, l’Assessorato alla Cultura, la Pro Loco e l’Associazione di Promozione Sociale “Adricasus” con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna invitano la cittadinanza alla I° edizione del Bovale Jazz Festival, iniziativa nata dall’esigenza di promuovere il territorio terralbese e le sue eccellenze enogastronomiche.

La splendida cornice della Piazza Cattedrale ospiterà la degustazione di prodotti locali e vini delle cantine MELIS, DEL BOVALE di Marcello Martis e SU CUPPOI dei fratelli Perra.

Il tutto sarà accompagnato dalle suggestive note eseguite da alcuni tra i più grandi musicisti jazz isolani.

La manifestazione si aprirà alle 19:30 con alcuni interventi che riguarderanno in generale la storia della viticoltura nel nostro territorio e, più nello specifico, alcune nostre tipicità. A seguire, l’apertura degli stand delle cantine darà il via alla degustazione dei vini e dei prodotti tipici del territorio accompagnati dalla voce del cantante Claudio Deidda.

Da sottolineare anche la presenza di una mostra fotografica, allestita in un area adiacente e curata dal fotografo terralbese Marco Frattini.

Intorno alle 21:30 avrà inizio l’esibizione della jazz band MAL BIGATTO 4TET (Antonio Farris CONTRABBASSO; Giuseppe Joe Murgia SASSOFONI; Matteo Carrus PIANOFORTE; Alessandro Garau BATTERIA) che terminerà intorno alle 23:00.

Il momento conclusivo sarà affidato, ancora una volta al Dj set Jazz, le cui note accompagneranno i partecipanti fino alle 00.00.

Info: L’Assessore alla Cultura http://www.comune.terralba.or.it   Stefano Siddi https://www.facebook.com/BovaleJazz

https://twitter.com/BovaleJazz

Contatto Ufficio Stampa

A.P.S. ” Adricasus ”- Filippo Erasmo Tel. 347 75 20 105 – e-mail: press.bovalejazz@gmail.com

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Avevo appena 6 anni quando  ho capito che la mia vita sarebbe stata nel mondo della danza e dello spettacolo. Non era facile però  farlo capire agli altri, soprattutto ai miei genitori. Eppure, questo seme artistico ha continuato a crescere dentro di me .

Comincia così il racconto della  vita di Gabriele Vaccargiu, danzatore sardo , per l’esatezza di Terralba.

Più crescevo e più desideravo di far parte del mondo della danza, ma anche della televisione, dello spettacolo in genere. Era l’unica cosa che desideravo e non mi importava di nientaltro. A 13 anni ho provato a dirlo ai miei; inutile sottolineare che ho avuto come risposta un secco no. Troppi pregiudizi verso un ragazzo che vuol fare il ballerino, soprattutto se questo è nato e cresciuto in un paese del centro Sardegna!

Ma poi il sogno si è realizzato?

Non così presto come avrei voluto. Il fatto di non riuscire a fare ciò che desideravo mi ha bloccato anche nello studio facendomi abbandonare anche la scuola superiore . Mi sono chiuso in me stesso, nella mia cameretta.   La mia stanza si era trasformata materialmente in un piccolo studio televisivo dove potevo realizzare con la fantasia la mia grande passione.

Ma poi succede qualcosa di importante.

Un giorno, a Terralba, apre una palestra che comprende anche un corso  di aerobica. Decido di frequentarla; una  disciplina questa, che si avvicinava molto alla danza moderna, la mia passione. Più avanti poi il maestro del mio corso mi propose  di frequentare un corso di danza che si sarebbe tenuto da lì a poco. E’ allora che ho capito che poco per volta il mio sogno si stava realizzando!

A distanza di un anno circa, anche ad  Oristano,  il capoluogo vicino al mio paese, Caterina Urru fonda la scuola Artist – Projet, una scuola che aveva lo scopo di formare artisti completi, dalla danza alla recitazione e al canto.

Decido di frequentarla. Da qui nasce anche il desiderio di riprendere gli studi superiori abbandonati nella mia adolescenza e così mi rimetto sui libri e mi diplomo alla scuola d’arte. Mi sto rendendo sempre più conto  che le occasioni per portare avanti il mio progetto diventano più frequenti: dai concorsi agli stages di specializzazione.

Ma qual’ è stato quello che ha determinato un cambiamento  decisivo nella tua vita?

Sicuramente il concorso di Olbia : “Vetrina della Danza“. In questa occasione vinsi la Borsa di studio per frequentare a Milano il MAS,  una vera e propria scuola della durata di 3 anni, dove si formano professionisti completi per il mondo dello spettacolo. Ho ricevuto il premio dalle mani di Susanna Beltrami che poi è anche  direttrice del corso.

Mi parli della tua collaborazione con Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della popolare trasmissione di Videolina “Di che danza 6″ giunta alla 4 edizione?

Claudia abitava nel mio stesso paese, eravamo vicini di casa, ma la nostra conoscenza si è approfondita molti anni dopo con un legame professionale che ci ha portato a vincere il Premio per la migliore coreografia al Festival della danza di Sanremo patrocinato dall‘UNICEF  , e diretto da Deyla  e Tony del Core.
Con lei ho  danzato in diverse  occasioni e fra queste nell’ Omaggio a Giusy Devinu organizzato dal Teatro Lirico di Cagliari  al Parco della Musica nel 2012 in occasione della Giornata Europea della musica.

Insomma, la tua vita professionale  pian piano ha preso forma.

Si , fra spettacoli, coreografie e  insegnamento, posso dire di aver realizzato il mio sogno.

Quali sono fino ad ora, le cose che ti hanno dato maggior soddisfazione?

Sicuramente aver fatto parte dei cast  di molte Opere al Teatro Lirico di Cagliari e quindi l’ aver lavorato con coreografi, registi e cantanti di fama internazionale. In una di queste mie partecipazioni ho conosciuto il tenore Cristiano Cremonini che mi ha proposto di realizzare la coreografia di una Traviata al Teatro Guardassoni di Bologna , sede di un’ importante Associazione Culturale  cui lui è presidente e il soprano Cinzia Forte direttore artistico nel settore lirico.

Gabriele Vaccargiu, non ha mai pensato neppure per un attimo di abbandonare l’idea di voler fare il ballerino, l’artista. La sua costanza, nonostante le difficoltà iniziali, è stata premiata. Un esempio da seguire, un messaggio diretto a tutti coloro che hanno dentro  una grande passione ma che non lottano abbastanza per poterla realizzare, abbandonando il percorso davanti ai  primi ostacoli.

 

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Chissà quante volte abbiamo desiderato tornare indietro nel tempo! Personalmente l’ho sognato tantissime volte, e grazie al mio lavoro ho potuto anche realizzare questi miei sogni in teatro, al Teatro lirico, dove ogni Opera è ambientata in un’epoca diversa e in cui mi posso immergere   attraverso  le scene ed i costumi . Però è sempre finzione.

Una coppia di sposi invece, ha voluto vivere il proprio matrimonio non in palcoscenico, ma in un vero Castello, quello di Sanluri, in ricordo del loro primo incontro avvenuto proprio qui durante la Festa del Borgo. Ma come hanno potuto realizzare questa cerimonia così originale?

Dopo i dovuti permessi richiesti all’amministrazione comunale,la famiglia Tronci di Terralba, fondatrice del Gruppo Storico Medievale “Antica Turabolis”  ha voluto fare un regalo agli sposi presenziando  alle  nozze. Il Comitato Quartiere Castello di Iglesias, poi, è stato determinante nell’aiutare la coppia  alla scelta dei modelli e nella realizzazione degli abiti, cuciti dalle sapienti mani  della sarta Giusy Medas.

Il gruppo Antica Turabolis vanta una vasta collezione di costumi d’epoca di propria produzione, soprattutto medioevale, e per l’occasione  si è messa a disposizione personalmente indossando i propri costumi completando così  il sogno dei due sposi Rita Poddesu ed Edoardo Girina. Come ciliegina sulla torta poi, non poteva mancare la meravigliosa musica di  Carl Orff e i suoi Carmina Burana, colonna sonora dell’evento.

All’evento ha presenziato anche la TV regionale Videolina  regalando loro un bellissimo servizio  (http://www.videolina.it/video/servizi/31942/matrimonio-in-stile-medievale-nel-castello-di-sanluri.html).

 

 

 

 

 

 

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