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Dopo avervi presentato il quintetto d’archi Sardò, (vedi post) formazione maschile, ecco ora una piccola formazione  al femminile : il duo  KeK  formato da Caterina D’Angelo e Karen Hernandez.

Anche loro, come i precedenti , sono membri delle maestranze artistiche del Teatro Lirico di Cagliari, ma in maniera un po’ anomala. Caterina d’Angelo infatti è  un contralto stabile del coro del Teatro  mentre Karen Hernandez  è violoncellista nell’orchestra. In questa occasione, Caterina, avrà il ruolo di pianista accompagnatrice della collega .

Questo duo mi incuriosisce e spero veramente di poterlo andare a sentire. In diverse occasioni ho avuto modo di esibirmi accompagnata al pianoforte proprio con Caterina in un un repertorio che spaziava dagli anni’30 agli anni ’50 e conosco bene quanto lei ami la musica in tutte le forme e soprattutto  non soffermandosi mai  su un genere musicale ma spaziando nel tempo e nella forma .

Il duo nasce tra l’incontro di due culture e la voglia di sviluppare un repertorio insolito e lontano da quello classico . Le musiche che proporranno, provengono tutte dall’altra parte del pianeta: Cuba, Brasile, Messico, Argentina.  I ritmi e le melodie sono tango, bolero, bossa nova. composte dai musicisti più popolari di quelle terre: Gardel, Piazzola, Jobim,Vinicio De Moraes, Jose White, e tanti altri.

Da non perdere!!

Si esibiranno sabato 27 settembre a Cagliari al Vinvoglio Wine Jazz club, ed è indispensabile la prenotazione chiamando questi numeri

Info e prenotazioni:
070.2042094
328.3592877
328.8157929
vinvogliojazzclub@gmail.com

   Per eventuali concerti si necessita di due sedie.

    Non è necessaria l’amplificazione.
    Per contatti:
    Karen Hernandez:3921366030
    khlcello@hotmail.com

Karen Herrnandez Lozano
 (violoncello)
Inizia a suonare il violoncello giovanissima, all’età di 6 anni, presso il Conservatorio
Elementare di Musica “M.Samuell” dell’Avana (Cuba).
Nel 1995 prosegue i suoi studi in Spagna presso il Conservatorio Superiore di Musica
“R.Orozco”di Cordoba dove si diploma in violoncello nel 2002 all’età di 20 anni co il
massimo dei voti.
Le sue esperienze concertistiche la vedono giovanissima come componente
dell’Orchestra “National Infantil” di Cuba. A 16 anni inizia a collaborare con diverse
orchestre, per citarne alcune: Orchestra Giovanile dell’Andalusia, Orchestra da Camera
”Malibran”, Orchestra da Camera Andalusa, Orchestra Sinfonica “Città di Cordoba”.
Nel luglio 2004 consegue il diploma di violoncello presso il Conservatorio “G.Verdi” di
Milano col Maestro Marco Scano.
In Italia ha collaborato con diverse orchestre tra cui: l’Orchestra Filarmonica del
Conservatorio di Milano,l’Orchestra del Conservatorio di Como,l’Orchestra dell’Università
degli studi di Milano. Grazie a queste collaborazione ha avuto l’onore di esibirsi al fianco
di musicisti di fama internazionali quali: Vadim Repin,Salvatore Accardo,Gustav Kuhn,
G.Rath, Kawka,Paul Badura-Skoda e i solisti della Scala Francesco Manara e Simonide
Braconi.
Al di fuori dell’ambito classico ha inciso alcuni CD accompagnando cantanti quali Reinaldo
Creagh (“Vieja Trova Santiaguera”-Cuba) , Remedios Amaya (cantante di flamenco
spagnola ) ,il gruppo rock “ The Muse” e il trombettista Paolo Fresu. Ha condiviso il palco
scenico con artisti della fama di Michael Neyman formando parte della sua band nel
Festival Internazionale del Cinema di Siviglia(Spagna).E’ membro fondatore del quartetto
di violoncelli flamenchi “Nuevas musicas” con cui ha registrato vari programmi per la
televisione nazionale spagnola.
Nell’estate 2004 ha fatto parte dell’Orchestra che ha accompagnato la cantante
internazionale Amii Stewart in uno dei suoi concerti estivi.
Nel novembre 2004 ha vinto l’audizione che gli ha permesso di entrare a far parte
dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano per due anni.Nello stesso periodo si
classifica al primo posto all’audizione bandita dall’orchestra della Filarmonica del
Conservatorio di Milano entrando così a far parte della medesima.
Nel dicembre 2004 supera l’audizione che gli permette di partecipare ai corsi del Biennio
Specialistico del Postdiploma col maestro Marco Scano presso il Conservatorio “G. Verdi”
di Milano,conseguendo la laurea di secondo livello indirizzo solistico nel Febbraio 2007
con il massimo dei voti.
Ha partecipati in diversi corsi estivi e masterclass di violoncello e musica da camera con
maestri del calibro di Michael Thomas,Victor Martin,Asier Polo,Quartetto
Brodsky,Quartetto della Scala,Massimo Polidori,Francesco Manara,Simonide
Braconi,Michael Flacksman,Franco Maggio-Ormezowsky,Monighetti e tanti altri.
E stata scelta dai professori dell’Accademia del Teatro alla Scala per essere contrattata
nel progetto giovani che viene realizzato in collaborazione con i musicisti della Filarmonica
del Teatro alla Scala con i quali di recente ha eseguito i balletti “Carmen”di Bizet,”Il
Pipistrello” di Strauss e le opere “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini e
”Ascanio in Alba” di Mozart.Nel Luglio 2005 e Luglio 2006 ha realizzato delle tourneè con
la Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala affianco alla prima viola della
Filarmonica del Teatro alla Scala Danilo Rossi e l’attore di teatro Ascanio Celestini
sponsorizzate da ENEL in tutta Italia con un programma jazzistico-etnico che
comprendeva brani di Piazzola e Kakidze.Nell’Ottobre 2007 vince il concorso come violoncello di fila nell’Orchestra della fondazione
Teatro lLirico di Cagliari dove attualmente è violoncello stabile.
Svolge anche attività concertistica con diversi gruppi da camera come il quartetto d’archi
“Arketipe”e il “Shardana Quintet” .
Caterina D’Angelo
(pianoforte)
Contralto,
nata a Messina, si è diplomata in pianoforte e successivamente in canto con il massimo dei voti e la
lode presso il Conservatorio “A. Corelli” di Messina, perfezionandosi, tra gli altri, con i i maestri
Simone Alaimo, Vittoria Mazzoni, Leone Magiera e Claudio Desderi. Vincitrice del premio “Voce
Rossiniana” al concorso internazionale “S.Alaimo” 2011, spesso ricopre parti solistiche nei maggiori
teatri ed enti musicali italiani e al Teatro Lirico di Cagliari, dove dal 2007 lavora stabilmente in
qualità di artista del coro.
Come solista ha ricoperto i seguenti ruoli:
- Lola nella Cavalleria Rusticana di P. Mascagni nell’ambito dell’Estate Rosellana (GR)
- Sacerdotessa nell’Aida di G.Verdi al Teatro V.Bellini di Catania, diretta dal M°Renzetti
- Alisa nella Lucia di Lammermoor di G.Donizetti al Teatro V.Bellini di Catania, diretta dal M
°Callegari
- Berta nel Barbiere di Siviglia di G.Rossini al Teatro V.Bellini di Catania, diretta dal M
°W.Humburg
- La Scossa in“Black Out” di Roberto Scarcella Perino al teatro Savio di Messina, diretta
dal M° Scarcella Perino
- Dorotea in “Le convenienze ed inconvenienze teatrali di G. Donizetti al Teatro V. Bellini di
Catania
- Flora in “La Traviata” di G. Verdi.
- Terza Dolorante in “I Shardana” di Ennio Porrino
Come contralto solista si è esibita nei seguenti concerti:
- Requiem di W.A.Mozart
- Kronungsmesse di W.A. Mozart
- Missa Brevis di W. A. Mozart
- Die Schöpfung di F.J. Hydn
- Petite Messe Solemnelle di G.Rossini
- Stabat Mater di G.Rossini
- Gloria di A.Vivaldi
- Magnificat di A.Vivaldi
- Magnificatdi J.S. Bach
- Stabat Mater di G.B.Pergolesi
- Messa da Requiem di P.Mandanici, cui è seguita l’incisione di un cd
- La distanza della luna di G.Renzo, cui è seguita l’incisione di un cd

 

 

 

 


Karen He
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BannerTitoSchipaE’ on line il bando di Concorso per giovani cantanti lirici dedicato al grande tenore Tito Schipa.

Potete accedere a tutte le informazioni cliccando su questo link http://www.concorsotitoschipa.it/

Ma chi era Tito Schipa?

Per tutti coloro che si sono avvicinati alla lirica da poco , magari attraverso questo blog, può risultare un nome insignificante.

Eppure leggendo la sua biografia qui di seguito capirete la  grandezza di questo tenore.Tito schipa

Raffaele Attilio Amedeo Schipa nasce a Lecce, in una famiglia negli ultimi giorni del 1888, ma viene iscritto all’anagrafe il 2 Gennaio 89 per questioni di leva militare.

Fu il suo maestro elementare Giovanni Albani che si accorse delle sue straordinarie qualità vocali ma il vescovo napoletano Gennaro Trama (1902) vero talent scout dell’epoca, diede avvio alla sua carriera.

Titu” come era soprannominato per via della sua piccola statura, entra in seminario dove studierà anche da compositore.

In seguito, su consiglio del  maestro di canto, Alceste Gerunda, Tito “emigra” a Milano per completare gli studi con Emilio Piccoli e cercare l’occasione per debuttare.

Ci riuscì a Vercelli con una Traviata (4 Febbraio 1909) dietro naturalmente un compenso.

Il successo non è immediato (la voce del ragazzo è inconsueta per il pubblico medio dell’epoca. Dopo essersi fatto le ossa nella compagnia operistica di Giuseppe Borboni, culminata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911, ecco il primo a Napoli nella stagione del 1914 diretta da Leopoldo Mugnone, dove con una Tosca leggendaria il nome d’arte “Tito Schipa” si impone definitivamente alle cronache artistiche e mondane.

Il successo lo porta subito in Spagna, e lo spagnolo è la lingua più esemplare della sua naturale predisposizione poliglotta (ne parlerà correntemente quattro e ne canterà undici compreso l’aborigeno australiano più, come ripeteva, il napoletano) il che lo aiuta a conquistare con facilità il cuore degli spagnoli, orfani del loro idolo, il tenore catanese Giuseppe Anselmi.

Schipa con quadroCon una Manon del 14 Gennaio 1918 al Real di Madrid anche il primo trionfo all’estero è assicurato.

Segue un periodo di viaggi tra la Spagna e il Sud America, dove si gettano le fondamenta di un lungo intenso rapporto con il pubblico, specialmente argentino. Ma la guerra, col pericolo dei sottomarini, vede il giovane Schipa intentare e vincere una causa con la sua agenzia artistica per farsi riconoscere il diritto a non navigare fino alla cessazione delle ostilità.

Il 1919 approda negli Stati Uniti, invitato dalla soprano Scozzese Mary Garden e dall‘impresario Cleofonte Campanini, che insieme gestiscono la Civic Opera di Chicago. Qui sposa la soubrette francese Antoinette Michel d’Ogoy, conosciuta a Montecarlo in occasione della prima assoluta di La Rondine di Giacomo Puccini, da cui avrà due figlie, Elena e Liana.

Questa volta è Rigoletto l’opera del debutto trionfale a Chicago (4 Dicembre). Inizia per Tito Schipa l’avventura statunitense, cominciata come probabile successore di Caruso ma in realtà definitasi come quella dell’Anti-Caruso per eccellenza, che lo vede tenore stabile di Chicago per 15 anni, indi primo tenore al Metropolitan di New York, ormai tra i più famosi e i più pagati cantanti dell’epoca, specialmente nella categoria del “tenore leggero” o “di grazia” dove si assicura il titolo di massimo interprete d’ogni tempo.

La permanenza e la quasi naturalizzazione americana comportano, per il carattere dinamico e curioso del soggetto, una serie di coinvolgimenti artistici, mondani e sociali di grande importanza e spesso di grande rischio :

Progetta di scrivere un’opera-jazz (quindici anni prima di Gershwin), si avvicina al repertorio leggero spagnolo e napoletano con risultati insuperati nell’ambito tenorile (grazie anche alla amicizia e collaborazione con gli autori José Padilla e Richard Barthelemy), si apre all’esperienza del nuovo cinema sonoro diventando anche un più che discreto attore di musicals (Vivere! del 1937 capeggerà il box-office italiano sia con la pellicola stessa che con le due canzoni di Bixio incluse, Vivere e Torna piccina mia), si compromette con i gangster di Al Capone venendone classicamente prima ricattato poi blandito, colleziona onorificenze e riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Legion d’Onore francese, passa da un’avventura sentimentale all’altra con risultati disastrosi per il suo matrimonio, e soprattutto guadagna cifre vertiginose che sperpera con abilità diabolica, rimbalzando continuamente dalla classifica degli uomini più ricchi del mondo a quella di bersaglio ideale per le stangate di ogni tipo.

La seconda guerra mondiale e il suo nuovo legame sentimentale con l’attrice Caterina Boratto, che lo riavvicina all’Italia, lo portano a coinvolgimenti eccessivi con il regime fascista, soprattutto per l’antica amicizia personale con Achille Starace, suo conterraneo. L’America del pre-maccartismo lo dichiara indesiderato, e lo stesso fa l’Italia del Teatro alla Scala appena restaurato e riaperto.

L’opera di autocritica e di rigenerazione è lunga e faticosa, ma a metà degli anni ’40 il cinquantenne Tito Schipa è pronto a ripartire per un’altra lunga fetta di carriera che lo porta davanti ai pubblici di tutto il pianeta con la sola esclusione di Cina e Giappone.

Nel 1944 conosce l’attrice Teresa Borgna, in arte Diana Prandi, che sposerà nel 1947 e da cui avrà Tito Jr.

Nel 1956 un invito a dirigere una scuola di canto a Budapest lo porta per la prima volta oltre cortina, esperienza che culminerà con la presidenza della giuria del festival della gioventù a Mosca nel 1957. Le sue nuove simpatie per il pubblico sovietico gli fruttano i sospetti dei servizi segreti italiani, che gli dedicano un fascicolo del SIFAR e boicottano il suo progetto di aprire un’Accadenia di canto in Italia sotto gli auspici del Quirinale.

Accusato stavolta di filocomunismo, vittima di gravi traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni suoi manager e collaboratori, è costretto a tornare negli Stati Uniti, dove viene accolto, ancora una volta, con entusiasmo.

La scuola di canto nasce a New York, ed è mentre insegna canto che il diabete contratto negli anni ’40 lo porta a morte il 16 Dicembre 1965,  settantasettenne, dopo una carriera di 57 anni, del tutto straordinaria in un cantante lirico per lunghezza, varietà e glamour .

Specializzatosi in un repertorio limitatissimo (segreto della sua strabiliante longevità vocale) Tito Schipa ha raggiunto i vertici della sua Arte nei tre ruoli di protagonista di Werther di Massenet, di L’Elisir d’Amore di Donizetti e di L’Arlesiana di Cilea, in cui resta a tutt’oggi insuperato e forse insuperabile, oltre che nel repertorio classico della canzone spagnola e napoletana.

Notizie e foto tratte dal sito della famiglia Schipa

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