Articolo taggato “stagione lirica”

«Gran parte della mia attenzione sarà per i giovani cantanti lirici, ma anche per i giovani orchestrali, i danzatori, i registi, gli scenografi, i costumisti. In questo periodo storico l’opera, in particolare, sta vivendo in generale un momento molto felice, come indica l’incremento di giovani che si dedicano a questo genere di arte musicale e a tutto quello che ci sta intorno».

Cecilia Gasdia, sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, il cui decreto ufficiale di nomina è stato firmato l’altro ieri dal ministro Dario Franceschini, definendosi «molto felice della fiducia che le è stata accordata per guidare la Fondazione», fa capire che uno dei suoi obiettivi è la valorizzazione dei giovani talenti artistici dello spettacolo che le stanno a cuore come il rilancio dell’Arena, una delle capitali mondiali della lirica. Come? La risposta è prudente: «Ho un paio di sogni straordinari per l’opera, ma è presto per rivelarli. Vi dico solo che la mia idea è di ripartire non alla grande, ma alla grandissima, come l’Arena merita. I tempi sono maturi per un rilancio in grande stile, la città se lo merita».

Intanto c’è già il programma per l’edizione numero 96 del festival areniano che quest’anno prevede Carmen, Aida, Turandot, Nabucco, Il barbiere di Siviglia, Roberto Bolle and Friends e Special Opera Night. Ci sarà qualche sorpresa per il cast degli artisti? «Il programma c’è e si parte da lì», risponde la sovrintendente Gasdia, spiegando che intende visionare i contratti d’ingaggio. «Mi sono appena insediata e devo veramente guardare molti documenti. Ci sono molti elementi da valutare».

Cecilia Gasdia, prima donna a guidare l’ente lirico, sarà anche direttore artistico e sarà affiancata da un direttore generale, addetto alla gestione, Gianfranco De Cesaris, direttore commerciale di Man Truck & Bus. Inoltre svolgerà una consulenza per la Fondazione l’ex sovrintendente Renzo Giacchieri.

Lo staff che la affiancherà? «Per statuto posso avvalermi di consulenti, anche se non è obbligatorio», precisa la sovrintendente, che sta valutando alcune ipotesi. Sul tavolo anche il ruolo di Arena Extra, la parte dell’extra lirica che comprende concerti pop, musical e altri spettacoli, il cui numero di serate ormai si avvicina alle 47 dell’opera. Cecilia Gasdia è attenta: «Bisogna fare valutazioni su contenuti e organizzazione».

Altro nodo da affrontare sarà quello del corpo di ballo, oggetto di furiose polemiche e proteste nei mesi scorsi, vicenda finita con lo scioglimento del complesso dei danzatori areniani. Da più parti se ne auspica la rinascita, insieme al rilancio della grande lirica in Arena, «e sono questioni di cui voglio occuparmi ampiamente», assicura la sovrintendente.

Cantante lirica di fama internazionale, soprano, veronese, 57 anni, Cecilia Gasdia, ha interpretato, in oltre 30 anni di carriera, più di 90 ruoli operistici. Dal 2015 dirige l’accademia per l’Opera Italiana a Verona e dal 2017 è docente all’Accademia verdiana del Teatro Regio di Parma. Il suo nome per il ruolo di sovrintendente era stato indicato con voto all’unanimità dal Consiglio di indirizzo della Fondazione Arena. Prima di lei la Fondazione è stata commissariata, con Giuliano Polo, e quindi con Carlo Fuortes. Quando è emerso il suo nome come probabile sovrintendente aveva espresso la sua soddisfazione, ricordando di aver cercato di aiutare la Fondazione con tanti appelli al ministro.

Cecilia Gasdia ha iniziato i primi passi da comparsa, poi nel coro, poi nel 1983 ho debuttato come soprano con Turandot di Puccini. Da quattro anni produce spettacoli coreutici e musicali, dirigendo l’Accademia per l’opera. Già prima della nomina aveva manifestato l’intenzione di ripianare al più presto il debito, incidere positivamente sui lavoratori e impegnarsi per il rilancio artistico. Ora, entrata di diritto nel ruolo, ribadisce: «Amo Verona, dove sono nata e dove ho studiato al Conservatorio mettendo le basi per la mia carriera artistica. Ho avuto molto amore da questa città e voglio ricambiarla con la stessa intensità. Mi è stata data fiducia e mi è stato affidato un incarico di grande responsabilità. Vorrei svolgerlo al meglio».  Elena Cardinali

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Andrea Malvano presenta La vedova allegra di Franz Lehár al Teatro Lirico di Cagliari

 Mercoledì 9 dicembre alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico, il musicologo Andrea Malvano presenta La vedova allegra di Franz Lehár in un incontro con il pubblico. L’operetta in tre atti va in scena, venerdì 18 dicembre alle 20.30 (turno A), a chiusura della Stagione lirica e di balletto 2015 del Teatro Lirico di Cagliari.

 L’ingresso alla presentazione è libero.

 Andrea Malvano – È diplomato in Pianoforte e laureato in Lettere moderne, ha conseguito un master a Lione e un Dottorato di ricerca all’Università degli Studi di Torino. È autore di due libri pubblicati nella collana Edt-De Sono (Voci da Lontano e L’Ascolto di Debussy), uno per Albisani (Debussy. La mer) e uno per Rai Eri – LIM (L’arte di arrangiar(si)). Giornalista pubblicista, scrive su «La Stampa», «Amadeus», «Il Giornale della Musica», «Sistema Musica». Collabora, come musicologo, con il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Regio di Torino, l’Unione Musicale, MiTo Settembre Musica, le Settimane Barocche di Brescia, il Festival di Levanto. È stato consulente della città di Torino per il progetto “Di classe in classica”. È coordinatore editoriale della De Sono. Ha insegnato Storia ed Estetica Musicale al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino. Attualmente è ricercatore all’Università di Torino e coordinatore scientifico di un progetto di ricerca finanziato dal MIUR e dedicato all’archivio musicale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai.

 La vedova allegra viene replicata: sabato 19 dicembre alle 19 (turno G), domenica 20 dicembre alle 17 (turno D), martedì 22 dicembre alle 20.30 (turno F), mercoledì 23 dicembre alle 20.30 (turno B), martedì 29 dicembre alle 20.30 (turno C), mercoledì 30 dicembre alle 20.30 (turno E).

 La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13. Rimane chiusa la domenica e i giorni festivi.

 Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, fax 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

Cagliari, 7 dicembre 2015

 

 

 

Pierluigi Corona

Responsabile Ufficio Stampa

Teatro Lirico di Cagliari, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari – Italia

telefono +39 0704082209 – fax +39 0704082216

stampa@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it

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Il Teatro Lirico di Cagliari apre le candidature per figuranti uomini da inserire nella Stagione Lirica e di balletto 2015.
I candidati, maggiorenni, dovranno presentare domanda compilando l’apposito modulo che potrà essere ritirato presso la Portineria del Teatro, o scaricando lo stesso dal sito internet www.teatroliricodicagliari.it.
Le domande dovranno pervenire entro e non oltre Mercoledì 6 maggio 2015 e potranno essere consegnate personalmente in Portineria o inviate tramite mail all’indirizzo:
produzione@teatroliricodicagliari.it.
Le domande che dovessero pervenire al di fuori di questo periodo non verranno accettate.
Alla domanda dovranno essere allegati:
• ?una fotografia recente della figura intera, formato 10×15
(fototessere e poster non verranno accettati)
• ?un eventuale curriculum, con particolare riferimento a precedenti esperienze di studio o di lavoro nell’ambito dello spettacolo.
Le domande, prive anche in parte della necessaria documentazione, non verranno accettate.
Fotografie e altri allegati non verranno restituiti.
La compilazione della domanda non comporta alcun obbligo del Teatro nei confronti del Figurante.
Si comunica che tutti coloro che hanno lavorato per la Stagione Lirica 2014 non dovranno presentare domanda e potranno presentarsi direttamente alla selezione di cui sotto.
La pre-selezione si terrà GIOVEDI’ 7 MAGGIO alle ore 15.00 presso la Sala Regia della Fondazione.

 

modulo figurante

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Tempo fa c’era la convinzione che frequentare il teatro, sia esso di Prosa o Lirico, fosse un lusso. Mia nonna  mi raccontava sempre di come il teatro fosse la scusa per sfoggiare abiti,pellicce e carrozze. Lei parlava della sua adolescenza e quindi dei primi anni del 1900. All’epoca il Teatro era per pochi. Chi non aveva l’abito da sera non poteva entrare. Poi i tempi , per fortuna, sono cambiati. Mio padre frequentava il teatro da studente.Si attendeva con ansia l’apertura della Stagione Lirica. Certo, con i pochi soldi di allora ci si sedeva nel loggione, ma i cantanti sapevano che i veri intenditori erano proprio lassù ed era da lassù che arrivavano i fiori o i fischi. Comunque sia, al giorno d’oggi i Teatri lirici e di prosa sono veramente alla portata di tutti e mi meraviglia che ancora qualcuno pensi che il teatro sia un lusso.

Eppure questa mattina, durante la Conferenza stampa, la sovrintendente Angela Spocci si è espressa in questo modo. Guardate il video sottostante


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La Scala chiude l’anno 2014 e si affaccia al 2015 con una ricca programmazione, in vista di Expo.
Il secondo titolo in cartellone della stagione lirica scaligera sarà  Die Soldaten di Bernd Alois Zimmermann è considerata una delle opere più importanti del secolo scorso. Il tragico destino della giovane Marie si compie sullo sfondo di una Francia traumatizzata dalla guerra, accompagnato da una musica ricca di grande forza emotiva in cui si fondono recitativi, jazz e musica elettronica.
Lo Schiaccianoci, spettacolo che ha inaugurato la Stagione di Balletto 2014/2015 in una grandiosa serata il 18 dicembre scorso, continua a farci sognare insieme a Maria Eichwald, Roberto Bolle e il Corpo di Ballo con i nostri Primi Ballerini e Solisti. Il capolavoro di ?ajkovskij sarà in scena fino al 18 gennaio.
La Stagione Sinfonica continua con tre serate in cui Daniel Harding dirigerà il pianista austriaco Rudolf Buchbinder e la Filarmonica della Scala nel maestoso Concerto n. 5 in mi bem. magg. op. 73detto “Imperatore” di Ludwig van Beethoven, mentre la seconda parte del concerto sarà dedicata all’ammaliante sensualità femminile con l’esecuzione de Il Mandarino meraviglioso op. 19 suite dal balletto di Béla Bartók e la Danza dei sette veli tratta dalla Salome di Richard Strauss.
Grande attesa anche per un grande ritorno: a 60 anni dal suo debutto alla Scala, la leggenda del pianismo italiano, Aldo Ciccolini, torna per un concerto benefico a favore della Fondazione Francesca Rava, a cinque anni dal terremoto che devastò l’isola di Haiti. L’intero ricavato sarà devoluto all’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Port au Prince.
In questo mese di gennaio, oltre a prendere il via il ciclo Domeniche alla Scala e il ciclo Invito alla Scala, debutterà il nuovo progetto ScalAperta che prevede la vendita a metà prezzo di alcune recite dei principali spettacoli della nuova Stagione 2014/2015. Il primo titolo sarà Lo Schiaccianoci del 18 gennaio 2015. I biglietti saranno in vendita a partire dal 29 dicembre 2014.
Prosegue anche la Stagione dei Recital di canto: gli amanti di Lieder non potranno perdersi il concerto di Ian Bostridge considerato uno dei più grandi liederisti di oggi. In scena il 5 gennaio.
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Si conclude la Stagione Lirica 2014 dell’Ente Concerti “Marialisa De Carolis” di Sassari”.

Venerdì 5 Novembre e’ andata in scena,al Teatro Auditorium Comunale, l’ultima opera in cartellone dell’Ente Concerti Marialisa De Carolis di Sassari.

Dopo una buona Carmen, con la splendida Nino Surguladze nel ruolo principale, una Madama Butterfly di Puccini, senza infamia e senza lode salvo qualche nota di merito, ed una Scala di Seta di Rossini briosa ed intelligente, chiamata a sostituire una ben più attesa Salomè di Strauss tagliata dal programma per i feroci tagli contributivi, ecco “Adriana Lecouvreur” di Francesco Cilea che sorprende.

Opera verista, che si discosta dalle altre di genere per una orchestrazione estremamente raffinata, debutta nel 1902 raccogliendo subito un ottimo successo. Ma la sorpresa, aldilà di quella insita nella sua scrittura, è data, nel nostro caso, dalla ottima qualità del tutto, offerto in chiusura di stagione dal De Carolis.

I ruoli principali, e quelli considerati “minori”, sono tutti di notevole livello ed equilibrati nella resa generale. Su tutti Adriana (Donata D’annunzio Lombardi), Michonne (Francesco Paolo Vultaggio), Maurizio (Leonardo Caimi) e La Principessa di Bouillon (Elena Gabouri), esprimono un peso vocale ed espressivo che raramente abbiamo sentito nel nostro teatro sassarese. In particolar modo, Elena Gabouri presenta una potenza vocale non comune. Il suo registro di “petto” è veramente impressionante anche se, nel cambio di registro alle note medio alte, si nota una palese differenza nel volume che andrebbe forse meglio gestito.

Sappiamo come i giochi di Agenzia ed i meccanismi contrattuali non sempre consentono, (a maggior ragione in teatri di tradizione con difficoltà economiche) di aver tutti gli elementi dell’Opera coerenti qualitativamente nella esecuzione.

Bravi ed apprezzati anche Il Principe di Bouillon (Gianluca Margheri), L’Abate di Chazeuil (Matteo Macchioni) che evidenzia le sue qualità da tenore di spalla e caratterista insieme a Quinault (Riccardo Fassi), Poisson (Ugo Tarquini), M.lle Jouvenot (Lucrezia Drei) e M.lle Dangeville (Lara Rotili) che hanno dato freschezza espressiva al tutto con una buona performance vocale e scenica.

Da non dimenticare l’apporto del coro dell’Ente Concerti, diretto da Antonio Costa, che ha ben svolto il suo compito con interventi che , seppur brevi, sono stati puntuali e precisi. Il Coro da qualche anno conferma la sua qualità reclutando il meglio da contesti professionali, didattici e amatoriali di esperienza.

Le scene e la regia di Ivan Stefanutti sono interessanti e credibili. La storia è stata rivisitata in una ambientazione di inizio del ventesimo secolo, immaginando Adriana attrice del cinema muto. Anche i movimenti dei cantanti sulla scena sono coerenti con questa visione creando particolare suggestione che ben si adegua alla trama.

Buona anche l’orchestra dell’Ente diretta da Andrea Battistoni che ha saputo ben interpretare una partitura che nasconde più di una insidia, rendendo complesso il rapporto tra buca e palcoscenico nei volumi ed espressione.

Si replica domenica  7 novembre alle 16:30, sempre al Teatro Comunale di Sassari.

Fabrizio Mangatia

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La notte scorsa , a Cagliari si è presentata una luna straordinaria, da lasciare senza fiato. Il fotografo cagliaritano Manlio Capra è riuscito a cogliere  il momento più bello di una Luna quasi irreale che si affaccia sulla mia città. Un’immagine suggestiva  che mi ha richiamato alla memoria  quel bellissimo brano corale  dell’opera Turandot, opera in fase di preparazione al Teatro Lirico di Cagliari.

E’ una scena in cui la popolazione cinese invoca la luna.  La luna è un elemento ricorrente in tutta l’opera; è un’immagine di morte, freddezza, purezza, e queste caratteristiche la rendono un corrispettivo simbolico di Turandot stessa. La luna è qui evocata soprattutto come immagine di morte: pallida, esangue, testa mozza, amante dei morti… così la chiama la folla; tra poco avrà luogo l’esecuzione del principe di Persia, e la luna attraverso la voce del coro, prepara lo spettatore a questa scena drammatica.

La folla

Perché tarda la luna? Faccia pallida!
Móstrati in cielo! Presto! Vieni!
Spunta! O testa mozza! O squallida!
Vieni! Spunta! Móstrati in cielo!
O testa mozza! O esangue!
O esangue! o squallida! o taciturna!
O amante smunta dei morti!
O taciturna, móstrati in cielo!

Come aspettano…

O taciturna!

…il tuo funereo lume i cimiteri!

O esangue, squallida! O testa mozza!
Ecco laggiù un barlume!
Vieni presto, spunta!
O testa mozza,
spunta!
Vieni!
O testa mozza, vieni!
Móstrati, o faccia pallida!
O esangue, pallida!
Vieni, o amante smunta
dei morti!
O amante
smunta dei morti!
Vien, vieni, spunta!

Ecco laggiù un barlume,
dilaga in cielo la sua luce smorta!
Pu-Tin-Pao!
La luna è sorta!
Pu-Tin-Pao!

Ecco tutte le date:

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Vivaticket: acquista i biglietti anche via web

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Balzata alle cronache locali per uno spiacevole fatto  di cui è stata vittima, il soprano Rosanna Lo  Greco quest’oggi debutta a Cagliari nella Norma, nel ruolo di Clotilde, opera che inaugura il Festival di Sant’Efisio e la nuova Stagione Lirica al Comunale. Ha voluto essere presente nonostante le ecchimosi sul volto e la frattura del setto nasale.

In tanti mi hanno domandato notizie su questo soprano. Ecco di seguito il suo curriculum.

Lei è padovana precisamente di Vigonza, e si è diplomata in canto presso il Conservatorio di Venezia nel 2007. Sta proseguendo il suo perfezionamento con il soprano Mariella Devia. Ha inoltre partecipato a laboratori lirici teatrali e masterclass tenuti da docenti di fama internazionale, fra i quali: Luciana Serra, Claudio Desderi e Donata D’Annunzio Lombardi (Teatro Carlo Felice).
Finalista di numerosi concorsi internazionali, fra i vari premi e riconoscimenti: nel 2008 è risultata vincitrice di borsa di studio al concorso internazionale La Bottega delle voci – L’opera dei giovani organizzato dalla Fondazione Petruzzelli di Bari; nel 2009 ha ricevuto il terzo premio al VII concorso A.G.I.M.U.S di Roma; nel 2011 ha vinto il Premio della Giuria Popolare al 15° concorso internazionale Voci Nuove della Lirica G.B.Velluti di Dolo – VE.
Ha già debuttato i ruoli di: Musetta (La Bohème) con l’Orchestra Toti Dal Monte a Treviso; Barbarina (Le Nozze di Figaro) con l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Claudio Desderi presso il Teatro Comunale di Vittorio Veneto; Fiordispina (L’Impresario in Angustie) presso il teatro Arsenale di Venezia diretta da Maurizio Dini Ciacci e la regia di Francesco Bellotto; Susanna (Le Nozze di Figaro) presso i teatri Giovanni da Udine, Miela di Trieste, Gradisca D’Isonzo, Gustavo Modena di Palmanova (2011); Musetta (cover) in La Bohème sotto la direzione di Marco Guidarini e la regia di Augusto Fornari presso il teatro Carlo Felice di Genova (2011); Dama e Papagena, selezionata da Aslico nel 2012, direttore Salvatore Percacciolo e regia di Stefano Simone Pintor presso numerosi teatri italiani (Regio di Torino, Comunale di Bologna, Sociale di Co-mo, Grande di Brescia, Ariosto di Reggio Emilia, Ponchielli di Cremona, Arcimboldi di Milano, Dell’Aquila di Fermo, Olimpico di Roma, Coccia di Novara); Frasquita in Carmen al Marghera Opera Festival in collaborazione col teatro La Fenice di Venezia sotto la direzione di Mauro Roveri e la regia di Bepi Morassi (2012).
Ha preso parte ai concerti organizzati dalla Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli presso il Teatro Comunale di Mesagne e di Ceglie Messapica (BR).
Si è esibita con formazioni orchestrali: nella Missa brevis in F major di Haydn; nel Gloria e nel Mottetto RV 630Nulla in mundo pax sincera di Vivaldi; nel Magnificat di Bach; nel Laudate Dominum e nella Messa da Requiem di Mozart.

Tutto il cast di Norma e le date.

Pollione Roberto Aronica (22, 24, 27, 29 ore 20.30, 1, 4)/Francesco Anile (23, 26, 29 ore 11, 30)
Oroveso Riccardo Zanellato (22, 24, 27, 29 ore 20.30, 30, 4)/Dario Russo (23, 26, 29 ore 11, 1)
Norma Iano Tamar (22, 24, 27, 29 ore 20.30, 1, 4)/Daniela Schillaci (23, 26, 29 ore 11, 30)
Adalgisa Veronica Simeoni (22, 24, 27, 29 ore 20.30, 1, 4)/Elena Belfiore (23, 26, 29 ore 11, 30)
Clotilde Rosanna Lo Greco
Flavio Gilberto Mulargia
maestro concertatore e direttore Julian Kovatchev
Orchestra e Coro del Teatro Lirico
maestro del coro Marco Faelli
regia Stephen Medcalf
scene e costumi Nicky Shaw
luci Simon Corder
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

http://www.teatroliricodicagliari.it/it/biglietteria/ 


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Salta la prima di ‘Ernani’

 I sindacati del Teatro dell’Opera di Roma hanno deciso, questo pomeriggio, di iniziare uno sciopero che, per il momento, fa saltare la prima dell’Ernani di Verdi, sotto la direzione di Riccardo Muti, in programma il 27 novembre, e le successive repliche. A quanto si apprende, la decisione sarebbe stata presa a larghissima maggioranza dalle tre sigle sindacali: Slc-Cgil, Fials-Cisal e Libersind-Confsal.

L’Ernani dovrebbe aprire la stagione lirica del Teatro. I sindacati e i lavoratori protestano da giorni contro il Comune e la Regione per ottenere dei fondi (sarebbero in tutto circa 14 milioni) che spettano al Teatro ma che non sono ancora stati erogati. Cosi’, hanno spiegato i rappresentati sindacali, sono a rischio gli stipendi di novembre e dicembre e le tredicesime.
I lavoratori temono inoltre un commissariamento del Teatro in seguito alla crisi di liquidita’ che sarebbe imminente.  (AGI) – Roma, 24 nov


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La Stagione 2012/2013, dedicata al bicentenario Verdi-Wagner, volge al termine con le ultime repliche di Aida, sotto la direzione di Gianandrea Noseda, nella grandiosa regia di Zeffirelli.

Per il balletto, tornano in scena le nostre étoile Svetlana Zakharova e Roberto Bolle (nella foto col mezzosoprano Irene Macutan)che, dopo il successo di Giselle, interpreteranno uno dei capolavori di Kenneth MacMillan,   L’histoire de Manon,  eccellente esempio della capacità del grande coreografo scozzese di fondere tradizione e spirito innovativo. Ospite la straordinaria Natalia Osipova.

Per gli amanti del bel canto appuntamento imperdibile il 18, con il recital del tenore Juan Diego Flórez.

L’anno verdiano entrerà poi nel suo momento più caldo. Se Aida chiude infatti, la Stagione in corso, sarà La traviata ad aprire la nuova, il 7 dicembre.

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Con l’opera Amico Fritz di Pietro Mascagni si conclude la prima parte della stagione lirica del teatro cagliaritano. Di seguito un articolo in proposito del giornalista Fabio Marcello per Sardegna Quotidiano.

Sentimenti puri e voglia di vivere di due giovani fuori dal tempo

Frizzante, e non è solo un gioco di parole. Userei proprio questo aggettivo per definire l’opera che stiamo provando». Sorride il tenore ragusano Enea Scala, soddisfatto del suo imminente debutto nel ruolo di Fritz Kobus, “L’amico” della commedia lirica in tre atti di Pietro Mascagni che andrà in scena da sabato al teatro Lirico. «Il regista, Primo Antonio Petris, ha voluto dare una chiave di lettura improntata alla freschezza, alla novità. Un allestimento del genere, alleggerito di qualsiasi retorica, difficilmente avrebbe trovato spazio negli anni Sessanta o Settanta» spiega il cantante, a suo agio in un ruolo «in cui è possibile esprimere una gamma di umori e sentimenti che trovo ideale per il mio modo di intentendere la professione»VITELLONE… MA NON TROPPOSpecialista del belcanto (nel suo repertorio ci sono, tra gli altri, Rossini, Mozart e Donizetti), Enea Scala non concorda con chi ritiene “L’amico Fritz ” un’opera minore. «Mascagni dà grande importanza alla parola, perfettamente innestata sulla melodia. Il ruolo, è vero, non prevede grandi arie, ma ciò non fa altro che renderlo più complesso per il cantante. Tutto si gioca sulle sfumature, sui dettagli, sulla comprensione di quello che effettivamente Mascagni aveva in mente nei passaggi chiave della partitura». Fritz, l’amico di tutti, un po’ sempliciotto? «Non direi. “Vitellone ”, senz’altro, al pari dei suoi degni compari, ma cosa c’è dietro la sua diffidenza verso il matrimonio? Una antica pena d’amore? Qualche problema personale mai rivelato? Mascagni non lo dice esplicitamente, ma anche questo si potrebbe leggere tra le pieghe del ruolo». Prima esperienza a Cagliari per il tenore siciliano: «È come stare a casa. Una città splendida e un teatro d’eccellenza, è un onore cantare qui».«LEI SA QUELLO CHE VUOLE» Messicana, classe 1984, Maria Alejandres interpreta per la prima volta in carriera quella Suzel che farà girare la testa a Fritz Kobus, scapolo incallito. «È una ragazza tutt’altro che ingenua», dichiara la cantante durante l’intervallo delle prove. «È lei il vero motore della trama, spinge perché le cose vadano nella maniera che desidera, è piena di vita, di sentimenti puri che sente crescere dentro di sé smaniando per poterli esprimere apertamente». Anche il soprano loda la regia di Petris: «Ha trasformato la fredda Alsazia in un luogo senza tempo, rendendo la vicenda dei due innamorati ancora più credibile. I protagonisti dell’opera potrebbero essere due ragazzi qualsiasi, del giorno d’oggi o di qualsiasi altra epoca». Con il capolavoro di Mascagni la Alejandres ha fatto tre scoperte: «Anzitutto, il Lirico di Cagliari. Personale preparatissimo, grande disponibilità e un’orchestra di livello superbo. Mi ha davvero impressionata ». Ancora, «il ruolo di Suzel: fino a qualche anno fa non sarei stata pronta per cantarlo, ma oggi la mia maturità vocale mi consente di affrondare anche i ruoli più “centrali ”, più lirici». Infine, la terza sorpresa: «Lavorare con il maestro Carminati è l’ideale: riesce a tirare fuori il meglio da noi cantanti ma ci lascia liberi di esprimerci, di mettere qualcosa di nostro nell’interpreta – zione del ruolo». Una Lolita mancata, dunque, questa Suzel? «Prova ad esserlo, riuscendoci solo in parte… ma già questo le basta per far girare la testa a tutti quei vitelloni» strizza l’occhio il soprano. Fabio Marcello

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Sarà il baritono cagliaritano Gionata Gilio a ricoprire il ruolo di Giorgio Germont nell’opera Traviata della stagione lirica del Teatro Lirico sperimentale  di Spoleto. Altri sardi in passato hanno avuto la fortuna di essere stati  scelti per i cast di questa prestigiosa stagione come il soprano Rossella Ragatzu (che come Gionata Gilio ha  cominciato gli studi con la sottoscritta)  il soprano Giusy Devinu che proprio con Traviata a Spoleto ha iniziato la sua scalata al successo nei teatri di tutto il mondo ed il basso oristanese Francesco Musinu, tanto per citarne alcuni.

Gionata Gilio, che vanta già un buon curriculum (vedi blog), si alternerà nei vari cast con i baritoni Costantino Finucci e Daniele Antonangeli.

La parte di Violetta sarà interpretata dai soprani Galina Bakalova, Anna Maria Carbonera e Sophia Mitropulos.

Alfredo Germont sarà interpretato dai tenori Roberto Cresca, Giuseppe Di Stefano ed Edoardo Milletti.

Nel ruolo di Flora ci saranno  i mezzosoprani Chiara Osella, Katarzyna Otcozyk

Nel ruolo di Annina invece si alterneranno Silvia Pantani e Arete Teemoets

Il ruolo di Gastone sarà ricoperto da Marco Rencnai, Hideky Matayoshi

Nel ruolo del Barone Jacopo Bianchini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A. Atzori - A. Bellanova Il Pipistrello

Solo un anno e mezzo fa si attendeva con ansia l’arrivo di una nuova dirigenza. C’erano tante aspettative. Si sperava in una persona capace, che riuscisse ad organizzare il Teatro per riportarlo agli albori di un tempo. Il sovrintendente doveva essere colui che sapeva come spendere il danaro pubblico affidatogli. Doveva saper fare un piano industriale dove la programmazione fosse in grado di soddisfare le richieste culturali della città e di tutta la regione. Ma ahimè colui che arrivò non fu all’altezza. E non sono  solo io a dirlo. Pubblico insoddisfatto, così pure la Regione e la Provincia. Un piano industriale povero dove i programmi anzichè aumentare erano diminuiti e si erano impoveriti di contenuti.

Ora siamo al punto di partenza. Il nuovo Sindaco, nonchè Presidente del nostro teatro, ha promosso una Manifestazione d‘interesse per l‘’individuazione del Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari . Sono arrivati circa una cinquantina di curricula dove i candidati sono più o meno titolati. (vedi a questo post)

La scelta sarà affindata oltre che al sindaco, anche al CDA. Mi auguro davvero che questa decisione sia oculata. Che siano valutati i meriti e le capacità reali di colui che dovrà essere  in grado di far rinascere, da tutti i punti di vista, la più grande macchina culturale della Sardegna.

Il pubblico che ci segue è ansioso di conoscere quale sarà la programmazione estiva, e quella futura . Mi capita sempre più spesso di incontrare persone che mi chiedono notizie. Chi dirigerà? Quale sarà la programmazione estiva? Quella invernale? Dobbiamo aspettarci ancora scioperi? Verrete più spesso anche al nord Sardegna? Ci regalerete le Operette? Io ascolto, chiacchiero con la gente che vuole sapere, conoscere, essere partecipe di ciò che sta capitando al Teatro cittadino. Una signora incontrata per caso in un ufficio pubblico,  mi ha aspettato alla conclusione di una pratica, per raccontarmi quanto segue:

” Per me il teatro è vita. Ho una lunga tradizione familiare. Mio nonno suonava in orchestra ed io ho frequentato il teatro fin da bambina. A casa mia si è sempre atteso l’inizio della Stagione lirica come il Natale e la Pasqua. Si acquista  un abbigliamento nuovo per la PRIMA . Siamo abbonati da sempre e nonostante le proteste non ho mai perso la fiducia.  Pensi che d’estate programmavamo le serate all’Anfiteatro come delle vere e proprie gite. Arrivavano i miei zii dall’interno (io ho origini nuoresi) e con loro si andava ad assistere alle opere. Ci portavamo il panino e qualche dolce . Si arrivava sul posto anche più di un’ora prima. Una volta trovato il parcheggio consumavamo il nostro “cestino” attendendo l’inzio dello spettacolo. Oggi lo racconto ai miei figli , ma sembra quasi una fiaba. Loro mi domandano se un giorno potranno provare le stesse emozioni”.

L’ho ascoltata in silenzio, commossa. Le ho detto di avere fiducia che la svolta è vicina. Ho sentito dentro di me la forza e il desiderio di credere che questa sia la volta buona, quella della Rinascita.

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Tra le delle tante cose  che mi hanno sempre affascinato fin da piccola, ci sono  le fiabe o favole.
Queste storie, non sono altro che racconti di vita di tutti noi attraverso dei simboli o personaggi fantastici o animali, con  le tante situazioni che affrontiamo giorno dopo giorno, e soprattutto con una morale .

Ancora oggi , quando mi trovo a vivere un determinato episodio di vita ho come la sensazione di sapere come andrà a finire perchè ripenso a certe fiabe.  Ricordo con molta nostalgia le Fiabe Sonore, edito da Fratelli Fabbri. E’ una raccolta di libri illustrati con dischi 45 giri abbinati  . Conoscevo a memoria tutte le parole, i dialoghi e le canzoni che ancora oggi ricordo benissimo.
C’è stata però  una fiaba che forse non ho mai sentito o se l’ho sentita non me la ricordo:   l’Usignolo dell’imperatore.
Oggi   la voglio raccontare sul mio blog.

C’era una volta l’imperatore della Cina , sempre annoiato.

E’ normale. Quando uno ha tutto, non si accontenta mai di nulla.
Conosceva a menadito tutti i saloni del suo palazzo di porcellana, tutti i fiori che sbocciavano nei suoi giardini, tutti i cavalli che scalpitavano nelle sue scuderie. Un giorno, per caso, leggendo un libro straniero, scoprì che c’era qualcosa, nel suo regno, che non conosceva: un usignolo dalla voce dolcissima, nascosto nel folto di un bosco non lontano dalla reggia, il cui canto, si diceva, era la cosa più bella del mondo.

L’imperatore andò su tutte le furie perchè nel suo impero viveva una simile meraviglia e nessuno gliene aveva mai parlato! Possibile?
Fece subito chiamare le guardie di palazzo.
“Cercate l’usignolo dalla voce d’oro che vive nel bosco vicino alla reggia e guai a voi se non lo trovate: finirete tutti in prigione! Avete tempo fino a stasera. Al tramonto l’usignolo dovrà essere qui e canterà per me“.
Le guardie partirono, frugarono ovunque, ma invano.
Allora tornarono a palazzo e cominciarono a chiedere a tutti notizie del misterioso usignolo. Finalmente, il capo delle guardie ebbe la fortuna di imbattersi in una servetta che sapeva qualcosa.
“Certo che conosco l’usignolo!- disse -  Ogni sera, quando ho finito il servizio nelle cucine reali, vado a casa per portare qualche avanzo alla mia mamma e, attraversando il bosco, sento sempre l’usignolo cantare!”
” Ha una voce davvero tanto bella?” – chiese il capo delle guardie.
” Tanto bella che, quando la sento, mi viene da piangere“.
Il capo delle guardie le promise un posto di capo-cuoca se lo avesse guidato là dove l’usignolo aveva il nido. La servetta accettò. Poco dopo i due erano davanti ad un grande albero frondoso. Un trillo argentino risuonò nell’aria.
“Ecco l’usignolo, là, su quel ramo! ” – esclamò la servetta, indicando il minuscolo uccellino grigio.
Il capo delle guardie era piuttosto deluso: ” E’ piccino” – disse l’uomo- “ma canta bene”
Poi gentilmente si rivolse all’usignolo: “Uccellino, l’imperatore vuole che tu canti per lui al palazzo reale.”
“Il mio posto è qui nel bosco, in libertà” – rispose l’usignolo, -” ma se l’imperatore me lo ordina, verrò a cantare per lui”.
Si appollaiò sulla spalla del capo delle guardie e si lasciò condurre al galoppo fino alla reggia.
Poco dopo, davanti alla corte al gran completo, l’usignolo dava inizio al concerto. E cantò così bene che l’imperatore piangeva di gioia.
“Caro uccellino” – disse quando l’usignolo ebbe finito di cantare,- “devi restare sempre con me. Ti tratterò con tutti i riguardi, farò costruire per te un trespolo d’oro, vivrai nella mia camera”.
L’usignolo chinò tristemente il capino: “I tuoi desideri sono ordini, maestà.”
Perchè l’usignolo non si annoiasse, sempre chiuso nel palazzo, l’imperatore gli permetteva di uscire due volte al giorno, ma accompagnato da dodici servitori che lo tenevano legato per la zampina con dodici cordicelle di seta. Non erano passeggiate divertenti, ma l’usignolo si accontentava.
Passarono i mesi. Un giorno, l’ambasciatore di un lontano paese portò in dono all’imperatore una scatola di legno smaltato. Dentro c’era un meraviglioso usignolo meccanico, tutto tempestato d’oro e di pietre preziose.  Sotto le piume di madreperla c’era una chiavetta: bastava girarla e l’uccellino cominciava a cantare una bella melodia, la stessa che gorgheggiava l’usignolo vero. L’imperatore gradì molto il dono.
“I due usignoli canteranno insieme davanti alla corte” disse.
Purtroppo, il concerto non andò molto bene. L’usignolo vero cantava come gli dettava il cuore, quello meccanico ripeteva le stesse note senza mai cambiare.
L’imperatore si entusiasmò tanto di quella precisione da ordinare che l’usignolo vero tacesse per far cantare, da solo, quello finto.
Gira e rigira la chiavetta, il giocattolo cantò fino a che l’imperatore non volle sentire di nuovo l’usignolo del bosco. Ma l’usignolo era introvabile. Aveva approfittato della distrazione dei cortigiani per tornare, libero ma triste, nel suo nido tra gli alberi.

I cortigiani dissero che era una bestia ingrata e pregarono l’imperatore di far cantare ancora il docile usignolo meccanico. Il giorno seguente anche il popolo poté sentirlo. Molti si entusiasmarono, ma chi conosceva la voce dell’usignolo vero affermò che non c’era confronto tra i due, che le canzoni dell’uccellino dei boschi nascevano dal sentimento, quelle dell’altro da una molla. E la differenza si sentiva, eccome!
Il piccolo usignolo, nascosto tra i rami degli alberi, per qualche giorno non cantò. Poi, riprese a gorgheggiare; se non c’era più l’imperatore ad ascoltarlo, poteva sempre rallegrare contadini e boscaioli.
Intanto l’imperatore aveva dimenticato il suo piccolo amico, preso com’era dall’usignolo meccanico. Lo teneva su un cuscino di seta, lo caricava di continuo. Un giorno, ahimè, mentre l’usignolo cantava la sua solita canzone, si udì un cigolio e poi uno schianto: una delle molle del delicato meccanismo si era rotta. Il più bravo orologiaio della capitale, chiamato in gran fretta, smontò l’usignolo, cambiò la molla rotta, poi scosse la testa:
“Maestà, ho fatto del mio meglio, ma ormai il meccanismo è consunto. Se volete che l’usignolo duri ancora, fatelo cantare solo di tanto in tanto.”
Una volta l’anno“. promise l’imperatore.
“Si, Maestà, una volta l’anno penso che vada bene”. assicurò l‘orologiaio.
Trascorsero cinque anni, poi, un brutto giorno, l’imperatore si ammalò tanto gravemente da far temere per la sua vita. Nessun medico riuscì a trovare un rimedio e allora i vili cortigiani, convinti che per il loro signore non ci fosse più niente da fare, uno ad uno lo abbandonarono alla sua sorte.
Una sera, mentre l’imperatore giaceva nel suo letto, ecco giungere la Morte con una spada in pugno:
“Devi venire con me, Maestà: è arrivata la tua ultima ora.”
” Così presto? ” sussurrò l’imperatore. “Mi restano ancora tante cose da fare! Pazienza…potrei almeno ascoltare un po’ di musica?”
” E sia” concesse la Morte.
L’usignolo meccanico era adagiato sul cuscino di seta accanto al letto, ma non abbastanza vicino perchè l’imperatore riuscisse a prenderlo ed a caricare la molla. Il bel giocattolo restava muto, mentre l’imperatore sentiva le forze abbandonarlo sempre più. D’improvviso, dal giardino si alzò un canto dolcissimo, inconfondibile. Era l’usignolo vero. Aveva saputo della malattia del suo signore e, dimenticando i torti subiti, veniva a consolarlo con le sue melodie. Trilli, gorgheggi, note limpide come l’acqua di fonte sgorgavano dalla minuscola gola dell’usignolo e tutto sembrava più bello: la luce del giorno, la trasparenza del cielo, i colori dei fiori. L’imperatore si alzò a fatica dal letto e si affacciò alla finestra, la Morte lo seguì, come stregata. L’imperatore ascoltava e si sentiva rinascere; la Morte ascoltava e provava nostalgia del suo buio regno. Quando l’usignolo tacque, la nera signora era scomparsa silenziosamente nel nulla.
L’imperatore tornò a letto e cadde in un sonno profondo, quando si svegliò era perfettamente guarito. Accarezzò teneramente il piccolo usignolo che si era appollaiato sulla sua mano e gli sorrise.
Usignolo mio, sono stato un ingrato, perdonami.! Che cosa posso fare per dimostrarti la mia infinita riconoscenza?”
“Sono felice della tua guarigione e questo mi basta”, rispose l’usignolo. “Una cosa sola vorrei: non essere costretto a tornare qui palazzo, prigioniero, ma vivere nel bosco e venire a trovarti ogni volta che lo desideri, mio signore. Canterò per te, ti racconterò tutto ciò che accade nel tuo regno in modo che tu possa governare sempre meglio. ”
“Sarà fatto” sussurrò, commosso l’imperatore.
Con un trillo gioioso l’usignolo volò via; ma tornò ogni giorno, fedele alla promessa ed ogni giorno sparse ovunque gioia e saggezza intorno a sè.

Questa fiaba di Christian Andersen è stata utilizzata dal musicista Igor Stravinskij per la sua opera lirica Le Rossignol ,prossima opera in programma al Teatro lirico di Cagliari insieme all’opera pucciniana Gianni Schicchi.

foto tratta da Infanzia

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Finalmente siamo arrivati alla serata d’inaugurazione della Stagione al Teatro Lirico di Cagliari. Quest’anno il teatro ha deciso d’inaugurare con una rara opera di Massenet: il Don Quichotte con un cast di altissimo livello che sicuramente non farà rimpiangere le opere di repertorio.  Per coloro che lo desiderassero, si può tornare a ritroso nei post per poter leggere qualche nozione sull’opera. Leggi post precedenti

STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2012
venerdì 20 aprile 2012, ore 20.30 – turno A
domenica 22 aprile 2012, ore 17 – turno D
martedì 24aprile 2012, ore 20.30 – turno B
giovedì 26 aprile 2012, ore 20.30 – turno F
venerdì 27 aprile 2012, ore 20.30 – turno C
sabato 28 aprile 2012, ore 19 – turno G

DON QUICHOTTE
comédie héroïque in cinque atti
libretto Henri Cain, dal dramma in versi Le chévalier de la longue figure di Jacques Le Lorrain e dal romanzo El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes
musica Jules Massenet
in lingua originale francese con sopratitoli in italiano

personaggi ed interpreti
Dulcinée, Anita Rachvelishvili (20, 22, 24, 27)/Viktoria Vizin (26, 28)

Don Quichotte, Orlin Anastassov (20, 22, 24, 27)/Arutjun Kotchinian ( 26, 28)

Sancho, Nicola Alaimo (20, 22, 24, 27)/Paolo Rumetz (26, 28)
Pedro, Marina Bucciarelli
Garcias, Esther Andaloro
Rodriguez, Nicola Pamio
Juan Daniele, Zanfardino
Servi, Cristiano Barrovecchio, Giampaolo Ledda
Il capo dei banditi, Simeone Latini
Banditi, Cristiano Barrovecchio, Alessandro Frabotta, Giampaolo Ledda, Alessandro Perucca

maestro concertatore e direttore Daniel Cohen
Orchestra e Coro del Teatro Lirico
maestro del coro Marco Faelli

regia Federico Tiezzi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanna Buzzi
luci Giovanni Pollini
coreografia Virgilio Sieni, ripresa da Chelo Zoppi

allestimento del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
prima esecuzione in Sardegna

Sotto, un momento della Prova generale con il baritono Nicola Alaimo nella parte di Sancho e il basso Arutjun Kotchinian nella parte di Don Quichotte. Dietro il coro del Teatro lirico di Cagliari

 

 

 

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E’ la prima volta che vedo la tecnologia entrare nel mondo dell’opera lirica, o meglio , che la vedo utilizzata da una cantante lirica durante una prova come quella , così detta, all’Italiana.

Il mezzosoprano Anita Rachvelishvili, di cui ho parlato qualche giorno fa, ormai lascia a casa gli spartiti e, durante prove utilizza l’Ipad, la tavoletta della Apple in cui può racchiudere tutti gli spartiti che le interessano   portandosi così appresso solo pochi grammi di peso. Per un’artista che viaggia in continuazione e che durante i suoi viaggi ha bisogno di studiare , l’Ipad è decisamente una grande scoperta. Pensate ad esempio alle limitazioni che sono nate oggi con i voli Low cost riguardo i pesi.

Mi trovo nel suo camerino, durante una pausa in cui nè io come artista del coro e nè lei, come protagonista, abbiamo interventi in palcoscenico . Ne approffittiamo per farci una bella chiacchierata. Anita è molto estroversa e gentile e soprattutto non è “Diva” . Questo le fa un grande onore. Il contatto dell’artista con le persone comuni la tiene molto più unita al suo pubblico. Un artista senza pubblico non è nessuno, e lei questo, da persona intelligente quale è, lo sa molto bene. Potersi raccontare e regalare questa sua intervista al  mio blog è stato un grande onore e un grande regalo, e lo è ancora di più per i tanti lettori che la seguono dal giorno del suo debutto al Teatro alla Scala e che  la vedranno molto presto a Cagliari  nel Don Quichotte di Massenet.

Mi racconti come è nato il debutto scaligero a soli 24 anni?

Stavo concludendo i due anni di perfezionamento all’Accademia della Scala quando si è presentata l’occasione  di un’audizione per la Carmen che avrebbe aperto la stagione lirica 2009. Mi sono presentata  per il ruolo di Mercedes, parte da comprimaria. Mercedes non ha arie all’interno dell’opera per cui ho cantanto una prima aria di Carmen. Non avendo grande esperienza in palcoscenico, non ho fatto grandi movimenti, mi sono limitata solo ad eseguire la romanza in maniera corretta. Però evidentemente avevo colpito per qualche cosa perchè poi mi è stato chiesto di cantare anche l’altra aria di Carmen : la Seguidilla.  Quest’aria generalmente si esegue con le mani dietro la schiera per simulare le mani legate. Io questo non l’ho fatto. Dopo poco tempo seppi che ero stata scelta  non per Mercedes, ma come  Cover per il ruolo proprio di Carmen. Pare che uno dei motivi di questa scelta sia stata proprio la semplicità della mia audizione, senza grandi movimenti. Una grande emozione per me che non avevo mai cantanto in un ruolo principale.

Poco tempo dopo però questa emozione è diventata ancora maggiore perchè il maestro Daniel Baremboim mi avrebbe voluto come  protagonista della seconda compagnia. Non mi sarei quindi limitata solo a sostituire l’artista principale in caso di indisposizione ma  avrei cantato  alcune recite secondarie. Che bellezza!

Ho cominciato a studiare il ruolo meticolosamente, il personaggio in tutte le sue sfumature oltre che musicali anche dal punto di vista psicologico.

Ma la sorpresa finale doveva ancora arrivare.

Il  maestro Baremboim mi fa comunicare dopo aver audizionato  decine di mezzosoprani, che sarei stata io la Carmen d’apertura della stagione lirica del Teatro più famoso del mondo diretta proprio da lui.

Non posso descrivere ciò che ho passato in quei giorni, io, così giovane!

A quel punto ho dovuto fare veramente un lavoro di cesello perchè il direttore avrebbe eseguito l’opera così come l’aveva scritta Bizet, e cioè senza tagli, e con tutte quelle note, quei colori e quei segni che erano scritti nello spartito e che col tempo, per tradizione, si erano persi .

Il mezzosoprano Anita Rachvelishvili in una pausa dell'opera con la sua sarta teatrale Ottavia Esu

Mi sono recata a Parigi dalla maestra di spartito di Maria Callas, Janime Reiss, una ultranovantenne ancora attiva e lucidissima che mi ha aiutato in questa lettura particolareggiata della partitura  e soprattutto nella pronuncia del francese.

In seguito, quando ho cominciato le prove in palcoscenico mi sono messa totalmente nelle mani della regista Emma Dante . Io non avevo mai cantato in palcoscenico in un ruolo d’opera così importante e lei quindi   ha costruito il personaggio per me. Una regista tanto criticata per le sue scelte fuori dalla norma ma che io invece considero veramente un genio  per le sue idee innovative e originali.

Ma quanto è stato determinante tutto ciò per la tua carriera.

E’ stato determinante perchè da quel momento in poi ho studiato e cantato senza tregua. Tanti ruoli e tanti debutti in tutto il mondo.

E tu oggi stai per regalare al pubblico cagliaritano un ennesimo debutto. Come è nato il desiderio di mettere su il personaggio di Dulcinée del Don Quichotte?

Mi è stato proposto circa 6 mesi fa, l’idea mi è piaciuta ed ho cominciato a documentarmi per poter  entrare a fondo nella psicologia del personaggio. Ho letto tutto quello che si poteva leggere: prima di tutto il romanzo di Cervantes, le critiche di precedenti esecuzione e ascoltato tutte le registrazioni di chi lo ha eseguito fino ad oggi. Oltre ovviamente all’approfondimento del libretto scritto  per Massenet.

Ti ritrovi in qualche  sfumatura del carattere di Dulcinée?

No, decisamente no. Io non riderei mai davanti alla dichiarazione di un uomo innamorato. Ho un grande senso del rispetto verso i sentimenti degli altri. Poi lei era una donna abbastanza ordinaria. Le piaceva stare al centro dell’attenzione ed essere amata da più uomini. Non aveva capito la sensibilità di Don Quichotte o forse alla fine, quando ormai era troppo tardi.

Tu sei credente?

Si, io sono di religione ortodossa e ieri ho festeggiato la Pasqua ortodossa anche con mio marito (il tenore italiano Riccardo Massi) e con i colleghi. Comunque penso che Dio vada al di là della denominazione religiosa in se. Sento la sua presenza e la sua protezione durante il mio lavoro e i miei viggi.  Mi accompagna giorno dopo giorno e lo ringrazio per tutto ciò che ho avuto e che ancora mi darà nella vita.

Tu oggi vivi in Italia a Sarnano, ma il tuo paese d’origine è la Georgia, precisamente  Tbilisi, un popolo molto provato , hai trovato difficoltà negli studi musicali?

Da noi la musica è molto importante. Io ho cominciato lo studio del pianoforte a 7 anni e una volta conseguito il diploma ho proseguito con altri 6 anni di canto laureandomi . Ho avuto la fortuna, grazie ad una borsa di studio,  di potermi perfezionare all’Accademia  della Scala. Molti artisti, però,miei conterranei con grandi talenti non lo potranno fare. Per questo motivo, appena ne ho avuto la possibilità, ho istituito io una borsa di studio annuale che aiuterà chi lo merita, seguendolo in tutto il percorso di studio fino all’inizio della carriera.

In questa produzione di Don Quichotte, sarai affiancata da altrettanti grandi artisti  come Orlin Anastassov nel ruole di Don Quichotte, Nicola Alaimo in quello di Sanchio ma anche Esther Andaloro,  Marina Bucciarelli , Nicola Pamio, Daniele Zanfardino. Come ti sei trovata in questo gruppo di lavoro?

Ascoltate questa sua dichiarazione direttamente nel video sottostante.

Lo sai, ascoltando del tuo  debutto alla Scala mi hai ricordato quello della  mia compagna di studi, il soprano Giusi Devinu .  Era molto giovane anche lei quando il maestro Muti l’ha voluta come Violetta in Traviata proprio al Teatro alla Scala. Lei purtroppo ci ha lasciato giovanissima nonostante avesse già quasi 20 anni di carriera. Ora vorremmo che la città le dedicasse il Parco della Musica antistante il teatro. Ho creato un gruppo su facebook (Un parco per Giusy) per sensibilizzare i cittadini e i colleghi artisti .

Anche io ho aderito al gruppo di Facebook a lei dedicato, e speriamo che riusciate nell’ intento. Un’artista così importante, che ha rappresntato la vostra città in tutto il mondo, lo merita davvero.

L’altoparlante annuncia il nostro ingresso in palcoscenico,  ma prima di rientrare mi regala qualche foto in costume  realizzati dalla costumista Giovanna Buzzi.



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“Quello che ho visto al Petruzzelli di Bari e quello che vi vorrei dire”
Oggi  16 gennaio, c’è stata a Bari, nel foyer del Teatro Petruzzelli, la conferenza stampa di presentazione dell’opera di inaugurazione della stagione “Carmen” diretta da Lorin Mazel e per la regia di William Kerley.

Innanzitutto il teatro nella persona del Sovrintendente e del direttore artistico si sono assicurati che tutti gli artisti del cast fossero presenti e per ognuno di loro c’era la poltrona riservata in prima fila e sono stati tutti presentati ad uno ad uno con nome e cognome, e questo non è usuale nei teatri italiani.
Prima ancora di presentare il cast, il sovrintendente Vaccari ha ringraziato tutte le maestranze che hanno contribuito all’allestimento: dai tecnici al personale artistico, dai collaboratori degli uffici alle maschere, al personale di biglietteria, all’ufficio stampa. Anche questo non è usuale nei teatri italiani.
Ma quello che intendo far notare qui è il fatto che ad aprire la conferenza stampa sia stato il sindaco della città, Michele Emiliano, che ha dimostrato di seguire in prima persona, grazie anche ai suoi collaboratori, la vita e le scelte del teatro della sua città.
In un apprezzabile “duetto” con il maestro Mazel, Emiliano ha sottolineato come il Petruzzelli e la sua attività di produzione sia al centro della politica culturale della città e che la Fondazione rappresenti una delle pietre miliari che segnano il cammino dell’intervento amministrativo della sua giunta. Hanno parlato di come l’arte, dove non hanno senso gli stupidi confini degli stati, sia di per sé universale, per tutte le classi sociali e per tutte le età e che sia l’unico modo per incentivare il dialogo e per arricchire lo spirito degli uomini, dei cittadini.
Sarò ancora più chiaro: la rinascita del Petruzzelli, giustemente manifestata in quest’occasione, è stata resa possibile grazie soprattutto al fatto che tutta la città ha preso in carico il teatro. Grazie al fatto che il sindaco e la sua giunta, con atto coraggioso, hanno chiamato a ricoprire ruoli di governance della Fondazione i cittadini della città che da anni avevano maturato una grande professionalità nei loro settori. Si è richiamato in città Giandomenico Vaccari, barese, che era da tempo impegnato nei più importanti teatri delle Fondazioni lirico sinfoniche italiane per affidargli il ruolo di Sovrintendente; si è affidata la consulenza artistica a Luigi Fuiano, violinista, ex sindacalista di esperienza e oggi anche presidente della commissione consiliare Cultura del Comune. Così si è fatto nei reparti degli allestimenti scenici, nell’ufficio stampa, nella segreteria, nella produzione e si affidano le coreografie all’esperto Domenico Iannone, forte di più di trenta anni di esperienza nei teatri di tutta Europa e uno dei più apprezzati preparatori di giovani talenti della danza. Insomma, la città ha deciso di prendere in carico la responsabilità di rifondare il Petruzzelli chiamando alla responsabilità tutte le professionalità che la città aveva saputo esprimere negli anni. Coraggiosamente il sindaco, come presidente della Fondazione, e tutto il CDA hanno deciso di non farsi dettare modalità e nomi da forze esterne, da quegli uffici centrali lontani dalla realtà cittadina che da sempre usano affidare i nostri teatri a manager che ormai spesso si dimostrano inadeguati.
A Bari si è dimostrato che un teatro gestito da chi ha a cuore la fabbrica di cultura e la città sulla quale insiste, raggiunge obiettivi importanti, come quello della produzione di questa Carmen.
Tre titoli della stagione del Petruzzelli (due oltre a questa Carmen) saranno coprodotti con il festival di Castleton, il festival che il maestro Mazel ha creato nella sua tenuta in Virginia negli Stati Uniti per aiutare i giovani talenti.
Ulteriore risultato di questa gestione responsabile sarà che tutta l’orchestra del Petruzzelli sarà quest’anno l’orchestra del festival di Castleton da giugno a luglio prossimo.
Coproduzioni, collaborazioni, scambi, gestioni oculate, attenzione per la città. Ecco quello che ho visto qui a Bari.
Non so se capite appieno il motivo per il quale vi ho raccontato tutto questo.

Scommetto che però un’idea vi viene in mente.

Gianluca Floris

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Ci sarà anche il tenore cagliaritano Gianluca Floris nel cast della “Carmen” di Bizet che sarà diretta dal grande direttore d’orchestra Lorin Maazel , per l’apertura della Stagione lirica della Fondazione Petruzzelli di Bari.

Porterò con me il Petruzzelli al festival di Castleton in America”
L’annuncio di Lorin Maazel, a Bari per le prove della “Carmen”. “Nel 2012 l’orchestra sinfonica della Fondazione negli Usa” (leggi articolo)
da La Repubblica

La prima rappresentazione si terrà venerdì 20 gennaio alle 20.30 (Evento Speciale Fuori Abbonamento) in una nuova coproduzione con il Festival di Castleton (Virginia)

La regia sarà di William Kerley, le scene ed i costumi Tom Rogers, il disegno luci David Howe. Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli Franco Sebastiani, maestro del Coro di voci bianche Juvenes Cantores Luigi Leo.

Coreografie a cura di Domenico Iannone. Assistente regista Amanda Consol, assistente costumista Simon Bejer.
Nel ruolo di Carmen canterà Ekaterina Metlova, Don José sarà interpretato da Richard Troxell, Micaëla da Sasha Djihanian, Escamillo da Corey Crider, Zuniga da Gianluca Breda.
Frasquita sarà interpretata da Laura Macrì (20, 22, 25 gennaio) e da Marta Calcaterra (28, 30 gennaio), Antonella Colaianni sarà Mercedes, Gianluca Floris sarà Il Remendado, Alessandro Battiato sarà Il Dancairo, Michael Anthony Mcgee sarà Moralès, Olga Podgornaya sarà La venditrice di Arance, Aldo Orlando sarà Uno Zingaro.

In replica domenica 22 gennaio (Turno A) alle 20.30, mercoledì 25 gennaio (Turno B) alle 20.30, sabato 28 gennaio (Turno C) alle 18.00, lunedì 30 gennaio (Fuori Abbonamento) alle 20.30.

Informazioni: Infopoint Fondazione Petruzzelli, tel. 080.975.28.40


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E dopo la prima del Teatro alla Scala oggi,  a Cagliari, si parte con la prima di Carmen di Bizet. Una produzione tutta cagliaritana , dai costumi alle scene (vedi post).

Il nostro amico Luca Murgia (vedi post) ha avuto l’idea geniale di proporre una sorta di telecronaca in diretta tramite il gruppo di Facebook da lui fondato degli  Amici del Teatro lirico.

Quindi, tutti coloro che, non potendo essere presenti, vogliono notizie ,non devono far altro che collegarsi a questo gruppo dalle 20,45.

Ecco il link

https://www.facebook.com/groups/40907158932/?notif_t=group_activity

Se poi Luca si avvicina ai camerini, saremo ben lieti di rilasciare le nostre impressioni da dietro le quinte.

LUCA MURGIA:
Pianista, esperto in organizzazione gestione e promozione di attività culturali, teatrali e musicali e di spettacolo. Organizzatore di iniziative di spettacolo dal vivo (promozione e marketing), organizzazione di eventi presso festival, rassegne, uffici stampa, università, teatri; creatore di impresa culturale nel campo del teatro e delle attività ad esso collegate, collaboratore all’organizzazione e promozione e ufficio stampa di eventi presso enti pubblici o privati.

 

Ecco la protagonista: il mezzosoprano Hadar Halevy

 

Ed ecco il direttore d’Orchestra: Julia Jones

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Avete mai pensato all’importanza che può avere la locandina o il manifesto che pubblicizza uno spettacolo?

L’importanza è enorme. Basta guardarsi intorno, quando si cammina per la strada per capire cosa più attira la nostra attenzione.

Personalmente credo che un bel manifesto innanzitutto debba avere una bella foto, e questa foto deve essere in grando di parlare un linguaggio immediato. La pubblicità su un manifesto senza foto è praticamente nulla. Spesso si leggono i manifesti quando attendiamo qualche minuto al semaforo, in auto. Leggere elenchi di scritte a caratteri minuscoli è impensabile, il 99,99% delle persone le ignora. Chi investe in pubblicità di questo tipo può ben dire di aver buttato una bella quantità di euro.

Diversamente, un’immagine, che deve essere studiata a tavolino, deve attirare l’attenzione velocemente, al punto da trasmettere il desiderio di un approfondimento.

Ho trovato una scelta vincente quella del manifesto proposto dal Teatro Lirico di Cagliari per la presentazione dell’Opera Carmen di prossima rappresentazione.

Questa locandina parla da sola: quella mano insanguinata su un abito da Torero trasmette in maniera immediata la passionalità e la drammaticità della storia.

I miei complimenti all’ autore, il fotografo Nick Argjolas. Per chi volesse conoscerlo meglio può fare un giro nel suo bellissimo sito.

 http://www.nickarjolas.com/

Venerdì 2 dicembre, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, lo storico dell’arte Franco Masala presenta l’opera Carmen di Georges Bizet, in un incontro con il pubblico intitolato: Carmen, la sorcière. Il celeberrimo melodramma va in scena, venerdì 9 dicembre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2011 del Teatro Lirico di Cagliari.

Carmen viene replicata: domenica 11 dicembre alle 17 (turno D), martedì 13 dicembre alle 20.30 (turno B), giovedì 15 dicembre alle 20.30 (turno F), venerdì 16 dicembre alle 20.30 (turno C), sabato 17 dicembre alle 19 (fuori abbonamento), domenica 18 dicembre alle 17 (turno G).

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In gergo musicale i tagli sono tutte quelle parti che in una composizione vengono omesse. Riaprire un taglio diversamente  significa eliminare la defezione per poter eseguire la musica così com’ è stata composta.

In questi giorni siamo in fase di preparazione della Carmen di Bizet, l’ultima opera in programma della stagione al Teatro Lirico di Cagliari. Quest’opera  per anni è  stata eseguita nella versione appunto con i tagli, per motivi pratici. Spesso infatti eliminare alcune parti dallo spartito (ma quasi sempre sono delle ripetizioni) vuol poter dire accorciare i tempi che a volte possono risultare eccessivamente lunghi per lo spettatore.

Nella prossima versione cagliaritana però, la Carmen sarà eseguita senza tagli (almeno per quanto riguarda il coro) e con tutte le parti originali recitate. Quindi, oltre ai cantanti in scena ci saranno anche degli attori .

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Andrea camilleriSono certa che qualcuno avrà da dire su questa scelta del sovrintendente Giovanni Pacor.

Personalmente sarei disposta a chiedere un trasferimento temporaneo al teatro Carlo Felice di Genova pur di vedere all’opera un mio grande mito: Andrea Camilleri. Sarà infatti in cartellone nella stagione lirica del teatro ligure, in veste di regista dell’opera Cavalleria Rusticana.

Ho letto quasi tutti i suoi romanzi, rimango incantata ad ascoltarlo nei suoi racconti dei video della Banca della Memoria, mi piace il suo modo di trasmettere con quellall’accento e quella voce roca e adoro soprattutto il suo grande personaggio: Montalbano.

Chi avrebbe detto che alla sua veneranda età si sarebbe buttato ancora in nuove esperienze?

Dicono che il sovrintendente del Carlo Felice, abbia fatto questa scelta, un po’ come  il mago che tira fuori  il coniglio dal cilindro! Lui spera infatti di attirare l’attenzione dei media per tenere lontano lo spettro del commissariamento che incombe da un po’ di tempo sul teatro genovese.

Beh, qualcuno ha tentato di fare lo stesso da noi,con scarsi risultati, al Lirico di Cagliari, con  Marco Carta, ma questa è ben altra cosa. Speriamo che Camilleri abbia una sorte migliore.

Io ne sono certa perchè, con la sua lunga esperienza televisiva, l’anima sicula e la grande fantasia riuscirà a dare all’opera di Verga-Mascagni un impronta originale.

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Ipubblico concertiE’ il caso di dirlo, paese che vai usanza che trovi.

Girovagando per i paesi della Sardegna dove col Teatro Lirico di Cagliari proponiamo il nostro concerto dei Carmina Burana nelle piazze principali, viene da fare delle considerazioni e dei confronti.
Sono ormai tanti anni che svolgo questa professione e  ho visto veramente di tutto.
Qualche giorno fa, in un paese della provincia, al nostro arrivo la platea era ancora vuota. L’orario d’inizio doveva essere le 21 ma solo una decina di persone attendeva lo spettacolo già al posto. Qualcuno ha domandato ai pochi presenti il motivo di ciò ed è stato detto che nel paese è tradizione estiva mettere la cena al primo posto e poi, con calma,  uscire a prendere il fresco o assistere a qualche spettacolo o concerto.
Ebbene, si è dovuto attendere che la gente finisse di cenare per vedere la platea piena, ma naturalmente noi abbiamo dovuto iniziare con la “sala” mezzovuota .
Diversamente ieri, nella bella cittadina di Iglesias, il pubblico era già accomodoto ancor prima del nostro arrivo. Devo dire che il pubblico dell’iglesiente è sempre molto generoso e rispettoso. Ci segue sia nei concerti decentrati ma anche durante le stagioni liriche nel nostro teatro in Città.
Alla fine del concerto alcuni si sono avvicinati per complimentarsi e ne ho approffittato per domandare loro le usanze riguardo orari di cene e uscite estive.

Contrariamente a ciò detto prima, loro mettono al primo posto il piacere della cultura e dello svago per concludere la serata con la cena che, a quanto capito,  si protrae a lungo fino a notte fonda.

E’ proprio vero il proverbio “paese che vai usanza che trovi“.

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ressaE’ con grande piacere che vengo a conoscenza che il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda ha voluto pagare personalmente il suo abbonamento alla Stagione lirica cagliaritana. (vedi articolo)

Per anni , le così dette personalità, hanno goduto del privilegio di aver i migliori posti per assistere alle opere, gratis e senza alcuno sforzo e spesso anche senza interesse.

Mi è capitato di incontrare persone che dicevano di avere ricevuto in omaggio un biglietto perchè al primo possessore non interessava. E noi, giovani studenti di conservatorio, mettevamo da parte la consistente somma per l’acquisto di un abbonamento,con grande sacrificio,  organizzandoci per passare la notte davanti al botteghino per essere sicuri di acquistare un abbonamento in un posto centrale! Invece, all’apertura, scoprivamo che quei posti tanti ambiti erano riservati. Ci si doveva accontentare di bei posti, si, ma non quelli che avremmo voluto dopo la nottata al freddo. Infatti questa esperienza avveniva in inverno, perchè all’epoca la Stagione lirica cominciava a gennaio. Armati di sdrai e viveri, ci si piazzava con stufe a gas davantizedda-massimo-e-carone all’ingresso dell’allora Auditorium del Conservatorio (unico teatro cagliaritano di un certo spessore) e si attendeva, fra chiacchiere e giochi di società, l’apertura .  Ma ecco, al mattino, con grande delusione, presentarsi una pianta della sala dimezzata, dove tutta la parte centrale risultava già occupata. Gli allora impiegati alla vendita non riuscivano a giustificarsi davanti alle nostre proteste e come unica scusa dicevano che i posti erano  riservati al sindaco e alla sicurezza. Già, alla sicurezza di cosa? I pompieri stavano in palcoscenico per sicurezza e non seduti a godersi lo spettacolo!
Adesso si spera che, con questa ondata di freschezza politica e con questa bella iniziativa del neo-sindaco, si cambi rotta anche in questo senso. Quella settantina di posti sempre occupati saranno a disposizione di chi, con sacrificio, si metterà in fila e pagherà il dovuto.

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teatro comunale CagliariPreziosa donazione al Teatro Lirico di Cagliari
Sabato 18 giugno scorso, in occasione della prima rappresentazione di La Traviata di Giuseppe Verdi, opera inaugurale della Stagione lirica e di balletto 2011 del Teatro Lirico di Cagliari, l’architetto Paolo Giussani ha donato, durante il primo intervallo, alla presenza del sindaco di Cagliari, presidente della Fondazione, e del sovrintendente, una fotografia di Giuseppe Verdi, datata 1867, con dedica autografa dello stesso Verdi alla contessa Clara Maffei.

Il cimelio è in esposizione nel foyer di platea fino a domenica 26 giugno per tutte le rappresentazioni del capolavoro verdiano.

Paolo Giussani – Nato a Milano, 84 anni, ha insegnato “Scienza delle costruzioni” al Politecnico della sua città e, una volta in pensione, si è trasferito, negli ultimi anni, a Cagliari, dove frequenta, da abbonato, le stagioni concertistica, lirica e di balletto. Ha deciso di donare questo cimelio al Teatro Lirico di Cagliari, in segno di stima e gratitudine, con le seguenti parole:

Al Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari

Voglia accettare, pur non essendo io uomo di musica bensì oscuro laico, comunque in segno della mia stima e sorpresa ammirazione per l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, una foto di Giuseppe Verdi, con dedica autografa dello stesso Verdi alla contessa Clara Maffei Carrara Spinelli di Bergamo, datata 14 maggio 1867.
Con questa operazione sono sicuro di aver messo sotto tutela un documento della storia italiana che altrimenti, alla mia morte, potrebbe perdersi definitivamente, giacché sono senza eredi.

Paolo Giussani

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traviata 2Sarà sicuramente una Signora delle Camelie originale. Infatti la regia dell’opera Traviata, che inaugurerà la stagione lirica al teatro di Cagliari, sarà ambientata negli anni a cavallo tra i 50-60. Una regia sobria ma con costumi, parrucche e trucco che ricordano gli anni della rinascita del dopoguerra. Il regista ha voluto dare così un tocco diverso all’opera di Giuseppe Verdi che è stata invece scritta e ambientata  nel 1800.
Molti melomani storceranno il naso, ma si sa, tutti gli esperimenti non sono mai ben accetti. Devo dire che inizialmente anche io, all’idea di una Violetta Valery in versione Milva nei primissimi anni di carriera, non sono stata particolarmente entusiasta, poi però, mi sono ricreduta in parte se non altro perchè è una regia divertente.
L’ambientazione è in un Loft caratteristico delle case dei ricchi imprenditori dell’epoca e sapete cosa mi ha ricordato? Avete presente il film Totò a colori dove la ricca Franca Valeri organizza una festa, fra eccentrici artisti, modelle, figli di papà, fumatori d’oppio, ecc?
Beh , riguardatela, perchè vi metterà il buon umore.


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ressaTorno adesso da una mattinata al botteghino del Teatro Lirico.

Ero in coda dalle 9,30, (ma c’era chi lo era dalle 8), per poter trovare dei posti decenti in abbonamento per i miei parenti, per la stagione Lirica alle porte. Non vedevo tanta ressa da molti anni, da quando cioè l’organizzazione biglietteria era diventata a dir poco perfetta e gli impiegati erano attenti a smistare nel modo più adeguato gli abbonati, mettendoli in condizioni di non subire disagi, anche attraverso le telefonate e le mail per le prenotazioni .
Purtroppo la scena vista oggi mi ha fatto pensare ad una regressione di tutto questo: la gente era scontenta pronta a rinunciare se non avesse trovato i posti degli anni scorsi. La direzione quest’anno, sicuramente per problemi economici, ha dovuto sopprimere ben due turni: un turno matinèe e il turno prova generale dedicata alle associazioni ed ai parenti dei dipendenti. Chi era abbonato in questi due turni avrebbe dovuto trovare posto fra quelli scartati da chi ha avuto la possibilità di scegliere o riconfermare i vecchi abbonamenti. Il botteghino era veramente nel caos nonostante le impiegate stessero cercando di accontentare un po’ tutti. A completare il tutto, qualche minuto prima dell’apertura camminava fra la gente un’ospite poco desiderato, molto confuso che forse si domandava come mai tanta confusione in casa sua.

Guardatevi il video e capirete.
Comunque, aldilà di tutto, sapere che la gente vuole la lirica a tutti i costi mi conforta e soprattutto dovrebbe far riflettere chi in questo anno ha sparato a zero affermando che gli spettacoli lirici non interessano a nessuno.


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Nino_RotaErano i primi anni di studi musicali quando sentii parlare per la prima volta di questo musicista. Infatti ricordo perfettamente quando assistei ad una sua opera,”La visita meravigliosa“. Era il mio primo abbonamento alla Stagione lirica cagliaritana, al Teatro Massimo. In quell’occasione un mio compagno di classe, il basso Mario Luperi, fu premiato dal direttore per le sue grandi qualità vocali, con una particina da comprimario proprio in quest’opera  e noi  compagni, eravamo molto orgogliosi di questo anche perchè in sala c’era proprio Lui, l’autore . Ricordo ancora, qualche anno più tardi, quando  il direttore del conservatorio ci comunicò della sua morte.
Nino Rota (1911-1979) è nato da una famiglia di musicisti, inizia a studiare pianoforte con la madre, la pianista Ernesta Rinaldi e all’età di otto anni inizia a comporre.
Entrato al Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano) nel 1923, è stato allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas.

Nel 1922 compone L’infanzia di S. Giovanni Battista scritto a quasi undici anni ed eseguito nello stesso anno a Milano e l’anno successivo a Turcoing, in Francia; in occasione della esecuzione francese, chiamato alla ribalta dal pubblico entusiasta ne diresse la replica del finale. Nel 1926 Nino Rota scrive Il Principe Porcaro, un’operina per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen. Tre quarti d’ora di una musica che, considerata l’età del compositore, è giudicata dai critici già matura, senza sbavature, intensa e al tempo stesso ironica.

Successivamente Nino Rota studia privatamente con Alfredo Casella a Roma, conseguendo il diploma in composizione musicale al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1930.

Nel 1930 si reca negli Stati Uniti , e vi rimane due anni, per alcuni corsi di perfezionamento vincendo una borsa di studio a Filadelfia. Torna in patria per laurearsi in lettere all’Università degli studi di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino.

Nel 1937 insegna teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto, mentre due anni dopo passa al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove insegna armonia e composizione; di quest’ultimo istituto diventa direttore nel 1950.

Dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film Zazà di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre Lo sceicco bianco.

Da allora tra i due artisti si instaura un’amicizia lunga trent’anni e una collaborazione per numerosi film. Nel 1972 compose le musiche del film Il padrino, Due anni dopo, però, riuscì a vincere l’ambito premio con le musiche del film Il padrino – Parte II. Il compositore muore poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, Prova d’orchestra.

Per i funerali di Federico Fellini, Giulietta Masina chiese al trombettista Mauro Maur di suonare l’”Improvviso dell’Angelo” di Nino Rota nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.

Pur essendo conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del cinema, Nino Rota ha composto anche per il teatro lirico ed il balletto con notevole riscontro internazionale.

In occasione della stagione lirica cagliaritana è in corso di preparazione proprio un’opera di Rota: Napoli Milionaria su libretto di Edoardo De Filippo.


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madama-butterflyNelle città, nelle scuole e nei teatri, quando si vuole far conoscere la propria cultura si organizzano i gemellaggi o comunque degli scambi culturali.

Ad esempio: un Teatro organizza una Stagione lirica inserendo nel cartellone un’opera bulgara, per poter far conoscere al proprio pubblico la musica di questo paese. Ovviamente per la buona riuscita dello spettacolo si farà in modo che gli artisti siano bulgari: dall cast dei solisti al direttore d’orchestra, dagli scenografi ai costumisti .

Lo scorso anno il Teatro Lirico di Cagliari si è spostato a Wiesbaden in Germania, per rappresentare la Lucia di Lammermoor in una bellissima edizione con un cast ovviamente italiano . Questa è la logica!

Ma presentare nel proprio paese italiano, un’opera italiana fatta da un cast di stranieri lo trovo alquanto sorprendente. E’ infatti ciò che si evince guardando il cartellone della nuova stagione lirica cagliaritana in particolare dell’opera Madama Butterfly, italianissima, musicata dall’italianissimo Puccini e scritta dai librettisti Illica e Giacosa, ma che sarà rappresentata da un cast quasi completamente straniero, eccolo di seguito:

Ausryne Stundyte nel ruolo di Cio-cio-san, Giuseppe Varano in quello di Pinkerton e Marcello Rosiello in quello del console americano Sharpless, mentre Junhua Hao nelle vesti dell’ancella Suzuki. Mariusz Treli?ski, con Boris Kudli?ka per le scene e Magdalena Teslawska e Pawel Grabarczyk per i costumi, firma un’affascinante messinscena, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano, proveniente dal Teatr Wielki Opera Narodowa di Varsavia. La direzione d’orchestra è affidata a Julian Kovatchev, direttore bulgaro.

Ma è possibile che non ci fossero artisti italiani in grado di rappresentare quest’opera nel nostro teatro?

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