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Propongo questo canto popolare con lo spartito per coloro che volessero aggiungere al loro repertorio un brano di questo tipo, adattabile anche per coro

‘SS’OCCHI

Versi di Bice Solfaroli Camillocci

Musica di Camillo Berardi

Rit.

Lustri so’  ‘ss’occhi

che porti ‘nfronte

laghitti spersi

tra quesse montagne.

Belli so’  ‘ss’occhi

i’ me cce ‘ncanto,

so’ fiordalisi

tra   ‘sse spighe bionde

che onde, uà!

1^ Strofa

Amore me’,

Guarda, lu sole recala,

‘nfoca lu celu

e  lla montagna rendora.

Po’ l’aria resbafa

tra fojie e fiori revà,

mentre la sera sta pronta

s ôni e rumori a ‘nzerra’.

Rit.

Lustri so’  ‘ss’occhi

che porti ‘nfronte

……………………….

………………………..

2^ Strofa

Amore me’,

guarda, la luna renasce

e ppe’ le  cime

l’ombra se spanne e …  repasce.

‘na stella ‘ndorata

fa la cechetta cchiù là,

‘na nuvoletta ‘ngrifata

dondola, gira e po’ va …

 

Rit.

Lustri so’  ‘ss’occhi

che porti ‘nfronte

………………………. 

3^ Strofa

Amore me’

senti che pace, che incantu,

refiata l’erba

che remprofuma ecco ‘nturnu.

E piôe ‘na luce …

lo verde argentu ze fa;

rresce smorzatu  ‘nu cantu

tra fronna e fronne revà.

Finalino

Amore me’, no’ me lascia’,

‘nsieme co’ te vojio sogna’.

 

 

QUESTI TUOI OCCHI

(traduzione in lingua)

Versi di Bice Solfaroli Camillocci

Musica di Camillo Berardi

Rit.

Scintillanti  sono questi tuoi occhi

che hai nel volto

laghetti sperduti

tra queste montagne.

Belli sono questi tuoi occhi,

io mi ci incanto,

sono  fiordalisi

tra queste spighe bionde,

che onde, uà!

1^ Strofa

Amore mio’,

Guarda, il  sole tramonta,

infuoca il cielo

e indora la montagna.

Poi l’aria si diffonde

tra foglie e fiori riva,

mentre la sera è pronta

a  chiudere suoni e rumori..

Rit.

Scintillanti  sono questi tuoi occhi

che hai nel volto

……………………….

2^ Strofa

Amore mio,,

guarda, la luna rinasce

e per le cime

l’ombra se spande e …  ripasce.

una stella dorata

fa l’occhiolino  più là,

una nuvoletta ingrifata 

dondola, gira e poi prosegue …

3^ Strofa

Amore mio,

senti che pace, che incanto,

respira l’erba

che profuma qui intorno.

E  piove una luce

il verde diventa argentato;

riesce smorzato un canto

diffondendosi tra fronda e fronde.

Finalino

Amore mio, non lasciarmi,

insieme a te voglio sognare.

 

 

Rit.

Lustri so’  ‘ss’occhi

che porti ‘nfronte

 SPARTITO


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foto di Priamo Tolu

Voi mi chiederete cosa hanno a che fare le mollette con la musica. Si, le mollette, quelle per stendere i panni.

Avete presente quelle raffiche di forte maestrale che tanto caratterizzano le serate estive in Sardegna?

Immaginate di assistere ad un concerto durante una di queste serate. I musicisti non riuscirebbero a leggere una nota se non fosse per merito proprio delle mollette. Infatti, grazie a queste, gli spartiti stanno ben saldi sul leggio. I musicisti sono diventati abilissimi nel voltare pagina velocemente sistemando le mollette per bloccarli. Purtroppo però, qualche rara volta,  questa operazione può non riuscire completamente, e allora si può anche assistere ad un fuori programma  dove il professore d’orchestra durante il concerto rincorre lo spartito. Ma questo, lo ripeto, succede davvero di rado.

Questa sera il concerto sarà replicato al Teatro Lirico di Cagliari. Non ci sarà bisogno nè di mollette e nè di scialli. Acquistate tranquillamente il vostro biglietto mezz’ora prima dello spettacolo, accomodatevi e gustatevi le splendide musiche di Rossini, Bizet, Weber, Cajkovskij  dirette da Cristiano Del Monte.

Prezzi biglietti: posto unico € 10,00 (Cagliari), € 5,00 (Dolianova).

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it. Il TeatroLirico di Cagliari si può seguire anche su FacebookTwitterYouTube. Biglietteria online:www.vivaticket.it

Osservate queste due bellissime foto scattate dal fotografo Priamo Tolu in occasione del concerto del Coro e dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari a Dolianova qualche sera fa .

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C’è chi ha avuto la fortuna di assistere al debutto scaligero nella sua intensa Carmen di Bizet, chi al Metropolitan di New York o in questi giorni all’Arena di Verona. Io l’ho conosciuta al Teatro Lirico nel ruolo di Doulcinée in Don Quicotte . Una voce di mezzosoprano fuori dal comune  per intensità colore e timbro. Credo davvero una delle più belle di questo secolo , accompagnata da un carattere aperto, allegro e gioviale. Lei è Anita Rachvelishvili  , georgiana di nascita e ora cittadina americana . I teatri di tutto il mondo fanno a gara per averla nelle loro stagioni. Tante opere e concerti. Ma non si immagini una cantante piena di fissazioni e chiusa nel suo guscio. Lei intanto è giovanissima non solo d’età ma anche di testa e così com’è, ama anche sperimentare cose nuove. Quando venne in teatro mi colpì il fatto che non avesse spartito al suo seguito ma l’Ipad , che di spartiti ne conteneva diversi. Mi confessò che lo usava per praticità, in aereo, durante i suoi continui spostamenti, per poter studiare le altre opere che avrebbe dovuto cantare nei mesi successivi.

In questi giorni mi sono imbattuta nel video di un suo concerto completamente diverso dal suo repertorio: il tango argentino di Astor Piazzolla in una intensa esibizione di “Yo Soy Maria de Buenos Aires“.

Ascoltatela e poi mi direte. Riusciremo a riportarla a Cagliari magari con questo bellissimo repertorio? Sponsor fatevi avanti!!


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foto di Priamo Tolu

Cosa si intende per vocalità dell’opera Turandot? Analizziamo le due voci femminili principali: la principessa Turandot e la giovane schiava Liù. La prima è un personaggio che si presenta come una donna sanguinaria e fredda con tanta voglia di vendetta verso colui che tenterà di cambiarla. Lei vuole vendicare la morte atroce della sua giovane ava causata “da un uomo come te, come te straniero“, riferito al principe che vorrebbe sciogliere gli enigmi per poterla sposare ma che, in caso di errore, sarà condannato al taglio della testa. Tutto questo, avviene con l’uso di una vocalità aspra, quasi al limite del grido. Questo era sicuramente nelle intenzioni di Puccini perchè nello spartito, tutta la scrittura  musicale è in una tessitura dove  la ricerca del bel suono  è quasi impossibile. E’ difficile trovare una cantante che interpreti questo ruolo con una voce bella, sarebbe in contrasto col personaggio.

Diversa è invece la vocalità di Liù, giovane schiava che nasconde dentro il suo cuore l’amore puro e disinteressato per il Principe, senza essere corrisposta. Se per la prima è previsto un soprano lirico spinto a momenti drammatico, per Liù invece è richiesta la vocalità di un soprano lirico o anche lirico leggero ma che abbia il centro della voce sonoro e che allo stesso tempo   sappia affrontare con facilità le note acute tanto da poterle smorzare o crescere sempre in maniera morbida con grande tecnica. Ovviamente anche qui Puccini la agevola nella sua scrittura, decisamente più comoda rispetto a quella della principessa, il tanto che possa far emergere la dolcezza e la sensibilità del personaggio.

Vi posto di seguito due passaggi tratti dallo spartito dell’opera per canto e pianoforte. Il primo è il finale dall’aria della Principessa “In questa reggia” che esegue in coppia anche col tenore, e il secondo dall’aria di Liù “Signore ascolta”.

Intanto ricordo che questa sera andrà in scena la seconda replica della Turandot al Teatro Lirico di Cagliari con due nuove interpreti femminili, e se fate attenzione, noterete anche voi i particolari di queste mie considerazioni.

Ecco  tutti gli interpreti di questa sera con la speranza che non ci sia alcuna sostituzione.

Turandot Annalena Persson
Altoum Davide D’Elia
Timur Carlo Cigni
Il Principe ignoto (Calaf) Roberto Aronica
Liù Valentina Farcas
Ping Gezim Myshketa
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu/Loredana Aramu
Seconda ancella Luana Spinola/Juliana Vivian Carone

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder
campionamenti audio e programmazione dell’ambiente esecutivo Marcellino Garau

 

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Un violoncellista professionista di 68 anni, a seguito di un’ infezione ha sviluppato una encefalite. L’infiammazione ha causato un’amnesia molto grave, sia riguardo al passato, alla famiglia o agli amici, sia per la possibilità di acquisire e ricordare nuove informazioni. Nonostante ciò l’ uomo era ancora capace di suonare il violoncello, e non solo di ricordare pezzi già suonati prima della malattia ma anche di impararne di nuovi: «Questo dimostra che la memoria musicale è almeno parzialmente indipendente dall’ippocampo, la struttura del cervello che elabora i ricordi – scrivono gli autori dell’università di Berlino – è possibile che l’enorme significato della musica in tutte le culture abbia contribuito alla formazione di una memoria indipendente»

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Gli spartiti in pensione?

Ormai questa trasormazione si attendeva da un giorno all’altro. Mesi fa ho realizzato  un’intervista al mezzosoprano Anita Rachvelishvili intitolandola L’artista tecnologica, perchè è la prima cantante che ho visto servirsi di un tablet al posto degli spartiti, durante una prova all’italiana.

Ebbene, a pochi mesi di distanza ecco una notizia simile che però riguarda la Filarmonica di Bruxelles .Infatti questa, è la prima orchestra che utilizza i tablet invece degli spartiti musicali su fogli di carta.

Sotto la direzione del francese Michel Tabachnik i 92 orchestranti hanno suonato il Bolero di Maurice Ravel e le opere di Richard Wagner – le note erano riprodotte sulle tavolette Samsungs Galaxy Note 10.1 da 16 GB. Qualche incertezza iniziale c’è stata: i musicisti devono infatti abituarsi a girare la pagina virtuale, facendo scorrere le dita sullo schermo.

Ebbene, se da un lato la notizia mi esalta per l’evoluzione tecnologica anche in campo musicale, da un lato mi intristisce. Quegli spartiti, quei libri dal profumo di carta e inchiostro che hanno accompagnato tutta la mia vita professionale, non ci saranno più. Ne ho una libreria piena, e penso che li terrò quasi come reliquie affinchè un domani i miei pronipoti  possano vedere e capire che lavoro manuale c’era dietro ogni nota, dietro ogni esecuzione, con tutti i segni a matita suggeriti dai vari maestri di coro e grandi direttori d’orchestra con i quali ho avuto la fortuna di  lavorare. Qualcuno reca anche qualche autografo importante. Sob!

C’è da dire però che l’utilizzo dei tablet, in questi tempi di crisi, porterà un grande risparmio anche verso la natura. Pensate alla grande quantità di carta che non sarà più utilizzata, risparmiando tanti alberi!

Nella Filarmonica di Berlino si  è calcolato un risparmio di 25mila euro per i 100 concerti programmati nell’arco di un anno. Pensate che tutte le modifiche costringevano difatti a rifare le copie – un processo complesso e laborioso – invece oggi basta un clic per avere lo sparito completamente aggiornato.

Ma c’è un ma. E se il tablet dovesse in qualche modo incepparsi? Magari durante un’esecuzione? Che rischi comporterebbe?

Beh, questi purtroppo sono i rischi che si possono correre anche con gli spartiti di carta.

A me ad esempio, è capitato di trovarmi a cantare ad un concerto all’aperto, ovviamente con lo spartito, ed  improvvisamente rimanere completamente al buio a causa di un blackout. Finchè il coro e l’orchestra hanno ricordato a memoria, si è andati avanti, ma poi è stato inevitabile l’arresto dell’esecuzione.

In questo caso il tablet, che non è collegato alla rete elettrica,  avrebbe permesso di continuare senza problemi .

Pro e contro dell’evoluzione tecnologica.

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Da tanti anni ormai vivo nella musica e in tutti questi anni ho accumulato una tale marea di spartiti che…o escono loro o esco io!

Purtroppo sono troppo affezionata a loro.

Sono un po’ come dei figli. Ognuno corrisponde ad un ricordo: gli studi al conservatorio con gli spartiti degli esami, concerti, opere , prime esecuzioni assolute ecc.

Molti di essi hanno anche tanti autografi anche molto importanti. Artisti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare.

Fin dai primi anni di studio ho collezionato  autografi di artistiche venivano a visitare le classi di canto quando si trovavano nella mia città. per esempio il soprano Leyla Gencer che ha siglato il mio primo spartito .

Frugando ancora ho trovato anche quello di Rayna Kabaivanska, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Luciano Pavarotti, Uto Ughi,Bruno Canino, e Antonio Ballista, Lorin Maazel, della ballerina Carla Fracci e di attori come Arnoldo Foa’ e tantissimi altri più o meno conosciuti.

Ognuno è il ricordo di un periodo di studio e di concerti faticosi ma di grande soddisfazione .

Ho conservato insieme a loro anche molte recensioni soprattutto quelle positive, o quelle scandalosamente negative (forse non del tutto veritiere).

Beh! Diciamo che non ne posso accumulare di più, perchè liberarmene sarebbe doloroso ma aggiungerne sarà impossibile.

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