Articolo taggato “spagna”

Grande successo per il gruppo vocale cagliaritano  Laeti cantores ( Gian Luca Zedda, Alice Madeddu, Carlo Corda, Francesca Boy, Beatrice Marras, Giovanni Schirra,  Manuel Cossu, e Francesca Simbula, Andrea Galitzia, Nicola Marras, Marivina Rubeddu, Fabrizio Pau, Elena Fadda) che si è esibito in Spagna in due concerti nella città di Mahon a Minorca .  Ad accompagnare il coro cagliaritano c’era la formazione strumentale locale “La Galatea” e il calvicembalista cagliaritano Francesco Bianco.

Il programma si è articolato fra brani di musica sacra e profana. E’ stato particolarmente apprezzato “Il festino del Giovedì grasso” di A.Banchieri che è stato eseguito in forma semi-scenica, tutti gli esecutori infatti indossavano costumi di scena.

 

la Locandina della manifestazione

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Lunghi applausi per Fabio Armiliato nei panni di Otello in Spagna .   Il Teatro Calderón di Valladolid è stato lo scenario del ritorno del cantante italiano nei panni di uno dei suoi ruoli favoriti.

Si è recentemente concluso l’ultimo impegno del tenore Fabio Armiliato: è stato il protagonista di Otello, di Giuseppe Verdi, presso il Teatro Calderón di Valladolid (Spagna).

Questo emblematico ruolo non era nuovo nel repertorio del cantante: l’attesissimo e trionfale debutto in Otello è stato nel 2011 presso l’Opera Royal di Liegi, uno dei momenti di maggior orgoglio per Armiliato: “Il debutto come Otello a Liegi con Daniela Dessì nei panni di Desdemona è stato il coronamento più alto, o uno dei più importanti, del nostro percorso artistico”, sottolinea il tenore, “Credo che non si possa mai essere completamente preparati per cantare Otello, è il ruolo più esigente che un tenore possa affrontare”.

Nel Calderón di Valladolid Fabio Armiliato si è esibito insieme a Isabel Rey (Desdemona) e Juan Jesús Rodríguez (Jago), con l’Orchestra Sinfónica de Castilla y León e il Coro Amigos del Teatro Calderón, sotto la direzione del maestro Sergio Alapont.

Lunghi applausi da parte del pubblico alla conclusione delle tre recite e riconoscimenti da parte della critica: “Fabio Armiliato non ha messo limiti all’azione concitata e al suo impegnativo e drammatico ruolo. Una notte emozionante per la lirica”, (Levante).”Fabio Armiliato è un gran tenore, lo abbiamo applaudito molte volte.

Durante tutta la rappresentazione e soprattutto nel terzo al quarto atto fu brillante e musicale, mostrando anche buone doti di attore”, (El Norte de Castilla).

Seguiranno nuovi impegni internazionali: prossimamente vedremo ancora Fabio Armiliato nei panni di Otello in Croazia, il 15 aprile invece parteciperà al Gala di Madama Butterfly ad Astana in Kazakistan e continuerà la tournée del concerto “A LOVE DUET!” insieme a Daniela Dessì, che ha preso il via recentemente al teatro Comunale di Bologna con grande successo e che prevede tappe nelle principali capitali europee e mondiali.

Info:

http://www.fabioarmiliato.com/

 

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Purtroppo nell’arco di due giorni hanno lasciato questa terra due grandi artisti del mondo della musica lirico-sinfonica con i quali ho avuto l’onore di cantare. Si tratta del basso Ivo Vinco e del direttore d’orchestra spagnolo  Rafael Frühbeck De Burgos. Due artisti dalla lunga carriera.

Il Teatro Lirico di Cagliari ha avuto modo di ospitarli in diverse stagioni. Il mio primo ricordo di Ivo Vinco risale al 1981 fra gli interpreti di Adriana Lecouvrer la cui protagonista era la grande Fiorenza Cossotto sua moglie. All’epoca ero ancora una giovane comparsa.

 

Venne poi nel 1982 fra gli interpreti di Gianni Schicchi; e ancora nel 1984 nel Sansone e Dalila, nel 1985 Trovatore, nel 1987 Aida.

Per quanto riguarda invece il direttore d’Orchestra Rafael Frühbeck De Burgos nato in Spagna (Pamplona) ma di origine tedesca, ricordo produzioni come le opere Goyescas e Vida Breve, Atlantida, Fontane di Roma, L’oiseau de feu, Sogno di una notte di mezza estate, Sinfonia 39 Mozart, Capriccio di Strauss.

Registrammo anche un CD di cui allego la copertina.

 

Questi artisti rimarranno sempre nella memoria di tutti noi attraverso le tantissime registrazioni audio e video che ci hanno lasciato.

Nella colonna a destra del blog, una sua intervista

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Chissà quante volte vi è capitato di ascoltare una canzone e canticchiarla anche mentalmente tutto il giorno. A me è successo ieri con la canzone scritta da Sergio Sensi (vedi post precedente) e cantanta da un’artista veramente raffinata, Crystina Maez. Non conoscevo quest’artista ma appena l’ho ascoltata mi sono resa conto di quanto la sua voce sia davvero incantevole. Non mi dilungo in descrizioni inutili ma vi invito ad ascoltarla in questo video per rendivervi conti di quanto abbia ragione.

Musica e Parole di Sergio Sensi

Yo no puedo amar,
tristeza, si tu estas,
en este cielo azul,
solo, el sol hace falta.

Yo no puedo amar,
tristeza, ya no te quiero mas,
con un poco de suerte
y tu ausencia, sere’ feliz.

Yo esperado tanto este momento,
para poder ser feliz.
Vete de mi vida, ya no vuelvas,
ya no te quiero mas.

Venistes a mi vida,
te fuiste alejando,
proibido esta que vuelvas,
ahora soy feliz.


YouTube Video

Tag:, , , , , ,

Comments 1 Commento »

BannerTitoSchipaE’ on line il bando di Concorso per giovani cantanti lirici dedicato al grande tenore Tito Schipa.

Potete accedere a tutte le informazioni cliccando su questo link http://www.concorsotitoschipa.it/

Ma chi era Tito Schipa?

Per tutti coloro che si sono avvicinati alla lirica da poco , magari attraverso questo blog, può risultare un nome insignificante.

Eppure leggendo la sua biografia qui di seguito capirete la  grandezza di questo tenore.Tito schipa

Raffaele Attilio Amedeo Schipa nasce a Lecce, in una famiglia negli ultimi giorni del 1888, ma viene iscritto all’anagrafe il 2 Gennaio 89 per questioni di leva militare.

Fu il suo maestro elementare Giovanni Albani che si accorse delle sue straordinarie qualità vocali ma il vescovo napoletano Gennaro Trama (1902) vero talent scout dell’epoca, diede avvio alla sua carriera.

Titu” come era soprannominato per via della sua piccola statura, entra in seminario dove studierà anche da compositore.

In seguito, su consiglio del  maestro di canto, Alceste Gerunda, Tito “emigra” a Milano per completare gli studi con Emilio Piccoli e cercare l’occasione per debuttare.

Ci riuscì a Vercelli con una Traviata (4 Febbraio 1909) dietro naturalmente un compenso.

Il successo non è immediato (la voce del ragazzo è inconsueta per il pubblico medio dell’epoca. Dopo essersi fatto le ossa nella compagnia operistica di Giuseppe Borboni, culminata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911, ecco il primo a Napoli nella stagione del 1914 diretta da Leopoldo Mugnone, dove con una Tosca leggendaria il nome d’arte “Tito Schipa” si impone definitivamente alle cronache artistiche e mondane.

Il successo lo porta subito in Spagna, e lo spagnolo è la lingua più esemplare della sua naturale predisposizione poliglotta (ne parlerà correntemente quattro e ne canterà undici compreso l’aborigeno australiano più, come ripeteva, il napoletano) il che lo aiuta a conquistare con facilità il cuore degli spagnoli, orfani del loro idolo, il tenore catanese Giuseppe Anselmi.

Schipa con quadroCon una Manon del 14 Gennaio 1918 al Real di Madrid anche il primo trionfo all’estero è assicurato.

Segue un periodo di viaggi tra la Spagna e il Sud America, dove si gettano le fondamenta di un lungo intenso rapporto con il pubblico, specialmente argentino. Ma la guerra, col pericolo dei sottomarini, vede il giovane Schipa intentare e vincere una causa con la sua agenzia artistica per farsi riconoscere il diritto a non navigare fino alla cessazione delle ostilità.

Il 1919 approda negli Stati Uniti, invitato dalla soprano Scozzese Mary Garden e dall‘impresario Cleofonte Campanini, che insieme gestiscono la Civic Opera di Chicago. Qui sposa la soubrette francese Antoinette Michel d’Ogoy, conosciuta a Montecarlo in occasione della prima assoluta di La Rondine di Giacomo Puccini, da cui avrà due figlie, Elena e Liana.

Questa volta è Rigoletto l’opera del debutto trionfale a Chicago (4 Dicembre). Inizia per Tito Schipa l’avventura statunitense, cominciata come probabile successore di Caruso ma in realtà definitasi come quella dell’Anti-Caruso per eccellenza, che lo vede tenore stabile di Chicago per 15 anni, indi primo tenore al Metropolitan di New York, ormai tra i più famosi e i più pagati cantanti dell’epoca, specialmente nella categoria del “tenore leggero” o “di grazia” dove si assicura il titolo di massimo interprete d’ogni tempo.

La permanenza e la quasi naturalizzazione americana comportano, per il carattere dinamico e curioso del soggetto, una serie di coinvolgimenti artistici, mondani e sociali di grande importanza e spesso di grande rischio :

Progetta di scrivere un’opera-jazz (quindici anni prima di Gershwin), si avvicina al repertorio leggero spagnolo e napoletano con risultati insuperati nell’ambito tenorile (grazie anche alla amicizia e collaborazione con gli autori José Padilla e Richard Barthelemy), si apre all’esperienza del nuovo cinema sonoro diventando anche un più che discreto attore di musicals (Vivere! del 1937 capeggerà il box-office italiano sia con la pellicola stessa che con le due canzoni di Bixio incluse, Vivere e Torna piccina mia), si compromette con i gangster di Al Capone venendone classicamente prima ricattato poi blandito, colleziona onorificenze e riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Legion d’Onore francese, passa da un’avventura sentimentale all’altra con risultati disastrosi per il suo matrimonio, e soprattutto guadagna cifre vertiginose che sperpera con abilità diabolica, rimbalzando continuamente dalla classifica degli uomini più ricchi del mondo a quella di bersaglio ideale per le stangate di ogni tipo.

La seconda guerra mondiale e il suo nuovo legame sentimentale con l’attrice Caterina Boratto, che lo riavvicina all’Italia, lo portano a coinvolgimenti eccessivi con il regime fascista, soprattutto per l’antica amicizia personale con Achille Starace, suo conterraneo. L’America del pre-maccartismo lo dichiara indesiderato, e lo stesso fa l’Italia del Teatro alla Scala appena restaurato e riaperto.

L’opera di autocritica e di rigenerazione è lunga e faticosa, ma a metà degli anni ’40 il cinquantenne Tito Schipa è pronto a ripartire per un’altra lunga fetta di carriera che lo porta davanti ai pubblici di tutto il pianeta con la sola esclusione di Cina e Giappone.

Nel 1944 conosce l’attrice Teresa Borgna, in arte Diana Prandi, che sposerà nel 1947 e da cui avrà Tito Jr.

Nel 1956 un invito a dirigere una scuola di canto a Budapest lo porta per la prima volta oltre cortina, esperienza che culminerà con la presidenza della giuria del festival della gioventù a Mosca nel 1957. Le sue nuove simpatie per il pubblico sovietico gli fruttano i sospetti dei servizi segreti italiani, che gli dedicano un fascicolo del SIFAR e boicottano il suo progetto di aprire un’Accadenia di canto in Italia sotto gli auspici del Quirinale.

Accusato stavolta di filocomunismo, vittima di gravi traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni suoi manager e collaboratori, è costretto a tornare negli Stati Uniti, dove viene accolto, ancora una volta, con entusiasmo.

La scuola di canto nasce a New York, ed è mentre insegna canto che il diabete contratto negli anni ’40 lo porta a morte il 16 Dicembre 1965,  settantasettenne, dopo una carriera di 57 anni, del tutto straordinaria in un cantante lirico per lunghezza, varietà e glamour .

Specializzatosi in un repertorio limitatissimo (segreto della sua strabiliante longevità vocale) Tito Schipa ha raggiunto i vertici della sua Arte nei tre ruoli di protagonista di Werther di Massenet, di L’Elisir d’Amore di Donizetti e di L’Arlesiana di Cilea, in cui resta a tutt’oggi insuperato e forse insuperabile, oltre che nel repertorio classico della canzone spagnola e napoletana.

Notizie e foto tratte dal sito della famiglia Schipa

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Eccomi di rientro da una delle capitali europee più ambite in questo periodo: Madrid, capitale della Spagna

(continua…)

Tag:, , , , , ,

Comments 2 Commenti »

Ho avuto 6 giorni di ferie che utilizzerò per andare a Madrid ad assistere all prima esecuzione mondiale del primo musical in lingua sarda.

(continua…)

Tag:, , , , , , ,

Comments 4 Commenti »