Articolo taggato “sergio sensi”

Articolo di Maria Paola Masala per L’Unione Sarda

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Ecco cosa può nascere da una chiacchierata tra amici, in un qualunque bar, magari di Londra, davanti ad un caffè o un bicchiere di birra.

Un artista, un Fotografo e  un Musicista: rispettivamente, Joel Brown, Donato Cinicolo e Sergio Sensi (cagliaritano). Il fotografo, un professionista affermato, presenta Joel Brown a Sergio Sensi e, durante una delle uscite serali ai bars, gli racconta un po’ di Joel e del suo passato di militare in Corea (anni ’50) e del suo arrivo a Londra durante la meta’ degli anni 60.

In quel periodo, Joel lavora per una società’ privata, una tipografia. Da se stesso, crea delle diapositive a colori, servendosi di vari inchiostri e del calore di una lampada da tavolo. Apparentemente, nota che l’ interazione fra gli inchiostri da buoni risultati e, di li, nasce l’ idea del ‘ Light Show ‘ o spettacolo di luci.

In quel periodo (si parla del 1966), il proprietario, di una libreria Londinese, gli presenta Syd Barrett (allora, elemento portante dei Pink Floyd) e così’ lo spettacolo si realizza, uno dei quali al Roundhouse di Camden Town. Spettori presenti 1500 ed altri 2500 che vogliono entrare per poter assistere al primo concerto di Phychedelica della Gran Bretagna. Questo spettacolo e’ descritto in un libro sui Pink Floyd, di Barry Miles.

Joel, quindi, utilizza i Pink Floyd ed un proiettore per il suo ‘ Light Show ‘. Chiede ai componenti della band di vestirsi con una camicia bianca di modo che si possa proiettare il contenuto delle diapositive sui musicisti e sull’ intero palcoscenico. Il pubblico presente non ha mai visto nulla del genere e più’ che ballare, partecipa spiritualmente al concerto. Infatti, Joel considera la Phychedelica (o Phychedelika, come lui scrive) non un movimento culturale, bensì’ spirituale. Joel, pertanto, conserva per lungo tempo tutto quel materiale in una scatola, sotto il letto, e mostra questa a Donato, l’ amico fotografo. Così’, fra una chiacchiera e l’altra, rivela a Sergio la sua idea, ovvero quella di fotografare quelle diapositive (e anche il resto del materiale, fatto di vari disegni a colori e in bianco e nero) e di includerle in un libro.

Durante il processo della fotografia, Sergio propone di creare un’ intervista come situazione chiave a quella situazione artistica e di includere anche quella nel libro. Così’, grazie pure ad un amico di Sergio, un cagliaritano proprietario di una grossa società’ tipografica, il libro arriva, di qualità’ eccellente e prezzi da concorrenza.

Per il momento sono state stampate un centinaio di copie. E la presentazione del libro “ The Art of Joel Brown ” verra’ tenuta presso una succursale, di una grossa Libreria chiamata Waterstones, a St Albans, questa sera del 14 Marzo.

Saranno presenti il Sindaco della Citta’, professionisti del Cinema, affermati  proprietari di Gallerie d’ Arte, anche altri amici di Sergio, Donato e Joel, e la Contessa di St Albans, per la rappresentanza della Regina nella Contea Hertfordshire.

La Musica che uscirà’ dagli speakers del sistema Hi-Fi, su desiderio di Joel, sarà’ ovviamente quella dei Pink Floyd.

  Per questo evento sono previste  un centinaio di presenze.  Per la pubblicazione del libro con testo originale in Inglese, si parlerà’ di una Casa Editrice Tedesca, specializzata in libri d’ Arte.

 

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In seguito al mio precedente post era impossibile non suscitare interesse intorno alla figura del musicista sardo  Pino Pisano. In tanti hanno richiesto notizie più approfondite considerato il suo spessore. Dando uno sguardo al suo curriculum ci si rende conto di quanto questo artista abbia dato alla nostra terra in termini di produzioni musicali. Ma perchè allora lasciarle chiuse nel loro passato? Le nuove generazioni devono conoscere, ed oggi, grazie ad internet la diffusione è velocissima.

Certo mi viene difficile in questo spazio descrivervi nei particolari quella che è stata e che continua ad essere una carriera ricchissima. Allora ho pensato di indirizzarvi direttamente al link in questa pagina dove ho inserito il CV che mi ha gentilmente fornito il musicista Sergio Sensi amico del maestro Pisano.

Il video sottostante è la stessa ninna nanna del post precedente ma eseguita nella versione per coro e pianoforte. Il coro è quello del CUM accompagnato al pianoforte  e diretto dal maestro Onofrio Figliola


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Ci sono molti musicisti che per varie ragioni rimangono nell’ombra pur avendo composto musiche d’alta qualità. Soprattutto in quest’epoca di internet, molti di essi, si perdono, sopraffati da chi, con meno meriti ,riesce ad avere più visibilità in rete.

E’ il caso del musicista sardo Pino Pisano che ha scritto tantissima musica per coro o voci solistiche ed eseguita dalle formazioni più importanti della Sardegna. Fra queste il coro e l’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari dove lui stesso ne è stato parte.

Il musicista Sergio Sensi ha ritrovato una incisione della Ninna Nanna di Anton’Istene composta appunto da Pino Pisano su una poesia del poeta sardo Montanaru. Ho voluto realizzarne un video che vi propongo. L’interprete femminile è il soprano Graziella Scanu accompagnata alla chitarra dallo stesso compositore.

Spero presto di potervi far conoscere meglio l”autore e di potervi proporre altre sue composizioni.


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Chissà quante volte vi è capitato di ascoltare una canzone e canticchiarla anche mentalmente tutto il giorno. A me è successo ieri con la canzone scritta da Sergio Sensi (vedi post precedente) e cantanta da un’artista veramente raffinata, Crystina Maez. Non conoscevo quest’artista ma appena l’ho ascoltata mi sono resa conto di quanto la sua voce sia davvero incantevole. Non mi dilungo in descrizioni inutili ma vi invito ad ascoltarla in questo video per rendivervi conti di quanto abbia ragione.

Musica e Parole di Sergio Sensi

Yo no puedo amar,
tristeza, si tu estas,
en este cielo azul,
solo, el sol hace falta.

Yo no puedo amar,
tristeza, ya no te quiero mas,
con un poco de suerte
y tu ausencia, sere’ feliz.

Yo esperado tanto este momento,
para poder ser feliz.
Vete de mi vida, ya no vuelvas,
ya no te quiero mas.

Venistes a mi vida,
te fuiste alejando,
proibido esta que vuelvas,
ahora soy feliz.


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Quando ho  cominciato a studiare seriamente la musica al Conservatorio ho scoperto che uno dei mandolinisti più famosi al mondo era sardo. Si chiamava Giuseppe Anedda. Era considerato il più grande mandolinista del 900 e fu il primo ad avere la cattedra di mandolino in un conservatorio. Suonò sia come solista che in quartetto con Massimo Piredda (secondo mandolino), Giovanni “Tottoio” Scano  e Flavio Cornacchia (mandola). Non avevo però mai sentito parlare di qualcuno che avesse intrapreso lo studio di questo raro strumento.
Ci voleva facebook per mettermi in contatto con un mandolinista serio. Lui si chiama Sergio Sensi.
Ho pensato che intervistarlo sarebbe stato interessante vista la rarità.
Anche lui, come tanti altri musicisti ha dovuto però abbandonare la sua terra di Sardegna a malincuore, trasferendosi a Londra alla ricerca di una serenità economica. E’ ritornato a Cagliari l’estate scorsa perchè il Teatro lirico di Cagliari  lo ha scritturato per l’opera di Nino Rota , Napoli Milionaria , in cui era previsto appunto l’intervento di un mandolinista .
Sergio, raccontaci di te e di come hai cominciato a suonare il mandolino.
Sono  nato a Cagliari 46 anni fa, nel quartiere storico di Villanova. Sesto di dieci figli: padre ferroviere e madre casalinga. Nel 1973, ho cominciato lo studio di teoria della musica col maestro, concertista di Mandolino, Flavio Cornacchia (uno dei 4 mandolinisti del gruppo del grande Giuseppe Anedda). La passione me l’ha trasmessa mio padre il quale mi seguiva in questo percorso in quanto appassionato e musicista per diletto  (suonava la fisarmonica il mandolino e la chitarra)
 Ricordi le tue prime esibizioni?    
Certamente. La prima volta suonai nel teatro della Basilica di Bonaria e in seguito in una TV locale dove incontrai anche il pianista Salvatore Spano. Seguirono poi tante altri esibizioni in occasione di festival ed eventi in tutta la Sardegna . Son arrivato a suonare quasi a livello professionistico.
Parallelamente facevi anche altri studi?
Si, certamente. Mi sono diplomato in Elettronica ed Elettrotecnica all’ I.P.S.I.A  e poi mi sono iscritto all’Università nella facoltà di lingue..
Quando è stata la tua prima volta come mandolinista in un opera?
E’ stato per un Otello all’Auditorium del conservatorio.
Ti sei sempre esibito da solo o hai fatto parte di qualche gruppo?
Sono stato solista nell’orchestra di Giulio Libano ma in seguito ho formato un quartetto con mio fratello e due amici  con i quali abbiamo suonato in tantissime serate culturali alternandoci alle letture di brani letterari e poesie da parte di vari attori cagliaritani.
Ho inciso con Mauro Palmas per l’ Album “ Domus de Janas “, quasi interamente composto da Albino Puddu de Is Cantores. Il vecchio ricordo de “ La mia Citta’ “.
Quale è il compositore al quale ti senti particolarmente legato?
Indubbiamente  Mozart .
Hai mai composto ed eseguito brani composti da te?
Si . Mi sono buttato nella scrittura creativa, sia nell’ ambito della composizione musicale che in quella letteraria realizzando poi anche gli arrangiamenti.
Ma il Teatro lirico ogni tanto ti cerca.
Si, ogni qual volta serve un mandolinista. Ho suonato al Teatro di Sassari diretto da Elisabetta Maschio che ha definito (e lo dico con orgoglio e soddisfazione) la mia esibizione memorabile oltre all’esibizione al teatro di Cagliari di cui ho parlato precedentemente.

Nella mia vita artistica ho conosciuto e collaborato con tantissimi artisti che hanno segnato la mia carriera sia del mondo della musica classica che in quello della leggera e del cinema. Tanto per citarne alcuni Bernadette Manca di Nissa, Salvatore Accardo, Giuseppe Anedda ma anche i fratelli Medas, Giampaolo Loddo, Rossella Faa (la mia cantante preferita) e tantissimi altri.

Cosa ti ha spinto a trasferirti a londra?
Purtroppo la musica non mi garantiva il necessario per la sopravvivenza e ho deciso quindi di emigrare alla ricerca di un lavoro. Grazie alla mia specializzazione tecnica ho lavorato per cinque anni presso una Societa’ di alta Ingegneria. Nel 2006 ho iniziato a lavorare per l’ Autorita’ Sanitaria che fa capo al Department of Health del governo di Londra. Mi sono riiscitto   all’Università in Scienza, Tecnologia ed Ingegneria  specializzandomi in Controllo Ambientale e Salute Pubblica, e aggiungendo per mio diletto anche la Tecnologia della Musica.
Nella tua vasta e variegata carriera hai ricevuto dei riconoscimenti?

Nel 2008,  ho ricevuto un importante riconoscimento (assieme ai miei colleghi di reparto e d’ ufficio) dall’ Autorita’ Sanitaria del governo, un “ Gold Award “ ( comparato ad un Best of the best ).
Chissà quanti personaggi avrai conosciuto in questo periodo londinese!
Tanti e molti di essi mi avrebbero favorito nella mia passione musicale ma..
Cosa ti ha frenato?
L’ambiente non era pulito ed ho preferito mettermi da parte piuttosto che farmi coinvolgere in situazioni poco chiare.
Chi  ti ha riportato alla tua attività di musicista?
E’ stato Eugenio Bennato che ho conosciuto appunto a Londra, e che non smetterò mai di ringraziare per questo.
Ho ripreso quindi a frequentare teatri e centri culturali. Ho partecipato ad House Concerts,. Ho duettato con tanti altri musicisti. Ho un bel ricordo dell’ incontro, a due chitarre, con l’ amico Gabe Cronnelly ( attore, maestro arciere e stuntman di Sean Connery) e con i Mariachi londinesi.
Ma tu hai però sviluppato un’altro tuo aspetto d’artista. Ce lo racconti?
Si ho cominciato a scrivere poesie e racconti che presto spero di poter pubblicare.
Progetti in futuro?
La messa in commercio delle mie composizioni musicali e letterarie, un corso  di regia cinematografica e la speranza di poter tornare a lavorare al Teatro Lirico di Cagliari per  ritrovare i miei cari colleghi e tutte le persone che sono state affettuose nei miei confronti. Sergio non dimentica!

 Sergio  regala a tutti i lettori di questo blog, un video in cui si esibisce in un suo cavallo di battaglia.

 

 
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