Articolo taggato “scomparsa”

 George Prêtre, il grande direttore d’orchestra francese, ci ha lasciato. Ne ha dato notizia il portavoce del Teatro alla Scala, quel teatro che lo ha visto protagonista tante volte in grandi e memorabili produzioni . Un direttore sempre sorridente e gentile. Oltre che essere un grande musicista era anche un gran signore.  E’ morto nella sua casa del sud della Francia . Aveva 92 anni, 70 dei quali nella carriera musicale e ben 50 di sodalizio con i Wiener Symphoniker. Nato il 14 agosto 1924 a Waiziers nel nord della Francia, il direttore d’orchestra ha continuato a dirigere quasi fino all’ultimo: sarebbe dovuto tornare sul podio per la Stagione Sinfonica del Teatro alla Scala il 13, 15 e 17 marzo 2017.

Lo ricordo quando venne a Cagliari al Teatro Lirico, per dirigere l’opera rara di Claude Debussy , il “Martirio di San Sebastiano.

Nella foto sottostante un momento dell’opera  che vide la regia della Fura del Baus e la partecipazione dell’attore Miguel Bosè. Era il 1997

 

 

Foto P. Tolu

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

E’ scomparso oggi un altro grande artista:Leonard Cohen. Ma chi era?

Leonard Cohen è nato a Montréal nel 1934 da una famiglia ebraica immigrata nel Canada. Suo padre era polacco e sua madre lituana. Cresciuto nel quartiere di Westmount(enclave anglofona della città), Leonard Cohen si iscrive all’università a Montréal; il periodo universitario vede i suoi inizi nella poesia. La sua prima raccolta vede la luce nel 1956, con il titolo di Let Us Compare Mythologies.

In questo periodo si incontra con alcuni amici poeti, in un congresso informale di lettura e critica dei rispettivi componimenti. 

Un primo album di reading esce nel 1957 con il titolo di Six Montreal Poets e contiene otto poesie recitate da Cohen.

Nel 1961 viene pubblicata la raccolta di poesie The Spice-Box of Earth. Si Trasferisce quindi a Hydra, un’isoletta della Grecia famoso rifugio di artisti, da dove pubblica, nei primi anni sessanta, raccolte di poesie (tra cui Flowers for Hitler) e due romanzi: Il gioco favorito (The Favourite Game, 1963) e Belli e perdenti (Beautiful Losers, 1966). Nel primo di essi, scrive sull’importanza data alla parola e nello stesso tempo sulla difficoltà di comprenderla:

« Vorrei dire tutto ciò che c’è da dire in una sola parola. Odio quanto possa succedere tra l’inizio e la fine di una frase »

Il primo disco da cantautore, Songs of Leonard Cohen del 1967, non ottenne un gran successo, per via dei temi trattati: erano gli anni della spensieratezza hippy e un disco su suicidio e morte andava controcorrente. Per questo motivo molte recensioni dell’epoca stroncarono l’album, ritenendolo troppo triste e depresso.

Il riscatto sarebbe venuto, anche se anni più tardi. Oggi, il primo disco di Cohen viene ritenuto da molti il suo miglior lavoro. Questo primo disco di Cohen delinea il suo profilo di cantautore-poeta. Tutti i brani sono pervasi da misticismo e grande malinconia.

Agli inizi della sua carriera di cantautore, per via del carattere introverso, gli operatori dello studio di registrazioneerano soliti arredare quest’ultimo affinché somigliasse alla sua stanza da letto, e in questo modo il poeta vinceva la paura e riusciva a cantare, sentendosi a casa propria.

Il secondo disco Songs from a Room esce nel 1969 e ne decreta il successo in hit-parade: in Canada arriva decimo, mentre in Inghilterra al secondo posto. Questo album propone canzoni che sono divenute pietre miliari, come la bellissima Seems so long ago, Nancy o la celeberrima Bird on the Wire.

Con il terzo disco, Cohen entra nell’olimpo dei cantautori. Songs of Love and Hate viene definito uno dei migliori dischi dell’anno. Seguirà una raccolta di canzoni live, Live Songs e nel 1974, il quarto disco in studio, New Skin for the Old Ceremony.

Con il disco del 1977, Death of a Ladies’ Man, arrangiato con la collaborazione di Phil Spector, Cohen inizia a utilizzare un suono più pieno e meno acustico, prediligendo molti strumenti piuttosto che la sola chitarra classica. Al disco parteciperanno altri musicisti, tra i quali compare anche Bob Dylan.

Segue Recent Songs nel 1979, dove l’artista ritorna a un sound folk più simile agli esordi e nel 1984, Various Positions, un album folk rock, dal sound sperimentale, tra l’altro non gradito ai fan e alla critica che lo bollarono come non pienamente riuscito, seppur contenent la sua hit più celebre, Halleluja, canzone manifesto, una delle ballate più famose al mondo.

Nel 1988 è la volta di I’m Your Man, disco nel quale Leonard abbandona la chitarra per passare alla tastiera.

Nel 1992 esce The Future, che si aggiudica il doppio disco di platino in Canada e il disco d’argento in UK. Nel 1994 esce il secondo disco dal vivo, Cohen Live, e nel 1997 la seconda raccolta di successi More Best of Leonard Cohen. Nel 2001 esce il live registrato durante il tour del 1979 (Field Commander Cohen: Tour of 1979) e un nuovo disco di inediti, Ten New Songs. Il 2002 è l’anno di uscita di The Essential Leonard Cohen altra raccolta di successi, dopo quella del 1989. In seguito ad altri due anni di attesa Cohen pubblica un disco di inediti da studio Dear Heather, scritto con la sua corista storica Sharon Robinson. Il disco ottenne ottimo successo di pubblico, ma altalenanti risultati per quanto concerne la critica[senza fonte]. Seguonoo ben tre album live, tra cui Live at the Isle of Wight che riprende il vecchio concerto del 1970 all’Isola di Wight e Live in London. Il 30 gennaio 2012 è stato pubblicato Old Ideas, che ha seguito Songs from the Road (dal vivo) del 2010.

Il 22 settembre 2014 esce Popular Problems, tredicesimo album in studio contenente nove brani inediti. Dal 19 agosto dello stesso anno, viene pubblicato sulle maggiori piattaforme di streaming il brano Almost Like the Blues. 

Leonard Cohen aveva due figli, Adam (anch’egli cantautore) e Lorca, entrambi avuti da una relazione con l’artista Suzanne Elrod. Ha avuto anche una lunga relazione sentimentale con l’attrice Rebecca De Mornay.


YouTube Video

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

L’ultima volta che l’ho incontrata era nella sua scuola e ci siamo lasciate con la promessa di un’incontro successivo  a breve, con la mia video camera per un’ intervista. Purtroppo qualche mese dopo una sua allieva mi comunicava della grave malattia che  l’aveva colpita. Mi ha fatto male,perchè l’avevo vista bene come sempre, appassionata del suo lavoro e ricca di idee e  progetti.

Le notizie  su Assunta Pittaluga mi arrivavano comunque sempre positive, di una donna che aveva reagito bene e che si era rimboccata le maniche per continuare a fare tutto senza pensare al peggio. Non si abbatteva davanti a nulla neppure  davanti all’idea di dover perdere i capelli . Per Assunta anche quello era un problema risolvibile con l’acquisto di diverse parrucche colorate così da non insospettire  e contemporaneamente distrarre le sue piccole allieve.

Tutta la  vita era in funzione della sua arte e della sua scuola. L’ho conosciuta nei primi anni 80, al Teatro Lirico dove danzava nelle opere. Dopo qualche tempo  l’ho ritrovata quando ho iscritto le mie  figlie nella sua scuola. Ogni saggio , tra una pausa e l’altra, era l’ occasione per ricordarci delle stagioni liriche e dei tanti artisti con i quali ha lavorato sin dai tempi in cui si esibiva all’Anfiteatro Romano .

A.Atzori - A.Pittaluga

La sua scuola di danza, sita in Via Ada Negri a Cagliari, è stata la prima scuola ad insegnare  anche la danza contemporanea. Chiunque poteva iscriversi: grassi, magri, piccoli e adulti. Quando c’era la passione lei dava l’opportunità di provare, contrariamente alla scuola dove lei stessa si era formata, in cui erano richiesti tassativamente le physique du role e la tenera età.

 Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della trasmissione  ”Di che danza 6″ per la TV Videolina, ha voluto che  Assunta Pittaluga (sua maestra di danza), fosse la presidente di giuria della gara televisiva fra scuole. Per Assunta  questa è stata l’occasione  per rimettersi in gioco  lasciando di stucco tutti nell’ammirarla ancora in tantissime e belle performance addirittura di Burlesque. Complice in questa nuova avventura il suo ballerino e allievo prediletto Roberto Magnabosco con il quale si è esibita anche in spettacoli a due . Poi, grazie a lui, alla stessa Claudia Tronci e al ballerino Gabriele Vaccargiu ,ha potuto danzare ancora  per  il pubblico del Teatro Lirico,accorso numeroso al Parco della Musica, in occasione di una serata dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu .

Addio Assunta, perla rara della danza isolana.

Foto. B.Bucceri – Parco della Musica

4^ edizione "Di che danza 6"

 

 

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Sono rimasta sconcertata nel leggere la notizia dalla scomparsa del soprano genovese Daniela Dessì. Una voce bellissima che ho sempre ammirato per il suo timbro puro, a mio avviso di soprano lirico. La sua voce, con l’avanzare della carriera ha acquisito un colore più scuro irrobustendosi così da permetterle di ampliare il repertorio verso il drammatico.

Personalmente ho conosciuto la Dessì in occasione di due produzioni. La prima volta nel 1998 , nel ruolo di Mimì in Boheme , che vedeva debuttare Andrea Boccelli nell’opera pucciniana, al Teatro Lirico di Cagliari.  In seguito, nel 2009, la Dessì ,ormai popolarissima, tornò a Cagliari per un’Aida. Quell’Aida tanto contestata per via dell’ambientazione, con la regia di Stephen Medcalf.

Lei non era un’artista col “paraocchi” , era una diva  aperta anche a differenti esperienze. Forse qualcuno ricorderà la sua partecipazione al Festival di  Sanremo dove

duettava col suo allievo Francesco Renga col brano ”Uomo senza età”. Era la 59ma edizione del Festival della canzone italiana. (Vedi intervista in proposito)

Con il soprano cagliaritano Giusy Devinu, con Francesca Patane, Mariella Devia, Katia Ricciarelli, Luciana Serra fu ospite della trasmissione televisiva dedicata alle donne di Puccini presentata da Pippo Baudo per canale5.

Il suo è un curriculum da far perdere la testa. Grandi teatri , grandi direttori, grandi registi: direttori quali Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianluigi Gelmetti, Carlo Maria Giulini, Carlos Kleiber, James Levine, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti. Registi come Roberto De Simone, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, Ettore Scola, Giorgio Strehler, Franco Zeffirelli, Flavio Trevisan. E poi le sue opere da Puccini a Verdi, da Mozart a Mascagni.

Un repertorio, vastissimo.  Tra i suoi maggiori recenti successi vanno menzionati Tosca a Firenze, dove ha eseguito il bis di “Vissi d’arte”, a 52 anni di distanza dall’ultimo bis di un’aria concesso da Renata Tebaldi; Madama Butterfly a Roma e a Palermo, Adriana Lecouvreur a Barcellona, Tosca ad Atene e a Berlino, i concerti a San

Paolo in Brasile in duo con Fabio Armiliato, suo compagno nella vita e nell’arte, La forza del destino a Liegi, Aida all’Arena di Verona, il Galà verdiano al Teatro Madlenianum di Belgrado sempre con Fabio Armiliato.

Tanti colleghi, sui social l’hanno ricordata. Il regista Flavio Trevisan in modo particolare la ricorda per la sua umiltà e discrezione: “abbiamo perduto l’ultima grande voce del nostro teatro lirico“. Quando ho letto per caso la notizia su facebook non ho voluto crederci. Ho chiamato subito un’amica che mi ha confermato la notizia. Un dolore immenso!

L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato a Novembre scorso. Eravamo ospiti d’onore a palazzo Visconti a Milano, in una serata di gala organizzata dagli Amici del Teatro alla Scala . Le ho ripetuto che una “Fiordiligi” come lei, nel  Così fan tutte  diretta da Muti, non avrebbe avuto eguali. Mi ringraziò dicendomi che meritavo un bacio doppio perchè aveva imparato a capire quando i complimenti venivano dal cuore e non erano superficiali.

Per chi avrà la possibilità di rendere omaggio al grande soprano, sarà allestita una  camera ardente dalle ore 10 del giorno 22 presso la chiesa di SANTA MARIA DELLA CARITA’ in via Musei a Brescia.  I funerali MARTEDI’ 23 dalle ore 15,30  nella cattedrale di Brescia.


YouTube Video

 


 

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, visionario, geniale, immortale artista

 Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, nel giorno della sua prematura ed improvvisa scomparsa, ricordando, con commozione e gratitudine, la poliedricità e la genialità del suo percorso artistico che culmina anche nel visionario e monumentale allestimento di Turandot di Giacomo Puccini dell’estate 2014.

Lo scultore ed artista di San Sperate che ha fondato la sua vita sull’esaltazione della Sardegna e delle sue tradizioni ancestrali, raccontandole al mondo intero attraverso il “suono delle sue pietre”, debutta, con l’entusiasmo e l’energia di un ragazzo, nel mondo della lirica a 72 anni e costruisce, al Teatro Lirico di Cagliari, una Pechino magica e fantastica, ma anche futuristica ed atemporale, totalmente “pietrificata”, dove ambientare il dramma dell’estremo capolavoro pucciniano. Il pubblico e la critica accolgono con grande successo le 15 rappresentazioni dell’opera, decretando in particolare a Pinuccio Sciola, che ogni sera continuava a salire in palcoscenico a fine spettacolo per i ringraziamenti, la più lunga e sentita delle ovazioni.

Cagliari, 13 maggio 2016

 Le foto sono di Priamo Tolu

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Era il pianista più veloce del rock progressive.

Keith Emerson è scomparso a 71 anni, sembra togliendosi la vita nella sua villa di Santa Monica in California. Un altro gigante della stagione d’oro degli anni Settanta abbandona bruscamente il palcoscenico dopo aver scritto decine di capolavori sonori entrati nell’immaginario collettivo. Soprattutto con Greg Lake e Carl Palmer, con cui il tastierista aveva fondato gli EL&P. Un trio, anzi un supergruppo – visto che tutti e tre i musicisti provenivano da band già piuttosto affermate – che ha lasciato il segno con inni generazionali come “Lucky Man”, inciso nell’omonimo album di debutto “Emerson Lake & Palmer” targato 1970. E ancora come “Tarkus”, title-track del successivo disco, o magari come il terzo album “Pictures at an Exhibition”.

leggi qui tutto l’articolo

Tag:, , ,

Comments Nessun commento »

  • David Bowie
  • si occupa dagli anni novanta anche di pittura: i suoi quadri vengono esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi; è anche fondatore di un’associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.
  • Negli anni settanta è stato amico intimo di Amanda Lear, con la quale ha collaborato a diversi progetti artistici. In un’intervista a Verissimo del 6 dicembre 2008 la Lear ha dichiarato che Bowie è stato l’unico uomo con cui fosse mai andata a letto che si truccava più di lei.
  • Nel 1997 il cantante è stato il primo artista a collocare delle obbligazioni: i Bowie Bonds, un’emissione di titoli decennali di 55 milioni di USD (interamente acquistata dalla Prudential Insurance Company) garantita dai diritti d’autore di 287 canzoni contenute in 25 album registrati prima del 1990. L’idea è stata seguita da altri artisti tra cui James Brown, Ashford & Simpson e The Isley Brothers.
  • Nel videogioco Little Big Planet una delle skin utilizzabili per modificare l’aspetto del proprio Sackboy richiama il classico trucco di Bowie con il fulmine rosso dipinto in faccia, tratto dalla copertina dell’album Aladdin Sane.

  • Nel maggio 2013 il comandante della stazione spaziale Iss Chris Hadfield lascia il comando e realizza un suggestivo video musicale sulla stazione, il primo video musicale girato nello spazio: ha imbracciato la chitarra per cantare Space Oddity di David Bowie. Il titolo del brano è infatti un gioco di parole con Space Odyssey, il famoso film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Inoltre per questo pezzo David Bowie si sarebbe ispirato alla missione spaziale dell’Apollo 11, quella dello sbarco sulla Luna nel 1969.
  • Nel 2013 viene ingaggiato come testimonial della nuova campagna di Louis Vuitton.
  • La cantante giapponese Kyary Pamyu Pamyu si presentò il 31 ottobre 2015 allo special di Halloween della trasmissione televisiva musicale Music Station truccata col celebre fulmine in volto per della copertina di Aladdin Sane, e vestita con l’abito a strisce arancioni e verdi realizzato per l’Aladdin Sane Tour fotografato nel 1973 da Masayoshi Sukita.
  • Nonostante in molte immagini gli occhi di David Bowie sembrino di due colori diversi, la particolarità estetica del cantante non era quella di avere due iridi diverse, ma una pupilla più grande dell’altra.
    Il difetto risale a un incidente avvenuto nel 1962, quando l’amico George Underwood (15 anni e coetaneo di Bowie) gli tirò un pugno a causa di una lite per una ragazza
  • Bowie scompare oggi 11 gennaio 2016
Tag:, , ,

Comments Nessun commento »

Oggi è scomparso un altro grande cantautore italiano: Pino Daniele. Voglio ricordarlo con il brano che me lo ha fatto conoscere.

Diplomatosi ragioniere, comincia la sua carriera artistica con il gruppo “Batracomiomachia”.  Ha fatto da apri pista al concerto milanese di Bob Marley, ha suonato a Cuba e all‘Olympia di Parigi, con artisti dal calibro di Ralph Towner,Yellow Jackets, Mike Mainieri, Danilo Rea, Mel Collins.

Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny, nonché con gli Almamegretta, Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea, mentre nel 1990 era stato ospite di Claudio Baglioni nell’album Oltre.

Nel 2010 un concerto anche al Teatro lirico di Cagliari


YouTube Video

 

 

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Nel mio studio, sopra il pianoforte , sono in bella mostra diverse foto autografe di cantanti e direttori che ho avuto modo di conoscere in tanti anni di professione. Ad una foto però sono particolarmente affezionata, quella del famoso direttore d’orchestra Lorin Maazel , uno dei più grandi del mondo che ha diretto a cavallo dei due secoli, e che oggi  ci ha lasciati a 84 anni.

Ci diresse in una memorabile Nona di Beethoven , in un’ Aida ,e, lo ricordo ancora meglio, in un concerto dove, cosa rara,  il nostro coro non era accompagnato dall’orchestra del Teatro lirico di Cagliari bensì   dalla New York Philharmonic Orchestra .

Alla fine del concerto, mentre lasciavamo il nostro camerino, anzichè dirigermi all’uscita del Teatro, ho cambiato rotta e mi sono diretta invece verso il  camerino del maestro Maazel in fondo al corridoio.  Davanti alla sua porta non c’era nessuno. Stranamente qualche anno prima per poter avere l’autografo sul manifesto feci una fila di quasi mezz’ora. Si diceva che fosse molto burbero e che con la stanchezza del concerto, quel giorno, non avrebbe certo avuto voglia di firmare autografi.

Con molta faccia tosta ho bussato. Ho pensato che male andando non mi avrebbe risposto oppure mi avrebbe mandato a dire che non riceveva nessuno. E invece… sorpresa!

Mi aprì subito un ragazzetto biondo di 10 anni, vestito come un ometto, il quale con un bel sorriso mi fece accomodare. Lui, il Maestro, stava in fondo alla stanza seduto in poltrona. Vedendomi, mi sorrise anche lui invitandomi  ad avvicinarmi. Alla sua destra una giovane donna che mi tendeva la mano. Dentro di me ho pensato che mi avessero scambiato per una loro conoscente. Mi sono avvicinata porgendo la mano a tutti e due e facendo i complimenti al maestro Maazel  per la buona riuscita del concerto. Gli ho domandato poi di autografarmi una sua foto acquistata la mattina alla fine della prova generale. Mi ha chiesto una penna ma io, imbranata e imbarazzata non ne possedevo. per un attimo mi sono sentita una “Fantozzi”.  Il ragazzo per fortuna (ho scoperto che era il figlio) gli porse velocemente la sua.

Tutta soddisfatta ho salutato e sono andata via contenta del bottino, ma soprattutto ero contenta  per aver sfatato la diceria che fosse burbero.

Buon viaggio maestro, è stato un onore lavorare con lei!

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Il grande direttore d’orchestra Claudio Abbado ha lasciato questo mondo. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma è stato sicuramente uno dei direttori che ha accompagnato i miei primi anni di studi musicali. Di quegli anni mi rimane impresso  un suo Requiem di Verdi  forse perchè era uno dei primi concerti che ho visto in TV. Per noi giovani studenti Abbado era un mito. Il mio maestro di canto me ne parlava spesso e mi raccontava delle volte che ha lavorato con lui e di quanto fosse pignole ed esigente con gli artisti. 

Nella mia città, Cagliari, diresse per la prima volta nel 1964. Ero ancora troppo piccola per poter andare ad un concerto, peccato! Ho ritrovato la locandina dell’epoca ed ho scoperto che quel concerto era dedicato agli studenti del Liceo Classico Dettori. Chissà se quei fortunati ragazzi avranno capito il grande regalo ricevuto e chissà se oggi lo ricordano!

Le doti umane di Claudio Abbado poi sono agli occhi di tutti.

Pensate che ha rinunciato allo stipendio da senatore a vita per devolverlo alla scuola di Musica di Fiesole per finanziare  borse di studio. Lui diceva che “dando valore alla cultura, il nostro Paese può guardare con maggior  fiducia al futuro e che l’educazione musicale è fondamentale strumento per lo sviluppo della persona e la qualità del vivere civile“. Abbado ha inteso dare un segnale di sostegno alle forze migliori che il Paese esprime, allo scopo di coltivare i talenti emergenti e consentire a tutti l’accesso alla formazione musicale di base”.

E diceva ancora in occasione di un suo soggiorno in Venezuela:”La musica qui ha una valenza sociale enorme, e dove sono nate centinaia di orchestre giovanili, mi ha riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga. Li ho visti, facendo musica insieme dove trovano se stessi”.

Trovate qui un articolo correlato del prof. Franco Masala.

[Youtube-Rlu1UTtUyQ]

Tag:, , , , , , , ,

Comments 2 Commenti »

I gatti si sa, quando vivono in famiglia, ne acquisiscono tutte le abitudini e ne scoprono tutti i segreti. Sentono in anticipo gli umori dei componenti e soprattutto le loro intenzioni. Fra queste c’è sicuramente il momento in cui sarà lasciato solo. Lui conosce gli orari e si rassegna, ma quando questi escono fuori dagli schemi si spaventa.

E’ successo ieri sera, quando, in prossimità di una nostra uscita collettiva,  ha capito che sarebbe rimasto solo per diverse ore.

Poco prima di chiudere la porta e di controllare che Shiwon avesse tutto il necessario, lui è scomparso.

Dov’è finito Shiwon?

E’ stata la domanda che ci siamo posti a vicenda sicuri che ognuno di noi avesse una risposta. “Ci ho pensato io, è nella sua cuccia. No, io, l’ho lasciato nella veranda a giocare”.

No, nulla di tutto questo. Siamo perciò partiti alla ricerca affannosa per tutta la casa. Non stiamo parlando di una piazza, ma di un appartamento normale. Ogni stanza, ogni armadio, ogni angole, perfino dentro i letti, tutto è stato setacciato meticolosamente ma di Shiwon neppure l’ombra.

L’orario d’uscita cominciava a slittare e l’appuntamento pure, ma non si poteva rischiare che Shiwon finisse per sbaglio giù dalle scale del palazzo e poi per la strada. Purtruppo ogni tanto succede che anche lui abbia voglia di un’ ora d’aria e alla prima occasione lo scopriamo disperato nelle scale che, pentito per l’azzardo, vuole rientrare nel suo regno sicuro. Ma questa volta, non era neppure lì. Nella tromba delle scale eccheggiava il suo nome: – Shiwon, Shiwon!Anche gli altri inquilini, incuriositi dalle voci hanno contribuito alla ricerca senza successo.

Ora però comincia ad assalirci un’atroce dubbio:” dove non avevamo ancora guardato? DENTRO LA LAVATRICE!!!!”

Il terrore ci assale perchè la lavatrice era in moto già da diversi minuti. Mi figlia comincia a tremare, ma io la rassicuro che ciò è impossibile. Mio marito ritiene di averlo visto sgattaiolare dopo la messa in moto. Ma ormai, avendo perlustrato tutto, l’unica cosa da fare era APRIRE L’OBLO‘!!

Un momento drammatico questo, perchè l’oblò di una lavatrice in movimento non si apre subito. A volte ci vogliono anche dieci minuti e noi, con la fretta dell’appuntamento eravamo ansiosi intorno ad essa terrorizzati di vedere uscire il corpicino bagnato senza vita. L’operazione è toccata a mio marito come la drammatica riesumazione  di un cadavere.

Fuori un lenzuolo, fuori un ascigamano ma, per fortuna, di Shiwon neppure l’ombra. Con un sospiro di sollievo rimettiamo in moto la lavatrice e riprendiamo le ricerche ancora più ansiosi per il megaritardo con i nostri amici.

Decidiamo di riprendere le ricerche , ancora più particolareggiate, dentro gli armadi ,sicuri del fallimento perchè in altre occasioni, alle grida del richiamo lui saltava fuori divertito pronto a mordicchiare la gambe di tutti come a dire: – ” vi ho fatto prendere uno spaghetto”!!

Decido di guardare dentro il mio armadio, questa volta molto in fondo, e finalmente ECCOLO!!

Non avevo pronta la mia digitale, peccato, perchè era da vedere. Vi ricordate quando, bambini, si giocava a nascondino e ci si trovava ad un passo dall’essere scoperti? Si tratteneva il respiro fino all’ultimo. Ebbene, lui era così.

Completamente appiattito sotto una camicia (che  evidentemente è riuscito a sganciare da una gruccia), tentava di mimetizzarsi per continuare il suo gioco-vendetta. Quando ha visto che ormai era stato scoperto ha cominciato a fare le fusa come a dire: – “Coccolatemi vi prego, non punitemi, non lo farò mai più, ma voi, non lasciatemi solo, almeno oggi!!”

Shiwon è su Facebook !!

 

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments 6 Commenti »

Ci sono dei personaggi che non si limitano a scrivere un capitolo della storia della musica, ma ci lasciano qualcosa dentro: un mix di sensazioni, passioni ed emozioni che si tatuano nel cuore e nella pelle.

Questo è il caso di Cesária Évora, cantante capoverdiana dalla voce intensa ed avvolgente, che ci ha lasciato oggi a 70 anni. E’ morta all’ospedale Baptista de Sousa, sull’isola di São Vicente (nella sua Capo Verde), a causa di un’insufficienza cardio-respiratoria acuta. Si era ritirata dalle scene, proprio per motivi di salute, nel Settembre scorso.

Una vita difficile la sua, in cui la musica è stata balsamo per le ferite, ma soprattutto modo di esprimere la propria anima, incantevole e ricca. Cesária aveva cominciato a cantare da bambina, nel coro dell’orfanotrofio che la ospitava perchè la madre, rimasta vedova, non riusciva più a prendersi cura di lei.

A 16 anni conosce, attraverso un marinaio, gli stili tradizionali della musica capoverdiana, in particolare la coladeira e la morna. Cesária comincia a cantare nei locali e, anche grazie allo zio (noto musicista) che le scrive delle canzoni, conosce un momento di popolarità. Questo però non le porta alcun benessere economico e quindi, per vari motivi (in primis mantenere la famiglia), è costretta ad abbandonare la carriera.

Rimarrà in silenzio ben 10 anni prima di riprendere. Il suo ritorno sulle scene lo si deve a José Da Silva, un francese di origine capoverdiana, che la persuase ad andare a Parigi per registrare un nuovo album e così nel 1988 nasce “La diva aux pieds nus”. Il suo 1° successo internazionale è la canzone “Sodade”, il cui titolo deriva dalla parola portoghese “sausade” che significa nostalgia, struggimento, rimpianto.

Da lì Cesária miete un successo dietro l’altro, diventando una stella della musica internazionale a 47 anni. Il suo album in studio, “Nha Sentimento” risale al 2009.

fonte

 

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

petit_rolandIl presidente francese Nicolas Sarkozy ha salutato Roland Petit, morto a Ginevra a 87 anni, ricordandolo come “un immenso creatore che ha lasciato la sua impronta sulla danza del XX secolo”.
Il grande coreografo, autore di un centinaio di balletti, era figlio di madre italiana e da un padre barista al mercato di Les Halles. Aveva debuttato a nove anni alla scuola di danza dell’Opéra di Parigi, dove bambino aveva incontrato la moglie, la grande ballerina Zizi Jeanmaire (la ricordo in certe trasmissioni RAI, negli anni 70) ; i due si sposarono a trent’anni, nel 1954, e Jeamaire è rimasta tutta la vita sua musa e sua diva prediletta; assieme ebbero una figlia.

Creatore dei “Ballets de Marseilles” nel 1972, Petit ha lavorato dalla Francia a Hollywood, dal Bolscioi di Mosca alla Scala all’American Ballett Theatre di New York, con Jean Cocteau, Rudolph Nureiev, Mikhail Baryshnikov, Fred Astaire, Leslie Caron (con cui girò “Papà Gambalunga”).

Assieme a Maurice Béjart, ha cambiato la faccia della coreografia nel corso di una carriera ricchissima di arte, conoscenze e innovazioni.

Nel grande teatro parigino era tornato l’autunno scorso portando tre delle sue classiche creazioni degli anni Cinquanta, “Le Rendez-vous”, “Le Loup” e “Le Jeune homme et la mort”.

Ma la reazione commossa di tutto il mondo della danza è palpabile già a pochi minuti dall’uscita della notizia.

Sono scioccata dalla sua scomparsa” ha detto, ad esempio, Eleonora Abbagnato che renderà omaggio al maestro francese proprio il prossimo 16 luglio a Cremona. Ironia della sorte, la ‘premiere danceuse’ dell’Opera di Parigi era l’interprete principale di alcuni dei suoi titoli storici tra i quali ‘Carmen’ all’inaugurazione del teatro dell’Opera di Roma in autunno, nella serata dedicata al geniale coreografo francese che è stata anche l’ultima apparizione di Roland Petit.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

200px-Dame_Joan_SutherlandUn altro mito della lirica lascia questa terra.
Il soprano di origine australiana Joan Sutherland è morto in Svizzera all’età di 83 anni.

Ha iniziato a cantare in concerti e opere liriche nella sua terra alla fine degli anni ’40, ed in seguito al Royal Opera House, Covent Garden nel 1950.

Dotata di una voce di bellissimo timbro, di notevole volume e assai estesa (dal la bemolle grave al fa diesis sovracuto), con sopracuti limpidi e penetranti, è stata capace di agilità perfette quanto spericolate.

La sua interpretazione di Lucia di Lammermoor  di Donizetti  al Covent Garden nel 1959, con la regia di Franco Zeffirelli, ebbe un successo mondiale

La sua carriera è durata quasi 40 anni in con un repertorio sempre più ampio:La Traviata, Semiramide, Norma, Esclamonde, Les Huguenots, e Die Fledermaus, solo per citarne alcuni.

Inoltre ha fatto decine di registrazioni, e ha vinto nel 1981 il Grammy Award per Best Classical Vocalist. Nel 1988, scrisse la sua autobiografia.

Tra i suoi riconoscimenti : Compagno dell’Ordine di Australia, Dama dell’Impero Britannico, e l’Ordine di Merito.
Sposò il celebre direttore d’orchestra e pianista australiano Richard Bonynge, dal quale ebbe un figlio, Adam.

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Lo scorso anno, in occasione di una serata culturale, sono stata invitata ad esibirmi con dei brani di musica sudamericana, un genere che non avevo mai interpretato.

(continua…)

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Amici blogger, impegnamoci a ritrovare Jessica, studentessa 17enne di Serramanna, un paese in provincia di Cagliari, che da Mercoledì non dà più sue notizie.

(continua…)

Tag:, , , , , , , ,

Comments 3 Commenti »