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Ieri sera a Cagliari, nella monumentale chiesa di San Michele,  si è tenuto un concerto-spettacolo dedicato ad Handel e Scarlatti e le loro”sfide tra spade e cembali”. Lo spettacolo è nato in collaborazione col Dipartimento di strumenti antichi del Conservatorio G.P.Da Palestrina

Fautore di questo originalissimo programma è stato Fernando de Luca , clavicembalista e compositore, che ha proposto un interessante “viaggio” tra i maggiori luoghi di scrittura musicale per Clavicembalo al tempo di Handel e Domenico Scarlatti dividendo il concerto in tre sezioni, dai luoghi in cui queste musiche videro la luce o furono portate: Amburgo, Venezia e Roma.

Durante la serata sono state eseguite anche musiche  di autori di grande successo di allora ( 1700), oggi praticamente del tutto dimenticati.

Ad aiutare il “pubblico viaggiatore , c’era anche un testo  (scritto da De Luca), recitato magistralmente dall’attrice-soprano Tiziana Pani , in cui il suo alter ego, Cavaliere di Saingianò, si immagina nei tre contesti, in giornate e momenti precisi, che ne hanno segnato la storia.  Il pubblico aveva un nutrito e particolareggiato  programma di sala che di per sé potrebbe essere parte di un trattato storico e di musicologia altamente specialistica.

In questa occasione il maestro De Luca ha presentato anche una parte degli inediti appena rinvenuti, di Handel – Babel scoperti dal Musicologo australiano  Graham Pont e a lui proposti, che sono stati  integralmente eseguiti a Venezia in un evento del 21 ottobre scorso.
Un programma di alta qualità che ha visto la chiesa gremita di un pubblico attento che ha sottolineato il finale con applausi, ovazione e richiesta di bis.
Maria Rosaria Grisorio
Di seguito il programma eseguito.

Handel e Scarlatti e le loro sfide tra spade e cembali
Concerto di Fernando De Luca
Chiesa di San Michele a Cagliari ore 21 esatte
Per il Dipartimento di strumenti antichi del Conservatorio di Cagliari

organizzato da Organizzato da Fernando De Luca e Michela Toso

Parte I

Amburgo

Johann Mattheson (1681-1764)
Suite XII in Fa minore [Douzieme]
Ouverture, Allemande, Courante, Sarabande, Double I/II/III, Gique, Menuet I/II

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Suite VIII in Fa minore (HWV 433)
Prélude: Adagio, Allegro [Fuga], Allemande, Courante, Gigue

Parte II

Venezia

THOMAS Roseingrave (1690-1766)
Fifth Sett in F minor
Allemande, Courante, Sarabande, Air (Vivace), Gavotte

Lesson V in Fa minore

Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonate K 238/239 in Fa minore

Parte III 

Roma

Domenico Scarlatti (1685-1757)
Sonate K 183/184 in Fa minore

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Toccata VIII

Suite in Do minore
Allemande, Courante, Aria con doubles, Gigue

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Poco tempo fa ho ritrovato un collega che avevo perso di vista da quasi un ventennio. Lui cantò al Teatro Lirico di Cagliari per un paio d’anni  poi decise di trasferirsi a Roma .

Si presentò alle audizioni  per tenore al Teatro dell’Opera superandole. Decise quindi di rimanere in pianta stabile fino alla pensione.

Tornato in Sardegna ha continuato la sua attività di cantante  e organizzatore di concerti per la sua associazione culturale  a sfondo benefico  e dove promuove anche  giovani artisti che vogliono sperimentarsi davanti ad un pubblico.

La storia di Alessandro Scanu è molto singolare. Cosa lo ha portato al mondo dell’Opera? Come mai nel pieno di  una carriera all’interno di una nota azienda  ha deciso di mollare tutto per il palcoscenico? Aveva mai cantato prima di allora?

Tutto questo ed altro,  Alessandro lo racconta in un libro (Casa editrice GIA) che presenterà a Roma Venerdì 29 settembre alle ore 19.  Nella stessa serata terrà un recital  di canzoni e romanze, accompagnato al pianoforte dal Maestro Antonio Pergolizzi .

L’evento  rientra nell’ambito della 36esima edizione de : ” L’Isola che c’è..La Sardegna incontra Roma…..

La rassegna si svolgerà nel rione Montesacro. Mercatino Conca d’Oro.

Tutti i sardi che si trovano a Roma, sono invitati.

Tutte le info e curriculum sul suo sito cliccando di seguito

 http://tenorealessandroscanu.blogspot.it/

 

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Quest’oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog un giovane soprano emergente. Lei è Lucrezia Drei, ha 27 anni e vive a Milano.

Lucrezia, quando è nata la tua passione per la musica e il canto?

Ho cominciato a cantare a nove anni nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala col maestro Casoni e Alfonso Caiani.

Sia il maestro Casoni che il maestro Caiani da subito mi hanno affidato ruoli solistici in Teatro e in concerti, grazie ai quali ho avuto l’occasione di lavorare con grandissimi direttori come Muti, Pretre, Metha, Maazel, ma anche cantanti e registi di fama.

Una grande fortuna per una giovanissima lavorare con questi mostri sacri del mondo della musica!
Certamente, ma questa fortuna l’ho capita dopo.

Quando è che hai maturato l’idea di intraprendere questa professione?

Sicuramente ancora prima di entrare nel coro. Ho sempre pensato di voler fare del canto il mio lavoro; già a sei anni mio padre, sfegatato loggionista bolognese, mi parlava sempre di opera lirica, mi portava in teatro a vederle, e mi comprava tantissimi cd che ascoltavo incessantemente imparando a memoria tutte le parti .
Ho ancora un cd di Nozze di Figaro, nell’edizione straordinaria diretta da Giulini, che è stata la prima opera che ho visto, a Bologna. Un disco completamente consumato, soprattutto nelle arie di Figaro e di Cherubino che erano le mie preferite.

E’ incredibile l’importanza che hanno i genitori nel trasmettere ai propri figli sin da piccoli una passione bella come quella della musica. Ma tu cantavi solo lirica oppure come tutti i bambini di quell’età sei cresciuta anche con le canzoni della Disney.

Da piccola  ho sempre cantanto ogni genere musicale: dalle canzoni dello  Zecchino d’oro, alle sigle dei cartoni animati, dai brani dei film di Walt Disney alle canzoni di De Andrè e Battisti che ascoltava mia madre.

Comunque  è evidente che i tuoi genitori ti hanno  incoraggiata in questo cammino.
Si, da subito i miei mi hanno  sostenuto in questa passione, facendomi studiare prima di tutto il pianoforte e flauto traverso e proseguendo poi  al Liceo del Conservatorio di Milano.

Una ragazza della tua età avrà sicuramente un giro di amici con i quali condividere le passioni. Loro fanno parte del tuo ambiente?

Le mie amicizie sono sempre state quasi esclusivamente all’interno di questo ambiente, fatta eccezione per la mia migliore amica, conosciuta quindici anni fa alle medie, che nella vita fa tutt’altro. Ma quando può è sempre presente ai miei concerti. Credo che le ragioni del nostro decennale legame non siano tanto nella condivisione della nostra vita professionale, quanto esattamente in tutto il resto. È molto bello, quando si è così tanto assorbiti da un mestiere totalizzante come questo, vedere ogni tanto delle persone con cui si parla della vita esterna a tutto ciò.

Quale è stata la tua prima insegnante al Conservatorio?

La prima è stata Annamaria Pizzoli, celebre soprano drammatico, a cui sono legatissima; poi ho partecipato a tantissime masterclass con cantanti importanti: da Lella Cuberli, con cui ho studiato per quasi un anno, alla Dundekova e a Barbara Frittoli.  Ad ognuno di loro devo diversi fondamentali insegnamenti di tecnica e di interpretazione.

Ma c’è n’è stata una alla quale senti di dover essere grata?

Sicuramente Tiziana Ducati, che è riuscita più di tutte a plasmare  la  mia voce e la mia sensibilità artistica. Lei mi ha indirizzato al repertorio che tuttora è il mio d’elezione: il lirico di coloratura, e mi ha inoltre trasmesso una cosa importantissima: “dietro la tecnica ci deve sempre essere l’anima“.

Continui a perfezionarti con lei?

Purtroppo da quasi tre anni  vive a Tokyo, dove lavora e insegna canto in diverse università.

La tua avventura nel mondo della lirica è sostenuta oltre che dai tuoi cari anche dalla persona che sta al tuo fianco, ne vuoi parlare?

Si, è il mio compagno Massimo Fiocchi Malaspina che è un giovane direttore d’orchestra. Con lui questa estate siamo stati in  Giappone , a Tokio, dove ha diretto la Tosca e la Cavalleria Rusticana. Proprio in questa occasione ho potuto riincontrare la mia insegnante Tiziana Ducati.

Torniamo indieto. Oltre al Conservatorio hai seguito anche altri percorsi culturali?

Si. Oltre alla musica ho studiato Lingue e letterature straniere all’Università Cattolica e ho poi fatto una master class in musica, dislessia e neuroscienze al Conservatorio di Milano. L’interesse per le lingue l’ho sempre avuto e continuo a coltivarlo con tanti viaggi di studio, mentre quello per le neuroscienze è nato lavorando in un centro neuropsichiatrico di Milano. Qui  tenevo dei corsi di musica e canto per bambini con problemi del linguaggio e dell’apprendimento, affiancata da bravissime psicologhe e logopediste.

Il tuo compagno condivide anche questo tuo lato professionale?

Si, l’interesse è comune. Lui,  oltre ai diplomi in campo musicale, ha studiato Medicina e Filosofia, e ha dei cori riabilitativi presso i reparti psichiatrici delle Asl di Novara e Arona. Il linguaggio, la mente, e la loro vicinanza alla musica sono un campo veramente affascinante per me, che purtroppo ho dovuto con grande dispiacere lasciare qualche anno fa per seguire la mia strada principale di cantante, perché difficilmente conciliabile.

Insomma la tua vita privata è essenzialmente la condivisione di tutto col tuo compagno.

Con lui vivo da 5 anni e stiamo insieme da 8. Insieme studiamo, affrontiamo le scelte professionali e umane, condividiamo interessi e ci supportiamo in questo bellissimo e complicato mondo che è la musica e l’opera, anche se alla fine il tempo insieme, visti i numerosi viaggi, non è poi così tanto.

Attualmente quali sono i tuoi impegni?

Adesso sono a Roma per debuttare Oscar in Un Ballo in Maschera, sotto la direzione di Jesus Lopez-Cobos e con la regia di Leo Muscato.

Una scrittura inaspettata!

Si, un’occasione che ho colto al volo  preparando la parte in meno di un giorno e precipitandomi a cominciare le prove appena tornata da un altro concerto a Trieste. Sono davvero felicissima ed emozionata per questo debutto! Il lavoro è stato elettrizzante, circondata da un cast di altissimo livello e condotta da personalità formidabili, ma in un’atmosfera davvero amichevole e che mi ha messa da subito a mio agio e in condizione di dare il meglio. Il 23 e il 30 di ottobre ci saranno le due recite in cui canterò, e non vedo l’ora!!

Avrai poi l’occasione di cantare col grande: Juan Pons

Esatto, e sarà un altro debutto, Nannetta nel Falstaff a Mallorca e Minorca  a fine novembre.

Ti faccio un “in bocca al lupo” per tutto e spero di poterti sentire dal vivo al Teatro Lirico di Cagliari 

Sotto una sua esibizione nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti


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La tragica storia d’amore tra Violetta ed Alfredo andrà in scena oggi ma anche il 23 e il 30 agosto, nella suggestiva atmosfera della Chiesa di San Paolo entro le Mura a Roma. Prima però si potrà cenare con prelibatezze tutte italiane,  le stesse che ci rendono celebri in tutto il mondo.

I ballerini della Scuola del Teatro dell’Opera di Roma si esibiranno con coreografie di Matteo D’Alessio.

Coreografia: Matteo D’Alessio
Direttore: Mauro Giodrani
Scenografia e Costumi: Eliodora Zanrosso
Direzione artistica: Maurizio Zanchetti
Direttore: Giuseppina Cuccaro
Ballerini: Scuola del Teatro dell’ Opera di Roma

Personaggi:
Violetta Valéry (Soprano), Roberta Polverini
Alfredo Germont (Tenore), Emil Alekperov
Giorgio Germont, suo padre (Baritono), Maurizio Zanchetti
Flora Bervoix-Annina (Mezzosoprano), Laura Pugliesi
Gastone, Visconte di Letorières (Tenore), Antonio Napolitano
Giuseppe, servo di Violetta (Tenore), Lucio Del Rio
Barone Douphol (Baritono), Giorgio Carli
Dottor Grenvil (Basso), Filippo De Chicchis
Commissionario (Basso), Giuseppe Trovato

Ospite della serata: Giorgio Gatti interpreta il Marchese D’Obigny

La cena si terrà in uno dei più raffinati ristoranti italiani nel cuore di Roma, il Cotto (Via Torino, 124, 00184 Roma). La cena è prevista prima del concerto, alle ore 18.30.

In questo link tutte le info

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E’ un grande piacere e un grande onore poter ospitare nel mio blog il regista Flavio Trevisan, un regista a cui sono legati i più bei ricordi dell’inizio della mia professione. Un artista che a Cagliari ha lasciato il segno soprattutto per la sua grande professionalità nello svolgere il difficile ruolo di regista lirico. Ricordo che ci colpì subito la sua preparazione, che non era limitata ai soli movimenti scenici ma anche alla sicurezza musicale con cui muoveva le masse artistiche. All’epoca era difficile trovare un regista che conoscesse bene anche la musica e spesso gli artisti del coro e i solisti si ritrovavano ad eseguire dei movimenti che impedivano di cantare serenamente.

Come nasce Flavio musicista?

Io sono settimo di otto figli, e sin da piccolo mio padre Quintino aveva capito la mia inclinazione per la musica. A sei anni mi iscrisse alla scuola musicale Luigi Oreste Anzaghi per lo studio della fisarmonica. Non avevo neanche tre anni di studio che cominciai a fare i miei primi concerti come solista che le  mie prime tournée in tutta Italia.

Quale è stato invece il tuo percorso artistico riguardo la tua professione di regista?

Io sono veneziano ed ho studiato all’Istituto d’Arte dei Carmini e poi all’Accademia di Belle Arti della mia città. Proprio qui il mio  professore, Antonio Orlandini, docente di scenografia, aveva apprezzato da subito le mie doti innovative e mi volle per uno stage al teatro La Fenice.

C’è una persona, oltre naturalmente al tuo professore, che è stata determinante per l’avvio della tua carriera?

All’allora sovrintendente Luigi Ammannati arrivavano notizie su di me e su come svolgevo il mio lavoro. Ha desiderato conoscermi e in seguito ha deciso anche di aiutarmi . Fu colpito soprattutto dalla mia forza di volontà e dal grande amore dimostrato per il teatro.Una volta terminata l’Accademia di Belle Arti ,  Ammannati mi  presentò a Roberto Rossellini il quale mi portò  a Roma.  Mi fece iscrivere al Centro Sperimentale di via Tuscolana da lui presieduto per il suo corso di regia. E’ in questa occasione che incontrai personaggi come Carlo Lizzani e Furio Scarpelli e attrici del calibro di Anna Magnani e Gina Lollobrigida. Ma anche Alberto Sordi, Arnoldo Foà e tanti altri.

Eri giovanissimo e già avevi tutte le carte in regola per una bella carriera. Ma tu hai conosciuto e lavorato con i più grandi artisti a livello mondiale. Hai conosciuto anche Maria Callas?

Ebbene si, eravamo ad una cena informale a casa Rossellini ed è lì che conobbi Maria Callas con la quale ho instaurato un feeling durato fino alla sua scomparsa.

Quale è stato invece il tuo debutto nel mondo dell’Opera lirica?

Terminato il corso con Rossellini mi arrivò subito la prima scrittura: debutto a soli  ventidue anni come regista di “ Beatrice di Tenda “ di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia, protagonista Mariana Nicolesco  con la direzione orchestrale di Alberto Zedda . La mia era una regia fuori dagli schemi della classica regia lirica.

E possiamo dire che è stato l’inizio di una folgorante carriera?

Si, perchè da quel momento in poi non mi sono più fermato. Ho lavorato davvero in tutti i teatri del mondo  e con i più grandi cantanti del panorama lirico mondiale: da Kraus alla Caballè, ma anche Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Shirley Verrett, Giovanna Casolla, Giacomo Aragall, Giuseppe Giacomini, Piero Cappuccilli, Leo Nucci, Antonio Salvadori, Renata Scotto, Elena Obraztsova ,Peter Dvorsky, Maria Guleghina, Gabriel Bacquier, Viorica Cortez, tanto per citarne alcuni.

Che meraviglia, chissà quante esperienze belle e quanti bei ricordi!

Si, certo, però posso dirti una cosa? Cagliari mi è rimasta nel cuore. Sono molto affezionato ai ricordi che mi legano a voi , al vostro teatro. A Cagliari ho fatto ben 14 produzioni e sono sempre tornato con piacere. Indimenticabili il Werter con Alfredo Kraus nel 1981, Sansone e Dalila con la Cossotto e Todisco; la Norma con la Ricciarelli e la Senn.

Se non sbaglio, proprio durante la Norma ci fu qualche brutto momento legato alla tua salute.

Ero stato male a causa di una febbre intestinale. Alloggiavo al residence ULIVI E PALME. In questa occasione mi sono reso davvero conto di quanto era l’affetto di cui ero circondato. Ricevevo visite a tutte le ore da coro, orchestra, tecnici e amministrativi. Ricordo la signora Bianca Mereu che mi portava il brodo caldo e le primizie. Davvero commovente, impossibile da dimenticare.

Tornando a noi. Se non ricordo male tu sei stato il primo regista che inaugurò l’Anfiteatro Romano di Cagliari dopo tantissimi anni di chiusura.

Si, era il 1985 e mi chiamarono per un Rigoletto con Leo Nucci e Mariella Devia. Un vero trionfo.

Ricordo quegli anni all’anfiteatro , il pubblico decretava sempre un grande successo. Che bei ricordi, e pensare che è notizia di questi giorni che i teatri lirici subiranno un declassamento. Il nostro governo davvero non capisce l’importanza culturale di questa nostra risorsa, l’Opera, una risorsa tutta italiana.

E’ vergognoso! L’opera è il più grande patrimonio artistico non solo in Italia  ma nel mondo. Non si può lasciarlo morire, vorrebbe dire cancellare  300 anni di genialità musicale, da MONTEVERDI a MENOTTI . DIO perdona loro perchè non sanno quello che fanno!

Grazie Flavio per avermi fatto questo bel regalo. Ne approfitto per informare i miei lettori che  la tua biografia completa sarà pubblicata in Autunno sull’Enciclopedia Musicale Sonzogno .

Sotto un album con alcune foto che ripercorrono  il periodo iniziale della carriera del regista. Nella colonna destra del blog c’è un video realizzato a Cagliari: “Sansone e Dalila” col mezzosoprano Fiorenza Cossotto e il tenore Nunzio Todisco e la regia di Flavio Trevisan

 

 

 

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Prima si chiamavano Carri di Tespi (o Padiglioni) ed erano dei teatri mobili realizzati attraverso strutture lignee coperte. Di questi si servivano i comici del teatro nomade popolare italiano per il loro teatro di strada, a partire dal tardo Ottocento.

Siamo nel 2016 e l’idea, a mio avviso bellissima, è stata rimessa in posa questa volta con l’Opera lirica  grazie al teatro dell’Opera di Roma. Il carro però  sarà un Tir che fungerà da palcoscenico.

Per avvicinare Roma al suo Teatro attraverso un nuovo e originale disegno della geografia teatrale nella città ecco OPERA CAMION (in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo), un Tir-palcoscenico si muoverà in alcune grandi piazze romane per offrire gratuitamente spettacoli d’opera: il primo è Figaro

Un lato del camion si aprirà per diventare scena, per offrire canto e musica.

Si comincia con Rossini, con Il barbiere di Siviglia: la regia è di Fabio Cherstich, la scenografia e il video dell’allestimento sono creati da Gianluigi Toccafondo, geniale pittore, illustratore e film maker.

Le repliche saranno alle ore 21.30,mercoledì 20 luglio in Viale Antonio Gandin (già Via Sedrina) Municipio XIV e giovedì 21 luglio in Piazza Anco Marzio ad Ostia,Municipio X.

La versione OperaCamion sarà più breve del Barbiere di Siviglia ma la storia è quella e si segue benissimo. Merito del regista, Fabio Cherstich, dei cantanti, degli attori, dei tecnici tutti molto giovani (e molti provenienti dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera) così come della Youth Orchestra, l’ensemble giovanile del Teatro, diretta da Carlo Donadio in alternanza con Roberto De Maio.

Nel Lazio Figaro! OperaCamion sarà sabato 23 luglio a Rieti in Piazza Cesare Battisti, domenica 24 luglio a Tarquinia in Piazza San Martino e mercoledì 27 luglio a Formia in Piazzale porticciolo Caposele. Tutte le sere alle 21.30.

Il progetto OperaCamion è realizzato anche con il sostegno di Roma Capitale, nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del “Giubileo della Misericordia

 

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Giampaolo Campus

Oggi voglio presentarvi un genere musicale molto particolare , abbastanza distante dal mio genere.  Si tratta dell’Improvvisazione timbrica. Ogni novità in questo campo mi incuriosisce e mi piace approfondirla.

Però, parlare di improvvisazione timbrica senza nessuna carta alla mano mi vien difficile. Questa musica la si trova soprattutto come colonna sonora di film e spettacoli teatrali ed è in queste circostanze che si può capire la sua utilità e poter  apprezzarne tutto il fascino che l’accompagna. Ma per capirla meglio ho voluto intervistare un esperto nel campo: Giampaolo Campus

 Giampaolo, intanto raccontaci un po’ di te. Dove e quando sei nato?

Sono nato a Cagliari nel 1965.

Quand’è che hai pensato di fare il musicista?

Mi viene difficile rispondere alla tua domanda in quanto faccio fatica a considerarmi un musicista nel senso tradizionale del termine quanto piuttosto un ricercatore di suoni con una forte attitudine ludica al fare musica.

Quale percorso di studi hai fatto?

Il mio percorso di ricerca, che è poi strettamente legato alle mie personali esperienze di vita, è partito dalla passione per l’ascolto musicale (all’epoca la musica rock “new wave”, il jazz e la musica classica del I Novecento) che in giovane età ho condiviso con quelli che sono tutt’ora tra i miei più cari amici. Intorno ai 15 anni ho iniziato lo studio del sassofono con il Maestro Nino Marongiu e quindi del pianoforte, i primi rudimenti, per alcuni anni con la concertista e didatta Anna Paolone Zedda per poi frequentare per diversi anni il corso di composizione sperimentale al Conservatorio di Cagliari con il maestro Franco Oppo e quindi conseguire la laurea in Letteratura Inglese all’Università di Magistero di Cagliari con tesi comparata in Storia della Musica sull’opera lirica “The Rake’s Progress” di Igor Stravinskji con il prof. Antonio Trudu.

Quale genere di musica hai scelto e perché?

In realtà, come ti dicevo prima, la mia ricerca musicale è strettamente legata alle mie esperienze di vita che mi hanno portato a sperimentare in vari ambiti. Nodale la mia fascinazione per il suono e, in un primo momento, la sua modificazione attraverso tecniche proprie della musica digitale (il “campionamento”, ad esempio, ossia la registrazione e l’elaborazione di frammenti sonori ricomposti in nuove modalità di senso). Questo approccio compositivo si è progressivamente ampliato a forme più aperte di composizione che mi hanno portato gradualmente a innestare l’improvvisazione nella mia pratica esecutiva strumentale (all’epoca utilizzavo il campionatore). Questa esperienza unita ad un’onnivora attività di ascolto musicale (il jazz, l’elettronica, la musica etnica tradizionale sarda ed extra-europea e la musica contemporanea) mi ha gradatamente riportato alla fisicità dello strumento acustico e nello specifico allo “zither” (vocabolo tedesco che traduce il termine cetra da tavolo), di cui ho approfondito lo studio attraverso una modalità di auto-apprendimento, e che interpreto come “corpo sonoro” da mettere di volta in volta in risonanza attraverso l’uso di diversi tipi di oggetti o di cui modifico il suono attraverso la preparazione dello strumento.  

Sono in tanti a non conoscere il tuo genere musicale. Quale è la sua caratteristica?

Difficile considerare l’improvvisazione un genere musicale dal momento che è presente in quasi tutti i generi di musica (musica classica inclusa), quanto piuttosto come una pratica esecutiva e compositiva, se vuoi anche liberatoria, che si concretizza in una ricerca sulle possibilità timbriche dello strumento, sulla possibilità di creare musica in tempo reale e che si alimenta con il continuo scambio osmotico con gli altri musicisti con i quali mi trovo ad improvvisare.

Volendo dare un profilo storico di questo ambito musicale si possono sicuramente individuare 2 filoni all’inizio degli anni ‘60: da un parte la frammentazione del pensiero musicale tradizionale nel free jazz e dall’altra nell’ambito della musica colta (leggi musica contemporanea) con esperienze come il Gruppo d’Improvvisazione Nuova Consonanza di stanza a Roma, per citare un nome, in cui l’apertura al momento dell’improvvisazione con l’uso di oggetti sonori e l’esplorazione delle possibilità timbriche degli strumenti venivano realizzate in tempo reale dagli stessi compositori (Franco Evangelisti, Ennio Morricone, Egisto Macchi, Giancarlo Schiaffini).  

Fai parte di un gruppo stabile oppure varia in base ai brani?

Si, buona parte del mio percorso musicale (ho vissuto negli ultimi 12 anni in Trentino) si è sviluppato attraverso la collaborazione con l’amico musicista Sergio Camedda con il quale abbiamo dato vita al progetto Difondo e con cui stiamo attualmente attuando una campagna di crowdfunding (vedi link qui sotto) per la pubblicazione del nostro ultimo lavoro “Sampler and Zither”. Questa collaborazione si è comunque estesa ad altri musicisti, vedi il progetto Cava Tapi, con il chitarrista classico roveretano Walter Salin, sulla vita e produzione letteraria di Fortunato Depero, o ancora al collettivo musicale Parafonisti del Baldo, di stanza a Brentonico in Trentino, che ha al suo attivo diverse produzioni originali sul Futurismo e sul rapporto Arte e Ecologia e in ultimo attraverso la produzione di artisti locali trentini con la creazione nel 2011 dell’etichetta in rete Parafonica Netlabel.  

La musica che esegui è tua o scritta da altri?

Dopo quanto detto in precedenza, è chiaro che la mia attitudine musicale tesa verso la ricerca sonora e basata su un atteggiamento ludico di scoperta che ripropongo nei miei concerti, non può che essere frutto di un percorso personale che comunque ha sempre in se la memoria dei musicisti e non, dei luoghi e in un’ ultima analisi dei suoni che ci circondano.

Ti lascio alcuni link nel web per chi volesse approfondire i progetti citati.

Ti ringrazio per l’opportunità che mi hai concesso per parlare di una modalità di avvicinamento alla musica che ritengo estremamente utile non solo per un musicista ma anche per l’ascoltatore nel vivere l’esperienza del suono.

Link: www.difondo.net; crowdfunding “sampler and Zither”:

https://www.eppela.com/it/projects/6791-difondo-un-lp-cd-di-musica-per-sampler-and-zither

www.cavatapi.wordpress.com;

www.parafonistidelbaldo.jimdo.com;

www.parafonicanetlabel.blogspot.it


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CONCORSO LIRICO INTERNAZIONALE

JOLE DE MARIA

IV  edizione

Teatro Ramarini -Monterotondo (Roma)

23, 24 e 25 giugno 2016

 Al via il bando 2016 per cantanti lirici di tutti i registri vocali

 Premi in denaro, iscrizioni entro il 20 giugno 2015

 Al via il bando 2016 della quarta edizione del Concorso Lirico Internazionale Jole De Maria che si terrà aMonterotondo (Roma), presso il Teatro Comunale Ramarini, dal 23 al 25 giugno 2016, dedicato acantanti lirici di tutti i registri vocali – soprano, mezzosoprano/contralto, controtenore, tenore, baritono, basso – e di tutte le nazionalità. Tutte le informazioni per l’iscrizione, che scade il  20 giugno 2016, sono visibili al link www.concorsoliricojoledemaria.eu. Ai vincitori saranno assegnati tre Premi in denaro: 2.000 euro al primo classificato, 1.000 euro al secondo classificato e 500 euro al terzo classificato. Previsto anche un premio in denaro assegnato dal pubblico.

La Giuria è formata da 5 prestigiosi personalità del mondo musicale – il Presidente di giuria, Giuseppe Sabbatini, tenore e Direttore d’orchestra; il compositore e manager Tonino CaraiFlorin Estefan, baritono e Direttore artistico del Teatro dell’Opera di Cluj-Napoca (Romania); il senior manager Marco Impallomeni e il giornalista e critico musicale Stefano Valanzuolo.

Il Concorso, a cura dell’Associazione Culturale Arcipelago, con la direzione artistica del mezzosoprano Irene Bottaro e l’organizzazione di Eleonora Vicario, si articolerà in tre fasi: il 23 giugno le prove eliminatorie, il 24 giugno la prova Semifinale, mentre il concerto Finale di Gala si terrà il 26 giugno. Chi attesti di aver vinto il Primo Premio di un Concorso Lirico internazionale, accederà direttamente alla prova semifinale. Il concorso metterà a disposizione il pianista per l’accompagnamento dei partecipanti e due professionisti che si occuperanno delleacconciature e del trucco: le concorrenti potranno infatti usufruire gratuitamente di eleganti acconciature: richiami al passato, code, chignon, trecce complicate, sperimentazioni eccentriche.

Portare in una cittadina di provincia come Monterotondo - sostiene la direzione del Concorso - la lirica che in passato aveva la sua “casa” proprio nel vecchio Teatro Ramarini (parzialmente distrutto dalle fiamme nel 1980 e ora perfettamente restaurato), è come riprendere le fila di un discorso storico temporaneamente interrotto, determinando un ulteriore innalzamento del livello artistico del territorio. Tutto questo avrà – e già ha dimostrato di avere – capacità  di  sviluppare  la  conoscenza  dei  cittadini di un bene prezioso che in tutto il mondo ci invidiano quale è la musica lirica e di cui andare orgogliosi. A questo va aggiunto lo stimolo sociale del sostegno alla Ricerca sul cancro che ha sempre accompagnato le nostre edizioni e che ci ha fatto premiare con la medaglia inviata dal Presidente della Repubblica nel 2014 e nel 2015 con l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio del Senato, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Comuni di Monterotondo, Mentana, Fonte Nuova e Guidonia Montecelio, patrocini richiesti anche per questa edizione”.

 

Per maggiori informazioni

www.concorsoliricojoledemaria.eu

info@concorsoliricojoledemaria.eu

cell. 347 6341755

www.facebook.com/Concorsoliricojoledemaria

carlodutto@hotmail.it

cell. 3480646089

Twitter: Carlo Dutto Press

 

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E’ stato pubblicato il bando di concorso per l’assunzione di 60 esperti da parte del Ministero dei Beni Culturali. In attesa dell’annunciato concorso per 500 assunzioni straordinarie per il 2016, ilMibact si è attivato per rispondere al fabbisogno di personale che, presumibilmente, si registrerà nei prossimi mesi nelle strutture gestite dal Ministero a seguito del maggiore afflusso di visitatori  garantito dal Giubileo aperto a Roma lo scorso 8 dicembre.

Mibact, 60 assunzioni per il Giubileo: i requisiti per fare domanda

Le 60 assunzioni previste dal nuovoconcorso del Mibact, saranno impiegate con un contratto temporaneo di nove mesi in attività di tutela, vigilanza, conservazione e valorizzazione dei beni culturali presso musei, biblioteche ed altri siti statali.

Questi i requisiti principali richiesti:

  • Età non superiore ai 40 anni;
  • cittadinanza italiana o di uno degli Stati Ue, purché con una adeguata conoscenza della lingua italiana;
  • pieno godimento dei diritti politici.

Per quanto riguarda il titolo di studio, è richiesta la laurea (specialistica o magistrale) il dottorato di ricerca nell’ambito dei beni culturali, con una comprovata esperienza professionale di almeno tre anni, sempre in attività inerenti i beni culturali.

Quando fare domanda, scadenza e selezione per il concorso Mibact

La domanda per partecipare al concorso del Mibact per 60 assunzioni di esperti a tempo determinato, dovrà essere presentata esclusivamente con modalità on line secondo la procedura predisposta sul sito www.beniculturali.it. a partire dalle ore 12 del prossimo 21 gennaio 2016 ed entro la scadenza fissata per le ore 12 del 22 febbraio 2016. Alla domanda dovrà essere allegato un curriculum vitae redatto sul modello del formato europeo e riportante il titolo di studio, le conoscenze linguistiche e le esperienze professionali nel settore dei beni culturali.

La procedura di selezione consisterà nella redazione di una graduatoria redatta sulla base dei punteggi assegnati ai titoli di studio e alle esperienze professionali secondo la tabella riportata nel bando di concorso consultabile sullo stesso sito del Miur. I primi 180 candidati saranno successivamente chiamati a sostenere un colloquio individuale diretto alla valutazione delle capacità professionali in riferimento all’incarico da svolgere. I posti disponibili, con relative sedi e incarichi, sono dislocati in tutta Italia ed il dettaglio è pubblicato nell’allegato A del bando di concorso stesso.

Al termine della procedura di selezione, i 60 vincitori saranno assunti con contratto a tempo determinato di nove mesi di area III e posizione economica F1 secondo il CCNL del comparto Ministeri in vigore al momento dell’assunzione.

 

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Bando di Selezione
Complesso Orchestrale per la Stagione 2015-2016

E’ indetta una selezione per la formazione in graduatoria per eventuali assunzioni a tempo determinato nel Complesso Orchestrale del Teatro dell’Opera per gli strumenti sotto elencati, per singole opere e/o spettacoli, per le esigenze di produzione della Stagione 2015-2016

 

  • PRIMO VIOLONCELLO con obbligo del terzo e della fila
  • PRIMO CLARINETTO con obbligo del secondo e della fila
  • PRIMO CONTRABBASSO con obbligo del secondo, della fila e della quinta corda
  • PRIMO FAGOTTO con obbligo del secondo e della fila
  • PRIMA TROMBA con obbligo della fila, della cornetta e di tutti gli strumenti speciali

 

Scarica il Bando di Selezione

Modulo di partecipazione

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Sono  rimasta sconcertata davanti alla notizia che al Teatro dell’Opera di Roma sono stati nominati due direttori artistici! Ma è davvero assurdo se si pensa che solo 5 mesi fa i lavoratori erano stati licenziati in blocco per mancanza di fondi, e poi riassunti chiedendo loro però grandi sacrifici economici!

E’ un momento molto difficile per tutte le Fondazioni liriche. A Cagliari manca ancora il direttore artistico, e la figura del sovrintendente appena nominato è in bilico. Insomma non si riesce a trovare una via d’uscita affinchè vi sia una ripresa definitiva. A Roma però sembra si sia arrivati alla soluzione nominando addirittura due importanti figure per il settore della direzione artistica e che difficilmente ricopriranno quel ruolo senza percepire danaro.

Allora aspettiamo che forniscano  questa formula magica  anche a noi e a tutti i teatri italiani in crisi, e  in primis ai lavoratori del teatro romano che per diversi mesi hanno temuto  di rimanere in mezzo alla strada.

leggi qui l’articolo correlato

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L’Associazione Musicale “Europa InCanto” indice audizioni di canto lirico finalizzate alla messa in scena dell’opera “LA TRAVIATA” di G. Verdi che sarà realizzata in forma ridotta con accompagnamento al pianoforte, nei mesi di Aprile – Maggio 2015 presso il Teatro Argentina di Roma e il Teatro Comunale “Mario del Monaco” di Treviso. Tale messa in scena rappresenta la fase finale del progetto didattico musicale Scuola InCanto, ideato per la diffusione dell’opera lirica tra i più giovani e rivolto agli studenti delle scuole dell’obbligo.

Le audizioni si terranno nei giorni mercoledì 11 marzo e giovedì 12 marzo presso il Teatro Argentina di Roma, in Largo Argentina n.52 – 00187 Roma

Si prenderanno in esame le vocalità per i ruoli di:

  • Violetta Valéry (soprano)
  • Flora Bervoix, (mezzosoprano)
  • Alfredo Germont (tenore)
  • Giorgio Germont, (baritono)
  • Gastone, (tenore)
  • Il barone Douphol (baritono)
  • ll marchese d’Obigny (basso)

La Commissione esaminatrice, presieduta dal M° Angelo Gabrielli, Manager aritistico e direttore dell’Agenzia “Stage Door Opera Management” e composta da altre personalità del settore artistico, valutera? i candidati in base alla loro preparazione vocale e scenica. Le decisioni della Commissione sono inappellabili.

L’esito dell’audizione sarà comunicato successivamente solo ai candidati risultati idonei. I cantanti selezionati parteciparanno nel mese di Aprile 2015 a corsi e masterclass di perfezionamento incentrati sulla messa in scena dell’opera La Traviata. In base al ruolo assegnato verrà stabilito il calendario con impegno di prove e recite.

PROGRAMMA AUDIZIONI:

Ai candidati è richiesta obbligatoriamente l’esecuzione a memoria di numero DUE ARIE tratte dal repertorio lirico italiano, di cui

  1. un’aria d’opera a scelta dei seguenti autori: Rossini, Bellini, Donizetti.
  2. un’aria tratta dal repertorio operistico verdiano. Ogni candidato ha facoltà di presentare il ruolo intero per cui si presenta. Per i candidati ai ruoli di Violetta Valery, Alfredo Germont e Giorgio Germont è d’obbligo l’esecuzione delle seguenti arie:

-       Violetta: “È strano! È strano…Follie! Delirio vano è questo…Sempre libera”

-       Giorgio Germont: “Di Provenza il mar, il suol”

-       Alfredo Germont: “De’ miei bollenti spiriti”

Sarà facoltà della commissione chiedere al candidato di ripetere del tutto o in parte l’esecuzione dei brani ed eventualmente di eseguire vocalizzi adatti alla propria vocalità.

L’Associazione metterà a disposizione un pianista accompagnatore, ma è facoltà di ogni candidato essere accompagnato, a proprie spese, da un pianista di fiducia.

I candidati sosterranno l’audizione a titolo gratuito senza alcun tipo di rimborso. Europa InCanto si riserva la facolta? di effettuare video e audio registrazioni delle audizioni, e di utilizzarle, in parte o integralmente, per scopi promozionali senza corrispondere onorari di alcun genere ad alcun interprete.

La richiesta di candidatura o di eventuali informazioni deve essere inviata all’indirizzo di posta elettronica: info@europaincanto.it entro il giorno 06 marzo 2015 con indicato:

  • DATI ANAGRAFICI con recapito telefonico e mail personale
  • il RUOLO per cui si richiede la candidatura
  • indicazione dei BRANI che saranno eseguiti in audizione
  • AUTORIZZAZIONE ai dati personali ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003.

Inoltre le richieste di candidatura dovranno contenere i seguenti allegati:

  • spartiti dei brani che si intende eseguire in formato pdf
  • fotocopia del documento d’identità e codice fiscale/tessera sanitaria in formato pdf
  • n. 1 foto figura intera
  • curriculum vitae con le esperienze nel settore

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     21 dicembre 2014, ore 19.00, Basilica Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, via Marsala, 42, Roma
  22 dicembre 2014, ore 20.30,  Parrocchia di San Bernardo da Chiaravalle, via degli Olivi 180, Roma
   27 dicembre 2014, ore 19.00, Chiesa di Santa Dorotea in Trastevere, via di Santa Dorotea 23, Roma
28 dicembre 2014, ore 19.00, Chiesa di San Giuseppe, Via della Libertà, 19, Santa Marinella (Rm)
INGRESSO LIBERO
IN PROGRAMMA MUSICHE DI BACH, FRANCK, PAGANINI AL VIOLINO E ALL’ORGANO
Stefano Mhanna (violinista, violista, pianista, organista, compositore e direttore d’orchestra)Musicista di fama internazionale, concertista diplomato in quattro strumenti fra i più difficili esistenti. Il primo in violino, conseguito in soli quattro anni anziché dieci e a soli 11 anni con punteggio di 10 con lode e menzione speciale al Santa Cecilia di Roma (votazione mai raggiunta prima ad una così giovane età in tutta la storia del conservatorio romano), e gli altri tre conseguiti a soli sedici anni, rispettivamente in viola, pianoforte e in organo e composizione organistica.Esperto interprete e esecutore, oltre che direttore e compositore di grande maturità e di alta capacità tecnica strumentale, unico al mondo con tale primato e di nazionalità italiana e con curriculum di tale pregio. E’ in possesso del Diploma di maturità scientifica.Stefano Mhanna, nasce a Roma l’11 luglio 1995. Vincitore di concorsi nazionali e internazionali e di numerosissimi premi e riconoscimenti, annovera tra questi una menzione d’onore da parte della Società Umanitaria di Milano, il Premio Rotary per la sezione archi, il Premio Alma Pales ricevuto da Roma Capitale assieme a Ennio Morricone e il Card. Vicario Agostino Vallini “per aver contribuito con il suo lavoro a rendere grande il nome di Roma nel mondo”, un premio dal Ministero degli Affari Esteri, Premio Pressenda, Nuove Carriere Cidim, Premio Via Vittoria, riconoscimento dal Governatorato Città del Vaticano consegnato dal Card. Bertello attuale Governatore, nella persona del Card. Lajolo, Governatore emerito, Assessorato della Cultura di Sorrento, Associazione Italiana degli Accordatori e dei Riparatori di Pianoforti, etc… Tra i riconoscimenti tributati dagli artisti, spicca Uto Ughi, il quale dopo aver sentito l’allora novenne Mhanna, affermò in una intervista rilasciata al tg1: “Questo bambino, devo dire, già dalle prime battute mi ha sbalordito, un talento assolutamente fenomenale, un ragazzino che è nato veramente per suonare, un talento unico”.

Ha riscosso per la prima volta a soli dieci anni, un enorme successo per l’esecuzione del Concerto in re magg op. 35 di P.I. Tchaikowsky, con l’Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia di Roma e per questo gli viene assegnato un importante premio SIAE. Da li, ha poi calcato le sempre più innumerevoli scene e via via con maggior classe, in un crescendo continuo nel tempo di successi seguiti dalle sue sempre più accresciute capacità tecniche strumentali e interpretative di più raro e grande inestimabile valore. Ospite d’onore in diverse trasmissioni televisive e telegiornali delle reti RAI (Uno Mattina / In Famiglia / Ieri, Oggi e Domani / Telegiornali di Rai 1, 2 e 3, ecc.), Mediaset (Maurizio Costanzo) ed altre reti televisive private.
Più volte menzionato dalla critica giornalistica su innumerevoli riviste specialistiche e sulla stampa nazionale ed estera per la sua strabiliante bravura e professionalità, ha raggiunto una notevole notorietà portando il nome dell’Italia in auge sullo scenario musicale mondiale. Ha svolto una pregevole attività da direttore d’orchestra ed ha collaborato come solista con diverse orchestre italiane ed estere come l’Orchestra Filarmonica di Torino, quella di Bacau, diretta da Ovidiu Balan, la Grande Orchestra “Rachmaninov” diretta da Nicolai Rogotnev, l’Orchestra Filarmonia Veneta, la Kiev Chamber Orchestra ecc. Suona all’Accademia di Tirana in Albania e all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Si esibisce in diversi teatri come il Teatro Argentina di Roma, il Gran Teatro di Tor di Quinto in Roma, il Teatro Regio di Torino, il Teatro della Filarmonica di Trento, il Teatro Piccinni di Bari ecc..
Ha tenuto e tiene concerti in prestigiose Basiliche di Roma, Bologna, Milano, Governatorato della Città del Vaticano e dal 2010 ricopre l’incarico di Organista ufficiale presso la Basilica del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio in Roma, ove vi tiene regolarmente concerti. Dispone di un repertorio a dir poco comprensivo di una pregiata biblioteca musicale: composizioni per violino solo, per violino e orchestra, organo, viola, pianoforte ecc., ma parlare di repertorio sarebbe per lui superfluo viste le sue capacità e la velocità con cui ha approccio a qualsiasi tipo di partitura.
Richiesto nelle più importanti sedi, si esibisce anche in qualità di pianista, in città come Roma e Milano, ecc., il suo repertorio spazia da Mozart a Ravel. Rinomato negli ambienti anche come prestigioso organista e riconosciuto ed apprezzato al livello mondiale, ha la rara capacità di trasmettere agli ascoltatori quel piacere profondo che lui stesso prova durante le sue esecuzioni suscitando grandi emozioni in tutti gli spettatori. Importanti nella sua formazione organistica Domenico Morgante e Jiri Lecian.
Dispone di un repertorio che comprende circa 40 concerti con l’orchestra, oltre 50 Sonate e pezzi con pianoforte e numerose composizioni per violino solo, ma parlare di repertorio sarebbe per lui superfluo viste le sue capacità e la velocità con cui ha approccio a qualsiasi tipo di partitura. Rinomato negli ambienti anche come prestigioso organista e riconosciuto ed apprezzato al livello mondiale da numerosi ed insigni maestri e concertisti d’organo, esegue spesso i suoi concerti rigorosamente a memoria e con una maestria interpretativa e tecnica di alto livello, il più delle volte su organi di particolare prestigio, come Olgiati, Callido, Rieger, Tamburini, Mascioni, Zanin e vari altri.
Ha tenuto concerti in prestigiose Basiliche di Roma, Bologna, Milano ecc. E’ in possesso dell’Integrale di Bach e Franck, oltre che di una vasta letteratura organistica italiana e francese di autori vari. E’ fondatore e direttore dell’orchestra “Novi Toni Comites”.
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Durante la manifestazione della Cgil  a Roma contro il Jobs Act,  partecipa circa un milione di persone, e fra questi  anche 30 dei 182 lavoratori di orchestra e coro del Teatro dell’Opera licenziati dal Cda il 2 ottobre scorso. I 23 coristi e sette musicisti sono saliti sul palco ed hanno eseguito “Nessun Dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

Negli occhi di molti di loro lacrime di commozione, soprattutto al lungo applauso finale dalle migliaia di partecipanti.

Guarda qui sotto il video di Repubblica

http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/cgil-in-piazza-licenziati-teatro-dell-opera-cantano-nessun-dorma/181394/180194

 

 

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Il coro e l’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari hanno organizzato un concerto di solidarietà a favore dei colleghi del Teatro dell’Opera di Roma . Sarà eseguito il Requiem di Mozart diretto dal maestro Donato Renzetti, nel centro storico di Cagliari . In tal modo si mira a sensibilizzare la popolazione e i numerosi turisti che ancora affollano  la città, sulla grave situazione che il coro e l’orchestra del Teatro di Roma capitale, stanno vivendo. I 2 ottobre 182 artisti sono stati licenziati in tronco. Si ha la speranza che i dirigenti possano tornare sui loro passi e a tal proposito si stanno raccogliendo le firme attraverso una petizione online . Potrete apporre la vostra firma virtuale cliccando su questo link 

 

 

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Anche la grande artista americana Barbra Streisand è rimasta colpita dalla vicenda del Teatro dell’Opera di Roma. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza riepilogo il fatto.

Il 2 ottobre scorso, il coro e orchestra del teatro della capitale, sono stati  licenziati in blocco e questo ovviamente a suscitato grande stupore nel mondo della musica e dello spettacolo in generale. Sono arrivati tanti messaggi di solidarietà da parte di altri cori e orchestre sia di Teatri italiani che stranieri. Nessuno si spiega quale sia veramente il disegno che si nasconde dietro questa operazione che ha dell’assurdo.

Ebbene, anche l‘attrice e cantante americana ha voluto esprimere solidarietà pubblicando nel suo sito il messaggio seguente , e invitando  a firmare la petizione online per  l’abolizione di questa decisione, affinchè presto tutto torni come prima.

ROME OPERA HOUSE FIRES CHORUS AND ORCHESTRA PETITION

Dear friends, we the chorus and orchestra of the ROME OPERA HOUSE really need your help! We need you to sign a petition to help us stop the government from firing the chorus and orchestra (182 artists). If we don’t stop this political maneuver, it will affect the lives of all of us and our families and the artistic level of this great historical theater in the capital of Italy!!! Please sign and share this petition with others. The more signatures we have, the stronger we will be in changing this tragic decision!!! Heartfelt thanks to all!!!

https://www.change.org/p/sindaco-di-roma-annulliamo-la-decisione-del-consiglio-di-amministrazione-del-teatro-dell-opera-di-roma-che-ha-licenziato-in-data-2-ottobre-2014-tutti-gli-artisti-dell-orchestra-e-del-coro

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Non è passato molto dalla nostra corrispondenza pubblica che eccomi di nuovo ad indirizzarLe una lettera.

Speravo vivamente, alla luce di quanto accaduto e della pessima figura fatta dal Suo Ministero, che ci fosse un cambiamento nei modi, nei sistemi di gestione e soprattutto che si cominciasse a fare più attenzione e si usasse meno superficialità nell’affrontare tematiche artistiche. Invece lo scorso 2 ottobre Lei ha dimostrato di non aver fatto alcun tesoro del passato ed ecco che con estrema superficialità, tipica di chi è uso a non tener conto delle ripercussioni delle proprie azioni, seguendo più le chiacchiere mediatiche che una sana logica amministrativa, 182 persone si vedono licenziate in tronco.

Purtroppo dal Suo operato si evidenzia come non mai la Sua totale inadeguatezza alla gestione del settore artistico perché chiunque avesse un minimo di formazione in tal senso avrebbe capito che il problema del Teatro dell’Opera di Roma non sono di certo gli orchestrali ed i coristi.
Partiamo dal presupposto che i miei cari colleghi sono ben lontani dal non avere colpe e che ahimè sempre di più i sindacati hanno spinto nel difendere quei pochi privilegi, molti dei quali inutili, conquistati nel tempo. Ma questi privilegi di solito e soprattutto nel caso specifico, riguardano pochi e di certo non sono il problema fondante della cattiva amministrazione del Teatro.

Prima di analizzare il perché la Sua azione non trovi alcun fondamento se non quello di una forzatura politica di cui pagano il prezzo lavoratori innocenti, mi preme chiarire una volta per tutte la questione degli scioperi dei dipendenti del Teatro per ridare dignità a quei colleghi che si sono visti attaccati su tutti i fronti senza che mai nessuno entrasse nel merito reale delle vere motivazioni.

Quando ci fu lo sciopero per la Bohème incontrai per caso un carissimo amico, stabile presso l’orchestra ed entrando in argomento ho chiesto conto del perché si scioperasse. Ed ho capito quindi che non si parlava di avere ma di risparmiare.
Già, caro Ministro, perché sarebbe bastato incontrare uno qualsiasi degli orchestrali e farsi una chiacchierata amichevole per capire che le proteste non riguardavano il salario ma andavano contro una gestione, dovuta alla mancanza di competenza specifica del Sovrintendente ed ai paletti imposti dalla spending review, che stava compromettendo sia le casse già magre dell’Ente sia la qualità artistica dell’orchestra.

Quando il Sovrintendente venne nominato, il 21 dicembre 2013, l’orchestra fu felice della nuova direzione e si schierò sulle scale d’ingresso del Teatro per accogliere il nuovo arrivato con la speranza di cominciare un dialogo che portasse ad un miglioramento del futuro comune. Il Sovrintendente, visti tutti gli strumentisti schierati, forse pensando ad una “mala parata”, entrò invece dalla porta posteriore e rifiutò da quel giorno in poi di incontrare gli strumentisti chiudendo definitivamente alla possibilità di capire quali fossero le esigenze e le richieste.

Sveliamo quindi l’arcano: perché gli strumentisti protestavano?

Per capire la questione bisogna conoscere la materia, almeno nelle sue basi, per cui mi permetto di erudirLa.

Un’orchestra è composta da una compagine stabile ed una aggiuntiva. Gli stabili sono quelli che Lei ha licenziato, circa 90 personecontrattualizzate che fanno parte in maniera continuativa dell’insieme strumentale. Sono la parte fondamentale di un Ente Lirico perché lavorando insieme da anni costruiscono giorno dopo giorno una amalgama sonora che li contraddistingue e li differenzia dagli altri Teatri. Ogni orchestra ha una sua identità sonora e tecnica e portava avanti la sua peculiarità nel tempo, formando i nuovi arrivati e perpetrando tradizioni. Le basti pensare che se io, violoncellista professionista con 10 anni di carriera alle spalle, domani fossi chiamato al Musickverein diVienna per il concerto di Capodanno, pur avendo la partitura davanti non riuscirei a suonare una nota perché quell’orchestra, negli anni, ha sviluppato una serie di variazioni sui brani che non vengono messe su carta ma che fanno parte del suo bagaglio intrinseco, della sua storia. Per questo Strauss suonato lì suona differentemente da quando lo si suona in qualsiasi altra parte del mondo. Per questo l’opera suonata in Italia suona così solo in Italia.

Gli “aggiunti” invece sono strumentisti freelance che vengono convocati di volta in volta quando l’organico stabile non è sufficiente all’esecuzione di un brano. Vengono solitamente segnalati “per chiara fama” o risultano dalle graduatorie di concorsi precedenti.
Il problema di una orchestra che ha un organico stabile sottodimensionato, come nel caso del Teatro romano, è che c’è necessità di convocare molti aggiunti ogni volta che si va in scena. Gli aggiunti costano però molto più degli stabili perché essendo fuori sede hanno diritto, come prevede qualsiasi contratto nazionale, ai rimborsi del viaggio e dell’alloggio. Mi è capitato, lavorando in orchestre statali nazionali, di percepire da aggiunto oltre agli 80€ del compenso giornaliero base, 30€ al giorno di rimborso alloggio e 200€ di rimborso spese di viaggio. Ecco quindi che un aggiunto costa quasi il 50% in più di un orchestrale stabile, oltre ovviamente a non far parte dell’organico e quindi minare dalla base la possibilità precedentemente esposta di creare un suono identitario ed una omogeneità tecnica.

Il Teatro dell’Opera di Roma ha costantemente ridotto l’organico stabile essendo poi impossibilitato a riassumere strumentisti con concorsi per via della spending review, che impedisce nuove assunzioni da parte degli Enti statali. Si è dovuto quindi nel tempo ricorrere a numerosi aggiunti, il che oltre che impedire all’orchestra di preservare la propria identità, ha comportato un notevole aumento dei costi di gestione della stessa. E proprio contro questo protestava l’orchestra. Per una volta, uno sciopero non era per chiedere niente in più, ma anzi per fare qualcosa di meno. Ma Lei ha tagliato la testa al toro.

Chiarito questo ho deciso di fare una ricerca accurata, nei miei limiti, per capire su che basi si fondasse la Sua scelta di eliminare l’anima del Teatro piuttosto che agire su altre voci di bilancio, e mi sono messo a fare i conti della serva.
Ho cercato quindi di capire quanto faraonici fossero gli stipendi dei miei colleghi, cercando in questo dato una giustificazione economica al licenziamento.

Uno strumentista di fila (ovvero non prima parte) percepiva dal Teatro dell’Opera una retribuzione lorda annua di circa 40.000€ per 28 ore di lavoro settimanali (fonte: CCNL per i dipendenti delle Fondazioni Lirico Sinfoniche). Facciamo quindi un rapido calcolo per capire l’effettivo compenso di questi signori.
40.000€ meno il 30% circa di tasse porta ad una contribuzione netta di 28.000€ annui. 28 ore a settimana x 4 settimane x 12 mesi porta ad numero di 1344 ore retribuite. Quindi 28.000 : 1344 fa un compenso netto di circa 20,80€ all’ora ovvero circa 2.100€ al mese.

Compariamo ora questo stipendio a una categoria a caso che sia facilmente documentabile: per esempio quello di un insegnante delle scuole medie. Stipendio lordo annuo 41.950€ per circa 25 ore settimanali includendo consigli di classe e tutto il resto, che portano a 900 ore annue. Il risultato è di circa 32€ l’ora che fanno distribuiti nell’anno 1.400€ al mese. Mi sembra quindi che siamo in linea.

Compariamo ora invece tutti e due questi stipendi a quelli di un dipendente di un Ministero a caso, diciamo il Suo. Dal sito del Mibact vengo informato che il compenso lordo annuo per il Ministro non parlamentare è di 265.102,76€. Ma mai comparerei un orchestrale a Lei per cui vediamo quanto prende qualcun altro, diciamo un Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici: 166.745,52€. Andiamo più in basso: il Suo segretario particolare prende 74.251,89€ annui. Ecco, qui non siamo più in linea.

Seguendo il Suo ragionamento secondo cui se un Ente è in crisi bisogna licenziare tutti i dipendenti ed esternalizzare le prestazioni, ne consegue che oltre all’orchestra del Teatro dell’Opera dovremmo licenziare tutti gli insegnanti ed esternalizzare l’educazione, cosa che il Governo sta cercando di fare in effetti, ma soprattutto dovremmo radere al suolo il Suo ministero.

Quindi proseguirò nell’analisi con la consapevolezza che i miei colleghi non hanno nulla di cui vergognarsi sotto questo aspetto.

Approfondiamo quindi un’altra nota dolente: il capitolo indennità tanto citato dai media per cui i miei colleghi sarebbero dei privilegiati. Le indennità sono 3.
1) Uno strumentista di fila percepisce dal Teatro dell’opera di Roma, come in tutte le altre orchestre del mondo succede, una indennità per lo strumento, pari a 41,52€ lordi al mese. Questa cifra servirebbe ad aiutare il musicista nella manutenzione dello strumento stesso, che ahimè è soggetto a continua usura. Sono circa 500€ all’anno. Come violoncellista, volendo mantenere lo strumento in buone condizioni devo cambiare le corde ogni 3-4 mesi circa e far ricrinare l’arco ogni 3 mesi circa. Costo delle corde: 300€ circa, costo ricrinatura dell’arco 100€ circa.Applichiamo ancora una volta la matematica e vediamo, essendo ottimisti e sperando che in un anno non occorra nessun incidente, che mantenere lo strumento mi costa circa 1200€ all’anno, che è una cifra ben inferiore ai 500€ erogati. Prendiamo il caso di uno strumento a fiato per avere un quadro completo. Un clarinetto ha una durata di vita di circa 10 anni dopo i quali non è più utilizzabile ed un costo di circa5.000€. Ogni clarinettista deve avere 2 clarinetti, in la ed in sib. Ai clarinetti ogni anno almeno vanno rifatti i tamponi: 200€ circa. Poi le ance. Costo medio di un pacco di ance 25€ circa, un pacco da 10 ne contiene circa 2, massimo 3 utilizzabili. Un’ancia dura al massimo 3 giorni, se non si rompe nel frattempo. Faccia Lei i calcoli di quante ne servono ogni anno per lavorare 1300 ore e vedrà che i 500€ non coprono minimamente né l’usura dello strumento né la sua manutenzione. Per cui direi che in questa indennità la non ci sia nulla di scandaloso perché dovuta e necessaria.

2) 182€ di indennità lorda mensile per vestiario e mensa. Fanno circa 2000€ all’anno. Diciamo che per il vestiario si fa un investimento una tantum di 1500€, per cui non lo consideriamo. Rimangono 2000€ l’anno per la mensa, che mi sembra un costo tutto sommato ragionevole, che qualsiasi azienda con un certo numero di dipendenti riconoscerebbe. E ancora una volta non ci trovo niente di scandaloso.

3) 390€ lordi al mese per indennità spettacoli all’aperto. E qui siamo al grande scandalo. In merito a questo punto infatti c’è stato un grandissimo fraintendimento per cui si è arrivati ad accusare i colleghi di percepire un’indennità per recarsi a Caracalla, che tutto sommato è dietro l’angolo rispetto al Teatro. Ma questa cifra non riguarda di certo le distanze percorse, come se fosse una trasferta, ma bensì il fatto di dover suonare all’aperto.
Innanzitutto precisiamo: l’opera a Caracalla ha una durata di 45 giorni circa e questa indennità viene retribuita quindi solo relativamente a questo periodo. Diciamo che sono all’incirca 500€ netti in totale. Ora, Lei non può sapere anche se dovrebbe, ma mi pregio di edurLa, che quando uno strumento suona all’aria aperta subisce inevitabilmente un danno strutturale perché le temperature cambiano repentinamente e l’umidità non è costante.

Se Lei espone un bastone di legno all’aperto, tra sole e umidità vedrà che dopo 45 giorni si sarà rovinato. Nel caso specifico degli strumenti ad arco questa esposizione porta quasi inevitabilmente alla scollatura, ovvero le colle naturali che tengono insieme lo strumento cedono causandone il totale malfunzionamento. Costo riparazione: 300€ circa, se non succedono cose più gravi. Mentre gli strumenti a fiato, fatti salvi gli ottoni, rischiano ben di peggio perché possono essere soggetti a crepe. E un clarinetto o un oboe crepato, finiscono generalmente nel cestino. Il costo non è calcolabile. Per cui anche su questa indennità direi che non trovo da fare grandi appunti. Si potrebbe ridurre, certo, ma da qui a licenziare un’intera orchestra la strada è lunga…

Continuiamo a fare di conto quindi e vediamo quanto l’orchestra ed il coro costino all’Ente Teatrale e se veramente esistano i presupposti per poter individuare in quella cifra il principale problema.
Manteniamo il reddito dello strumentista di fila, che è un dato certo, come base e cerchiamo di fare una media plausibile, anzi esagerata dello stipendio annuo pagato all’orchestra. In un’orchestra ci son circa 25 prime parti ed ipotizziamo che queste percepiscano circa 1800€ mensili in più degli altri. Quindi consideriamo che tra i Suoi licenziati ci siano 25 persone che percepiscono 4.000€ al mese (sto esagerando ovviamente) e 162 che ne percepiscono 2.100€ (dato certo). Moltiplichiamo per 14 mensilità e viene fuori la bella cifra di 6 milioni di Euro all’anno, che è il costo netto approssimativo della compagine orchestrale e del coro.
Però i dipendenti del Teatro sono 419 ( sono 430 in realtà, ma 11 li teniamo fuori per dopo) tra macchinisti, tecnici audio, tecnici video, scenografi, assistenti di palco, sarti, pianisti accompagnatori, truccatori e tutto il resto. Diciamo quindi a spanne che il costo totale del personale è, volendo esagerare, di 15 Milioni di Euro, considerando le varie indennità.
Ora prendiamo quindi il bilancio e vediamo se i conti tornano. E infatti i conti non tornano.

Dal bilancio 2012 pubblicato dall’Ente sul proprio sito cerchiamo il dato relativo alle contribuzioni .

“Lettera B : COSTI DELLA PRODUZIONE numero 9) per il personale voce a1)salari e stipendi 25.716.550€

Il mio commercialista mi spiega che se da questa cifra io tolgo i contributi irpef (quelli inps figurano sotto voce a parte) che sono sotto la voceSTATO PATRMONIALE, lettera D) numero 12) ho il totale del costo per retribuire gli stipendi netti dei dipendenti. Per cui 25-1=24 Milioni di Euro, bruscolini più, bruscolini meno.

A questo punto nasce spontanea la domanda: come si arriva dai 15 Milioni calcolati in precedenza ai 24 Milioni che sono in bilancio????
Una prima risposta la danno i salari della dirigenza (fonte:http://www.operaroma.it/ita/fondazione-dirigenziali-consulenze.php), i famosi 11 che ho lasciato fuori dal calcolo precedente.
Già perché questi signori percepiscono in totale all’anno 790.000€ di stipendi lordi (all’incirca quanto 20 strumentisti di fila). Quindi il doppio se non il triplo di un orchestrale ed a quanto pare sono anche virtuosi perché l’ex Sovrintendente della Scala Lissner percepiva solo lui 507.076,22€ l’anno.

Ma anche sottratto questo milioncino scarso, siamo ancora lontani dal raggiungere i 24 messi a bilancio. Quindi dove vanno a finire i soldi??
E’ molto semplice perché all’appello mancano ancora tre figure professionali.

Il costo maggiore di ogni teatro è dato infatti dai cachet dei direttori d’orchestra e dei registi, che vengono pagati a produzione e raggiungono cifre esorbitanti che contrattano di volta in volta. L’altro costo esorbitante sono ovviamente i cantanti.

Ora, se il Teatro con il suo personale costa 15 Milioni e la dirigenza 1 Milione circa, se ne deduce che gli 8 Milioni di Euro residui vengano elargiti per pagare queste tre figure professionali.
8 Milioni di cachet contro 6 Milioni di stipendi…. La scelta di licenziare l’orchestra, caro Ministro si fa sempre più logica e giusta.

Lei ha dichiarato che con l’esternalizzazione si risparmieranno 3,4 Milioni di Euro. Sorvolando sull’opinabilità della scelta di tagliarli da una parte piuttosto che da un’altra, questa azione porta a due conseguenze.
1: Se sono giusti i calcoli fatti precedentemente, una cooperativa che possa fornire i professori d’orchestra al Teatro, pagherà ogni suo dipendente all’incirca la metà dei 20€/ora che si pagano attualmente, cioè circa 10€/ora. Che non mi sembra affatto una giusta retribuzione per chi dovesse concorrere a mantenere un’eccellenza come il Teatro dell’Opera di Roma ed a portarne nel mondo la fama e la qualità. Insomma, Lei pretende di fatto che i signori musicisti e coristi vengano retribuiti alla stessa stregua di uno scaricatore di frutta ai mercati generali (parlo per esperienza: retribuzione netta finale 8€/ora circa). Io nel mio piccolo ho lavorato per alcune orchestre nazionali di grande prestigio e sinceramente, se mi avessero proposto un tale compenso, non avrei mai accettato il lavoro. Oppure, confesso, sarei venuto meno ai miei doveri di strumentista ed avrei evitato di studiare le parti a casa prima della produzione, lavoro non retribuito che richiede una grande quantità di tempo ed è fondamentale per la qualità dell’esecuzione finale e quindi per il mantenimento del buon nome dell’Ente. Io ho un gran rispetto del mio lavoro e di me stesso e credo, signor Ministro, che 10 anni di studio per conseguire il diploma, 15 master con musicisti di chiara fama in Italia ed all’estero, 4 anni di specializzazione in Austria e soprattutto i 10 anni di esperienza che ho alle spalle, la mia qualità artistica e la mia professionalità abbiano un valore che sarebbe giusto che venisse rispettato e riconosciuto anche economicamente. E credo che lo pensino anche i colleghi del Teatro con le loro esperienze, ben più ricche delle mie e quindi più preziose. E, paradosso dei paradossi ,sarebbe proprio Lei la persona preposta a difendere e valorizzare la cultura di questo paese e la sua identità artistica.
2: Un risparmio di 3,4 Milioni di Euro su 24 Milioni di costi del personale, che risparmio sarebbe? E soprattutto a che prezzo???? Capisce che qualsiasi buon amministratore pagherebbe volentieri di più un’orchestra salvaguardandone inoppugnabilmente la dignità e la fama e piuttosto risparmierebbe qualcosa sui cachet di direttori, registi e cantanti, che pesano da soli sul bilancio quasi quanto l’intera compagine strumentale e coreutica.

Abbiamo quindi individuato una prima malattia, gli stipendi galattici di pochi individui. Però anche volendo mantenere questo divario tra dirigenza, poche figure artistiche e bassa manovalanza a me i conti non tornano comunque perché con un Teatro d’Opera in una capitale come Roma, in una nazione come l’Italia, patria dell’opera nel mondo, secondo me cassa si riuscirebbe comunque a fare pur mantenendo ingiustificatamente questi signori. Ma non è così.

Prendiamo quindi in esame la gestione artistica dell’Ente.

Per curiosità ieri ho aperto il sito del Wien Staatsoper, il teatro dell’opera di Vienna, che sarebbe il parallelo austriaco del nostro teatro capitolino. Il cartellone è ricchissimo e le esecuzioni sono giornaliere. Ma quello che mi ha colpito sono gli allestimenti.
Per allestimento si intende la costruzione di uno spettacolo: costruzione delle scenografie, produzione dei costumi, studio del trucco, regia luci, regia scenica, studio delle parti da parte dell’orchestra e del coro e così via. L’allestimento è di fatto tutto il lavoro di tutta la macchina teatrale che sta alle spalle di una esecuzione pubblica. Ed è ovviamente il costo maggiore di un teatro.
Vediamo quindi come si comporta la concorrenza (fonte: http://db-staatsoper.die-antwort.eu/performances/page/662):
25.06.14: Sigfrido, nuovo allestimento, 17esima replica con questo allestimento; 27.06.14 Tosca, 573esima replica con questo allestimento; 06.09.14 L’Olandese Volante, 53esima replica con questo allestimento; 19.09.14 Elisir d’amore, 213esima replica con questo allestimento.
Vediamo invece come si comporta il nostro teatro nella stagione 2014:
Elisir d’amore, allestimento Teatro dell’Opera, 6 repliche; Ernani, nuovo allestimento, 7 repliche; Lago dei Cigni, nuovo allestimento, 11 repliche; Manon Lescaut, nuovo allestimento, 5 repliche; Rigoletto, nuovo allestimento, 10 repliche. Caracalla, 3 opere, 2 nuovi allestimenti, tra l’atro estremamente dispendiosi, io li ho visti, non ho avuto voglia di contare le repliche.

Come vede signor Ministro è palese la differenza. I dirigenti dei teatri esteri hanno ben capito che le opere, una volta messe in scena, per essere produttive devono essere rappresentate, anche 600 volte se funzionano. Perché così il teatro fa cassa, perché ogni replica messa in scena diminuisce drasticamente il costo di produzione fino a raggiungere il famoso “punto di rientro” tanto caro all’economia aziendale, che fa sì che ad un certo punto si cominci a guadagnare del denaro utile al pareggio di bilancio. L’allestimento scellerato di nuove opere invece non fa altro che alimentare il meccanismo perverso del dispendio a solo beneficio di registi estrosi chiamati per “chiara fama” a creare scenografie enormemente costose ed a totale discapito dell’Ente teatrale, specialmente se poi se ne fanno pochissime repliche. Ed abbiamo visto precedentemente che sono proprio registi e direttori d’orchestra la voce di spesa maggiore del Teatro dell’Opera di Roma. Va da sé che qualcosa a monte non funzioni.

Altra nota. Aprendo un titolo a caso della stagione in corso del teatro viennese (Fonte:http://www.wiener-staatsoper.at/Content.Node/home/spielplan/Spielplandetail.php?eventid=1441614&month=10&year=2014) si legge in piccolo a latere la seguente dicitura: “Diese Produktion wird ermöglicht mit Unterstützung von “ che tradotto vuol dire: “questa produzione è stata resa possibile grazie al finanziamento della Lexus”.
Già, si chiamano sponsor privati. E questi signori a volte si fanno carico di mettere in scena intere produzioni teatrali in cambio di un enorme rientro di immagine. Controlliamo quindi la voce sponsor del bilancio 2012. Lettera A) VALORE DELLA PRODUZIONE, 5)Altri ricavi e proventi, b) sponsorizzazioni e diritti per ripresa e diffusioni 1.247.604€.
Un Teatro di tradizione dell’importanza dell’Opera di Roma con tournèe internazionali ed una direzione artistica stabile come quella delMaestro Muti, è impensabile che riesca a racimolare solo 600.000€ in un anno (do per scontato che la cifra faccia riferimento per metà anche ai diritti televisivi e radiofonici) di sponsor. Forse anche qui c’è qualcosa che non va. Forse sarebbe il caso di investire in questo settore prima di tagliare in altri. Forse sarebbe il caso di tentare tutto il tentabile prima di licenziare 182 persone. Forse prima di prendere una decisione del genere andava considerata la situazione sotto un’ottica più ampia, o forse bastava leggere i bilanci per rendersi conto che la Sua non è una soluzione ma una scappatoia.

Ancora una considerazione.
Com’è possibile che si arrivi al licenziamento in tronco di 182 dipendenti in un Ente che ininterrottamente, malgrado i tagli continui del finanziamento statale, presenta dal 2000 un bilancio in attivo???? Come da dati pubblicati dall’ex sovrintendente Ernani infatti (fonte: http://www.operaclick.com/news/intervento-svolto-dal-sovrintendente-uscente-francesco-ernani-apertura-della-conferenza-stampa-) e dai dati pubblicati sul sito del Teatro non si evince alcun deficit… Non si spiega quindi, se il Teatro è in attivo, perché licenziare la metà dei suoi lavoratori, indispensabili come non mai al mantenimento del prestigio e della dignità del Teatro stesso?

Nelle note di integrative bilancio relative 2011 c’è una frase indicativa però (Fonte: Bilancio dell’esercizio al 31 dicembre 2011, Relazione sulla gestione, pagina 41):
Il contributo dello Stato che rappresenta una voce fondamentale dei ricavi è strettamente correlato alle scelte di politica economica del paese, come evidenziato dall’andamento discontinuo degli ultimi anni; inoltre le riduzioni dei finanziamenti avvengono in tempi che non permettono di adottare misure correttive. I tagli sono comunicati ad esercizio avanzato vanificando i principi di corretta programmazione economico finanziaria che per la Fondazione costituiscono l’obiettivo strategico da conseguire costantemente, creando quindi problemi di bilancio.”

Il che significa, traducendo, che i signori Sovrintendenti normalmente programmano le stagioni teatrali sulla base di soldi che non hanno ancora incassato dallo Stato basandosi sui contributi precedenti che invece di anno in anno vengono diminuiti. E grazie che poi ci siano problemi a coprire i costi della produzione.

Alla luce di tutto ciò la Sua decisione di licenziamento si configura sempre più come una sonora lavata di mani, una scelta prettamente politica per zittire polemiche scomode e tacitare i sindacati a mo’ di esempio, un atto illecito per spostare l’attenzione dal vero problema: la scellerata gestione amministrativa, la totale inadeguatezza del Sovrintendente e non ultimo la primaria responsabilità dello Stato nel non combattere i privilegi ma anzi nel tutelarli. I veri privilegi, non quelli millantati dalla stampa. Licenziare persone che hanno sudato per vincere un concorso per percepire uno stipendio assolutamente nella norma e tutelare invece dirigenti di nomina politica che nulla hanno a che vedere con l’arte e con la musica e che sono lontanissimi da avere una formazione professionale da permettergli di fare scelte adeguate di gestione è da parte Sua una gravissima ammissione di colpa. Specialmente quando proprio questi signori sono la vera causa dello scempio dei nostri Teatri. Ed a quanto pare concorda con me l’ex Sovrintendente Ernani quando afferma: “Esprimo la speranza che non sia la politica a guidare i nostri Teatri d’Opera ma si facciano scelte per Organi e dirigenti con adeguate esperienze professionali.”

Quello che mi aspetto ora da Lei signor Ministro, alla luce di quanto detto, è una smentita. A discapito della mia credibilità io auspico a questo punto che Lei renda pubbliche le specifiche di bilancio del Teatro dell’Opera di Roma e punto per punto dimostri a tutti noi che quanto io ho scritto sono solo corbellerie, fantasie basate su cifre inesistenti, calcoli errati che non corrispondono al vero. Solo in questo modo infatti potrebbe legittimare con forza ed irreprensibilità la decisione di licenziamento. La prego, mi smentisca. Perché se solo una delle mie analisi fosse vera, allora si paleserebbe la totale illegittimità dell’atto da Lei perpetrato, che diventerebbe di fatto semplicemente un atto di forza. E Lei dimostrerebbe di conseguenza la Sua totale inadeguatezza a prendere decisioni in campo artistico, si paleserebbe come Lei non abbia le competenze necessarie per svolgere il Suo lavoro e che è un atto di incoscienza da parte del Governo rimettere nelle Sue mani la vita di un numero così elevato di persone, visto che il Teatro dell’Opera di Roma per Voi sembra essere solo il primo passo.

In risposta alla mia precedente lettera Lei stesso ha ammesso de facto la Sua leggerezza, scusandosi per aver pubblicato un bando che non aveva neanche riletto, e che poi ha infatti ritirato. La invito quindi a smentire questa lettera parola per parola oppure ad ammettere ancora una volta di aver preso una decisione grave e scellerata senza avere nessuna cognizione di causa, con una superficialità inaccettabile. Nel qual caso mi aspetterei una decisione simile a quella che fu per il bando, un ritiro, il Suo ritiro.

In attesa di risposta.
Cordialmente

Michele SpellucciVioloncellista

Freelance presso Musician

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Sembra impossibile che, a distanza di tre mesi , si possa cambiare radicalmente opinione su un teatro e i suoi artisti.

Ho ritrovato questo video che riguarda la tournée che il Teatro dell’Opera di Roma ha fatto in Giappone,  e dove l’eco di un successo meritatissimo ha fatto il giro del mondo.

Oggi quegli artisti sono stati tutti licenziati!

Grazie a youtube, però, chiunque può vedere e sentire le parole di elogio che, in quella occasione, sia il direttore Riccardo Muti che il sovrintendente  Carlo Fuortes, hanno riservato alle masse artistiche, vere protagoniste di questo successo . Per chi non lo avesse ancora visto consiglio la visione e l’ascolto con  attenzione fino alla fine.


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disegno di Arianna Masia

Sono sconcertata, allibita, amareggiata dalla notizia che mi è pervenuta ieri dalle agenzie di stampa:

ORCHESTRA E CORO LICENZIATI ED ESTERNALIZZATI!

Dopo mesi di agonia, di dissidi interni sul piano di rientro, dopo gli scioperi e la traumatica uscita di SCENA del maestro Riccardo Muti, è questa ladecisione presa dal Cda dell’Opera di Roma per far “rinascere” il teatro. “Una scelta molto dura e sofferta”, per dirla con le parole del sovrintendente Carlo Fuortes che però tiene a PRECISARE: l’alternativa era la chiusura. Il sindaco di Roma Ignazio Marino spiega che si tratta di “un percorso mai eseguito prima nel nostro Paese”.

E il ministro DARIO Franceschini si schiera dalla stessa parte: “E’ un passaggio doloroso ma necessario per salvare l’Opera di Roma e ripartire”. La riunione del Cda arriva a pochi giorni dal vertice tra i soci fondatori dell’Opera – Mibact, Regione Lazio e Comune di Roma – che aveva dato mandato al consiglio di amministrazione di “trovare le soluzioni più adeguate per una rinascita del teatro e a risolvere, alla radice, i problemi di fondo”. “Non dimentichiamo che la situazione era diventata talmente insostenibile da costringere pochi giorni fa il MAESTRO Muti ad andarsene platealmente”, sottolinea Franceschini. Ma ad annunciare la linea dura, in una conferenza stampa in Campidoglio, al termine della riunione del cda, è il sindaco Marino: “Alla vigilia di Natale del 2013 è stato deliberato l’inizio del risanamento da quel disavanzo disastroso che avevamo trovato al momento del mio insediamento - ricorda -. Poi purtroppo una serie di situazioni hanno determinato una perdita di biglietteria, una fuga degli sponsor che vogliamo invece attrarre. Il doloroso e recente messaggio del maestro Muti ha determinato una frenata degli abbonamenti e una fuga degli sponsor. Ci troviamo con un risanamento AVVIATO ma con differenza di entrate di 4,2 milioni di euro per l’anno prossimo. In una decisione così drammatica questo procedimento coinvolgerà 182 unità di PERSONALE su 460, non riguarda gli altri 278″. Da questa operazione, stando alle stime di Fuortes, si otterranno 3,4 milioni di risparmi.

“Se si organizza tutto nel migliore dei MODI dal 1 gennaio il teatro dell’Opera potrebbe aver nuova orchestra e coro – annuncia – che potrebbero essere anche costituiti dai vecchi musicisti, però con una forma contrattuale del tutto diversa ……continua a leggere qui

 

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Ero studentessa in canto al Conservatorio di musica quando seguivo le vicende che riguardavano il Teatro lirico della mia città. Gli artisti del coro e i professori d’orchestra, lottavano per poter diventare stabili. Forse all’epoca ero troppo giovane per capire di cosa si trattasse, ma l’ho compreso poi  quando, anche io, ho cominciato l’ avventura di artista del coro.

La stabilità in un Teatro significa qualità. Chi fa musica sa benissimo quanto sia importante l’affiatamento col proprio vicino, la continuità nello studio dello spartito e della voce. Gli esecutori devono essere possibilmente sempre gli stessi che, guidati da un bravo maestro, potranno portare ad un risultato di amalgama perfetta nel suono e nella vocalità.

Il pubblico pagante che va ad ascoltare   un  concerto o un’opera, ha bisogno di sentire un buon prodotto . L’orecchio di chi ama la musica è abituato sempre più alle   incisioni in alta fedeltà e quindi  il confronto è d’obbligo.

Ebbene, alla luce delle ultime notizie che arrivano dai teatri lirici italiani, ed in particolare dal Teatro dell’Opera della nostra capitale, si legge che c’è nell’aria l’intenzione di tornare a quella condizione precaria di quasi quarant’anni fa. Ma come è possibile che un teatro così importante come quello di Roma debba diventare teatro di serie B e fanalino di coda rispetto ai grandi teatri europei dove la musica è considerata fra le risorse più importanti del paese?

Si legge così nel Messaggero di ieri

“Un nuovo contratto, a tempo determinato, per orchestrali e coro.
Un tetto di prestazioni annue fissate nero su bianco, con la possibilità per gli artisti di lavorare da liberi professionisti anche altrove. La rinascita del Teatro dell’Opera di Roma – sempre più nella bufera dopo l’addio del maestro Riccardo Muti – passa da qui. «Da una soluzione per risolvere alla radice i problemi di fondo», hanno detto ieri all’unisono il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Ignazio Marino e il governatore Nicola Zingaretti. E cioè i soci della Fondazione lirica che nel cda di giovedì ufficializzerà il piano

Io spero che questa sia solo una di quelle notizie che lasciano il tempo che trovano. Sarebbe proprio una beffa che dopo anni di lotta si debba tornare indietro di quasi 40 anni, epoca in cui  i maestri giravano   l’Italia a raccattare coristi e professori d’orchestra per allestire una Stagione lirica. La maggior parte aveva un lavoro e soprattutto una famiglia, e chi accettava per arrotondare gli introiti,  accettava di stare lontano dalla propria sede anche per 6 mesi  con le conseguenze immaginabili.

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Dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco delle Musica di Roma si terrà la Maker Faire Rome 2014 la piu’ grande fiera dell’innovazione al mondo (Venerdi 3 ottobre dalle 14.00 alle 19.00, Sabato 4 e Domenica 5 dalle 10.00 alle 19.00).

Dopo il grande successo dello scorso anno si cambia location per dare spazio agli inventori di 33 nazioni che stupiranno il pubblico con le loro creazioni. Per l’occasione l’Auditorium sara’ trasformato in un vero e proprio “villaggio dell’innovazione” nel quale grandi e piccini potranno scoprire, creare e inventare a loro volta.

La Maker Faire è il più grande evento di innovazione al mondo, una mostra dedicata a tutta la famiglia che mette al centro creatività e inventiva oltre a essere la celebrazione del “Maker Movement”. La Maker Faire è il luogo dove gli innovatori del terzo millennio mostrano i progetti a cui stanno lavorando e condividono il sapere tecnologico e artigiano.

Maker Faire Rome – The European Edition è un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Roma e organizzato dalla sua Azienda Speciale Asset Camera. Il programma di quest’anno è cresciuto molto: la Maker Faire sarà l’evento di chiusura dell’ “Innovation Week”, una sette giorni di dibattiti, incontri e forum dedicati alle nuove frontiere della rivoluzione digitale. Durante l’intera settimana (29 settembre – 5 ottobre) si svolgeranno decine d’iniziative.

Let’s Make! (A Better World) è invece il titolo della Opening Conference della seconda Maker Faire Rome, The European Edition. Il 2 ottobre dalle 9.30 alle 17.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica…

continua a leggere qui TTecnologico

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http://www.festaeuropeadellamusica.it

Oggi 21 giugno 2014 ricorre la Festa Europea della Musicasaranno numerosi gli eventi dedicati a questa importante giornata. Una grande festa popolare che permetterà a chiunque di mettere in scena la propria creatività e la propria arte, in uno spirito di profondo divertimento e aggregazione.

Il Comune di Milano ha messo a disposizione ben 150 i luoghi per accogliere al meglio artisti e musicisti con uno spettacolo collettivo e ininterrotto di 6 ore. Si partirà alle 18 e il tutto andrà avanti sino alle 24.

La Festa Europea della Musica di Roma invece, è l’evento di apertura dell’ Estate Romana: la kermesse musicale del Solstizio d’Estate che regala oltre 200 concerti completamente gratuiti, di tutti i generi musicali, sull’intero territorio della città. Dal centro alla periferia, è tutta coinvolta nella manifestazione.

La FESTA si svolge in piazze famose, Chiese prestigiose, luoghi storici e palazzi nobiliari, cortili e chiostri, giardini e parchi, nonché sedi di Istituzioni pubbliche e private, musei ed aree archeologiche, ma anche botteghe artigiane, sale da the e centri culturali, hotel e librerie, pub e locali di musica dal vivo.(in questo link tutto il programma romano)

Da Parigi a Barcellona, passando per Praga, Bruxelles, Istanbul, Roma e altre città, la Festa Europea della Musica torna anche a Cagliari, ed è stata organizzata dal Conservatorio di Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina. Ecco di seguito tutto il programma.

 

 

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La terza e ultima rappresentazione del ‘Nabucco’ di Giuseppe Verdi, messa in scena a Tokyo dal Teatro dell’Opera di Roma Capitale si è conclusa con un applauso lungo quasi venti minuti.

L’Opera verdiana diretta da Riccardo Muti ha siglato un altro successo della musica italiana nel mondo.
La fine della tournée della fondazione lirica romana, ha segnato il tutto esaurito nelle sei serate allestite in Giappone, incluse le tre del ‘Simon Boccanegra‘, mentre sul palcoscenico spuntavano le scritte ‘sayonara’(arrivederci) e ‘grazie’.

Quanto nel resto del mondo sia apprezzata la nostra musica e la nostra arte lo si sperimenta sempre in queste occasione e ci si domanda se  nella nostra terra  tutti capiscano davvero il grande valore di questo tesoro immenso.

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Alzi la mano chi , nella proprie giovinezza, non ha avuto un mito, un artista che ammirava più di altri. Il mio era Ted Neeley. Forse non tutti sanno chi sia, ebbene lui era il protagonista del Musical Jesus Christ Superstar. Ho detto era? No, lo è ancora, nonostante siano passati 40 anni da quella prima volta.

Lo vidi al cinema , con i miei genitori che rimasero delusi dal fatto che si aspettavano un film tradizionale sulla vita di Gesù Cristo e invece si sono ritrovati un musical addirittura in inglese sottotitolato. Mio padre sbadigliava deluso, mia madre cercava di cogliere le cose buone che capiva a metà grazie ai sottotitoli, spiegandocelo ogni due fotogrammi, giusto  per non farci pesare la delusione. Se erano delusi loro e i miei fratelli, io non lo ero per niente . Da allora quel musical ha accompagnato la mia adolescenza ogni giorno, con la mia chitarra. Ne conoscevo ogni brano a memoria e ogni scena nei particolari. All’epoca però non era facile poter vedere una replica, aspettammo forse 5 anni prima di poterlo riammirare, l’unico modo era rivedere le foto pubblicate in qualche rivista e sull’LP, con  le parole e le traduzioni.  La cosa strana è che, diversamente dalla  maggior parte delle mie coetanee che cantavano la canzone di Maria Maddalena, io preferivo le parti maschili, Giuda e Jesus. Mi piaceva l’intensità delle parole, l’estensione vocale, il fraseggio e l’interpretazione.

Ebbene, da domani, a distanza di 40 anni dall’uscita del film, Ted Neeley sarà di nuovo Jesus nel mitico musical, ma a Roma al Teatro Sistina, e con lui ci saranno I Negrita, gruppo musicale italiano, nella parte di alcuni apostoli.

Cosa darei per esserci!

Vi posto di seguito due video: il primo è del film originale e Ted Neeley interpreta il brano più difficile di tutto il musical . Sotto l’artista in una edizione dal vivo a New York, dove, nello stesso brano colma i limiti vocali con una grande interpretazione al punto che gli altri interpreti dietro le quinte non riescono a trattenere la commozione .


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L’ULTIMO ONEMANBAND vx/chit/arm/cassa/rullo/charlie … CONTEMPORANEAMENTE!
rock, blues, reggae, swing, canzone d’autore & more …
“... a volte faccio anche gli spaghetti “aglio & olio”
(sempre contemporaneamente!)”

Questo è ciò che dice Alberto Sanna che dal 28 febbraio è in tour col suo nuovo album. Di seguito il programma
(ospite DVD live “20 anni di Casa Del Vento”)

3 Marzo @FIRENZE + Claudia Aru trio c/o La Citè
4 marzo @ROMA c/o Crossover (San Lorenzo)

E dice anche:
“… parlo io: “La musica è la mia gabbia e la mia libertà, le canzoni sono il mio pane quotidiano (in tutti i sensi), la voce, la chitarra e le armoniche i miei “arnesi del mestiere” … la batteria poi l’ho sempre suonata, sin da ragazzino … ora però ho deciso di fare tutte queste cose contemporaneamente!
Come dice Marzullo … Lei cosa chiede a se stesso e cosa si risponde? 
L’ho voluta la bicicletta? … E ora pedalo.”

NOTE BIOGRAFICHE
dicono di me:
Icona del rock sardo, cantautore e musicista poliedrico. Esordisce come batterista negli anni ‘70, ma dal decennio successivo è cantante, autore, chitarrista, bassista e armonicista con alcuni gruppi che hanno lasciato una traccia fondamentale nella storia rock della Sardegna. Da allora non ha mai smesso di scrivere canzoni e di andare in giro a suonarle, facendo della musica il punto principe della sua vita e diventando una voce significativa dell’isola contemporanea.
… è recentemente uscito per Sardmusic il suo nuovo lavoro discografico cointestato con il violinista e polistrumentista Francesco Fry Moneti (ModenaCityRamblers/CasaDelVento ecc.) …
Una performance davvero unica questo “one man show” nel quale, in magnifica solitudine, Alberto Sanna suona contemporaneamente:
con le mani la chitarra acustica, con la bocca la voce e le armoniche e … con i piedi, due punti: 
una grancassa, un rullante, un charleston … e in alcuni brani una loop station applicata alla chitarra.
Un originale progetto capace di sposare una particolarissima sensibilità musicale con una spettacolare capacità di coordinazione fisica.
In repertorio una selezione dei brani originali più conosciuti scritti da Sanna, assieme ai classici del rock e del blues di ogni tempo, swing, r’n'r, canzone d’autore …

TRACCE DISCOGRAFICHE
• con Masoko Tanga
1987 MASOKO TANGA mc Masoko
• con T.N.T.
1989 DAL ROCK AL PEGGIO mc TnT
• con High Voltage
1990 CHI TOCCA I FILI MUORE mc Voltage
• con Animanera
1995 IL SOLE NEGLI OCCHI cd Corus
• Alberto Sanna
1997 NOIE AL MOTORE cd Ossidiana
• con All Sun & his Jumpin’ Jivers
2003 LIVE AT MARLIN CLUB cd Ossidiana
• con Radioclash
2004 IN MEMORIA DI JOE STRUMMER 1952/2002 cd Ossidiana
• Alberto Sanna
2005 ALBERTO SANNA cd Sardmusic
• Alberto Sanna
2009 CANZONI PER (R)ESISTERE cd Sardmusic
• Alberto Sanna
2011 ANGELI, SPIAGGE E CANZONI cd L’Unione Sarda
• Alberto Sanna e Fry Moneti
2013 ALBERTO SANNA & FRY MONETI “Sul palco all’FBIclub” cd Sardmusic
• Alberto Sanna e Fry Moneti
2013 DVD live: ALBERTO SANNA & FRY MONETI “Sul palco all’FBIclub” dvd Musicraiser

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Questa mattina sono venuta a conoscenza, tramite un’amica, di un’Orchestra nata da autotassazione e con lo scopo di diffondere la fraternità tra i popoli.  La cosa mi ha incuriosito alquanto. Sono andata subito alla ricerca ed ho trovato queste notizie che voglio condividere con i miei lettori di Musicamore che  non sono a conoscenza di questa bella realtà culturale.

Tutto nasce da un progetto di recupero  dello storico Cinema Apollo di Roma che rischiava di diventare una sala bingo,  da qui Mario Tronco e Agostino Ferrente sviluppano l’idea di creare un’orchestra, denominata appunto  l’Orchestra di Piazza Vittorio. Tutto ha inizio nel 2002 all’interno dell’Associazione Apollo 11, un progetto sostenuto da artisti, intellettuali e operatori culturali che hanno voluto valorizzare il rione Esquilino di Roma, dove gli Italiani sono una minoranza etnica.

L’Orchestra di Piazza Vittorio rappresenta una realtà unica. È la prima ed unica orchestra nata con l’auto-tassazione di alcuni cittadini che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo ed ora di fatto nostri concittadini.

Basta guardarli tutti insieme, sul palco, per comprendere quanto possano felicemente rappresentare un messaggio di fratellanza e di pace ben più efficace di proclami, comizi e dibattiti televisivi. Ma al di là del valore politico e sociale L’Orchestra promuove la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al grande pubblico, costituendo anche un mezzo di recupero e di riscatto per  musicisti stranieri che vivono a Roma a volte in condizioni di emarginazione culturale e sociale.

L’Orchestra di Piazza Vittorio debuttò il 24 novembre 2002 con il concerto di chiusura del Romaeuropa Festival.

Il Flauto Magico secondo L’Orchestra di Piazza Vittorio
L’opera di Mozart raccontata come fosse una favola musicale tramandata in forma orale e giunta in modi diversi a ciascuno dei nostri musicisti: Il Flauto Magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio. Nel maggio 2007 la prima fase, l’ouverture, dell’opera, nel 2009 il debutto mondiale dell’opera completa al festival Les Nuits de Fourvière a Lione e, subito dopo, il debutto Italiano al Romaeuropa Festival. Spettacoli in festival e teatri nazionali e internazionali come Parigi, Atene, Barcellona, Napoli, Genova, Bahrein, Helsinki, Aix en Provenne, Amsterdam e Rotterdam, dove l’Orchestra incide il live incluso nel libro Il Flauto Magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio (Ellliot Edizioni, 2010).

Il Giro del Mondo in 80 Minuti
E’ notte sulla banchina del porto di Belesh illuminata dalla sola luna, è ormeggiata una zattera… I viaggiatori in partenza si apprestano a raccontare il mondo attraverso le musica e le loro vicende.
La nuova creazione dell’OPV, ll Giro del Mondo in 80 Minuti, racconta un ideale viaggio di 80 minuti intorno al mondo, attraverso gli uomini, gli artisti e le loro musiche.

Concerti
L’Orchestra di Piazza Vittorio in quasi dieci anni di musica ha girato il mondo. Concerti in tutta l’Italia e all’estero con concerti a New York, San Francisco, Santa Cruz, Los Angeles, Parigi, Londra, Barcellona, Melbourne, Lisbona, Colonia, Hannover, Istanbul, Toronto, Buenos Aires, Tunisi, Mulhouse, Bruxelles, Lussemburgo, Wupertal, Oslo, Helsinki e Stoccolma inoltre alla partecipazioni al Tribeca Film Festival, il Berlin Jazz Festival, e il Feldkirch Music Festival.

Un Film
L’Orchestra di Piazza Vittorio è anche un film, un diario che ne racconta la genesi attraverso la regia di Agostino Ferrente. Premiato in molti festival internazionali, ha conquistato la critica e scaldato i cuori del pubblico in tutto il mondo. Prima proiezione ufficiale: Festival di Locarno 2006 come evento speciale di chiusura.  Cineclub Internazionale Distribuzione

L’Orchestra Oggi
I progetti continuano con una nuova produzione, Il Giro del Mondo in 80 Minuti (prodotto dall’Orchestra di Piazza Vittorio), un nuovo album, L’Isola di Legno (pubblicato dalla Parco della Musica Records), concerti e Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio.

Le foto sono tratte del sito http://www.orchestrapiazzavittorio.it

 

 

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Teatro Opera, musicistiprotestano in Campidoglio (Foto Stanisci / ag. Toiati)

La prima dell’Ernani di Verdi, in programma dopodomani, 27 novembre, al Teatro dell’Opera di Roma, andrà in scena. Ad annunciarlo l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Flavia Barca, al termine di un incontro in Campidoglio con i sindacati che hanno sospeso il loro sciopero. «Abbiamo portato a casa un ottimo risultato – spiega Barca – entro la fine del mese il Comune sbloccherà delle risorse, mentre la prossima tranche arriverà a dicembre. Si tratta dell’inizio di un percorso, ora con i sindacati apriremo un tavolo». L’intesa tra Campidoglio e sindacati sul Teatro dell’Opera è arrivata dopo circa sei ore di riunione a cui ha partecipato anche il sindaco di Roma Ignazio Marino.

Sciopero sospeso dei lavoratori del teatro dell’Opera di Roma, dunque, ma resta lo stato di agitazione. «Preso atto che il Teatro è in condizioni di non poter pagare gli stipendi di novembre e dicembre – si legge nel verbale d’intesa tra il sindaco di Roma e Slc Cgil, Fials, Cisals, Libersind, Confsal del Teatro dell’ Opera di Roma – a causa di una mancanza di liquidità determinata dai crediti non ancora incassati nei confronti di Roma Capitale. Posto che risulta indispensabile e improcrastinabile un attento esame della struttura di spesa della Fondazione, onde gettare le basi per migliorare la sostenibilità gestionale con la nuova governance che si insedierà nei tempi tecnici previsti dalle procedure di legge, le parti stabiliscono di attivare un confronto permanente. La prima riunione è prevista la prima settimana di dicembre. Il Comune di Roma proseguirà nella erogazione progressiva del finanziamento previsto nel progetto di bilancio Comunale 2013 al fine di contribuire assieme agli altri soci fondatori di diritto al pareggio già sancito nel preventivo 2013 della Fondazione». «Le parti convengono che il sindaco sta mettendo in atto il massimo sforzo per la valorizzazione della istituzione musicale capitolina di rappresentanza della Capitale – continua – Il Presidente del Cda si impegna a valutare assieme al Ministro Massimo Bray tutte le opportunità previste dalla legge 800 (art. 6) finalizzate a un intervento finanziario. Le organizzazioni sindacali a fronte di tale impegno sospendono lo sciopero dichiarato in coincidenza con la prima rappresentazione di ‘Ernanì, e mantengono lo stato di agitazione fino a definitiva soluzione del problema».

«L’intesa raggiunta con i lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, che ci ha consentito di salvare la prima dell’Ernani, è un ottimo risultato. Un successo frutto dell’impegno di Roma Capitale per la valorizzazione di un settore importante per la vita artistica della nostra città e dell’intero Paese», commenta il sindaco di Roma Ignazio Marino. «Al tavolo ho incontrato persone competenti e appassionate del proprio lavoro – aggiunge -, anche per questo l’amministrazione ha deciso di compiere un grande sforzo, certi che servirà a offrire al pubblico una produzione all’altezza della Capitale». http://www.ilmessaggero.it

Lunedì 25 Novembre 2013 – 22:18
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Salta la prima di ‘Ernani’

 I sindacati del Teatro dell’Opera di Roma hanno deciso, questo pomeriggio, di iniziare uno sciopero che, per il momento, fa saltare la prima dell’Ernani di Verdi, sotto la direzione di Riccardo Muti, in programma il 27 novembre, e le successive repliche. A quanto si apprende, la decisione sarebbe stata presa a larghissima maggioranza dalle tre sigle sindacali: Slc-Cgil, Fials-Cisal e Libersind-Confsal.

L’Ernani dovrebbe aprire la stagione lirica del Teatro. I sindacati e i lavoratori protestano da giorni contro il Comune e la Regione per ottenere dei fondi (sarebbero in tutto circa 14 milioni) che spettano al Teatro ma che non sono ancora stati erogati. Cosi’, hanno spiegato i rappresentati sindacali, sono a rischio gli stipendi di novembre e dicembre e le tredicesime.
I lavoratori temono inoltre un commissariamento del Teatro in seguito alla crisi di liquidita’ che sarebbe imminente.  (AGI) – Roma, 24 nov


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Mentre scrivo sono ancora emozionata per la bella mattina trascorsa con due grandi artiste Malgari Onnis e Stefania Porrino rispettivamente moglie e figlia del compositore cagliaritano Ennio Porrino.

Un’ emozione cominciata durante l’Opera,  tornata in scena ieri sera a Cagliari dopo più di 50 anni. Quel giorno del 1959 ci fu una prima rappresentazione a Napoli diretta  dal compositore.  Ieri la figlia ha potuto godere per la prima volta dell’opera in forma scenica nella città del padre. Mi ha inoltre raccontato che il pianto sceso senza controllo , soprattutto nel momento in cui il coro ha intonato il Pianto dell’universo. Io stessa nell’ascoltare il loro racconto non ho potuto trattenere l’emozione  forse perchè anche io ero nel mio piccolo, una protagonista di quella musica meravigliosa della mia terra, scritta da un mio concittadino.

Di seguito la prima di una serie di video-interviste che ho realizzato questa mattina proprio con Stefania e Malgari.


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video correlato

http://www.memoro.org/it/Bozzettista-per-Porrino_12043.html

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Chi era Macbeth? Era davvero sua l’ambizione di diventare re? Che cosa ha scatenato in lui la pretesa del trono?Gli ultimi giorni dell’assedio al castello di Cawdor prima dell’attacco finale.

Il generale Macbeth, assillato dai sensi di colpa, narra ad un giornalista la storia della sua ascesa e della sua caduta: le ultime ore di un generale diventato re con l’omicidio e con l’inganno, documentate da un reporter di guerra. Rivelerà i retroscena della vicenda che lo ha condotto fino a quel punto rivivendo, per il giornalista i momenti decisivi che hanno determinato il suo destino: l’incontro con le tre streghe, il complotto escogitato con lady Macbeth, l’uccisione del re e la messa in scena per dare la colpa alle guardie, i sospetti sull’amico Banquo e la sua uccisione, la pazzia della moglie, l’attesa della battaglia finale…

Il giornalista gli porrà delle domande e cercherà di trovare quelle risposte che la storia stessa e il pubblico non sono ancora riusciti a dare.

Le scene tratte da Shakespeare sono rigorosamente nell’Inglese del Bardo, mentre Il giornalista è interpretato da un attore che recita in doppia lingua, rivolgendosi a Macbeth in inglese e commentando alcuni dei momenti più significativi in lingua Italiana, per facilitare la comprensione della lingua inglese.

Sono rimasta affascinata da questa storia, che è la trama di uno spettacolo teatrale scritto per i ragazzi delle scuole medie e si intitola

MACBETH Biography  of a killer

in lingua inglese

da William Shakespeare

con
Julia Dixon Phillip
Steven McIntyre
Jamie Walker
Matteo De Mojana

drammaturgia e regia di
Laura Pasetti

Un modo per far arrivare ai ragazzi in maniera semplice la storia contorta del Macbeth shakespeariano.

Oggi più che mai il teatro è per i giovani studenti il modo migliore per imparare, farsi un po’ di cultura senza annoiarsi.

 

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 A volte mi sorprende davvero lo zelo dei vigili nel multare soprattutto le persone che non fanno del male a nessuno. Quelli che hanno davvero colpe, spesso riescono a svignarsela.

Mi trovavo in vacanza a Montecatini e durante una passeggiata rimasi colpita da una giovane “statua” che cercava di guadagnarsi il pane stando ovviamente ferma, ( attrazione di tante grandi città turistiche del mondo) ma nell’arco di qualche minuto è stata assediata e multata dai vigili. Adesso leggo una notizia simile che riguarda un collega musicista. Leggete di seguito.

Ha iniziato a suonare Bach alle 15,55, cinque minuti prima dell’orario previsto. Il vigile urbano, zelantissimo e assai solerte, è spuntato da dietro la fontana con il taccuino, come un arbitro di quelli tosti, da derby. E zac, è scattato il cartellino rosso.

Il pubblico ha rumoreggiato, preso le parti, chiesto la grazia. Ma non c’è stato nulla da fare. Una multa da 50 euro. «Tantissimo per me», spiega il musicista sanzionato.

Succede a Roma, pieno centro storico, in piazza San Simeone. Qui Fabio Cavaggion, violoncellista diplomato al Conservatorio, si guadagna il poco che può suonando per strada. Ha una autorizzazione del Comune per due ore al giorno, dalle 16 alle 18. Non oltre, non di più. Eppure quando il maestro carezza le corde del suo ingombrante, bellissimo strumento si raduna per magia una folla di estimatori. Che lo ascolta in rigoroso silenzio. E applaude convinta. Uno spettacolo lunare e antico in una città rumorosa, caotica, spesso respingente come Roma. Un imprevisto gentile con le note che rimbalzano sulla facciata di palazzo Lanciani, si rincorrono tra angoli umidi e fontanelle. Poi, arriva il vigile e interrompe la musica, la poesia.

«Già la quinta multa in poco tempo», spiega desolato Cavaggion, 40 anni e un diploma in violoncello che serve a così poco in questi tempi di crisi. «Sono appena tornato dal Portogallo, ho bussato alla porta di tante orchestre, ho provato anche a Santa Cecilia. Ma non c’è niente da fare. Ci sono in giro più debiti che soldi. E così racconta mi arrangio facendo il musicista di strada. All’inizio quasi mi vergognavo. Tanti anni di studio, di fatica, di impegno per trasformarsi in un busker, tanto lavoro e sacrificio buttati al vento. Poi, invece mi sono accorto che questa della strada è un’esperienza fantastica. Si conosce un sacco di gente appassionata, esperta, incuriosita».

Così a nome del pubblico che si concede una pausa con Bach, con Beethoven, Vivaldi o Brahms, chiediamo ai rigorosi «pizzardoni» di mettersi una mano sul cuore. Cinque minuti «rubati» alle regole non sono così tanti. Roma ha bisogno anche di bellezza e in giro ci sono tanti veri screanzati da multare. L’Unità

Daniela Amenta

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Gian Paolo Berto con Tono Zancanaro

Chi mi segue sa quanto io ami, oltre che la musica, anche la pittura il disegno e la fotografia  e con esse, di conseguenza, andare per mostre da qualunque parte si trovino.  Ho ancora nel cuore l’emozionante mostra di Caravaggio per la quale feci diverse ore di fila e a cui dedicai anche una pagina nel mio blog!

Per tutti coloro che come me hanno queste passioni , voglio proporre quest’oggi una mostra che si prospetta molto interessante, e spero davvero di poterci andare personalmente.

Stefano Schiara fotografo e Gian Paolo Berto presentano, in questa occasione,  una serie di fotografie, disegni, dipinti e collages ispirati al titolo di una mostra di Guido Strazza “Segni di Roma” (Gall. Editalia, Roma 1980 ; Gall.Morone, Milano 1981).

Si tratta di una quarantina di opere e di un video che raccontano, secondo gli autori, la contemporaneità della città eterna.
Non mancano le citazioni segniche proprie dello Strazza ma con tutta la forza evocativa del Maestro Berto. Altro scopriamo dal filmato e dalle fotografie di Schiara veri e propri segni e disegni di una grande città che alla storia millenaria  ha subito le tracce delle bombolette spray.
La mostra, con ingresso gratuito,  si inaugura sabato 22 settembre dalle ore 18,30 fino alle 21,00 e si protrarrà fino a venerdì 12 ottobre osservando il solito orario: 15,30 – 19,30.

Grafica Campioli Via Vincenzo Bellini 46 – Monterotondo (Roma)

opera di Guido Strazza

 

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 Ennio Rega l’architetto cantautore, dal 24 luglio, porterà  , nelle principali citta’ italiane facendo tappa ad ottobre anche a Bruxelles, uno spettacolo di teatro-canzone :Arrivederci Italia

Il debutto ufficiale come già detto, sarà il 24 luglio alla rassegna “I Solisti del Teatro” ai Giardini della Filarmonica di Roma. L’artista alternerà un monologo d’attore in senso stretto (tratto dal concept album “Arrivederci Italia”),  alle canzoni: in scaletta ci sarà il meglio della sua produzione musicale.

Consacrato tra i cantautori più apprezzati del momento Ennio Rega si sperimenta nel ruolo d’attore narratore, accompagnato dalla Band composta da Pietro Iodice alla batteria, Lutte Berg alle chitarre, Stefano Nunzi al contrabbasso, a cui si aggiungeranno in alcuni casi Paolo Innarella ai sax e flauti, Massimo Pirone al trombone, Angelo Olivieri alla tromba.

Con questo spettacolo, Rega sottolinea l’urgenza di un recupero dello “sguardo del bambino”, filtrato dalla maturità di un uomo contemporaneo che dovrebbe essere la  conseguenza di un accumulo critico di secoli: “ciò che non capisco Jack è il luogo comune che l’infanzia debba essere per regola l’unica stagione felice dell’uomo, e quindi che ogni  crescita porti ad una delusione”.

L’ingrediente di questa teatralità di grande effetto comico è il racconto autobiografico delle tante contraddizioni di un “anarchico fino in fondo  borghese”  che  mette a nudo le proprie insicurezze, paure e solitudini ma anche  le ragioni della “diversità”, che emergono nel dialogo  dell’autore col suo “amico immaginario”.

E’ un debutto in veste di drammaturgo questo di Ennio Rega che scrive ed interpreta per la prima volta un testo teatrale, tuttavia  la pièce non è per lui del tutto insolita, avendo proposto per anni la sua musica in  forma concerto-reading.

 

Invio, inoltre,  le date dei concerti dell’artista :

-12-07-2012 Villa Celimontana, Roma, concerto Ennio Rega 4ET
 
-24-07-2012 ?I solisti del teatro?  GIARDINI DELLA FILARMONICA,  Roma, Prima Nazionale dello spettacolo teatrale e musicale ?Arrivederci Italia?

 

In rete la versione rinnovata del suo sito www.enniorega.com 

Elisa Immi
SCARAMUCCIA MUSIC
viale delle Mura Aurelie, 19   00165   Roma
tel./fax  +39.06.39388393

 

 
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Claudio Abbado

Antonio Pappano

Manca solo un giorno al grande evento che entrerà nella storia dei Teatri lirici italiani. Per chi non avesse letto i post precedenti, domani , a Roma, in piazza SS Apostoli dalle ore 14, ci sarà una grande manifestazione pacifica con concerto, dei rappresentanti di tutte le 14 fondazioni Lirico Sinfoniche d’Italia. Non ci saranno cortei ma soltanto musica, musica per tutti Gratis!!

Si potranno ascoltare musiche di Verdi, Mozart e Beethoven.

Non sarà quindi una normale esecuzione per un pubblico limitato di abbonati appassionati, ma per IL PUBBLICO che ama e che sa quanto sia bella è importante culturalmente la nostra arte e che vorrà anche capire le motivazioni che ci hanno portato a creare questo evento.  L’dea nasce da un gruppo di artisti dell’Accademia di Santa Cecilia, un po’ per caso, senza sapere bene quanto potesse essere impegnativo organizzare un evento di tali dimensioni. Ma la grande passione e professionalità sono bastate per portare avanti il progetto nella città Eterna nonostante i grandi ostacoli  .

A dare man   forte a tutto ciò sono stati sicuramente i Social Network ma soprattutto   un comunicato pervenuto ieri e firmato da 6 direttori d’orchestra fra i più autorevoli del panorama musicale mondiale.

Eccolo di seguito:

AL MINISTRO LORENZO ORNAGHI

Lunedì 28 maggio p.v., i Professori dell’Orchestra, gli Artisti del Coro, i Lavoratori tutti dell’Accademia di Santa Cecilia e delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, si riuniranno a Roma in Piazza Santi Apostoli (a partire dalle ore 14.00) per manifestare contro la Legge 100 e per la salvaguardia dell’intero settore della Cultura in Italia, quale patrimonio di inestimabile valore.

“Ho appreso della manifestazione spontanea dei musicisti delle fondazioni liriche e sinfoniche italiane, in difesa della cultura e della musica come patrimonio dell’Umanità, fissata per il prossimo 28 maggio. Do la mia personale adesione all’iniziativa e alle sue motivazioni e mi rivolgo con questo appello al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi.

Mi risulta, Signor Ministro, che dal 1° gennaio sia stato fatto divieto ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di poter svolgere attività autonoma. Trovo inconcepibile e innaturale, dal mio punto di vista, che possa essere vietata a un musicista la libera espressione artistica.

Non trovo una logica in questo divieto, attuato per effetto di legge solo in Italia; un divieto che non esiste in nessun paese democratico, né in Europa né nel resto del mondo.

Il fatto poi che il divieto riguardi solo i musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche, mentre coloro che insegnano nei Conservatori o che fanno parte di altre Istituzioni musicali continuino a fare legittimamente attività artistiche autonome, è assolutamente incomprensibile. Mi auguro che si trovi un’urgente soluzione a questa mortificante situazione.

Approfitto di questo appello, Signor Ministro, per sottoporre alla Sua sensibilità un’altra questione delicata: quella del rinnovo del contratto di lavoro per i lavoratori delle Fondazioni liriche e sinfoniche, scaduto ormai nel 2003.

Attendiamo pertanto da quasi dieci anni che esso venga rinnovato come prevedrebbe, oltre che la normativa, anche il buon senso.

Immagino, dopo tanti anni, che il vecchio contratto possa non essere più in linea con i tempi e, visto che le parti interessate stanno lavorando per il suo rinnovo, La prego, Signor Ministro, di far sì che si possa dotare la musica di un contratto moderno, che guardi ai migliori modelli europei, che possa ridare entusiasmo al settore e dotare le Fondazioni di utili strumenti per meglio poter competere con le altre grandi Istituzioni musicali mondiali. 

Nel porgerLe i miei più sentiti e cordiali saluti, mi permetto di mettere a Sua disposizione la mia esperienza musicale e la mia conoscenza dei teatri internazionali.

Firmato :Antonio Pappano, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Daniele Gatti.

 

 

 

 

Maurizio Pollini

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La Carica dei 100 & uno è il titolo del grande evento musicale che sta per avverarsi!!!

I rappresentanti delle 14 orchestre e cori dei teatri più famosi d’Italia saranno riuniti in un grande concerto che si terrà a Roma lunedì 28 Maggio 2012.

Sarà davvero un evento senza precedenti. Immaginatevi cosa può essere una Nona di Beethoven o un Requiem di Verdi eseguito da una mega orchestra e da un mega coro dove i componenti arrivano da tutte le parti dell’Italia!

L’Italia unita dalla musica. MA CI PENSATE!??

Quell’Italia che per tanti motivi sta rischiando d’essere disgregata, per i tanti problemi che tutti  conosciamo, per una volta è compatta, a Roma, capitale del mondo,  e tutto grazie alla Musica.

La Musica, quel linguaggio universale che unisce   popoli di tutte le etnie  di ogni angolo della terra.

E allora vi aspettiamo tutti al grande evento. Se Dio vorrà, ci sarò anche io  con  una rappresentanza del nostro teatro Teatro Lirico di Cagliari.

Di seguito un programma che subirà comunque delle piccole variazioni dovute agli sviluppi dell’ultim’ora.

Lunedi 28 maggio c.m., come già annunciato , si terrà la manifestazione unitaria dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche con un concentramento in Piazza S.S. Apostoli (vicino a Piazza Venezia ) a partire dalle ore 14.00. Qui la Piazza sarà adibita anche in funzione di un evento artistico di carattere musicale e, se la natura dello spazio lo permetterà, anche danzato.

G.Verdi –Messa da Requiem : “Dies Irae”
G.Verdi – Nabucco : “Va Pensiero”
G.F.Haendel- Messiah : “Hallelujah”
L.van Beethoven- Sinfonia n.9 , IV movimento “An die Freude”

Successivamente si attuerà un presidio in via del Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni e Attività Culturali, con la finalità di essere ricevuti.


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Piero Marras è un cantautore che in tempi di violenza economica scatena una consapevolezza dolce: quanta ricchezza è nascosta nelle macerie del presente non ancora passato del tutto, quanta forza potrebbe nascondersi nelle pieghe della nostra depressione, quanta bella intelligenza può mangiare la faccia all’ottusità di chi ci spinge alla soluzione più utile per pochi e devastante per il resto del mondo.

Sabato scorso all’Auditorium di Roma si cantava in nuorese, in italiano, in una lingua ribelle che dice: la Sardegna non ne può più. Negli ultimi vent’anni è successo di tutto: dalla rivoluzione web di Grauso allo sfolgorio del berlusconismo più becero, dai sogni ecosostenibili di Soru alla tragedia della Vinyls, dal fenomeno dell’estemporaneo governatore Cappellacci al contemporaneo sindaco cagliaritano Zedda. Senza dimenticare il G8 della Maddalena, le verità oscene di Quirra, le facce dei pastori sardi fieri e incazzati col mondo.

Tutto nello spazio di un’isola, nella meraviglia di una terra intensa e mal colonizzata, stretta tra le promesse di sviluppo continentale e l’incubo di una ritrovata miseria. Ci vorrebbe un film per raccontare, per non perdersi più niente di un valore così speciale come l’anima di un luogo e di gente antica. Perché ‘sardopatici’, a ben vedere, siamo un po’ tutti. Perché la domanda che sorge quando ci si trova davanti a chi ha il coraggio di far notare come si stia buttando via un patrimonio è semplice semplice: cosa succederà ora? Qualcuno avrà voce per salvare una storia nuova nel pasticcio omologante del tempo globale o la Grecia è il simbolo della fine per chi ha troppo sulle spalle?

Intanto, mentre si cerca una risposta, si può ascoltare Piero Marras. E leggere su Youtube i commenti della gente che lo ascolta e pensa e ha voglia di parlare e reagire e trovare altra gente che non si arrenderà neanche stavolta. “Si deus cherete e sos carabinieris lu permittini”, cioè se Dio vuole e se il potere costituito lo permette. Chiara Paolin

fonte: Il Fatto Quotidiano

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Ed ecco giunto anche il 2012. Quanto è stato brutto l’anno passato!!

Beh, se andiamo a guardare, ogni anno ha sempre periodi brutti e periodi buoni, ma chissà perchè ci ricordiamo solo di quelli negativi. Sarà anche perchè la fase peggiore è stata quella appena lasciata ! Ho come la sensazione (ma sicuramente dettata dal desiderio ) , che vedrò questo 2012 come l’anno della Rinascita. Vorrei poter sentire un domani i miei nipote studiare sui libri che il 2012 è stato l’inizio della Rinascita Italiana come noi , a suo tempo, abbiamo studiato il Rinascimento o il Risorgimento. Chissà, è una speranza.

C’è da dire poi che questi anni 2000 sono letteralmente volati. Non sembra ieri che si festeggiava l’inizio di una nuova epoca, magari spaziale? E che dire di quel gennaio 2002 in cui si abbandonava la lira e nasceva l’euro? Quante difficoltà iniziali nel capire che 1 euro non erano 100 lire!

CEravamo convinti che quella moneta fosse da regalare come avanzo di portafoglio e invece ha ben altra consistenza.

Ancora oggi, mia mamma, quando regala due euro a un povero fa questa considerazione:- “in fin dei conti sono sempre quasi 4000 Lire”. Certo, per lei e tutti i suoi coetanei che hanno vissuto appieno l’epoca della lire, cambiare non è stato facile al punto che continuano a fare mentalmente il cambio.

Tornando al 2011 e alla nostra cultura, penso che in questo ann0 si sia registrato il culmine in cui essa è stata calpestata e offesa, in tutte le sue sfumature: dall’arte alla musica, dal teatro al cinema. La voglia di chi ci stava governando di annientare questa luce ,nutrimento per i nostri cervelli con delle leggi assurde, era enorme. La nostra grande arte , quella che c’invidia tutto il mondo, stava (ma non è fuori pericolo) soccombendo. E dire che mia figlia ride quando le dico che i giapponesi si prenotano un anno prima pur di poter assistere ad uno spettacolo di lirica italiano o mettono in conto nei loro viaggi un giro d’arte nelle città di Roma e Firenze!

Beh, attendiamo lo sviluppo di questo nuovo anno e cerchiamo di vederlo al positivo. Auguro a tutti i miei lettori e a tutti coloro che passano per caso nel mio blog, un anno di speranza, serenità e salute.

NON ZITTITE L’ARTE!

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Oggi alle ore 11.30 a Roma c’è stato l’ultimo saluto alla ballerina  Paola Leoni . Poi la famiglia ha pensato di riunire a breve tutti gli amici artisti e non … a Cagliari tra qualche giorno!

Il ricordo del ballerino coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco.

“Donna di Ferro e di grande Cultura, ho partecipato con lei al Corso di formazione Prof. per Danzatori rganizzato dalla Regione 30 anni fa. Poi ho lavorato per il suo Centro A.S.M.E.D.per ben 4 anni. Grande Ballerina!Buon Viaggio cara Amica e Maestra, buon viaggio a te che ci hai lasciato alla tua Arte che verrà coltivata in tuo ricordo. Beati gli Angeli del Paradiso, che diventando tuoi allievi Tersicorei…danzeranno ancor più luminosi … per il Padre Amorevole!Grazie d’esser stata il nostro Angelo della Danza …qui sulla Terra!Ci mancherai tanto … ?”

Una maestra, con un carattere speciale, difficile forse, ma grande personalità, INDIMENTICABILE.
Allieva della Palladino ha sempre avuto il prezioso dono della Originalità, della creatività oltre e altro, la amavo.
La amerò* Con grande rimpianto e affetto, Marlene

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Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito di quest’ attrice è la sua voce roca, il suo sguardo impenetrabile e la sua verve che l’hanno resa davvero inconfondibile. Lei è Monica Vitti, ma il suo vero nome è Maria Luisa Ceciarielli .

Il 3 Novembre l’attrice che è stata diretta da registi come Antonioni, Monicelli e Scola, compirà 80 anni. Per festeggiare il suo compleanno Cinecittà e il Festival Internazionale del Cinema di Roma hanno deciso di omaggiarla con proiezioni, mostre fotografiche e libri.

Presso l’Auditorium Parco della Musica sarà allestita una mostra di tutti i ruoli recitati da Monica Vitti. Le curatrici, Anna De Marchi e Antonella Felicioni, hanno raccolto delle immagini dell’Archivio fotografico della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia che mostrano tutti i diversi tipi di donna interpretati dall’attrice e hanno intitolato la mostra “Monica e il cinema. L’avventura di una grande attrice”.

Nel giorno del suo compleanno verrà proiettato i film “Scandalo segreto”.

Purtroppo l’attrice non ci sarà . E’ malata da tempo. Il marito Roberto Russo ha sottolineato che trascorreranno “Il giorno del suo compleanno, il 3 novembre, in solitudine.E’ ormai da diverso tempo che la coppia ha deciso di stare lontano dai riflettori.
Mi sono sempre chiesta come mai, un’attrice come lei non avesse mantenuta viva la sua attività, come tante sue colleghe, attraverso i nuovi sceneggiati televisivi.
Auguri Monica!

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giusy devinu a caracallaEra una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, lessi che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: ” le 7 regine della lirica mondiale”.

La notizia però acquisì maggior spessore quando lessi anche che fra quelle 7 regine ci sarebbe stata anche la mia/nostra compagna di studi Giusy Devinu e che il concerto sarebbe stato trasmesso in TV, in mondovisione.

Feci un giro di telefonate per comunicare la  notizia e per organizzare una vera e propria serata d’ascolto a casa mia, con tutti noi ex compagni del conservatorio. Eravamo in tanti quella sera. Molti seduti per terra perchè le sedie non bastavano.

Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che  all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.

Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.

Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una  bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.

Era  emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo composto da qualche milione in più di ascoltatori. 7 regine a Caracalla Nell’ascoltarla e vederla, faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.

Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.

Davvero una grande emozione per tutti!

Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.

Anche a lei luccicarono gli occhi al mio racconto. Non poteva credere che fra il pubblico di quella serata c’eravamo anche noi, riuniti davanti alla TV per lei.

Mi raccontò tanti particolari di quell’evento e fra questi anche la difficile scelta del brano della Traviata conteso con un altro soprano.

Questo è sicuramente uno dei ricordi più belli che ho della compianta Giusy Devinu, compagna di studi musicali, che ci ha lasciati troppo presto a soli 47 anni.

Ho faticato a scrivere questo ricordo più di tanti altri, ma sentivo che dovevo farlo perchè, nel promuovere l’idea di dedicare il Parco della Musica a Giusy, l’amministrazione cagliaritana possa capire la grandezza di questo personaggio .

Tanti artisti cagliaritani si stanno muovendo nella preparazione dell’evento ( siamo certi ci sarà), che vedrà la nomina del “Parco Devinu” da parte del sindaco e di tutta la giunta comunale.

Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy

Alessandra Atzori


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