Articolo taggato “Roberto Magnabosco”

Oggi vi propongo una intervistare alla ballerina Giorgia Damasco che ho avuto  modo di conoscere tramite il suo maestro Roberto Magnabosco  . Lei è una danzatrice- mamma e insegnante.  In questo periodo ha avuto due belle soddisfazioni che ci racconterà lei stessa.

Quando è che hai capito che la danza sarebbe stata una parte importante della tua vita?

Da piccina davanti al piccolo schermo, mi incantavo di fronte a “Maratona d’estate” della pregiata Vittoria Ottolenghi; memorizzavo sequenze dai corpi di ballo della tv e alle scuole elementari componevo intere coreografie “caserecce”.  Insomma, sognavo senza troppo chiedere a voce alta. Alla fine però il mio desiderio fu chiaro a tutti, e a 8 anni mi fu annunciato che avrei iniziato il mio primo corso di danza classica.

 Chi sono stati i tuoi primi maestri?

Ho mosso i miei primi passi nella scuola di danza Attica di Ines Palladino a Cagliari.

Ricordo con emozione ancora viva quel primo body celeste, il profumo del legno, il suono del pianoforte, è stato il luogo dove ho sviluppato l’amore per il rigore, la precisione e la disciplina.

Trasferitasi poi la mia famiglia ad Assemini, durante l’adolescenza ho trascorso anni felici al CDM Centro Danza Musica, dove la danza mi donava oltre che formazione crescente, un senso di famiglia e di coesione per me importante nella relazione scolastica e formativa.

Ce n’è stato uno in particolare che ti ha cambiato la vita artistica?

Da giovane-adulta conobbi per la prima volta il maestro Roberto Magnabosco.

Ero in fase calante, alla ricerca di una identità stilistico/tecnica adatta alla mia mente e al mio corpo. Lui intuì quanto era meglio per me, liberò la mia energia in un percorso vicino alle tecniche della danza moderna dandomi dei primi compiti di creazione coreografica personale, e mi si aprì una nuova fase di studio.

Lo stesso maestro Magnabosco ebbe un ruolo fondamentale in seguito quando, dopo due maternità ravvicinate e relativo fermo, sentii forte in me il bisogno di ricominciare. Ero titubante: non sapevo se e come il mio fisico – esteriormente immutato ma reso nuovo da questa esperienza – avrebbe risposto, la paura di deludere me stessa era enorme.

Lui non mi diede il tempo di pensare, mi buttò in una lezione estiva (durissima, lo ricordo ancora) di 3 ore. La portai a termine senza risparmiarmi, con in tasca la sicurezza che il giorno dopo non sarei riuscita ad alzarmi dal letto. Incredibilmente, il mattino dopo, le membra non dolevano, e io non avevo più dubbi sul da farsi: ero di nuovo innamorata.

In anni recenti ho avuto poi la fortuna di poter viaggiare per la mia formazione artistica e di incontrare Maestri e docenti che, anche solo per brevi lezioni, laboratori coreografici o performance, hanno lasciato un segno importante dentro di me. E’ davvero difficile scegliere e vorrei ringraziarli singolarmente ma forse nel mio cuore i ricordi più belli sono legati a Enzo Cosimi, Maurizio Saiu, Joseph Fontano, Senio Giovanni Barbaro Dattena.

 Oltre alla danza quale percorso di studi hai seguito?

Mi sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e sono rimasta nell’ambito scientifico, prevalentemente in aree relative alla chimica degli alimenti.

 Sei riuscita a trasmettere ai tuoi bambini la passione per la danza?

La piccola (8 anni) ha vissuto attraverso me le sale di danza come una seconda casa e ha iniziato a 3 anni e mezza le sue prime lezioni sotto la guida di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri.

Ha passione, tenacia, capacità di concentrazione e di gestione dello spazio che finora l’hanno portata a buoni risultati. In questi giorni frequenterà uno degli stage estivi di Propedeutica alla danza dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano: un regalo che ha meritato e che spero le rimanga nel cuore e nel corpo. Entrambi hanno comunque seguito i corsi dei maestri e condiviso con me esperienze sceniche.

Per me è un dono ma anche la normalità: loro sanno che quando si è in spettacolo si lavora in equipe, grandi e piccini, e che la relazione scenica è con il maestro/coreografo e non con me-madre.

So che hai conseguito un importante titolo  per poter insegnare.  Chi sono stati i tuoi maestri in questo percorso di specializzazione?

Durante lo scorso anno, a seguito di un progetto coreografico personale in cui mi trovavo a impartire indicazioni, ho sentito il bisogno di un percorso formativo che avesse anche una nutrita parte teorica e pedagogica. Non sapevo se avrei poi insegnato in senso stretto, cercavo piuttosto qualcuno che con competenza esaminasse il mio modo di relazionarmi agli altri e in particolare al corpo degli altri.

Mi sono rivolta ai corsi per l’insegnamento della danza contemporanea diretti dal maestro Joseph Fontano per “La potenza della danza” studiando a Roma, oltre che con lui, con i docenti Amedeo Iagulli, Roberta Albano, Valeria Santoro e apprendendo in particolare una conoscenza funzionale dell’anatomia che andava oltre quella che conservavo dai miei studi scientifici.

Da allora la convinzione che – con le ovvie distinzioni professionali/amatoriali – la danza sia un patrimonio di tutti, è diventata per me una ricerca esplorativa di tipo fisico. Mi piace scoprire in ogni corpo, in particolare in età adulta, le qualità che possono permettergli di danzare: a mio avviso ognuno ha le sue.

Parlo ai miei allievi in termini anatomici fin dalla prima lezione, per me è importante che sappiano come, dove e perché il loro movimento si genera e cerco di sviluppare in loro il desiderio di conoscere limiti e potenzialità del proprio corpo. Sui limiti si lavora con intelligenza ma le qualità per me non vanno mai dimenticate: se coltivate, sul lungo periodo donano intensità e carattere.

Questo è il percorso che faccio anche sul mio corpo, che a 40 anni è ancora in forma ma necessita di tutela e rispetto. Cerco di capire dove mi vuole portare, a cosa è propenso ora piuttosto che 10 anni fa, senza dimenticarmi di sperimentare attraverso l’incontro con altri artisti.

E’ nata così la collaborazione con il mio prezioso collega Davide Vallascas: qualità fisiche e tecniche complementari ci hanno consentito di creare piacevolmente in più occasioni mettendo sul piatto linguaggi diversi, e “Il Giardino dei Silenzi” – progetto di e con il Maestro Roberto Magnabosco – recentemente presentato alle rassegne Teatro da Balcone del Festival Percorsi Teatrali/Teatro del Segno (Santulussurgiu) e Giardini Aperti (Cagliari) è l’ultima delle nostre piccole soddisfazioni.

Proprio in occasione della rassegna Giardini Aperti,  al maestro Roberto Magnabosco è stata consegnata una menzione speciale per la sua ricca  carriera artstica e per aver favorito  la diffusione della danza.Sabato prossimo sarà ospite d’onore alla serata di chiusura

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Assunta Pittaluga , la maestra di danza cagliaritana scomparsa prematuramente, sarà ricordata domani  durante una serata di danza che si terrà  ad Oristano. Saranno presenti ben 7 scuole e  fra queste anche la scuola cagliaritana Arabesque diretta da Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco. Quest’ultimo era per Assunta Pittaluga un allievo prediletto. Mi racconta che quando  era stato scritturato da Raffaella Carrà per un tour, lei ci rimase male perchè vedeva per lui un futuro nella danza classica. Ma appena rientrò  da  quel lungo periodo, non lo fece più fuggire. Assunta lo considerava un punto di riferimento ed è stato l’unico partner con cui ha condiviso il  palcoscenico negli ultimi tempi .

La nuova generazione di ballerini ha avuto modo di conoscere Assunta come presidente di Giuria nella gara televisiva ideata e presentata dalla ballerina Claudia Tronci, “Di che danza 6” .   In questa occasione, supportata dai diversi maestri della danza isolana con lei in giuria  , Assunta dispensava  proprio ai giovani, consigli e segreti di questa arte meravigliosa.

La sua è stata una vita intensa sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze. Ricordiamo gli spettacoli di burlesque o ancora la sua partecipazione ad un film con la regia di Jo Coda che tra gli altri sarà presente alla serata come ospite.

 

 

 

 

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a cura di Roberto Magnabosco

Le radici del Balletto classico risalgono a più di 500 anni fa.
Iniziò alle corti dei nobili italiani e presto si diffuse alle corti Francesi. I ballerini danzavamo, cantavano e recitavano poesie per intrattenere gli ospiti alle feste.
Il primo vero balletto, che riuniva mimo, danza e musica in uno spettacolo, fu il “Ballet Comique de la Reyne“, rappresentato nel 1581 presso la Corte francese.

Luigi XIV di Francia fondò la prima scuola di balletto, detta “Reale Accademia di Danza“, nel 1661. Un maestro di ballo dell’Accademia, di nome Beauchamps, stabilì 5 posizioni dei piedi, su cui ancora si basano tutti i passi del Balletto.
Altri passi vennero dalle danze popolari del periodo elisabettiano. Altri ancora, più acrobatici, si svilupparono dalle buffonerie dei  saltimbanchi e dal teatro italiano, chiamato “La Commedia dell’Arte.”

Nei primi balletti gli uomini interpretavano i ruoli femminili travestendosi con maschere e parrucche.
Dopo il 1861 venne permesso anche alle donne di danzare in pubblico, ma con pesanti costumi che rendevano difficili i movimenti.
Movimenti spettacolari dei piedi furono introdotti dopo il 1720 da “Marie Camargo“, la prima ballerina che accorciò il vestito sopra le caviglie.

Ma che cosa è il balletto?

È un modo di raccontare una storia usando la musica e la danza invece delle parole. Consiste in modelli di movimento che si sono sviluppati nei secoli. La parola “Classico” descrive il suo stile. I ballerini che danzano su un palcoscenico sono molto ricchi di tecnica  e super allenati, ma molte persone imparano le tecniche di balletto per rilassarsi, divertirsi e condividere a livello “amatoriale” questa bellissima Arte ( e non sport ).
La Danza è … Cultura!

Roberto Magnabosco insegnante di danza presso Centro Coreografico Arabesque

 

 

Fine prima parte

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L’ultima volta che l’ho incontrata era nella sua scuola e ci siamo lasciate con la promessa di un’incontro successivo  a breve, con la mia video camera per un’ intervista. Purtroppo qualche mese dopo una sua allieva mi comunicava della grave malattia che  l’aveva colpita. Mi ha fatto male,perchè l’avevo vista bene come sempre, appassionata del suo lavoro e ricca di idee e  progetti.

Le notizie  su Assunta Pittaluga mi arrivavano comunque sempre positive, di una donna che aveva reagito bene e che si era rimboccata le maniche per continuare a fare tutto senza pensare al peggio. Non si abbatteva davanti a nulla neppure  davanti all’idea di dover perdere i capelli . Per Assunta anche quello era un problema risolvibile con l’acquisto di diverse parrucche colorate così da non insospettire  e contemporaneamente distrarre le sue piccole allieve.

Tutta la  vita era in funzione della sua arte e della sua scuola. L’ho conosciuta nei primi anni 80, al Teatro Lirico dove danzava nelle opere. Dopo qualche tempo  l’ho ritrovata quando ho iscritto le mie  figlie nella sua scuola. Ogni saggio , tra una pausa e l’altra, era l’ occasione per ricordarci delle stagioni liriche e dei tanti artisti con i quali ha lavorato sin dai tempi in cui si esibiva all’Anfiteatro Romano .

A.Atzori - A.Pittaluga

La sua scuola di danza, sita in Via Ada Negri a Cagliari, è stata la prima scuola ad insegnare  anche la danza contemporanea. Chiunque poteva iscriversi: grassi, magri, piccoli e adulti. Quando c’era la passione lei dava l’opportunità di provare, contrariamente alla scuola dove lei stessa si era formata, in cui erano richiesti tassativamente le physique du role e la tenera età.

 Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della trasmissione  ”Di che danza 6″ per la TV Videolina, ha voluto che  Assunta Pittaluga (sua maestra di danza), fosse la presidente di giuria della gara televisiva fra scuole. Per Assunta  questa è stata l’occasione  per rimettersi in gioco  lasciando di stucco tutti nell’ammirarla ancora in tantissime e belle performance addirittura di Burlesque. Complice in questa nuova avventura il suo ballerino e allievo prediletto Roberto Magnabosco con il quale si è esibita anche in spettacoli a due . Poi, grazie a lui, alla stessa Claudia Tronci e al ballerino Gabriele Vaccargiu ,ha potuto danzare ancora  per  il pubblico del Teatro Lirico,accorso numeroso al Parco della Musica, in occasione di una serata dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu .

Addio Assunta, perla rara della danza isolana.

Foto. B.Bucceri – Parco della Musica

4^ edizione "Di che danza 6"

 

 

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Benedetta Bucceri, Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco,

Che la musica, la danza, il teatro, siano terapeutici questo è ormai appurato. Tutte le forme d’arte aiutano a star bene e , donarle a chi soffre,  è un grande regalo. Da diverso tempo ormai negli ospedali, ci sono gli spazi adatti ad accogliere  spettacoli che possano dare speranza a chi si trova in terapia. Per esperienza diretta posso dire che ogni giorno che si passa all’interno di queste strutture , soprattutto quando si sta lottando per la propria esistenza,   è un continuo pensare a quello che potrebbe essere il proprio futuro che spesso si vede molto  nero.

Si ha come  l’impressione che da lì non se ne debba più uscire. Un po’ di conforto lo si riceve dalla preghiera per chi ci crede, e poi dalla TV che è collegata ad un  circuito interno. Questo permette a tutti quei malati che non possono uscire dalle stanze, di godere degli spettacoli che si svolgono all’interno dell’ospedale.  Una vera e propria manna dal cielo perchè , almeno in quello spazio temporale, si riesce a staccare la spina che alimenta i cattivi pensieri.

Domani pomeriggio alle 16,30 , all’ospedale Businco (Oncologico) di Cagliari , la scuola di danza di Assunta Pittaluga rappresentata da tutti i maestri,  regalerà uno spettacolo ai malati.

Ci saranno I maestri della scuola ARABESQUE,  Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco  che presenteranno un pezzo classico: la Danza Napoletana tratta da Il Lago dei Cigni. Con loro  anche Carla Sanna che ha vinto un Talent ove lo stesso Magnabosco era giudice; Luisa Uneddu maestra di danze medio orientali  coinvolta  nella coreografia di Danza Russa sempre tratta dallo Schiaccianoci.

Ci sarà inoltre il maestro di Tango Piergavino Meridda, la maestra di danze orientali Fatima Dakik, la maestra di flamenco  Laura Nioi ,il ballo classico di Giuliana Corrias; Laura Scaia e la coreografia di Tip Tap.

L’ingresso è gratuito e libero a tutti.

 

 

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E’ stato un bel pomeriggio di solidarietà quello di oggi, martedì grasso, presso la casa di riposo Vittorio Emanuele II di Terramaini (CA). Un dare e ricevere gioia.  I  ballerini della scuola Arabesque di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri hanno regalato una serata davvero divertente nel ricordo della TV degli anni ’60, per intenderci quella degli show del sabato sera dopo Carosello. C’era Don Lurio, le gemelle Kessler , Raffaella Carrà ecc.  Un mix di ballo e canzoni con tante paillettes che hanno dato al pubblico in sala la gioia e la voglia di poter ancora una volta divertirsi ricordando i tempi della giovinezza spensierata. I loro volti erano luminosi nel ritmare col battito delle mani le canzoni e i balletti più famosi . A fine spettacolo le ragazze della scuola di danza  si sono unite agli ospiti della casa  in balli di gruppo e, fra un trenino e un cha cha cha , non sono mancate le tradizionali zeppole per tutti.


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Giorgia Damasco e Roberto Magnabosco

Domani pomeriggio, alla casa di riposo  Vittorio Emanuele II di Terramaini (Pirri), ritorna la danza con uno spettacolo ideato da Giorgia Damasco intitolato   La Pietra e la luna. Questa volta però ci sarà l’aggiunta della poesia.

Lo spettacolo è un lavoro nato sulle poetiche di Lucio Dalla. “Il senso non è tanto un tradizionale “omaggio” in memoria – volutamente ne abbiamo svincolato il titolo – ma un viaggio soprattutto tra i testi – essendo nato anche da una sinergia attoriale. Il non nasce come omaggio convenzionale si riferisce solo alla forma di presentazione, ma chiaramente è una dichiarazione d’amore artistico e volontà di valorizzazione di ciò che nel mio piccolo colgo e cogliamo della sua opera”.  Così sottolinea la Damasco che insieme al suo maestro Roberto Magnabosco e a Nicola Serra sarà protagonista della serata. Insieme ai danzatori farà da cornice la poesia recitata dall’attore Andrea Marongiu.

L’orario è sempre quello delle 16,30 e l’ingresso è aperto a tutti gratuitamente.

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Si è tenuto ieri un altro appuntamento della rassegna “Artisti a Terramaini“, nella casa di riposo comunale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari-Pirri. Questa volta lo spettacolo era imperniato sulla danza. I ballerini del centro coreografico Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco, hanno infatti presentato un brano tratto dalla Lucia di Lammermoor, sulla voce del soprano cagliaritano Giusy Devinu   alla quale era dedicata la performance. Pochi ma essenziali elementi scenici hanno caratterizzato la piece volutamente ambientata a fine 800: un finto specchio, pochi veli, due sedie, movimenti scenici essenziali. Lucia in due momenti di vita diversi, e tutta  la storia in 15 minuti, il tempo dell’Aria della pazzia.

Ancora una volta, grazie alla generosità degli artisti, siamo riusciti a regalare agli ospiti della casa di Terramaini, un momento di distrazione come intermezzo nella monotonia  di una vita fatta di giornate tutte uguali.

Di seguito il mio video-documento della serata.


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Il 21 giugno il Comune di Cagliari le ha dedicato l’Arena del Parco della musica scoprendo una targa a suo nome. Lei Giusy Devinu, soprano cagliaritano morta prematuramente nel pieno della sua carriera internazionale, sarà ricordata domani attraverso una danza. I maestri Roberto Magnabosco e  Benedetta Bucceri, titolari della scuola di danza Arabesque di Cagliari, hanno creato una coreografia sulla voce di Giusy ,in una di quelle opere che la resero celebre (dopo la Traviata): Lucia di Lammermoor. 

Con Roberto Magnabosco danzeranno anche Giorgia Damasco,  Marco Maxia Saiu, Nicola Serra, Federica Farci, Barbara Collu e Carmen Cadoni

Questo spettacolo era già stato rappresentato in occasione  della Festa della Musica del 2012, nel Parco della Musica antistante il Teatro Comunale, e aveva visto protagonisti all’epoca, oltre a Roberto Magnabosco anche Assunta Pittaluga, Claudia Tronci e Gabriele Vaccargiu.

Domani 13 ottobre, alle ore 17, la nuova rappresentazione che è stata rivisitata e corretta, sarà davanti ad un pubblico speciale: gli ospiti della casa di riposo “ Vittorio Emanuele II”  a Terramaini- Cagliari.

Lo spettacolo  rientra nella rassegna “Artisti a Terramaini” iniziata questa estate, e che si prolungherà finchè ci saranno artisti che vorranno donare mezz’ora del loro tempo agli ospiti della casa di riposo.

L’ingresso è libero ed è aperto a tutti.

nelle foto alcuni momenti delle prove

Intanto vi anticipo che il prossimo appuntamento sarà il 26 ottobre sempre alle 17, con un grande violinista, Gianmaria Melis accompagnato dalla pianista Ilaria Vanacore.

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Quando si vuole ricordare una persona che non c’è più,  la cosa più bella è quella di poter ascoltare le testimonianze  di chi l’ha conosciuta e di chi l’ha frequentata. Così ho fatto  per non far  dimenticare la cantante lirica,Giusy Devinu mia compagna di studi, e alla quale la Città di Cagliari la scorsa settimana, ha dedicato l’Arena sita nel Parco della Musica.

Ho realizzato diverse interviste con testimonianze di colleghi e artisti che hanno lavorato con lei. Oggi è la volta del ballerino cagliaritano Roberto Magnabosco.


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Ieri sera sono stata invitata ad assistere ad un saggio di danza, di una scuola “mitica” cagliaritana. Dico “mitica” perchè è stata forse la prima che ha portato la danza moderna a Cagliari, e soprattutto che ha rivoluzionato  il modo di fare danza rispetto a quella legata a schemi tradizionali. Nella sua scuola sono ammessi tutti, indistintamente per età e struttura fisica. Personalmente ricordo che  ai tempi della mia fanciullezza, una mia compagna diceva che se non si aveva una certa struttura corporea, e soprattutto se non si era giovanissimi, non si poteva frequentare una scuola di danza. La scuola di Assunta Pittaluga non discrimina nessuno tanto meno per il saggio finale . Qui si apre un altro ricordo. In tante occasioni  le mie amiche “ballerine” temevano la fine dell’anno per la paura di non essere all’altezza del saggio finale e quindi di essere lasciate fuori. Da Assunta, il saggio, lo fanno proprio tutti e con grande gioia.

Ieri sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari la scuola di danza di Assunta Pittaluga si è presentata come una grande comunità multietnica, in senso metaforico. Infatti non partecipavano solo i suoi allievi, ma allievi di diverse scuole cagliaritane ospiti della stessa struttura. Un brano ciascuno , essenziale ma significativo. Il saggio finalmente non è più una maratona dove i piccoli allievi finiscono stremati perchè obbligati   ai saluti finali di una serata magari di oltre quattro ore ! Avendo due figlie femmine ho vissuto il problema in prima persona quando queste hanno frequentato le così dette scuole tradizionali.

Assunta è anche la conduttrice dell’evento. Presenta con simpatia dialogando col pubblico. Non ci sono paure di sbagliare perchè se ciò succede si chiede scusa al pubblico e si rimedia. Via le etichette! Finalmente!

Dopo una breve presentazione, arriva il primo Divertissement e a seguire   il suggestivo Magnificat di Vivaldi sempre con la coreografia della Pittaluga  in cui le danzatrici si dividono fra platea e palcoscenico in processione con in mano dei lumini, come  in un antico  rito sacro che si conclude con una croce umana. Bello ed emozionante.

E’ la volta poi di una scuola ospite, quella di un antico allievo di Assunta, Roberto Magnabosco che con Benedetta Bucceri dirigono la scuola Arabesque. Gioiose e colorate le loro coreografie  sulla favola del Mago di Oz,  hanno dato luce ad allievi e allieve di ogni età,trasmettendo al pubblico una sensazione  positiva e di festa.

La scuola successiva profuma d’oriente. La danza del ventre è regina nelle coreografie   di Fatima Dakik per le sue allieve, integrata dall’esibizione  anche del maestro Roberto Magnabosco. Un genere totalmente diverso dai precedenti ma che ha nel suo contesto quel fascino segreto delle fiabe delle Mille e una notte.

Non poteva mancare la danza ritmata e a tratti tribale e coinvolgente della scuola Jazz Dance A. S.D. con le coreografie di Fabio Vadilogna e Carlo Cocco. Un genere questo particolarmente gradito ai giovanissimi ma che interessa anche gli adulti  per l’intensità dell’esercizio fisico.

Delicata e sempre originale  la coreografia della maestra  Donatella Deidda della scuola “Dimensione Danza” , e l’esibizione dei suoi allievi,  Lei ha portato in scena una coreografia su un bel racconto d’amore ambientato negli anni trenta-quaranta. La scelta delle musiche originali dell’epoca, e dei costumi, e il tutto accompagnato  dalla voce narrante di Gianni Zanatta, ne hanno fatto una performance davvero sofisticata e a tratti commovente .

Devo un  grande grazie ad Assunta Pittaluga per la bellissima serata che mi ha regalato.


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Qualche volta ci capita di fare delle considerazioni sulla nostra  vita , in un momento così detto “buono”  dove tutto sommato ci sentiamo fortunati, perchè tutto sembra che giri per il verso giusto. Ma  ecco che, improvvisamente, appare lui, il mare inCURABILE. Chi c’è passato, (come la sottoscritta) capisce il dramma. La vita cambia radicalmente. Sembra che nulla abbia più senso. L’unico pensiero fisso è lì, all’ospedale, ai medici e agli infermieri che durante la prima fase, quella dell’intervento e delle terapie, ti sono stati vicino e continuano a farlo. Esistono loro e tutto ciò che li circonda, il resto scivola accanto a te quasi senza accorgertene. Sono que momenti in cui la disperazione prende il sopravvento e ti viene da domandarti perchè sia successo proprio a te. Fino a quel momento eri convinto che ciò potesse succedere solo agli altri, a quelli che parlano in TV oppure nelle interviste delle riviste specializzate. No, purtroppo non è così, e allora due sono i casi: o dai senso a tutto questo, oppure è finita. Nella maggior parte dei  casi si cerca di dare un senso buttandosi nella fede, nella preghiera, nella spiritualità in generale, e pensando ai propri affetti come  meta da raggiungere: “Voglio farcela perchè Tizio e Caio hanno ancora bisogno di me”. Eppure in qualche caso neppure questo funziona, e qui cominciano i guai: la disperazione e la depressione. Ma ecco un’altra fase, quella in cui cominci ad  incontrare i così detti “angeli custodi” che non sempre riusciamo a riconoscere, forse perchè siamo abituati a vederli con le ali. Loro sono quelle persone che s’incontrano al posto giusto nel momento giusto. Possono essere  amici, conoscenti, sconosciuti che ti invitano ad eventi, incontri, a prendere un aperitivo per una chiacchierata e magari ti propongono di fare arte insieme, canto, danza, disegno,musica ecc.  Personalmente la mia arte, il canto, il disegno, e soprattutto il mio blog, sono stati determinanti per la  rinascita. Quando sei costretta a lasciare il lavoro per un lungo periodo, ti accorgi che dopo le terapie hai ancora tanto tempo a disposizione (troppo perchè questo non sia pieno di pensieri negativi) ma se ti capita d’ incontrare l’amico pittore che ti propone un corso di disegno non gli dici di no; così  pure alla collega con la quale tempo  prima si era buttato giù un progetto proponendoti di provare a realizzarlo con la speranza che questo ti distolga da ogni pensiero negativo. Oppure ti riaffiora quel desiderio d’infanzia di voler fare la ballerina, un sogno che per svariati motivi non si è mai realizzato, ma che , grazie all’incontro casuale con un maestro di danza che ti propone un corso che non ha limiti di età , decidi di provare . Non ci pensi due volte perchè in questo momento di disagio psicologico ogni cosa è importante per non pensare a lui, al male inCURABILE.

Ed ecco che dall’interno del tunnel comincia a vedersi la luce.  Comincia così a crescere la voglia di gridare al mondo che ci sei ancora e che ce l’hai fatta . E’ notizia di questi giorni che la signora Emma Bonino  ha raccontato alla stampa che il suo tumore polmonare è stato sconfitto e che i suoi esami non mostrano più segni di cellule malate. Quanto chiacchiericcio intorno a questo, io l’ammiro e la comprendo in pieno perchè è capitato anche a me. Ma c’è chi parla a sproposito dicendo che l’ha fatto per mettersi in mostra.  Meglio non soffermarsi su questo aspetto vergognoso. Chi ha un tumore e lo sconfigge ha forte questo desiderio, gridare a tutti che il mare è curabile!

Qualche giorno fa ho intervistato una signora che ha trovato proprio nella danza, la sua forza  e la sua terapia più efficace per affrontare e superare il problema tumorale. Anche lei ha incontrato degli angeli, in maniera del tutto casuale, il ballerino Roberto Magnabosco e la maestra di ballo Benedetta Bucceri . Ebbene, questo incontro è stato importantissimo per lei. Ascoltate voi direttamente dalla signora “Pink Lady”


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ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE – ONLUS
In occasione della Giornata Mondiale sull’Autismo
A cura di Spazio G28, Cagliari

POESIE DI ITALO MEDDA

COREOGRAFIE DI
ASSUNTA PITTALUGA, ROBERTO MAGNABOSCO, MICHELA MUA, BENEDETTA BUCCERI

Quando ci arriva una notizia che ci indigna, spesso ci irritiamo ancora di più con noi stessi perchè non troviamo come opporci e modificare una realtà non condivisibile. Non abbiamo nè i mezzi nè il potere per riuscire a migliorare un mondo spesso ingiusto. Ma, almeno agli artisti, è concesso il dono di trasformare la propria indignazione in opere che, nell’universalità e nel simbolismo del linguaggio artistico, possano contribuire alla riflessione e alla maturazione verso un futuro più equo. Così sono nate le poesie di Italo Medda, da frammenti di articoli giornalistici, da reportages televisivi, dalla riflessione critica su eventi che hanno segnato momenti culturali precisi.
Da qui traggono spunto le coreografie create da Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco con Benedetta Bucceri e Michela Mua, dalle poesie dedicate a personaggi, singoli o collettività, cui, per cecità, pregiudizi o interesse, è stata limitata la possibilità di espressione o che sono stati, a vari livelli, emarginati.

Dalle donne di Kabul alla poetessa Alda Merini, dalle donne della Cecenia a Pier Paolo Pasolini, a Silvia Baraldini, poesie intercalate da altre genericamente ispirate a donne idealmente amate, in un ventaglio di forme di danza liberamente prescelte da ogni coreografo.
Danzano: Barbara Belzer, Eleonora Caboni, Virginia Caboni, Carmen Cadoni, Paola Chessa, Maria Collu, Federica Cuccu, Giorgia Damasco, Gloria Denotti, Eleonora Dessì, Mariella Dessì, Francesca Fancello, Federica Farci, Renata Floris, Federica Foddis, Isabella Fois, Martina Fois, Michela Fois, Cristina Lecis, Arianna Madeddu, Maura Madeddu, Rita Manunza, Cristina Melis, Eleonora Melis, Michela Mua, Michele Murgia, Angela Muscinu, Francesca Naitza, Laura Ollano, Valentina Peddes, Sonia Pia, Valeria Piga, Laura Pinna, Cinzia Porcu, Loredana Saba, Veronica Sanna, Laura Vigo, Matteo Viola, Vanessa Vona.
Si ringraziano Stefano Raccis e Marco Maxia Saiu per la gentile disponibilità

TEATRO MOMOTI 
via 31 marzo 1943 n.°20 – Monserrato (CA)


Venerdì 27 marzo 2015 – ore 20,30

 

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Il cibo e l’arte culinaria in generale sono ottimi elementi che, sopra una bella tavola imbandita , riescono a creare complicità e intesa fra i commensali. Ecco perché gli affari più proficui e le idee più originali avvengono proprio durante i pranzi o le cene.

Il celebre maestro Italo Medda è un artista a largo spettro . Lui è scenografo, costumista, insegnante, ma anche un eccellente poeta, ed è stata una vera fonte di ispirazione per coreografi supercollaudati che, senza perdere tempo, hanno creato sui suoi temi  frammenti di storie vissute e personaggi che hanno fatto scalpore ed elargito cultura all’umanitä intera.

Proprio durante una cena conviviale ,Benedetta, Roberto, Assunta, sono riusciti a convincere il poliedrico Italo Medda a condividere queste sue perle con gli estimatori della vera arte. Ed ecco che nasce così uno spettacolo vario e interessante con uno scopo umanitario che è quello di sensibilizzare la gente al problema dell’autismo,  patologia ancora tutta da conoscere ed esplorare.

Le scuole di danza sono sempre in prima linea nell’organizzare serate dedicate ad eventi sociali. La scuola ARABESQUE di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco è sicuramente una di queste e, con la collaborazione di altre scuole come Jazz Dance di Carlo Cocco, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Centro studi Danzarte di Michela Mua, Mooving Dance Studiodi Alice Floris metteranno in scena uno spettacolo ricco e vario in occasione della  Giornata Mondiale dell’ Autismo 2015

 

Venerdì 27 Marzo
presso il
Teatro Mommoti
in Via 31 marzo 1943 a Monserrato (CA)
 Gli spettacoli saranno due
Alle ore 18.00  ci sarà la Fantasia di Danza, organizzato da Arabesque di B. Bucceri e R. Magnabosco, con la partecipazione di Jazz Dance di C. Cocco, Dimensione Danza di D. Deidda, Centro Studi Danzarte di M. Mua, I The Fighters della Mooving Dance Studio di A. Floris,
Alle ore 20.30,  invece “ La Voce Negata”, poesie di Italo Medda, coreografie di Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco, Michela Mua e Benedetta Bucceri (clicca qui per un approfondimento)
Presenta la serata Krystian Zeta.
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Quando ero piccola, una delle tante forme artistiche che mi affascinava era sicuramente la danza. Una mia compagna di classe  praticava la danza classica in una delle due scuole cagliaritane. Lei sottolineava spesso che era stata scelta per il suo fisico “perfetto” e che la danza era per pochi eletti e soprattutto ricchi. Insomma se per caso avessi avuto l’idea di voler realizzare questo sogno ha pensato bene di distruggerlo. Ci invitava a casa sua per mostrarci con orgoglio le sue scarpette e il suo tutù. Io ammiravo queste cose come in un bel film della Disney. Per fortuna però le cose sono cambiate.

A Cagliari, una grande maestra di nome Assunta Pittaluga, ha rivoluzionato questo modo di pensare la danza aprendo la sua scuola a tutti, senza limiti fisici e di età e soprattutto di genere. Infatti credo sia stata la prima o fra le prime ad aprirsi alla danza moderna. Ricordo di una mia amica che aveva già compiuto   18 anni che, come me, desiderava danzare ma era ancora convinta che bisognasse cominciare a 4 anni, si iscrisse nella sua scuola e a breve si trasferì a Parigi dove potè fare della danza la sua professione.

Perchè ho fatto questa premessa?

Ieri si è conclusa con successo la IV edizione della trasmissione “Di che danza 6″, trasmessa dalla emittente televisiva regionale Videolina. Successo che nasce prima di tutto dalla sua ideatrice e conduttrice  Claudia Tronci che, con determinazione, ha sempre dato  anima e corpo alla preparazione delle puntate, contattando e selezionando ben 35 scuole e programmando le puntate in maniera molto accurata.  Nel corso delle IV edizione si sono visti “crescere” danzatori di ogni genere: dai ballerini classici a quelli di danza moderna, dalle danze orientali e latino americane alla synchro dance , la break dance, l’hip hop.

Una bella vetrina per le scuole sarde sia per i ballerini che per i loro maestri che in questa edizione  hanno potuto danzare con i loro ragazzi.   La giuria, formata da professionisti d’alto livello,  ha saputo dispensare consigli con la giusta sensibilità, sottolineando che questi, sono  importanti per la crescita di ogni ballerino.

Elegante e bella nel suo aspetto,  sorridente e disinvolta, Claudia Tronci, vestita dallo stilista sardo Carlo Petromilli, e pettinata da Fabio Fanti  è riuscita a mantenere sempre alto  l’interesse del pubblico verso la trasmissione, affiancata però anche dalla giuria formata, oltre che da Assunta Pittaluga, anche da altri validi maestri quali Donatella Deidda e Roberto Magnabosco , Davide Cauli e Luana Fanni, Pino Perria e Roberta Marcialis e dall’esperta di  Hip Hop Lula De Giorgio.

foto di Paolo Magnanelli

Claudia, qual’ è il vero obiettivo di questa tua trasmissione?

“Di che danza 6?” nasce per dare un’ opportunità ai ragazzi sardi di confrontarsi fra loro e di far vivere l’emozione dell’ esperienza televisiva . Ho notato che quando tornano sono più forti, sicuri, perchè hanno un bagaglio maggiore

Quindi il tuo obiettivo è stato raggiunto?

Si certamente, ma vorrei anche  far arrivare a casa, che la danza per tutti noi è anche sentimento. Ogni passo, ogni gesto, è mosso da un emozione da uno stato d animo che noi viviamo in quell’ istante, come un surfista che sente le onde e solo lui può capire.

 Il mezzo televisivo secondo te riesce a far passare questo?

Io lo spero, e spero anche che si veda  il nostro amore per ciò che facciamo, a tutti i livelli.

Questo è il 4° anno…

Esatto, ed  io ho visto crescere tutto e tutti e sono molto felice e orgogliosa di questo! Certo, il merito non è solo mio, anzi ne approfitto per ringraziare il mio staff tecnico, il mio regista, il mio direttore generale e tutta Videolina che crede in ciò che faccio, così pure  ai miei giurati che come padrini mi seguono in tutto.

La trasmissione, comunque prevedeva una gara e ieri, la giuria tecnica,  ha consegnato il primo premio alla scuola Academia danza y teatro  con Theo Piu, sottolineando che la differenza fra il primo e il secondo classificato,  ABC DANZA ( Città di Porto Torres) era davvero minima.   Il terzo premio è andato alla scuola  Dance studio Ploaghe con la danza sportiva.

Ci sono state poi delle menzioni speciali alla scuola Moving Soul di Porto Torres per l’ hip hop;  Cristal ballet per la danza moderna; Noyeleh danze orientali per la danza orientale;  A time for dancing di Carloforte per la danza sportiva.

Insomma un bel successo che Videolina ha pensato bene di riconfermare. Aspettiamo quindi il prossimo anno con la 5 edizione e con tante novità.

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Il centro coregrafico di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco presso la scuola;Budokan bandisce per domani 13 febbraio, audizioni per ballerini mirate a spettacoli estivi retribuiti in giro per la Sardegna, max 30 anni.   Se minorenni è necessaria la delega dei genitori .

Per informazioni chiamare il numero 3472359052

Cagliari via Argentiera 28 presso scuola Budokan Fitness

 

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La notizia che non si studierà più la Storia dell’arte nelle scuolè davvero sconcertante. Un paese come il nostro, ricco d’arte e cultura millenaria, rischia di restare nel dimenticatoio. Il cittadino italiano che vorrà conoscere meglio le opere d’arte del nostro paese dovrà, in seguito, rivolgersi agli stranieri che non esiteranno ad appropriarsi, anche solo spiritualmente, delle nostre belle opere.

Che tristezza! Il nostro patrimonio culturale di così immenso valore si sbriciolerà e si perderà nel vento . Senza la sua conoscenza diventerà sempre più difficile tramandarne la sua storia. Eppure quando vengono esposte al pubblico, le nostre opere attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Qualche anno fa ho fatto ben 3 ore di fila per poter ammirare le opere di Caravaggio, e quella era una delle poche file dove la gente non protestava ma attendeva pazientemente il proprio turno all’ingresso del museo, e anche sotto la pioggia!

 I coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri con la maestra di danza Assunta Pittaluga hanno messo su uno spettacolo delizioso con i loro piccoli e grandi allievi, dove si sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura e del perché questa non deve morire . E’ stato rappresentato durante una puntata della trasmissione “Di che danza 6” , lo spettacolo di Videolina ideato e condotto da Claudia Tronci.

Cliccate sul link sottostante per poter guardare la puntata della trasmissione.

http://www.videolina.it/video/di-che-danza-6-stagione-2013-14/56078/di-che-danza-6-quarta-edizione.html

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E’ con grande emozione che comunico a tutti i miei lettori la notizia che l’Arena all’interno del Parco della Musica di Cagliari sarà intitolata al soprano cagliaritano Giusy Devinu, mia compagna di studi, morta nel 2007. Oggi l’approvazione della delibera in Giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Generali, Paola Piras.

Un’idea nata nel 2008 quando, in occasione del concorso per cortometraggi “3 minuti di celebrità a Cagliari”, mi sono presentata con un cortometraggio che ho realizzato durante i lavori di trasformazione della Piazza in Parco della Musica. Ho pensato che un’opera così importante fosse doveroso dedicarla alla musicista-soprano Giusy Devinu che ha portato con orgoglio il nome della nostra città nei teatri di tutto il mondo, e che ha avuto la disgrazia di lasciarci troppo presto! Ho fondato un gruppo su Facebook che ha raccolto 1328 adesioni di artisti che hanno lavorato con lei, che l’hanno ascoltata in teatro o semplicemente che l’hanno conosciuta attraverso questo mio blog Musicamore e il blog che ho dedicato : Amici di Giusy  con la stretta collaborazione di Lanfranco e Annarita Visconti.

Decisi di inviare una lettera al Comune con la mia proposta. Il tempo stava passando ed avevo perso quasi le speranze.

A supportarmi in questa “battaglia” ci sono stati anche diversi giornalisti e artisti quali Lanfranco e Annarita Visconti, Fabio Manca per l’Unione Sarda, il quotidiano Sardegna, la conduttrice-ballerina Claudia Tronci  attraverso la sua trasmissione “Di che danza 6“.   I ballerini e coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri che più volte nei loro spettacoli mi hanno invitata a parlare di questa idea. In occasione poi dell’inaugurazione del Parco , Roberto Magnabosco, Assunta Pittaluga, Claudia Tronci e Gabriele Vaccargiu hanno realizzato una coreografia e danzato sulla voce di Giusy proprio nell’Arena, spazio che prenderà appunto il nome dell’artista cagliaritana.

Lo scorso 21 Giugno infine, nell’ambito degli spettacoli per la festa della Musica organizzata dal mezzosoprano Giuliana Carone e con un mio piccolo contributo, ho voluto fortemente che l’attore cagliaritano Gianluca Medas avesse un suo spazio per raccontare la  vita del soprano.

Sono davvero soddisfatta di questo risultato e ringrazio anche tutti coloro che non ho nominato ma che hanno sempre sostenuto il mio progetto.


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Ieri è ricominciata la gara televisiva dedicata alla danza in Sardegna “Di che danza 6” ideata e condotta da Claudia Tronci, per la emittente televisiva sarda Videolina.

Ho avuto il privilegio di poter assistere dal vivo alla trasmissione sentendo così in diretta le emozioni dei giovani e giovanissimi danzatatori. E’ bello vedere oggigiorno tanti ragazzi che vivono insieme le emozioni di una gara pulita dove, anche chi non vince, guadagna in esperienza e consigli. La commissione, formata sempre da nomi importanti della danza e del ballo isolano, ha dispensato suggerimenti utili a ciascuna scuola affinchè i ragazzi possano continuare motivati a migliorare tecnicamente. Un tempo chi studiava danza doveva provenire da famiglie economicamente agiate perchè i costi erano molto elevati. Oggi , per fortuna, non è più così e soprattutto, grazie alle nuove discipline come la synchro dance , la break dance, l’hip hop ecc.  sono tanti anche i ragazzi di genere maschile che decidono di occupare il tempo libero in questa maniera.

La prima puntata si è presentata nel  suo format iniziale, cioè esclusivamente relegata alla gara,  senza ospiti aggiunti o servizi esterni come si era visto nell’ultima edizione. Devo dire che questo aspetto mi è un po’ mancato. Quelle interviste a personaggi del settore, a mio avviso, erano utili per arricchire  la trasmissione con ulteriori elementi culturali da trasmettere al giovane pubblico sicuramente più numeroso davanti alla TV . Altra variante della nuova edizione è stato il sistema di votazione. La giuria ha dato il suo punteggio solo alla fine della trasmissione, valutando le scuole dopo averle seguite tutte. Il pubblico da casa invece potrà ancora dare le sue preferenze nell’arco della settimana solo attraverso il sito dove potrà riguardare la puntata attraverso i singoli video ed eventualmente rimettere in gioco le scuole escluse.

La conduttrice Claudia Tronci, sempre chiara e sintetica nelle conduzione,  si è presentata con un bellissimo tailleur in stile sardo dello stilista Carlo Petronilli, ed ha sottolineato che questo era un omaggio per tutta la Sardegna.

La giuria ha ritrovato come presidente la grande maestra di danza Assunta Pittaluga, gli eccentrici maestri Davide Cauli e Roberto Magnabosco, la maestra di danze latino-americane Luana Fanni “orfana” del fratello Luka che ormai lavora dall’altra parte del globo, la maestra di tango argentino Roberta Marcialis e per la prima volta, la rappresentante di hip hop in Sardegna, Lula De Giorgio. Infatti da quest’anno anche questa disciplina entra in gara con tutte le altre.

Due segnalazioni e preferenze personali: rimango sempre affascinata dalla scuola di danze orientali per la delicatezza e la sensualità che le allieve della scuola Sahara di Sara Murroni di Terralba hanno trasmesso con la loro performance in stile Oriental Pop, ma indubbiamente sono stata colpita dalle ragazze (più un ragazzo) della scuola Cibiesse di Elmas che hanno danzato sul brano di Ilaria Porceddu “In equilibrio”, davvero suggestivo. Movimenti aggraziati in sincronia con elementi di ballo sardo stilizzati, il tutto coreografato da abiti stupendi, col risultato meritatissimo della vittoria decretata ai voti dalla giuria.

Un plauso a tutte le altre scuole e alle giovanissime mascottes: Danceozieri Academy, Numero Uno le Dance di Carbonia, Cuba libre group di Capoterra, gruppi di Hip Hop di Iglesias e Assemini. Questo il link per poter rivedere la puntata e votare.

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Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo   a favore della Croce Rossa Italiana, al Teatro Massimo della mia città di Cagliari .

Una bella serata ricca di danza e  soprattutto di simpatia e allegria. Si sono esibiti gli allievi di diverse scuole cagliaritane e dell’interland: tanti i giovani e  meno giovani appassionati e pieni di entusiasmo. Mi spiace non aver avuto il programma di sala. Alla mia richiesta mi è stato detto che erano terminati . Mi duole non citare nello specifico le scuole, ma posso dire che tutte, nella loro particolarietà, mi hanno dato delle emozioni: dalla freschezza delle coreografie della scuola di Donatella Deidda sulle canzoni di Mina, all’entusiasmo e alla vivacità degli allievi della scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco; dalla grande varietà e ricchezza di costumi e colori della scuola di Luka e Luana, alla sempre sorprendente e grandissima artista quale è Assunta Pittaluga, protagonista di una coreografia ispirata al musical Cabaret. E ancora i bravissimi danzatori di Break-Dance e hip-op, tanghi appassionati, Walzer , mazurke, il tutto sempre eseguito con grande serietà professionale .

Lo spettacolo si alternava a momenti di simpatici sketch fra i conduttori e cantanti di musica leggera, ma il gran finale è arrivato con un ospite d’eccezione,  un grande uomo di spettacolo: Pippo Franco.

Pippo Franco mi ha sempre divertito, fin da ragazzina.  Per anni l’ho seguito alla RAI, poi l’ho un po’ perso di vista, probabilmente da quando c’è stato il suo passaggio alla TV commerciale. Ieri, ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo, e devo dire che più di un’ora di monologo  è scivolata via senza accorgermi. Ed è qui che si capisce la grandezza di un artista! Nel suo monologo ha fatto un escursus sull’evoluzione umana con citazioni di grandi uomini della storia: da Michelangelo a Leonardo, da Platone ad Archimede. Il tutto condito con aneddoti veri e leggendari sottolineati dalla sua grande ironia e intelligenza.

Una lunga serata  intensa  e ricca oltre che di spettacolo anche di tanta solidarietà. Il Teatro Massimo che l’ha accolta era traboccante di pubblico molto vario e questo fa capire che la gente, nonostante la crisi, è comunque ancora  disposta a togliere del suo con sacrificio per  dare agli “ultimi”.

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E’ il caso di dire che Raffaella Carrà, la popolare show girl italiana, è un po’ come re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. La Carrà infatti, ancora una volta ha fatto centro con la sua nuova trasmissione The Voice. Seguitissima soprattutto dai giovani della nuova generazione, la trasmissione di Rai Due ogni giovedì sera, tiene col fiato sospeso milioni di ragazzi che si immedesimano con i giovani cantanti in gara.

Raffaella Carrà, anche quando non la si vede per un po’ di tempo, lavora dietro le quinte per poi apparire con qualche nuovo spettacolo che è un successo garantito. Lei si dedica soprattutto ai giovani, quelli che non la conoscono se non per qualche canzone ascoltata dai propri genitori.

La Carrà ha attraversato nella sua vita diversi momenti di grande popolarità: in Italia  dapprima negli anni 70 e dopo qualche anno di silenzi, è tornata alla grande  negli anni 80 e 90. Ma il successo e la popolarità che ancora oggi riscontra nei paesi latino americani, non ha eguali.

A raccontarci la vita professionale  di questa nostra grande artista italiana, oggi, per musicamore, è un ballerino cagliaritano: Roberto Magnabosco . “Perchè proprio lui?   Roberto ha cominciato la sua vita professionale con la Carrà ad appena 16 anni. Ma…non voglio anticiparvi nulla.

Ho realizzato con lui questa video-intervista che vi invito a guardare.


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foto di Paolo Magnanelli

Si è conclusa con successo ieri sera la terza edizione della  trasmissione “ Di che danza 6” sulla emittente sarda Videolina. Un successo in crescendo,  puntata dopo puntata grazie alla forza di volontà dell’l’ideatrice e conduttrice Claudia Tronci.

Lei si è dedicata da subito anima e corpo alla realizzazione dello spettacolo,  contattando le scuole di danza personalmente, gli ospiti, i giurati e preparandosi con grande professionalità nei dettagli affinchè tutto potesse scorrere senza intoppi. Ha affrontato mille difficoltà causate spesso dalle distanze. Le scuole di danza arrivavano da tutta la Sardegna e tanti ragazzi spesso, a causa dei problemi scolastici o di salute, erano costretti a disdire all’ultimo momento, è allora che Claudia doveva trovare subito una soluzione per non lasciare il programma sguarnito! Una  perseveranza che è stata premiata .Il pubblico l’ha ripagata con tantissime manifestazioni d’affetto e soprattutto mostrando il desiderio di poter vedere  una nuova edizione.

Di fondamentale importanza è stata anche la giuria tecnica formata da artisti di grande esperienza e competenza: Assunta Pittaluga che sicuramente può vantare di essere stata la maestra di tantissimi ragazzi oggi maestri ,  Roberta Marcialis e Pino Perria maestri di tango, e ancora Roberto Magnabosco, Luca e Luana Fanni, Donatella Deidda, Davide Cauli, Roberto Meloni, Marc Aurelio. Maestri specialisti nelle più svariate forme di danza.

Insomma, una trasmissione- lezione che ha fatto conoscere in profondità la danza a chi la conosceva solo superficialmente e che ha reso viva una sana competizione fra i giovani  danzatori delle scuole sarde che ora si sentiranno spronati a continuare ma col ricco bagaglio di  consigli dei maestri della giuria.

I miei personali complimenti a tutti i vincitori di questa terza edizione “Di che danza 6” e l’augurio di poterli nuovamente rivedere nelle prossime edizioni.

III  posto PZF COMPANY di Matteo Atzeni – Monserrato (CA) nella categoria Hip
II e I posto a pari merito Street School di Quartucciu di Valentina Tocco

 e  CENTRO STUDI DANZARTE di Uta (CA) di Michela Mua

STREETSCHOOL di hip hop mentre CENTRO STUDI DANZARTE è contemporaneo

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Claudia tronci

E’ ricominciata alla grande la trasmissione “Di che danza 6” sulla emittente televisiva Videolina. Un appuntamento arrivato alla terza edizione con un continuo crescendo di successi. Quest’anno la trasmissione si è arricchita ancora di nuovi contenuti con  tanti ospiti oltre alla consueta gara di ballo fra le scuole di danza di tutto la Sardegna.

La prima rubrica si intitola Ballerino per un giorno e consiste nell’ospitare un personaggio famoso e cercare di farlo ballare con alcuni componenti la giuria. Saranno infatti loro, a turno e con discipline diverse, ad occuparsi dell’ospite, insegnandogli qualche passo di danza. Nella prima puntata il ballerino per un giorno è stato il tenore cagliaritano Gianluca Floris; il compito di creare per lui una piccola coreografia era affidato ad Assunta Pittaluga, presidente della Giuria. La performance ha visto alcuni simpatici momenti su brani del grande Quartetto Cetra, ma anche di brani tratti da musicals.

La seconda puntata  invece ha ospitato  un personaggio davvero eccentrico: il cantante rock Joe Perrino che si è esibito in un tango dopo aver assistito alla performance di due maestri tangheri: Roberta Marcialis e Pino Perria  .

Questa sera alle  ore 21 ci sarà la terza puntata . Sarà davvero interessante vedere quale sarà “Il ballerino per un giorno” odierno!

Questa di oggi però sarà anche una  puntata particolare perchè fra una gara e l’altra, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite questo mio blog Musicamore subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci halasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza e del teatro. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.


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Ho assistito ieri ad un saggio spettacolo molto interessante. E’ la seconda volta che assisto ad un saggio della scuola “Arabesque” e ne esco sinceramente sempre ben impressionata. Intanto è stato uno spettacolo vario. Insieme ai ragazzi e ragazze ballerine della scuola, c’era anche il il tenore, il giovane talento vocale , il giocoliere, il comico.   Le diverse classi erano sia  di danza classica ma anche di danza moderna, hip hop e brack dance.

Quest’ultima è stata di particolare interesse, soprattutto per ciò che riguardava i brani musicali, la coreografia e scenografia.

La scelta delle proiezioni scenografiche è stata vincente e molto suggestiva. I ballerini “di strada” di brack dance appunto, hanno mostrato di essere ad un buon livello anche se, qualche genitore presente in sala , non ha gradito. Peccato per loro.

Il maestro Roberto Magnabosco è proprio uno showman nato. Un vero padrone della scena sia come ballerino ma anche, ( come in questo caso) ,come  conduttore. Disinvolto e sorridente ha fatto scivolare la serata senza alcun intoppo ed anzi, trovando le parole giuste quando questa ha mostrato una piccola defaillance.

Fra gli ospiti della serata, c’erano la grande Assunta Pittaluga, vera icona della danza cagliaritana, Claudia Tronci, ballerina e conduttrice della seguitissima trasmissione di Videolina “Di che danza 6?” e Gabriele Vaccargiu anche lui ballerino . Insieme, come conclusione di tutto lo spettacolo,hanno danzato con le bambine del corso di danza classica, brani trati dallo Schiaccianoci.

Un plauso a tutti i maestri ed in particolare a Benedetta Bucceri,  anche organizzatrice dell’evento.


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Fra le mie tante passione c’è sempre stata anche quella di documentare eventi attraverso foto e video, passione  tramandata da mio padre. Lo ricordo, (ed ero veramente piccola) con la sua macchina fotografica e poi con la sua telecamera che documentava  diversi momenti della nostra infanzia, e dell’ultimo periodo di vita di mia nonna, intervistandola del suo passato. Ma allora non esistevano le riprese con l’audio e la documentazione si fermava alle espressioni del viso. Lui però aveve sempre il registratore  a portata di mano (il mitico Gelosino)  registrando così le voci anche di noi bambini e delle nostre prime canzoncine. Ho diverse testimonianze dell’epoca che mi riprometto sempre di digitalizzare per non perderle . Anche io, come lui, do’ un piccolo contributo alla storia ed in particolare a quella del mio ambiente lavorativo: il Teatro. In occasione della Festa della Musica ho cercato di documentare , anche se solo pochi minuti, di tutto ciò che è accaduto. Dalle presentazioni alle esibizioni. Chiunque volesse rivedere i momenti della giornata del 21 giugno può farlo attraverso il mio canale youtube.

Qui di seguito pubblico un video dell’ultimo evento della giornata, quello dedicato  alla mia compagna di studi Giusy Devinu. Un quartetto di danzatori ( Assunta Pittaluga, Claudia Tronci, Roberto Magnabosco e Gabriele Vaccargiu) ha  voluto omaggiare l’artista cagliaritana danzando sulla sua voce, in due brani: il famosissimo Brindisi della Traviata col tenore Pietro Ballo e l’Aria della Pazzia tratta dalla Lucia di Lammermoor. La speranza che Il Parco della Musica (luogo dell’evento) possa essere dedicato al soprano, è sempre viva. Intanto la sua voce ha cominciato a  risuonare proprio lì in quel parco.  FACEBOOK -Un parco per Giusy 


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Ieri sera sono stata a trovare un’amica nella sua scuola di danza, e di sfuggita ho buttato l’occhio in una sala dove si svolgeva una lezione di danza classica, forse perchè dentro di me è una forma artistica che è rimasta inesplorata.

A tenere la lezione era il ballerino coreografo Roberto Magnabosco.  Mi ha subito colpito la serietà e la professionalità  di questo maestro verso quelle giovanissime allieve. Mi ha fatto riflettere.

Lui, un grande ballerino, un grande coreografo. Lui che ha danzato con i più grandi artisti della danza del mondo: da Rudolf Nureyev a Carla Fracci; lui che ha conosciuto il mondo televisivo quando ancora valeva la pena guardarlo e quando i ballerini erano scelti dopo rigorosissime selezioni fra migliaia di danzatori; lui che avrebbe potuto scegliere d’insegnare nelle più rinomate scuole di grandi capitali europee; proprio lui, dopo mille esperienze, ha deciso di tornare nella sua isola, ad insegnare con tanta umiltà ai suoi concittadini per trasmettere il suo grande bagaglio culturale.

Sono tanti gli artisti che, una volta varcato il mare decidono di non ritornare più nella propria terra, e qualche volta, anche rinnegandola e addirittura cambiando il proprio nome per non farsi identificare.

Roberto Magnabosco invece va orgoglioso della sua terra di Sardegna, (adora la scrittrice sarda Grazia Deledda, il nostro premio Nobel) e con passione trasmette giornalmente ai giovanissimi (con la preziosa collaborazione trentennale di Benedetta Bucceri) tutto ciò che ha imparato   fin da bambino, nella scuola di danza del Teatro alla Scala e poi nei teatri di tutto il mondo.

Daniela Mazzucato Roberto Magnabosco

Roberto Magnabosco

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Cosa succede quando uno scrittore e un coreografo s’incontrano? Beh, come minimo nasce un’idea bellissima.

E’ il caso dello scrittore ,Ignazio Salvatore Basile, autore del libro sulla vita del garibaldino Gaspare Nicolosi “Dalla Sicilia al Piemonte“( vi invito ad andare  qui sul suo blog per  leggere l’ispirazione di questo romanzo) e del ballerino coreografo Roberto Magnabosco.

Basile racconta a Magnabosco  come è nato il suo ultimo romanzo e soprattutto quale è stata la musa ispiratrice ; lui ascolta e lancia subito un’idea: perchè non farne un Musical? Basile ha la penna facile,come un cow boy nel far west con la sua pistola e, nell spazio temporale di un mese, il libretto è lì bello e pronto.

Da musicista-cantante dò uno sguardo e mi rendo conto che la cosa e fattibile.  Mi metto subito alla ricerca del compositore che ne componga la musica. Mi arriva una segnalazione per il musicista Franco Corda il quale,  ha accettato subito con entusiasmo mettendosi subito a lavoro. E anche le musiche quindi  sono quasi pronte.

Ecco il lavoro che comincia  a prendere forma: Magnabosco sarà il coreografo ufficiale (con la stretta collaborazione di Benedetta Bucceri e la partecipazione straordinaria di Assunta Pittaluga) e metterà una prima pietra a quello che si prospetta un musical tutto sardo.

Con un coreografo così è impossibile non trascinare dentro altri personaggi di buon livello del mondo della danza. Perchè non dare il ruolo  della protagonista alla ballerina-conduttrice Claudia Tronci? Avete presente la trasmissione di Videolina “Di che danza 6″? Magnabosco ma anche Basile hanno visto subito in lei le fisique di role della protagonista del romanzo.

Che dire: le premesse per la buona riuscita dello spettacolo ci sono tutte.

Ora si tratta di metterci tutti a lavoro per la buona riuscita di questa idea nata per caso ma, cosa molto importante, si cercano  sponsor perchè purtroppo l’entusiasmo degli artisti da solo non è sufficente a sostenere le spese che si andranno ad affrontare.  Chiunque fosse interessato quindi, può lasciare una mail a questo blog (ottottobre@tiscali.it).

Riusciranno i nostri eroi a produrre un musical made in Sardegna?

 

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Quasi un anno fa, su facebook, aprivo una pagina dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu: Un parco per Giusy.  Il mio intento era quello di promuovere l’idea di dedicarle il Parco della Musica di Cagliari di recente inaugurazione. Hanno aderito più di 1200 persone, ancora poche, ma allo stesso tempo abbastanza, considerato che fanno parte del ristretto  mondo della lirica. Per chi ancora non la conoscesse, Giusy Devinu è stata una grande artista della mia città, nonchè compagna di studi musicali, che ha portato alto il nome della nostra terra nei più grandi teatri del mondo. Purtroppo è venuta a mancare troppo giovane. Aveva 47 anni ed era nel pieno della sua carriera.

Il giornalista Lanfranco Visconti ha seguito questa sua carriera passo dopo passo, collezionando gli articoli delle sue esibizioni, registrazioni, foto, interviste e contattando personalmente tutti i grandi artisti che si sono esibiti con lei .(E’ in stampa la biografia che le ha dedicato).

Grazie a questa preziosa collaborazione ho potuto arricchire anche il blog che  le dedicai l’anno della sua morte. In questo modo tutti coloro che lo desiderano potranno così conoscerla in maniera più approfondita visitando appunto il blog Amici di Giusy. Troveranno qui centinaia di foto e video, ma anche le testimonianze dirette di moltissimi artisti che l’anno conosciuta e che hanno lavorato con lei. Prestigiose collaborazioni come Riccardo Muti, Liliana Cavani , Franco Zeffirelli ecc.

Ho la speranza che i dirigenti comunali non si dimentichino di questa mia proposta. Sono tantissimi gli artisti fra cantanti,attori e ballerini che si sono messi a disposizione per  esibirsi gratuitamente per il grande evento della nomina del Parco. Fra i tanti il ballerino-coreografo Roberto Magnabosco e la ballerina Claudia Tronci conduttrice della trasmissione televisiva “Di che danza 6″ che durante la trasmissione, anche recentemente, l’hanno ricordata.

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Nell’ambito delle manifestazioni per la Festa della donna, ho assistito ieri, alla Cittadella dei Musei di Cagliari, ad uno spettacolo davvero delizioso. Il titolo era Eva al Museo ispirato dall’ironico e brillante Diario di Eva di Mark Twain. In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia di Cagliari e Oristano  ieri,  per le donne, questi spazi erano aperti gratuitamente.
La manifestazione è nata da un’idea di Mariangela Sanna che ha sottolineato l’importanza di aprire i musei allo spettacolo, per renderli più vivi.
Davanti ad un numeroso pubblico  prevalentemente femminile la serata si è svolta all’interno di una sala espositiva, allestita per l’occasione con pochi ma essenziali elementi scenici (Giorgio Trincas ), e che ha visto alternarsi momenti di recitazione di danza e di musica. La recitazione era affidata all’attrice Tiziana Martucci ed alle allieve del laboratorio di lettura “legger.mente” , mentre per la danza abbiamo assistito ad un’ emozionante performance di due grandi artisti cagliaritani: Assunta Pittaluga e Roberto Magnabosco oltre che ad alcune loro giovani allieve.
I due artisti si sono cimentati in un’inteso momento di spettacolo con il sottofondo musicale della famosa canzone di Domenico Modugno, l’Uomo in Frack. Rivedere insieme questi due “maestri” mi ha particolarmente emozionato perchè pareva davvero che il tempo si fosse fermato . Due “ragazzi” che trasmettevano ancora l’entusisasmo e la freschezza di 30 anni fa, anni in cui ho avuto la fortuna di vederli per la prima volta   in teatro.
L’ambientazione sonora era  affidata al  musicista Mario Massa che ha anche sottolineato alcuni momenti con la raffinata musica della sua tromba.
Applausi meritati per tutti. Un graditissimo bouffet di pasticcini e the offerti al pubblico dall’organizzazione  hanno concluso la serata.

Ho documentato la serata con il video sottostante.


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Un modo diverso per festeggiare l’8 marzo a Cagliari. Danza, musica recitazione insieme.

Siete tutti invitati alla  Festa della Donna, 8 Marzo 2012-Ore 17.30 

Cagliari, Museo Archeologico, Cittadella dei Musei … con …”EVA AL MUSEO!” Dall’ironico e brillante “Diario di Eva” di Mark Twain.

Lettura ad alta voce, danza, musica e … un the con squisiti pasticcini per festeggiare in modo insolito e divertente la giornata della donna.

Ideazione e coordinamento: Mariangela Sanna.
Ambientazione sonora: Mario Massa.
Voce recitante: Tiziana Martucci.
Scenografia: Giorgio Trincas.
Laboratorio di lettura “Legger.mente”: Stefania Calì, Marilisa Cannas, Germana Fini, Luisella Lecis, Susanna Lecis, Valeria Manunta, Maria Luigia Mucelli, Annamaria Pala, Donatella Pintus.
COREOGRAFIE: MARIA ASSUNTA PITTALUGA
DANZANO: Anna Cardis, Miriam Ledda, Michela Mua, Assunta Pittaluga, Mariella Salis.
Si ringrazia il danzatore ROBERTO MAGNABOSCO per la cortese disponibilità!

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Sopritendenza per i Beni Archeologici
per le Province di Cagliari e Oristano

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Oggi alle ore 11.30 a Roma c’è stato l’ultimo saluto alla ballerina  Paola Leoni . Poi la famiglia ha pensato di riunire a breve tutti gli amici artisti e non … a Cagliari tra qualche giorno!

Il ricordo del ballerino coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco.

“Donna di Ferro e di grande Cultura, ho partecipato con lei al Corso di formazione Prof. per Danzatori rganizzato dalla Regione 30 anni fa. Poi ho lavorato per il suo Centro A.S.M.E.D.per ben 4 anni. Grande Ballerina!Buon Viaggio cara Amica e Maestra, buon viaggio a te che ci hai lasciato alla tua Arte che verrà coltivata in tuo ricordo. Beati gli Angeli del Paradiso, che diventando tuoi allievi Tersicorei…danzeranno ancor più luminosi … per il Padre Amorevole!Grazie d’esser stata il nostro Angelo della Danza …qui sulla Terra!Ci mancherai tanto … ?”

Una maestra, con un carattere speciale, difficile forse, ma grande personalità, INDIMENTICABILE.
Allieva della Palladino ha sempre avuto il prezioso dono della Originalità, della creatività oltre e altro, la amavo.
La amerò* Con grande rimpianto e affetto, Marlene

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Benedetta BucceriProsegue la mia serie di interviste ad artisti sardi per festeggiare i cinque anni da blogger e l’imminente arrivo del milionesimo visitatore di Musicamore.

L’artista di oggi è, oltre che una brava insegnante di danza, anche un’ottima manager ed organizzatrice di eventi. Insomma un doppio talento. E’ importante sapere che nel mondo dello spettacolo il buon manager  è determinante per  il successo di un artista.

Benedetta Bucceri ha sempre avuto una grande passione per la danza e la ginnastica artistica, fin da piccola, ma una serie di eventi non le hanno  permesso di entrare in questo mondo  prima dei 25 anni.

Benedetta, perchè hai atteso tanto?

Purtroppo sin dalla più tenera età avevo un problema alle ginocchia. Avevo un’ossatura debole che mi impediva di praticare qualunque tipo di attività sportiva. Soltanto a 25 anni, quando il mio fisico si è consolidato, ho potuto finalmente realizzare il mio sogno.

Ma la danza non è stato l’inizio.

No, infatti il primo approccio l’ho avuto con la ginnastica artistica; la mia insegnMagnabosco Bucceriante di allora, vedendomi in azione, mi disse subito che ero particolarmente dotata per questo genere di attività motoria.

Ma poi come è avvenuto il passaggio alla danza?

Ho conosciuto il ballerino Roberto Magnabosco (v. intervista), ad una gara di ballo e grazie a lui ho mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo.

All’epoca però avevi già un lavoro, come conciliavi le due cose?

Fin dall’età di 16 anni ho lavorato intensamente per rendermi economicamente indipendente dalla mia famiglia e devo dire d’essere stata anche fortunata. Grazie a mio padre ho ottenuto un posto come commessa alla Rinascente, ero la più giovane tant’è che sono stata anche premiata per questo,  con tanto di articolo personale sul quotidiano Unione Sarda. La sera quando smontavo, anche se stanchissima, correvo alle lezioni di danza perchè era la cosa più importante per me. Non vedevo l’ora. Solo per dirtene una, mettevo una grande passione nell’allestire le grandi vetrine e mentre facevo questo ballavo, e la gente si fermava a guardarmi. In qualche modo sono state le mie prime esibizioni in pubblico anche se, per il problema di cui ho parlato in precedenza, non avrei potuto.

Poi l’incontro col grande ballerino cagliaritano.

Ebbene si, un’incontro che è sfociato anche in una grande storia sentimentale durata 15 anni.

serata con milton Ho intrapreso gli studi della danza seriamente nella scuola di Assunta Pittaluga dove Roberto, fra una tournée e l’altra si manteneva in allenamento e impartiva qualche lezione, contemporaneamente seguivo  i corsi di rock acrobatico e latino americano dove mi divertivo tantissimo.

Hai avuto modo di conoscere altri grandi maestri?

Si, proprio in questa scuola grazie ad Assunta, mi sono potuta perfezionare con grandi nomi della danza contemporanea come Alain Astié per quanto riguardava la sbarra a terra, e col grande René Maire proveniente dalla Sorbona e trasferitosi a Cagliari nel 1973 in una sua scuola dove ho fatto un percorso specifico dedicato allo sviluppo muscolo scheletrico del  bambino.

Ma quando è iniziata la tua attività di manager?

Inizialmente mi sono improvvisata manager di Roberto per proteggerlo (o difenderlo?) dalle tante persone che volevano ” usarlo”, poi , visto il successo, ho continuato per gli interessi di entrambi.

So che anche tu, come Roberto, sei stata parte integrante di alcuni spettacoli con Minnie Minoprio.

Si,  lei è molto brava aldilà dalla sua immagine primordiale di soubrette televisiva un po’ svampita. E’ un’ ottima interprete di  jazz .

Ma un po’ le somigliavi.

E’ vero, anche lei, approfittando di questa mia somiglianza mi volle, scherzosamente, come controfigura per sfuggire alla folla dei suoi fans.

Quand’è che ti sei dedicata all’insegnamento?spettacolo racso taverna paradiso -8

Quando con Roberto Magnabosco abbiamo preso la decisione di aprire una scuola tutta nostra a Pirri

All’inizio degli anni ’80 c’è stato il boom dell‘aerobica e quindi grande richiesta. Avevamo i corsi strapieni di allievi. Allora ho sentito l’esigenza di specializzarmi. Mi sono quindi  iscritta e diplomata alla scuola speciale di Aerobica tenuta dalla pioniera Lara Saint Paul, ho preso un diploma di danza classica e moderna e poi in latino americano con Tamara Tinti specializzata all‘Accademia di danza di Londra la Semly Dance Studio. Bisognava essere sempre aggiornati con le richieste degli allievi!

Ma il tuo lavoro di commessa?

Con tutti questi impegni ho dovuto trovare il coraggio di abbandonare il posto fisso. Ormai ero entrata a pieno titolo nel mondo della danza: spettacoli, insegnamento, attività manageriali e corsi mi occupavano a tempo pieno. Non ho mai smesso le specializzazioni e le esperienze fra le più varie.

spettacolo Estate-5E naturalmente non ti sei fermata qui.

No, dopo  aver ancora frequentato corsi di perfezionamento con Richard Baranoski del teatro di Kirov e Adrian Caracas dell’Opera di Bucarest , ho partecipato a tanti spettacoli in giro per la Sardegna in vari teatri sia come interprete che come coreografa, ho lavorato come direttrice artistica in grandi Villaggi turistici in Costa Smeralda,  Arzachena,  Capo d’Orso e Castiadas e come docente al Pertini di Cagliari per un corso di formazione  turistica nonché in varie scuole per il recupero dei bambini con difficoltà a relazionarsi nei rapporti  sociali.

Io ti ho conosciuto in azione qualche mese fa, durante un saggio della scuola dove insegni, con diverse classi di piccole danzatrici. Quali soddisfazioni  ti danno le nuove leve?

Tantissime. Mi sono dedicata  insieme a Roberto anche all’insegnamento di bambini con disabilità douwn che mi hanno dato graMagnabosco- Buccerinde soddisfazione con risultati sorprendenti .

Per tutti coloro che desiderano conoscerti e frequentare i tuoi corsi, quale è la tua sede attuale?

Insieme a Roberto Magnobosco tengo dei corsi di danza di vario genere per bambini ed adulti nella scuola Scuola Danza Budokan-Arabesque in via Argentiera 28 a Cagliari.

Riprenderemo a settembre.





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roberto magnaboscoConfesso che ho avuto difficoltà a mettere ordine e soprattutto a riassumere quella che è l’intensa vita professionale del ballerino- coreografo Roberto Magnabosco, cagliaritano-sardo, ma  figlio di mamma milanese, padre veneto e nonna austriaca. lui si sente sardo a tutti gli effetti perché è nato precisamente a Cagliari-Pirri. Le sue caratteristiche fisiche non ricordano minimamente quelle sarde, ma lui sardo lo è soprattutto nel cuore. Avendo girato tanto, ha sempre sentito il desiderio di tornare nella sua terra, di risentire l’odore del mare, di apprezzare i nostri scrittori.

“Adoro Grazia Deledda e la scopro ogni giorno” – mi ha detto.

Roberto, quale è stato il primo ricordo che ti lega alla danza?

Probabilmente dentro il grembo di mia mamma. Con nitidezza però ho sicuramente molto vivo il ricordo della visita che feci alla scuola di danza del Teatro alla Scala di  Milano. Andai con mia zia che era pianista proprio lì,  e  rimasi incantato a guardare i bambini che provavano, avevo 5 anni.

L’insegnante vide il mio interesse e subito mi domandò se avessi desiderio di provare. Il giorno dopo ci sarebbero stati i provini  per formare le nuove classi .

Fui ammesso e da quel giorno entrai nella scuola di ballo del teatro più famoso del mondo.

Ma lo studio comprendeva anche quello delle scuole elementari e medie?

L’accademia della Scala comprendeva tutto. All’epoca gli allievi erano come in collegio, vivevano all’interno della scuola  fino ai 16 anni ed io ebbi anche la fortuna  di vincere una borsa di studio che mi  permise pure una certa tranquillità economica. Ebbi la fortuna di lavorare da subito in palcoscenico e il mio primo ruolo fu quello di uno dei moretti nell’Aida. Più avanti ho avuto anche la fortuna di interpretare parti da protagonista e spessissimo parti da Principe.

Il rigore della scuola di danza classica ti permetteva di poter vedere anche aldilà dell’ambiente teatrale ?

Beh, diciamo che ero io ad avere il desiderio di conoscere e provare nuove esperienze come quella televisiva.Pronto raffaella rai uno anno 1977

Seppi che Raffaella Carrà cercava ballerini per il suo spettacolo “Pronto Raffaella?”. Io avrei voluto fare un provino ma sapevo che la mia insegnante non lo avrebbe permesso. Decisi quindi di farlo di nascosto, scappando dalla scuola ma consapevole comunque che a breve mi sarei diplomato. Dopo poco tempo seppi di essere stato preso. Per me fu una gioia immensa , conobbi un mondo totalmente diverso da quello che avevo conosciuto fino ad allora. Ho registrato in 3 mesi tutte le puntate che sarebbero andate in onda durante l’inverno. Fu determinante l’incontro con Enzo Paolo Turchi (allora primo ballerino della Carrà) il quale apprezzò subito la mia impostazione classica in quanto anche lui proveniva dalla scuola del San Carlo di Napoli.

Ma poi con la danza classica e la scuola della Scala come andò a finire?

Alla fine delle registrazioni partii per il Bolshoi di Mosca, dove conobbi Rudolf Nureiev e poi a Parigi la grande Margot Fonteyn .

Quanto studio e quanta costanza e soprattutto che fortuna hai avuto ad incontrare e lavorare con questi miti!

Si, devo dire che ogni treno che passava lo prendevo sempre al volo.

Diciamo che anche il tuo talento e la tua passione sono stati determinanti.

Di questo devo ringraziare soprattutto mio padre (Natalino Magnabosco famoso imprenditore nel settore dei mobili) che fin da bambino, notando la mia predisposizione artistica, mi incoraggiò in questa scelta professionale.

Ma i grandi incontri continuano. Mudra. Roberto Magnabosco nella Compagnia di Bejart

Si ho avuto la fortuna di studiare e lavorare anche con Carla Fracci: una grande professionista che anche se apparentemente glaciale, sul palcoscenico si trasformava; e poi ancora con Maurice Bejart (scomparso recentemente)

Qualche volta ti coglieva il mal di Sardegna?

Si ogni tanto avevo la necessità di rivedere la mia terra. In uno di questi periodi di rientro, negli anni 80, cominciavano le prime trasmissioni in diretta di  Videolina. Ebbe un grande successo la trasmissione  ”Vivere ” condotta da Riccardo Coco. Bejart Roberto Magnabosco.

Io fui invitato a prendervi parte come ospite. La trasmissione ebbe un grande successo locale e mi diede molta popolarità. In quell’occasione conobbi Minnie Minoprio che mi volle poi con se per diversi spettacoli.

Minnie Minoprio Show sadamore anno 1977Durante le tue pause cagliaritane quale scuola ti ospitava per mantenerti in esercizio?

Fui ospite della scuola di Assunta Pittaluga con la quale nacque subito un bellissimo rapporto professionale e di amicizia che dura ancora oggi. Nonostante nel mio cammino avessi incontrato i più grandi artisti della danza, vedevo in lei il riassunto di tutti loro. Assunta è davvero una grande professionista!

Aprii poi la mia prima scuola di ballo “Arabesque” a Pirri-Cagliari ,dietro il suggerimento e l’aiuto di mio padre. La danza si sa, ha un limite legato all’età e lui mise in evidenza che bisognava pensare anche al futuro.

bucceriAl mio fianco ci fu da subito Benedetta Bucceri, prima compagna di vita e poi professionale che mi fece anche da manager. Questo legame, nonostante il tempo che passa, non si è mai spezzato. Un ottima collaborazione e intesa artistica ha fatto si che la scuola Arabesque  mantenga sempre   un buon livello.

Ho avuto modo di assistere ai saggi di questa scuola e devo dire che ho ammirato le piccole allieve che, sul palco oltre che esibirsi con professionalità, riuscivano anche a divertirsi.

Si, indubbiamente, i tempi sono cambiati , quel rigore che ho conosciuto io alla Scala non esiste più anche se in qualche occasione una certa severità non dovrebbe mai mancare.

Ma poi hai ripreso i tuoi viaggi?

Si, ho lavorato con Renato Zero e il suo carrozzone, ho fatto ancora televisione, questa volta ospite di Canale 5. Ho lavorato con  Maurizio Costanzo nel suo programma Buona Domenica, e sempre in ambito televisivo, ultimamente, sono stato ospite in qualità di giudice nella fortunata trasmissione di Claudia Tronci Di che danza 6 con la quale abbiamo registrato poi lo spot per la prossima edizione.

Io però ti ho conosciuto nel mio ambiente, quello del Teatro Lirico.Cenacolo Fracci

Si, questo è un altro capitolo della mia vita. Ho lavorato come ballerino e coreografo in diverse produzioni nelle stagioni liriche cagliaritane (tra le tante una Boheme con Boccelli el’ultima , negli anni novanta con la  Vedova Allegra) e sassaresi. A Sassari ho avuto la grande fortuna di lavorare con Giusy Devinu nella Lucia di Lammermoor; che emozione il giorno che mi si avvicinò e mi chiese di parlargli di me!

Ho quel ricordo vivo e commovente, lei che conosceva il mio nome!  Sto lavorando ad un progetto su di lei e naturalmente al tuo progetto per “Un parco per Giusy“. Sarebbe bellissimo poter dedicare questo parco  al grande soprano cagliaritano.

E’ infatti in questo Parco della Musica che io e Roberto abbiamo passato due ore a chiacchierare senza renderci conto del tempo che scorreva.

Grazie Roberto, un grande onore averti avuto come ospite nel mio blog per festeggiare insieme i primi 5 anni di Musicamore con  un milione di visite.

roberto magnabosco alessandra atzori

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saggio danza magnaboscoFinalmente uno spettacolo-saggio di danza dove le bambine oltre a danzare si divertono! rob

Ho avuto per anni terrore di questi momenti di spettacolo. La mia figlia maggiore ha danzato fin da piccolissima e i saggi di fine anno erano veri incubi, prove stressanti che in prossimità dell’evento duravano giornate intere piene di preoccupazioni per forcelline e ciuffi fuori posto, calze, tutù, merende, scarpette, trucco, ecc. ecc. che dovevano essere perfetti altrimenti l’insegnante sgridava mamma e figlia finendo spesso in un pianto dirotto.
Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo bello, rilassante, divertente e allo stesso tempo istruttivo per queste piccole danzatrici che si stanno affacciando nel mondo della danza.

Il bellerino-coreografo Roberto Magnabosco ha strutturato la serata in un clima  di serenità,  ha dialogato col pubblico coinvolgendolo e facendo si che fosse parte determinante dello spettacolo stesso.

In apertura Roberto ha voluto dedicare lo spettacolo alla grande artista cagliaritana, il soprano Giusy Devinu ed ha voluto sottolineare l’idea di poter dare il nome di questa nostra artista al Parco della Musica. Mi ha poi invitato sul palco affinchè dessi la mia testimonianza  per ricordarla quale compagna di studi e artista raffinata.

Insieme per Giusy affinche il Parco possa portare il suo nome. (su facebook Un parco per Giusy)


Ha poi ripreso introducendo il corso di danza propedeutica in maniera simpatica ed originale: le piccole danzatrici hanno raccontato alcuni episodi della vita di Mozart danzando poi
sulla sua musica.  Fin da piccoli e nella maniera più semplice le bambine hanno imparato a conoscere il musicista e la musica sulla quale hanno mosso i primi passi di danza e questo è sicuro che non lo dimenticheranno. Fare cultura sin dai primi anni è cosa grande!
Le ha poi invitate a superare la timidezza presentandosi col proprio nome, qualcuna ha recitato una poesia ma c’è anche chi ha cantato. Mi ha colpito la piccola Aurora che ha intonato benissimo un canto tradizionale sardo.

Roberto è riuscito così ad unire le tre arti: danza, poesia e canto.
Canto che poi è stato ripreso dal tenore Daniele Putzolu, che in qualità di ospite ha proposto la popolare canzone “Voglio vivere così”.
Madrina della serata è stata la ballerina Claudia Tronci che abbiamo avuto modo di conoscere  come presentatrice raffinata della trasmissione di Videolina “Di che danza 6?”. Ha raccontato dell’impegno e della soddisfazione per la fortunata trasmissione e poi degli anni di studio nella scuola di danza della mitica Assunta Pittaluga e della mancata possibilità di poter danzare proprio con Roberto Magnabosco che già all’epoca ammirava come ballerino affermato e protagonista di tanti spettacoli in TV anche con la grande Raffaella Carrà.
Claudia ha poi raccontato della passione della sua famiglia per la storia sarda e per la danza  medioevale, legate al  periodo di Eleonora D’Arborea. Una  passione che impegna tutta la famiglia alla realizzazione di centinaia di costumi dell’epoca e all’organizzazione di spettacoli di quel periodo storico sardo.   Mi riprometto di approfondire questo argomento in un prossimo post.
Ho dovuto abbandonare lo spettacolo a malincuore, al termine della prima parte a causa di impegni personali, ma sono uscita contenta e soddisfatta per una serata all’insegna dell’arte e della cultura nel senso più alto del termine .
La serata era organizzata dalla scuola ARABESQUE di Betty Bucceri e Roberto Magnabosco e prevedeva un gemmellaggio artistico fra la scuola Tower Gim Club di Torre degli Ulivi (Capoterra) e Budokan di Cagliari.

Ecco in questo video alcuni momenti della serata.


YouTube Video


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Videolina - Di che danza 6

Videolina - Di che danza 6

Di questi tempi è sempre più raro vedere spettacoli di qualità in televisione  e soprattutto nelle televisiotroncini locali.  Sulla scia della popolare trasmissione di RAI UNO, “Ballando con le stelle“, è nata, sull’emittente regionale sarda Videolina, ” Di che danza 6“, una sfida di ballo fra le migliori scuole della Sardegna.

Nata un po’ in sordina ha avuto un crescente successo dovuto anche al livello elevato dei partecipanti ed alla garbata e puntuale conduzione di Claudia Tronci ideatrice del programma.

Ieri, durante la puntata finale, la severa e importante giuria composta da maestri di fama internazionale come Roberto Magnabosco, Pino Perria e Roberta Marcialis, Luka e Luana Fanny, Assunta Pittaluga e Davide Cauli, ha assegnato il 1° premio alla scuola sassarese : CENTRO SPORTIVO CANOPOLI: sincronia, ritmo e originalità nelle coreografie hanno caratterizzato l’esibizione vincente .  iIl 2° e 3°premio invece è andato alle scuole

ACADEMYA DANZA Y TEATRO di Cagliari e

JELLICLES di Dorgali.

Colgo inoltre l’occasione per  ringraziare il ballerino coreografo Roberto Magnabosco che, durante la trasmissione, ha voluto sottolineare il desiderio di tanti artisti e comuni cittadini cagliaritani nel voler dedicare il neo-nato Parco della Musica al soprano Giusy Devinu per la quale ho aperto un gruppo su Facebook che si intitola “Un parco per Giusy”


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