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L’ultima opera a Cagliari del 2017, sarà anche una prima europea.

Conto alla rovescia per La Ciociara al Teatro Lirico di Cagliari, in cartellone dal 24 novembre al 3 dicembre. Le prove di regia, musicali e di orchestra e coro, sono iniziate da giorni e vedono alternarsi i due cast già presenti al completo.

Sono presenti anche il compositore Marco Tutino che, insieme al direttore Giuseppe Finzi e allo sceneggiatore Luca Rossi, seguono le prove e l’allestimento dell’opera.
    Venerdì 17 novembre, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, il musicologo e critico musicale Stefano Valanzuolo presenterà l’opera in un incontro con il pubblico: ci sarà anche Tutino.

La Ciociara è l’ultima opera lirica della Stagione lirica e di balletto 2017 che si chiude a dicembre con il balletto “Il lago dei cigni”.
Riflettori puntati sulla struttura di via Sant’Alenixedda: Rai5 registrerà l’opera la sera della prima rappresentazione per poi diffonderla entro l’anno sul canale televisivo nazionale.

La Ciociara è opera in due atti su libretto di Marco Tutino e Fabio Ceresa e musica dello stesso Tutino. Si tratta di un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la San Francisco Opera.
    La regia è di Francesca Zambello, artista statunitense di origine italiana, al suo debutto a Cagliari. Le scene sono di Peter Davison, i costumi di Jess Goldstein, le luci di Mark McCullough, i video di S. Katy Tucker, la coreografia di Luigia Frattaroli e l’apporto, in qualità di programmatore, di Eric Docktor.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari sono guidati da Giuseppe Finzi, direttore pugliese anch’egli al suo debutto a Cagliari ed apprezzato “direttore residente” della San Francisco Opera dal 2011 al 2015. Il maestro del coro è Donato Sivo.
La Ciociara, rappresentata per la prima volta con il titolo di Two Women, il 13 giugno 2015 alla San Francisco Opera con la direzione di Nicola Luisotti e con Anna Caterina Antonacci nel ruolo della protagonista, si ispira al romanzo di Alberto Moravia e al film omonimo del 1960 di Vittorio De Sica che valse il Premio Oscar nel 1962 a Sophia Loren.   ANSA  – CAGLIARI, 13 NOV 

Informazioni Biglietteria

Biglietteria del Teatro Lirico

via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari,
telefono 0704082230 | biglietteria@teatroliricodicagliari.it

 

Sotto un momento delle prove al Lirico di Cagliari. foto di Priamo Tolu e il video della prima rappresentazione a San Francisco.

 


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Cesira e la figlia Rosetta, una ragazzina, dopo un bombardamento sono sfollate da Roma sui monti del Lazio. Per nove mesi le due donne sopportano la fame, il freddo, e la sporcizia mentre attendono l’arrivo delle forze alleate. Ma la liberazione, quando arriva, porta un’inaspettata tragedia.

Sulla strada di casa, le due donne vengono attaccate e Rosetta viene brutalmente violentata da un gruppo di goumiers (soldati alleati marocchini in servizio nell’esercito francese). Questo atto di violenza sconvolgerà la vita di entrambe le donne, modificando, anche se non inesorabilmente, le loro qualità e caratteristiche.

Questa è la trama in breve del celebre romanzo La Ciociara scirtto da Alberto Moravia.  La storia di questo romanzo inizia molto prima, e precisamente negli anni 1943-1944 quando Moravia, dopo l’armistizio dell’8 settembre, è costretto a rifugiarsi con la moglie Elsa Morante nella campagna nei pressi di Fondi, nel Lazio meridionale. Qui conosce una famiglia di pastori originaria della Ciociaria. In questi anni e in queste zone sarà poi ambientato il romanzo La Ciociara. Moravia inizia a scrivere il romanzo nello stesso 1944 e proseguirà nella stesura fino al 1946, spinto dall’urgenza di raccontare gli eventi che stavano succedendo e che aveva potuto osservare da vicino. Tuttavia lo scrittore sente anche che per raccontare quegli eventi, quel determinato contesto, aveva bisogno di più tempo, bisognava che gli anni passassero per far sedimentare quell’esperienza e poterla poi raccontare. Di anni ne passano 10: nel 1956 Moravia tornò a lavorare sul romanzo La Ciociara, per pubblicarlo, come detto, l’anno successivo.

Nel 1960, il regista Vittorio De Sica ne realizza un film assegnando il ruolo principale Sofia Loren. Questa interpretazione vale alla Loren il Premio Oscar, la Palma d’oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d’argento.

Nel 2013 il compositore Marco Tutino trae ispirazione da questo film per realizzare l’opera lirica La Ciociara ( Two Women) che debutterà nel 2015  al Teatro dell’Opera di San Francisco. La protagonista è il soprano  Anna Caterina Antonacci . Sarà sempre lei ad interpretarla  al Teatro Lirico di Cagliari  per la prima esecuzione in Europa.

Di seguito una foto di Priamo Tolu durante le prove al Teatro cagliaritano

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Foto A.Atzori

Ieri sera, al Teatro Lirico di Cagliari è andata in scena la prima dell’opera Turandot di Giacomo Puccini, per la Stagione Lirica 2017. La produzione, nata nel 2014 porta la firma di un grande artista sardo: Pinuccio Sciola che proprio in questi giorni avrebbe compiuto gli anni. Ed è proprio la sua scenografia che ancora una volta stupisce lo spettatore! L’ambientazione geniale della fiaba, nella Pechino futurista, è stata vincente. Le luci strategiche di Simon Corder e i costumi di Marco Nateri, essenziali ma di valore, hanno contribuito  a  dipingere la glacialità della protagonista .L’uscita della principessa Turandot, secondo la regia di Pier Francesco Maestini e ripresa da  Alessandra Panzavolta, avviene dall’interno di un blocco immaginario di ghiaccio, situato sotto il trono dell’imperatore,  suo padre.

Nel 2014 il sovrintendente Mauro Meli ha avuto  un bell’intuito ad invitare  l’artista di San Sperate  a cimentarsi nella scenografia teatrale lirica. Se l’orologio del tempo non ci avesso privato troppo presto di questo artista, chissà quante altre belle ed emozionanti collaborazioni con la lirica, ci avrebbe riservato.

Il cast artistico ieri, però, non è stato all’altezza della situazione. I problemi si sono presentati quasi subito con la sostituzione del tenore Rudy Park, acclamanto nella edizione del 2014, che in tanti attendevamo. .  Il cantante coreano, durante la prova generale, non era riuscito a portare a termine l’opera, sicuramente per problemi di salute, e ieri ha lasciato il campo al tenore tunisino Amadi Lagha. Questa  è una voce importante, dotata di un grande volume ma ahimè con ancora tante pecche tecniche. Noi insegnanti di canto ci battiamo affinchè gli allievi imparino prima di tutto a respirare bene senza sollevare le spalle, ad amalgamare i registri , a cantare sul fiato e, morbidamente a fraseggiare. Ebbene, lui non ha fatto nulla di tutto ciò. Il suo è stato un canto senza binario, se così si può dire, Ha spesso allargato i suoni nel registro centrale creando un varco sempre più ampio col registro acuto. Al culmine della sua performance, quello in cui avrebbe potuto raccogliere i frutti esibendosi nella famosa romanza “Nessun dorma” purtroppo, ha ceduto. Il pubblico cagliaritano della prima, educatamente, si è limitato al non applauso risparmiandogli le “buate”.

La voce della principessa Turandot, interpretata dal soprano Susanna Branchini, pur non essendo di bellissima qualità, è rientrata nei canoni del personaggio richiesto da Puccini. Scenicamente è riuscita bene a dipingere la principessa di gelo . In tanti avremo voluto vederla sciogliersi con l’Amore, ma nella versione cagliaritana il Maestro si è fermato alla morte di Liù, il punto in cui Puccini ha lasciato prima di morire.

La voce  di Lìù era quella del soprano  Olga Busuioc . Lei contrariamente a Turandot ha invece una bella voce  ma nonostante ciò non è riuscita a delineare la dolcezza e l’amore per il suo principe. Nel suo canto,  ho sentito poco  fraseggio e mezze voci, (soprattutto  nella romanza “Signore ascolta”), gli elementi che Puccini ha scritto per questo personaggio (guarda partitura).  

Gli altri artisti sono stati nell’insieme più che decorosi.

Il giovanissimo direttore d’orchestra Alpesh Chauhan , che ci aveva deliziato con Beethoven durante la stagione sinfonica, deve ancora capire che l’opera è altra cosa.  Il coro (diretto da Gaetano Mastroiaco),  ha dato il meglio di se mostrando di essere sempre fuori dalle grandi sonorità orchestrali , avendo poi la parte in repertorio  ha camminato quasi da solo.Nei momenti di maggiore difficoltà però, avrebbe avuto bisogno di una direzione più esperta. Aggiungerei poi che , visto l’impegno vocale, sarebbe stato necessario qualche elemento maschile in più  (v. bassi).

Il coro delle voci bianche preparato con precisione da Enrico Di Maira, ha completato il cast.

Voglio aggiungere un plauso per l’impegno dei figuranti che è stato superlativo e con loro i geniali artisti del settore trucco e parrucco


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Foto di Priamo Tolu

Ho sempre pensato che se un artista tiene nascosta nel cassetto una sua opera vuol dire che non era molto convinto di ciò che aveva creato. Credo sia il caso di Ottorino Respighi e la sua “La bella dormente nel bosco” .

Ho assistito alle prove generali dell’opera al Teatro Lirico di Cagliari con la seconda compagnia. Ho potuto constatare ancora una volta che a salvare lo spettacolo è stata la geniale regia con annessi costumi, luci e scenografia. La musica banale e insignificante a mio avviso poteva anche non esserci, noiosa e scopiazzata.

Il regista pugliese Leo Muscato, ha mostrato anche in altre occasioni di essere un “grande” per  idee innovative. Impossibile non ricordare il bellissimo “Nabucco” realizzato ,( come quest’opera),totalmente dal Teatro Lirico di Cagliari e che ha conquistato l’ambito  Premio Abbiati 2012 per la migliore regia.

Leo Muscato ha saputo creare con pochi elementi a disposizione,   una regia gradevole grazie anche alla stretta collaborazione della scenografa Giada Abiendidella costumista Vera Pierantoni Giua, del light designer  Alessandro Verazzi e dell’aiuto regia di Alessandra De Angelis. L’utilizzo di alcune proiezioni di Fabio Massimo IaquoneLuca Attilii hanno riempito alcuni vuoti .  Le coreografie erano di Luigia Frattaroli.

La direzione era affidata al maestro Donato Renzetti, il maetro del coro Gaetano Mastroiaco.

Bravissimi gli artisti del reparto trucco e parrucche che hanno fatto di ogni personaggio delle piccole opere d’arte.

Martina Serra (il cuculo)

I costumi, realizzati in brevissimo tempo dalle brave sarte del Teatro Lirico cagliaritano,  hanno dato  vivacità e colore.

foto priamo Tolu

Il cast vocale era di buon livello :  La Regina/La Rana/La vecchietta Marina Ogii ; La principessa Barbara Massaro ;Il Principe Aprile  Davide Giusti ; Il Re/L’Ambasciatore Filippo Fontana ; La Fata azzurra  Leslie Visco; La Fata verde Martina SerraIl Gatto/La Duchessa/Il Cuculo Martina Serra ; Il Fuso/L’Usignolo Martina Bortolotti ; Mister Dollar/Il Buffone Enrico ZaraUn Boscaiolo Nicola Ebau;  I Quattro Medici Nicola Ebau, Francesco Leone, Marco Puggioni, Enrico Zara.

Sono felicissima di aver notato che fra gli artisti alcuni erano sardi. Un plauso particolare va sicuramente al bravo Enrico Zara che ancora una volta ha mostrato di avere grande dimestichezza col palcoscenico e ottime doti di caratterista.

Queste le date delle repliche

martedì 7 febbraio, ore 20.30 – turno F
mercoledì 8 febbraio, ore 20.30 – turno B
venerdì 10 febbraio, ore 20.30 – turno C
sabato 11 febbraio, ore 17 – turno I
domenica 12 febbraio, ore 17 – turno E

 

 

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La prima esecuzione di Prima la musica e poi le parole  (composizione di Antonio Salieri) si tenne il 7 febbraio 1786 al castello viennese di Schönbrunn, in occasione di un ricevimento, alla corte di Giuseppe II, di Maria Cristina d’Asburgo e del marito, il principe polacco Stanislao Poniatowsky. All’esecuzione dell’opera giocosa italiana di Salieri seguì un Singspiel parimenti dedicato alla parodia del mondo dell’opera, Der Schauspieldirektor di Wolfgang Amadeus Mozart.

 Martedì scorso 26 luglio  al Conservatorio Tomadini di Udine è stato suggellato un significativo rapporto di collaborazione con la Fondazione Filippo Renati di Udine . Nella sede della fondazione, è stato presentato come progetto  musicale proprio l’allestimento del divertimento  teatrale Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri.

L’impegno è stato assunto dagli allievi della scuola di canto del prof. Domenico Balzani  per la regia del soprano Vittoria Lai, acclamata voce del contemporaneo panorama teatrale .

Protagonisti dell’allestimento udinese sono stati il basso Massimiliano Svab nel ruolo del Compositore, il baritono Valentino Pase nel ruolo dei Poeta, i soprani Laura Ulloa e Lidija Fridman nel ruolo di Eleonora e infine i soprani Silvia Bassi e Delia Stabile nel ruolo di Tonina; al pianoforte Caterina De Biaggio, regia di Vittoria Lai, assistente alla regia Elena Marcelli.

La produzione operistica è inserita nel cartellone estivo “Concerti e Conferenze” del Conservatorio di Udine, realizzato con il contributo di Regione e Fondazione CRUP.

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“Abbiamo un titolo: la parola HUMAN sbarrata da una linea nera che l’attraversa, come a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione.”

Il tema è quello dell’emigrazione, ma è troppo riduttivo dire così.

Human è un progetto nato da un’idea di Marco Baliani e Lella Costa  che ha preso forma a Cagliari, grazie a Sardegna Teatro.

Il progetto è diventato un’opera teatrale che vede tra i protagonisti, oltre alla  popolare attrice Lella Costa e alla regia di Marco Baliani, anche diversi artisti sardi scelti attraverso una rigorosa selezione.

Dopo mesi di estenuanti prove finalmente ecco il debutto che sarà al Ravenna Festival l’8 Luglio.

A parlarci del progetto saranno gli stessi Lella Costa e Marco Baliani nel primo video, e per la trama  Noemi Medas nel secondo video.

Nel progetto sono coinvolti anche altri grandi artisti (oltre a quelli già citati), come il musicista Paolo Fresu per le musiche, e lo stilista Antonio Marras per i costumi.


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HUMAN 
di Marco Baliani e Lella Costa
collaborazione alla drammaturgia di Ilenia Carrone
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu

musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella

scene e costumi di Antonio Marras
scenografo associato Marco Velli costumista associato Gianluca Sbicca

disegno luci di Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu

Assistenti alla produzione: Agnese Fois e Leonardo Tomasi

regia di Marco Baliani

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La Boheme di Giacomo Puccini sarà la prossima opera in cartellone  al Teatro Lirico di Cagliari.  Come è ormai consueto si terranno le anteprime anche per le scuole . Il narratore sarà Massimiliano Medda mentre il direttore d’orchestra  Michelangelo Mazza
3,5,6 maggio (recite per le scuole)

info: scuola@teatroliricodicagliari.it
0704082326

In anteprima pubblico alcune foto di Priamo Tolu realizzate sul palcoscenico e nella sartoria  del Lirico di Cagliari durante le prove di Boheme

cliccate sulle foto per ingrandirle

personaggi e interpreti
Rodolfo Giuseppe Varano/Jenish Ysmanov
Schaunard Andrzej Filonczyk/Filippo Fontana
Benoît Stefano Rinaldi Miliani
Mimì Valentina Boi/Grazia Doronzio
Marcello Vincenzo Taormina/Gocha Abuladze
Colline Krzysztof Baczyk/Mariano Buccino
Alcindoro Francesco Leone
Musetta Lavinia Bini/Maria Laura Iacobellis
Parpignol Enrico Zara
Un venditore Oscar Piras
Sergente dei doganieri Alessandro Frabotta
Un doganiere Francesco Leone

maestro concertatore e direttore Michelangelo Mazza
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Gaetano Mastroiaco
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia Ugo Tessitore
regista collaboratore Nicola Berloffa
scene Nica Magnani
costumi Marco Nateri
luci Marco Giusti

allestimento del Teatro Regio di Parma

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Un successo personale quello del bas- baritono di Alghero Domenico Balzani all’Opera di Tel Aviv. Il suo ruolo, quello del buffo Dandini nell’Opera Cenerentola di Gioachino Rossini, ha suscitato grande ammirazione.

Così scrive di lui  l’Opusmagazine :

Dei sette cantanti nei ruoli principali è stato facile mettere in evidenza un eccezionale italiano: Domenico Balzani nel ruolo del servo Dandini . Vocalmente era il migliore, con la sua voce di basso d’agilità ha cantato con una dizione italiana pefetta . Anche gli altri  solisti anche cantato in italiano ma- contrariamente a Balzani- si capiva che per loro non era la lingua madre.

La vocalità e la chiara dizione di Domenico Balzani è emersa fin dalle prime note, ed è stato l’unico,   mentre per la maggior parte degli interpreti c’è voluto un po’ ‘di tempo affinchè prendessero confidenza con i ruoli. 

In questa edizione dell’opera rossiniana la regia, scene, luci e costumi era firmata da Cécile Roussat & Julien Lubeck  . La direzione affidata al giovane direttore Daniel Cohen.

 

 

 

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Il morto sta bene in salute scritta dal commediografo napoletano Gaetano Di Maio , è una sorta di giallo comico dove gli elementi della commedia degli equivoci ci sono tutti, mantenendo una trama e un intreccio sempre avvincente.

La commedia è articolata in tre quadri basati sulle vicissitudini dei gestori di una pensioncina,(la famiglia Bottiglieri) allorquando rinvengono una valigia contenente una grossa somma di denaro. Essi sono all’oscuro del fatto che la somma era stata versata ad un killer (tale Paternò)per eliminare un concorrente di un capomafia (Luigino Chiacchione). Il Paternò   viene arrestato e i padroni della pensione decidono quindi di appropriarsi della valigia col danaro. Ma ora il capomafia pretende la restituzione dei soldi , e in mancanza di questi, ordina che venga eseguito l’omicidio.

Il variopinto cocktail della trama, fatta di mafiosi incalliti, milioni spariti, tresche amorose e di vari equivoci, bugie e raggiri si svolge a ritmo serrato nella piccola pensione a conduzione familiare che si chiama “Pensione della tranquillità” ma che, per ironia della sorte, sarà tutt’altro che tranquilla.

Il “Morto sta bene in salute” si sviluppa in un susseguirsi di situazioni comiche, gag esilaranti e colpi di scena che  tra una risata e l’altra vi porterà con il fiato sospeso verso un finale a sorpresa.

Questa sera alle ore 20, al teatro dei Salesiani di Cagliari, in viale Fra Ignazio da Laconi, questa commedia verrà rappresentata da una compagnia di attori dilettanti che, con tanta passione e professionalità hanno raggiunto un ottimo livello di preparazione grazie anche alla mano esperta del regista Cristiano Tanas.

Parcheggio interno. Si raccomanda la puntualità

 L’ingresso è libero.

 

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Tiziana Caruso e Luana Spinola

Ieri sera sono stata al Teatro Lirico a vedere La Jura , l’opera scritta dal compositore tempiese Gavino Gabriel. Una bella messa in scena realizzata dal regista Cristian Taraborrelli che ha firmato anche scene e costumi . Le immagini cinematografiche sovrapposte alla scenografia rendevano bene il carattere del’opera stessa, amplificandone le caratteristiche anche se verso la fine dell’opera il tutto si è un po’spento. Le ultime scene infatti sono risultate troppo vuote e a tratti noiose e la partitura, per quanto bellissima e letta magistralmente dal maestro cagliaritano Sandro Sanna, risultava, a mio avviso troppo ripetitiva.  Bellissime le luci di Guido Levi e le coreografie di Antonella Agati che ha dato al corpo di ballo un’ impronta elegante  di sardità ma senza scimmiottare il ballo tradizionale sardo.

Mauro Secci, Francesca Pierpaoli,  Nicola Ebau

Per me i costumi sono stati la cosa più bella,  realizzati punto su punto dalle nostre sarte del Teatro lirico su bozzetti di Angela Buscemi. I colori caldi e intensi di essi e la precisione dei particolari  completavano la scenografia grazie anche al  risalto dato dalle luci .

Barbara Crisponi

LE VOCI. Buono il cast (il secondo), formato nella maggior parte da artisti sardi. Le donne hanno vinto.

Vocalmente intensa ed espressiva ,  è risultata la voce della protagonista Anna  interpretata da soprano Tiziana Caruso.  Non è stata da meno il soprano Barbara Crisponi nel ruolo di Pasca,  donna sedotta e inizialmente abbandonata, che ha saputo rendere bene la gelosia, il dolore e la determinazione di chi non vuole perdere il suo amore.  Allo stesso livello le altre interpreti come il mezzosoprano cagliaritano Francesca Pierpaoli sempre precisa e scenicamente  adeguata e il mezzosoprano Luana Spinola drammatica mediatrice. Per quanto riguarda le voci maschili invece, mi duole dire che il tenore  Giuseppe Talamo nel ruolo del poeta-Cicciottu Jacòni, pur avendo reso bene dal punto di vista  interpretativo, non è stato vocalmente all’altezza. Infatti è risultato troppo leggero per un ruolo che richiede una vocalità molto più intensa soprattutto nel registro centrale. Ed è proprio qui che spesso la musica lo sovrastava. Ottimi gli altri interpreti: il baritono Nicola Ebau (Battista Burédda); il tenore Mauro Secci (Diécu Fascióla); il baritono Alessandro Porcu (Ciccittu Frési); il tenore Moreno Patteri (Un pastore/Un vendemmiatore).

Il  Coro a tàsgia dell’Accademia Popolare Gallurese “Gavino Gabriel”, relegato in fondo alla scena si sentiva a malapena ed era poco amalgamato. Un plauso invece al Coro del teatro lirico perfettamente a suo agio sia vocalmente che scenicamente, diretto dal maestra Gaetano Mastroiaco.

Questa sera si replica alle 17 col primo cast.

Sotto un particolare dei costumi durante la preparazione nella Sartoria del teatro lirico

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foto di Priamo Tolu

Ieri pomeriggio sono stata invitata a tenere una conferenza sull’opera  Nabucco di Giuseppe Verdi  , per gli operatori sanitari e i pazienti della ASL 8, che questa sera assisteranno alle prove generali al Teatro Lirico di Cagliari. Ho accettato volentieri anche se devo dire che l’idea di fare una conferenza un po’ mi spaventava. Il mio mestiere è cantare, ma qui si trattava di mettere a disposizione la mia esperienza al servizio di chi sta avvicinandosi al mondo dell’opera per la prima volta. Nel 2012  c’ero anche io in palcoscenico per questa produzione di Nabucco, con la regia di Leo Muscato  e le faticosissime prove e tutto il resto sono ancora vive.

Dopo una breve presentazione,  ho illustrato come avviene l’allestimento dell’opera, il compito del regista, del maestro del coro  e del direttore d’orchestra.

Ho raccontato quello che avviene dietro le quinte e il complesso lavoro dei vari settori: sartoria, luci,  macchinisti, falegnameria, scenografia, trucco,  oltre naturalmente a quello del coro , dei solisti e dell’orchestra; le fasi delle  prove come l’assieme, l’ antepiano e le prove  generali.

Dopo aver esposto in maniera sintetica la trama ho proiettato delle foto che riguardavano la vecchia produzione del 2012 e alcune foto di Priamo Tolu della nuova edizione . Attraverso le immagini abbiamo analizzato più a fondo la psicologia dei personaggi e i loro caratteri. Ho parlato della differenza fra coristi e artisti del coro e dell’importanza che proprio il coro ha in quest’opera verdiana.

Fra un ricordo e l’altro è stato impossibile non  citare le manie e i riti scaramantici che accompagnano gli artisti e che si tramandano nel tempo. Dalla mia memoria è riemersa la scena della mia prima “eredità”. Erano i primi anni della mia bella professione quando una collega ormai giunta alla pensione mi regalava i simboli del nostro lavoro: una matita per occhi , un fard e un chiodo storto, vero portafortuna di palcoscenico. (In proposito tempo fa avevo dedicato al ricordo, questo post).

Mentre parlavo vedevo che gli occhi di chi mi ascoltava erano attenti ed incuriositi e ciò mi ha gratificato perchè avevo capito che ero riuscita a calamitare la loro attenzione. Ne ho avuto prova alla fine della conferenza dove in tanti si sono avvicinati per ringraziarmi di aver suscitato in loro la curiosità e il piacere di poter assistere questa sera all’opera ben preparati. Ci siamo lasciati con l’intento di vederci  prossimamente per sentire i pareri di ciò che è sicuramente per la maggior parte una nuova esperienza.

Venerdì 2 ottobre alle 20.30 (turno A), va in scena il quinto appuntamento della Stagione lirica e di balletto 2015 del Teatro Lirico di Cagliari: Nabucco, dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, dal dramma Nabuchodonosor di Auguste Anicet-Bourgeois e Francis Cornu e dal ballo Nabuccodonosor di Antonio Cortesi, e musica di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 – Milano, 1901).

L’opera viene presentata, al pubblico cagliaritano, nell’allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, risalente al 2012 e realizzato in coproduzione con l’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari, che si avvale della regia di Leo Muscato, giovane artista e drammaturgo capace di soluzioni registiche di grande inventiva, ripresa, quest’anno, da Alessandra De Angelis, delle monumentali scene di Tiziano Santi, degli eleganti costumi di Silvia Aymonino e delle suggestive luci di Alessandro Verazzi, riprese da Marco Mereu.

La direzione musicale è affidata a Massimiliano Stefanelli alla guida di Orchestra e Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Gaetano Mastroiaco.

Interpreti dell’opera sono due distinte compagnie di canto che si alternano nelle recite: Alberto Gazale, autorevole baritono con particolare predisposizione verso il repertorio verdiano (2, 4, 6, 9, 11)/Leo An (3, 6 scuole, 7, 9 scuole) (Nabucco), David Sotgiu (2, 4, 6, 7, 9)/Roberto Iuliano (3, 6 scuole, 9 scuole, 11) (Ismaele), Simon Lim (2, 4, 6, 7, 9, 11)/Burak Bilgili (3, 6 scuole, 9 scuole) (Zaccaria), Dimitra Theodossiou, celebre soprano greco più volte applaudito a Cagliari (2, 4, 6, 11)/Susanna Branchini (3, 6 scuole, 7, 9) (Abigaille), Lara Rotili (Fenena), Carlo Di Cristoforo (Il Gran Sacerdote), Andrea Giovannini (Abdallo), Vittoria Lai (Anna).

 

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OPEN CALL ATTORI 
SPETTACOLO CON MARCO BALIANI E LELLA COSTA

Mismaonda e Sardegna Teatro organizzano una selezione, tramite curriculum, rivolta ad attori e attrici di età compresa tra i 20 e i 35 anni, per partecipare al workshop HUMAN, condotto da Marco Baliani e previsto il 2/3/4 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari.

La partecipazione al workshop è finalizzata alla selezione di due attori (una parte maschile e una femminile) che saranno scritturati per la produzione HUMAN di e con Marco Baliani e Lella Costa, regia di Marco Baliani.
Per partecipare alla selezione è necessario inviare cv con 2 foto a segreteria@sardegnateatro.it, entro e non oltre il 15 settembre 2015.

Si richiede eventuale disponibilità nel periodo di prove e tour tra aprile 2016 e Aprile 2017.  Sarà data priorità ai nati o residenti in Sardegna.

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LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi sarà rappresentata in forma ridotta- semiscenica, con l’accompagnamento del pianoforte, a Palazzo Siotto , a Cagliari il 5 settembre, per raccogliere fondi contro le Cefalalgie. La Cefalalgia,  racchiude in una sola parola tutte le forme di cefalee. E chi non ne soffre?  Ebbene, attraverso questa raccolta fondi si vuole sostenere la ricerca per dare una speranza a chi soffre in maniera cronica di questo tipo di patologia.

Gli artisti, tutti sardi e non professionisti,  hanno fatto un duro  lavoro di squadra  (togliendo molte ore del proprio tempo libero), che va premiato per il grande sforzo.  Non bisogna avvicinarsi a questa produzione con spirito critico ma col piacere di ascoltare bella musica sapendo  che questo spettacolo sta finanziando una ricerca importantissima.

Le serate saranno due, la prima si terrà a Palazzo Siotto, ma qui i posti sono già tutti esauriti; la seconda recita sarà a  Capoterra all’Anfiteatro, il 12 settembre

I protagonisti saranno: Violetta Cinzia Todde, Alfredo Mauro Secci, Giorgio Germont Riccardo Spina, Flora Monica Fadda, Marchese Alessandro Abis, Annina Miryam Pala, Dottore Pierangelo Corgiolu, Gastone Marco Puggioni. Voce narrante Antonello Maccioni. Al pianoforte Andrea Mudu/Marco Schirru. Maestro del coro  “L’Accademia” Marina Pinna, REGIA Domizia Flaviatelli.

Il corpo di ballo e le coreografie sono di Khamsa Danza di Alessandra Spano.

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Erano una ottantina fra attori, cantanti, ballerini e musicisti, tutti non professionisti. Due anni di prove  due volte la settimana, tutti spinti da una grande passione comune per il musical. In questi giorni hanno fatto il tutto esaurito al Teatro Massimo di Cagliari con lo spettacolo Una suora particolare.

Ieri sera ho assistito ed applaudito, con vero piacere, all’ultima delle repliche . Questa è la compagnia “Il Mosaico” nata a Cagliari nel 1985 e specializzata proprio nella messa in scena di musical.

Conosco perfettamente le difficoltà che si incontrano a mettere in scena uno spettacolo di questa portata dove gli attori oltre che recitare devono danzare e cantare; dove le scene e gli effetti scenici devono funzionare alla perfezione nella velocità dei cambi; dove bisogna trovare i giusti elementi di attrezzeria; creare costumi precisi nei dettagli; curare la recitazione cercando il più possibile di eliminare qualunque inflessione regionale e, soprattutto, eseguire la musica dal vivo con una vera e propria orchestra. Qui la compagnia è riuscita in pieno in tutto questo e soprattutto nell’ intento di divertirsi e far divertire. Un lavoro lungo e difficile ripagato da un grande successo di pubblico. Da tener presente che  la maggior parte dei componenti, nella vita di tutti i giorni, svolgono altre professioni e a questo  spettacolo hanno dedicato solo poche ore a settimana.  Molti di questi artisti però provengono da studi specifici. E’ il caso ad esempio del mezzosoprano Maria Cristiana Ardu che in questo musical ha interpretato egregiamente il ruolo di suor Maria Patrizia, ma che ha al suo attivo un diploma di canto e collabora giornalmente  col Teatro Lirico in qualità di guida per giovani studenti.

La protagonista   Maria Grazia Melis, nel ruolo di Suor Maria Claretta, ha tenuto la scena senza alcun cedimento, sia dal punto di vista della recitazione che da quello vocale.   Da sexi cantante  a suora devota è riuscita a districarsi nel doppio personaggio senza mai eccedere e soprattutto  l’ha resa molto personale.

La regista Pinella Fenu ha fatto un lavoro grandioso. Tutti lo sono stati nello specifico cominciando dal Coro preparato da Andrea Broccia ,la coreografia di Pinella Fenu, Federica Lasio e Rita Pau; la produzione Corrado Caddeo, la scenografia Andrea Belardinelli; i costumi Agnese Casu , il trucco Chiara Caddeo, M.Laura Fanno e Annalisa Melis, le acconciature Sonia Vigo.  Gli Assistenti di scena Francesco Caddeo, Ivana Pisano, Giacomo Tocco,Giorgio Tuberoso, luci Davide Corona, Loïc François Hamelin, fonico Elvio Melas, service audio-luci Giovanni Carlini, macchinista Massimo Fadda, responsabili di sala Maurizio Caddeo, Mariangela Sanna,hanno collaborato Jessica Cadeddu, Domy Madeddu, Gianni Muresu. L’assistente alla produzione è Cristiano Tanas.

La compagnia ha avuto la preziosa collaborazione del  Teatro Lirico di Cagliari e del  Teatro Stabile della Sardegna.

L’Oratorio salesiano San Paolo di Cagliari  da quasi trent’anni ospita le prove.

Sotto un piccolo documento della serata.


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Sarà LA SPIAGGIA di Luca De Bei, il nuovo spettacolo dell’attrice cagliaritana  Elena Pau. Un monologo  molto bello e poetico, a tratti ironico e divertente.

 E’ strano a volte come si senta la fragilità di ogni cosa. In certi momenti hai l’impressione che niente riuscirà a sostenerti nella tua lotta quotidiana con la vita. Tutto intorno potrebbe sbriciolarsi, da un momento all’altro. E le cose che stai facendo, a cui tieni tanto, non avrebbero più nessun significato…
(da ‘La spiaggia’ di Luca De Bei)

con ELENA PAU
impianto scenico e costumi SALVATORE ARESU
trucco di scena FEDERICA LISENI
musiche STEFANO MARCUCCI
regia MARCO PARODI

Un ritratto di donna, dall’infanzia fino alla maturità. Irene si interroga sulla propria vita, alla ricerca di una ragione per la sua solitudine. Una solitudine che affonda le radici nell’infanzia, che vive e cresce in una mancanza sottile e divorante: quella di un padre, un uomo che ha abbandonato la sua famiglia per crearsi una nuova vita, un nuovo nucleo affettivo. Irene affronta la sua esistenza con coraggio e con ironia, ma con dolorosa ostinazione non rinuncia a conoscere la verità, anzi a cercarla senza tregua, a volte disperatamente, a volte solo per potersi dichiarare viva.
Continuerà così, attraverso gli anni, consumando gioie e sofferenze, nonostante le disillusioni, sapendo accettare il tempo che lascia i suoi segni, e combattendo con la propria volontà che a tratti si perde…
La spiaggia è il luogo metaforico e fisico di questa ricerca. E’ il teatro degli incontri con il padre perduto e, forse, un giorno ritrovato. E’, per Irene, il luogo dei suoi giochi di bambina, dei sogni di adolescente, delle esperienze della maturità.
In questa immensa distesa di sabbia, sotto un cielo fatto di azzurro, di nuvole, di gabbiani, davanti al mare infinito, il dolore sembra placarsi un po’, la coscienza anestetizzarsi, e la verità, che affiora lentamente, farsi addirittura più accettabile.

ufficio stampa Franca Rita Porcu
supporto organizzativo Maria Carla Sulis

assistente di scena Fabiana Mascia

biglietto intero 10 euro
ridotto 8 euro

contatti
070 273504 | 392 6066531

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Fra meno di una settima ci sarà la Prima di Tristano e Isotta al teatro San Carlo di Napoli. Dopo più di dieci anni di assenza, torna sul palcoscenico, dal 22 febbraio al 5 marzo, nella lettura del regista di Lluìs Pasqual .
La grande novità di questa ripresa è, senza dubbio, il debutto al San Carlo di Zubin Mehta.

Tristano e Isotta è un’opera ricca di tensione” – racconta lo stesso Mehta – un intreccio tra amicizia e amore che si sublima nella morte, ma anche un’opera tristemente attuale.”  Per Lluìs Pasqual, invece, “La scenografia è un contenitore che emana gradi di luminosità diversa, mentre un mare nordico, ghiacciato, invade sempre piú la scena partendo dallo sfondo.”

 

Per dettagli e assistenza in n caso di problemi con l’acquisto online rivolgersi al numero 848 002 008 attivo da lunedì a sabato dalle 10 alle 18 o scrivere un’email all’indirizzo servizoclienti@geticket.it.

Teatro di San Carlo
98/f, via San Carlo – 80132 Napoli
ITALIA
T +39 0817972468
www.teatrosancarlo.it

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foto di P.Tolu - Il grande lampadario della Traviata

Quel giorno ascoltavo la radio ed ero sconcertata nel sentire  la signora che parlava dei lavoratori del Teatro dell’Opera come se fossero dei fannulloni. Per lei il lavoro non è cantare e suonare. Quello è solo un passatempo! Il lavoro vero è quello che fa sudare, quello degli operai.

Allora rispondo alla signora con questo mio post. Uno spettacolo è fatto anche di ciò che dice lei, e cioè anche da operai che sudano. Un teatro dà lavoro a tantissima gente; un’Opera lirica è il risultato della collaborazione di tante forze artistiche e manuali. Gli applausi non sono solo per chi suona o canta ma per tutti quelli che stanno sul palcoscenico e fuori. Ho mostrato tante volte le immagini di ciò che avviene dietro le quinte ,prima, durante e dopo lo spettacolo e lo faccio ancora perchè si sappia che in teatro i lavoratori  sudano, come tutti ,e non sono di certo dei fannulloni.

Vi mostro il bellissimo documento fotografico sottostante di Priamo Tolu realizzato durante  il montaggio e i cambi delle scene de La Traviata al Teatro Lirico di Cagliari

 

 

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foto di Priamo Tolu per il Teatro Lirico di Cagliari

Il soprano Irina Lungu ricoprirà il ruolo di Violetta Valery nella edizione cagliaritana de La Traviata di Giuseppe Verdi. Durante le prove è stato impossibile non rimanere incantanti dalla sua vocalità. Mi si accusa di essere sempre troppo buona nei giudizi , soprattutto per quelli che riguardano voci dall’impostazione classica. Diciamoci la verità: è difficile che io parli di una voce che non mi piace. Piuttosto che essere pesante preferisco non parlarne. Quando ne parlo è perchè voglio complimentarmi o fare una critica costruttiva laddove c’è del talento.

La voce di Irina Lungu però è davvero bella e vale la pena farlo sapere. Il ruolo di Violetta le sta divinamente e forse Verdi, quando ha scritto questa parte, ha pensato ad una vocalità come la sua: ampia, estesa, mai volgare ma sempre piena di gusto, colori e sfumature. Ha una padronanza tecnica impressionante perchè, se così non fosse, non riuscirebbe certo a cantare  la famosa aria E’strano -Follie Follie, in posizione orizzontale così come le ha richiesto la regista  Ursel Herrmann . Che dire… fortunati gli abbonati che riusciranno a sentirla. Lei è giovanissima ma ha già un curriculum di tutto rispetto. Con l’ Alfredo Germont di Francesco Demuro compongono una coppia di lusso, molto affiatata e già sperimentata in altre occasioni.

Irina Lungu, dopo aver compiuto gli studi di pianoforte e direzione corale, si  è laureata in canto nel 2003 al Conservatorio di Stato di Voronež, in Russia.
E’ risultata vincitrice di numerosi concorsi internazionali, tra i quali il ?ajkovskij  di Mosca, Maria Callas di Atene, Elena Obraztsova di San Pietroburgo,  Montserrat Caballé di Andorra, Belvedere di Vienna, Voci Verdiane di Busseto,  Operalia di Los Angeles, la Competizione dell’opera di Dresda. Dal 2003 al  2005 ha frequentato l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano sotto la guida  di Leyla Gencer.

In Italia ha interpretato Parisina a Bergamo, Ugo, Conte di Parigi al Teatro  Bellini di Catania e Moïse et Pharaon per la direzione di Riccardo Muti al Teatro alla Scala, dove è  tornata per Gli stivaletti, Sancta Susanna di Hindemith e La Traviata diretta da Lorin Maazel. Tra
gli impegni successivi si segnalano: Maria Stuarda al Teatro alla Scala e a Venezia; La Traviata al  Teatro alla Scala, al Teatro Filarmonico di Verona e al Teatro Regio di Torino; Carmen allo  Sferisterio di Macerata e all’Arena di Verona; La Bohème per le Settimane Musicali di Stresa; Il
corsaro al Festival Verdi di Parma; Il Turco in Italia al Teatro Carlo Felice di Genova.  Recentemente ha interpretato La Traviata a Vienna, alla Deutsche Oper di Berlino, a Wiesbaden, ad  Aix-en-Provence, Digione, Caen, al Teatro San Carlo di Napoli e al Regio di Torino, Faust al
Teatro alla Scala e ad Amsterdam, L’elisir d’amore al Teatro alla Scala, a Pechino, La Coruña e  Verona, Carmen a Salerno e all’Arena di Verona, Un giorno di regno a Bilbao, Rigoletto al Regio  di Torino, ad Aix-en-Provence, all’Hollywood Bowl in forma di concerto per la direzione di
Gustavo Dudamel ed al Metropolitan di New York, Falstaff per il Teatro alla Scala, sia a Milano  che in tournée in Giappone, Don Pasquale a Verona, La Bohème al Metropolitan e al Covent  Garden di Londra.

melodramma in tre atti
libretto Francesco Maria Piave, dal dramma La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio
musica Giuseppe Verdi

personaggi e interpreti
Violetta Valéry Irina Lungu (7, 9, 12, 14 ore 20.30, 16)/Jessica Nuccio (8, 11, 13, 14 ore 11)
Flora Bervoix Anastasia Boldyreva
Annina Vittoria Lai
Alfredo Germont 
Francesco Demuro (7, 9, 12, 14 ore 20.30, 16)/Danilo Formaggia(8, 11, 13, 14 ore 11)
Giorgio Germont Vittorio Vitelli(7, 9, 12, 14 ore 20.30, 16)/Dario Solari (8, 11, 13, 14 ore 11)
Gastone Gustavo De Gennaro
Barone Douphol Nicola Ebau
Marchese d’Obigny Claudio Levantino
Dottor Grenvil Gianluca Lentini
Giuseppe Mauro Secci
Domestico di Flora/Commissionario Francesco Leone

maestro concertatore e direttore Donato Renzetti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli

regia Karl-Ernst e Ursel Herrmann
scene e costumi Karl-Ernst Herrmann
luci Karl-Ernst HerrmannRobert Brasseur
coreografia Wolfgang Enck

allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in comproprietà con la Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf-Duisburg

Solo per i lettori di Musicamore  ecco un piccolo video rubato alle prove di scena.


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Ho sempre pensato che uno spettatore, per capire meglio la grandezza di uno spettacolo d’Opera, dovrebbe assistere almeno ad una prova di regia. Ogni movimento scenico, ogni momento di regia è ripetuto decine di volte fino al raggiungimento della perfezione. E’ vero poi che al momento dell’esecuzione pubblica quella perfezione non si raggiungerà quasi mai. Tanta fatica, tanti sacrifici da parte di tutti per regalare al pubblico uno spettacolo di prima qualità. Il Teatro Lirico, da diversi anni a questa parte, organizza delle visite guidate all’interno del teatro compresa anche la possibilità di assistere   a prove di regia, di concerto o di balletto. Queste visite principalmente sono rivolte alle scuole ma anche ad associazione, gruppi di appassionati, turisti ecc.

Nell’opera Flauto Magico che andrà in scena venerdì al Teatro Lirico di Cagliari, Mozart ha previsto un gruppo corale ridotto. Ho potuto quindi stare dall’altra parte della scena e raccogliere un piccolo documento delle prove che vi propongo di seguito.

venerdì 30 maggio 2014, ore 20.30 – turno A  - sabato 31 maggio 2014, ore 19 – turno G - domenica 1 giugno 2014, ore 17 – turno D - martedì 3 giugno 2014, ore 20.30 – turno F - mercoledì 4 giugno 2014, ore 20.30 – turno B - giovedì 5 giugno 2014, ore 11 – ragazzi all’opera  venerdì 6 giugno 2014, ore 20.30 – turno C - domenica 8 giugno 2014, ore 17 – turno E


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Teatro Cagliari: Bando per la selezione dei 15 attori professionisti per L'“Atelier Macbettu”Teatro Cagliari: Bando per la selezione dei 15 attori professionisti per L’“Atelier Macbettu”

 Il CeDAC Sardegna organizza – in collaborazione con Il crogiuolo – l’“Atelier Macbettu”, il laboratorio di creazione teatrale condotto dal regista Alessandro Serra (Compagnia Teatropersona) e rivolto a 15 attori professionisti (13 attori e 2 attrici) che si svolgerà a Cagliari, presso il Teatro La Vetreria – nello Spazio della Scuola di Arti Sceniche (in via Italia a Pirri) da martedì 1 a sabato 5 aprile 2014.
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Mi spiace doverlo dire, ma questa Traviata di Giuseppe Verdi, opera inaugurale della stagione 2013 al Teatro alla Scala è veramente da dimenticare  . In un momento in cui i Teatri lirici stanno soffrendo, trovo ingiusto proporre un’opera con questi elementi musicali e registici.

La Traviata è l’Opera italiana per eccellenza che nell’anno verdiano e nel teatro più importante del mondo andava, a mio avviso, rappresentata con un cast tutto italiano. Ma  cosa abbiamo visto?

L’ambientazione era più o meno ai giorni nostri, (e vabbè, questo è il meno peggio); la regia che ha evidenziato  il degrado sociale degli ambienti “bene” (anche questo ci sta); ma la gestualità e gli elementi scenici ? Per dirne una: Alfredo, nella casa di campagna  è intento a stendere la pasta su un tavolo, quasi a volerlo ridicolizzare e relegare in un ruolo che, all’epoca, era esclusivamente della donna e, in quell’ambiente, ad una serva.

Penoso!

Nel terzo atto Violetta è moribonda ma bazzica fra bottiglie di superalcolici e psicofarmaci e ride e piange come una  pazza. Ma il regista aveva capito che l’opera era La Traviata e non Lucia di Lammermoore?  Ma la tisi portava alla pazzia? Non mi risulta.

Al suo fianco una Mara Zampieri nel ruolo di Annina, con tanto di capigliatura punk rosso fuoco,  si muoveva a casaccio sulla scena e vocalmente preferisco tacere.

L’arrivo di Alfredo. Quel momento che raggiungerà l’apice poetica con “Parigi o cara“, in cui l’abbraccio sarebbe stato la logica conseguenza di una storia tormentata, diventa quasi un fastidio. Alfredo arriva con fiori e scatola di dolci, forse meringhe, e, vedendo Violetta, le consegna gli omaggi ma non la sfiora neppure per un attimo. La guarda a distanza , quasi schifato di averla trovata in quello stato. E’ possibile.

Col Dottore,  Giorgio Germont, Annina, Alfredo, Violetta, l’opera chiude un siparietto comico fatto di movimenti meccanici e ridicoli come burattini e che vedono la protagonista morire su una sedia dopo aver raggiunto l’apice della pazzia.

Dal punto di vista musicale, il direttore Daniele Gatti ha tenuto tempi lentissimi soprattutto in  quella parti in cui Verdi gradiva allegro  e vivace; non lo dico io ma la partitura lasciata dal maestro di Busseto. I tempi spesso subivano anche dei rallentamenti e degli accelerandi inaspettati.  La festa del secondo atto pareva un funerale con una Flora inascoltabile vocalmente, (chissà quante artiste del coro avrebbero fatto decisamente meglio di lei!) .   Vocalmente gli altri protagonisti erano più che accettabili ma a farla da padrona è stata sicuramente la  Diana Damrau che, vittima di un regista confuso, ha comunque messo in evidenza qualità vocali e sceniche di tutto rispetto.

Applausi ma anche tanti buu soprattutto per regista e direttore. Traviata da dimenticare o ricordare a seconda dei gusti.

Qui un articolo correlato dal sito Classica online


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 Tra le polemiche , (costi e qualità degli allestimenti), al Teatro Lirico di Cagliari si ricomincia con una nuova opera: I Pagliacci, con una grande regia, quella di Franco Zeffirelli.

Nonostante tutto il lavoro  deve andare avanti e la grande musica deve rimanere al primo posto.

Quando ho detto a mia figlia adolescente  che avremo fatto un’Opera con la regia del grande regista toscano mi sono sentita rispondere:” E chi è?” Non sapevo e forse non mi sono resa conto che anche Franco Zeffirelli ha superato la generazione. Viene da pensare che sia immortale per via di grandi film passati alla storia come Romeo e Giulietta o Gesù di Nazareth. Ma proprio quest’ultimo, anche se velatamente, ha aperto la mente a mia figlia perché è comunque un film che continua ad essere diffuso  nelle scuole ma anche in TV in diverse periodo dell’anno e che continua ad affascinare  grandi e piccoli, credenti e non.

Comunque ieri l’aiuto regista di Franco Zeffirelli, ci ha voluto conoscere per prendere visione dei personaggi che andrà ad assegnare all’interno del coro, una pratica in uso fra i registi di un certo livello. In tanti anni di professione artistica ho constatato che la regia così particolareggiata è quella che dà risultati migliori anche se ognuno di questi è parte di una massa. Il particolare fa la differenza e dà al singolo la possibilità di esprimersi scenicamente in maniera più completa. Ciò che un po’ “preoccupa” (si fa per dire) in queste scelte, è capire come un estraneo (il regista) ci possa appioppare il personaggio (zingara, borghese, metresse, mafioso , ragazzo di strada, spacciatore ecc) .

La riflessione nasce spontanea.

Vabbè, da questa sera si inizia con le prove di regia e prossimamente cercherò di rendere partecipi tutti i nostri abbonati – lettori di questo blog dell’allestimento di questa regia, per accompagnarli pian piano alla Prima.

Intanto posto un video del regista Franco Zeffirelli , che in altra occasione parla dei suoi Pagliacci.


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Questa sera si terrà la prima rappresentazione dell’ Elisir d’amore, spettacolo prodotto dal Teatro Lirico di Cagliari  per una piccola tournée in tre centri della Sardegna: Carbonia, Alghero, Tempio. In queste cittadine i teatri sono di piccole dimensioni ed è sempre necessario adattarsi con delle prove di assestamento, prove in cui il regista, spesso è costretto a fare alcune modifiche sui movimenti scenici delle masse artistiche.  Ieri, durante le prove generali al teatro di Carbonia, le difficoltà sembravano insormontabili: l’ orchestra ahimè risulta sacrificata in una buca di piccole dimensioni che non permette la completa fuoriuscita del suono. Per i non addetti ai lavori spiego brevemente quali sono i rischi di questo deficit: la musica non arriva bene sul palco e questo significa che tutti gli artisti, solisti e coro, sono  costretti a cantare come se non avessero accompagnamento musicale affidandosi quindi totalmente alle braccia del direttore. I rischi però sono enormi: intonazione e ritmo, soprattutto nei difficili concertati, possono andare a catafascio. La tecnologia però permette oggi degli accorgimenti e i nostri tecnici, che sono dotati di alta professionalità, sono riusciti a risolvere i problemi in breve tempo, disponendo dei riporti sonori che hanno così permesso il normale svolgimento della prova generale. Il piccolo pubblico ammesso per l’occasione ha mostrato di gradire questo spettacolo sottolineando i diversi momenti con applausi spontanei.

Questa sera quindi tutto è pronto per una prima che si spera, faccia il tutto esaurito. Un plauso particolare a tutti i solisti: in prima linea la nostra artista sarda   Elisabetta Scano (Adina),  una vera risorsa artistica della nostra terra; ma anche al tenore Camillo Facchino (Nemorino), al baritono Valeriu Caradja (Belcore), al baritono Enrico Maria Marabelli (il dottor Dulcamara),al soprano Vittoria Lai (Giannetta). In qualità di voce recitante si esibisce anche l’attore cagliaritano Simeone Latini che sarà presente solo nella versione dell’Elisir d’amore adattata per gli studenti delle scuole locali domani mattina.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti dal maestro concertatore e direttore Francesco Pasqualetti. Il maestro del coro è Marco Faelli.

La regia è di  Primo Antonio Petris, i costumi di Marco Nateri ,le luci di Loïc François Hamelin.

La manifestazione si avvale della collaborazione della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna e delle Amministrazioni comunali di Carbonia, Alghero, Tempio Pausania.

Prezzi biglietti: € 7 (intero), € 5 (ridotto). In vendita, il giorno dello spettacolo, dalle 18 alla Biglietteria dei rispettivi teatri di Carbonia, Alghero e Tempio Pausania.

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La bella cittadina di Bosa, località turistica della Sardegna, funge da scenografico sfondo allo spettacolo Operetta Eterno Amore  .

Backstage

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Tante volte mi sono sentita ripetere questa frase: “beati voi, sempre in giro a fare spettacoli, chissà che spasso!”

Ho sempre risposto che prima dello spasso c’è sempre l’impegno lavorativo che, soprattutto nella così detta “attività decentrata” è abbastanza faticoso. A questa mia risposta corrisponde sempre un sorrisetto ironico. Non voglio aggiungere altro, se non quello di raccontarvi una giornata tipo di attività decentrata ovvero di uno spettacolo fuori sede.

Quasi sempre,  le piazze da raggiungere, sono molto lontane dal Teatro in cui si svolge la normale programmazione.

Ieri ad esempio si è andati in scena  a Bosa, ridente cittadina sarda in provincia di Oristano. Si trova nella subregione storica della Planargia. Una bella località di villeggiatura dove i  turisti giustamente, a conclusione di una giornata trascorsa al mare hanno desiderio di completarla  assistendo ad uno spettacolo, magari all’aperto.

Abbiamo raggiunto Bosa arrivando da un’altra piazza, Nuoro . Lo spettacolo che stiamo portando in tournée è intitolato Operetta Eterno Amore con la coppia Daniela Mazzucato e Max Renè Cosotti , Andrea Binetti, Miryam Cosotti e il direttore d’orchestra Romolo Gessi.

La partenza dall’albergo nuorese, con pulmann, è avvenuta alle 9,30 del mattino.

C’è da tener presente che la sera prima fra spettacolo e cena, il sonno è cominciato abbondantemente dopo l’ una del mattino.

Abbiamo attraversato la Sardegna  giungendo alla nuova sede in tempo utile per poterci sistemare negli alberghi e andare alla ricerca di un posto per pranzare. Pur non avendo ancora smaltito la stanchezza del giorno prima, è importante mandare giù un boccone e riposarsi al più presto per essere in forma  per lo spettacolo.

Due ore prima della rappresentazione,  ci siamo recati nella nuova sede per fare una prova così detta “di assestamento”, che consiste nel provare la funzionalità del palcoscenico, le  distanze, gli ingressi, le luci, il sistema di amplificazione (all’aperto è indispensabile); qualche vocalizzo per scaldare la voce, accordare gli strumenti e ripassare qualche punto musicale col direttore d’orchestra. I cantanti poi completano il trucco, sistemano i costumi con l’aiuto della sarta di turno e poi attendono il pubblico. Ebbene si, un grande artista non fa attendere il pubblico, ma al contrario è lui ad attenderlo, e con molta ansia, perché  lo spettacolo è fatto per il pubblico e se questo non ci fosse  tutto ciò non avrebbe alcun senso!

C’è una certa emozione nel vedere la gente che acquista il biglietto, si sistema e riempie pian piano la platea.  Al contrario  se il pubblico non arriva ci si demoralizza facilmente.

Scocca l’ora, il direttore appare in pubblico al centro dell’orchestra, scatta l’applauso, tra artisti ci si guarda , ci si scambia le frasi di rito e lo spettacolo comincia. Ecco ancora  una nuova avventura, un pubblico diverso,  e da lì a qualche ora si concluderà; si gode degli applausi e poi, stanchi, ci si dirige verso il meritato riposo esattamente come ho descritto all’inizio del post.

Questo avviene generalmente per 6, 7, 8 giornate, a volte di seguito, altre alternate, ciò dipende dalla distanza dei luoghi.

Chiuso un ciclo se ne comincia un altro nella stessa stagione, con un altro programma.

L’attività decentrata è una parte importante e indispensabile del nostro lavoro,  la cultura deve arrivare in maniera capillare dappertutto ma vi garantisco, che è molto faticoso.

Ieri sera ho voluto documentare tutto questo con la mia piccola Canon.

Eccodi seguito le prossime piazze:

martedì 23 luglio alle 21 all’Arena Mirastelle di Carbonia; mercoledì 24 luglio alle 21 nel Sagrato della Cattedrale di San Pantaleo di Dolianova; venerdì 26 luglio alle 21 nella Piazza del Comune di Pula; sabato 27 luglio alle 21.30 al Parco della Musica di Cagliari.

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Uno dei ricordi più belli che ho da quando lavoro al Teatro Lirico è sicuramente l’aver visto il pubblico in visibilio che faceva il tutto esaurito per una edizione della Vedova Allegra. All’epoca si  vendevano ancora i biglietti in piedi il che voleva dire vedere ogni angolo del teatro pieno di spettatori.  Era stata aggiunta anche una recita straordinaria per soddisfare le richieste del pubblico. Era un’edizione speciale. La regia di Gino Landi e un cast di solisti superlativo hanno fatto di quella edizione uno spettacolo passato alla storia. Anche in quell’occasione abbiamo potuto ammirare Daniela Mazzucato nelle vesti di Valencienne mentre nella parte di Anna Glavari la grande Luciana Serra. Max Renè Cosotti invece ricopriva il ruolo di Camillo.

Questa sorella minore dell’Opera piace sempre tantissimo in quanto lo spettacolo è comunque più leggero nella sua struttura e oltre ad avere musiche molto orecchiabili e ripetitive, comprende anche momenti di prosa e ballo .In questi giorni al teatro Lirico di Cagliari si sta preparando uno spettacolo dove l’Operetta è la protagonista, anzi le operette, perché questo spettacolo, intitolato Operetta Eterno Amore,  sarà un collage dei brani  più famosi delle operette più popolari della storia attraverso una trama che li collega. I protagonisti poi non potevano che essere specialisti in questo genere: Daniela Mazzucato e Max Renè Cosotti  coppia regina dell’Operetta  con Andrea Binetti e Miriam Cosotti  . L’Orchestra e Coro del Teatro Lirico sono guidati da Romolo Gessi, direttore triestino specialista del repertorio lirico-leggero, mentre il maestro del coro è Marco Faelli.

Lo spettacolo è realizzato da: Alessandro Gilleri (regia), Antonio Giacomin (video proiezioni), Manuela Peresutti (costumi), Claudio Schmid (luci), Luciano Pasini (coreografie).

Di seguito tutte le piazze dove potrete andare a vedere questo spettacolo.

La serata inaugurale della tournée, giovedì 18 luglio alle 21, è prevista al Teatro Eliseo di Nuoro, per poi proseguire: venerdì 19 luglio alle 21 all’Ex Convento dei Cappuccini di Bosa; martedì 23 luglio alle 21 all’Arena Mirastelle di Carbonia; mercoledì 24 luglio alle 21 nel Sagrato della Cattedrale di San Pantaleo di Dolianova; venerdì 26 luglio alle 21 nella Piazza del Comune di Pula; sabato 27 luglio alle 21.30 al Parco della Musica di Cagliari.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 10 alle 13 e, nelle singole località, un’ora prima dello spettacolo; telefono 0704082230 – 0704082249, fax 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube.

Nelle foto alcuni momenti delle prove.

 

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Oltre 700 sale cinematografiche in tutto il mondo proietteranno il prossimo 9 luglio in contemporanea sui loro maxischermi, grazie alla diretta Rai, il Rigoletto di Verdi allestito nel Teatro Antico di Taormina (Messina), realizzato da Enrico Castiglione insieme alla costumista Sonia Cammarata. Il titolo inaugurera’ la ricca stagione musicale, diretta dallo stesso Castiglione, che si protrarra’ fino a settembre.

Gli  interpreti saranno:

 

CARLOS ALMAGUER  ”Rigoletto”

GIANLUCA TERRANOVA “Duca di Mantova”

ROCIO IGNACIO “Gilda”

GIANFRANCO MONTRESOR “Monterone”

ENRICO CASTIGLIONE Regia & Scene

SONIA CAMMARATA Costumi

Gianluca Terranova è considerato tra i miglior interpreti al mondo nelle vesti del volubile Duca, affascinante e seduttore, ruolo vocalmente impervio che ha sancito il suo definitivo lancio internazionale, prima all’Arena di Verona e alla Scala, e in rapida successione nei maggiori teatri d’Europa e oltreoceano.

Gli appassionati che hanno apprezzato Gianluca Terranova nella fiction “Caruso, la voce dell’amore”, potranno ora ammirarlo dal vivo nella pienezza dei suoi mezzi vocali e attoriali, rendere omaggio al bicentenario della nascita di Verdi.

Non è la prima volta che la lirica va’ al cinema. Qualche anno fa assistetti all’inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala con una Carmen. Ci fu il pienone. Mai visto il cinema tutto esaurito come allora.

Dovrebbero andarci quelle persone che sono convinte che la lirica non ha seguito!

Spero davvero che l’iniziativa riscuota il successo delle volte precedenti.

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Chi era Macbeth? Era davvero sua l’ambizione di diventare re? Che cosa ha scatenato in lui la pretesa del trono?Gli ultimi giorni dell’assedio al castello di Cawdor prima dell’attacco finale.

Il generale Macbeth, assillato dai sensi di colpa, narra ad un giornalista la storia della sua ascesa e della sua caduta: le ultime ore di un generale diventato re con l’omicidio e con l’inganno, documentate da un reporter di guerra. Rivelerà i retroscena della vicenda che lo ha condotto fino a quel punto rivivendo, per il giornalista i momenti decisivi che hanno determinato il suo destino: l’incontro con le tre streghe, il complotto escogitato con lady Macbeth, l’uccisione del re e la messa in scena per dare la colpa alle guardie, i sospetti sull’amico Banquo e la sua uccisione, la pazzia della moglie, l’attesa della battaglia finale…

Il giornalista gli porrà delle domande e cercherà di trovare quelle risposte che la storia stessa e il pubblico non sono ancora riusciti a dare.

Le scene tratte da Shakespeare sono rigorosamente nell’Inglese del Bardo, mentre Il giornalista è interpretato da un attore che recita in doppia lingua, rivolgendosi a Macbeth in inglese e commentando alcuni dei momenti più significativi in lingua Italiana, per facilitare la comprensione della lingua inglese.

Sono rimasta affascinata da questa storia, che è la trama di uno spettacolo teatrale scritto per i ragazzi delle scuole medie e si intitola

MACBETH Biography  of a killer

in lingua inglese

da William Shakespeare

con
Julia Dixon Phillip
Steven McIntyre
Jamie Walker
Matteo De Mojana

drammaturgia e regia di
Laura Pasetti

Un modo per far arrivare ai ragazzi in maniera semplice la storia contorta del Macbeth shakespeariano.

Oggi più che mai il teatro è per i giovani studenti il modo migliore per imparare, farsi un po’ di cultura senza annoiarsi.

 

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Ci sono persone appassionate d’Opera lirica e di danza e queste passioni vengono soddisfatte quasi sempre entrambe proprio durante una rappresentazione operistica. Spesso infatti capita che all’interno di un’Opera vi sia anche un intervento danzato. Famosissime le danze in Aida, nella Carmen di Bizet, nella Traviata ecc.

Verdi, quando scrisse il Macbeth, non aveva previsto un intervento danzato, ma lo aggiunse in un secondo tempo in occasione dell’edizione francese del 1865   forse perchè la prima versione non ebbe un grande successo.

Esso rappresenta probabilmente la più bella incursione di Verdi nel regno della danza, caro al melodramma francese, unendo la consueta perizia teatrale ad una solida scrittura sinfonica, che si rivela anche con l’uso di quasi tutti i timbri dell’apparato orchestrale.

Inoltre egli modificò numerosi passi, ne tagliò altri e riscrisse ex novo (testo compreso) il coro “Patria oppressa“.

La versione cagliaritana, in fase di preparazione in questi giorni, è forse la versione più ricca di danza. Il regista coreografo Micha van Hoecke infatti ha previsto che anche durante le parti cantante, il corpo di ballo mimi ciò che cantano coro e solisti.

Ecate  sarà interpretata da Marzia Falcon , Il corpo di ballo è l’ Ensemble di Micha van Hoecke

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Leggi la prima parte -

Ale, non ci crederai, ma questa mattina in sartoria si è presentato colui che interpreterà il personaggio di Otello. Ha ricevuto ordine dal sovrintendente di ricoprire il ruolo ed è perciò che gli abbiamo preso le misure per realizzare il suo costume di scena. “

- “Ma chi è? Perchè me lo dici con questo tono sorpreso?”

Non volevo credere a quello che Otty mi stava raccontando. Il sovrintendente aveva chiamato il primo violino , il maestro Giamelis (quello che sostiuitò io questa sera alla prima prova col direttore) facendogli una proposta simile alla mia, più o meno in questi termini:

- “Maestro, lei è un validissimo musicista, raffinato e diligente, un ottimo acquisto per la nostra orchestra, ma siccome ha anche tante altre qualità vorrei chiederle il favore di metterle a disposizione. Vogliamo rilanciare questa macchina culturale, il nostro Teatro Lirico,  ma lo possiamo fare solo sfruttando al massimo tutte le nostre  risorse. So che lei se la cava bene anche nella recitazione e sono convinto anche nel canto. Per di più ha anche le fisique di role per interpretare bene la parte di Otello. Le propongo, con un cachet adeguato,di accettare questo ruolo. Abbiamo bisogno di persone come lei per partire alla grande con la nuova Stagione lirica 2013.”

Il maesto Giamelis, a quanto mi ha raccontato la collega Otty, era scioccato dalla proposta. Anche lui, come me, ha tentato di far capire al dirigente, che ognuno deve svolgere la mansione per i quali ha acquisito i titoli  come li studi al Conservatorio, le masterclass, i concorsi e i concerti in giro per il mondo. E’ praticamente impossibile svegliarsi un giorno e cambiare totalmente mestiere. “E’ impossibileee!!!” gli ha gridato guardandolo negli occhi. Lui naturalmente ha sollevato la voce invitandolo all’obbedienza e ad accomodarsi fuori dalla porta.

-”E si ricordi che deve passare in sartoria a farsi prendere le misure per l’abito di scena!!” Sono state le ultime parole che ha inteso mentre si sbatteva la porta alle spalle.

Ma Otty aveva ancora da dirmi qualche cosa

Sai Ale, il bello non te l’ho ancora detto. Il sovrintendente mi ha proposto, anzi , imposto la parte di Desdemona. Se non avessi sentito la tua storia e quella del maestro Giamelis, mi sarei sentita veramente una mosca bianca, e invece a questo punto nulla mi sembra veramente così assurdo. Cosa farò una volta sul palcoscenico? Detto fra noi è sempre stato il mio sogno poter almeno per una volta essere al posto delle tante dive che ho avuto modo di conoscere e servire. Ma per il resto? Non so cantare neppure Fra Martino campanaro!”

Abbiamo cominciato a ridere senza controllo, le lacrime scendevano copiose e non si capiva se per la risata o per la disperazione.

Le ho detto che in fondo nessuno di noi aveva colpe.Tutti  siamo seri professionisti, ma di altre mansioni e mai ci saremmo permessi di presentarci senza conoscere e saper fare il nostro mestiere se qualcuno dall’alto non ce lo avesse imposto!

C’è invece chi ricopre ruoli senza titoli e senza vergogna, ma è vero anche che prima o poi tutti i nodi verranno al pettine e si dovranno fare i conti  con la giustizia  terrena e anche divina.

Chiusa la telefonata ho ricominciato a pensare alla prova della sera  in orchestra , quella della lettura dello spartito di Otello, col direttore.

L’ora è arrivata. Poco prima di entrare in Teatro, mi colpisce il manifesto dell’Otello. Ma come, era già pronto? E’ incredibile che la dirigenza avesse dato per scontato che tutti avrebbero accettato i ruoli. Strano manifesto però. Erano scritti solo i nomi dei due artisti principali senza gli altri: i comprimari, lo staff, il direttore e il regista. Forse ha deciso di mandare in scena un Otello ridotto, per risparmiare sugli straordinari. Mah!

Mentre timbro il cartellino tengo  gli occhi bassi, mi vergogno troppo di quello che sto andando a fare, e così fino al momento in cui raggiungo la sedia  nel golfo mistico, quella di Giamelis sotto il direttore d’orchestra, mi vergogno troppo! Apro lentamente la custodia e comincio ad accordare il mio strumento. Ha un odore particolare. Sono contenta di averlo ripreso. Per qualche istante mi sono isolata ed ho goduto di un piacere che non provavo da quasi vent’anni. Poi ho pensato a chi poteva essere il direttore.

Nel frattempo intorno a me i colleghi  prendono posto. Sento saluti, risatine, chicchiericcio ridanciano ma io non oso ancora sollevare lo sguardo . Che strano, le voci che sento sono molto familiari, mi sembra di essere in sala coro. Ad un certo punto qualcuno mi dà una pacca sulla spalla, ” Ciao Ale, sei pronta?”

Sollevo gli occhi e chi ti vedo?

“Non ci posso credere!!

Fine seconda parte (leggi qui il seguito)

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Siamo ormai agli sgoccioli. Con la prova generale dell’opera Don Quichotte, si chiude definitivamente il periodo di prova. Il pubblico di questa sera  è prevalentemente formato da giovani . Saranno infatti loro a far capire a noi artisti il livello di gradimento del  lavoro svolto.

Le premesse per uno spettacolo d’alto livello ci sono tutte. Ora si punta alla  grande prima cagliaritana.

Teatro Lirico di Cagliari

STAGIONE LIRICA E DI BALLETTO 2012
venerdì 20 aprile 2012, ore 20.30 – turno A
domenica 22 aprile 2012, ore 17 – turno D
martedì 24aprile 2012, ore 20.30 – turno B
giovedì 26 aprile 2012, ore 20.30 – turno F
venerdì 27 aprile 2012, ore 20.30 – turno C
sabato 28 aprile 2012, ore 19 – turno G

DON QUICHOTTE
comédie héroïque in cinque atti
libretto Henri Cain, dal dramma in versi Le chévalier de la longue figure di Jacques Le Lorrain e dal romanzo El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes
musica Jules Massenet
in lingua originale francese con sopratitoli in italiano

personaggi ed interpreti
Dulcinée, Anita Rachvelishvili (20, 22, 24, 27)/Viktoria Vizin (26, 28)

Don Quichotte, Orlin Anastassov (20, 22, 24, 27)/Arutjun Kotchinian ( 26, 28)

Sancho, Nicola Alaimo (20, 22, 24, 27)/Paolo Rumetz (26, 28)
Pedro, Marina Bucciarelli
Garcias, Esther Andaloro
Rodriguez, Nicola Pamio
Juan Daniele, Zanfardino
Servi, Cristiano Barrovecchio, Giampaolo Ledda
Il capo dei banditi, Simeone Latini
Banditi, Cristiano Barrovecchio, Alessandro Frabotta, Giampaolo Ledda, Alessandro Perucca

maestro concertatore e direttore Daniel Cohen
Orchestra e Coro del Teatro Lirico
maestro del coro Marco Faelli

regia Federico Tiezzi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Giovanna Buzzi
luci Giovanni Pollini
coreografia Virgilio Sieni, ripresa da Chelo Zoppi

allestimento del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
prima esecuzione in Sardegna

 

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(foto di Parenzan dal sito www.teatroliricodicagliari.it)

Si apre un nuovo capitolo per il Teatro Lirico cagliaritano.

Conclusasi la Stagione Sinfonica adesso si accelera la preparazione alla Stagione lirica ormai alle porte. Sono cominciate le prove del  Don Quichotte (opera d’inaugurazione della stagione) ed oggi avremo la possibilità di confrontarci con quello che sarà il direttore d’orchestra del primo appuntamento , il maestro Daniel Cohen . Questa è la fase successiva alla lettura e alla memorizzazione dello spartito ad opera del maestro del coro Marco Faelli.

Fatto ciò si cominceranno le prove di regia col regista Federico Tiezzi .

L’impegno del coro, in quest’opera (che non è di repertorio) consiste in piccoli ma frequenti interventi che ahimè sono spesso più difficili delle arie ben definite. Questi momenti sono strettamente legati alle parti solistiche e se queste, per qualunque motivo dovessero essere imprecise rischiano di mandare all’aria le masse corali. Quindi,  grande impegno musicale oltre che vocale.

Vi posto di seguito una simpatica foto presa in prestito dall’amico Luca Murgia che rappresenta il Don Quichotte creato esclusivamente con gli attrezzi di un tecnico di palcoscenico. Guardare per credere.

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Se volete passare una serata di grande teatro di prosa con attori del calibro di   Giuliana Lojodice, Massimo De Francovich, Luca Lazzareschi, Clio Cipolletta non mancate questa sera a Cagliari al Teatro Massimo alle ore 19.

E’ l’ultima rappresentazione!

Sarabanda

Il mistero dell’amore e dell’odio, il conflitto tra padri e figli, che si consuma tra indifferenza e attaccamento morboso, i fantasmi e gli spettri dei ricordi che non permettono di pacificarsi: sono questi i temi di Sarabanda, l’ultimo lavoro del grande maestro svedese; un vero e proprio compendio della poetica bergmaniana, forse il più rarefatto e puro a livello di scrittura. Ingmar Bergman che aveva trovato nel cinema “una illusione progettata sin nei minimi dettagli” trova la sua grandezza di autore contemporaneo nella perfetta drammaturgia e nella purezza delle immagini di un cinema che può essere teatro e viceversa. Come dimostra questo capolavoro degli addii, dove, più maturi, più acuti, più crudeli si confrontano trent’anni dopo gli stessi personaggi di Scene da un matrimonio, uno dei suoi film più noti, quello in cui si coagula e si riconosce chiaramente l’esperienza biografica di Bergman. Grazie a un notevole potere di sintesi, Bergman riesce in poche pagine a svelare le grandezze e le miserie dell’animo umano, rega-landoci, soprattutto nelle figure femminili, dei personaggi straordinari. Tutto è condotto sotto l’ombra della tragedia in Sarabanda; Bergman, ancora di più dei suoi riferimenti stilistici, che sono chiaramente il grande teatro di Ibsen e Strindberg, è spietato nell’analizzare il mondo delle relazioni umane e familiari. Le relazioni sono figlie di un disamore che nasce dall’impossibilità di amare come dato esistenziale e storico-sociale (dice Johan, l’anziano protagonista: “Ci hanno insegnato tutto, ma non ci hanno detto nulla sui sentimenti”). Sarabanda è un’opera magistrale sull’autismo dei sentimenti, ma anche un canto appassionato sul dolore per la mancanza d’amore. In questo capolavoro del teatro dei sentimenti ci sono tutte le cose importanti che attraversano l’opera di Bergman: il mistero, la vita, la morte, la ricerca di Dio. La riduzione teatrale di Sarabanda, in prima esecuzione assoluta per il teatro italiano, conserva quasi integralmente la sceneggiatura originale basandosi su una drammaturgia che, seppur scritta perla macchina da presa, è perfetta nei ritmi e nelle scansioni teatrali, con una scrittura limpidissima che è nello stesso tempo altissima letteratura e imponente sguardo morale sulla solitudine della nostra società.

Ci hanno insegnato
tutto, ma non ci
hanno detto nulla
sui sentimenti.
Ingmar Bergman

Sarabanda

di Ingmar Bergman
traduzione Renato Zatti

regia Massimo Luconi

scene Daniele Spisa, Massimo Luconi
costumi Sabrina Chiocchio
musiche originali Mirio Cosottini
progetto luci Roberto Innocenti
con Giuliana Lojodice, Massimo De Francovich, Luca Lazzareschi, Clio Cipolletta

Teatro Metastasio Stabile della Toscana/Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato

Cagliari Teatro Massimo
Domenica 20 novembre 2011 ore 19


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direttrice allestimenti scenici CagliariRitorna la tanto amata Carmen di Bizet al Teatro Lirico di Cagliari. Tante le novità per questo allestimento.

Infatti le scene ed i costumi sono affidati ai nostri tecnici. Si potrà così dimostrare ancora una volta la professionalità e la creatività che appartiene a questo nostro teatro con il grande vantaggio di una riduzione di costi per un risultato di altissimo livello.

Per chi non lo sapesse, generalmente le scene ed i costumi vengono presi in affitto da altri teatri a costi sicuramente più elevati e, di questi tempi, anche l’acquisto di uno spillo va valutato attentamente.

Il vantaggio degli allestimenti autonomi è anche quello che potrà essere venduto ad altri teatri  con un buon ritorno economico.

 Le scene saranno affidate quindi a Sabrina Cuccu che, del Teatro Lirico di Cagliari è direttrice degli allestimenti scenici. Tempo fa è stata ospite di questo mio blog e chi vorrà conoscerla in maniera più approfondita potrà farlo rileggendo la mia intervista cliccando qui.

I costumi saranno invece a cura di Mino Fadda e del suo staff a cui dedicherò a breve un ampio spazio.

Un altra curiosità di questo allestimento sarà la direzione tutta al femminile.

La regia infatti sarà di Marina Bianchi, preziosa collaboratrice, tra gli altri, di Giorgio Strehler, Eimuntas Nekrosius e Liliana Cavani, mentre la direzione d’orchestra è affidata all’inglese Julia Jones di cui parlerò nei prossimi giorni.

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Andrea camilleriSono certa che qualcuno avrà da dire su questa scelta del sovrintendente Giovanni Pacor.

Personalmente sarei disposta a chiedere un trasferimento temporaneo al teatro Carlo Felice di Genova pur di vedere all’opera un mio grande mito: Andrea Camilleri. Sarà infatti in cartellone nella stagione lirica del teatro ligure, in veste di regista dell’opera Cavalleria Rusticana.

Ho letto quasi tutti i suoi romanzi, rimango incantata ad ascoltarlo nei suoi racconti dei video della Banca della Memoria, mi piace il suo modo di trasmettere con quellall’accento e quella voce roca e adoro soprattutto il suo grande personaggio: Montalbano.

Chi avrebbe detto che alla sua veneranda età si sarebbe buttato ancora in nuove esperienze?

Dicono che il sovrintendente del Carlo Felice, abbia fatto questa scelta, un po’ come  il mago che tira fuori  il coniglio dal cilindro! Lui spera infatti di attirare l’attenzione dei media per tenere lontano lo spettro del commissariamento che incombe da un po’ di tempo sul teatro genovese.

Beh, qualcuno ha tentato di fare lo stesso da noi,con scarsi risultati, al Lirico di Cagliari, con  Marco Carta, ma questa è ben altra cosa. Speriamo che Camilleri abbia una sorte migliore.

Io ne sono certa perchè, con la sua lunga esperienza televisiva, l’anima sicula e la grande fantasia riuscirà a dare all’opera di Verga-Mascagni un impronta originale.

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logo_splashDevo dire che fa un certo effetto leggere il cartellone del Teatro alla Scala di Milano (il più prestigioso teatro lirico del mondo) e ritrovare un nome familiare come quello di Gianluca Floris. Impossibile non tornare indietro nel tempo e ricordare quel giorno che, accompagnato da un amico,venne da me per farmi sentire la sua splendida voce. Era poco più che ventenne, e una sua amica, sentendolo cantare, gli fece notare che lui non aveva una voce comune, ma molto di più e che avrebbe dovuto intraprendere uno studio serio.Gianluca Floris

Ho raccontato tante volte, in questo mio blog, il mio approccio con lo studio del canto. Un po’ sfortunato direi. La mia prima insegnante, dotata di bella voce ma con grossi limiti didattici mi spinse involontariamente a studiare autonomamente la tecnica del canto. Ho cominciato a seguire con attenzione i grandi cantanti e i testi di grandi maestri del passato  e soprattutto ho sperimentato su “cavie“, si fa per dire,  amici che per passione volevano conoscere la tecnica vocale, con risultati sorprendenti. Quindi ero presto allieva- insegnante con un seguito numeroso di alunni. Mi sono sganciata naturalmente da quell’insegnante ritrovandomi nella classe di un maestro sensibile e intelligente, col quale studiavo attraverso un confronto continuo di idee.

Adesso, a distanza di tanto tempo, mi capita di leggere che qualche mio allievo calchi prestigiosi palcoscenici e uno di questi è appunto il tenore Gianluca Floris (di seguito un video che lo ritrae al suo debutto)al quale appunto ho aperto una strada che lui ha saputo percorrere con intelligenza. Naturalmente non posso che esserne orgogliosa considerato anche che oltre ai grossi nomi con i quali canterà, avrà anche il prestigio di essere diretto registicamente dal grande Gabriele Lavia.

In bocca al lupo Gianluca!!

Attila
Giuseppe Verdi

Nuova produzione Teatro alla Scala

Dal 20 Giugno al 15 Luglio 2011

Direttore
Nicola Luisotti
Regia
Gabriele Lavia
Scene
Alessandro Camera
Costumi
Andrea Viotti
Luci
Gabriele Lavia e Marco Filibeck

Attila
Orlin Anastassov (20, 24 giugno; 2, 6, 12, 15 luglio)
Michele Pertusi (22 giugno; 4, 8 luglio)
Ezio
Marco Vratogna (20, 24 giugno; 2, 6, 12, 15 luglio)
Leo Nucci (22 giugno; 4, 8 luglio)
Odabella
Elena Pankratova (20, 24 giugno; 2, 6, 12, 15 luglio)
Lucrecia Garcia (22 giugno; 4, 8 luglio)
Foresto
Fabio Sartori
Uldino
Gianluca Floris
Leone
Ernesto Panariello


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traviata 2Sarà sicuramente una Signora delle Camelie originale. Infatti la regia dell’opera Traviata, che inaugurerà la stagione lirica al teatro di Cagliari, sarà ambientata negli anni a cavallo tra i 50-60. Una regia sobria ma con costumi, parrucche e trucco che ricordano gli anni della rinascita del dopoguerra. Il regista ha voluto dare così un tocco diverso all’opera di Giuseppe Verdi che è stata invece scritta e ambientata  nel 1800.
Molti melomani storceranno il naso, ma si sa, tutti gli esperimenti non sono mai ben accetti. Devo dire che inizialmente anche io, all’idea di una Violetta Valery in versione Milva nei primissimi anni di carriera, non sono stata particolarmente entusiasta, poi però, mi sono ricreduta in parte se non altro perchè è una regia divertente.
L’ambientazione è in un Loft caratteristico delle case dei ricchi imprenditori dell’epoca e sapete cosa mi ha ricordato? Avete presente il film Totò a colori dove la ricca Franca Valeri organizza una festa, fra eccentrici artisti, modelle, figli di papà, fumatori d’oppio, ecc?
Beh , riguardatela, perchè vi metterà il buon umore.


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220px-Vittorio_grigolo_026aFinalmente si è conclusa questa maratona lirico-televisiva. Dico finalmente perchè chi non l’ha seguita forse non sa che l’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi è andata in diretta su RAI UNO nell’arco di 3 giorni con orari differenti. Per chi come me ha perso la prima serata, si è potuto recuperarla grazie a coloro che generosamente l’hanno messa su youtube .

Che dire: prima di tutto che il personaggio di Rigoletto interpretato da Placido Domingo era completamente fuori ruolo dal punto di vista vocale (benchè si sia potuto constatare   che la  voce è ancora in buone condizioni), Rigoletto è stato scritto per un baritono, ed anche scuro! Scenicamente lui è un grande artista ed ha comunque ben interpretato il ruolo del giullare deforme.

Direi azzeccato il personaggio del Duca di Mantova interpretato dal tenore Vittorio Grigolo, seppur con qualche  scelta tecnica discutibile. Il risultato infatti, si è visto nel SI finale de “La donna è mobile” acchiappato con grande difficoltà.

Nulla da dire invece sulla scelta delle altre voci. Bella voce e ben interpretata la parte di Gilda (il soprano Julia Novikova), bella voce sensuale ma troppo elegante la Maddalena di Nino Surguladze;  decorosi gli altri compreso il personaggio di Sparafucile nelle cui vesti era il grande Ruggero Raimondi, anche se la voce di questo personaggio dovrebbe essere più scura e cavernosa . Ho visto poi un coro maschile ben amalgamato e con buone interpretazioni individuali. Corpo di ballo ben preparato ma non mi ha convinto la scelta del ballo iniziale. Mi è sembrato fuori epoca.

La regia no, non mi è piaciuta. Si capiva che il regista Marco Bellocchio non è un regista lirico. Non si posson fare primissimi piani sul viso del Duca e di Maddalena nel momento dell’approccio, mentre subiva tutti gli schizzi del tenore (ahimè normali) evidenziati dalle luci. Ha distratto lo spettatore e messo in forte inbarazzo i cantanti . In palcoscenico son cose che succedono ma non si vedono.

La scenografia e la fotografia erano molto belle, splendidi ed essenziali i costumi

L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro Zubin Mehta avrà anche suonato bene (ma chi l’ha potuta apprezzare?).L’orchestra bisogna sentirla con le voci in palcoscenico e in questo contesto era impossibile da giudicare.

Il terso atto televisivo sarebbe dovuto andare in onda alle 22, 15 ma è slittato di più di mezz’ora. Ben venga la televisione quando può diffondere ed avvicinare alla lirica (mantenendo naturalmente orari decenti), ma la lirica, quella vera, è fatta per il teatro e lì deve rimanere.


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stinSe state facendo le vostre vacanze in Sicilia, nei pressi di Catania (ma anche altrove) e siete appassionati di opere liriche, potrete cogliere l’occasione per assistere ad una edizione della popolare opera di Giuseppe Verdi:” La Traviata” nella suggestiva cornice dei Giardini Naxos.
Ecco i dettagli, il sito con tutte le informazioni e le foto di qualche momento delle prove di regia dirette da Enrico Stinchelli. per tutte le informazioni cliccate sul questo sito:Marcello Giordani

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Artisti del coro in scena

Artisti del coro in scena

Egr. sig. Ministro Bondi, anche se Ella sicuramente sarà alquanto informata sulla attività  lavorativa all’interno dei Teatri Lirici, ho deciso non di meno di scriverLe, per cercare di intavolare quel dialogo, indispensabile tra amministratori ed amministrati, che sinora è purtroppo venuto a mancare tra noi operatori dei Teatri Lirici ed il Suo Ministero.

In quanto Italiano come me Ella conoscerà la primaria importanza che la tradizione operistica italiana ha nel mondo intero.

Lo scopo di questa mia lettera  è pertanto duplice: da un lato vorrei  condividere con Lei una seria ed approfondita riflessione sul le potenzialità  artistiche ed economiche delle produzioni  dei Teatri Lirici, totalmente trascurate nel Suo recente Decreto.

Un mio vecchio professore diceva che in Italia, se torniamo indietro di due o tre generazioni, siamo tutti artigiani e agricoltori.

I tagli, sig. Ministro, insegnavano i nostri avi, sono necessari in danno  dei rami secchi e improduttivi. Ma guai, quando si sta potando una vite, a confondere il ramo da tagliare (in quanto improduttivo)con quello da conservare perché invece porti frutto negli anni a venire.

Come cittadini siamo interessati al risanamento dei conti del Paese, ma se si tratta così il legno fresco, che ne sarà del legno secco?

Fuor di metafora, sig. Ministro, ma Lei ha considerato la possibilità di valorizzare il patrimonio operistico italiano facendolo fruttare nel mondo anche da un punto di vista economico?

Ha considerato che sarebbe sufficiente stornare 100 milioni di Euro dai diritti che la TV di stato paga alla Lega Calcio per risanare il deficit delle 13 Fondazioni Liriche Italiane?

Ed ha considerato che con la stessa operazione di storno il Suo ministero potrebbe diffondere( e vendere ) nel mondo intero le nostre migliori produzioni liriche?

Se Lei è davvero un poeta e un artista, come i giornali hanno scritto, si faccia guidare dalla Sua sensibilità artistica e si erga, da vero artista, sui Suoi colleghi burocrati che continuano, a dispetto della realtà, a considerare l’Opera  Lirica, un ramo secco della Pubblica Amministrazione!

Ma come si può volere estirpare una vigna nei cui rami scorre la linfa  che ha fatto nascere    un movimento culturale tuttora vitale nel mondo intero e che vede l’Italia indiscussa caposcuola e fondatrice?  Ma ci dimentichiamo che Verdi ha rappresentato l’Unità d’Italia? Ma davvero vogliamo ridurre e non amplificare le note del BelCanto che risuonano nel mondo? Ma i Teatri Lirici gremiti di pubblico in Italia e nel mondo, li vedo solo io?

Sig. Ministro, io non sono né di destra né di sinistra. Io giudico i fatti e non le idee e le intenzioni. Non faccia l’errore che fecero certi intellettuali di qualche decennio fa, espellendo il Latino dalla scuola.

Lei rischia di fare lo stesso errore considerando l’Opera un ramo secco da tagliare. L’Opera è viva e vitale ed è una vigna che va curata perché può persino aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi di idee, dalla crisi di identità, dalla crisi di immagine e dalla crisi economica in cui ci stiamo impantanando di fronte ai nostri connazionali, all’Unione Europea e al mondo intero!

Sig, Ministro Lei è a capo del Ministero dei Beni Culturali e non di un ministero dei pesi  morti e dei rami secchi come forse qualche Suo consigliere (o collega ministro?) sembra credere!

Ma Lei metterebbe fuoco agli Uffizi di Firenze? Raderebbe al suolo i Fori Imperiali e il Colosseo?

Ebbene l’Opera Lirica è quando di più bello, di più italiano, di più artistico ci sia, e va salvaguardata insieme al nostro patrimonio artistico perché Essa è parte integrante del nostro immenso, insostituibile, inestinguibile patrimonio artistico.

Questo è il primo errore di impostazione (e strutturale, vorrei aggiungere per farmi capire meglio) di cui soffre il Suo Decreto ed io spero che in sede di conversione Ella possa apportarvi quelle radicali modifiche che lo rendano capace di rilanciare l’Opera Lirica in Italia e nel mondo. Noi siamo disponibili al confronto ed al dialogo nell’interesse superiore dell’Italia e di quanto c’è di meglio e da salvaguardare nel nostro Paese.

Su un altro piano, e vengo al secondo aspetto che mi ripromettevo di affrontare in questa mia lettera a perta, io sono un’artista del coro della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari (da più di un ventennio) e vorrei raccontarLe la mia giornata tipo, cominciando dalla preparazione di uno spettacolo e per concludere con la messa in scena, perché mi è parso che anche da questo di vista il Suo Decreto sia alquanto impreciso e lacunoso.

Qualcuno mi ha chiesto quanto tempo ci vuole per allestire un’opera. Beh, Signor Ministro questo  lei sicuramente lo saprà , ma voglio ricordarlo ugualmente:  diciamo qualche mese.

Qualche mese di sala (2 o 3 quando l’opera da memorizzare è in russo, tedesco, francese, di circa 200 pagine), lei saprà sicuramente che cosa è la sala ma non tutti lo sanno.

Il maestro del coro col pianista collaboratore,  guida e assembla gli artisti del coro nello studio dello spartito in tutte le sue parti.

Ne frattempo i professori d’orchestra studiano la parte strumentale.

Si passa poi alla regia (circa un mese  per 3 ore al giorno e spesso sempre in piedi) in cui il regista di turno allestisce  quella parte di pura gestualità e interpretazione del coro e dei solisti, che l’autore ha richiesto nella partitura.

La terza fase è l’Assieme: la parte registica, quella vocale, e quella orchestrale coordinati dal direttore d’orchestra.

Si va poi all’Antepiano, prova esclusiva del regista (assemblaggio del lavoro del costumista, dello scenografo,delle luci, dei macchinisti, degli attrezzisti e delle posizioni).

Vi è poi la prova Antigenerale (una recita completa in fase di rifinitura), e infine  la prova Generale aperta al pubblico di anziani, associazioni culturali, parenti, scuole ecc ;

Nasce così la

LA PRIMA

Tenendo conto che la vestizione, il trucco e la parrucca devono  essere pronti  per l’inizio dell’opera, le ore precedenti non rientrano nelle 5 ore giornaliere e non sono conteggiate ( con la vestizione e svestizione si arriva anche a 7-8 ore di filato).

Ma noi non ci lamentiamo perché il risultato, dopo tanta fatica, vogliamo che sia il migliore per il nostro pubblico che ci attende puntuale e sempre numeroso

A proposito: semmai non si ricordasse  la differenza fra corista e artista del coro, la invito a leggere le pagine del mio blog .

Alessandra Atzori, soprano

artista del coro del Teatro lirico di Cagliari

Nel video sottostante, una delle tante produzioni del nostro Teatro, con la regia di Michele Mirabella


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