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Continua il viaggio del “Tour per la Sicurezza sul Lavoro”, organizzato dall’ANMIL per sensibilizzare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e Patrocinato dal Senato della Repubblica, dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), dalla RAI e dall’ANSA che insieme alla TGR Rai sono anche Media Partner del Tour il quale, partito da Monfalcone (GO) lo scorso 28 aprile, toccherà i Comuni di Cagliari, Carbonia e Porto Torres-Bottidda, che hanno voluto sostenere l’iniziativa incontrando il Presidente della Fondazione ANMIL Bruno Galvani, per poi rientrare a Roma per la tappa conclusiva.

Questa mattina dalle 9,30, nella bella cornice del mare del Poetto a Marina Piccola, si è esibita l’Orchestra Junor del Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”   diretto da Pio Salotto. Il repertorio comprendeva ,tra i tanti , anche arrangiamenti di

Sword dance
Dance of the tumblers Nikolay Rimisky-Korsakoff
Aragonaise from “carmen” Georges Bizet
Nocturne Felix Mendelssohn
Ancient aires and dances Ottorino Respighi 
Irsh suite
Colonne sonore:
Go west
Star wars John Williams

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Musicultura XXVII edizione:

Flavio Secchi conquista l’accesso alla finale estiva di Musicultura 

Oltre 6400 i voti a sostegno dell’artista cagliaritano nella votazione su Facebook.

Giovedì 19 maggio il cantautore sardo tra gli ospiti d’onore della

serata finale della settima edizione del Premio Donida a Milano.

 Ci sarà anche Flavio Secchi a calcare l’ambito palcoscenico dell’Arena Sferisterio di Macerata i prossimi 23, 24 e 25 giugno per le serate conclusive della ventisettesima edizione di Musicultura. Con 6431 voti l’artista sardo conquista uno dei due posti determinati dalla votazione su Facebook e insieme a Gianfrancesco Cataldo (6609 voti) accede di diritto alle giornate finali della importante manifestazione nazionale. Sul palcoscenico marchigiano il paroliere isolano porterà il fortunato brano in gara intitolato La cosa più bella, composizione inclusa nell’album Parole per Chitarra di prossima pubblicazione con la quale proprio durante le selezioni ha conquistato il premio Un Certain Regard, conferito alla migliore esibizione della serata e consegnatogli sul palco dalle mani di Flavio Corradini, Rettore dell’Università di Camerino. Confermate per le serate estive di Musicultura le presenze dei Tiromancino, Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Simone Cristicchi, James Senese, Dacia Maraini, mentre tanti altri sono ancora in fase di definizione. La giuria vanterà tra i suoi membri alcuni tra i nomi più importanti nel panorama cantautorale nazionale quali Claudio Baglioni, Luca Carboni, Carmen Consoli, Gaetano Curreri, Niccolò Fabi, Tiziano Ferro, Max Gazzè, Giorgia, Gino Paoli,  Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti e Federico Zampaglione.

In occasione della finale della settima edizione del Premio Donida – Il Talent dei Compositori il 19 maggio, Flavio Secchi si esibirà in qualità di ospite d’onore presso il Teatro di Vetro nella Fabbrica di Lampadine di via Ludovico di Breme a Milano. Un ritorno da protagonista, quindi, per il musicista su un palcoscenico amico che proprio durante la scorsa edizione l’ha visto trionfare con ben due importanti riconoscimenti  (“Premio La Compagnia” e il “Premio Ricordando il Maestro”).

L’ARTISTA - Flavio Secchi inizia lo studio della chitarra nel 1986, prendendo le prime lezioni da suo padre. Dal 1994 inizia lo studio della chitarra classica e del jazz con i maestri Paolo Alfonsi e Gianluca Corona. Nel 2009 consegue il diploma accademico in chitarra jazz presso il Conservatorio di Musica G. P. Da Palestrina di Cagliari sotto la guida del maestro Massimo Ferra, con una tesi su Wes Montgomery. Nel 2010 frequenta il St.Louis College of Music di Roma e dal 2012 inizia lo studio della chitarra flamenca a Siviglia presso il Conservatorio Cristobal de Morales con Manuel Herrera e l’accademia Artes Escenicas Rebollar di Eduardo Rebollar . Al suo attivo vanta seminari e masterclass con musicisti di calibro internazionale tra i quali Pat Metheny, Kurt Rosenwinkel, Peter Bernstein, Dave Douglas, Butch Morris, Rafael Riqueni. Dal 2010, parallelamente alla sua attività da strumentista, intraprende la strada del cantautorato mettendo a frutto le sue passioni poetiche, letterarie e musicali. Collabora con Le Balentes, il Mogase Trio, gli Haiku Sensei, gli Aletheia, Sikitikis e con la cantante Francesca Corrias. Nel 2013 prende vita il suo primo lavoro cantautorale, l’album Flavio Secchi & the Hall Kitchen, lavoro indipendente e autoprodotto con il quale partecipa all’Ichnusa Music Contest qualificandosi tra i primi 20 artisti su oltre 600 iscritti ed entrando nella compilation del contest in allegato al quotidiano L’Unione Sarda.

Nel novembre 2014 si aggiudica il “Premio La Compagnia” e il “Premio Ricordando il Maestro” al Premio Donida – “Il Talent dei compositori”. Nel giugno 2015 una sua raccolta di poesie viene pubblicata nell’opera intitolata “Aurisse” per Aletti Editore. Nel settembre 2015 conquista il terzo posto al IV Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini” con la poesia inedita intitolata “Il Perditore di Treni”. Nello stesso anno l’artista prende vita la collaborazione con il produttore artistico Massimo Satta con cui inizia il lavoro per la realizzazione del disco “Parole per Chitarra” in uscita nella primavera 2016 per l’etichetta “La Compagnia di Donida”.

Il 26 febbraio 2016 partecipa alle audizioni della rassegna musicale “Musicultura: Festival della Canzone Popolare e d’Autore – XXVII edizione“, con due brani inediti inclusi nella prossima produzione discografica e si aggiudica il premio ‘Un Certain Regard’, riconoscimento conferito alla migliore performance della serata.

 LA RASSEGNA - In ventisette anni, “Musicultura” (già Premio Recanati) si è affermato come una delle rassegne musicali italiane più innovative. La peculiarità della formula, la prerogativa di attingere alla creatività della musica “popolare” senza confini di genere e senza criteri di esclusione che non siano quelli della qualità e della originalità, il dinamismo delle scelte hanno reso il Festival un polo di riferimento spettacolare verso cui si volge annualmente l’attenzione del pubblico e del circuito mediatico. Al contempo, l’elevato profilo culturale della rassegna, anche per l’attenzione dedicata alla poesia e più in generale alla “parola”, ha alimentato nell’immaginario di una platea molto vasta l’idea del “Festival” come “contenitore culturale” credibile, ma non per questo accademico.

Insomma, per una serie di circostanze “Musicultura” – uno dei pochi appuntamenti radiofonico-televisivi fissi del panorama musicale italiano (Radio1 Rai, Rai 2, Rai 3) – è oggi sentito come sinonimo di cultura, intrattenimento, spettacolo. La manifestazione, le cui diverse fasi – dal lancio del bando di Concorso, alla selezione delle proposte, fino alle tre serate finali di pubblico spettacolo – tengono ogni anno desta l’attenzione del pubblico per un arco temporale di più mesi, ha avuto e sempre più avrà i suoi punti di forza:

·         nella chiara scelta di una “missione” prioritaria da compiere, che è quella della individuazione delle nuove tendenze e della valorizzazione dei nuovi talenti della musica popolare e d’autore contemporanea, attraverso il Concorso annuale unico nel suo genere per trasparenza, polimedialità della formula, impatto comunicativo, consistenza dei riconoscimenti finali

·         nel forte coinvolgimento dei mezzi di comunicazione tradizionali (carta stampata, radio, tv generaliste) e nuovi (internet, canali tematici, telefonia) per realizzare un ricco e partecipato percorso polimediale in tutte le principali fasi della manifestazione

·         nello sforzo di abbattere i tradizionali steccati tra cultura e spettacolo, tra arte e intrattenimento, tra alta cultura e cultura di massa, nella convinzione che simili contrapposizioni servano solo a fornire alibi ai cattivi operatori sia della cultura, sia dello spettacolo.

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Oggi è scomparso un altro grande cantautore italiano: Pino Daniele. Voglio ricordarlo con il brano che me lo ha fatto conoscere.

Diplomatosi ragioniere, comincia la sua carriera artistica con il gruppo “Batracomiomachia”.  Ha fatto da apri pista al concerto milanese di Bob Marley, ha suonato a Cuba e all‘Olympia di Parigi, con artisti dal calibro di Ralph Towner,Yellow Jackets, Mike Mainieri, Danilo Rea, Mel Collins.

Nel 1995 ha suonato, durante il tour estivo, con Pat Metheny, nonché con gli Almamegretta, Jovanotti, Eros Ramazzotti e Chick Corea, mentre nel 1990 era stato ospite di Claudio Baglioni nell’album Oltre.

Nel 2010 un concerto anche al Teatro lirico di Cagliari


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Stralcio dall’articolo omonimo del critico musicale Greca Piras: L’Unione Sarda, 21 febbraio 2010

 […] E in attesa del concerto per gli appassionati e i cultori, è possibile ascoltare I Shardana in un doppio cd, distribuito online su www.sardinnia.it, che ripropone l’esecuzione dell’orchestra sinfonica e del coro della Rai di Roma, diretti da Armando La Rosa Parodi, registrata il 24 settembre 1960 nell’Auditorium del Foro Italico a Roma. Curato da Giovanni Masala, ricercatore presso l’università di Stoccarda, il lavoro presenta insieme ai cd un profilo di Ennio Porrino scritto dalla figlia Stefania Bèrbera Porrino nel 1990 e l’entusiastica recensione che gli riservò Felix Karlinger nel 1961.

     La musica arriva con i limiti caratteristici dei riversamenti su cd delle registrazioni dell’epoca. E d’altra parte l’incisione

originale è un vero e proprio reperto, inviata dalla moglie di Porrino, Màlgari Onnis, proprio al musicologo bavarese Felix Karlinger e recuperata qualche anno fa da Masala. L’impostazione è quella tipica delle interpretazioni di quegli anni: enfasi profusa a piene mani e impianto vocale da dramma verista. L’azione è ambientata in un’idealizzata Sardegna arcaica dove Porrino, che è insieme compositore e librettista, colloca i suoi eroi. Eroi dal destino epico e tragico, a partire da Gonnario (Ferruccio Mazzoli, basso), capo del popolo sardo impegnato nella difesa contro gli invasori che vengono dal mare. Costretto a scegliere tra l’amore paterno per Torbeno (Gastone Limarilli, che ha gli stessi accenti di Mario di Tosca) e la difesa per la patria, Gonnario sceglie di stare con il suo popolo. Gli aspetti più autentici sono nella figura di Nibatta, moglie del capo e madre del traditore Torbeno, che ha la bella voce cupa da mezzosoprano di Oralia Dominguez. Mentre i toni epici affiorano con Perdu (Antonio Galiè), il guerriero cantore che celebra le glorie della Sardegna.

È musica che deve molto a Puccini per la parte vocale, a Respighi (di cui Porrino fu allievo) nell’Ouverture, ma anche a De Falla di cui riprende effetti sperimentati nella Danza rituale del fuoco. I tratti più originali dei Shardana, nell’interpretazione del direttore Armando La Rosa Parodi, sono però nelle cadenze di gusto modale che riprendono l’intercalare tipico del canto sardo a chitarra negli accenni di vocalità comune ai canti sacri processionali di diverse aree della Sardegna.

Così i due cd permettono di entrare nell’universo estetico di Porrino, di guardare al suo linguaggio attaccato alla tradizione colta italiana e insieme alle radici popolari della Sardegna. Un approccio compositivo di tradizione ottocentesca, strettamente legato al sistema tonale e nello stesso tempo attento ai nuovi mezzi di comunicazione. Non a caso I Shardana nacque come dramma radiofonico col titolo Hutalabì, il grido dei cavalieri sardi idealizzati di Porrino.

Dimenticata per anni, l’opera ora riversata su cd ha un valore documentale di grande interesse. Ed è bene ascoltarla tenendo a fianco l’omonima pubblicazione, curata sempre da Masala e sempre per la collana Sardìnnia, che riprende tra l’altro le critiche apparse sia dopo la prima al San Carlo di Napoli, sia dopo la rappresentazione cagliaritana dell’anno successivo. Un contributo certo importante per la ricostruzione della musica ispirata alla Sardegna e della figura di Porrino, che ha sempre tenuto in gran conto i suoi legami con l’isola.

COMPACT DISC DOPPIO:

CD 1 (atto I: 48 minuti); CD 2 (atto II + III: 62 minuti) + booklet di 90 pagine (in cofanetto) con una biografia del compositore di Stefania Porrino, un articolo di F. Karlinger su I SHARDANA e il libretto d’opera (anche in lingua tedesca). http://www.sardinnia.it

Programma realizzato il 24 settembre 1960 dalla RAI-Radiotelevisione Italiana.

 

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Leggi qui la prima parte  Innumerevoli saranno i tentativi di Karlinger tendenti a far trasmettere l’opera alla radio tedesca: «[…] ho ricevuto precisamente oggi una lettera da dott. Goslich, direttore della divisione di musica della radiostazione di Monaco. Mi scrive il Goslich che una trasmissione di I Shardana sarebbe troppo cara»
(Monaco, 9 maggio 1963).

Si informa sulle possibilità di una nuova rappresentazione in Sardegna: «È già deciso se e quando sarà la rappresentazione de I Shardana a Sassari?» (Monaco, 14 ottobre 1963). E vuole conferme quando viene a sapere di esecuzioni radiofoniche dell’opera: «Mi ha scritto – qualche settimana fa – un mio studente da Fulda che avrebbe ascoltato alla radio una rappresentazione de I Shardana. Mi meraviglio, perché non ho saputo nulla. Hanno fatto un’altra trasmissione? E quando? Quello studente, il quale non ha partecipato ai miei corsi sulla musica porriniana, ma ha udito una mia conferenza durante la Settimana Italiana nell’anno passato, è molto entusiasta […]» (Monaco, 20 febbraio 1966).

L’entusiasmo nell’apprendere la notizia della rappresentazione al Cairo: «[...] ho saputo dalla Signora Dolores che I Shardana sarà rappresentata al Cairo. Le invio le nostre più sincere e cordiali congratulazioni! La bellissima notizia ci ha rallegrati veramente di cuore. Questo fatto di un redivivo dell’opera più importante drammatica di Ennio ci dà speranza che altre rappresentazioni seguiranno. E – egoisticamente – desidero molto poter vedere insieme con mia moglie un giorno I Shardana in Continente o in Sardegna (Seekirchen, 8 agosto 1971). Aspetto sempre ancora che si faccia una nuova rappresentazione de I Shardana, cosa che desidero moltissimo (Seekirchen, 31 luglio 1973). […] nel giorno del 25 settembre abbiamo ricordato Ennio tanto nella chiesa quanto a casa ascoltando la musica di Prosèrpina e la fine de I Shardana (Seekirchen, 28 settembre 1975). La prego di informarmi a tempo nel caso vi sia una ripresa de I Shardana! Ed anche per informazioni nel caso che esca un disco Le sarei molto grato (Seekirchen, 31 maggio 1976). A marzo saranno 19 anni dalla prima assoluta de I Shardana. Credo che non sia passato un anno senza ascoltare quest’opera che mi commuove sempre di nuovo. Lei sa che sono un po’ sentimentale, ma anche che non vi è un motivo per fare complimenti, e perciò posso dire che specialmente I Shardana sia per me una fonte di consolazione. Amo e stimo anche l’altra musica di Ennio, ma c’è quasi sempre qualche cosa che ci è più vicina (Seekirchen, 26 gennaio 1978). Nel giugno passato ho anche parlato sull’opera I Shardana nel corso delle mie conferenze sul teatro dei popoli romanzi del Novecento (Seekirchen, 3 settembre 1979). Ho preparato un nastro con musica da Gli Orazi, Esculapio al Neon e specialmente da I Shardana (Seekirchen, 2 febbraio 1980). Sono felice che così vi sia un modesto interesse per la musica di Ennio. Lei sa che l’opera porriniana è per me una vera ricchezza del cuore. Non sono un giovanotto e il mio entusiasmo non è un fuoco di paglia. Ma sarò sempre grato al cielo dell’incontro con l’indimenticabile Maestro. E amo specialmente la bellissima musica de I Shardana oggi tanto quanto ventun anni fa, vuol dire ascoltando la prima assoluta (Seekirchen, 2 marzo 1980). Mi piace assai che così – pare – vi sia ancora una volta una possibilità di trasmettere musica porriniana in Austria, e il tempo libero per questa trasmissione basterà per suonare qualche cosa, penso in prima linea a I Shardana e Il Processo di Cristo (Geras, 18 agosto 1981). Sono rientrato ieri sera da Salisburgo, dove ho fatto esami di laurea. A Salisburgo ho visto anche dott. Starke, il quale mi raccontò di certe difficoltà relative ad una trasmissione de Il Processo di Cristo, perché il nastro della rappresentazione di Vienna (sotto la direzione di Swarowsky) non esiste più. Così il programma del 15 marzo – che Le invio a parte – suonerà soltanto 15 minuti de Il Processo (di una rappresentazione di Torino) e per il resto musica scelta da I Shardana, Nuraghi, Sardegna e Concerto dell’Argentarola. Lo stesso programma sarà anche trasmesso nel maggio dalla Radio Rias di Berlino (Geras, 12 marzo 1982). L’Austria è uno stato povero. Starke ha tentato – come dice – di trasmettere tutto I Shardana, ma la quota della RAI è troppo alta (Geras, 26 marzo 1982). Stamattina svegliandomi ho ascoltato nel dentro il motivo musicale del preludio de I Shardana – miracolosamente – e si è sviluppata tutta quella bellissima musica. Ma in quel momento non mi sono ricordato che oggi è la festa della nascita del Maestro – 80 anni fa. L’importanza di questa giornata mi è venuta in mente facendo colazione. Si tratta davvero di una cosa meravigliosa, sia per il subcosciente, sia per un ricordarsi trascendentale» (Kritzendorf, 20 gennaio 1990).

La militanza e la dedizione del musicologo tedesco verso I Shardana (e in senso lato verso l’intera musica porriniana) termina con le parole succitate e probabilmente con la sua morte sopraggiunta il 27 giugno del 2000, dopo anni di grave malattia.

Come abbiamo visto in queste poche righe, mentre in Italia il sipario su I Shardana era ormai già calato da trent’anni, in Felix Karlinger l’interesse per l’opera porriniana rimaneva ben saldo fino ai suoi ultimi giorni di vita. Un interesse e un entusiasmo che ebbe comunque i suoi frutti giacché non solo generazioni di studenti universitari suoi allievi vennero a conoscenza della musica del compositore cagliaritano ma la stessa, grazie all’impegno costante di Karlinger, venne mandata in onda più volte nelle stazioni radiofoniche tedesche, austriache e svizzere, ed eseguita, tra gli altri, dai Maestri Otmar Suitner e Hans Swarowsky.

«Servire all’opera di un genio» – scriveva Karlinger – «è sempre una grazia, un regalo. Specialmente per noi tedeschi – sempre stando in battaglie – è davvero un lusso di ricevere la possibilità di servire a un ideale, e mi duole soltanto il fatto di non poter fare di più». Vogliamo chiudere così questo breve contributo pensando che, forse, sia meglio ricominciare non solo da I Shardana di Porrino… ma anche dalla lezione profonda di questo nostro conterraneo, non compositore e basta ma anche direttore d’orchestra, poeta, scrittore, critico musicale divenuto universale proprio per aver attinto, con grande umiltà, dai saperi del suo popolo, in apparenza semplice ma in realtà depositario di una tra le più raffinate e originali culture del vecchio continente.

Giuanne Masala

Di seguito il promo della rappresentazione che si terrà a Cagliari nei giorni

 Stagione lirica e di balletto 2013 del Teatro Lirico di Cagliari.
 venerdì 20 settembre alle 20.30 (turno A), domenica 22 settembre alle 17 (turno D); martedì 24 settembre alle 20.30 (turno B); giovedì 26 settembre alle 20.30 (turno F); venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno C); sabato 28 settembre alle 19 (turno G).

 

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Da quando sono diventata Ricercatrice di Memoria per il sito Memoro ( l’ enciclopedia internazionale vivente dell’WEB),  sono sempre alla ricerca di personaggi, ma anche persone comuni, che possano raccontare la storia attraverso i loro ricordi. Naturalmente quelli nel campo musicale e della mia città hanno una certa priorità .

Ieri ho avuto un incontro davvero speciale con un attore, che qualche anno  fa è stato protagonista del film: Ballo a tre Passi per la regia di Salvatore Mereu.

Il film è stato presentato con successo alla Settimana Internazionale della Critica della 60ª Mostra del cinema di Venezia, dove è stato premiato come miglior film della sezione.

Con questa sua opera prima Mereu ha conquistato il David di Donatello per il miglior regista esordiente, il Ciak d’oro ed è stato candidato all’analogo Nastro d’argento.

E’ Giampaolo Loddo artista cagliaritano, cabarettista, musicista ma anche attore drammatico. Il suo  è un cabaret  genuino, fatto di battute in cagliaritano,  basate sull’autoironia.

 Loddo è stato fra i primi cabarettisti ospiti delle prime televisioni private. I cagliaritani che nei primi anni ottanta seguivano affascinati la nascita di “Videolina” non potranno certo aver dimenticato i tormentoni del signor “Bombola”, “Spesarì” e di altre canzoni della  band dei “I bellini baciando” !

Ascoltare i racconti di Giampaolo Loddo e davvero ipnotizzante. Ha una vita artistica talmente ricca che si rimarrebbe ad ascoltarlo per giorni interi. Ieri ,due ore sono bastate solo per pochi assaggi di vita vissuta legati  alla sua  infanzia nel quartiere cagliaritano d’origine: “Sant’Avendrace“, fino alle sue esperienze musicali a Radio Rai e poi  come attore prima comico e poi drammatico .

I ricordi cominciano dagli anni della scuola elementare, nel pieno periodo fascista e della divisa che i bambini di allora dovevano indossare: dai pantaloncini corti al fez e persino al fucile.

Il racconto della sua vita artistica ricchissima invece,  è iniziato ricordando le prime esibizioni nelle  nelle piazze di tutta la Sardegna  col suo gruppo , e anche nella penisola. Ricorda in particolare   una tournée in Campania dove si è esibito anche col grande Roberto Murolo.

Quando lavorava per  Radio Sardegna, tiene a precisare di aver avuto la fortuna di conoscere la cantante cagliaritana Giusy Devinu, scomparsa all’età di 47 anni, nel 2007 . Lei era poco più che una ragazzina, forse 15 enne,  e si presentava come cantante di musica leggera per una gara canora bandita appunto da Radio Sardegna.    Cantò una canzone di Marcella Bella: Montagne verdi. Mi ha raccontato di come lo avesse impressionato la sua voce scura e intensa su una ragazza così giovane e minuta. Seppe inseguito che quella voce diventò un grande soprano di fama mondiale.

Ma tra i suoi ricordi c’è anche la conoscenza di artisti di vario genere musicale come Orietta Berti, (che lo colpì per la    sua voce   limpida ed intonata e soprattutto per la sua umiltà) e Romano Mussolini , figlio del Duce, e apprezzato jazzista.

Insomma, non bastano poche righe a descrivere quanto questo artista sia ancora oggi alla bella età di 82 anni,  in costante attività artistica. La sua arte è entrata nelle carceri e nelle scuole e  lo fa trasmettendola fra i ragazzi delle superiori  ma anche in quelli delle scuole elementari. Testi semplici scritti da lui stesso per poter inculcare l’amore per il teatro e la musica, elementi fondamentali per  la crescita culturale dei nostri giovani

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  Radio unoSono ormai tantissimi anni, che posseggo una radiolina “transistor” che funziona benissimo e alla quale non riesco a rinunciare per un apparecchio digitale.

Lei mi tiene compagnia ogni qualvolta mi viene a mancare il sonno.

E’ così  che mi sono affezionata a certi programmi radiofonici e ai suoi conduttori  in base all’ora. Una in particolare scandiva le prime ore del risveglio ed era”Istruzioni per l’uso” con Emanuela Falcetti. In questa trasmissione si prendevano in considerazioni gli avvenimenti del momento che venivano sviscerati con ospiti telefonici impartendo consigli là dove ce ne fosse bisogno. Una trasmissione di grande utilità che grazie alla conduttrice sempre preparata era un vero servizio per il cittadino.

Passata l’estate e il periodo di ferie, e forse guadagnando qualche ora in più di sonno, non ho più acceso la mia radio in quelle ore mattutine.

Oggi , dopo diverso tempo, mi sono sintonizzata alla ricerca della mitica trasmissione della Falcetti, ma senza risultati. Ho fatto una ricerca su internet e scopro che la trasmissione è stata bannata dalla RAI e che addirittura la giornalista è stata licenziata.

Sono sconcertata, ma come è possibile? Non credo che avesse problemi sugli ascolti, altrimenti non sarebbe durata tanto.

Leggo poi che c’è stata una certa ribellione da parte di molti ascoltatori, ma senza risultati. Cosa è successo? Cosa ha portato la direzione radiofonica a fare un taglio così drastico e azzardato?

Pensavo che la radio fosse indenne da certa corruzione dirigenziale presente ormai in gran parte del mondo televisivo e che, almeno qui  fosse rimasta un po’ di libertà di pensiero come era appunto la trasmissione in questione .

Mi spiace, mi spiace molto!

Sempre più mi sto rendendo conto  che le manovre per manipolare le menti esistono e si stanno facendo strada in maniera silenziosa e capillare.

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Zap6Sono veramente sconcertata davanti alla maleducazione del conduttore di Zapping. Mi capita spesso di accendere la radio in macchina e di ascoltare la popolare trasmissione radiofonica condotta da Aldo Forbice, ma spessissimo mi sono resa conto che quando all’altro capo del telefono chiama qualcuno che non gli garba , questi in breve taglia la telefonata.

Ha fatto ciò anche quando, un’insegnante di conservatorio ha chiamato cercando di difendere la categoria dei musicisti da affermazioni errate.

Per far capire meglio ai miei lettori, posto questo video che la dice tutta.


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Placido-DomingoIl film colossal “Rigoletto” di Giuseppe Verdi che la Rai sta producendo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, entrerà nelle case di un milione di persone .

“Rigoletto a Mantova” è uno spettacolo che fonde la lirica con il cinema per la televisione: dopo “Tosca” nel 1992 e “La Traviata” nel 2002 anche l’opera di Verdi diventerà una grande opera per la prima volta in diretta, ambientato nei luoghi originali ove la trama dell’ opera è stata ambientata.

Ideato e diretto da Andrea Andermann, con la regia magistrale del celebre Marco Bellocchio. Direttore dell’Orchestra Sinfonica della Rai il maestro Zubin Mehta.
La sorpresa però sarà sentire il celebre tenore Placido Domingo nelle vesti del giullare Rigoletto (ruolo che  G. Verdi scrisse per un baritono)

Il film verrà trasmesso in diretta su Rai Uno in mondovisione (138 i Paesi in collegamento) nelle serate di sabato 4 settembre 2010 alle ore 20.30 (atto I) e domenica 5 settembre 2010 alle ore 14.00 (atto II) e alle ore 23.15 (atto III).

Il “Rigoletto a Mantova”, sulle corde della passione, dell’amore e della vendetta, riporterà in scena, in ogni angolo del mondo, il sapore di un’epoca affascinante e ormai tramontata, ma sempre viva della Mantova dei Gonzaga.

Intanto vi propongo un’anteprima con questo video.


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