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Gravity Sixty , è un sestetto rocker  di giovanissimi ragazzi di Nuoro: Stefano Puggioni alla chitarra, Michele Carta anche lui

chitarrista e bravissimo anche alla batteria, Paolino Fois chitarra ritmica, il giovanissimo cantante Simone Puggioni , (che con piglio da rockettaro scafato ha fatto innamorare le ragazzine di mezza Italia), e poi il bassista Mauro Tore e il batterista Stefano Delussu. Tutti di età compresa tra

i 12 e i 16 anni, appena usciti dalle aule della Scuola civica di Nuoro. Si erano presentati alle selezioni della celebre trasmissione  di Antonella Clerici “Ti lascio una canzone“, forse neanche tanto convinti di arrivare e invece hanno sbaragliato tutti e questa sera, alla finalissima, cercheranno la vittoria.
La Sardegna appassionata di canto oggi sarà con loro.
In bocca al lupo!
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Premetto che non amo particolarmente le trasmissioni strappalacrime ma quando queste toccano argomenti importanti , comuni a molti giovani come in questo caso il “bullismo“, allora riesco ad apprezzarne l’utililità. Fra gli ospiti della nuova traasmissione di Antonella Clerici (Senza Parole), ieri sera, c’era un cantante che ho avuto la fortuna, e sottolineo la fortuna, di conoscere personalmente al Concorso di canto “Il Girodoro“, cui partecipava anche mia figlia. Gli artisti erano tanti, la maggior parte pugliesi perchè il concorso si svolgeva a Taranto. A mio avviso lui emergeva fra tutti per la qualità della sua voce e soprattutto per la sensibilità e l’interpretazione. Non ha vinto, ma come avevo previsto, gli è stato attribuito un premio prestigioso, quello della critica (il presidente di commissione era il maestro Fio Zanotti).

Gianfranco Sgura giovane talento di Brindisi , dopo quell’occasione si è presentato in qualità di concorrente al concorso Musicamore 2012 indetto da questo blog (v. post). Quel concorso per lui è stato un vero successo perchè sia la giuria tecnica che quella popolare gli ha assegnato il primo premio.

Gianfranco oggi ha 20 anni, e non ha smesso di inseguire il suo sogno d’artista; si è trasferito a Roma  dove frequenta la facoltà di Arti e Scienze dello spettacolo, La Sapienza, e canto e recitazione alla Melody Music Schoole. Ieri sera ha raccontato alla Clerici il desiderio  di poter fare della musica la ragione della sua vita . Non voglio anticiparvi nulla sulla sua storia. Nel suo sogno c’era anche quello di poter incontrare Arisa e questo si è avverato, ma sottolineo che questo non è il senso principale del programma. Cliccate sul link sottostante per vedere la parte di trasmissione che lo riguarda e capirete.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f66d8879-b947-4d6e-9089-ba4ddc3748e6.html

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Per chi non segue l’ “Eredità“, storico programma a quiz di Rai Uno, il nome di Giorgio Manca potrebbe non significare nulla. Lui è uno dei tanti concorrenti che tentano la fortuna rispondendo alle domande che il presentatore Fabrizio Frizzi porge di volta in volta.

Giorgio Manca è sardo, della mia terra, e per la precisione viene da Teti un centro del nuorese. Diversamente da tanti altri mostra a tutti con fierezza il suo abbigliamento caratteristico sardo e improvvisa canti e balli della nostra terra coinvolgendo  con simpatia il pubblico presente e il conduttore. Ciò ha fatto si che diventasse in breve tempo un personaggio amato anche da tutto il pubblico televisivo. E ‘ campione ormai da diverse puntate e per chi non lo avesse ancora visto, propongo di sintonizzarsi su RAI UNO questa sera alle 19 per un’altra sfida avvincente.

Comunque Giorgio Manca è un musicista e compositore di musica sarda ed è lieder del gruppo Amistade.


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Ci sarà anche una giovane cagliaritana fra gli ottanta  ballerini che concorreranno nel nuovo spettacolo di RAI UNO “La Pista“. Lei è Rachele Montis che danza fin dalla più tenera età. Molti cagliaritano la ricorderanno fra le guerriere acrobatiche dell’Opera lirica Shardana o come uccellino in gabbia dell’Opera Rossignol.

Ottanta giovani ballerini, otto cantanti e coreografie dagli stili più diversi, eseguite sulle note di celebri canzoni italiane e internazionali, sono gli ingredienti principali de “La Pista”, il nuovo show condotto da Flavio Insinna, al via venerdì 28 marzo in prima serata suRaiuno, con la partecipazione straordinaria di Rita PavoneGigi Proietti e Claudia Gerini.

Cinque puntate dove i veri protagonisti – ragazzi arrivati da tutta Italia – sono gli ottanta ballerini divisi in otto gruppi da dieci elementi ciascuno, uniti dalla grande passione per la danza, declinata in ogni forma e in ogni stile: 167 Scampia” (Napoli, Scampia), “Adrenalina” (Capua, Caserta) Bad Boys” (Altamura, Bari), “Con-fusione”(Milano e Verona),“Cosmo P.”(provincia di Roma),“LECCEzione” (Lecce), “Tacco 10” (Roma) e “Virality” (Milano).

A sostenerli nella sfida, a colpi di performance originali che contaminano diversi stili di danza, c’è, per ogni squadra, un cantante che, oltre a dare il suo contributo vocale, potrà unirsi al gruppo nella coreografia, aggiungendo forza ed energia in un ruolo per lui inedito.

Antonino, Dario Bandiera, Cristèl Carrisi, Tony Hadley, Paola Iezzi, Massimo Lopez, Sabrina Salerno e Amii Stewart sono, infatti, gli otto cantanti pronti a cimentarsi in questo nuovo show.

La giuria, composta da Rita Pavone al suo rientro in televisione, dal maestro Gigi Proietti e dall’attrice Claudia Gerini, giudica, con la sua esperienza artistica, le esibizioni e decreta, insieme al voto del pubblico in studio, la squadra che si aggiudicherà nella finale il titolo di Squadra Campione della prima edizione de “La Pista”.

In paio, per la squadra vincitrice, un montepremi di 50.000,00 euro in gettoni d’oro che sarà diviso in parti uguali tra i componenti della squadra stessa, ad esclusione del cantante.

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Questo titolo potrebbe tenere lontani i lettori se non fosse che ciò che sto per raccontarvi ha dell’incredibile, almeno per personaggi come Raffaella Carrà, Piero Pelù Noemi e J-AX componenti la giuria del talent show The Voice

La trasmissione è alla sua seconda edizione . Fra i talent show è forse l’unico che ancora riesco a guardare per via della caratteristica che lo distingue dalle altre. La giuria non vede i concorrenti che si esibiscono se non solo dopo aver ascoltato il brano per almeno una decina di secondi . Trovo questa scelta vincente perchè chi si esibisce non viene valutato per il suo aspetto fisico ma  esclusivamente per le sue doti musicali e vocali .  Certo, in questo modo ci sono tante sorprese compresa quella del video che ho postato sotto, e che in una settimana ha superato  25 milioni di visualizzazioni. Un grande successo per la RAI che probabilmente si aspettava una scossa ma non a questi livelli.  Credo però che neanche la concorrente in questione, Suor Cristina  di 26 anni , si aspettasse questo successo.

Ciò che emoziona guardando questo video, è vedere lo stupore dei singoli giurati ed in particolare quella del rapper J-AX.

Proprio lui poi sarà scelto dalla cantante come suo  coach che la seguirà nel corso delle puntate.

Che dire, con un Papa Francesco che ci stupisce ogni giorno, non c’è nulla di strano nel vedere una suora che esprime gioia da tutti i pori con la sua voce e la sua grinta. E’ d’altronde è stato proprio il Papa a sottolineare che le religiose non devono stare chiuse in convento ma  evangelizzare stando fra la gente e lei, Suor Cristina, lo ha preso in parola e spera vivamente che proprio il Papa la chiami al telefono per incoraggiarla in questa avventura fuori dalle righe.

 
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foto Societa.panorama.it

Premetto che io faccio parte di quella schiera di persone che amano il Festival di Sanremo. So che adesso mi arriveranno messaggi di ogni tipo ma io proverò a dare alcune spiegazioni del perchè  non mi metta contro questa manifestazione canora.

Intanto amo la musica e la canzone, quella che mi ha accompagnato fin dalla prima infanzia. Io  vivo di musica e dalla musica.

La canzone italiana ha un suo fascino per come è riuscita a caratterizzare le varie epoche: prima attraverso il grammofono, poi con la radio, i dischi, e la televisione ed infine il web. Le nostre giornate in generale sono scandite dalle canzoni. Molte ci accompagnano fin dalle prime ore del mattino nei nostri spostamenti con la macchina, come colonne sonore delle nostre giornate (pensate ai commercianti) o nei nostri ricordi. Quanti ad esempio hanno visto fiorire il loro amore grazie ad una canzone, ma anche il ricordo di una gita, di un particolare evento.  Diciamo pure che  tutta la musica in generale  fa parte della nostra vita.

Ma avete idea di cosa ci sia dietro una canzone? Di quante persone ci lavorino affinché esca fuori un buon prodotto? Ovviamente, come per tutte le cose ci sono anche le canzoni mal riuscite, ma questo è un altro discorso.

Parolieri, musicisti, arrangiatori, esecutori, ufficio marketing, case discografiche ecc. ecc. tanti posti di lavoro. Se il prodotto non gira nessuno di questi si potrà guadagnare il pane. Ecco allora le macchine che fanno girare e lievitare il prodotto. I grandi eventi, i festivals, gli spettacoli estivi, le tourneé, i concorsi,le trasmissioni televisive. Qui ci sono in gioco milioni di euro investiti da privati, i così detti sponsor . Il Festival di Sanremo è una di queste macchine che, grazie anche alla RAI, ha il potere di valorizzare al massimo il prodotto canzone e naturalmente gli sponsor. La “macchina” si mette in moto molti mesi prima degli eventi pubblici, aiutata anche dalla stampa (altri posti di lavoro).  Quindi tanto lavoro, soprattutto per i precari: operai, sarti, parrucchieri, macchinisti, professori d’orchestra,coristi, musicisti,tecnici, amministrativi che lavorano solo in questo periodo. Lavoro, lavoro per tanta gente.

Ora passiamo al punto compensi. Concordo con chi dice che si devono evitare compensi milionari con i soldi pubblici. Io credo che i compensi non siano solo pubblici ma anzi, la maggior parte arrivino dai privati. Le grandi aziende sganciano i loro soldi solo se sono sicuri di un ritorno, altrimenti nessuno investirebbe il proprio danaro. Il ritorno lo danno i personaggi principali che in questo caso sono i presentatori e gli ospiti. Uno sponsor, come  prima cosa,vuole sapere che riscontro ha un determinato personaggio e poi si decide di investire una somma. Fazio-Littizzetto, personalmente non mi fanno impazzire, a parte qualche sorriso sporadico, ma sono certa che piacciano a diversi milioni di persone. “I due sono molto seguiti ed io investo su di loro“. Così ecco che lievitano i cachet. Infatti le aziende che vorranno sponsorizzarsi saranno tante, gli spazi ridotti e vincerà chi offrirà di più.  Più la manifestazione vende pubblicità, più i grandi nomi avranno compensi elevati.

Il Festival di Sanremo è  ormai famoso  in tutto il mondo, ed il prodotto-canzone arriva facilmente in ogni angolo della terra   aumentando i propri guadagni. Internet poi è il canale di maggior diffusione attuale , con vendite online anche delle canzoni frazionate: arrangiamenti, basi,testi.

Grazie ad Internet quindi anche il mondo della canzone è cambiato, ma la canzone, quella bella, no,vivrà nel tempo anzi, è aria che respiriamo, almeno per me lo è sempre stato e credo che lo sarà ancora.

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E’ notizia di qualche ora fa la dipartita del grande attore italiano Arnoldo Foà. Impossibile non tornare indietro nel tempo e ricordarlo l’anno in cui lo vidi per la prima volta ed ebbi poi la fortuna di conoscerlo personalmente. Lui faceva parte di quella serie di attori che hanno acquisito popolarità grazie alla TV, quando le fiction di allora si chiamavano sceneggiati, (i primi della storia della TV) e gli interpreti erano già grandi attori provenienti dal teatro o dal grande schermo.

Arnoldo Foà venne a Cagliari diverse volte. Ma io lo conobbi la prima volta quale interprete  del poema sinfonico Ivan il terribile di Prokofiev che prevedeva delle voci recitanti. Era il 1986 . Ricordo che arrivò in compagnia di un altro attore, Massimo Giuliani.  Alla prima prova del concerto, un collega si alzò e disse a voce alta che eravamo onorati di avere fra noi un attore di quella portata.

Foà era uno degli attori protagonisti della mia infanzia televisiva. Erano gli anni 60, e i bambini avevano come unico passatempo la TV dei ragazzi in cui Foà era spesso interprete, impossibile non ricordare La freccia Nera.

Andammo in tournèe in vari centri della Sardegna e in particolare ricordo che durante una passeggiata ad Alghero era attratto dalle belle gioiellerie che esponevano il corallo.

Tornò in Sardegna l’anno successivo in occasione di una stagione lirica. Fece la sua prima regia dell’opera Otello di Giuseppe Verdi. Ci accorgemmo subito che non era esperto di questo  genere teatrale. Più che altro ci rendemmo conto che non aveva dimestichezza  con la musica e con le suddivisioni vocali della massa corale. Nonostante ciò , grazie alla sua esperienza, riuscì a montare uno spettacolo più che dignitoso.

Alloggiava in un residence che si trovava a quasi un chilometro di distanza dal teatro e lì vicino abitava anche una collega. Un giorno andai a prenderla per recarci insieme a lavoro e, dentro ad un bar lì accanto lo incontrammo. Ci riconobbe come artiste del coro e ci invitò la colazione. Poi gli domandai   se aveva bisogno di un passaggio e lui accettò volentieri.  Mi giustificai per le dimensioni della mia macchina (all’epoca avevo una 126).  Quando entrò mi chiese di non aprire il finestrino in quanto era leggermente raffreddato ma soprattutto se poteva fumare la sua pipa . Io naturalmente non mi opposi,   ma inutile dire che all’interno di quell’auto si era creata una piccola camera a gas che mi stava facendo quasi svenire.  Una situazione fantozziana!!

Lo ricordo molto galante e soprattutto ancora molto sensibile al fascino femminile nonostante l’età già avanzata.

Gli sceneggiati che ricordo con lui protagonista: “Capitan Fracassa”, “Le cinque giornate di Milano”, “La freccia nera”, “L’isola del tesoro”, “Il giornalino di Giamburrasca”, “David Copperfield”, “I racconti del Maresciallo”, “Il cugino americano”, “Nostromo” (trasmesso con successo in tutto il mondo) e più recentemente “Fine secolo”e “Il Papa buono”.

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Chissà quanti di voi, cagliaritani, ricorderanno la sigla del Gazzettino Sardo. A casa mia si ascoltava sempre ed io penso di averla sempre conosciuta. Questo brano, famoso come la “Danza di Desulo” ( video della colonna al lato destro del blog) è una composizione del musicista sardo Ennio Porrino . Come Porrino ci sono stati anche altri  musicisti che hanno composto ma anche arrangiato i suoni della nostra amata isola di Sardegna: Rachel, Gabriel, Silesu.

Quattro ritratti di grandi uomini sardi. Tutti musicisti . Li avete soltanto sentiti nominare?

Su Radio Rai Sardegna da sabato 13 luglio, alle 12,30 sulle frequenze di Radio 1, potrete conoscere le loro vite straordinarie, soprattutto ascolterete le loro composizioni, eseguite dal vivo, negli studi Rai di viale Bonaria dal quartetto d’archi Karel formato da Francesco Pilia: violino , Federico Sanna: violoncello , Marco Fois: viola , Alessio Devita: violino.

Il conduttore “direttore d’orchestra” sarà per l’occasione il simpaticissimo attore Elio Turno Arthemalle che ci accompagnerà in questo percorso sardo, interpretato  in chiave moderna. Il titolo della trasmissione è “Musica po pintai sa Sardigna


 

 

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Quest’oggi voglio farvi conoscere un altro artista sardo, di Elmas, il giovanissimo Mattia Sanna che ho avuto modo di ascoltare quando aveva appena 5 anni. (vedi video al lato del blog)

 Adesso in occasione dell’uscita del suo primo singolo, mi è venuta la curiosità di conoscerlo più a fondo e soprattutto di farlo conoscere ai lettori di Musicamore

Mattia, quando è nata la tua passione per il canto?

Era il 2001 quindi 12 anni fa e a 4 anni cantavo già delle canzoni ma stranamente non erano dello Zecchino d’Oro bensì di Fabrizio de Andrè e di Renato Zero.

Quand’è che  hai cominciato a studiare il canto?

Ho incominciato l’anno successivo a 5 anni con la maestra Elide Uchesu, che è ancora oggi la mia insegnante.. Quell’anno, nel 2002, partecipai alle selezioni dello Zecchino d’Oro, arrivai alla finale a Bologna.

(Abbiamo letto di Elide Uchesu qualche settimana fa in questo blog, in quanto è stata la prima maestra dell’artista sarda Ilaria Porceddu, che ha partecipato a Sanremo giovani)

Hai un cantante preferito a cui ti ispiri?

Si,  è Renato Zero .

Tu hai partecipato a tanti concorsi regionali e vinto tantissimi premi, ma hai avuto modo di farti apprezzare anche da un pubblico diverso, quello televisivo nazionale. In quale occasione?

Ho superato le selezioni per la partecipazione alla trasmissione di Rai Uno “Ti lascio una canzone”, dove vinsi nella prima puntata con i Fantastici 4 con la canzone “La prima cosa bella“. In seguito ho fatto parte anche di un altro gruppo sempre a “Ti lascio una canzone”, che si chiamava I tre moscardini.

Immagino sia stata una bella esperienza!

Si, splendida soprattutto perché ho potuto duettare con cantanti famosi come Simone Cristicchi, Edoardo Vianello, Claudio Baglioni, Gianni Morandi, Peppino Di Capri, Gigi D’Alessio e via dicendo.

E finalmente è uscito il tuo primo singolo, ce ne parli?

Il mio singolo è nato 2 anni e mezzo fa, nel settembre del 2010. Avevo concluso da poco la mia partecipazione alla trasmissione di Antonella Clerici e già mi mancavano tutti soprattutto una ragazza a cui ho scritto/dedicato appunto questa canzone. Il brano pero’ ha visto la luce solo nel Settembre del 2012. La canzone si intitola “E questi son gli amori” . Il testo  è scritto da me mentre la musica è stata composta da tre compositori/arrangiatori cagliaritani: Fabio Poddighe,Marco Medda e Salvatore Tozzi. A breve pubblicherò il mio primo disco su Itunes  e anche in formato CD, l’album conterrà: E questi son gli amori, e 4 cover: Margherita-Cocciante , When you say nothing at all-Versione di Ronan Keating, Dolcenera-Fabrizio De Andrè, Svegliatevi Poeti-Renato Zero.

  E allora godiamoci questo tuo singolo nella versione video.

 In bocca al lupo a Mattia con la promessa che sarà ancora ospite di Musicamore per raccontarci di nuovi successi


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Invito tutti i miei lettori a votare il concorrente di questo video. E’ un concorso indetto dalla Rai dove ci si mette in gioco per un nuovo programma televisivo. Lui si chiama Gionata Gilio.

http://www.thevoiceofitaly.rai.it/2013/auditions/audizioni-in-evidenza/gionata-gilio/?fb_action_ids=10200662246427156&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=246965925417366

La trasmissione si chiama The Voice of italy ed avrà come conduttrice Raffaella Carrà

 

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Questa sera al lirico replica dello Stabat Mater di Rossini che vedrà gli stessi protagonisti di ieri sera.

Alle ore 19 quindi,  replica con il coro e l’orchestra del teatro Lirico di Cagliari diretti da Filippo Maria Bressan specialista, soprattutto, del repertorio sinfonico-corale ed abituale presenza sul podio cagliaritano. Le voci soliste sono giovani, ma validissimi artisti quali: Valentina Corradetti (soprano I), Claudia Marchi (soprano II), Gianluca Terranova (tenore), Donato Di Stefano (basso). Il maestro del coro è Marco Faelli. la direzione di Filippo Maria Bressan, il maestro di coro Marco Faelli.

Vi posto di seguito la bella intervista che il giornalista Fabio Marcello ha realizzato col tenore Gianluca Terranova e con l’aggiunta di un mio intervento.

Gianluca Terranova, 42 anni, tenore lirico, non parla solo del talento, del dono di madre natura di una voce fuori dal comune. «Per un giovane che voglia intraprendere la carriera operistica è fondamentale affidarsi a maestri fidati e capaci, e non sempre è facile individuarli ». Rilassato e di buonumore, l’artista romano ha appena concluso la giornata di prove dello Stabat Mater di Rossini, in scena stasera e domani al Lirico. Parla della sua carriera, racconta dei suoi esordi: «Il definitivo passaggio alla lirica avviene nel 2008, con Rigoletto all’Arena di Verona. È stato un piacere ritrovare qui a Cagliari il maestro del coro Marco Faelli, presente anche in quell’occa – sione così importante per me».

DAL MUSICAL ALL’OPERA Diplomato in pianoforte nel 1993, Terranova comincia a studiare canto lirico e nel 1997 viene scritturato per il musical “Hollywood ”, per la regia di Giuseppe Patroni Griffi. Nel 1998 vince il Gran premio della Lirica in diretta televisiva su canale 5. «Tecnicamente avevo ancora molto da imparare. L’umiltà e la consapevolezza dei propri limiti sono doti fondamentali per chi fa un mestiere come il mio. Non ti devi accontentare, devi studiare sempre per migliorarti e perfezionarti». Dieci anni di musical ad altissimi livelli, poi il debutto veronese: «Andò molto bene, e da quel momento non mi sono più fermato e sto raccogliendo parecchie soddisfazioni» sorride il tenore. Che ora si cimenta in uno dei pezzi forti del repertorio rossiniano. «Di Rossini non ho cantato tanto, se escludiamo un Barbiere di Siviglia di tanti anni fa. È una sfida tanto complessa quanto entusiasmante» commenta Terranova, che spende parole d’elogio per il coro e l’orchestra del Lirico: «Ho trovato professionisti di altissimo livello. Sono stato accolto molto bene e si è creato il giusto feeling da subito. Inoltre, la bacchetta è nelle mani di uno specialista di Rossini, il maestro Filippo Maria Bressan, una garanzia assoluta».

PAROLA AL CORO Sull’impegnatività dello Stabat Mater concorda una delle veterane del coro del teatro, Alessandra Atzori, trent ’anni di carriera: «Ho cantato tanti Stabat Mater, ma ogni volta le difficoltà che riscontro sono sempre le stesse». In tanti anni di militanza, la Atzori ha lavorato con grandissimi nomi del melodramma di tutti i tempi: «Da Raina Kabaivanska a Maria Chiara, da Katia Ricciarelli a Mariella Devia. Ho cantanto con tenori del calibro di Martinucci, Giacomini, Bergonzi, Alfredo Kraus. E ora Gianluca Terranova » aggiunge la cantante, che ricorda altri nomi celebri delle passate stagioni del Lirico: «Ho avuto l’onore di essere diretta da maestri quali Georges Prêtre e Lorin Maazel, di lavorare con registi del calibro di Luca Ronconi e Flavio Trevisan. Insomma ho potuto studiare la loro tecnica e i loro segreti da vicino tanto da poterli poi trasmettere ai miei allievi, quando insegnavo».

MAESTRI E CARRIERE A proposito di allievi e insegnamento, Gianluca Terranova ritorna sull’argomento: «In Conservatorio puoi trovare professionisti in grado di valorizzare il tuo talento, di consigliarti per il meglio. Ma non va sempre così». Riferendosi alla sua esperienza, il tenore ricorda: «Sono arrivato alla grande lirica relativamente tardi proprio per questo motivo: sapevo di dover lavorare molto sulla voce dal punto di vista tecnico e ciò è stato possibile solo dopo l’incontro con la pianista e insegnante di canto Maria Cristina Orsolato».

Cosa rischia un aspirante cantante lirico che non sia ben consigliato? «Di perdere tempo, e ritrovarsi con una bella voce e niente più», risponde Terranova. Dopo il Rigoletto all’Arena, la carriera del tenore ha un’impennata: arrivano La Traviata al San Carlo di Napoli, Bohème al Comunale di Bologna, il Maggio musicale fiorentino, di nuovo Rigoletto a Firenze e al Regio Regio di Torino, Lucia di Lammermoor ancora a Napoli e Firenze, Roberto Devereux al teatro dell’Opera di Roma. E ora, Rossini a Cagliari. «LO STABAT? UNA SFIDA» «Il belcanto, per noi tenori ma non solo, assolve a una funzione fondamentale: “pulisce ” la voce, elimina le scorie accumulate in tante recite di repertorio d’altro tipo», spiega Terranova. Gli fa eco Alessandra Atzori, che torna sulle peculiarità del capolavoro rossiniano in scena a Cagliari in questo weekend: «Dal punto di vista dei componenti del coro, posso dire che Rossini scrive bene per le voci ma si diverte a farle muovere fra intervalli difficili. Ci sono diversi punti dello Stabat particolarmente impegnativi, coralmente parlando, e sono quelli in cui il coro canta a cappella. L’impostazione di un coro lirico – precisa la Atzori – non è quella della polifonia per cui ottenere dei pianissimi e fortissimi senza il sostegno orchestrale e soprattutto mantenere l’intonazione perfetta richiede un lavoro minuzioso. La fuga finale poi è fra le più impegnative dopo quelle bachiane. Il nostro maestro del coro, Marco Faelli, ci ha lavorato su con grande passione. Un lavoro completato poi dal direttore a Bressan». Dunque quella che attende Gianluca Terranova non può definirsi una passeggiata di salute? «Direi proprio di no», conferma Alessandra Atzori. «Le parti solistiche sono estremamente impegnative. Sicuramente l’aria più nota di questo Stabat è quella affidata proprio al tenore, che alla fine deve elargire un re sopracuto».

UNO SPOT PER LA LIRICA Gianluca Terranova si è recentemente segnalato al grande pubblico televisivo grazie alla fiction “Caruso, la voce dell’amore ”, trasmesso da Rai 1. «Premesso che mi sono divertito tanto, non è certo quello dell’at – tore il mio futuro», scherza il tenore. Che però chiarisce d’essere molto affezionato alla fiction per un motivo ben preciso: «Ha portato la lirica nella casa di tanti italiani. In molti mi hanno contattato per ringraziarmi: prima di “Caruso” guardavano al melodramma con diffidenza, quasi con paura. Ora sono diventati abituali frequentatori dei teatri, e questo è per me una soddisfazione enorme». Il brutto del mondo dei cantanti lirici? «L’invidia. Brutta bestia. Ma io, che vengo dalla gavetta, sono abbastanza corazzato. Vado avanti per la mia strada, so quello che ho fatto e che posso fare sul palco». Rapporti con colleghi sardi? «Dopo la fiction, Francesco Demuro, tenore come me, mi ha espresso i suoi complimenti. È stato carinissimo».

Il tenore saluta come aveva iniziato, con un sorriso. L’attende Rossini, ora.

Fabio Marcello

FONTE: SARDEGNA QUOTIDIANO

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Il tenore Gianluca Terranova, il Caruso della fiction di RAI UNO, è in questi giorni a Cagliari . Sarà infatti uno degli interpreti del concerto di oggi e domani al Teatro Lirico.

Lui ha una bella voce di tenore lirico spinto, voce scura, quasi baritonale ma con una grande estensione che gli permette di spaziare in un repertorio molto vasto.

Lo Stabat Mater di Rossini è un osso duro per i tenori. L’aria  Cuius animam dello Stabat non è alla portata di tutti in quanto presenta nella sua scrittura  un bel RE sovracuto. Gianluca Terranova  affronta mirabilmente questa difficoltà grazie soprattutto alla sua grande tecnica. Mi ha confessato che  per poterla affrontare però  ha bisogno di scaldare la voce qualche oretta prima della esecuzione.

Quella di stasera sarà per lui la prima volta in pubblico.

Oltre a Gianluca Terranova (tenore) le altre voci solistiche  sono  Valentina Corradetti (soprano I), Claudia Marchi (soprano II),, Donato Di Stefano (basso). Dirigerà il maestro Filippo Maria Bressan.

L’orchestra e il coro saranno quelle del Teatro Lirico di Cagliari.

maestro del coro è Marco Faelli.

Adesso sedetevi comodi e guardate questa video-intervista che ho realizzato ieri sera col tenore Gianluca Terranova. Un regalo per il mio blog Musicamore e per tutti gli abbonati de teatro  .


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Il mio ricordo di Mariangela Melato è legato agli anni settanta e ad una trasmissione, allora seguitissima: Canzonissima. Gli italiani, il sabato sera erano sempre incollati alla TV per vedere questo show televisivo che era il più importante dell’anno. Ricordo che si parlava di 20 milioni di spettatori a puntata. Potete immaginare chi aveva la fotuna di essere tra gli ospiti di quella trasmissione, e soprattutto se questi stavano muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo! La sua popolarità saliva alle stelle.

Per la Melato fu così.

Era ancora poco conosciuta, ma da li a poco  sarebbe diventata una vera star del teatro e del cinema Italiano. Ricordo che la paragonavano alla nuova  Monica Vitti. Simpatica, ironica, spigliata ,. In quell’occasione, a Canzonissima, si esibì in uno skech che la rese subito popolare.

Ricordo che arrivò chiusa dentro una valigia , come fanno i contorsionisti. Poi recitò, cantò e si mise perfino a ballare. Insomma dimostrò subito di avere tutte le carte in regola per diventare una grande.

In seguito la sua bravura si estese anche al teatro drammatico. L’ho vista proprio qualche settimana fa nella sua ultima apparizione su RAI UNO,  in Filumena Marturano  con Massimo Ranieri: grandiosa!

Eccola in questo video nella sua performance annni 70.


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Il soprano Desirée Rancatore è stata invitata per la seconda volta (la prima nel 2011) quale  protagonista del Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia, e l’evento sarà trasmesso in Eurovisione
Il tradizionale concerto comincerà alle 11.15 e sarà trasmesso in diretta su RaiUno, in Eurovisione e successivamente pubblicato in DVD. Con Rancatore ci saranno anche il tenore Saimir Pirgu e l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice diretti da Sir John Eliot Gardiner. Si tratta della seconda volta che il soprano viene invitato dal Teatro veneziano a cantare nell’evento più mediatico dell’anno dopo il successo ottenuto nel 2011 quando, diretta da Daniel Harding interpretò arie da L’elisir d’amore di Donizetti (Io son ricco, e tu sei bella), da Gianni Schicchi di Puccini (O mio babbino caro  ) e ovviamente da La Traviata di Verdi (Sempre libera)   e il classico Libiamo nei lieti calici che conclude il concerto).
Stella del belcanto e del repertorio romantico, Rancatore è stata applaudita in novembre all’Opéra de Paris in La fille du régiment.

Nel 2013, anno in cui si celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, interpreterà il personaggio di Gilda di Rigoletto di cui è riconosciuta come una delle migliori interpreti in teatri come il San Carlo di Napoli, il Liceu di Barcellona e il Massimo di Palermo.

P.R Desirée Rancatore Fidelio Artist

Mail: eputinati@fidelioartist.com

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A me è piaciuta, ditemi ciò che volete! Certo, ci sarà anche chi storcerà il naso ma sono convinta che queste fiction, pur con tutti i limiti, avvicinano facilmente alla lirica, un pubblico totalmente a digiuno.

La fiction, che è basata sulla storia d’amore del tenore napoletano Enrico Caruso a me sembra ben fatta. Devo dire che non conosco a fondo questa storia quindi ,anche se romanzata, la storia  mi sè sembrata credibile.

La Fiction RAI in coproduzione con la “Ciao Ragazzi Srl” di Claudia Mori, ha voluto raccontare il personaggio evidenziando le difficoltà che un cantante lirico di successo può avere a mantenere una famiglia unita e soprattutto un rapporto sentimentale stabile. Caruso, nel suo continuo peregrinare da una parte all’altra del mondo è costretto a lasciare spesso sola la sua compagna ((per lui , lei, ha rinunciato ad una brillante carriera) e i propri figli, mettendo sempre prima di tutti il successo. Questo ovviamente porterà ad una svolta la sua storia sentimentale che è ahimè , costellata di tradimenti .

Trovo vincente  la scelta del protagonista che è un vero cantante lirico (siciliano): il tenore Gianluca Terranova. Le interpreti femminili principali (Vanessa Incontrada e Martina Stella) diciamo che  hanno dato un’interpretazione senza infamia e senza lode.

Nel link di seguito potrete vedere il backstage. Questa sera la seconda parte.

Guarda il backstage ‘Caruso Forever‘ >>

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Ho appreso con molto piacere che il conduttore Paolo Limiti tornerà in TV con un nuovo programma.Sono passati quasi 10 anni da quanto concluse la sua fortunata trasmissione “Ci vediamo in TV”, una trasmissione che seguivo sempre perchè ricca di contenuti riguardo la musica leggera, classica e il cinema. Paolo Limiti è un professionista molto preparato nel campo artistico. Ha scoperto tantissimi talenti, ha una vastissima cultura e  soprattutto ha un modo di proporla in maniera semplice, veramente alla portata di tutti. Ricordo la presentazione del film The truman show che mi colpì talmente tanto che volli andarlo a vedere e in seguito ne acquistai anche la WHS . Nella sua trasmissione ospitava davvero tutti, dai cantanti lirici  a quelli di musica leggera e  musical. Da attori della vecchia e nuova generazione proponendo interviste e valorizzandoli per ciò che hanno fatto o che avrebbero continuato a fare.

La nuova trasmissione si chiamerà E-state con noi e sarà  sempre sullo stile della vecchia. Si gioca sul titolo che in qualche modo invoglia chi, per svariati motivi, è costrettoa stare in casa durante quelle ore.

Gli ospiti saranno davvero tanti, molti di essi ci riporteranno indietro di 10 anni ma fra gli ospiti dell’ultima generazione ci sarà anche un giovanissimo soprano, Sara Minieri, che ritengo un po’ mia allieva virtuale. L’ho conosciuta infatti via internet in una circostanzia singolare. Lei studiava una romanza di Mozart su un mio video . Volle quindi conoscermi attraverso facebook chiedendomi l’amicizia e raccontandomi la sua storia. Da allora ogni tanto mi chiede qualche consiglio vocale, giusto per integrare il già valido metodo del suo maestro. Sara ha l’età di mia figlia e per questo mi  incuriosito ancora di più. Lo scorso anno ha partecipato al mio concorso per voci online”Musicamore” dove la commissione le ha aggiudicato una menzione speciale per le qualità vocali e la giovane età. Ora avrò modo di vederla e sentirla, anche in TV.

Auguro a Sara una sfolgorante carriera e a Paolo Limiti di tornare al successo di un tempo perchè lo merita davvero.

La trasmissione, che partirà il 2 luglio, andrà in onda dal Lunedì al venerdì su RAI UNO alle 12.

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Quest’ artista è considerata la possibile vincitrice del Festival della canzone sanremese. Forse per la prima volta lo è con merito. Personalmente la inserisco fra le più belle voci che Sanremo abbia presentato nell’ultimo decennio.

Nella sua tesina di maturità Emma Marrone scriverà che la musica per lei è essenziale come l’acqua e il cibo.
Ha cominciato a cantare seguendo suo padre, nelle serate di piazze e nei locali accompagnata dalda una la band, e interpretando soprattutto le canzoni di Mina. Il pubblico nota subito la voce e la presenza di quella che sembra poco più di una ragazzina, ed EMMA inizia così ad avere i suoi primi fans, gente che si ripresenta puntuale ogni qual volta lei torni a cantare nei paraggi.
All’inizio degli anni 2000 la scena musicale del Salento è in totale fermento: Negramaro, Aprés la Classe sono solo due delle band che vanno per la maggiore, e che EMMA frequenta attivamente in quegli anni. Una serie di coincidenze, la portano a Roma, dove, si presenta ai provini per AMICI, e supera la prima selezione per partecipare al programma.
EMMA vince l’edizione del 2010 di AMICI, esce il suo primo album, intitolato “Oltre.
L’album è da subito al 1° posto della classifica degli album su iTunes e stabilisce immediatamente un altro record entrando direttamente al n. 1 della classifica di vendita.
Lanciato dal singolo intitolato “Calore” scritto da Roberto Angelini, l’ep ottiene risultati straordinari che confermano il grandissimo seguito e affetto del pubblico, raggiungendo il Doppio Disco di Platino per le vendite conseguite e risultando essere il secondo disco più venduto dell’anno.
L’estate 2010 la vede impegnata in un tour di successo che tocca tutta Italia “A ME PIACE COSI” è un disco rivelazione, Emma si è affacciata ad Amici quasi smarrita e ora è un’interprete a tutto tondo. Grazie alla produzione e agli arrangiamenti di Pino Perris e di Fabrizio Barbacci, ha raccolto intorno a sé grandi autori italiani come Roberto Casalino, Saverio Grandi, Roberto Angelici e Antonio Galbiati.
A Febbraio 2011 partecipa insieme ai Modà al Festival di Sanremo 2011 con il brano Arriverà, classificandosi al secondo posto, dietro Roberto Vecchioni e il 16 febbraio 2011 viene pubblicata “A ME PIACE COSI SANREMO EDITION”, già disco di platino a fine dello stesso mese.
Eccola quest’anno quindi ancora a Sanremo e ancora favorita col brano intitolato “Non è l’inferno”, ancora una grande interpretetazione con una grande vocalità.

Pensare di lei che sia la favorita è dovuto. Emma ha tutte le qualità per meritarsi la vittoria.


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Qualche giorno fa, durante una manifestazione con i colleghi del teatro, ho incontrato un collega in pensione, il tenore Giancarlo Lai il quale ci ha deliziato di tanti racconti e ricordi degli anni in cui era una delle colonne del coro del Teatro lirico di Cagliari
Ha ricordato molti registi con le bellissime regie che il teatro ha prodotto. Grandi direttori d’orchestra come George Pretre cantanti che hanno lasciato un segno indelebile come due mostri sacri  della lirica quali Mario del Monaco o Fiorenza Cossotto.
Ci ha poi raccontato di quando, giovanissimo, si presentò alla mitica trasmissione televisiva “La Corrida” presentata all’epoca da Corrado che aveva al suo fianco il maestro Roberto Pregadio.
Quel giorno erano  ospiti della trasmissione tanti attori famosi quali Giancarlo Giannini e il famoso tenente Sheridan, Ubaldo Lai.
Una polemica però, accompagna questo racconto ed è legata al fatto che all’epoca i sardi erano sempre visti con occhi particolari. Preferisco però farvi ascoltare questo racconto direttamente dalla voce del collega Giancarlo nel video sottostante.


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Cosa spinge una persona allo studio del canto? Quali sono gli elementi fondamentali? Come intraprendere uno studio serio del canto lirico? Tutto questo in un dibattito leggero ma interessante (cui anche la sottoscritta è stata invitata) fra tenore, musicologo, scopritore di talenti e insegnante di canto , nella trasmissione di oggi su RADIO RAI Sardegna : Radames non è un calciatore.

Potrete ascoltarla seguendo il link sottostante. Puntata n. 12

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&s=17&v=9&c=4459&n=24&c1=radames&ric=1

 

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Mi è capitato ieri di sintonizzarmi per caso su RAI uno ed assistere alla trasmissione Mettiamoci all’Opera.

Dopo una decina di minuti circa però già mi stava annoiando  soprattutto per il modo con cui la trasmissione era condotta.

Mi spiace dovermi esprimere in maniera negativa su qualche cosa che riguarda il mio mondo. Capisco la buona volontà della TV di Stato di voler avvicinare il pubblico alla lirica, ma trovo che questo non sia il modo migliore.

Nonostante la giuria fosse presieduta dal soprano Chiara Taigi, unica vera esperta,ciò che non funzionava era tutto il resto.

La decurtazione delle romanze   d’opera mi è sembrata quasi un sacrilegio. Non si possono presentare artisti dell’opera facendoli cantare un pezzo di cabaletta o il finale di una romanza. Sarebbe come presentare un film mandando in onda solo la fine. Assurdo!

Particolare da non tralasciare poi è sicuramente la conduzione di Pupo che sottolineava spesso la sua ignoranza per il mondo dell’Opera. Ma perchè non ridare la conduzione a Frizzi o ancora meglio a Baudo?  Lui si che conosce gioie e dolori di quest’arte!

Personalmente  avrei fatto leggere una piccola presentazione di ogni brano ad un bravo attore per preparare l’ascoltatore.

Ciò che poi mi ha inorridita è stata la dichiarazione di uno dei  conduttori di RADIO UNO  (presenti alla trasmissione) che  ha detto che la lirica è seguita in tutto il mondo tranne che in Italia. Ma c’è mai andato all’opera questo qui?

Parla così chi non ha mai messo piede a teatro. Un’altro che parla di lirica senza conoscerla!!

Sulla lirica ci sono tanti luoghi comuni sempre da parte di chi non frequenta questo ambiente: la lirica piace solo ai vecchi : tantissimi giovani si avvicinano all’opera per caso e poi non la lasciano più; la lirica è uno spettacolo snob: vengono a sentirci da tanti paesi dell’interno , gruppi, associazioni o semplicemente comuni cittadini, che si organizzano con pulmann arrivando anche da molto lontano; la lirica la seguono in pochi: nella peggiore delle ipotesi il teatro può rimanere vuoto a metà il che vuol dire che comunque si supera il migliaio di persone a serata quando si tratta di opere nuove. Per quelle di repertorio è raro che non si faccia il tutto esaurito.

Se proprio si vuole sfruttare la scia del reality, la mia idea sarebbe quella di crearne uno cominciando dalle audizioni e seguendo gli artisti ammessi,  nel loro percorso di studio condotto da persone esperte nel settore. Seguirli praticamente nell’arco di un anno mentre imparano la tecnica della respirazione e dell’emissione vocale e lo studio delle  prime romanze da camera. Mostrare poi alla fine dell’anno l’evoluzione della voce confrontandola con l’esame iniziale. Una striscia quotidiana di max 20 minuti  .Chissà…

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giusy devinu a caracallaEra una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, lessi che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: ” le 7 regine della lirica mondiale”.

La notizia però acquisì maggior spessore quando lessi anche che fra quelle 7 regine ci sarebbe stata anche la mia/nostra compagna di studi Giusy Devinu e che il concerto sarebbe stato trasmesso in TV, in mondovisione.

Feci un giro di telefonate per comunicare la  notizia e per organizzare una vera e propria serata d’ascolto a casa mia, con tutti noi ex compagni del conservatorio. Eravamo in tanti quella sera. Molti seduti per terra perchè le sedie non bastavano.

Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che  all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.

Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.

Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una  bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.

Era  emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo composto da qualche milione in più di ascoltatori. 7 regine a Caracalla Nell’ascoltarla e vederla, faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.

Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.

Davvero una grande emozione per tutti!

Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.

Anche a lei luccicarono gli occhi al mio racconto. Non poteva credere che fra il pubblico di quella serata c’eravamo anche noi, riuniti davanti alla TV per lei.

Mi raccontò tanti particolari di quell’evento e fra questi anche la difficile scelta del brano della Traviata conteso con un altro soprano.

Questo è sicuramente uno dei ricordi più belli che ho della compianta Giusy Devinu, compagna di studi musicali, che ci ha lasciati troppo presto a soli 47 anni.

Ho faticato a scrivere questo ricordo più di tanti altri, ma sentivo che dovevo farlo perchè, nel promuovere l’idea di dedicare il Parco della Musica a Giusy, l’amministrazione cagliaritana possa capire la grandezza di questo personaggio .

Tanti artisti cagliaritani si stanno muovendo nella preparazione dell’evento ( siamo certi ci sarà), che vedrà la nomina del “Parco Devinu” da parte del sindaco e di tutta la giunta comunale.

Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy

Alessandra Atzori


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CONCERT IN MEMORY OF LUCIANO PAVAROTTI Per ricordare i 50 anni dal debutto del tenore Luciano Pavarotti,in  Russia sono stati organizzati degli eventi in sua memoria.

Ieri il primo,  a San Pietroburgo. Alla Concert Hall Oktiabrsky, davanti a 3000 persone e alla presenza della vedova Nicoletta Mantovani  con la piccola Alice, si sono esibiti 7 giovani artisti in un memorabile concerto.

Francesca Cappelletti (Soprano), Chakar Pervin (soprano), Simona Todaro (soprano), Calanna Clara (mezzosoprano) ,Giacomo Patti (tenore), Alessandro Scotto di Luzio (Tenore), Andrea Zaupa (baritono), hanno eseguito le più belle romanze d’Opera  accompagnati dall’Orchestra Sinfonica di Stato di San Pietroburgo diretta la maestro Fabrizio Carminati. Un vero trionfo dell’Opera Italiana di cui il grande tenore modenese è sempre stato un portabandiera nel mondAlessandro Scotto di luzioo.

Di particolare rilievo la presenza del giovane tenore Alessandro Scotto Di Luzio che ha proposto fra le tante, la romanza “Una Furtiva lacrima”, dall’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti, cavallo di battaglia di Pavarotti, riscuotendo un grande successo personale.

Anche il pubblico cagliaritano ha avuto modo di ascoltare il tenore napoletano proprio nella stagione estiva appena trascorsa. E’ stato infatti fra gli interpreti dell’opera di Nino Rota ” Napoli Milionaria” e dei Carmina Burana, di Carl Orff.

Alessandro Scotto Di Luzio è un giovane artista ma con un curriculum già consistente.

foto3corvino_diluzio3Ha iniziato giovanissimo lo studio della musica e del canto sotto la guida del maestro Giordano Orsini e a soli 19 anni ha calcato il palcoscenico  del teatro dell’Opera di Roma in qualità di artista del coro.

E’ vincitore già  di numerosi concorsi tra i quali

il 1° Premio al  XIV° Concorso Internazionale di canto lirico  “Ritorna Vincitor

Il concorso televisivo televisivo di RAI 1 “Domenica In” condotta da Pippo Baudo.

Finalista al 60° Concorso per giovani cantanti lirici d’Europa 2009 indetto dall’As.LiCo

E’ entrato poi a far parte della“Scuola dell’Opera Italiana”  del  Teatro  Comunale di Bologna.

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Le-ragazze-dello-swing-foto-1Non ha tradito le aspettative la miniserie TV dedicata al Trio Lescan (italianizzato poi in Lescano).  Considerato il livello delle fiction di questi tempi, in questa produzione il cast era buono, e così tutto il resto: dalla sceneggiatura ai costumi (anche se si sono individuate diverse imprecisioni storiche) ed alla fotografia.
Fra tutti gli attori sono stata colpita dal personaggio comico-drammatico dall’attore Gianni Ferreri . Un caratterista che ricorda i grandi degli anni ’50 e che a mio avviso farà molta strada.4893413290_ef512105fc_m
Siamo in Olanda nel 1924. Eva Leschan (Sylvia Kristel) viene abbandonata dal marito e resta sola con tre figlie da crescere. La scena si sposta poi dodici anni dopo, quando due delle tre ragazze, Alexandra (Andrea Osvart) e Judith (Lotte Verbetek) arrivano a Torino intente a cercar fortuna nell’ambiente della musica leggera (in seguito verranno raggiunte anche dalla madre e dall’altra sorella Kitty, interpretata da Elise Shaap). Le tre incontrano un fantasista ed un manager, così riescono ad arrivare al successo, diventando il Triol Lescano!!!
Dopo una serie di avvenimenti più o meno drammatici legati ai loro compagni e alla loro condizione di ebree,finita la guerra, Caterinetta, la più giovane delle tre sorelle Lescano, lasciò il trio ufficialmente per sposarsi, (ma in realtà per contrasti di carattere economico con le sorelle e la madre) a giugno del 1946 e fu sostituita da una giovane cantante di Torino di nome Maria Bria, che, dopo un paio d’anni di concerti in Italia, partì nel 1947 con Sandra e Giuditta per il Sudamerica dove le sorelle avevano trovato un ingaggio, e continuò a cantare con loro fino al 1952, anno in cui il trio si sciolse.
Attualmente in Italia sono tanti i gruppi che si cimentano nel riprodurre quelle canzoni dagli arrangiamenti swing e fra questi ricordiamo le Blue Dolls ,(che tra l’altro hanno anche inciso la sigla della fiction), il trio en travesti delle Sorelle Marinetti, Le voci di Corridoio , e in versione più liricheggianti le Musicamore Singers.

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antonella-clericiDevo dire che  finalmente il mio desiderio di sentire belle voci talentuose è stato appagato ieri sera durante la trasmissione di Antonella Clerici “Ti lascio una canzone“.
So che mi attirerò molte critiche in proposito, ma non si può non fare un grande plauso a coloro che hanno selezionato questi 10 bravissimi talenti. Il maestro Leonardo De Amicis col suo staff ha scelto le voci, quelle vere, una più bella dell’altra in termini musicali, vocali, d’espressione e d’interpretazione.
In generale non amo le gare canore con bambini che cantano come gli adulti, sono troppo attaccata allo Zecchino d’Oro.
In questo caso, aldilà dei testi, ho sentito finalmente cantare e ciò che mi aspettavo da una trasmissione di adulti come X factor, l’ho avuto ieri da questa di Antonella Clerici che comunque fa di tutto affinchè i bambini abbiano l’aspetto dei bambini.
Le voci esistono ed anche le scuole di canto perchè , il 90 per cento di questi talenti hanno già il loro piccolo studio alle spalle.
Ieri si doveva proclamare la canzone vincitrice della serata e se fossi stata io in commissione avrei avuto grosse difficoltà. La scelta mia sarebbe andata sicuramente al ragazziono 13enne, dagli occhi cerulei coi capelli ricci e dalla voce baritonale: impressionante!! Spero solo che chi ha in mano quella voce la sappia trattare con i guanti di velluto.
Ha vinto invece la canzone E Poi che lanciò Giorgia e che ieri è stata interpretata magnificamente una una bambina rumena, con un italiano perfetto e voce squillante acutissima e intonatissima.
Speriamo davvero che le famiglie stiano vicino a questi ragazzi , l’ambiente in cui ora stanno vivendo questa bella favola è un po’ troppo vicino al Paese dei Balocchi e sappiamo poi quali potrebbero essere i rischi.

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41590_149493128415961_7943_nUna serata all’insegna della canzone sarà quella di domani  sabato 11 settembre alle ore 21 ad Elmas (Cagliari) nel teatro comunale di via Goldoni.

La Pro Loco di Elmas ,in collaborazione con l’amministrazione comunale e la direzione artistica della maestra di canto Elide Uchesu ,organizzano  questa rassegna canora dedicata a giovani di età compresa tra gli 8 e i 30 anni.
Fra gli ospiti d’onore della serata alcuni ragazzi della trasmissione RAI “Ti lascio una canzone”: Mattia Sanna e Alessio Pizzoni ma si esibiranno anche Romina Agus, Manuel Agus, Daniele Puddu e altre giovanissime promesse canore.
Presenta la serata Elide Uchesu.


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vittorio_grigoloIn questo periodo di divulgazione operistica attraverso la TV, molti lettori del mio blog  incuriositi dalla pubblicità che ho fatto di questo Rigoletto televisivo, mi hanno chiesto chiarimenti su certi termini tecnici a loro sconosciuti; persone che hanno seguito l’opera per la prima volta senza alcuna conoscenza.
I giudizi sono stati tutto sommato positivi. Due persone in particolare hanno letto la mia trama  )e in seguito la mia recensione) e incuriositi hanno seguito l’opera con la promessa che andranno in teatro appena si presenterà l’occasione.
Mi hanno scritto domandandomi a cosa mi riferivo quando mi sono espressa sulle scelte tecniche del tenore.
Diciamo che mi sono espressa in questo modo per non andare troppo a fondo in quelle che in effetti potrebbero essere delle mancanze , forse dovute ancora alla giovane età dell’artista (punto di vista mio personale, intendiamoci).
Cantare con tanta generosità e aprendo i suoni in una zona della voce dove dovrebbero essere coperti, crea difficoltà nelle note acute.
Forse è difficile far capire ciò ad un profano, ma per usare temini popolari tradurrei in questo modo: la voce troppo aperta (sguaiata) nelle note basse, non  permette al cantante di fare un acuto con facilità.
Spero di essermi espressa in maniera semplice per i miei lettori – melomani in erba.

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220px-Vittorio_grigolo_026aFinalmente si è conclusa questa maratona lirico-televisiva. Dico finalmente perchè chi non l’ha seguita forse non sa che l’opera Rigoletto di Giuseppe Verdi è andata in diretta su RAI UNO nell’arco di 3 giorni con orari differenti. Per chi come me ha perso la prima serata, si è potuto recuperarla grazie a coloro che generosamente l’hanno messa su youtube .

Che dire: prima di tutto che il personaggio di Rigoletto interpretato da Placido Domingo era completamente fuori ruolo dal punto di vista vocale (benchè si sia potuto constatare   che la  voce è ancora in buone condizioni), Rigoletto è stato scritto per un baritono, ed anche scuro! Scenicamente lui è un grande artista ed ha comunque ben interpretato il ruolo del giullare deforme.

Direi azzeccato il personaggio del Duca di Mantova interpretato dal tenore Vittorio Grigolo, seppur con qualche  scelta tecnica discutibile. Il risultato infatti, si è visto nel SI finale de “La donna è mobile” acchiappato con grande difficoltà.

Nulla da dire invece sulla scelta delle altre voci. Bella voce e ben interpretata la parte di Gilda (il soprano Julia Novikova), bella voce sensuale ma troppo elegante la Maddalena di Nino Surguladze;  decorosi gli altri compreso il personaggio di Sparafucile nelle cui vesti era il grande Ruggero Raimondi, anche se la voce di questo personaggio dovrebbe essere più scura e cavernosa . Ho visto poi un coro maschile ben amalgamato e con buone interpretazioni individuali. Corpo di ballo ben preparato ma non mi ha convinto la scelta del ballo iniziale. Mi è sembrato fuori epoca.

La regia no, non mi è piaciuta. Si capiva che il regista Marco Bellocchio non è un regista lirico. Non si posson fare primissimi piani sul viso del Duca e di Maddalena nel momento dell’approccio, mentre subiva tutti gli schizzi del tenore (ahimè normali) evidenziati dalle luci. Ha distratto lo spettatore e messo in forte inbarazzo i cantanti . In palcoscenico son cose che succedono ma non si vedono.

La scenografia e la fotografia erano molto belle, splendidi ed essenziali i costumi

L’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro Zubin Mehta avrà anche suonato bene (ma chi l’ha potuta apprezzare?).L’orchestra bisogna sentirla con le voci in palcoscenico e in questo contesto era impossibile da giudicare.

Il terso atto televisivo sarebbe dovuto andare in onda alle 22, 15 ma è slittato di più di mezz’ora. Ben venga la televisione quando può diffondere ed avvicinare alla lirica (mantenendo naturalmente orari decenti), ma la lirica, quella vera, è fatta per il teatro e lì deve rimanere.


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murgiaOggi forse avrei dovuto esprimere il mio punto di vista sul Rigoletto trasmesso ieri notte in diretta su RAI uno. Mi limito a dire che per motivi vari non l’ho visto ma posso riportare il giudizio di alcuni colleghi e amici lasciati sul mio profilo FB.

Il giudizio generale si è spaccato in tre: c’è chi lo ha apprezzato molto, chi ha visto un Domingo fuoriluogo e chi invece un’operazione finanziaria dove si vuole pilotare l’opera in TV per aprire un nuovo canale pubblicitario.
Lascerò il mio pensiero alla fine di tutta l’opera che avrò modo di poter vedere attraverso repliche e registrazioni.

Ciò invece che vorrei trasmettere oggi è la gioia per il premio letterario Campiello 2010 vinto dalla mia conterranea Michela Murgia con il suo Accabadora (Einaudi)

La scrittrice ha sbaragliato i prestigiosi quattro finalisti: Gad Lerner, Antonio Pennacchi, Gianrico Carofiglio, Laura Pariani.

Il suo concorrente più temuto era Antonio Pennacchi, autore di Canale Mussolini (Mondadori); subito dopo si è piazzato Gianrico Carofiglio con Le Perfezioni provvisorie (Sellerio); Gad Lerner con Scintille (Feltrinelli) e Laura Pariani con Milano è una selva oscura (Einaudi).
La Murgia ha voluto dedicare il premio a Sakineh, la giovane donna iraniana” condannata alla lapidazione.  “Io sono una donna fortunata – ha aggiunto arrivando in sala stampa a piedi nudi dopo la diretta televisiva – mentre nel mondo ci sono tante altre donne che non lo sono e Sakineh è una di queste”.

Michela Murgia (Cabras, 3 giugno 1972)
Nel suo primo libro (Il mondo deve sapere), originariamente concepito come un blog, ha descritto satiricamente la realtà degli operatori telemarketing all’interno del call center di una importante multinazionale (Kirby Company), mettendo in luce le condizioni di sfruttamento economico e manipolazione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori precari di questo settore. Il libro, nato da una sua personale esperienza all’interno del telemarketing della Kirby, è diventato l’opera teatrale Il mondo deve sapere (di David Emmer con Teresa Saponangelo), e ha ispirato la sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.

Di formazione cattolica, ha seguito studi teologici ed è stata per diversi anni insegnante di religione presso varie scuole medie superiori; è stata inoltre educatrice ed animatrice nell’Azione Cattolica, ricoprendo il ruolo di Referente Regionale del settore Giovani per svariati anni. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica del settembre 2004, a cui ha assistito anche Papa Giovanni Paolo II.

Fra le varie esperienze lavorative precedenti all’attività di scrittrice, Michela Murgia ha lavorato come venditrice di multiproprietà, come operatore fiscale, come dirigente amministrativo in una centrale termoelettrica e come portiere di notte. Attualmente collabora con diverse testate giornalistiche e case editrici.

È suo il blog “Il Mio Sinis” in cui descrive, anche con ritratti fotografici, la penisola del Sinis.

Nel maggio 2008 ha pubblicato, per la casa editrice Einaudi, Viaggio in Sardegna, un’atipica guida ai luoghi meno esplorati dell’isola.

Nel maggio 2009 ha pubblicato per la casa editrice Einaudi il romanzo Accabadora, una storia che intreccia nella Sardegna degli anni cinquanta i temi dell’eutanasia e dell’adozione. Il romanzo è uscito in traduzione tedesca nel 2010 dalle edizioni Wagenbach di Berlino.Nel settembre 2010, sempre con Accabadora, ha vinto il Premio Campiello.

http://it.wikipedia.org

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E’ fantastico vedere quanti amici blogger e non, hanno seguito ieri la trasmissione di RAI 1: “Festa Italiana” Fra i servizi mandati in onda c’era anche quello dell’intervista della brava giornalista inviata Sara Verta,  fatta a mia mamma 80ennesprint.blog.tiscali.it.come blogger più anziana d’Italia.

(continua…)

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