Articolo taggato “Raffaella Carrà”

Una vittoria annunciata quella di Suor Cristina,  ieri, nella trasmissione The Voice. Era prevedibile che intorno a lei ci sarebbe stata tanta curiosità , e la RAI questo lo ha fiutato da subito. Uno specchietto per le allodole niente male.

Però la ragazza ha delle doti canore. Si, è vero,  c’era di meglio. Ma lei, a mio avviso, ha meritato in ogni caso la vittoria perchè ha sempre cantato bene, col cuore, espressiva e gioiosa, caratteristiche che hanno conquistato prima di tutto i suo coatch J-Ax e poi il pubblico. Col pezzo inedito “Lungo la riva“, (spiritual scritto da Neffa) ha colpito nel segno. Diventerà il tormentone delle gite  e non solo.

Purtroppo ieri, quasi tutti hanno avuto problemi d’intonazione, lei compresa. L’emozione gioca brutti scherzi e soprattutto per l’altro finalista Giacomo Voli (della squadra di Piero Pelù),  è stata forse una delle cause dell’esclusione. Secondo me,avergli fatto cantare Nessun Dorma non è stata una buona idea. Questi arrangiamenti  pop-rock di brani classici così popolari non piacciono,  e quella modifica  nel finale (sopracuto) non ha dato un buon risultato, il suono era stonacchiato e fisso. Nonostante ciò non voglio sminuire il suo grande talento vocale. Lui vincerà nelle vendite del suo indedito e riempirà le piazze delle sue tournée.

Per quanto riguarda gli altri due , devo dire che sono arrivati anche troppo avanti. Giorgia Pino (squadra di Noemi) avrebbe pure una voce interessante, ma nutro dei dubbi sulla naturalezza del suo timbro. Per noi cantanti le caratteristiche di quella voce sono segnali di problemi alle corde vocali. Mi auguro che così non sia. Nel caso basterebbe un buon foniatra, qualche mese di silenzio assoluto e un logopedista.

Di Giacomo Pini (della squadra di Raffaella Carrà), invece, non mi è piaciuto questo suo modo di cantare sempre in falsetto. Ma questi sono gusti personali. Si sa che non tutti possono piacere a tutti. Il fatto che non sia arrivato alla fine significa  che non sono la sola a pensarla in questo modo.

La sorpresa finale poi, ha  lasciato tutti senza fiato. La recita, da parte di Suor Cristina, del Padre Nostro, che ha imbarazzato un po’ tutti, compreso il cameramen che non è riuscito (o non ha voluto)  inquadrare nessuno al di là della suora canterina.

Ecco il video


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Questo titolo potrebbe tenere lontani i lettori se non fosse che ciò che sto per raccontarvi ha dell’incredibile, almeno per personaggi come Raffaella Carrà, Piero Pelù Noemi e J-AX componenti la giuria del talent show The Voice

La trasmissione è alla sua seconda edizione . Fra i talent show è forse l’unico che ancora riesco a guardare per via della caratteristica che lo distingue dalle altre. La giuria non vede i concorrenti che si esibiscono se non solo dopo aver ascoltato il brano per almeno una decina di secondi . Trovo questa scelta vincente perchè chi si esibisce non viene valutato per il suo aspetto fisico ma  esclusivamente per le sue doti musicali e vocali .  Certo, in questo modo ci sono tante sorprese compresa quella del video che ho postato sotto, e che in una settimana ha superato  25 milioni di visualizzazioni. Un grande successo per la RAI che probabilmente si aspettava una scossa ma non a questi livelli.  Credo però che neanche la concorrente in questione, Suor Cristina  di 26 anni , si aspettasse questo successo.

Ciò che emoziona guardando questo video, è vedere lo stupore dei singoli giurati ed in particolare quella del rapper J-AX.

Proprio lui poi sarà scelto dalla cantante come suo  coach che la seguirà nel corso delle puntate.

Che dire, con un Papa Francesco che ci stupisce ogni giorno, non c’è nulla di strano nel vedere una suora che esprime gioia da tutti i pori con la sua voce e la sua grinta. E’ d’altronde è stato proprio il Papa a sottolineare che le religiose non devono stare chiuse in convento ma  evangelizzare stando fra la gente e lei, Suor Cristina, lo ha preso in parola e spera vivamente che proprio il Papa la chiami al telefono per incoraggiarla in questa avventura fuori dalle righe.

 
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Come da previsioni la vincitrice della trasmissione The Voice Italy è stata  Elhaida Dani, 19 anni, di Tirana. Ha iniziato a cantare a soli sei anni. Nel suo paese, l’Albania, Elhaida è nota per aver vinto, nel 2009, l’edizione albanese di “Star Accademy” e per essersi classificata prima, nel 2012, a “TopFest” con una canzone inedita che ha riscosso grande successo. Vittoria meritata in pieno, per la qualità vocale, l’estensione e la padronanza scenica.
Elhaida, che aveva come coatch il cantautore Riccardo Cocciante, ha mostrato tutte le sue qualità  in ogni fase della gara: dal brano inziale, al duetto con Cocciante, dal brano inedito sempre scritto da Cocciante al suo cavallo di battaglia tratto dall’Adagio di Albinoni chiamato appunto Adagio. Ha sbaragliato i suoi colleghi che , a mio avviso, non le hanno dato tanto filo da torcere cosa che, secondo me, le avrebbe dato la mia conterranea Roberta Orrù eliminata già dalla prima puntata, ingiustamente, perchè fatta esibire con  un brano che non che non era per le sue corde.

Gli altri tre finalisti erano Veronica De Simone per la squadra di Raffaella Carrà, la quale le ha regalato i suoi guantini di pelle come portafortuna; Timothi Cavicchini per la squadra di Piero Pelù. Cantante interessante se non fosse che ha scimiottato il suo coatch, e anche Vasco Rossi. Poco personale in tutte le sue esibizioni. E ancora Silvia Capasso per la squadra di Noemi. Bella voce, bella personalità però  spesso in qualche occasione ha peccato d’ intonazione e questo l’ha relegata un gradino sotto rispetto agli altri.

Comunque è stata complessivamente una bella gara in una bella trasmissione.

In bocca al lupo alla brava Elhaida che potrà finalmente confermare una brillante carriera già in corso.

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E’ il caso di dire che Raffaella Carrà, la popolare show girl italiana, è un po’ come re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. La Carrà infatti, ancora una volta ha fatto centro con la sua nuova trasmissione The Voice. Seguitissima soprattutto dai giovani della nuova generazione, la trasmissione di Rai Due ogni giovedì sera, tiene col fiato sospeso milioni di ragazzi che si immedesimano con i giovani cantanti in gara.

Raffaella Carrà, anche quando non la si vede per un po’ di tempo, lavora dietro le quinte per poi apparire con qualche nuovo spettacolo che è un successo garantito. Lei si dedica soprattutto ai giovani, quelli che non la conoscono se non per qualche canzone ascoltata dai propri genitori.

La Carrà ha attraversato nella sua vita diversi momenti di grande popolarità: in Italia  dapprima negli anni 70 e dopo qualche anno di silenzi, è tornata alla grande  negli anni 80 e 90. Ma il successo e la popolarità che ancora oggi riscontra nei paesi latino americani, non ha eguali.

A raccontarci la vita professionale  di questa nostra grande artista italiana, oggi, per musicamore, è un ballerino cagliaritano: Roberto Magnabosco . “Perchè proprio lui?   Roberto ha cominciato la sua vita professionale con la Carrà ad appena 16 anni. Ma…non voglio anticiparvi nulla.

Ho realizzato con lui questa video-intervista che vi invito a guardare.


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Ieri è andata in onda la prima serata di THE VOICE of Italy il programma musicale di RAI DUE. Un concorso di canto con la partecipazione di nuovi talenti e tra i tanti anche la cagliaritana (di Sanluri) Roberta Orrù.(vedi post di ieri)

Per ora il mio giudizio sulla trasmissione è positivo. I 4 giurati: Raffaella Carrà, Piero Pelù, Riccardo Cocciante e Noemi, hanno valutato le voci senza poter vedere i cantanti, al buio, e devo dire che le scelte erano abbastanza simili a quelle che avrei fatto  io. Cocciante ha ribadito quanto sia importante scegliere un cantante che non sia il clone di un altro cantante. Questo è un elemento su cui anche io mi sono battuta in diverse occasioni cui ero giurata. La voce, seppur con qualche sbavatura, deve essere originale. Le imitazioni hanno spazio nelle trasmissioni per imitatori.

La nostra brava Roberta Orrù ha avuto parere favorevole da parte di Raffaella Carrà e Piero Pelù . Doveva essere poi la Orrù a scegliere il proprio maestro e fra questi due nomi ha scelto Pelù perchè lo sentiva più vicino alle sue  scelte musicali.

Certo è un po’ triste vedere ragazzi che , pieni speranza, si sono visti eliminare  subito. Ma purtroppo questa è la legge dello spettacolo e diciamo pure della vita. Quanti esami e prove dobbiamo affrontare prima di poterci affermare professionalmente! Comunque c’è da considerare che anche chi non ha superato la prima selezione, ha comunque dimostrato di avere qualità. Queste sono esperienze che serviranno agli artisti affinchè nelle prossime occasioni non ricadano negli stessi errori.

Attendiamo ora la prossima puntata  dove saranno ascoltati altri artisti da inserire nelle squadre.

Per chi volesse rivedere le fasi della prima puntata consiglio di cliccare questo link

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Attendo con curiosità lo spettacolo che partirà questa sera su Rai Due: THE VOICE of Italy, e come me anche i tanti appassionati di canto. Sarà uno spettacolo che valuterà i cantanti ma soprattutto i talenti vocali.

Fra gli artisti selezionati, ci sarà anche la mia conterranea Roberta Orrù , di Sanluri; una bella voce con talento musicale d’alto livello. Posso dire con orgoglio, che questa ragazza ha avuto un riconoscimento anche nel mio blog. Si è infatti classificata prima (ex equo con Gianfranco Sgura) al concorso di canto Musicamore 2012, il concorso vocale che ho creato in questo blog 4 anni fa, (aperto alle voci liriche e leggere) proprio con l’intento di lanciare validi cantanti attraverso il web. Non c’erano premi in danaro ma una diffusione dei propri video in rete caricati su youtube. E’ stato il primo concorso online (non mi risultava ve ne fossero altri) che selezionava e valutava le voci solo attraverso una videoregistrazione anche artigianale. Il concorso Musicamore, che  da subito ha avuto un grande successo, è stato caratterizzato, sin dalla prima edizione, da una commissione tecnica  di professionisti d’alto livello. Al mio fianco, valida collaboratrice, l’artista Simona Collu (soprano con la passione con la passione per la musica leggera) che ha saputo individuare  sempre validi artisti e fra queste appunto l’ultima vincitrice  Roberta Orrù.

Questa sera quindi avrò modo di risentire Roberta, anche se non dal vivo,  in una dimensione diversa: quella televisiva.

Ma come sarà il programma?

Quattro tra i più famosi artisti del panorama nazionale, saranno alla ricerca della voce più bella del Paese. Il loro obiettivo è scoprire Talenti dotati di capacità musicali mai viste e ascoltate prima in un programma televisivo. Ecco il motivo dei provini “al buio”: premiare la Voce, non l’apparenza. Alla fine sarà il pubblico a votare la voce migliore tra i quattro finalisti e per il vincitore sarà l’inizio di una carriera eccezionale, che comincerà subito con un contratto discografico.

Questo dell’apparenza mi ha particolarmente colpito. Finalmente si metterà al primo posto la voce senza essere influenzati dall’aspetto!

La commissione giudicatrice sarà formata da nomi importanti della musica leggera come la grande Raffaella Carrà, ma anche Riccardo Cocciante, Piero Pelù e Noemi, quattro artisti che non hanno certo bisogno di presentazioni.

E per la prima volta si potrà interagire attraverso il WEB con facebook e Twitter.

Presenteranno il programma Fabio Troiano e Carolina Di Domenico.

 

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Invito tutti i miei lettori a votare il concorrente di questo video. E’ un concorso indetto dalla Rai dove ci si mette in gioco per un nuovo programma televisivo. Lui si chiama Gionata Gilio.

http://www.thevoiceofitaly.rai.it/2013/auditions/audizioni-in-evidenza/gionata-gilio/?fb_action_ids=10200662246427156&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=246965925417366

La trasmissione si chiama The Voice of italy ed avrà come conduttrice Raffaella Carrà

 

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roberto magnaboscoConfesso che ho avuto difficoltà a mettere ordine e soprattutto a riassumere quella che è l’intensa vita professionale del ballerino- coreografo Roberto Magnabosco, cagliaritano-sardo, ma  figlio di mamma milanese, padre veneto e nonna austriaca. lui si sente sardo a tutti gli effetti perché è nato precisamente a Cagliari-Pirri. Le sue caratteristiche fisiche non ricordano minimamente quelle sarde, ma lui sardo lo è soprattutto nel cuore. Avendo girato tanto, ha sempre sentito il desiderio di tornare nella sua terra, di risentire l’odore del mare, di apprezzare i nostri scrittori.

“Adoro Grazia Deledda e la scopro ogni giorno” – mi ha detto.

Roberto, quale è stato il primo ricordo che ti lega alla danza?

Probabilmente dentro il grembo di mia mamma. Con nitidezza però ho sicuramente molto vivo il ricordo della visita che feci alla scuola di danza del Teatro alla Scala di  Milano. Andai con mia zia che era pianista proprio lì,  e  rimasi incantato a guardare i bambini che provavano, avevo 5 anni.

L’insegnante vide il mio interesse e subito mi domandò se avessi desiderio di provare. Il giorno dopo ci sarebbero stati i provini  per formare le nuove classi .

Fui ammesso e da quel giorno entrai nella scuola di ballo del teatro più famoso del mondo.

Ma lo studio comprendeva anche quello delle scuole elementari e medie?

L’accademia della Scala comprendeva tutto. All’epoca gli allievi erano come in collegio, vivevano all’interno della scuola  fino ai 16 anni ed io ebbi anche la fortuna  di vincere una borsa di studio che mi  permise pure una certa tranquillità economica. Ebbi la fortuna di lavorare da subito in palcoscenico e il mio primo ruolo fu quello di uno dei moretti nell’Aida. Più avanti ho avuto anche la fortuna di interpretare parti da protagonista e spessissimo parti da Principe.

Il rigore della scuola di danza classica ti permetteva di poter vedere anche aldilà dell’ambiente teatrale ?

Beh, diciamo che ero io ad avere il desiderio di conoscere e provare nuove esperienze come quella televisiva.Pronto raffaella rai uno anno 1977

Seppi che Raffaella Carrà cercava ballerini per il suo spettacolo “Pronto Raffaella?”. Io avrei voluto fare un provino ma sapevo che la mia insegnante non lo avrebbe permesso. Decisi quindi di farlo di nascosto, scappando dalla scuola ma consapevole comunque che a breve mi sarei diplomato. Dopo poco tempo seppi di essere stato preso. Per me fu una gioia immensa , conobbi un mondo totalmente diverso da quello che avevo conosciuto fino ad allora. Ho registrato in 3 mesi tutte le puntate che sarebbero andate in onda durante l’inverno. Fu determinante l’incontro con Enzo Paolo Turchi (allora primo ballerino della Carrà) il quale apprezzò subito la mia impostazione classica in quanto anche lui proveniva dalla scuola del San Carlo di Napoli.

Ma poi con la danza classica e la scuola della Scala come andò a finire?

Alla fine delle registrazioni partii per il Bolshoi di Mosca, dove conobbi Rudolf Nureiev e poi a Parigi la grande Margot Fonteyn .

Quanto studio e quanta costanza e soprattutto che fortuna hai avuto ad incontrare e lavorare con questi miti!

Si, devo dire che ogni treno che passava lo prendevo sempre al volo.

Diciamo che anche il tuo talento e la tua passione sono stati determinanti.

Di questo devo ringraziare soprattutto mio padre (Natalino Magnabosco famoso imprenditore nel settore dei mobili) che fin da bambino, notando la mia predisposizione artistica, mi incoraggiò in questa scelta professionale.

Ma i grandi incontri continuano. Mudra. Roberto Magnabosco nella Compagnia di Bejart

Si ho avuto la fortuna di studiare e lavorare anche con Carla Fracci: una grande professionista che anche se apparentemente glaciale, sul palcoscenico si trasformava; e poi ancora con Maurice Bejart (scomparso recentemente)

Qualche volta ti coglieva il mal di Sardegna?

Si ogni tanto avevo la necessità di rivedere la mia terra. In uno di questi periodi di rientro, negli anni 80, cominciavano le prime trasmissioni in diretta di  Videolina. Ebbe un grande successo la trasmissione  ”Vivere ” condotta da Riccardo Coco. Bejart Roberto Magnabosco.

Io fui invitato a prendervi parte come ospite. La trasmissione ebbe un grande successo locale e mi diede molta popolarità. In quell’occasione conobbi Minnie Minoprio che mi volle poi con se per diversi spettacoli.

Minnie Minoprio Show sadamore anno 1977Durante le tue pause cagliaritane quale scuola ti ospitava per mantenerti in esercizio?

Fui ospite della scuola di Assunta Pittaluga con la quale nacque subito un bellissimo rapporto professionale e di amicizia che dura ancora oggi. Nonostante nel mio cammino avessi incontrato i più grandi artisti della danza, vedevo in lei il riassunto di tutti loro. Assunta è davvero una grande professionista!

Aprii poi la mia prima scuola di ballo “Arabesque” a Pirri-Cagliari ,dietro il suggerimento e l’aiuto di mio padre. La danza si sa, ha un limite legato all’età e lui mise in evidenza che bisognava pensare anche al futuro.

bucceriAl mio fianco ci fu da subito Benedetta Bucceri, prima compagna di vita e poi professionale che mi fece anche da manager. Questo legame, nonostante il tempo che passa, non si è mai spezzato. Un ottima collaborazione e intesa artistica ha fatto si che la scuola Arabesque  mantenga sempre   un buon livello.

Ho avuto modo di assistere ai saggi di questa scuola e devo dire che ho ammirato le piccole allieve che, sul palco oltre che esibirsi con professionalità, riuscivano anche a divertirsi.

Si, indubbiamente, i tempi sono cambiati , quel rigore che ho conosciuto io alla Scala non esiste più anche se in qualche occasione una certa severità non dovrebbe mai mancare.

Ma poi hai ripreso i tuoi viaggi?

Si, ho lavorato con Renato Zero e il suo carrozzone, ho fatto ancora televisione, questa volta ospite di Canale 5. Ho lavorato con  Maurizio Costanzo nel suo programma Buona Domenica, e sempre in ambito televisivo, ultimamente, sono stato ospite in qualità di giudice nella fortunata trasmissione di Claudia Tronci Di che danza 6 con la quale abbiamo registrato poi lo spot per la prossima edizione.

Io però ti ho conosciuto nel mio ambiente, quello del Teatro Lirico.Cenacolo Fracci

Si, questo è un altro capitolo della mia vita. Ho lavorato come ballerino e coreografo in diverse produzioni nelle stagioni liriche cagliaritane (tra le tante una Boheme con Boccelli el’ultima , negli anni novanta con la  Vedova Allegra) e sassaresi. A Sassari ho avuto la grande fortuna di lavorare con Giusy Devinu nella Lucia di Lammermoor; che emozione il giorno che mi si avvicinò e mi chiese di parlargli di me!

Ho quel ricordo vivo e commovente, lei che conosceva il mio nome!  Sto lavorando ad un progetto su di lei e naturalmente al tuo progetto per “Un parco per Giusy“. Sarebbe bellissimo poter dedicare questo parco  al grande soprano cagliaritano.

E’ infatti in questo Parco della Musica che io e Roberto abbiamo passato due ore a chiacchierare senza renderci conto del tempo che scorreva.

Grazie Roberto, un grande onore averti avuto come ospite nel mio blog per festeggiare insieme i primi 5 anni di Musicamore con  un milione di visite.

roberto magnabosco alessandra atzori

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