Articolo taggato “racconto”

 

Qualche giorno fa ho  compiuto i miei primi dieci anni da blogger. Un decennio, e non mi pare vero! Dieci anni che scrivo, seduta al mio PC, il diario delle mie giornate da artista del coro, ma anche di insegnante di canto, di mamma, di figlia ecc..E poi racconto di tanti artisti miei conterranei.. Artisti di ogni genere, perchè in questo mio blog  parlo veramente di tutto anche se la musica la fa da regina, (tanto per citare il sottotitolo di Musicamore). 

Quando nell’Agosto del 2006 ho iniziato con questo spazio virtuale, i blogger era pochi, poche piattaforme. Il blog di Beppe Grillo, che all’epoca non faceva politica, era il primo e più ammirato da noi, gocce nel mare del web.

Dieci anni fa  non esisteva facebook, twitter ecc. l I social erano i blog stessi. Anche se c’erano già  i blog specializzati (parlavano solo di un argomento),  la maggior parte erano dei veri e propri diari , un modo per raccontare e condividere gioie e difficoltà quotidiane della propria vita esattamente come succede oggi con facebook.  Personalmente ho aperto il blog perchè avevo bisogno di un sostegno psicologico da parte di chi stava vivendo il mio stesso problema oncologico. Chi aveva già vissuto sapeva dare i consigli giusti senza commiserare.

Però, non tutti hanno apprezzato ciò che scrivevo, soprattutto quando ho ripreso la mia vita normale, dopo circa un anno di malattia. Scrivere di me e di ciò che mi circondava faceva storcere il naso a molti e anzi, c’è anche chi mi ha tolto il saluto . Certi non hanno capito che per me questa era una vera terapia di ripresa.  Qualcuno mi ha criticato con molta ironia  per il mio modo di scrivere in un italiano non proprio forbito,   accusandomi di volermi atteggiare a giornalista, anche se questo pensiero non mi ha mai sfiorata. I giornalisti sono ben altra cosa, io sono una blogger, una persona del popolo che racconta con un linguaggio semplice la vita e i costumi di una società di artisti vissuti quasi sempre in prima persona.

Fare la cronaca del proprio lavoro mettendola in rete  (nasceva 2.0) non poteva che essere  un grande vantaggio per tutti. La storia si fa anche in questo modo.

Giorno dopo giorno mi sono accorta che i lettori aumentavano vorticosamente e questo mi ha stimolato a non mollare . Il mio lavoro era affascinate e ricco di sfumature  e che solo chi lo viveva come me poteva raccontarlo. Le mail che ricevevo giornalmente e il contatore dei visitatori mi davano conferma di come l’interesse sui miei argomenti era sempre in crescita.Ad oggi le visualizzazioni sono più di sei milioni e mezzo.

 ”Quando alla radio o alla TV sentivo una voce lirica cambiavo subito canale. Da un po’ di tempo invece mi soffermo pensando a tutto quello che scrivi e anzi  ho cominciato a provare interesse sempre crescente  anche per altri generi artistici, ma sempre con l’orecchio di ciò che avevo appreso da te.” Questa è una delle tante mail del 2010 che ho ricevuta da un lettore.

Dopo di me  altri blogger di altri teatri d’Italia, hanno cominciato a raccontare del loro lavoro, sia dal punto di vista artistico ma anche delle difficoltà  che stavano nascendo. La  diminuzione dei fondi pubblici destinati alle Fondazioni lirico-sinfoniche ha portato a un declassamento dei teatri con licenziamenti e crollo delle produzioni. Ho avuto ahimè modo di documentare  i lunghi periodi di lotta attraverso cronaca scritta, ma anche filmati e fotografie. Le assemblee, i presidi, le proteste, gli incontri col nostro pubblico e il malcontento per la dirigenza. Ho fatto da lente di ingrandimento e portavoce dei lavoratori arrivando così in tempo reale anche a chi non viveva in Italia.

Ho fatto conoscere  tante figure professionali sconosciute ai più, quelle che lavorano nell’ombra e che danno vita a quella meravigliosa macchina che è il Teatro .

Nelle mie piccole cronache non ho avuto l’aiuto di nessuno se non quello della casa madre Tiscali che mi ospita dandomi visibilità.

La mia grande soddisfazione l’ho avuta sicuramente quando, in occasione di un incontro fra musicisti di tutta Italia a Roma, diversi colleghi di altri teatri mi hanno cercato per conoscermi e ringraziarmi per ciò che faccio. Lì ho capito che, se avevo iniziato quasi per gioco, ora stava diventando una cosa seria. Dall’America al Giappone, dall’Australia alla Cina, arrivano periodicamente messaggi di chi mi informa degli spettacoli in corso con preghiera di pubblicazione. Ricevo spesso inviti a conferenze stampa o come ospite in manifestazioni e concorsi soprattutto di carattere musicale, mostre, inaugurazioni.

Nel 2010 ho creato il primo concorso di canto online e, diversi concorrenti, molti giovanissimi, hanno potuto avere un po’ di luce nel web. Alcuni hanno preso il volo. Con loro sono sempre in continuo contatto e mi fa piacere leggere della continua evoluzione della loro carriera e quando posso continuo a pubblicare i loro successi.

Attraverso il mio lavoro ho conosciuto tantissimi artisti , oltre ai cantanti anche famosi direttori, registi,scenografi,costumisti ed io, fra una pausa e l’altra del mio lavoro, e con appresso la mia videocamera li inseguivo per poter avere un documento sulla loro vita professionale  spesso riuscendoci.  Chi lo desidera trova le interviste e le video-interviste sulla colonna destra del blog. Mi ha riempito d’orgoglio sapere che una cantante ha avuto una scrittura perchè avevo pubblicato la sua intervista con video annesso.

Insomma, sono stati 10 anni intensi e scorrendo a ritroso  mi sembra impossibile che abbia pubblicato così tanto…

Questa per me è una vera passione che continua, anche se in maniera diversa dagli esordi, a darmi grandi soddisfazioni . Una cosa vorrei sottolineare (a scanso di equivoci), che ho sempre fatto tutto ciò senza ricevere compensi da nessuno e senza che qualcuno mi abbia mai obbligato a scrivere ciò che non veniva da me.

Dopo poco tempo ho aperto anche un altro blog, la cagliaritana, dove pubblico foto e video della mia città di eri e di oggi, con l’intento di farla conoscere meglio.

E allora grazie amici lettori per il vostro sostegno e non mollatemi, perchè fra 10 anni mi piacerebbe festeggiare ancora con voi il ventennio.

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foto L.Desogus

In occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale

 al  Teatro Fratelli Medas

 il 4 GIUGNO  ore 21,00 ,

 

Gianluca Medas, Filippo Medas e Fabio Macis proporranno lo spettacolo Trincea.  Con questa nuova produzione i Figli d’Arte Medas si accingono, a ricordare il centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale.  Liberamente tratto da una scrittura per la televisione di G. Dessì, dal titolo Trincee,  il testo, riscritto da Gianluca Medas, racconta,  con linguaggio essenziale, una importante vittoria del 151 Reggimento della Brigata Sassari, ottenuta durante una vasta offensiva, lanciata dal comando, verso il fronte austriaco, nel corso della seconda parte della prima guerra mondiale.

Sul palcoscenico, un attore. A Destra del palco un tavolino e due sedie.  Uniche concessioni sceniche. Alle spalle dell’attore un grande schermo, per proiettare veloci immagini di guerra , foto di soldati, scritte,  immagini rielaborate  con un linguaggio che punta alla introspezione, frutto del lavoro dal video maker Fabio Macis, da sempre contrario alla guerra.

Il Maggiore Dessì e il giovane Colonnello, attraverso un dialogo serrato, nella narrazione di Gianluca Medas, senza dire una sola parola, nel linguaggio filmico, mostreranno l’anima dei personaggi, mostrando di riflesso l’assurdità di ogni guerra, e sottolineando, senza mai cadere nella facile retorica, che, alla fine, tutti i soldati, in un conflitto, sono vittime.

Trincea è il contributo creativo dei Figli d’arte Medas fuori da ogni coro,  il nostro apporto in un dibattito sul centenario chiamato “celebrazione”che ancora non è stato affrontato senza suscitare gli imbarazzi di una enfasi fastidiosa, e la sensazione di un facile esibizionismo del dolore da bottega, cosa che nella nostra poetica ci pare sia una concessione troppo grande a chi ha permesso la distrutto di cose e la morte di persone per puro egoismo, pertanto lo spettacolo, nel rispetto di ogni persona prende però le distanze da ogni guerra.

Lo spettacolo  

viene proposto sotto forma di  reeding  drammatizzato.  Gianluca Medas  leggerà i testi di Trincea , mentre sullo schermo una successione di immagini realizzate dal video maker Fabio Macis.  Il testo racconta l’incontro fra un vecchio maggiore e un giovane colonnello, alla vigilia di una battaglia importantissima contro gli austriaci, che sfocerà in una vittoria, bagnata però dal sangue sardo.  Ricostruito dal  bellissimo testo di Giuseppe Dessì il dialogo fra il Maggiore Dessì, il padre dell’autore, e il Colonnello, figlio tra l’altro di un suo caro amico fanno comprendere l’assurdità della guerra, e l’ineluttabilità della morte.

Le  immagini, realizzate dal video maker Fabio Macis,   permetteranno di comprendere concretamente e attraverso gli occhi dei personaggi, quello che storici e filosofi definiscono  “il sonno della ragione”.

Le immagini raccontano  il profondo dei pensieri dei due ufficiali. Le musiche di Filippo Medas  faranno da contrappunto ad uno spettacolo faticoso per i contenuti proposti.

 Al termine dello spettacolo si terrà come di consueto il solito buffet a cura dell’istituto agrario. Prima dello spettacolo un saluto di Anna Scintu nipote  dell’eroe guasilese  Raimondo Scintu

 

 

 

 


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Era bello lavorare sulle navi della Costa: Pacifica, Serena, Concordia. Fare il fonico nell’ambito degli spettacoli in una delle più belle navi da crociera sarebbe stato il sogno di tutti i ragazzi. Per  Michele Greco, 31 anni, cagliaritano questo sogno si era realizzato. Lui ha una specializzazione tecnica altamente qualificata che gli ha permesso di occupare quel posto nonostante la concorrenza estera. Oggi, una figura professionale di tale livello la si può trovare solo nei Teatri Lirici.

Il giro era quello, ogni settimana:5 – 6 tappe nel Mar Mediterraneo. Quel giorno però ha avuto una piccola variante . Quella variante che purtroppo, sappiamo a cosa ha portato.

Michele non racconta facilmente quei momenti, è troppo doloroso ricordare, ma lo fa in musica e per l’esatezza con un Rap, quel genere di musica dove il testo segue un ritmo ossessivo, cantalenan, ritmat, descrittivo, in voga orami da quasi un ventennio. Le prime canzoni Rap, in Italia, le abbiamo sentite dal nostro Lorenzo Jovanotti a Sanremo.

E allora non mi resta che raccontarvi quei drammatici momenti di cui ricorre oggi il primo anniversario, attraverso il rap di Michele Greco, nome d’arte Quara, cagliaritano, fonico della nave da crociera Costa Concordia.

A UN PASSO DALLA COSTA

Qualcuno pensa porti sfiga venerdì quando è 13, pure io ho iniziato a crederci a gennaio 2012.Non sarei voluto esserci, ma stavo proprio lì, nella nave ormai famosa quasi quanto il Titanic.

Ecco i fatti: alle 9 e 40 della sera, io perseguivo la carriera di fonico di teatro, era il secondo spettacolo, ci inclinammo a sinistra, ‘abbiamo evitato un ostacolò.

Questo è quello che pensavo, altro non consideravo, ma i colleghi dalla cuffia con cui io comunicavo dicono: ‘sul palco è un casino, sta scivolando tutto, il piano, le scale, le scenografie… aiuto!’.

Ma nonostante tutto lo spettacolo continua, c’è lo show del mago mentre il pericolo si insinua, cerca qualcuno dal pubblico per un numero unico quando via la luce e l’audio black–out ma niente panico.

Esce la gente dalla sala, c’è chi è tranquillo e chi è in para, dagli altoparlanti una voce dichiara: ‘signori è tutto ok è solo un guasto in sala macchine!’ E tutto potevo pensare forchè a una voragine.

Per ora qua si galleggia ancora, torno alla mia dimora e farlo mi consola. Riabbraccio tutti i cari non vedevano l’ora di rivedermi vivo e se rivivo quella storia mi manca il fiato per un attimo, forse pure il battito se per un istante mi ritrovo là, non sono drastico, con la mante è là che latito, ma la mia salvezza è qua.

Da qui in poi perdo la cognizione del tempo, le ore son minuti e passa tutto in un lampo, i cellulari di servizio già non hanno più campo, ma è ancora presto per pensare che forse non c’è scampo.

Dal teatro col mio capo usciamo al ponte tre, sarebbe una bella serata se non fosse che siamo fermi e dai ponti esterni a poco più di un miglio da dritta si vede l’Isola del Giglio.

Non mi dilungo torno dentro, in zona cabine giungo, sento i sette fischi brevi seguiti da uno lungo. Emergenza generale, ma prima di salir le scale via in cabina per giubbetto e cellulare.

Dopo fuori al ponte quattro lato destro, è il posto assegnatomi per i casi come questo, c’è una calca di gente là dinnanzi alle lance, una ragazza che piange e il ragazzo a sè la stringe. E il quadro che si dipinge fa capire quant’è grave l’emergenza confermata dall’abbandono nave.

Si aprono i cancelli per l’ingresso alle scialuppe, tutti si fiondano e le persone sembran troppe. Per ora qua si galleggia ancora, torno alla mia dimora e farlo mi consola.

Riabbraccio tutti i cari non vedevano l’ora di rivedermi vivo e se rivivo quella storia mi manca il fiato per un attimo, forse pure il battito se per un istante mi ritrovo là, non sono drastico, con la mente è là che latito, ma la mia salvezza è qua.

Non c’è posto che avanza nei mezzi della speranza, per cercare di entrare gente va in escandescenza, non son forse a sufficienza per salvare tutti, dubita qualcuno che siamo quasi fottuti.

Gente dai volti distrutti mi chiede se è così, li assicuro del contrario pregando di aspettare qui. Vado dall’altro lato per veder la situazione, passando dal ristorante ‘Romà tra la devastazione.

L’evacuazione da questa parte è a un punto morto, le lance calandosi si incastrano di sotto, se al momento dell’impatto ci inclinammo a sinistra, mo la pendenza non ci aiuta in quanto va sulla destra. Poi la rovesciata brusca che tutt’ora ho bene impressa, per un attimo ho pensato: ‘la mia vita adesso cessà.

Mi lascio andare rotolando sul ponte, finendo sulla paratia in mezzo a tutta l’altra gente. Fortunatamente non riporto ferite e riprendiamo a camminare sopra porte e vetrate, ci dirigiamo piano verso poppa in fila indiana, là troviamo una scala per uscire da sta tana. Precedenza ai passeggeri per la messa in sicurezza e presto sarò fuori dal tunnel come Caparezza.

Siamo rimasti solo io e un mio collega, quando dalla penombra spunta un uomo che ci prega di aiutarlo urgentemente mentre ha una corda in mano, il suo piano è di calarla nel ristorante ‘Milanò.

All’interno ci sono 5 o 6 persone, urge fare questo a dopo la presentazione. Così facciamo ci prepariamo all’estrazione, salviamo sti ragazzi e giusto a fine operazione scopriamo che il signore della corda è il vice sindaco con cui adesso usciamo sotto un cielo color indaco.

Siamo sul fianco della nave coricata, aspettando i soccorsi è un’attesa infinita.

Giunge la Guardia Costiera salirci è una fatica, 4 meno 20 circa, siamo a terra è finita.


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Gaspare Nicolosi garibaldinoUn pomeriggio di 7 anni fa, alle terme di Sardara, durante un soggiorno di relax, ci siamo intrattenuti a conversare con un’anziana signora ultranovantenne, la madre di una collega. Un po’ per cortesia e un po’ per far trascorrere qualche ora, abbiamo chiacchierato  del più e del meno .

La signora in questione, molto lucida nonostante la sua età, pian piano ha cominciato a raccontarci  del suo passato, dei suoi avi ed in particolare di suo nonno. Pareva impossibile che tutti quei particolari lei li avesse scolpiti nella sua testa come fossero vissuti ieri. Sembrava di assistere ad un film per come si esprimeva in maniera particolareggiata, descrivendo questa persona vissuta nell’800. I suoi ricordi in effetti erano stati mantenuti vivi dai racconti del padre che ha conservato gelosamente molto materiale, e non certo fotografico, ma bensì di  manoscritti, e certificati d’epoca. C’è da dire che quest’uomo non era un nonno qualunque, ma nientepopodimeno che un garibaldino. Un uomo dalla vita avventurosa, che amava la musica e il canto ma aveva una smodata passione per la politica decidendo perfino di seguire l‘Eroe dei due mondi.

La storia avventurosa, gli amori e le avventure militari che comprendono anche la prigionia e le conquiste , la signora Silvia li ha raccontate in maniera così appassionata che mio marito ha sentito l’esigenza di trascriverle .

Col tempo questa storia è diventata un romanzo che ogni anno, da quell’agosto di 7 anni fa, si è arricchito di nuovi capitoli, ma senza mai arrivare alla conclusione. Infatti per una serie di circostanze avevamo perso di vista l’anziana signora che nel frattempo è arrivata alla soglia del secolo d’età sempre con la stessa lucidità.

Ritrovatala questa volta  non ce la siamo fatta sfuggire: io per poterle dedicare un video da mettere in custodia nella Banca della Memoria, e mio marito per poter concludere il suo romanzo, oltre ovviamente al piacere di poter ancora conversare con lei .

Il romanzo finalmente è venuto alla luce e guarda caso, involontariamente, proprio nell’anno dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia .

Chi lo desidera può già acquistare il romanzo, online attraverso questo link http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=638856

La sua presentazione ufficiale avverrà l’11 ottobre nel rinomato locale cagliaritano ” Caffè Barcellona“, luogo di ritrovo di molti artisti e scrittori .

Il locale si trova nel cuore di Cagliari, davanti alla storica piazzetta Dettori e al suo Auditorium.

Accanto all’autore Ignazio Salvatore Basile ci sarà l’attore cagliaritano Gaetano Marino ( vi invito a leggere il suo curriculum), che leggerà alcuni stralci del libro. Fra un brano e l’altro si potranno  ascoltare anche alcuni canti patriottici.

Martedì 11 ottobre 2011 alle ore 19,30

Caffè Barcellona


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