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Redenzione umana, modernità compositiva ed atmosfere suggestive in

La fanciulla del West di Puccini, per la Stagione lirica e di balletto 2017

Leggi qui il riassunto

 Venerdì 20 ottobre alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il sesto appuntamento con l’opera: La fanciulla del West, opera in tre atti su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini, dal dramma The Girl of the Golden West di David Belasco e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924).

Si tratta di un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la New York City Opera (USA), il Teatro del Giglio di Lucca e l’Opera Carolina di Charlotte (USA). Le sinergie tra teatri proseguono un percorso di collaborazione, scambio e internazionalizzazione che gioverà certamente alla riuscita dello spettacolo ed al dialogo interculturale, oltre che ad ottimizzare energie e risorse. A ricreare il clima americano della leggendaria “febbre dell’oro” del periodo intorno alla metà del XIX secolo, contribuisce la regia, le scene e i costumi di Ivan Stefanutti, artista friulano al suo debutto a Cagliari, le luci e i video di Michael Baumgarten e l’apporto, in qualità di coordinatore lotte e maestro d’armi, di Kara Wooten.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari sono diretti da Donato Renzetti, direttore abruzzese ed apprezzato interprete della tradizione musicale italiana, al suo debutto in La fanciulla del West che ritorna a Cagliari dopo il Respighi inaugurale ed il verdiano Rigoletto alla Forte Arena la scorsa estate. Il maestro del coro è Donato Sivo.

Di prim’ordine anche i due cast che prevedono, nei numerosi ruoli: Svetla Vassileva (20, 22, 24, 27, 29)/Tiziana Caruso (21, 25, 28) (Minnie), Roberto Frontali (20, 22, 24, 27, 29)/Sergio Vitale (21, 25, 28) (Jack Rance), Marcello Giordani (20, 22, 24, 27, 29)/Enrique Ferrer (21, 25, 28) (Dick Johnson/Ramerrez), Tatsuya Takahashi (Nick), Manrico Signorini (Ashby), Giovanni Guagliardo (Sonora), Andrea Schifaudo (Trin), Gianni Giuga (Sid), Simone Marchesini (Bello), Marco Voleri (Harry), Tiziano Barontini (Joe), Giuseppe Esposito (Happy), Federico Cavarzan (Larkens/Billy Jackrabbit), Martina Serra (Wowkle), Francesco Leone (Jack Wallace), Francesco Musinu (José Castro), Michelangelo Romero (Un postiglione).

La fanciulla del West, rappresentata per la prima volta il 10 dicembre 1910 alla Metropolitan Opera House di New York con la direzione di Arturo Toscanini e con Emmy Destinn, Enrico Caruso e Pasquale Amato protagonisti stellari, viene purtroppo raramente rappresentata per la, seppur molto raffinata, complessità vocale e drammaturgica. Il successo della “prima” fu talmente caloroso ed immediato che l’opera ebbe ben 104 recite, sempre al Metropolitan, fino all’anno successivo. L’esotismo, la ricerca di nuovi stimoli ed il ricorrere a linguaggi musicali di provenienza extraeuropea che già erano presente nell’opera precedente Madama Butterfly, trova in Fanciulla del West una piena e convinta affermazione che poi si potranno ritrovare intatti anche nel suo estremo capolavoro: Turandot.

L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 40 minuti circa compresi due intervalli, viene, ovviamente, rappresentata in lingua italiana, ma, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, viene eseguita con l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sull’arco scenico del boccascena, favoriscono la comprensione del libretto.

La fanciulla del West, la cui ultima rappresentazione a Cagliari risale al luglio 1985 quando venne rappresentata, all’Anfiteatro Romano, in una sontuosa edizione in onore di Carmen Melis.

Le otto rappresentazioni dell’opera La fanciulla del West rientrano nel Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari – Internazionalizzazione e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”. Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale” che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020, realizzato e promosso in collaborazione con l’Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna.

La Stagione lirica e di balletto 2017 prevede sette turni di abbonamento (A, B, C, D, E, F, G), ai quali è ancora possibile abbonarsi, sebbene, ovviamente, ad un numero ridotto di spettacoli.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da venerdì 27 gennaio 2017 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Stagione lirica e di balletto 2017

venerdì 20 ottobre, ore 20.30 – turno A; sabato 21 ottobre, ore 19 – turno G

domenica 22 ottobre, ore 17 – turno D; martedì 24 ottobre, ore 20.30 – turno F

mercoledì 25 ottobre, ore 20.30 – turno B; venerdì 27 ottobre, ore 20.30 – turno C

sabato 28 ottobre, ore 17 – turno I; domenica 29 ottobre, ore 17 – turno E

La fanciulla del West

opera in tre atti

libretto Guelfo Civinini e Carlo Zangarini, dal dramma The Girl of the Golden West di David Belasco

musica Giacomo Puccini

personaggi e interpreti

Minnie Svetla Vassileva (20, 22, 24, 27, 29)/Tiziana Caruso (21, 25, 28)

Jack Rance Roberto Frontali (20, 22, 24, 27, 29)/Sergio Vitale (21, 25, 28)

Dick Johnson (Ramerrez) Marcello Giordani (20, 22, 24, 27, 29)/Enrique Ferrer (21, 25, 28)

Nick Tatsuya Takahashi

Ashby Manrico Signorini

Sonora Giovanni Guagliardo

Trin Andrea Schifaudo

Sid Gianni Giuga

Bello Simone Marchesini

Harry Marco Voleri

Joe Tiziano Barontini

Happy Giuseppe Esposito

Larkens/Billy Jackrabbit Federico Cavarzan

Wowkle Martina Serra

Jack Wallace Francesco Leone

José Castro Francesco Musinu

Un postiglione Michelangelo Romero

maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

regia, scene e costumi Ivan Stefanutti

luci e video Michael Baumgarten

coordinatore lotte e maestro d’armi Kara Wooten

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con New York City Opera (USA), Teatro del Giglio di Lucca, Opera Carolina di Charlotte (USA)

Progetto “Rifunzionalizzazione del Parco della Musica e del Teatro Lirico di Cagliari – Internazionalizzazione

e innovazione delle produzioni anche per la valorizzazione turistico-culturale degli attrattori territoriali”.

Finanziato dal Piano d’Azione Coesione “Progetti strategici di rilevanza regionale”

che valorizzano le priorità del POR FESR nell’ambito della Programmazione Unitaria 2014-2020.

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Lei è Minnie, una ragazza affascinante e colta che gestisce un locale, la Polka. I frequentatori di questo locale sono i minatori  del campo vicino  impegnati nella ricerca dell’oro. Siamo in California nel 1850, nel pieno della “febbre” e tutti nel loro piccolo hanno dei risparmi.

Il locale di Minnie è un luogo dove i minatori si riuniscono per trovare  un po’ di svago, bevono e giocano a carte superando lo sconforto alla solitudine. Minnie, vista come compagna e confidente di tutti, era anche custode dei loro averi e cercava di dare loro anche un po’ di istruzione  leggendo pagine della Bibbia.

Fra i minatori c’è anche lo sceriffo Jack Rance che si è apertamente dichiarato con la ragazza  senza alcun riscontro.

 Jack Rance avvisa tutti , che in quei giorni è in circolazione una banda di predatori capitanati dal terribile bandito Ramerrez, il quale ha come mira, proprio i risparmi dei minatori.

Intanto giunge alla taverna  un forestiero di nome Dick Johnson che Minnie aveva già incontrato in altra occasione e per il quale era scattato un colpo di fulmine.

All’ingresso del locale i loro sguardi si incrociano e scocca subito la scintilla al punto che i due, dopo un paio di volteggi di danza, si ritirano in disparte dichiarandosi amore reciproco. La ragazza invita  Dick a seguirla nella sua capanna della foresta, per un ultimo saluto prima che lui riparta.

Lo sceriffo Rance viene a scoprire che il forestiero innamorato di Minnie in realtà è il pericoloso bandito Ramerrez . Bisogna quindi farlo sapere  a Minnie prima che lui se ne approffitti.

Sdegnata, Minni costringe Dick ad abbandonare immediatamente la capanna, ma mentre questi è sul ciglio della porta , viene colpito con un colpo di pistola dallo sceriffo  nascosto nei pressi. Lei impietosita lo fa rientrare nascondendolo nel solaio. Quando lo sceriffo arriva, lo cerca dappertutto. Non lo avrebbe trovato se non fosse che dal solaio gocciola del sangue, rivelando quindi la presenza del bandito.

Minnie non lo vuole abbandonare soprattutto perchè lui le aveva promesso di rifarsi una vita onesta. Propone quindi allo sceriffo un patto: giocheranno a poker e se Jack vincerà avrà sia Minnie che il bandito. Minnie però bara vincendo la partita e salvando così il suo uomo.

Dick Johnson è deciso ad abbandonare  la vita del fuorilegge e fugge facendo perdere le sue tracce ma una volta arrivato al confine viene catturato dai minatori che gli hanno già preparato la forca.

Lui in punto di morte, dichiara di essere stato si, un ladro, ma di non essere un assassino rivolgendo l’ultimo addio alla sua Minnie. Ma ecco che improvvisamente giunge la ragazza in suo soccorso. Minnie si rivolgerà ai minatori in nome della grande amicizia che li ha sempre legati e di quanto in tante occasioni lei li abbia aiutati. I minatori commossi lasceranno  libero Dick che si allontana con Minnie.

E’ il caso di dire che, vissero a lungo felici e contenti.

 

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Villa Fanny e la Associazione Culturale “Millenote” sono liete di invitarvi a trascorrere una magica serata all’insegna del gusto e della buona musica. Nella verde cornice dei giardini della villa, lasciatevi incantare dai sapori del nostro buffet e dalla maestria dei musicisti.

Programma del Concerto / Buffet / 9 luglio 2017 – h 21.00

QUADRI D’OPERA
Intrighi e amori da Mozart a Puccini
Concerto per soprano, tenore, baritono, coro e pianoforte

Soprano, Tiziana Pani
Tenore, Damiano Caria
Baritono, Riccardo Spina
Coro, corale nostra signora di Bonaria
Pianoforte, Manuele Pinna
Direttore del coro, maestro Andrea Cossu

INGRESSO SU PRENOTAZIONE
BIGLIETTI DISPONIBILI SINO AD ESAURIMENTO

Per informazioni e prenotazioni, prevendite e pacchetti:
Tel. 070 8587300
booking@hotelvillafanny.it

Viale Merello 43

Cagliari

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Foto P.Tolu

Mauro Balestrazzi presenta Turandot di Giacomo Puccini,

al Teatro Lirico di Cagliari

 Venerdì 10 marzo, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, il giornalista Mauro Balestrazzi presenta l’opera Turandot di Giacomo Puccini, in un incontro con il pubblico. Il celeberrimo dramma lirico in tre atti va in scena, venerdì 17 marzo alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

 Mauro Balestrazzi – È nato a Parma nel 1953. Appassionato di giornalismo fin da bambino, ha cominciato a scrivere sulla “Gazzetta di Parma” a 14 anni. Giornalista professionista dal 1978, è stato redattore, per 35 anni, della “Gazzetta dello Sport”, occupandosi sempre di calcio ma trovando anche il modo di pubblicare, sulle sue celebri pagine rosa, articoli su Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Claudio Abbado, Riccardo Chailly e altri campioni della musica. Da anni collabora con il mensile “Classic Voice”, per cui ha realizzato inchieste su vari argomenti: dalla produttività delle fondazioni liriche all’attività delle orchestre sinfoniche, dagli stipendi dei musicisti alle quotazioni dei cantanti. La denuncia dell’inaccessibilità agli studiosi dell’archivio privato di Verdi ha avuto risonanza su buona parte della stampa nazionale ed è stata ripresa anche da “The Times”. Ha scritto tre libri: “Toscanini secondo me. Il più celebre direttore d’orchestra in un secolo di testimonianze”, “Carlos Kleiber. Angelo o demone?” e “Pavarotti dossier”, tutti pubblicati da L’Epos.

Turandot viene replicata: sabato 18 marzo alle 19 (turno G); domenica 19 marzo alle 17 (turno D); martedì 21 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 22 marzo alle 20.30 (turno B); domenica 9 aprile alle 17 (turno E); martedì 11 aprile alle 20.30 (turno C). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 21 marzo e martedì 11 aprile, sempre alle 11.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

Cagliari, 8 marzo 2017

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Piomba nel caos la Fondazione Puccini dopo l’annunciata protesta contro la decisione del Tar della Toscana che ha annullato le ultime elezioni amministrative di Viareggio dando il via libera all’arrivo del commissario prefettizio al posto del sindaco Giorgio Del Ghingaro.

Ora il maestro Alberto Veronesi rimetterà il mandato di presidente della Fondazione del festival Puccini di Torre del Lago (Lucca) “entro 12 ore”.

 “Ho fatto mettere a verbale che rimetterò il mandato – ha spiegato Veronesi all’ANSA – non appena, domani, conoscerò l’indirizzo di posta certificata del commissario”. Il maestro ha detto di non essere pentito del gesto e che sarebbe pronto a rifarlo “in condizioni e in una situazione analoga perché – ha proseguito – ritengo sia stata fatta una profonda ingiustizia che rischiava di passare senza alcun risalto”.

Secondo quanto da lui spiegato il cda, “che si è svolto in modo tranquillo”, ha poi deliberato, “sulla stessa linea, che ognuno dei consiglieri farà la medesima cosa”, cioè rimetterà il mandato al commissario prefettizio che dovrebbe insediarsi in Comune domani, “nei tempi e nei modi che riterrà opportuni”, ha concluso Veronesi.

Fonte: ANSA 

 

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Lorenzo Arruga presenta La Bohème di Giacomo Puccini,

al Teatro Lirico di Cagliari

 Giovedì 28 aprile, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, il musicologo Lorenzo Arruga presenta l’opera La Bohème di Giacomo Puccini, in un incontro con il pubblico. L’opera in quattro quadri va in scena, venerdì 29 aprile alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2016 del Teatro Lirico di Cagliari.

 

L’ingresso alla presentazione è libero.

 Lorenzo Arruga – Ha intrapreso l’attività giornalistica alla fine del 1968, quando insegnava Lettere nei licei milanesi, componeva musiche di scena ed era assistente di Mario Apollonio. Già critico musicale del Quotidiano Nazionale e del settimanale Panorama. Musicologo esperto e scrittore imprevedibile, svolge un’attività multiforme e scatenata: accanto a libri (come La Scala, Milano-New York 1977), video (come Sulle tracce di Maria Callas, 1997), videolibri (come Avreste torto di non venire a Parma, 2001) e lezioni (come alla Facoltà di Architettura a Torino), è autore di pièces teatrali e libretti d’opera, rappresentati a Venezia come a Montecarlo o a Schwetzingen. Ha alternato i luoghi istituzionali (traduzioni di opere dalla Piccola Scala all’Arena di Verona, regie dal Regio di Parma al Carnevale di Venezia), a spregiudicate sperimentazioni (da Medea di Euripide nel 1961, con improvvisazioni del pubblico al posto del Coro, alle serate in un tendone da circo per il Piccolo Teatro di Milano, 1973-75). Ha diretto iniziative per giovani: compositori (San Fedele, 1963-66), cantanti (As.Li.Co., 1979-82), strumentisti (Milano Classica, 1992-94); nel 1986 ha ideato il Festival di Ravenna, che ha diretto per le prime due edizioni. Ha fondato e diretto, per sedici anni, il mensile culturale Musica Viva e si è reso popolare con cicli radiofonici e televisivi, tra cui quelli di Radio3 su Mozart (1980) e di Tele+3 (1993-95) dallo studio di casa sua. Nell’ottobre 2001 ha portato in scena, a Tempio Pausania per la Stagione inaugurale del Teatro del Carmine e a Cagliari al Piccolo Auditorium di piazza Dettori, Mozart raccontato da Lorenzo Arruga, spettacolo da lui ideato e scritto intorno alla vita e alla musica del grande artista salisburghese, in un allestimento del Teatro Lirico di Cagliari.

La Bohème viene replicata: sabato 30 aprile alle 19 (turno G); domenica 1 maggio alle 17 (turno D); martedì 3 maggio alle 20.30 (turno F); mercoledì 4 maggio alle 20.30 (turno B); venerdì 6 maggio alle 20.30 (turno C); domenica 8 maggio alle 17 (turno E). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 3 e venerdì 6 maggio sempre alle 11. La recita “ridotta” di giovedì 5 maggio, inizialmente prevista per le 11, è stata spostata alle 16 ed è rivolta, oltre che agli studenti, anche alle famiglie ed alle associazioni musicali e culturali.

 

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 Ufficio Stampa

Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari – Italia

telefono +39 0704082209 – fax +39 0704082216

stampa@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it

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Ogni tanto mi sorgono delle curiosità su cose che fino a poco tempo fa non mi sfioravano minimamente.

Ultimamente mi è venuto da  pensare  ai personaggi femminili delle opere Liriche, quelli più famosi che vivevano in un’epoca molto diversa dalla nostra, e su come sarebbero stati oggi.

Prendiamo ad esempio Gilda, protagonista dell’opera Rigoletto. Ragazzina adolescente (e qui è inevitabile non fare paragoni tra le adolescenti di oggi e di allora), che vive con un padre vedovo   che per mestiere fa il Giullare di corte. Oggi potrebbe essere il comico televisivo o il clown del circo. Lei, una di quelle adolescenti esposte ai pericoli della Rete web.

Violetta, protagonista femminile dell’opera La Traviata. Giovanissima anche lei ,che per motivi non ben identificati decide di fare la bella vita, frequentando nobili anziani e danarosi che le possano garantire una vita di lusso e continuo divertimento. Ma poi, si sa , all’amore non si comanda ed è bastato uno sguardo e una malattia incurabile per capire che i soldi non fanno la felicità. Inevitabile  il paragone con le starlette TV di oggi che si sono vendute al milionario di lusso per qualche capo firmato e qualche comparsata televisiva.

Insomma, nonostante stiamo parlando di epoche diverse la sostanza non cambia. La ragazzina ingenua che cade in trappola c’era allora come oggi e così la giovane prostituta arrivista. Considerazioni personali  .

Il cantante lirico  Cristiano Cremonini tenore e scrittore, ha avuto una curiosità simile alla mia. Avendo vissuto molte storie sul palcoscenico accanto a questi personaggi femminili,  è voluto andare a fondo sulla vita di alcune  alcune di loro ,  per capire quanto ci sia stato di vero o romanzato nelle loro vite. Cosa e chi ha ispirato Puccini, Verdi, Donizetti a musicare le storie di queste donne?

Cremonini ha raccolto nel suo nuovo libro la storia di otto eroine del melodramma. Il libro si intitola “Opera d’amore. Donne del melodramma fra letteratura, storia e mito”.

Se anche voi siete curiosi potrete acquistare il libro cliccando sul link della libreria online UNILIBRO .

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L’opera Tosca di Puccini, aprirà la seconda parte della stagione al Teatro Lirico di Cagliari .Fra i tanti personaggi di quest’opera voglio soffermarmi su un personaggio così detto “di carattere”: il sagrestano. Questo è un ruolo dove la scrittura e l’interpretazione hanno bisogno di un baritono, sicuro vocalmente e scenicamente. Puccini ha scritto questo ruolo per un personaggio che deve essere sempre agitato  fra chierichetti che saltano e si rincorrono , e ciò crea difficoltà  negli attacchi e nel ritmo. Il baritono Armando Gabba che interpreterà il sagrestano  nella edizione cagliaritana, riesce egregiamente a superare qualunque problema grazie anche alla sua lunga esperienza  .

Di seguito potrete ascoltare  questa mia video-intervista in cui il baritono di Parma  racconta in esclusiva per Musicamore la sua vita artistica.


YouTube Video

 

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Quella sera non si trovava un posto libero al Teatro Costanzi. Era presente la Regina Margherita accompagnata da ministri e senatori; alcuni interpreti avevano ricevuto lettere minatorie. Un quarto d’ora prima dell’inizio, un funzionario di pubblica sicurezza comunica al direttore, il M° Leopoldo Mugnone, di una soffiata giunta alla polizia, secondo cui avrebbero potuto gettare una bomba in sala. Mugnone, che descrivono come un timido, va in orchestra terrorizzato.

Inizia lo spettacolo tra bisbigli e rumori che aumentano quando entra in scena Angelotti, fino a culminare in grida di “Basta, Giù il sipario”. Mugnone interrompe e scappa a nascondersi dietro le quinte. Ristabilita la calma l’opera ricomincia e scorre indisturbata fino alla fine.

Si seppe poi che la protesta fu causata da spettatori ritardatari che entrarono a forza disturbando quelli già seduti in sala. Atmosfera particolarmente tesa, quindi, la sera del 14 gennaio 1900 in cui fu rappresentata per la prima volta la Tosca opera lirica di Giacomo Puccini.

I personaggi sono: Floria Tosca, soprano, Mario Cavaradossi, tenore, Scarpia, baritono, Angelotti, basso, Spoletta, capo delle guardie, baritono, il Sagrestano, baritono. L’azione si svolge a Roma nel giugno 1800, durante il pontificato di Papa Pio VII, Gregorio Chiaramonti di Cesena.

DI MARIO FEDRIGO

La Tosca sarà  rappresentata prossimamente al Teatro Lirico di Cagliari  :  Floria Tosca sarà interpretata da Svetla Vassileva
Mario Cavaradossi  da Aquiles Machado

per info:

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Licia Albanese, soprano, è morta ieri a 101 (ma c’è chi dice che ne avesse 105).  Aveva cantato per 440 produzioni liriche al Metropolitan di New York,  dal 1940 al 1966 , e poi  in tutti i teatri più importanti d’ Europa e Sud America.

Era stata scelta da Arturo Toscanini per le sue trasmissioni NBC Symphony di La Bohème e La Traviata. Ci sono  registrazioni che vanno dalla  Boheme con Beniamino Gigli nel 1939 per Sondheim’sFollies, con Carol Burnett e Mandy Patinkin e i  New York Filarmonico nel 1985.

Dirigeva  il Licia Albanese-Puccini Foundation.

Ci sono fonti che dicono che la sua vera data di nascita fosse  il 1909, il che significa che avrebbe avuto   105 anni.

 Per riuscire a conoscere personalmente Arturo Toscanini, l’Albanese era andata a trovarlo in camerino alla fine di un suo concerto. Lui era stato felicissimo di questo . Con un certo coraggio ma con poche speranze, gli chiese se poteva andarlo a trovare a casa sua .

Poco tempo dopo invece, il figlio Walter la chiamò per dirle che suo padre voleva incontrarla  . Raccontava che per questa emozione stava per svenire. Lei all’epoca era già molto popolare , aveva infatti già inciso La Boheme con Beniamino Gigli, e cantato Turandot al Covent Garden. Toscanini la conosceva bene  grazie anche alla registrazione, e l’aveva  voluta quindi per Boheme e Traviata.

In quella occasione andò nel suo camerino, prima di iniziare, per augurarle buona fortuna.

Lei emozionata gli disse : ” Maestro, dovrei venire io da voi!” ma lui ha risposto:” No, no, questo è il mio dovere. Devo vedere se  tutti i miei artisti sono a posto  e in forma”


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Giovinezza non fa rima con inesperienza, almeno nel caso di Maria Katzarava, soprano lirico dalla voce di rara bellezza. Ho avuto modo di sentirla  più volte quale interprete di Liù nella Turandot che sta andando in scena in queste settimane al Teatro lirico di Cagliari. Lei sente il personaggio come suo, lo sviscera, lo fa rivivere nei sentimenti con intensa espressività e gestualità. La sua voce riesce a trasmettere tutte le emozioni della giovane schiava innamorata segretamente del principe Calaf  che per lui preferisce la morte piuttosto che tradirlo rivelando il suo nome. Ha una tecnica strepitosa che le permette di usare la voce come uno strumento, con perfetto controllo del fiato sia nel forte che nelle note filate.

Ha un curriculum straordinario, fatto di incontri con grandi maestri e teatri importantissimi.

  Maria , quando hai cominciato a fare musica?

Avevo appena 3 anni quando ho preso in mano il violino e cominciato lo studio del pianoforte. I miei genitori sono violinisti. Mio padre è georgiano e mia madre messicana.

Quando hai scoperto il canto?

Avevo 15 anni quando ho preso le mie prime lezioni di canto con Rosario Andrade , un soprano messicano che ha fato una grande carriera in Europa e negli Stati Uniti. Poi ho conosciuto Ramon Vargas,  ho studiato con lui per  5 anni grazie anche alla sua borsa di studio. In seguito ho vinto il concorso Operalia  che mi ha aperto le porte di una  carriera internazionale a soli 23 anni.

Voglio quindi ringraziare questi miei maestri: Rosario Andrade, Gabriel Mijares ( lui è stato anche un professore che mi ha aiutato tanto a formare la voce per 3 anni ) e naturalmente a Ramon Vargas.

Quale è stato il tuo primo ruolo da protagonista?

La prima volta che ho cantato come solista è stato a 19 anni, con l’opera ” La serva padrona “. La carriera internazionale è iniziata a 23 anni anche con l’aiuto di Placido Domingo conosciuto al Young artist program di Los Angeles nel 2008.

Ho letto che hai cantato anche al Teatro alla Scala.

Si ho debuttato alla Scala con Giulietta e Romeo e in seguito ho cantato Gilda  in una tournée in

Giappone.

Ora sei a Cagliari in questa bella produzione di Turandot nel ruolo di Liù. Come ti sei trovata? E’ la prima volta che canti in Sardegna?

Sono stata per la prima volta l’anno scorso, quando ho cantato nell’Amico Fritz. Mi sono trovata benissimo, ho trovato un livello di coro e orchestra molto alto. Credo sia uno dei teatri più importanti per la qualità delle produzioni.

Ti ringrazio e ti faccio il mio in bocca al lupo per questa sera, ancora Liù in Turandot.

 

 

 

 

 

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George Andguladze -foto A. Atzori

Siamo alla fine della prima guerra mondiale e Puccini ha un assillo sempre più crescente: “rinnovarsi o morire? L’armonia d’oggi e l’orchestra non sono più le stesse.”Avverte l’esigenza di cambiare, ma non sa ancora esattamente come, in quale direzione.

Ha scarti di malumore e di nostalgia uniti ad un’insaziabile e mal dissimulata curiosità nei confronti del nuovo. Vuole stupire il mondo con una nuova opera , qualcosa che gli dia nuovo entusiasmo, nuova linfa, nuova vitalità e quando l’amico Renato Simoni , alla stazione di Milano , gli propone di pensare alla messa in scena della fiaba gozzaniana “Turandot” , la storia della bella e crudele principessa misantropa, la cosa lo affascina , gli sembra adatta per realizzare le sue nuove idee. Conosce la fiaba perché è stata già messa in musica da Ferruccio Busoni e rappresentata a Zurigo nel 1917, ma lui intende farne qualcosa di fantasmagorico. Un’amica gli parla del lavoro teatrale messo in scena anni addietro in Germania da Max Rehinardt, gli promette che gli farà avere delle fotografie. Puccini s’entusiasma, chiede a Simoni di esemplificare il testo , di renderlo snello ed efficace , di esaltare la passione amorosa di Turandot che per tanto tempo ha soffocato sotto la cenere del suo grande orgoglio. Pensa ad un personaggio da realizzare “ attraverso il cervello moderno”, ma passano due anni e il lavoro non va avanti , perdura il suo malumore, quel senso di annichilamento . Gli sembra di lavorare per le ombre, gli sembrano sforzi inani , tutto inutile. “Ormai il pubblico – scrive all’amico Simoni – non ha più il palato e il gusto per la musica ; ama, subisce musiche illogiche , senza buon senso. La melodia non si fa più, o se si fa, è volgare. Si crede che il sinfonismo debba regnare , invece io credo che è la fine dell’opera di teatro.

In Italia si contava, ora non più.” I dubbi e le inquietudini dell’artista, il timore di perdere contatto con la realtà circostante, con le nuove correnti musicali , ora non avevano più – sullo sfondo- le nevrosi erotiche d’un tempo, che erano quasi del tutto tramontate , ma diventavano più intime e logoranti nell’incubo della vecchiaia. Pensò addirittura di sottoporsi ad un trapianto ghiandolare di ringiovanimento di cui si erano avuti esperimenti in cliniche di Parigi e Berlino.

Era ricco e famoso , ma niente più gli dava la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio di un tempo , né l’enorme gettito dei diritti d’autore, le proprietà che aveva sparse un po’ ovunque, gli amici , la caccia, i viaggi , le sue automobili.

S’immerge nel lavoro della Turandot con i soliti momenti d’euforia e abbattimento, incertezze , contraddizioni, ripensamenti, e , come sempre , Puccini scarica tutte le colpe sui suoi librettisti, che erano invece intelligenti, colti e devoti a lui.

Ci vogliono altri due anni, dal marzo 1922 al febbraio 1924 , per finire la strumentazione dei primi due atti, ma quello che lo angustia è il terzo atto , di cui non riesce ancora a vedere il logico sbocco drammatico.Accusa , come al solito , i “poeti” di trascurarlo, ma in realtà avverte inconsciamente che si è avviato lungo una strada senza uscita , fatta di esperienze composite che devono essere ricondotte ad un’unità . Capisce che deve dare un taglio netto e definitivo al passato , con le vecchie regole del melodramma.

A cura di Augusto Benemeglio

Questa sera, al Teatro Lirico di Cagliari ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Potrete prenotare il vostro biglietto o acquistarlo online per maggiore tranquillità. Qui tutte le informazioni .

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Può capitare che durante le prove di un’opera lirica , un artista, che ricopre un ruolo principale, abbia problemi di salute. Generalmente nel cast è previsto una cover, cioè un cantante  pronto alla sostituzione dell’indisposto, in qualsiasi momento. Lui è tenuto a presenziare e provare durante tutto il periodo della preparazione dell’opera.

Il ruolo di Calaf, nell’opera Turandot è un ruolo molto impegnativo vocalmente e musicamente.

I tenori che c’e l’hanno in repertorio, sono quasi tutti già impegnati  nel periodo estivo, perchè quest’opera di Giacomo Puccini, richiede allestimenti e scene imponenti adatti a grandi spazi soprattutto all’aperto.

Ebbene,  è successo che a Cagliari, dove sono in corso le prove della Turandot, il  tenore che avrebbe dovuto cantare ieri per l’anteprima pubblica ( prova generale), si sia ammalato .

Il tenore cagliaritano Francesco Medda, che in precedenza aveva già ricoperto  il ruolo di Calaf in altri teatri, si trovava a Milano per le prove di un concerto quando riceve una telefonata dove gli si chiede la disponibilità a venire a Cagliari per cantare il suddetto ruolo. Sono situazioni difficili dove non si ha il tempo di pensare a lungo. Un teatro importante come il Teatro Lirico che chiama per un ruolo principale, non capita tutti i giorni. Certamente è un grosso rischio andare in scena con una prova di regia e una musicale, tenendo presente che tutti gli altri interpreti erano in prova da quasi un mese!  Ma il tenore Francesco Medda ha accettato senza pensarci troppo. Avrebbe cantato nella sua città, per la prima volta, in un ruolo importantissimo come quello di Calaf e questo era già un grosso motivo per accettare. Ieri sera il pubblico cagliaritano lo ha ringraziato ripagandolo con tantissimi applausi soprattutto dopo l’aria Nessun Dorma che tutti attendevano con grande trepidazione.

 

 

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Chi avrà la fortuna di assistere all’opera Turandot che andrà in scena venerdì al Teatro lirico di Cagliari, avrà anche l’opportunità di ammirare da vicino alcune copie di opere dello scultore Pinuccio Sciola che di quest’opera è lo scenografo. Sono state infatti allestite all’esterno e all’ingresso del Teatro due grandi sculture realizzate dai tecnici del Teatro lirico, in polistirolo, gesso ed altri materiali che vengono utilizzati generalmente per le opere teatrali.

Il pubblico,  potrà quindi capire meglio com’ è stata realizzata la scenografia  che vedrà sul palcoscenico.

L’opera montata all’esterno, nel piazzale davanti alla biglietteria, è la copia esatta di un’opera di Sciola che misura circa un metro ma che i tecnici del teatro hanno realizzato con un’altezza di 10 metri circa.

Di seguito alcune foto che ho scattato durante la messa in posa.

Intanto vi ricordo che questa sera e domani andranno in scena le anteprime dell’opera alle ore 19 mentre venerdì ci sarà la prima con i seguenti interpreti.

Turandot Maria Billeri  

Altoum Davide D’Elia

Timur Carlo Cigni
Il Principe ignoto (Calaf) Roberto Aronica
Liù Maria Katzarava
Ping Gezim Myshketa
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu
Seconda ancella Luana Spinola

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder
campionamenti audio e programmazione dell’ambiente esecutivo Marcellino Garau
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

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Questa mattina mi ha chiamato un’amica dicendomi che aveva saputo che per l’opera Turandot, in scena fra qualche giorno al Teatro Lirico di Cagliari, i biglietti erano tutti esauriti.

Sono rimasta interdetta. Ho chiesto all’amica in questione chi le avesse dato queste informazioni. Mi ha risposto vagamente.

Brutta abitudine quella di credere senza verificare soprattutto per quanto riguarda certi spettacoli. Spesso  mi sento anche dire che l’Opera è per pochi e soprattutto ricchi. Ma stiamo scherzando? Ancora crediamo a questa sciocchezza?

Forse un tempo era così, ma le cose oggi sono davvero cambiate. L’Opera è alla portata di tutti con prezzi per tutte le tasche .

In occasione di questa Turandot  cagliaritana, ci sono tantissime recite spalmate fra Giugno – Luglio e Agosto. Si tratta di avere pazienza e controllare il giorno più adatto alle proprie esigenze.

Prima di credere al primo che incontrate, andate sul sito del Teatro (www.teatroliricodicagliari.it),  oppure telefonate al numero della biglietteria dove troverete personale gentilissimo che  risponderà a tutte le vostre domande. Per voi e per i vostri amici, magari di passaggio in città, troverete i posti che più vi aggradano.

Questo è il numero della biglietteria per tutte le informazioni sicure

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

Potrete anche acquistare i biglietti anche via web, in questo sito http://www.teatroliricodicagliari.it/it/news/vivaticket.html

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Ed ecco le prime immagini che riguardano la tournée del Teatro La Fenice in Giappone. Il concerto d’inaugurazione  è stato un vero trionfo.

Il pubblico giapponese ha mostrato di apprezzare  con  entuasiasmo la nostra musica italiana trasformandola anche in un grande business.

Quando impareranno i nostri governanti a fare lo stesso  in Italia? E’ possibile che non si capisca la grande risorsa economica che abbiamo?

dal Sole 24ore un articolo a riguardo

 

Prossimo appuntamento Otello di Giuseppe Verdi.

Sotto il video dell’inaugurazione

Teatro La Fenice – Japan tour 2013
Osaka, Festival Hall
Concerto di Gala

Giacomo Puccini
Turandot: «Nessun dorma»
Tenore: Massimiliano Pisapia

maestro concertatore e direttore
Myung-Whun Chung

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti


YouTube Video

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Chi decide della nostra vita di musicisti?
A chi diamo mandato per mandarci tutti a casa?
Le eccellenze culturali come le Fondazioni Lirico sinfoniche in Italia che hanno avuto padri fondatori del calibro di Toscanini, in mano a politici che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando!!
Ma stiamo scherzando??
L’ Italia sta diventando la barzelletta d’Europa.
La lirica Italiana, e parliamo dei nostri autori…dei nostri meravigliosi artisti, una produzione che ha reso il nostro paese famoso nel mondo e che ha creato intorno a questo meraviglioso mondo anche un indotto di enorme importanza economica, in mano a politici di abissale ignoranza in merito al nostro settore, politici che evidentemente non si rendono conto dello sfregio culturale inferto a tutti noi che in questo mondo ci viviamo, lavoriamo, abbiamo fatto sacrifici enormi per arrivare all’altissima professionalità che serve per suonare uno strumento, cantare un brano lirico, montare una scena, creare un costume, inventare una scena, illuminare i sogni!!!!
Ma con chi stiamo parlando??
Mi chiedo quale Paese civile, indegno di tal nome, si priva di una delle realtà più luminose della sua storia, realtà che lo ha reso un Paese rispettato e adorato nel mondo!!
Con chi stiamo parlando???
In nome della crisi non si può smantellare la storia del nostro Paese. Equivale a voler smantellare le fondamenta della nostra Costituzione!!
Caro politico indegno, che stai minando la nostra realtà fatta di persone che svolgono un lavoro altamente specializzato, persone che nel loro lavorare insieme creano sogni, creano cultura e tengono alto il nome del nostro paese, caro politico indegno di portare questo nome in virtù di scelte miopi e idiote, ti rendi conto caro politico indegno che stai facendo un errore che si ripercuoterà nel futuro di tutti noi, nella società civile, e che manderà a casa migliaia di lavoratori ?? Ma quanti sono i musicisti in Italia?? Quanti sono i lavoratori dello spettacolo in Italia?.
Siamo pochi e produciamo moltissimo da anni per tenere alta l’immagine di questo paese!!
Caro politico indegno di portare questo nome, ti rendi conto che uccidendo il Teatro Lirico fai morire la nostra storia, fai morire il nostro amore per i giovani che non avranno mai più la possibilità di elevarsi culturalmente, di elevare l’anima e lo spirito con la musica e i sogni che vengono creati nei nostri palcoscenici italiani.
Mi rivolgo invece a te politico illuminato…Rifletti e combatti questo scempio che si vuole perpretrare in nome del nulla, in nome di un risparmio che poco avrà a che fare con il risollevarsi dalla crisi e molto avrà a che fare con la volontà di renderci tutti più brutti e ignoranti!
Mi rivolgo a te politico illuminato che ancora nel tuo sangue fai scorrere forse le note di Verdi, Puccini, Wagner, Mozart e tanti altri meravigliosi autori che avrai sentito da bambino. magari in una ninna nanna, forse avrai ascoltato alla radio o forse avrai amato a Teatro, immergendoti per quelle due ore di spettacolo che per noi significano anni di studio, di sacrificio e di vita…Caro politico illuminato ti chiedo da umile musicista di renderti più significante per tutti noi e combattere questa proposta orrenda di legge che ci vedrà chiudere tutti a uno a uno…
Questa legge indegna che vuole dare la responsabilità della gestione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche alle Regioni che in questo momento storico non possono permettersi un esborso economico pari al cinquanta per cento del finanziamento statale detto Fondo unico dello spettacolo e che finora è stato a carico dello Stato.
Abbiamo sofferto noi lavoratori dello spettacolo lirico in questi anni, abbiamo tagliato il tagliabile, hanno ridotto all’osso i finanziamenti per questo settore…. ora con questa legge vergognosa ci vogliono eliminare per sempre.
Come le candeline all’arena di Verona che si spengono un po alla volta nelle sere d’estate, solo che per noi si spegneranno per sempre…e purtroppo non si riaccenderanno mai più!!!

Silvia Russo – Artista del Coro – Teatro verdi – Trieste

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Ancora insieme per un altro concerto lirico i due artisti cagliaritani Elisabetta Scano soprano e Gionata Gilio baritono   questa  sera a Ghilarza nel Nuovo Auditorium (fronte Ospedale), per emozionarci ancora un volta con le più belle romanze d’opera.

Come per il concerto precedente, potremmo ascoltare il soprano Elisabetta Scano anche nella veste di flautista.

Il concerto sarà alle ore 19,30

Ecco il programma della serata

Massenet “MEDITATION” per flauto e pianoforte, flautista Elisabetta Scano
Traviata di Verdi ” DI PROVENZA IL MARE E IL SUOL” baritono Gionata Gilio

Nozze di Figaro di Mozart” Deh vieni,non tardar“soprano Elisabetta Scano

Trovatore di Verdi “Il balen del suo sorriso“baritono Gionata Gilio

Bohème di Puccini ” Valzer di Musetta“soprano Elisabetta Scano

Elisir d’amore di Donizetti “Come Paride vezzoso”baritono Gionata Gilio

Turandot di Puccini ” Signore ascolta“soprano Elisabetta Scano

Barbiere di Siviglia di Rossini:”Cavatina di Figaro” baritono Gionata Gilio

Don Giovanni di Mozart duetto “Là ci darem la mano“soprano Elisabetta Scano,baritono Gionata Gilio

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Scrivo oggi questo post con una certa emozione e capirete presto il perchè.

Vi propongo questa video-intervista che ho realizzato con una delle mie prime allieve di canto. Ero ancora studentessa quando mi si presentò l’occasione di insegnare musica in un corso per ragazzi e adulti. In quell’occasione, fra le mie alunne se ne distinse una per  qualità musicali e vocali fuori dal comune.

Questa storia però l’avevo già raccontata in questo post (clicca)che vi invito a leggere e dopo, vi invito a seguire il video sottostante . Sarà infatti lei a raccontare l’inizio di una carriera che dura ormai da più di 25 anni.

Rossella Ragatzu, soprano del cagliaritano (per l’esatezza di Selargius), racconta come è nata la sua carriera di artista nel mondo della Lirica.


YouTube Video

 

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Ieri sera, nella mia bacheca di Facebook ho trovato un link che si intitolava così: “Dal mattino alla mezzanotte, l’Opera invade la città“.

Non avendo ben capito di cosa si trattasse, ovviamente l’ho aperto e con mia grande meraviglia scopro che la citta di Brescia il girorno 22 settembre dedicherà una giornata completa all’Opera. Ma vi rendete conto? Le strade della città invase dalla musica in ogni suo angolo!

In un epoca in cui si pensava che l’Opera fosse ormai morta, e che gli stessi ex nostri ministri giudicavano come “centri di spesa clientelari, inefficienti e costosi“(Brunetta), una città importante come Brescia dedica una giornata intera a questa meravigliosa musica che tutto il mondo c’invidia.

Per chi avesse la fortuna di trovarsi da quelle parti in quel giorno, voglio dare qualche informazione più precisa.

La Festa dell’Opera toccherà diversi punti del centro storico, ma anche della periferia per portare musica ovunque e per far conoscere anche i posti meno frequentati della città. Durante la serata sono state individuate due zone clou: la zona rossa, che richiama la passione della Carmen, e la zona oro, che evocherà la magia della Tosca.

In linea con le grandi feste popolari europee, anche la Festa dell’Opera sarà animata da numerosi eventi a sorpresa che durante tutta la giornata proietteranno gli spettatori in divertenti e surreali momenti di intrattenimento in cui spesso si cercherà il loro coinvolgimento: un’incursione inaspettata nel mondo del melodramma per riportarlo tra la gente e per riscoprire il fascino di quel genere musicale che nei secoli ha segnato la storia civile, culturale e artistica della Città di Brescia.

Tutti gli eventi della Festa dell’Opera sono a partecipazione gratuita.

Teatro Grande
c.so Zanardelli, 9a – Brescia

Fondazione del Teatro Grande di Brescia
Via Paganora, 19/A 25121 Brescia (BS) Tel +39 030.2979311 Fax +39 030.2979342

 

 

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Celso Albelo vince in Italia l’International Opera Awards 2012 
Il prossimo 2 agosto Celso Albelo riceverà a Torre del Lago (Italia) l’International Opera Awards 2012, Oscar della lirica nella categoria Miglior Tenore. In lizza per i premi le grandi voci della lirica internazionale: per la stessa categoria del tenore spagnolo erano nominati il peruviano Juan Diego Flórez e il tedesco Gregory Kunde, e in altre sezioni erano nominati Gustavo Dudamel, Cecilia Bartoli, Natalie Dessay,
Waltraud Meier e Bryn Terfel.
Oggi la Fondazione Verona per l’Arena e la Fondazione Festival Pucciniano hanno rivelato i nomi dei vincitori del riconoscimento, che per la prima volta verrà consegnato basandosi sulla scelta di una giuria (due anni fa lo stesso premio non aveva carattere competitivo) il giorno 2 agosto in una serata di gala al Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago.
Albelo, che ha dichiarato di essere molto emozionato per il Premio, è una delle voci più richieste nel circuito internazionale: negli ultimi mesi è
stato in palcoscenici importanti come quello dei PROMS (Guillaume Tell) e del Royal Opera House di Londra (La Sonnambula), il Teatro Lirico di Cagliari (Elisir d’amore), il Bunka Kaikan di Tokyo (I Puritani), il Palacio Euskalduna di Bilbao (L’elisir d’amore), l’Israel Opera a Tel Aviv (Lucia di Lammermoor), il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Der Rosenkavalier), il Teatro Massimo di Palermo (L’elisir d’amore), La Scala di Milano (Don Pasquale) e La Fenice di Venezia (L’elisir d’amore), e nel resto del 2012 lo aspettano in due Gale Liriche al Festival de Ópera di A Coruña e al Festival de Ópera de Tenerife, alla Wiener Saatsoper (L’elisir d’amore e La Sonnambula), ancora alla Fenice (Rigoletto), all’Opéra National di Parigi (La fille du régiment) e alla Deutsche Oper di Berlino (Lucia di Lammermoor). (Fidelio Artist (Public Relations) mcereijo@fidelioartist.com Tel.: (+34) 616 760866)

Per la sezione soprani, la vincitrice invece è il soprano DIMITRA THEODOSSIOU che i cagliaritani potranno ascoltare il prossimo settembre nell’opera Nabucco di Verdi, nella parte di Abigaille.

Queste le nomination per le varie categorie

Tenore
CELSO ALBELO
JUAN DIEGO FLÓREZ
GREGORY KUNDE

Mezzosoprano
CECILIA BARTOLI
SONIA GANASSI
WALTRAUD MEIER

Baritono
GERALD FINLEY
PETER MATTEI
BRYN TERFEL

Regista
DANIELE ABBADO
ROBERT CARSEN
DAMIANO MICHELETTO

Soprano
NATALIE DESSAY
MARIELLA DEVIA
DIMITRA THEODOSSIOUBasso
ILDAR ABDRAZAKOV
FERRUCCIO FURLANETTO
MICHELE PERTUSI

Direttore d’orchestra

GUSTAVO DUDAMEL
JOHN ELIOT GARDINER
MICHELE MARIOTTI

Scenografo
GIDEON DAVEY
CARLO MARIA DIAPPI
RICHARD PEDUZZI

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BannerTitoSchipaE’ on line il bando di Concorso per giovani cantanti lirici dedicato al grande tenore Tito Schipa.

Potete accedere a tutte le informazioni cliccando su questo link http://www.concorsotitoschipa.it/

Ma chi era Tito Schipa?

Per tutti coloro che si sono avvicinati alla lirica da poco , magari attraverso questo blog, può risultare un nome insignificante.

Eppure leggendo la sua biografia qui di seguito capirete la  grandezza di questo tenore.Tito schipa

Raffaele Attilio Amedeo Schipa nasce a Lecce, in una famiglia negli ultimi giorni del 1888, ma viene iscritto all’anagrafe il 2 Gennaio 89 per questioni di leva militare.

Fu il suo maestro elementare Giovanni Albani che si accorse delle sue straordinarie qualità vocali ma il vescovo napoletano Gennaro Trama (1902) vero talent scout dell’epoca, diede avvio alla sua carriera.

Titu” come era soprannominato per via della sua piccola statura, entra in seminario dove studierà anche da compositore.

In seguito, su consiglio del  maestro di canto, Alceste Gerunda, Tito “emigra” a Milano per completare gli studi con Emilio Piccoli e cercare l’occasione per debuttare.

Ci riuscì a Vercelli con una Traviata (4 Febbraio 1909) dietro naturalmente un compenso.

Il successo non è immediato (la voce del ragazzo è inconsueta per il pubblico medio dell’epoca. Dopo essersi fatto le ossa nella compagnia operistica di Giuseppe Borboni, culminata a Roma per l’Esposizione Universale del 1911, ecco il primo a Napoli nella stagione del 1914 diretta da Leopoldo Mugnone, dove con una Tosca leggendaria il nome d’arte “Tito Schipa” si impone definitivamente alle cronache artistiche e mondane.

Il successo lo porta subito in Spagna, e lo spagnolo è la lingua più esemplare della sua naturale predisposizione poliglotta (ne parlerà correntemente quattro e ne canterà undici compreso l’aborigeno australiano più, come ripeteva, il napoletano) il che lo aiuta a conquistare con facilità il cuore degli spagnoli, orfani del loro idolo, il tenore catanese Giuseppe Anselmi.

Schipa con quadroCon una Manon del 14 Gennaio 1918 al Real di Madrid anche il primo trionfo all’estero è assicurato.

Segue un periodo di viaggi tra la Spagna e il Sud America, dove si gettano le fondamenta di un lungo intenso rapporto con il pubblico, specialmente argentino. Ma la guerra, col pericolo dei sottomarini, vede il giovane Schipa intentare e vincere una causa con la sua agenzia artistica per farsi riconoscere il diritto a non navigare fino alla cessazione delle ostilità.

Il 1919 approda negli Stati Uniti, invitato dalla soprano Scozzese Mary Garden e dall‘impresario Cleofonte Campanini, che insieme gestiscono la Civic Opera di Chicago. Qui sposa la soubrette francese Antoinette Michel d’Ogoy, conosciuta a Montecarlo in occasione della prima assoluta di La Rondine di Giacomo Puccini, da cui avrà due figlie, Elena e Liana.

Questa volta è Rigoletto l’opera del debutto trionfale a Chicago (4 Dicembre). Inizia per Tito Schipa l’avventura statunitense, cominciata come probabile successore di Caruso ma in realtà definitasi come quella dell’Anti-Caruso per eccellenza, che lo vede tenore stabile di Chicago per 15 anni, indi primo tenore al Metropolitan di New York, ormai tra i più famosi e i più pagati cantanti dell’epoca, specialmente nella categoria del “tenore leggero” o “di grazia” dove si assicura il titolo di massimo interprete d’ogni tempo.

La permanenza e la quasi naturalizzazione americana comportano, per il carattere dinamico e curioso del soggetto, una serie di coinvolgimenti artistici, mondani e sociali di grande importanza e spesso di grande rischio :

Progetta di scrivere un’opera-jazz (quindici anni prima di Gershwin), si avvicina al repertorio leggero spagnolo e napoletano con risultati insuperati nell’ambito tenorile (grazie anche alla amicizia e collaborazione con gli autori José Padilla e Richard Barthelemy), si apre all’esperienza del nuovo cinema sonoro diventando anche un più che discreto attore di musicals (Vivere! del 1937 capeggerà il box-office italiano sia con la pellicola stessa che con le due canzoni di Bixio incluse, Vivere e Torna piccina mia), si compromette con i gangster di Al Capone venendone classicamente prima ricattato poi blandito, colleziona onorificenze e riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Legion d’Onore francese, passa da un’avventura sentimentale all’altra con risultati disastrosi per il suo matrimonio, e soprattutto guadagna cifre vertiginose che sperpera con abilità diabolica, rimbalzando continuamente dalla classifica degli uomini più ricchi del mondo a quella di bersaglio ideale per le stangate di ogni tipo.

La seconda guerra mondiale e il suo nuovo legame sentimentale con l’attrice Caterina Boratto, che lo riavvicina all’Italia, lo portano a coinvolgimenti eccessivi con il regime fascista, soprattutto per l’antica amicizia personale con Achille Starace, suo conterraneo. L’America del pre-maccartismo lo dichiara indesiderato, e lo stesso fa l’Italia del Teatro alla Scala appena restaurato e riaperto.

L’opera di autocritica e di rigenerazione è lunga e faticosa, ma a metà degli anni ’40 il cinquantenne Tito Schipa è pronto a ripartire per un’altra lunga fetta di carriera che lo porta davanti ai pubblici di tutto il pianeta con la sola esclusione di Cina e Giappone.

Nel 1944 conosce l’attrice Teresa Borgna, in arte Diana Prandi, che sposerà nel 1947 e da cui avrà Tito Jr.

Nel 1956 un invito a dirigere una scuola di canto a Budapest lo porta per la prima volta oltre cortina, esperienza che culminerà con la presidenza della giuria del festival della gioventù a Mosca nel 1957. Le sue nuove simpatie per il pubblico sovietico gli fruttano i sospetti dei servizi segreti italiani, che gli dedicano un fascicolo del SIFAR e boicottano il suo progetto di aprire un’Accadenia di canto in Italia sotto gli auspici del Quirinale.

Accusato stavolta di filocomunismo, vittima di gravi traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni suoi manager e collaboratori, è costretto a tornare negli Stati Uniti, dove viene accolto, ancora una volta, con entusiasmo.

La scuola di canto nasce a New York, ed è mentre insegna canto che il diabete contratto negli anni ’40 lo porta a morte il 16 Dicembre 1965,  settantasettenne, dopo una carriera di 57 anni, del tutto straordinaria in un cantante lirico per lunghezza, varietà e glamour .

Specializzatosi in un repertorio limitatissimo (segreto della sua strabiliante longevità vocale) Tito Schipa ha raggiunto i vertici della sua Arte nei tre ruoli di protagonista di Werther di Massenet, di L’Elisir d’Amore di Donizetti e di L’Arlesiana di Cilea, in cui resta a tutt’oggi insuperato e forse insuperabile, oltre che nel repertorio classico della canzone spagnola e napoletana.

Notizie e foto tratte dal sito della famiglia Schipa

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royaloperahouse teatro operaUn teatro d’opera italiano, l’Arena di Verona, inaugura il 12 ottobre la Royal Opera House Muscat (foto) nel Sultanato dell’Oman. Mercoledì 12, venerdì 14 e sabato 15 ottobre alla Royal Opera House Muscat andrà in scena Turandot di Giacomo Puccini, nel nuovo allestimento di Franco Zeffirelli e sotto la direzione musicale di Placido Domingo.

Sono in partenza per l’Oman 346 elementi tra orchestra, coro, corpo di ballo, tecnici, comparse e mimi.

La Royal Opera House Muscat è il primo teatro d’opera del Golfo, dall’edificio monumentale con una capienza che sfiora le 1.100 persone, un’ala con ristoranti ed una galleria d’arte, ed il secondo nel mondo arabo dopo l’Opera del Cairo.La serata inaugurale del 12 ottobre è riservata ai soli ospiti del Sultano Qaboos Bin Said, al suo 41° anniversario di regno.

«Essere stato scelto per portare l’Opera per la prima volta in questo straordinario Paese- dice Zeffirelli -  è per me un grande onore. La musica è uno strumento di comunicazione che ha un valore speciale, che si può porre addirittura al di là della stessa comunicazione perché trascende la sfera delle emozioni personali. Senza dimenticare che per gli italiani è anche una importante occasione, un nuovo Paese dove esportare una “nostra espressione artistica” che ha contribuito a rendere l’italianità così apprezzata in molte parti del mondo. La Fondazione dell’Arena di Verona è presente in questa straordinaria produzione con l’Orchestra, il Coro, il Corpo di ballo ed il personale tecnico. La sua presenza, quella di Placido Domingo e degli straordinari artisti che fanno parte del cast di questa Turandot aggiungono valore alla realizzazione creativa e sapranno trasportare nella dimensione dello Spirito i fruitori di questo straordinario evento».

Anche il sovrintendente Francesco Girondini sottolinea l’importanza di questo avvenimento: «il Royal Opera House agirà quale ponte tra la cultura omanita e quella europea, e quindi rappresenterà una vetrina culturale unica al mondo per amplificare l’universalità della musica e delle arti. E Fondazione Arena è fiera di essere al suo fianco in un momento così importante»

fonte:Il giornale dello spettacolo

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turandot pucciniMartedì 4 ottobre sarà possibile vedere in alta definizione sui grandi schermi di tutta Italia la Turandot registurandot puccini torre del lagotrata quest’estate al Festival Puccini di Torre del Lago, uno degli eventi lirici più prestigiosi nel mondo. Tra i protagonisti il bolognese Carlo Colombara, basso con oltre vent’anni di carriera alle spalle, nei panni di Timur. Antonia Cifrone ha dato voce alla principessa protagonista, Piero Giuliacci a Calaf, Satomi Ogawa alla schiava Liù mentre  Roberto Accurso, Aldo Orsolini e Nicola Pamio sono stati il simpatico trio Ping, Pong e Pang.

La regia di Maurizio Scaparro ha curato scene e ambientazione mentre la canadese Kery Lynn Wilson ha diretto l’orchestra del Festival.
In Sardegna sarà possibile vedere l’opera nei cinema Cineworld di Cagliari e Iglesias, Moderno di Sassari, Rex di Bono, Movies Multisala di Santa Giusta e Giordo di Tempio Pausania.

turandot-diretta-festival-puccini

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Ecco il secondo video del nostro artista russo: il tenore Artjom Safronov. Purtroppo di lui sappiamo poco o nulla. Si è limitato esclusivamente ad inviarci i suoi video che comunque parlano da soli. Ascoltatelo attentamente questa volta in un famosissimo brano tratto dalla Boheme di Giacomo Puccini.

Questo è un brano che presenta grandi difficoltà per un tenore. Nel suo caso poi sono ancora maggiori legati sicuramente alla lingua italiana. Ascoltatelo e votatelo inviando una mail ad ottottobre@tiscali.it


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musicamore blog  concorso di canto online 2011Il nuovo concorrente selezionato per il  concorso di canto Musicamore è un tenore coreano: si chiama Y.J. Choi e interpreta “Che gelida manina” da “La bohème” di Giacomo Puccini alle “Notti trasfigurate” di Villa Simonetta a Milano, sede della Milano Civica Scuola di Musica, classe di canto diretta dal baritono Roberto Coviello, 28 giugno 2011. Al pianoforte il maestro Loris Peverada.


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musicamore blog  concorso di canto 2011

Questa concorrente non è nuova del concorso. Si tratta infatti di Milena Walosik che precedentemente si è presentata nella sezione canto leggero, spopolando in cima alla classifica.  Con questo video però si presenta per la sezione lirica e possiamo ascoltarla in una romanza d’opera di Puccini: O mio babbino caro.

Anche lo scorso anno un candidato si presentò per tutte due le sezioni: lirica e leggera.

Comunque ascoltatela e votatela.

Si ricorda che il premio della giuria potrebbe cambiare radicalmente il giudizio del pubblico.


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Ancora un giovane soprano candidata al Concorso di canto online Musicamore 2011: concorso canto -musicamore 2011. Annabella Spinosa si presenta con una popolare romanza di Puccini tratta dall’opera Gianni Schicchi. Potete votarla inviando una mail ad ottottobre@tiscali.it.

La graduatoria sarà aggiornata con il numero dei voti quotidianamente. Si ricorda inoltre che ci saranno due vincitori per categoria: uno stabilito dalla giuria popolare ed uno dalla giuria tecnica che potrebbe ribaltare il risultato. Saranno inoltre assegnate delle menzioni d’onore.


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concorso canto -musicamore 2011Concorso di canto online.

Questa concorrente è stata scelta dalla rete per la sua particolare vocalità. In questo video si presenta con una romanza di Puccini. Attendiamo il giudizio della giuria tecnica e del pubblico della rete.


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madama-butterflyNelle città, nelle scuole e nei teatri, quando si vuole far conoscere la propria cultura si organizzano i gemellaggi o comunque degli scambi culturali.

Ad esempio: un Teatro organizza una Stagione lirica inserendo nel cartellone un’opera bulgara, per poter far conoscere al proprio pubblico la musica di questo paese. Ovviamente per la buona riuscita dello spettacolo si farà in modo che gli artisti siano bulgari: dall cast dei solisti al direttore d’orchestra, dagli scenografi ai costumisti .

Lo scorso anno il Teatro Lirico di Cagliari si è spostato a Wiesbaden in Germania, per rappresentare la Lucia di Lammermoor in una bellissima edizione con un cast ovviamente italiano . Questa è la logica!

Ma presentare nel proprio paese italiano, un’opera italiana fatta da un cast di stranieri lo trovo alquanto sorprendente. E’ infatti ciò che si evince guardando il cartellone della nuova stagione lirica cagliaritana in particolare dell’opera Madama Butterfly, italianissima, musicata dall’italianissimo Puccini e scritta dai librettisti Illica e Giacosa, ma che sarà rappresentata da un cast quasi completamente straniero, eccolo di seguito:

Ausryne Stundyte nel ruolo di Cio-cio-san, Giuseppe Varano in quello di Pinkerton e Marcello Rosiello in quello del console americano Sharpless, mentre Junhua Hao nelle vesti dell’ancella Suzuki. Mariusz Treli?ski, con Boris Kudli?ka per le scene e Magdalena Teslawska e Pawel Grabarczyk per i costumi, firma un’affascinante messinscena, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano, proveniente dal Teatr Wielki Opera Narodowa di Varsavia. La direzione d’orchestra è affidata a Julian Kovatchev, direttore bulgaro.

Ma è possibile che non ci fossero artisti italiani in grado di rappresentare quest’opera nel nostro teatro?

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Lucia Dessanti sopranoLucia Dessanti è un soprano che ha partecipato al 1° concorso di canto online bandito da questo blog. E’ stata fra le voci premiate con la menzione speciale.

Ma conosciamola meglio.

La voce di Lucia è catalogata come soprano lirico/lirico spinto. I  ruoli più adatti a questo tipo di voce sono sono quasi sempre drammatici.

Compie gli studi di canto fra Sassari e Milano. Si diploma con il massimo dei voti sotto la guida del Maestro Gianni Mastino.
Nel giugno 2006 frequenta un master class tenuto dal Soprano Giusy Devinu, con la quale studia per circa un anno.
Debutta nel 2003 con Andrea Bocelli, in un concerto in Piazza del Campo a Siena, diretti dal Maestro M. Rota.

Premio-concorsoDESSANTIÈ una delle Muse ne LA GERUSALEMME LIBERATA (opera inedita composta da Andrea
Arnaboldi) di T. Tasso, eseguita in forma semiscenica nelle città di Varese e Caronno
Pertusella ( Milano ).
Nell’aprile 2004 esegue il GLORIA di A. Vivaldi in RE M, a Sassari e in una tournée
argentina che prevede sette concerti, uno dei quali al Teatro Colòn di Buenos Aires (Salondorado );
Nel novembre esegue il REQUIEM di W.A. Mozart in diverse località della Sardegna;
Nell’aprile 2006 è finalista al Concorso Internazionale Teatro Sociale – Mantova, alla
presenza del Soprano Magda Oliviero.
Nell’ottobre 2006 compie una tournée europea con la Compagnia d’Opera Italiana,
interpretando il ruolo di MIMI’ ne LA BOHEME di G. Puccini, nei seguenti Paesi: Bulgaria, Germania, Danimarca, Olanda, Norvegia, Svizzera, Gran Bretagna, sostenendo quindici repliche;
Nel dicembre 2006 esegue la Missa in C major-Coronation Mass KV 317 di W.A. Mozart in quattro concerti in Sardegna.
Nel dicembre 2008 esegue a Sassari i “ Vesperae solemnes de confessore”
KV 339 di W.A. Mozart, in occasione delle celebrazioni natalizie.
Ha debuttato la Madama Butterfly di G. Puccini, fra gli altri, al Teatro Comunale di
Belluno.
Ha vinto, nel maggio 2009, il ruolo di TOSCA al “ Concorso internazionale il Contato del
Canavese”, grazie al quale ha debuttato nel Luglio 2010 in Ivrea, con l’0rchestra giovanile del Piemonte diretta dal M° Claudio Micheli e il baritono Leo An nel ruolo di Scarpia.
Nel dicembre 2009 frequenta l’accademia di Torre del Lago, studiando con i Maestri
Lucetta Bizzi, Luigi Roni e Vivien Hewitt, dove viene subito richiesta dalla direzione
artistica del Festival Puccini per dei concerti, nei quali ha duettato con i baritoni Massimo
Cavalletti e Marzio Giossi, uno dei quali si è svolto al Teatro del Giglio in Lucca,
nell’ambito della serata “Buon compleanno Maestro” ( Le donne di Puccini)
E’ stata inoltre diretta dal M° Alberto Veronesi nel concerto di inaugurazione
dell’auditorium del Gran Teatro Puccini in Torre del Lago.
Nel maggio 2010 ha debuttato SUOR ANGELICA di G. Puccini nel ruolo di Suor Angelica
e in quello di Suor Zelatrice presso la Fondazione Festival Puccini, accompagnata
dall’orchestra della Fondazione stessa.
Successivamente si è classificata seconda al Concorso Internazionale di canto lirico
Giannino Zecca”, a Sannazzaro de Burgondi (PV), preceduta dal mezzosoprano Sofio
Janelidze;
nell’agosto, ha debuttato il ruolo di Kate Pinkerton presso la Fondazione Festival Puccini, nell’ambito del Festival, con Amarilli Nizza e Massimiliano Pisapia, diretti dal M° Eve Queler; contemporaneamente debutta LA TRAVIATA nel ruolo di Violetta, accompagnata da un’orchestra di più di 50 elementi, nella IX edizione del Festival Lirico Casamari a Veroli.
Prossimamente debutterà il ruolo di Leonora ne IL TROVATORE.

Indirizzo e-mail: lucia.dessanti@yahoo.it


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Testata-concorso-MusicamoreIncredibile rimonta del soprano  Charlotte Soumeire nella graduatoria per voci liriche del concorso di canto online bandito da questo blog. Sono arrivati ieri una miriade di voti per lei che l’hanno portata al vertice della classifica in ex equo con un altro soprano:  Tania Buccini.

Sarà che siamo ormai agli ultimi giorni, prima della proclamazione del vincitore e adesso il popolo internauta si è messo d’impegno a votare il suo preferito.

Ma rivoluzione c’è stata anche nel settore canto leggero.

Ad esempio, il gruppo canadese degli Jesse Weiman gli Unhinjed ha riconquistato la prima posizione insidiando colei che si dava per certo come sicura e indiscussa regina e cioè Nastassha S. Teodosio .

Visionate le classifiche complete sotto la testata del blog. Continuate a votare fino al 30 di ottobre inviando la vostra preferenza (solo il nome) a ottottobre@tiscali.it.

Intanto vi propongo un altro video del presidente di commissione, il baritono Roberto Servile che, fra una recita e l’altra dedica un po’ del suo tempo a visionare le prove di tutti i candidati. E’ il video in cui Servile ha debuttato accanto al grande Luciano Pavarotti: il quartetto della   Boheme di Giacomo Puccini (clicca qui)

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loforese03Permettetemi di uscire per un po’ dagli schemi del concorso online (potrete visionare la classifica sotto la testata di questo blog) per commentare un video davvero straordinario.

Un uomo di quasi 90 anni che, grazie ad una tecnica straordinaria è ancora in grado di cantare in maniera superlativa la popolarissima ma difficilissima romanza “Nessun Dorma” di Giacomo Puccini. Si tratta del tenore Angelo Loforese.

Angelo Loforese, nato a Milano il 27 marzo 1920; iniziò lo studio del canto a 18 anni e subito vinse il concorso ENAL come Basso; in seguito, il marito di Lina Pagliughi, il Ten. Primo Montanari, lo indirizzò alla corda di baritono e nel 1948 debuttò il ruolo di Silvio nei Pagliacci proprio a Milano.
Nel 1952 l’incontro con il M° Emilio Ghirardini (baritono,) già insegnante di cantanti come Renata Scotto, Luigi Alva e Gianni Poggi, lo scopre Tenore e dopo 6 mesi, di studio, debutta il ruolo di Manrico nel Trovatore.
Ospite dei maggiori teatri in Germania, Francia, Italia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Argentina, Giappone, Brasile, Sud Africa, affronta ruoli che spaziano da Nemorino all’Otello di fine carriera, passando attraverso Des Grieux, Canio, Loris, Turiddu, Romeo Montecchi (Zandonai), Don Josè (uno dei suoi preferiti), Chenier, Raoul (Ugonotti) ed Arnoldo (G. Tell).
Lasciato il palcoscenico, si è dedicato all’insegnamento con acutezza e grande dedizione, dandosi amorevolmente a chiunque chiedesse il suo prezioso aiuto di persona semplice, modesta, che quasi in punta di piedi… per non sembrare troppo invadente e solo su insistente richiesta, parlava dei suoi successi con il brillio degli occhi celati dagli occhialini da ragioniere.
fonte

Il video parla da solo.


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Testata-concorso-Musicamore

Ecco un altro video ricevuto ieri: è quello di Tania Buccini, soprano lirico leggero che interpreta il valzer di Musetta tratto dalla Boheme di Puccini


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Testata-concorso-MusicamoreIl concorso di canto online prosegue con grande interesse e i video che ci stanno pervenendo sono sempre numerosi come lo sono i tanti commenti ricevuti. Quello di oggi mi riempie d’orgoglio perchè quest’artista, ma anche altre già presentate in concorso, ha già iniziato la sua carriera professionale nei teatri lirici italiani. Grazie a questo concorso però, avrà la possibilità di far conoscere le proprie qualità vocali anche dalle altri parti del pianeta.

Si chiama Lucia Dessanti , viene da Sassari ed è un soprano lirico spinto, una vocalità grande e un grande temperamento. I suoi ruoli sono soprattutto pucciniani e in questo video ci propone un brano  (forse il più drammatico) tratto dall’opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini: Tu tu piccolo iddio


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TOSCA_DVDrip_2001E’ una scena molto conosciuta quella della fucilazione di Mario Cavaradossi nel terzo atto della Tosca di Giacomo Puccini.

La finta fucilazione teatrale ( nel dramma avviene davvero) che però in una edizione del 1995, stava costando la vita al tenore Fabio Armiliato.

Guardate e ascoltate il racconto direttamente dalla sua voce.
Intanto potete rinfrescarvi la memoria leggendo la trama dell’atto incriminato

ATTO III
E’ il momento che precede l’alba, si odono le campanelle di un armento ed il canto di un pastore.
Il carceriere di Castel Sant’Angelo riceve un Sergente ed il picchetto che conduce Cavaradossi alla fucilazione.

Il Carceriere si assicura che sia Mario Cavaradossi, poi il sergente firma il registro avvertendo il condannato che gli resta un’ora e che può chiedere l’assistenza di un sacerdote. Piuttosto Mario preferisce scrivere un biglietto d’addio alla sua amata, e si commuove. Intanto Spoletta indica a Tosca dove si trova Mario.

La donna, agitata, gli si avvicina e gli fa vedere il salvacondotto; gli confessa di aver ucciso Scarpia una volta ottenuto ciò che ella chiedeva. Mario, felice, dolcemente la consola. La ragazza lo avvisa che la fucilazione sarà mera finzione, e che, una volta andati via i soldati, essi saranno liberi di fuggire per Civitavecchia.

Sono le quattro del mattino, è giunto il momento. Si avvicinano un Ufficiale, Spoletta, il Sergente, il Carceriere e un drappello di soldati.

Tosca fa le ultime raccomandazioni al giovane di fingere bene la sua morte e Mario la rassicura che cadrà “come la Tosca in teatro”. Avviene la fucilazione, Spoletta impedisce al Sergente di dare il colpo di grazia.

Tosca si avvicina e, incredula e sconvolta, si trova di fronte al cadavere di Mario che abbraccia disperata. Sciarrone avverte Spoletta che è stato ucciso Scarpia da Tosca. La giovane sfugge dalle sue mani e, dinanzi a lui e agli altri sgherri, si getta dagli spalti del castello.


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tosca2L’interno, in gergo teatrale è quell’intervento musicale che avviene dietro le quinte. L’effetto è quello di un’azione che si svolge distante dalla scena principale.
Non sempre è facile riuscire in questa operazione perchè gli spazi dietro le quinte spesso sono impegnati con le scene e il coro numeroso trova difficoltà a sistemarsi.
Si fanno quindi vari tentativi per trovare il punto più adatto  affinchè al pubblico arrivi la giusta sonorità della lontananza.
Il direttore d’orchestra dà tutti gli attacchi musicali attraverso una telecamera-monitor che viene a sua volta ritrasmesso agli artisti tramite il maestro del coro o il direttore musicale di palcoscenico.
In occasione della Tosca che stiamo mettendo in scena al Teatro lirico di Cagliari , ci sono diventi interni sia degli artisti protagonisti sia degli artisti del coro.
E’ famosissima la cantata del coro con  Floria Tosca voce solista.
Particolare è l’effetto della conclusione.
Infatti, in palcoscenico questa cantata è una sonorità lontana che viene interrotta dalla chiusura di una finestra in palcoscenico nella sala dove si trova Scarpia con gli sbirri.
Ma Puccini ha scritto questa cantata interrompendo anche improvvisamente le voci proprio per dare l’effetto della finestra che si chiude.
Guardate e ascoltate il video.


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Cantoria.jpgSono cominciate le prove di regia dell’opera Tosca di G. Puccini (stagione Teatro lirico di Cagliari) e devo dire che per me, questa edizione  sarà difficile da dimenticare.
Infatti accanto a me, ma nel coro delle voci bianche ci sarà anche mia figlia. E’ una grande emozione !

E’ successo tutto per caso. Il maestro del coro delle voci bianche si è ritrovato senza la maggior parte dei ragazzi che componevano il coro per via della coincidenza con gli esami di terza media.E’ dovuto quindi andare alla ricerca di nuove voci anche esterne al conservatorio, facendo audizioni  fra i ragazzi di età inferiore.
Mia figlia mi ha pregato di farla provare e così è andata bene. Anche se dovesse rimanere un’esperienza unica, sarà comunque molto formativa.
Intanto conosce quello che è il mio lavoro e poi, sembrerà strano, ma non fa altro che domandarmi chiarimenti sulla storia dell’opera, sull’ambientazione e sui personaggi stimolandola ad andare alla ricerca del periodo storico.
Il ministro Bondi forse ancora non lo sa quanto l’Opera sia una fonte inesauribile di cultura e formazione soprattutto a quest’età in cui sono incuriositi da tutto.

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rossellafoto

Registi fantasiosi e a volte capricciosi direi. Spesso infatti molti registi decidono di stravolgere sia il momento storico in cui l’autore ha ambientato la sua opera e sia la postura di un artista durante l’esecuzione.
Mi spiego meglio.
Ormai voler cambiare l’ambientazione temporale delle opere è diventata una moda, nonostante gli autori si rigirino nelle loro tombe, nessuno se ne preoccupa più.
Devo dire che  però a volte si trovano anche  delle cose interessanti come ad esempio la famosa Lucia di Lammermoor di Krief che ha avuto il presigioso riconoscimento del premio Abbiati messa in scena dal Teatro Lirico di Cagliari , e questa Madama Butterfly del teatro di Colonia del mese scorso .

L’ambientazione è degli anni ’50 : da un lato si può vedere addirittura una cucina a gas .
Mi ha colpito questo sfondo fotografico dove la gestualità è evidenziata soprattutto dal controluce.
Ma ciò che invece i registi non dovrebbero mai  fare è sconvolgere la postura del cantante .
Nel video che vi propongo, la protagonista, il soprano Rossella Ragatzu, ha obbedito al regista ed è stata bravissima perchè ha cantato parte dell’aria completamente supina. Un capriccio registico che non tutti i cantanti avrebbero accettato. Gli addetti ai lavori conoscono le difficoltà di quest’aria e di come il fiato abbia un’importanza esclusiva. Ma i grandi artisti si riconoscono anche da queste piccole cose. Rossella non ha mostrato il minimo affaticamento ed anzi, rialzandosi velocemente ha concluso la sua romanza senza alcuna esitazione.


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mariacallasIn uno dei rari filmati che ritraggono Maria Callas durante una delle più belle pagine pucciniane, si vede tutta la grandezza di quest’artista.

Vissi d’arte è un’aria per soprano del secondo atto dell’opera Tosca di Giacomo Puccini.

Vissi d’arte, vissi d’amore,
Non feci mai male ad anima viva!
Con man furtiva
Quante miserie conobbi, aiutai.
Sempre con fe’ sincera
La mia preghiera
Ai santi Tabernacoli salì,
Sempre con fe’ sincera
Diedi fiori agli altar.
Nell’ora del dolore perché Signore,
Perché me ne remuneri così?
Diedi gioielli
Della Madonna al manto,
E diedi il canto agli astri, al ciel,
Che ne ridean più belli.
Nell’ora del dolor
Perché Signore,
Perché me ne remuneri così?

Il brano si inserisce in coda al dialogo tra la cantante Floria Tosca e il Barone Scarpia, quando questi ricatta la donna chiedendole di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, condannato a morte.

L’aria rappresenta una sorta di “a parte” all’interno del movimentato decorso degli eventi rappresentati, una parentesi di riflessione intima in cui la protagonista del dramma pucciniano, incredula dinnanzi alla propria sventurata storia d’amore, si rivolge direttamente a Dio, con un tono sì supplichevole, ma che cela anche una nota di severo rimprovero. Tosca, la cui vita si riassume in una dedizione totale all’arte e all’affetto umano (come ricordano i primi versi), non si capacita del motivo per cui la sua morigeratezza debba essere ripagata con il tormento più feroce.

Si tratta di una romanza di toccante intensità, tra le più celebri del melodramma italiano.


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