Articolo taggato “programmazione”

Sarà finalmente completato il Parco della Musica grazie a uno stanziamento di 4,7 milioni ma si interviene anche negli spazi interni del Teatro Lirico di Cagliari con obiettivi ambiziosi: diversificazione delle produzioni di eccellenza, valorizzazione degli attrattori territoriali, potenziamento del turismo culturale e internazionalizzazione.

Via libera con 5 milioni e 200mila euro anche a progettazione, restauro e recupero funzionale degli spazi dell’ex Cinema Due Palme e dei fabbricati adiacenti all’ex Manifattura Tabacchi di Cagliari per creare un organismo architettonico pienamente fruibile e esaustivo in termini di creatività e innovazione. Sarà infine migliorata, con un investimento di 300mila euro, la connessione fisica fra l’Anfiteatro romano e l’Orto Botanico per realizzare un sistema museale all’aperto e un percorso nel verde cittadino integrato col sistema produttivo culturale. Eliminando la barriera artificiale costituita dal muraglione posto fra le due realtà, ricucendo la continuità fisica naturale del terreno, sarà creata una superficie da utilizzare per piccoli spettacoli.

“Si tratta di progetti di rilevanza strategica per garantire lo sviluppo dal sistema economico della Sardegna, messi a punto con la riprogrammazione del PAC e declinati sull’intero territorio regionale – dice l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci . Tutti gli interventi selezionati e finanziati sono nelle condizioni di essere progettati, aggiudicati e conclusi in tempi rapidi, come prevedono le più recenti normative nazionali ed europee. Questo è soltanto uno dei tanti interventi che la Giunta ha programmato su tutto il territorio regionale – ricorda il vicepresidente della Regione -. Interventi che nell’ottica della programmazione unitaria passano attraverso il mutuo infrastrutture, il PAC, il Fondo di sviluppo e coesione 2014-20, i contratti con Anas e Rete ferroviaria italiana”.

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Lottare per difendere i propri diritti, per salvare il proprio posto di lavoro non è un capriccio. Mi stupisco ancora davanti alle affermazioni di qualcuno che dice che i lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari stanno sempre protestando e non sono mai contenti.

Ma è possibile che questi non leggano i comunicati con le motivazioni di tali lotte?

Ad oggi il nostro teatro non ha una programmazione, diversamente da tutti gli altri teatri d’Italia, e ciò significa che il FUS (fondo unico per lo spettacolo) che eroga i fondi in base alla produzione, l’anno prossimo decurterà i finanziamenti per Cagliari perchè, sono passati già tre mesi e non è stato prodotto ancora nulla. Questo vuol dire che molti lavoratori, soprattutto  precari, resteranno a casa.

Dalla nuova dirigenza ci si aspettava velocità nel porre subito rimedio a questo deficit, ma per ora tutto è ancora fermo. L’ unico concerto in programma è un medaglione di brani triti e ritriti che ahimè ,non credo possa interessare il pubblico degli abbonati storici, raffinati nei gusti e nella preparazione musicale, abituati a ben altro genere di programmi.

Leggi articolo correlato

        Ortega (UIL) scrive al Presidente della Regione  Francesco Pigliaru

 

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Chi sono gli aggiunti del Teatro lirico?”

Questa è la domanda che mi ha posto la mia vicina di casa questa mattina.

Una mia amica ha ospitato un aggiunto del Teatro lirico, e siccome io sono ignorante  in materia non ho avuto il coraggio di chiederle cosa significasse aggiunto “.

Le ho risposto che   l‘aggiunto non è né uno strumento e né un tipo di voce particolare ma semplicemente un lavoratore precario esattamente come tutti coloro che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato. L’aggiunto può essere sia del coro che dell’orchestra e serve ad integrare le masse artistiche stabili quando queste ne hanno necessità,  sia in sostituzione di qualche artista malato che  in occasione di grandi opere e concerti che richiedono un numero maggiore di artisti.

Chiunque può fare l’aggiunto?

Chiunque abbia i titoli e le caratteristiche richieste in occasione delle audizioni, che una volta superate permettono di accedere  ad una graduatoria.

Nel coro ci sono tantissimi aggiunti che si trovano in graduatoria sia al Lirico di Cagliari che in altri teatri d’Italia.La precarietà però non piace a nessuno e, in questo periodo di stallo del teatro, in attesa della nomina di un nuovo Sovrintendente, gli aggiunti sono in ansia perchè non sanno di “che morte devranno morire” .

Nell’ultima riunione del Consiglio di indirizzo si diceva fosse stata approvata  una stagione lirico-sinfonica ma che sarà svelata con l’arrivo del nuovo sovrintendente il cui nome dovrebbe sapersi già da domani.

Ogni giorno che passa, per gli aggiunti, è una sofferenza perchè devono cercare o lasciare l’ alloggio (per chi non vive in città) e soprattutto pensare di trovare lavoro in altri teatri, programmando eventuali audizioni.

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Gli Stivaletti - Foto di Priamo Tolu

E un altro anno si è concluso anche  per il Teatro Lirico di Cagliari , che ieri ha messo in scena l’ultima replica  dell’opera Stivaletti con grande successo di pubblico.

Al momento non c’è alcuna programmazione per il prossimo anno . Siamo tutti in attesa dei risultati  del nuovo Consiglio di Amministrazione che dovrebbe decidere oggi se riconfermare il sovrintendente Mauro Meli o nominarne uno nuovo; approvare  la nuova programmazione e permettere così che il teatro, nel 2015, riprenda a funzionare regolarmente continuando a regalare al nostro pubblico momenti di relax culturale.   Un augurio che estendo ovviamente a tutti i teatri nazionali. Per molti purtroppo non è stato un buon anno. L’episodio del Teatro di Roma (v. post)  ha provato un po’ tutti. Non si può vivere con l’angoscia di perdere il posto di lavoro da un momento all’altro per colpa di chi gestisce senza averne le capacità , e per i capricci e le vendette personali. Mi auguro davvero che tutto ciò possa finire .

Chi verrà  a gestire il nostro ma anche altri teatri, si metta una mano sulla coscienza e cerchi di fare le cose onestamente secondo legge. Ma è davvero tanto difficile?

Buon anno a tutti da Musicamore 

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La Scala chiude l’anno 2014 e si affaccia al 2015 con una ricca programmazione, in vista di Expo.
Il secondo titolo in cartellone della stagione lirica scaligera sarà  Die Soldaten di Bernd Alois Zimmermann è considerata una delle opere più importanti del secolo scorso. Il tragico destino della giovane Marie si compie sullo sfondo di una Francia traumatizzata dalla guerra, accompagnato da una musica ricca di grande forza emotiva in cui si fondono recitativi, jazz e musica elettronica.
Lo Schiaccianoci, spettacolo che ha inaugurato la Stagione di Balletto 2014/2015 in una grandiosa serata il 18 dicembre scorso, continua a farci sognare insieme a Maria Eichwald, Roberto Bolle e il Corpo di Ballo con i nostri Primi Ballerini e Solisti. Il capolavoro di ?ajkovskij sarà in scena fino al 18 gennaio.
La Stagione Sinfonica continua con tre serate in cui Daniel Harding dirigerà il pianista austriaco Rudolf Buchbinder e la Filarmonica della Scala nel maestoso Concerto n. 5 in mi bem. magg. op. 73detto “Imperatore” di Ludwig van Beethoven, mentre la seconda parte del concerto sarà dedicata all’ammaliante sensualità femminile con l’esecuzione de Il Mandarino meraviglioso op. 19 suite dal balletto di Béla Bartók e la Danza dei sette veli tratta dalla Salome di Richard Strauss.
Grande attesa anche per un grande ritorno: a 60 anni dal suo debutto alla Scala, la leggenda del pianismo italiano, Aldo Ciccolini, torna per un concerto benefico a favore della Fondazione Francesca Rava, a cinque anni dal terremoto che devastò l’isola di Haiti. L’intero ricavato sarà devoluto all’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Port au Prince.
In questo mese di gennaio, oltre a prendere il via il ciclo Domeniche alla Scala e il ciclo Invito alla Scala, debutterà il nuovo progetto ScalAperta che prevede la vendita a metà prezzo di alcune recite dei principali spettacoli della nuova Stagione 2014/2015. Il primo titolo sarà Lo Schiaccianoci del 18 gennaio 2015. I biglietti saranno in vendita a partire dal 29 dicembre 2014.
Prosegue anche la Stagione dei Recital di canto: gli amanti di Lieder non potranno perdersi il concerto di Ian Bostridge considerato uno dei più grandi liederisti di oggi. In scena il 5 gennaio.
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Oggi, ultimo giorno dell’anno dovrebbe essere una giornata di festa. Il cenone, il veglione, i botti (quelli legali) capellini, stelle filanti e trenini.

Per noi, Lavoratori del Teatro lirico, sarà ancora una giornata triste, di delusioni e di incertezze per il futuro lavorativo. Tanti nostri precari, in questo 2011 appena scorso, hanno lavorato poco, alcuni solo per pochi giorni, e  la prospettiva per il nuovo 2012 non è delle migliori.

Oggi ci sarebbe dovuto essere il Concerto di Capodanno, un evento nuovo per il teatro cagliaritano. Ma davanti alle ennesime promesse non mantenute, alla totale assenza di dialogo fra dirigenza e lavoratori , alla volontà di voler tarpare le ali ad un teatro che invece vuole crescere, davanti a tutto ciò  siamo costretti a proclamare uno sciopero che sinceramente non avremmo voluto.

Il concerto di questa sera , organizzato dal quotidiano Unione Sarda non ci sarà.

Sono certa che i nostri sostenitori, quelli che ci seguono da sempre nelle nostre battaglie, che ci hanno applaudito nei nostri successi e pianto con noi nei momenti peggiori, ci capiranno ancora.

Per noi lo sciopero non è un piacere ma una grande sofferenza!

   Noi vogliamo un teatro che funzioni, e che funzioni bene. Vogliamo che il nostro pubblico trovi nel nostro teatro lo svago e il piacere di passare con noi qualche ora dove poter mettere da parte le preoccupazioni  del quotidiano e ritrovare il sorriso e il piacere di emozionarsi.

Vogliamo proporre sempre nuove idee con spettacoli di buon livello alternativi alla monotona TV.

E invece ci si accusa di essere viziati e pretenziosi. Fare buona musica e buon teatro non è facile se non si hanno in mano gli strumenti necessari. E invece c’è chi fa di tutto per tagliare anzichè produrre. E tagliare significa morire. Perchè questo?  Chi è che ha in animo la morte del teatro?

Speriamo che questo sciopero non cada nel nulla ma che il nostro sacrificio sia come il seme “evangelico” che “morendo porti molto frutto“.

Auguro a tutti i miei lettori un sereno 2012 di pace e tanta buona musica

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CDAIeri pomeriggio il Sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha voluto incontrare i lavoratori del Teatro Lirico perchè dal momento della sua nomina automaticamente è diventato Presidente della Fondazione .
I rappresentanti sindacali hanno esposto con dovizia di particolari tutte le loro perplessità su come il teatro è stato guidato fino a questo momento (vedi questo post sul blog dei Lavoratori).
Col Presidente Massimo Zedda erano presenti anche gli altri membri del Consiglio di Amministrazione (due erano assenti) e il confronto con essi è stato abbastanza duro. Il presidente della Fondazione Banco di Sardegna, Antonello Arru, entrato nel consiglio da poco tempo, ha sottolineato che la grave crisi del teatro risale addirittura agli anni novanta e questo “buco finanziario” è andato avanti aumentando sempre più.

Il sindacalista-musicista Andrea Saccarola ha evidenziato che nonostante ci fosse questa grave crisi, tutti i consigli che si sono succeduti con gli allora sindaci-presidenti ,  non hanno fatto nulla per porre rimedio ma anzi, hanno continuato ad aggravare la situazione deliberando  programmazioni di spettacoli costosissimi.
Adesso che la situazione è diventata insostenibile si chiedono i sacrifici ai lavoratori (quando i lavoratori sono solo vittime di questa cattiva gestione), tagliando il premio di produzione (che spetta per legge secondo il CN) e lasciando a casa molti precari , penalizzando così la qualità della poca produzione in atto.

Dopo il dibattito, il Presidente e  i consiglieri di Amministrazione si sono ritirati in riunione per discutere varie tematiche tra cui quello di affidare  pieni poteri al sovrintendente Di Benedetto.

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Lirico-di-CagliariFinalmente una buona notizia è arrivata nell’area del Teatro Lirico di Cagliari. I dipendendi hanno ricevuto gli stipendi compresi gli arretrati. Purtroppo il solo stipendio non basta a placare lo stato d’agitazione. Infatti la preoccupazione maggiore dei dipendenti è il futuro incer167736_1827997988070_1483925167_32050463_6702748_nto.

Quale sarà la prossima stagione? Fino a quando le finanze riusciranno a coprire almeno la programmazione base annuale? Si potrà fare la programmazione decentrata per tutti i centri minori della Sardegna lontano da Cagliari? Si potrà riprendere con regolarità le attività per le scuole? Ci sarà un piano industriale?

Tutte domande di cui non conosciamo risposta. Per questo ed altri motivi, una parte dei dipendenti del teatro, questa sera, ha deciso di scioperare. Una scelta che personalmente non condivido ma rispetto.

Il Requiem di Mozart , tanto atteso, questa sera salterà. Chi vorrà però potrà prenotarsi per domani sera alle 19. Il mio consiglio e quello di affrettarsi perchè a questo punto i posti saranno veramente pochi.

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Teatro lirico. I sindacati denunciano la mancanza di un piano industriale di rilancio
“L’attuale gruppo dirigente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari non deve essere riconfermato”: è quanto affermano unitariamente i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Fials Cisal, Snater e Fls Css che, dopo un’incontro dove hanno ribadito “l’inadeguatezza di una direzione priva di idee ed entusiasmo”.
Per discutere di costi, attività e produzione, i sindacati hanno inviato una lettera e chiesto un incontro al presidente della Fondazione, il sindaco di Cagliari, Emilio Floris, che rappresenta oggi l’unico interlocutore: in base allo statuto il 17 settembre è decaduto l’attuale Consiglio di amministrazione e quindi, anche il Sovrintendente e il direttore artistico.
I Sindacati riferiscono che gli stessi dirigenti, lunedì scorso hanno dovuto riconoscere la veridicità di quanto denunciato dalle organizzazioni di categoria a fine luglio, cioè lo
scippo di 2,6 milioni di euro di finanziamenti da parte dello Stato. “La decisione di
togliere dalle opere liriche la fondamentale componente scenica, riducendole a una mera esecuzione musicale e provocando ripercussioni nell’occupazione, senza mettere in discussione la presenza nel cartellone di artisti di richiamo ma onerosi dal punto di vista finanziario, è il segnale evidente di una resa”.
Secondo i Sindacati non c’è un piano industriale o una qualsiasi idea di programmazione per il 2011 per rilanciare la più importante organizzazione culturale della Sardegna e, nello stesso tempo, contenere strategicamente i costi. “L’investimento sulle risorse interne del teatro e sui tanti lavoratori precari che, da anni, operano all’interno della stessa struttura – concludono i sindacati – potrà garantire la qualità e consentire un risparmio, senza alcun taglio a personale e produzioni”.
(20 settembre 2010)

http://www.conquistedellavoro.it

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Questa mattina mi sono sentita un po’ diva, perchè mentre mi trovavo in fila in un ospedale per degli esami clinici , una signora mi si è avvicinata dicendo di conoscermi: “La vedo sempre in teatro”- mi ha detto-” sono un’abbonata da 30 anni, il teatro è la mia ragione di vita. Non ho figli, e mio marito è morto. Quest’estate l’ho passata pensando alla stagione autunnale che ci attende, a rifarmi l’abbigliamento adatto, all’incontro con gli amici appassionati (ci si ritrova sempre negli stessi posti da tanti anni), alle critiche che contrastano quasi sempre sull’ultimo spettacolo e alle cenette del dopo, sempre in compagnia. Come saranno i cast della prossima stagione?pubblico1

L’ho ascoltata con attenzione, ma dopo un momento di pausa , la signora ha cominciato a capire dalla mia espressione che le cose non erano messe bene. Si è ricordata  della nostra lotta contro la legge  Bondi che ha tagliato i fondi ai teatri, e di tutte le manifestazioni che hanno coinvolto il pubblico.Ero in imbarazzo nel dire che,”grazie  a questa legge, forse questa stagione lirica arriverà tardi, se arriverà.Forse l’opera in programma si farà ma in forma di concerto e forse tutto il resto salterà-le ho risposto. Mi sono sentita una nullità nel dirglielo, considerato quanto io tenga al mio lavoro e per il quale ho lottato e continuerò a farlo.
Ma come sarebbe a dire?”
Quello che le ho detto, e le garantisco che faccio fatica  a crederci pure io.
Il sorriso iniziale si è spento d’improvviso, non voglio dire che le ho visto una lacrima, ma c’era molto vicina.
Per tentare di dare una conclusione a questo nostro dialogo, timidamente mi ha chiesto se ci sarà un rimborso sugli spettacoli che salteranno.
Le ho detto che sicuramente una soluzione si troverà, ma il dolore per aver cominciato a capire che ci vorrà del tempo affinchè tutto torni come prima, è immenso.

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