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LA LIRICA NON DEVE MORIRE
di Lorella Pieralli
Con l’approvazione del DL 2495 attraverso l’ennesimo voto di fiducia, il Governo affossa per sempre la lirica italiana condannando i Teatri ad un declassamento inevitabile poichè negherà il suo sostegno economico venendo meno al suo dovere costituzionale. Questo porterà l’Italia ad essere fanalino di coda della produzione di Teatro musicale, arte nata nel nostro paese, privando i cittadini di un importante pezzo di identità culturale, la cui qualità verrà ridotta a livelli inaccettabili.
Per questo chiediamo al Presidente Sergio MATTARELLA di non firmare questo odioso provvedimento e di porsi quale argine in difesa dell’articolo 9 della Costituzione Italiana che impegna lo Stato a tutelare, promuovere e difendere il patrimonio culturale quale bene comune di tutti i cittadini.
Con questo provvedimento si abbandonano i Teatri d’Opera italiani alla privatizzazione selvaggia tanto attesa dalle agenzie e dai comitati d’affari, anche stranieri, che si impadroniscono dei nostri beni comuni. I giovani musicisti lasceranno il paese o saranno destinati all’umiliazione di un lavoro precario sottopagato e a tempo perso, mentre i loro colleghi di tutta Europa e del mondo sono trattati in modo ben diverso! Mentre gli amministratori incapaci e corrotti rimarranno impuniti al loro posto a gestire quel che resta di una dei più importanti asset culturali del paese.
Questa petizione sarà consegnata a:     Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
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I Rolling Stones, gli Who, gli U2, i Beatles hanno cominciato a suonare nei pub e nei locali dal vivo, per qualche decina di ascoltatori.? 

La musica nasce in situazioni imprevedibili e cresce in luoghi spesso occasionali, ma subito cerca, come l’ossigeno, un pubblico e uno spazio per mettersi in scena.

Aiutare la musica a crescere, significa offrire a migliaia di giovani donne e uomini la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo. La musica non è mai solo tempo libero e intrattenimento, ma una corrente che accende la vita degli spazi in cui scorre, produce lavoro, attira pubblico, incentiva il turismo e alimenta la creatività. La musica è in altre parole una parte fondamentale della nostra economia.

Eppure oggi in Italia fare musica dal vivo è sempre più difficile: un groviglio di permessi, licenze, autorizzazioni rende oneroso e complicato organizzare momenti di ascolto live sia per chi la musica la fa che per chi la ospita.

Una legge italiana sulla musica dal vivo è oggi cruciale. Una legge che, in accordo con la SIAE e l’ex ENPALS (due oneri fissi per qualsiasi pubblico spettacolo) annulli le procedure burocratiche e i permessi per i locali –di qualsiasi tipo- che ospitano chi si esibisce dal vivo. Serve una normativa che stabilisca delle regole ragionevoli, come l’autocertificazione in rete degli spettacoli, una soglia massima di spettatori, orari condivisi per la musica su tutto il territorio nazionale; regole valide per tutti: gestori, artisti, fruitori, residenti.

Moltiplicando nelle città italiane l’offerta di spazi dove si suona dal vivo si diluirebbe inoltre quella esacerbata concentrazione di folla attorno ai pochissimi locali in cui si può fare e ascoltare musica anche in ore serali. 

In Inghilterra dallo scorso ottobre è in vigore una legge, la “Live Music Act”, che liberalizza e gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori entro le ore 23 – e che incentiva le formazioni che si esibiscono “in acustico”.? 

Bray, un Ministro che ha presieduto per anni uno dei più straordinari eventi di musica dal vivo europei –la Notte della Taranta di Melpignano- può meglio di chiunque altro capire come una legge italiana sulla musica dal vivo sarebbe davvero, un “decreto del fare”.  Chiedilo insieme a me.

Stefano Boeri    Firma qui la petizione

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FIRMA la petizione per sostenere la nomina del Maestro Claudio Abbado Senatore a vita

petizione lanciata da Ilaria Borletti  - Milano, Italy

La nomina a Senatore a vita di Claudio Abbado, un uomo che ha saputo dare alla Musica un contributo inestimabile in tutto il mondo, sarebbe una luce per lo stesso Parlamento, dove entrerebbe un grande artista e con lui la Cultura stessa.

Quale indicazione migliore per ricordare che l’identità del nostro Paese è anche questa?

Chiunque può firmare entrando in questo link  http://www.change.org/it/petizioni/petizione-per-sostenere-la-nomina-del-maestro-claudio-abbado-senatore-a-vita

 lasciando il proprio nome dopo questa lettera

A:
Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

Signor Presidente,

Il prossimo 26 giugno il Maestro Claudio Abbado compirà 80 anni e già da giorni numerose sono le celebrazioni dell’evento.
Credo, però, che non ci potrebbe essere un modo più giusto per salutare questo compleanno che la nomina a Senatore a vita, per un uomo che ha saputo dare alla Musica un contributo inestimabile in tutto il mondo.
Viviamo tempi oscuri ,nei quali solo il baluardo della cultura può evitare derive pericolose: la cultura che eleva lo spirito, che unisce, che parla alla parte migliore delle persone, che consola e che apre le menti alla comprensione.
Quella cultura che, come anche Lei, signor Presidente, ha sempre ricordato con forza, in Italia è stata spesso avvilita dall’ignoranza diffusa anche tra chi avrebbe avuto la responsabilità di difenderla.
Un segno, un riconoscimento come la nomina di Claudio Abbado a Senatore a vita sarebbe una luce per lo stesso Parlamento, dove entrerebbe un grande artista e con lui la cultura stessa, dopo la scienza, la politica, l’industria.
Quale indicazione migliore per ricordare che l’identità del nostro Paese è anche questa?

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

 

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ort inaugurazione 10 - foto 04Il 20 dicembre scorso l’Assessore alla Cultura e alla Contemporaneità del Comune di Firenze, Giuliano Da Empoli, ha drasticamente ridotto il contributo annuale del proprio assessorato all’Orchestra della Toscana da 115.000 euro degli anni precedenti a 30.000 euro per l’anno 2010, applicando una riduzione del 75%: un vero record!
L’assessore ha deviato altrove i fondi destinati all’Orchestra senza
neanche consultarsi con i suoi colleghi Dario Nardella (Vice Sindaco) e Rosa Maria Di Giorgi (Assessore all’Istruzione), fino al maggio scorso seduti nel Consiglio di Amministrazione dell’ORT in qualità, rispettivamente, di Consigliere e Presidente. Loro avrebbero potuto descrivere forse meglio di chiunque altro l’insostituibile importanza dell’ORT per Firenze, ma nessuno pare li abbia interpellati.
Inoltre è ormai certo che ben altre decurtazioni saranno effettuate sulle risorse dell’ORT provenienti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (si parla di un taglio di oltre 600.000 euro); proprio per questo il Comune di Firenze, peraltro Socio Fondatore dell’Orchestra, avrebbe dovuto mostrarsi consapevolmente e previdentemente solidale. Ma così non è stato.
Al di là delle ricadute finanziarie di una simile scelta, quello che più offende e preoccupa i dipendenti della Fondazione ORT è proprio il significato morale e politico di questo gesto, il disconoscimento di quanto è stato fatto finora ed il disimpegno per quanto si vorrebbe fare in futuro. Noi siamo orgogliosamente consapevoli dell’enorme ruolo svolto dall’Orchestra della Toscana nei suoi trent’anni di vita e siamo sicuri che Firenze ed i fiorentini siano tra i principali testimoni e destinatari della nostra attività e del nostro impegno: nella vita culturale e musicale con i concerti al teatro Verdi per un pubblico sempre numeroso ed in crescita; nella formazione degli studenti, perfino piccolissimi; nell’adesione ai principali eventi e Festival cittadini; nella proposta di nuove forme e nuovi artisti, nella riscoperta e valorizzazione di quelli dimenticati, di luoghi e spazi alternativi; e tutto questo alla continua ricerca della qualità. Certo, si può fare ancora di più e meglio, questo, da sempre, è il nostro obiettivo, ma più che mai sarebbe bello e logico avere dalla nostra parte anche il Comune di Firenze e l’assessore Da Empoli, che invece, finora, non è mai intervenuto a nessuna delle innumerevoli iniziative di interesse “culturale” e “contemporaneo” promosse dall’Orchestra della Toscana.
Una decisione così platealmente ed ingiustificatamente punitiva da parte dell’ Assessore ha scatenato, come è ovvio, immediate polemiche e reazioni, prima di tutti da parte del Presidente ORT Claudio Martini, al quale va tutto il nostro apprezzamento e la nostra stima. Questo nostro appello vuole però affiancarsi a quanto si sta già facendo nei luoghi della politica per dare una voce anche ai cittadini e a quanti sono normalmente inascoltati, perchè chiunque possa esprimere il proprio sostegno all’Orchestra della Toscana, perché non ci si avvii alla sua rottamazione, ma anzi la si rafforzi nel suo ruolo culturale e formativo, unico nella Regione, prezioso ed insostituibile nella
nostra città. L’Orchestra della Toscana.

Metti la tua firma seguendo il link sottostante

http://www.firmiamo.it/salviamolort/diffondi

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