Articolo taggato “parigi”

Il 2018 è l’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla morte del compositore Gioachino Rossini, e per lo spazio destinato all’opera lirica in onda ogni domenica mattina su Rai5, Rai Cultura dedica tutti gli appuntamenti del mese di gennaio a opere del compositore pesarese.

L’appuntamento di ieri 14 gennaio era con la Cenerentola  allestita da Luca Ronconi , quella del 2000 per il Palafestival di Pesaro. Protagonisti sul palco  Juan Diego Flórez (Don Ramiro), Roberto De Candia (Dandini), Bruno Praticò (Don Magnifico), Ekaterina Morozova (Clorinda), Sonia Prina(Tisbe), Sonia Ganassi (Angelina-Cenerentola), Nicola Ulivieri (Alidoro). Direttore Carlo Rizzi. Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e Coro da Camera di Praga. La regia televisiva è curata da Pierre Cavassilas.

Domenica 21  sarà la volta de  La gazza ladra, nell’allestimento diretto da Gabriele Salvatores per il Teatro alla Scala nel 2017 con la direzione musicale di Riccardo Chailly.

Il ciclo si concluderà domenica 28 gennaio, con Il viaggio a Reims diretto da Damiano Michieletto per il Teatro dell’Opera di Roma nel 2017.

CURIOSITA’

 Gioachino Rossini scrisse le sue due ultime opere, Le Comte Ory e Guillaume Tell a Parigi, città che lo amava al punto da dedicargli una statua  con la sua immagine mentre era ancora vivo.

 Raccolsero ventimila franchi e iniziarono a conferire quale scultore dovesse assumere per farlo. Tuttavia, Rossini arrivò in quel momento e interruppe la discussione con le seguenti parole:’Dammi i ventimila, e anch’io starò sul piedistallo!’

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

DOMENICO BALZANI UN GAUDENZIO DI QUALITA’ A PARIGI

Intervista di Rino Alessi

Sardo di origine, è nato ad Alghero, Domenico Balzani vive ormai da qualche tempo in Friuli, dove ha messo famiglia e insegna al Conservatorio di Udine. Nel 1992 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università di Sassari e nel 1993 il Diploma in Cantopresso il Conservatorio di Verona. La sua attività è molteplice. “Non si può vivere di poche cose” racconta il baritono, reduce da un bel successo al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi dove ha aggiunto un nuovo personaggio alla sua già nutrita galleria d’interpretazioni. E’ stato Gaudenzio ne Il Signor Bruschino di Rossini sotto la direzione di Enrique Mazzola e accanto a un grande artista come Alessandro Corbelli.

“Mi hanno chiamato all’ultimo momento per sostituire Markus Werba” racconta ancora. “A Parigi avevo avuto molto successo la stagione passata con Taddeo ne L’Italiana in Algeri, e per questo che si sono rivolti a me. Non conoscevo il ruolo, che è impervio con agilità spaventose nell’aria. Ma l’ho fatto. Ero agli inizi quando venni a Trieste per fare Bruschino in uno spettacolo dedicato al pubblico delle scuole che Giulio Ciabatti mise in scena alla Sala Tripcovich. Fui premiato come migliore voce giovane della stagione dagli Amici della Lirica…”.

Al Teatro Verdi Balzani è reduce da un altro salvataggio in extremis nei Pescatori di perle di Bizet. “Lì ho avuto ancora meno tempo per preparare il personaggio di Zurga, quattro giorni. Ma non c’è problema, se hai il mestiere lo puoi fare. Certo, sono dovuto venire a patti con il francese, che non parlo, ma il risultato è stato professionale.”. Ora Balzani è atteso a Klagenfurt per La Traviata, poi sarà a Trieste per i Carmina Burana di Orff e per Il Trovatore e “C’è un nuovo progetto con Parigi…”. Nel frattempo si divide tra le lezioni al Conservatorio Tomadini, le attività di Assolirica di cui è anima e vicepresidente e con cui si batte per tutelare i diritti degli artisti nell’ambito della nuova legge sullo spettacolo dal vivo, e ancora le attività del Colap che si occupa di coordinare il lavoro delle associazioni professionali. Come se non bastasse, sta per uscire con un libro sul project management nell’opera lirica presso Aracne e si occupa delle due bambine che vanno seguite: “Guai però se non ci fosse mia moglie…”.
Parliamo di Rossini: è stato bello collaborare con Corbelli? “Non lo conoscevo, ma nel 1993 era presente al saggio del mio diploma a Verona e mi diede dei consigli. Ora che ci siamo rivisti se n’è ricordato. Mi ha fatto piacere. E’ un punto di riferimento tra i baritoni in questi ultimi trent’anni per classe, stile. Un cantante di qualità molto alta.”. E’ importante l’attività di Assolirica? “Lo è. I cantanti non lo vogliono capire e non si associano. Ma i direttori di teatro e gli altri addetti ai lavori lo stanno capendo perché noi artisti lirici lavoriamo gratuitamente durante le prove, che sono sempre più impegnative, e senza tutela assicurativa. In pratica lavoriamo fuori legge come ho spiegato nell’audizione al Senato di qualche mese fa…”.
Il Signor Bruschino au Théâtre des Champs-Elysées : Il Signor Quiproquo !

Por Anne-Laure Faubert, 19 junio 2017

Dernier des cinq opéras en un acte commandés au jeune Rossini et créé en 1813, Il Signor Bruschino reprend les différents ingrédients de la farsa giocosa, et offre une soirée truculente aux spectateurs, malgré l’absence de mise en scène. Se retrouvent en effet dans cet opéra tous les ingrédients qui font le succès du compositeur : une intrigue à la fois complexe et compréhensible, des personnages stéréotypés et une musique alternant beau chant, crescendos et scènes d’ensemble.

Enrique Mazzola © ONDIF | Eric Garault

Enrique Mazzola
© ONDIF | Eric Garault
L’intrigue est une succession de quiproquos et de manigances où deux amants, Sofia et Florville, tentent de forcer le destin, en l’occurrence le père de la jeune fille qui refuse l’union de sa fille. Florville se fait donc passer pour le fils du Signor Bruschino. S’ensuivent de savoureuses scènes de quiproquos magnifiquement interprétés par les chanteurs, mais aussi le chef d’orchestre qui devient alors le confident de leurs projets.

 Sous la direction précise et vigoureuse d’Enrique Mazzola qui semble sculpter la musique pour mieux en faire ressortir les aspérités, l’orchestre national d’Ile-de-France, malgré son effectif réduit, fait ressortir dès les premières notes le côté comique de l’opéra, tout en montrant un plaisir gourmand à jouer cette musique légère et chatoyante. Les airs virtuoses sont soutenus par l’orchestre, tout comme le magnifique solo de hautbois qui introduit l’air de Sofia.

Le plateau vocal est dominé par Alessandro Corbelli, incarnant Il Signor Bruschino, qui dès son entrée scande avec sa canne les coups d’archet des musiciens sur leurs pupitres. S’il répète inlassablement qu’il fait chaud, « Oh, che caldo ! », il projette sa voix sans effort pour épouser les différentes étapes de son rôle. Cajolé puis rejeté par Sofia, ridiculisé par celui qui se fait passer pour son fils et par Gaudenzio, puis tenant sa revanche quand il comprend la situation, il est à la fois drôle et émouvant et livre un jeu d’une grande finesse et une voix d’une grande profondeur.

Face à lui, Domenico Balzani interprète un Gaudenzio sûr de lui et dont le timbre et les intonations comiques évitent de sombrer dans la vulgarité. Son air sur la tendresse paternelle s’avère profondément touchant.

Chantal Santon-Jeffery nous livre une Sofia dont la voix s’affirme au fur et à mesure. Si les aigus sont parfois voilés, son timbre coloré, sa prononciation précise, ses vocalises maitrisées et projetées ainsi que sa présence scénique – truculente scène où elle tente d’amadouer Il Signor Bruschino – en font l’un des personnages principaux de cette soirée. Son « Ah donate il caro sposo » est particulièrement réussi.

Maxim Mironov nous livre un Florville tout en nuances et dont la voix s’affirme au long de la soirée. Doté d’un timbre particulier, d’un phrasé délicat et d’une voix claire, il s’impose progressivement face à son potentiel beau-père et son prétendu père.

Enfin, Sophie Pondjiclis livre une Marianna effrontée et insolente, Christian Senn un Filiberto adroit et rusé, Tomasz Kumiega un commissaire trop sûr de lui et peu efficace et Joao Pedro Cabral un Bruschino fils apeuré par la colère paternelle.

Cette soirée où l’on rit beaucoup et où règnent les quiproquos et les scènes burlesques, dans la droite ligne de Beaumarchais, doit sa réussite en grand partie à l’engagement scénique et vocal de tous.

FONTE: https://bachtrack.com

 

 

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Giuseppe Verdi per la sua Traviata si ispirò ad una storia realmente accaduta, anche se il libretto fu ricavato dal teatro di Prosa contemporaneo, precisamente  dalla versione scenica del romanzo di Alessandro Dumas figlio, La Dame aux Camélias. La vicenda aveva tra l’altro qualche assonanza con  il recente legame di Verdi con Giuseppina Strepponi e con le polemiche che questo legame “fuori legge” aveva sollevato a Busseto. Per sfuggire ai pettegolezzi, infatti, Giuseppe e Giuseppina si rifugiarono in una casa in campagna a Parigi, dove probabilmente assistettero alla rappresentazione del dramma di Dumas.

Il giovane scrittore francese si era ispirato alla breve esistenza di Marie Duplessis, una cortigiana notissima, dell’alta società parigina di cui Dumas stesso ne era stato amante. Il personale ricordo fu dato alle stampe del 1848 pochi mesi dopo la morte per tisi della Duplessis, diventando subito l’argomento del giorno.

La versione scenica del romanzo, rapidamente realizzata dallo scrittore, venne rappresentata a Parigi solo il 2 febbraio 1852 perchè venne censurata per lungo tempo.

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Il successo di un artista dipende da due cose: il pubblico e la critica. Generalmente le due cose coincidono. Quando il pubblico a fine spettacolo applaude calorosamente e a lungo, ed in particolare ad un artista,  è un segnale del successo . I giorni successivi   , gli artisti attendono impazienti il giudizio della critica.  In genere questo appare  sulla carta stampata e in rete  attraverso i blog e i siti specializzati.

Grazie ad internet infatti si possono raggiungere tante testate giornalistiche da tutto il mondo.

Qualche giorno fa, il baritono algherese Domenico Balzani ha debuttato a Parigi ne L’Italiana in Algeri di Rossini al treatro des Champs-Elysées riscuotendo un grande successo personale.

Ho trovato in rete una  recensione (tratta da un blog francese), che posto di seguito.

“Domenico Balzani domine le plateau vocal avec sa belle voix ample et bien projetée qui exécute sans failles les ornementations qui lui sont dévolues. Il interprète un Taddeo très sûr de sa valeur et de l’amour qu’Isabella lui porte, quoique poltron face au danger, et se révèle très drôle, dans la pure tradition de l’opéra bouffe de Rossini. Ainsi, lorsqu’il est nommé « grand Kaïmakan » sa réaction « Ho un gran peso sulla testa » dessine en creux une critique du pouvoir et de ses distinctions, et se révèle pleine d’humour.”

Leggi qui l’articolo completo

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

 

Ancora un debutto per il baritono algherese Domenico Balzani che da domani interpreterà il ruolo di Taddeo nell’Italiana in Algeri di Rossini. Il debutto sarà nel teatro parigino de Les Champs-Elysées.

Con lui, nella divertentissima opera rossiniana, ci sarà un cast di altissimo livello diretto da Jean-Claude Malgoire.

Una curiosità: l’orchestra suona con strumenti originali dell’epoca di Rossini e tutti gli strumenti antichi sono accordati con il diapason dell’epoca

Dramma giocoso in due atti (1813)
Libretto di Angelo Anelli

Jean-Claude Malgoire  direttore
Christian Schiaretti  mise en scène et scénographie
Thibaut Welchlin  costumes
Julia Grand lumières

Anna Reinhold Isabelle
Artavazd Sargsyan Lindoro
Domenico Balzani Taddée
Sergio Gallardo Mustapha
Samantha Louis-Jean Elvire
Renaud Delaigue Haly
Lidia Vinyes Curtis  Zulma

La Grande Ecurie et la Chambre du Roy
Ensemble Vocal de l’Atelier Lyrique de Tourcoing

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Il tatuatore cagliaritano è in questi giorni a Parigi per la “Le mondial de tatouage“, la convencion che riunisce i migliori tatuatori del mondo . Ebbene lui si è distinto fra tanti portandosi via un terzo, secondo e ieri il Primo posto per la categoria black and grey.

Gabriele Pais, non è nuovo a grandi riconoscimenti. Il tatuatore cagliaritano di 28 anni, due anni fa ha conquistato un articolo di cinque pagine sulla rivista mensile “Tattoo Life” dedicata all’arte del corpo e diffusa in tutta Italia.

Pais, ha uno stile realistico in bianco e nero, riuscendo a giocare sui chiaroscuri e a rendere dinamici scene e ritratti.

Un artista con la A maiuscola che ha scoperto questo suo talento per caso. Lui ha al suo attivo  il diploma del Liceo Artistico,ma sette anni fa quando gli è stato regalato un kit da tatuatore si è voluto sperimentare in questa avventura che gli è andata bene.  Attualmente ha il suo studio a Monserrato (CA) in Via Cesare Cabras.

 Di seguito un video dell’edizione 2015 del Le mondial de tatouage


YouTube Video

 

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Un artista  deluso dalle opportunità lavorative della sua città, decide di cercare fortuna in un paese diverso dal proprio. Una volta stabilizzato  scopre che prima di lui, qualcun altro aveva fatto lo stesso. Sia il primo che il secondo sono  tenori, cioè cantano l’opera lirica e sono tutti e due sardi. Il primo è un tenore  di Portotorres, cittadina del Nord Sardegna, il quale oltre che dirigere un coro della sua città, per professione fa il cantante d’opera.  Dopo aver vinto e sbaragliato una nutrita concorrenza, entra infatti  nel coro

 del teatro più importante della Sardegna , il Teatro Lirico di Cagliari. Qui purtroppo, oltre che essere lontano dai suoi cari, si vive una situazione non proprio rosea soprattutto dal punto di vista economico e questo, quando si ha famiglia, non è tranquillizzante. Con grande dispiacere, decide di tentare il concorso nel teatro più importante di Parigi, l’Opera. Lo vince e si trasferisce con tutta la famiglia nella capitale parigina. Il suo cuore ovviamente rimane in Sardegna e le occasioni  per parlare di essa con i colleghi e gli amici  sicuramente non mancano. Un amico un giorno,   gli fa notare che all’interno del teatro c’è la  statua di un suo conterraneo che tra l’altro gli somiglia e che guarda caso è di un tenore .

Luca, incuriosito si è messo subito alla ricerca . Ed ecco (vedi foto) che finalmente lo ha trovato.  Lui è il tenore Mario de Candia.

Mario De Candia era nato a Cagliari  il  17 ottobre 1810 e morì a Roma, 11 dicembre 1883.  Destinato a diventare uno dei più grandi tenori dell’Ottocento l canto arrivò per caso, spinto dagli amici che – entusiasti per le sue esibizioni private - gli predicevano un successo sicuro. Da cavaliere a cantante d’opera: un passo difficile, per un nobile, anche se fuggiasco. Ma Giovanni Matteo De Candia – per bisogno più che per convinzione – accettò la sfida e incominciò a studiare per il palcoscenico. Per non disonorare ulteriormente la famiglia, scelse il nome d’arte di Mario e in una lettera promise alla madre che non avrebbe mai cantato in Italia.  La città di Cagliari – che all’epoca si battè per esaudire il desiderio di Mario d’essere sepolto nella cappella di famiglia, che proprio lui nel 1845 aveva fatto costruire nel cimitero di Bonaria – ha dedicato al grande tenore una via in Castello. Ma più di recente l’amministrazione non ha saputo evitare la vergogna di una tomba lasciata andare in rovina per anni.

La sua è una vita davvero avventurosa e vi consiglio quindi un approfondimento cliccando su questo link.

Didascalia del mezzobusto

 

Tag:, , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Non capisco davvero come si possa spargere veleno dando la colpa a tutto un popolo o a una religione. Così si continua ad  alimentare l’odio quello di cui si nutrono proprio coloro che commettono questi atti diabolici. Si fa esattamente il loro gioco.  Mi viene da fare un paragone nel piccolo.  Fino a qualche anno fa, quando si nominava la Sardegna  lo si faceva sempre associandola all’Anomia Sequestri. I sardi erano tutti banditi. Ma c’è chi lo fa ancora oggi anche per i siciliani mafiosi o per i napoletani ladri  e via discorrendo. Il razzismo è odio e l’odio va a braccetto con queste bande di assetati di sangue e potere che con la gente , quella onesta, non ha nulla a che vedere.

C’è poi un’altra questione che è quella del mondo virtuale che circonda le notizie di questi drammi.  Non sopporto  vedere immagini e video di corpi straziati con banner pubblicitari imposti su di loro. Sapete cosa sono quelli? Sono soldi!! Capite bene quindi che ogni condivisione di queste immagini sono soldi che entrano nelle tasche di qualcuno.

Associare il dolore al guadagno veloce e immediato mi disgusta profondamente. Mi tornano alla mente quei politici che davanti al terremoto de L’Aquila si fregavano le mani perchè sarebbe stata una bella nuova fonte di danaro con nuovi appalti e mazzette.

Una cosa è certa:  Cristo, quello che ha predicato la pace e la fraternità fra popoli, lo hanno crocifisso di nuovo.

Una prece per tutti i popoli martoriati


YouTube Video

 

 

Tag:, , , , , , ,

Comments 2 Commenti »

“Attacco terrorista alla libertà di stampa nel cuore d’Europa.”
Giusto. Questi i titoli della maggior parte dei giornali ed è difficile commentare l’orrore e lo sdegno per quanto è successo. La mostruosa follia che, a quanto pare, sta sconvolgendo la mente di migliaia di persone, senza distinzione di età, cultura, sesso, appartenenza linguistica o religiosa, è un cancro che sta devastando quella creatura che un tempo era definita homo sapiens. E’ un viscido vento di terrore e di morte che ha ripreso a soffiare sul nostro pianeta forse con una violenza addirittura superiore a quella che sconvolse il mondo tra il 1 settembre 1939 e l’8 maggio 1945. E’ un virus mentale di gran lunga più diffuso e pernicioso di quello dell’ebola!

Mai avrei creduto che l’avvento del ventunesimo secolo avrebbe visto lapidazioni, taglio della testa, massacro di donne e bambini, stupri e rapimenti, strage di innocenti giornalisti e passanti, fino all’indescrivibile orrore di un colpo sparato alla testa di un infelice poliziotto, ferito e steso in terra che chiede pietà. Ma che cosa stiamo diventando? Che cosa SIAMO diventati? A ciò si aggiunga che, pur nella inimmaginabile difficoltà di potersi difendere da tale fenomeno, si resta sbigottiti di fronte alla incapacità e all’incompetenza della polizia e dei servizi segreti di un grandissimo paese qual’è la Francia che pur essendo a conoscenza dei precedenti terroristici di alcuni individui, non solo non li ha tenuti sotto costante osservazione, ma se non avessero, quasi per sfida (!), dimenticato sul luogo del crimine la propria carta di identità non sarebbero neppure stati in grado di individuarli.

Riusciranno ad arrestarli? Sembra inconcepibile ma ancora non l’hanno fatto, e se non ci riusciranno nelle prossime ore c’è il timore che non potranno farlo mai più.

Sergio Bertoni

Tag:, , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Foto di Priamo Tolu - Le prove di regia

Di Maria Grazia Marilotti

Si aprono le porte del Metropolitan di New York per Francesco Demuro. Il tenore di Porto Torres sarà Alfredo nella Traviata di Verdi in scena dal 30 dicembre e per altre 6 recite in uno dei più prestigiosi palcoscenici della lirica. Ha conquistato questa ribalta dopo soli sette anni di carriera e dopo aver strappato applausi anche a scena aperta in tutti i teatri più importanti del mondo: La Scala, Covent Garden di Londra, la Staatsoper di Berlino, Vienna e Parigi.
Un percorso di crescita professionale costellato di successi al fianco di grandi cantanti della scena operistica. Intanto venerdì 7 novembre si apre per lui il sipario del Teatro lirico di Cagliari nel sempre più consolidato ruolo del protagonista maschile nell’immortale capolavoro di Verdi. L’allestimento che va in scena al Lirico fino al 16 novembre é firmato dai coniugi Herrmann. Un debutto atteso dal cantante d’opera, un sogno accarezzato da tempo. “Trovarmi davanti al pubblico della mia regione mi darà una emozione grandissima – sottolinea il cantante – Sette anni fa la mia carriera è cominciata a Parma proprio quando il teatro era sotto la guida del maestro Mauro Meli”. L’esordio musicale di Francesco Demuro, 36 anni, è stato con le canzoni in limba e il canto a chitarra. Era appena un bambino quando si esibiva nel bar di famiglia sopra un palchetto ricavato dalle cassette di birra. A 10 anni era già in giro per le piazze sarde a proporre con i mini cantadores i canti della tradizione logudorese.
Poi il grande salto nella lirica, ore e ore dedicate a studiare, perfezionarsi, al conservatorio di Sassari prima e di Cagliari dopo sotto la guida di Elisabetta Scano. Tanta dedizione e impegno coronati da….l’articolo continua qui  su  ANSA Sardegna

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Pompei - http://decumani.com/it/pompei_-_scavi.html

Quel giorno l’ex ministro Massimo Bray decide di recarsi a Pompei in Circumvesuviana. Bloccato a metà strada per problemi al convoglio dovette raggiungere gli scavi grazie ad un passaggio.

Classifica dei musei più visitati al mondo redatta da The art newspaper nel 2013:

1) Il Louvre di Parigi con oltre nove milioni di visitatori

2) British Museum

3) Metropolitan Museum of art New York

Per trovare un sito italiano dobbiamo scorrere la classifica fino al 22 , dove si collocano gli Uffizi di Firenze.

Pensate che il British Museum ha superato il Metropolitan Museum grazie ad una mostra realizzata con reperti degli scavi di Pompei e di Ercolano che solitamente vengono tenuti nei depositi.  Grazie a questo hanno avuto ben 471mila visite in più.

Alessandro Gnocchi, su Il Giornale ha scritto: “Con i nostri scarti gli altri paesi costruiscono fortune“.

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per investimenti nell’Istruzione, con una spesa pari al 4,2% del Pil rispetto ad una media del 5,3%. Comunque, nonostante i nostri limiti, il settore è in crescita.

L’Italia è un paese ad altissima concentrazione di beni culturali, storia e arte, tanto che ha il più alto numero di beni iscritti nella lista del Patrimonio Unesco: 50 siti, pari al 5% del totale.

I servizi non funzionano? Per aprire un museo, i bagni devono essere puliti. Semplice? Assolutamente no, perchè gli addetti devono essere pagati ma se non ci sono i soldi il museo resta chiuso nonostante le mostre prestigiose.

La cultura contro la malavita

Antonio Loffredo, sacerdote arrivato in uno dei quartieri più a rischio di Napoli, segnato dalla disoccupazione e dalla malavita, ha fatto fruttare il lavoro portato avanti dal parroco che lo aveva preceduto: ha arruolato tanti ragazzi trasformandoli in guide turistiche, artigiani, musicisti, ed altro, coinvolgendo centinaia di giovani creando cooperative e posti di lavoro. Tutto grazie all’arte perchè, spiega, con i monumenti, le chiese, le catacombe, un quartiere disagiato può “rinascere trovando la sua vera identità, recuperando la sua storia”, l’importante è accogliere i giovani e “far crescere i segni e i sogni di speranza…”.

Liberamente tratto da Città Nuova

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Rossella Ragatzu Anna Pirozzi

Capita sempre più spesso di avere notizie di artisti italiani che ottengono successo all’estero. In Italia sta diventando sempre più difficile riuscire a cantare. I cartelloni delle stagioni liriche pullulano di artisti stranieri mentre le nostre belle voci regalano le loro perle  al pubblico estero. Succede poi che nei loro viaggi incontrino altri artisti italiani .

Ieri il soprano napoletano Anna Pirozzi,(che il pubblico cagliaritano ha avuto modo di apprezzare sia in una bellissima edizione di Nabucco che in un più recente Macbeth ), ha debuttato con grande successo al teatro di Kiel, cittadina tedesca, dove è di casa una mia conterranea ed ex allieva : il soprano Rossella Ragatzu che ormai ha lasciato l’Italia da diversi anni per regalare la sua voce al pubblico dei teatri di tutta la Germania.  Si sono incontrate ed hanno stretto amicizia e ieri, alla fine dello spettacolo hanno voluto siglare quell’incontro con una bellissima foto. La serata è stato un successo annunciato. Anna Pirozzi ha una voce bellissima oltre che essere una brava interprete. Dopo il debutto nella Tosca torinese, ieri ha consolidato un nuovo  ruolo: Maddalena dell’Andrea Chenier. L’attendevamo a Cagliari per la Norma, ma  una serie di impegni che si sono accavallati glielo hanno impedito.  Speriamo di poterla riascoltare presto, magari proprio nel ruolo di Maddalena.

Francesco De Muro, Luca Sannai, Diana Damrau

Qualche settimana fa poi c’è stato un alto incontro fra artisti italiani e questa volta   tra due tenori sardi, precisamente di Portotorres: Francesco Demuro e Luca Sannai . A Parigi, (dove Luca Sannai ha stabilito la sua residenza definitiva in quanto vincitore di concorso all’Opera), è prevista la Traviata di Giuseppe Verdi i cui protagonisti sono Diana Damrau e Francesco Demuro,il tenore sardo che ha successo in tutto il mondo ma che non ha potuto ancora esibirsi nel capoluogo sardo. Ma i Cagliaritani lo conosceranno presto proprio nel ruolo di Alfredo Germont , in cartellone al Teatro Lirico di Cagliari a novembre. Francesco ha incontrato Luca   ed anche loro hanno immortalato il momento con questa bella foto. Oggi a Parigi ci sarà la prova generale.

Francesco scrive così nel suo profilo Facebook:

“Ed oggi all’ Opera National de Paris – Bastille, finalmente la prova generale di questa TRAVIATA! In bocca al lupo a tutti noi, a questo meraviglioso cast al quale sono fiero di far parte: Diana Damrau, Ludovic Tezièr, Fabio PreviatiAnna Pennisi. Con il mio amico Luca Sannai, insieme ai superbi musicisti del coro e dell’orchestra dell’Opera National. Con la regia di Benoit Jacquot e il grande maestro Daniel Oren.
(Essendoci due Portotorresi questa sera, sul palco del prestigioso teatro parigino, vorrei dedicare questa Prova generale alla mia Sardegna in particolare alla mia città: Porto Torres”

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

 

Fondazioni liriche: Bray: non si toccano!

Il bel canto e’ una parte integrante della storia del nostro Paese.Credo che non ci possiamo permettere di chiudere neanche una  delle 14 Fondazioni liriche italiane“.

lo ha detto il ministro della Cultura, Massimo Bray, rispondendo a una domanda in materia a margine dell’Assemblea generale dell’Unesco a Parigi.

“Non condivido che si debba ridurle“, ha detto ancora Bray, secondo cui averne un numero maggiore rispetto agli altri Paesi e’ una “caratteristica del nostro Paese“, che “determina anche l’idea di un territorio. Penso al San Carlo a Napoli, il Petruzzelli a Bari o la Scala a Milano”. “Ognuna ha una sua caratteristica”, ha insistito Bray, dicendo che “vanno fatti tutti gli sforzi per gestirle bene.Sono convinto che ci riusciremo”.

(ANSA) – PARIGI, 6 Novembre

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Ci sono persone appassionate d’Opera lirica e di danza e queste passioni vengono soddisfatte quasi sempre entrambe proprio durante una rappresentazione operistica. Spesso infatti capita che all’interno di un’Opera vi sia anche un intervento danzato. Famosissime le danze in Aida, nella Carmen di Bizet, nella Traviata ecc.

Verdi, quando scrisse il Macbeth, non aveva previsto un intervento danzato, ma lo aggiunse in un secondo tempo in occasione dell’edizione francese del 1865   forse perchè la prima versione non ebbe un grande successo.

Esso rappresenta probabilmente la più bella incursione di Verdi nel regno della danza, caro al melodramma francese, unendo la consueta perizia teatrale ad una solida scrittura sinfonica, che si rivela anche con l’uso di quasi tutti i timbri dell’apparato orchestrale.

Inoltre egli modificò numerosi passi, ne tagliò altri e riscrisse ex novo (testo compreso) il coro “Patria oppressa“.

La versione cagliaritana, in fase di preparazione in questi giorni, è forse la versione più ricca di danza. Il regista coreografo Micha van Hoecke infatti ha previsto che anche durante le parti cantante, il corpo di ballo mimi ciò che cantano coro e solisti.

Ecate  sarà interpretata da Marzia Falcon , Il corpo di ballo è l’ Ensemble di Micha van Hoecke

Tag:, , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Il mezzo soprano spagnolo María José Montiel ritorna il 7, 8 e 10 marzo all’Auditorio di Milano per uno degli eventi più importanti dell’anno verdiano nella città italiana, l’esecuzione della Messa da Requiem.

La cantante di Madrid sarà accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi: “Questa è una delle opere più complete di Verdi – ha dichiarato Montiel - e ogni volta che la canto scopro nuovi dettagli, nuovi colori. Inoltre cantare Verdi nell’anno del bicentenario della sua nascita, e nell’ambito delle celebrazioni organizzate dalla città di Milano, lo renderà ancora più speciale ed emozionante“.

Montiel ha interpretato il Requiem verdiano innumerevoli volte, diretta da bacchette importanti come quella di Riccardo Chailly. Dopo l’impegno milanese, Montiel viaggerà all’Opéra National di Parigi per La Gioconda e al Teatro de La Maestranza di Siviglia per Rigoletto.

www.mariajosemontiel.com

http://www.laverdi.org/italian/dettaglio_evento_categoria.php?eventoID=676

https://www.facebook.com/mariajosemontiel?ref=ts
<https://www.facebook.com/mariajosemontiel?ref=ts&fref=ts > &fref=ts

Per interviste contattare Fidelio Artist. Tel.: +34 616 760 866

<mailto:mcereijo@fidelioartist.com> mcereijo@fidelioartist.com

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Concerto S.Carlo 1975

Tante volte ho pensato di scrivere questo post e altrettante volte non ci sono riuscita perchè sempre colta da emozione. Ricordare l’associazione musicale del Coro polifonico Collegium Karalitanum significa per me ripercorrere qualche decennio  della mia vita a ritroso.

Il coro, gli amici, la sede sono stati  la mia seconda casa, la mia seconda famiglia. Insieme abbiamo gioito di tanti successi e insieme superato anche tanti momenti difficili. Questo coro mi ha visto nascere come artista. E’ qui che ho eseguito il mio primo brano da solista! Lo ricordo ancora, era la Berceuse Malgache. Che emozione quel giorno! Tremavo come una foglia ma allo stesso tempo l’applauso del pubblico, che ricordo numerosissimo, è stato davvero appagante . E come dimenticare la nostra prima trasferta all’estero! Eravamo tutti giovanissimi e ogni disagio di quel viaggio era per noi un grande divertimento.

Ignazio Picciau e sua moglie Santuccia

Il coro è nato grazie al maestro Fernando Fadda e ad un gruppo di giovani appassionati di musica, fra questi c’era anche Ignazio Picciau che, ancora oggi, cura e porta avanti l’associazione proprio come un figlio.

Superata l’emozione iniziale, quest’oggi ho preso coraggio e attraverso l’intervista ad Ignazio ho ripercorso indietro nel tempo questo bel periodo di gioventù.

 Ci racconti l’inizio di questa avventura corale?

Ho iniziato a cantare nel Collegium (che si chiamava come ricorderai, Collegium Musicum Karalitanum) nel 1975. Le prove si tenevano in una saletta a Pirri (CA) in via San Quintino.

Ricordi il primo concerto e la prima rassegna all’estero?

E come posso non ricordarlo! Il primo concerto è stato nella Chiesa di San Carlo Borromeo (ora salone) a Cagliari, e   ricordo che la chiesa era strapiena di pubblico. Io per l’emozione, specialmente all’inizio, non riuscivo a cantare.

Concerto N.S. di Bonaria

La prima rassegna all’estero è stata a  Barcellona.Ho vivo il divertimento di quel viaggio fatto di piccoli episodi (che oggi possono essere anche insignificanti) sia  nel convento delle suore dove alloggiavamo e sia durante tutta la trasferta. Enorme poi fu la gioia  dopo la nostra esibizione  al Palazzetto dello Sport, quando, dopo l’esecuzione della Canzone a ballo di Ennio Porrino (Anninnora)ci fu il tripudio del pubblico. Fummo l’ unico coro della rassegna ripreso dalla Televisione Nazionale e trasmesso durante il telegiornale.

Quanto è stato importante condividere quest’avventura con tua moglie, anche’essa corista?

Certamente è stato determinante. Il  coro assorbe molto tempo della   vita quotidiana (soprattutto per me che oltre a cantare ne curo anche l’organizzazione) e condividerla con lei è stata sicuramente una grande fortuna. Molti colleghi che inizialmente frequentavano il coro da soli spesso erano costretti a rinunciare per esigenze familiari.

Il coro sta per compiere 40 anni di vita ed è un continuo susseguirsi di successi.
Dopo il direttore fondatore Fernando Fadda si sono alternati altri maestri. Ce n’è stato uno determinante per il salto di qualità?

Diciamo che  tutti sono stati importanti per la crescita del Collegium . Ognuno ha lasciato la sua impronta, però posso dire che con Giacomo Medas il coro ha evidenziato le sue potenzialità. Per quando riguarda l’ associazione posso affermare senza falsa modestia, che è una delle formazioni più attive del panorama polifonico isolano e nazionale.

Dopo quella lontana avventura di Barcellona dove tutti eravamo alle prime armi, ci   sono state tantissime altre trasferte importanti. Quali di queste ti ha lasciato un segno  indelebile e perchè?

Di viaggi all’estero c’è ne sono stati molti altri ma due mi sono rimasti nel cuore: il Concorso-Festival Internazionale di Canto corale (Neuchatel – Svizzera) dove arrivammo secondi in una competizione a livello internazionale, e la partecipazione nel febbraio 2010 a Parigi dove, come unico coro italiano, ci siamo esibiti nella Chiesa di “Notre Dame de Consolation” in occasione del “Festival de la Musique . In quell’occasione abbiamo inserito nel nostro programma anche diversi brani della tradizione sarda ed è stato davvero emozionante vedere parte del pubblico (sicuramente sardi) cantare con noi brani come “Deus ti Salvet Maria” e “Notte de Chelu.

Oggi il Collegium Karalitanum è considerato fra le formazioni amatoriali più importanti della Sardegna e lasciatelo dire anche per merito tuo che lo continui a seguire con l’entusiasmo e la passione del primo giorno. Quali saranno i prossimi impegni?

concorso polifonico Guido d'Arezzo

Si questo è vero, il Collegium oggi è considerato tra i più importanti della Sardegna, il merito è anche mio? Può darsi ma io sono sicuro che se non ci fosse stato l’entusiasmo dei primi anni, la dedizione e l’impegno disinteressato nella cura delle voci e nell’organizzazione di tutti noioggi non sarebbe il Coro che ad ogni concerto fa il tutto esaurito.  Ultimamente poi, con l’inserimento del maestro   Giacomo Medas abbiamo potuto aprirci al repertorio sinfonico corale con accompagnamento dell’orchestra e quindi affrontando nuove sfide e nuovi traguardi. Abbiamo in programma la partecipazione ad un Concorso importante, e d’altronde, credo che ora sia arrivato il momento.

I coristi che operano esclusivamente per passione senza percepire alcun compenso , quanto tempo dedicano alle prove? Un giovane che vuole entrare a far parte della vostra associazione che caratteristiche deve avere? Deve conoscere la musica? A chi si deve rivolgere?

I coristi del Collegium  dedicano gratuitamente tre giorni alla settimana per le prove: il lunedì’, il mercoledì ed il venerdì dalle 20,00 alle 22,00. Se un  giovane vuol far parte del nostro coro deve avere chiaramente una bella voce soprattutto intonata. Sarà  il direttore a decidere (con una semplice audizione) se inserire il nuovo elemento. Ci si può rivolgere al n. 3406589338 o consultare il bellissimo sito internet del Collegium: www.collegiumkaralitanum.it. Alla formazione tecnica ci pensa poi l’associazione, il direttore, ed una preparatrice vocale esperta di polifonia che viene da Torino..

Che dire, non mi resta che farti allora un bell’IN BOCCA AL LUPO per tutti i prossimi impegni.

Intanto voglio regalare ai lettori e soprattutto alle nuove leve del coro, qualche ricordo fotografico dei primi concerti .

Giacomo Medas direttore del Collegium karalitanum

Tag:, , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Ci sono dei personaggi che non si limitano a scrivere un capitolo della storia della musica, ma ci lasciano qualcosa dentro: un mix di sensazioni, passioni ed emozioni che si tatuano nel cuore e nella pelle.

Questo è il caso di Cesária Évora, cantante capoverdiana dalla voce intensa ed avvolgente, che ci ha lasciato oggi a 70 anni. E’ morta all’ospedale Baptista de Sousa, sull’isola di São Vicente (nella sua Capo Verde), a causa di un’insufficienza cardio-respiratoria acuta. Si era ritirata dalle scene, proprio per motivi di salute, nel Settembre scorso.

Una vita difficile la sua, in cui la musica è stata balsamo per le ferite, ma soprattutto modo di esprimere la propria anima, incantevole e ricca. Cesária aveva cominciato a cantare da bambina, nel coro dell’orfanotrofio che la ospitava perchè la madre, rimasta vedova, non riusciva più a prendersi cura di lei.

A 16 anni conosce, attraverso un marinaio, gli stili tradizionali della musica capoverdiana, in particolare la coladeira e la morna. Cesária comincia a cantare nei locali e, anche grazie allo zio (noto musicista) che le scrive delle canzoni, conosce un momento di popolarità. Questo però non le porta alcun benessere economico e quindi, per vari motivi (in primis mantenere la famiglia), è costretta ad abbandonare la carriera.

Rimarrà in silenzio ben 10 anni prima di riprendere. Il suo ritorno sulle scene lo si deve a José Da Silva, un francese di origine capoverdiana, che la persuase ad andare a Parigi per registrare un nuovo album e così nel 1988 nasce “La diva aux pieds nus”. Il suo 1° successo internazionale è la canzone “Sodade”, il cui titolo deriva dalla parola portoghese “sausade” che significa nostalgia, struggimento, rimpianto.

Da lì Cesária miete un successo dietro l’altro, diventando una stella della musica internazionale a 47 anni. Il suo album in studio, “Nha Sentimento” risale al 2009.

fonte

 

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

petit_rolandIl presidente francese Nicolas Sarkozy ha salutato Roland Petit, morto a Ginevra a 87 anni, ricordandolo come “un immenso creatore che ha lasciato la sua impronta sulla danza del XX secolo”.
Il grande coreografo, autore di un centinaio di balletti, era figlio di madre italiana e da un padre barista al mercato di Les Halles. Aveva debuttato a nove anni alla scuola di danza dell’Opéra di Parigi, dove bambino aveva incontrato la moglie, la grande ballerina Zizi Jeanmaire (la ricordo in certe trasmissioni RAI, negli anni 70) ; i due si sposarono a trent’anni, nel 1954, e Jeamaire è rimasta tutta la vita sua musa e sua diva prediletta; assieme ebbero una figlia.

Creatore dei “Ballets de Marseilles” nel 1972, Petit ha lavorato dalla Francia a Hollywood, dal Bolscioi di Mosca alla Scala all’American Ballett Theatre di New York, con Jean Cocteau, Rudolph Nureiev, Mikhail Baryshnikov, Fred Astaire, Leslie Caron (con cui girò “Papà Gambalunga”).

Assieme a Maurice Béjart, ha cambiato la faccia della coreografia nel corso di una carriera ricchissima di arte, conoscenze e innovazioni.

Nel grande teatro parigino era tornato l’autunno scorso portando tre delle sue classiche creazioni degli anni Cinquanta, “Le Rendez-vous”, “Le Loup” e “Le Jeune homme et la mort”.

Ma la reazione commossa di tutto il mondo della danza è palpabile già a pochi minuti dall’uscita della notizia.

Sono scioccata dalla sua scomparsa” ha detto, ad esempio, Eleonora Abbagnato che renderà omaggio al maestro francese proprio il prossimo 16 luglio a Cremona. Ironia della sorte, la ‘premiere danceuse’ dell’Opera di Parigi era l’interprete principale di alcuni dei suoi titoli storici tra i quali ‘Carmen’ all’inaugurazione del teatro dell’Opera di Roma in autunno, nella serata dedicata al geniale coreografo francese che è stata anche l’ultima apparizione di Roland Petit.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

K-20101223_1293084390_99709800_1pop in Italia?
Se non avessi visto con i miei occhi e vissuto in prima persona la disperazione di mia figlia nel venire a conoscenza che i biglietti per il concerto del suo gruppo musicale preferito erano esauriti, non ci avrei creduto. I suoi amati gruppi di pop coreano, della casa discografica ” SM Town “, che vantano molte migliaia di altri fan, sbarcano in Europa  e per la precisione a Parigi.

Lei, come tanti altri attendeva su internet l’apertura del botteghino per potersi accapparrare due biglietti per il concerto, uno naturalmente era per me che la dovevo accompagnare. Ma all’ora stabilita, tutti i ragazzi come lei si sono collegati ed hanno avuto l’amara sorpresa: era già tutto esaurito. Il grande stadio parigino Zenith era al completo.
Non era possibile tutto questo. L’aspettavano da mesi. Mi viene da pensare che ci sia stata una prevendita o addirittura che le agenzie turistiche avessero acquistato in blocco i biglietti. Così infatti è stato. Molti biglietti sono stati rimessi invendita a costi triplicati o addirittura quadruplicati. Il più economico, quello da 65 euro  veniva rivenduto a 400. Ma non è assurdo? Ma vallo a spiegare ad un adolescente che non si possono fare acquisti folli di questo tipo! Il malumore naturlmente è tutto contro di me che non accetto questa possibilità. Con grande gioia di tutti i fans però il famoso gruppo musicale koreano ha raddoppiata la data e farà un ulteriore concerto il giorno dopo, ma naturalmente il problema dei biglietti si è ripresentato. Ho fatto di tutto per venire incontro a mia figlia: le ho spiegato che l’ideale era rivolgerci ad una agenzia seria.
Così, la nostra agenzia di fiducia ci ha organizzato tutto in un oretta. Pareva che il sogno di mia figlia si stesse per realizzare : aereo, albergo concerto e addirittura i trasporti urbani. La nostra agenzia era stata veramente brava se non fosse che a conclusione del tutto, al momento di stampare il biglietto, giunge un messaggio che i nostri posti erano stati venduti. Ma come è possibile? L’impiegata stessa era allibita di tutto ciò, lei li aveva bloccati per poter organizzare tutto e invece…
Non vi dico il malumore. Ieri, oggi prima di andare a scuola. La capisco, tutti abbiamo avuto dei miti a questa età, ma non ricordo questi drammi se non si riusciva a vederli. A parte il fatto che per noi, già vederli in TV bastava e avanzava. “Mamma, per me sono una cosa troppo importante, non mi capisci!!”
Ma allora quale potrebbe essere la soluzione? Convincere una grossa agenzia italiana ad organizzare il concerto a Roma o a Milano o addirittura in Sardegna a Cagliari allo stadio Sant’Elia? Faccio un appello in prima persona. Chi mi legge ed ha i mezzi (magari la Tiscali) si metta in moto perchè è un successo garantito, placherebbe l’angoscia di tanti giovanissimi adolescenti e soprattutto quella di mia figlia.
Di seguito un video delle fans parigine in attesa del concerto previsto per il 10-11 giugno 2011


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments 2 Commenti »

baci

…ai mondiali di calcio!!

Un gruppo di donne francesi, per contrastare l’indifferenza dei loro mariti durante i mondiali, ha organizzato, tramite un sito internet, una sorta di distributore di baci, mi spiego meglio: mentre i mariti sono davanti alla TV impegnati con birre e pizzette a seguire il pallone, le mogli che si sentono trascurate  troveranno davanti a Les Champs-Élysées,   ragazzi disposti a dispensare baci per consolarle.

Che dire: mariti attenzione, una partita in più potrebbe costarvi cara!

Casualmente poi ho travato una notizia correlata: il dispensatore di abbracci gratuiti.

Il video parla da solo.

La didascalia recita così: “Contro la spocchia… che insieme all’arroganza, all’ansia di potere, all’avidità, al settarismo, al razzismo… bè, per farla breve, che insieme all’ignoranza in genere AMMORBA il mondo… COMBATTI ANCHE TU! Raccogli la campagna per abbracci gratis a tutti… offri i tuoi abbracci.. o se hai paura di fare figuracce… almeno FAI GIRARE QUESTO VIDEO!”
Come BEN saprete e se non lo sapete ve lo dico io, lanciata nel 2006, questa nobile campagna ha subito temporanee battute darresto, essendo stata vietata dalla legge (could you believe it?!.. down by law!), ma insomma, è sopravvissuta e oggi in piena attività.”

Baci gratuiti, abbracci gratuiti, il mondo vuole reagire. Il desiderio di affetto di un abbraccio di un bacio sta trovando soluzioni di questo tipo.

Dove tutto si paga con l’arroganza e l’insensibilità c’è chi si mobilita per ripristinare un po’ di affetto in qualunque modo.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Quando eravamo piccoli e sentivamo notizie del genere noi bambini ridevamo di gusto , ma mio padre ci rimproverava perchè diceva che non si doveva ridere  delle disgrazie altrui.

Ci diceva di provare a pensare se al posto del disgraziato ci fossimo stati noi!

(continua…)

Tag:, , , , , ,

Comments 3 Commenti »