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 COLORIAMO GLI ANIMALI  Editore S’ALVURE di ORISTANO è il nuovo libro di Monica Tronci,  artista della plastilina .
Il libro, frutto di un lungo lavoro di ricerca, indirizzato ai ragazzi delle scuole primarie, racchiude un’ interessante sinergia per lo sviluppo dei ragazzi e per la conoscenza della lingua sarda e delle tradizioni popolari. Contiene i disegni da colorare, le filastrocche in sardo campidanese e terralbese e italiano, tratti da uno dei libri precedentemente pubblicati dall’autrice, I plastilibri , Sa vida in su sattu.
“Ho ristampato il libro sulle verdure grazie ad uno sponsor. Is bidrureddas nella ristampa ha qualche novità. Ha la traduzione di tutti i testi in inglese e un nuovo tutorial per la realizzazione di un ortaggio in plastilina, tratto dai personaggi del libro.
Alle presentazioni illusto il nuovo ma anche i lavori precedenti.
Giovedì 18 gennaio ad Oristano al Centro Servizi Culturali UNLA in via Carpaccio 9, sarà presente anche l’editore Massimo Pulisci di S’Alvure
Sabato 20 gennaio a Cabras sarò ospite dell’Associzione culturale Libriamoci presso lo Spazio yoga Kirin in via G. D’Annunzio.
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La voce del basso è la voce più grave nella classificazione dei registri vocali. E’ una voce rarissima, e chi la possiede, associata a delle buone qualità musicali ha una carriera assicurata.

La prima volta che sentii un basso era in occasione di un festival folcloristico, e lui era un russo. Mi impressionò questo timbro così profondo, ma allo stesso tempo rimasi affascinata da una vocalità così inusuale. Nei paesi dell’est c’è una maggiore concentrazione di voci gravi, anche femminili, e questo sembra sia dovuto alla struttura della laringe e a quella ossea del viso che fa da cassa di risonanza.

Eppure anche in Sardegna c’è una provincia dove le voci gravi non sono da meno, la provincia di Oristano. Mario Luperi, Francesco Musinu, Antonello Pippia sono tre “bassi” che provengono proprio da quella zona.

Oggi voglio proporvi una breve intervista con uno di loro, il basso Francesco Musinu che vanta quasi 35 anni di carriera in giro per il mondo: Teatro alla Scala, San Carlo di Napoli, Opera di Roma , Regio di Torino , Lirico di Cagliari , Fenice di Venezia, Verdi di Trieste, tanto per citarne alcuni.

Si è esibito in quasi tutti i Festival e i teatri di tradizione italiani  e stranieri  soprattutto in Francia, Germania, Spagna, Canada e Giappone.  Insomma una carriera intensa e varia che prosegue ancora oggi con grande successo.

Parte di questa carriera l’ha condivisa con sua moglie Giusy Devinu (v. blog ),  e l’opera che li ha visti maggiormente insieme è stata la Traviata. Il suo ruolo,  quello del dottor  Grenvil,  è il più eseguito in assoluto, tant’è che scherzando, dice di essere in attesa della “Laurea ad onorem” in medicina.

Francesco è una persona con uno spiccato senso dell’ironia.  Da bambino era invece molto timido  e si vergognava di tutto. Certo è strano se si pensa che poi, nella sua carriera  è stato diretto dai più grandi direttori d’orchestra del mondo: Claudio Abbado, Riccardo Muti , Giuseppe Sinopoli, Daniel Oren, Nello Santi, Gianluigi Gelmetti,  ecc. Per non parlare dei suoi compagni di palcoscenico, nomi da leggenda : Domingo, Bruson, Ricciarelli, Furlanetto, Ghiaurov . I registi non sono da meno: Carmelo Bene, Gabriele Salvatores,Franco Zeffirelli,  Liliana Cavani.

Francesco, chi ha scoperto le tue doti canore?

Sono nato in un paese della provincia di Oristano, Busachi, ma sono cresciuto ad Oristano dove ho frequentato le scuole primarie e secondarie.

Alle scuole superiori avevo un professore, Clemente Caria che dirigeva un coro: la Polifonica Arborense. Lui capì sin da allora che la mia era una voce interessante e mi invitò ad entrare appunto nel suo coro.

Come tutti i ragazzini anche tu avevi un mito

Si, il mio concittadino Mario Luperi, un grande basso.

hai fatto studi specifici al Conservatorio di Musica ?

Dopo le scuole superiori, mi presentai all’esame di ammissione per il Conservatorio G.P. Da Palestrina di Cagliari. Fui ammesso alla classe di canto del  maestro Gianni Socci. All’epoca esisteva ancora il Servizio militare e purtroppo, dopo un anno circa di studio fui costretto ad adempiere ai miei doveri. Al rientro ripresi con la signora Marcella De Osma.

Però  le occasioni di lavoro si presentarono quasi subito 

Si infatti . A 22 anni superai l’audizione per entrare a far parte del Coro del Teatro lirico di Cagliari  e  di lì a poco ebbi il mio primo ruolo da solista nell’Otello.

Quale è stato l’autore che hai eseguito di più?

Sicuramente Giuseppe Verdi. Dei suoi 27 titoli ne ho eseguito 18. Primo fra tutti La Traviata  di cui molte edizioni con mia moglie Giusy Devinu.

Giusy Devinu, un grande soprano con la quale Francesco ha diviso gran parte della sua vita. Erano giovanissimi quando iniziò la loro storia affettiva e poi professionale, e posso dire di essere stata testimone di quei primi momenti.

Francesco la ricorda così.

“La mia vita con lei è stato come un sogno.  Improvvisa arrivò la malattia e tutto cambiò. Come una nube nera, coprì la luce, stinse i colori e il suo bel sorriso che non mancava mai, non si spense ma la luce cambiò. In quei terribili anni di speranze, sofferenza, illusioni e terribili sentenze le stetti vicino come mai. Fu proprio in quegli anni che diventammo una cosa sola. Lasciai il lavoro le amicizie e tutto si racchiuse in un’attesa fatta di tanti attimi. Non la vidi mai piangere ne lamentarsi, anzi, riusciva persino a scherzare. Una volta guardando i medici che non avevano buone notizie,disse: Non preoccupatevi, nel mio lavoro non ho fatto altro che morire.
Questo è quello che posso testimoniare su Giusy, poco e forse non all’altezza. Io l’amai molto e lei amò molto me.

Sotto, un raro documento in cui Francesco canta con sua moglie Giusy.


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Il Coreografo oristanese Davide Cauli è stato insignito di un importante riconoscimento per il settore della danza.  Sarà infatti membro del CID (Consiglio Internazionale della danza presso l’UNESCO) che ha sede a Parigi.  Lo ha nominato il Presidente Alkis Raftis affermando che Davide Cauli è stato scelto per il suo importante curriculum professionale e per  la sua azione divulgativa che lo collocano fra i professionisti della danza  più importanti a livello internazionale.

Chissà quanti di voi, lettori di Musicamore, lo avranno visto in diverse trasmissioni televisive della RAI come Fantastico o Quelli che il calcio! Lui ha danzato anche per video musicali di Riki Martin e Julio Iglesias. In questi ultimi anni qualcuno lo avrà conosciuto  come giurato opinionista nella trasmissione di Claudia Tronci “Di che danza 6″ per Videolina.

Ma chi è veramente Davide Cauli?

Davide, mi racconti un po’ delle tue origini?

Sono nato ad Oristano e sono stato un atleta. Fui indirizzato prestissimo alla disciplina della ginnastica artistica che lasciai a circa 11 anni per approdare alla danza sportiva.

 E’ stata una tua scelta o sei stato incoraggiato dai tuoi genitori?

Mio padre operaio e mia madre casalinga amavano la ginnastica, ma non abbastanza la danza, non incentivarono ma neppure ostacolarono le mie scelte. Loro fecero così con tutti figli anche con mio fratello quando smise di fare il gommista per fare il pizzaiolo e fecero bene perché, giusto ieri a Napoli,  è stato premiato e riconosciuto come il secondo miglior pizzaiolo al mondo.

Quali sacrifici hai dovuto affrontare per emergere nel mondo della danza?

Ho fatto tanti piccoli passi. Fin da piccolo risparmiavo sui soldi della merenda per andare a Cagliari a studiare. A 14 anni fui campione e giovanissimo istruttore. Poi mi trasferii a Milano per ampliare i miei orizzonti e ripartire con una formazione e una visione più artistica che da competizione. Fui fortunato perchè qui ebbi una solida formazione da parte di alcuni grandi maestri della Scala e di altre grandi istituzioni europee.

In cosa ti sei specializzato?

Proprio con questi grandi maestri ho fatto i corsi di Danza accademica, danze di carattere, flamenco, tip tap, Modern jazz.

E all’estero?

Ho studiato con i più importanti maestri svizzeri, inglesi,francesi, tedeschi e olandesi: Carolyn Carlson, Pina Baush, Morice Bejart , Susanna Beltrami, tanto per citarne alcuni.

Hai studiato anche teatro di prosa?

Si, nei workshop tenuti da Giorgio Strelher al Piccolo e al Teatro alla Scala .

Mi racconti le tue esperienze di ballerino?

Si, sono stato ballerino solista e primo ballerino in tantissime produzioni teatrali e televisive prima in Italia poi a Zurigo, dove ho danzato senza sosta passando di compagnia in compagnia di teatro per circa 15 anni.  Poi è nato mio foglio Dave e sono rientrato in Italia .

Qui in Sardegna  hai continuato a danzare?

Si ho fatto altri 10 anni nei quali mi sono diviso tra lavori teatrali, insegnamento nella scuole di formazione professionale e televisione, fino a decidere di dedicarmi all’insegnamento e alla coreografia con produzioni mie.

Progetti a breve?

Ancora molte novità: presto l’apertura di corsi per professionisti e amatori a Cagliari, seminari su tutto il territorio nazionale e le news sulla pubblicazione del primo volume di Tecniche e Tecnologie per la danza”

Corsi di DANZA CONTEMPORANEA (FORMAZIONE CON ELEMENTI E TECNICHE DI DANZA MODERNA TEATRO DANZA E DANZA POST MODERNA) CONCETTI CONTEMPORANEI DI UTILIZZO DELLA COMUNICAZIONE ARTISTICA ATTRAVERSO LA DANZA ,  LABORATORIO COREOGRAFICO , BALLETTO MODERNO (DANZA CLASSICA NON ROMANTICA) , SEMINARI “TECNICHE E TECNOLOGIE PER LA DANZA”

Sono alla ricerca di locali idonei sia ad Oristano che a Cagliari.

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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Per tutti coloro che volessero fare un viaggio indietro nel tempo , precisamente nel Medio Evo della Sardegna, questa è l’occasione giusta. Ad Oristano da domani 9 agosto fino al 24 si potrà assistere ad una serie di eventi legati al periodo dei Giudicati e alla storia di Eleonora d’Arborea.

Nel centro commerciale Porta Nuova si potrà ammirare una mostra di abiti realizzati a mano, fedelmente riprodotti, e ad una sfilata con gli stessi ad opera del Gruppo storico medioevale Antica Turabolis di Terralba.

 Il Giudicato d’Arborea

Regno d’Arborea è il titolo e il nome di uno Stato medievale sardo (inopportunamente chiamato “Giudicato”d’Arborea” dalla storiografia tradizionale).

Questo Regno, formato storicamente dall’ampia e fertile valle del Tirso e dai monti delle Barbagie di Ollolai, Mandrolisai e Belvì era situato al centro dell’isola e confinava con i regni di Càlari e di Torres.

Quello d’Arborea era uno stato sovrano (che non riconosceva poteri superiori) e perfetto (stipulava accordi internazionali liberamente).

Aveva per capitale Oristano, ed era grande circa 4.832 kmq (quasi il doppio dell’attuale Provincia). Lo abitavano neanche centomila persone fra liberi, servi e religiosi.

Il Regno con lo stemma araldico “parlante” dell’”Albero deradicato, durò ben 520 anni (da circa il 900 al 1420), più a lungo di tutti gli altri regni giudicali isolani (Càlari, Torres e Gallura); e, per questo, ebbe perlomeno,ventitré generazioni di sovrani.

I 4 giudicati nacquero intorno al X secolo d. C.

Il regno era diviso in 13 Curadorias e ognuna di queste comprendeva diversi paesi. Ogni Curadoria era amministrata dal proprio Curadore (un ufficiale responsabile del proprio operato).

La figura più conosciuta di questo periodo è la Regina Eleonora d’Arborea (Giudicessa), particolarmente nota per aver aggiornato e promulgato la Carta de Logu (precedentemente promulgata dal padre Mariano IV d’Arborea), una raccolta di leggi in vigore nel Giudicato ma in seguito estesa a tutta la Sardegna.

La Carta de Logu rimase in vigore fino al 1827.

Una curiosità: Il Falco Eleonorae (in italiano Falco della regina), un rapace ampiamente diffuso nel bacino del mediterraneo, prende il nome dalla sovrana sarda, autrice di un’apposita norma preposta alla sua tutela dal bracconaggio. Stranamente, solo il nome italiano non ricorda Eleonora d’Arborea, mentre in tutte le principali lingue viene chiamato con il suo nome. In francese si chiama Faucon d’Éléonore, in inglese Eleonora’s Falcon, in spagnolo Halcón de Eleonor e anche in tedesco è Eleonorenfalke.

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Sarà un grande evento quello di domani ad Oristano.  Il capoluogo sardo tornerà indietro nel tempo con un Carosello Medioevale  tra centinaia di figuranti con i costumi storici, cavalli e cavalieri, suoni ed emozioni delle antiche giostre equestri.

Il centro storico sarà la scenografia di questo evento: l’antica Reggia dei Giudici d’Arborea, da dove il corteo muoverà i primi passi, e lungo il percorso gli edifici, le vie, gli scorci e i simboli più importanti del periodo più felice della storia oristanese.

Domani 21 Settembre Oristano ospiterà il Corteo storico, con 400 figuranti in costume medievale, che percorrerà le vie della città, partendo dall’antica Reggia dei Giudici d’Arborea (l’ex Casa circondariale di Piazza Manno), e, negli impianti della SOE a Sa Rodia, la Giostra del Giudicato, una corsa all’anello a cui parteciperanno cavalieri in costume provenienti da tutta l’isola che riporteranno al clima della Sardegna medievale.

L’iniziativa è della Fondazione Sa Sartiglia in collaborazione con l’Agenzia Sardegna Promozione, l’Assessorato regionale dell’Agricoltura e la Società Oristanese di Equitazione. Al Corteo e alla Giostra del Giudicato si affiancherà “Le vie della vernaccia” con gli eventi, gli approfondimenti e le degustazioni del più nobile tra i vini sardi, programmate per il 20, 21 e 28 Settembre.

Il primo assaggio dell’intensa giornata lo si avrà la mattina, a partire dalle 10, quando un Araldo percorrerà le vie del centro storico per annunciare la Giostra. Con l’antico costume giudicale partirà da piazza Manno, passando per via Vittorio Emanuele II, piazza Duomo, via Eleonora, piazza Eleonora d’Arborea, corso Umberto, piazza Roma, via Garibaldi, via Santa Chiara, piazza Martini, via Carmine per concludere gli annunci in piazza Eleonora d’Arborea.

La manifestazione entrerà nel vivo alle 16,30, davanti all’Antica Reggia Giudicale nella Pratza de sa Majoria (Piazza Manno) da dove uscirà la Giudicessa Eleonora d’Arborea, impersonata da Monica Tronci, che darà il via al corteo con 400 figuranti in costume, in rappresentanza di 11 associazioni e gruppi storici provenienti da tutta l’isola.

L’itinerario del corteo prevede la partenza da sa Pratza de sa Majoria (piazza Manno) e i passaggi in Ruga de Santa Maria (via Vittorio Emanuele II), via Eleonora, Ruga Maista (corso Umberto), Porta Manna (piazza Roma), Ruga su Scarajoni (via Tharros), viale Repubblica, via Fosse Ardeatine, via Giuseppe Morosini, Centro Ippico SOE.

Il Corteo si ritroverà alle 19 alla SOE per assistere alla Giostra del Giudicato, una giostra all’anello (tipica del periodo medievale) a cui parteciperanno 32 cavalieri provenienti da tutta la Sardegna in sella a cavalli Anglo-Arabo-Sardi nati e allevati in Sardegna.

A conclusione della giornata, alle 21, spazio al divertimento con musica e balli della tradizione e degustazione e vendita di piatti tipici preparati dall’Associazione Provinciale Cuochi di Oristano.

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foto di Domenico Corraine

 

Ecco alcune immagini odierne del grandioso spettacolo di colori e di suoni che va in scena ogni anno a Oristano da 500 anni, in occasione della Sartiglia, con il corteo di 120 cavalieri in costume e cavalli riccamente addobbati che si snoda per le vie della città preceduto da centinaia di figuranti in costume sardo e medievale. Album fotografico realizzato da Raffaella Atzori

Paradisola

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Splendida iniziativa quella di creare un calendario per raccogliere fondi a scopo benefico, ed in particolare per una malattia rara quale l’Atassia di Friedreich.

La Banda Musicale Santa Cecilia di Oristano ha ideato e fatto stampare per il 2013 il calendario commemorativo della propria attività musicale, che raccoglie foto emblematiche di alcuni loro eventi, feste, concerti o semplici immagini dei singoli musicisti con i loro strumenti.

La Banda sostiene appunto  GoFAR e la ricerca per sconfiggere l’Atassia di Friedreich (www.fagofar.org) col ricavato della distribuzione dei calendari verso un contributo minimo.

Per l’occasione, questo sabato 12 gennaio dalle 17,30 alle 20,00 la Banda suonerà per le vie del centro propagandando il calendario, disponibile fino ad esaurimento scorte nel banchetto GoFAR appositamente installato in piazza Roma.
Ulteriori punti vendita sono la Libreria Canu in via De Castro e Mondadori-Casta in piazza Mannu.

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Sono tantissime le iniziative culturali-artistiche che mirano alla raccolta fondi per sconfiggere questa malattia: dalla musica alla danza e al teatro.

Il giorno 21 dicembre, ad Oristano, è stato organizzato un concerto con cena annessa.

UNA SERATA DAL FASCINO IRRESISTIBILE IL CUI RICAVATO FINANZIERA’ appunto  LA RICERCA SCIENTIFICA PER SCONFIGGERE L’ATASSIA DI FRIEDREICH.
Per una sera le magnifiche melodie dei Cori ci trasporteranno nel magico mondo del Natale.- Concerto-Lezione con percorso storico sui canti della tradizione natalizia della Sardegna.

“CORO DI VIDDALBA”
“TENORE SANTU FRANTZISCU” – Alà dei Sardi
“SU CUNCORDU ISCANESU” – Scano Montiferro
“SU CUNCORDU GLI SHARDANA DI ICHNUSA” – Oristano
…ingresso a contributo libero…- seguirà una cena diversa dal solito preparata ad hoc da MACELLERIA 2000 -Oristano.

… biglietto e menù da definire…
INFO e PRENOTAZIONI presso “Macelleria 2000” via Figoli, Oristano – cell. 328 8140648 – 348 8822532 oppure Titti Cappai qui su fb.

L’Atassia di Friedreich è una malattia genetica neurodegenerativa caratterizzata da una progressiva perdita delle funzioni neuro-motorie. Causa di grave disabilità fisica, per lo più associata a gravi complicanze, lascia completamente intatte le facoltà intellettive. Esordisce in genere nell’infanzia o nell’adolescenza.
Finora è incurabile.
Nel marzo 2012, fortemente sostenuta dal fondo GOFAR, è stata avviata a Torino la prima sperimentazione clinica sull’uomo con un farmaco specifico per la patologia, verso cui è rivolto l’interesse della comunità scientifica internazionale. GoFAR intende supportare tutte le tre fasi della sperimentazione che precedono l’immissione in commercio del farmaco, per cui è indispensabile una costante acquisizione di fondi fino al raggiungimento dello scopo.
Malattia rara sì, ma genetica: tutti siamo fatti di geni, sia sani che difettosi, che ereditiamo dai nostri genitori e dai nostri più lontani antenati e trasmettiamo ai nostri figli e alle generazioni future. C’è di più: nell’Atassia di Friedreich, come accade per tutte le patologie recessive, i geni difettosi si nascondono anche per generazioni per poi ricomparire all’improvviso colpendo anche più fratelli nella stessa famiglia.
I portatori sani di AF sono tantissimi (una persona su 100).
Individuare una terapia significherebbe pertanto raggiungere un risultato di livello incommensurabile per l’umanità intera.
Info su www.fagofar.org

 

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Nell’ambito delle manifestazioni per la Festa della donna, ho assistito ieri, alla Cittadella dei Musei di Cagliari, ad uno spettacolo davvero delizioso. Il titolo era Eva al Museo ispirato dall’ironico e brillante Diario di Eva di Mark Twain. In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia di Cagliari e Oristano  ieri,  per le donne, questi spazi erano aperti gratuitamente.
La manifestazione è nata da un’idea di Mariangela Sanna che ha sottolineato l’importanza di aprire i musei allo spettacolo, per renderli più vivi.
Davanti ad un numeroso pubblico  prevalentemente femminile la serata si è svolta all’interno di una sala espositiva, allestita per l’occasione con pochi ma essenziali elementi scenici (Giorgio Trincas ), e che ha visto alternarsi momenti di recitazione di danza e di musica. La recitazione era affidata all’attrice Tiziana Martucci ed alle allieve del laboratorio di lettura “legger.mente” , mentre per la danza abbiamo assistito ad un’ emozionante performance di due grandi artisti cagliaritani: Assunta Pittaluga e Roberto Magnabosco oltre che ad alcune loro giovani allieve.
I due artisti si sono cimentati in un’inteso momento di spettacolo con il sottofondo musicale della famosa canzone di Domenico Modugno, l’Uomo in Frack. Rivedere insieme questi due “maestri” mi ha particolarmente emozionato perchè pareva davvero che il tempo si fosse fermato . Due “ragazzi” che trasmettevano ancora l’entusisasmo e la freschezza di 30 anni fa, anni in cui ho avuto la fortuna di vederli per la prima volta   in teatro.
L’ambientazione sonora era  affidata al  musicista Mario Massa che ha anche sottolineato alcuni momenti con la raffinata musica della sua tromba.
Applausi meritati per tutti. Un graditissimo bouffet di pasticcini e the offerti al pubblico dall’organizzazione  hanno concluso la serata.

Ho documentato la serata con il video sottostante.


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La Sartiglia (Sartilla o Sartilia) è una corsa alla stella di origine medievale (1358) che si corre l’ultima domenica e il martedì di carnevale ad Oristano. È una fra le più spettacolari e più coreografiche forme di Carnevale della Sardegna. Ricordi sfumati di duelli e Crociate, colori spagnoleschi, echi di nobiltà decaduta e costumi agro pastorali.

Domenica scorsa la mia figlia maggiore per la prima volta ha assistito a questo evento immortalando alcuni momenti che ha voluto regalarmi per i lettori del blog.

 

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