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Ieri sera , al Teatro Lirico di Cagliari si è tenuta la Serata di gala dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu che comprendeva l’esibizione dei finalisti del concorso a lei dedicato e la premiazione dei vincitori.

L’organizzazione del concorso era affidata a Sabino Lenoci che ha anche presentato la serata. Ospiti d’onore Leo Nucci, al quale è stato donato il premio alla carriera “Giusy Devinu“, il soprano Paoletta Marroccu conterranea di Giusy e il baritono Domenico Colaianni collega di palcoscenico di diverse produzioni.

Dopo le presentazioni di rito e qualche ricordo legato a Giusy e alla sua carriera, si sono esibiti i dieci  artisti.

La giuria, formata da Claudio Orazi sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari; Toni Gradsach responsabile delle compagnie del Teatro alla Scala; Dominique Meyer sovrintendente dello Staatsoper di Vienna; Christoph Seuferle direttore Deutsche Oper di Berlino; Paulo Abrao Esper consulente artistico  Opera di Manaus; e dal compositore Marco Tutino, ha esaminato 62 candidati provenienti da tutte le parti del mondo .

I finalisti che si sono esibiti ieri sera sono:  Rubis Natalia,  Nemzer Andrey , Procaccini Davide,  Cappiello Daniela  , Provenzale Titinger Camila , Franchini Nico , Chernii Daria , Mari Marta, Leone FrancescoMarchisio Stefano .

L’orchestra che ha accompagnato gli artisti era quella del Teatro Lirico di Cagliari diretta da Donato Renzetti.

Tutti i cantanti hanno eseguito una sola aria e sono stati giudicati da una giuria popolare (il pubblico con una scheda) e da una giuria tecnica sopra citata. Ho concordato pienamente sulla assegnazione dei primi classificati:

1) Marta Mari, soprano  di bella qualità e ampiezza. Ha eseguito la difficile aria dell’Adriana Lecouver “Io son l’umile ancella“con grande capacità interpretativa. Padrona della tecnica, la ritengo pronta per il palcoscenico.

2) Daniela Cappiello una voce di soprano leggero che avevo già apprezzato in occasione della Campana Sommersa nella stagione al Lirico di Cagliari. Ciò che ha colpito di questa voce è stata l’abilità tecnica a giocare con i colori  su acuti e sopracuti

3) Andrey Nemzer citato come controtenore ma a mio avviso sopranista. Sono molto contenta di questa apertura al concorso. Lui è bravissimo  e ha dimostrato di  essere già padrone della scena oltre che della voce.

La giuria popolare invece ha assegnato il premio al soprano Daniela Cappiello.

Sono stati assegnati inoltre altri due premi messi a disposizione dalla Rivista “L’Opera” : al giovane tenore Nico Franchini e al soprano Provenzale Titinger Camila 

Per le altre voci non voglio entrare nei dettagli. Secondo me alcuni non avevano il brano adatto a valorizzare la propria voce , altri devono rivedere la collocazione del proprio registro vocale. Complessivamente comunque il livello generale era buono.

La seconda parte della serata ha visto protagonista il grande baritono Leo Nucci che con Giusy Devinu ha diviso diverse volte il palcoscenico. In particolare il baritono ha voluto ricordare il bellissimo concerto di Tel Aviv (vedi link) diretti da Daniel Oren, davanti ad un pubblico di centinaia di migliaia di spettatori. Ha poi cantato brani tratti dal Rigoletto e dal Nabucco quest’ultimo in duetto con la mia conterranea Paoletta Marroccu la quale ha eseguito anche l’aria “La luce langue” dal Macbeth con una interpretazione da brivido.

Il terzo ospite, Domenico Colaianni  ha eseguito il brano “Udite o rustici” tratto dall’Elisir d’amore.

Fra i tanti ospiti avrei gradito vedere sul palco , (ma anche in giuria), l’insegnante di Giusy, Maria Casula. La prima e unica maestra che ha sempre incoraggiato l’artista cagliaritana, spronandola a superare le difficoltà senza paura e portandola ad acquisire la sicurezza tecnica  che le ha permesso la vittoria al concorso di Spoleto e il lancio verso una carriera internazionale.

Di seguito un video con l’esibizione dei finalisti. Mi spiace non aver potuto inserire l’esibizione del basso Davide Procaccini  causa motivi tecnici.


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Cristina Melis Elisabetta Scano

Un successo annunciato quello di ieri, per l’evento dedicato al maestro Gustavo Melis a 30 anni dalla sua scomparsa. La chiesa di Sant’Anna a Cagliari, era gremita e molte persone pur di assistere  hanno trovato posto in terra ai lati della navata centrale. Il concerto comprendeva Lo Stabat Mater di Pergolesi e il Requem di Faurè . Ad eseguirlo sono stati due cori storici cagliaritani: il Collegium Kalaritanum e la Polifonica Karalitana preparati rispettivamente dai maestri Carmine dell’Orfano e Gianfranco Deiosso.

Elena Schirru Nicola Ebau

Le voci solistiche erano quelle di due artiste cagliaritane: il soprano Elisabetta Scano e il mezzosoprano Cristina Melis, per lo Stabat Mater ,invece per il Requiem ,il soprano Elena Schirru e il baritono Nicola Ebau.  Ad accompagnare i complessi vocali c’era l’Orchestra Kamerata Karalis   diretta dal maestro Sandro Sanna.

Per l’occasione il Requiem di Faurè è stato eseguito in una emozionante versione per Arpa e Organo con Paloma Tironi e Francesca Ajossa.

Fra un brano e l’altro, il vescovo Arrigo Miglio è intervenuto per una breve riflessione sulla Pasqua.

La serata è stata presentata dal giornalista Giacomo Serreli

L’EVENTO è stato organizzato anche grazie alla preziosa collaborazione del LIONS CLUB CAGLIARI SAINT REMY per raccogliere fondi  da destinarsi  alla nuova Casa di accoglienza della Caritas in via Santa Croce.

La  cronaca fotografica è di Stefano Anedda.

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Quando ho partecipato alla conferenza stampa della stagione sinfonica, sono rimasta attratta nel particolare dalla presentazione del concerto cui ho assistito ieri sera. Le musiche erano di  Jhon Rutter (autore contemporaneo), Franz Shubert e W.Amadeus Mozart. Ciò che mi ha incuriosito maggiormente durante la conferenza stampa di gennaio, è stata la presentazione del baritono Luca Pisaroni che il direttore artistico ha definito come una star mondiale.

Con queste premesse non potevo non ritagliare un po’ del mio tempo per sentire questo artista! Devo dire che mi attendevo qualche cosa fuori dal comune. Così non è stato. Luca Pisaroni è un buon baritono (in qualche momento ho anche avuto il dubbio che potesse essere un tenore) che ha eseguito correttamente una serie di lied di Shubert e Mozart.

Ero seduta in ultima fila di platea e i momenti in cui ho avuto difficoltà a sentirlo sono stati diversi. I brani erano accompagnati dall’orchestra  diretta dal maestro Giampaolo Bisanti, che ha fatto davvero l’impossibile affinchè la voce non venisse sommersa dal suono. L’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari ha seguito il gesto sicuro di Bisanti cercando veramente di mettere il baritono in condizioni di poter dare il massimo delle sue qualità.  Personalmente ho sempre sostenuto che i lieder debbano essere accompagnati dal pianoforte col quale sicuramente il baritono si sarebbe trovato pienamente a suo agio.

Come faccio da sempre quando assisto ad un concerto, (soprattutto da quando sono passata dal palcoscenico alla platea), ascolto anche i pareri di chi  in sala occupa i posti in  punti diversi dal mio. Chi stava nelle prime file ha apprezzato il baritono  in tutte le sue sfumature, chi invece era vicino a me ha condiviso la mia delusione.  Di belle voci ce ne sono tantissime e sinceramente definire Pisaroni un fenomeno mi è parso davvero esagerato.

La prima parte del concerto conprendeva l’esecuzione del “Magnificat” per coro e soprano di Jhon Rutter  autore contemporaneo che non conoscevo . La voce solistica era affidata al soprano Daniela Schillaci che è stata all’altezza della situazione. La sua è una voce pulita, timbratissima sempre fuori dall’orchestra sia nel forte che nelle bellissime mezzevoci.  Il coro (preparato da Gaetano Mastroiaco), impegnato in tutti i 40 minuti di musica corale , ha avuto dei bellissimi momenti. Purtroppo i mali di stagione (e la crisi economica dei teatri) ha penalizzato il numero degli artisti del coro, e questo si è sentito soprattutto in quei momenti in cui erano previsti interventi delle singole sezioni.

Il direttore Giampaolo Bisanti (nominato da qualche giorno Direttore Stabile della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari) ha saputo tenere sempre l’orchestra con la giusta dimensione di suono, tale da non prevaricare mai le voci, rara dote per un direttore, che sempre più spesso tende a godere dell’ampiezza del suono dimenticandosi delle vocalità.

La musica di John Rutter è stata per me una bella scoperta. Ricca e mesta, gioiosa e dolorosa. In alcuni momenti mi ha ricordato la colonna sonora di un famoso film, in altri  alcune danze popolari, ma senza mai perdere  di spiritualità considerato l’alta sacralità del testo.

Di seguito un video-documento della serata


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Ho eseguito tante volte  il Requiem di Mozart, lo stesso  che mi affascinò   quando lo ascoltai per la prima volta nel film “Amadeus”. Da allora ogni esecuzione è stata commovente. Emozione pura nel “Dies irae”, il “Kyrie”, il “Confutatis” e lo struggente “Lacrymosa”. In particolare quest’ultimo brano  è stato colonna sonora di tanti momenti drammatici del nostro teatro cittadino, delle nostre manifestazioni di lotta per salvaguardare il posto di lavoro.

La Messa da Requiem di Mozart è una composizione di una bellezza cupa e solare che non ha eguali (secondo me) nella storia della musica sacra. Ascoltare il Requiem è come salire sulla carrozza delle montagne russe tanto riesce a condizionare gli stati d’animo degli ascoltatori.

In questo Requiem sia i passaggi più impetuosi che  quelli più pacati non fanno mai calare l’attenzione in chi l’ascolta .  Non so dire se una messa abbia una valenza culturale come contenuti, ma la qualità di questo Requiem è fuori d’ogni dubbio. Non lo vedo scritto con il cervello ma con il cuore, con la passione. Il risultato di ciò è una composizione che mi commuove e spaventa, non mi annoia mai e non mi stanco mai di ascoltarla.

In questi giorni ci sarà l’opportunità di ascoltarlo ancora eseguito da una formazione corale storica di Cagliari: il Collegium Karalitanum con l’orchestra dell’associazione “Incontri musicali“( che è anche organizzatrice dell’evento). Le due formazioni saranno dirette dal maestro Giacomo Medas. L’attore Gianluca Medas invece guiderà il pubblico all’ascolto.

I solisti vedono in prima linea il soprano Elisabetta Scano, (anche preparatrice vocale del coro del Collegium Karalitanum), il mezzosopranoTiziana Pani, il tenore Marco Puggioni e il basso Nicola Ebau.

Sabato 11 giugno ore 21,30 a Sestu, Chiesa di San Giorgio; Domenica a Cagliari ore 21 chiesa di Sant’Eulalia.

 

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E’ stato un grande ritorno quello dell’orchestra dei Malinda Mai ad Oristano il 9 febbraio in occasione della Sartiglia.   A dividere il palco con loro c’era il figlio del grande  Pierangelo Bertoli, Alberto. La serata, organizzata dal Comune di Oristano, dalla ProLoco di Oristano e dalla Fondazione Sartiglia, ha visto nella piazza Eleonora più di 5000 presenze. Un vero trionfo!

A contribuire al successo della serata è stata anche la presenza della popolare conduttrice  televisiva Claudia Tronci che col suo garbo e la sua esperienza ha saputo gestire con padronanza questo momento importante della musica sarda. Una collaborazione questa che proseguirà nel tour  dei Malinda Mai, prossimamente, in altre piazze sarde con un programma particolare dedicato alla storia della canzone del Festival di Sanremo.

Il percorso dei Malinda Mai nasce nel lontano 1998 anno in cui la formazione, solo strumentale, crea una fusione tra musica popolare e musica “ dotta”; su questa falsariga prosegue il loro lungo tragitto,sempre volti ad interpretare i gusti musicali appartenenti a generi diversi, in chiave classica quasi a voler elevare i brani ad uno stato etereo e senza tempo.

Tutti gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Antonello Manca, conosciutissimo a livello mondiale , che vanta numerosissime collaborazioni artistiche, ultima tra tutte la Camerata Geminiani di Londra, propenso alla ricerca e amante del buon gusto.

Nel percorso musicale “Malindiano”, sempre ricco di novità ,vario e colorato si approderà quest’anno al “Sanremo Story”: un viaggio tra le più belle canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo, con un taglio giovane, che punta alla sobrietà e al divertimento.

In questo ventaglio di novità si aprono le collaborazioni , già note ai Malinda Mai, con artisti nazionali. La prima collaborazione appunto con Alberto Bertoli, cantautore rock-folk. Nato nel 1980 sotto la buona stella della musica, Alberto inizia prestissimo a studiare chitarra classica, amplia i suoi studi fino ad accompagnare suo padre nei progetti musicali e calcare con lui le più grandi piazze italiane, fino al 2002, anno in cui ci lasciava l’amato papà Pierangelo.

Inizia così la ricca carriera dell’artista che vanta collaborazioni con Ligabue, Mannoia, Elisa, Matia Bazar e tanti altri, e che ha scelto i Malinda Mai per omaggiare il popolo sardo, tanto caro a suo padre.

Sul palco con lui, tutti i Malinda Mai al completo capitanati dal fondatore e direttore dell’orchestra Antonello Manca, primo violino, che ha guidato il quartetto d’archi; Daniele Porta alla chitarra elettrica, Enrico Piredda alla chitarra classica, Massimo Medde e Daniele Bagni ( bassista dei Litfiba) al basso, Sandro Cocco alla batteria, Gianni Puddu e Pierpaolo Cardia alle tastiere, Roberto M.Desiato al flauto e per finire Aurelio Serra ed Enrica Pintus alle voci.

Siamo quindi in attese di conoscere le prossime date del loro tour.

Nelle foto alcuni momenti della serata

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FRANCESCHINI A SARAJEVO, DIALOGO MIGLIOR RISPOSTA TERRORISTI

La collaborazione e il dialogo delle culture e’ la risposta più giusta che si possa dare ai terroristi. Lo hanno affermato il ministro bosniaco per gli Affari Civili, Adil Osmanovic e il Ministro dei Beni e delle attivita’ culturali e del turismo, Dario Franceschini, in visita oggi a Sarajevo in occasione del Mese della cultura italiana dedicata al 20/mo anniversario dell’ accordo di pace di Dayton, in un giorno di lutto per l’ uccisione, mercoledi’ sera, di due militari bosniaci per mano di un terrorista.

“Era giusto confermare, insieme, la visita di oggi – ha detto Franceschini – in un giorno di lutto nazionale, perche’ e’ un’ occasione per esprimere tutta la vicinanza e la solidarieta’ del governo italiano e di tutti gli italiani in un momento difficile, ma soprattutto e’ anche il modo di rispondere insieme ai terroristi che la strada del dialogo, dell’ ascolto delle culture, la strada che costruisce un terreno comune e fa proseguire normalmente la vita delle persone, e’ la risposta piu’ efficace che possiamo dare al terrorismo.

“Questa sera i musicisti e il coro del Teatro lirico G.Verdi di Trieste e della Filarmonica e Teatro nazionale di Sarajevo suoneranno e canteranno insieme la Nona di Beethoven,- ha ricordato Franceschini - e credo davvero che la forza di quelle voci, di quelle storie mescolate, sia molto piu’ forte di un qualunque atto di terrorismo nel mondo”.

Franceschini ha anche annunciato alcuni progetti di collaborazione tra i due paesi, e in particolare investimenti italiani per la digitalizzazione della collezione d’ arte contemporanea Ars Aevi e la formazione di giovani esperti di restauro.

Ieri sera Franceschini ha inaugurato la mostra della Collezione Farnesina nella Galleria nazionale bosniaca. (ANSA)

foto tratte dalla pagina FB Teatro Verdi Trieste

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foto P.Tolu

La Fondazione Teatro Lirico di Cagliari indice selezioni internazionali per titoli ed esami, di Professori d’Orchestra e Artisti del Coro da inserire in una graduatoria che verrà utilizzata per procedere ad eventuali assunzioni,  con contratto a tempo determinato, per integrazioni di organico e sostituzioni nello svolgimento dell’attività della Fondazione per l’anno 2016.

Bando selezioni orchestra 2015

 selezioni2015orchestra.pdf
(210,4 KB)

Bando selezioni coro 2015

 selezioni2015coro.pdf
(150,8 KB)

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BANDO DI CONCORSO PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO E SELEZIONE PER AGGIUNTI

 Teatro Petruzzelli di Bari

È stato prorogato a giovedì 10 settembre alle ore 12.00 il termine per la consegna della domanda di partecipazione.

CORO

Modulo per la presentazione della domanda per la Selezione

 

ORCHESTRA

Modulo per la presentazione della domanda per la Selezione

FAQ

 Per partecipare sia al Concorso che alla Selezione devo compilare due moduli distinti?
Sì, nella sezione interessata (Coro o Orchestra) ci sono i link che rimandano a due moduli differenti per la compilazione della domanda di partecipazione al Concorso e alla Selezione.
 Coro
 Le due arie a scelta per la selezione finale devono essere differenti dalle tre indicate per la fase eliminatoria?
Le arie della fase finale devono essere differenti dalle arie della fase eliminatoria
 Orchestra
 I programmi, i passi e le prove per concorrere alla SELEZIONE degli aggiunti di violino sono IDENTICI a quelli riguardanti il CONCORSO?
Si, sono identici. Esame unico, programma identico.
 in relazione alla domanda di partecipazione al concorso e alla domanda di selezione alla voce “il programma da eseguire è il seguente” l’ ho lasciata vuota. Vi scrivo per sapere se può andare bene così o se bisogna rifare le domande.
il campo “il programma da eseguire è il seguente” è necessario solo per gli strumenti per cui, nel programma, è previsto un pezzo “a scelta del candidato”
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Il teatro Petruzzelli avrà un organico funzionale: orchestra da 47 elementi e coro da 34. È quanto ha stabilito ieri il Consiglio di Indirizzo della Fondazione. A confermarlo sono un paio di consiglieri. I sindacati, soprattutto quelli ache avevano creduto alle promesse del commissario Carlo Fuortes, sono in grande difficoltà. Adesso bisognerà spiegare a chi era stato assunto con un contratto a tempo determinato dell’insolita durata di tre anni, contrariamente a quanto previsto dall’ art. 5, comma 8 bis della legge 100, che dovà sostenere nuovamente il concorso pubblico.

Le selezioni saranno certamente fatte tra agosto e settembre. Gli strumenti che saranno estromessi dalla nuova orchestra sono già stati individuati. I maestri sono in fibrillazione e chiedono spiegazioni agli imbarazzati sindacati. “Abbiamo provato a forzare la mano – spiega Vito Gemmati, Uilcom Puglia – ma la decisione del Consiglio di Indirizzo va in direzione opposta. Adesso anche i vincitori dell’ultmo concorso dovranno mettersi a studiare, seppure proveremo a individuare corsie privilegiate: la possibilità di andare direttamente in finale, evitando la prova eliminatorie; oppure qualche altro strumento che possa far valere il fatto che i maestri e i coristi un concorso l’hanno già fatto”.

L’organico funzionale consentirebbe di avere un’orchestra più omogenea, in grado di lavorare tutto l’anno per l’esecuzione di un repertorio lirico sinfonico dalla letteratura fino alla metà dell’800.

Dovessero servire altri elementi saranno presi a chiamata diretta. Evitare di pagare come chiunque altro maestri in realtà sottoutilizzati, è un altro modo per fare economia, nel quadro più complesso determinato dall’attuale normativa. L’operazione trasparenza comincia dunque a concretizzarsi, con buona pace a chi aveva creduto alle promesse fatte dall’ex commissario straordinario Carlo Fuortes.

Tornando alle selezioni per la nuova orchestra pare che il Consiglio di Indirizzo abbia scelto unanimemente di farle con l’utilizzo di un telo, in modo da giudicare le prestazioni e non i volti dei musicisiti, possibilmente senza colpi di tacco e tosse, escamotage solitamente usati per rendere visibile ciò che non si vede.

In tempi di crisi è facile immaginare che la possibilità di accedere a 81 contratti a tempo indeterminato, in un teatro prestigioso come il Petruzzelli, possa portare a Bari migliaia di candidati provenienti da tutta Italia.

L’aria è particolarmente tesa e la decisione del Consiglio di Indirizzo ha lasciato in tanti stranamente stupiti.

La Cisl, per esempio, non rilascia dichiarazioni. “Interverremo quando avremo letto gli atti e se sarà necessario”, commenta laconicamente Oronzo Moraglia, segretario regionale FISTel Cisl.

FONTE: http://bari.ilquotidianoitaliano.it/

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Presentazione del concerto straordinario fuori abbonamento

…dalle Roncole al Nuraghe…

 Giovedì 26 febbraio, alle 11, nella Sovrintendenza del Teatro Lirico di Cagliari (5° piano, ingresso artisti, via Efisio Cao di San Marco), avrà luogo l’incontro stampa di presentazione del concerto straordinario fuori abbonamento intitolato …dalle Roncole al Nuraghe… ed interamente dedicato a Giuseppe Verdi ed Ennio Porrino.

Sarà presente Angela Spocci, Sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari.

Cagliari, 26 febbraio 2015


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“I sogni son desideridi felicità ”Così cantava Cinderella in quel meraviglioso film d’animazione della Disney che ci ha accompagnato nella nostra prima infanzia.

Ebbene, ho sognato che in quel palcoscenico che mi ha accolto per più di 30anni, c’erano tantissimi  artisti riuniti in un’ unica voce. Un grande spettacolo dove la musica, il teatro, la poesia, il cinema, la danza ,la poesia , la pittura, non aveva limiti. Non c’erano invidie, non c’erano gelosie, ma solo complicità tra chi è stato toccato dal Divino ricevendo un talento da mettere al servizio della società.

E allora ho visto  attori di diverse compagnie recitare insieme, i cori di diverse associazioni uniti in unico canto, un corpo di ballo formato da rappresentanti di tutte le scuole di danza, e ancora poeti che recitano insieme versi di pace, e una grande orchestra formata da musicisti di tutte le città. Luci e costumi realizzati da artisti che non litigano ma dialogano; scenografi che realizzano un meraviglioso fondale dai colori della speranza che, come in un abbraccio, fa da sfondo ad uno spettacolo senza eguali.

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Il coro e l’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari hanno organizzato un concerto di solidarietà a favore dei colleghi del Teatro dell’Opera di Roma . Sarà eseguito il Requiem di Mozart diretto dal maestro Donato Renzetti, nel centro storico di Cagliari . In tal modo si mira a sensibilizzare la popolazione e i numerosi turisti che ancora affollano  la città, sulla grave situazione che il coro e l’orchestra del Teatro di Roma capitale, stanno vivendo. I 2 ottobre 182 artisti sono stati licenziati in tronco. Si ha la speranza che i dirigenti possano tornare sui loro passi e a tal proposito si stanno raccogliendo le firme attraverso una petizione online . Potrete apporre la vostra firma virtuale cliccando su questo link 

 

 

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Anche la grande artista americana Barbra Streisand è rimasta colpita dalla vicenda del Teatro dell’Opera di Roma. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza riepilogo il fatto.

Il 2 ottobre scorso, il coro e orchestra del teatro della capitale, sono stati  licenziati in blocco e questo ovviamente a suscitato grande stupore nel mondo della musica e dello spettacolo in generale. Sono arrivati tanti messaggi di solidarietà da parte di altri cori e orchestre sia di Teatri italiani che stranieri. Nessuno si spiega quale sia veramente il disegno che si nasconde dietro questa operazione che ha dell’assurdo.

Ebbene, anche l‘attrice e cantante americana ha voluto esprimere solidarietà pubblicando nel suo sito il messaggio seguente , e invitando  a firmare la petizione online per  l’abolizione di questa decisione, affinchè presto tutto torni come prima.

ROME OPERA HOUSE FIRES CHORUS AND ORCHESTRA PETITION

Dear friends, we the chorus and orchestra of the ROME OPERA HOUSE really need your help! We need you to sign a petition to help us stop the government from firing the chorus and orchestra (182 artists). If we don’t stop this political maneuver, it will affect the lives of all of us and our families and the artistic level of this great historical theater in the capital of Italy!!! Please sign and share this petition with others. The more signatures we have, the stronger we will be in changing this tragic decision!!! Heartfelt thanks to all!!!

https://www.change.org/p/sindaco-di-roma-annulliamo-la-decisione-del-consiglio-di-amministrazione-del-teatro-dell-opera-di-roma-che-ha-licenziato-in-data-2-ottobre-2014-tutti-gli-artisti-dell-orchestra-e-del-coro

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Noi lavoratori del Teatro Lirico , solidali con i colleghi del teatro dell’Opera di Roma, stiamo raccogliendo le firme tra il  nostro pubblico. Ieri sera, prima della recita di Tosca diretta dal maestro  Gianluigi Gelmetti, è stato letto un comunicato, poi alcuni colleghi si sono messi a disposizione per la raccolta appunto delle firme contro la decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma che ha LICENZIATO in data 2 ottobre 2014 tutti gli artisti dell’Orchestra e del Coro!

Le firme raccolte ieri sono state ben 407.

Stasera e domani in occasione delle altre recite, si proseguirà.

Intanto si può continuare a firmare online collegandosi a questo sito: è facilissimo, basta seguire le istruzioni

clicca qui per accedere

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Sembra impossibile che, a distanza di tre mesi , si possa cambiare radicalmente opinione su un teatro e i suoi artisti.

Ho ritrovato questo video che riguarda la tournée che il Teatro dell’Opera di Roma ha fatto in Giappone,  e dove l’eco di un successo meritatissimo ha fatto il giro del mondo.

Oggi quegli artisti sono stati tutti licenziati!

Grazie a youtube, però, chiunque può vedere e sentire le parole di elogio che, in quella occasione, sia il direttore Riccardo Muti che il sovrintendente  Carlo Fuortes, hanno riservato alle masse artistiche, vere protagoniste di questo successo . Per chi non lo avesse ancora visto consiglio la visione e l’ascolto con  attenzione fino alla fine.


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disegno di Arianna Masia

Sono sconcertata, allibita, amareggiata dalla notizia che mi è pervenuta ieri dalle agenzie di stampa:

ORCHESTRA E CORO LICENZIATI ED ESTERNALIZZATI!

Dopo mesi di agonia, di dissidi interni sul piano di rientro, dopo gli scioperi e la traumatica uscita di SCENA del maestro Riccardo Muti, è questa ladecisione presa dal Cda dell’Opera di Roma per far “rinascere” il teatro. “Una scelta molto dura e sofferta”, per dirla con le parole del sovrintendente Carlo Fuortes che però tiene a PRECISARE: l’alternativa era la chiusura. Il sindaco di Roma Ignazio Marino spiega che si tratta di “un percorso mai eseguito prima nel nostro Paese”.

E il ministro DARIO Franceschini si schiera dalla stessa parte: “E’ un passaggio doloroso ma necessario per salvare l’Opera di Roma e ripartire”. La riunione del Cda arriva a pochi giorni dal vertice tra i soci fondatori dell’Opera – Mibact, Regione Lazio e Comune di Roma – che aveva dato mandato al consiglio di amministrazione di “trovare le soluzioni più adeguate per una rinascita del teatro e a risolvere, alla radice, i problemi di fondo”. “Non dimentichiamo che la situazione era diventata talmente insostenibile da costringere pochi giorni fa il MAESTRO Muti ad andarsene platealmente”, sottolinea Franceschini. Ma ad annunciare la linea dura, in una conferenza stampa in Campidoglio, al termine della riunione del cda, è il sindaco Marino: “Alla vigilia di Natale del 2013 è stato deliberato l’inizio del risanamento da quel disavanzo disastroso che avevamo trovato al momento del mio insediamento - ricorda -. Poi purtroppo una serie di situazioni hanno determinato una perdita di biglietteria, una fuga degli sponsor che vogliamo invece attrarre. Il doloroso e recente messaggio del maestro Muti ha determinato una frenata degli abbonamenti e una fuga degli sponsor. Ci troviamo con un risanamento AVVIATO ma con differenza di entrate di 4,2 milioni di euro per l’anno prossimo. In una decisione così drammatica questo procedimento coinvolgerà 182 unità di PERSONALE su 460, non riguarda gli altri 278″. Da questa operazione, stando alle stime di Fuortes, si otterranno 3,4 milioni di risparmi.

“Se si organizza tutto nel migliore dei MODI dal 1 gennaio il teatro dell’Opera potrebbe aver nuova orchestra e coro – annuncia – che potrebbero essere anche costituiti dai vecchi musicisti, però con una forma contrattuale del tutto diversa ……continua a leggere qui

 

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foto di Priamo Tolu

Voi mi chiederete cosa hanno a che fare le mollette con la musica. Si, le mollette, quelle per stendere i panni.

Avete presente quelle raffiche di forte maestrale che tanto caratterizzano le serate estive in Sardegna?

Immaginate di assistere ad un concerto durante una di queste serate. I musicisti non riuscirebbero a leggere una nota se non fosse per merito proprio delle mollette. Infatti, grazie a queste, gli spartiti stanno ben saldi sul leggio. I musicisti sono diventati abilissimi nel voltare pagina velocemente sistemando le mollette per bloccarli. Purtroppo però, qualche rara volta,  questa operazione può non riuscire completamente, e allora si può anche assistere ad un fuori programma  dove il professore d’orchestra durante il concerto rincorre lo spartito. Ma questo, lo ripeto, succede davvero di rado.

Questa sera il concerto sarà replicato al Teatro Lirico di Cagliari. Non ci sarà bisogno nè di mollette e nè di scialli. Acquistate tranquillamente il vostro biglietto mezz’ora prima dello spettacolo, accomodatevi e gustatevi le splendide musiche di Rossini, Bizet, Weber, Cajkovskij  dirette da Cristiano Del Monte.

Prezzi biglietti: posto unico € 10,00 (Cagliari), € 5,00 (Dolianova).

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it. Il TeatroLirico di Cagliari si può seguire anche su FacebookTwitterYouTube. Biglietteria online:www.vivaticket.it

Osservate queste due bellissime foto scattate dal fotografo Priamo Tolu in occasione del concerto del Coro e dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari a Dolianova qualche sera fa .

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Ecco il programma dei concerti decentrati per la stagione lirico-sinfonica estiva. Chi si trova in vacanza in Sardegna in questo periodo potrà prendere nota di tutte le date e i luoghi per poter assistere a questi concerti. Fra tutti spicca I Shardana, l’opera del musicista cagliaritano Ennio Porrino ,  eseguito in forma scenica lo scorso settembre 2013, e che verrà riproposta  in forma oratoriale con le principali arie e l’aiuto di un attore. Da sottolineare che tale concerto verrà eseguito in diversi siti archeologici. Una vera “prelibatezza” per i turisti.

Di seguito tutto il cartellone.

Un’Isola di Musica 2014

8 luglio – 14 agosto

martedì 8 luglio 2014, ore 21 – Teatro Lirico di Cagliari

giovedì 10 luglio 2014, ore 21- Barumini, area archeologica “Su Nuraxi”

martedì 15 luglio 2014, ore 21 - Pula, area archeologica di Nora

giovedì 17 luglio 2014, ore 21 - Paulilatino, complesso nuragico di Santa Cristina

I Shardana

Gli uomini dei nuraghi

dramma musicale in tre atti

libretto e musica Ennio Porrino

riduzione in forma di concerto

personaggi e interpreti principali

Gonnario Alessandro Frabotta

Torbeno Giampaolo Ledda

Bèrbera Jonia Lucia Dessanti

Perdu Moreno Patteri

voce recitante Simeone Latini

maestro concertatore e direttore Anthony Bramall

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Marco Faelli

martedì 22 luglio 2014, ore 21 - Dolianova, Sagrato della Cattedrale di San Pantaleo

giovedì 24 luglio 2014, ore 21 – Teatro Lirico di Cagliari

pagine d’opera

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Cristiano Del Monte

maestro del coro Marco Faelli

Gioachino Rossini Semiramide: Sinfonia

Gioachino Rossini Guillaume Tell: Quel jour serein; Hyménée; Pas de six; Gloire, honneur

Carl Maria von Weber Der Freischütz: Ouverture; Jagerchor «Was gleicht wohl auf Erden»

Georges Bizet Carmen: PréludeCoro delle sigaraieEntr’acte

Pëtr Il’i? ?ajkovskij Evgenij Onegin: Introduzione e valzer

lunedì 28 luglio 2014, ore 21 - Paulilatino, complesso nuragico di Santa Cristina

martedì 29 luglio 2014, ore 21 - Barumini, area archeologica “Su Nuraxi”

giovedì 31 luglio 2014, ore 21 – Teatro Lirico di Cagliari

lunedì 4 agosto 2014, ore 21 - Iglesias, Centro culturale

martedì 5 agosto 2014, ore 21 - Dolianova, Sagrato della Cattedrale di San Pantaleo

fiati virtuosi

Orchestra di Fiati del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Michelangelo Mazza

clarinetto Corrado Giuffredi

Wolfgang Amadeus Mozart Serenata in do minore per fiati K. 388

Richard Strauss Serenata in Mi bemolle maggiore per 13 strumenti a fiato op. 7

Michele Mangani Verdiana per clarinetto e orchestra, fantasia su temi delle opere di Giuseppe Verdi

Giuseppe Verdi Nabucco: Sinfonia

martedì 5 agosto 2014, ore 21 - Barumini, area archeologica “Su Nuraxi”

giovedì 7 agosto 2014, ore 21 – Teatro Lirico di Cagliari

carmina burana

Ensemble Strumentale e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Marco Faelli

soprano Valentina Farcas

tenore Gregory Bonfatti

baritono Carlo Checchi

pianoforti Gaetano Mastroiaco, Francesca Pittau

Carl Orff Carmina Burana, cantiones profanae per soli, coro, due pianoforti, timpani e percussioni

giovedì 14 agosto 2014, ore 21 – Teatro Lirico di Cagliari

pagine d’opera

Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Walter Attanasi

maestro del coro Marco Faelli

Giuseppe Verdi

Giovanna d’Arco: Sinfonia

Macbeth: Coro delle streghe

Il finto Stanislao: Sinfonia

I due Foscari: Preludio; Alla gioia; Tace il vento

Oberto, conte di San Bonifacio: Sinfonia

Il Trovatore: Coro degli zingari

Attila: Preludio

I Lombardi alla prima Crociata: O Signore, dal tetto natìo

La Traviata: Preludio; Coro di zingarelle e mattadori

Rigoletto: Scorrendo uniti

Nabucco: Sinfonia; Và pensiero

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Purtroppo nell’arco di due giorni hanno lasciato questa terra due grandi artisti del mondo della musica lirico-sinfonica con i quali ho avuto l’onore di cantare. Si tratta del basso Ivo Vinco e del direttore d’orchestra spagnolo  Rafael Frühbeck De Burgos. Due artisti dalla lunga carriera.

Il Teatro Lirico di Cagliari ha avuto modo di ospitarli in diverse stagioni. Il mio primo ricordo di Ivo Vinco risale al 1981 fra gli interpreti di Adriana Lecouvrer la cui protagonista era la grande Fiorenza Cossotto sua moglie. All’epoca ero ancora una giovane comparsa.

 

Venne poi nel 1982 fra gli interpreti di Gianni Schicchi; e ancora nel 1984 nel Sansone e Dalila, nel 1985 Trovatore, nel 1987 Aida.

Per quanto riguarda invece il direttore d’Orchestra Rafael Frühbeck De Burgos nato in Spagna (Pamplona) ma di origine tedesca, ricordo produzioni come le opere Goyescas e Vida Breve, Atlantida, Fontane di Roma, L’oiseau de feu, Sogno di una notte di mezza estate, Sinfonia 39 Mozart, Capriccio di Strauss.

Registrammo anche un CD di cui allego la copertina.

 

Questi artisti rimarranno sempre nella memoria di tutti noi attraverso le tantissime registrazioni audio e video che ci hanno lasciato.

Nella colonna a destra del blog, una sua intervista

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Che fine ha fatto la corona di RE diesis? Chi l’avrà rubata?”  Sono le prime parole che Maria Cristiana Ardu, guida e animatrice del Teatro Lirico di Cagliari, pone ai piccolissimi della scuola materna di Assemini (CA), prima di cominciare la ormai tradizionale Caccia al Tesoro all’interno dei spazi teatrali.

Questa mattina l’ingresso era più affollato del solito. Infatti , oltre alla fila di persone formata per acquistare  abbonamenti alla nuova stagione lirica, c’erano anche diversi gruppi di scolari e studenti delle scuole cagliaritane pronti per la visita guidata a teatro.

Maria Cristiana Ardu è impegnata con i piccolissimi della scuola materna, incantati da ciò che racconta prima di cominciare il tour.

I personaggi di questa avventura portano i nomi delle note musicali; in tal modo i bambini prendono dimestichezza con i rudimenti della musica. Hanno poi seguito un percorso disseminato da foglie, che li ha portati alla corona del RE diesis dopo aver però visitato il laboratorio della falegnameria con i  falegnami all’opera nella costruzione delle scene; le sarte alle prese con la confezione degli abiti  della Norma che inaugurerà la nuova Stagione Lirica; gli artisti del coro diretti dal maestro Marco Faelli durante le prove nella loro sala coro accompagnati al pianoforte da Gaetano Mastroiaco; e poi la sala prove orchestra e gli strumenti musicali e naturalmente il palcoscenico ; fino a raggiungere la tanto ricercata corona. Una giornata ricca di  nuove scoperte che,( e questo è garantito), i bambini non dimenticheranno facilmente.

Ideatore di tutto ciò è il maestro Eugenio Milia al quale ci si può rivolgere per  informazioni e per poter  prenotare una visita guidata. L’invito è rivolto naturalmente a tutte le scuole di ogni ordine e grado università compresa, ma anche alle scuole di danza, ai gruppi di centri culturali per giovani e anziani, scuole di teatro, associazioni musicali ecc.

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Chi frequenta il mondo della musica e del canto conoscerà sicuramente queste due parole: “tessitura vocale“, ma i non addetti ai lavori probabilmente si chiederanno di cosa si tratti.

Per tessitura vocale s’ intende l’andamento che la voce ha in un brano. Mi spiego meglio. Un coro che esegue un brano dalla tessitura vocale bassa o grave significa che canta principalmente su note scritte all’interno o sotto il rigo musicale. Un brano invece dalla tessitura alta o acuta significa che la maggior parte delle note che andrà a cantare si troveranno fuori dal rigo . Un esempio di vocalità dalla tessitura bassa o centrale è  la Deutsche Messe, D 872 di Franz Schubert , eseguita il mese scorso dal coro del Teatro lirico (vedi link) . L’andamento del brano è decisamente grave. Anche i soprani, che per loro natura hanno voci acute cantano su una tessitura che normalmente è riservata ai contralti. Vi propongo invece l’ascolto di un brano dove la tessitura è veramente acuta e faticosa per tutte le sezioni del coro. Questa è la Missa Solemnis di Beethoven, un vero spauracchio per i cori lirici. Infatti lo si può considerare fra i brani più difficili della storia della musica Corale. Non è un caso che venga eseguito di rado. La fatica vocale è immensa perchè le note, appunto sempre acute, spesso sono tenute molto a lungo con eccessi di pianissimi o fortissimi anche su tempi molto lenti . Insomma, se non si è dei veri esperti di tecnica vocale si rischia davvero di perdere la voce.

Ogni tanto, però, qualche coro si mette in gioco e ci prova .  E’ il caso del Coro del Teatro lirico di Cagliari che, a detta del grande direttore d’orchestra inglese Jeffrey Tate, è considerato fra i migliori del panorama lirico internazionale. Il risultato non è niente male.  Beh, ascoltatelo e poi mi direte.


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Non capita spesso di ritrovarmi dall’altra parte del palcoscenico, ovvero seduta in platea ad ascoltare i miei colleghi. Ieri sera è capitato. Diciamo che la molla è stata  anche la presenza solistica del mezzosoprano Cristina Melis ,  figlia di uno dei miei maestri di canto ,(Gustavo Melis, e della collega Carmen Boi), che posso dire di aver visto nascere e crescere non solo artisticamente parlando. Da quando ha lasciato la nostra città per la carriera solistica, le occasioni di poterla  incontrare sono davvero rare.

Il pianista Giuseppe Albanese ha aperto la serata col Primo Concerto in do minore per pianoforte, tromba e orchestra op. 35 di Dmitrij Šostakovi?. Un concerto brioso, originale che il giovane pianista ha caratterizzato in tutte le sue sfumature. Le sue mani erano leggere, volavano sulla tastiera .Il suo spirito agile ha permesso di effettuare con la facilità di un gioco, qualunque esperimento tecnico ed espressivo. Mi hanno colpito le sue scarpe, bicolori, rosse e nere. Impossibile non seguire quindi anche il movimento dei piedi, ritmico, anche quando non prevedeva l’uso dei pedali. Forse volevano anch’essi sottolineare l’innata sensibilità al grottesco e al buffonesco del compositore? Fatto sta che questo pianista è riuscito a mantenermi  incollata alla poltrona e, dopo aver eseguito due bis avrei voluto che continuasse all’infinito. Col pianista , la prima tromba dell’orchestra, Vinicio Allegrini che non ha fatto altro che impreziosire l’esecuzione.

La seconda parte prevedeva il Concerto per marimba e vibrafono op. 278 di Darius Milhaud, eseguito dal timpanista della nostra orchesta Filippo Gianfriddo, anche lui  dotato di grande talento. Filippo ha quella espressività tipica di chi fa musica prima di tutto per passione ma anche con lo spirito del divertimento. Questo elemento è emerso soprattutto alla fine, con un bis a sorpresa, che ha coinvolto anche gli altri  suoi colleghi percussionisti Emiliano Rossi, Pierpaolo Strinna e Mattia Pia (vi propongo una clip alla fine del post).

Il concerto si è concluso con El sombrero de tres picos, suite n. 1 di Manuel de FallaEl amor brujo, suite dal balletto sempre di Manuel de Falla che comprendeva anche la voce solistica del mezzosoprano cagliaritano Cristina Melis. 

El amor brujo trae spunto dal repertorio storico della musica spagnola, dal canto popolare e dal ritmo dei canti andalusi, dalle danze gitane, ed è ricco di melodie e cambi di tempo, quasi come una specie di percorso nel mondo degli spiriti, dove ritroviamo gli antichi riti, le formule magiche, le canzoni d’amore. Cristina Melis ha saputo caratterizzare bene questo ruolo anche se purtroppo nel primo brano è stata penalizzata forse da un’orchestra troppo sonora (o forse troppo grande rispetto a ciò che il compositore aveva previsto?). Vocalmente la scrittura prevede quasi esclusivamente  l’utilizzo del registro di petto proprio per evidenziare il carattere popolare e tzigano. Lei ha una bella voce, brunita e sonora che mi piacerebbe riascoltare prossimamente in un repertorio sicuramente a lei più consono come i ruoli verdiani di Azucena o Amneris già eseguiti con successo in altri teatri ma non ancora nella sua città.

Il direttore Pietro Mianiti  parmigiano di sicura affidabilità, ha mantenuto le redini dell’orchestra  guidandola ad una esecuzione corretta e senza sbavature .


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Da quando ho aperto questo blog ho avuto tante soddisfazioni (anche qualche amarezza ma su questo preferisco tralasciare). Una delle cose che mi ha maggiormente riempito d’orgoglio è stata sicuramente quella del ricevere  mail di persone lontane dall’ambiente musicale, che hanno cominciato a frequentare il teatro grazie a ciò che hanno letto proprio qui, in questo mio diario virtuale.

Oggi in palestra una signora mi ha detto queste parole: – “Da quando ho cominciato a seguirti ho imparato tante cose. Ho capito  quanto sia importante ma anche faticoso questo tuo lavoro. Quando ho visto per la  prima volta  un’ Opera, ho osservato tutto con molta attenzione avendo letto da te quello che c’era dietro ogni movimento scenico, ogni gesto delle braccia del direttore d’orchestra, ogni suono delle voci e degli strumenti. Ho pensato a quante prove c’erano  dietro tutto ciò, alle emozioni,  al valore di un applauso e all’importanza che ha esso per tutti voi.

L’ho ringraziata con un po’ di emozione e le ho anche detto che c’è  chi invece non ha capito niente di ciò che faccio in questo mio spazio virtuale con passione,  perchè amo il mio lavoro e temo il momento in cui dovrò lasciarlo. C’è chi ha guardato la virgola fuori posto o la forma grammaticale non proprio precisa, senza pensare al contenuto e a quello che ho sempre voluto trasmettere. Non c’è alcun interesse dietro tutto questo ma solo una grande passione e  un grande amore per la musica e l’arte in tutte le sue forme.

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Sapevate che gli artisti del coro e i professori d’orchestra che fanno parte di un Teatro lirico-sinfonico  stabile, sono professionisti altamente qualificati? Essi  hanno fatto un percorso artistico pari, ma a volte superiore, a quello che può avere fatto un solista. I titoli, per la maggior parte di essi, partono da una laurea base come quella del Conservatorio di Musica (spesso conseguito in contemporanea ad   un diploma di scuola superiore) per proseguire poi con delle master class  e corsi di perfezionamento  tenuti da musicisti e cantanti fra i più importanti al mondo.

Dico tutto ciò per far capire che sia l’orchestra che il coro sono composti da tanti solisti che hanno fatto una scelta: quella di suonare o cantare insieme sempre naturalmente dopo aver superato audizioni o regolare concorso. Ciò però, non significa che in diverse occasioni si possa decidere di dare la propria professionalità anche in qualità di solisti .

E’ il caso di Luca Soru, professore d’orchestra cagliaritano che in questi giorni sarà il violino solista di un concerto dell’Orchestra da camera del Teatro Lirico di Cagliari in tournée in vari centri della Sardegna.

Luca Soru, che è figlio d’arte, ha incominciato lo studio del violino al Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari diplomandosi con il massimo dei voti e la lode.
Durante il suo percorso scolastico, ha vinto varie selezioni che gli hanno permesso di esibirsi come solista accompagnato dall’Orchestra degli insegnanti del Conservatorio di Cagliari, nei concerti per violino di Józef Wieniawski, Johannes Brahms e Wolfgang Amadeus Mozart.
Ha poi proseguito gli studi nella scuola di Alto perfezionamento musicale di Portogruaro, frequentando sia il triennio dell’Accademia invernale che i corsi estivi, sotto la guida dei violinisti Pavel Vernikov, Abram Sthern, Zinaida Gilels, Eugenia Chugaieva, Adrián Chamorro, Dejan Bogdanovich.
Ha inoltre conseguito il diploma pareggiato al Conservatorio di San Pietroburgo, sotto la guida della celebre violinista Nina Beilina.
Si è successivamente perfezionato, con i solisti Vadim Brodski, Massimo Quarta, Serguei Diachenko, Antonio Salvatore.
Ha suonato, in qualità di primo violino di spalla in numerose orchestre, tra le quali quella del Teatro Lirico di Cagliari dove lavora attualmente.
Ha avuto modo di lavorare con  direttori  di prestigio come Carlo Maria Giulini, Georges Prêtre, Tom Koopman, Christopher Hogwood, Lorin Maazel, Iván Fischer, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Rafael Frühbeck De Burgos, Rudolf Barshai.
Ha al suo attivo numerosi concerti sia in veste solistica, che in formazioni cameristiche varie con programmi che spaziano dal barocco alla musica contemporanea.
E’ stato vincitore di varie selezioni nazionali e nel 1994, del concorso di “Primo Violino dei Secondi” al Teatro Lirico di Cagliari, posto che attualmente ricopre.
E’ Fondatore e Vicepresidente nazionale del Movimento per la Cultura, nonché Coordinatore per la regione Sardegna.

Di seguito il programma , le date e i luoghi del concerto.

martedì 11 giugno 2013, ore 21 – Teatro Centrale di Carbonia
mercoledì 12 giugno 2013, ore 21 – Teatro Garau di Oristano
giovedì 13 giugno 2013, ore 21 – Chiesa di San Francesco di Villanovaforru
venerdì 14 giugno 2013, ore 21 – Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta di Cabras
sabato 15 giugno 2013, ore 21 – Cattedrale di San Pantaleo di Dolianova

 

Orchestra d’archi del Teatro Lirico
direttore Giampaolo Zucca
violino Luca Soru

Johann Sebastian Bach Concerto per violino BWV 1041 in la minore
Antonio Vivaldi Concerto per archi e basso continuo F. 11 n. 4 in La maggiore
Johann Sebastian Bach Suite n. 3: aria sulla 4^ corda
Antonio Vivaldi Sinfonia in do RV 719 “L’incoronazione di Dario”
Antonio Vivaldi Sinfonia in si minore RV 169 “Al santo sepolcro”
Tomaso Albinoni Sinfonia in sol T. Si. 8
Antonio Vivaldi Concerto per archi e basso continuo RV 151 in Sol maggiore “Alla rustica”
Antonio Vivaldi Concerto madrigalesco RV 129 in re minore
Antonio Vivaldi Concerto in sol minore RV 153

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UN GRANDE REQUIEM PER RICORDARE LA CAGLIARI BOMBARDATA

L’opera di Cherubini con il Coro Collegium Karalitanum e l’Orchestra Incontri Musicali

La maestosità e la bellezza del Requiem in do min. di Cherubini, due prestigiosi interpreti della musica isolana il Coro Collegium Karalitanum e i professionisti dell’orchestra Incontri Musicali diretti da Giacomo Medas, la spendida cornice della chiesa di Sant’Eulalia è nasce l’evento,  organizzato dalla Vicaria della Cattedrale di Cagliari e dalla parrocchia di Sant’Eulalia, sabato 11 maggio alle ore 21,00  per l’ultima serata di Sonus de Atongiu 2013 – Concerti di Pasqua (organizzata da Incontri Musicali in collaborazione con Collegium Karalitanum) con il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune di Cagliari,  per ricordare il 70° anniversario dei bombardamenti sulla città di Cagliari.

La famosissima opera che Cherubini scrisse nel 1815 per ricordare la morte del fratello del re francese Luigi XVIII fu molto apprezzata da Beethovem Schumann e Berlioz tanto che venne eseguita proprio ai funerali di Beethoven.

Il Coro Collegium Karalitanum sulle scene da circa 40 anni è una delle formazioni sarde più apprezzate anche fuori della Sardegna e vanta numerose presenze in importanti Festival e manifestazioni internazionali (Barcellona, Neuchatel,  Arezzo, Calceranica al Lago, Santa Margherita Ligure, Garlenda, Roma, Embrun, Siena, Parigi, Principato di Monaco e Camera dei Deputati) ed il suo Festival internazionale corale di Musica sacra che si tiene annualmente a fine novembre è molto apprezzato e ricercato da prestigiosi cori internazionali.

 Le manifestazioni per ricordare i giorni dei bombardamenti a Cagliari cominciano sabato alle 20 sempre nella chiesa di Sant’Eulalia con l’inaugurazione della mostra fotografica e alle ore 21 il Requiem di Cherubini; lunedì 13 maggio sempre nella chiesa di Sant’Eulalia alle 16,30 Tavola rotonda coordinata dal Prof. Pasquale Mistretta  e dopo i saluti di Don Marco Lai e di S.E. Mons. Arrigo Miglio daranno la loro testimonianza numerose personalità che hanno vissuto il tragico evento.

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Il dolore più grande che un genitore possa provare è sicuramente quello della perdita di un figlio, un dolore per il quale non ci sono cure. Se poi questo viene moltiplicato per tre allora veramente si può rischiare di impazzire, a meno che non si reagisca in qualche modo.

Lo ha fatto  Dvo?ák, compositore ceco, alla morte di sua figlia Josefa, componendo uno Stabat Mater, Josefa morì per una causa accidentale, bevendo per errore del fosforo.   Tuttavia, Dvo?ák fu costretto a rinviare l’orchestrazione dei lavori, per ottemperare ad alcuni suoi obblighi. Si ridedicò ahimè a questa composizione nel 1877, quando anche gli altri suoi due figli morirono a distanza di poco tempo. La versione definitiva della composizione fu redatta fra l’inizio di ottobre e il 13 novembre 1877 a Praga.

Stabat Mater è il primo lavoro di Dvo?ák di tema religioso. È diviso in dieci parti ciascuna autonoma; solo la prima e l’ultima parte sono connesse tematicamente.

La prima esecuzione fu il 23 dicembre 1880 al concerto della Jednota um?lc? hudebních (Associazione degli Artisti nella Musica) a Praga. La eseguì l’ensemble del ?eské prozatímní divadlo (Teatro Provisionale ceco), diretta da Adolf ?ech, con solisti Eleanora Ehrenberg, Betty Fibich, Antonín Vávra e Karel ?ech. Il compositore Leoš Janá?ek diresse quest’opera un anno e mezzo dopo, il 2 aprile 1882, a Brno. Poi fu eseguita a Budapest e poco dopo in tutto il mondo. Fu invitato a Londra nel 1884 dove la diresse al Royal Albert Hall con un organico impressionante (più di 800 coristi) contribuendo ampiamente al riconoscimento del suo valore delle sue opere in Gran Bretagna.

Lo Stabat Mater per soli, coro e orchestra op. 58 di Antonín Dvo?ák sarà diretto da Hansjörg Schellenberger, già applaudito dal pubblico del Teatro Lirico di Cagliari, e proveniente dal prestigioso ambiente dei “Berliner Philharmoniker”. Le voci soliste hanno tutte grande esperienza nel repertorio sacro: Alexandra Coku (soprano), Claudia Marchi (contralto), Roberto Iuliano (tenore), Ralf Lukas (basso). Il maestro del coro è Marco Faelli.

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Il mezzo soprano spagnolo María José Montiel ritorna il 7, 8 e 10 marzo all’Auditorio di Milano per uno degli eventi più importanti dell’anno verdiano nella città italiana, l’esecuzione della Messa da Requiem.

La cantante di Madrid sarà accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi: “Questa è una delle opere più complete di Verdi – ha dichiarato Montiel - e ogni volta che la canto scopro nuovi dettagli, nuovi colori. Inoltre cantare Verdi nell’anno del bicentenario della sua nascita, e nell’ambito delle celebrazioni organizzate dalla città di Milano, lo renderà ancora più speciale ed emozionante“.

Montiel ha interpretato il Requiem verdiano innumerevoli volte, diretta da bacchette importanti come quella di Riccardo Chailly. Dopo l’impegno milanese, Montiel viaggerà all’Opéra National di Parigi per La Gioconda e al Teatro de La Maestranza di Siviglia per Rigoletto.

www.mariajosemontiel.com

http://www.laverdi.org/italian/dettaglio_evento_categoria.php?eventoID=676

https://www.facebook.com/mariajosemontiel?ref=ts
<https://www.facebook.com/mariajosemontiel?ref=ts&fref=ts > &fref=ts

Per interviste contattare Fidelio Artist. Tel.: +34 616 760 866

<mailto:mcereijo@fidelioartist.com> mcereijo@fidelioartist.com

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Cala il sipario sul Festival di Sanremo dopo la proclamazione del vincitore Marco Mengoni.

Personalmente avrei gradito la vittoria dei Modà, perchè come pochi mi hanno trasmesso emozioni. Ma sappiamo che il televoto, (che nelle antiche edizioni non esisteva), può modificare e decidere ciò che la giuria tecnica stabilisce dietro un’attenta valutazione degli elementi: voce, interpretazione, intonazione, qualità del testo e della musica.

Comunque saranno le vendite sul mercato discografico (o virtuale) a stabilire il vero vincitore del 2013.

Che dire…C’è chi il Festival non lo guarda, giustamente perchè non gli piace, chi invece se lo spulcia, come me, e chi invece lo subisce.

Da noi la tradizione “tutti sul divano davanti alla TV” si è ripetuta anche stavolta con  la variante che insieme a noi c’erano PC, IPAD e SMARTPHONE per poter sentire in diretta il parere di amici e parenti. Il tifo, in generale,  era soprattutto per Elio e le storie tese che si è portato a casa ben due premi: migliore arrangiamente e premio della critica. Artisti geniali e originali oltre che per le canzoni anche nei travestimenti. Infatti il gruppo si è presentato prima con delle teste malformate versione Frankstein, e poi in versione  “tutti obesi“. Un plauso particolare deve andare assolutamente ai professionisti fuori scena come  i truccatori e i sarti che hanno saputo trasformare bene questi artisti. Il trucco teatrale è un settore davvero sorprendente. Ci sono dei grandi maestri-professionisti della trasformazione ai quali sarebbe stato giusto dare un premio. Non parlo solo di per il gruppo di Elio, ma anche per tutti gli altri artisti sul palco.

I truccatori , quelli televisivi,hanno un compito importante perchè l’immagine di un artista, al primo impatto, è  importante quanto la canzone. Quando ero ragazzina, per prima cosa mi colpiva l’immagine, poi la voce e dopo il testo.

Voglio fare i miei complimenti anche ai giovani ma in particolare alla mia conterranea Ilaria Porceddu che ha ben figurato.Una bella voce, un bel testo e una buona interpretazione, completati da una bella presenza associata ad  un look elegante e raffinato. I mie complimenti e l’augurio di una bella carriera perchè se la merita tutta.

Due parole sui presentatori.

Fazio e Littizzetto è sicuramente un’accoppiata vincente. Personalmente non gradisco certe volgarità di cui la Littizzeto fa uso . Lei è brava e intelligente e sono sicura che anche senza,  riuscirebbe  a mantenere viva l’attenzione del pubblico. Purtroppo dicasi lo stesso di Fazio che la spalleggia ma con un finto moralismo.

Da non lasciar cadere nel vuoto l’appello dei colleghi dell’Orchestra di Sanremo che , tramite un mega cartellone letto dalla Littizzetto, hanno sottolineato le difficoltà che anche il loro teatro sta attraversando , con a rischio tanti posti di lavoro.

Gian Mattia D’Alberto / lapresse
04-02-2013 Sanremo IM
spettacolo

 

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Nonostante anche il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino  (come il Teatro Lirico di Cagliari ed altri Teatri lirici italiani), stia  attraversando un momento difficile, le masse artistiche continuano a dare il meglio nelle loro produzioni.

Zubin Mehta dirigerà l’Orchestra del Maggio a Roma , nella Sala Nervi della Città del Vaticano alla presenza di Sua Santità Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

Il concerto sarà trasmesso in diretta televisiva alle ore 18.00 da TV2000 e Telepace, in diretta radiofonica dalla Radio Vaticana e potrà essere seguito in streaming sul sito della Radio Vaticana e del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

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Oggi voglio parlarvi di piccole curiosità che riguardano alcuni strumenti musicali ed in particolare quelli a fiato.

Chi non è del mestiere  può  trovarsi davanti  oggetti  musicali  senza conoscerne l’esatta funzione.

Ad esempio la sordina di una tromba.

La sordina è quell’aggeggio che viene introdotto all’interno dello strumento a fiato ( tromba, trombone o basso tuba) , per ridurre la quantità di suono emessa.

Ecco di seguito alcune foto.

Nella prima, il maestro Luigi Corrias, professore d’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari ,mostra alcune trombe con annesse le sordine.

Questa invece è la sordina dello strumento a fiato più grande della sezione ottoni: il basso tuba

Altri accessori annessi agli strumenti a fiato, e questa volta dei legni (fagotto, clarinetto, oboe ecc.), sono le ance, che gli strumentisti confezionano personalmente. Queste sono parte integrante  dello strumento, esattamente la parte  in cui  viene prodotto il suono attraverso la bocca.

La prima foto sottostante mostra lo strumentista che prepara un ancia, la seconda invece mostra una confezione di ance già pronte per fagotto.

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Cristina Melis mezzosoprano

Nonostante le vicende negative che girano intorno al nostro teatro, noi lavoratori abbiamo sempre reagito cercando di continuare a fare il nostro lavoro con passione e professionalità.  Il pubblico, quello degli abbonati che ci sostiene nelle nostre battaglie, ci appaga mostrando entusiasmo e continuando a a seguirci nonostante i problemi nella programmazione.
Il Nabucco è stato un vero trionfo della stagione lirica passata  e così pure il Requiem di Verdi eseguito ieri sera all’interno della Stagione sinfonica.
Una grande opera che rappresenta un altro Verdi , anche se, ascoltandolo con attenzione, sembra di sentire all’interno di esso un concentrato di tutte le sue opere, da Aida a Don Carlo da Otello a Falstaff.
I solisti sono stati all’altezza della situazione. Punta di diamante della serata è stata sicuramente il mezzosoprano Cristina Melis, cagliaritana, che si esibiva per la prima volta nella sua città in qualità di solista. Cristina è figlia d’arte. Il padre Gustavo era maestro di canto (anche mio), e la madre Carmen, anch’essa mezzosoprano, collega del coro.

La sua è una voce ampia, agile, dal colore brunito, senza problemi di estensione e con un registro di petto particolarmente intenso tanto da conferire la giusta drammaticità a questo ruolo.
Di grande presenza vocale e scenica è sicuramente il basso Riccardo Zanellato, chiamato a sostituire all’ultimo momento Mattia Denti, che ha dovuto lasciare per indisposizione. Purtroppo il problema salute ha colpito un po’ tutti compreso  il tenore che, nonostante tutto, ha dato una prova più che decorosa. Il soprano Serena Daolio, dotata di bellissime mezze voci e filati, forse non è proprio adatta a  questo ruolo. La scrittura musicale  è impervia perchè si barcamena fra  note medio-acute ma allo stesso tempo presenta alcuni punti  di intensa tessitura centrale che prevedono una voce più corposa.
La direzione è affidata al maestro Marco Guidarini che ha condotto con piglio deciso e sicuro l’insieme dell’opera cercando gli equilibri nelle grandi sonorità fra coro e orchestra e ricercando effetti sonori di grande impatto emotivo,  dai pianissimi sussurrati a delle vere e proprie esplosioni di suono.

Ho incontrato il maestro Guidarini nel suo camerino e al quale ho chiesto di raccontare il Requiem verdiano dal suo punto di vista  interpretativo. Un’ interessante guida all’ascolto per chi verrà a sentire il Requem questa sera alle 19.

I ruoli solistici, come già detto sopra sono affidati a: Serena Daolio, Cristina Melis , Alessandro Liberatore , Riccardo Zanellato.  Il maestro del coro è Marco Faelli.

Coro e orchestra del Teatro Lirico di Cagliari


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Voglio regalare il post di oggi ad un artista che ha accompagnato tutta la mia vita.

Ero bambina quando in casa mia risuonava a tutto volume la radio con “24.ooo baci“! Certo, ero molto piccola, ma chissà perchè me la ricordo molto bene. La nostra domestica allora, era pazza di lui  e quando c’era Celentano alla radio, il volume veniva sollevato al massimo.

Quando si sposò, la colonna sonora del suo matrimonio durante la serata, era “La coppia più bella del mondo”

Ma il ricordo più nitido è sicuramente la sua vittoria al  Festival di Sanremo  (spettacolo televisivo  cui tutti assistevamo in religioso silenzio) e la sua canzone  in coppia con la moglie Claudia Mori: “Chi non lavora, non fa l’amore“.

Lui era uno spettacolo ascoltarlo e vederlo. Mi piaceva tuttol’insieme: il coro, il direttore e l’orchestra. Avrei dato qualunque cosa per essere lì a guardarlo dalla prima fila. Sogni di una bambina con la passione per la musica da sempre.

Poi sono arrivati gli anni in cui ho cominciato a strimpellare la chitarra , e  “Azzurro” è stata compagna di viaggio di tante gite. Facili accordi e un testo importante. ” Dai Ale, suona azzurro che la sanno tutti“, mi sono sempre sentita ripetere.

No, no, basta così, non ho voglia di farmi prendere dalla nostalgia al ricordo degli anni andati!

Auguri Adriano Celentano per i tuoi 75 anni, e grazie per le emozioni che ci hai riservato e che ancora ci riserverai in futuro!

Chissà se leggerai questo mio post, nel caso (molto remoto), lasciami un messaggio che mi farà piacere.


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Gli spartiti in pensione?

Ormai questa trasormazione si attendeva da un giorno all’altro. Mesi fa ho realizzato  un’intervista al mezzosoprano Anita Rachvelishvili intitolandola L’artista tecnologica, perchè è la prima cantante che ho visto servirsi di un tablet al posto degli spartiti, durante una prova all’italiana.

Ebbene, a pochi mesi di distanza ecco una notizia simile che però riguarda la Filarmonica di Bruxelles .Infatti questa, è la prima orchestra che utilizza i tablet invece degli spartiti musicali su fogli di carta.

Sotto la direzione del francese Michel Tabachnik i 92 orchestranti hanno suonato il Bolero di Maurice Ravel e le opere di Richard Wagner – le note erano riprodotte sulle tavolette Samsungs Galaxy Note 10.1 da 16 GB. Qualche incertezza iniziale c’è stata: i musicisti devono infatti abituarsi a girare la pagina virtuale, facendo scorrere le dita sullo schermo.

Ebbene, se da un lato la notizia mi esalta per l’evoluzione tecnologica anche in campo musicale, da un lato mi intristisce. Quegli spartiti, quei libri dal profumo di carta e inchiostro che hanno accompagnato tutta la mia vita professionale, non ci saranno più. Ne ho una libreria piena, e penso che li terrò quasi come reliquie affinchè un domani i miei pronipoti  possano vedere e capire che lavoro manuale c’era dietro ogni nota, dietro ogni esecuzione, con tutti i segni a matita suggeriti dai vari maestri di coro e grandi direttori d’orchestra con i quali ho avuto la fortuna di  lavorare. Qualcuno reca anche qualche autografo importante. Sob!

C’è da dire però che l’utilizzo dei tablet, in questi tempi di crisi, porterà un grande risparmio anche verso la natura. Pensate alla grande quantità di carta che non sarà più utilizzata, risparmiando tanti alberi!

Nella Filarmonica di Berlino si  è calcolato un risparmio di 25mila euro per i 100 concerti programmati nell’arco di un anno. Pensate che tutte le modifiche costringevano difatti a rifare le copie – un processo complesso e laborioso – invece oggi basta un clic per avere lo sparito completamente aggiornato.

Ma c’è un ma. E se il tablet dovesse in qualche modo incepparsi? Magari durante un’esecuzione? Che rischi comporterebbe?

Beh, questi purtroppo sono i rischi che si possono correre anche con gli spartiti di carta.

A me ad esempio, è capitato di trovarmi a cantare ad un concerto all’aperto, ovviamente con lo spartito, ed  improvvisamente rimanere completamente al buio a causa di un blackout. Finchè il coro e l’orchestra hanno ricordato a memoria, si è andati avanti, ma poi è stato inevitabile l’arresto dell’esecuzione.

In questo caso il tablet, che non è collegato alla rete elettrica,  avrebbe permesso di continuare senza problemi .

Pro e contro dell’evoluzione tecnologica.

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Gli applausi sono sempre graditi, soprattutto quando questi arrivano abbondanti per un concerto di musica contemporanea.

Ieri è stata una bella sorpresa al Teatro Lirico di Cagliari. Un folto pubblico ha appaludito il coro e l’orchestra per un programma davvero difficile.

L’apertura della serata ha avuto come protagonista l’orchestra nel  Trittico Botticelliano di Ottorino Respighi, che prendeva in esame tre capolavori del grande pittore fiorentino: “La Primavera”, “L’adorazione dei Magi”, “La nascita di Venere”. Di seguito la  “Tabula” e i “Madrigali per orchestra” di Gianfrancesco Malipiero, rielaborazioni (“è cambiato il vestito, non il corpo”, diceva l’autore) di madrigali dal “Settimo Libro” di Claudio Monteverdi.

Nella seconda parte invece il protagonista è stato il coro, col soprano Elisabetta Scano solista dei Due brani greci di Ildebrando Pizzetti.  Il soprano Elisabetta Scano non ha bisogno di presentazioni. Ogni sua esecuzione stupisce piacevolmente per la sicurezza nell’emissione vocale e musicale e a  maggior ragione  ieri sera  in questi due brani di musica del 900.

La serata si è conclusa poi con la prima esecuzione mondiale del brano La tavola di smeraldo, del musicista contemporaneo Sergio Rendine (che era presente in sala), ispirato al personaggio leggendario greco Ermete Trismegisto.

Il brano presentava numerose difficoltà musicali e vocali che il coro e l’orchestra del Teatro Lirico hanno affrontato e superato brillantemente con professionalità grazie anche alla preparazione del maestro Marco Faelli e  al maestro Filippo Maria Bressan,che ha diretto il concerto con gestualità delicata ed espressiva , ma allo stesso tempo sempre attento agli equilibri fra voci e strumenti.

  Il pubblico ha percepito , premiando con  lunghi applausi.

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Ieri , alla prima prova del  coro con l’orchestra, del concerto Aleksandr Nevskij, ( il concerto che aprirà la stagione sinfonica al Teatro lirico di Cagliari ) sono rimasta incantata dalle  percussioni situate davanti a me. Una fila di percussionisti muniti ognuno di uno strumento diverso: gong cinese, tam tam,  maracas, campane tubolari, timpani, xilofono, legnetti ecc .  Questa musica di Prokofiev è particolarmente intensa e difficile non soltanto per il coro, che abbonda di La e Si ( tenori e soprani), ma anche per l’orchestra arricchita appunto di molte percussioni e fiati .

Durante la pausa ho fatto una chiacchierata col collega Pierpaolo Strinna che mi descriveva il percorso di studio che serve per  diventare un percussionista. Si devono frequentare ben 8 anni di studi al Conservatorio per conseguire  il diploma. Negli studi specifici sono comprese anche diverse materie complementari obbligatorie con esame finale di licenza.


- Teoria, solfeggio e dettato musicale: 3 anni nel periodo INFERIORE
– Solfeggio per percussionisti  1 anno , dopo la Licenza di Solfeggio triennale
– Pianoforte complementare: 4 anni nel periodo INFERIORE con inizio dal 2° anno
– Cultura musicale generale (armonia complementare): 2 anni nel periodo SUPERIORE
– Storia della musica: 2 anni nel periodo SUPERIORE

Nei momenti in cui il coro non canta ho osservato con attenzione i colleghi percussionisti  e riflettevo di quanta fatica ed energia  fisica è richiesta per poter eseguire bene questa musica di Prokofiev.

E pensare che ci sono persone che quando sentono che facciamo i musicisti, ci ridono in faccia sottolineando che questo non è un lavoro e tanto meno faticoso! Allora invito tutti coloro che saranno al concerto, di portarsi i binoccoli e di osservare attentamente ogni musicista: dal violinista  alla tromba, dal batterista al timpanista e  agli artisti del coro, soprattutto durante l’essecuzione dalla Battaglia sul Ghiaccio.

Forse si capirà meglio il grande impegno fisico che comporta il nostro lavoro.

 

 


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Enrico Brignano, l’attore romano lanciato anni fa dalla fiction RAI Un medico in famiglia, oggi è fra gli attori comici più accreditati.

Ho trovato in rete questo video e vi garantisco che ho riso veramente a lacrime. Lui analizza l’Opera lirica dal suo punto di vista, ma credo che rispecchi il punto di vista anche di tante altre persone che non seguono l’Opera.

Al di là della vena comica, mi sono soffermata ad analizzare alcune sue considerazioni.

Perchè  il cantante lirico canta in quel modo incomprensibile?

Beh, torniamo indietro nel tempo. Nei teatri, anticamente , non esisteva certo l’amplificazione con i microfoni e le voci, che erano accompagnate da strumenti e orchestre, dovevano superare questo suono affichè il pubblico potesse sentirle. Nasce quindi l’impostazione vocale e cioè quel modo inusuale di porgere la voce. Questo è  un modo che però  penalizza  la comprensione delle parole, anche se amplifica la voce in maniera naturale portandola al punto da superare perfino una grande orchestra. La voce diventa così potentissima. Non è assurdo quando si dice che una voce lirica può rompere un bicchiere di cristallo. E’ stato sperimentato.

Lo studio del canto lirico è uno studio meticoloso e lungo che porta il cantante a ricercare le risonanze naturali del proprio corpo: la risonanza di petto, il suono in maschera, il suono di testa. Il corpo diventa come  una cassa armonica proprio come  uno strumento. Ognuna di queste parti del corpo garantisce un’amplificazione della voce a seconda dell’altezza delle note che si andranno a cantare.

Per quanto riguarda la comprensione delle parole, oggi la tecnologia ci viene incontro. Infatti, in quasi tutti i teatri esistono i sopratitoli che aiutano anche a capire le opere in lingua straniera.

Sul fatto che i cantanti lirici debbano essere in carne, è ormai passato di moda. Se prima un soprano  superava i 100 kg  e la magrezza era associata alla paura di perdere la voce, oggi si è stabilito che le due cose non hanno alcuna correlazione e anzi, un fisico tonico e asciutto può essere solo d’aiuto per una buona respirazione oltre naturalmente che per una bella presenza scenica   adeguata ai ruoli.

Ciò non toglie che l’attore Enrico Brignano sia davvero un grande: gustatevi questo video


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Sabato ricco di cultura, quello appena passato. Poco prima dell’evento che vedeva parte del coro e dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari impegnato nell’opera Sonnambula al parco della Musica, l’altra parte eseguiva, nella cattedrale cagliaritana, il Magnificat di Bach davanti ad un folto pubblico. Chi c’era ha detto di aver sopportato il grande caldo con piacere a favore della bella esecuzione bachiana.

I solisti, come per la Sonnambula, erano i colleghi artisti del coro . La serata era dedicata alla conterranea Rossella Urru.

Ecco uno stralcio-video del concerto realizzato da Luca Murgia.

 


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Bellissima serata ieri al parco della musica. Un pubblico numeroso è venuto ad acclamarci nella esecuzione della Sonnambula di Bellini in forma oratoriale.

Inizialmente l’opera era prevista in forma semiscenica ma per svariati motivi tecnici questo non è stato possibile. E’ stata comunque una bella idea che il pubblico ha mostrato di apprezzare.

Importantissime le voci che hanno reso lo spettacolo ancora più interessante. I tre solisti, artisti del coro cagliaritano, hanno dimostrato che non esistono artisti di serie A e serie B . Il tenore Oscar Piras, il soprano Beatrice Murtas e il basso Antonello Pippia hanno strappato applausi a scena aperta nelle famosissime arie dell’opera belliniana.  Il coro di rimando ha fatto da cornice a tutto l’opera e la voce recitante di Simeone Latini, ha cucito le parti mancanti  con la sua bella dizione e interpretazione attoriale. Certo,  c’è da tenere conto che gli spettacoli all’aperto possono riservare qualche imprevisto dovuto ai problemi acustici, ma credo che questo diventi un problema secondario quando nell’insieme lo spettacolo è gradevole e di facile ascolto.

Ora si punta a continuare su questa linea perchè il pubblico cagliaritano, ma anche i tanti turisti che affollano la nostra città in questi mesi, abbia la possibilità  di ascoltare buona musica al fresco e in una bella cornice. Si avrà col tempo, l’opportunità di perfezionare l’organizzazione come quella di poter sistemare delle sedie per garantire maggiore comodità soprattutto alle persone anziane o con problemi motori.

Nelle foto alcuni momenti di eri sera prima e durante lo spettacolo

foto di Luca Murgia

 

 

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Emma Matthews

Se questo sabato non avete ancora dei programmi, vi consiglio vivamente di organizzarvi per venire al Parco della Musica ad ascoltare e vedere La Sonnambula di Vincenzo Bellini eseguita in forma semiscenica dal coro e dall’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari Sarà proprio una novità, soprattutto per chi  non ha mai ascoltato un’opera. Si renderà conto di come tutte queste musiche siano motivi famosissimi ed orecchiabili . Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un libro di musica delle scuole medie e, alla fine del volumetto ho ritrovato tanti brani tratti da concerti e da opere e ben due dalla Sonnambula. Brani che si eseguivano anche con strumenti poveri quali il flauto dolce oppure in coro da tutta la classe.

E poi, poter vedere a distanza ravvicinata un’orchestra non è cosa di tutti i giorni. Si potranno osservare gli strumenti da vicino uno per uno e gli stessi professori d’orchestra saranno a disposizione per togliervi ogni curiosità. Portate anche i bambini e vedrete come saranno attratti dalla musica dal vivo  e dalle voci del coro.

Questa edizione della Sonnambula è particolare perchè intanto i solisti avranno gli abiti  di scena ed eseguiranno solo i brani più famosi dell’opera e, a fare da filo conduttore ci sarà un attore, un bravissimo attore cagliaritano: Simeone Latini che racconterà i momenti cruciali.

I personaggi principali  saranno  interpretati dai solisti del coro: Il soprano Beatrice Murtas impersonerà la Sonnambula, Elvino sarà il tenore Oscar Piras e, nella parte del conte ci sarà il basso Antonello Pippia.

foto tratta dal sito http://operagasm.com
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CRONACA DI UNA GIORNATA SPECIALE

Quella di ieri è stata sicuramente una giornata speciale, di quelle che difficilmente si potranno dimenticare. Una giornata che rimarrà nella memoria in maniera indelebile. Ieri, Roma, ha accolto i rappresentanti delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche che ormai da diversi anni stanno vivendo un momento difficile: i tagli finanziari e il totale disinteresse  da parte di chi ci governa, con l’intento forse, di farle scomparire oltre   alle tante norme assurde come la legge 100 che impedisce ai lavoratori di fare musica al di fuori dal proprio teatro anche solo a titolo benefico .

Ieri l’unico neo è stato la pioggia, insistente, nel momento in cui ci si sarebbe dovuti radunare in piazza Santi Apostoli per poter regalare ai romani e ai tanti turisti un grande concerto. Durante un pasto veloce in un ristorantino vicino alla Piazza, ci sono stati i primi incontri.

Accanto al nostro tavolo infatti abbiamo incontrato una delegazione del Teatro di Bologna. C’è stato subito uno scambio d’idee e un confronto sui problemi ognuno del proprio teatro.

All’uscita dal locale però la pioggia continuava , la piazza era quasi pronta per accoglierci con le forze del servizio d’ordine ma impossibile pensare ad un concerto con tali difficoltà. Gli strumenti temono l’umidità e il pubblico non sarebbe  certo rimasto sotto l’acqua ad ascoltarci. Ci è stato tempestivamente comunicato che tutta la manifestazione si sarebbe spostata verso l’Auditorium Parco della Musica. Se da un lato mi  dispiaceva dover abbandonare lo spazio prestabilito, dall’altro mi piaceva l’idea di poter conoscere questo luogo di cui avevo sentito parlare ma che non avevo avuto ancora modo di conoscere.

Uniti dalla stessa arte, capita periodicamente di poter lavorare insieme, da un teatro all’altro, anche per brevi periodi. Ad esempio molti colleghi di Verona  vengono a Cagliari e viceversa. Così pure  diversi colleghi dell’Accademia di Santa Cecilia in qualche occasione sono venuti a darci man forte in alcun spettacoli dove era richiesto un organico consistente.

Girando fra i tanti musicisti e artisti, davanti all’Auditorium , con al mia  videocamera,  ho potuto immortalare  momenti d’incontro tra  coristi e musicisti dei diversi teatri che si sono ritrovati dopo tanti anni.  Per alcuni istanti mi pareva di essere nella famosa trasmissione della Carrà: baci, abbracci qualche lacrima di commozione e allo stesso tempo la realizzazione che in tanti si ritrovavano lì senza una prospettiva lavorativa .

Alcuni teatri infatti sono stati commissariati, altri addirittura sono a rischio chiusura.

Ognuno ha messo bene in vista il proprio  striscione dove gridava la rabbia per questa assurda situazione.

Le telecamere e le macchine fotografiche della stampa nazionale rimbalzavano da uno striscione all’altro . I giornalisti davano voce soprattutto a chi , con grandi sacrifici ha dedicato il suo tempo gratuitamente per organizzare tutto ciò.

In prima linea i colleghi dell’Accademia di Santa Cecilia rappresentati da Carlo Putelli, Marco Santarelli, Lorella Pieralli  .

Una volta entrati nella sala da concerto dopo una introduzione dei rappresentanti sindacali, l’orchestra e il coro, nella formazione nazionale, hanno dato inizio a quello che può definisrsi un concerto storico, eseguendo popolari brani: dall’Alleluia di Haendel al Requiem di Mozart, dal Va pensiero verdiano all’Inno alla Gioia di Beethoven diretti dal maestro Bettinelli.

Poi una delegazione di tutti i rappresentanti è stata ricevuta dal ministro Ornaghi.

Un’unica voce. Un’emozione forte.


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