Articolo taggato “opera”

Lei è Minnie, una ragazza affascinante e colta che gestisce un locale, la Polka. I frequentatori di questo locale sono i minatori  del campo vicino  impegnati nella ricerca dell’oro. Siamo in California nel 1850, nel pieno della “febbre” e tutti nel loro piccolo hanno dei risparmi.

Il locale di Minnie è un luogo dove i minatori si riuniscono per trovare  un po’ di svago, bevono e giocano a carte superando lo sconforto alla solitudine. Minnie, vista come compagna e confidente di tutti, era anche custode dei loro averi e cercava di dare loro anche un po’ di istruzione  leggendo pagine della Bibbia.

Fra i minatori c’è anche lo sceriffo Jack Rance che si è apertamente dichiarato con la ragazza  senza alcun riscontro.

 Jack Rance avvisa tutti , che in quei giorni è in circolazione una banda di predatori capitanati dal terribile bandito Ramerrez, il quale ha come mira, proprio i risparmi dei minatori.

Intanto giunge alla taverna  un forestiero di nome Dick Johnson che Minnie aveva già incontrato in altra occasione e per il quale era scattato un colpo di fulmine.

All’ingresso del locale i loro sguardi si incrociano e scocca subito la scintilla al punto che i due, dopo un paio di volteggi di danza, si ritirano in disparte dichiarandosi amore reciproco. La ragazza invita  Dick a seguirla nella sua capanna della foresta, per un ultimo saluto prima che lui riparta.

Lo sceriffo Rance viene a scoprire che il forestiero innamorato di Minnie in realtà è il pericoloso bandito Ramerrez . Bisogna quindi farlo sapere  a Minnie prima che lui se ne approffitti.

Sdegnata, Minni costringe Dick ad abbandonare immediatamente la capanna, ma mentre questi è sul ciglio della porta , viene colpito con un colpo di pistola dallo sceriffo  nascosto nei pressi. Lei impietosita lo fa rientrare nascondendolo nel solaio. Quando lo sceriffo arriva, lo cerca dappertutto. Non lo avrebbe trovato se non fosse che dal solaio gocciola del sangue, rivelando quindi la presenza del bandito.

Minnie non lo vuole abbandonare soprattutto perchè lui le aveva promesso di rifarsi una vita onesta. Propone quindi allo sceriffo un patto: giocheranno a poker e se Jack vincerà avrà sia Minnie che il bandito. Minnie però bara vincendo la partita e salvando così il suo uomo.

Dick Johnson è deciso ad abbandonare  la vita del fuorilegge e fugge facendo perdere le sue tracce ma una volta arrivato al confine viene catturato dai minatori che gli hanno già preparato la forca.

Lui in punto di morte, dichiara di essere stato si, un ladro, ma di non essere un assassino rivolgendo l’ultimo addio alla sua Minnie. Ma ecco che improvvisamente giunge la ragazza in suo soccorso. Minnie si rivolgerà ai minatori in nome della grande amicizia che li ha sempre legati e di quanto in tante occasioni lei li abbia aiutati. I minatori commossi lasceranno  libero Dick che si allontana con Minnie.

E’ il caso di dire che, vissero a lungo felici e contenti.

 

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Carissimi Amici-Colleghi-Cantanti!!!
L’1 e il 2 settembre ci saranno delle audizioni a Cattolica, presso al Teatro della Regina, per i seguenti ruoli: (3 cast)

Madama Butterfly e Elisir d’amore – tutti i ruoli

Carmen – tutti i ruoli (ad esclusione di Carmen ed Escamillo cover)

Traviata – Alfredo, Marchese e Barone (titolari) Violetta, Gastone e Flora (cover)

Rigoletto – Duca e Gilda (titolari)

Previsto compenso

Le opere saranno eseguite con l’orchestra in forma integrale e scenica, presso i teatri dell’Emilia Romagna e delle Marche.

Chi fosse interessato può contattare direttamente Julija Samsonova-Khayet , e-mail: musicarte@email.it ,
cell: 3403116115.

 

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Foto di Priamo Tolu

Ho sempre pensato che se un artista tiene nascosta nel cassetto una sua opera vuol dire che non era molto convinto di ciò che aveva creato. Credo sia il caso di Ottorino Respighi e la sua “La bella dormente nel bosco” .

Ho assistito alle prove generali dell’opera al Teatro Lirico di Cagliari con la seconda compagnia. Ho potuto constatare ancora una volta che a salvare lo spettacolo è stata la geniale regia con annessi costumi, luci e scenografia. La musica banale e insignificante a mio avviso poteva anche non esserci, noiosa e scopiazzata.

Il regista pugliese Leo Muscato, ha mostrato anche in altre occasioni di essere un “grande” per  idee innovative. Impossibile non ricordare il bellissimo “Nabucco” realizzato ,( come quest’opera),totalmente dal Teatro Lirico di Cagliari e che ha conquistato l’ambito  Premio Abbiati 2012 per la migliore regia.

Leo Muscato ha saputo creare con pochi elementi a disposizione,   una regia gradevole grazie anche alla stretta collaborazione della scenografa Giada Abiendidella costumista Vera Pierantoni Giua, del light designer  Alessandro Verazzi e dell’aiuto regia di Alessandra De Angelis. L’utilizzo di alcune proiezioni di Fabio Massimo IaquoneLuca Attilii hanno riempito alcuni vuoti .  Le coreografie erano di Luigia Frattaroli.

La direzione era affidata al maestro Donato Renzetti, il maetro del coro Gaetano Mastroiaco.

Bravissimi gli artisti del reparto trucco e parrucche che hanno fatto di ogni personaggio delle piccole opere d’arte.

Martina Serra (il cuculo)

I costumi, realizzati in brevissimo tempo dalle brave sarte del Teatro Lirico cagliaritano,  hanno dato  vivacità e colore.

foto priamo Tolu

Il cast vocale era di buon livello :  La Regina/La Rana/La vecchietta Marina Ogii ; La principessa Barbara Massaro ;Il Principe Aprile  Davide Giusti ; Il Re/L’Ambasciatore Filippo Fontana ; La Fata azzurra  Leslie Visco; La Fata verde Martina SerraIl Gatto/La Duchessa/Il Cuculo Martina Serra ; Il Fuso/L’Usignolo Martina Bortolotti ; Mister Dollar/Il Buffone Enrico ZaraUn Boscaiolo Nicola Ebau;  I Quattro Medici Nicola Ebau, Francesco Leone, Marco Puggioni, Enrico Zara.

Sono felicissima di aver notato che fra gli artisti alcuni erano sardi. Un plauso particolare va sicuramente al bravo Enrico Zara che ancora una volta ha mostrato di avere grande dimestichezza col palcoscenico e ottime doti di caratterista.

Queste le date delle repliche

martedì 7 febbraio, ore 20.30 – turno F
mercoledì 8 febbraio, ore 20.30 – turno B
venerdì 10 febbraio, ore 20.30 – turno C
sabato 11 febbraio, ore 17 – turno I
domenica 12 febbraio, ore 17 – turno E

 

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Il principe azzurro è sempre uno che dispensa baci miracolosi . Il suo aspetto è  quello di un giovane bellissimo, forte, onnipotente, ed è sempre circondato da una corte di amici fidati pronti a seguirlo ovunque . Lui è sempre a cavallo, rigorosamente bianco, e spesso ha l’hobby della caccia in particolare della volpe. No, attenzione! Il nostro principe è un animalista e mai ammazzerebbe una volpe per il solo piacere di distruggerela. La sua caccia alla volpe si chiama“Paper-Hunt”,  una sorta di finta battuta di caccia giocata su tracce di carta disseminate nella vegetazione. I suoi compagni più fidati sono la Duchessa de la Bandolière e Mister Dollar Chèque.  Questo  sport , lo porta a girare in lungo e largo per le campagne e i boschi. Ed è  proprio inoltrandosi in uno di questi boschi, vicino ad un lago, che scorge un castello. Incontra un Boscaiolo il quale gli racconta della magia che grava sull’antico maniero e la sorte della bella principessa addormentata che solo un bacio potrà risvegliare.

Affascinato dal racconto, decide di abbandonare i suoi compagni e farsi strada tra i rovi per raggiungerlo. Le fronde si piegano e si aprono al suo passaggio, riuscendo così a penetrare nel salone del palazzo dove tutti sono immobili come statue. Cosa succederà?

Lo saprete andando a vedere l’Opera Lirica La bella dormiente del bosco.

L’opera fiaba musicale in tre atti su libretto di Gian Bistolfi, (ispirato dalla fiaba omonima di Charles Perrault ) e musicata da Ottorino Respighi, aprirà la Stagione Lirica 2017 al Teatro Lirico di Cagliari venerdì 3 febbraio.

L’allestimento nuovo è del Teatro Lirico di Cagliari. Nelle foto sotto di Priamo Tolu, alcuni scenografi   sono alle prese con la realizzazione di alcuni oggetti di scena.

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

E’ la prima volta che i lavoratori delle fondazioni di tutta Italia si accorpano, superando le distanze geografiche, per chiedere con forza un adeguamento dell’investimento culturale ai livelli europei (Italia penultima in Ue) e uno sforzo organizzativo di tutto il sistema che li riguarda per meglio assolvere allo scopo sociale intrinseco ai teatri: la cultura per tutti i cittadini, nel rispetto dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Il 04/11/2016 i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, associati liberamente in un Comitato Nazionale, protesteranno contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia. Simultaneamente avrà luogo un volantinaggio presso le altre sedi italiane delle Fondazioni lirico sinfoniche, presso alcuni conservatori di musica e presso le sedi dei principali quotidiani.

L’occasione è la prima assoluta dell’operao con la regia di Damiano Michieletto, composta per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 e che aprirà la stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice, inserendosi nel contempo tra i maggiori eventi commemorativi in programma a Venezia.

I lavoratori intendono altresì esprimere con tale iniziativa la loro solidarietà ai colleghi di Verona, duramente colpiti dai provvedimenti contenuti nel piano triennale di risanamento, in cui sono compresi il licenziamento collettivo dell’intero corpo di ballo e una lunga sospensione dal lavoro non retribuita degli altri settori in forza presso la Fondazione Arena.

I teatri coinvolti nell’iniziativa sono: il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo.

 

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

Il Teatro Lirico di Cagliari indice una selezione per figuranti bambini per la partecipazione alla produzione lirica “Falstaff” di Giuseppe Verdi, regia di Daniele Abbado, in programma dal 24 ottobre al 20 novembre 2016.

I candidati alla selezione devono possedere i seguenti requisiti:
- n. 13 bambini di età compresa tra i 6 e 12 anni (5 maschi e 8 femmine);
- n. 2 bambini di età compresa tra i 10 e 13 anni (maschi);
- disponibilità a partecipare a prove e spettacoli che verranno programmati dalla direzione nel periodo sopra indicato.

Costituiranno titolo preferenziale studi di teatro e/o danza e attitudine al palcoscenico.

Gli interessati devono inviare domanda di partecipazione, indicante nome, cognome, breve curriculum e recapiti personali entro e non oltre mercoledì 5 ottobre p.v. allegando una fotografia a figura intera.

Le domande devono essere inviate al seguente indirizzo mail:produzione@teatroliricodicagliari.it

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Direzione di Produzione ai numeri telefonici: 0704082208 – 0704082257

La selezione si tiene VENERDI’ 7 OTTOBRE ALLE 19 nella Sala Regìa (IV piano) del Teatro Lirico di Cagliari.

Cagliari, 30.09.2016

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

Photo Christina O’Dell

Il tenore cagliaritano Andrea Pinna da qualche anno vive in Canada ad Edmonton dove alterna il suo lavoro a quello di cantante. Spesso è ospite in manifestazioni e  concerti dove ha la possibilità di eseguire  la nostra musica italiana.

Questa estate  ha avuto la grande opportunità di sperimentarsi anche nell’Opera Lirica  Italiana dove è stato scritturato per il difficilissimo ruolo di Turiddu della celebre opera Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

La Cavalleria Rusticana è inserita nell’ Edmonton Fringe Festival che  si tiene ogni agosto a Edmonton, Alberta, Canada.

L’opera che si sta rappresentando nella chiesa della Santissima Trinità, è eseguita in lingua originale ma il pubblico ha la possibilità di seguirla con la traduzione.  Chi si trovasse in zona trova tutte le info per acquistare i biglietti e scegliere la data, in questo link 

Sotto Andrea Pinna durante un  concerto del Edmonton Fringe Festival 2016


YouTube Video

 

 

 

 

 

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

E’ un grande piacere e un grande onore poter ospitare nel mio blog il regista Flavio Trevisan, un regista a cui sono legati i più bei ricordi dell’inizio della mia professione. Un artista che a Cagliari ha lasciato il segno soprattutto per la sua grande professionalità nello svolgere il difficile ruolo di regista lirico. Ricordo che ci colpì subito la sua preparazione, che non era limitata ai soli movimenti scenici ma anche alla sicurezza musicale con cui muoveva le masse artistiche. All’epoca era difficile trovare un regista che conoscesse bene anche la musica e spesso gli artisti del coro e i solisti si ritrovavano ad eseguire dei movimenti che impedivano di cantare serenamente.

Come nasce Flavio musicista?

Io sono settimo di otto figli, e sin da piccolo mio padre Quintino aveva capito la mia inclinazione per la musica. A sei anni mi iscrisse alla scuola musicale Luigi Oreste Anzaghi per lo studio della fisarmonica. Non avevo neanche tre anni di studio che cominciai a fare i miei primi concerti come solista che le  mie prime tournée in tutta Italia.

Quale è stato invece il tuo percorso artistico riguardo la tua professione di regista?

Io sono veneziano ed ho studiato all’Istituto d’Arte dei Carmini e poi all’Accademia di Belle Arti della mia città. Proprio qui il mio  professore, Antonio Orlandini, docente di scenografia, aveva apprezzato da subito le mie doti innovative e mi volle per uno stage al teatro La Fenice.

C’è una persona, oltre naturalmente al tuo professore, che è stata determinante per l’avvio della tua carriera?

All’allora sovrintendente Luigi Ammannati arrivavano notizie su di me e su come svolgevo il mio lavoro. Ha desiderato conoscermi e in seguito ha deciso anche di aiutarmi . Fu colpito soprattutto dalla mia forza di volontà e dal grande amore dimostrato per il teatro.Una volta terminata l’Accademia di Belle Arti ,  Ammannati mi  presentò a Roberto Rossellini il quale mi portò  a Roma.  Mi fece iscrivere al Centro Sperimentale di via Tuscolana da lui presieduto per il suo corso di regia. E’ in questa occasione che incontrai personaggi come Carlo Lizzani e Furio Scarpelli e attrici del calibro di Anna Magnani e Gina Lollobrigida. Ma anche Alberto Sordi, Arnoldo Foà e tanti altri.

Eri giovanissimo e già avevi tutte le carte in regola per una bella carriera. Ma tu hai conosciuto e lavorato con i più grandi artisti a livello mondiale. Hai conosciuto anche Maria Callas?

Ebbene si, eravamo ad una cena informale a casa Rossellini ed è lì che conobbi Maria Callas con la quale ho instaurato un feeling durato fino alla sua scomparsa.

Quale è stato invece il tuo debutto nel mondo dell’Opera lirica?

Terminato il corso con Rossellini mi arrivò subito la prima scrittura: debutto a soli  ventidue anni come regista di “ Beatrice di Tenda “ di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia, protagonista Mariana Nicolesco  con la direzione orchestrale di Alberto Zedda . La mia era una regia fuori dagli schemi della classica regia lirica.

E possiamo dire che è stato l’inizio di una folgorante carriera?

Si, perchè da quel momento in poi non mi sono più fermato. Ho lavorato davvero in tutti i teatri del mondo  e con i più grandi cantanti del panorama lirico mondiale: da Kraus alla Caballè, ma anche Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Shirley Verrett, Giovanna Casolla, Giacomo Aragall, Giuseppe Giacomini, Piero Cappuccilli, Leo Nucci, Antonio Salvadori, Renata Scotto, Elena Obraztsova ,Peter Dvorsky, Maria Guleghina, Gabriel Bacquier, Viorica Cortez, tanto per citarne alcuni.

Che meraviglia, chissà quante esperienze belle e quanti bei ricordi!

Si, certo, però posso dirti una cosa? Cagliari mi è rimasta nel cuore. Sono molto affezionato ai ricordi che mi legano a voi , al vostro teatro. A Cagliari ho fatto ben 14 produzioni e sono sempre tornato con piacere. Indimenticabili il Werter con Alfredo Kraus nel 1981, Sansone e Dalila con la Cossotto e Todisco; la Norma con la Ricciarelli e la Senn.

Se non sbaglio, proprio durante la Norma ci fu qualche brutto momento legato alla tua salute.

Ero stato male a causa di una febbre intestinale. Alloggiavo al residence ULIVI E PALME. In questa occasione mi sono reso davvero conto di quanto era l’affetto di cui ero circondato. Ricevevo visite a tutte le ore da coro, orchestra, tecnici e amministrativi. Ricordo la signora Bianca Mereu che mi portava il brodo caldo e le primizie. Davvero commovente, impossibile da dimenticare.

Tornando a noi. Se non ricordo male tu sei stato il primo regista che inaugurò l’Anfiteatro Romano di Cagliari dopo tantissimi anni di chiusura.

Si, era il 1985 e mi chiamarono per un Rigoletto con Leo Nucci e Mariella Devia. Un vero trionfo.

Ricordo quegli anni all’anfiteatro , il pubblico decretava sempre un grande successo. Che bei ricordi, e pensare che è notizia di questi giorni che i teatri lirici subiranno un declassamento. Il nostro governo davvero non capisce l’importanza culturale di questa nostra risorsa, l’Opera, una risorsa tutta italiana.

E’ vergognoso! L’opera è il più grande patrimonio artistico non solo in Italia  ma nel mondo. Non si può lasciarlo morire, vorrebbe dire cancellare  300 anni di genialità musicale, da MONTEVERDI a MENOTTI . DIO perdona loro perchè non sanno quello che fanno!

Grazie Flavio per avermi fatto questo bel regalo. Ne approfitto per informare i miei lettori che  la tua biografia completa sarà pubblicata in Autunno sull’Enciclopedia Musicale Sonzogno .

Sotto un album con alcune foto che ripercorrono  il periodo iniziale della carriera del regista. Nella colonna destra del blog c’è un video realizzato a Cagliari: “Sansone e Dalila” col mezzosoprano Fiorenza Cossotto e il tenore Nunzio Todisco e la regia di Flavio Trevisan

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Foto di Priamo Tolu - Le prove di regia

AVVISO DI SELEZIONE PER GIOVANI ALLIEVE DANZATRICI 
produzione “LA TRAVIATA” di Giuseppe Verdi

Il Teatro Lirico di Cagliari ricerca due giovani allieve danzatrici classiche e tre figuranti paggi (femmine) per la produzione dell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi, in programma dal 16 giugno al 13 agosto prossimi per la Stagione lirica e di balletto 2016.

Le candidate devono possedere i seguenti requisiti:
-  età compresa tra i 12 e i 16 anni (indicativamente);
- adeguata formazione classica (livello intermedio per le giovani danzatrici e livello principianti per i paggi);
- disponibilità a partecipare alle prove ed agli spettacoli che verranno programmati dalla Direzione nel periodo sopra indicato.

Gli spettacoli sono programmati nelle seguenti date: 8, 9, 12, 13, 14, 15, 16, 20, 23, 27, 30 luglio – 3, 6, 10, 13 agosto 2016.

Le interessate devono inviare domanda di partecipazione, esclusivamente via mail, all’indirizzo di posta elettronica produzione@teatroliricodicagliari.it, indicante nome, cognome e recapiti personali entro e non oltre lunedì 30 maggio prossimo.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Direzione di Produzione ai numeri: 0704082208 – 0704082257.

Successivamente verrà comunicata agli interessati data e ora della selezione

Convocazione selezione allieve La Traviata

 Convocazione selezione allieve La Traviata.pdf
(56,6 KB)

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Un successo personale quello del bas- baritono di Alghero Domenico Balzani all’Opera di Tel Aviv. Il suo ruolo, quello del buffo Dandini nell’Opera Cenerentola di Gioachino Rossini, ha suscitato grande ammirazione.

Così scrive di lui  l’Opusmagazine :

Dei sette cantanti nei ruoli principali è stato facile mettere in evidenza un eccezionale italiano: Domenico Balzani nel ruolo del servo Dandini . Vocalmente era il migliore, con la sua voce di basso d’agilità ha cantato con una dizione italiana pefetta . Anche gli altri  solisti anche cantato in italiano ma- contrariamente a Balzani- si capiva che per loro non era la lingua madre.

La vocalità e la chiara dizione di Domenico Balzani è emersa fin dalle prime note, ed è stato l’unico,   mentre per la maggior parte degli interpreti c’è voluto un po’ ‘di tempo affinchè prendessero confidenza con i ruoli. 

In questa edizione dell’opera rossiniana la regia, scene, luci e costumi era firmata da Cécile Roussat & Julien Lubeck  . La direzione affidata al giovane direttore Daniel Cohen.

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

La campana sommersa  è un’opera in 4 atti di Ottorino Respighi su libretto di Claudio Guastalla, basato sulla commedia Die versunkene Glocke del tedesco Gerhart Hauptmann.

La prima rappresentazione ebbe luogo il 18 novembre 1927 allo Stadttheater di Amburgo, in traduzione tedesca. L’editore di Respighi, Ricordi, non era d’accordo con la scelta del soggetto, e rifiutò di pubblicare l’opera, che così venne pubblicata dall’editore tedesco Bote & Bock ed ebbe la première in Germania.

Il mondo fiabesco del lavoro di Hauptmann ispirò Respighi e lo condusse a creare una partitura operistica riccamente e fantasiosamente orchestrata, che ricorda spesso all’ascoltatore i suoi famosi poemi sinfonici. Dal momento che l’anti-eroe dell’opera, Enrico, è un campanaro, Respighi riempie la musica di rintocchi ed effetti squillanti.

Questa sarà la prima opera della stagione lirica 2016 al Teatro lirico di Cagliari , e, come è ormai consueto  ci saranno anche le attività collaterali per le scuole di ogni ordine e grado. L’attore cagliaritano Massimiliano Medda farà da guida accompagnando i ragazzi a conoscere quest’opera del ’900. Gli spettacoli dedicati alle scuole saranno il 5,7,8 aprile ore 11 


Teatro Lirico di Cagliari
LA CAMPANA SOMMERSA
un viaggio fiabesco in un mondo di elfi, fauni e streghe

musica Ottorino Respighi
Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari
maestro concertatore e direttore *
narratore Massimiliano Medda
info: attivitagiovani@teatroliricodicagliari.it
(spettacoli riservati alle scuole)

La campana sommersa

workshop

Laboratori, prove aperte e visite guidate tematiche

dal mese di marzo su prenotazione

* Prova aperta del coro di voci bianche

* Laboratorio creativo di costruzione scene

* Laboratorio creativo sartoriale

* Laboratorio creativo sull’illustrazione della fiaba

* Lettura della fiaba originale di Hauptmann

* Visite guidate “ caccia al tesoro” alla ricerca della campana (per i piccolissimi)

* visite guidate con guida in costume di fauno, strega, ondino ecc…

info: attivitagiovani@teatroliricodicagliari.it

Intanto proseguono le conferme per gli abbonamenti alla stagione  con le conferme e variazioni su posti disponibili, possibili fino a martedì 15 marzo 2016.

I nuovi abbonamenti saranno in vendita da mercoledì 16 marzo a domenica 10 aprile.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da martedì 29 marzo 2016 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione lirica e di balletto; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

 

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »


Nella metà degli anni ’70  cominciavo a muovere i primi passi nel mondo della musica classica. Ero iscritta al Conservatorio di musica della mia città nella classe di canto, frequentando così oltre che la materia principale anche quelle complementari come il pianoforte, il canto corale, il solfeggio ecc. In queste occasioni ci si incontrava con compagni che erano iscritti ad altre materie e fra queste c’erano gli studenti in composizione sperimentale, una materia per me sconosciuta. Un compagno mi spiegò che la musica sperimentale era un modo di fare musica utilizzando gli strumenti in maniera diversa. Ad esempio il pianoforte non veniva utilizzato solo con i tasti ma venivano spesso usate anche le sue corde, pizzicandole o percuotendole con bacchette, palline ecc. Una cosa che mi incuriosiva molto. In qualche occasione capitava che dopo la fine delle nostre lezioni andavamo a seguire qualche prova di composizione appunto, il cui maestro era Franco Oppo. Lui era un bel signore longilineo, di nobile aspetto, che ci permetteva di assistere alle sue lezioni. Seppi in seguito essere un compositore sardo molto quotato le cui opere avevano avuto già tanti riconoscimenti a livello internazionale. L’allora orchestra dell’Ente Lirico (oggi fondazione) eseguiva spesso opere sue. Ricordo benissimo di aver assistito alle prime prove di una sua opera intitolata Praxodia, vincitrice della Rassegna internazionale del Teatro da Camera indetta dalla Filarmonica Umbra. Questa fu la versione teatrale dell’omonima composizione che Oppo scrisse nel 1976 . In giuria c’era Goffredo Petrassi il quale giudicò il suo lavoro quale migliore composizione fra 100 presentate. Quest’opera, rispetto alla prima stesura era stata ampliata con delle poesie di Agostino Neto. L’organico era composto da un soprano, un basso, un complesso strumentale da camera e 5 attori. E poi ricordo ancora di aver assistito a tutta l’opera completa al Festival di Spoleto nel 1979 nel settore del teatro Sperimentale.

Ma il successo di Oppo con Praxodia non si fermò qui perchè venne poi eseguita a Varsavia al Festival internazionale di musica contemporanea e al Seminario Internazionale dei compositori di Boswil in Svizzera dove gli fu assegnato ancora un riconoscimento.

Molte furono le registrazioni e le trasmissioni radiofoniche che diedero risalto all’opera e al compositore sardo. In particolare la Deutsche Walle Rundfunk di Colonia gli dedicò una intera trasmissione.

Ogni anno, nelle stagioni dei concerti veniva inserita una sua composizione o una dei suoi allievi. Da professionista anche io ho potuto cantare in una composizione di Franco Oppo: l’Eleonora d’Arborea, poema drammatico in due parti che rappresentammo in tutta la Sardegna e come chiusura della tournée anche all’Anfiteatro Romano nel 1986. Il direttore era Alberto Peiretti e il regista Marco Gagliardo. (vedi foto) Le scene e i costumi era di Gianni Garbati e le maschere e i pupazzi del teatro delle Mani.

Il maestro Franco Oppo è scomparso ieri a 81 anni dopo una lunga malattia.

Nella foto sottostante la prima esecuzione cagliaritana di Praxodia nella Cripta di San Domenico con il soprano Ingrid Frauchiger e il baritono Franz Kunz. Il Direttore è Alberto Peiretti

 

Tag:, , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

foto P.Tolu

L’opera La Jiura di Gavino Gabriel è in corso di preparazione al Teatro Lirico di Cagliari dove in questi giorni si stanno tenendo le prove di regia in palcoscenico.  Il regista organizza le posizioni degli artisti sulla scena e il coreografo istruisce il corpo di ballo che si è formato attraverso le selezioni di tanti danzatori isolani.Nella foto la prima prova  con tutti i protagonisti di “La Jura”: alla consueta compagnia di canto ed al Coro del Teatro Lirico di Cagliari si aggiungono, per esplicito volere del compositore, i componenti del Coro a tàsgia dell’Accademia Popolare Gallurese “Gavino Gabriel“, che fanno risaltare la matrice etnica di quest’opera verista e ne sono elemento fondamentale. (foto di Priamo Tolu)

Un primo abbozzo del soggetto dell’opera è documentato da un dattiloscritto non datato dal titolo La Jura. Episodio drammatico della vita di Cicciottu Jaconi in cinque quadri dall’ambiente della Gallura (prima metà del secolo XIX) col commento di musica popolare sarda e adattata secondo il gusto di Gavino Gabriel.

Una prima versione completa del libretto dattiloscritto risale invece al 1907, e reca il titolo La Yura (Il giuramento ordalico). Cinque quadri di vita sarda in Gallura, parole e note di Gavino Gabriel (Firenze 1907).

Incominciamo col conoscere i personaggi e le voci.

CICCIOTTU JACÒNI, poeta pastore tenore

 GJOMPAULU FILIANU, padre di Anna basso

MATALENA, adottata da Gjompaulu, mezzosoprano

 PASCA UCCHJTTA soprano

ANGHILESA FURITTA mezzosoprano

BATTISTA BURÉDDA, ricco pastore baritono

DIÉCU FASCIÓLA, «omu di la pricunta» tenore

CICCITTU FRÉSI, «alligadori»baritono

Pastori, servi, donne d’ogni età

Questa è una produzione nuova allestita dal Teatro Lirico di Cagliari. Per chi  volesse  conoscere a fondo le origini e la struttura dell’Opera, il 17 e 18 novembre si terranno una serie di conferenze nel foyer del Teatro.

Di seguito la locandina

clicca sull’immagine per ingrandire

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo veramente carino: un collage di musica di vario genere eseguita dal gruppo vocale Kor: Barbara Crisponi e Alice Madeddu soprani,Katia D’Angelo contralto, Alessandro Porcu e Manuel Cossu baritoni. La curiosità è che lo spettacolo si è svolto in un centro commerciale, dove la gente è abituata alla frenesia degli acquisti passando da un negozio all’altro quasi senza pause. Ebbene questa sera la gente si è fermata ed ha ascoltato  questi 5 artisti, incantata, applaudendo anche a scena aperta. Il pubblico che ha fatto capannello intorno all’improvvisato palcoscenico è andato aumentando nell’arco dello spettacolo incuriosito dalla novità .

I vocalist del gruppo Kor  erano affiancati anche da un piccolo corpo di ballo (Mosè ObranoCarla Loi, Federica Mancusi, Elena Porcu)  le cui coreografie sono state realizzate da Valentina Masci.

Lo spettacolo è durato quasi un’ora e mezza senza pause, articolandosi fra brani d’opera come La Traviata, Carmen, Madama Butterfly, Romeo e Giulietta, Don Giovanni, La vedova Allegra, fino ai musical come Il fantasma dell’opera, West side story , conclusosi col famosissimo

I Will Follow Him tratto da Sister Act.

I cantanti hanno indossato i costumi di scena mimando e danzando a dovere come  su un vero palcoscenico. Inutile dire che la musica era completamente dal vivo eseguita dal gruppo Serendip (Michele Brandinu (pianoforte e tastiere) Giorgio Del Rio (batteria) Fabio Useli e Carlo Biggio (basso) . Unico neo, l’amplificazione , purtroppo necessaria per via della folla e del viavai . In alcuni momenti infatti  le voci risultavano distorte, ma è decisamente una cosa minima rispetto alla ricchezza dello spettacolo. Applausi  meritatissimi a tutti gli artisti ed in particolare al Deus ex machina del grupp, Manuel Cossu, artista poliedrico e geniale.

Questa sera ho confermato le mie convinzioni che gli artisti devono avvicinarsi di più alla gente, scendendo dal palcoscenico e portando la musica nei posti meno convenzionali.

Questa sera si replica con un altro programma alle ore 18

Nel video sottostante alcuni momenti della serata


YouTube Video

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

AVVISO DI SELEZIONE DANZATORI/MIMI

produzione La Jura di Gavino Gabriel

 

Il Teatro Lirico di Cagliari indice una selezione per 8 danzatori e 4 mimi (uomini e donne), più eventuali riserve, per la partecipazione alla produzione lirica La Jura di Gavino Gabriel, per la regia di Cristian Taraborrelli e la coreografia di Antonella Agati, in un nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari.

I requisiti richiesti sono i seguenti:

• solida formazione di danzatore contemporaneo, con base classica (per i danzatori);

• spiccate capacità attoriali e presenza scenica (per i mimi).

 

Il periodo di impegno (prove e spettacoli) è fissato dal 27 ottobre al 29 novembre 2015.

 

La Fondazione Teatro Lirico di Cagliari si riserva di modificare il numero degli artisti da scritturare a suo insindacabile giudizio.

 

Gli interessati devono inviare domanda di partecipazione all’indirizzo di posta elettronica produzione@teatroliricodicagliari.it, entro e non oltre lunedì 13 luglio 2015, indicando i propri dati anagrafici (luogo e data di nascita, indirizzo, codice fiscale), nonché un recapito telefonico e un breve curriculum vitae.

La selezione si terrà giovedì 16 luglio 2015 alle ore 16

nella Sala Regia del Teatro Lirico di Cagliari

 

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere alla Direzione di Produzione, telefono 0704082208-257.

Cagliari, 25 giugno 2015

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

In scena è presente solamente una donna al telefono. L’opera rappresenta una complicata rottura di un rapporto d’amore. La donna, dopo essere stata lasciata, telefona al suo amante (del quale non si sente mai la voce all’altro capo del telefono) che ama ancora. La protagonista tenta anche il suicidio. A causa del basso livello del servizio telefonico di Parigi di quel tempo la conversazione viene interrotta più volte.

Nell’opera, della durata di circa 40 minuti, la suoneria del telefono prevista dal testo di Cocteau viene resa attraverso uno xilofono. L’opera, in forma di monologo, prevede lunghi passaggi di canto senza accompagnamento musicale.

La tragedia lirica, La voix humaine, è stata musicata dal compositore francese Francis Poulenc ed è stata appunto tratta dall’ opera teatrale dello scrittore francese Jean Cocteau del 1930. Il monologo fu inoltre interpretato anche da Anna Magnani nel film L’amore, nell’episodio Una voce umana di Roberto Rossellini.

Di seguito un’estratto dell’opera nella versione per canto e pianoforte,  interpretata dal mezzosoprano Juliana Vivian Carone e accompagnata dalla pianista Clorinda Perfetto  .

La resa di questo monologo dipende dalla bravura dell’interprete che deve riuscire a mantenere sempre alta l’attenzione del pubblico.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Ed eccoci giunti alle prove dell’Opera che concluderà questa lunga stagione lirica 2014 al Teatro Lirico di Cagliari: Gli stivaletti (Cerevicki). La fiaba è russa ambientata nel periodo natalizio , ed è di genere comico-fantastico.

L’opera venne rappresentata a Cagliari nel 2000 e viene riproposta adesso con un nuovo cast, ma con lo stesso regista, stesse scene e  costumi. Ricordo la grande soddisfazione  delle sarte del Teatro Lirico  che realizzarono i costumi in collaborazione con quelle di San Pietroburgo direttamente lì, nella capitale russa. Purtroppo il tempo passato ha logorato molte cose.

Oggi, il responsabile dell’attrezzeria e scenografia Andrea Pirarba, mi ha detto che  stanno facendo un duro lavoro di ristrutturazione delle scene e di diversi pezzi dell’attrezzeria , (vedi foto di pezzi originali)

Di seguito la trama del  primo atto.

Gli stivaletti

La trama

Atto I

Solocha è una donna piacente che vorrebbe però apparire più giovane della sua vera età. Parla con la luna confessandole di voler passare una notte di Natale indimenticabile. Gli abitanti del suo paese però la vedono come una persona un po’ strana, quasi una  strega  capace di magìe e sortilegi.

Il diavoletto Bes la corteggia nella speranza di suscitare gelosia nel figlio, il fabbro Vakula, che ha osato deriderlo in chiesa.

La notte di Natale, Vakula, andrà dalla fidanzata Oksana, ben sapendo che in casa non c’è suo padre, il cosacco ?ub 

Bes allora prosegue con la sua vendetta decide di rapire  la luna per  far  scatenare  una tempesta di neve, in modo che il cosacco ?ub sia costretto a tornare a casa. Penserà quindi  il vecchio a tener  lontano dalla sua bella figlia l’irriverente Vakula, che avrà così una dura punizione per ciò che ha fatto.

Nella notte buia soffiano i venti gelidi e una terribile bufera di neve si scatena. ?ub e l’amico Panas che lo accompagna, sono costretti a rifugiarsi in una taverna. Quando la tempesta si attenua, il vecchio riprende la strada di casa, ormai ubriaco.

Chiusa nella sua casetta, Oksana, vestita a festa, attende il fidanzato. Ha preparato i dolci e il vino per la brigata di giovani che sta per passare sotto le sue finestre cantando, le koljadki, tradizionali canzoni ucraine delle feste natalizie, ma è di cattivo umore. Si sente abbandonata, pensa che nessuno la sposerà mai. Quando Vakula arriva, Oksana non è tenera con lui, gli rinfaccia che sua madre è una strega e che presto Cub la sposerà.

Vakula rimane folgorato da queste parole. Il vecchio cosacco, intanto, coperto di neve e completamente ubriaco, ha finalmente raggiunto la porta di casa e bussa. Ma Vakula, arrabbiato, non lo riconosce e gli impedisce di entrare, scacciandolo malamente. Oksana è offesa dai modi con cui il fidanzato ha osato trattare suo padre e, per punirlo, lo fa ingelosire, dicendogli di amare un altro. Quando però il giovane se ne va avvilito, si pente della sua impulsività. Tutti i suoi sentimenti sono solo per Vakula e nemmeno l’allegra brigata in festa riesce a sollevarla dai suoi rimorsi.

 

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Durante la manifestazione della Cgil  a Roma contro il Jobs Act,  partecipa circa un milione di persone, e fra questi  anche 30 dei 182 lavoratori di orchestra e coro del Teatro dell’Opera licenziati dal Cda il 2 ottobre scorso. I 23 coristi e sette musicisti sono saliti sul palco ed hanno eseguito “Nessun Dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

Negli occhi di molti di loro lacrime di commozione, soprattutto al lungo applauso finale dalle migliaia di partecipanti.

Guarda qui sotto il video di Repubblica

http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/cgil-in-piazza-licenziati-teatro-dell-opera-cantano-nessun-dorma/181394/180194

 

 

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Con l’inizio della stagione lirica autunnale del Teatro Lirico di Cagliari si riprende anche l’attività per le scuole . La  prossima opera che sarà presentata ai ragazzi è TOSCA di Giacomo Puccini nei seguenti giorni

lunedì 6 ottobre ore 11(recita riservata alle scuole)
giovedì 9 ottobre alle ore 11 (recita riservata alle scuole)

 Per informazioni rivolgersi al maestro Eugenio Milia

e.milia@teatroliricodicagliari.it

Protagonisti dell’opera sono due cast di straordinario spessore, formati da giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali:

 Svetla Vassileva (3, 5, 8, 10, 12)/Viktoria Yastrebova (6, 7, 9, 11) (Floria Tosca); Aquiles Machado (3, 5, 8, 10, 12)/Massimiliano Pisapia(6, 7, 9, 11) (Mario Cavaradossi); Marco Vratogna (3, 5, 8, 10, 12)/Leo An (6, 7, 9, 11) (Il barone Scarpia); Deyan Vatchkov (3, 5, 8, 10, 12)/Alessandro Abis (6, 7, 9, 11) (Cesare Angelotti);Armando Gabba (Il sagrestano); Gustavo De Gennaro (Spoletta); Francesco Musinu (Sciarrone); Francesco Leone (Un carceriere); Elena Marchi (Un pastore).

L’ allestimento è del Teatro Regio di Parma, risalente all’aprile 2009, originariamente ideato da Alberto Fassini, regista scomparso nel 2005 e cresciuto alla grande scuola teatrale di Luchino Visconti, per il Teatro Comunale di Bologna e ripreso a Parma da Joseph Franconi Lee che firma anche a Cagliari la regia dello spettacolo. Le scene e i costumi, improntati ad un’elegante e raffinata tradizione, sono di William Orlandi, mentre le luci di Roberto Venturi.

Gianluigi Gelmetti, direttore, docente e compositore romano, spetta il compito di dirigere l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari nel capolavoro del geniale compositore toscano. Il maestro del coro è Marco Faelli, mentre il maestro del coro di voci bianche è Enrico Di Maira.

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

George Andguladze -foto A. Atzori

Siamo alla fine della prima guerra mondiale e Puccini ha un assillo sempre più crescente: “rinnovarsi o morire? L’armonia d’oggi e l’orchestra non sono più le stesse.”Avverte l’esigenza di cambiare, ma non sa ancora esattamente come, in quale direzione.

Ha scarti di malumore e di nostalgia uniti ad un’insaziabile e mal dissimulata curiosità nei confronti del nuovo. Vuole stupire il mondo con una nuova opera , qualcosa che gli dia nuovo entusiasmo, nuova linfa, nuova vitalità e quando l’amico Renato Simoni , alla stazione di Milano , gli propone di pensare alla messa in scena della fiaba gozzaniana “Turandot” , la storia della bella e crudele principessa misantropa, la cosa lo affascina , gli sembra adatta per realizzare le sue nuove idee. Conosce la fiaba perché è stata già messa in musica da Ferruccio Busoni e rappresentata a Zurigo nel 1917, ma lui intende farne qualcosa di fantasmagorico. Un’amica gli parla del lavoro teatrale messo in scena anni addietro in Germania da Max Rehinardt, gli promette che gli farà avere delle fotografie. Puccini s’entusiasma, chiede a Simoni di esemplificare il testo , di renderlo snello ed efficace , di esaltare la passione amorosa di Turandot che per tanto tempo ha soffocato sotto la cenere del suo grande orgoglio. Pensa ad un personaggio da realizzare “ attraverso il cervello moderno”, ma passano due anni e il lavoro non va avanti , perdura il suo malumore, quel senso di annichilamento . Gli sembra di lavorare per le ombre, gli sembrano sforzi inani , tutto inutile. “Ormai il pubblico – scrive all’amico Simoni – non ha più il palato e il gusto per la musica ; ama, subisce musiche illogiche , senza buon senso. La melodia non si fa più, o se si fa, è volgare. Si crede che il sinfonismo debba regnare , invece io credo che è la fine dell’opera di teatro.

In Italia si contava, ora non più.” I dubbi e le inquietudini dell’artista, il timore di perdere contatto con la realtà circostante, con le nuove correnti musicali , ora non avevano più – sullo sfondo- le nevrosi erotiche d’un tempo, che erano quasi del tutto tramontate , ma diventavano più intime e logoranti nell’incubo della vecchiaia. Pensò addirittura di sottoporsi ad un trapianto ghiandolare di ringiovanimento di cui si erano avuti esperimenti in cliniche di Parigi e Berlino.

Era ricco e famoso , ma niente più gli dava la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio di un tempo , né l’enorme gettito dei diritti d’autore, le proprietà che aveva sparse un po’ ovunque, gli amici , la caccia, i viaggi , le sue automobili.

S’immerge nel lavoro della Turandot con i soliti momenti d’euforia e abbattimento, incertezze , contraddizioni, ripensamenti, e , come sempre , Puccini scarica tutte le colpe sui suoi librettisti, che erano invece intelligenti, colti e devoti a lui.

Ci vogliono altri due anni, dal marzo 1922 al febbraio 1924 , per finire la strumentazione dei primi due atti, ma quello che lo angustia è il terzo atto , di cui non riesce ancora a vedere il logico sbocco drammatico.Accusa , come al solito , i “poeti” di trascurarlo, ma in realtà avverte inconsciamente che si è avviato lungo una strada senza uscita , fatta di esperienze composite che devono essere ricondotte ad un’unità . Capisce che deve dare un taglio netto e definitivo al passato , con le vecchie regole del melodramma.

A cura di Augusto Benemeglio

Questa sera, al Teatro Lirico di Cagliari ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Potrete prenotare il vostro biglietto o acquistarlo online per maggiore tranquillità. Qui tutte le informazioni .

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Un giorno potrete dire: “io c’ero“. Sarà infatti un grande evento di portata mondiale quello che potremmo vivere dal 30 luglio al Teatro Lirico di Cagliari in occasione di una recita di Turandot.

L’opera di Puccini, in corso di rappresentazione al Teatro Comunale, che vede la direzione del giovane direttore Giampaolo Bisanti, la regia di Pierfrancesco Maestrini e le scenografie dello scultore sardo Pinuccio Sciola, sarà rappresentata con un progetto che vede Il Lirico, primo Teatro al mondo in collaborazione con Google, la più grande e più famosa azienda di Internet .

In cosa consisterà questa collaborazione? Posso anticiparvi solo alcune cose presentate in anteprima ieri in conferenza stampa dal maestro Nicola Fioravanti responsabile del settore Ricerca e sviluppo del Teatro.

Alcuni artisti , durante la rappresentazione della Turandot, indosseranno in scena i Google Glass speciali occhiali , che filmeranno e fotograferanno  lo spettacolo dall’interno. L’opera infatti potrà essere vista in diretta su internet in vari social network, in una visione molto speciale, cioè con gli occhi dei protagonisti.  Ma vi rimando al video di presentazione dove lo stesso Nicola Fioravanti dà alcune anticipazioni dell’evento.


YouTube Video

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

La notte scorsa , a Cagliari si è presentata una luna straordinaria, da lasciare senza fiato. Il fotografo cagliaritano Manlio Capra è riuscito a cogliere  il momento più bello di una Luna quasi irreale che si affaccia sulla mia città. Un’immagine suggestiva  che mi ha richiamato alla memoria  quel bellissimo brano corale  dell’opera Turandot, opera in fase di preparazione al Teatro Lirico di Cagliari.

E’ una scena in cui la popolazione cinese invoca la luna.  La luna è un elemento ricorrente in tutta l’opera; è un’immagine di morte, freddezza, purezza, e queste caratteristiche la rendono un corrispettivo simbolico di Turandot stessa. La luna è qui evocata soprattutto come immagine di morte: pallida, esangue, testa mozza, amante dei morti… così la chiama la folla; tra poco avrà luogo l’esecuzione del principe di Persia, e la luna attraverso la voce del coro, prepara lo spettatore a questa scena drammatica.

La folla

Perché tarda la luna? Faccia pallida!
Móstrati in cielo! Presto! Vieni!
Spunta! O testa mozza! O squallida!
Vieni! Spunta! Móstrati in cielo!
O testa mozza! O esangue!
O esangue! o squallida! o taciturna!
O amante smunta dei morti!
O taciturna, móstrati in cielo!

Come aspettano…

O taciturna!

…il tuo funereo lume i cimiteri!

O esangue, squallida! O testa mozza!
Ecco laggiù un barlume!
Vieni presto, spunta!
O testa mozza,
spunta!
Vieni!
O testa mozza, vieni!
Móstrati, o faccia pallida!
O esangue, pallida!
Vieni, o amante smunta
dei morti!
O amante
smunta dei morti!
Vien, vieni, spunta!

Ecco laggiù un barlume,
dilaga in cielo la sua luce smorta!
Pu-Tin-Pao!
La luna è sorta!
Pu-Tin-Pao!

Ecco tutte le date:

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Vivaticket: acquista i biglietti anche via web

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Rossella Ragatzu Anna Pirozzi

Capita sempre più spesso di avere notizie di artisti italiani che ottengono successo all’estero. In Italia sta diventando sempre più difficile riuscire a cantare. I cartelloni delle stagioni liriche pullulano di artisti stranieri mentre le nostre belle voci regalano le loro perle  al pubblico estero. Succede poi che nei loro viaggi incontrino altri artisti italiani .

Ieri il soprano napoletano Anna Pirozzi,(che il pubblico cagliaritano ha avuto modo di apprezzare sia in una bellissima edizione di Nabucco che in un più recente Macbeth ), ha debuttato con grande successo al teatro di Kiel, cittadina tedesca, dove è di casa una mia conterranea ed ex allieva : il soprano Rossella Ragatzu che ormai ha lasciato l’Italia da diversi anni per regalare la sua voce al pubblico dei teatri di tutta la Germania.  Si sono incontrate ed hanno stretto amicizia e ieri, alla fine dello spettacolo hanno voluto siglare quell’incontro con una bellissima foto. La serata è stato un successo annunciato. Anna Pirozzi ha una voce bellissima oltre che essere una brava interprete. Dopo il debutto nella Tosca torinese, ieri ha consolidato un nuovo  ruolo: Maddalena dell’Andrea Chenier. L’attendevamo a Cagliari per la Norma, ma  una serie di impegni che si sono accavallati glielo hanno impedito.  Speriamo di poterla riascoltare presto, magari proprio nel ruolo di Maddalena.

Francesco De Muro, Luca Sannai, Diana Damrau

Qualche settimana fa poi c’è stato un alto incontro fra artisti italiani e questa volta   tra due tenori sardi, precisamente di Portotorres: Francesco Demuro e Luca Sannai . A Parigi, (dove Luca Sannai ha stabilito la sua residenza definitiva in quanto vincitore di concorso all’Opera), è prevista la Traviata di Giuseppe Verdi i cui protagonisti sono Diana Damrau e Francesco Demuro,il tenore sardo che ha successo in tutto il mondo ma che non ha potuto ancora esibirsi nel capoluogo sardo. Ma i Cagliaritani lo conosceranno presto proprio nel ruolo di Alfredo Germont , in cartellone al Teatro Lirico di Cagliari a novembre. Francesco ha incontrato Luca   ed anche loro hanno immortalato il momento con questa bella foto. Oggi a Parigi ci sarà la prova generale.

Francesco scrive così nel suo profilo Facebook:

“Ed oggi all’ Opera National de Paris – Bastille, finalmente la prova generale di questa TRAVIATA! In bocca al lupo a tutti noi, a questo meraviglioso cast al quale sono fiero di far parte: Diana Damrau, Ludovic Tezièr, Fabio PreviatiAnna Pennisi. Con il mio amico Luca Sannai, insieme ai superbi musicisti del coro e dell’orchestra dell’Opera National. Con la regia di Benoit Jacquot e il grande maestro Daniel Oren.
(Essendoci due Portotorresi questa sera, sul palco del prestigioso teatro parigino, vorrei dedicare questa Prova generale alla mia Sardegna in particolare alla mia città: Porto Torres”

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

Può capitare che un artista, durante una recita, non sia al massimo delle sue potenzialità e anzi, abbia difficoltà vocali per stanchezza, stato d’animo, di salute, o problemi familiari. Ma spesso deve andare avanti, non può bloccare il lavoro di decine di persone. Così si sforza  a portare il suo impegno fino alla fine. Purtroppo però, chi gli sta intorno, come noi artisti del coro, soffriamo con lui. Sentiamo da vicino il suo disagio, la difficoltà ad affrontare un passaggio vocale, un fiato corto, un fraseggio troppo lento. Lo si vorrebbe aiutare ma senza alcuna possibilità. Sentiamo che il pubblico è pronto al giudizio e lo si può constatare soprattutto quando dovrebbe partire l’applauso e questo non avviene.  La vita del cantante solista è ricca di grandi soddisfazioni, ma anche di grossi sacrifici e spesso questo il pubblico non lo capisce. Dietro un artista c’è prima di tutto la persona e come essere umano ha pregi e difetti.

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

In occasione del concorso di canto Musicamore 2013 capita di ricevere video inviati da fan di artisti e non dagli artisti in prima persona. Fra questi, ieri  è pervenuto  quello di  Morris Robinson. Ho pensato di inserirlo fuori gara. Ascoltandolo vi renderete conto del perchè. La sua è una bella storia.

 Morris Robinson nasce nell’Atlanta, è laureato nella Citadel Military College di South Carolina dove è stato una stella del football americano.  Robinson, prima di dedicarsi al mondo della lirica è stato anche un  dirigente di 3M .

Chi lo ascolta oggi  per la prima volta si renderà conto che non avrà certo avuto difficoltà ad emergere come cantante lirico perché la sua è una rara voce di basso profondo come poche ne sono esistite nella storia del’Opera.

Il suo repertorio comprende ruoli come il Commendatore nel Don Giovanni,  Sarastro, Il Flauto Magico di Mozart ma anche , Ramfis in Aida , ruoli nelle opere di Richard Wagner , Jean – Philippe Rameau , Hector Berlioz e Richard Strauss e tantissimi altri.

Morris Robinson ha sempre amato tutti i generi musicali perché è cresciuto suonando la batteria in chiesa in quanto è figlio di un sacerdote battista.  Arrivato per caso ad ascoltare l’Opera lirica ne è rimasto subito affascinato.

Ascoltatelo in questo video amatoriale e poi mi direte, con la speranza di poterlo ascoltare dal vivo magari a Cagliari.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

In occasione dell’opera I Shardana di Ennio Porrino, in corso di rappresentazione al Teatro Lirico di Cagliari, gli scenografi e la sartoria del teatro, fin dall’inizio dell’estate, hanno lavorato a pieno ritmo per la realizzazione dei bronzetti e dei copricapo, elementi principali dei costumi di Marco Nateri. Ho voluto fotografare  le fasi della messa in opera per potervi mostrare il gran lavoro che c’è dietro questi elementi scenici di essenziale importanza.

Ieri c’è stata la prima alla presenza della moglie e della figlia del musicista sardo ed è inutile sottolineare che è stato un successo. Si spera che quest’opera possa essere rappresentata anche in altri teatri per la bellezza della musica e la bella realizzazione scenica a cura di Davide Livermore Ci saranno ancora delle repliche a partire da domani. Chiunque fosse interessato puo cliccare sul link del sito del Teatro (www.teatroliricodicagliari.it)  Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari

telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax + 39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it
www.greenticket.it
orari
da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; sabato dalle 10 alle 13; nell’ora precedente lo spettacolo
chiusura domenica e giorni festivi

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Puntata precedente

Da un punto di vista storico-filologico la stessa collocazione protostorica del dramma musicale porriniano non deve trarre in inganno poiché, ad una lettura più attenta, ci rendiamo conto che Porrino non si accontenta di ambientare il suo dramma nella Sardegna nuragica ma va ben oltre.

Se ci avventuriamo per un attimo nell’antroponimia, che è la disciplina che ha per oggetto lo studio dei nomi di persona, ci accorgiamo di quanto il nostro compositore sia ben documentato, anche filologicamente: è noto infatti, che Gonn- e Or- (mi riferisco a Gonnario e Orzocco) sono prefissi del sostrato paleosardo-nuragico della lingua sarda; anche questo particolare non sfuggì sicuramente al compositore cagliaritano. Anche la scelta di nomi come Gonnario, Orzocco, Torbeno e Nibatta – protagonisti della sua opera lirica, essendo essi personaggi realmente vissuti in Sardegna durante il Medioevo, quando l’isola, suddivisa in Regno di Calari, Arborea, Torres e Gallura, era un vero e proprio Stato indipendente – non è assolutamente casuale. Sappiamo, infatti, essendo ancora ignoti i nomi dei sovrani sardi del X secolo, che un Gonnario-Comita de Lacon-Gunale è stato il primo Re (o Giudice) del Regno di Arborea e Torres agli inizi dell’XI secolo; e un altro Gonnario, ma questa volta della dinastia Lacon-Serra, lo ritroviamo ancora alla guida del Regno di Arborea verso i primi decenni del secolo successivo, e che sempre nello stesso periodo, un altro Gonnario de Lacon-Gunale sarà il sovrano del Regno di Torres. Nell’XI e XII secolo alcuni sovrani dei Regni di Arborea e Calari saranno Torbeno e/o Orzocco (della dinastia Lacon-Gunale).

Verso la fine dell’XI secolo il Regno di Arborea passerà nelle mani di Orzocco (della dinastia Lacon-Zori) che è sposato con Nibatta, il cui figlio, come nell’opera di Porrino, si chiama Torbeno. Inoltre in Mariano il pastore, che nel dramma porriniano è denominato Primo uomo della terra, un pastore sardo, riconosciamo mariane, margiani, che in sardo significa ‹volpe, persona astuta› e non va dimenticato, storicamente, che Mariano II e in modo particolare Mariano IV, padre di Eleonora d’Arborea, vissuti rispettivamente nel Duecento e nel Trecento, furono sicuramente tra i più grandi (e quindi anche tra i più astuti) sovrani sardi.

Ma passiamo a Norace che – anche se a un primo impatto il lettore potrebbe non recepire il messaggio porriniano – è, dal mio punto di vista, il vero protagonista-eroe dell’opera. È un Norace sardo, né mitologico né ibero né fenicio ma capace di gesta che esulano da luoghi comuni, non ultimo quello che il sardo possa difendersi meglio dall’interno (dai monti) e non dalla periferia (dal mare). Oggi, che nei cortili delle case dei pescatori sardi spesseggiano ancore nuragiche, e che nei musei archeologici non ci è permesso ammirarle, ci rendiamo conto di quanto profetico sia stato il suo messaggio, e non solo quello musicale …

Nella toponimia (la disciplina che studia i nomi di luogo) dei Shardana ricorrono con maggiore frequenza Nora e Montalba, e sappiamo bene che anche questi non sono inventati. In essi riconosciamo naturalmente Nora, la città che prima di essere romana era indubbiamente una città portuale nuragica e il cui prefisso ha origine da nur- anch’esso di derivazione paleosarda. Porrino, sia pure nell’entusiasmo della creazione artistica, sfata così il mito che Nora sia stata fondata dai Fenici nel IX-VIII secolo; Nora, ne I Shardana è sarda, sardissima già da mille anni prima. E anche nel toponimo Montalba, patria di Gonnario che nei Shardana è sita in territorio montuoso, è evidente la connessione con il massiccio calcareo del Montalbo, situato nella Sardegna centro-orientale, con l’unica differenza che è un Montalbo al femminile, matriarcale, come Nora e Sardegna.

Quanto a Hutalabì, il grido di guerra del popolo sardo che nel dramma porriniano ricorre innumerevoli volte, esso è naturalmente da associare ai versi di Sebastiano Satta nella poesia La madre dell’ucciso dedicata dal Satta allo scultore nuorese Francesco Ciusa, che con la sua scultura in gesso La madre dell’ucciso trionfò nel 1907 alla VII Biennale di Venezia e conseguì il Primo Premio Internazionale per la Scultura: Se l’aurora arderà su’ tuoi graniti / Tu lo dovrai, Sardegna, ai nuovi figli. / A questo: a quanti cuori / Vegliano nella tua ombra, aspettando! / O fratello, e tu primo alla vittoria, / Da’ il grido dai vermigli / Pianori: Agita il palio / O rosso cavallo, O cavallo di gloria, hutalabì! Hutalabì è l’«urlo di gioia selvaggia, col quale il cavaliere barbaricino sprona a corsa sfrenata il cavallo animando se stesso di questo frenetico ardore».

 

Stralcio dalla prefazione di
Giuanne Masala, in: Ennio Porrino, I
Shardana – Gli uomini dei nuraghi: dramma musicale in 3 atti, Stoccarda
2009 (www.sardinnia.it), volume contenente il libretto
d’opera in tre atti a firma dell’autore, nonché le critiche all’indomani della
rappresentazione al Teatro San Carlo di Napoli (1959) e al Teatro Massimo di
Cagliari (1960). Fotografie inedite di scena della «prima», i bozzetti di Màlgari
Onnis Porrino, una prefazione di G. Masala, un articolo di F. Karlinger sulla
sardità dell’arte porriniana, un’intervista al compositore, la
lettera-testamento di Porrino e altri materiali inediti rievocano una delle
giornate più memorabili della storia dell’opera lirica contemporanea.

 

Tag:, , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

I Shardana nei miei ricordi di costumista e scenografa

Quando si prospettò la possibilità che l’incarico di realizzare i bozzetti per le scene e i costumi per l’opera di Porrino I Shardana fosse affidato a me, io, naturalmente, ne fui estremamente felice; ma quando la possibilità si tramutò in certezza e, convocata a Napoli dal Sovrintendente Di Costanzo, fui regolarmente scrittutata, la mia felicità, pian piano, andò scemando e fui presa da un vago senso di angoscia.

Improvvisamente mi resi conto del gravoso impegno e della responsabilità che mi ero assunta. Il lavoro da fare, infatti, era enorme: oltre tre scene divise in più quadri, c’era da vestire una massa di gente. Solo il coro era formato da più di ottanta persone; poi c’erano le comparse, i danzatori e i cantanti: sette protagonisti e cinque comprimari. Ma la cosa forse più complicata era l’attrezzeria.

Dato che l’epoca nuragica non era mai stata portata sulle scene, non si poteva utilizzare nulla di ciò che era in possesso delle attrezzerie teatrali e bisognava costruire tutto ex novo. Particolare attenzione dovevo riservare alle armi da guerra (archi, lance, scudi) poiché nel secondo atto si svolgeva una battaglia fra i Sardi e i Fenici. Insomma, c’era di che preoccuparsi!

Debbo poi anche aggiungere – a giustificazione della mia angoscia – che io ero uscita da poco dall’Accademia di Belle Arti e che avevo solo 23 anni, per cui la mia esperienza lavorativa era estremamente scarsa. Ma quello che mi diede la forza morale di affrontare e di portare a termine l’impegno assunto fu la cieca fiducia che riponevano in me sia l’Autore che la regista. Quest’ultima era Marcella Govoni, alla quale io debbo molto, perché la sua grande esperienza e professionalità furono per me un enorme stimolo e un forte sostegno.

Alcuni giorni prima dell’andata in scena dell’opera, si inaugurò, nel ridotto del San Carlo, un’esposizione dei bronzetti sardi. Avevamo ritenuto opportuno organizzare questa mostra perché quelle statuine erano state per i costumi e per l’attrezzeria una fonte preziosa di informazioni. Così come pure un bronzetto raffigurante un’imbarcazione mi aveva dato gli elementi per progettare la nave dei marinai sardi che, verso la fine del primo atto, doveva entrare in scena.

La sera della «prima» fu uno dei momenti più emozionanti della mia vita e che non potrò mai dimenticare. L’opera ebbe un gran successo e registrò anche dei «tutto esaurito»; cosa, questa, abbastanza insolita per le opere contemporanee. C’erano diversi fattori che suscitavano curiosità sia per il pubblico che per la critica, fra cui i principali erano due: la realizzazione scenica era tutta al femminile: la regista Marcella Govoni, io scenografa-costumista e Bianca Gallizia coreografa; e l’epoca e il luogo in cui era ambientata l’opera.

Per Porrino fu un’ennesima, grande affermazione prima di tutto come Autore e poi come direttore d’orchestra.

La seconda volta che venne rappresentata I Shardana fu in un’atmosfera ben diversa. L’Ente Lirico di Cagliari la inserì in cartellone pochi mesi dopo l’esecuzione al Teatro San Carlo per commemorare l’improvvisa scomparsa di Porrino che era stato il suo Direttore Artistico.

Ben diverso, quindi, anche il mio stato d’animo nel seguire questa messa in scena. Per di più, durante le prove, ci fu un episodio che minacciò di mandare in aria la rappresentazione. E ciò fu a causa di un velatino (un sipario di garza trasparente posto nel boccascena, che permette vari effetti di luci, di dissolvenze e di proiezioni) che venne contestato da uno dei protagonisti. Fu un terribile braccio di ferro fra la Govoni e il direttore d’orchestra che appoggiava la contestazione del cantante, e che improvvisamente fece togliere il velatino. A questo punto la Govoni abbandonò il teatro affermando che senza il velatino lei rinunciava a fare la regia. In tale situazione la mia disperazione giunse al massimo e lasciai anch’io il teatro per gettarmi all’inseguimento della Govoni e convincerla a rientrare nel suo ruolo.

Prima di tutto andai all’albergo dove alloggiava, ma lì non c’era. Quindi, data l’ora, pensai fosse andata a cenare e cominciai a girare fra i vari ristoranti nelle vicinanze dell’albergo e, finalmente, in uno di questi, la trovai: seduta a un tavolo, con la testa fra le mani, fissava – corrucciata – il fondo di una scodella vuota. La supplicai di tornare in teatro, ma lei scuoteva la testa in segno di diniego. Allora dalla mia bocca uscì una magica frase: «Marcella, se non vuoi farlo per me, fai questo per Ennio!»

Mi fissò per un attimo negli occhi, poi – alzandosi di scatto – disse in maniera perentoria: «Andiamo in Teatro!» La storia del velatino – dopo ampie e non troppo pacate trattative – finì con un compromesso: rimaneva in scena, ma nei momenti particolarmente importanti per il contestatore, veniva alzato. Anche Cagliari accolse con unanimi consensi I Shardana: «Applausi a scena aperta…», recitano alcuni giornali all’indomani della rappresentazione. E il musicologo tedesco Felix Karlinger concludeva così una sua recensione: «… I Shardana pare aver imboccato la strada giusta per diventare l’opera nazionale sarda per eccellenza».

Intervista gentilmente concessa da Giovanni  Masala a questo blog


[1] Malgari Onnis Porrino, moglie del compositore cagliaritano e pittrice da sempre, è nata a Roma l’11 settembre 1935

dal 1957 ha svolto anche l’attività di scenografa e costumista, realizzando bozzetti per diversi teatri lirici in Italia e

all’estero, fra cui il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Gran Teatro del Liceo di Barcellona, il

Teatro Massimo di Cagliari. Come scenografa (e in alcune anche come costumista) ha collaborato alle seguenti opere

liriche: Lucia di Lammermoor (Donizetti), I virtuosi ambulanti (Fioravanti), La Medium e Il telefono (Menotti), Andata

e ritorno e Il lungo pranzo di Natale (Hindemith), Il matrimonio segreto (Cimarosa), Il Barbiere di Siviglia (Rossini),

Suor Angelica (Puccini), La Traviata (Verdi). Va anche ricordato che Màlgari Onnis fu autrice di bozzetti, figurini,

costumi e scene delle opere liriche di Ennio Porrino: I Shardana (Napoli, Teatro San Carlo: 21 marzo 1959; Cagliari,

Teatro Massimo: 18 marzo 1960) e Esculapio al neon (Cagliari, Teatro Lirico: 25 febbraio 1972).

In copertina: Bozzetto di Màlgari Onnis per il primo atto dell’opera lirica
di Ennio Porrino, I Shardana

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »

La Fondazione Teatro Lirico di Cagliari organizza  una selezione per titoli ed esperienze lavorative per assistenti alla  direzione d’orchestra, assistenti alla regia, assistenti alle scene e alle videoproiezioni, assistenti ai costumi e assistenti al light designer nati o residenti in Sardegna, finalizzata allo studio e alla messa in scena dell’opera I Shardana di Ennio Porrino.

Qui il bando completo

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

La tournée appena conclusa, quella per internderci con lo spettacolo “Operetta eterno amore”, ha lasciato uno strascico di nostalgia. E’ sempre così quando si passa un po’ di tempo insieme condividendo le emozioni del palcoscenico, le reazioni del pubblico ogni volta diverso e le ore passate insieme in viaggio sul pulmann.Questa volta però, diversamente dalle altre, è rimasto un ricordo. Gli artisti, grandi artisti, mi hanno regalato delle meravigliose video-testimonianze che, grazie all’web, saranno sempre visibili a tutti in tutto il mondo.

Certo che la tecnologia internet è stata una grande scoperta! Ecco quindi che per merito di internet  ho potuto far conoscere i protagonisti principali  di questo spettacolo che continuerà a girare l’Italia: il direttore d’orchestra Romolo Gessi e il tenore Andrea Binetti.  Prossimamente continuerò a pubblicare le lunghe interviste alla coppia d’oro dell’operetta Daniela Mazzucato (di cui potrete vedere nella colonna di destra la prima parte della sua intervista) ed oggi il tenore Max Renè Cosotti che vi racconterà la sua lunghissima e brillante carriera, i grandi artisti suoi colleghi come Leo Nucci, Antonio Salvadori, Luciana Serra, o direttori del calibro di george Solti , Giancarlo Menotti, Sonzogno, tanto per citarne alcuni. E naturalmente  il suo incontro d’amore e d’arte con il soprano Daniela Mazzucato.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

 Ai Sovrintendenti, alle Direzioni artistiche, ai responsabili di Uffici

Stampa,  Direzioni amministrative di teatri, enti, festival lirici italiani

 EDT è spiacente di comunicare che, a causa del perdurare della grave

crisi economica in atto, è giunta alla decisione di sospendere le pubblicazioni

di Opera. Annuario dell’opera lirica in Italia, pubblicato negli ultimi anni in

collaborazione con il CIDIM.

L’Annuario, presente ormai dal 1987, strumento di sintesi completa e

preziosa di tutti gli eventi lirici del nostro paese – dei quali

costituiva un archivio storico unico in Italia – è stato per 25 anni un

vanto della nostra casa editrice, surrogando funzioni che in realtà, e

particolarmente in Italia, dovrebbero essere proprie delle istituzioni

culturali e politiche.

Ringraziamo qui in particolare gli Uffici Stampa, senza la cui

collaborazione l’Annuario non avrebbe mai potuto nascere e crescere.

Un saluto cordiale

Enzo Peruccio

Amministratore delegato di edt srl

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

 

… Per liberarsi di sua moglie, Don Fefè inventa uno stratagemma: deve trovare un amante e servirsene per giustificare il delitto passionale. La sua scelta cade su Carmelo Patanè, un pittore . …
(foto Rocco Casaluci fotografo )

 Il teatro Comunale di Bologna dedica uno spazio della stagione lirica in corso,  all’opera contemporanea, ed sattamente ad un’opera che trae ispirazione dal film Divorzio all’italiana di Pietro Germi

Ed il titolo è proprio Divorzio all’italiana. La prima andrà in scena   martedì 11 giugno 2013 

L’opera è del compositore Giorgio Battistelli su libretto dello stesso compositore liberamente adattato da Pietro Germi, Alfredo Giannetti e Ennio de Concini.

L’opera, commissionata al compositore dall’Opéra National de Lorraine, è un vero e proprio inedito in Italia. Giorgio Battistelli omaggia Pietro Germi  firmando libretto e musica di un’opera che racconta uno spaccato della Sicilia degli anni Cinquanta, dove si consuma un delitto d’onore in cui passione, gelosia, tradimenti sono ritratti in una partitura grottesca, ironica e pungente.

I personaggi rappresentano i cliché del perbenismo e del maschilismo di un’Italia d’altri tempi, esaltati nella parodia dei rapporti tra due famiglie dell’aristocrazia siciliana. Una commedia tragicomica en travesti, rappresentazione alla rovescia del mondo matriarcale del nostro Sud.

Il cast, di tutto rispetto, è formato da

Don Sandrino Ferraù (detto Fefè)

Cristiano Cremonini

Don Gaetano (suo padre)

Gabriele Ribis

Donna Matilde (sua madre)

Marco Bussi

Donna Rosalia (sua moglie)

Alfonso Antoniozzi

Don Calogero Giacalone (zio di Sandrino)

Nicolò Ceriani

Donna Fifidda (moglie di don Calogero)

Alessandro Spina

Angela (figlia di don Calogero)

Sonia Visentin

Carmelo Patané (pittore)

Daichi Fujiki

Immacolata Patané (moglie di Carmelo)

Alessandro Busi

Felicetto (il barbiere)

Maurizio Leoni

Dottor Talamone

Fabrizio Beggi

Don Ciccio

Carlo Morini

Direttore

Daniel Kawka

Regia

David Pountney

Regia ripresa da

Martina Franck

Scene e costumi

Richard Hudson

Luci

Fabrice Kebour

Video

fettFilm (Momme Hinrichs, Torge Møller)

Maestro del Coro

Andrea Faidutti

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Allestimento Opéra National de Lorraine – Nancy

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Fidelio, o meglio Leonore, è una donna che si traveste da guardia carceraria, per salvare il marito Florestano dalla morte in una prigione politica. L’Opera, l’unica scritta da Beethoven, costituisce il lavoro principale del periodo maturo del musicista ed è comunemente ritenuta un’espressione delle idee del compositore sulla battaglia per la libertà politica che a quel tempo erano diffuse in Europa.
Trama
Il soggetto è tratto da Léonore ou l’amour conjugal di Jean-Nicolas Bouilly, scritto a suo tempo per il musicista Pierre Gaveaux, e si basa su di un fatto realmente accaduto nella Francia del periodo del ‘Terrore’, di cui l’autore (all’epoca accusatore pubblico del tribunale rivoluzionario di Tours) parla anche nelle sue Mémoires.
Atto I
L’azione si svolge in una prigione a qualche miglio fuori da Siviglia, nel XVII secolo.
Don Pizarro è il governatore della prigione in cui egli stesso ha fatto imprigionare ingiustamente il suo nemico personale Florestan. La moglie di questi, Leonore, vuole ritrovarlo e, travestitasi da uomo e preso il nome di Fidelio, ne intraprende le ricerche. Le informazioni raccolte la indirizzano proprio verso il carcere di don Pizarro. Qui, per scoprire se Florestan è tra i prigionieri, fa in modo di entrare nelle grazie di Rocco, il carceriere, e, involontariamente, entra anche in quelle di Marzelline, la figlia di lui, che se ne invaghisce sdegnando le attenzioni di Jaquino, il giovane portiere della prigione.
Nel frattempo una lettera informa don Pizarro dell’imminente arrivo del ministro di stato don Fernando e teme che questi possa scoprire l’arbitrio commesso con l’arresto illegale di Florestan, che don Fernando ben conosce. Dà ordine, dunque, a Rocco di uccidere il prigioniero ricevendone, però, un rifiuto. Costretto a dover commettere personalmente il delitto ottiene, però, che Rocco prepari la fossa.

Fidelio assiste al colloquio e sospetta che il prigioniero di cui parla don Pizarro sia proprio Florestan. Per scoprirlo convince Rocco a far uscire in cortile tutti i prigionieri, ma Florestan non si trova tra questi e Fidelio, rassegnato, non può far altro che seguire Rocco nelle segrete per aiutarlo a scavare la fossa.
Atto II
Florestan giace incatenato nel buio della segreta e si lamenta della perduta libertà. Entrano Rocco e Fidelio, che si era deciso a salvare comunque il prigioniero chiunque egli fosse. Non appena ne ode la voce invocare il nome “Leonore“, però, riconosce subito in lui il marito. Quando don Pizarro arriva per ucciderlo, Fidelio lo affronta e gli rivela la sua identità, ma il governatore è ben deciso ad uccidere entrambi.

Uno squillar di tromba annunciante l’arrivo del ministro fa frettolosamente uscire don Pizarro dalle segrete, mentre Leonore e Florestan si abbracciano esultanti. Nella piazza del castello il ministro dà ordine che i prigionieri siano liberati e ascolta da Rocco il resoconto dei fatti. Leonore toglie personalmente le catene al marito e, mentre i crimini di don Pizarro vengono smascherati, si leva un coro in lode dell’eroina.

La foto ritrae Margarete Matzenauer (1881-1963) in Fidelio di Beethoven  – Metropolitan Opera, New York.

(http://www.musicwithease.com)

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

Nel 2011 nasce il C.P.I che sta a significare Cantori Professionisti Italiani
E’un’associazione di cantanti lirici professionisti italiani che si prefigge di difendere e diffondere il valore e la vitalità  della musica e, più specificamente, del teatro d’Opera quale eccellenza e patrimonio della cultura del nostro paese.
Attualmente è in corso una campagna per far si che l’Opera diventi Patrimonio dell’UNESCO.

Per questo motivo, alcuni rappresentanti del CPI oggi, hanno avuto un incontro a Roma  con l’antropologa Alessandra Broccolini presso la Facoltà di Sociologia e coordinatrice appunto del Comitato scientifico per la candidatura UNESCO dell’Opera lirica italiana .

Ilprotocollo Unesco prevede la creazione di una rete, di una comunità che ruota intorno all’Opera lirica e che vive di essa. Per far conoscere questa comunità abbiamo pensato di dar voce a riflessioni, emozioni, esperienze, legami che ogni membro della comunità ha con l’Opera lirica italiana. Vorremmo mostrare chi sono le persone che  sostengono la candidatura, che spazio occupa l’opera nella loro vita, cosa rappresenta e perché vogliono salvaguardarla.

Vi chiediamo quindi di inoltrare le vostre testimonianze alla nostra mail cantoriprofessionistiditalia@gmail.com o di scrivere un commento direttamente su questa pagina. Il materiale così raccolto potrà essere usato per integrare e arricchire la presentazione della domanda di candidatura presso l’UNESCO la cui consegna è prevista entro la fine del 2012.

C.P.I è anche su FACEBOOK

Ecco i nomi del consiglio direttivo del   C.P.I

Roberto Abbondanza

Micaela Carosi

Angela Nisi

Federico Sacchi

Rosanna Savoia

Gabriella Sborgi

Pietro Spagnoli

 Tesoreria

Pietro Spagnoli

 Webmaster

Marco Frusoni


Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Sondaggio è una parola che già da qualche tempo è diventata d’uso comune. Sondare le preferenze del pubblico su questo o quell’argomento è uno strumento che viene utilizzato a scopo propagandistico o semplicemente per influenzare la gente. Eh si, perchè a volte i sondaggi sono pilotati. Far girare un sondaggio con le proprie preferenze significa influenzare le persone che quel personaggio o quel prodotto è al vertice dell’interesse generale e di conseguenza uno si orienta verso quella scelta.

Comunque, aldilà delle polemiche, il sondaggio ha sempre il suo fascino e non poteva non affascinarmi questo che riguarda il mondo dell’ Opera. Qui potrete votare i cantanti d’opera ma anche i teatri, i registi  i direttori d’orchestra che preferite.

Sono contenta che fra questi artisti  ci sia anche la bravissima Anita Rachvelishvili che ho avuto l’onore d’intervistare per il mio blog il mese scorso in occasione della sua partecipazione alla Stagione lirica del Teatro Lirico di Cagliari nell’opera Don Quichotte.

Anzi ne approffito per segnalare a chi ne avrà la possibilità, che si potrà ascoltare e vedere ancora Anita Rachvelishvili questa estate all’Arena di Verona in Carmen di Bizet,  poi a New York. A novembre sarà ancora in Italia al Regio di Torino.

Che dire…, divertitevi!! Ecco il link

http://www.gradisco.com/lirica-best-opera-singer-awards/

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Dal Teatro Lirico di Cagliari – Stagione Lirica e di Balletto 2011
CARMEN di Georges Bizet
IN ONDA SU RAI TRE
MARTEDÌ 24 GENNAIO 2012 ALL’1.35
DOMENICA 29 GENNAIO ALLE 12:55 (REPLICA)

Rosaria Bronzetti ci porta dietro le quinte del Teatro Lirico di Cagliari.
L’allestimento del capolavoro musicale francese si avvale della regia di Marina Bianchi, collaboratrice -tra gli altri- di Giorgio Strehler, Eimuntas Nekrosius e Liliana Cavani. L’opera si avvale di cantanti/attori di straordinario spessore: Hadar Halevy (Carmen), Andrea Carè (Don José), Pierre Doyen (Escamillo), e Cristina Radu (Micaela). L’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico ed il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari sono guidati da Julia Jones, direttore d’orchestra inglese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera.

Racconta Marina Bianchi alle telecamere di “Prima della Prima”: “Nella mia visione dell’Opera, Carmen è il mondo femminile visto da un’ottica e percezione rigorosamente maschili, all’interno dell’immaginario stereotipato. Non c’è nulla, in questa storia, della complessità della vita e dell’animo delle donne, che vengono schedate e incapsulate in ruoli rigidi e schematici. La donna è Madonna o puttana. Carmen da una parte, Micaela dall’altra. Il personaggio di Carmen è il femminile primitivo, oscuro, magico, pericoloso, inafferrabile. E’ la passione che vive della sua fugacità, e nel momento in cui cerchi di fermarla o costringerla alla ragione, si rivolta contro o muore. E’ il sentimento puro, è il sogno di libertà dalle convenzioni, è un personaggio trascinato verso il suo tragico destino dalla propria incapacità di mediazioni.”

La regia televisiva di questa puntata è di Angela Landini.
Galleria fotografica a cura di Priamo Tolu
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-aa4bff2d-f3a9-4d94-b400-6d91a6b1936b.html

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

Pzz.-Giovanni-XXIIIIeri notte avevo lasciato da poco il teatro.Ero infatti impegnata nell’opera Tosca fino al 2° atto. Poi sono andata a riprendermi l’auto per rientrare a casa. La zona era quella di piazza Giovanni XXIII, proprio a due passi da dove circa mezz’ora dopo è esplosa un’auto in maniera violenta.
Ma io ero già a casa quando questo è successo. La notizia, data in anteprima da Radio press e pubblicata su Facebook, mi ha sconvolto perchè sapevo che  l’opera non era ancora terminata, c’era tanto pubblico , molti avevano l’auto parcheggiata nella zona. E’ cominciato a salirmi il panico.
Molte persone hanno subito pubblicato su facebook  alcune testimonianze. Al rientro dall’opera qualcuno raccontava di aver creduto ad un effetto sonoro dello spettacolo, altri ad un aereo esploso. Ma c’è stato anche chi era affacciato alla finestra per godere di un po’ di fresco ed ha visto volare pezzi d’auto dappertutto. Un grande incendio è divampato e i vigili del fuoco hanno faticato a spegnerlo.
Naturalmente l’idea che potesse trattarsi di un’attentato è venuta a molti, ormai si vive col terrore degli attentati ( “grazie” a Bin Laden che se voleva terrorizzare l’intero pianeta c’è riuscito), ma non ha avuto ancora alcun fondamento, mentre in tanti l’attribuiscono ad  una bravata di   ragazzi annoiati .

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

CarusoBorelliLa popolare e bellissima romanza di Mario Cavaradossi, protagonista dell’opera Tosca di Giacomo Puccini, ” E lucevan le stelle” è una romanza per tenore
Nel terzo atto, aspettando la sua esecuzione a Castel Sant’Angelo, Cavaradossi rievoca i momenti passati con Tosca.

In Si minore, la romanza è aperta da un nostalgico assolo di clarinetto, la cui melodia è ripresa dal tenore, in modo pressoché letterale, a partire dal verso «Oh! dolci baci, o languide carezze».
La melodia, già udita nell’ultima parte dell’introduzione all’atto III, torna in forma di breve perorazione orchestrale anche nelle battute finali dell’opera, nel momento in cui Tosca si getta dalle mura del castello.
E lucevan le stelle,
e olezzava la terra
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella fragrante,
mi cadea fra le braccia.

Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore.
L’ora è fuggita,
e muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!

Ve la propongo nella versione eseguita dal tenore Fabio Armiliato


YouTube Video

Tag:, , , , , , ,

Comments 1 Commento »

villazonCon queste parole Mario Cavaradossi dichiara tutta la sua passione per Floria Tosca, protagonista dell’opera “Tosca” di Giacomo Puccini.

E’ la prima e impegnativa romanza del tenore nell’opera.

Recondita armonia! Di bellezze diverse!
É bruna Floria… l’ardente amante mia!
E te, beltade ignota! Cinta de chiome e bionde…
Tu azzuro hai l’occhio… Tosca ha l’occhio nero…

L’arte nel suo mistero…
Le diverse bellezze insiem confonde!

Ma nel ritrar costei… Il mio solo pensiero!
Ah, mio solo pensiero!
Tosca, sei tu!

Di seguito l’interpretazione del tenore Rolando Villazón


YouTube Video

Tag:, , , , , ,

Comments Nessun commento »

teatro-lirico-cagliariIn tante occasioni ricevo mail di lettori che mi ringraziano per ciò che scrivo sul teatro lirico: persone lontanissime da quest’ambiente  che si sono avvicinate grazie a questo mio blog.

Per me è una grande soddisfazione perchè ciò che scrivo è vissuto in prima persona e con grande passione. Non sono una scrittrice, nè una giornalista.

Sono solo un’artista- blogger e come è nello stile dei blogger trasmetto ciò che vedo e che vivo.
Uso il linguaggio semplice del mio quotidiano e se in qualche occasione mi sfugge l’accento o la forma italiana non proprio corretta perdonatemi.
Parlare di musica e di teatro lirico per arrivare a tutti, è la mia mira e, a quanto pare ci sto riuscendo.
L’ultima mail di un’amica che mi segue ormai da 3 anni, mi chiedeva di spiegare cosa significhi per un artista la recita del matinèe. Lei infatti sente sempre dire che questa è molto temuta dagli artisti.
Cara Vincenza, la recita del matineè,  è la recita (turno) che si svolge al pomeriggio ed è generalmente di domenica. Per tradizione è frequentata dagli intenditori che rinnovano il loro abbonamento anche da 30 anni, ma anche da tanti giovani e soprattutto dai gruppi-associazioni che arrivano dai paesi dell’interno con i pulmann.

Tutti gli artisti amano questa recita per il calore che il pubblico trasmette con applausi anche a scena aperta , ma è anche temuto perchè se il cantante non è all’altezza questo pubblico non ha problemi a mostrare il suo malcontento.
Noi artisti stabili viviamo tutte le recite e possiamo fare il confronto di come il pubblico risponde a seconda della serata.
Ieri sera è stato commovente l’applauso prolungato e appassionato riservato al soprano Mariella Devia (nell’opera Puritani) la quale è rimasta in ginocchio per tutto il tempo (lunghissimo) dell’ovazione in segno di riconoscenza.

A sipario chiuso poi, vederla con gli occhi lucidi dalla commozione, stanca ma allo stesso tempo contentissima è stato emozionante anche per tutti noi che, nel nostro piccolo abbiamo contribuito a questo successo.


YouTube Video

Tag:

Comments 2 Commenti »