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foto A.Atzori

VELI e FARDETTAS

Giovedì 30 Novembre, dalle ore 18, Piazza Dettori 4 a Cagliari 

…E’ il frutto della collaborazione di Inveroveritas  con lo stilista Luciano Bonino e le nuove collezioni per la stagione Autunno-Inverno.
Come sempre in compagnia di un buon vino.

“Il colpo di fulmine avvenne nei primi anni ’70.
All’interno di uno di quei grandi magazzini al centro di Cagliari con dentro ogni tipo di merce. Là arrivavano una volta alla settimana da tutti i paesi della Sardegna con le macchine a nolo le proprietarie degli “Empori”.
Vestite ormai del loro “mezzo costume “, gonna a pieghe, camicetta o golfino e scialli di tutti i giorni.
Rientravano cariche dei loro pacchi gialli legati con lo spago a riempire i loro:
“al paradiso delle signore”
(…) ”

Luciano Bonino è uno stilista cagliaritano di fama internazionale . Negli anni settanta ha esordito a Parigi e con le collezioni di alta moda di Sergio Soldano . Tornato a Cagliari, si è battuto per coniugare moda e Costume tradizionale. La plissettatura a fisarmonica delle gonne sovrapposte, il bianco delle camicie col vezzo de sos buttones tradizionali, i ricami a filè, le passamanerie mai banali costituiscono il carattere distintivo del suo essere artista raffinato.

Tutt’oggi, Luciano Bonino continua nel suo studio- atelier ad incantare cagliaritani e non con le sue eleganti creazioni .

INVELOVERITAS è un brand di abbigliamento e accessori che prende ispirazione e riflette sui significati della cultura e della tradizione nella contemporaneità

 

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Se vi trovate nella zona di Villasor, ridente paese della provincia di Cagliari tra sabato e domenica, non mancate di andare a visitare il Castello gestito dall’Associazione Castello Siviller marchesato di Villasor che in questi due giorni ha organizzato diverse attività per grandi e piccoli.

Si terranno delle visite  guidate  e si potrà visitare la mostra degli strumenti di tortura. Si potrà assistere alle Danze rinascimentali, alla dimostrazione tiro con l’arco, alla dimostrazione di scherma (duello cortese) e tanto altro.

Per i più piccoli, la domenica, in occasione del “Castello dei bambini” ci sarà Mani in pasta,  tiro Mini arco, foto con abito da cavaliere e tanti giochi del periodo medioevale.

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foto  Sardinia Fashion

Si intitola“Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot la mostra che il Teatro Lirico dedicherà al grande artista di San Sperate (scomparso lo scorso anno) in occasione della messa in scena dell’opera Pucciniana Turandot. L’omaggio all’artista sarà allestito nel foyer di platea da mercoledì 15 marzo fino a lunedì 15 maggio 2017.

L’ occasione sarà appunto quella della messinscena dell’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini che viene rappresentato, nell’ambito della Stagione lirica e di balletto 2017, nel celebre allestimento dell’estate 2014 con lo straordinario impianto scenico che resta la prima ed unica esperienza di Pinuccio Sciola nel teatro musicale.

L’allestimento di questa Turandot mostra una Cina atemporale ed una Pechino di pietra dalle tonalità chiare (si passa dal bianco al grigio, attraverso le varie sfumature del beige), dove si “muovono” 220 costumi dai colori puri, lontani dal decorativismo cinese, ma strettamente legati alle forme e fogge orientali dei primi del ‘900.

Il monumentale impianto scenico di Pinuccio Sciola supera l’area tradizionale a lui designata, quella appunto del palcoscenico, per proseguire idealmente negli altri spazi del Teatro, in particolare l’ingresso principale ed il foyer di platea, dove è stata collocata una gigantesca riproduzione di 9 metri di altezza di una sua scultura che riconduce alle architetture futuristiche della Pechino pietrificata immaginata dall’artista-scenografo per il capolavoro pucciniano. Ad incorniciare il tutto una serie di segni grafici, realizzati con l’uso di canne, dell’artista di San Sperate che riportano ad atmosfere orientali ed a suggestioni legate agli ideogrammi cinesi, oltre alle affascinanti maschere in basalto e granito, alle possenti “Città sonore” ed ai bozzetti originali delle diverse scene che appariranno agli occhi del pubblico in una filologica ricostruzione del “tavolo dell’artista”, sul quale nacque anche una poesia autografa, dedicata a Giacomo Puccini, che, per la prima volta, viene esposta.

Idee, fatica, passione, emozioni, genio, umanità che, ancora oggi come già nella magica estate del 2014, consegnano all’eternità questa straordinaria opera d’arte scenografica che rende il capolavoro pucciniano ancora di più unico ed indimenticabile.

L’esposizione è ideata e curata da Maria Sciola e Rossella Atzori e le fotografie esposte sono di Ivan Capra e Attila Kleb.

L’inaugurazione della mostra, con ingresso libero, si tiene martedì 14 marzo 2017 alle 18, alla presenza di Claudio Orazi (sovrintendente Teatro Lirico di Cagliari), Mauro Meli (direttore artistico Teatro Lirico di Cagliari), Tomaso Sciola (presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Chiara Sciola (vice presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Maria Sciola (direttore generale Fondazione Pinuccio Sciola).

La mostra, con ingresso libero, è aperta, oltre che durante gli spettacoli, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13.

Il foyer di platea del Teatro si conferma quale importante punto di incontro cittadino e spazio per la fruizione dell’arte: gli ambienti più ampi nel rispetto dell’originario progetto architettonico, l’illuminazione conformata alle pareti ridipinte e perfettamente sgombre, consentono un respiro maggiore ed un uso più appropriato delle volumetrie del Teatro.

Di seguito un video realizzato al Teatro Lirico in occasione della messa in scena del 2014


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La mostra “Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot” si avvale del contributo ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Pinuccio Sciola.

Turandot di Giacomo Puccini viene rappresentata: venerdì 17 marzo alle 20.30 (turno A), sabato 18 marzo alle 19 (turno G); domenica 19 marzo alle 17 (turno D); martedì 21 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 22 marzo alle 20.30 (turno B); domenica 9 aprile alle 17 (turno E); martedì 11 aprile alle 20.30 (turno C). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 21 marzo e martedì 11 aprilesempre alle 11.

 

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Italo Medda, Scritture

Il giorno 16 giugno nello spazio Temporary Storing della Fondazione Bartoli Felter in Cagliari via 29 Novembre 3/5 è stata

inaugurata la collettiva di Artisti “QUEL CENTRO AL CENTRO”.

Il Centro Culturale Man Ray, in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Bartoli Felter, ha presentato le opere donate da un numeroso gruppo di artisti che, dal 1995 hanno fatto parte del Centro Culturale Man Ray.

Le opere, proposte in vendita a prezzo politico, contribuiranno alla raccolta di fondi utili alla pubblicazione di un testo che contiene le memorie di oltre vent’anni dell’attività del Centro. Grazie alla generosa disponibilità degli artisti, è stata possibile questa straordinaria mostra che  comprende uno spaccato importante della storia dell’arte in Sardegna. Occasione per riflettere sulla varietà  dei linguaggi del contemporaneo.

Sino al  25 giugno, dalle ore 17 alle 19,30

 

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La scuola di Architettura dell’Università di Cagliari e Casa Falconieri, con la collaborazione di INARCH Sardegna e SARDARCH, promuovono la qualità dell’architettura emergente in Sardegna organizzando una selezione di opere e progetti realizzati da architetti sardi di età inferiore a 40 anni. L’iniziativa, intitolata “SYA2016 – SARDINIA. Young Architects”, prevede l’esposizione dei lavori durante il mese di giugno negli spazi del Centro culturale e d’arte Torre dell’acqua di Dolianova. Presentata ieri a Cagliari nella sede della Fondazione di Sardegna, la manifestazione e i suoi cinque eventi si inquadrano all’interno delle attività del progetto D’ART previste dalla Fondazione Casa Falconieri per il biennio 2016-18.

Il calendario delle attività in programma a Dolianova prevede l’inaugurazione il 4 giugno alle 19, con una esposizione e la presentazione dei giovani architetti selezionati per SYA2016; il 9 giugno, ore 19:30: Giovani architetti e concorsi internazionali; il 17 giugno, ore 19:30: Giovani architetti e architettura effimera; 24 giugno, 19:30: Arte e Architettura e la biennale di Venezia; 1 luglio, 19:30: Giovani architetti e OPERE REALIZZATE

Comitato Scientifico e Commissione di selezione

direttore scientifico
Carlo Atzeni, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA

componenti
Andrea Casciu, INARCH Sardegna
Pier Francesco Cherchi, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Gianmarco Chiri, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Matteo Lecis Cocco Ortu/Francesco Cocco/Nicolò Fenu - SARDARCH
Gabriella Locci, Presidente Casa Falconieri
Giorgio Peghin, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Dario Piludu, Direttore Artistico Casa Falconieri
Antonello Sanna, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Giuseppe Vallifuoco, INARCH Sardegna

 

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La realtà vive in un mondo fantastico dove segni di matita, indelebili tratti di vita parlano sprigionando umori ed emozioni. L’Arte al Museo porta a Villasimius il “Matitismo” di Michele Cara. La rassegna di mostre organizzata dall’Associazione Culturale Hermaea Archeologia e Arte in collaborazione con la Cooperativa Cuccureddus ed il Comune di Villasimius  chiude con la personale dell’artista “Tratti di vita” visitabile nel circuito museale della località turistica in Via Frau dal 20 al 30 settembre, dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 19:00 alle 23:00, giorno di chiusura il lunedì.

Michele Cara è un ingegnere che vive e lavora a Cagliari, conosciuto da tanti per il cosiddetto Matitismo, uno stile unico e personale che ne è diventato il suo elemento distintivo. Reale e fantastico viaggiano nella stessa direzione fino ad incontrarsi nella tela in un mondo dove le matite coesistono armonicamente con immagini della realtà e scorci caratteristici della sua città.

L’opera Castelli di sabbia ci conduce nel mondo dell’effimero – spiega l’artista – Un castello di sabbia può essere spazzato via dal mare, dal vento senza lasciare traccia. Come un castello di sabbia non si conserva nel tempo anche l’uomo, spesso, si nasconde dietro qualcosa che non ha durata.

In Etere le ombre si diradano e le matite fluttuano libere, come liberi potrebbero essere le nostre emozioni e pensieri.”

Sì, sono Tratti di vita, in cui la matita diventa il pretesto e l’imprescindibile vincolo per interpretare ciò che l’artista ha davanti a sè. Il fedele ed irrinunciabile ricorso a tale strumento costituisce uno stimolo ma anche una difficile sfida che consiste nel “plasmare, scorticare, deformare, forare” la matita stessa fino a regalarle la sembianza migliore per forgiare la propria immagine mentale della realtà.

Il suo studio artistico ha inizio con la pittura figurativa, negli anni si evolve fino ad arrivare al Matitismo utilizzando differenti tecniche espressive: dal carboncino alla pittura ad olio, la sanguigna, gli acquerelli, pennarelli su carta per arrivare al solo utilizzo del pennarello pantone su tela.

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Domenica a Cagliari, nel foyer del teatro Civico in Castello, è stata inaugurata una interessantissima mostra-concorso dedicata all’artista scomparso Roberto Longu. A questa è abbinata anche una lotteria. I premi   in palio sono 10 opere di 10 ceramisti , tra cui una di Roberto Longu .  La mostra concorso terminerà il 31 luglio.

Roberto Longu ha mosso i primi passi presso il laboratorio di Gian Luigi Mele, da cui negli anni si è staccato acquisendo un suo stile. Le sue ceramiche, bottiglie, piatti, anfore anulari, specchi, pesci, si fanno ammirare infatti per il gusto per la brillantezza e l’ uso espressivo del colore.

Tutti i nomi degli artisti partecipanti:

In mostra 25 pezzi tra ceramica, arte orafa, vetro, alta sartoria, tessitura e altro ancora di artigiani, tutti iscritti alla Camera di commercio: Massimo Boi, Giampaolo Mameli, Wilda Scanu, Angela Zoccheddu, Antonello Atzori, Maria Cristina Boy e Margherita Usai, Anna Catalano, Silvia Concas, Federico Coni, Francesca Addari, Domenico Cubeddu, Giovanni Deidda, Giampaolo Gabba, Maria Grazia Gavini, Simonetta Liscia, Andrea Marceddu, Juri Marrocu, Giampaolo Olianas, Valentina Pisu, Laura Puggioni, Caterina Porcu, Manuela Scotto, Walter Usai, Daniela Zedda, Roberta Zorcolo. In esposizione anche un pezzo della collezione di Roberto Longu

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Eravamo in tanti ieri mattina, ad onorare la memoria del soprano cagliaritano Giusy Devinu, per la cerimonia d’inaugurazione dell’Arena con la scopertura della targa a suo nome.

Era presente il Sindaco   e Presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari Massimo Zedda, Il Sovrintendente del Teatro Lirico Angela Spocci, l’assessore alla cultura Enrica Puggioni, il Presidente della Commissione Cultura Francesca Ghirra, il Presidente degli Affari Generali Filippo Petrucci,l’assessore Mauro Coni,   il Presidente delle Pari opportunità Elisabetta Dettori, AnnaRosa Zedda membro della commissione Pari opportunità, la rappresentante della toponomastica femminile, i parenti dell’artista e tantissimi cittadini  e abbonati del teatro.

A tutte queste persone va il mio grazie per aver permesso di realizzare il mio sogno iniziato nel 2007  anno in cui Giusy lasciava la vita terrena.

Io, sono una sognatrice, è vero, ma l’esperienza mi ha insegnato che i sogni sono desideri che si possono realizzare  quando si mira ad una giusta causa. Ricordare la mia compagna di studi con una zona di Cagliari  vicina al Teatro Comunale (da lei inaugurato), era doveroso. Lei non si è mai dimenticata della sua città nei suoi spostamenti durante la sua prestigiosa carriera e la città non doveva dimenticarsi di lei.

Quando  alcune componenti delle  Pari Opportunità mi hanno comunicato che le era stata assegnata l‘Arena sita nel Parco della Musica, ho gioito e mi sono subito adoperata per organizzare un evento cui potessero partecipare tanti cittadini.  Ma non volevo che il tutto si fermasse solo alla scopertura della targa, volevo che i cittadini potessero conoscere  l’artista in maniera più approfondita, magari attraverso una mostra. Ma io non avevo mai organizzato una mostra! Come  iniziare?

Con le colleghe Giuliana Carone ed Elisabetta Sanna, del comitato Giusy Devinu da me presieduto, ci siamo rivolte ad alcuni colleghi del Teatro  Lirico per capire  da dove cominciare: il geometra Salvatore Campus dell’Ufficio tecnico, di grande esperienza in questo genere di operazioni, ha gettato le fondamenta del progetto fornendoci preziosi consigli e nozioni  . Una volta che la sovrintendente Angela Spocci e il direttore degli allestimenti scenici  Marco Maimeri hanno dato l’OK, siamo partite come un treno alla realizzazione del sogno. Il tempo era davvero poco e i soldi pure.

Per prima cosa quindi bisognava procurare qualche sponsor e in questo è stata bravissima la collega Giuliana Carone che ha contattato varie aziende e trovato subito un riscontro. Poi c’era da reperire i materiali da esporre: fotografie ed abiti. Diverse foto sono state messe a disposizione dal marito di Giusy, Francesco Musinu, col quale abbiamo fatto una cernita tra quelle più significative che però, essendo tutte in cartaceo, andavano digitalizzate. Il fotografo Priamo Tolu, che da qualche decennio  firma la storia del teatro attraverso i suoi scatti, ha pensato a tutto ciò, oltre ad aver messo a disposizione anche il suo materiale. Gli abiti da sera sono stati facilmente reperiti grazie alla disponibilità della sorella Franca Devinu.

Alla mostra però mancavano ancora i simboli del palcoscenico: gli abiti di scena, quegli abiti che Giusy aveva indossato in importanti produzioni, come ad esempio  quelle del Teatro alla Scala di Milano.  Ma  Carola Ciani, preziosa collaboratrice dell’Ufficio degli allestimenti scenici(che non smetterò di ringraziare), non ha perso tempo ed ha contattato subito il teatro milanese il quale ci ha dato la speranza che la cosa era fattibile e soprattutto totalmente gratuita: i due abiti , quello di Violetta della Traviata (l’opera con la quale ha debuttato e che ha interpretato maggiormente) e quello di donna Elvira del Don Giovanni, (l’ultima opera che ha cantato al Teatro Comunale nel 2000)  erano la nostra mira.   Dopo mille peripezie e difficoltà burocratiche, Carola finalmente è riuscita a far arrivare in tempo utile  i preziosi pezzi . Ecco ancora quindi che nasce un’ ulteriore collaborazione per l’allestimento espositivo degli abiti, il settore Sartoria ed in particolare  Ottavia Esu e Annalisa Barbieri.

Contemporaneamente c’era da realizzare il testo d’apertura della mostra, le didascalie , i comunicati stampa, le locandine e i volantini e la diffusione e qui non posso non ringraziare Pierluigi Corona dell’ufficio stampa  e la redazione del teatro con Barbara Eltrudis per la realizzazione dei manifesti e di tutto ciò che serviva alla diffusione dell’evento.

Le difficoltà certo non  sono mancate. I quadri non volevano stare al loro posto e dopo averli sistemati, anche con l’aiuto di alcuni tecnici, ogni tanto cadevano. La paura che ciò potesse succedere anche ieri mattina, prima dell’inaugurazione, ha cominciato a tormentarmi. Per fortuna tutto è filato liscio .

Ho voluto poi montare un video con alcune testimonianze di colleghi che hanno conosciuto Giusy e registrazioni  live , gentilmente concesse dalla famiglia.   I fonici e gli elettricisti ci hanno dato una mano per questo , facendo in modo che il video potesse essere visibile per tutta la durata della mostra. Ci hanno fornito inoltre   l’amplificazione necessaria  per la presentazione .

La parte musicale, quella che avrebbe aperto la mostra, la sentivo come un momento di preghiera. Il coro dei giovanissimi, quello del Pacinotti diretto dalla sorella Franca era ciò che ci voleva, con l’aggiunta di una perla: un brano di Bach eseguito dalla violinista Giulia Greco, nipote di Giusy.

Un piccolo aperitivo gestito da altre colleghe e compagne di studi di Giusi, ha completato il lavoro.

Tutto ha funzionato a meraviglia ieri mattina, dall’inaugurazione della targa a quella della mostra Divina Devinu. Commovente in ogni  suo momento.

Un grande grazie quindi al Teatro Lirico di Cagliari per la disponibilità, al Teatro alla Scala di Milano per la preziosa concessione degli abiti, al Comune di Cagliari, alla Commissione delle Pari opportunità ed in particolare ad Elisabetta Dettori ed Anna Rosa Zedda e agli assessori . A tutti  quelli che per la realizzazione di questo sogno mi  hanno dedicato anche solo un minuto del loro tempo. Grazie a Marco Espa, al consigliere Fabrizio Rodin, a tutti gli sponsor che per anni mi hanno affiancato in questo progetto promuovendolo nei loro spettacoli come le scuole di danza Arabesque di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri, alla trasmissione “Di che danza 6” di Claudia Tronci, alla scuola di danza di Assunta Pittaluga, a Lanfranco Visconti per la ricerca e la diffusione in rete di materiale multimediale.

Grazie alle ditte di Dolianova: la Cantina sociale, la ditta Argiolas formaggi, la ditta Cannavera. Un paese, quello di Dolianova che da sempre si è mostrato molto sensibile al sostegno della cultura e della musica.


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foto di P.Tolu

Tutto è pronto per l’inaugurazione. Domattina alle 10, alla presenza delle autorità cagliaritane, cadrà il drappo che ricopre la targa che denomina L’Arena – Giusy Devinu , nel Parco della musica di Cagliari.

Dal 2007, anno di inizio dei lavori del Parco, il mio pensiero di poterlo intitolare a lei , compagna di studi musicali, è stato ricorrente. Ed ecco che quel giorno sta arrivando grazie anche alla commissione per le Pari opportunità del Comune   che ha deciso di intitolare al soprano Giusy Devinu, una bella parte del Parco della musica e cioè l’Arena.

Intorno alle 10,30, tutti sono invitati a visitare la mostra nel vicino foyer del Teatro lirico. Si terrà un breve concerto polifonico del coro Pacinotti diretto da Franca Devinu,  ed un brano per violino eseguito da una solista d’eccezione: la violinista Giulia Greco. Per lei, sua zia Giusy, durante un giorno di pausa fra una recita e l’altra di  Lucia di Lammermoor alla Scala, ha preso l’aereo per tornare a Cagliari e stare vicino alla sorella Franca mentre partoriva.

Tante sono le foto esposte che ritraggono l’artista nei momenti più importanti della sue carriera venticinquennale: dall’inaugurazione del teatro Comunale cittadino  al  debutto nel Teatro alla Scala.

Noi del Comitato Giusy Devinu avevamo un sogno, quello di poter avere almeno uno degli abiti che Giusy ha indossato  in alcun opere nelle stagioni del Teatro alla Scala. Questo sogno si è avverato grazie alla professionalità della collega  degli allestimenti scenici, Carola Ciani.

Dopo l’idea inizialmente quasi assurda, ha intrapreso un dialogo convincente con i vari responsabili del teatro milanese, superando   pian piano tutte le  difficoltà burocratiche che si presentavano (ed erano tante), fino al raggiungimento dello scopo.

La nostra paura iniziale erano i costi: come affrontare le spese di affitto di questi abiti? Le sue mail sempre cordiali hanno sciolto ogni dubbio. Il teatro milanese ha messo a disposizione gli abiti gratuitamente . Poi, quando tutto pareva risolto con l’annuncio  che gli abiti erano partiti, è arrivata la notizia di un imprevisto che  li aveva bloccati . L’entusiasmo iniziale si è spento e personalmente avevo perso le speranze. Lei, Carola, invece neppure per un attimo. Positiva fino alla fine, è riuscita ancora una volta  a sbloccare la situazione e ieri mattina, con grande gioia , i due preziosi pacchi hanno varcato la soglia del nostro teatro.

Ora non ci resta che aspettare  il nostro pubblico, quello che ha avuto il piacere di applaudire Giusy in tante occasioni e ahimè piangere per lei  durante l’opera Uccelli in corso di rappresentazione nel 2007, quando, tra un atto e l’altro, la direttrice di scena annunciava la fine della sua esistenza terrena.

La città però, potrà ora  ricordarla nel tempo anche sostando per poco  nell’Arena Giusi Devinu.

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Sono veramente contenta di poter pubblicizzare questo evento che ha per protagonisti i miei colleghi del Teatro Lirico di Cagliari. Protagonisti qui, ma che durante gli spettacoli teatrali, generalmente, stanno dieto le quinte. E’ giusto quindi, che  una volta tanto il pubblico sia rivolto esclusivamente verso di loro .

La mostra si chiama Opera -I e i protagonisti appunto, sono parte delle maestranze del Teatro Lirico di Cagliari: assistenti d’orchestra, attrezzisti, costumisti, falegnami, parrucchieri, scenografi, sarti, tecnici, truccatori… ammaliati e contagiati ? come scrive in catalogo la curatrice Simona Campus ? dall’atmosfera artistica nella quale quotidianamente respirano, disponibili a svelare inediti allestimenti dell’immaginazione.

Hanno realizzato installazioni, pitture, oggetti plastici e di design, divertissement visivi, ciascuno secondo la propria sensibilità e le proprie inclinazioni, ma tutti ispirandosi alla musica, al canto, alle emozioni che si consumano davanti e dietro le quinte.

Tutti, rigorosamente, hanno utilizzato materiali di riciclo del mondo teatrale, donando a quei materiali, già portatori di storie affascinanti, una rinnovata opportunità di stupire.

Domani,  giovedì 19 marzo, al THOTEL in Via dei Giudicati,   alle ore 19 ci sarà l’inaugurazione.
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 23.

Tutti i protagonisti della mostra

Parteciperanno:
ANNALISA BARBIERI – ELISABETTA BOI – SALVATORE CAMPUS – ARIANNA CAREDDA – CAROLA CIANI – SALVATORICA CUBONI – SABRINA CUCCU – BENIAMINO FADDA – DANIELA GUISO –MASSIMILIANO MANDAS – RAFFAELLA MATTANA – ANASTASIA MELA – RAFFAELE MEREU – MARCO NATERI – ANDREA PIRARBA – ANTONIO RAIS – FRANCESCO RAIS – MARCO SABA – CRISTIAN SORU

Ingresso libero.

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E mentre a Cagliari  le opere di Pinuccio Sciola vengono eliminate (vedi questo articolo), a Firenze, nella bellissima cornice della Basilica di Santa Croce si onora l’artista sardo con una mostra delle sue pietre sonore.

La mostra, presentata a Firenze in conferenza stampa ieri a Palazzo Vecchio, espone una cinquantina di opere di Sciola in un allestimento originale, sviluppato lungo il percorso che va dalla Cappella de’ Pazzi al viale del Chiostro dell’Arnolfo, con un ampio spazio espositivo nella Cappella de’ Cerchi.

Il complesso di sculture architettoniche arriva a Santa Croce dopo l’allestimento di Madrid nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura e attualmente una sezione è esposta a Shanghai, dove rimarrà sino al 2015, nel Padiglione Italia dell’Expò per la Triennale di Milano.

Un’unica opera di Pinuccio Sciola, di forte valore simbolico, è presente all’interno della Cappella de’ Pazzi, gioiello architettonico di Filippo Brunelleschi. Intorno un’installazione multimediale rimanda le immagini dell’artista al lavoro e la musica delle pietre suonate dall’autore, colonna sonora dell’intera esposizione.

Semi di Pace, Suoni di Pietra”, che si potrà visitare ogni giorno dalle 9 alle 17 con ingresso gratuito, è organizzata in collaborazione con: Opera di Santa Croce, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Autonoma della Sardegna Assessorato al Lavoro, Federazione Associazioni Sarde in Italia, Associazione Culturale Sardi in Toscana, Radio Atividade Sardas.

“Sono onorato di suonare le mie pietre all’interno di un luogo prestigioso e unico come il Chiostro della Basilica di Santa Croce”, ha detto Pinuccio Sciola.

Le opere si possono visitare da lunedì 7 sino a sabato 12 ottobre.

Nel video sottostante l’artista che suona le sue pietre ha davvero dell’incredibile.


YouTube Video

 

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Se vi capita di passare dalle parti del Teatro Lirico e  dirigervi verso il Parco della Musica,  provate a guardare la pavimentazione sotto i vostri piedi, noterete  delle impronte di animali: da quelle del gabbiano alle impronte di zoccoli di cavallo. Vi suggerisco di seguirle.

Queste impronte vi porteranno al THotel, il mastodontico albergo che delimita il Parco della Musica. All’interno di esso potrete ammirare una mostra  intitolata BesTiario. Troverete molti animali di scena e costumi zoomorfi provenienti da alcune rappresentazioni portate in scena al Teatro lirico di Cagliari e realizzate dai geniali tecnici del nostro teatro cagliaritano.

Si potrà quindi ammirare da vicino il bellissimo cigno dell’Opera Cherubin o le bellissime maschere di animali dell’opera russa Gli Stivaletti.

Il THotel con il suo BesTiario ospiterà anche una delle tappe di eccellenza dei Fuori SalOrto di Architettura Fiera. La Fiera, ovvero l’animale selvaggio, simbolo di legame indissolubile con la natura di cui è custode e generatore. Un unione singolare che dimostra, come l’abilità e creatività di scenografi e costumisti nel realizzare la natura e il mondo animale in forma artificiale, trova pari impegno nell’architettura ed il design improntato sulla biodiversità, creando, nel mondo reale, un ambiente più naturale.

Due realtà geograficamente vicine ma diversissime fra loro, il THotel e il Teatro Lirico sono luoghi uniti fra loro dal verde corridoio costituito dal Parco della Musica: che traghetta il pubblico tra le due dimensioni come in un passaggio fantastico. Un legame simbolico e artistico che sprigionerà per l’occasione atmosfere dolci e sognanti, capaci di richiamare alla mente un mondo immaginario, dove gli animali diventano protagonisti e capaci di incuriosire una nuova platea variopinta e inaspettata.
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 23, dal 23 aprile al 16 giugno 2013

Ingresso libero

 

foto A.Atzori

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Una forma artistica affasciante è anche quella della lavorazione della pietra. Oggi in particolare vi voglio parlare di una pietra particolare: l’ossidiana.

L’ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapido raffreddamento delle lave.

All’interno dei vulcani le temperature e le pressioni sono così elevate da fondere i silicati dando origine alla lava. La lava a contatto dell’aria, si raffredda molto rapidamente dando origine all’ossidiana. Il veloce raffreddamento non consente agli atomi di ordinarsi per formare un cristallo. L’ossidiana è un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione umana.
È utilizzata per fabbricare collane preziose e punte di armi.

Il ritrovamento di numerosi utensili, gioielli e coppe di raffinata fattura, in diversi siti archeologici Italiani, Europei e nord Africani, ha accresciuto negli anni l’interesse per l’ossidiana. La sua importanza viene sottolineata dalle numerose opere esposte nei musei di tutto il mondo, trai quali quello di storia naturale di Milano che conserva gelosamente un bel frammento di ossidiana nera traslucida.

Recentemente l’UNESCO, nell’assemblea generale tenutasi a Parigi dal 24 ottobre al 12 novembre 1997, ha accolto favorevolmente la proposta di riconoscimento del valore internazionale del “Parco Geominerario Sardo“, all’ossidiana viene quindi attribuito un grande valore storico. Le testimonianze archeologiche dimostrano che la sua area di estrazione costituisce, probabilmente, la più antica miniera conosciuta in Europa.

Fra gli artisti che si dedicano alla lavorazione di questa pietra, vi voglio segnalare le opere di Baldo che si potranno ammirare in una mostra collettiva di artisti che si terrà a Cagliari nell’ex Liceo Artistico in piazzetta Dettori il 2 Marzo 2013.

 

 

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Gian Paolo Berto con Tono Zancanaro

Chi mi segue sa quanto io ami, oltre che la musica, anche la pittura il disegno e la fotografia  e con esse, di conseguenza, andare per mostre da qualunque parte si trovino.  Ho ancora nel cuore l’emozionante mostra di Caravaggio per la quale feci diverse ore di fila e a cui dedicai anche una pagina nel mio blog!

Per tutti coloro che come me hanno queste passioni , voglio proporre quest’oggi una mostra che si prospetta molto interessante, e spero davvero di poterci andare personalmente.

Stefano Schiara fotografo e Gian Paolo Berto presentano, in questa occasione,  una serie di fotografie, disegni, dipinti e collages ispirati al titolo di una mostra di Guido Strazza “Segni di Roma” (Gall. Editalia, Roma 1980 ; Gall.Morone, Milano 1981).

Si tratta di una quarantina di opere e di un video che raccontano, secondo gli autori, la contemporaneità della città eterna.
Non mancano le citazioni segniche proprie dello Strazza ma con tutta la forza evocativa del Maestro Berto. Altro scopriamo dal filmato e dalle fotografie di Schiara veri e propri segni e disegni di una grande città che alla storia millenaria  ha subito le tracce delle bombolette spray.
La mostra, con ingresso gratuito,  si inaugura sabato 22 settembre dalle ore 18,30 fino alle 21,00 e si protrarrà fino a venerdì 12 ottobre osservando il solito orario: 15,30 – 19,30.

Grafica Campioli Via Vincenzo Bellini 46 – Monterotondo (Roma)

opera di Guido Strazza

 

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Con l’arrivo della stagione estiva ecco spuntare mostre ed esposizioni un po’ ovunque, belle , meno belle ed inutili.

Girovagare per questi luoghi è sempre stata una mia passione e ieri, approffittando di una giornata di riposo dal lavoro mi sono dedicata alla prima: MagnifiCat.

La mostra, che  si trova al Lazzareto di sant’Elia (Cagliari) , è organizzata dall’Associazione Mescolarte, ed ha come protagonista il gatto, attraverso le immagini di diversi artisti.

Poteva essere molto più interessante, ma lo spazio  limitatissimo ha sacrificato il tutto. Peccato davvero.

Sono stata particolarmente colpita dall’originalità di alcuni artisti come  Mario Piredda e i suoi gatti realizzati con graffette, filo spinato o addirittura un collage composto da bollette di Equitalia, forse perchè queste,  hanno una natura feroce oppure rappresentano la ferocia che suscitano in chi le riceve. La mostra è dislocata in in due zone del Lazzareto, nella seconda  si trova anche  un laboratorio per bambini con altre grandi immagini fotografiche di gatti.  Completava il giro uno slide in cui si racconta il gatto attraverso la storia e le opere dei grandi artisti del passato.

Sinceramente ho trovato il tutto un po’ confuso.

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E’ stata proprio una bella idea quella dello stilista Luciano Bonino di raccontare 150 anni d’Italia attraverso la moda. Una mostra che aprirà i suoi battenti l’8 novembre a Cagliari nel prestigioso Palazzo Viceregio.

Le sue creazioni saranno esposte nelle sale del palazzo attraverso un percorso che , per l’inaugurazione sarà accompagnato anche dalla musica.

Avremmo quindi l’occasione di ascoltare  romanze da camera e d’opera di fine ottocento attraverso le belle voci del tenore Luigi Masala e del soprano Graziella Ortu ma anche le canzoni della radio , che hanno fatto epoca a cavallo fra gli anni ’30 e gli anni 50 eseguite dalle  Musicamore Singers (Alessandra Atzori, Ester Carta,Paola Esposito) ,accompagnati al pianoforte da Caterina D’Angelo.  Si potranno ascoltare inoltre  alcuni brani di Milly tratti dallo spettacolo “All’amore io ci credo” interpretato dalla cantante Elena Pau accompagnata al pianoforte da Simone Sassu.

SORELLE D’ITALIA LA MODA S’E’ DESTA

sarà aperta al pubblico da lunedì al venerdì alle ore 8,oo alle ore 20,00 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. L’ingresso è libero

Palazzo Regio – piazza Palazzo, accanto alla Cattedrale.

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Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito di quest’ attrice è la sua voce roca, il suo sguardo impenetrabile e la sua verve che l’hanno resa davvero inconfondibile. Lei è Monica Vitti, ma il suo vero nome è Maria Luisa Ceciarielli .

Il 3 Novembre l’attrice che è stata diretta da registi come Antonioni, Monicelli e Scola, compirà 80 anni. Per festeggiare il suo compleanno Cinecittà e il Festival Internazionale del Cinema di Roma hanno deciso di omaggiarla con proiezioni, mostre fotografiche e libri.

Presso l’Auditorium Parco della Musica sarà allestita una mostra di tutti i ruoli recitati da Monica Vitti. Le curatrici, Anna De Marchi e Antonella Felicioni, hanno raccolto delle immagini dell’Archivio fotografico della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia che mostrano tutti i diversi tipi di donna interpretati dall’attrice e hanno intitolato la mostra “Monica e il cinema. L’avventura di una grande attrice”.

Nel giorno del suo compleanno verrà proiettato i film “Scandalo segreto”.

Purtroppo l’attrice non ci sarà . E’ malata da tempo. Il marito Roberto Russo ha sottolineato che trascorreranno “Il giorno del suo compleanno, il 3 novembre, in solitudine.E’ ormai da diverso tempo che la coppia ha deciso di stare lontano dai riflettori.
Mi sono sempre chiesta come mai, un’attrice come lei non avesse mantenuta viva la sua attività, come tante sue colleghe, attraverso i nuovi sceneggiati televisivi.
Auguri Monica!

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stefano carboni  Se vi trovate nella zona di Cremona e amate girovagare per mostre vi consiglio di visitarne una originalissima .
Stefano Carboni, artista poliedrico (stilista, ballerino, coreografo, poeta, musicista) ha creato queste “opere” ispirato dall’ascolto dei Capricci di Paganini e della Follia di Corelli.
Trovate le originalissime creazioni nello Spazio espositivo Cremonabooks.
Largo Boccaccino 12/14
26100 Cremona, Italy

28 Luglio – 3 Settembre
LUNEDÌ 15,30/19,30
MARTEDÌ/SABATO 9,30/19,30
DOMENICA 10,00/13,00 – 16,00/19,00

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Orfeo all'InfernoIn occasione dell’inaugurazione della Stagione al teatro Lirico di Cagliari, affiancare una mostra nel foyer è ormai tradizione
Da giovedì 8 aprile fino a mercoledì 12 maggio, il foyer di platea del Teatro Lirico ospita la mostra La macchina delle meraviglie: il congegno di scena in Orfeo all’inferno di Jacques Offenbach. La manifestazione è inserita nel X Festival di Sant’Efisio del Teatro Lirico di Cagliari.
Un viaggio immaginario indietro nel tempo, tra le intriganti emozioni e l’atmosfera accattivante dell’allestimento di Orfeo all’inferno, capolavoro di Jacques Offenbach che conclude, nel dicembre 2007, la Stagione lirica e di balletto del Teatro Lirico di Cagliari.

Ed ecco, quindi, il luminoso foyer di platea diventare il “nuovo palcoscenico” per banchi lignei, macchine da scrivere e gigantesche lavagne, spettacolare cornice dell’ingresso trionfale dell’Opinione Pubblica; per pissoir, di duchampiana memoria, della toilette di Giove nell’Olimpo; per il fantastico carro di valigie sospeso in aria e spinto dalle rondini e per l’enorme e maleodorante tubo, irreale cloaca parigina, dal quale fa capolino John Styx e l’infernale manipolo di topi, pantegane ed insetti di ogni tipo.
La mostra, con ingresso libero, è aperta, oltre che durante gli spettacoli, dal martedì al sabato dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 20.


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Orfeo all’Inferno foto di P. Tolu
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CIngresso della mostraronaca di una mattina in fila per la mostra del grande artista lombardo.
Una Pasquetta diversa dal solito. Ieri mattina con la mia famiglia ci siamo recati a Roma per poter assistere a questo grande evento: la mostra di  Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, in occasione del  4° centenario della sua morte.
Questa straordinaria esposizione racchiude un percorso sintetico, non antologico incentrato sulle opere storicamente accertate.
Lasciati i bagagli all’Hotel Palladium, vicino alla Stazione Termini, abbiamo usufruito del bus n. 40 che, con sole due fermate ci ha portato alle Scuderie del Quirinale.
Temevamo un’immensa fila ma ce la siamo cavata con sole due ore d’attesa.
Abbiamo conosciuto una simpatica amica, Elisabetta, con la quale, abbiamo ingannato il tempo d’attesa chiacchierando dei nostri rispettivi passatempi e scambiandoci le nostre mail.amica-caravaggio

Due ore di fila passate velocemente anche se a rischio pioggia abbondante (ma poi ,o per fortuna, solo qualche minuto) finchè abbiamo raggiunto l’ingresso. Acquistato il biglietto al costo  di 10 euro, abbiamo poi voluto integrare il nostro percoso con l’audioascolto. Prima d’entrare infatti si possono prendere in affitto con 4 euro gli apprarecchietti che, a mio avviso, sono stati fondamentali per la visita.
Pareva infatti di assistere , davanti ad ogni opera, ad un vero e proprio mini-film.

Si rimane estasiati davanti alla magnifica Canestra di frutta, dove ogni particolare è talmente curato da sembrare una fotografia o alle due Cene di Emmaus. Personalmente però mi ha colpito il quadro rappresentante I bari.bari
Bellissime ed attuali le espressioni dei ragazzi che giocano a carte assecondati  da una persona matura che  istiga a barare.
Ma non basterebbero le pagine di questo blog per raccontare la mostra.

Vi invito a trovare due giornate del vostro tempo per recarvi ad ammirarla. (si concluderà il 13 giugno). Tante opere così importanti, prese in prestito da gallerie d’arte sparse per il mondo, si rivedranno, tutte insieme, probabilmente fra 100 anni, al prossimo anniversario.
A metà pecorso abbiamo potuto spezzare con un pranzo nel ristorante interno, anche se c’è  una caffetteria molto fornita  di panini e dolci per un brek.
Alla fine del percorso, sempre all’interno del palazzo, siamo rimasti a bocca aperta nel vedere, attraverso le grandi vetrate, il panorama completo di Roma .

panorama Roma
Poi, all’uscita del palazzo abbiamo capito di essere stati fortunati con la coda: infatti , ci siamo resi conto che se avessimo ritardato anche solo di mezzora, la nostra fila si sarebbe protratta per almeno altre 5 ore.

coda caravaggio

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  Una mostra fotografica dedicata alla musica, sarà inaugurata questa sera alla passeggiata coperta del Bastione di Cagliari alle 17 e rimarrà per tutto il periodo natalizio.

(continua…)

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