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Il 10 e 11 febbraio 2017 la Fondazione Grazia Deledda di Paulilatino (OR) rappresenterà l’opera “Don Giovanni” di W. A. Mozart.

Nata dalla collaborazione con il librettista Lorenzo Da Ponte, il Don Giovanni, a 230 anni dalla sua prima rappresentazione, è tutt’oggi un’opera moderna e accattivante.

La vicenda ruota attorno al personaggio di Don Giovanni e al suo desiderio irrefrenabile di sedurre le donne a qualsiasi costo.  All’interno del “dramma giocoso”, le parti buffe si alternano a parti serie dando vita a un’opera affascinante dove personaggi dai caratteri così diversi convivono armoniosamente legati dal sublime disegno musicale e drammaturgico mozartiano.

Alberto Bianchi sarà Don Giovanni accompagnato da uno strepitoso cast dove spiccano i nomi di Linda Campanella nelle vesti di Donna Anna e Nila Masala nel ruolo di Donna Elvira.

 

Coro e Orchestra della Fondazione Grazia Deledda sono diretti da Cristina Greco, la regia è firmata da Aldo Sicurella.

Situato nel Comune di Paulilatino (Or) e gestito fin dal 1986 dall’Associazione Teatro Instabile, il teatro è punto di riferimento per le attività di spettacolo di tutto il territorio regionale ed in particolar modo per le province di Oristano e Nuoro.

Dal 1987 il Teatro Instabile, oggi riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Teatro Stabile d’Innovazione art. 11, vi svolge, sotto la direzione artistica di Aldo Sicurella, un’intensa attività di produzione dei propri spettacoli e di programmazione di rassegne rivolte al pubblico dell’Infanzia e della Gioventù, oltre a rassegne serali di prosa, danza e concerti. Tantissimi gli spettacoli dedicati anche ai ragazzi.

Nel 2009 produce lo spettacolo “La carovana dei sogni… storie d’amore e di follia5 spettacoli aperitivo. Produce “La lanterna e il genio”, in cui musica dal vivo e narrazione interagiscono fortemente e coinvolgono il pubblico in un’atmosfera raccolta ed affascinante.

Ottiene un riconoscimento dal MiBAC come Lirica Ordinaria e propone una stagione lirica con tre titoli direttamente prodotti: “L’Histoire du Soldat“ favola in musica di Igor Stravinskij per la regia di Aldo Sicurella e l’orchestra da camera del Teatro Grazia Deledda.

“L’Oca del Cairo” dramma giocoso di W.A. Mozart per la regia di Aldo Sicurella e l’orchestra del Teatro Grazia Deledda. “La serva padrona” intermezzo buffo di G.B. Pergolesi in collaborazione con la Compagnia Sperimentale OPERA BAZAR, per la regia di Aldo Tarabella e l’orchestra del Teatro Grazia Deledda.

Nel 2012 produce lo spettacolo “Eleonora Regina d’Arborea” di A. Sicurella. Un modo divertente per conoscere alcuni aspetti della vita di Eleonora d’Arborea, sovrana moderna e simbolo di emancipazione femminile.

Nel 2015 mette in scena con successo l’opera di Puccini “Madama Butterfly”.

BIGLIETTERIA E INFO

Nila Masala sarà Donna Elvira

 

 

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Fra qualche giorno al Teatro Lirico di Cagliari si inaugurerà la Stagione lirica 2016, con l’opera di Ottorino Respighi “La campana sommersa“. Colgo l’occasione per mostrarvi in anteprima alcune foto scattate da Priamo Tolu , nei laboratori del Lirico, durante messa in opera della campana.

L’opera viene rappresentata in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari che conta della regia del fiorentino Pier Francesco Maestrini, già noto al pubblico cagliaritano per aver curato, nell’estate del 2014, l’apprezzata messinscena di Turandot, delle scene e proiezioni di Juan Guillermo Nova, dei costumi di Marco Nateri, ricercato artista cagliaritano che ha firmato numerosi allestimenti tra cui I Shardana (2013) e Turandot (2014), e delle luci di Pascal Mérat.

Chi volesse acquistare un biglietto per una delle recite può farlo  cliccando su questo link dove può trovare tutte le informazioni in proposito. http://www.teatroliricodicagliari.it/it/biglietteria.html

Silvano Santinelli e Andrea Pirarba

Pietro Rais

Silvano Santinelli e sotto Ica Cuboni

foto di Priamo Tolu per il Teatro Lirico di Cagliari

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Siamo giunti alle battute finali di questa lunghissima produzione di Turandot al Teatro lirico di Cagliari. Infatti questa sera si terrà l’ultima replica alle 21.

In tanti anni di carriera è  la prima volta che canto un’opera con  tante repliche.  Considerato che anche le prove generali erano aperte al pubblico, sono state ben 17 di cui le prime 7 in abbonamento. Il pubblico è stato generoso perchè tanti abbonati, contenti dello spettacolo, hanno voluto rivederlo acquistando i biglietti per le recite successive,   quelle fuori abbonamento, che hanno visto anche la partecipazione di tantissimi turisti.

Le prove sono iniziate a  maggio, e in questi  3 mesi  sono successe talmente tante cose che è impossibile elencarle tutte. Sicuramente è stata l’opera più pubblicizzata in assoluto soprattutto attraverso la rete e i socialnetwork.

 La collaborazione  di Google col Teatro Lirico e la sperimentazione dei google glass ha suscitato la curiosità di tutte le testate giornalistiche più importanti al mondo. Dal New York Time al The Guardian .Potrete rivedere gli articoli cliccando su questo link dove ho raccolto gli articoli più importanti. L’ultimo in ordine temporale è quello pubblicato oggi su TTtecnologico. Il curatore di questo blog ha voluto che raccontassi la mia esperienza con gli occhiali virtuali dal momento che ho potuto sperimentarli proprio dal primo giorno, il 30 luglio 2014.

Quest’opera ha anche visto la partecipazioni di grandi voci della lirica attuale. Sono stati ben cinque i tenori che si sono alternati nel ruolo di Calaf: Francesco Medda, Roberto Aronica, Marcello Giordani, Francesco Anile , Rudy Park. Due nel ruolo di Turandot:  Maria Billeri e Annalena Persson; due in quello di Liù: Valentina Farcas e Maria Katzarava; sempre due in quello Timur : Carlo Cigni e Rafal Siwek ; due in quello di Ping  Gezim Myshketa, Giovanni Guagliardo. E poi ancora tanti altri bravissimi artisti come  pong Massimiliano Chiarolla, Pang Gregory Bonfatti, Altoum Davide D’Elia, Un Mandarino George Andguladze , Il Principe di Persia Mauro Secci,  GraziellaOrtu/Loredana Aramu , Luana Spinola,Juliana Vivian Carone nel ruolo delle ancelle.

Che dire poi dei figuranti speciali come i boia o gli atleti che hanno volteggiato come controfigure di Ping, Pong, Pang, o della principessa Turandot il tutto voluto da un regista originale come Pierfrancesco Maestrini.

Fiore all’occhiello di questa produzione è stato sicuramente il nostro amato artista Pinuccio Sciola  per la prima volta in qualità di scenografo teatrale, che ha voluto salutare il pubblico ad ogni recita.

Il direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti instancabile, non è stato sostituito da nessuno. L’aria del nostro mare gli ha  dato la carica per affrontare con serenità ogni recita  riuscendo sempre a mantenere le redini dell’orchestra, del coro e degli artisti di uno spettacolo così impegnativo.

Impossibile non nominare altri due artisti così detti “invisibili”, di quest’opera, come i geniali  Marco Nateri,  costumista sardo o il light designer  Simon Corder.

Non posso non citare poi il coro delle voci bianche sempre puntuale e disciplinato, preparato dal maestro Enrico Di Maira.

Questa sera non perdetevi quindi l’ultima recita di questa indimenticabile Turandot. Vi invito a guardare sotto qualche foto scattata dietro le quinte durante le prime prove di regia.

 

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Direttore Giampaolo Bisanti - foto di Priamo Tolu

E’ stata una Turandot di Pietra quella di ieri sera andata in scena al Teatro lirico di Cagliari con la regia di Pier Fancesco Maestrini e la Direzione di Giampaolo Bisanti . Bisanti  è tornato a Cagliari a dirigere l’Opera lirica dopo il successo dell’Otello del maggio 2013. Un direttore giovane ma già annoverato fra i migliori direttori emergenti del panorama lirico internazionale. Poco prima di tornare nel nostro capoluogo, ha diretto con successo la Madama Butterfly alla Fenice di Venezia.

Le Pietre di Pinuccio Sciola sono state le vere protagoniste dell’opera pucciniana che rendevano bene   insieme alle luci glaciali di Simon Corder, e ai costumi di Marco Nateri, sottolineando una principessa insensibile e crudele, di un ghiaccio che si scioglie solo quando conoscerà il calore dell’amore.

Alla fine di uno spettacolo, soprattutto di una prima, mi piace sempre sentire i pareri del pubblico ( amici, parenti e sconosciuti) per capire cosa è stato maggiormente apprezzato. Tralascio qualunque mio punto di vista specifico riguardo i cantanti che a mio avviso sono stati tutti all’altezza della situazione, (il cagliaritano Francesco Medda ha sostituito Roberto Aronica assente per indisposizione).

foto di Priamo Tolu

Se ci sono stati pareri contrastanti riguardo la scenografia (soprattutto da parte dei tradizionalisti  che si aspettavano la Cina dei draghi), non ci sono stati dubbi invece sulla maestosità e la ricercatezza dei costumi. Geniale l’idea delle maschere delle ancelle di Turandot che rendevano i visi tutti uguali ed inespressivi, (sempre per sottolineare la freddezza della principessa) , associate a singolari copricapi,tutto in banco e rosso. L’abito della principessa Turandot,  durante la scena degli enigmi, si spoglia di volta in volta di un soprabito, cambiando colore : nero, rosso,verde e bianco. Un suggestivo effetto scenico associato alla risoluzione enigmi. Belli gli abiti dei Saggi resi maestosi dalle altissime calzature e dai grandi ventagli ; i corpi dei mimi, inquietanti servi del boia, erano dipinti come delle carte cinesi. Il vecchio padre di Turandot, Altoum, seduto su un trono la cui  forma riprendeva le caratteristiche pietre sonore di Pinuccio Sciola,  si ergeva al centro della scena  con uno spettacolare abito e lunghissime unghie azzurre.

Un plauso alla sartoria del nostro teatro che ha realizzando in maniera magistrale ciò che il costumista Marco Nateri ha ideato.

Gli interpreti di ieri erano: Turandot Maria Billeri; Altoum Davide D’EliaTimur Carlo Cigni ; Calaf Francesco Medda; Liù Maria KatzaravaPing Gezim MyshketaPong Massimiliano ChiarollaPang Gregory BonfattiUn Mandarino George Andguladze ; Il Principe di Persia Mauro SecciPrima ancella Graziella Ortu ; Seconda ancella Luana Spinola. Maestro del coro Marco Faelli; maestro del coro voci bianche Enrico di Maira.

Durante la prova generale, poco prima di entrare in scena, ho voluto immortalare il dietro le quinte di questa originale  Turandot. La qualità delle immagini non è alta per via delle poche luci, ma credo basti a far capire le emozioni che si provano poco prima dello spettacolo sia da parte degli artisti che di tutti i tecnici che lavorano intensamente fuori dalla vista del pubblico.

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foto di Priamo Tolu

Turandotte è il titolo della quarta di dieci fiabe scritte da Carlo Gozzi. Fu rappresentata per la prima volta in forma teatrale a Venezia nel 1762 ed era suddivisa in 5 atti.  Gozzi , per la sua fiaba, si era rifatto alla traduzione francese di alcune fiabe persiane molto note in Europa dalla metà del ’700. Il nome, Turan, deriva dal persiano Turkestan.  

Nella sua Turandotte, Gozzi attribuisce alla regina un animo meno crudele rispetto al libretto scritto da Adami e Simoni per l’Opera Turandot di Giacomo Puccini. Infatti essi trasformarono la regina in un personaggio dalla “barbarie grandiosa”, sotto suggerimento del musicista.

Fra le tante modifiche fatte dai due librettisti  rispetto alla fiaba di Gozzi, c’è anche l’aggiunta del personaggio Liù. Uno sprazzo di umanità in tanta crudeltà.

Turandot di Giacomo Puccini andrà in scena al Teatro Lirico di Cagliari nelle seguenti date

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Per tutte le informazioni sull’acquisto dei biglietti contattare la Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Vivaticket: acquista i biglietti anche via web

Nella foto il costumista Marco Nateri alle prese con la realizzazione dei costumi di Turandot per l’edizione cagliaritana

 

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Sapere che il teatro domani sarà tutto esaurito è un motivo di grande gioia e soddisfazione professionale. L’opera è nata per tre teatri sardi di piccole dimensioni e quello di domani sarà il Teatro di Alghero. In questa cittadina di origine catalana, rinomata per il turismo oltre che per le bellezze naturali, il teatro riaprirà domani con la nostra rappresentazione donizettiana. Sono passati più di 100 anni dall’ultima esecuzione di Elisir d’amore. La stampa locale ha dato notizia della grande richiesta di partecipazione del pubblico e il Comune stava  pensando addirittura  di allestire un mega schermo per  dare la possibilità a chi è rimasto fuori di godere dello spettacolo.

Lo spettacolo è stato prodotto dal Teatro Lirico di Cagliari ed ha come interpreti :Elisabetta Scano (Adina), Camillo Facchino (Nemorino), Valeriu Caradja (Belcore), Enrico Maria Marabelli (il dottor Dulcamara), Vittoria Lai (Giannetta). La regia è di Primo Antonio Petris, i costumi di Marco Nateri  le luci di Loïc François Hamelin.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti dal maestro concertatore e direttore Francesco Pasqualetti. Il maestro del coro è Marco Faelli.

Ecco una mia video- intervista al direttore d’orchestra che racconta come è iniziata la sua avventura professionale nel mondo della musica

 


YouTube Video

 

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Si è conclusa con successo la prima parte della piccola tournée che il Teatro Lirico di Cagliari sta portando in giro per la Sardegna. Ieri ed oggi il pubblico di Carbonia ha applaudito divertito l’opera Elisir d’amore di Gaetano Donizetti, una produzione realizzata in soli 8 giorni: un vero record!

Il regista Primo Antonio Petris ha dato la giusta impronta affinchè lo spettacolo prendesse forma con poche indicazioni sceniche ma efficaci. Gli artisti, dal canto loro, hanno saputo elaborarle e svilupparle facendo di questa produzione un piccolo capolavoro che ha divertito il pubblico ma anche gli artisti stessi . Il direttore d’orchestra Francesco Pasqualetti, col suo gesto chiaro e sicuro, è riuscito a mantenere le redini dell’orchestra e del coro  nonostante le difficoltà causate da un palcoscenico non proprio adatto ad un’Opera lirica.

I costumi sono di  Marco Nateri , le luci da Loïc François Hamelin.

Interpreti principali : Elisabetta Scano (Adina), Camillo Facchino (Nemorino), Valeriu Caradja (Belcore), Enrico Maria Marabelli (il dottor Dulcamara), Vittoria Lai (Giannetta). In qualità di voce recitante si esibisce l’attore cagliaritano Simeone Latini.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti dal maestro concertatore e direttore Francesco Pasqualetti. Il maestro del coro è Marco Faelli.

Lo spettacolo sarà replicato  venerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Civico di Alghero e venerdì 25 ottobre alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania. i giorni successivi a queste date si replica in  forma ridotta per gli studenti del posto.

Di seguito un backstage dello spettacolo


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Questa sera si terrà la prima rappresentazione dell’ Elisir d’amore, spettacolo prodotto dal Teatro Lirico di Cagliari  per una piccola tournée in tre centri della Sardegna: Carbonia, Alghero, Tempio. In queste cittadine i teatri sono di piccole dimensioni ed è sempre necessario adattarsi con delle prove di assestamento, prove in cui il regista, spesso è costretto a fare alcune modifiche sui movimenti scenici delle masse artistiche.  Ieri, durante le prove generali al teatro di Carbonia, le difficoltà sembravano insormontabili: l’ orchestra ahimè risulta sacrificata in una buca di piccole dimensioni che non permette la completa fuoriuscita del suono. Per i non addetti ai lavori spiego brevemente quali sono i rischi di questo deficit: la musica non arriva bene sul palco e questo significa che tutti gli artisti, solisti e coro, sono  costretti a cantare come se non avessero accompagnamento musicale affidandosi quindi totalmente alle braccia del direttore. I rischi però sono enormi: intonazione e ritmo, soprattutto nei difficili concertati, possono andare a catafascio. La tecnologia però permette oggi degli accorgimenti e i nostri tecnici, che sono dotati di alta professionalità, sono riusciti a risolvere i problemi in breve tempo, disponendo dei riporti sonori che hanno così permesso il normale svolgimento della prova generale. Il piccolo pubblico ammesso per l’occasione ha mostrato di gradire questo spettacolo sottolineando i diversi momenti con applausi spontanei.

Questa sera quindi tutto è pronto per una prima che si spera, faccia il tutto esaurito. Un plauso particolare a tutti i solisti: in prima linea la nostra artista sarda   Elisabetta Scano (Adina),  una vera risorsa artistica della nostra terra; ma anche al tenore Camillo Facchino (Nemorino), al baritono Valeriu Caradja (Belcore), al baritono Enrico Maria Marabelli (il dottor Dulcamara),al soprano Vittoria Lai (Giannetta). In qualità di voce recitante si esibisce anche l’attore cagliaritano Simeone Latini che sarà presente solo nella versione dell’Elisir d’amore adattata per gli studenti delle scuole locali domani mattina.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti dal maestro concertatore e direttore Francesco Pasqualetti. Il maestro del coro è Marco Faelli.

La regia è di  Primo Antonio Petris, i costumi di Marco Nateri ,le luci di Loïc François Hamelin.

La manifestazione si avvale della collaborazione della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna e delle Amministrazioni comunali di Carbonia, Alghero, Tempio Pausania.

Prezzi biglietti: € 7 (intero), € 5 (ridotto). In vendita, il giorno dello spettacolo, dalle 18 alla Biglietteria dei rispettivi teatri di Carbonia, Alghero e Tempio Pausania.

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Ieri sera si è conclusa, al Teatro lirico di Cagliari  , l’opera I Shardana del musicista cagliaritano Ennio Porrino. Di quest’opera ho detto tanto nei post precedenti. Ho avuto il piacere d’intervistare la moglie e la figlia del compositore, Stefania e Malgari Onnis Porrino, (ma anche il costumista Marco Nateri, il soprano Paoletta Marroccu, il mezzosoprano Alessandra Palomba, alcuni comprimari e danzatori), per poter conoscere più a fondo quello che era il pensiero di colui che ha composto quest’Opera tanto bella ispirata alla mia terra di Sardegna. Indubbiamente l’opera ha acquistato ancor più valore grazie anche alla bella regia e scenografia del regista Davide Livermore che ha saputo fondere cinematografia e teatro creando atmosfere davvero suggestive . Un regista che ha  poi finalmente valorizzato il corpo di ballo, affidandogli un ruolo da coprotagonista dando così la possibilità  ai giovani danzatori di dimostrare la loro professionalità che spesso, nelle opere, è relegata a banali comparsate. Se il nostro Teatro lirico non vivesse in un momento di crisi, credo che sarebbe pronto ad accogliere un corpo di ballo stabile  di ottimo livello.

Ha colpito un po’ tutti anche il “cammeo” di Elena Ledda, la nostra artista sarda fra le cantanti popolari più famose oltremare . Una perla voluta dal regista che ha aggiunto valore ad un gioiello tanto ricco come l’Opera in questione. Con  Elena abbiamo condiviso gli anni di studio al conservatorio di Musica , quegli anni in cui ognuno comincia a pensare a quello che sarà il proprio futuro professionale. Nonostante la bellissima voce di soprano drammatico Elena però aveva già spianata la sua strada nella musica popolare. A distanza di tanti anni, ci siamo ritrovate nello stesso palcoscenico: io come artista del coro e blogger e lei come cantante. Non potevo quindi lasciarmela sfuggire per una video- intervista realizzata tra un atto e l’altro dell’opera.


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Teatro Lirico di Cagliari

foto di Priamo Tolu

Ed ecco giunto finalmente il giorno della prima: I Shardana – Gli uomini dei Nuraghi, il dramma musicale in tre atti di Ennio Porrino (Cagliari, 20 gennaio 1910 – Roma, 25 settembre 1959), su libretto proprio,  ritorna al Teatro Lirico di Cagliari ad appena tre anni dalla sua ultima esecuzione, ma, questa volta, in una nuova, maestosa, forma scenica.

Elena Ledda

Infatti il giovane regista torinese Davide Livermore, che debutta al Teatro Lirico di Cagliari, insieme alle scenografie di GIÒ FORMA production design, al videodesign di D-wok, al costumista cagliaritano Marco Nateri ed alle luci di Loïc Hamelin, firmano un nuovo e monumentale allestimento scenico, dai colori primitivi e naturali, in un’atmosfera nuragica, sicuramente unica e magica.
La direzione musicale è, invece, affidata ad Anthony Bramall, apprezzato direttore d’orchestra inglese ed abituale presenza nelle stagioni musicali cagliaritane, che dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Marco Faelli.
Protagonisti dell’opera sono giovani ed, in alcuni casi, affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Manrico Signorini (20, 24, 27)/Nicolò Ceriani (22, 26, 28) (Gonnario), Angelo Villari (20, 24, 27)/Sebastian Ferrada (22, 26, 28) (Torbeno), Gianpiero Ruggeri
(20, 22, 24, 27)/Alessandro Senes (26, 28) (Orzocco), Domenico Balzani (20, 22, 24, 27)/Nicola Ebau (26, 28) (Norace), Paoletta Marrocu (20, 24, 27)/Rossana Cardia (22, 28)/Nila Masala (26) (Bèrbera Jonia), Alessandra Palomba (Nibatta), Gabriele Mangione (20, 22, 24, 27)/Moreno Patteri (26, 28) (Perdu),   Nicola Ravarino Guagenti (Un guerriero, Una voce), Enrico Zara (Un altro guerriero, Un pastore sardo, La vedetta), Vittoria Lai (Prima dolorante), Francesca Pierpaoli (Seconda dolorante), Caterina D’Angelo (Terza dolorante). Lo spettacolo prevede anche la partecipazione straordinaria di Elena Ledda, impegnata in un prezioso cameo vocale.

I Shardana viene replicata: domenica 22 settembre alle 17 (turno D); martedì 24 settembre alle 20.30 (turno B); giovedì 26 settembre alle 20.30 (turno F); venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno C); sabato 28 settembre alle 19 (turno G).

La foto di testa è di Priamo Tolu.  Nel mio video sottostante alcuni momenti delle prove.

Tutti gli articoli correlati a questo evento

Intervista alla protagonista Paoletta Marroccu

 Alessandra Palomba  interpreta Nibatta

Intervista al costumista Marco Nateri

Antonio Rais racconta come è nata la scenografia

I danzatori e i comprimari

Intervista al regista Davide Livermore


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Ormai manca poco alla prima della nuova edizione dell’opera “I Shardana” di Ennio Porrino, che verrà rappresentata al Teatro Lirico di Cagliari.  (Nella foto un momento delle prove al Lirico magistralmente ritratto dal fotografo Priamo Tolu- I costumi sono di Marco Nateri)

 Un anno dopo la scomparsa del compositore cagliaritano, in uno scritto che approfondiva i legami tra Ennio Porrino e la Sardegna, l’illustre musicologo tedesco Felix Karlinger scriveva che «[…] l’opera di Porrino, eccellente quant’altra mai nell’ambito della produzione musicale italiana d’oggi, costituisce come un ponte ideale tra la musica popolare della sua terra e le tendenze ed esigenze dell’arte musicale moderna, tra un glorioso passato e il presente. E anche se primo comandamento di un musicologo è quello di evitare i superlativi, è ben vero che dopo Puccini nessun musicista ha dato alla musica italiana tanto quanto Porrino. Con ciò non si vogliono sminuire i meriti, indiscutibili, dei molto insigni maestri italiani contemporanei; soltanto, si intende sottolineare l’importante funzione del maestro sardo quale intermediario fra tradizione e progresso, fra patria e mondo» (F. Karlinger, Ennio Porrino e la Sardegna, Cagliari 1960, p. 3).

Karlinger si recò alla prima del San Carlo e Porrino lo ringraziò di questo gesto in una lettera da Roma del 26 giugno 1959: «Sono io che debbo ringraziarLa della Sua amicizia e stima e di essere venuto sino a Napoli per assistere alla prima della mia opera I Shardana facendo un viaggio tanto lungo. Come Lei ben comprende, la vita di un artista è sempre dura e difficile e carica di battaglie. Essere seguito da un uomo colto e appassionato come Lei è un grande conforto che ricompensa di tante lotte. Il Suo giudizio sulla mia opera mi lusinga e mi auguro davvero anch’io che un giorno I Shardana venga rappresentata anche in Germania». Lo stesso musicologo tedesco, nelle sue lettere inviate dapprima a Porrino e in seguito alla moglie Màlgari fino al 1994, testimonia in modo commovente il suo immenso, a volte vibrante amore non solo nei confronti de I Shardana ma dell’intera produzione artistica porriniana. Scorrendo l’epistolario intercorso tra Karlinger e Màlgari Onnis Porrino, consorte del compositore sardo, l’opera lirica I Shardana ricorre innumerevoli volte, già da quando Porrino era ancora in vita, addirittura commovente è l’impegno costante affinché le opere porriniane venissero conosciute anche in Germania.

Dopo la morte di Porrino, Karlinger riceve dalla moglie del compositore un nastro con la registrazione integrale dell’opera: «[…] stamattina ho ricevuto il nastro con I Shardana. Lei non si può immaginare quanto mi sento felice di avere questa bellissima musica! Ero pronto per uscire, quando è arrivato il pacchettino col nastro. Mi sono subito svestito del cappotto, ho portato l’apparecchio magnetofonico per suonare il nastro. E – non mi vergogno di dire – sotto lacrime ho sentito la prima parte dell’opera. Mi sono ricordato dei felici momenti a Napoli, quando eravamo tutti in gioia e felicità. Questa sera subito quando sarò ritornato a casa vorrei sentire tutta l’opera» (Monaco, 31 gennaio 1961). Lo stesso anno, incredulo, esprime la sua profonda tristezza per le difficoltà di una nuova rappresentazione de I Shardana in Italia: «Ma non posso capire che la bellissima opera lirica I Shardana non può trovare l’interesse di un teatro italiano» (Monaco, 13 agosto 1961).

Alcuni mesi più tardi la comunicazione di aver iniziato corsi universitari sulla musica porriniana che verranno riproposti annualmente fino al suo pensionamento universitario: «Io al momento non posso fare quasi nulla. Nell’università tecnica (in una serie di conferenze sulla musica teatrale moderna) parlerò il 17 gennaio su Gli Orazi e L’Organo di Bambù, e il 24 gennaio su I Shardana» (Monaco, 26 dicembre 1961). Karlinger incomincia addirittura a vagheggiare una possibile traduzione del testo de I Shardana in tedesco: «Una traduzione de I Shardana sarebbe più difficile, perché il libretto è più poetico di quello de L’Organo di Bambù» (Monaco, 24 marzo 1962). E ancora la speranza di una incisione su disco: «Cosa fanno i dischi? Aspettiamo con tanta ansietà e desiderio! E per I Shardana non c’è speranza di poter vederla di nuovo rappresentata nel teatro?» (Monaco, 20 settembre 1962). (fine prima parte)

Stralcio
dalla prefazione di Giuanne Masala, in: Ennio Porrino, I Shardana – Gli uomini dei nuraghi: dramma musicale in 3 atti,
Stoccarda 2009 (www.sardinnia.it), volume contenente il libretto d’opera
in tre atti a firma dell’autore, nonché le critiche all’indomani della rappresentazione
al Teatro San Carlo di Napoli (1959) e al Teatro Massimo di Cagliari (1960).
Fotografie inedite di scena della «prima», i bozzetti di Màlgari Onnis Porrino,
una prefazione di G. Masala, un articolo di F. Karlinger sulla sardità
dell’arte porriniana, un’intervista al compositore, la lettera-testamento di
Porrino e altri materiali inediti rievocano una delle giornate più memorabili
della storia dell’opera lirica contemporanea.

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“I Shardana – Gli uomini dei Nuraghi”, il  dramma musicale in tre atti di Ennio Porrino (Cagliari, 20 gennaio 1910 -Roma, 25 settembre 1959) sarà l’opera che riaprirà la stagione al Teatro Lirico di Cagliari dopo la pausa estiva. Ritorna ad appena tre anni dalla sua ultima esecuzione, ma, questa volta, in forma  scenica, in un nuovo allestimento ideato dal giovane regista torinese Davide Livermore che debutta al Teatro Lirico di Cagliari.  Mi piacerebbe poter accompagnare i miei lettori in un percorso preparatorio a quest’opera poco conosciuta attraverso video-interviste, immagini e racconti dei protagonisti. A far da cornice, ci saranno alcuni brani tratti dagli scritti del prof. Giovanni Masala, profondo conoscitore dell’Opera, il quale mi ha fatto personale omaggio di alcuni stralci delle sue pubblicazioni , che pubblicherò prossimamente.

Oggi vi propongo l’intervista fatta ieri al costumista dell’opera: Marco Nateri. Lui è un artigiano sardo e non un artista come ama definirsi, ma personalmente trovo le sue creazioni delle vere e proprie opere d’arte. Nel video ho inserito qualche foto che ritrae alcuni momenti della preparazione dell’attrezzeria e dei costumi di scena, da parte dei colleghi del settore che in questi giorni stanno lavorando a ritmo serrato. Tutto infatti sarà realizzato dagli artisti-artigiani del Teatro Lirico di Cagliari .


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