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Qualche giorno fa, un’ amica, abbonata storica del Teatro Lirico di Cagliari, mi domandava come mai vi siano due mondi contrapposti all’interno del teatro. Non  capivo cosa mi volesse chiedere esattamente. Ho fatto subito una premessa dicendole che ormai da qualche anno io ne sono fuori pur seguendo con molta attenzione la programmazione per mantenere i miei lettori sempre aggiornati. Anche lei segue con attenzione i social  e le mie pagine ed è per questo motivo che voleva qualche delucidazione. Aveva letto delle   diverse lotte e manifestazioni che i lavoratori dei teatri lirici stanno portando avanti per salvaguardare il posto di lavoro e anche della delegazione  del Teatro di Cagliari che ha partecipato alla manifestazione di Firenze (la più grande partecipazione di tutti i tempi che ha visto i rappresentanti delle 14 fondazioni liriche italiane) . Al centro della protesta l’ art 24 della legge 160 che declassa le fondazioni e precarizza i lavoratori imponendo il pareggio di Bilancio. In sostanza le Fondazioni  devono raggiungere il pareggio economico e un “tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario” entro l’esercizio 2018.

La mia amica,  ha seguito con attenzione anche le dichiarazioni del dirigente del Lirico, legate alla trasferta a New York dove si prospetta un futuro roseo  ricco di novità e collaborazioni internzionali.   “Vogliamo gettare le basi – spiega il sovrintendente  Orazi durante una intervista – per nuove sfide internazionali anche nel 2018“. “Siamo seguiti con molta attenzione – conferma il sovrintendente – e curiosità sin da quando l’estate scorsa è stata annunciata la trasferta”. Previsti a New York diversi incontri istituzionali. E in quell’occasione si cercherà di creare le premesse per nuove avventure musicali negli States.

Oggi , al Rose Theatre del Lincoln Center, ci sarà la prima   dell’opera La campana Sommersa di Respighi,  produzione tutta cagliaritana.

La mia amica mi chiedeva se sapessi quale fosse la verità tra questi due lati di una stessa facciata. Sinceramente non ho saputo cosa rispondere. Premetto che se il nostro Teatro lirico ha successo all’estero può essere per me e tutti i cagliaritani solo motivo di grande gioia e soddisfazione, ma allo stesso tempo vorrei che chi frequenta e vive il teatro dall’esterno possa conoscere il futuro di questa nostra importante realtà culturale.

P.s. Cosa sarebbe costato al teatro americano in questione aggiungere in questo  video-promo  che l’opera di Respighi è una produzione cagliaritana?


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E’ la prima volta che i lavoratori delle fondazioni di tutta Italia si accorpano, superando le distanze geografiche, per chiedere con forza un adeguamento dell’investimento culturale ai livelli europei (Italia penultima in Ue) e uno sforzo organizzativo di tutto il sistema che li riguarda per meglio assolvere allo scopo sociale intrinseco ai teatri: la cultura per tutti i cittadini, nel rispetto dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Il 04/11/2016 i lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, associati liberamente in un Comitato Nazionale, protesteranno contro l’articolo 24 della legge 160 del 7/8/2016, attraverso un presidio speciale presso il Gran Teatro la Fenice di Venezia, che sarà composto dai colleghi veneziani e da delegazioni provenienti da tutta l’Italia. Simultaneamente avrà luogo un volantinaggio presso le altre sedi italiane delle Fondazioni lirico sinfoniche, presso alcuni conservatori di musica e presso le sedi dei principali quotidiani.

L’occasione è la prima assoluta dell’operao con la regia di Damiano Michieletto, composta per il 50° anniversario dell’alluvione del 1966 e che aprirà la stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice, inserendosi nel contempo tra i maggiori eventi commemorativi in programma a Venezia.

I lavoratori intendono altresì esprimere con tale iniziativa la loro solidarietà ai colleghi di Verona, duramente colpiti dai provvedimenti contenuti nel piano triennale di risanamento, in cui sono compresi il licenziamento collettivo dell’intero corpo di ballo e una lunga sospensione dal lavoro non retribuita degli altri settori in forza presso la Fondazione Arena.

I teatri coinvolti nell’iniziativa sono: il Comunale di Bologna, il Lirico di Cagliari, il Maggio Musicale Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino, il Verdi di Trieste, la Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo.

 

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Teatri aperti”  è una iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) e dall’Associazione Generale Italiana dello spettacolo (Agis), in collaborazione con la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE)

In tutta Italia più di 100 teatri hanno aperto le loro porte al pubblico per iniziative gratuite di vario genere: dagli spettacoli di teatro e danza ai concerti e alle opere liriche, dalle visite guidate alle prove aperte, dagli incontri con registi e artisti ai laboratori, e poi convegni, letture, conferenze e molto altro.

Anche il Teatro Lirico di Cagliari, ha voluto prender parte alla manifestazione presentando un concerto gratuito nel foyer del Teatro. Il pubblico ha gradito l’omaggio accorrendo numeroso.

Il concerto prevedeva il “Sogno di una notte di mezza estate”  di Felix Mendelssohn Bartholdy , musiche che  sono state scritte  per il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Fra i brani , la Marcia Nuziale è indubbiamente la parte più popolare e chissà in quanti non ne conoscono l’origine!

La serata è stata introdotta dal sovrintendente Claudio Orazi che ha  messo in evidenza l’importanza di questa manifestazione che mira a far conoscere a tutti il lavoro che si svolge dentro i teatri.

La versione del concerto di Mendelssohn presentata ieri  prevedeva l’esibizione del Coro Femminile del Teatro Lirico accompagnato dal pianoforte a quattro mani (Angela Oliviero e Michele Nurchis) e non, come è consueto, dall’orchestra. Le voci solistiche  nei ruoli degli Elfi, erano quelle di due artiste cagliaritane: il soprano Barbara Crisponi e il Mezzosoprano Martina Serra, due belle voci che spero di poter riascoltare in altra occasione, magari in qualche opera della prossima stagione lirica.

La direzione era affidata al maestro del coro Gaetano Mastroiaco.

Di seguito un videodocumento della serata.


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Villasor è un piccolo centro della provincia di Cagliari. Custodisce in esso un antico castello di grande pregio   sorto nel 1415, sulle rovine dell’ormai quasi spopolato centro di Sorres, quando l’arcivescovo di Cagliari Pietro Spinola concesse la zona in feudo al catalano Giovanni Siviller, o Sivilleri, (doganiere del castello di Cagliari e procuratore reale) con lo scopo di ripopolare l’area, teatro di oltre cinquant’anni di lotte tra gli Aragona e gli Arborea, mediante la costruzione di una fortezza ,nelle pertinenze della antica chiesa di S. Maria.nel villaggio Sorressulle cui rovine sorse dappoi Villasor. 

Da quel momento Villasor divenne un punto di attrazione per gli abitanti degli altri villaggi della zona, tanto da ingrandirsi progressivamente

divenire il capoluogo della Curatoria, sino a quando, il 30 settembre 1537, questa divenne Contea (il 1° conte fu Giacomo Alagon, figlio di Isabella Besora, nipote di Giovanni Sivilleri, e Salvatore Alagon).

Il 19 novembre 1594 la Contea fu poi elevata a Marchesato dal re spagnolo Filippo II a favore di Giacomo Alagon, nipote del 1° conte. La famiglia Alagon, una delle più importanti ed illustri della Sardegna ed una delle più antiche d’Europa (pare discendesse dai primi re di Francia), mantenne il marchesato di Villasor fino all’abolizione del feudo nel 1839.Un sotterraneo lo collegava alla chiesa parrocchiale, dove sboccava alla sinistra dell_altare maggiore, la copertura del sotterraneo era ancora visibile negli anni 50. L’ultimo possessore fu Gabriele de Sylva, figlio di Giuseppe Francesco, nipote di Emanuela Alagon e Giuseppe de Sylva, sposatisi nel 1704.

I De Silva mantennero il patrimonio feudale ereditario fino all’abolizione dei feudi ,proclamata dal re Carlo Alberto, il quale emanò nel 1839 una legge per l’abolizione di tutti i feudi.

Da venerdì 30 Settembre sino a domenica 2 Ottobre il CASTELLO SIVILLER  di Villasor rivivrà un’atmosfera di altri tempi, un fine settimana intenso il tutto in una location magica . Durante queste giornate ci saranno tanti intrattenimenti tra cui: Poesia,pittura,balli rinascimentali, letteratura, giochi per bambini, i musici, sfilata in corte, musiche, cucina, bevande, armi, duelli e tante altre sorprese.

Di seguito il programma

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Chi come me ha vissuto l’infanzia negli anni ‘60, non può non ricordare la mitica Mariele Ventre direttrice del coro dell’Antoniano di Bologna.

Il concorso televisivo dedicato ai bambino, “Lo zecchino d’oro” aveva come fiore all’occhiello un coro preparato magistralmente dal lei Mariele, che ai bambini insegnava a cantare bene, in armonia e nel rispetto comune verso un unico fine.

Mariele (più esattamente Maria Rachele, come l’avevano chiamata i genitori al battesimo), nasce il 16 luglio 1939 da genitori di origini lucane, che  le trasmettono l’amore per la musica ( grande passione del padre), grazie alla quale, a 4-5anni anni appena, comincia a frequentare il Teatro dell’opera di Bologna, anche se è “roba da grandi”.

Con il convento S.Antonio di Bologna è amore a prima vista, fin dall’infanzia: lì impara a pregare e lì fa la catechista, senza neppure immaginare che tra quelle stesse mura sarebbe sbocciata la sua “vocazione”. Infatti, dopo il diploma di maestra elementare nel 1957 e in pianoforte nel 1961, rinuncia ad un promettente futuro da concertista semplicemente perché la sua strada si incrocia con quella dello Zecchino d’Oro. Nata a Milano due anni prima, la fortunata rassegna canora ideata dai frati si trasferisce a Milano proprio nel 1961. Da allora è un susseguirsi di successi per una rassegna che vive ancora oggi.

Fino all’ultimo, già profondamente segnata da un cancro al seno che da anni la sta martoriando, riesce ancora a dirigere la 38a edizione dello Zecchino d’Oro, spegnendosi una ventina di giorni dopo, il 16 dicembre 1995. In questi 18 anni  le hanno edificato monumenti, intitolato parchi e piazze, scuole e strade, da Sassari a Sestri levante.

Ad Uta, cittadina del sud della Sardegna, l’Associazione “Stelle e umanità” presenta “Piccole voci per Mariele“.

Il 2 settembre prossimo (ore 21),  per l’occasione, la sorella Maria Antonietta Ventre sarà madrina della manifestazione che si terrà presso il Centro Sociale “Argiolas Mannas”.

 

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Durante la manifestazione della Cgil  a Roma contro il Jobs Act,  partecipa circa un milione di persone, e fra questi  anche 30 dei 182 lavoratori di orchestra e coro del Teatro dell’Opera licenziati dal Cda il 2 ottobre scorso. I 23 coristi e sette musicisti sono saliti sul palco ed hanno eseguito “Nessun Dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

Negli occhi di molti di loro lacrime di commozione, soprattutto al lungo applauso finale dalle migliaia di partecipanti.

Guarda qui sotto il video di Repubblica

http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/cgil-in-piazza-licenziati-teatro-dell-opera-cantano-nessun-dorma/181394/180194

 

 

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foto di Luca Murgia

Mancavano solo 10 giorni al 21 giugno quando la mia collega Giuliana me lo ha ricordato dicendomi se ero disposta ad imbarcarmi con lei nell’avventura dello scorso anno, quella per la Festa Europea della musica. Quest’anno avevo deciso di non impegnarmi perchè troppo stanca per riaffrontare questa fatica ma, per il mio teatro, il mio posto di lavoro,ormai sono disposta a quasi tutto, soprattutto se c’è da lottare per salvaguardarlo.

Non ci ho pensato due volte e le ho dato il mio assenso. Le ho sottolineato subito però che il tempo era troppo poco  per inoltrare le richieste di permesso . Ma lei, non mi ha neppure fatto finire: ci aveva già pensato e di lì a breve ci sarebbero arrivati i permessi richiesti.

Giuliana è una che sa il fatto suo, coordina e dà le direttive sapendo quello che fa. Siamo partite, ma quest’anno anche con qualche altro collega come Max e Annalisa con i quali sono bastate poche mail per capirci al volo. La prima cosa è stata quello di consultare i gruppi di colleghi che già avevano delle piccole formazioni autonome, con programmi per concerti già sperimentati: gruppi cameristici strumentali e vocali.

Max ha tenuto a precisare  che la giornata si agganciava sì, alla Festa della musica, ma per noi  sarebbe stata una manifestazione di protesta per i mancati finanziamenti , fondi necessari per continuare la programmazione e garantire la sopravvivenza del Teatro.

Ecco  pian piano arrivare le adesioni  dopo i primi contatti:  la coppia di tagueros, il ragazzi del musical amatoriale, il suonatore di Sitar, il cantanutore, la Jazzista, i danzatori indiani, attori ed attrici, tutti rigorosamente a titolo gratuito.

Volevamo che questa giornata fosse come un grande palcoscenico rivolto alla città, per la città, e non poteva avere costi.

Mentre Giuliana e Max contattavano le istituzione e coordinavano i gruppi, io cominciavo a lavorare sulla parte grafica e pubblicitaria: manifesti e volantini, la diffusione dell’evento su internet facendo conoscere al nostro potenziale pubblico in anteprima gli artisti che si sarebbero esibiti. Una campagna mediatica senza interruzione ma anche totalmente gratuita. Questa infatti è anche l’unica campagna pubblicitaria possibile che garantisce buoni risultati senza impegnare un centesimo.

Dopo una conferenza tenuta da alcuni sindacalisti e rappresentanti di altri teatri sulle problematiche dei teatri lirici italiani, la giornata ha avuto inizio.

I primi a goderne sono stati i bambini che, in un giro per il teatro sono rimasti affascinati davanti alle creazioni teatrali dell’attrezzeria, della sartoria, della falegnameria, della calzoleria. Sonia, nel condurli in questo percorso fiabesco, li aveva preparati ad un possibile incontro con alcune streghe del Macbeth.

Quest’incontro è avvenuto in sartoria e loro, i bambini, non hanno avuto per nulla paura anzi, una piccolina mi è venuta incontro e,guardandomi sotto la parrucca da strega mi ha gridato: “tu a me non mi fai paura!” Forte di ciò che aveva detto in precedenza la guida.Sono certa che questa bambina ricorderà la strega del Macbeth ed un giorno vorrà conoscerne la storia.

Intanto anche altri visitatori, capitati per caso in teatro  dopo aver letto un volantino trovato in un bar, domandavano di poter  fare una visita  dietro le quinte. Sono stati accontentati e quando sono andati via ringraziandoci, hanno confessato di non esserci mai entrati prima e che il tutto li aveva talmente entusiasmati che sarebbero rientrati al pomeriggio per gli spettacoli.

Alle 15,30, ora di ripresa dopo la pausa pranzo,  Giuliana, io, Max , Betta, Annalisa e qualcun altro eravam0 pronti per affrontare ancora il nostro amato pubblico, quello che in genere  siamo abiutati a vedere a qualche decina di metri dal palcoscenico.

Il pubblico  è arrivato pian piano, sempre più consistente, affollando gli spazi del foyer, dove si poteva ammirare l’esposizione dei costumi di scena realizzata dalle colleghe della sartoria, il teatro in miniatura realizzato invece dai colleghi della falegnameria.

Si è poi districato fra il foyer principale, quello di prima loggia, la hall,  per finire poi all’esterno, luogo in cui ci sono state le ultime performance degli artisti: i vocalist, il musical, la danza indiana, i tanghi, le attrici con la loro Sottile satira e poi, finalmente, tutti in platea per un gran finale dell’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, con un concerto verdiano diretto dal maestro Fabrizio Carminati che, prestandosi gratuitamente insieme al tenore Gabriele Mangione   al soprano Cristina Giannelli e al baritono Francesco Verna, ha  chiuso una giornata indimenticabile.

Durante tutto il concerto, sullo  sfondo, scorrevano le  immagini -video-documento che ho realizzato durante le nostre manifestazioni di protesta e fra queste, forse le ultime, dell’ incontro col  nostro Sindaco-presidente risalente al gennaio del 2012.

Due grandi emozioni però hanno siglato la chiusura dell’evento: Il pubblico si è alzato per cantare con noi l’inno italiano perchè, nonostante tutto, la nostra Italia vive, anche nel ricordo dei tanti geni -musicisti che l’hanno elevata a Patria del Bel canto nel mondo .

Il secondo momento è stato quello della solidarietà con i colleghi dell’Orchestra Nazionale Greca che in questi giorni hanno diffuso un video del loro ultimo concerto prima della chiusura definitiva. Il video, che ha fatto il giro del mondo, ci ha toccati tutti. Nessun abito da sera ma tante lacrime in quell’ultimo concerto  che chiude, dopo 75 anni, per mancanza di risorse economiche.  (clicca qui per il video).


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Il 4 Dicembre alle ore 21,15, presso la Chiesa di San Ponziano a Carbonia (CA) si terrà un grande concerto-manifestazione di solidarietà e condivisione umana, promossa dalla RSU della  Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, per la grave crisi occupazionale che sta vivendo il mondo produttivo Sardo.
Tutti i Lavoratori saranno uniti nel segno della Musica, per affermare il diritto  al Lavoro e alla dignità delle persone  colpite dalla crisi .
Uniti, senza distinzione alcuna, in un grande evento PACIFICO e simbolico.
Le spese vive per la realizzazione del concerto sono sostenute dai Lavoratori del Teatro, attraverso alcune sigle sindacali e  ditte, che hanno sponsorizzato l’evento.

A rappresentare i lavoratori del teatro in questa occasione, sarà il CORO che eseguirà pagine celebri del repertorio operistico corale (da Verdi a Beethoven) con la  partecipazione gratuita del soprano solista Beatrice Murtas .

Il concerto sarà diretto dal maestro Marco Faelli, mentre al pianoforte ci sarà il maestro Andrea Mudu.

 

Presenterà la serata Claudia Tronci

 

SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR

COMUNE DI CARBONIA

PRO LOCO di CARBONIA

 

CORDA PIANOFORTI

 

LECLERC CONAD

 

MURGIA TRASPORTI

Copisteria IL TORCHIO

Stampe – Timbri – rilegatura

Via Arsia 14 – Carbonia

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Claudio Abbado

Antonio Pappano

Manca solo un giorno al grande evento che entrerà nella storia dei Teatri lirici italiani. Per chi non avesse letto i post precedenti, domani , a Roma, in piazza SS Apostoli dalle ore 14, ci sarà una grande manifestazione pacifica con concerto, dei rappresentanti di tutte le 14 fondazioni Lirico Sinfoniche d’Italia. Non ci saranno cortei ma soltanto musica, musica per tutti Gratis!!

Si potranno ascoltare musiche di Verdi, Mozart e Beethoven.

Non sarà quindi una normale esecuzione per un pubblico limitato di abbonati appassionati, ma per IL PUBBLICO che ama e che sa quanto sia bella è importante culturalmente la nostra arte e che vorrà anche capire le motivazioni che ci hanno portato a creare questo evento.  L’dea nasce da un gruppo di artisti dell’Accademia di Santa Cecilia, un po’ per caso, senza sapere bene quanto potesse essere impegnativo organizzare un evento di tali dimensioni. Ma la grande passione e professionalità sono bastate per portare avanti il progetto nella città Eterna nonostante i grandi ostacoli  .

A dare man   forte a tutto ciò sono stati sicuramente i Social Network ma soprattutto   un comunicato pervenuto ieri e firmato da 6 direttori d’orchestra fra i più autorevoli del panorama musicale mondiale.

Eccolo di seguito:

AL MINISTRO LORENZO ORNAGHI

Lunedì 28 maggio p.v., i Professori dell’Orchestra, gli Artisti del Coro, i Lavoratori tutti dell’Accademia di Santa Cecilia e delle Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, si riuniranno a Roma in Piazza Santi Apostoli (a partire dalle ore 14.00) per manifestare contro la Legge 100 e per la salvaguardia dell’intero settore della Cultura in Italia, quale patrimonio di inestimabile valore.

“Ho appreso della manifestazione spontanea dei musicisti delle fondazioni liriche e sinfoniche italiane, in difesa della cultura e della musica come patrimonio dell’Umanità, fissata per il prossimo 28 maggio. Do la mia personale adesione all’iniziativa e alle sue motivazioni e mi rivolgo con questo appello al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi.

Mi risulta, Signor Ministro, che dal 1° gennaio sia stato fatto divieto ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di poter svolgere attività autonoma. Trovo inconcepibile e innaturale, dal mio punto di vista, che possa essere vietata a un musicista la libera espressione artistica.

Non trovo una logica in questo divieto, attuato per effetto di legge solo in Italia; un divieto che non esiste in nessun paese democratico, né in Europa né nel resto del mondo.

Il fatto poi che il divieto riguardi solo i musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche, mentre coloro che insegnano nei Conservatori o che fanno parte di altre Istituzioni musicali continuino a fare legittimamente attività artistiche autonome, è assolutamente incomprensibile. Mi auguro che si trovi un’urgente soluzione a questa mortificante situazione.

Approfitto di questo appello, Signor Ministro, per sottoporre alla Sua sensibilità un’altra questione delicata: quella del rinnovo del contratto di lavoro per i lavoratori delle Fondazioni liriche e sinfoniche, scaduto ormai nel 2003.

Attendiamo pertanto da quasi dieci anni che esso venga rinnovato come prevedrebbe, oltre che la normativa, anche il buon senso.

Immagino, dopo tanti anni, che il vecchio contratto possa non essere più in linea con i tempi e, visto che le parti interessate stanno lavorando per il suo rinnovo, La prego, Signor Ministro, di far sì che si possa dotare la musica di un contratto moderno, che guardi ai migliori modelli europei, che possa ridare entusiasmo al settore e dotare le Fondazioni di utili strumenti per meglio poter competere con le altre grandi Istituzioni musicali mondiali. 

Nel porgerLe i miei più sentiti e cordiali saluti, mi permetto di mettere a Sua disposizione la mia esperienza musicale e la mia conoscenza dei teatri internazionali.

Firmato :Antonio Pappano, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Daniele Gatti.

 

 

 

 

Maurizio Pollini

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La Carica dei 100 & uno è il titolo del grande evento musicale che sta per avverarsi!!!

I rappresentanti delle 14 orchestre e cori dei teatri più famosi d’Italia saranno riuniti in un grande concerto che si terrà a Roma lunedì 28 Maggio 2012.

Sarà davvero un evento senza precedenti. Immaginatevi cosa può essere una Nona di Beethoven o un Requiem di Verdi eseguito da una mega orchestra e da un mega coro dove i componenti arrivano da tutte le parti dell’Italia!

L’Italia unita dalla musica. MA CI PENSATE!??

Quell’Italia che per tanti motivi sta rischiando d’essere disgregata, per i tanti problemi che tutti  conosciamo, per una volta è compatta, a Roma, capitale del mondo,  e tutto grazie alla Musica.

La Musica, quel linguaggio universale che unisce   popoli di tutte le etnie  di ogni angolo della terra.

E allora vi aspettiamo tutti al grande evento. Se Dio vorrà, ci sarò anche io  con  una rappresentanza del nostro teatro Teatro Lirico di Cagliari.

Di seguito un programma che subirà comunque delle piccole variazioni dovute agli sviluppi dell’ultim’ora.

Lunedi 28 maggio c.m., come già annunciato , si terrà la manifestazione unitaria dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche con un concentramento in Piazza S.S. Apostoli (vicino a Piazza Venezia ) a partire dalle ore 14.00. Qui la Piazza sarà adibita anche in funzione di un evento artistico di carattere musicale e, se la natura dello spazio lo permetterà, anche danzato.

G.Verdi –Messa da Requiem : “Dies Irae”
G.Verdi – Nabucco : “Va Pensiero”
G.F.Haendel- Messiah : “Hallelujah”
L.van Beethoven- Sinfonia n.9 , IV movimento “An die Freude”

Successivamente si attuerà un presidio in via del Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni e Attività Culturali, con la finalità di essere ricevuti.


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Oggi nuovo presidio dalle ore 9,30, i lavoratori e gli operatori dello spettacolo sardo sono riconvocati in mobilitazione sotto il palazzo del Consiglio regionale della Sardegna in via Roma a Cagliari).

Saremo tutti li, per mostrare la nostra indignazione per i tagli alla cultura. Mi rendo conto che i presidi oramai sono poco “originali” ma è palese il fatto che è necessario dare un segnale. Il settore dello spettacolo in Sardegna produce 3000 mila buste paga l’anno che costano all’erario 5000 mila euro l’una….conservare questo status non è rubare, ma soppravivere. Pertanto se GLI OPERAI della Alcoa, ai quali va il mio rispettoso saluto, hanno diritto di lottare ed essere ascoltati, anche noi dobbiamo essere presi sul serio.
Meno atteggiamenti punitivi da parte degli uffici; non siamo tutti ladri, TUTTAVIA NON SIAMO commercialisti, più velocità nell’espletamento delle pratiche; è assurdo aspettare due anni e mezzo per evadere una pratica, finanziarie blindate, piani triennali, utilizzo della legge 18 che giace immobile poichè evidentemente non piace a qualcuno, revisione totale del diritto al contributo: in Sardegna non ci sono compagnie al livello di Sosta Palmizi e neppure importanti come la Fura del Baus, ma convivono ottimi artigiani che hanno diritto di potersi esprimere con la giusta dignità; ma non di pagarsi una regia 40 mila euro.

Decentrare la cultura. In questi ultimi anni, l’80 per cento delle risorse è stato speso nelle città di Cagliari  Sassari e Nuoro. Bisogna  incoraggiare la produzione sopratutto dei giovani, o meglio, anche dei giovani; le cifre ci parlano del 70 per cento delle risorse spese per circuitare opere di altri che vengono da fuori . Considerare eccellenze non chi porta molto pubblico, ma chi porta molte idee, il che ribalterebbe il concetto di  produzione rispetto a chi crea eventi. Chi crea eventi sia finanaziato in parte, il resto sia autofinanziamento.

E poi bisogna punire chi produce passivi: se ricevi 100, non puoi spendere 50000 e pretendere che ti paghino il passivo. I passivi siano a carico dello Stato e non delle Regioni. Costringete i Comuni che hanno speso per realizzare centinaia di teatri a concedere residenze ai gruppi teatrali che non hanno uno spazio; sono stati spesi milioni di Euro per realizzare queste cattedrali nel deserto, o si mettono in attività o siano denunciate le giunte che li hanno fatti costruire per falso.

Per concludere, non siano più dati soldi pubblici dello spettacolo di alcun genere a strutture filodrammatiche, che, non pagando enpals irpef inps nascoste nel loro essere onlus, fanno pagamenti in nero creando turbative di mercato serie, poichè possono proporsi svendendo il loro prodotto amatoriale generando confusione a livello economico e culturale.

Dulcis in fundo: MESSAGGIO AI FUNZIONARI DELLA REGIONE_ Smettere di sparare sul mucchio!! I miei colleghi sono tutti impegnati a sopravvivere! Se anche capita di fare un errore nel bilancio bisogna aiutarli e non punirli, nessuno si vuole rovinare la vita per mille euro!

I NOMI DI CHI HA RUBATO, DI CHI HA MILLANTATO, DI CHI SI è COMPRATO CASE CON I SOLDI PUBBLICI, DI CHI HA USATO LA POLITICA DI BASSO CABOTAGGIO PER FARE DEL MALE A TUTTO IL SETTORE, DI CHI HA APPROFITTATO DELLA BONTA’DEI SARDI PER FARSI I CAVOLI SUOI, DI CHI ” RUBA” ,SI CONOSCONO BENISSIMO.

FATE IN MODO CHE SIAMO LORO A DOVERSI GIUSTIFICARE, e non prendetevela con le piccole strutture. ECCO I NOSTRI PROGRAMMI. amen.

Gianluca Medas

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Ho sempre avuto un desiderio dentro di me ed è quello di vedere riunite in un unica voce tutte le realtà teatrali e di cultura della Sardegna: dalla musica al teatro dalla danza agli spettacoli d’animazione e di burattini. Un sogno che in parte ieri mattina si è avverato.

C’erano personaggi ormai storici per il teatro sardo come Mario Faticoni o Gianluca Medas, rappresentanti di Is Mascarreddas di Fueddu e Gestu, della Fabbrica Illuminata e ancora tantissimi altri  rappresentanti  uniti in un’ unica voce per protestare contro i tagli finanziari,( che rischiano di far chiudere molte di esse), davanti agli uffici della Regione in viale Trieste, per poter trovare un punto d’incontro con l’assessore Sergio Milia. C’eravamo anche noi, del Teatro Lirico a sostegno e solidarietà.
Grande delusione per l’accoglienza , da parte degli impiegati regionali che, vedendo tanti artisti salire ai piani alti si sono spaventati, non so bene perchè, invitando con arroganza a lasciare immediatamente i corridoi con la scusa che si impediva il passaggio.  Sembrava quasi che facessimo paura nonostante ci fosse silenzio e ordine.Eppure molte di queste persone, in tante occasioni sono venute a teatro ad applaudirci!

Vabbè, l’Italia non cambia soprattutto per coloro che, appena acquisiscono un po’ di potere, siano essi dirigenti o uscieri, si sentono padroni del mondo e usano il loro “potere” per sentirsi realizzati.


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concorso-musicamore2011

Per prenderci una pausa dal  Concorso di canto online, ideato dal sito Musicamore, ospito quest’oggi  un video che ho realizzato in occasione di una manifestazione romana organizzata dai fans di K-Pop, con l’intento di avvicinare i tanti musicisti che seguono questo blog, al genere musicale del momento che vanta numerosissimi fans.

I k-Pop sta a significare Pop Koreano, la musica eseguita da gruppi coreani, nella loro lingua, ma nello stile occidentale. Oltre al canto, sempre di altissimo livello, il k-Pop è accompagnato da movimenti coreografici di grande effetto. I fans italiani che seguono questi artisti, hanno inscenato dei flash mob in tutta Italia cercando di imitare i loro paladini , ma soprattutto per sensibilizzare gli organizzatori di grandi eventi affinchè portino nel nostro paese almeno un gruppo di questi grandi artisti.


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Orchestra, conoscerne gli strumenti. Il contrabasso.L’amica Barbara, ha voluto condividere su facebook certe impressioni raccolte ieri sera durante il concerto notando come molte persone ancora non hanno  ben capito i problemi del Teatro e il rischio che possa chiudere lasciando tanti dipendenti senza lavoro e tanto pubblico senza stagioni lirico sinfoniche.
“Ieri sera sono andata a sentire un concerto al Teatro Lirico di Cagliari.
Tutto era pronto per l’inizio quando, i professori d’orchestra si presentano in borghese e non con lo smoking.
Uno di loro legge un comunicato in cui spiega il motivo di quell’ abbigliamento (e d’altronde, chi frequenta il teatro sa cosa stia succedendo da quasi un anno a questa parte). Alla fine della lettura il pubblico ha mostrato di capire applaudendo calorosamente.
Durante l’intervallo, decido di scendere a sgranchirmi le gambe. Senza volerlo mi ritrovo ad ascoltare i discorsi di un paio di signore. Mi colpiscono i loro argomenti che non sono (come logica vorrebbe) di tipo musicale ,(che bravi/che scarsi), di tipo personale (mi piace questo programma/non mi piace questo programma), bensì (e questo, credetemi, FA MALE) di tipo ESTETICO.”Gli orchestrali vestiti da casa….. non siamo mica al mercato!!”.
Nel gruppetto s’ inserisce un uomo che fa notare che è stato letto un comunicato con le motivazioni di ciò. Ma una delle signore risponde un pò stizzita: “non me ne importa nulla… io vengo a teatro e non devo vedere persone in pigiama, (quando in pigiama sembrava lei….) …e poi così PASSANO DALLA PARTE DEL TORTO!!
Dalla parte del torto un lavoratore, che ti sta dando la possibilità di non perdere i soldi di un concerto che hai già pagato, e che a sua volta non sa se sarà retribuito per questo concerto? Sta passando dalla parte del torto solo per non essersi vestito da pinguino????
Poco dopo, rientrata in platea ho nuovamente assistito ad una scena simile:un’altra signora si lamenta dicendo che non era elegante vedere l’orchestra vestita così male
“Signora”, le avrei voluto dire, “se il teatro dovesse chiudere è anche grazie alle persone GRETTE come lei, il problema dell’eleganza degli esecutori non si porrà più e tutti vivranno felici ed …eleganti.
Scherzi aparte, lascio a voi le conclusioni perchè le mie al momento, potrebbero non essere adeguate a questo luogo pubblico”.

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abbracciamo-il-teatroAbbracciamo il nostro teatro, quello della nostra città, per proteggerlo da chi vuole chiuderlo con leggi scandalose.

Giovedì 20 maggio alle ore 18 davanti al Teatro Lirico di Cagliari, si creerà una catena umana che circonderà il teatro in segno di protezione e di protesta.

Questa manifestazione sarà in contemporanea con altri teatri  italiani.

Tutti possono partecipare presentandosi giovedì possibilmente con magliette bianche o nere. Coreograficamente richiama la tastiera di un pianoforte.

Accorrete numerosi!

Questa è la terza giornata di manifestazione dei lavoratori dello spettacolo di Cagliari contro il decreto Bondi.

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fracci-alemannoROMA (17 maggio) – In scena al Teatro dell’Opera di Roma oggi c’era la protesta-. Una iniziativa che doveva procedere nella paludata scenografia teatrale, fin quando non è arrivato il sindaco, che è stato affrontato da Carla Fracci, alla quale non è stato rinnovato il suo contratto di direzione del corpo di ballo del teatro romano. «Vergogna, vergogna, farabutto», ha urlato l’étoile.

Come successore di Carla Fracci è stato individuato Misha van Hoecke, 66 anni.

Lei, seduta in prima fila accanto al sindaco di Bari, Emiliano, si è alzata di scatto, è andata dal primo cittadino di Roma e ha cominciato ad inveire, visibilmente alterata. Alemanno non ha reagito. «Vergogna – ripeteva la Fracci – per due anni non mi ha mai ricevuto. E sono cose che non dico per me ma per il futuro di questo teatro». Per placare gli animi sono intervenuti il sindaco Emiliano e i parlamentari del Pd, Vincenzo Vita ed Emilia De Biasi. Intanto dal pubblico c’era chi urlava: «Fate parlare Carla Fracci».
Alemanno: voltare pagina, largo ai giovani. «Ho tutto il rispetto per la carriera artistica di Carla Fracci, ma credo che per il Teatro dell’Opera di Roma sia giusto voltare pagina». Ha risposto il sindaco Alemanno. «Carla Fracci – ha riferito il sindaco – si lamentava perché non l’ho incontrata. Lo farò, ma il problema è che all’Opera di Roma bisogna dare spazio ai giovani e voltare pagina. Lei mi chiede il rinnovo di un contratto che però io, con tutto il rispetto, ritengo superato. Capisco la sua amarezza ma non possiamo farci nulla».
Alemanno era intervenuto all’Opera per offrirsi come mediatore con il ministero dei Beni culturali perché il decreto di riforma delle Fondazioni liriche voluto dal ministro Bondi (e contestato dalle opposizioni, dai teatri e dai sindacati) «venga emendato». In sala, Alemanno era oggi l’unico sindaco di centrodestra, accolto anche da molti fischi e “buuuh”, da parte dei lavoratori che affollavano il teatro, a fronte degli applausi da stadio riservati invece al sindaco di Bari Michele Emiliano e a quello di Genova, Marta Vincenzi. «Capisco la rabbia e l’animosità perché si tratta di lavoratori in stato di crisi – commenta Alemanno – però ci vuole anche lucidità. Uno scontro frontale credo non convenga al governo ma nemmeno ai lavoratori». Il sindaco ribadisce poi la volontà di fare «su questo decreto una trattativa seria per non scaricare sulle spalle dei lavoratori il prezzo di questa crisi».

Il messaggero.it

Forse vogliono sostituirla con qualche velina televisiva!


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manifestazioneIeri sera si è svolta  la seconda serata di manifestazione dei lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari contro il decreto Bondi. Tutto è filato liscio a parte  qualche  defaillance.
Venerdì una pioggia battente ci ha impedito di volantinare vestiti con abiti di scena come in programma. Lo abbiamo fatto tra la folla con gli ombrelli aperti e fiocchetto giallo appuntato sulle giacche (simbolo della cultura) , ma è stato comunque efficace. All’ingresso del teatro sono state esposte le ormai famosissime forbici, simbolo dei tagli alla cultura. Un monumento che, se ci dovessimo salvare da questo decreto , diventerà un simbolo nazionale.forbici Poi , prima dell’inizio del concerto, in programma  per la stagione sinfonica, siamo saliti tutti sul palco e, sottolineando che non abbiamo voluto far saltare il concerto per rispetto al pubblico, la collega Giuliana Carone ha spiegato quali fossero le motivazioni di queste manifestazioni, leggendo le parti più significative del decreto Bondi.
Ieri, secondo giorno, volevamo approffittare della festa della Polizia che si sarebbe svolta la mattina all’interno del teatro, (e che ci avrebbe permesso di incontrare politici e personalità sarde). Due  giorni prima di questo evento i colleghi sindacalisti hanno chiamato il capo della digos per chiedere se potevamo fare un piccolo concerto fuori dal teatro in segno di protesta ma hanno risposto che non era possibile. Il colonnello Gargiulo ha detto che non voleva vedere nessuno stato d’agitazione perchè era la festa della Polizia e per quel giorno il teatro era della Polizia.
Ieri mattina, verso le ore 10 è arrivato in Teatro e ha detto che bisognava togliere lo striscione e le forbici giganti che stavano all’ ingesso esterno, i colleghi gli hanno dato i numeri di telefono del Sovrintendente e degli altri dirigenti del teatro  ma loro non rispondevano allora hanno costretto i colleghi a smontare tutto, e ad un collega che si rifiutava, hanno voluto prendere i documenti.
nastro-giallo-fondo-bianco1Dopo ci siamo messi d’accordo per volantinare in maniera pacifica ma quando è arrivato Gargiulo ha cominciato ad urlare e ad inveire dicendo che ci avrebbe fatto portare in questura; il tutto è stato fotografato e relazionato da un giornalista  presente.
Alla faccia della democrazia!!
Forse loro sono ancora al sicuro e forse nessuno toccherà i loro stipendi e di conseguenza le loro famiglie non correranno rischi di rimanere a bocca asciutta.
Molti colleghi del teatro, sono sposati tra loro ed hanno famiglia, qualcuno anche numerosa, con mutui di casa da assolvere e spese varie. Gli stipendi decurtati quindi saranno due!
Abbiamo ripetuto poi il volantinaggio  e la lettura del comunicato sul palco.
A me è capitato un episodio sconcertante da cui si è evinto che non tutti gli spettatori hanno capito bene le nostre proteste. Uno di questi, rifiutando il volantino mi ha detto che avrebbe fatto lui il taglio non rinnovando l’abbonamento dopo 30 anni, perchè era stufo di tutte queste manifestazioni.
Poveretto!!

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 …l’incultura costa di più..(G: Lorca).

(continua…)

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"Se l’Italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica, lo si deve anche a noi".

(continua…)

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"Riceviamo e pubblichiamo di seguito l’appello per le motivazioni della manifestazione di oggi pomeriggio a Roma per i tagli previsti sul FUS.
Il taglio previsto di oltre il 30 per cento delle risorse significa mettere in liquidazione il Settore ed evidenzia una chiara volontà di totale disinteresse per il nostro Patrimonio Culturale e lo Spettacolo concepiti come spesa e non come investimento e importante volano economico.
Quale azienda pubblica o privata che programma preventivamente può sopravvivere con un improvviso taglio di un terzo delle risorse previste?
Il nostro Paese si distingue in negativo poiché destina solo lo 0,16% del PIL alla Produzione Culturale e allo Spettacolo rispetto ad una media degli altri paesi intorno al 1,4% (Francia Germania ecc.), parimenti le retribuzioni delle masse artistiche sono inferiori alla media europea.
Basta con la diffusione di false informazioni e dati sbagliati o spot allarmistici di Ministri e dei relativi Dicasteri costruiti artificiosamente per legittimare provvedimenti destabilizzanti e non realmente efficaci.
I dati relativi alle Fondazioni Lirico Sinfoniche diffusi anche dal Mibac e ripresi con titoli scandalistici dai più autorevoli quotidiani nazionali non corrispondono assolutamente alla realtà; non sono veritieri né i dati sull’indice di produttività né sul costo del lavoro né sull’indebitamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

Quale nazione civile permette al Capo di Gabinetto del Ministero, nonché Direttore Generale dello Spettacolo dal vivo, di essere contemporaneamente Commissario in diversi teatri italiani, nei fatti controllore di se stesso?
E’ evidente che si vogliono trasformare i prestigiosi Teatri italiani da centri nazionali di produzioni culturale in vuoti contenitori di pura circuitazione finalizzata all’arricchimento di agenzie e impresari o ad altre attività di puro business.

Occorre come da molto tempo da noi sostenuto identificare titolarità e o prerogative con l’assunzione di responsabilità con la rispondenza in solido dei Sovrintendenti e degli Amministratori. (Si deve intervenire verso chi presenta bilanci di esercizio che non rispettano i bilanci previsionali approvati)

(continua…)

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