Articolo taggato “maggio musicale fiorentino”

Quando sfoglio le pagine dei social Facebook e Twitter il mio interesse , per ovvi motivi è prevalentemente rivolto alle   notizie di carattere artistico e in particolare al mondo musicale  dei Teatri Lirici.

Ho letto poco fa una notizia che mi ha veramente rallegrata.  Sembra che da quando Pierangelo Conte ha preso in mano le redini, in qualità Coordinatore Artistico della  Fondazione Opera di Firenze Maggio Musicale Fiorentino, le cose stiano migliorando sensibilmente.

Arrivato tre anni fa, dice di aver accettato, non solo perché conosceva l’illustre storia del Maggio da frequentatore, ma anche per la voglia di ricominciare  ripartendo dal nuovo teatro.

50 anni, compositore allievo di Alvise Vidolin, musicologo con una laurea su Luigi Nono conseguita cum laude alla Cà Foscari a Venezia, una lunga militanza alla Fenice come assistente alla direzione artistica, entra nei vertici del Maggio con un curriculum che comprende anche esperienze nel marketing: “L’aver lavorato da musicista mi ha insegnato quanto sia importante sfidare me stesso e mi aiuta molto nel dialogo con gli artisti. La trasversalità, il poter analizzare una questione sotto molti punti di vista e fare squadra – prosegue Conte – sono le strade che permettono di individuare le migliori soluzioni”.

Ad oggi sembra che Conte abbia fatto miracoli   decuplicando l’offerta artistica con un budget ridicolo,  proprio ciò che  devrebbero riuscire a fare  i tutti i direttori artistici.  Nel 2019 scadrà il suo incarico ma molti dipendenti si augurano che venga riconfermato viste le sue capacità  e i risultati sorpendenti.

Leggi qui una sua intervista 

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Il grande direttore d’orchestra Bruno Bartoletti, scomparso qualche giorno fa, ha lasciato uno scritto realtivo ai problemi che sta attraversando il teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

La famiglia ha dato l’autorizzazione a diffonderla.

Nell’anno dell’ottantesimo anniversario del Maggio Musicale Fiorentino, la Fondazione che ne porta il nome rischia di scomparire. Sarebbe, così, recisa la continuità storica ed artistica con una tradizione che ha rappresentato dal 1933 fino ad oggi quanto di meglio è stato fatto per aprire la nostra cultura musicale alle grandi esperienze internazionali, per confrontarsi con spirito nuovo con la grande tradizione italiana, per diffondere la musica contemporanea, per valorizzare la cultura dello spettacolo attraverso la pari importanza di tutte le arti della rappresentazione.

La “liquidazione” della Fondazione porterebbe al licenziamento dei suoi corpi artistici e tecnici che costituiscono, con particolare riguardo all’orchestra, al coro ed al corpo di ballo, dei veri e propri beni culturali espressivi di una tradizione musicale ed artistica che si ricollega direttamente alle origini del Maggio Musicale Fiorentino e condurrebbe alla dispersione di un patrimonio materiale che è costituito, in primo luogo, dalla straordinaria collezione dei bozzetti e figurini che risale dai nostri anni fino al 1933.
I soci fondatori della Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino (lo Stato italiano, il Comune di Firenze, la Regione toscana) hanno dunque il dovere, anche in base alla Costituzione, di intervenire per salvare il nostro Teatro: che rappresenta per il suo rilievo nazionale ed internazionale una delle maggiori istituzioni di alta cultura del nostro paese.
La necessità di un impegno straordinario dei tre soci fondatori deriva anche dalla constatazione del profondo coinvolgimento di queste istituzioni nelle vicende amministrative della Fondazione nel corso dell’ultimo quindicennio, perché le riforme che si sono susseguite dal 1996 al 2011 hanno attribuito alle Fondazioni lirico sinfoniche una autonomia sostanzialmente limitata a causa degli indirizzi, dei controlli e dei poteri di nomina negli organi di amministrazione che sono stati riservati ai soci fondatori: cosicché questi ultimi non possono non essere considerati quantomeno corresponsabili dei comportamenti delle Fondazioni stesse: osservazione che appare assumere uno speciale rilievo rispetto ai comportamenti tenuti dal Comune di Firenze a partire dal commissariamento del 2005 fino all’ultima gestione; che è stata promossa e sostenuta, fino a pochi mesi orsono, dalla amministrazione comunale malgrado una forte censura da parte dello stesso consiglio comunale.
Oggi, dunque, a causa del colpevole ritardo con il quale ci si è resi conto del drammatico precipitare della situazione della Fondazione di Firenze (ritardo che è emblematicamente rappresentato anche dalla sconcertante rinuncia ad una conduzione fiorentina nella costruzione del nuovo Teatro dell’Opera e dei conseguenti, gravi, errori di progettazione ed intollerabili sprechi) il salvataggio del nostro Teatro non può prescindere sia da un intervento straordinario dei soci fondatori che da una straordinaria assunzione di responsabilità da parte dei dipendenti della Fondazione che debbono assumersi, anche in prima persona, la responsabilità di un riequilibrio degli organici e delle modalità di prestazione del lavoro che renda possibile un grande rilancio della produttività del Teatro.”

(12 giugno 2013)

Fonte http://firenze.repubblica.it

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E’ notizia di questi giorni che il Teatro Comunale di Firenze è stato messo in vendita. E’ partito infatti  il via per la vendita all’asta dell’immobile attuale sede del Maggio Musicale Fiorentino, fondazione lirico-sinfonica che sta lottando ormai da mesi per la sopravvivenza. La base d’asta è fissata a 26 milioni di euro.

Una notizia che mi ha fatto veramente male. Ma come è possibile mettere in vendita un Teatro?

Un Teatro  per una città è come un gioiello di famiglia, va mantenuto in vita finchè è possibile, usato, restaurato quando necessario, vissuto, ammirato, tramandato.

Se è vera poi la notizia che il teatro in questione è stato messo in vendita per essere sostituito da un palazzo mi fa’ ancora più male. Un teatro, luogo di cultura, dove le persone trovano giovamento per il corpo e la mente. No, non si può fare! Spero davvero che il possibile acquirente (se mai ci sarà), lo utilizzi al meglio, rilanciandolo e facendolo rivivere come merita.  

Se dipendesse da me proporrei a tutto il pubblico che frequenta il teatro di acquistare ognuno una piccola parte . Forse così si potrà salvare.

E poi,  se con tanta facilità si mette in vendita un bene così importante, non mi vieta di pensare che prossimamente si possa arrivare a ciò che viene ipotizzato nella foto sotto.

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E’ come una statua, un’opera d’arte di grande valore alla quale viene tagliata la testa, o un arto. Pensate alla Pietà di  Michelangelo ad esempio. Quando uno squilibrato rovinò la Pietà di Michelangelo, fu un grave lutto per l’arte mondiale. La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito. L’unica grande opera di Michelangelo che porta la sua firma, oggi è protetta da un vetro affinchè la gente possa ammirarne la bellezza senza che corra il rischio di essere nuovamente danneggiata.

Una notizia che ebbe una risonanza mondiale.

In questi giorni si parla sempre più insistentemente della possibilità di chiudere il Maggio Musicale Fiorentino, Il Commissario straordinario del teatro, Francesco Bianchi, dopo aver rimandato per settimane l’incontro con i delegati dell‘RSA del Teatro, ha ufficializzato la sua proposta di salvataggio per la Fondazione. Molto banalmente, questa consiste nel mandare a casa 119 lavoratori qualificati, tra cui tutti e sedici i componenti del MaggioDanza.

Ebbene, un’ importante istituzione di una città d’arte famosa nel mondo come Firenze, con questi tagli, è come un’opera d’arte mozzata. Ciò non deve succedere!

Mi auguro che si faccia avanti qualche grosso sponsor, affinchè non si arrivi a questo sfacelo. I tagli da fare sono altri, certamente non quelli delle teste dei lavoratori che non hanno alcuna colpa del grave buco finanziario.

Corpo di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino, nasce nel 1967 e fin dai primi anni si impone all’attenzione nazionale e internazionale, trovando un punto di riferimento in Aurelio M. Milloss.

Con l’arrivo di Evgheni Polyakov nel 1978 inizia un’ascesa culminata nella nuova versione dello Schiaccianoci firmato dallo stesso Polyakov, e in una serie di spettacoli in cui figurano ospiti prestigiosi quali Fonteyn, Plisetskaja, Makarova, Fracci, Maximova, Terabust, Nureyev, Vassiliev, Baryshnikov, Bortoluzzi, Godunov.

Nel 1988 assume il nome di MaggioDanza. Da quel momento, oltre a diverse creazioni di Polyakov e alle novità di celebri coreografi, la formazione presenta grandi titoli classici e novecenteschi. Dal 1996 al 1998, Direttore della compagnia è Karole Armitage, della quale MaggioDanza interpreta The Predators’ Ball, riproposto successivamente a New York, Apollo e Dafne con allestimento di James Ivory, e Pinocchio con costumi di Jean-Paul Gaultier. Dal 1998 al 2003 alla direzione della formazione fiorentina si succedono Davide Bombana, Frédéric Olivieri, Elisabetta Terabust, Florence Clerc, Giorgio Mancini e Vladimir Derevianko.

Il repertorio di MaggioDanza comprende lavori dei più celebri coreografi novecenteschi, fra i quali Cunningham, Forsythe, Petronio, Cranko, van Manen, van Danzig, Taylor, Bombana, Neumeier, Balanchine, Uotinen, Limón, Parsons, Miller, Duato, Childs e Montero.

Nel giugno 2009 la Compagnia vince il premio “Danza&Danza 2008” per La bella addormentata di Goyo Montero, quale “migliore produzione italiana dell’anno”. Dall’ottobre 2010 è Direttore Francesco Ventriglia, che inizia ad arricchire il repertorio della compagnia con importanti autori del panorama internazionale della danza contemporanea quali Angelin Preljocaj e Andonis Foniadakis, oltre a proporre titoli di sua creazione quali Sogno di una notte di mezza estate, Stabat Mater, Pinocchio e The Genesis Tribute accolti con grande favore da pubblico e critica. Ventriglia crede nell’eccellenza dei suoi danzatori e intende presentare, attraverso una scelta di collaborazioni con creatori di altissimo livello, opere rivolte sia a un pubblico alle prime esperienze con il mondo del balletto che agli appassionati più esigenti.

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Si inaugura oggi il Festival del Maggio Musicale Fiorentino, il più antico Festival musicale insieme a quelli di Bayreuth e Salisburgo, in uno dei teatri più importanti d’Europa. Ma anche al Teatro lirico di Cagliari oggi si apre la Stagione Lirica più discussa da quando è nato il teatro.

Due situazioni molto vicine a causa del grande debito che caratterizza i due teatri. Infatti come per il Lirico di Cagliari, anche il Maggio Musicale è a rischio chiusura.

L’inaugurazione di un Festival, di una Stagione dovrebbero essere momenti di grande gioia per le città, per due città così importanti ammirate in tutto il mondo per l’arte, la cultura, il turismo.  E invece, l’aria che si respira sembra quella che c’è quando in una casa c’è un malato di cancro a cui hanno dato poche ore di vita. A Cagliari si lotta da anni affinchè il Teatro possa rimanere in vita con una dirigenza onesta e responsabile che sappia amministrare quel poco che è rimasto dai finanziamenti pubblici, che sappia valorizzare e integrare questa macchina culturale col turismo rendendo un’unica fonte di ricchezza a disposizione di tutti. Dicasi lo stesso per il teatro del Maggio Musicale di Firenze.

Come è possibile chiudere un teatro a Firenze? Amici, stiamo parlando di Firenze una delle più belle città del mondo!! Se chiude il teatro presto potrebbero chiudere i musei e le scuole . Impensabile!! Sarebbe lo sfascio totale di una Nazione! Certo chi non ha la mente aperta all’evoluzione  non può capire tale importanza. Allora queste persone devono stare da altre parti e non dirigere luoghi di crescita culturale.

Confindustria Firenze e Bassilichi hanno acquistato i biglietti rimasti liberi e ne fanno OMAGGIO a chi li richiede … Potrebbe essere una grande occasione per chi volesse conoscere il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Ecco un esempio di sponsor responsabili: perchè non favorire e incrementarli?

Signor Ministro Massimo Bray, lei che è un uomo di cultura, si adoperi affinchè coloro che hanno in più possano metterlo a disposizione della cultura e dell’arte come avviene nelle più importanti città del mondo, naturalmente con delle agevolazioni fiscali!

 L’Otello sarà l’opera che aprirà la stagione Cagliaritana mentre a Firenze sarà  il Don Carlos. Due opere verdiane per ricordare i 200 anni dalla nascita di un grande genio italiano della musica: Giuseppe Verdi. Lui è italiano e in Giappone fanno file infinite per poterlo ascoltare. In Giappone…e in Italia invece? Già, in Italia gli stiamo chiudendo le porte.

Voglio chiudere con questo frase di Maurizio Crozza : L’italia è fornita di un patrimonio artistico di immenso valore, ma nonostante questo “il Louvre da solo incassa il 25% in più di tutti i musei italiani messi insieme”. Ma non è tutto: secondo gli ultimi sondaggi il nostro Paese è ultimo in Europa per le spese destinate alla cultura.

E intanto guardate questo video http://www.la7.it/crozza/pvideo-stream?id=i695396

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Nonostante anche il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino  (come il Teatro Lirico di Cagliari ed altri Teatri lirici italiani), stia  attraversando un momento difficile, le masse artistiche continuano a dare il meglio nelle loro produzioni.

Zubin Mehta dirigerà l’Orchestra del Maggio a Roma , nella Sala Nervi della Città del Vaticano alla presenza di Sua Santità Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

Il concerto sarà trasmesso in diretta televisiva alle ore 18.00 da TV2000 e Telepace, in diretta radiofonica dalla Radio Vaticana e potrà essere seguito in streaming sul sito della Radio Vaticana e del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

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Firenze, 2 febbraio 2013 – ‘Il contenzioso che ha visto 8 lavoratori del Maggio impegnati nella difesa del proprio posto di lavoro e’ stata una lezione di onesta’, dignita’ e creativita’ per tutta la politica fiorentina”.

Lo dicono in una nota gli ormai ex licenziati del Maggio Musicale fiorentino, reintegrati in base all’accordo firmato il 31 gennaio, ultimo giorno, dai sindacati e dal sindaco Matteo Renzi che aveva firmato i licenziamenti.

”Con la semplicità dei nostri slogans e la tenacia della nostra volonta’, abbiamo saputo difendere il diritto inalienabile al proprio posto di lavoro calpestato dall’arroganza interpretativa e dalla ottusita’ manageriale di chi, incapace di gestire una istituzione come il Maggio, ha finito per scaricare le responsabilita’ di una crisi sui lavoratori”. ”Si sono scontrate la dignita’ di chi si sentiva ingiustamente privato del proprio diritto al lavoro e l’arroganza di certa politica.

Alla fine, la tutela delle Istituzioni e la garanzia della rappresentanza hanno prevalso sull’arbitrio”, scrivono i lavoratori reintegrati” che hanno voluto ringraziare, la stampa e i media, i loro colleghi ”che con il loro sostegno e i loro sacrifici hanno permesso il nostro rientro”, a chi ha mediato al posto di ”avrebbe dovuto farlo”, alla Provincia di Firenze e alla Regione Toscana e alla ”Curia che ha saputo leggere la valenza sociale della nostra vicenda”. ”Torniamo al lavoro – concludono – orgogliosi di questa esperienza e arricchiti dal calore della solidarieta’ di quanti ci hanno sostenuto”.

fonte : LA NAZIONE

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Francesca Colombo all'inaugurazione del nuovo Teatro dell'OperaI problemi nei teatri lirici si stanno espandendo a macchia d’olio. Non si riesce a ritrovare un pò di serenità.

Commissariato il Maggio
Colombo: «Come acido in faccia»

L’ex sovrintendente chiede quali sono le sue responsabilità e dice di essere «vittima della politica»

FIRENZE – La crisi del Maggio musicale arriva all’epilogo: il teatro è stato commissariato. Dopo le dimissioni del membro del cda del governo Antonio Marotti, l’arrivo del commissario era ormai alle porte. Ora è ufficiale: Francesca Colombo non è più la sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino. La decisione del ministro Ornaghi è stata inevitabile dopo la denuncia da parte dei sindaci revisori di un buco nel bilancio. L’avvio delle procedure per il commissariamento del Maggio Fiorentino, spiega in una nota il ministero dei Beni culturali, «si è reso necessario, in attuazione delle disposizioni previste dal decreto legislativo 367/96, considerata la situazione economica e patrimoniale dell’ente lirico». Domani è previsto un incontro a Roma fra il ministro e il sindaco Renzi, che discuteranno non solo della vicenda del commissariamento ma anche deilicenziamenti fatti il 31 dicembre.

Francesca Colombo all’inaugurazione del nuovo Teatro dell’Opera

L’ormai ex sovrintendente attacca: «C’è stato fatto oggi quello che è stato fatto al direttore del Bolshoi, una gettata di acido in faccia, questo è il commissariamento, un’atto che ci offende nella forma e nel contenuto – dice Francesca Colombo – Mi devono spiegare a cosa si riferiscono quelle ‘gravi irregolarità’ indicate nella lettera arrivata da Roma stamani». ‘«È una giornata molto dolorosa per noi – dice in conferenza stampa – alla luce degli sforzi che tutti abbiamo messo in questo progetto per amore della musica e della cultura». «Perché questo atto proprio a un mese dalle elezioni politiche? Senza aspettare il consuntivo di bilancio? Io penso di essere vittima della politica».

 Colombo, la fotostoria

Colombo difende il lavoro fatto negli ultimi anni di gestione del Maggio. Dice di aver fatto «di più di quello che chiunque avrebbe potuto fare». Parla dei dati pubblicati e precisa: «Il bilancio 2010 si chiudeva con un meno 8 milioni di euro, il 2012 si chiude con meno 1,5. Tutti gli altri dati che circolano sono inesatti». E aggiunge: «Abbiamo fatto in modo che l’equilibrio strutturale fosse raggiunto. Abbiamo lavorato per valorizzare i gioielli che il Maggio conserva, abbiamo incrementato del 40% le alzate di sipario. Mancava un management, quando siamo arrivati c’era persino un ufficio delle fotocopie. Siamo intervenuti in molte direzioni: abbiamo lavorato sull’assenteismo, eliminato gli orari ad personam, inserito criteri meritocratici».

 

Tra gli interventi c’è stata la riduzione del numero di contratti a tempo indeterminato: 70 persone in meno lavorano al Maggio nel 2013 rispetto al 2009 per un risparmio di 2,7 milioni di euro. Una gestione quella del teatro del Maggio che ha dovuto affrontare i tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo) e tagli ai finanziamenti per i festival pur mantenendo e sviluppando il suo «fermento creativo». È partendo dai conti sul buco di bilancio che da Roma hanno deciso di accelerare i tempi del commissariamento (anche nel caso del Petruzzelli di Bari e del Massimo di Palermo, oggi entrambi commissariati, prima di arrivare alla scelta finale si cercò di trovare un’altra soluzione). La Fondazione presieduta dal sindaco Matteo Renzi ha perso, oltre a Marotti, altri due membri negli ultimi mesi: Paolo Fresco e Mario Primicerio, come rappresentanti dei soci privati. «Tutto quello che ho fatto l’ho fatto d’ accordo con il sindaco Matteo Renzi, con lui non c’è mai stata divergenza. Il mio rapporto con il sindaco è rimasto uguale ed è ottimo. E anche lui è stupito di questo atto»’, precisa la sovrintendente che si chiede: «Cosa potrà fare un commissario che non sia già stato fatto? La gestione della parte patrimoniale non compete alla sovrintendenza». Il nome del nuovo commissario si conoscerà non prima di sette giorni così come prevede la normativa sul procedimento amministrativo. Intanto la Cgil parla di una «gestione poco trasparente». Mentre il coordinatore del Pd Gabriele Toccafondi attacca: «È la sconfitta politica della sinistra e del sindaco».

Lisa Baracchi

fonte Corriere fiorentino

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Francesca Colombo, sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, replica alle accuse che le sono state rivolte in questi giorni, attraverso i mass media, in occasione del licenziamento di 10 lavoratori del teatro.

Carissimo pubblico,
è un momento molto difficile per il Maggio e credo che servano cifre e informazioni precise. Eccone alcune, che sono fortemente diverse da quelle che sono state pubblicate in questi giorni e sono convinta meritino la Vostra attenzione.
Innanzitutto non sono utili strumentalizzazioni e falsità personali. Non mi trovo in Sud Africa, e mi sto occupando quotidianamente del nostro Teatro, come è ovvio che sia. La fantasia di chi usa la denigrazione come strumento negoziale è sempre fervida, ma qualche volta è davvero sconfinata. Una seconda falsità che serve correggere riguarda i costi della Direzione del Maggio. Tutti i miei collaboratori ed io costiamo al Teatro circa 430.000 Euro in meno della gestione precedente. È un risparmio doveroso e necessario ottenuto anche rinunciando al mio premio di risultato previsto in contratto e con la decurtazione da me decisa nel novembre 2011 del 15% del mio stipendio base.
Con riferimento agli Sponsor, Vi fornisco i dati oggettivi dello studio effettuato dall’Università Bocconi nel 2012 e che rileva un incremento di oltre il 500% dei ricavi del Maggio Fiorentino da Sponsor, rispetto alla gestione precedente. I risultati di questa attività sono naturalmente passibili di ogni giudizio, ma il confronto con gli altri Teatri indica che il Maggio è capace di coinvolgere il settore del privato, pur in un momento di forte crisi.
Sulla situazione economica: i contributi pubblici sono in picchiata da anni e non sono più plausibili i “salvataggi a posteriori” di cui anche il Maggio ha beneficiato in passato. Il Maggio, come ogni altra istituzione culturale finanziata dalla collettività, non può più prescindere da questo e deve garantire ai suoi finanziatori correttezza e trasparenza di gestione. In questo quadro vanno inseriti la razionalizzazione di tutti i costi del Teatro e l’accordo sulla riduzione di personale, firmato assieme a Regione, Provincia Comune di Firenze, CGIL e CISL, che ha già portato 35 lavoratori a scegliere volontariamente di lasciare il Maggio contro adeguati benefici economici e che ora deve essere rispettato da tutte le parti che lo hanno approvato e siglato. Il prezzo delle strumentalizzazioni di queste ore è un’insostenibile ricrescita del debito del Maggio, che ho trovato al mio insediamento nel 2010 pari a oltre 30 milioni di Euro, con pericolo per la produzione artistica, per tutta l’organizzazione e per l’insieme di coloro che ci lavorano. Il Maggio non può crescere, né sopravvivere, senza un’organizzazione più efficiente e più concentrata sull’eccellenza artistica, con attenzione al pubblico fidelizzato e ai nuovi pubblici. In questo quadro, le professionalità di cui siamo costretti a privarci sono tutte e solo di carattere tecnico-amministrativo; alle dieci persone messe in mobilità abbiamo preventivamente presentato l’accordo e la soluzione che era stata sottoscritta e scelta volontariamente anche dai precedenti colleghi.
Un’ultima riflessione, contro un’ultima falsità: nell’acredine delle polemiche, si dimentica anche la realtà in crescita costante del Maggio Musicale di oggi. È un’istituzione straordinaria, con un’eccellenza artistica apprezzata nel mondo, frutto del lavoro di tutti, insieme con il Maestro Mehta. Numerose le tournée internazionali negli ultimi due anni: siamo stati nominati dal Presidente Napolitano Ambasciatori della Cultura italiana nel mondo. Anche a Firenze, abbiamo lavorato duramente per ottenere, senza costi aggiuntivi, l’incremento della produzione e dell’apertura del Teatro al pubblico con il 20% in più di opere, balletti, concerti e spettacoli per bambini; il rilancio di MaggioDanza, un Festival che è passato da 3 a 6 opere nello stesso periodo e con una stagione 2013 definita da tutti, dal Maestro Mehta al sindacato, bellissima. Questo lo riconoscono i nostri abbonati annuali che sono aumentati e anche il nostro pubblico che ci segue con fedeltà, anche se certamente con una capacità mutilata dai ritardi della nuova sala e dall’inagibilità della vecchia.
Tutti i numeri del Maggio sono a disposizione sui nostri bilanci che ho deciso di pubblicare sul nostro sito con il consuntivo 2012.
Sono a disposizione per un confronto pubblico su ogni aspetto della nostra difficile situazione e dell’esperienza artistica di cui essere sinceramente orgogliosi. Di certo, servirebbe a parlare maggiormente del merito delle questioni, rinunciando a rifugiarsi in polemiche fantasiose che purtroppo non recano alcun beneficio ai conti e ledono invece il prestigio e il futuro di questa eccezionale istituzione italiana.

Con stima,
Francesca Colombo

fonte: pagina facebook del Teatro Maggio Musicale Fiorentino

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Al Maggio Musicale Fiorentino  la storia si ripete eguale a ciò che il Lirico di Cagliari ormai, sta vivendo da anni: i dirigenti delle fondazioni che riversano sui lavoratori le colpe della malagestione licenziando, o sparando su di essi accusandoli di averci marciato. Siamo veramente all’esasperazione.Lo scopo principale, quello di fare cultura, sta diventando per i politici e dirigenti un fatto marginale.

Leggete di seguito questo articolo  pubblicato nel sito  della CGIL.

Via la sovrintendente dal Comunale
Maggio, i lavoratori decidono di “picchettare” il teatro per non farla entrare

IN QUEL teatro la direzione, almeno finchè la sovrintendente sarà Francesca Colombo, non dovrà più entrare. Lo ha deciso ieri l’assemblea dei lavoratori Cgil e Cisl, dopo i dieci licenziamenti firmati dal sindaco e presidente della Fondazione del Maggio, Matteo Renzi, il giorno di fine anno. I lavoratori, annunciano Paolo Aglietti e Angelo Betti, di Cgil e Cisl, picchetteranno le entrate. Pacificamente, preannunciano. Se cacciati se ne andranno, ma il giorno dopo torneranno. «Lo faremo – spiega Aglietti – per dare un segnale esplicito della distanza tra noi e la direzione che non è la sola responsabile della crisi ma che l’ha portata alle estreme conseguenze ostinandosi a considerare come unico problema i lavoratori ».

I sindacati chiedono immediatamente una nuova dirigenza. Considerano il commissario una iattura ma si capisce, dopo che Provincia e Regione lo hanno chiesto, che a questo punto preferirebbero anche questa soluzione estrema, purchè rinnegasse i licenziamenti, alla situazione attuale.

Sia Renzi che la Fondazione considerano invece i licenziamenti inevitabili dopo che i 45 esodi volontari previsti dall’accordo di luglio tra Fondazione, Comune, Provincia, Regione e sindacati si sono ridotti a 35. Ma i sindacati sono certi che un tentativo di risolvere con un supplemento di trattativa il problema avrebbe fruttato di più. Oltretutto, specificano, la Fondazione non ha tenuto fede ai suoi impegni nell’accordo, che erano di aumentare entrate e sponsorizzazioni. I lavoratori invece, dicono, la loro parte l’hanno fatta: «Hanno salvato il bilancio 2011 devolvendo una quota del loro tfr, hanno accettato la cassa integrazione per la prima volta in una Fondazione lirica, hanno tentato di ridurre in modo strutturale il costo del lavoro». Erano, fa i conti Aglietti, 383 dipendenti fissi e 96 tempi pieni equivalenti nel 2011, sarebbero, senza i 10 licenziamenti, 341 fissi e 78 equivalenti nel gennaio 2013 con un risparmio di tre milioni. Nel frattempo i dirigenti sono rimasti sempre 17.

La rottura è totale, come mai prima in una Fondazione lirica. Anche con il sindaco: «Si è reso responsabile di licenziare per risparmiare solo 470 mila euro di fronte a milioni di buco». Tra cui, si sottolinea, 6 milioni di debito per contributi mai pagati a lavoratori «che da quando due anni fa è arrivata Colombo non hanno mai avuto uno stipendio nei tempi regolari». I sindacati chiederanno a Comune, Provincia e Regione un consiglio congiunto in teatro e annunciano che i quattro sindacati nazionali di categoria porteranno a Firenze l’assemblea nazionale delle 14 Fondazioni liriche contro la proposta di regolamento del governo Monti.

«Firenze è un caso nazionale», sostengono reggendo lo striscione che dice come questa dirigenza non sia trasparente e dunque non debba amministrare denaro pubblico. Ci sono i licenziati (7 su 10 della Cgil) con la striscia rossa al braccio: «Combatteremo perché questi licenziamenti vengano ritirati», dichiara Silvano Ghisolfi mentre Marzia Lippi sottolinea: «Sono l’unica a tempo fisso che si occupa di trucco e parrucche e vogliono farmi fuori». Solo se i licenziamenti resteranno, allora i singoli lavoratori ricorreranno alle vie legali.

All’incontro con i sindacati partecipano anche i consiglieri comunali Ormella De Zordo (UnaltraCittà) e Cecilia Pezza (Pd bersaniano). «Il consiglio comunale aveva votato a luglio per la revoca dell’incarico a Colombo, Renzi lo ha ignorato – protesta De Zordo – Al prossimo consiglio chiederà al sindaco non solo ragione di questo ma anche se e come rispetta consiglio e città». Pezza lancia la proposta di redistribuire tra i lavoratori lo stipendio della sovrintendente ancora in vacanza in Africa nonostante il terremoto in teatro: 270 mila euro, ridotti a 230 mila solo per il 2011 in coincidenza con i versamenti del tfr da parte dei lavoratori, come da bilancio. Più il premio di risultato.

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L’anno nuovo purtroppo comincia male per i Teatri lirici, in particolare per i lavoratori del Maggio Musicale Fiorentino che hanno ricevuto, ben dieci lettere di licenziamento, e a cui va tutta la mia solidarietà.

La dirigenza trasparente ormai è un optional. I nostri politici si riempiono la bocca di questa parola, TRASPARENZA, solo per farsi campagna elettorale, ma di fatto, la maggior parte delle dirigenze , una volta ottenuto i loro scopi, non la mettono in pratica.

Maggio, protesta in Palazzo Vecchio «Partite le lettere di licenziamento»

I presidi degli ultimi giorni, non hanno scongiurato il peggio: «Sono partite le dieci lettere di licenziamento ai lavoratori del Maggio musicale fiorentino, per la prima volta nella storia della Fondazione» dice Angelo Betti della Cisl. «La nostra disponibilità non è stata accolta – prosegue Betti – è chiaro che da ora in avanti i rapporti con il sindaco e i vertici della Fondazione saranno diversi». La notizia delle lettere è arrivata mentre i lavoratori erano in Palazzo Vecchio per protestare contro gli annunciati esuberi e cercare di parlare con il sindaco. I lavoratori sono rimasti dentro la sede del Comune fino al pomeriggio: «Non ce ne andremo finché non porteranno fuori».

Dispiaciuti che in 10 non abbiano accettato l’incentivo dalla Fondazione del Maggio musicale fiorentino: abbiamo fatto il massimo anche con l’aiuto delle istituzioni per evitare i licenziamenti, sono stati offerti incentivi di 40 mila euro più 4 mensilità per un totale di 52 mila euro di scivolo, di più non era possibile. In 35 hanno accettato, dieci no. L’accordo con i sindacati per il piano di esodo incentivato riguardava infatti 45 posizioni.

«La porta dell’ufficio del sindaco Renzi in Palazzo Vecchio è rimasta chiusa davanti ai lavoratori del Maggio che chiedevano inutilmente di poterlo incontrare prima che firmasse 10 lettere di licenziamento. Quella porta ha così ribadito anche materialmente la chiusura della dirigenza della Fondazione che non hanno voluto ascoltare le ragioni di chi ha già pagato pesantemente una crisi finanziaria di cui non è responsabile» attacca Ornella De Zordo, consigliera della lista di cittadinanza perUnaltacittà.

Mauro Bonciani

31 dicembre 2012

FONTE: http://corrierefiorentino.corriere.it

 

 

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amarilli Una situazione “che peggiora di ora in ora” perché, dopo le forti scosse di terremoto e lo tsunami, si rincorrono notizie allarmanti sulla possibilità che la nube radioattiva di Fukushima raggiunga presto anche Tokyo: il soprano italiano Amarilli Nizza, la Leonora nella ‘Forza del destino’, protagonista della seconda opera portata in scena dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nella tournée in Giappone, sottolinea all’ADNKRONOS che “stiamo vivendo un incubo e anche chi ha i nervi più saldi in questo momento li ha persi”.
“Rassicura” il fatto che gli artisti faranno rientro domani in Italia ma è ancora vivo il ricordo di quanto hanno passato in questi giorni. Al momento della prima scossa Amarilli Nizza, dopo essersi fermata più a lungo in teatro per le prove, si trovava, sola, in un ristorante. “Il tavolo ha iniziato a traballare – ricorda – pensavo fosse la solita scossa: sono venuta a Tokyo altre volte e qui succede spesso, invece stavolta è stata lunghissima e sempre più forte. La gente urlava, ma io non capivo cosa dovevo fare”.
Si è diretta verso l’uscita “con enorme difficoltà”: “E’ stato scioccante – racconta – sono rimasta fuori dal ristorante ma la scossa continuava. In quel momento ho incontrato due miei colleghi e, insieme, siamo tornati in teatro”. Lì però il terremoto ha sorpreso nuovamente gli artisti. “Ero in camerino quando è arrivata la seconda forte scossa”, ricorda il soprano. Tutti si sono affrettati a uscire dal teatro: è stato “il panico”, sottolinea. E ancora più terrificante è stato vedere, a quel punto, “un monitor gigantesco sul quale veniva annunciato l’arrivo dello tsunami”.
L’onda devastante ha risparmiato Tokyo ma l’attesa per quel che stava accadendo è stata snervante. “La prova è stata annullata così è iniziato il calvario del rientro in albergo – racconta Amarilli Nizza – le metro erano bloccate, la città paralizzata”. Anche per questo tutti si sono subito resi conto che, questa volta, il terremoto era stato diverso dalle altre.
“Nessun palazzo è caduto, qui tutto è costruito in maniera eccezionale – aggiunge l’artista – ma i treni non funzionavano, i negozi hanno chiuso presto. Anche adesso il black out incombe sulla città”. E poi a preoccupare le notizie che arrivano dalla centrale nucleare di Fukushima: “Il primo ministro giapponese ha detto oggi che, a vento basso, in dieci ore la nube radioattiva raggiungerà la Capitale – aggiunge – e dunque arriverà qui, sopra di noi, prima della nostra partenza”.
Per quanto riguarda la tounrée, erano stato deciso di rimanere per proseguire ma ora non ci sono più le condizioni psicologiche “per andare avanti” né “la serenità mentale per continuare a stare qui” dice il soprano italiano, spiegando all’ADNKRONOS di sentirsi “rassicurata” del rientro previsto. “C’è tensione, abbiamo alle spalle notti passate in bianco, fatica, stress – racconta – siamo angosciati anche per il fatto che le notizie ci dicono che la nube dalla centrale nucleare sta arrivando”.
A confondere poi le informazioni “contrastanti”: “Da una parte – sottolinea – ci è stato detto che è tutto sotto controllo, dall’altra c’è grande allarmismo”. Nonostante ciò la maggior parte degli artisti ha deciso di rimanere fino a oggi. “Alcuni se ne sono andati prima, noi abbiamo deciso di restare e ci siamo esibiti”, afferma. L’opera è stata a lungo applaudita dal pubblico giapponese che, nonostante il terremoto e lo tsunami di venerdì scorso, ha assistito numeroso: “Sono venuti in bici, a piedi, in tutte le maniere perché i mezzi non circolavano. E ci ha fatto molto piacere”. Ora però “le condizioni psicologiche non sono più quelle per andare avanti” precisa l’artista.
“Siamo rimasti per fare arte, chi fa l’artista deve dare il meglio di sé con serenità e animo predisposto in modo positivo ma qui la situazione non lo consente più – conclude Amarilli Nizza – siamo rimasti anche perché i messaggi della nostra ambasciata erano piuttosto rassicuranti, ci dicevano che qui era tutto sotto controllo finché poi ieri, verso le 23, la sovrintendente ci ha detto che saremmo rientrati”.
Tokyo, 15 mar. (Adnkronos) -

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maggio_musicale_fiorentino-300x202La testimonianza dei colleghi del Teatro di Firenze in tournée in Giappone.

Sono giunte ieri notizie rassicuranti da Tokyo. I 300 fra musicisti, cantanti e tecnici della “carovana” del Maggio Musicale Fiorentino, in tour nella capitale del Giappone colpita dal sisma, hanno dichiarato di stare bene. È stata Francesca Zardini, l’addetta stampa, a inviare alle 3 del mattino, dal dodicesimo piano dell’albergo giapponese Grand Prince New Takanawa, l’email rassicurante, rispondendo alle domande dei familiari italiani. Al momento del terremoto alle ore 14:46 locali (le 6:46 in Italia) il maestro Zubin Mehta e l’orchestra stavano provando al Teatro Bunka Kaikan, mentre altri del gruppo toscano erano in albergo, come la giornalista, e altri ancora in giro per la città.

La corrispondente toscana racconta l’esperienza ed elogia «l’efficienza nipponica» che è stata dimostrata al momento del sisma, sia all’interno sia al di fuori dell’albergo:

«La terra ha tremato due minuti con scosse che andavano crescendo. Poi ce ne sono state di nuove, sempre più forti. Il personale dell’hotel ci ha fatto uscire e ci ha portato nella hall. Sono scesa dalle scale, ma mi sentivo sicura. C’è stata paura, ma non panico».zubinMehta_03

La città si è fermata: i telefoni hanno smesso di funzionare, il traffico si è bloccato, si comunicava solo via email. Secondo quanto ha fatto sapere Francesca Zardini alla prontezza e all’esperienza giapponese si è unita, al momento della scossa tellurica, l’ironia volta a smorzare la tensione, del maestro  Zubin Mehta, che rivolto all’ orchestra ha detto: «Stavolta il vibrato vi è venuto meglio».

A ogni modo, il terremoto non è bastato a fermare la tournèe e domenica, a Yokohama, è in programma la prima della Tosca.

Feerica Addabbo

http://www.ilquotidianoitaliano.it

Terremoto Giappone, Maggio fiorentino in salvo
Sono giunte ieri notizie rassicuranti da Tokyo. I 300 fra musicisti, cantanti e tecnici della “carovana” del Maggio Musicale Fiorentino, in tour nella capitale del Giappone colpita dal sisma, hanno dichiarato di stare bene.
È stata Francesca Zardini, l’addetta stampa, a inviare alle 3 del mattino, dal dodicesimo piano dell’albergo giapponese Grand Prince New Takanawa, l’email rassicurante, rispondendo alle domande dei familiari italiani. Al momento del terremoto alle ore 14:46 locali (le 6:46 in Italia) il maestro Zubin Mehta e l’orchestra stavano provando al Teatro Bunka Kaikan, mentre altri del gruppo toscano erano in albergo, come la giornalista, e altri ancora in giro per la città.
La corrispondente toscana racconta l’esperienza ed elogia «l’efficienza nipponica» che è stata dimostrata al momento del sisma, sia all’interno sia al di fuori dell’albergo:
«La terra ha tremato due minuti con scosse che andavano crescendo. Poi ce ne sono state di nuove, sempre più forti. Il personale dell’hotel ci ha fatto uscire e ci ha portato nella hall. Sono scesa dalle scale, ma mi sentivo sicura. C’è stata paura, ma non panico».
La città si è fermata: i telefoni hanno smesso di funzionare, il traffico si è bloccato, si comunicava solo via email. Secondo quanto ha fatto sapere Francesca Zardini alla prontezza e all’esperienza giapponese si è unita, al momento della scossa tellurica, l’ironia volta a smorzare la tensione, del maestro  Zubin Mehta, che rivolto all’ orchestra ha detto: «Stavolta il vibrato vi è venuto meglio».
A ogni modo, il terremoto non è bastato a fermare la tournèe e domenica, a Yokohama, è in programma la prima della Tosca.
Feerica Addabbo
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Terremoto: Ci giunge notizia che i colleghi del Maggio Musicale Fiorentino  in tournee in questi giorni a Tokio, stanno tutti bene.

Per coloro che volessero rassicurazioni si può telefonare allo

055 277 9254

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