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Mancano pochi giorni all’inaugurazione della Stagione 2017/2018 del Teatro alla Scala, il prossimo 7 dicembre con Andrea Chénier. Il capolavoro di Umberto Giordano ebbe qui la sua Prima assoluta nel 1896 e fu da subito un grande successo, ma manca dalla Scala da oltre 30 anni. L’ultima volta fu diretto proprio da Riccardo Chailly, che lo riporta nell’ambito del progetto di riscoperta del repertorio verista con la regia di Mario Martone e le voci di Yusif Eyvazov, Anna Netrebko, Luca Salsi.

L’opera e il suo autore saranno al centro di una serie di eventi organizzati dal Teatro alla Scala e dal progetto Prima diffusa, la partnership fra il Comune di Milano e Edison che porta la magia dell’opera in giro per la città attraverso concerti, spettacoli, conferenze e laboratori dedicati e quasi tutti gratuiti.

La Prima (#PrimaScala) verrà trasmessa in Italia in diretta televisiva da Rai 1, radiofonica da Rai Radio3 e su maxischermo nell’Ottagono di Galleria Vittorio Emanuele e in numerosi musei, teatri e auditorium e case circondariali di quartiere a Milano e fuori Milano.

L’opera sarà trasmessa in diretta internazionale anche dai canali Arte, Ceska Televiza (Repubblica Ceca), TMVA (Ungheria) e RSI (Svizzera) e in differita su RTP (Portogallo) e NHK (Giappone), oltre che radiofonicamente attraverso il Circuito Euroradio e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo che aderiscono al circuito “All’Opera”.

Dal 17 dicembre si inaugura anche la Stagione di Balletto 2017/2018 con La Dame aux camélias di John Neumeier che, sulle note di Chopin, vedrà protagonisti Svetlana Zakharova e Roberto Bolle nelle recite di apertura e nelle due conclusive. Ultimi giorni dunque per assicurarsi un posto per la Stagione scoprendo tutte le formule di abbonamento.

Altro appuntamento importante di dicembre è il tradizionale Concerto di Natale, che quest’anno è dedicato interamente a Wolfgang Amadeus Mozart e raddoppia con due repliche, il 21 e 23 dicembre, dirette da Giovanni Antonini.

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Dopo gli applausi del pubblico torinese che l’hanno accolta ad aprile nel ruolo di Elvira de I Puritani di Bellini, il soprano Desirée Rancatore

ritorna al Teatro Regio per interpretare Violetta Valery, la sfortunata protagonista de La Traviata di Verdi. Le rappresentazioni, che fanno parte

parte del calendario di eventi organizzati a Torino in occasione della EXPO 2015, saranno l’11, il 16, il 21 e il 25 luglio. La produzione di Laurent Pelly è la stessa che il soprano ha cantato a Palermo nel 2013, e nel cast ci sarà anche il tenore nuorese a Piero Pretti (Alfredo Germont) e il baritono Luca Salsi (Giorgio Germont), mentre la direzione d’orchestra sarà del maestro Francesco Ivan Ciampa.

Per la diva siciliana, , che a ottobre riceverà il Premio Pavarotti d’Oro 2015, si tratta non solo di una delle opere più importanti del repertorio,

ma di uno dei suoi personaggi favoriti: “Ricordo che quando stavo studiando l’opera, cominciavo a piangere nel terzo atto anche solo provandolo al pianoforte” ha affermato, “non si può non amare la storia di Traviata. È così forte e intensa che non può non emozionare, e Violetta è un personaggio affascinante che cambia nel corso dell’opera. All’inizio è solo una ragazza a cui piace fare festa e divertirsi, poi si trasforma in una donna innamorata come non lo è mai stata prima. Infine troviamo la Violetta ammalata, senza speranza, che sa che sta per morire. È un solo personaggio ma sono tre donne diverse, e questo cambio si deve sentire anche nel canto, perchè sarebbe incoerente che Violetta canti nello stesso modo nel primo atto come nel terzo”.

Rancatore ha spiegato inoltre che si tratta di un personaggio che sognava di cantare fin da bambina “Da quando ho cominciato a cantare ho sempre pensato a Violetta.

Mia mamma lavorava nel coro del Teatro Massimo e li ho potuto vedere molte Traviate…è un ruolo che ha tutto quello che si può desiderare, coloratura, sottilezze, romanticismo e molta drammaticità. Ho anche letto il romanzo di Dumas e mi è piaciuto moltissimo, oltre ad aver letto e riletto il libretto di Piave per poter studiare ogni frase, ogni virgola e osservare come si esprimono i personaggi in diverse situazioni. Solo dopo questo intenso studio e quando ormai conoscevo il libretto a memoria, ho riascoltato l’opera, ed è stato come sentirla per la prima volta”.

Desirée Rancatore ha debuttato il ruolo nel 2013 a Montecarlo e ripreso a San Lorenzo de El Escorial, San Sebastián, Vienna, Oman e Palermo. In ottobre e novembre tornerá nel ruolo in una delle città in cui ha raccolto più applausi nella sua carriera: Tokyo.

 

 

P.R Desirée Rancatore Fidelio Artist

Mail:  <mailto:eputinati@fidelioartist.com> eputinati@fidelioartist.com

Tel.: (+34) 693237986

 

 

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IL SOPRANO ARGENTINO VIRGINIA TOLA, ORIGINARIO DI SILANUS, PROTAGONISTA ASSOLUTO DEI TEATRI DI TUTTO IL MONDO

 

di Massimiliano Perlato

Ho sentito parlare qualche anno fa di Virginia Tola, quando da Buenos Aires l’amico Pablo Fernandez Pira, allora Presidente del circolo “Radici Sarde”, mi aveva mandato una scheda informativa su questa figlia di Sardegna che stava letteralmente bruciando le tappe di una carriera folgorante nella musica lirica. Da quel momento, ho provato a seguire le tracce di questa voce dal fascino intenso e a ripercorrere il percorso artistico anche grazie a qualche chiacchiera scambiata proprio con lei su skype in vari frangenti tra Buenos Aires, Madrid e Roma.  

Doppio passaporto italiano e argentino, il Soprano Virginia Tola è una cittadina del mondo: il pensiero mi porta a Silanus, patria del bisnonno Silvio che nel 1912 a14 anni è emigrato verso il Sudamerica, a Santo Tomè, provincia di Santa Fè in Argentina, dove è poi nata la nipote il 15 gennaio 1976. Ha una casa a Madrid, il cuore a Parma (il suo compagno è Luca Salsi, il celebre baritono di San Secondo) e con Placido Domingo ha cantato in tournee quasi ovunque.

Viso da ragazzina, canta come professionista da dodici anni e nel 2012 la sua carriera ha compiuto la svolta fondamentale perseguendo la maturazione della vocalità. Virginia ha realizzato gli studi di canto lirico presso l’Istituto Superiore di Arte del Teatro Colon di Buenos Aires. “Ho sempre cantato come soprano lirico – dice  – interpretando Mimì, Micaela, le opere di Mozart e il Verdi più leggero. Poi sono arrivata ad un punto in cui non mi sentivo più a mio agio con questi personaggi”. Si è imposta all’attenzione internazionale quando ha ricevuto il primo premio nel Concorso Internazionale di Canto “Queen Sonja” di Oslo, in Norvegia. Paese questo che risulterà fondamentale nel suo cammino. In seguito al successo ottenuto, Virginia Tola è stata invitata numerose volte in Scandinavia.

Ho sempre avuto molto rispetto per la mia voce che con il tempo è diventata più ampia, e ho pensato che era il momento di iniziare un percorso come soprano drammatico. Ma avevo bisogno della maestra giusta e l’ho trovata in Raina Kaibaivanska, che mi ha cambiato la vita e insegnato questo repertorio bellissimo. In pratica tutto il 2011 è stato dedicato allo studio”. Questo 2013 invece sarà una stagione tutta verdiana dedicata ad un autore che Virginia Tola ha imparato a conoscere frequentando l’Italia. “Quando sono arrivata a Parma ho visto Verdi in un modo diverso: qui la passione per la musica è tale che me l’hanno trasmessa e io sono entrata nelle sue opere attraverso questo amore”.

La sua lunga collaborazione con Placido Domingo è nata grazie al concorso internazionale di canto “Operalia” competizione ideata dal celebre tenore spagnolo che Virginia ha vinto nel 2000. “Ho imparato molto da lui – racconta il Soprano – non tanto dai consigli ma osservandolo. La cosa più bella che mi ha insegnato è il mettermi in gioco, provare cose nuove nei concerti, essere felice di ciò che faccio, mantenendo sempre un cuore da bambina. Una dottrina che si può applicare a tutte le situazioni della vita”.

Con Placido Domingo si è esibita in concerti di arie d’opera praticamente in ogni angolo del pianeta. Virginia è diventata una stella di fama internazionale dopo aver vinto “Operalia” imponendosi  d’innanzi ad una giuria composta da grandi figure della storia della lirica come Birgit Nilsson, Christa Ludwig, Theo Adam e Ingrid Bjoner.  L’esito del concorso in Norvegia dove si è aggiudicata i tre premi maggiori le ha dato la possibilità di realizzare immediatamente un  tour di concerti per diverse città della Scandinavia esibendosi con la Oslo Philharmonic Orchestra sotto la direzione dei Maestri Marris Janssons e Marcello Viotti. Da lì per il Soprano sardo-argentino è stato un crescendo professionale: si è esibita in “Così fan tutte” di Mozart presso il Teatro Royal de la Monnaie De Munt di Bruxelles, al Teatro Colon di Buenos Aires e alla De Nederlandse Opera di Amsterdam; nel “Don Giovanni”, come Donna Elvira, al Teatro de la Maestranza di Siviglia; in “Le Nozze di Figaro”, come Contessa di Almaviva, al Palau de les arts Reina Sofia di Valencia, al Theatre Royal de la Monnaie De Munt e all’Opera di Monte Carlo; in “La Traviata”, nel ruolo di Violetta Valery al Theatre Royal de la Monnaie De Munt e all’Opera di Losanna; in “Mefistofele”, come Margherita, al Teatro Colón di Buenos Aires; in “La Boheme”, come Mimì a Los Angeles, Bordeaux, Washington , Roma, Torino, Bregenz, Oslo e Klagenfurt; in “Falstaff”, come Alice Ford, all’Opera Royal de Wallonie; in “Carmen”, come Micaela, al Teatro Real di Madrid, Cagliari, Torino, Washington, Oslo, Cleveland e Buenos Aires; nel “Faust”, come Marguerite, al Teatro Verdi di Trieste; ne “La vedova allegra”, come Valencienne con la Los Angeles Opera; ha interpretato “Luisa Miller” a Liegi; si è esibita in “Les Contes D’Hoffmann”, come Antonia, al Teatro Colon di Buenos Aires; ne “I Pagliacci”, come Nedda, al Teatro Argentino de La Plata; in “Otello”, interpretando Desdemona, a Santa Fe; poi ha interpretato Rosina ne “Il Barbiere di Siviglia” a Oslo alla Den Norske Opera. Nel suo repertorio dunque opere di Giuseppe Verdi, di Mozart, di Giacomo Puccini, James Massenet, George Bizet, Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini, Ruggero Leoncavallo, Charles Gounod, Jacques Offenbach, Gluck, Franz Lehar, Federico Moreno Torroba, Manuel Penella.  Ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Con un’abnegazione e una testardaggine tutta argentina. O anche sarda, se si vuole. Virginia Tola è questo e di più. Trasmette “uniche emozioni” così come riporta il suo sito in lingua spagnola e inglese, grazie alla sua apparente timida figura con il grande fascino di una voce energica, il brivido di un’aria tra le più belle del panorama della lirica internazionale. Anche la mamma è di origine italiana, il suo cognome è Raviolo Bianco.

Ride, il Soprano argentino sorride nel sottolineare questo aspetto, nel ricostruire nomi curiosi e affetti incrociati con il nostro Paese. Ammira su tutte Mirella Freni. “Quando affronto un’opera cerco sempre di non ascoltare i suoi cd. Io non devo imitare nessuno, devo essere me stessa. Dimenticare ciò che ho imparato e cantare a modo mio”.

Sogni ne ha ancora tanti, ma i piedi sono piantati per terra. “Prendo la vita con tranquillità, mi sembra il modo migliore per imparare”. Ha già detto qualche no? “E sì! A tutti quelli che mi chiedono ruoli di donne più mature. Io con questa faccia non posso, non è solo questione di voce, ma di maturità espressiva. Quando ho cominciato a studiare volevo cantare un’aria di Elvira dei Puritani e la mia maestra non mi ha neanche voluto ascoltare. Aveva ragione lei. Ho tanto tempo davanti a me”.

http://tottusinpari.blog.tiscali.it

 

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puritaniSiamo intorno al 1600.

L’argomento è tratto dal dramma “Les tètes rondes et les cavaliers“, di  Ancelot e  Saintine, ispirato al romanzo “Old Mortality” di W. Scott, sulle lotte tra i seguaci di Cromwell (puritani) e quelli degli Stuart.
PARTE I: sul terrapieno di una fortezza dei puritani, presso Plymouth [quadro I]. È l’alba: sir Riccardo Forth (baritono) è amareggiato e deluso. Ama Elvira (soprano), figlia del governatore lord Gualtiero Valton (basso), e sperava di sposarla. Ma ora vengono annunciate, con canti di gioia e preghiere, le sue nozze con lord Arturo Talbo (tenore), partigiano degli Stuart.

Nella sua stanza Elvira [quadro II] parla con lo zio, Giorgio Valton (basso), ricevendone l’assicurazione che nessun ostacolo si frappone alle nozze.

Annunciato dal suono dei corni da caccia, entra gioiosamente Arturo.

In una sala d’armi [quadro III] Arturo canta a Elvira la sua esultanza. Lord Valton gli consegna un salvacondotto per uscire dalla fortezza e affida a Giorgio la figlia: non potrà infatti partecipare al rito a causa di un processo contro una dama sconosciuta ritenuta spia degli Stuart. La dama, rimasta sola con Arturo, gli rivela il suo nome: Enrichetta di Francia (soprano), vedova di Carlo I.

Arturo, richiamato ai doveri della sua causa, le promette aiuto. Poco dopo, col velo nuziale dimenticato da Elvira, Arturo copre Enrichetta per condurla fuori della, fortezza. Riccardo, entrato in quell’istante, vuol battersi con il rivale. Si interpone la dama, il velo cade, e Riccardo, riconoscendo la donna, intuisce le intenzioni di Arturo. Deciso a sfruttare la situazione, non si oppone perciò alla sua fuga. Ma quando Elvira viene a sapere della fuga di Arturo, ne rimane sconvolta e prende a vaneggiare.
PARTE II: i puritani, costernati, commentano l’accaduto, approvando la sentenza del Parlamento che condanna a morte Arturo. Appare Elvira, assorta nel rimpianto dell’amato. Giorgio, commosso, prega Riccardo di aiutarlo a salvare Arturo. Ma Riccardo rifiuta: se non altro, l’amor di patria glielo impedisce. Anche Giorgio si infiamma e in un duetto essi giurano di combattere il nemico.
PARTE III: è notte e imperversa un uragano, placato il quale appare Arturo. Sente Elvira cantare una canzone a lui ben nota, e le risponde. Elvira accorre, si getta tra le sue braccia, ascolta il racconto delle sue peripezie e sembra riacquistare la ragione. Ma a un cupo rullar di tamburi ripiomba nel ,delirio.

Irrompono i Puritani guidati da Riccardo i quali, vedendo Arturo, vogliono procedere all’esecuzione della sentenza. Elvira, atterrita, si riprende dichiarando di voler morire insieme all’amato. L’arrivo di un messo, con la notizia della sconfitta degli Stuart e un decreto di amnistia per i loro seguaci, toglie tutti da un crudele imbarazzo. Arturo si riunisce alla sua diletta e un coro di gioia chiude l’opera.
Ed io aggiungo che finalmente un’opera lirica finisce bene con…e vissero felici e contenti.

I Puritani, musicata da Vincenzo Bellini, sarà la prossima opera in programma al Teatro lirico di Cagliari.
Il cast sarà composto da
Lord Gualtiero Valton Mattia Denti
Sir Giorgio Riccardo Zanellato/Burak Bilgili (1, 4)
Lord Arturo Talbo John Osborn/Mario Zeffiri (1, 4, 8)
Sir Riccardo Forth Luca Salsi/Vitaliy Bilyy (1, 4)
Sir Bruno Robertson Gianluca Floris
Enrichetta di Francia Rossana Rinaldi
Elvira Mariella Devia/Eglise Gutierrez (1, 4, 8)

maestro concertatore e direttore Ramon Tebar
Orchestra e Coro del Teatro Lirico

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