Articolo taggato “libro”

Prefazione di Eugenio Rambaldi

Lo spettacolo lirico, da sempre componente essenziale della cultura e dell’identità nazionale italiana, deve essere considerato oggi una forma di investimento per le ricadute positive che genera come formidabile strumento di edutainment della popolazione e come risorsa indispensabile per politiche di destination management.

L’autore Domenico Balzani, nel trattare le produzioni operistiche come dei progetti con un ciclo di vita ben definito, individua e suggerisce metodi gestionali e processi operativi tipici del project management come strumenti ideali per il raggiungimento di obiettivi quali l’efficienza produttiva, l’ottimizzazione delle risorse e dei tempi, l’economicità e la qualità artistica.

 

Puoi acquistarlo in questo sito  http://www.aracneeditrice.it 

 

 

 

 

 

 

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Schillelè  è un’ espressione dello slang cagliaritano accompagnata quasi sempre  dall’esclamazione: “Oooh, ooh schillelè”. I ragazzini la usano soprattutto quando devono dimostrare la loro forza verso un  compagno più piccolo oppure  verso una persona che  vuole prevalere  senza averne i mezzi.

Schillelè è anche il titolo del primo libro, autobiografico, dell’attore Gianluca Medas, in cui   descrive la vita di un adolescente  attraverso una serie di brevi racconti. Medas ci narra uno spaccato di storia cagliaritana che abbraccia un periodo tra la fine degli anni  ’60 e gli anni ’80.

I racconti sono momenti di vita semplice, quelli di un ragazzo di periferia vissuti tra scuola, parrocchia e piazzetta. Tanti gli argomenti toccati che hanno caratterizzato  la sua vita in quegli anni: le bande e il bullismo, i primi amori, il primo bacio, i momenti goliardici, lo sviluppo delle droghe e la conseguente epidemia di AIDS, il senso dell’amicizia ( quella vera e quella falsa), i sogni e la passione sempre crescente per la musica e  il teatro, quel teatro che lo ha visto giovanissimo sul palcoscenico con suo padre e i suoi zii   della mitica ed eclettica famiglia Medas.

I racconti sono narrati con una semplicità diretta come solo Gianluca Medas sa fare. Chi, come me, ha vissuto l’adolescenza in quegli anni ci si ritrova in pieno, compresa l’esperienza dell’epidemia “epatite virale” scoppiata a Cagliari in quegli anni.

Eravamo in tanti ad essere ricoverati nella clinica pediatrica   “Macciotta“. La cosa che più mi ha divertito è stato leggere la narrazione  delle giornate del ricovero che passavano dalla drammaticità della malattia (punture dolorosissime e schifose medicine)   a  momenti di puro divertimento  nello trasgredire le regole del posto. Inquietante la descrizione particolareggiata della terribile infermiera che pur di sfogare la sua frustrazione personale se la prende  con i bambini malati, punendoli in ogni modo e spesso anche senza motivo.  E’ un’ esperienza che ho vissuto anche io e che ho ritrovato in questo libro quasi come un copia incolla della mia memoria.

Tra gli episodi c’è anche quello del momento  drammatico della perdita  della madre, insegnante elementare, con conseguente divisione della famiglia e le difficoltà economiche; gli studi tra scuola pubblica e privata e quelli al Conservatorio di Musica legati poi alle esperienze teatrali divertenti come comparse nelle Opere liriche.

La passione per il teatro la si ritrova in particolar modo anche nella descrizione dei sacrifici affrontati per poter essere sempre in prima fila agli spettacoli della Stagione lirica:  notti intere in fila davanti alla  biglietteria per essere tra i primi all’apertura del botteghino. Sembra roba da medioevo soprattutto oggi, nell’epoca di internet.  C’ero anche io, e sono contenta che Gianluca  lo abbia ricordato. La nuova generazione deve capire quanto fosse forte per noi la passione per quel mondo diventato poi la nostra principale professione.

I libro di Gianluca Medas , edito dalla CUEC, è in vendita nelle migliori librerie.

 

 

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Un grande antropologo e scrittore sardo, che ha esplorato sia da studioso che da scrittore le sfaccettature dell’Altrove, Questo viaggio nella letteratura è dedicato a Giulio Angioni, recentemente scomparso, che sarà protagonista del 2° appuntamento della rassegna “Cultura Popolare III: I luoghi dell’Altrove” dell’Associazione Figli d’Arte Medas che avrà luogo il 12 maggio.

L’appuntamento di venerdì sarà dedicato ad un libro di Giulio Angioni, “Pane e Formaggio”.
Un libro di antropologia scritto quasi come se fosse un racconto, un professore universitario, Duilio Caocci, come voce narrante e il jazz di Riccardo Pittau renderanno la serata del 12 maggio davvero originale.
Sarà un viaggio dentro l’anima della Sardegna. Un’immersione nei due mondi, quello pastorale e quello contadino, che si incontrano e si scontrano nel corso del tempo mai separandosi veramente.
Di quale pane e di quale formaggio ci nutriamo ancora oggi? E quali sono le storie di cui ci nutriamo?

Lo spettacolo come già detto si svolgerà venerdì 12 maggio a Guasila, alle ore 21:00 presso il Teatro Fratelli Medas.

L’ingresso ha un costo di 5 euro.

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Chi cercasse una fruizione comoda della poesia di Strinati, chi si aspettasse di avere come la visione d’insieme, calma e serena di un quadro, o come l’effetto della narrazione sommessa di un racconto, resterebbe spiazzato.
Si tratta di visioni tradotte in rappresentazioni che, accostate in modo ardito tra loro, scoccano in scintille di impressioni profonde e musicali.
Le immagini si affollano, diversissime e lontane tra loro per natura e provenienza, vicine solo per accostamento spaziale nella successione dei versi, intorno al nucleo dell’intuizione centrale; si legano senza una logica rigorosa.
Occorre abbandonare i criteri di un approccio sistematico al verso, secondo i canoni consueti di certa critica poetica, allontanare gli schemi, gli strumenti interpretativi del nostro bagaglio di saperi, forse anche le aspettative, e lasciarsi andare al vorticoso ballo di suggestioni che si
susseguono rapidissime.
Si potrebbe pensare ad allucinazioni, mentre invece si tratta di versi che usano la visione della realtà e dei suoi elementi naturali come folgorazioni.
Tuttavia, la velocità di accostamento delle immagini contrasta con un versificazione aperta ed estesa, che dilata il tempo della fruizione del testo.
Le poesie di Strinati non corrono veloci e sincopate, come il tempo frenetico in cui viviamo, ma aprono solchi in cui si seminano.
Ci sono le stagioni con i loro eventi meteorologici, ci sono boschi, mari, fiumi ed animali, fino all’allodola del titolo che ci suggerisce quale interpretazione dare al ballo travolgente delle immagini di Strinati.
Queste poesie sono un canto d’inizio, mattiniero, come quello dell’allodola, e alludono anche, simbolicamente, alla capacità che la poesia ha, come il volo ascensionale caratteristico di questo uccellino, di essere un legame fulmineo tra cielo e terra.
Allo stesso tempo sono poesie che stanno sulla soglia dell’abisso e dell’inganno (non per nulla
l’allodola è anche il soggetto richiamato dal famoso “specchietto”), dunque poesie che esprimono l’aspetto costantemente vertiginoso e sempre a rischio dell’esistenza vissuta con intensità.

Silvia Fornasari

Il libro si può acquistare online attraverso questo link  https://www.amazon.it 

 

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E’ appena uscito l’ ultimo libro di poesie di Fabio Strinati, ed è già un successo. Si intitola Dal proprio nido alla-vita ed è un Poemetto ispirato interamente  a Miracolo A Piombino di Gordiano Lupi.

“Dal proprio nido alla vita è un poemetto che ho deciso di scrivere incrociando sulla mia strada la scrittura di Gordiano Lupi. Ho avuto il piacere di leggere per ben cinque volte Miracolo a Piombino, e così, immergendomi a pieno in quella letteratura poetica, profonda, a tratti stilisticamente perfetta, ho cercato di prendere in mano la mia penna e di scrivere su carta la mia anima, dopo quelle cinque letture assidue e terapeutiche, che mi hanno profondamente aperto un mondo. Sfogliando Miracolo a Piombino, pagina dopo pagina, mi rendevo sempre più conto che quello era il libro che avevo sempre desiderato di scrivere. Un romanzo perfetto, un connubio di odori, sapori, stati d’animo e sensazioni, che mi hanno permesso nel mese di settembre, di intraprendere questo viaggio personale, di scoprirmi dentro, non tanto come poeta e scrittore, ma come ragazzo prima, e come uomo dopo.   Dedico questo libro, a Gordiano Lupi e al Foglio Letterario. C’è molta più poesia in Miracolo A Piombino che in tutti i libri di poesia che ho letto in vita mia”( F.Strinati )

Come è nata questa tua passione per la poesia?

La passione per la poesia è nata nel momento in cui sono nato io. La vita è poesia, la natura è poesia; ogni respiro è poesia. Quando un’anima è sensibile, ricettiva, che si ascolta e che sa ascoltare ciò che la circonda, la poesia nasce in modo del tutto naturale. La sensibilità è l’ingrediente fondamentale.

In questa tua scelta artistica sei stato influenzato da qualche tuo familiare?

In casa mia sono l’unico che ha intrapreso un percorso artistico. Quando penso a questo aspetto, mi sento un po’ solo, ma ormai ci sono abituato. Sono influenzato da diversi poeti questo si, ma la mia famiglia mi ha insegnato tantissime altre cose importanti nella vita, come ad esempio, essere una persona corretta sempre. La poesia è importante, ma nella vita c’è bisogno anche di altro.

Quando  è nata questa passione?

Come ho detto prima, la poesia è nata nel momento in cui sono nato io; lo stesso vale per la musica. Poi se vogliamo ragionare in termini meno astratti, posso dire che la musica è nata quando avevo all’incirca 6 anni, mentre la poesia quando ne avevo 27. Io non mi sento nè poeta, nè musicista. Mi sento semplicemente un grande appassionato della vita, e dell’arte.

Per chi volesse acquistare   Dal-proprio-nido-alla-vita può farlo cliccando in questo link  AMAZON

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Fabio Strinati è un poeta, scrittore e musicista marchigiano.

Ha pubblicato con la casa editrice il foglio letterario, il libro di poesie dal titolo: Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.
Si tratta di un libro che apre un filone nuovo nella nostra poesia moderna italiana: per ritmo, per forma, per le tematiche trattate ed un uso del vocabolario ricercato che esprime un suono unico e lunare, è un’opera sofferta, partorita di notte.

“Poesia come pensata sul pentagramma, quella di Fabio Strinati, giovane autore alla sua prima esperienza di poesia. Poesia pensata come attraverso il respiro delle spighe di grano – sottotitolo del libro stesso. Il suo lavoro poetico è fatto di una ricerca continua di significato e significante che devono combaciare attraverso metafore e suoni, immagini e ritmi che colpiscono per la ricchezza di particolari, per quella assonanza tra il reale e l’onirico che diventa poesia.

I testi di Strinati non sono di facile lettura, non vi troverete le rime aperte e chiare di un Penna o di un Caproni, i sentimenti dolorosi di Ungaretti, la poetica della morte di Sereni. Uno zibaldone da cui trarre linfa per una futura poetica, per una visione – fortunatamente – ancora in divenire”. (Cinzia Demi)

Potete acquistare questo libro direttamente in questo sito:  IBS.it

 

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Ogni tanto mi sorgono delle curiosità su cose che fino a poco tempo fa non mi sfioravano minimamente.

Ultimamente mi è venuto da  pensare  ai personaggi femminili delle opere Liriche, quelli più famosi che vivevano in un’epoca molto diversa dalla nostra, e su come sarebbero stati oggi.

Prendiamo ad esempio Gilda, protagonista dell’opera Rigoletto. Ragazzina adolescente (e qui è inevitabile non fare paragoni tra le adolescenti di oggi e di allora), che vive con un padre vedovo   che per mestiere fa il Giullare di corte. Oggi potrebbe essere il comico televisivo o il clown del circo. Lei, una di quelle adolescenti esposte ai pericoli della Rete web.

Violetta, protagonista femminile dell’opera La Traviata. Giovanissima anche lei ,che per motivi non ben identificati decide di fare la bella vita, frequentando nobili anziani e danarosi che le possano garantire una vita di lusso e continuo divertimento. Ma poi, si sa , all’amore non si comanda ed è bastato uno sguardo e una malattia incurabile per capire che i soldi non fanno la felicità. Inevitabile  il paragone con le starlette TV di oggi che si sono vendute al milionario di lusso per qualche capo firmato e qualche comparsata televisiva.

Insomma, nonostante stiamo parlando di epoche diverse la sostanza non cambia. La ragazzina ingenua che cade in trappola c’era allora come oggi e così la giovane prostituta arrivista. Considerazioni personali  .

Il cantante lirico  Cristiano Cremonini tenore e scrittore, ha avuto una curiosità simile alla mia. Avendo vissuto molte storie sul palcoscenico accanto a questi personaggi femminili,  è voluto andare a fondo sulla vita di alcune  alcune di loro ,  per capire quanto ci sia stato di vero o romanzato nelle loro vite. Cosa e chi ha ispirato Puccini, Verdi, Donizetti a musicare le storie di queste donne?

Cremonini ha raccolto nel suo nuovo libro la storia di otto eroine del melodramma. Il libro si intitola “Opera d’amore. Donne del melodramma fra letteratura, storia e mito”.

Se anche voi siete curiosi potrete acquistare il libro cliccando sul link della libreria online UNILIBRO .

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‘RIMMEL’: TUTTA LA STORIA DEL DISCO REGISTRATO DI NASCOSTO IN ‘DE GREGORI. MI PUOI LEGGERE FINO A TARDI’ DI ENRICO DEREGIBUS

 DE GREGORI: ‘UN BEL LIBRO, MOLTO FEDELE, FA USCIRE QUELLO CHE SONO IO COME RITRATTO UMANO’

È stato un cammino tortuoso quello che ha portato a “Rimmel”, l’album di Francesco De Gregori che festeggerà i 40 anni il 22 settembre all’Arena di Verona.

È nato come un disco fantasma registrato di nascosto negli studi della Rca, con De Gregori che lo vuole “come un album dei Pooh” e il produttore Lilli Greco che lo scopre e vuole cestinare tutto. E ancora: il diverbio con Baglioni e poi l’amicizia, la lenta ascesa del disco nelle classifiche e di pari passo le contestazioni, “Pablo” che diventa uno slogan politico ma che viene anche suonato nelle discoteche. Questi e tanti altri sono i retroscena, gli aneddoti, le sorprese raccontati in “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi” di Enrico Deregibus, insieme a molte dichiarazioni di De Gregori e di chi ha contribuito al disco.

Il libro è la riedizione della biografia pubblicata nel 2003, un successo editoriale che ora torna completamente rivisto, arricchito e aggiornato. Lo stesso De Gregori ha molto apprezzato il lavoro: “è un bel libro, molto fedele e fa uscire quello che sono io come ritratto umano, con i lati buoni e quelli cattivi” (Blogfoolk), “è scritto molto bene, fatto con il rigore dello storico, l’ho letto con curiosità” (Repubblica).

Ma anche la critica ha accolto con entusiasmo il volume. Alcuni estratti:

“Deregibus è uno che la canzone d’autore – e non solo De Gregori – sa raccontarla. Firma un testo ricco e rigoroso, di comprovata completezza. Persino De Gregori, quando l’ha letto, non è riuscito a lamentarsi” (Andrea Scanzi - Il fatto quotidiano).

“Un bel libro di Enrico Deregibus. Tutto quello che avreste voluto sapere su De Gregori ma non avete mai osato chiedergli” (Gianni Mura – Repubblica).

“Una narrazione incalzante, anche grazie a migliaia di dichiarazioni dell’artista romano. In 352 pagine, ogni anno un capitolo, quasi 1500 documenti consultati e citati. Un ritratto per molti versi inatteso di uno dei maggiori artisti italiani” (Ansa).

“Un libro appassionante e appassionato. Imbastire una biografia di Francesco De Gregori è un’impresa da maneggiare con cura. Deregibus vi si cimenta da anni con il rigore dello storico, la competenza del critico e la passione del tifoso. Una mole impressionante da cui scaturisce un ritratto cubista del più vivisezionato e sfuggente degli artisti italiani” (Michele Lauro – Panorama).

“Un libro documentato, ricco di aneddotica e di testimonianze che sfatano molti luoghi comuni sul principe dei cantautori italiani” (Avvenire).

“Affabulatore preciso, dettagliato, abile nel destreggiarsi tra date, notizie, eventi, dischi e concerti, Deregibus presenta una biografia appassionata di De Gregori” (Donato Zoppo – Jam).

“Metteteci anche che il taglio narrativo di Enrico Deregibus è quanto di più accattivante vi riuscirà di scovare nel “giro” saggistico-musicale e avrete il quadro completo delle ragioni per cui questo libro – un moloch di 352 pagine fittissime che si “divorano” però con autentico sollievo letterario – è un libro da non mancare” (Mario Bonanno – Sololibri.net).

 Enrico Deregibus è giornalista e operatore culturale, si occupa principalmente di musica italiana. È membro del direttivo del Club Tenco, per il quale è anche responsabile dell’ufficio stampa, consulente del Mei, collabora con il festival “Collisioni” e con molte altre rassegne come il Premio Bindi. Ha curato il progetto “La leva cantautorale degli anni zero”. Come giornalista, ha scritto e scrive per varie testate. In campo editoriale, per Giunti ha realizzato la prima edizione di questa biografia nel 2003 ed il “Dizionario completo della canzone italiana” nel 2006. Con Enrico de Angelis e Sergio S. Sacchi nel 2007 ha curato “Luigi Tenco. Il mio posto nel mondo” (BUR). Ha inoltre pubblicato nel 2013 “Chi se ne frega della musica?” (NdA Press), una raccolta di suoi scritti.

 

 

 

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Domenica 22 marzo alle 11,00, presso la Sala Kubrick del cinema Spazio Odissea, viale Trieste 84 a Cagliari, verrà presentato DISABILLKILL, una sorta di dizionario semi-serio, realizzato dai vignettisti PIETRO VANESSI e TULLIO BOI. Oltre a quest’ultimo, interverranno ANTHONY MURONI (Direttore dell’Unione Sarda), ANDREA FRAILIS (Giornalista di Videolina) e MASSIMILIANO MEDDA (Comico della Compagnia Teatrale LA POLA).

Il 50% del ricavato dalla vendita del libro, realizzato con i contributi di famosi vignettisti (Vincino, Bozzetto, Biani, ecc.) e con la prefazione illustrata di Sergio Staino, servirà a finanziare un progetto della FISH, Federazione Italiana Superamento Handicap.


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Is bidrureddas (Gli ortaggini) è un libretto coloratissimo e illustrato con immagini stupende, che racchiude delle filastrocche in lingua sarda -campidanese nella variante terralbese, il paese dove l’autrice vive (Terralba). A realizzare il tutto è Monica Tronci, un’artista dalle mille risorse. Infatti sia le filastrocche che gli ortaggi realizzati in plastilina, sono delle sue creazioni. Ha curato questo libro nei minimi dettagli, con grande sacrificio economico aiutata anche dalla sorella gemella Valeria che ha curato la parte fotografica.

L’avventura editoriale è cominciata lo scorso anno , pensata, scritta, illustrata e pubblicata in totale autonomia, prodotta grazie al sostegno di chi conosce” La plastilina di Monica Tronci“, e che ha prenotato in anticipo il primo libro.

 Is bidrureddas – Gli ortaggini appunto, parla di verdure.

E così il pomodoro viene descritto per i suoi colori, gli odori e il gusto, accompagnato da un tipico pane sardo: su civraxu.

Le patate sono di vari tipi: il cavolo con le sue varianti col fiore o senza, da mangiare o solo ornamentali; il finocchio che serve per l’alimentazione ma anche per la salute e la bellezza; la carota che ha un nome antico che in pochissimi ricordano, e così via.

I personaggi creati in modo tridimensionale dalle mani di Monica Tronci prendono vita e con le loro facce simpatiche attirando l’attenzione dei bambini  mandando loro un messaggio utile: l’importanza di mangiare le verdure di stagione e in particolare la verdura che nasce in Sardegna.

E’ un modo diverso per sensibilizzare i bambini al consumo delle verdure, un tasto dolente dell’alimentazione di piccoli e ragazzi . Ed è anche un modo per imparare tante nozioni nuove sugli ortaggi. Durante la  ricerca sulle verdure, l’autrice ha imparato tante cose nuove che nemmeno immaginava, e le ha riversate in rima nelle sue composizioni, col grande entusiasmo che la contraddistingue ogni volta che  intraprende una nuova avventura.

Sono già in corso le serate di presentazione in tutta la Sardegna. Le biblioteche, le librerie, le associazioni  che vorranno ospitarla si facciano avanti  anche per organizzare i  laboratori di lavorazione della plastilina .

Monica Tronci è nata a Cagliari il 14 luglio 1974 ma risiede a Terralba

Contatti: >

Email: monica.tronci@gmail.com

Blog: http://laplastilinadimonicatronci.blogspot.com

Da sempre appassionata di materie artistiche, ha sviluppato da autodidatta una tecnica elaborata che   consente di creare dei laboratori molto seguiti dai bambini.

Prima con il disegno e poi con l’uso della plastilina.

L’ attività di insegnante di danza e animatrice per bambini le ha consentito di avere un rapporto semplice e immediato con la prima infanzia  dandole modo di sperimentare l’insegnamento di varie discipline nelle diverse forme e con bambini e ragazzi di diverse età.

I corsi che propone  sono:

con la plastilina:

  • laboratori per bambini
  • corsi per adulti
  • illustrazioni di plastilina
  • Mostre

 

  • PLASTILINA+DISEGNO+SCRITTURA CREATIVA con storia illustrata finale. Scritta e costruita completamente dai bambini.
  • DISEGNO

Laboratori di disegno per bambini e ragazzi usando come tema l’argomento da loro preferito come cartoni animati o fumetti o animali o altro;

  • PLASTILINA

Laboratori di lavori in plastilina con la finalità della lavorazione e creazione di oggetti;

  • GEOGRAFIA TURISTICA (disegno e lingua straniera)

Laboratori di animazione come “Viaggio alla scoperta del viaggio” laboratorio di geografia turistica, di grande successo tra i bambini. Un viaggio virtuale propedeutico ad un viaggio reale. Questo laboratorio si è tenuto anche nell’ambito di festival di letteratura di viaggio (Mandas) nella sezione dedicata ai bambini.

  • LABORATORIO Di CUCINA PER BAMBINI (qualifica professionale di cuoca)

 

 

 

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Gianni Marilotti racconta fiaba moderna di genti che non mollano

C’è qualcosa di nuovo, nel Supramonte sardo. La brezza frizzante, da sempre impregnata di muschio e lavanda si pervade di nuove essenze. I cuiles, gli antichi ovili, inebriati d’incenso, zenzero e coriandolo, si ammantano dei colori sgargianti dell’Africa nera. Senegalesi e altri popoli migranti lavorano gomito a gomito con le genti autoctone per evitare lo spopolamento di questi angoli di paradiso. Piccole meraviglie di una Sardegna aspra e arcaica che, giorno dopo giorno, si svuotano di giovani e di vita.
Qui, nella Barbagia di Seulo, ai confini dell’Ogliastra, prende corpo il sogno multietnico di Peppe Tolu, piccolo commerciante al dettaglio, protagonista del nuovo romanzo di Gianni Marilotti, “Il Conte di Saracino”, edito da Arkadia. La nuova fatica letteraria dello scrittore cagliaritano, premio Calvino 2003 con “La quattordicesima commensale”, è una fiaba moderna affrescata sullo sfondo di un solido realismo sociale.
E’ la storia di un risveglio, di una presa di coscienza. L’uomo, di fronte alla crisi che non concede alternative, non si arrende e cerca nuove opportunità incuneandosi nel ventre della montagna per radicarsi indissolubilmente alla sua terra cercando di recuperare le antiche tradizioni e di ricavare il necessario per sostentarsi nel pieno rispetto dell’ambiente. Sembra un visionario, Peppe Tolu, deriso da tutti nel suo paese, Nuxenti, da dove fugge per poi scoprire che tanti altri la pensano come lui.
La sfida è lanciata: ridare nuova linfa al territorio, grazie anche agli immigrati, per evitare la desertificazione inarrestabile dei paesi abitati per lo più da anziani, con i giovani costretti a emigrare in cerca di lavoro e i migliori cervelli impiegati all’estero. Ma c’è un tesoro nascosto da portare alla luce, uno scrigno di risorse naturali, storiche archeologiche e umane, nascosto tra alture, pendii, rocce e corsi d’acqua nel rigoglioso scenario dell’entroterra sardo. Qui in vetta, nel regno di piante secolari, animali selvatici, mufloni, cinghiali e volpi, volteggiano nell’aria poiane, falchi e aquile reali, signori assoluti di quei cieli sublimi. Sarà l’incontro con Mangedda “sa bruxia”, la strega, donna affascinante dal passato terribile e misterioso tenuta ai margini della società per i suoi presunti poteri occulti, ad introdurre Peppe Tolu in un viaggio iniziatico alla scoperta di un mondo femminile dal sapore prodigioso in cui la natura si esprime in tutta la sua potenza medicamentosa per il corpo e per l’anima.
La montagna diventa così l’ingresso privilegiato per la comprensione dell’infinito e del divino. Il sogno si traduce allora in un invito propositivo, indicando strade “altre” per combattere contro politiche economiche sciatte e inadeguate ed evitare la fuga da quei luoghi antichi. La via d’uscita è nel ritorno alle origini e in una più produttiva integrazione con il fenomeno dell’immigrazione. La montagna, in cui si cela il Conte di Saracino e la leggenda del suo indecifrabile tesoro, costituisce lo spazio in cui la natura mette a disposizione dell’uomo i mezzi necessari al superamento dei propri limiti.
Strumenti con cui combattere contro il ribaltamento di valori morali atavici che stanno alla base del patto primigenio tra uomo e natura.

Fonte: (ANSA).

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Giampaolo Cassitta

È difficile fare i conti con il passato. Soprattutto per chi non è mai stato un genio in matematica ed è piuttosto imbranato con le donne.

Claudio Marceddu, il magistrato protagonista de Il giorno di Moro e Il piano zero, ritorna con un nuovo caso, meglio, il suo primissimo caso giudiziario, un omicidio dimenticato, un gioco intricato in un paese alle porte di Sassari in cui non succede mai nulla. O quasi. Allorché il suo Procuratore gli consegna una lettera anonima, scritta da un’anziana donna, Marceddu si trova coinvolto, suo malgrado, in faccende antiche, mai sopite, dove tutti dicono molte cose, ma nessuno è in grado di raccontare la verità.

La prima indagine è anche l’occasione per imparare il me- stiere di giudice, avendo come maestri due grandi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, amici del Procuratore, conosciuti all’Asinara.

Le destinazioni del cielo è una storia che accompagna il lettore all’interno di un mistero, della vita, del paradosso di comprendere il gioco tra l’amore e la passione, la differenza tra amicizia e innamoramento. Sullo sfondo un’epoca in cui le ideologie si sfaldano, le convinzioni vengono meno, fino al conseguimento di una verità inaspettata, dove i personaggi sono colpevoli e al contempo innocenti. Tutti  in attesa di ottenere risposte da un cielo sempre azzurro e forte.

Il libro di Giampaolo Cassitta è in vendita in tutte le librerie e siti internet

 

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Dalla Casa delle Meraviglie, al Giardino dello Sciamano. Dal Cenacolo dei Poeti alla Genesi della Turandot.
Così Pinuccio Sciola, tra immagini domestiche e dietro le quinte del Teatro Lirico di Cagliari, ci conduce per mano in un viaggio fantastico, fatto di sogni, persone, emozioni e vita privata. Un libro che vi racconterà, come mai prima d’ora, l’uomo e l’artista straordinario che ha scolpito la Turandot sulla pietra.
Letture di Simeone Latini tratte dal libro: SCIOLA, GENESI DELLA TURANDOT
Giardino Megalitico di San Sperate (CA) – 4 agosto 2014 – Sponsor Ufficiale dell’evento: Cantine Su Entu, Sanluri.

«La tutela dell’ambiente non deve essere intesa come un vincolo bensì come un’opportunità»
Così il nuovo presidente di Enel, Patrizia Grieco, nel suo editoriale di E-MAGAZINE ci introduce in questo numero completamente dedicato alle tematiche dell’ambiente e della natura.
Al centro del magazine – stampato in oltre 40 paesi del mondo – ben 2 pagine, interamente a colori, sono dedicate a “ Il sipario della natura” di Pinuccio Sciola.
Si parla di Turandot, del Teatro Lirico di Cagliari e di come tutto questo abbia avuto inizio.
Si parla di GENESI DELLA TURANDOT!

Fonte: Sardinia fashion 


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“VOCE E PIANO”: IL NUOVO CONCERTO DI CRISTIANO CREMONINI E TEO CIAVARELLA
Venerdì 1° agosto, ore 21.30 presso la Corte del Palazzo Comunale di San Lazzaro (BO), l’anteprima del nuovo progetto musicale “Voce e Piano, viaggio al centro della Musica”, in attesa del debutto ad Asiago.

Il noto tenore bolognese Cristiano Cremonini, appena rientrato dal 60° Festival Puccini di Torre del lago, dove ha tenuto un “applauditissimo” concerto nel parco del Gran Teatro per presentare “Tenore all’Opera”, il suo ultimo libro sui grandi maestri del Melodramma, venerdì 1 agosto alle ore 21.30salirà sul palco della Corte del Palazzo Comunale di San Lazzaro (BO), ospite della 184ma tradizionale Fiera, per regalare ai fans del territorio l’anteprima di “Voce e Piano, viaggio al centro della Musica”, il nuovo progetto musicale, realizzato assieme al pianista Teo Ciavarella, che il 14 agosto debutterà al Palazzo del Turismo “PillePini” di Asiago.

I due grandi artisti crossover, affiancati questo venerdì dalla cantante Agata Leanza, proporranno un affascinante concerto che ripercorrerà lo sconfinato mondo della musica.

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Siamo colori dell’universo, la storia di Francesca“, è il titolo del libro che sarà presentato

sabato 15 marzo alle ore 19 a Cagliari 

nella parrocchia di San Gregorio Magno a Pirri in via del Borghetto,(dietro via santa Maria Chiara). Il ricavato sarà devoluto alla parrocchia.

Di seguito le librerie dove potrete acquistarlo

 

 



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Sa vida in su sattu” è il titolo di un libretto  molto prezioso. L’autrice è Monica Tronci artista dalle qualità illimitate, che lo ha voluto creare con l’intento di avvicinare i piccoli lettori alla lingua sarda.

Il libro raccoglie filastrocche in sardo campidanese ( annessa traduzione in italiano), con illustrazioni di lavori in plastilina da lei realizzate. Infatti Monica è un’abile maestra nell’utilizzo della plastilina, gioco che tanto piace ai bambini perchè sviluppa la fantasia e la manualità.

L’idea del libro  è nata pian piano proprio durante i suoi laboratori  con i bambini, dove la manualità generalmente è sempre abbinata alla chiacchiera magari in sardo .

Spero di riuscire ad avvicinare più bambini possibile – dice Monica “. “Il libro non ha la pretesa di insegnare il sardo scritto ai bambini ma di farli appassionare al suono delle parole e al gioco che se ne può fare”.

L’argomento principale di questo volumetto è la fattoria con i suoi animali, e nel libro si trovano le indicazioni per la creazione di un animaletto in plastilina.

Ho deciso di regalarlo ad una mia nipotina abbinandoci un bel pacchetto di plastilina Pongo.

Monica Tronci

Questa è la pagina Facebook per contattare l’autrice ed eventualmente prenotare un corso di plastilina.

https://www.facebook.com/monica.tronci


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Giovedì 5 dicembre 2013 – ore 17.30 – Foyer Respighi del Teatro Comunale di BolognaMarco Beghelli e Piero Mioli presentano il libro:

TENORE ALL’OPERA

Profili seri e divertenti di grandi maestri del Melodramma 

di Cristiano Cremonini - Edizioni Pendragon

Partecipano all’incontro:

Fulvio Macciardi, Direttore Area Artistica del Teatro Comunale di Bologna

Marco Monesi, Sindaco di Castel Maggiore

Belinda Gottardi, Assessore alla Cultura della città di Castel Maggiore
Progetto ideato e realizzato dall’Assessorato alla Cultura della città di Castel Maggiore

A chi mi chiede se sono tenore rispondo prontamente che faccio il tenore ma non lo sono… Chissà come è visto un cantante lirico oggi… A volte mi sento un po’ archeologo… sì, un nostalgico, orgoglioso archeologo della musica, che veste in blue-jeans e maglietta e spesso si diverte (tanto), accennando (di nascosto) un motivo pop rock.”

Rossini era un uomo pigro? È vero che Bellini eccelleva in tutto? Perché Verdi vedeva nero?
E ancora: cosa rende sempre attuali le loro opere e i loro personaggi?…

Questi e molti altri i quesiti a cui l’autore risponde in un viaggio sincero, appassionato, spesso ironico ma documentatissimo nel “favoloso” mondo del melodramma italiano.

Cremonini traccia una breve storia del teatro d’opera italiano più popolare e rappresentato, quello ottocentesco robustamente divaricato fra Rossini e Puccini, con una dose notevolissima di quotidiana conoscenza, dicasi pure di preparazione e cultura specifica… un mosaico sempre sospeso fra humour e passione, dove i due poli non fanno nessuna fatica a toccarsi sensibilmente e ripetutamente. 

Piero Mioli

Di seguito una mia video-intervista a Cristiano Cremonini realizzato lo scorso maggio durante una rappresentazione di Otello al Teatro Lirico di Cagliari con la direzione di Giampaolo Bisanti


YouTube Video

 

 

 

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Quando ho cominciato a leggere l’incipit di questo libro ho avuto subito una sorta di flash back della mia carriera di artista del coro, già abbastanza lunga da dover cominciare a pensare al momento dello stop, inevitabile per tutti. Ogni cosa, ahimè, ha un inizio e una fine.

Per chi come me ha sempre voglia di imparare e sperimentare, il dopo ha già tanti progetti, tante idee che in qualche modo possono allontanare la tristezza della chiusura di un ciclo. Questo avviene quando si è in salute, ma se questa dovesse essere malferma, allora il pensiero va ai luoghi d’accoglienza , quelli che anticamente chiamavamo ospizi. E’ vero, le cose sono cambiate, ci sono luoghi davvero belli, ma non sono adatti a tutti. Ad esempio per un musicista . Uno che ha fatto musica tutta la vita non può stare in una casa dove non si respira musica e Giuseppe Verdi questo lo sapeva bene ed è per questo che ha voluto fortemente creare un luogo dove i musicisti continuassero a sentirsi tali; dove il pianista contina a suonare,  la cantante a vocalizzare e magari a preparare ancora giovani artisti al debutto.

In questo libro di facile lettura intitolato PARLO D’AMOR CON ME , si capisce da subito che quel respiro condiviso rende meno problematico il passaggio.

Credo che arriverò velocemente all’ultima pagina e credo che lo consiglierò vivamente ad amici e colleghi.

 Il libro

«Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio»: così scrive Giuseppe Verdi in una lettera. Unica al mondo nel suo genere, la casa di riposo voluta dal grande Maestro – che le destinò la propria eredità – aprì i battenti nel 1902: oggi tutti a Milano sanno dove si trova Casa Verdi, tra le cui mura austere e accoglienti vivono decine di musicisti anziani e non solo.

È in questa Casa speciale che Paola Calvetti sceglie di immaginare la vita di Ada, eccentrica cameriera che cova un sogno nel cuore: un personaggio “emarginato” e struggente, come Rigoletto, come Violetta, come tanti altri che Verdi rese immortali nelle sue opere. Muovendosi in punta di piedi, Ada conosce tutti gli ospiti e di tutti “colleziona” le vite ardenti. Piera, che muove ancora con grazia le mani sul pianoforte, Kimiko, soprano giapponese, Luisa, la famosa Annina che cantò nella Traviata insieme a Maria Callas, Ferro, il violinista gentiluomo che in gioventù spezzò decine di cuori, e gli altri si preparano…

L’autore

Paola Calvetti, giornalista, ha lavorato alla redazione milanese del quotidiano “la Repubblica”. Dal 1993 al 1997 ha diretto l’Ufficio Stampa del Teatro alla Scala e, in seguito, è stato direttore della comunicazione del Touring Club Italiano. Oggi scrive per il “Corriere della Sera” e il settimanale “Io Donna” e cura la Posta del cuore del settimanale “TuStyle”. Finalista al premio Bancarella con il romanzo d’esordio, L’amore segreto, nel 2000 ha pubblicato L’Addio, nel 2004 Né con te né senza di te, nel 2006 Perché tu mi hai sorriso (tutti oggi in edizione ebook Mondadori) e nel 2009 Noi due come un romanzo (Mondadori), seguito nel 2012 sempre per Mondadori da Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili.

 

 

 

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Leggi precedente

Che l’Italia musicale intera fosse in fibrillazione per l’imminente prima rappresentazione assoluta de I Shardana basta leggere la rassegna stampa dell’epoca riportata nel presente volume, che testimonia con innegabile evidenza la notorietà, il prestigio e la stima di cui Porrino godeva allora nel nostro paese, e non solo come compositore ma anche come direttore d’orchestra e critico musicale. Non va dimenticato inoltre, che all’epoca della rappresentazione de I Shardana Porrino ricopriva ormai dal 1936 l’incarico di docente di armonia principale e contrappunto nel Conservatorio di Santa Cecilia e dal 1951 quello di professore ordinario di composizione nella stessa istituzione romana a cui si aggiunse, dal 1956, anche quello di Direttore del Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari e di Direttore Artistico dell’Ente Lirico e dell’Istituzione dei Concerti.

Ma intanto arriva il giorno della prima e a Porrino viene affidata anche la direzione d’orchestra per un’improvvisa indisposizione del Maestro Gabriele Santini. Alcuni tra i maggiori cantanti lirici dell’epoca (Ferruccio Mazzoli, Gonnario, Giulio Mastrangelo, Orzocco, Luisa Malagrida, Bèrbera Jonia, Irene Compañez, Nibatta, Piero Guelfi, Norace e Antonio Galiè, Perdu). interpretano magistralmente i personaggi del dramma musicale porriniano. L’opera viene accolta dal pubblico in modo trionfale, il giudizio della critica, specialistica e non, è estremamente positivo, Ennio Porrino è il «musicista dell’anno» (Mondo Lirico).

I Shardana, replicata con altrettanto successo di pubblico nello stesso teatro partenopeo il 25 e il 28 della settimana successiva, è «l’opera dell’anno» (Mondo Lirico). Leo Levi affermerà: «Il sogno del maestro Porrino, quello di dare vita al lontano mondo d’una remota Sardegna, non intesa nel senso folcloristico bensì nel suo aspetto più genuino e caratteristico scevro da ogni convenzionalità, si è avverato con la rappresentazione de I Shardana […]. Questa nostra breve introduzione è un preludio di un finale facilmente arguibile: è un’opera ben riuscita che provederà senza scosse nel suo cammino […]. Abbiamo premesso che quest’opera si inserirà senza troppe “gomitate” nella piccola folla delle sue più note consorelle; ne siamo certi perché indipendentemente dalle sue prerogative artistiche, quest’opera ha il pregio di amalgamare una vasta gamma di variazioni sinfoniche sì da suscitare la sensazione d’ascoltare tutto un mondo musicale, dall’800 al contemporaneo, il tutto in una mirabile fusione armonica e di facile assimilazione. Non poteva esservi varo più felice, per questa creazione concepita con arditezza e modernismo, di quello avvenuto il 21 scorso al nostro Teatro. L’ampio consenso del pubblico, manifestato con prolungate ovazioni, ha superato ogni aspettativa. Più volte chiamato alla ribalta, il maestro Porrino, nella sua innata semplicità, appariva commosso e quasi timoroso di aver suscitato tale entusiasmo. Ma la vittoria non è soltanto sua; è anche degli interpreti, della regista e di tutti coloro che hanno lavorato con zelo per conseguirla» (I Shardana: un capolavoro di Ennio Porrino, in: Mondo Lirico).

Dopo l’improvvisa morte del compositore (Roma, 25 settembre 1959) l’opera venne rappresentata il 18 marzo del 1960 nel Teatro Massimo di Cagliari, città natale di Porrino, e replicata il 20 della settimana successiva con vivissimo successo di pubblico e di critica. Anche in quest’occasione una “vittoria” tale da prevedere un futuro certo. Parve quasi che I Shardana per un attimo potesse divenire un’opera lirica canonica: «Ci sembra che uno spettatore abbia colto nel segno, quando in un intervallo de I Shardana, affermava ascoltatissimo e rispettatissimo da tanti numerosi gli stavano intorno, che il teatro in musica italiano da trentacinque anni a questa parte, dal tempo cioè della Turandot di Puccini, aveva sofferto anemicamente tra i tanti e quasi sempre sfortunati tentativi, sino a fare languire l’opera lirica, divenuta un personaggio pressoché secondario nell’attività teatrale, proprio nella patria dei Verdi, dei Puccini e dei Mascagni. Ora, secondo quello spettatore, insospettabile di “sardismo” perché continentale – si trattava, infatti, di un nomade superstite sognatore che insegue le stagioni liriche in Italia e che aveva raggiunto Cagliari al richiamo di un’opera nuova, poiché aveva mancato all’appuntamento napoletano de I Shardana – l’opera di Porrino colmava quel trentacinquennio di assenza, di vuoto nel teatro italiano. “Vedrete, egli diceva, ammiccando con convinzione un amico sardo, che I Shardana non si fermeranno a Cagliari. I Sovrintendenti dei maggiori teatri la includeranno presto nei propri cartelloni e presto se non prestissimo l’opera di Porrino spiccherà il volo anche per l’estero”. Possiamo sottoscrivere in pieno quanto lo sconosciuto e disinteressato nomade continentale andava dicendo de I Shardana che si è conclusa ieri sera al Teatro Massimo con un autentico trionfo» (L’Unione Sarda, Cagliari, 19 marzo 1960).

Stralcio tratto da

  In copertina: Bozzetto di Màlgari Onnis per il primo atto  dell’opera lirica di Ennio Porrino, I Shardana

 

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Chissà quanti di noi hanno ancora vivo il ricordo delle belle filastrocche dell’ infanzia!

Quasi sempre queste nascono spontaneamente ad opera dei genitori soprattutto quando i loro piccoli hanno difficoltà a prendere sonno. Ed ecco quindi la nenia dolce  inventata o tramandata  dai nonni, e cantata  da mamma o  papà, in maniera ripetitiva .

Spesso, molte filastrocche hanno anche lo scopo di insegnare ai piccoli  le semplici regole di vita: dall’ordine nell’alimentazione a quello personale e della cameretta, e ancora, i giochi con i compagnetti e il rispetto delle regole per le cose e per animali domestici .

In pochi versi le regole d’oro.

Ho avuto in regalo un libretto di filastrocche, un vero gioiello creato da una mamma che le ha scritte prendendo spunto proprio dai momenti della giornata passati con la sua piccola Sara.

Un mamma indubbiamente creativa e di talento perchè oltre ad aver inventato tante filastrocche le ha poi raccolte e descritte con i suoi stessi disegni. Un libro che consiglio vivamente sia per la varietà e fantasia dei versi che per la bellezza delle immagini . Un modo per ampliare il repertorio  da utilizzare con i propri bambini. Se poi le mamme hanno anche  un po’ di musicalità,  ecco che si possono di volta involta proporre anche con semplici melodie.

L’autrice è Lidia Licheri  e il titolo è “Che giornata Sarà?”, edito dalla casa editrice Domus De Janas.

 

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Voglio consigliare vivamente ai miei lettori la lettura di un libro che si intitola “Porta di speranza” . L’autrice si chiama Maria Cristina Manca ed è cagliaritana. Vi posto di seguito la recensione del giornalista Mariano Cuccu.

 

 

 

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Ieri sera Gianluca Floris , tenore- scrittore sardo, ha presentato a Cagliari il  romanzo  “La Preda”, uscito nel 2006 per Mondadori, nella versione  e-book edito dalla casa editrice Edizioni di Karta, che si occupa, appunto, solo di e-book.
- “Assieme alla mia agenzia letteraria Kalama abbiamo fortemente creduto e continuiamo a credere nel settore “libro elettronico” per una serie di motivi.
So già quello che state pensando: il libro cartaceo è bellissimo, non passerà mai, l’elettronica è inumana, i numeri degli ebook sono bassissimi, ecc. ecc.
Io, per essere chiari, sono uno che ha tutte le pareti di casa ricoperte da librerie cariche (tranne una) e sono il primo ad adorare i volumi cartacei e che ne tesse le lodi anche tecnologiche (il libro è uno strumento tecnologicamente più avanzato di qualsiasi e-reader).

Nonostante tutto questo, credo però che il mercato dei libri elettronici nel giro di tre/cinque anni esploderà, con buona pace degli editori tradizionali e dei distributori che dovranno per forza inseguire.
Credo che sia uno strumento interessante per superare la logica distributiva che fa scomparire i libri dagli scaffali in breve tempo, se non raggiungono una quantità di vendite sufficiente.
Un e-book invece è sempre disponibile e lo potrete sempre scaricare come succede con un altro mio e-book già edito con la CUEC editrice.
Lo si può scaricare in qualsiasi parte del mondo e questo apre mercati come quello americano, dove i lettori in lingua italiana sono veramente tantissimi. Offre possibilità di penetrazioni in altri mercati con traduzioni ad hoc con spese decisamente ridicole.

Detto tutto questo, compratelo!

Costa solo € 3,99 ed è una storia dura, piena di cattivi travestiti da buoni e di gente giusta travestita da gente sbagliata. Sardegna oleografica, Sardegna sorprendente, Eroi, bastardi, uomini duri, uomini vigliacchi, uomini morti da tempo.

Una storia di donne che da sole saranno il futuro, perché loro è la forza, loro la volontà
Compratelo!”

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IMG_1395Una bella serata culturale quella di ieri sera al Cotton Bar di Cagliari per la presentazione dell’ultimo libro di poesie di Ignazio Salvatore Basile:

“Canti di libertà, di solitudine e d’amore”. L’autore ha voluto che la parte musicale dell’evento si ispirasse all’America latina.
Questa scelta non è stata casuale in quanto parte di questa raccolta di poesie è stata concepita in Colombia e per la precisione a Bogotà.

presentazione libro

Ignazio Salvatore Basile

Ho quindi eseguito alcuni brani famosi della musica latino-americana in voga negli anni 40, accompagnata al pianoforte da Barbara Mostallino e alle percussioni da Jonathan Tanca.

Alessandra Atzori

Alessandra Atzori

Barbara Mostallino

Barbara Mostallino

Jonathan Tanca

Jonathan Tanca

L’attrice Antonella Maddaluno ha presentato la serata e recitato alcune poesie alternandosi con l’autore .

Antonella Maddaluno

Antonella Maddaluno

A tutti gli artisti sono stati donati splendidi ed originali bouquet floreali

e al poeta una targa ricordo

Basile targa ricordo

bouquet

bouquet

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Raramente guardo la TV, poche infatti ormai sono le trasmissioni che mi attirano.

(continua…)

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«La fine di Via col vento faceva sempre piangere mia nonna.

(continua…)

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Finalmente è arrivato il giorno della presentazione del libro di Aldo Mentasti:
LA MIA CASA E’ IL CIELO
Un libro che non vedo l’ora d leggere perchè l’argomento trattato è veramente interessantissimo.
Dopo anni di sacrifici e di ricerche, Aldo è riuscito a pubblicare il suo libro che parla dell’Aldilà.
Si, avete capito bene.
So che questo libro è il frutto di una grande ricerca anche spirituale, fatta di confronti con sacerdoti, persone che dopo il coma hanno raccontato, studi scientifici, conferenze, congessi ecc. ecc.
Adesso non vedo l’ora di leggerlo, poi ne riparleremo.
Comunque il mio caro amico, vuole tutti, dico tutti i suoi amici (sono centinaia) per questa bella festa che farà domenica 4 marzo e che coincide col suo compleanno.
Reputo Aldo un Artista con la A maiuscola perchè è veramente completo.
Ci conosciamo ormai da quasi 30 anni e di lui colpisce la sensibilità e la capacità di stupirti ogni volta con le sue arti.
E’ un grande fotografo artistico (le sue mostre sono state sempre un grande successo, e rappresentano la natura nelle forme più spirituali) è un poeta, (le sue poesie ti prendono il cuore in maniera forte) è uno scrittore molto originale nelle sue scelte.
Leggete il suo libro e non ve ne pentirete!
ANZI, VI ASPETTO PER UN DIBATTITO sul mio blog!

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Se siete amanti di noir, vi consiglio un libro veramente avvincente:
LA PREDA” di Gianluca Floris edito da Mondadori.
Il tenore- scrittore sardo è al suo terzo libro, dopo “I maestri cantori” e “Il lato destro” da cui è stata tratta una piece teatrale.

Gianluca Floris ne “La PREDA” racconta la Sardegna come fosse un film di Fritz Lang, dove lo scontro è tra cattivi e più cattivi ancora
Paolo Mereghetti

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