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DESCRIZIONE DELL’AREA LAVORATIVA
Rif. Eures Milano 4Fun Costumista
Rif. Cliclavoro 0000014011000000000269362

Azienda di animazione 4FUN collabora con i più prestigiosi tour operators, catene alberghiere, resorts, società di eventi ed opera in tutto il mondo cerca COSTUMISTI.

Periodo: minimo continuativo di 3 mesi
Benefit: Voli a/r, uniformi, vitto e alloggio
Destinazioni: Egitto-Sardegna
Compenso mensile 500-800

Caratteristiche richieste per il ruolo:
- esperienza e abilità come sarta
- ottime capacità gestionali
- esperienza di gestione di una costumeria
- buona resistenza fisica al lavoro
- età minima 20

COME CANDIDARSI:
Se ritenete di essere idonei e siete interessati a candidarvi per questo ruolo, dovete inviare il cv dettagliato con Foto intera alla mail: eures@provincia.milano.it
AZIENDA
Offerte Redazione Studenti.it

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Era un giorno di settembre, più o meno come quello di oggi, molto grigio, ma non era grigio per me che stavo per cominciare un’avventura che continua ancora oggi. Avevo ricevuto una telefonata che mi annunciava l’inizio del mio lavoro, quello di Artista del coro nel teatro più importante della mia regione: Il Teatro lirico di Cagliari. L’emozione era tanta, la paura pure, soprattutto quella di non essere all’altezza di questo posto, e l’incontro con i colleghi tutti molto più grandi di me.

Per fortuna, quel giorno, non ero sola perchè con me era stata chiamata anche la mia compagna di studi. Cominciavamo insieme, complici e contente di quel posto tanto ambito, dopo aver concluso gli studi musicali solo qualche mese prima.

Ricordo che fummo accolte con un sorriso un po’ da tutti. Molti ci avevano sentito alle audizioni e si complimentavano con noi per il risultato ottenuto.

Appena entrate in sala ci è venuto incontro il maestro del coro, un omone alto, dall’aspetto burbero, che ci ha indirizzato verso le nostre sezioni e i nostri posti, consegnandoci gli spartiti e facendoci sedere al fianco delle colleghe più anziane  per sentirci in qualche modo protette e guidate.

Si provava l’Otello. Era un’opera di repertorio per tutti meno che per me che dovevo leggere a prima vista lo spartito, ma con la collega esperta al fianco mi sentivo tranquilla. Tranquilla si fa per dire ….ma non da subito. Infatti, appena il maestro ha dato l’attacco, il coro è esploso in una quantità di suono talmente grande da esserne avvolta  al punto che l’emozione mi ha  letteralmente bloccato le corde vocali. Ho cominciato prima a lacrimare senza controllo e poi a singhiozzare  in maniera irrefrenabile. La causa era sicuramente per l’immensità di quella musica verdiana e soprattutto la presa di coscienza che stavo cantando per lavoro , la mia grande passione da sempre, e che sarei stata pagata per farlo! Un lavoro che ancora oggi prosegue, anche se ormai è sulla dirittura d’arrivo, e che non ho mai pensato, neanche per un minuto, di abbandonare o di odiare, ma che ho sempre soltanto amato immensamente.

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Cala il sipario sul Festival di Sanremo dopo la proclamazione del vincitore Marco Mengoni.

Personalmente avrei gradito la vittoria dei Modà, perchè come pochi mi hanno trasmesso emozioni. Ma sappiamo che il televoto, (che nelle antiche edizioni non esisteva), può modificare e decidere ciò che la giuria tecnica stabilisce dietro un’attenta valutazione degli elementi: voce, interpretazione, intonazione, qualità del testo e della musica.

Comunque saranno le vendite sul mercato discografico (o virtuale) a stabilire il vero vincitore del 2013.

Che dire…C’è chi il Festival non lo guarda, giustamente perchè non gli piace, chi invece se lo spulcia, come me, e chi invece lo subisce.

Da noi la tradizione “tutti sul divano davanti alla TV” si è ripetuta anche stavolta con  la variante che insieme a noi c’erano PC, IPAD e SMARTPHONE per poter sentire in diretta il parere di amici e parenti. Il tifo, in generale,  era soprattutto per Elio e le storie tese che si è portato a casa ben due premi: migliore arrangiamente e premio della critica. Artisti geniali e originali oltre che per le canzoni anche nei travestimenti. Infatti il gruppo si è presentato prima con delle teste malformate versione Frankstein, e poi in versione  “tutti obesi“. Un plauso particolare deve andare assolutamente ai professionisti fuori scena come  i truccatori e i sarti che hanno saputo trasformare bene questi artisti. Il trucco teatrale è un settore davvero sorprendente. Ci sono dei grandi maestri-professionisti della trasformazione ai quali sarebbe stato giusto dare un premio. Non parlo solo di per il gruppo di Elio, ma anche per tutti gli altri artisti sul palco.

I truccatori , quelli televisivi,hanno un compito importante perchè l’immagine di un artista, al primo impatto, è  importante quanto la canzone. Quando ero ragazzina, per prima cosa mi colpiva l’immagine, poi la voce e dopo il testo.

Voglio fare i miei complimenti anche ai giovani ma in particolare alla mia conterranea Ilaria Porceddu che ha ben figurato.Una bella voce, un bel testo e una buona interpretazione, completati da una bella presenza associata ad  un look elegante e raffinato. I mie complimenti e l’augurio di una bella carriera perchè se la merita tutta.

Due parole sui presentatori.

Fazio e Littizzetto è sicuramente un’accoppiata vincente. Personalmente non gradisco certe volgarità di cui la Littizzeto fa uso . Lei è brava e intelligente e sono sicura che anche senza,  riuscirebbe  a mantenere viva l’attenzione del pubblico. Purtroppo dicasi lo stesso di Fazio che la spalleggia ma con un finto moralismo.

Da non lasciar cadere nel vuoto l’appello dei colleghi dell’Orchestra di Sanremo che , tramite un mega cartellone letto dalla Littizzetto, hanno sottolineato le difficoltà che anche il loro teatro sta attraversando , con a rischio tanti posti di lavoro.

Gian Mattia D’Alberto / lapresse
04-02-2013 Sanremo IM
spettacolo

 

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Chi decide della nostra vita di musicisti?
A chi diamo mandato per mandarci tutti a casa?
Le eccellenze culturali come le Fondazioni Lirico sinfoniche in Italia che hanno avuto padri fondatori del calibro di Toscanini, in mano a politici che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando!!
Ma stiamo scherzando??
L’ Italia sta diventando la barzelletta d’Europa.
La lirica Italiana, e parliamo dei nostri autori…dei nostri meravigliosi artisti, una produzione che ha reso il nostro paese famoso nel mondo e che ha creato intorno a questo meraviglioso mondo anche un indotto di enorme importanza economica, in mano a politici di abissale ignoranza in merito al nostro settore, politici che evidentemente non si rendono conto dello sfregio culturale inferto a tutti noi che in questo mondo ci viviamo, lavoriamo, abbiamo fatto sacrifici enormi per arrivare all’altissima professionalità che serve per suonare uno strumento, cantare un brano lirico, montare una scena, creare un costume, inventare una scena, illuminare i sogni!!!!
Ma con chi stiamo parlando??
Mi chiedo quale Paese civile, indegno di tal nome, si priva di una delle realtà più luminose della sua storia, realtà che lo ha reso un Paese rispettato e adorato nel mondo!!
Con chi stiamo parlando???
In nome della crisi non si può smantellare la storia del nostro Paese. Equivale a voler smantellare le fondamenta della nostra Costituzione!!
Caro politico indegno, che stai minando la nostra realtà fatta di persone che svolgono un lavoro altamente specializzato, persone che nel loro lavorare insieme creano sogni, creano cultura e tengono alto il nome del nostro paese, caro politico indegno di portare questo nome in virtù di scelte miopi e idiote, ti rendi conto caro politico indegno che stai facendo un errore che si ripercuoterà nel futuro di tutti noi, nella società civile, e che manderà a casa migliaia di lavoratori ?? Ma quanti sono i musicisti in Italia?? Quanti sono i lavoratori dello spettacolo in Italia?.
Siamo pochi e produciamo moltissimo da anni per tenere alta l’immagine di questo paese!!
Caro politico indegno di portare questo nome, ti rendi conto che uccidendo il Teatro Lirico fai morire la nostra storia, fai morire il nostro amore per i giovani che non avranno mai più la possibilità di elevarsi culturalmente, di elevare l’anima e lo spirito con la musica e i sogni che vengono creati nei nostri palcoscenici italiani.
Mi rivolgo invece a te politico illuminato…Rifletti e combatti questo scempio che si vuole perpretrare in nome del nulla, in nome di un risparmio che poco avrà a che fare con il risollevarsi dalla crisi e molto avrà a che fare con la volontà di renderci tutti più brutti e ignoranti!
Mi rivolgo a te politico illuminato che ancora nel tuo sangue fai scorrere forse le note di Verdi, Puccini, Wagner, Mozart e tanti altri meravigliosi autori che avrai sentito da bambino. magari in una ninna nanna, forse avrai ascoltato alla radio o forse avrai amato a Teatro, immergendoti per quelle due ore di spettacolo che per noi significano anni di studio, di sacrificio e di vita…Caro politico illuminato ti chiedo da umile musicista di renderti più significante per tutti noi e combattere questa proposta orrenda di legge che ci vedrà chiudere tutti a uno a uno…
Questa legge indegna che vuole dare la responsabilità della gestione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche alle Regioni che in questo momento storico non possono permettersi un esborso economico pari al cinquanta per cento del finanziamento statale detto Fondo unico dello spettacolo e che finora è stato a carico dello Stato.
Abbiamo sofferto noi lavoratori dello spettacolo lirico in questi anni, abbiamo tagliato il tagliabile, hanno ridotto all’osso i finanziamenti per questo settore…. ora con questa legge vergognosa ci vogliono eliminare per sempre.
Come le candeline all’arena di Verona che si spengono un po alla volta nelle sere d’estate, solo che per noi si spegneranno per sempre…e purtroppo non si riaccenderanno mai più!!!

Silvia Russo – Artista del Coro – Teatro verdi – Trieste

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Non ho mai nascosto la mia simpatia per la brava cantante Arisa. La sua voce cosi’ intonatae e musicale le ha permesso di continuare la sua ascesa nel mondo della musica leggera. Già concorrente di due passate edizioni di Sanremo, Arisa quest’anno parteciperà ancora (con un look tutto nuovo), ed avrà l’onore di duettare  col grande Josè Feliciano.

Amo il festival di Sanremo e mi spiace sentire le polemiche che lo circondano. Tanti colleghi dell’orchestra precari, in quest’occasione, possono lavorare e mettere da parte un po’ di soldi per i periodi neri.  Ma in generale è una grande macchina che dà lavoro a tantissima gente.

Ci sarà anche qualcuno a cui non interessa, ma la visibilità a livello mondiale di questa manifestazione porta alla nostra nazione comunque, una buona fetta di introiti pubblicitari che in questo momento di crisi può fare solo piacere.

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E’ ormai un’abitudine che le Regioni promuovano e finanzino tirocini. A torto o a ragione, sono considerati buoni strumenti non solo per la formazione, ma anche per l’inserimento lavorativo. Alcune scelgono di farlo con criterio, operando un controllo serrato sulla qualità dei percorsi formativi e sull’esito occupazionale. Altre meno. Altre per niente. E poi c’è la Sardegna.
Qui è appena partito un programma di tirocini denominato “Voucher TFO 2011″, che la giunta, guidata da Ugo Cappellacci, ha dotato di un finanziamento molto significativo: quasi 10 milioni di euro. Questi soldi andranno a finanziare circa 3mila tirocini sul territorio: ciascuno di essi sarà promosso dall’Agenzia Regionale per il Lavoro, durerà sei mesi con un impegno di 32 ore settimanali, e potrà essere svolto solo da persone NON giovani. Esatto: il bando è aperto esclusivamente a persone «maggiori di 26 anni» e «di 30 anni se laureati». E già qui le opzioni sono due: o chi ha scritto e approvato il regolamento dell’iniziativa ha confuso «maggiore» con «minore», dimostrando incompetenza e sciatteria fuori dalla norma, o siamo di fronte a un caso più unico che raro, in cui un’amministrazione sceglie di incentivare l’utilizzo dello stage per la formazione e l’occupazione non dei giovani, bensì degli adulti (che di stage non avrebbero probabilmente bisogno).
Eppure non è quello dell’età, di cui si sta già peraltro occupando un consigliere regionale del PD, l’aspetto più preoccupante dei TFO 2011 sardi. Il problema vero è che questi tirocini sono per la stragrande maggioranza per mansioni di basso profilo, in settori commerciali e d’impresa nei quali la formazione necessaria è molto veloce e si diventa subito operativi. Insomma per mestieri per i quali non c’è affatto bisogno di fare tirocinio.
Qualche esempio? Un tirocinio a una stazione di servizio, per imparare alternativamente a fare il benzinaio e il tabaccaio (annuncio n° 76). Uno per fare l’operatore di raccolta differenziata (annuncio n° 211) occupandosi tra le altre cose di «svolgere attività di manutenzione ordinaria o straordinaria su impianti», «imballare materiali» e «pulire gli ambienti o i locali». Un tirocinio per fare l’idraulico presso una Asl, un altro per fare l’autista (sempre per la stessa Asl). Uno addirittura per imparare il mestiere di camionista: «il tirocinante effettuerà attività di trasporto, con sede operativa nella provincia di Nuoro e raggio operativo in tutta la Sardegna». A questo annuncio fa eco quello di un’azienda di trasporti e montaggi che cerca un autista-montatore che «svolgerà attività di trasporto e spostamento merci e montaggio arredamento». Ci sono anche offerte per aspiranti muratori (annuncio n° 583: «progetto formativo riguardante pulizia delle aree verdi e piccoli interventi di muratura e idraulica»), edicolanti (annuncio n° 476), operai. Alcuni caseifici propongono percorsi di stage per «addetto alla produzione di formaggi e ricotte»; vi sono addirittura una cooperativa agricola che offre un tirocinio per il profilo professionale del «bracciante agricolo» e una lavanderia che cerca una «stiratrice».
E poi una vera e propria pioggia di tirocini per fare i camerieri in bar, pizzerie, ristoranti: il più triste è forse l’annuncio n° 910, in cui una pizzeria propone sei mesi di stage per imparare a fare «l’inserviente di cucina». Al contrario il n° 453 recita pomposamente che «la formazione e l’orientamento saranno finalizzati all’acquisizione di capacità teorico/pratiche nella produzione, preparazione e vendita di gelati, nella preparazione di crepe e snack, nella caffetteria e nella gestione sala/clienti». La fantasia non manca nemmeno ai proprietari di un’impresa di pulizie che per indorare la pillola descrivono così il tirocinio proposto: «finalizzato all’apprendimento di base per quanto riguarda le varie procedure di intervento del servizio di pulizia, mediante l’illustrazione dei seguenti argomenti: principi della detergenza; uso dei detergenti; metodi di lavaggio (sistemi manuali e meccanizzati); pulizia e sanitizzazione dei servizi igienici». Proprio questo annuncio ha fatto indignare i lettori della Repubblica degli Stagisti, che sul wall del gruppo FB hanno postato vive proteste.
Scorrendo una per una le 38 pagine di annunci pubblicati sull’agenzia Sardegna Tirocini si scopre che i più richiesti sono i commessi – per supermercati, discount, negozi. Molti annunci anche per magazzinieri (anche con mansioni di «carico e scarico») e panettieri, senza dimenticare ovviamente il settore turistico, molto importante per la regione: banconisti in agenzie di viaggio, receptionist e portinai negli alberghi.
Non mancano gli annunci in cui i datori di lavoro si dichiarano esplicitamente alla ricerca di persone «esperte» – come nel caso dell’annuncio n° 556, che cerca una «ragazza esperta in caffetteria», o dell’annuncio n° 544 che recita «è richiesta esperienza in contabilità, gestione aziendale e paghe, familiarità con il web e software gestionale». E perché mai una persona così esperta dovrebbe essere interessata a un tirocinio?
La sensazione è quella di essere di fronte a uno scherzo di pessimo gusto.I pochi tirocini formativi veramente validi, come quello in cui il teatro lirico di Cagliari offre sei mesi di formazione a un aspirante direttore d’orchestr a, si perdono nel mare magnum delle offerte di piccolo e piccolissimo cabotaggio.
Resta da capire chi ci guadagnerà davvero dal programma Voucher TFO 2011. Certo, ogni tirocinante riceverà 500 euro al mese dalla Regione Sardegna. Ma il vantaggio maggiore ce l’avranno senza dubbio tutte quelle aziende che potranno disporre di una o più persone in più, in maniera totalmente gratuita e senza alcun vincolo di assunzione.
Per quanto tempo ancora dovremo assistere ad un tale sperpero di denaro pubblico? Allo spettacolo avvilente di istituzioni che preferiscono distribuire da una parte un’elemosina a qualche migliaio di adulti in età da lavoro e dall’altra una sponsorizzazione a imprese talmente poco solide da non poter pagare nemmeno un rimborso ai propri stagisti? Veramente non c’era un modo migliore per spendere 10 milioni di euro, in questo periodo di crisi nera dove le risorse a disposizione sono risicatissime? Non sarebbe stato meglio investire per migliorare il sistema di collocamento e il flusso domanda-offerta di lavoro nei centri per l’impiego sardi? Per strutturare dei percorsi d’inserimento professionale per i giovani attraverso l’apprendistato? Per finanziare start-up in grado di creare veri posti di lavoro nel futuro e portare finalmente sviluppo in una regione in difficoltà?
Invece no. Si è scelta come sempre la via della facilità, forse sperando che questa elemosina generalizzata valga domani come capitale elettorale; sicuramente umiliando oggi migliaia di giovani sardi perbene – che giustamente aspirerebbero a qualcosa di più di un tirocinio come stiratrice o venditore di scarpe. Prendersi realmente la responsabilità di governare un territorio attuando politiche utili a lungo termine, quella è un’altra cosa.

Di Eleonora Voltolina – 16 dicembre 2011

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Ieri sera ho incontrato un’amica che non vedevo da qualche decennio. Dopo esserci ricordate dei tempi andati , siamo passate ai nostri rispettivi lavori. Si ricordava del mio lavoro a detta sua molto “particolare”.

“Ma canti sempre?” Ma sei anche pagata?

Quell’”anche” mi ha un tantino stupito.

Le ho risposto che, essendo una professione per la quale ho studiato tanti anni, e avendo superato un concorso specifico, anche io ho uno stipendio.

“Mah! Credevo che questo non fosse un lavoro vero e proprio. Mi sembra che cantare, sia più un passatempo”.

Vabbè, ho sorvolato sul “passatempo”. Poi ha aggiunto:

“Ma adesso, ad esempio, cosa stai facendo”

Le  ho spiegato che in questi giorni stiamo rappresentando la Carmen di Bizet , ed ha voluto che le accennassi il “motivetto” più popolare.

“Che bello, la conosco anche io, questa è la musica di Aiax”!!!!!

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E vabbè, ogni canale può essere d’aiuto per diffondere la musica. Sono certa che d’ora in poi la mia amica non scorderà più  che

Igiene sì, fatica no!”, non erano altro che le celeberrime note dell’Habanera dell’opera “Carmen” di Bizet per pubblicizzare il detersivo Aiax. Erano gli Anni ’80


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torta-5-anniEbbene si, oggi è il mio 5° compleanno da blogger. Chi l’avrebbe detto che cinque anni fa, cominciando questa avventura, sarebbe durata tanto!

Devo dire che quando ho iniziato non sapevo davvero a cosa stavo andando incontro. Questo per me era un mondo totalmente sconosciuto. Avevo si una grande passione per la tecnologia, per il PC e soprattutto una grande curiosità per internet, ma non sapevo assolutamente cosa fosse un blog. Ho scoperto poi che noi  blogger siamo  i testimoni del tempo, della storia che passa, con i nostri diari, la nostra cronaca spontanea di ciò che viviamo in prima persona.

Ho imparato a documentare anche con foto e video. Quando ho iniziato rimanevo affascinata da quei blog ricchi di immagini , di luci e colori e di effetti grafici. Pian piano anche io ho acquisito, da autodidatta, nozioni di htlm, css, jpg, wmw, avi e tutto ciò che è linguaggio tecnicologico. Piccole dosi che mi hanno permesso di mandare avanti il mio diario virtuale in totale indipendenza. Tornando a ritroso, ho ritrovato  tanti momenti gioiosi e tristi della mia vita quotidiana con le mie figlie, e soprattutto della mia vita artistica. La lotta per la salvaguardia del nostro teatro e della cultura in genere che, ahimè, continua ancora.

Ho conosciuto tanti amici ma, sembra strano a dirsi, c’è anche chi mi ha tolto il saluto. Purtroppo quando si scrivono pagine personali e si parla in maniera generica di questo o quel fatto,  c’è chi si sente colpito in prima persona anche se questo non era un riferimento diretto. Cose che capitano.

La cosa certa è che, quando ho aperto il mio blog stavo affrontando un momento di salute molto difficile  che ho superato proprio grazie ad esso, scrivendo e confrontandomi con i tanti amici che ho incontrato sul web  e che stavano vivendo o avevano superato il mio stesso problema.

Qualcuno mi ha anche criticato per come scrivo, per il mio italiano scorretto. Quel qualcuno non conosce lo scopo del blog , voce diretta del popolo  fatto da un linguaggio semplice e perchè no, anche da qualche errore (non voluto naturalmente). Non sono una giornalista nè una letterata. Sono una blogger.

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Torta di laureaIeri ho partecipato alla laurea di un mio nipote ed ho vissuto questo evento come se fossi stata in un’altra dimensione.

Tutto questo periodo di lotta per salvare il nostro Teatro si sta trasformando in un grande momentodi stress ma anche di voglia di vincere. Organizzare spettacoli, lavorare finchè c’è programmazione,diffondere le nostre manifestazioni attraverso il web, tutto riempie intensamente le giornate e i pensieri, al punto che ieri quasi non riuscivo a godere della gioia per questo bell’evento.
Una laurea in ingegneria quasi col massimo dei voti, gli amici, i parenti, il rinfresco, sorrisi, regali,racconti e difficoltà risolte per arrivare al traguardo, scivolavano davanti ai miei occhi come un film senza che la mia mente mettesse a fuoco tutto ciò. Il pensiero è sempre li’, al mio lavoro, al mio teatro visto nascere anche col mio piccolo contributo , ai tanti colleghi che lottano rinunciando anche alla loro privacy dormendo sotto qualche scala, nei corridoi, nella sartoria. Vorrei essere con loro 24 ore su 24 ma ho i miei problemi di salute che  lo impediscono.

La famiglia poi non bisogna dimenticarla e questo stato di tensione purtroppo si trasferisce anche su di essa . Mia figlia minore ogni giorno, mi domanda se manca ancora molto per diventare poveri.
“Bisogna che mi organizzi” mi ha detto.
Le ho chiesto in che modo, ma non ho avuto risposta.

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corridoi_ufficiQuando ti dicono che dovrà arrivare, tremi. Sei già in gabbia e ciò che ti rimane è l’attesa di quel momento.
Mi passa per la testa tutta la mia vita, momenti belli e meno belli: penso alla  famiglia, alla mia musica, ai miei amici.
Mi accorgo di quanto siano importanti per me queste cose e  non vorrei mai perderle.
Ma poi decido che qualunque sia il dopo, mi va bene, anche perchè ormai sono al punto di non ritorno. Avere fede, nel Dio buono, significa anche non aver paura ed avere la forza di mettere tutto nelle sue mani.
Ho vissuto tante volte questo momento e Lui non mi ha abbandonato mai.
Ma ecco che arriva, sento il cigolio della porta, il mio nome a voce alta e due infermiere sorridenti mi invitano ad accoglierla: è LEI, l’anestesia.
Su quel lettino con le ruote che non sai dove ti porterà, mi sento legata. Corre veloce, percorre lunghi corridoi, entra in ascensore, ogni tanto sbatte, e nel frattempo si sentono tante voci. Loro, le due infermiere, parlano del quotidiano: della bimba e del suo primo giorno di scuola, del marito, del lavoro, dei problemi sindacali, del pranzo da preparare e della ricetta delle zucchine ripiene.
Comincia a girarmi la testa, sarà per questo camminare veloce in posizione orizzontale.
Due medici con camice verde e cuffietta si accostano e mi accolgono sorridenti.
L’unica cosa che riesco a vedere bene sono i loro occhi che mi sembrano enormi così pure i loro sorrisi rassicuranti. Ma ecco che dopo un lancinante dolore alla mano LEI entra dentro me e a quel punto tutto comincia veramente a farsi strano. Solo una preghiera accoglie quell’istante.

Poco dopo, perchè così pare, ecco il risveglio.
Buongiorno mondo! Una voce mi rassicura che tutto è andato bene.
Ancora una volta il Signore mi ha dato la possibilità di capire quanto è bella la vita che mi ha donato.

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Artisti del coro in scena

Artisti del coro in scena

Egr. sig. Ministro Bondi, anche se Ella sicuramente sarà alquanto informata sulla attività  lavorativa all’interno dei Teatri Lirici, ho deciso non di meno di scriverLe, per cercare di intavolare quel dialogo, indispensabile tra amministratori ed amministrati, che sinora è purtroppo venuto a mancare tra noi operatori dei Teatri Lirici ed il Suo Ministero.

In quanto Italiano come me Ella conoscerà la primaria importanza che la tradizione operistica italiana ha nel mondo intero.

Lo scopo di questa mia lettera  è pertanto duplice: da un lato vorrei  condividere con Lei una seria ed approfondita riflessione sul le potenzialità  artistiche ed economiche delle produzioni  dei Teatri Lirici, totalmente trascurate nel Suo recente Decreto.

Un mio vecchio professore diceva che in Italia, se torniamo indietro di due o tre generazioni, siamo tutti artigiani e agricoltori.

I tagli, sig. Ministro, insegnavano i nostri avi, sono necessari in danno  dei rami secchi e improduttivi. Ma guai, quando si sta potando una vite, a confondere il ramo da tagliare (in quanto improduttivo)con quello da conservare perché invece porti frutto negli anni a venire.

Come cittadini siamo interessati al risanamento dei conti del Paese, ma se si tratta così il legno fresco, che ne sarà del legno secco?

Fuor di metafora, sig. Ministro, ma Lei ha considerato la possibilità di valorizzare il patrimonio operistico italiano facendolo fruttare nel mondo anche da un punto di vista economico?

Ha considerato che sarebbe sufficiente stornare 100 milioni di Euro dai diritti che la TV di stato paga alla Lega Calcio per risanare il deficit delle 13 Fondazioni Liriche Italiane?

Ed ha considerato che con la stessa operazione di storno il Suo ministero potrebbe diffondere( e vendere ) nel mondo intero le nostre migliori produzioni liriche?

Se Lei è davvero un poeta e un artista, come i giornali hanno scritto, si faccia guidare dalla Sua sensibilità artistica e si erga, da vero artista, sui Suoi colleghi burocrati che continuano, a dispetto della realtà, a considerare l’Opera  Lirica, un ramo secco della Pubblica Amministrazione!

Ma come si può volere estirpare una vigna nei cui rami scorre la linfa  che ha fatto nascere    un movimento culturale tuttora vitale nel mondo intero e che vede l’Italia indiscussa caposcuola e fondatrice?  Ma ci dimentichiamo che Verdi ha rappresentato l’Unità d’Italia? Ma davvero vogliamo ridurre e non amplificare le note del BelCanto che risuonano nel mondo? Ma i Teatri Lirici gremiti di pubblico in Italia e nel mondo, li vedo solo io?

Sig. Ministro, io non sono né di destra né di sinistra. Io giudico i fatti e non le idee e le intenzioni. Non faccia l’errore che fecero certi intellettuali di qualche decennio fa, espellendo il Latino dalla scuola.

Lei rischia di fare lo stesso errore considerando l’Opera un ramo secco da tagliare. L’Opera è viva e vitale ed è una vigna che va curata perché può persino aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi di idee, dalla crisi di identità, dalla crisi di immagine e dalla crisi economica in cui ci stiamo impantanando di fronte ai nostri connazionali, all’Unione Europea e al mondo intero!

Sig, Ministro Lei è a capo del Ministero dei Beni Culturali e non di un ministero dei pesi  morti e dei rami secchi come forse qualche Suo consigliere (o collega ministro?) sembra credere!

Ma Lei metterebbe fuoco agli Uffizi di Firenze? Raderebbe al suolo i Fori Imperiali e il Colosseo?

Ebbene l’Opera Lirica è quando di più bello, di più italiano, di più artistico ci sia, e va salvaguardata insieme al nostro patrimonio artistico perché Essa è parte integrante del nostro immenso, insostituibile, inestinguibile patrimonio artistico.

Questo è il primo errore di impostazione (e strutturale, vorrei aggiungere per farmi capire meglio) di cui soffre il Suo Decreto ed io spero che in sede di conversione Ella possa apportarvi quelle radicali modifiche che lo rendano capace di rilanciare l’Opera Lirica in Italia e nel mondo. Noi siamo disponibili al confronto ed al dialogo nell’interesse superiore dell’Italia e di quanto c’è di meglio e da salvaguardare nel nostro Paese.

Su un altro piano, e vengo al secondo aspetto che mi ripromettevo di affrontare in questa mia lettera a perta, io sono un’artista del coro della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari (da più di un ventennio) e vorrei raccontarLe la mia giornata tipo, cominciando dalla preparazione di uno spettacolo e per concludere con la messa in scena, perché mi è parso che anche da questo di vista il Suo Decreto sia alquanto impreciso e lacunoso.

Qualcuno mi ha chiesto quanto tempo ci vuole per allestire un’opera. Beh, Signor Ministro questo  lei sicuramente lo saprà , ma voglio ricordarlo ugualmente:  diciamo qualche mese.

Qualche mese di sala (2 o 3 quando l’opera da memorizzare è in russo, tedesco, francese, di circa 200 pagine), lei saprà sicuramente che cosa è la sala ma non tutti lo sanno.

Il maestro del coro col pianista collaboratore,  guida e assembla gli artisti del coro nello studio dello spartito in tutte le sue parti.

Ne frattempo i professori d’orchestra studiano la parte strumentale.

Si passa poi alla regia (circa un mese  per 3 ore al giorno e spesso sempre in piedi) in cui il regista di turno allestisce  quella parte di pura gestualità e interpretazione del coro e dei solisti, che l’autore ha richiesto nella partitura.

La terza fase è l’Assieme: la parte registica, quella vocale, e quella orchestrale coordinati dal direttore d’orchestra.

Si va poi all’Antepiano, prova esclusiva del regista (assemblaggio del lavoro del costumista, dello scenografo,delle luci, dei macchinisti, degli attrezzisti e delle posizioni).

Vi è poi la prova Antigenerale (una recita completa in fase di rifinitura), e infine  la prova Generale aperta al pubblico di anziani, associazioni culturali, parenti, scuole ecc ;

Nasce così la

LA PRIMA

Tenendo conto che la vestizione, il trucco e la parrucca devono  essere pronti  per l’inizio dell’opera, le ore precedenti non rientrano nelle 5 ore giornaliere e non sono conteggiate ( con la vestizione e svestizione si arriva anche a 7-8 ore di filato).

Ma noi non ci lamentiamo perché il risultato, dopo tanta fatica, vogliamo che sia il migliore per il nostro pubblico che ci attende puntuale e sempre numeroso

A proposito: semmai non si ricordasse  la differenza fra corista e artista del coro, la invito a leggere le pagine del mio blog .

Alessandra Atzori, soprano

artista del coro del Teatro lirico di Cagliari

Nel video sottostante, una delle tante produzioni del nostro Teatro, con la regia di Michele Mirabella


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tagli1Che cosa sono? Sono tutti quegli oggetti che vengono utilizzati per pubblicizzare un prodotto: magliette, penne, portachiavi ecc. con i simboli dell’azienda.

In occasione della lotta dei lavoratori dello spettacolo contro il Decreto Bondi, ogni teatro si è ingegnato con la fantasia a crearne diversi a seconda delle esigenze della propria città per poter finanziare tutte le iniziative.

A Cagliari , il collega Andrea Pirarba ha trasformato per l’occasione il viso del soprano Maria Callas, simbolo della lirica nel mondo, e lo ha trasformato come potrete osservare, nel simbolo dei tagli alla cultura.

La  bocca del celebre soprano attraversata da un taglio di forbici, sta ad indicare che la bella musica e l’arte in generale potrebbero zittirsi per sempre.

Questo è il rischio che si corre con certe leggi

Chi volesse acquistare le magliette (minimo 10) o qualunque gadget col simbolo dei tagli alla cultura,  può lasciare un messaggio sul blog specifico dei lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari (clicca sul link).

Altre varianti sul tema da un’idea di Marco Mereu.

lotta 2

lotta 4

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…o lavoro?

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Eh si, come detto in precedenza i compiti delle vacanze dei propri figli coinvolgono in prima persona anche i genitori.

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Entrando per caso nella sala regia del teatro, sono stata colpita da questa locandina situata al suo interno.

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Mai come oggi mi sono ritrovata a dover far fronte a delle scadenze. Dalla mattina presto mi sono accorta che il latte per la colazione stava per scadere e per poco non rischiavo di bere il latte avariato (si fa per dire!).

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Dobbiamo improvvisarci degli struzzi per far finta che la crisi non è poi tanto grave?

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Se siete a Cagliari e state cercando un lavoro, provate a presentarvi alle selezioni per comparse.

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E’ notizia di oggi l’avvelenamento di un uomo che è dovuto ricorrere al pronto soccorso dopo aver bevuto acqua acquistata da una macchina distributrice.

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E’ questa la promessa che il candidato per futuro governatore della Sardegna, fa ai suoi conterranei.

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Come in tante professioni, anche la mia è fatta di lavoro in sede ed in trasferta.
La musica deve girare ed arrivare in ogni parte del mondo e soprattutto in quei paesi lontani dove è difficile potersi muovere per venire in città a Teatro.
Però, come tutte le cose ha i suoi lati positivi e negativi.
Un tempo i pulmann da turismo non avevano l’aria condizionata e il problema principale erano i finestrini.
Chi li voleva aperti perchè il caldo era soffocante e chi invece soffriva il freddo. Le premesse per la partenza erano già buonissime.
Oggi hanno l’aria condizionata e il problema non ci sarebbe più dovuto essere. Invece no perchè l’aria arriva di più in una zona pittosto di un’altra e quindi le lamentele continuano ad esserci.
Poi la noia della musica in sottofondo. Un tempo esisteva solo la radio perchè la TV non si vedeva se non quando si stava fermi. Oggi con i DVD si può viaggiare guardando un bel film.
E no! Quelli che vogliono riposarsi non vogliono sentire chiasso e avere luci che disturbano il riposo e quindi, la noia è mortale soprattutto per chi, come me, non sa cosa vuole dire dornmire.
Diciamoci la verità. C’è chi approffitta della trasferta per chiacchierare e spettegolare di tutto e di più cercando di coinvolgere più persone possibili e questa storia dei film che ne tiene inchiodate parecchie, disturba i comizi.
Pero, c’è una cosa che mette d’accordo: sono i banchetti.
Ci sono infatti delle colleghe intelligenti che si ingegnano a preparare con amore e fantasia dei gustosi manicaretti che tappano la bocca a tutti e rendono felici anche gli eterni scontenti.

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