Articolo taggato “istituto italiano di cultura”

Generalmente accade il contrario. Un baritono col tempo, tende ad appesantire la sua voce e a dedicarsi a ruoli meno acuti da basso o da buffo, lui, in questi ultimi anni  invece, ha fatto il contrario.

Il basso bolognese Carlo Colombara, con oltre vent’anni di carriera alle spalle, continua ad ampliare il proprio repertorio avvicinandosi a ruoli baritonali come l’Escamillo di Carmen (Bizet), cantato a Caracalla nel 2009.
Ora il cantante, da sempre grande amante delle opere di Puccini, si cimenta con il ruolo del perfido Scarpia di Tosca debuttando il 21 aprile, il ruolo al Teatro Rudolfinum di Praga nell’ambito dell’Italia Arte Fest, realizzato in collaborazione con l’Umbria Music Fest.
La kermesse, ideata e diretta dal maestro Walter Attanasi, ha il patrocinio e la cooperazione dell’Ambasciata Italiana, dell‘Istituto Italiano di Cultura, delle maggiori Istituzioni ceche – come l’Ufficio del Governo Ceco, il Ministero della Cultura, Praga e della Regione e città di Zlin (Moravia) dove l’opera è stata eseguita il 20 aprile nel nuovo Kongresove Centrum.
Umbria Music Fest:

PR Carlo Colombara: Fidelio Artist

eputinati@fidelioartist.com

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E’ Ignazio Salvatore Basile , cagliaritano, il vincitore del prestigioso Premio Letterario internazionale “Nuove Lettere” bandito dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli.
Alla presenza di numerose personalità della cultura napoletana, il premio è stato conferito, fra più di mille partecipanti, per la migliore Silloge di poesie edite.
La raccolta abbraccia più di 30 anni di vita dell’autore  quando, giovane studente in legge, decide di girare il mondo con l’intento di  specializzarsi in Diritto Internazionale e migliorare la conoscenza delle lingue. Significativi sono stati i lunghi periodi trascorsi a Londra, a Parigi, ad Amsterdam ed in particolare in Colombia dove, per potersi mantenere agli studi, decide di “fare pratica” presso un avvocato di Bogotà . In questa occasione intraprende l’attività di barista che lo mette in contatto con una popolazione variegata fonte d’ispirazione di alcune poesie della raccolta.
Ma la silloge comprende anche liriche più recenti come quelle tratte dall’opera letteraria “La bibbia in versi” composta nell’arco degli ultimi 15 anni  che rappresenta il fulcro di un cammino spirituale cominciato nei lontani anni ’70.
Ignazio Salvatore Basile (qui trovate il suo curriculum), cura due blog: Albixpoeti  e Albixforpoetry in lingua inglese.

Basile è anche su facebook col suo primo romanzo a puntate “  Due giovani a Londra” .


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La città di Napoli, si sa , o si ama o si odia.

Io la amo perchè è una città troppo legata alla cultura musicale . Ho voluto approfittare del Premio letterario conferito a mio marito  dall’Istituto di Cultura, per visitarla, anche se per poche ore.
Tante persone mi hanno consigliato di non immergermi nella Napoli del centro, nelle bancarelle o nei quartieri così detti malfamati, ma appena ci sono stata vicino è stato impossibile non farlo. Un fascino incredibile fatto di suoni, voci e immagini che ho fotografato e ripreso come un’assetato alla fonte. Bella, bella! 

Non ho voluto pensare che quel fascino pittoresco potesse nascondere le insidie di cui si parla: i borseggi e le rapine .

“Possibile che la gente debba sempre generalizzare”

Questo era il mio pensiero ricorrente. Anche a Cagliari come in tantissime altre città del mondo succedono certe cose, perchè devrebbe succedere proprio a me l’unica volta che mi reco in questa bella città?
La signora dell’edicola dalla quale abbiamo acquistato qualche ricordino ci ha invogliato a visitarla mettendoci in guardia, si, ma senza paura e sottolineando che non avremmo trovato molta ressa perchè  era l’ora della partita, e quando i napoletani hanno la partita non s’interessano d’altro.
Borsa a tracolla e portafoglio ben nascosto, sono stati i nostri accorgimenti, ma lo smatphone sempre in mano per potermi orientare è stata la condanna. Qualche minuto dopo aver superato una strada che pullulava di bancarelle e di gente multicolore, mi sono resa conto che il mio cellulare era scomparso. Una sensazione immediata, forse proprio qualche secondo dopo che il borseggiatore aveva agito.

Ma ormai era fatta!

Sono stata assalita da un senso d’angoscia per la perdita di un oggetto di valore al quale ero particolarmente affezionata perchè   regalo recente di mio marito ma soprattutto l’amarezza del gesto, di quel gesto che confermava ciò al quale non avevo voluto credere.  Ci siamo fiondati subito in questura per la denuncia, e, di passaggio, rivedendo la signora dell’edicola, le abbiamo raccontato la disavventura. Lei, poveretta c’è rimasta male ma poi ha aggiunto:

-  “Mi spiace molto,  ma io penso che quel borseggiatore non fosse napoletano perchè per prima cosa un napoletano,a quest’ora, guarda la partita, e poi perchè un napoletano avrebbe preso direttamette tutta la borsa.” Sai che consolazione!
Vabbè, giunti al Commissariato di polizia, un giovane poliziotto ci ha accolto nel suo ufficio per stilare il verbale e ahimè , ci ha tolto ogni speranza di ritrovamento. Il poliziotto ha riconosciuto dalla nostra “parlata” che eravamo sardi e, con tono nostalgico ci ha detto che lui è nato in Sardegna, a Cagliari.  La curiosità di sapere come fosse finito nella nostra terra è stata immediata.
Allora ci ha raccontato che suo padre era un insegnante e che in quel periodo aveva avuto la cattedra proprio a Cagliari, era giovane, ed era all’inizio della sua carriera scolastica. Il suo cognome era Mirra. Improvvisamente mi si è illuminata un’area del cervello.
- Mirra? Lo sa che io avevo un’insegnante di disegno in prima superiore, all’istituto tecnico, che aveva proprio quel cognome?”
-”Davvero? Ma allora quello era proprio mio padre, lui insegnava disegno.”
Il poliziotto ha preso immediatamente il telefono e, chiamando suo padre gli ha chiesto conferma di tutti questi particolari, raccontandogli del singolare incontro.
Professor Mirra era molto appassionato della sua materia ed io pure perchè  il disegno è sempre stata una delle mie materie preferite . Lui mi teneva molto in considerazione gratificandomi sempre con votazioni alte.
Suo figlio ha voluto che gli parlassi e salutandolo, nella speranza che si ricordasse di me, ho rivissuto per un attimo tutta la mia adolescenza dei primi anni di studio superiore, quelli che sta vivendo ora mi figlia . Lui ha anche tentato di ricordarsi, ma dopo quarant’anni è molto difficile.
Da quella voce ho capito che la sua salute era malferma e ne ho avuto conferma anche dal figlio.
L’ho salutato pensando a ciò che ci riserva la vita: un borseggio, una denuncia, un’incontro casuale in una città italiana a caso mi aveva fatto incontrare un professore che mi ha riportato indietro nel tempo. Roba da film! Impossibile non pensare alla Carrà e alla sua famosa trasmissione.
Ci siamo congedati salutandoci con la promessa che avrei conservato questo incontro raccontandolo nel mio scrigno prezioso: il mio blog.

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Premiazione del PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E LETTERATURA “NUOVE LETTERE”

Sabato 3 marzo 2012, alle ore 17, nella sala conferenze “Gabriele D’Annunzio” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); Napoli, si terrà la Cerimonia di premiazione della XXVII edizione (2011) del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”.

Il Premio è a cura dell’Istituto  Italiano  di  Cultura  di  Napoli ed in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”.

Molti i nomi illustri premiati, sia italiani che stranieri, selezionati fra più di mille partecipanti nelle varie sezioni (poesia, narrativa, saggistica; edito e inedito).

La Giuria è composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Constantin Frosin (Università Danubius), Antonio Illiano (Università della North Carolina), Roberto Pasanisi (Presidente; Accademia di Belle Arti “Fidia”), Mario Susko (Università Statale di New York), Násos Vaghenás (Università di Atene), Nguyen Van Hoan (Università di Hanoi).

Presiedono Ruxandra Elèna Dragoescu (giornalista e scrittrice rumena), Roberto Pasanisi e Fausto Russo (psichiatra e docente universitario).

Giulia Ferrera e Federica Vergona, lettrici.

L’ingresso è libero.

È infine bandita la nuova edizione: per il bando scrivere a ici@istitalianodicultura.org o visitare il sito www.istitalianodicultura.org  o telefonare allo 081 / 5461662 o inviare un fax allo 081 / 2203022.

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