Articolo taggato “impostazione”

Qualche giorno fa un’amica che si sta avvicinando al mondo della musica classica da qualche mese, mi domandava il significato della “voce che corre” , frase che che ha sentito spesso alla fine dei concerti. Le ho spiegato che è un termine tecnico che sta ad indicare una voce o anche il suono di uno strumento, che arriva in maniera nitida all’ascoltatore che si trova anche nella poltrona più lontana dal palcoscenico.

Ricordo il mio primo maestro di canto che diceva spesso di non fidarsi delle voci che a pochi metri di distanza sembrano enormi, non è detto che queste “corrano” cioè arrivino lontano “bucando” l’orchestra. Il cantante o il musicista solista, come ho sempre detto, non usano amplificazione meccanica e quindi l’ampiezza della voce l del suono dipende dalla corretta impostazione , (nel caso di uno strumentista dal tocco dello strumento) affichè possa arrivare lontano sfruttando tutte le cavità della “maschera” (ossa craniche). Spesso una voce piccola ma ben timbrata e ben sostenuta da una buona respirazione, può arrivare lontanissimo. Impossibile dimenticare una Boheme cui assistetti all’Arena di Verona, (gli anni in cui non si usava l’amplificazione), la cui protagonista era la grande Raina Kabaivanska, famosa per i  filati, suoni impalpabili che raggiungevano ogni algolo dell’antica struttura. Grande maestra di tecnica del belcanto.


YouTube Video

 

Tag:, , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Qualche giorno fa un’allieva mi chiedeva la differenza che passa tra l’impostazione della voce classica e quella moderna. Non è facile da spiegare, almeno per chi non è del mestiere. La tecnica del fiato è la stessa, ma ciò che distingue il classico dal moderno è lo sviluppo e l’utilizzo dei registri.

Nel caso del canto classico si studia per sviluppare il registro medio (misto) e di testa, e soprattutto si mira a portare la voce avanti , girando i suoni  (e sollevando il palato)   affinchè acquisisca volume nel raggiungere le cavità del volto , (cassa di risonanza): il così detto suono in maschera. Il cantante lirico non utilizza microfoni per cui la voce deve ampliarsi per poter superare anche un’orchestra.

Nel caso del canto moderno lo studio è mirato allo sviluppo della voce di petto, cioè quello più vicino alla voce naturale (parlata) allenandola  all’estensione ma in altra tessitura rispetto alla voce classica. Diversamente da quest’ultima, si evita il così detto giro delle note acute.

Naturalmente anche per l’impostazione moderna si deve avere la consapevolezza della tecnica del fiato e la conoscenza dei registri sia quello di testa che di falsetto. Quest’ultimo è un suono leggero che nella lirica non si utilizza perchè privo di armonici. Nel canto moderno,  il falsetto lo si usa per dare maggiore espressività alle note molto acute ma anche negli incipit dei brani. Sarà il microfono a garantire la risonanza adeguata.

Una cosa è certa. L’apertura della bocca è di fondamentale importanza sia che si canti il classico che il moderno. Cantare con la bocca semichiusa e rigida non giova nè a chi canta e nè  chi ascolta.

Tag:, , , ,

Comments Nessun commento »

Spesso sentiamo dire di una voce che è bella, soprattutto quando il cantante o la cantante in questione si esibisce  con canzoni o romanze  particolarmente acute e soprattutto a voce spiegata. Generalmente si rimane quindi  impressionati dall‘estensione e dal volume. Questo però non significa che una voce è di bella qualità.

La qualità di una voce la paragono un po’ alla frutta. Ci sono dei frutti belli e colorati da vedere ma che al gusto risultano aspri o senza sapore. Così pure pensate ad una bella macchina, lucida, anche di marca, ma che al momento di metterla in moto risulta rumorosa, scomoda e difettosa seppur veloce.

Ecco, la qualità della voce è un po’ questo. Una bella voce in generale, è una voce morbida, rotonda, timbrata, estesa,   che rimane tale sia che canti nelle note acute che in quelle gravi, e che abbia la capacità di cantare forte e  piano senza mai sfaldarsi. Certamente voci così complete sono rare. Lo studio può migliorare tantissimo la qualità di una voce. Infatti, la maggior parte delle volte,  la brutta qualità vocale dipende da un vizio d’impostazione o semplicemente da vizi che si acquisiscono quando  il cantante ha avuto il dono dalla natura ma non si è mai preoccupato di migliorare studiando con un maestro che gli facesse capire ciò che era giusto o sbagliato.

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Nella mia  vita professionale  ho sempre voluto condividere le  esperienze teatrali con tanti giovani allievi desiderosi di imparare la tecnica e la professione del cantante . Ci sono cose che non si possono trasmettere se non si vivono in prima persona. Ho avuto modo di cantare al fianco di tantissimi artisti noti e meno noti  e spesso è capitato di  intrattenermi a parlare di tecnica e di impostazione vocale per un confronto e uno scambio di idee. Purtroppo noi cantanti abbiamo uno strumento che non si può vedere perchè sta dentro di noi, e si chiama laringe, all’interno della quale ci sono le corde vocali.Ma come trasmettere la giusta tecnica se non si può intervenire dall’esterno?

Al violinista puoi spostare il dito nel punto più giusto della corda  così al pianista sui tasti, ma ad un cantante?

Si utilizza un comando a distanza  fatto di sensazioni ed esempi che a volte risultano persino buffi. Ricordo un’ insegnante ,con la quale feci un breve tirocinio, che diceva che il suono giusto si poteva ottenere pensando di avere un forte mal di denti, e nel suo esempio si immedesimava in una persona sofferente. Naturalmente era impossibile imitarla, anche perchè il risultato era alquanto disastroso. C’è stato poi quel maestro che paragonava la sensazione dell’acuto a quella di buttarsi nel vuoto, magari dalla finestra o dal balcone. Questa sensazione non sono mai riuscita a trasmetterla a nessun allievo perchè, solo il pensiero che qualcuno volesse provarci, mi terrorizzava. Sempre lo stesso maestro, nello spiegare la respirazione di un fraseggio acuto, diceva che si doveva pensare di partorire. Lo diceva a tutti anche  a chi, per natura, non aveva la struttura anatomica femminile; e ancora, che il sostegno di un suono avveniva con la stessa sensazione di quando si espletano le funzioni fisiologiche. Rido ancora pensando a quella maestra che, per far capire il suono in maschera faceva l’imitazione degli animali più vari come il maiale, il cane la scimmia o l’asino!  Questa estate, allo zoo di Berlino, osservavo le scimmiette e a come si dimenavano gridando, ed ho pensato a quanti potenziali cantanti ne sarebbero venuti fuori. Certo è,che quando nello studio del canto si ottiene un bel risultato, anche con l’esempio più assurdo,  bisogna farlo proprio. Diventerà lo strumento di riscaldamento prima di ogni spettacolo.

E allora se vi capita di passare davanti a un camerino prima di uno spettacolo e sentite miagolare o abbaiare, non preoccupatevi, è sicuramente un cantante che si sta scaldando la voce sperando poi che una volta sul palcoscenico diventi un umano.

Tag:, , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Enrico Brignano, l’attore romano lanciato anni fa dalla fiction RAI Un medico in famiglia, oggi è fra gli attori comici più accreditati.

Ho trovato in rete questo video e vi garantisco che ho riso veramente a lacrime. Lui analizza l’Opera lirica dal suo punto di vista, ma credo che rispecchi il punto di vista anche di tante altre persone che non seguono l’Opera.

Al di là della vena comica, mi sono soffermata ad analizzare alcune sue considerazioni.

Perchè  il cantante lirico canta in quel modo incomprensibile?

Beh, torniamo indietro nel tempo. Nei teatri, anticamente , non esisteva certo l’amplificazione con i microfoni e le voci, che erano accompagnate da strumenti e orchestre, dovevano superare questo suono affichè il pubblico potesse sentirle. Nasce quindi l’impostazione vocale e cioè quel modo inusuale di porgere la voce. Questo è  un modo che però  penalizza  la comprensione delle parole, anche se amplifica la voce in maniera naturale portandola al punto da superare perfino una grande orchestra. La voce diventa così potentissima. Non è assurdo quando si dice che una voce lirica può rompere un bicchiere di cristallo. E’ stato sperimentato.

Lo studio del canto lirico è uno studio meticoloso e lungo che porta il cantante a ricercare le risonanze naturali del proprio corpo: la risonanza di petto, il suono in maschera, il suono di testa. Il corpo diventa come  una cassa armonica proprio come  uno strumento. Ognuna di queste parti del corpo garantisce un’amplificazione della voce a seconda dell’altezza delle note che si andranno a cantare.

Per quanto riguarda la comprensione delle parole, oggi la tecnologia ci viene incontro. Infatti, in quasi tutti i teatri esistono i sopratitoli che aiutano anche a capire le opere in lingua straniera.

Sul fatto che i cantanti lirici debbano essere in carne, è ormai passato di moda. Se prima un soprano  superava i 100 kg  e la magrezza era associata alla paura di perdere la voce, oggi si è stabilito che le due cose non hanno alcuna correlazione e anzi, un fisico tonico e asciutto può essere solo d’aiuto per una buona respirazione oltre naturalmente che per una bella presenza scenica   adeguata ai ruoli.

Ciò non toglie che l’attore Enrico Brignano sia davvero un grande: gustatevi questo video


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

voce“LA VOCE E IL CANTO TRA PERCEZIONE ED AZIONE”
Seminario di canto

Pabillonis – Cagliari
23 – 24 luglio 2011

Docenti: Marco Mustaro e Furio Fabris

Il seminario affronterà alcuni aspetti fondamentali del canto solistico e d’assieme e della tecnica vocale, alla luce della didattica tradizionale del Belcanto e del più moderno approccio del Metodo Funzionale.

Lo studio si articolerà in:
- lezioni individuali sulla voce parlata e cantata
- esperienze di percezione e di relazione con lo strumento-corpo e con il suono vocale
- canto d’assieme
- momenti di approfondimento teorico

Il seminario prevede 10 ore di lezione (sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 domenica dalle 10.00 alle 13.00)
Il costo del seminario con 13 / 15 iscritti è di 110,00 euro da corrispondere durante il primo giorno
del seminario.

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi all’indirizzo: via genova 11 pabillonis­­
cell: 3471018704
E-mail: officinesonore@yahoo.it
mauramustaro@gmail.com

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

vittorio_grigoloIn questo periodo di divulgazione operistica attraverso la TV, molti lettori del mio blog  incuriositi dalla pubblicità che ho fatto di questo Rigoletto televisivo, mi hanno chiesto chiarimenti su certi termini tecnici a loro sconosciuti; persone che hanno seguito l’opera per la prima volta senza alcuna conoscenza.
I giudizi sono stati tutto sommato positivi. Due persone in particolare hanno letto la mia trama  )e in seguito la mia recensione) e incuriositi hanno seguito l’opera con la promessa che andranno in teatro appena si presenterà l’occasione.
Mi hanno scritto domandandomi a cosa mi riferivo quando mi sono espressa sulle scelte tecniche del tenore.
Diciamo che mi sono espressa in questo modo per non andare troppo a fondo in quelle che in effetti potrebbero essere delle mancanze , forse dovute ancora alla giovane età dell’artista (punto di vista mio personale, intendiamoci).
Cantare con tanta generosità e aprendo i suoni in una zona della voce dove dovrebbero essere coperti, crea difficoltà nelle note acute.
Forse è difficile far capire ciò ad un profano, ma per usare temini popolari tradurrei in questo modo: la voce troppo aperta (sguaiata) nelle note basse, non  permette al cantante di fare un acuto con facilità.
Spero di essermi espressa in maniera semplice per i miei lettori – melomani in erba.

Tag:, , , , , , , , ,

Comments 1 Commento »