Articolo taggato “Gianluca Medas”

 

L’ultima data di Storytelling III.

? Il Piano di Rinascita, ?Giovedì 7 dicembre h 21:00 presso la Fondazione di Sardegna.

. Racconteremo una vicenda che potrebbe lasciare l’amaro in bocca.
Parleremo di un’occasione mancata che avrebbe potuto dare un volto diverso alla Sardegna di oggi.
Il 7 dicembre parleremo del “Piano di Rinascita”.

Si trattò di un’occasione sprecata?
Di un fallimento, oppure no?
Cosa è cambiato davvero dopo?

3000 delegati da quasi tutti i partiti, e da tutta l’isola, si riunirono  ma la discussione su chi doveva presiedere l’assemblea interruppe il “miracolo” della collaborazione politica.
Ingresso libero ma è necessaria prenotazione a questo link

 

 

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Le  mille voci che hanno fatto l’autonomia, la storia, gli aneddoti, le pressioni politche , le attese, le strategie, le elezioni, la Sardegna monarchica, l’incapacità di capire, la strategia sbagliata, le opposizioni sassaresi, la relazione mancata, le accuse di secesssione, la miopia politica, le pressioni di Lussu…

…tutto questo nell’incredibile Storytelling dedicato alla Storia della Autonomia, un viaggio doloroso verso una verità scomoda. Narrazione di Gianluca Medas con Mauro Palmas, e in video Emanuele Pisano, Filippo Iolao Salaris, Pierpaolo Congiu, Andrea Zucca, Andrea Vargiu, Alessandro Concas, Gigi Lallai, Alessandro Corrias. La voce registrata è di Elio Artemalle.

Contributi di Renzo Laconi, Umberto Cardia, Giovanni Lilliu, Sebastiano Dessanay, Luigi Battista Puggioni, Camillo Belieni, Emilio Lussu. e di Pietro Martini, Baudi di Vesme, Giovanni Battista Tuveri.

Venerdì 10 Novembre ore 21,00

Fondazione di Sardegna, via Salvatore d’Horta Cagliari

Ingresso Libero

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Per film di prossima realizzazione “Emilio Lussu- Il processo” di Gianluca Medas, cerchiamo UOMINI dai 18 anni in su.

Il casting è aperto ad Attori professionisti e non. Per partecipare al casting inviare una mail con foto primo piano e figura intera a emiliolussucasting@gmail.com

Il luogo e l’orario degli incontri verrà comunicato privatamente via mail o telefono.

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Anche quest’anno Storytelling proporrà le sue ibride provocazioni cercando di scandagliare tra le zone d’ombra di alcuni tra i più complessi e recenti fatti della nostra contemporaneità più immediata che ancora non hanno trovato una soluzione .
Si tratta di un viaggio attraverso la cronaca che verrà realizzato nella forma ibrida che in questi anni ha caratterizzato il nostro percorso artistico, e cioè ne teatro, ne televisione, ne radiodramma, ne narrazione, eppure tutte queste cose assieme.
Si comincia questo venerdì 20 Ottobre alle ore 21 nello splendido androne della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore d’Horta, in mezzo alle opere d’arte, con la narrazione dedicata alla gioventù di Gramsci.
L’ingresso è libero ma la prenotazione, visti i pochi posti disponibili  è consigliata

cell 389 299 66 41, oppure prenotazioni@figlidartemedas.it

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Da bambina quando andavo al cinema, sognavo sempre che gli interpreti del film da un momento all’altro potessero uscire dallo schermo e stare in mezzo agli spettatori. Un sogno che ieri si è avverato durante lo spettacolo “Angeli” del regista Gianluca Medas. Uno spettacolo nuovo e devo dire geniale: cinema e teatro uniti, lo spettacolo nello spettacolo.

Gli attori, proprio come nei miei sogni di bambina, uscivano dallo schermo e passando in mezzo alla gente si piazzavano sul palco proseguendo e contemporaneamente interagendo con ciò che veniva proiettato alle loro spalle.

La storia  è una delle tante storie di vita e di cronaca di cui ahimè  si sente parlare ormai quotidianamente: una rapina, la violenza familiare, un omicidio.

Protagonista assoluta della serata è stata Noemi Medas, figlia del regista.  L’attrice è la più giovane della  mitica dinastia Medas fondata da suo nonno e suo zio.   Gianluca Medas, con l’associazione “Figli d’arte Medas” ne mantiene viva la memoria, rinnovandone la tradizione.

In questo spettacolo i Medas erano diversi, dalla prima all’ultima generazione: nel film sono presenti infatti , oltre alla protagonista Noemi,   lo stesso regista  e sua zia che compaiono in un cammeo. La colonna sonora portava la firma di un’altro Medas , Filippo.

Noemi Medas nel ruolo di Gloria, è stata mattatrice assoluta di Angeli, mantenendo la scena dall’inizio alla fine e riuscendo a  trasmettere allo spettatore lo stato d’animo giusto per portarlo ad un  finale  quasi inaspettato.  I coprotagonisti  sono riusciti a tenerle testa, come  il giovanissimo Roberto Pettinau nel ruolo di Rocco suo fratello  e Pierpaolo Congiu, ottimo caratterista, ma anche  Alessandro Pani e in video Agnese Fois, Filippo Salaris, Joe Perrino, Mauro Sollai, Stefano Curgiolu, Antonella Puddu, Maurizio Carboni, e per la prima volta Asia.

Da quando ha deciso di intraprendere la carriera di attrice per Noemi Medas questo non è stato il primo impegno teatrale come protagonista assoluta. Quattro anni  fa infatti fu mattatrice indiscussa dell’ intero monologo di Antigone  . Cinematograficamente parlando invece è stata già protagonista in diversi film e cortometraggi che hanno avuto anche prestigiosi riconoscimenti come Perfidia di Bonifacio Angius.

Fresca di una lunga tournè con la grande Lella Costa e con la quale ha recitato nei teatri più importanti d’Italia,  Noemi Medas  ha al suo attivo  anche tanti stages in cui ha potuto conoscere  e ascoltare i suggerimenti di attori come Giancarlo Giannini per citarne uno tra i tanti. Questa estate  a La Maddalena è stata scelta fra tanti attori audizionati, per un laboratorio  inserito nel festival “La valigia dell’attore” dedicato al grande “Gian Maria Volontè”, tenuto da Michele Riondino.

La location della ex Manifattura Tabacchi, luogo di grande suggestioni storiche e sociali per la città di Cagliari, pur trasmettendo forti emozioni attraverso un percorso che ha portato lo spettatore lungo meandri e porticati sino alla sala di rappresentazione, a mio avviso non era particolarmente adatto alla rappresentazione in quanto il pubblico, accorso più numeroso che mai, non godeva di una visione ideale . Non di meno, lo spettacolo si è fatto apprezzare.

 

 

 

 

 

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Sono i protagonisti della storia cruda e ‘fastidiosa’ che verrà portata sul palco il 13 il 14 ottobredall’Ass. Figli d’Arte Medas.
Angeli è come uno sguardo penetrante e vorace che porterà gli spettatori dentro la vita di due ragazzi, Gloria e Rocco.
I giovani saranno costretti ad un’azione drastica da una serie di circostanze drammatiche.

È una storia d’amore, l’amore per la loro madre. È una storia di abbandono, da parte di una società che non ha mai protetto Gloria e Rocco, non li ha mai guardati in faccia se non per spettacolarizzare e volgarizzare il dolore.

Lo spettacolo nasce come un ibrido, testo e regia di Gianluca Medas, sarà recitato dal vivo e in video, traendo alcune scene chiave dall’omonimo cortometraggio (riprese di Antonio Cauterucci).

Gli appuntamenti sono il 13 e il 14 ottobre, h 21:00, a Cagliari presso la Manifattura Tabacchi (sala 11).

E’ importante la prenotazione, che potrete effettuare chiamando  questo numero 3892996641

 Noemi Medas 

ANGELI
Regia di Gianluca Medas
Con: Noemi Medas, Roberto Pettinau, Pierpaolo Congiu
e con: Alessandro Pani, Agnese Fois, Filippo Salaris, Joe Perrino, Antonella Puddu, Andrea Zucca, Annalisa Zedde, Stefano Curgiolu, Mauro Sollai, Maurizio Carboni, Matteo Puddu, Michele Onnis, Simone Argiolas e per la prima volta Asia Maria Boi.

Angeli non lascia respiro, confonde gli spettatori e li avviluppa al filo narrativo.
Lo spettacolo li spinge a oltrepassare le normali coordinate del giudizio morale nei confronti di una storia di disagio ed emarginazione, priva di buonismo.

Sono due i punti di vista che incontrerà lo spettatore:
- lo sguardo esterno, dei media, immagini trasmesse da uno schermo che diffondono la parte esteriore del fatto drammatico;
- e uno sguardo intimo, dei protagonisti sul palco che vivono la drammatica situazione.
Due storie che raccontano la stessa storia e lo fanno attraverso una forma ibrida tra cinema e teatro, che contraddistingue ormai da diversi anni le produzioni più importanti di Figli d’Arte Medas.

Sono Gloria e Rocco i giovani protagonisti di una ‘storia come tante altre’ ma che per una serie di circostaze diventa una ‘storia di cronaca’. I due giovani ragazzi, che fanno parte di quel microcosmo di ‘invisibili’ agli occhi della società, si ritrovano nell’arco di poche ore ad essere due pericolosi rapinatori.

Dopo una maldestra rapina e una fuga precipitosa i due ragazzi restano bloccati dentro un capannone assieme a un ostaggio. Durante la loro permanenza in questo luogo sudicio e desolante impareremo a conoscerli, vivremo le loro angosce e la loro paura.

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Una cartolina rossa, un giovane in partenza per il fronte russo, quelli “de sos laris biancos”, il campanaro del paese e ogni anno l’appello dei giovani mai più tornati a casa.

Arasolè è l’ultimo altrove di Cultura Popolare III, casa del giovane Culubiancu che partito con altri giovani compaesani per laSeconda Guerra Mondiale torna al suo paese solo. 


Unico superstite, diventa lui stesso memoria e ricordo vivente di coloro che 
sono morti insensatamente e senza sapere quasi il perché.
La narrazione di Gianluca Medas è tratta dal libro di poesie “Poesias in duas limbas” di Francesco Masala e da “Memorias” uno spettacolo degli anni ‘80 dei Figli d’Arte Medas. 



Lo spettacolo si svolgerà venerdì 
23 giugno a Guasilaalle ore 21:00 presso il Teatro Fratelli Medas.
L’ingresso ha un costo di 5 euro.

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Ecco il VI° appuntamento della rassegna “Cultura Popolare III: I luoghi dell’Altrove dell’Associazione Figli d’Arte Medas che avrà luogo venerdì 9 giugno.

Con “C’era una volta il Far West” rivivremo le magiche atmosfere del Far West con i suoi balli scatenati; ascolteremo i grandi del country classico come Johnny Cash, Waylon Jennings, Buffalo Springfield, The Band, Carl Perkins; e brani più attuali come quellidi Alan Jackson, George Strait e Josh Turner.
Alla chitarra Roberto NonnisTexardi il corpo di ballo, con le note di Gianluca Medas.

Lo spettacolo si svolgerà venerdì 
9 giugno a Guasila, alle ore 21:00 presso il Teatro Fratelli Medas.
L’ingresso ha un costo di 5 euro.

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Schillelè  è un’ espressione dello slang cagliaritano accompagnata quasi sempre  dall’esclamazione: “Oooh, ooh schillelè”. I ragazzini la usano soprattutto quando devono dimostrare la loro forza verso un  compagno più piccolo oppure  verso una persona che  vuole prevalere  senza averne i mezzi.

Schillelè è anche il titolo del primo libro, autobiografico, dell’attore Gianluca Medas, in cui   descrive la vita di un adolescente  attraverso una serie di brevi racconti. Medas ci narra uno spaccato di storia cagliaritana che abbraccia un periodo tra la fine degli anni  ’60 e gli anni ’80.

I racconti sono momenti di vita semplice, quelli di un ragazzo di periferia vissuti tra scuola, parrocchia e piazzetta. Tanti gli argomenti toccati che hanno caratterizzato  la sua vita in quegli anni: le bande e il bullismo, i primi amori, il primo bacio, i momenti goliardici, lo sviluppo delle droghe e la conseguente epidemia di AIDS, il senso dell’amicizia ( quella vera e quella falsa), i sogni e la passione sempre crescente per la musica e  il teatro, quel teatro che lo ha visto giovanissimo sul palcoscenico con suo padre e i suoi zii   della mitica ed eclettica famiglia Medas.

I racconti sono narrati con una semplicità diretta come solo Gianluca Medas sa fare. Chi, come me, ha vissuto l’adolescenza in quegli anni ci si ritrova in pieno, compresa l’esperienza dell’epidemia “epatite virale” scoppiata a Cagliari in quegli anni.

Eravamo in tanti ad essere ricoverati nella clinica pediatrica   “Macciotta“. La cosa che più mi ha divertito è stato leggere la narrazione  delle giornate del ricovero che passavano dalla drammaticità della malattia (punture dolorosissime e schifose medicine)   a  momenti di puro divertimento  nello trasgredire le regole del posto. Inquietante la descrizione particolareggiata della terribile infermiera che pur di sfogare la sua frustrazione personale se la prende  con i bambini malati, punendoli in ogni modo e spesso anche senza motivo.  E’ un’ esperienza che ho vissuto anche io e che ho ritrovato in questo libro quasi come un copia incolla della mia memoria.

Tra gli episodi c’è anche quello del momento  drammatico della perdita  della madre, insegnante elementare, con conseguente divisione della famiglia e le difficoltà economiche; gli studi tra scuola pubblica e privata e quelli al Conservatorio di Musica legati poi alle esperienze teatrali divertenti come comparse nelle Opere liriche.

La passione per il teatro la si ritrova in particolar modo anche nella descrizione dei sacrifici affrontati per poter essere sempre in prima fila agli spettacoli della Stagione lirica:  notti intere in fila davanti alla  biglietteria per essere tra i primi all’apertura del botteghino. Sembra roba da medioevo soprattutto oggi, nell’epoca di internet.  C’ero anche io, e sono contenta che Gianluca  lo abbia ricordato. La nuova generazione deve capire quanto fosse forte per noi la passione per quel mondo diventato poi la nostra principale professione.

I libro di Gianluca Medas , edito dalla CUEC, è in vendita nelle migliori librerie.

 

 

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Passio Christi è il monologo di Gianluca Medas che ripercorre le tappe della Passione di Gesù, dalla cena alla crocifissione. Lo spettacolo attraversa il percorso che porta Gesù dal calore della famiglia alla violenza della sua crocifissione e lo fa attraverso uno sguardo umano, intimo.

PASSIO CHRISTI

Questa storia è conosciuta, se ne parla da secoli. Sono stati scritti poemi, saggi, preghiere, canzoni. Sono stati fatti quadri, opere cinematografiche e ogni genere di rappresentazione.

Questo perché, cristiani o non cristiani, il racconto della Passione di Gesù è una storia affascinante nella quale è semplice immedesimarsi.

Immaginiamo un uomo qualunque, stimato e rispettato, considerato una persona spiritualmente elevata tanto da essere chiamato Maestro. Gesù viveva e predicava la povertà e non ambiva ad alcun tipo di potere. L’unico messaggio che portava era quello dell’Amore e lo predicava con decisione e fermezza per città e villaggi. Si definiva figlio di Dio e invitava tutti quanti a sentirsi tali.

Quest’uomo, fastidioso per il clero ebraico, viene arrestato nonostante sia di fatto innocente.

I suoi nemici non sopportavano ciò che diceva, non tolleravano la sua persona e i dubbi che la sua predicazione insinuava.

L’unica soluzione era eliminarlo, umiliare la sua immagine, cancellare le speranze di coloro che pensavano fosse arrivato finalmente il Messia e ripristinare lo status quo.

Sembrava che Gesù sapesse già cosa volevano fare di lui e non solo non fuggì ma non provò neanche a difendersi, provocando ancor di più la loro ira.

Questo è il contesto, i fatti.

Ma come visse Gesù questo crescendo di eventi?

Era un uomo e soffriva come un uomo.

Il tradimento di un amico, un fratello, che lo portò all’arresto con un bacio.

Tutti i suoi a cui aveva dedicato anima e corpo erano dispersi, impauriti e confusi.

La folla inferocita, in preda al delirio della violenza che si accaniva contro di lui.

Pietro, che aveva affermato di essere disposto a fare qualsiasi cosa per lui, l’aveva rinnegato per ben tre volte durante il suo arresto.

La maggioranza di coloro che aveva amato e con cui aveva vissuto i suoi ultimi anni l’avevano lasciato solo, appeso ad una croce col corpo martoriato.

Ai suoi piedi, prima di morire, c’erano solamente la madre, alcune donne che lo seguivano e il discepolo a cui era fortemente legato.

Cosa avrà pensato Gesù in quei momenti?

 Questa è la PASSIO CHRISTI, la storia di un uomo innocente che predicava l’Amore

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 Il quarto e ultimo appuntamento della rassegna ”L’epopea del Cinema Muto”, “Fine di un sogno”, avrà luogo il

 10 Febbraio aCagliari presso i locali dell’Associazione Ex Art alle ore 21:00.

Gianluca Medas racconterà gli anni tra il 1915 e il 1925, gli anni di maggior splendore per il cinema muto: capitali, investimenti, lusso sfrenato, droga e gossip.

In quel periodo gli attori del Cinema Muto sono divi, osannati come divinità. Tra la stampa scandalistica che rincorreva segreti pruriginosi e il Codice Hays che imponeva una ferrea morale il mondo del Cinema Muto viveva gli ultimi anni di gloria.
Alla fine degli anni ’20 infatti l‘avvento dell‘audio miete numerosissime vittime. Pochi tra i divi del Cinema Muto resistono ad una velocissima e improvvisa caduta verso l’oblio, molti di loro finiscono in miseria o si tolgono la vita.
Sono tante le storie di quegli anni che si dovrebbero raccontare, storie di artisti importanti, di pellicole dimenticate e di vite sgretolate sotto il peso della fama e del repentino declino.
Gianluca Medas racconterà la nascita del gossip e i suoi protagonisti, gli scandali, i misteri e i segreti scabrosi che hanno dominato gli anni d’oro del Cinema Muto con l’ausilio di foto e video.

 

Sono disponibili solamente 100 posti è dunque necessaria la prenotazione.  Biglietto [7€]

 

 

Riduzione per soci Notorius e FICC

 

Biglietto [5€] 

 

Per info e prenotazioni

 

Mattia 340 93 03 617 - pubblisponsor@gmail.com

 

 

 

 

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Charlot è sicuramente uno dei primi comici che ho conosciuto attraverso la televisione dei primi anni 60, quando, esisteva solo un canale e noi bambini potevamo guardarla solo alle 17. A quell’ora cominciava la TV dei ragazzi che comprendeva qualche cartone animato, qualche documentario e qualche film comico: Stanlio ed Ollio e Charlot tanto per citare i più diffusi.

Charlot, o meglio Charlie Chaplin è ad oggi un pioniere ancora insuperato per scrupolosità, originalità e capacità di raccontare i suoi tempi senza mai cadere nel banale. Esordisce il 2 febbraio del 1914 con il cortometraggio “Charlot Giornalista”, prodotto dalla Keystone. Ma è solo qualche settimana più tardi, il 7 e il 9 di Febbraio che, ispirandosi ad un personaggio inventato da Lew Bloom, crea una figura simile a quella di un vagabondo un po’ birbante e un po’ gentile. Svelerà ancora di più questo personaggio, capace di colpire al cuore milioni di americani, nell’aprile del 1915 con il corto “Il Vagabondo”.

In quella pellicola il personaggio, meglio definito, conquista un successo universale. In cinque anni di produzioni Chaplin conquista un posto d’onore nella storia del cinema di tutti i tempi. Ma egli è un artista tutto tondo e non si accontenta del successo; indomito fonda la United Artists Corporation per autoprodurre i propri film, essere artisticamente indipendente e tenersi i maggiori proventi dalla circuitazione dei propri film, il tutto assieme ad altri colleghi: Mary Pickford, Douglas Fairbanks e David Griffith.

 Il 13 Gennaio 2017  alle ore 21:00 a Cagliari, avrà luogo il secondo appuntamento dell’Epopea del Cinema Muto, “ Gianluca Medas, autore dei testi della narrazione, racconterà la sua carriera con l’ausilio della proiezione di immagini e video.

Grande spazio verrà dato alla pellicola il “Il Grande Dittatore”, anche se non strettamente legato al tempo del cinema muto, una delle pagine più significative della carriera del Chaplin, unico cineasta americano a capire la pericolosità del Führer e a dichiararlo davanti al mondo. La rassegna proseguirà con: – “Metropolis” il 27 Gennaio; – “Fine di un sogno” il 10 Febbraio.

Lo spettacolo si terrà in Piazza Dettori 9 (presso EX ART) Cagliari.

Tutti  gli incontri verranno realizzati all’interno dei locali dell’Ex Art grazie alla collaborazione con l’associazione EX ART.

Per info e prenotazioni

Mattia 340 93 03 617 - pubblisponsor@gmail.com

 

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E’ cominciata ieri un’ interessante rassegna ad opera dell’associazione “Figli d’Arte Medas”, dedicata alla nasciata e allo sviluppo del cinema. La narrazione era affidata alla voce esperta dell’attore Gianluca Medas. Davanti  ad un pubblico numeroso, in una sala dell’Ex Liceo artistico nel cuore della città di Cagliari, l’attore ha iniziato il suo racconto con la storia della scoperta del cinema, dal 1888, con la proiezione di Roundhay Garden, per proseguire poi con le vicende oscure che hanno accompagnato la scoperta: i tradimenti, gli omicidi, le morti, il controllo serrato della censura, la nascita del gossip, le prime case di distribuzione, i magnati, il tutto accompagnato da immagini e foto proiettate su un grande schermo sistemato alle spalle del narratore, autore anche dei testi.

Come primo impatto, il pubblico ha assistito alla proiezione di alcune scene drammatiche tratte dal famosissimo film di Oliver Stone, Platoon. Da queste scene si è evinto quanto siano diventati spettacolari gli effetti scenici al punto tale da far quasi entrare lo spettatore nel film, creando quindi  emozioni forti fino alle lacrime. Ebbene, tornando indietro nel tempo, Medas ha cercato di far capire al pubblico l’emozione e lo stupore che poteva aver suscitato il primo effetto scenico cinematografico ad opera del mago Houdini. E’ stato interessare vedere il primo bacio , prima scena cinematografica dopo la grande scoperta, e ancor di più la prima danza psudo-erotica di una famosa attrice intorno al suo amato. Scene davvero proibite per quell’ epoca che oggi possono farci solo sorridere.

Spettacolare il primo film completo dei fratelli Lumier , che aveva  come tema l’”Uscita dalla Fabbrica“. Tutto rigorosamente muto. (lo trovate alla fine del post).

Man mano, il racconto è  entrato nel dettaglio tecnico della composizione di un film, dalla scoperta del controcampo  alla soggettiva, sino all’importanza del montaggio, considerato oggi fondamentale per la sicura riuscita di un film di successo.

Il prossimo appuntamento prevede la storia del cinema relativo al comico Charlot (Charlie Chaplin) e alla sua memorabile interpretazione de  ”Il grande dittatore” ispirato ad Hitler accompagnato da non poche polemiche.

La rassegna proseguirà con:
- “Charlot” il 13, Gennaio;
- “Metropolis” il 27, Gennaio;
- “Fine di un sogno” il 10 Febbraio.
? Piazza Dettori 9 (presso EX ART), Cagliari.

Tutti e quattro gli incontri verranno realizzati all’interno dei locali dell’Ex Art grazie alla collaborazione con l’associazione EX ART.

? INGRESSO ?
Sono disponibili sono 100 posti è dunque necessaria la prenotazione.

Biglietto [7€]
Abbonamento [20€]

Riduzione per soci Notorius e FICC
Biglietto [5€]
Abbonamento a [18€]

? INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI ?
? 340 93 03 617
? pubblisponsor@gmail.com


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Nella nuova rassegna organizzata dell’Associazione Figli D’Arte Medas: “EPOPEA DEL CINEMA MUTO”, vediamo un percorso articolato in quattro tappe che condurrà alla riscoperta di personaggi incredibili, di pionieri e rivoluzionari, di registi innovativi e di attori straordinari.

Il primo appuntamento,

“L’Inizio dell’Epopea”, si svolgerà giovedì 29 Dicembre a Cagliari presso i locali dell’Associazione Ex Art.
Si racconterà la vera storia della Silent Era: i suoi divi, le sue storie, le vicende oscure, i tradimenti, gli omicidi, le morti, il controllo serrato della censura, la nascita del gossip, le prime case di distribuzione, i magnati.

La narrazione di Gianluca Medas, accompagnata da immagini e foto proiettate su un grande schermo, guiderà il viaggio dentro l’Epopea del Cinema Muto.

La rassegna proseguirà con:

– “Charlot” il 13 Gennaio;

- “Metropolis” il 27 Gennaio;

- “Fine di un sogno” il 10 Febbraio.

Tutti e quattro gli incontri verranno realizzati all’interno dei locali dell’Ex Art grazie alla collaborazione con l’associazione EX ART.

in Piazza Dettori 9  a Cagliari.

 INGRESSO

Sono disponibili solamente 100 posti è dunque necessaria la prenotazione. Il costo del biglietto è di 7 euro, l’abbonamento di 10 euro.

Riduzione per soci Notorius e FICC  Biglietto [5€]  Abbonamento a [18€]  

PRENOTAZIONI 

340 93 03 617
pubblisponsor@gmail.com

Esagerazioni retoriche al limite dell’assurdo, tecnica di recitazione piena di enfasi, espressività e azione corporea esasperata, tecniche sorpassate sostituite ormai da altre: più vere, efficaci e minimaliste.

Eppure … dietro a queste immagini del primo 900 si celano personaggi degni di rispetto, pionieri e rivoluzionari, registi innovativi e attori straordinari capaci di raccontare i turbamenti del loro tempo con uno strumento ancora acerbo.

Il valore dei grandi interpreti è racchiuso nell’essenzialità del gesto, nella pantomima, nella capacità di trasmettere l’intensità dell’emozione nell’istante di un gesto.

Il 90% di questo prezioso materiale è andato perduto, anche a causa della facile deperibilità con cui venivano realizzate le pellicole.
Nonostante ciò sono sopravvissute delle testimonianze di quella straordinaria epopea che fu quella del Cinema Muto.
Purtroppo è sempre più raro poter visionare sul grande schermo queste produzioni ed è per questo che l’Associazione Figli d’Arte Medas, assieme all’Associazione Notorius e all’ERSU, si presta a raccontare questa epopea.

Sarà l’occasione per conoscere personaggi dimenticati ingiustamente e per rendere omaggio ai pionieri del cinema.

Esagerazioni retoriche al limite dell’assurdo, tecnica di recitazione piena di enfasi, espressività e azione corporea esasperata, tecniche sorpassate sostituite ormai da altre: più vere, efficaci e minimaliste.

Eppure … dietro a queste immagini del primo 900 si celano personaggi degni di rispetto, pionieri e rivoluzionari, registi innovativi e attori straordinari capaci di raccontare i turbamenti del loro tempo con uno strumento ancora acerbo.

Il valore dei grandi interpreti è racchiuso nell’essenzialità del gesto, nella pantomima, nella capacità di trasmettere l’intensità dell’emozione nell’istante di un gesto.

Il 90% di questo prezioso materiale è andato perduto, anche a causa della facile deperibilità con cui venivano realizzate le pellicole.
Nonostante ciò sono sopravvissute delle testimonianze di quella straordinaria epopea che fu quella del Cinema Muto.
Purtroppo è sempre più raro poter visionare sul grande schermo queste produzioni ed è per questo che l’Associazione Figli d’Arte Medas, assieme all’Associazione Notorius e all’ERSU, si presta a raccontare questa epopea.

Sarà l’occasione per conoscere personaggi dimenticati ingiustamente e per rendere omaggio ai pionieri del cinema.

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“VERSI DIVERSI - donne di quotidiana poesia”dell’Associazione Figli D’Arte Medas, è una rassegna dedicata al territorio della Trexenta.
Incontri che si svolgono in diverse sedi della Sardegna: Guasila; Guamaggiore; Pimentel; Senorbì e nuovamente a Guasila.

Perché nasce la rassegna “VERSI DIVERSI - donne di quotidiana poesia”?

 

Con il pretesto della poesia e della bellezza dei versi di alcune straordinarie poetesse, che più di tutte hanno saputo raccontare la donna in tutte le sue sfaccettature, si vuole creare uno stimolo su un tema a noi molto caro: La Donna e il suo territorio.

In questo tempo di crisi, in cui economia e società sono in profonda trasformazione, la donna ha molteplici possibilità per mettersi in gioco.

La trexenta è una delle zone della nostra isola più colpite dalla crisi, per questo sentiamo necessario modificare l’approccio al problema ribaltando il punto di vista.
Non è il lavoro la vera difficoltà ma la partecipazione, la solidarietà e il dialogo.

L’assenza di una rete di rapporti tra le persone sta acuendo il malessere generato delle difficoltà economiche e generando una crisi di valori che investe le persone creando una profonda sensazione di solitudine di fronte ai problemi materiali.

Nonostante ciò abbiamo incontrato alcune donne della Trexenta, reattive e determinate, che si propongono nel mercato attraverso nuove modalità.
Abbiamo quindi voluto cogliere questa opportunità: far sentire le loro storie piene di energia e forza di volontà e ispirare il territorio.

Crediamo che la loro forza possa essere di stimolo ed è questo il motivo per cui abbiamo costruito un percorso, una rete di comunicazioni per lo scambio di informazioni fra donne e uomini.
Il tutto accompagnato dall’arte che trasforma, colora e dà sapore.

Con “VERSI DIVERSI - donne di quotidiana poesia” abbiamo aperto un cantiere: il Cantiere Donna Trexenta.

Come si svolge la rassegna?

 Per affrontare l’argomento abbiamo creato due strade che verranno percorse ad ogni appuntamento, tranne l’ultimoincontro che è dedicato ad un Laboratorio Esperienziale.

Si inizia l’incontro dedicandolo alle poetesse che abbiamo scelto per questa rassegna, verrà narrata la loro storia e saranno declamate le loro poesie; a seguire ci saranno delle conversazioni guidate da Gianluca Medas con ospiti sempre diverse, che hanno il compito di esplorare emozionalmente e presentare con diverse modalità un tema specifico.

La serata conclusiva sarà dedicata ad un Laboratorio Esperienziale, due rappresentanti dell’Aspic Sardegna ci mostreranno come l’antica tecnica del Mandala ci fornisce degli utili strumenti per prenderci cura di noi stessi.

Dopo ogni incontro serale sarà offerto un buffet con prodotti del territorio, per creare un clima da simposio e per rendere effettivo il nostro intento: stimolare partecipazione, la solidarietà e il dialogo.

Ecco i prossimi incontri

Pimentel – 27 Novembre – ore 18:00 – presso il Teatro Montegranatico

Narrazione biografia e declamazione poesie: Marina Ivanovna Cwietajewa (Cvetaeva)

Con Gianluca Medas e Vanessa Podda

Racconti di donna: La donna e la politica
Gianluca Medas incontra le sindache del territorio.

L’incontro si chiude dopo la condivisione del buffet.

Guasila - 4 Dicembre – ore 18:00 – presso il Teatro Fratelli Medas

Laboratorio esperienziale sul Benessere: I Mandala e l’autocura di sé
Maura Putzu e Luisella Sanna, rappresentanti di Aspic Sardegna, ci 
mostreranno come l’antica tecnica del Mandala ci può fornire strumenti per prenderci cura di noi stessi.

L’incontro si chiude dopo la condivisione del buffet.

Contatti e informazioni

L’ingresso è a offerta libera.

Per informazioni contattare:
ufficiostampa.figlidartemedas@gmail.com

facebook.com/medasgianluca/     

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 “GISELLA ORRÙ: IL MISTERO” di Gianluca Medas

Gisella Orrù, nessuno dovrebbe dimenticare questo nome.
Il nome di Gisella è legato ad una delle storie più terribili d’Italia e la sua morte è connessa ad un mistero fra i più inaccettabili, tra quelli che ancora oggi affliggono l’anima più profonda dell’opinione pubblica.

Tutto comincia il 28 giugno 1989.
È mezzanotte passata, la signora Luigina è affacciata al balcone di casa: sta aspettando il rientro di Gisella, sua nipote. L’anziana donna è in ansia per il ritardo della ragazza, ha appena 16 anni.

È in quel momento che vede rientrare l’auto di Salvatore Pirosu, il suo vicino di casa.

Appena gli è possibile gli chiede se l’ha vista in giro ma lui racconta di non saperne nulla. La notte passa angosciante.

Il giorno dopo la signora Luigina riceve una strana telefonata, dall’altro capo del telefono una voce femminile avvisa la donna che la ragazza avrebbe passato le vacanze con lei e la sua famiglia.  Contemporaneamente una simile telefonata viene fatta anche alla nonna materna .

Trascorrono 10 giorni quando arriva un’altra telefonata ma questa volta ai carabinieri di Carbonia. La voce spiega che il posto in cui Gisella sarebbe stata trovata è il pozzo situato nelle campagne di San Giovanni Suergiu.

I Carabinieri arrivano in massa ma la visibilità è nulla, la  profondità non consente di vedere il fondo. Così viene calato un sub e il sommozzatore trova il corpo nudo, in parte decomposto, di una giovane donna.
Il corpo viene riportato in superficie.
Una catenina e un orologio al polso confermano che la telefonata fatta ai carabinieri era tragicamente vera, il corpo senza vita è di Gisella Orrù.

La prima considerazione che fanno gli inquirenti è facile da comprendere: chi ha telefonato non  può aver notato il corpo della ragazza, poiché nascosto nel fondale del pozzo, allora chi può essere stato?

Da questo momento il caso di Gisella diventa un mistero irrisolto che ancora oggi grida alle nostre coscienze.


Lo spettacolo si propone

di scandagliare tra tutti i misteri del caso cercando di sciogliere una matassa davvero difficile dipanare.

Si farà ricorso a differenti mezzi: immagini, video, brani giornalistici, brani letterari, narrazioni dal vivo, interviste realizzate ai protagonisti delle storie (talora interpretati da attori).

Importante contributo verrà dato dall’Avv. Rita Dedola (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari) e dall’Avv. Schirò che allora seguì la vicenda, impegnandosi a fondo per trovare quelli che lui definisce i veri assassini.

“GISELLA ORRÙ: IL MISTERO” di Gianluca Medas

Con Gianluca Medas

Musiche eseguite al clarinetto daValentina Fiori

Video realizzati da Antonio Cauterucci

Venerdì 25 Novembre ore 21

presso l’Atrio della Fondazione  di Sardegna

Via Salvatore Da Orta 2

Cagliari


 

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“PAGINA BIANCA: Feltrinelli  la Sardegna e Simon Mossa”
di Gianluca Medas

Giangiacomo Feltrinelli ancora oggi crea imbarazzo nell’immaginario collettivo dell’opinione pubblica. I fatti che lo riguardano sono ancora troppo vicini a noi e per questo motivo  non esistono pubblicazioni esaustive sulla sua persona, sul suo pensiero e soprattutto sul suo agire.
Giangiacomo Feltrinelli però è stato un uomo speciale, colto, raffinato, ricco di famiglia, pericoloso, capace per cultura e sensibilità di leggere le tensioni internazionali con uno sguardo ribelle.

Era appena un ragazzino quando scelse di appartenere alla Resistenza arruolandosi nel Gruppo di Combattimento “Legnano”.

Al termine della guerra aderisce al Partito comunista, sostenendolo non solo ideologicamente ma anche economicamente visto che il denaro non gli mancava.

Fonda una casa editrice indipendente, la Giangiacomo Feltrinelli Editore, per dare voce al pensiero alternativo. Si rende conto che il mondo è in una fase di restaurazione e capisce che è necessario utilizzare gli strumenti  che la democrazia permette per  divulgare  idee divergenti.

Nel 1964 si reca a Cuba e incontra Fidel Castro.

Tre anni dopo rischia la vita in Bolivia per incontrare il filosofo Régis Debray. Vuole capire il perché alcuni individui rischiano la loro vita per portare la rivoluzione in Sudamerica.

Di ritorno da questi viaggi, nel 1968, ha una  intuizione, un’immagine della Sardegna come un baluardo di una rivoluzione nel Mediterraneo.
L’isola secondo i suoi progetti potrebbe diventare una nuova Cuba.

Ma questo progetto, pensa, va condiviso con i sardi.

Da questa esile traccia parte il nostro lavoro, realizzato raccogliendo materiale inedito del cammino dell’intellettuale milanese sul nostro territorio. Nel costruire questo appuntamento non ci siamo soffermati a ricostruire il progetto di Feltrinelli, abbiamo cercato i segni del suo passaggio.

Non abbiamo sottovalutato l’incontro fondamentale con Simon Mossa, a nostro parere l’unico personaggio di caratura internazionale della Sardegna di quegli anni, uomo sensibile, capace di comprendere le finezze di un progetto simile seppur lontano da quel disegno rivoluzionario.

Il 12 dicembre del ’69  viene raggiunto dalla notizia della strage di Piazza Fontana, la madre di tutte le stragi. “Non c’è più tempo” pensa e passa alla clandestinità.

Fonda  i GAP e finanzia altri movimenti estremisti.

Il 14 marzo 1972 viene trovato morto ai piedi di un traliccio dell’alta tensione nelle vicinanze di Milano ma il comunicato stampa che descrive la sua morte è chiaramente falso.

Lo spettacolo ricostruisce i movimenti del Feltrinelli sull’isola senza trascurare lo scenario nel quale si muove, verrà proposto con l’utilizzo di immagini proiettate su uno schermo tre per due. La narrazione verrà accompagnata dalle musiche, eseguite dal vivo, di Mauro Palmas.

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E’ il 10 aprile 1991 nella rada del porto di Livorno, quando alle 22.25 il traghetto passeggeri “Moby Prince” della compagnia Navarma appena partito con direzione Olbia, e la petroliera Agip Abruzzo all’ancora nella rada del porto, entrano in collisione.

La prua del traghetto squarcia una delle cisterne del greggio trasportato e si scatena un incendio.

Nonostante la vicinanza al Porto, l’incendio fuori controllo provoca ingenti danni sia alla petroliera che al traghetto.

Tutte e 30 le persone di equipaggio a bordo della petroliera non riportano danni fisici.

Tragico è il bilancio sul traghetto Moby Prince: delle 141 persone a bordo, 65 membri dell’equipaggio e 76 passeggeri vi è un solo superstite.

Nel più grave incidente della marineria italiana muoiono 140 persone.

VENERDI’ 28 Ottobre ORE 21

il secondo spettacolo della Rassegna Storytelling 2016, “CANALE 16 – la tragedia del Moby Prince”, racconterà della tragedia avvenuta il 10 aprile 1991.
Vengono lanciati due Mayday, uno dal Moby Prince e uno dalla piattaforma petrolifera Agip Abruzzo ma non vengono correlati tra loro.
Muoiono 140 persone tra passeggeri ed equipaggio e c’è un solo sopravvissuto: Alessio Bertrand.

Nella sala ricezione il Canale 16, dedicato alle emergenze, registra per un esperimento tutto ciò che accade in rada.
Pur non chiarendo completamente ciò che successe quella notte nel porto di Livorno è solo grazie alla registrazione del Canale 16 che possiamo conoscere alcuni dei retroscena che ancora oggi creano inquietudine e avversione nell’opinione pubblica.

Lo spettacolo dedicato alla tragedia del Moby Prince è stato costruito in collaborazione con l’Associazione “10 Aprile – Familiari Vittime Moby Prince” e ne sostiene la causa.
Sarà presente  Luchino Chessa in rappresentanza dell’Associazione.

Credits:
Di e con Gianluca Medas
e con Filippo Salaris, Alessandro Pani e Mattia Murgia
Musiche di Alberto Sanna
Video realizzati da Fabio Macis e Antonio Cauterucci

E’ necessaria la prenotazione causa della esiguità dei posti 

340 697 3005
ufficiostampa.figlidartemedas@gmail.com

 

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La prima volta che sentii parlare di Fabrizio de Andrè ero in prima superiore. Il professore d’ italiano ci diede da studiare la poesia “La guerra di Piero“, parlandoci in maniera approfondita dell’autore  e di altre sue composizioni. Mi affascinò subito questo artista, questo suo modo di scrivere i testi a volte trasgressivi, la sua voce baritonale . Erano gli anni in cui cominciavo a strimpellare la chitarra e le canzoni di De Andrè erano particolarmente facili da accompagnare. Insomma erano entrate nel mio repertorio insieme a Battisti, Celentano, Mina ecc.Lo seguivo tantissimo anche attraverso i rotocalchi. Mi piaceva l’idea che avesse scelto la Sardegna per vivere con la sua compagna Dori Ghezzi, anch’essa cantante.

Nel 1979, purtroppo, De Andrè fu rapito con la sua compagna, dalla sua casa di Tempio Pausania e questo provocò in me un senso di sgomento. Ancora una volta la mia terra era balzata alle cronache per i sequestri. Una vergogna oltre che il dispiacere che i due artisti potessero rimanere vittime dei banditi. Giorno per giorno seguivo il fatto e speravo che velocemente si risolvesse, ma i due sfortunati rimasero sotto sequestro per ben 4 mesi.

A raccontarci questo fatto di cronaca, nei dettagli, sarà l’attore cagliaritano Gianluca Medas, in uno degli spettacoli della nuova rassegna dei Figli d’arte Medas”“Storytelling”, in partenza venerdì 14 Ottobre.

Storytelling non è uno spettacolo, né una narrazione, né un concerto: è tutte queste attività insieme, e allo stesso tempo ne è il superamento.

Ci si assume il compito e la responsabilità di liberare dalla comunicazione tradizionale quattro fatti di cronaca importanti, sviscerandoli davanti agli occhi degli spettatori tramite immagini, video, brani giornalistici, brani letterali, narrazioni da vivo, interviste ai protagonisti (reali o interpretati) delle storie.

L’intento di Storytelling 2016 è quello di celebrare l’informazione indipendente senza fare teatro, senza fare televisione, senza fare narrazione ma contemporaneamente ribaltando e giocando con queste “grammatiche” per realizzare qualcosa di nuovo.
È un esperimento, una sorta di sincretismo tra le varie forme di comunicazione per offrire un’informazione alternativa che porti al cuore pulsante dei fatti.

Di seguito la locandina

 

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 Storytelling è la nostra nuova rassegna cagliaritana dei Figli d’arte Medas che quest’anno  si terrà presso la Discoteca del Lido .

“Si tratta di una scelta coerente”, come spiega Gianluca Medas, “con la  volontà di proporre i nostri progetti in spazi alternativi al teatro e raccontare sfruttando ogni genere di medium conosciuto, rielaborandone il senso”.

Insomma si tratta di un lavoro davvero sperimentale e originale.

Per questo lavoro Gianluca Medas, direttore artistico della rassegna, si avvale di nuove collaborazioni come quella col cantautore cagliaritano Alberto Sanna, il tenore Murales di Orgosolo, il cantautore Joe Perrino, il musicista Mauro Palmas e tanti altri.

Il biglietto d’ingresso è di 10 euro

 

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foto L.Desogus

In occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale

 al  Teatro Fratelli Medas

 il 4 GIUGNO  ore 21,00 ,

 

Gianluca Medas, Filippo Medas e Fabio Macis proporranno lo spettacolo Trincea.  Con questa nuova produzione i Figli d’Arte Medas si accingono, a ricordare il centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale.  Liberamente tratto da una scrittura per la televisione di G. Dessì, dal titolo Trincee,  il testo, riscritto da Gianluca Medas, racconta,  con linguaggio essenziale, una importante vittoria del 151 Reggimento della Brigata Sassari, ottenuta durante una vasta offensiva, lanciata dal comando, verso il fronte austriaco, nel corso della seconda parte della prima guerra mondiale.

Sul palcoscenico, un attore. A Destra del palco un tavolino e due sedie.  Uniche concessioni sceniche. Alle spalle dell’attore un grande schermo, per proiettare veloci immagini di guerra , foto di soldati, scritte,  immagini rielaborate  con un linguaggio che punta alla introspezione, frutto del lavoro dal video maker Fabio Macis, da sempre contrario alla guerra.

Il Maggiore Dessì e il giovane Colonnello, attraverso un dialogo serrato, nella narrazione di Gianluca Medas, senza dire una sola parola, nel linguaggio filmico, mostreranno l’anima dei personaggi, mostrando di riflesso l’assurdità di ogni guerra, e sottolineando, senza mai cadere nella facile retorica, che, alla fine, tutti i soldati, in un conflitto, sono vittime.

Trincea è il contributo creativo dei Figli d’arte Medas fuori da ogni coro,  il nostro apporto in un dibattito sul centenario chiamato “celebrazione”che ancora non è stato affrontato senza suscitare gli imbarazzi di una enfasi fastidiosa, e la sensazione di un facile esibizionismo del dolore da bottega, cosa che nella nostra poetica ci pare sia una concessione troppo grande a chi ha permesso la distrutto di cose e la morte di persone per puro egoismo, pertanto lo spettacolo, nel rispetto di ogni persona prende però le distanze da ogni guerra.

Lo spettacolo  

viene proposto sotto forma di  reeding  drammatizzato.  Gianluca Medas  leggerà i testi di Trincea , mentre sullo schermo una successione di immagini realizzate dal video maker Fabio Macis.  Il testo racconta l’incontro fra un vecchio maggiore e un giovane colonnello, alla vigilia di una battaglia importantissima contro gli austriaci, che sfocerà in una vittoria, bagnata però dal sangue sardo.  Ricostruito dal  bellissimo testo di Giuseppe Dessì il dialogo fra il Maggiore Dessì, il padre dell’autore, e il Colonnello, figlio tra l’altro di un suo caro amico fanno comprendere l’assurdità della guerra, e l’ineluttabilità della morte.

Le  immagini, realizzate dal video maker Fabio Macis,   permetteranno di comprendere concretamente e attraverso gli occhi dei personaggi, quello che storici e filosofi definiscono  “il sonno della ragione”.

Le immagini raccontano  il profondo dei pensieri dei due ufficiali. Le musiche di Filippo Medas  faranno da contrappunto ad uno spettacolo faticoso per i contenuti proposti.

 Al termine dello spettacolo si terrà come di consueto il solito buffet a cura dell’istituto agrario. Prima dello spettacolo un saluto di Anna Scintu nipote  dell’eroe guasilese  Raimondo Scintu

 

 

 

 


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Casting dei Figli d’Arte Medas per la manifestazione “Storytelling
A scanso di spiacevoli equivoci vorremmo chiarire che

non cerchiamo professionisti !

Mercoledì 3 giugno, dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, nei locali della Società Umanitaria in viale Trieste a Cagliari, la compagnia Figli d’Arte Medas organizza un casting per la realizzazione di un documentario dal titolo “CANALE 16, 10 aprile 1991 – Mobi Prince”, da inserire all’interno di “Storytelling”, una manifestazione sperimentale che, accanto alla tradizionale narrazione a voce, si avvale del contributo di video e immagini.
La compagnia guasilese è alla ricerca di donne tra i 45 e i 50 anni di bella presenza, e di uomini, tra i 25 e 60 anni senza accento sardo.
Le pose verranno realizzate a Cagliari e l’impegno delle riprese durerà tra i 15 e i 30 minuti. Il giorno fissato per le riprese è

domenica 7 giugno 

Non è previsto un rimborso
Chi fosse interessato può inviare nome, cognome, recapito telefonico e una foto all’indirizzo mail storytelling.figlidartemedas@gmail.com.
Guasila, 28 maggio 2015

 Info e contatti
Associazione Figli d’Arte Medas
Direzione artistica: Gianluca Medas – 345.3199602 – gianluca.medas@gmail.com
Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi – 347.2145374 – ufficiostampa@figlidartemedas.org

 

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IL VOLOTUTTO TRANNE CHE LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO

Primo appuntamento della rassegna CULTURA POPOLARE , che si terrà presso il teatro Fratelli Medas, a Guasila Dopo  i successi di Cagliari, Carbonia e Nuoro, la carovana de  IL VOLO sbarca a Guasila,  ospite dei Figli d’Arte Medas.

Un gruppo di amici, artisti, avvocati, scrittori, giornalisti, attori, uniti dalla voglia di raccontare una storia, una bella storia tratta dal bel romanzo di Giampaolo Manca, poeta, scrittore, e avvocato. Ad arricchire questo primo appuntamento della nostra rassegna di Cultura Popolare, il giornalista Sandro Angioni il  duo cabarettistico le Taglia 40 (Annalisa Zedde e Consuelo Melis) con il compito di sorprendere il pubblico con incursioni improvvise.

Non potendo mancare,  in questo prodotto culturale, uno spazio introspettivo dedicato alla musica ecco le canzoni cantate da Mauro Sollai e da  Emanuela Stara. Ed ancora  la partecipazione semiseria di Monica Marras, Emanuele Pisano e Francesca Cogoni altri contributi verranno dati da Silvia Massacci e Rosanna Argiolas. La carovana ospita anche Gianluca Medas in una versione reeeding, con il compito di leggere con tono leggero  alcune parti del libro.

Al termine, nella sala Valeria Murgia, buffet a cura del Istituto Agrario di Senorbì , nostro partner in questa iniziativa.  I vini proposti sono prodotti dalla Cantina sociale Trexenta.

TEATRO FRATELLI  MEDAS – GUASILA  

23 aprile ore 21

 

 

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IL PADDORI DI FIGLI D’ARTE MEDAS

CHIUDE LA XX EDIZIONE DI FAMIGLIE D’ARTE

 “Ziu Paddori” la nota commedia popolare è rivisitata nell’ultimo spettacolo della Rassegna di Teatro Contemporaneo dei Figli d’Arte Medas in una particolare opera scanzonata.

Sul palco la voce di Gianluca Medas è accompagnata dalle musiche della Grande Madre Band in un doppio appuntamento:

Giovedì 27 Novembre al Teatro Fratelli Medas di Guasila e Venerdì 28 Novembre al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari

A chiudere Famiglie d’Arte 2014 – XX edizione – Re-Opera è il rifacimento in chiave buffa, quasi grottesca di un testo del repertorio popolare: “Ziu Paddori” di Efisio Vincenzo Melis.

Il personaggio di Paddori è proposto come Maschera che racchiude caratterizzazioni rappresentanti la Cultura Popolare Sarda. In scena la narrazione e il canto di Gianluca Medas insieme ai brani della Grande Madre Band.

Lo Spettacolo è rappresentato Giovedì 27 Novembre alle ore 21:00 al Teatro Fratelli Medas di Guasila al termine del quale è previsto un momento di incontro dedicato al libro del Professor Salvatore Atzori, “De s’Anantzia a s’Eredeu – Identità e Lingue tra Generazioni”. Interverranno Gianluca Medas e l’Autore. La replica di Ziu Paddori è Venerdì 28 Novembre alle ore 21:00 al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari.

LA MASCHERA COMICA – il Ziu Paddori presentato nella XX edizione di Famiglie d’Arte è la rilettura dell’attore Gianluca Medas del personaggio della Tradizione Trexentese e di come esso possa essere letto antropologicamente come una vera e propria Maschera. Il testo del Melis è stato così trasformato in uno Spettacolo di Narrazione con Canti e Musiche in cui le canzoni care alla Tradizione sono state reinterpretate e riarrangiate in chiave contemporanea, in toni scherzosi e originali, dalla Grande Madre Band.

FAMIGLIE D’ARTE 2014 RE-OPERA – la rassegna giunta alla XX edizione ha portato in scena sei Spettacoli per un totale di undici Appuntamenti. Un ampio staff tecnico e organizzativo ha lavorato alla realizzazione della Rassegna coinvolgendo un vasto cast artistico, diversi enti partner e varie istituzioni. Nel Teatro Fratelli Medas di Guasila e nel Teatro Sant’Eulalia di Cagliari, sono state portate sul palco opere appartenenti a generi differenti incentrate sul tema della Trasformazione che hanno coinvolto un allargato ed eterogeneo pubblico.

 

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foto di Fabio Costantino Macis

La Traviata è l’Opera lirica più rappresentata al mondo. Ma lo sapevate che la famosa cortigiana del romanzo di Dumas è realmente esistita?

Lei si chiamava Marie Duplessis, pseudonimo di Alphonsine Rose Plessis, ed era una celebre cortigiana vissuta a Parigi ai tempi di Luigi Filippo. Era nata in un paesino della Bassa Normandia  da una famiglia molto povera. Cominciò a lavorare giovanissima; a quindici anni si trasferì a Parigi, dove la sua bellezza e la sua intelligenza le aprirono le porte del bel mondo; a soli sedici anni si ritrovò ad essere la cortigiana più richiesta e più ben pagata di Parigi. Portava con sempre con sé un mazzo di camelie, bianche 25 giorni al mese, gli altri 5 giorni rosse: ciò serviva ad indicare la sua ‘disponibilità’ ai suoi amanti. Per questo motivo fu soprannominata ‘la signora dalle camelie’. I suoi protettori erano uomini ricchi e in vista, che le offrivano aiuti finanziari in cambio della sua compagnia pubblica e privata. Frequentava l’Opera e i teatri, viveva nel lusso, aveva gioielli, pellicce, carrozze a volontà.

In questo ambiente Marie ebbe l’opportunità di istruirsi: colta e brillante nella conversazione, era una donna unica nel suo genere. Fu amante di Alexandre Dumas figlio e del compositore Franz Liszt.

Si è appena conclusa  la rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi al Lirico di Cagliari  che  ne viene riproposta subito un’altra, in una versione teatrale inserita nella rassegna “ Famiglie d’Arte 2014 RE-OPERA“, e che vede protagonista la più piccola della dinastia teatrale più famosa in Sardegna, quella dei Medas.

Gli eleganti salotti e i frizzanti brindisi cingono un Bocciolo che lentamente appassisce. Un Amore fiorito, una Camelia come pegno, il Cuore dischiuso di una Cortigiana. Ma la Violetta sofferente già tossisce un vermiglio colore, mentre rinuncia al suo unico e autentico Affetto. Sacrificio, Passione e Morte incalzano, tra Parola e Musica, nella malinconica narrazione dell’attrice Noemi Medas, nelle terse note della chitarra di Andrea Congia e nel sinuoso suono della viola di Chiara Moccia.
 In scena Giovedì 20 Novembre alle ore 21:00 al Teatro Fratelli Medas di Guasila e Venerdì 21 Novembre alle ore 21:00 al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari.

 

Noemi Medas https://www.facebook.com/noemimedasofficialpage
Figlia d’Arte, artista polivalente, attrice teatrale e cinematografica, muove i primi passi sulla scena all’età di sei anni. Fondamentale per la sua formazione l’apporto della sua Famiglia e di maestri come G.Giannini, F.Graziosi, K.Crawford, N.Jara, A.Zapparoli e V.Cruciani. Ha collaborato con l’Ente Lirico di Cagliari e il Teatro Stabile della Sardegna e con professionisti del Teatro e del Cinema nazionale e internazionale quali L.Trapazzo, J.Coda, S.Mereu, M.Salimbeni, G.Cabiddu, S.Obino, T.Cubeddu, P.Carboni. Nel 2014 ha ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel film “Perfidia” del regista B.Angius, selezionato come unico film italiano al Festival di Locarno aggiudicandosi il Premio della Giuria Giovani come miglior regista.

Chiara Moccia

Laureata al triennio di I° livello in Viola presso il Conservatorio di Musica G.P. da Palestrina di Cagliari, nel quale consegue successivamente la laurea specialistica. Fa parte dell’organico di varie orchestre quali: Orchestra da Camera della Sardegna, Orchestra internazionale Sarda, Associazione Amici della Musica. Ha collaborato con il Teatro delle Saline e il Teatro Instabile di Paulilatino. Il suo repertorio ha spaziato dal classico al jazz, partecipando a eventi quali European Jazz Expò e Sardinia Jazz.

Andrea Congia - www.facebook.com/andcongia 

Laureato in Filosofia e laureando in Etnomusicologia presso il Conservatorio di Cagliari. Chitarrista (chitarra classica, baritono e fretless), autore e interprete nelle formazioni musicali sperimentali Nigro Minstrel, Mascherada, Antagonista Quintet, Crais Trio, Baska, Hellequin, Orchestrina dei Miracoli, Gastropod, Skull Cowboys, Grande Madre Band, Death Electronics. Da anni prosegue sulla strada della coniugazione tra Parola e Musica in collaborazione con numerosi artisti provenienti da ambienti musicali e teatrali sardi in particolar modo attraverso la direzione artistica della Rassegna di Spettacolo Significante.

 



 

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Il prossimo appuntamento della Rassegna teatrale Famiglie d’arte è ispirato a Dracula, uno degli ultimi, se non l’ultimo, tra i grandi romanzi gotici. Dracula è un romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897, ispirato alla figura di Vlad III principe di Valacchia.

L’attore narratore Gianluca Medas, come negli spettacoli precedenti, narrerà Dracula alla sua maniera, cercando di far emergere ciò che nel romanzo è soltanto accennato.Il trucco per questa occasione sarà molto particolare e lo realizzerà Giulia Gallus.

Le musiche  Rock sono degli Hellequin, guidati dal chitarrista Andrea Congia.

Lo spettacolo andrà in scena Giovedì 13 Novembre  al Teatro di Guasila  e Venerdì 14 al teatro di Sant’Eulalia a Cagliari ore 21

Nel video sottostante l’attore ci presenta la sua versione di Dracula


YouTube Video

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La celeberrima storia del Conte Vampiro reinterpretata dai Figli d’Arte Medas nella XX edizione della Rassegna di Teatro Contemporaneo Famiglie d’Arte.

Doppio appuntamento sul palco con Gianluca Medas e gli Hellequin.

Giovedì 13 Novembre al Teatro Fratelli Medas di Guasila e Venerdì 14 Novembre al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari

Lo Spettacolo racconta, in un’atmosfera gotica, il mito del Vampiro e al contempo a una Storia d’Amore. La voce narrante di Gianluca Medas e le musiche Rock degli Hellequin, guidati dal chitarrista Andrea Congia, portano sul palco, a metà tra storia e leggenda, le vicende del Principe della Notte evocate da Bram Stoker nel suo romanzo. L’opera dei Figli d’Arte Medas va in scena Giovedì 13 alle ore 21:00 al Teatro Fratelli Medas di Guasila e Venerdì 14 Novembre in replica al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari.

TEATRO GOTICO – Gianluca Medas artista poliedrico, direttore artistico dell’Associazione Figli d’Arte Medas ripercorre le cupe atmosfere della leggendaria figura di Dracula in un’opera teatrale che si ispira, oltre al romanzo d’eccellenza della Letteratura dell’Orrore, anche alle suggestioni cinematografiche di Coppola. Il narratore descrive sul palco la passionale e sofferta Storia d’Amore di un Mostro che si rivela più vicino all’Umano di come nei secoli è stato immaginato.

                   A METÀ TRA OPERA E ROCK – La Band Rock Hellequin con influenze Progressive e vicina alle espressioni dell’Heavy Metal, esegue dal vivo una colonna sonora originale, lirica e romantica, che accompagna le atmosfere tenebrose di una tragica storia di Sangue, Amore e Morte.

SITO INTERNET DELLA RASSEGNA: www.famigliedarte.com

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Rassegna Famiglie d’Arte 2014

Ospite all’interno della programmazione della XX edizione della Rassegna dei Figli d’Arte Medas, la performance audio – video di Marco Ferrazza e Roberto Zanata

Giovedì 6 Novembre ore 21:00

al Teatro Fratelli Medas di Guasila

Nel seguire il tema della Trasformazione, la Rassegna di Teatro Contemporaneo, Famiglie d’Arte 2014, ospita un’Opera di composizione live utilizzando tecnologie audio e video. Uno spettacolo di suono e immagine, Soundwall in scena Giovedì 6 Novembre alle ore 21:00.

I performer Marco Ferrazza e Roberto Zanata di Spaziomusica portano sul palco del Teatro Fratelli Medas uno spettacolo nel quale percezioni uditive e visive sono costantemente e vicendevolmente stimolate.

LO SPETTACOLO

Marco Ferrazza - laptop

Roberto Zanata - laptop e leapmotion

Immagini integranti e rivelatrici del Suono. Ritmi che prendono forma in scenografie stellate e particellari.

Un Oggetto Audio-Visivo, strutturato su un univoco principio algoritmico, condotto attraverso un set di parametri dinamici molto simili, sin dal principio scelti in funzione dei software che lo generano. Nuovi mondi altrimenti inaccessibili si aprono ad occhi ed orecchi di chi sa farsi trasportare nella sinestesia avvolgente dei due performer Marco Ferrazza e Roberto Zanata.

Marco Ferrazza e Roberto Zanata

Marco Ferrazza e Roberto Zanata si incontrano al Conservatorio di Musica G.P. Da Palestrina di Cagliari nel corso dei loro studi di Musica Elettronica e Nuove Tecnologie Musicali. Collaborano da alcuni anni alla realizzazione di performance audio/video e sono entrambi attivi come compositori in ambito nazionale e internazionale.

 

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Il secondo spettacolo della rassegna  Famiglie d’arte, diretta da Gianluca Medas, si intitola Fuoco e Fiamme e trae ispirazione dal famoso film The Crow, che ha visto  il drammatico episodio della morte del protagonista durante le riprese sul set cinematografico.

La musica, il cui autore è Andrea Congia,   sarà eseguita dal vivo dalla band rock Skull Cowboys. Sarà proprio Congia a raccontare ai lettori del mio blog, nel video sottostante, la trama dello spettacolo narrato da Gianluca Medas, che andrà in scena Giovedì  30 ottobre al Teatro di Guasila e Venerdì a Cagliari al teatro di Sant’Eulalia alle ore 21.

 Skull Cowboys

Band Rock Progressive fondata nel 2010 da Andrea Congia in seno ai programmi dell’Associazione Figli d’Arte Medas. Trasfigurare racconti in musica e visioni e la strada in cui si muove dalle origini: diverse Opere Rock dirette dal regista Gianluca Medas vengono messe in scena negli anni (The Crow, Il Mistero di Sleepy Hollow, Apocalisse). Skull Cowboys e attualmente formata da Mario Pierno (chitarra elettrica), Andrea Congia (chitarra classica), Fabio Desogus (tastiere), Marco Loddo (basso elettrico), Roberto Matzuzzi (batteria).


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E’ intitolato Fuoco e Fiamme il secondo spettacolo della rassegna Famiglie d’Arte Re-Opera. Doppio appuntamento Giovedì 30 Ottobre al Teatro Fratelli Medas di Guasila e Venerdì 31 Ottobre al Teatro Sant’Eulalia.                                            

 In scena Gianluca Medas e gli Skull Cowboys

I Figli d’Arte Medas si ispirano al fumetto di James O’Barr e rievocano The Crow nella Rassegna giunta alla XX Edizione. La voce del narratore Gianluca Medas, accompagnata dalle musiche originali degli Skull Cowboys, guidati dal chitarrista Andrea Congia, ripropone la storia di un Amore umano e soprannaturale al contempo. Lo Spettacolo va in scena Giovedì 30 Ottobre alle ore 21:00 al Teatro Fratelli Medas di Guasila e in replica Venerdì 31 Ottobre al Teatro Sant’Eulaliadi Cagliari.

LA DRAMMATURGIA: Gianluca Medas artista poliedrico, direttore artistico dell’Associazione Figli d’Arte Medas, trasforma l’opera di James O’Barr in uno spettacolo teatrale. Custode di una Liturgia Metropolitana, il narratore onnisciente svela la vendetta del protagonista che, morte dopo morte, in un luogo e in un tempo nei quali reale e soprannaturale si incontrano, compie un percorso spirituale di Liberazione.

LA COLONNA SONORA: la band rock progressive Skull Cowboys esegue una vera e propria Colonna Sonora dal vivo, che percorre il senso drammaturgico dello spettacolo, seguendo, anticipando, dando risalto a relazioni, vicende e personaggi. Ogni brano mostra così in Musica la morte di ciascun personaggio eseguita dal Vendicatore.


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Si è aperta ieri a Guasila la XX rassegna di teatro contemporaneo  Famiglie d’arte,  Re-Opera, col primo titolo:  Rigoletto  rivisto da Gianluca Medas con le musiche di Andrea Congia. Musiche nuove, sperimentali, dove oltre agli strumenti tradizionali  viene utilizzato anche il sintetizzatore.Ma ci spiega meglio l’autore Andrea Congia in questa mia videointervista durante la conferenza stampa.

Intanto ricordo che questa sera, a Cagliari, al Teatro Sant’Eulalia si replicherà alle 21.

Non mancate!

 


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Locandine A3 Singole Fam Arte 2014-01Oggi  ore 21.00 a Guasila. Rigoletto.

Drammaturgia Gianluca  Medas da Piave Verdi Hugo. Musiche electronics hause indi acid Andrea Congia Francesco Medas Walter Demuro. Una storia Pulp. Rosso Sangue…

 Tratto da Le Roi s’amuse di Victor Hugo

Adattamento e Drammaturgia di Gianluca Medas

Audiodramma Dark

Associazione Figli d’Arte Medas

Gianluca Medas – coreuta

Death Electronics – musiche originali

(Andrea Congia – chitarra classica, Walter Demuru e Francesco Medas – live electronics)

 

Un deforme e maligno Buffone, un Duca meschino e perverso, legati da una cupa Maledizione che si scioglie nel mortale Sacrificio di una Fanciulla. Destini e Sorti si intrecciano e si disfano avviluppati in claustrofobici e tracotanti Amori. Voluttà, Segreti, Vendetta alla Corte del buio Peccato, sono ricalcati, tra Parola e Musica, dal truce e macabro racconto di Gianluca Medas e dalle costruzioni meccaniche ed elettroacustiche dei Death Electronics, guidati dal chitarrista Andrea Congia.

Lo spettacolo sarà replicato domani a Cagliari alle 21 al teatro di Sant’Eulalia

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Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione della nuova rassegna di “Famiglie d’arte” dell’associazione Figli d’Arte Medas in scena dal 23 ottobre fino al 28 Novembre

Il direttore artistico Gianluca Medas ha presentato gli spettacoli nello specifico. Al suo fianco il musicista Andrea Congia che ha curato la parte musicale.

Undici le date della XX edizione della Rassegna Famiglie d’arte 2014 Re-Opera, incentrate sul tema della Trasformazione.

Caratteristica di questa rassegna è il legame fra Opera Lirica, Letteratura Romantica e Teatro di Tradizione.

Il primo appuntamento è col Rigoletto il 23 ottobre 2014 a Guasila nel Teatro Fratelli Medas , e a Cagliari il 28 Novembre al Teatro di Sant’Eulalia sito nel quartiere  della “Marina“.

L’opera verdiana in una rivisitazione  di Medas con le musiche elaborate in stile elettronico da Andrea Congia.

Un deforme e maligno Buffone, un Duca meschino e perverso, legati da una cupa Maledizione che si scioglie nel mortale sacrificio di una Fanciulla. Destini e Sorti si intrecciano e si disfano avviluppati in claustrofobici e tracotanti Amori. Voluttà,Segreti, Vendetta, alla Corte del buio Peccato, sono ricalcati fra Parole e Musica, dal truce e Macabro racconto di Gianluca Medas e dalle costruzioni meccaniche ed elettroacustiche dei Death Elettronics, guidati dal chitarrista Andrea Congia.

Medas ha tratto ispirazione dal libretto originale di Francesco Maria Piave a sua volta ispirato al dramma storico “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo aspramente critico della dissoluta condotta della corte di Francia.

Gli spettacoli si terranno alle ore 21


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Famiglie d’Arte 2014 – XX Edizione - RE-OPERA

 La Conferenza Stampa di Presentazione

 Venerdì 17 Ottobre 2014 ore 10:30

Teatro Sant’Eulalia – Vico del Collegio 2 – Quartiere Marina - Cagliari

 È convocata per Venerdì 17 Ottobre 2014 alle ore 10:30 nel Teatro Sant’Eulalia a Cagliari, la Conferenza Stampa di Presentazione della Rassegna Famiglie d’Arte 2014 RE-OPERA (XX Edizione), curata dall’Associazione Figli d’Arte Medas.

Interamente incentrata sul tema specifico della Trasformazione, la Rassegna di Teatro Contemporaneo fonda la sua Estetica sull’idea di riuscire a trasformare la Cultura Popolare di Ieri e di Oggi attraverso il fluire narrativo dello Storytelling, in un Linguaggio Teatrale e Musicale capace di far identificare il pubblico nelle Vicende portate in Scena, poiché portato a vivere il Racconto e a immergersi in esso, a riflettere e riflettersi nelle proprie esperienze.
Gli appuntamenti, previsti nei mesi di Ottobre e Novembre 2014, vedranno sul palco un susseguirsi di diversi artisti chiamati a raccontare Suoni, Immagini, Creature della Notte, Nobili misogini e Buffoni maledetti, Dame dissolute, Personaggi di Tradizione: Passione, Rabbia, Vendetta, Destini, Tormenti, Amori. Nella convinzione che ogni cosa può essere oggetto di Narrazione, la ventesima edizione di Famiglie d’Arte presenterà un Programma cangiante e multiforme che lega Opera Lirica, Letteratura Romantica e Teatro di Tradizione in una scena fatta di Luci, Racconti e Musiche.

Interverranno:

 Gianluca Medas – Direttore Artistico della Rassegna e dell’Associazione Figli d’Arte Medas

Andrea Congia – Ideatore e Curatore dei Progetti Musicali della Rassegna e dell’Associazione Figli d’Arte Medas

 

Parteciperanno alla Conferenza il Cast Artistico e la Rete Organizzativa e dei Partner

 

Su Facebook: https://www.facebook.com/events/1518730201707093

 

Info e Contatti

 

Associazione Figli d’Arte Medas
Segreteria Organizzativa: Carla Erriu – 345.3199602 - info@figlidartemedas.org
Ufficio Stampa: Barbara Mameli – 334.1107807 - ufficiostampa@figlidartemedas.org
www.figlidartemedas.org

 

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L’attore cagliaritano Gianluca Medas ha portato il suo spettacolo “La grande madre” al di là della Sardegna, esattamente a Ciampino dove lo ha atteso un folto pubblico .

Lo spettacolo era inserito nella rassegna “Con la sardegna nel cuore” giunto alla 6^ edizione, e si è tenuto nel Parco Aldo Moro.

Ne La Grande Madre, contos e cantos dall’isola, Gianluca Medas  ha cantato  e raccontato di grandi madri e culto della vita. Lo ha accompagnato alla chitarra il musicista  Andrea Congia .

La rassegna, che si conclude oggi con l’esibizione del gruppo folk di Osilo e del Ponentino Trio   ha avuto il sostegno della Regione Lazio, del Comune di Ciampino e dell’Associazione culturale Grazia Deledda.

 

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L’associazione Figli d’arte Medas sta preparando una stagione alternativa a quella del Teatro Lirico (che è in procinto di riprendere con l’opera Tosca), con un opera in  forma  alternativa rispetto all’originale e comunque sempre rispettosa nel suo contenuto:

Il RIGOLETTO

di Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi

Adattamento e Drammaturgia di Gianluca Medas
Audiodramma Dark

Associazione Figli d’Arte Medas

Gianluca Medas – coreuta
Death Electronics – musiche originali
(Andrea Congia – chitarra classica; Walter Demuru e Francesco Medas – live electronics)


Un deforme e maligno Buffone, un Duca meschino e perverso, legati da una cupa Maledizione che si scioglie nel mortale Sacrificio di una Fanciulla. Destini e Sorti si intrecciano e si disfano avviluppati in claustrofobici e tracotanti Amori. Voluttà, Segreti, Vendetta alla Corte del buio Peccato, sono ricalcati, tra Parola e Musica, dal truce e macabro racconto di Gianluca Medas e dalle costruzioni meccaniche ed elettroacustiche dei Death Electronics, guidati dal chitarrista Andrea Congia.
L’Opera Lirica
Incentrato sul tema della Maledizione, Rigoletto è un intenso dramma di Amore, Passione, Tradimento e
Vendetta. Insieme a “La Traviata” e a “Il Trovatore” fa parte della cosiddetta Trilogia Popolare di Giuseppe Verdi.
Il Libretto è di Francesco Maria Piave, ispirato al dramma storico “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo, aspramente critico della dissoluta condotta della corte di Francia. Inizialmente oggetto di censura austriaca, l’Opera fu messa in scena al Teatro La Fenice di Venezia l’11 Marzo del 1851 con grande successo.
Francesco Maria Piave (Murano 1810 – Milano 1876)
Di famiglia benestante, legata all’industria del vetro, Francesco Maria Piave conduce i suoi studi a Roma. Nel 1842 diviene direttore degli Spettacoli del Teatro La Fenice di Venezia, acquisendo successivamente la nomina di poeta ufficiale sino al 1859. Nello stesso anno comincia una collaborazione anche con il Teatro La Scala di Milano, che sfocia anche qui nella nomina di poeta ufficiale dal 1859 al 1867.
La sua migliore e celebre produzione è quella legata al compositore Giuseppe Verdi per il quale scrisse ben dieci libretti.
Giuseppe Verdi (Le Roncole 1813 – Milano 1901)
Nato da modesta famiglia, Giuseppe Fortunino Francesco Verdi sin da bambino dimostra il suo amore per la Musica. Fama e Fortuna arrivano nel 1842 al Teatro La Scala di Milano, ottenendo un incredibile successo con l’opera “Nabucco”. Da quel momento inizia per lui un lavoro indefesso che sfocia nella celebre “Trilogia Popolare” composta tra il 1852 e il 1853.

Dal 1861 si aggiunge anche l’impegno politico: Deputato del primo Parlamento italiano e Senatore nel 1874. Muore a Milano all’età di 88 anni, dopo sei giorni di agonia.

Questo è il programma di Famiglie d’Arte 2014:

1. Rigoletto di Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi

con Gianluca Medas, Andrea Congia, Walter Demuru, Francesco Medas

2. Fuoco e Fiamme di Gianluca Medas

con Gianluca Medas, Skull Cowboys

3. Soundwall

con Marco Ferrazza, Roberto Zanata

4. Dracula di Bram Stoker

con Gianluca Medas, Hellequin

5. La Traviata di Francesco Maria Piave e di Giuseppe Verdi

con Noemi Medas, Andrea Congia

6. Ziu Paddori di Efisio Vincenzo Melis

con Gianluca Medas, Grande Madre Band

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foto di Fabio Costantino Macis

 

Qualche giorno fa ho pubblicato in anteprima  la programmazione (vedi post) della rassegna ideata dall’associazione “Figli d’arte Medas“, che quest’anno compie 20 anni. Ma quanti di voi sanno esattamente come e quando è nata questa associazione? Ve lo dico io.

 La Famiglia Medas e l’unica Famiglia di teatranti presente in Sardegna, e attiva nei teatri cagliaritani già dai primi del Novecento. Da questa radicata tradizione nasce negli anni Novanta l’Associazione Figli d’Arte Medas, il cui fondatore e Gianluca Medas, figlio di Mario Medas. Tra le sue attività più recenti ci sono tre Rassegne di rilevante importanza culturale:

Il Festival della Storia

 Rassegna Teatrale Famiglie d’Arte e Significante

Rassegna di Spettacolo tra Parola e Musica.

Ideata e diretta da Gianluca Medas, prodotta e organizzata dall’Associazione Figli d’Arte Medas, Famiglie d’Arte è una Rassegna di Teatro Contemporaneo che fonda la sua Estetica sull’idea di riuscire a trasformare la Cultura Popolare di Ieri e di Oggi attraverso il fluire narrativo dello Storytelling, in un Linguaggio Teatrale e Musicale capace di identificare il pubblico nelle Vicende portate in Scena, poiché portato a vivere il Racconto e a immergersi in esso, a riflettere e riflettersi nelle proprie esperienze.

Nei Testi Drammaturgici originali e negli Adattamenti Teatrali tratti dalla Letteratura, si fondono le Tradizioni della propria Terra e le Arti Contemporanee, senza formalismi, ma con un’attenzione particolare verso i contenuti.

Una Sinergia Estetica, un empatico Cross Over sperimentale tra Teatro, Musica, Danza e Arti Visive.

Le performance artistiche propongono i diversi linguaggi in un crogiuolo semantico, nella forma di Opere Teatrali che entrano in contatto dialogico con il pubblico imprigionato nelle Scene e avvolto in una totale Sinestesia.

Famiglie d’Arte: una proposta Culturale e Artistica radicata nella Tradizione, orientata alla Sperimentazione, ispirata dall’Innovazione e votata a restituire il Teatro al Pubblico.

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foto di Giorgio Russo

Sono davvero curiosa di vedere come Gianluca Medas, artista originale e di grande esperienza, rivisiterà l’Opera Lirica . Lui, l’Opera, l’ha vissuta “da dentro”, sin dai tempi in cui, giovane studente di Conservatorio, faceva parte del cast dei figuranti.

Gianluca Medas

All’interno della programmazione artistica e culturale dell’Associazione Figli d’Arte Medas, dedicata quest’anno all’Idea della Grande Madre, Simbolo di Accoglienza, di Rigenerazione e di Rinascita, vedrà la luce la ventesima edizione della Rassegna di Teatro Contemporaneo “Famiglie d’Arte”, interamente incentrata su un tema specifico: la Trasformazione.

Gli appuntamenti, previsti nei mesi di Ottobre e Novembre 2014, vedranno sul palco un susseguirsi di diversi artisti chiamati a raccontare Suoni, Immagini, Creature della Notte, Nobili misogini e Buffoni maledetti, Dame dissolute, Personaggi di Tradizione: Passione, Rabbia, Vendetta, Destini, Tormenti, Amori.

Nella convinzione che ogni cosa può essere oggetto di Narrazione, la ventesima edizione di Famiglie d’Arte presenterà un Programma cangiante e multiforme che lega Opera Lirica, Letteratura Romantica e Teatro di Tradizione in una scena fatta di Luci, Racconti e Musiche.

Le Storie si animeranno sopra decorati fondi fatti di Suono e, interamente rapito da Fatti e Rappresentazioni, il Pubblico entrerà in costante dialogo con i personaggi evocati.

L’Orizzonte della ventesima edizione di Famiglie d’Arte sarà quindi quello della Trasformazione, della Riscrittura, della Reinvenzione che collega Autori, Testi e Musiche molto eterogenei tra loro, ma tutti di notevole rilevanza nel condiviso Patrimonio di Ieri, di Oggi e di Domani. Giuseppe Verdi, Francesco Maria Piave, Bram Stoker, James O’Barr, Efisio Vincenzo Melis si avvicenderanno, appuntamento dopo appuntamento, nello svolgimento della Rassegna e all’interno di ogni apparato drammaturgico, le azioni sceniche saranno condotte da elementi simbolici musicali, elementi minimi non ulteriormente scindibili, che, in questa azione di continuo Rinnovamento, saranno anch’essi convertiti e tramutati per prender parte al costante gioco di alternanze tra Parola e Musica.

Con l’obiettivo di non dover frammentare la Cultura Popolare tra opere relegate in un Passato ritenuto sacro, immobile e lontano e opere appartenenti ad un Presente valutato come instabile e infermo, Famiglie d’Arte 2014 – Re-Opera si snoderà in un singolo percorso che unisce Musica, Storie e Personaggi cari all’Immaginario comune.

Questo è il programma di Famiglie d’Arte 2014:

1. Rigoletto di Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi

con Gianluca Medas, Andrea Congia, Walter Demuru, Francesco Medas

2. Fuoco e Fiamme di Gianluca Medas

con Gianluca Medas, Skull Cowboys

3. Soundwall

con Marco Ferrazza, Roberto Zanata

4. Dracula di Bram Stoker

con Gianluca Medas, Hellequin

5. La Traviata di Francesco Maria Piave e di Giuseppe Verdi

con Noemi Medas, Andrea Congia

6. Ziu Paddori di Efisio Vincenzo Melis

con Gianluca Medas, Grande Madre Band

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Puntate Precedenti

di Gianluca Medas

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù viene inchiodato sulla croce

Ora tre croci sono innalzate sul Golgota. Tre esecuzioni.  Tre condannati.

L’uomo appeso alla sinistra è furibondo, ha la bava nella bocca, grida contro Gesù

-  se sei il figlio di Dio come dici di essere, per quale motivo non salvi me e anche te?  L ‘altro invece  appeso alla sinistra di Gesù cerca lo sguardo del messia :-  io ti riconosco,   ho visto ciò che hai fatto, ti prego perdonami …

Gesù si scuote, si volta verso quell’uomo  – oggi sarai con me  in paradiso … oggi vedrai il padre. L’uomo si mette a piangere profondamente pentito. Ma il mondo attorno a loro, appesi sulla croce, sembra impazzito …  dalla folla grida di scherno, – hey tu! Non hai forse detto che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni ? Salva te stesso e scendi dalla croce – – Non capiscono-  pensa con angoscia Gesù, –  non sanno quello che fanno e quanto, con questo loro gesto, stanno contribuendo  a sconfiggere un mistero il cui pungiglione  sconvolge le loro vite  .    perde conoscenza, e non vede e non sente più nulla.

DODICESIMA SCENA

Gesù muore in croce

Gesù riapre gli occhi. Sente una grande angoscia nel suo cuore. Disperato cerca consolazione in cielo, da suo padre , ma il cielo è chiuso, nessun aiuto dal cielo … solo fino al fondo  Ma dolore solitudine disperazione angoscia sono troppo grandi per essere sopportati, così Gesù grida, grida al cielo, grida il suo dolore. -  padre, padre, perché mi hai abbandonato?  perché mi hai abbandonato su questa croce? padre non ce la faccio … non ce la faccio … ELI, ELI, LAMMAH SABACTANI …

Un attimo dopo emette un lungo sospiro poi  chiede da bere. Un soldato gli fa bere aceto e mirra.  Dopo avere bevuto, guarda la madre, e vede tutto …  il dolore immenso e senza lacrime di quella madre meravigliosa.  I due si guardano silenziosi

-madre io ti ho amata, ti consegno a Giovanni. Giovanni piccolo mio  ti affido a mia madre … Ecco tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.

Detto questo muore.

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce 

Un ora  prima di questi fatti, mentre Gesù ancora era vivo, nella reggia di Pilato, si è recato, in segreto, Giuseppe d’Arimatea. Egli è stato un seguace del nazareno.

Ha  amato le sue parole fin dal suo ingresso a Gerusalemme. Egli sa che è stata commessa una ingiustizia, e ha deciso di dare una sepoltura degna a quell’ uomo. Si è fatto ricevere da Pilato usando tutta la sua influenza. Il governatore non riesce a comprendere.  Questo Gesù anche da morto è amato ed odiato. Ascolta ciò che l’uomo gli chiede con attenzione.  È necessario poter seppellire il corpo  prima che tramonti il sole.  C’è la Pasqua da celebrare ed è necessario fare in fretta. Ci vuole il suo consenso. Scritto. Da Pilato c’è anche  Nicodemo.  Pilato senza problemi concede ai due uomini per iscritto ciò che chiedono : il permesso  di poter seppellire Gesù.

Il Nicodemo ha portato con se una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.

Usciti dal palazzo di Pilato, i due, incuranti della pioggia si sono recano sotto la croce. Mostrano al Soldatino il permesso di Pilato.  Con attenzione fanno scivolare il corpo di Gesù e lo adagiano su un carro guidato da una giumenta.  I due uomini si muovono nel fango. La pioggia ha reso il percorso  difficile.  Per  fortuna non devono fare molta strada.  Li accanto c’e un sepolcro nuovo all’interno di un giardino.  E’ necessario sistemare il corpo del Cristo in attesa della fine della pasqua.

In pochi minuti arrivano a destinazione.

 QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù deposto nel sepolcro

All’interno della grotta ci sono già Maria Maddalena e Maria di Cleopa, la sorella di Lazzaro e di Marta.  I due  trasportano il corpo nel sepolcro,  lo depongono su un altare di pietra bianca.  Lo asciugano, profumano il suo corpo con oli aromatici, avvolgendolo nelle bende.  In silenzio, i quattro, svolgono il loro compito   con Pensieri incupiti e pieni di sofferenza, di dispiacere per la perdita, di  lutto per la morte, di dolore per la prematura scomparsa di un uomo buono, che non aveva fatto male a nessuno.  Tra queste riflessioni però spunta un dubbio, – Quale può essere il mistero che si nasconde dietro questa morte? Se non ci fosse alcun mistero nascosto? -Senza parlare, con gesti lenti, concludono la pietosa operazione.Ora può essere lasciato nella grotta. Il lavoro è terminato. I quattro si guardano tra loro soddisfatti.

Vanno a cercare il responsabile del sepolcro e assieme a lui chiudono l’ingresso con una grossa pietra. È giunto il penoso momento dei saluti.  I quattro si danno  appuntamento, per trasportare il cadavere nel vero sepolcro,  all’indomani  alla fine della Pasqua.

In quello stesso momento Pilato sta tenendo una nuova riunione con i sacerdoti.

Questi sono infastiditi. Pilato sembra poco interessato alle loro preoccupazioni.

Dopo avere fatto un po’ di resistenza spiega di aver autorizzato il seppellimento momentaneo di Gesù nel sepolcro situato all’interno del giardino a fianco del calvario.  I sacerdoti  a quella informazione si innervosiscono – “no! Non è possibile”. Grida Hanna.- “quel tipo ha detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato”. Pilato non comprende. Hanna insiste – “ Se lo facessero sparire metterebbero in giro la voce che è risuscitato.   I nemici di Roma non aspettano altro. E tu non vorresti mai permettere una cosa del genere, no? Dà l’ordine che sia vigilato quel sepolcro fino al dopo pasqua.  Se dovesse sparire il corpo di questo sventurato  tutto ciò che è stato fatto diventerebbe inutile.” Pilato è stanco. Quella mattina è stato svegliato con  prepotenza da questi esaltati. Ha voglia di pace. E’ stata una giornata piena di tensioni, di continue ed insinuanti intimidazioni. – avevano ragione a Roma  - pensa –  questi Ebrei  sono persone pericolose e infide  – Tuttavia non può permettere che la sua autorità venga messa alla prova in questo modo  Così con freddezza  mette fine all’incontro.  -avete la vostra guardia- . Risponde ai sacerdoti  – Fate  da soli. Questi non sono affari che ci possano riguardare. Andate-. Furibondi i giudici del sinedrio escono dal palazzo. Sono tesi, nervosi. Uno dei segretari viene inviato per convocare con urgenza il responsabile della milizia del tempio.  In meno di mezz’ora  essi scelgono due uomini. Assieme a loro si recano al sepolcro. Fanno aprire l’ingresso.

All’interno trovano il cadavere già bendato e profumato. Con attenzione controllano che sia quello di Gesù. Dopodiché fanno spingere il pesante masso all’ingresso del sepolcro sigillandolo perché nessuno lo apra.  I due uomini della milizia si sistemano di guardia davanti al masso che chiude la grotta.

 QUINDICESIMA STAZIONE

Finale

La nostra storia  amici finisce così, la storia ha avuto la luce, ma non l’ha saputa vedere preferendo a lei il buio, e noi nel buio vi lasciamo, con queste piccole luci …

Fuori c’è il mondo e le sue luci variopinte, che cercano di allontanare la notte, che come un mantello ricopre il cielo, ebbene quelle luci sono pallide imitazioni di quella che non abbiamo voluto vedere …. ….

 

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di Gianluca Medas        

            Puntate precedenti                                                                                                                   

SESTA STAZIONE

la Veronica asciuga il volto di Gesù

 Questa  interminabile processione verso il Golgota è la stessa che ogni condannato alla morte di croce deve compiere. Ma questa inaspettata esecuzione ha la parvenza di un rito, come di un canovaccio che verrà tramandato nei secoli. Solo Gesù ne è consapevole.  Più volte, durante la cena del giorno prima ha fatto richiamo alla memoria. Egli sa che ogni gesto ha un significato che va oltre il gesto stesso. Perfino il suo soffrire fisico, la trave che gli pesa sulle spalle, la folla che grida impazzita al suo passaggio, i soldati romani , tutto ha  un profondo significato misterioso e incomprensibile. Il volto di GeSù è completamente sfigurato dal sangue che gli fuoriesce dal capo ferito dalla corona di spine, un casco composto da rovi intrecciati fra loro, impedendogli perfino di vedere. Ecco, una donna si avvicina ad un soldato , la donna  di chiama  Veronica, è ben nota agli apostoli.  Fa parte del gruppo di quelle donne che ha seguito Gesù nei tre anni di predicazione in Galilea e Sammaria. Lei con il sangue  ha familiarità, per anni è stata flagellata da perdite di sangue che l’hanno resa impura agli occhi del mondo, ed ora è venuto il suo turno. La vergogna del sangue, rimossagli una mattina da Gesù, soltanto toccandolo,  lei emorroissa la ha provata. Ora tocca a  lei. Tra la folla solo le donne hanno avuto il coraggio di seguire le soprti del messia. Gli uomini sono fuggiti via, impauriti. Solo le donne non hanno paura di seguire quest’uomo straordinario. Veronica è fra queste.  Dunque si avvicina al soldato. Gli parla. Il soldato annuisce. Ferma la processione un’ altra volta. La donna si avvicina al suo Messia. – tu un giorno hai rimosso la vergogna del sangue da me –  gli dice commossa, – ora io detergo questo sangue dal tuo volto- Gesù chiude gli occhi. Non ha più energia per quella donna.  Ma Veronica non è li per chiedere, per strappare, per  portare via, è li per sostenere, per salutare,   ha con se un velo, un panno  di lino, con quello asciuga il volto di Gesù, gli pulisce gli occhi, la bocca, le guance, la fronte. Poi lo bacia si alza e va. La processione prosegue lenta, dolorosa, dolente. La folla non si stanca di gridare.

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta

 Il Golgota è appena fuori dalle mura di Gerusalemme. Si tratta di un rilievo roccioso di pochi metri dalla forma tondeggiante come la calotta di un cranio. Quella collina viene usata come luogo di esecuzione della pena della crocifissione. Arrivarci normalmente non è faticoso. Il fatto è che li ci vanno i condannati di croce, nessun ebreo ci passa normalmente. E arrivare lassù, portando da se lo strumento della propria morte dopo essere stato colpito  da 120 colpi di Flagrum, come dicono gli studiosi della sacra sindone, è  causa si una sofferenza fisica gigantesca. In realtà Pilato, non sapendo come liberare Gesù dalle grinfie dei Sacerdoti,  lo aveva fatto flagellare per impietosire il popolo giudaico, ma la folla non aveva avuto compassione, continuando a chiedere a gran voce la sua condanna a morte, ed alla fine Pilato l’aveva concessa. Ed ora Gesù sente che le forze cominciano a mancargli. Neppure l’aiuto dell’uomo che gli stava accanto oramai è sufficiente. In quel momento la sua mente trova rifugio in una profezia di Isaia, che parla di lui, e di quel preciso memento, “ maltrattato, si lasciò umiliare e senza aprire bocca, come un agnello mandato al macello” . Chiude per un attimo gli occhi. Ma il peso di quella trave sulle spalle la sciaccia a tal punto da non riuscire più a respirare.  Cerca di reagire, ma barcolla, perde l’equilibrio e cade nuovamente a terra.

OTTAVA  STAZIONE

Gesù consola le donne di Gerusalemme

 Pietro e gli altri, la notte dell’arresto, erano fuggiti via. Di corsa si erano diretti la dove gli altri apostoli e le donne avevano cenato. Pietro,  detto a tutti loro di stare nascosti fino all’indomani in quella casa, nascosto dalla notte, si era recato fino alla casa del Gran sacerdote e da li era poi scappato via impaurito.  Insomma nessuno di loro aveva avuto il coraggio di uscire di casa.  Quella mattina tutta Gerusalemme parlava dell’arresto e della condanna a morte di GeSù. Chi aveva potuto, era corso a vedere. Ma gli apostoli no. Impauriti, atterriti, erano restati li, silenziosi, terrorizzati dall’idea di fare la stessa fine … le donne invece, assieme a Maria,
si erano mosse subito dopo l’alba. Erano corse ed avevano atteso fuori dal palazzo del Gran Sacerdote, poi fuori dal palazzo di Pilato, poi fuori dal palazzo di Erode ed infine nuovamente avevano seguito il drappello di soldati e il Cristo fino al palazzo di Pilato. Li avevano atteso , avevano udito la folla chiedere la grazia per Barabba. Poi  si erano sparpagliate a piccoli gruppi nel percorso mischiandosi tra la folla. Ed ecco che finalmente si mostravano a GeSù con una coppa ricolma di Aceto e Mirra, un anestetico per alleviare il dolore. Ma Gesù non si ferma. Le donne lo seguono circondandolo piangenti. Il soldati fanno fatica a cacciarle via. Sono una decina di donne. Maria non è con loro. Una cerca di far bere al condannato. Ma questi rifiuta. – donne ,-  grida fermandosi un attimo con grande sforzo- non piangete per me, piangete per questa generazione che non capisce, che non vede, perché se così si fa con il legno verde, con il secco che avverrà ? Non berrò questo anestetico donne, generosità e amore è il vostro nome segreto, non dimenticatelo.

NONA  STAZIONE

Gesù cade per la terza volta

Più il percorso verso il Golgota si avvicina, più aumenta la fatica e sembra lontano.

Gesù è esausto. Stanco. Avvilito. Provato. Solo. Un altro passo falso, ed ecco che cade rovinosamente. Annullato a tal punto da non essere capace di rialzarsi. Deve essere aiutato a sollevarsi. Egli è consapevole di essere il figlio di Dio, ma anche di non essere sceso sulla terra per fare la sua volontà. È un mistero che si nasconde dietro ogni caduta. Egli cade per la terza volta e santifica attraverso quella sconfitta l’umanità obliata, inconsapevole. Mentre cerca le forze per riprendere sulle sue spalle la trave pensa – Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato – Ogni sua caduta è la pietra miliare di questa ubbidienza e di questo annientamento.  Maria, nascosta  tra la folla,  vedendolo cadere, chiude gli occhi – Il Signore ha posto sopra di Lui l’iniquità di noi tutti.  Obbediente egli si fa condurre come un capro verso la sua morte e senza dire una sola parola.  Questo significa questa terza caduta. Nel frattempo il mondo continua le sue beffe, ma adesso è solo una parodia il suo vociare sconnesso.

 DECIMA STAZIONE

Gesù spogliato delle vesti

Ecco. Finalmente questo lunghissimo viaggio è terminato . La trave gli viene tolta dalle spalle. Il Cireneo se ne va. I due condannati che seguivano Gesù, colpevoli di furti continuati, vengono subito appesi, legati da alcune bende sulla croce. Gesù invece viene fatto adagiare sulla trave che ha trasportato sul monte che nel frattempo è stata inchiodata ad una altra  asse  trasversale formando una croce. Su quel manufatto gli vengono messi lunghi  chiodi, tra i polsi, e i piedi. Un dolore intenso che lo fa gridare …

Prima di inchiodarlo sul legno però gli strappano di dosso la veste. Erode, prima di rispedirlo da Pilato, per deriderlo, quella mattina gli aveva fatto mettere addosso un mantello di porpora rossa. Si tratta di una veste preziosa.  I  soldati discutono un po’ fra di loro su chi ha diritto di portarla via con se. Alla fine decidono di dividersela fra di  loro e di giocare la sorte sui pezzi …

 

fine quarta puntata

 

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