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Lui è Hasuk Carlo Lee , ed ha una voce da baritono come l’avrebbe voluta Giuseppe Verdi, di quelle voci che nascono ogni 100 anni. Una voce scura, ampia, espressiva. Non ho ancora avuto la fortuna di sentirlo dal vivo, ma mi è bastato ascoltarlo attraverso questo video amatoriale,  girato a sua insaputa da un compagno di classe  durante una lezione con la sua insegnante Rosy Orani , per rimanere letteralmente affascinata.

Ascoltarlo dal vivo è ancora più coinvolgente, la voce ti travolge! ” – dice Rosy Orani, mezzosoprano cagliaritano insegnante al Conservatorio di Parma – “Una voce così dovrebbe aver già calcato il palcoscenico da un pezzo, spero che prestissimo si accorgano di lui“.

Le opportunità più comuni per poter individuare le voci talentuose sono i concorsi. Purtroppo però la maggior parte di questi non danno la possibilità alle giovani voci di debuttare; quasi tutti infatti, ricompensano con un premio in danaro.  A mio avviso,  il premio dovrebbe essere sempre  un debutto direttamente in palcoscenico. Il pubblico sa giudicare e valorizzare voci come queste accorrendo ad applaudirlo laddove ci sono le sue esibizioni. Un direttore artistico , dal canto suo, per non lasciarselo sfuggire gli dovrebbe proporre un contratto per altri ruoli.

Hasuk Carlo Lee è nato a Seoul in Sud Corea nel 1982.  Si e’ laureato a pieni voti col prof.kim presso l’Universita’ YON SEI di Seoul nell’anno 2008. Ha lavorato come baritono nel Coro Civica WONJU 2008-2011

Ha vissuto tre anni ad Augsburg, in Germania, anni in cui ha studiato il repertorio liederistico . Successivamente , nel 2013, si è trasferito in italia. Ora Frequenta il Corso biennale di Canto presso il Conservatorio di Musica “A.Boito” di Parma sotto la guida della prof. Rosy Orani.

E’ stato finalista nel 2015 al concorso lirico “Rinaldo Pelizzoni” di Sissa (Parma) e, sempre nel 2015 ha interpretato il ruolo di Marcello nella Boheme prodotta dal Conservatorio di Parma, portata anche a Bologna e Prato .

In Corea,nel 2007 debutta nelle Nozze di Figaro nel ruolo di “Bartolo”.  Nell’anno 2009 debutta in Traviata nel ruolo di “Germont”.  In Germania ha tenuto diversi concerti interpretando il repertorio leaderistico tedesco.

Qualche mese fa’ si è esibito in un concerto con l’orchestra Toscanini all’Auditorium Paganini di Parma


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Rossella Ragatzu

E’ nata a Selargius, in provincia di Cagliari il soprano Rossella Ragatzu , ma da quasi 20 anni vive in Germania a Kiel, col suo compagno e i suoi cani. Naturalmente non ha rinnegato la sua terra e, appena il suo lavoro glielo permette  ritorna in Sardegna per godersi un po’ di sole e mare.

In questi giorni è impegnata al teatro di Kiel  nell’opera Die_Walküre di Richard Wagner. Rossella ha interpretato quest’opera più volte    ma sono passati diversi anni dall’ultima volta. Il suo ruolo, quello di una delle 9 Walchirie, da come si può capire nel video sottostante è vocalmente molto impegnativo, ma grazie alla sua esperienza è riuscita a riprenderlo senza difficoltà.  Il direttore d’orchestra di questa produzione è Georg Fritschz, il regista Daniel Karasek.

Seppur adottata dalla Germania, Rossella ha comunque mantenuto il legame con l’Opera italiana. Qualche mese fa ha dovuto inaspettatamente sostituire una collega nel ruolo di Floria Tosca,  ruolo, che non cantava da quasi 5 anni .

valchirie

 

Di seguito la famosissima cavalcata delle Walchirie.


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Il mezzosoprano cagliaritano Cristina Melis ha debuttato ieri sera nel ruolo principale della Carmen di Bizet al teatro tedesco di Kiel. Di seguito la recensione di un quotidiano locale .

Ieri sera c’è stata la prima della  Carmen di Bizet al Teatro Kiel. Cristina Melis eccelleva nel ruolo principale trasmettendo al pubblico grandi emozioni.Vocalmente ineccepibile , musicalmente fantasiosa nel fraseggio e negli accenti , scenicamente intensa.

Ha disegnato una Carmen fuori dalla banalità dei soliti cliché. Molto interessante lo spettacolo sia dal punto di vista scenico che registico.

Grande Interpretazione musicale del Direttore Rani Calderon. Finalmente un Direttore che sa dirigere !

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Aveva poco più di 14 anni quando ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del canto e della lirica in particolare. Era una delle tante alunne che frequentavano il corso in cui insegnavo musica. Ero anche io giovanissima. All’epoca gli insegnanti di musica scarseggiavano e i primi che facevano domanda venivano sistemati velocemente . Ero studentessa in canto ai primi anni di Conservatorio, e mi dividevo fra studio e lavoro.

Quando sentii Rossella per la prima volta, mi accorsi subito che aveva talento e non persi tempo a trasmetterle la tecnica del canto, la stessa che stavo apprendendo. La passione per l’insegnamento andava di pari passo con ciò che imparavo e che volevo sperimentare oltre che su di me anche su chi voleva mettersi nelle mie mani. L’esperimento su Rossella fu vincente.

Dopo un anno o poco più di studio, guadagnò il primo posto col massimo dei voti, all’ammissione in una classe di canto al Conservatorio “G.P. da Palestrina di Cagliari”. Una delle romanze che preparammo per quell’audizione, fu “Porgi Amor” dalle nozze di Figaro di Mozart.

Dopo 5 anni si diplomò e in seguito, durante il periodo  di perfezionamento col mio stesso maestro, Gustavo Melis, (papà del mezzosoprano Cristina ), vinse i primi concorsi internazionali che la portarono ad iniziare una carriera strepitosa,  tuttora in corso

Mozart è stato il suo cavallo di battaglia, e le sue opere, Rossella Ragatzu, le ha cantate nei più importanti teatri europei ed in particolare tra l’Italia e la Germania, paese  che l’ha adottata definitivamente. Proprio qui però, le richieste che le arrivavano dai teatri furono soprattutto per il repertorio di autori  italiani, (Verdi e Puccini), un repertorio che pian piano l’ha allontanata da Mozart. Ma si sa, il primo amore non si scorda mai ed ecco che, a distanza di otto anni, Rossella  risale sul palcoscenico tedesco di Kiel per ricantare il ruolo della Contessa, ancora in maniera impeccabile.


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Manila Chamber Singers sono giunti in Europa per una tournée che durerà un mese e mezzo. Loro sono una formazione corale di grande prestigio rappresentativa  della capitale delle Filippine.

Arrivati in Europa dopo 12 ore di volo, si sono esibiti, come  prima tappa, a Marsiglia. Questa sera si esibiranno a Paris, poi

22 – Den Haag, The Netherlands

25 – Rotterdam, The Netherlands

        28 – Egeln, Germany

 June 03Salzburg, Austria

07 – Vienna, Austria

11 – Bad Radkersburg, Austria

18 – Como, Italy

22 – Milan, Italy

26 – Bergamo, Italy

27 – Padova, Italy

28 – Venice, Italy

Il coro Manila Chamber Singers è una formazione amatoriale composto da coristi e studenti  uniti dalla passione comune per la musica corale. Fondato nel 1999, il gruppo vanta un repertorio che comprende brani classici della musica corale insieme a brani tradizionali e contemporanei di autori filippini. Il coro organizza due festival corali nella sua patria: The Colors of Worship, un festival di musica sacra, la cui prima edizione risale al 2004, ed il Manila Choral Festival (iniziato nel 2007) che raccoglie alcuni dei cori filippini famosi sia in patria che all’estero. Attraverso questi eventi il coro vuole condividere la passione per la musica e per il canto corale, promuovendo la cultura filippina con il pubblico di tutto il mondo. Sotto la locandina che riguarda appunto i prossimi concerti.

Il maestro del coro è  William Cordero il quale ha conseguito il diploma in Creative and Performing Musical Arts (2004) presso la University of the Philippines College of Music. Ha seguito il corso di specializzazione in pianoforte per due anni, per poi proseguire il corso in direzione corale la sua vera passione che è cominciata nella sua Chiesa.

Nel 2003 William Cordero era membro del coro Manila Chamber Singers come corista. Nel 2010 ne  assume la direzione del coro, che , grazie alla sua guida, ottiene premi e riconoscimenti in occasione di concorsi e Festival da tutto il mondo. Nel 2013 ha guidato il coro durante una tournée australiana tra le principali città del continente.

p.s. Fra i soprani c’è anche  Nastassha Teodosio, che i lettori di Musicamore hanno avuto l’opportunità di conoscere quale vincitrice del concorso di canto indetto da questo blog.

 

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FELIX KARLINGER – UN AMBASCIATORE DELL’ARTE PORRINIANA IN GERMANIA

 Nella musica di Porrino la Sardegna possiede ben più che un insieme di note musicali; la musica di Porrino assicura per sempre alla sua terra, depositaria del grande tesoro, una voce in capitolo nella grande scena del mondo.

 (F. Karlinger)

 Spesso, da quando ho dato alle stampe testo e compact disc de I Shardana di Ennio Porrino, sono stato contattato diverse volte da studenti, laureandi o semplici amanti della musica porriniana, con la preghiera di aiutarli a trovare recensioni, critiche e scritti vari sull’opera del compositore cagliaritano, nonché informazioni sulle esecuzioni delle sue sinfonie, balletti e opere liriche. Pensavano insomma che, oltre all’eccellente monografia di Mario Rinaldi (1961), alcune pubblicazioni di Felix Karlinger e altri pochi scritti, esistessero ben pochi saggi e articoli su Porrino e la sua arte.

Se è vero che, come scrisse Rinaldi, su Porrino è stato scritto talmente tanto che è “impossibile una catalogazione di tutti gli articoli critici che hanno parlato delle musiche e delle esecuzioni del Porrino” (Mario Rinaldi, 1965), nacque in me così la curiosità di verificare l’affermazione del critico musicale romano con l’obiettivo finale di pubblicare un volumetto che potesse diventare per studenti e studiosi alle prime armi (e non) un punto di riferimento abbastanza utile di introduzione allo studio dell’opera porriniana, soprattutto allo scopo di facilitare la ricerca bibliografica sull’argomento. Ed effettivamente, da un accurato spoglio bibliografico che chi scrive ha condotto di recente, è stato possibile rilevare che dai primi anni Trenta del Novecento fino ai nostri giorni è stata pubblicata (e non solo in Italia), una mole veramente immensa di articoli (circa tremila) su Ennio Porrino, sia di tipo biografico che riferita a esecuzioni e rappresentazioni sulle sue creazioni musicali o sulla sua musica in generale.

Ma va detto che la stragrande maggioranza di questi articoli, e quindi anche la celebrità di Porrino, si colloca nel periodo in cui il compositore era ancora in vita, e andrà via via scemando dal 1969 (anno del decennale della sua morte) in poi fino ai giorni nostri.

Le critiche negative sulla musica porriniana, più di matrice ideologica che di vera e propria critica musicale, si contano sulle dita di una mano; titoli come: “I repubblichini all’opera” in occasione della prima del grande oratorio Il Processo di Cristo (Roma, 12 aprile 1952, Teatro Argentina) contrastano con le restanti critiche tutte positive. Sullo stesso tenore è un altro articolo pubblicato in occasione della prima esecuzione assoluta del Concerto dell’Argentarola (Roma, 17 gennaio 1954), ritenuto uno dei capolavori del compositore cagliaritano. Anche in questo caso il giudizio dei critici italiani nei restanti articoli sulla prima romana del Concerto è unanimemente positivo.

Se volgiamo lo sguardo all’estero vediamo che Felix Karlinger saluta l’uscita del disco contenente il Concerto di Porrino e il Concierto di Rodrigo con due recensioni risalenti al 1961. Altro titolo di un lavoro porriniano eseguito all’estero, questa volta per musica da camera, è: “Triomphe de la grande pianiste Lya de Barberiis” in occasione del primo concerto di una lunga e fortunata tournée dell’indimenticabile pianista che tra il 2 dicembre 1968 e il 21 marzo del 1969 eseguì Preludio in modo religioso e Ostinato di Porrino a Toulon, Nimes, Nizza, Aix en Provence, Valencia, Murcia, Granada, Sevilla, Madrid, Málaga, Gibilterra, Tangeri, Casablanca e Meknès. Spostiamoci a Boston in occasione dell’esecuzione di Sonar per Musici di alcuni anni prima: Sonar per Musici, un concerto per archi e clavicembalo di Ennio Porrino, è stato il lavoro più affascinante del programma, che comprendeva Vivaldi, Mozart, Remy Principe e lo stesso Porrino” (The Boston Daily Globe, 16 gennaio 1959).

Nel 1958, in un articolo che non ha bisogno di essere commentato, il musicologo e critico Ramón Bayod y Serrat, a Barcellona, accoglieva così la prima dell’opera lirica in un atto L’organo di bambù rappresentata nel teatro dell’opera della metropoli catala: “La musica che il Maestro Porrino scrisse per dar vita sonora allo sfondo del tema letterario, implica un positivo valore dell’attuale scuola operistica italiana. […]. Con grande abilità nella scelta dei mezzi di espressione, Porrino ha saputo risolvere la rappresentazione di un ambiente straniero e misterioso, attraverso una musica che riflette questa inquietudine per la ricerca di un contenuto umano e trascendente. Perché questo linguaggio nell’organo di bambù più che un modo di dire è, prima di tutto una forma di evocare, di suggerire. Sintesi perfetta, in definitiva, di tema, musica e teatro”.

In questo viaggio a ritroso nei successi porriniani del dopoguerra ci imbattiamo nella trionfale prima newyorkese del poema sinfonico Sardegna del 5 novembre 1949 diretta dal celebre Leopold Stokowski alla Carnegie Hall con la Hall Philarmonic Symphony Orchestra of New York. A questo proposito citiamo un passo da una lettera inedita inviata con orgoglio dallo stesso Porrino a Piero Ostali della Casa Musicale Sonzogno: “Carissimo Comm. Ostali […], in questi giorni ho avuto una lettera aerea da un mio cugino che abita vicino a New York e che si recò il 5 novembre alla Carnegie Hall per ascoltare il mio poema sinfonico Sardegna diretto da Leopoldo Stokowski con l’orchestra Filarmonica di N. Y. Mio cugino mi dice che il lavoro ha avuto un successone. Stokowski, dopo il mio pezzo, è stato chiamato al podio ben 4 volte. Mi ha mandato anche il ritaglio del New York Times, dove il maggior critico americano si è espresso con termini particolarmente elogiativi. Insomma, mi dice mio cugino, che è stato un vero successo, anche perché lui ha sentito da tutti parole di elogio e di ammirazione”.

Lo stesso Stokowski, in una lettera inviata a Porrino da New York il 5 gennaio del 1950, così si esprime poche settimane dopo la succitata esecuzione di Sardegna del novembre 1949 alla Carnegie Hall con la New York Philarmonic: “Caro Signor Porrino, da quando diressi la Vostra Sardegna sono stato terribilmente occupato per il mio lavoro. Ho sempre desiderato scrivervi, ma non volevo scrivervi di premura con molte altre cose in mente. Oggi finalmente sono, per quanto sempre occupato, abbastanza quieto. Secondo la mia opinione la vostra Sardegna è una grande musica e nello stesso tempo un’intensa espressione del sentimento della vera vita di Sardegna. Sebbene non sia mai stato là, mi pare di conoscere il paese e sono impaziente di poterci andare. Il vostro poema sinfonico esprime molto eloquentemente il sentimento e la vita, talvolta violentemente agitata. Altre volte la gaiezza di una festa o la danza all’aperto. Fui profondamente impressionato dalla qualità primitiva improvvisamente riscontrata a pagina 14 e 15 dello spartito e dall’agitazione che comincia a pagina 26. La pace pastorale che comincia a pagina 29 è un contrasto magnifico con quanto precede. A pagina 42/47 ho avuto soltanto le viole che suonavano con il solo basso e flauto. Questo sembrò dare un bilancio perfetto e chiarezza. Il suono delle campane lontane alla fine fu molto tranquillo. L’insieme è eseguito con poesia e l’atmosfera romantica di un’isola antica. L’orchestra, il pubblico ed io eravamo tutti commossi profondamente per la forza emotiva del pezzo […]. Ora attendo il giorno quando avrò il piacere di conoscervi e spero di andare in Sardegna”.

Con Sardegna Porrino ha in ogni modo “compiuto per la sua terra quello che per il loro paese, in altri poemi sinfonici, avevano compiuto, per esempio, Sibelius (Finlandia) o Smetana (Moldava). L’elemento ritmico, pur esso connaturato all’isola e presente in Sardegna, sarà poi particolarmente sviluppato in Nuraghi; così come l’ambiente sardo ritornerà nei quadri de I Shardana, giudicata da alcuni critici l’opera lirica più importante composta in Italia in questo dopoguerra” (Giovanni Campus, La Nuova Sardegna, 25 luglio 1971)….

 Stralcio dalla prefazione di G. Masala, in: F. Karlinger/G. Masala, Omaggio a Ennio Porrino, Stoccarda 2009 (www.sardinnia.it). Il volume si apre con una prefazione di G. Masala e un importante e denso saggio (inedito in italiano) di Felix Karlinger su vita, opere vocali, strumentali e teatrali di Ennio Porrino. Segue una «biografia fotografica» del compositore cagliaritano. Scritti commemorativi di Marcello Serra, Ramón Bayod y Serrat, Felix Karlinger, Emidio Mucci, Marcella Govoni e Otello Calbi completano la prima parte dell’Omaggio. La bibliografia degli scritti su Porrino e la sua musica, i titoli della sua produzione poetica e di critico musicale, nonché l’elenco delle esecuzioni e rappresentazioni chiudono la seconda parte del volume.

Nel video sottostante, una mia intervista alla moglie e alla figlia di Ennio Porrino , a Cagliari in occasione della rappresentazione dell’opera de I Shardana al Teatro Lirico di Cagliari


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Leggi qui la prima parte  Innumerevoli saranno i tentativi di Karlinger tendenti a far trasmettere l’opera alla radio tedesca: «[…] ho ricevuto precisamente oggi una lettera da dott. Goslich, direttore della divisione di musica della radiostazione di Monaco. Mi scrive il Goslich che una trasmissione di I Shardana sarebbe troppo cara»
(Monaco, 9 maggio 1963).

Si informa sulle possibilità di una nuova rappresentazione in Sardegna: «È già deciso se e quando sarà la rappresentazione de I Shardana a Sassari?» (Monaco, 14 ottobre 1963). E vuole conferme quando viene a sapere di esecuzioni radiofoniche dell’opera: «Mi ha scritto – qualche settimana fa – un mio studente da Fulda che avrebbe ascoltato alla radio una rappresentazione de I Shardana. Mi meraviglio, perché non ho saputo nulla. Hanno fatto un’altra trasmissione? E quando? Quello studente, il quale non ha partecipato ai miei corsi sulla musica porriniana, ma ha udito una mia conferenza durante la Settimana Italiana nell’anno passato, è molto entusiasta […]» (Monaco, 20 febbraio 1966).

L’entusiasmo nell’apprendere la notizia della rappresentazione al Cairo: «[...] ho saputo dalla Signora Dolores che I Shardana sarà rappresentata al Cairo. Le invio le nostre più sincere e cordiali congratulazioni! La bellissima notizia ci ha rallegrati veramente di cuore. Questo fatto di un redivivo dell’opera più importante drammatica di Ennio ci dà speranza che altre rappresentazioni seguiranno. E – egoisticamente – desidero molto poter vedere insieme con mia moglie un giorno I Shardana in Continente o in Sardegna (Seekirchen, 8 agosto 1971). Aspetto sempre ancora che si faccia una nuova rappresentazione de I Shardana, cosa che desidero moltissimo (Seekirchen, 31 luglio 1973). […] nel giorno del 25 settembre abbiamo ricordato Ennio tanto nella chiesa quanto a casa ascoltando la musica di Prosèrpina e la fine de I Shardana (Seekirchen, 28 settembre 1975). La prego di informarmi a tempo nel caso vi sia una ripresa de I Shardana! Ed anche per informazioni nel caso che esca un disco Le sarei molto grato (Seekirchen, 31 maggio 1976). A marzo saranno 19 anni dalla prima assoluta de I Shardana. Credo che non sia passato un anno senza ascoltare quest’opera che mi commuove sempre di nuovo. Lei sa che sono un po’ sentimentale, ma anche che non vi è un motivo per fare complimenti, e perciò posso dire che specialmente I Shardana sia per me una fonte di consolazione. Amo e stimo anche l’altra musica di Ennio, ma c’è quasi sempre qualche cosa che ci è più vicina (Seekirchen, 26 gennaio 1978). Nel giugno passato ho anche parlato sull’opera I Shardana nel corso delle mie conferenze sul teatro dei popoli romanzi del Novecento (Seekirchen, 3 settembre 1979). Ho preparato un nastro con musica da Gli Orazi, Esculapio al Neon e specialmente da I Shardana (Seekirchen, 2 febbraio 1980). Sono felice che così vi sia un modesto interesse per la musica di Ennio. Lei sa che l’opera porriniana è per me una vera ricchezza del cuore. Non sono un giovanotto e il mio entusiasmo non è un fuoco di paglia. Ma sarò sempre grato al cielo dell’incontro con l’indimenticabile Maestro. E amo specialmente la bellissima musica de I Shardana oggi tanto quanto ventun anni fa, vuol dire ascoltando la prima assoluta (Seekirchen, 2 marzo 1980). Mi piace assai che così – pare – vi sia ancora una volta una possibilità di trasmettere musica porriniana in Austria, e il tempo libero per questa trasmissione basterà per suonare qualche cosa, penso in prima linea a I Shardana e Il Processo di Cristo (Geras, 18 agosto 1981). Sono rientrato ieri sera da Salisburgo, dove ho fatto esami di laurea. A Salisburgo ho visto anche dott. Starke, il quale mi raccontò di certe difficoltà relative ad una trasmissione de Il Processo di Cristo, perché il nastro della rappresentazione di Vienna (sotto la direzione di Swarowsky) non esiste più. Così il programma del 15 marzo – che Le invio a parte – suonerà soltanto 15 minuti de Il Processo (di una rappresentazione di Torino) e per il resto musica scelta da I Shardana, Nuraghi, Sardegna e Concerto dell’Argentarola. Lo stesso programma sarà anche trasmesso nel maggio dalla Radio Rias di Berlino (Geras, 12 marzo 1982). L’Austria è uno stato povero. Starke ha tentato – come dice – di trasmettere tutto I Shardana, ma la quota della RAI è troppo alta (Geras, 26 marzo 1982). Stamattina svegliandomi ho ascoltato nel dentro il motivo musicale del preludio de I Shardana – miracolosamente – e si è sviluppata tutta quella bellissima musica. Ma in quel momento non mi sono ricordato che oggi è la festa della nascita del Maestro – 80 anni fa. L’importanza di questa giornata mi è venuta in mente facendo colazione. Si tratta davvero di una cosa meravigliosa, sia per il subcosciente, sia per un ricordarsi trascendentale» (Kritzendorf, 20 gennaio 1990).

La militanza e la dedizione del musicologo tedesco verso I Shardana (e in senso lato verso l’intera musica porriniana) termina con le parole succitate e probabilmente con la sua morte sopraggiunta il 27 giugno del 2000, dopo anni di grave malattia.

Come abbiamo visto in queste poche righe, mentre in Italia il sipario su I Shardana era ormai già calato da trent’anni, in Felix Karlinger l’interesse per l’opera porriniana rimaneva ben saldo fino ai suoi ultimi giorni di vita. Un interesse e un entusiasmo che ebbe comunque i suoi frutti giacché non solo generazioni di studenti universitari suoi allievi vennero a conoscenza della musica del compositore cagliaritano ma la stessa, grazie all’impegno costante di Karlinger, venne mandata in onda più volte nelle stazioni radiofoniche tedesche, austriache e svizzere, ed eseguita, tra gli altri, dai Maestri Otmar Suitner e Hans Swarowsky.

«Servire all’opera di un genio» – scriveva Karlinger – «è sempre una grazia, un regalo. Specialmente per noi tedeschi – sempre stando in battaglie – è davvero un lusso di ricevere la possibilità di servire a un ideale, e mi duole soltanto il fatto di non poter fare di più». Vogliamo chiudere così questo breve contributo pensando che, forse, sia meglio ricominciare non solo da I Shardana di Porrino… ma anche dalla lezione profonda di questo nostro conterraneo, non compositore e basta ma anche direttore d’orchestra, poeta, scrittore, critico musicale divenuto universale proprio per aver attinto, con grande umiltà, dai saperi del suo popolo, in apparenza semplice ma in realtà depositario di una tra le più raffinate e originali culture del vecchio continente.

Giuanne Masala

Di seguito il promo della rappresentazione che si terrà a Cagliari nei giorni

 Stagione lirica e di balletto 2013 del Teatro Lirico di Cagliari.
 venerdì 20 settembre alle 20.30 (turno A), domenica 22 settembre alle 17 (turno D); martedì 24 settembre alle 20.30 (turno B); giovedì 26 settembre alle 20.30 (turno F); venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno C); sabato 28 settembre alle 19 (turno G).

 

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Il maestro Angelo Guaragna, che in tanti a Cagliari hanno conosciuto come insegnante del conservatorio di musica e Direttore Artistico del Teatro lirico, è stato l’ospite speciale della più recente seduta della commissione consiliare cultura di Palazzo dei Bruzi di Cosenza.

Così scrive Giuseppe Di Donna nel sito del Comune di Cosenza :

Veramente una “special guest”, come si dice nel gergo dello spettacolo. L’ospite speciale della più recente seduta della commissione consiliare cultura di Palazzo dei Bruzi ha portato una ventata di aria nuova, fuori dagli schemi che l’organismo consiliare si è dato, ridando visibilità, in tutti questi mesi, a quei “figli di un dio minore” nel campo dell’arte, della letteratura o della musica, che erano stati inghiottiti dal dimenticatoio o che avevano perso da tempo il tram dell’occasione che conta.

Non è così per Angelo Guaragna, calabrese di Verbicaro, centro dell’Alto Tirreno cosentino, noto non solo per il paesaggio e per il buon vino, ma anche per aver dato i natali a questo musicista, compositore e direttore d’orchestra che, appena il tempo di vedere la luce e già via dalla Calabria per altri lidi: Genova, Roma, Cagliari, le città che hanno contribuito alla sua formazione musicale. Di occasioni per conquistarsi un posto al sole, infatti, Guaragna ne ha costruite tante, in giro per il mondo e forte dei suoi insegnamenti che gli derivavano da gente del calibro di Franco Ferrara, suo maestro all’ Accademia Chigiana di Siena e, successivamente, da Carlo Maria Giulini.
Ma per il maestro Guaragna l’estate scorsa ha suonato il campanello del ritorno nella sua terra d’origine, complice un progetto ambizioso: quello di far diventare la sua Verbicaro, dalla quale mancava da 45 anni, un teatro naturale all’aperto dove ambientare “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, affidandolo a giovani voci da reclutare in tutta Europa e – perchè no – anche in altri contesti territoriali ancora più lontani.
Un cast da selezionare nel pieno dell’estate, con una full immersion di quindici giorni, prima che l’allestimento, una volta messo a punto, prendesse la strada del prestigioso tempio cosentino della lirica, il Teatro “Rendano”, ed il volo per la Germania, dove l’Elisir d’amore è stato in tournèe nei giorni immediatamente precedenti il debutto di Cosenza, avvenuto il 26 ottobre scorso.

A giudicare dai risultati, Angelo Guaragna ha compiuto un piccolo miracolo. In così breve tempo ha tirato su, grazie ad un intensivo workshop-laboratorio, una sorprendente compagnia di canto formata da giovani interpreti di 11 nazionalità diverse, tra i quali molti calabresi accanto a quelli della regione tedesca del Baden-Wurttemberg, dove si trova il comune di Oberstenfeld, gemellato con Verbicaro.
In Germania l’opera donizettiana è stata rappresentata in quattro diverse città (alla “Bürgerhaus” di Oberstenfeld, alla “Stadthalle” di Beilstein, alla “Stadthalle” di Marbach, la città di Friedrich Schiller, e al “Kronenzentrum” di Bietigheim) con grande apprezzamento da parte del pubblico tedesco che ha tributato alle voci del melodramma una calorosissima accoglienza, pari a quella ricevuta al “Rendano” il 26 ed il 27 ottobre.
La commissione cultura, presieduta da Claudio Nigro, cui è toccato il compito di introdurre l’ospite e di accogliere anche il consigliere regionale Mimmo Talarico, estimatore del maestro Guaragna e che ha voluto sottolineare con la sua presenza l’importanza dell’evento, ha ripercorso le tappe principali della lunga attività artistica di Angelo Guaragna. Ad entrare nel dettaglio, il consigliere relatore Mimmo Frammartino che ha ricordato il “progetto straordinario del workshop Opera Studio da cui è scaturito l’allestimento dell’Elisir d’amore”. Frammartino si è detto “sorpreso per due ordini di motivi: per la capacità culturale di un piccolo centro come Verbicaro che ha nell’occasione consolidato il legame con il comune tedesco di Oberstenfeld, ma anche per il fatto che il grande artefice del progetto sia proprio Angelo Guaragna, straordinario e stimato direttore d’orchestra.”
L’ospite si è detto particolarmente felice. “Mi avete fatto un grande regalo – ha detto – Sono un calabrese, che ha vissuto fuori dalla Calabria, ma orgogliosissimo delle sue origini, al punto che non mi sono lasciato inglobare, mantenendo un’assoluta libertà di appartenenza ad un’altra cultura.” Un’appartenenza che Angelo Guaragna non ha mai dimenticato. “Ecco perchè mi sono buttato a capofitto nel progetto per Verbicaro che ha avuto ospitalità a Cosenza e nel suo prestigiosissimo teatro. Non si può stare lontano quasi 50 anni dal luogo d’origine.”
“Quel che è avvenuto a Verbicaro prima e in Germania e a Cosenza dopo – ha detto dal canto suo il consigliere regionale Mimmo Talarico – è un esempio concreto di come si possa costruire lo sviluppo sostenibile che si fonda sulla cultura e sul recupero delle tradizioni”. Se per la Vice Presidente della commissione cultura Maria Lucente “la presenza di Angelo Guaragna rafforza anche l’orgoglio di quei giovani artisti che abbiamo ospitato finora”, per il consigliere Michelangelo Spataro “avere in commissione una personalità come il maestro Guaragna è un grande onore”.
Le conclusioni dell’incontro sono dell’Assessore alla formazione della coscienza civica e alla scuola Marina Machì che ha ricordato l’impegno del suo assessorato sull’ascolto della musica con il progetto “La città impara ad ascoltare”. “Abbiamo puntato molto – ha detto la Machì- sulla musica come mezzo di contrasto all’emergenza educativa e come fattore di promozione sociale. Un motivo in più per esprimere soddisfazione per il fatto che la commissione cultura ospiti e premi un musicista come Angelo Guaragna.”

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Scrivo oggi questo post con una certa emozione e capirete presto il perchè.

Vi propongo questa video-intervista che ho realizzato con una delle mie prime allieve di canto. Ero ancora studentessa quando mi si presentò l’occasione di insegnare musica in un corso per ragazzi e adulti. In quell’occasione, fra le mie alunne se ne distinse una per  qualità musicali e vocali fuori dal comune.

Questa storia però l’avevo già raccontata in questo post (clicca)che vi invito a leggere e dopo, vi invito a seguire il video sottostante . Sarà infatti lei a raccontare l’inizio di una carriera che dura ormai da più di 25 anni.

Rossella Ragatzu, soprano del cagliaritano (per l’esatezza di Selargius), racconta come è nata la sua carriera di artista nel mondo della Lirica.


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treninoSono passati solo 3 giorni dal rientro della trasferta a Wiesbaden che già siamo attanagliati dalla nostalgia. Un’esperienza unica che il nostro teatro  ricorderà ancora per molto tempo. Tutti, veramente tutti, hanno gioito uniti di questo successo ottenuto in Germania con la rappresentazione della Lucia di Lammermoor di produzione interamente del teatro Lirico di Cagliari soprattutto in questo momento che la cultura nella nostra italia  è relegata in cantina.
Ieri alla ripresa delle prove per la preparazione della prossima opera in cartellone (I Puritani), i commenti erano comuni: soddisfazione, nostalgia, ricordi.
Su questi mi vorrei soffermare.
In altri tempi, ci sarebbe stato lo scambio delle foto e la raccolta dei nomi e dei soldi per le riproduzioni fotografiche. Oggi tutto è cambiato: con la tecnologia lo scambio avviene tramite mail o facebook. Nuove persone si sono iscritte per poter condividere le tantissime foto digitali scattate nel luogo di trasferta, ma anche video di ogni genere. Le foto e i video del ricevimento col governatore tedesco sono sicuramente al primo posto ma anche quelle che riguardano la città, le sue caratteristiche, i momenti allegri e quelli faticosi soprattutto durante il lavoro. Tutti in rete mettono ciò che hanno fatto nel loro campo.
Ho apprezzato molto un bellissimo video realizzato dai colleghi tecnici durante l’allestimento della Lucia nel bellissimo teatro di Wiesbaden, e ve lo voglio proporre.


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PIC_0039Appena giunti all´aeroporto di Francoforte un bus ci ha trasferito all´Hotel Penta di Wiesbaden, il percorso stradale mi ha colpito per il colore giallo intenso dei terreni circostanti. Ho scoperto che si tratta di piantagioni di colza con la quale viene prodotto del carburante.

Le temperature sono abbastanza basse, circa 10 gradi (a Cagliari ne avevamo lasciati 20), ma la cittadina e`molto accogliente ed elegante con un centro storico riparcocco di verde e grandi piante fiorite, parchi curatissimi, fontane e ciò che più mi ha colpito sono gli scoiattoli e i coniglietti e le papere che ogni tanto si intravvedono per la città.

All’ora di pranzo, mentre eravamo alla ricerca di un ristorante tipico, siamo entrati per caso in un ristorante italiano, e, cosa incredibile, era gestito da sardi.

Il cuoco è cagliaritano, e gli altri dipendenti sono di Tempio il primo ma il secondo siciliano

ristoranteIl ristorante consigliatissimo si chiama PANE e VINO e si trova in Bärenstraße 3 Wiesbaden, tel. 49611301024

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Qualche giorno fa ho ricevuto inaspettatamente la telefonata di una mia ex allieva, ma anche amica e collega.

(continua…)

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