Articolo taggato “Francesca Pierpaoli”

Tiziana Caruso e Luana Spinola

Ieri sera sono stata al Teatro Lirico a vedere La Jura , l’opera scritta dal compositore tempiese Gavino Gabriel. Una bella messa in scena realizzata dal regista Cristian Taraborrelli che ha firmato anche scene e costumi . Le immagini cinematografiche sovrapposte alla scenografia rendevano bene il carattere del’opera stessa, amplificandone le caratteristiche anche se verso la fine dell’opera il tutto si è un po’spento. Le ultime scene infatti sono risultate troppo vuote e a tratti noiose e la partitura, per quanto bellissima e letta magistralmente dal maestro cagliaritano Sandro Sanna, risultava, a mio avviso troppo ripetitiva.  Bellissime le luci di Guido Levi e le coreografie di Antonella Agati che ha dato al corpo di ballo un’ impronta elegante  di sardità ma senza scimmiottare il ballo tradizionale sardo.

Mauro Secci, Francesca Pierpaoli,  Nicola Ebau

Per me i costumi sono stati la cosa più bella,  realizzati punto su punto dalle nostre sarte del Teatro lirico su bozzetti di Angela Buscemi. I colori caldi e intensi di essi e la precisione dei particolari  completavano la scenografia grazie anche al  risalto dato dalle luci .

Barbara Crisponi

LE VOCI. Buono il cast (il secondo), formato nella maggior parte da artisti sardi. Le donne hanno vinto.

Vocalmente intensa ed espressiva ,  è risultata la voce della protagonista Anna  interpretata da soprano Tiziana Caruso.  Non è stata da meno il soprano Barbara Crisponi nel ruolo di Pasca,  donna sedotta e inizialmente abbandonata, che ha saputo rendere bene la gelosia, il dolore e la determinazione di chi non vuole perdere il suo amore.  Allo stesso livello le altre interpreti come il mezzosoprano cagliaritano Francesca Pierpaoli sempre precisa e scenicamente  adeguata e il mezzosoprano Luana Spinola drammatica mediatrice. Per quanto riguarda le voci maschili invece, mi duole dire che il tenore  Giuseppe Talamo nel ruolo del poeta-Cicciottu Jacòni, pur avendo reso bene dal punto di vista  interpretativo, non è stato vocalmente all’altezza. Infatti è risultato troppo leggero per un ruolo che richiede una vocalità molto più intensa soprattutto nel registro centrale. Ed è proprio qui che spesso la musica lo sovrastava. Ottimi gli altri interpreti: il baritono Nicola Ebau (Battista Burédda); il tenore Mauro Secci (Diécu Fascióla); il baritono Alessandro Porcu (Ciccittu Frési); il tenore Moreno Patteri (Un pastore/Un vendemmiatore).

Il  Coro a tàsgia dell’Accademia Popolare Gallurese “Gavino Gabriel”, relegato in fondo alla scena si sentiva a malapena ed era poco amalgamato. Un plauso invece al Coro del teatro lirico perfettamente a suo agio sia vocalmente che scenicamente, diretto dal maestra Gaetano Mastroiaco.

Questa sera si replica alle 17 col primo cast.

Sotto un particolare dei costumi durante la preparazione nella Sartoria del teatro lirico

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Foto di P.Tolu

La Jura di Gavino Gabriel, debutta questa sera al teatro Comunale con diverse modifiche nella partitura  rispetto alla prima del 1928.

La produzione è tutta del Lirico, dai costumi alle scene. Vi do qualche anticipazione con le foto di Priamo Tolu scattate durante la prova generale

Intanto domani , sabato 21 novembre, alle 11.20 su   Rai Radio3 (96,3 MHz), la trasmissione “Momus, il caffè dell’opera”  è interamente dedicata all’allestimento dell’opera La Jura di Gavino Gabriel. Il programma è di Annarita Caroli che cura anche la regia.Conduce in studio Sandro Cappelletto

 La puntata di domani, della durata di 40 minuti, prevede una lunga intervista alla musicologa Susanna Pasticci, in collegamento telefonico da Cagliari, e numerosi ascolti musicali.

La Jura viene replicata: sabato 21 novembre alle 19 (turno G), domenica 22 novembre alle 17 (turno D), martedì 24 novembre alle 20.30 (turno F), mercoledì 25 novembre alle 20.30 (turno B), venerdì 27 novembre alle 20.30 (turno C), domenica 29 novembre alle 17 (turno E).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13. Rimane chiusa la domenica e i giorni festivi.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, fax 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

 

 

Orchestra del Lirico diretta da Sandro Sanna

 

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La sagra - foto P.Tolu

QUADRO PRIMO- LA SAGRA

Ogni anno, a settembre, la sagra della Madonna del Rimedio richiama nella chiesetta della Gallura una gran folla da tutto il circondario. Nel sagrato e ai margini del bosco, tra i capanni dove si vendono torrone, dolciumi e merci di ogni tipo, la festa campestre si accende di canti, danze, gare di poesia e destrezza. È l’occasione da tutti attesa per incontrarsi e contrattare bestiame, terreni e matrimoni.

Sta per finire la funzione religiosa del mattino, o Missa Manna. Dall’interno del tempio si sentono le ultime note della tàsgia, il coro tradizionale gallurese.

Anghilesa Furitta, che fa da madre ad Anna, avverte la giovane che il suo innamorato, il poeta-cantore Cicciottu Jacòni, vuole vederla. Il sentimento che lega i giovani è segreto perché il padre di Anna, Gjompaulu Filianu, ha destinato la ragazza al ricco pastore Battista Burédda, da tutti considerato il fidanzato ‘ufficiale’ della fanciulla.

Il dialogo sommesso tra le due donne è origliato da Pasca, che considera Anna d’ostacolo alle nozze riparatrici con Burédda, suo amante.

Il luogo prescelto per l’appuntamento è dietro i macigni delle Conche, dove Anna andrà accompagnata dalla sorella adottiva Matalena che a sua volta, in silenzio e con pena, ama Burédda.

QUADRO SECONDO – Le Conche

Pasca raggiunge le Conche, gli enormi massi di granito fra sugheri e lecci. Convinta che Anna incontri Burédda, piena di gelosia aspetta di sorprendere la coppia per provocare uno scandalo. All’appuntamento arriva invece Jacòni, che esorta la sua amata a ribellarsi allo squallido matrimonio di convenienza impostole dal padre. Improvvisamente Filianu, eludendo la vigilanza di Matalena, compare di fronte ai due innamorati. Jacòni non si lascia sopraffare dall’ira del vecchio: chiede la mano di Anna, proclamandosi uomo risoluto e di parola. Per Filianu è l’occasione di dar sfogo al rancore che lo rode da tempo: darà in sposa la figlia al poeta, a patto che lui uccida il suo acerrimo nemico Peppe Medonna.

Jacòni interpreta la tremenda proposta che lo trasformerà in assassino come volontà del destino. Pretende però ‘la jura’, il giuramento ordalico tradizionale che impone la morte di chi tradisce la promessa. Filianu posa a terra lo scapolare con le immagini sacre, si inginocchia e giura solennemente. Jacòni, cupo, si scopre il capo; poi stravolto bacia Anna, afferra il fucile e sparisce nel bosco…. Continua

Francesca Pierpaoli (Matalena) Paoletta Marroccu (Anna) Foto P. Tolu

 

LEGGI qui la seconda parte

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Teatro Lirico di Cagliari

foto di Priamo Tolu

Ed ecco giunto finalmente il giorno della prima: I Shardana – Gli uomini dei Nuraghi, il dramma musicale in tre atti di Ennio Porrino (Cagliari, 20 gennaio 1910 – Roma, 25 settembre 1959), su libretto proprio,  ritorna al Teatro Lirico di Cagliari ad appena tre anni dalla sua ultima esecuzione, ma, questa volta, in una nuova, maestosa, forma scenica.

Elena Ledda

Infatti il giovane regista torinese Davide Livermore, che debutta al Teatro Lirico di Cagliari, insieme alle scenografie di GIÒ FORMA production design, al videodesign di D-wok, al costumista cagliaritano Marco Nateri ed alle luci di Loïc Hamelin, firmano un nuovo e monumentale allestimento scenico, dai colori primitivi e naturali, in un’atmosfera nuragica, sicuramente unica e magica.
La direzione musicale è, invece, affidata ad Anthony Bramall, apprezzato direttore d’orchestra inglese ed abituale presenza nelle stagioni musicali cagliaritane, che dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Marco Faelli.
Protagonisti dell’opera sono giovani ed, in alcuni casi, affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Manrico Signorini (20, 24, 27)/Nicolò Ceriani (22, 26, 28) (Gonnario), Angelo Villari (20, 24, 27)/Sebastian Ferrada (22, 26, 28) (Torbeno), Gianpiero Ruggeri
(20, 22, 24, 27)/Alessandro Senes (26, 28) (Orzocco), Domenico Balzani (20, 22, 24, 27)/Nicola Ebau (26, 28) (Norace), Paoletta Marrocu (20, 24, 27)/Rossana Cardia (22, 28)/Nila Masala (26) (Bèrbera Jonia), Alessandra Palomba (Nibatta), Gabriele Mangione (20, 22, 24, 27)/Moreno Patteri (26, 28) (Perdu),   Nicola Ravarino Guagenti (Un guerriero, Una voce), Enrico Zara (Un altro guerriero, Un pastore sardo, La vedetta), Vittoria Lai (Prima dolorante), Francesca Pierpaoli (Seconda dolorante), Caterina D’Angelo (Terza dolorante). Lo spettacolo prevede anche la partecipazione straordinaria di Elena Ledda, impegnata in un prezioso cameo vocale.

I Shardana viene replicata: domenica 22 settembre alle 17 (turno D); martedì 24 settembre alle 20.30 (turno B); giovedì 26 settembre alle 20.30 (turno F); venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno C); sabato 28 settembre alle 19 (turno G).

La foto di testa è di Priamo Tolu.  Nel mio video sottostante alcuni momenti delle prove.

Tutti gli articoli correlati a questo evento

Intervista alla protagonista Paoletta Marroccu

 Alessandra Palomba  interpreta Nibatta

Intervista al costumista Marco Nateri

Antonio Rais racconta come è nata la scenografia

I danzatori e i comprimari

Intervista al regista Davide Livermore


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Che l’opera di Ennio Porrino sia un’opera grandiosa lo si è potuto vedere già dalle prime prove d’assieme (per i non addetti ai lavori le prove d’assieme sono quelle in cui si comincia ad amalgamare la regia con la musica). I movimenti scenici spesso sincronizzati, sia dei solisti che del coro, le danze tribali, le proiezioni in un mixaggio fra cinema e teatro, rendono I Shardana un’opera che passerà alla storia di questo nostro teatro cagliaritano. Tra una pausa e l’altra delle prove ho voluto sentire quale fosse il pensiero di alcuni interpreti di piccoli ruoli e del corpo di ballo. Tutti mettono in evidenza la genialità del regista Davide Livermore il quale , avendo studiato a fondo lo spartito e il libretto dell’opera, è riuscito a trasmettere ad ognuno di essi ciò che Ennio Porrino ha voluto raccontare .

Belle voci, bravi interpreti e , particolare da non trascurare, la straordinaria bravura di tutti i tecnici che hanno lavorato a ritmo serrato dall’inizio dell’estate ad oggi creando scene e costumi che sono delle vere opere d’arte.


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