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I Rolling Stones, gli Who, gli U2, i Beatles hanno cominciato a suonare nei pub e nei locali dal vivo, per qualche decina di ascoltatori.? 

La musica nasce in situazioni imprevedibili e cresce in luoghi spesso occasionali, ma subito cerca, come l’ossigeno, un pubblico e uno spazio per mettersi in scena.

Aiutare la musica a crescere, significa offrire a migliaia di giovani donne e uomini la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo. La musica non è mai solo tempo libero e intrattenimento, ma una corrente che accende la vita degli spazi in cui scorre, produce lavoro, attira pubblico, incentiva il turismo e alimenta la creatività. La musica è in altre parole una parte fondamentale della nostra economia.

Eppure oggi in Italia fare musica dal vivo è sempre più difficile: un groviglio di permessi, licenze, autorizzazioni rende oneroso e complicato organizzare momenti di ascolto live sia per chi la musica la fa che per chi la ospita.

Una legge italiana sulla musica dal vivo è oggi cruciale. Una legge che, in accordo con la SIAE e l’ex ENPALS (due oneri fissi per qualsiasi pubblico spettacolo) annulli le procedure burocratiche e i permessi per i locali –di qualsiasi tipo- che ospitano chi si esibisce dal vivo. Serve una normativa che stabilisca delle regole ragionevoli, come l’autocertificazione in rete degli spettacoli, una soglia massima di spettatori, orari condivisi per la musica su tutto il territorio nazionale; regole valide per tutti: gestori, artisti, fruitori, residenti.

Moltiplicando nelle città italiane l’offerta di spazi dove si suona dal vivo si diluirebbe inoltre quella esacerbata concentrazione di folla attorno ai pochissimi locali in cui si può fare e ascoltare musica anche in ore serali. 

In Inghilterra dallo scorso ottobre è in vigore una legge, la “Live Music Act”, che liberalizza e gli eventi di musica dal vivo con meno di 200 spettatori entro le ore 23 – e che incentiva le formazioni che si esibiscono “in acustico”.? 

Bray, un Ministro che ha presieduto per anni uno dei più straordinari eventi di musica dal vivo europei –la Notte della Taranta di Melpignano- può meglio di chiunque altro capire come una legge italiana sulla musica dal vivo sarebbe davvero, un “decreto del fare”.  Chiedilo insieme a me.

Stefano Boeri    Firma qui la petizione

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palcoscenicoIl presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha emanato il decreto legge che vuole mettere ordine nella situazione delle fondazioni liriche-sinfoniche nel testo definitivo trasmesso ieri dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, che riflette significativamente osservazioni segnalate al ministro per i Beni e le Attività culturali.

Il Capo dello Stato «ha inoltre preso atto della conferma da parte dello stesso Ministro dell’intendimento di incontrare nei prossimi giorni le rappresentanze sindacali e di tener conto, nel corso dell’iter di conversione, delle proposte dei gruppi parlamentari e degli apporti collaborativi che potranno pervenire dal mondo della cultura e dello spettacolo».

Bondi convoca sindacati per il 6 maggio. Il ministro per i beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ha invitato i segretari nazionali delle rappresentanze sindacali dei lavoratori dello Spettacolo dal Vivo ad un incontro che si terrà il 6 maggio presso il Ministero dei Beni Culturali. Lo riferisce una nota del Mibac.

Bondi: gli scioperi? Irresponsabili. «Gli scioperi – sottolinea Bondi – proclamati dai sindacati con l’annullamento di molti spettacoli importanti, nonostante che sia stato già fissato un incontro con le parti sociali per giovedì 6 maggio e nonostante la volontà da me espressa di tenere conto in sede parlamentare delle proposte e dei suggerimenti migliorativi che verranno dai parlamentari e dalle forze politiche, rivelano una mancanza di rispetto per il pubblico e un atteggiamento irresponsabile di fronte a problemi che nessuno può ignorare così disinvoltamente».

Sarà comunque sciopero, questa sera, al Teatro dell’Opera. Per decisione unanime dell’assemblea di tutti i lavoratori del teatro, che si è riunita questa mattina, salterà lo spettacolo del Don Chisciotte, che avrebbe dovuto avere questa sera come protagonista femminile la danzatrice coreana J. Young-Kim.

La decisione, che vede schierati insieme tutti i sindacati, è stata presa – spiegano al teatro – in continuità con quello che era stato annunciato una decina di giorni fa a Milano dal coordinamento nazionale.

Stop anche all‘Accademia di Santa Cecilia per lo sciopero proclamato dal personale. Pertanto i concerti della Stagione Sinfonica di domenica 2, lunedì 3 e martedì 4 maggio diretti dal Maestro Tugan Sokhiev e lo spettacolo per bambini Lo Scoiattolo in gamba con Milena Vukotic di domenica 2 e di lunedì 3 maggio sono annullati. I biglietti acquistati in prevendita saranno rimborsati entro 7 giorni dalla data del concerto presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica (tutti giorni dalle 11 alle 20). Per gli abbonamenti le modalità di rimborso saranno comunicate successivamente.

Salta prima replica Maggio Fiorentino. Salta la prima replica del pomeriggio del 2 maggio dell’opera La donna senz’ombrà che ieri sera ha inaugurato la 73/a edizione del Maggio Musicale Fiorentino, per uno sciopero annunciato oggi da tutte le sigle sindacali dei lavoratori dello spettacolo. Dal Teatro Comunale si rende noto che i possessori di biglietto o abbonamento per quella data possono chiederne il rimborso o la conversione per una delle successive recite serali (mercoledì 5 o sabato 8 maggio).

Salta la prima alla Scala di Das Rheingold, l’Oro del Reno con cui parte la Tetralogia wagneriana dell’Anello del nibelungo diretta da Daniel Barenboim con la regia di Guy Cassiers. I sindacati oggi hanno infatti indetto uno sciopero di quattro ore per il 13 maggio con una duplice ragione: la contrarietà al decreto sulla riforma delle fondazioni lirico sinfoniche e soprattutto la mancata soluzione al problema del lavoro. Le organizzazioni sindacali avevano infatti chiesto di confermare già ora i contratti per la prossima stagione agli oltre 100 stagionali. E questa mattina non è giunta la risposta che speravano.

L’agitazione dei lavoratori del San Carlo rende impossibile da subito il concerto del maestro Benini con musiche di Haydn. Salta la prima replica dell’opera La donna senz’ombra che ieri sera ha inaugurato il Maggio Musicale Fiorentino. La replica era in programma per il pomeriggio di domenica 2 maggio.

Sempre domenica a Torino, causa sciopero niente prima dell’opera Il Barbiere di Siviglia al Teatro Regio. Ancora per domenica i lavoratori del teatro La Fenice di Venezia hanno proclamato il loro sciopero di protesta. Il Teatro comunale di Bologna farà sciopero martedì, in occasione della prima della Carmen. Anche al teatro Carlo Felice di Genova musicisti e maestranze sciopereranno: salterà così giovedì 6 maggio (due giorni dopo il concerto in onore del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Genova) il concerto sinfonico diretto da Jordi Bernacer. Giudizio negativo sul decreto dall’assemblea dei lavoratori della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari che «respingono all’unanimità il tentativo del governo di relegare le fondazioni lirico-sinfoniche in una situazione di ingovernabilità».

Ansa


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