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C’è anche una cantante sarda alla finale del concorso per cantautori intitolato a Lucio Dalla, che si terrà domani a Bologna. Lei è Marta Tronci, 15 anni ed il suo brano inedito, Musica addosso, è stato scritto dal poeta sardo Nando Cuccu, musicato da Costa Andrea e arrangiato da Luis Fregapane.

La 5^ edizione del concorso nazionale canoro “Premio Lucio Dalla” in omaggio al grande Maestro e Poeta scomparso è cominciata  il 18 e domani 20 Maggio 2017  si terrà la finalissima. Il concorso ha visto coinvolti tanti artisti provenienti da tutta Italia. Il Premio era riservato a cantautori/trici con brani editi e inediti, duo, gruppi e interpreti con brani ined. La madrina ufficiale del Premio è Claudia Scaglioni, cugina di Lucio Dalla. . I coachlab Manuel Auteri e Renato Droghetti  sono parte integrante della giuria di Finalissima che si svolgerà al Teatro Guardassoni di Via D’Azeglio 55 di Bologna (a pochi metri dalla casa di Lucio).Quartier Generale sarà, anche quest’anno, l’Hotel Michelino (Bologna Fiera) ove si sono svolte le sessioni di laboratorio e semifinali.

 

 

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Mi ero riproposta di non scrivere nulla sul Festival di  Sanremo, ma poi è stato più forte di me. Chi mi conosce sa che non avrei potuto rinunciare ad un evento che mi ha accompagnato fin da bambina,  io che ho mosso i primi passi nella musica con le canzoni del festival. Ciò non significa che  condivida tutto ciò che è stata la kermesse musicale più popolare d’Italia. D’altronde se parliamo di cifre dovremo dare  una controllatina anche al mondo del calcio che nessuno però osa toccare.

C’è chi aveva giurato che non lo avrebbe guardato, eppure una sbirciatina l’ha data. Non si spiegherebbero gli ascolti stellari. Ma questo non è importante. Per fortuna siamo ancora liberi di scegliere ciò che vogliamo(e speriamo ancora per molto) con il rispetto di chi non la pensa come noi.

I grandi esclusi: Al Bano, Ron, Gigi D’Alessio. Solo per Al Bano mi sento di esprimere un parere. Poteva rimanere a casa viste le sue condizioni di salute che ovviamente si sono sentite tutte nella  voce.  Ciò che non concepisco è questo suo ostinarsi a presentarsi al Festival. Lui come altri doveva essere un ospite . Ha fatto (e continua a fare) una bella carriera. Non mi pare avesse bisogno di popolarità per campare. Il suo punto di forza è sempre stata la voce. Quest’anno è mancata e forse è ciò che ha spinto chi giudicava a farlo fuori.

Al di là di questo, i primi tre classificati: 1) Francesco Gabbani, 2)Fiorella Mannoia, 3)Ermal Meta  potevano essere,  tutti e tre ex equo soprattutto per i testi. Ha vinto la canzone dal testo impegnativo . Personalmente avrei dato il primo premio alla Mannoia col suo bellissimo inno alla vita Sia Benedetta.

Grande interpretazione e voce, quella voce molto particolare dal timbro contraltile che l’ha resa unica. Mi sa che solo la De Filippi le ha fatto concorrenza. Una  Barry White in gonnella?

Tornando al vincitore e alla sua esibizione molto spettacolare (guarda video  ), devo dire che inizialmente non mi aveva convinto, lo avevo visto un po’ troppo buffone e questo mi ha distolto dal testo. Il terzo classificato, che  musicalmente era abbastanza monotono ha espresso bene il suo testo autobiografico. Eccolo di seguito: Vietato Morire. Un testo che ha toccato l’impegnativo tema della violenza femminile e infantile.

Per quanto riguarda la mia conterranea Bianca Atzei  e la sua Ora esisti solo tu , classificatasi al 9 posto, posso dire che è stata una bella esibizione , accompagnata da un bel look al profumo di Sardegna, che non guasta mai (di chi era il vestito?). Ciò che mi ha distratto però è stata la voce. Per deformazione professionale mi sento di consigliarle una visita otorino. Chi fa questo lavoro non può rischiare di fermarsi perchè un nodulo arriva inaspettato  compromettendo tutto il potenziale vocale.

 

 

Grande Rita Pavone, alla quale è stato consegnato il premio alla carriera; si è esibita nel suo famosissimo successo “Cuore” sfoderando una grinta da 20enne nonostante i suoi 72 anni.

La coppia dei presentatori Conti-De Filippi ha funzionato. Lui sicuro ed esperto in campo, lei discreta senza essere invadente.

Classifica completa finale :

1) Francesco Gabbani
2) Fiorella Mannoia
3) Ermal Meta

4) Michele Bravi

5) Paola Turci
6) Sergio Sylvestre
7) Fabrizio Moro
8) Elodie
9) Bianca Atzei
10) Samuel
11) Michele Zarrillo
12) Lodovica Comello
13) Marco Masini
14) Chiara
15) Alessio Bernabei
16) Clementino

 

foto: Tiscali

 

 

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 Era il 25 aprile del 1926, e quell’ Opera era la grande incompiuta del maestro di Lucca, morto il 29 novembre del 1924 a Bruxelles. Operato di tumore alla gola cinque giorni prima, «il maestro Giacomo Puccini improvvisamente aggravatosi, si è spento serenamente e senza sofferenze . Ci fu cordoglio in tutto il mondo, e Mussolini ricordò il maestro alla Camera. La «Turandot», l’ opera lirica sulla principessa cinese che sottopone ai terribili tre indovinelli i suoi pretendenti, si era fermata   alla morte di Liù, la fanciulla che amava Calaf, “pretendente di Turandot”, e che si sacrificava per amore. Per quanto questa vicenda si svolga nell’ ultimo atto dell’ opera, l’ ultima parte del libretto era rimasta senza partitura musicale.

La sera del 25 aprile, fu chiamato a dirigere l’ incompiuta «Turandot» il” nunero uno“della Scala di allora, Arturo Toscanini che, con un gesto rimasto nella storia della lirica, interruppe l’ esecuzione dell’ opera dove l’ aveva lasciata Puccini, affermando: “Qui Giacomo Puccini morì“.

Dalla seconda recita in poi l’ esecuzione fu invece portata a termine secondo il finale predisposto dal musicista Franco Alfano sulla base degli appunti lasciati da Puccini. Da allora in poi è sempre stato così.

L’edizione cagliaritana al Teatro Lirico di Cagliari in questi giorni, diretta dal maestro Giampaolo Bisanti, è esattamente come l’ha lasciata Puccini cioè senza finale. In molti si aspettavano che il direttore ripetesse quella famosa frase di Toscanini. Così non è stato ma l’interruzione dell’opera  nel momento più drammatico,  è stata accolta dal pubblico con una grande ovazione.  A tutti i lettori di Musicamore voglio fare un regalo: la videointervista che la Rai fece tempo fa alla figlia di Puccini, in cui ricorda quella famosa prima rappresentazione di Turandot.


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Si è concluso ieri con successo, il primo concorso canoro CantaMizar con la direzione artistica di Claudio e Susy Gasperoni.

La scelta del vincitore è sempre  impegnativa e mi fa entrare in crisi  ogni volta che mi capita di essere parte di una giuria tecnica. Diversi concorrenti erano in lizza ma due in particolare hanno mostrato caratteristiche simili  al punto che si è pensato inizialmente ad un ex- equo. Il premio però non poteva essere diviso e allora io con la collega Juliana Carone , uniche commissarie del concorso, abbiamo cercato di valutare con attenzione, cosa potesse distinguere i due candidati. Abbiamo ripreso in mano le schede di tutte le esibizioni precedenti e osservato l’andamento generale sia dal punto di vista tecnico che del repertorio . La varietà del repertorio probabilmente ha fatto la differenza che ci ha permesso di assegnare  il I° premio a Zena Apolito, ragazza di 15 anni con un  talento vocale straordinario. E’ una di quelle voci che incanta  ogni volta che la si ascolta: estensione vocale, tenuta dei fiati, utilizzo delle mezze voci e della voce spiegata in ogni gamma dei registri vocali, interpretazione e, soprattutto, repertorio vario e sempre di grande difficoltà tecnica.   Al II° posto quindi si è classificato  Nicholas Loru. Anche le sue  caratteristiche vocali sono molto simili a quelle di Zena. E’ decisamente un grande interprete che riesce a trasmettere sempre grande emozione.  La giuria popolare comunque gli ha riservato il primo premio.

Il terzo posto è andato alla brava  Claudia Putzu, dalla voce potente ed estesa che ha mantenuto  un andamento abbastanza regolare fin dalla prima serata, ma con un repertorio non proprio adatto. Ieri invece è stata premiata dalla scelta del brano più consono alle sue corde.

FOTO Euronotte Di Paola Apolito

L’attestato messo in palio dal questo blog Musicamore,   è andato al giovanissimo Simone Deiana. La sua è una voce ancora infantile ma con estensione, intonazione e ritmo molto  precisi .Il padre ha confessato che la  passione del figlio per il canto è nata spontaneamente perchè in casa nessuno ha mai mostrato particolari doti musicali ed è per questo che hanno deciso, pur con sacrifici, di fargli frequentare una scuola di musica  dove potrà crescere tecnicamente sotto il controllo di un maestro.

Le menzioni speciali sono state assegnate a Mirko Murgia e Alessio Milia due belle voci diverse tra loro ma messe in gioco sempre con con brani di diverso genere musicale ed interpretativo.

Anche se non hanno ricevuto alcun attestato,  voglio fare i complimenti a tutti gli altri candidati: Alessio Gaviano, Giorgia Giorgi, Giovanni Pinna, Marco Rossi, Ignazio Milia, Francesco Trudu che sono riusciti a mettere in pratica i suggerimenti della giuria migliorando di volta in volta in tutte le fasi del concorso. Il consiglio è quello di continuare a cantare e a presentarsi a queste selezioni perchè lo stimolo della competizione  porta ad uno studio  che prima o poi ripaga.

L’ospite della serata è stato il cantautore Carlo Asuni vincitore del concorso di canto (sezione cantautori) Musicamore  , che ha cantato due brani tratti dal suo ultimo album intitolato “Notte e Giorno” di prossima uscita.

Di seguito una mia intervista alla vincitrice  Zena Apolito


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Ed eccoci ancora una volta alle battute finali di un concorso canoro. Questa volta si tratta del CantaMizar, concorso di musica leggera aperto a tutti senza limite di età. Ho il piacere di far parte della commissione giudicatrice con la collega Julian Vivian Carone, e devo dire che sono rimasta sorpresa dalla preparazione di molti ragazzi. Ormai quasi tutti prendono lezioni ed è raro ascoltare cantanti che non abbiano un minimo di tecnica. Un passatempo bello come quello del canto e della musica aiuta molti giovani e meno giovani  a superare momenti di difficoltà, scaricare le tensioni, dare senso alle giornate e poi, quando ci sono i concorsi, anche il piacere di mettersi in gioco e di sperare nella vincita di qualche premio.  I concorsi poi hanno anche il vantaggio di mettere in contatto i candidati con una commissione di esperti dalla quale acquisire consigli e suggerimenti.  Durante i concorsi vengono invitati anche managers di concorsi nazionali come Il Cantagiro, Festival di Sanremo, trasmissioni televisive quali X factor, The voice ecc. o, per quanto riguarda la musica  lirica, agenti teatrali.

Il canto è davvero terapeutico da tutti i punti di vista e regala sempre delle belle emozioni  .

In questa prima edizione del CantaMizar,  io e la collega Juliana Vivian Carone  abbiamo avuto modo di ascoltare tante belle voci con stili musicali molto vari: dal Pop al Rock, dal jazz, al musical. E’ sato bello  notare che in tanti hanno avuto una evoluzione da una serata all’altra.

Poi, nella serata della semifinale, fuori concorso, c’è stato un ospite davvero eccezionale :Daniele Puddu. Lo conoscevo già come allievo della collega Elide Uchesu  , ma ogni volta che lo ascolto è sempre una grande sorpresa. Lui ha un grande talento vocale . La sua voce abbraccia almeno tre ottave. Le note centrali presentano caratteristiche baritonali per poi svettare negli acuti in un timbro tenorile addirittura da coloratura con una estensione fuori dalla norma. Per i tecnici   dico solo che il brano che ha presentato, tratto dal musical Jesus Christ Superstar, raggiunge il sol sovracuto.

Ho potuto registrare una piccola parte della esibizione che vi mostro volentieri più tardi nel video sottostante.

Intanto martedì prossimo ci sarà la finalissima del concorso CantaMizar dove io e la collega abbiamo l’arduo compito di scegliere i tre vincitori. Sarà una scelta difficile perchè i candidati che meritano sono tanti.

La direzione artistica della serata è affidata a Claudio e Susy Gasperoni, l’organizzazione è del  Ristorante Mizar di Sestu (CA)

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Ecco i nomi dei finalisti del concorso di canto lirico  Città di Bologna.  Il  Concerto finale e proclamazione dei vincitori sarà il 23 marzo e si potrà seguire in diretta streaming cliccando in questo link dove troverete tutte le indicazioni.

http://teatroguardassoni.wordpress.com/2013/03/02/diretta-streaming-mondiale-per-la-finale-del-concorso-citta-di-bologna-2013/

 

Soprani

Szu Yun Cheng

Cristina Grifone

Maria Rosaria Lopalco

Claudia Pavone

Giulia Semenzato

Nozuko Teto

Mezzosoprani

Yvonne Manfreda

Tenori

Igor Turcanu

Like Xing

Baritoni

Matteo D’Apolito

Sung Wang Roberto Lee

Joonchul Hwang

Uditori

Leva Maria Teresa

Kang Hyojin

Libuse Santorisova

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Compose 12 Opere, molte pagine corali,  tra cui una Messa e un Requiem, liriche per canto e pianoforte e varie composizioni strumentali.

 L’ultima opera, “Turandot”, iniziata nel 1920 rimase incompiuta, interrotta dalla morte di Puccini quando mancava soltanto il finale dell’ultimo atto .

Dal 1923 infatti, Giacomo Puccini cominciò a soffrire di una debilitante malattia alla gola mentre stava lavorando alla sua ultima grande opera. Era piuttosto dubbioso per quanto riguardava il soggetto del suo pezzo finale, finché alla fine scelse il dramma Turandotte del drammaturgo veneto Carlo Gozzi. Nonostante fosse seriamente malato, Puccini lavorò duramente alla sua Turandot che, purtroppo non fu in grado di portare a termine. Gli venne diagnosticato un cancro alla gola nel 1924, e qualche mese dopo, si recò a Bruxelles per delle cure. Subì un intervento il 24 Novembre ma morì qualche giorno dopo, il 29 Novembre 1924.
Puccini amava così tanto Torre del Lago che diede disposizione di essere sepolto qui dopo la sua morte.

 La morte di Puccini fu un lutto per l’Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo. Inizialmente il compositore venne seppellito a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini aveva composto i suoi capolavori.

 Le ultime due scene della “Turandot” furono terminate da Franco Alfano, ma la sera della prima rappresentazione il maestro Toscanini interruppe l’esecuzione là dove il maestro l’aveva interrotta, con la morte di Liù.

 Nel 2001 Luciano Berio compose un nuovo finale basato sul medesimo libretto e sugli appunti di Puccini.

Ne video sottostante è il soprano Giusy Devinu ad interpretare Liù  nel finale dell’opera scritto da Puccini.


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