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Nella raccolta di poesie e canzoni  intitolata Passato, presente e futuro,  l’autore  Fernando Cuccu canta l’amore infinito per la sua amata .

Un amore ritrovato, dopo tantissimi anni, in cui si pensava che il destino avesse deciso diversamente. In questa silloge è tangibile la  gioia dell’autore per quell’amore che pareva perduto. Un amore nato in giovane età, tra  due anime artistiche che guardavano lontano ammirando e amando la bellezza della più bella opera d’arte mai esistita: la natura, ed in particolare della propria terra di Sardegna.

Il tuo respiro”  : …e respiri forte e più forte ancora, decisa come una farfalla tra i fiori del campo.

Nel buio una rosa“: Scende la sera sui monti, chiaro di luna sul mare, tu sulla sabbia racconti della tua voglia d’amare.

Per l’amore che lo lega alla sua terra non potevano mancare anche le poesie in limba. Ismeraldos, completa di traduzione, chiude la raccolta.

 Fernando Cuccu ha incontrato la sua amata la prima volta quando tutti gli elementi descritti in precedenza erano presenti,  completati dalla grande passione per la musica. Lo recita bene nella poesia del 1974

lei venne nel mio gruppo, la sua voce era gentile, suonavo la mia vecchia chitarra e lei chiese  ancora di me, era come la brezza sul mare…

La musica e la sua terra spingono Cuccu a trasformare alcune  poesie in canzoni. La bella collaborazione col musicista cagliaritano Andrea Costa e gli arrangiamenti del maestro di Baradili Luis Fregapane ex chitarrista dei Nuovi Angeli , hanno prodotto dei brani che sono stati presentati anche in rassegne, festivals e persino a concorsi come quello dedicato a Lucio Dalla. Proprio qui, il brano Musica addosso, (non presente nella raccolta) è arrivato fra le prime posizioni.

 

 

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Quando ho ricevuto in dono questo libro, l’ho aperto subito attratta dalla foto di copertina: un bambino di dieci anni seduto sul cofano posteriore di una Fiat 850 .Ebbene, questa immagine nel suo insieme mi ha riportato indietro nel tempo, alla mia infanzia. Fin dalle prime pagine ho avuto la sensazione di essere dentro a un film  di cui già conoscevo trama. Quando i miei genitori ci annunciavano che avremo passato la domenica nella casa in campagna dei  nostri zii e cugini, non dormivo la notte per l’attesa di quell’avvenimento straordinario per me che ero nata e cresciuta in città.

Nando Cuccu è  uno scrittore, poeta e autore di bellissime canzoni, ma è anche colui che mi ha donato il libro sopracitato è grazie al quale ho potuto  rivivere i tempi della spensieratezza.

Il bambino decenne della copertina è lui, il protagonista della storia che vive esperienze indimenticabili nel paese del padre e in cui vivevano le sue due zie: Gonnoscodina in provincia di Oristano.

Il libro, come dice Alessandro Cilla nell’introduzione, dovrebbe essere adottato nelle scuole, perchè oltre che essere una raccolta di ricordi d’infanzia, riveste un carattere didattico, ricordando la vita di un tempo molto diversa da quella attuale.

Lo scrittore   ha avuta la bella idea di utilizzare qua e là frasi  in lingua sarda con l’immediata traduzione, e questo affascina il lettore facendolo addentrare meglio nello stile del racconto. Nelle ultime pagine del libro poi si trovano i tanti significati dei termini usati in lingua campidanese.

   Il piccolo Nando  amava questa vacanza lontano dalla sua città,  perchè si poteva immergere in quella natura incontaminata così diversa dalla sua vita quotidiana . Le giornate erano scandite soprattutto dai riti legati all’utilizzo dei prodotti della terra. Un esempio, la  conservazione dei pomodori per i mesi invernali: dall’imbottigliamento della passata a quello della essiccazione al sole. Ma anche dell’uva , che dopo la raccolta, parte di essa veniva lasciata riposare sempre al sole affinchè potesse diventare più dolce prima di farne del buon vino. E ancora: il frantoio, le olive   l’olio,l’asinello protagonista, ma anche i maiali, le pecore e la mungitura.

Nando non era solo un osservatore in tutto questo ma aveva dei compiti precisi , spesso i più faticosi, come quello, ad esempio, di lavorare l’impasto per le ostie da preparare per la Santa Messa.

Il protagonista racconta anche delle amicizie che intrecciava nel paese e di quando la domenica lo raggiungevano  il fratello con i cugini e con i quali trovava la complicità per  vivere sempre  nuove esperienze.

Un racconto fresco, semplice, profumato di natura e spensieratezza ,  scorrevole nelle descrizioni e di facile lettura.

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