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Si chiude con la vittoria del duo Ermal Meta e Fabrizio Moro questa edizione del Festival di Sanremo 2018, fra  polemiche (nutrimento essenziale del Festival)   e apprezzamenti. Non ho seguito con costanza le prime giornate del concorso  incollata alla TV, ma come è ormai in uso, attraverso i social e i video su youtube. Devo dire che inizialmento ero abbastanza scettica sulla riuscita di questa direzione artistica affidata a Claudio Baglioni, poi in parte mi sono ricreduta. La scelta di mettere in gara tutti i “vecchi” mi pareva una festa tra amici e vecchie glorie che raccontano le ruggini del passato. Per fortuna poi  il podio è andato alle nuove generazioni con testi efficaci come quello appunto dei due trionfatori, la simpatia dei giovani de “Lo stato sociale“con la vecchina che danzava in maniera impressionante,  e la bellissima voce di Annalisa che chiudeva la triade. Tante altre sono state interessanti come ad esempio la canzone di Ron al quale è stato assegnato il premio della critica . Una perla riservata alle ultime ore del festival è stato sicuramente il monologo dell’attore Pierfrancesco Favino, attore  emerso grazie a diverse fiction televisive ma anche al cinema degli ultimi anni.   Favino era co-conduttore insieme alla simpatica Michelle Hunziker . La sua intensa interpretazione ha commosso e tenuto col fiato sospeso tutta la platea dell’Ariston e quella televisiva. (vedi video sottostante).

Il suo testo era intitolato La nuit juste avant les forets , il titolo corretto in italiano sarebbe quindi «La notte poco prima delle foreste». Si tratta del toccante racconto sulla condizione degli stranieri “La notte…”, tratto dal dramma di Bernard-Marie Koltés.

Ecco invece il testo dei due vincitori  che raccontano dei nostri giorni abitati dal terrorismo e dalla psicosi collettiva .

A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso
Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c’è un concerto
la gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra
Galassie di persone disperse nello spazio
Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
C’è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
l’Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre
Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava
Come vola via una bolla

Molte polemiche si sono incentrate poi sulla esibizione di James Tylor che si è presentato sul palco con la chitarra cantando una sua versione de “La donna è mobile” aria dell’opera lirica Rigoletto di Giuseppe Verdi. Per molti voleva essere un omaggio alla musica italiana, per me era una storpiatura dissacrante. Qualcuno lo ha apprezzato,  ma è questione di gusti. Ho trovato la sua esibizione fuori stile, un po’ come se Baglioni avesse volute cimentarsi in passi di danza classica tratti magari dallo Schiaccianoci.

Il riferimento all’opera lirica in questo Festival lo si è avuto anche in un altro momento dove uno pseudo coro ha tentato di eseguire   il Brindisi della Traviata diretto in maniera comica da Claudio Baglioni. Povero  Giuseppe Verdi relegato a due momenti così banali! Voleva essere questo  l’omaggio al grande musicista italiano??

Meglio chiudere questo siparietto vergognoso e ricordarci delle cose belle che hanno fatto di questo Festival una delle edizioni più seguite.

Di seguito il monologo di Pierfrancesco Favino

https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

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