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I musicologi  convengono tutti che per canzone si debba intendere un breve  componimento lirico destinato ad essere anche cantato con accompagnamento musicale”.

Anche la canzone algherese non sfugge a questa definizione, anzi possiamo affermare con certezza che è proprio grazie alla forza espressiva delle liriche e dei versi di poeti eccelsi come Ramon Clavellet, Rafel Catardi, Xiu Terrat, Gavi Ballero, Antoni Dalerci, Antoni Cao, Pino Piras e  Carlo Demartis, che la minoranza linguistica di Alghero può fregiarsi di un filone creativo di notevole qualità.

Molte di queste liriche sono state tradotte in musica da valenti musicisti tra i quali Joan Pais, Antoni Dalerci, Antoni Cao, Isabella Montanari, Vittorio Nannarelli, dando luogo alla specificità della canzone algherese che se per certi versi profuma di sapore napoletano, mantiene in definitiva delle caratteristiche uniche ed estranee ad altre culture musicali e poetiche.

L’ispirazione lirica della canzone algherese e l’operazione di pulizia dagli incrostamenti interpretativi succedutisi nel corso del tempo, viene compiuta e riproposta oggi con competenza e rigore stilistico dal M° Domenico Balzani.

Il baritono algherese si esibirà in un concerto in collaborazione con L’Obra Cultural di Alghero,  nella meravigliosa cornice all’aperto del chiostro di San Francesco il prossimo 26 Luglio. Il programma prevede :  nella prima parte l’esecuzione di arie d’opera tra le più amate del repertorio lirico e nella seconda una selezione di canzoni algheresi.

Sarà una rara occasione per ascoltare uno degli artisti lirici  più significativi che calcano oggi i palcoscenici dei teatri di tutto il mondo  e per gustare l’incomparabile bellezza dei versi e delle melodie della canzone algherese.

 Domenico Balzani, algherese, plurilaureato e diplomato in discipline economiche e musicali, vanta una carriera internazionale che dal 1990 lo vede esibirsi in teatri come Deutches Oper di Berlino, Massimo di Palermo, Maggio Musicale Fiorentino, Regio di Torino, Concertgebown di Amsterdam, Tokio National Theatre, Israeli Opera, Teatro dell’Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Teatro Sao Carlo di Lisbona. Ha collaborato con prestigiosi direttori d’orchestra come Yuri Ahronovich, Claudio Abbado, Riccardo Chailly, e registi come Franco Zeffirelli, Luca Ronconi. Nell’ultima stagione ha inaugurato il Nuovo Teatro dell’Opera di Dubai, si è esibito allo StaadstOper di Amburgo, al Theatre des Champes Elysees a Parigi, al Teatro Verdi di Trieste, allo StaadstTheater di Basilea. E’ Project Manager dell’Associazione Opera Festival di Perugia, direttore della collana editoriale ProgettArte per Aracne Editrice con cui ha pubblicato il saggio “il project management nell’opera lirica”.

 Docente al conservatorio di Udine, Università Givat Ram di Gerusalemme, Wiener Master Course di Vienna, National Theatre di Oslo in Norvegia. Ha inciso opere liriche e album monografici per Decca, Bongiovanni e Phaedra. E’ Presidente di Assolirica ed è nel consiglio direttivo del Colap Nazionale. Dal 2014 è nel CDA del Conservatorio di Trieste su nomina ministeriale. Caterina Arzani, alessandrina, laureata in Pianoforte si è perfezionata con Sergio Perticaroli, conseguendo, con il massimo dei voti e la lode, il diploma all’Accademia Nazionale di Alto Perfezionamento S.Cecilia, a Roma, e con Andrea Lucchesini presso l’Accademia di Musica triennale di Pinerolo. Parallelamente agli studi musicali, si è laureata in Matematica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università “A. Avogadro” di Alessandria. Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, tiene concerti sia come solista sia in formazione da camera, in diverse Stagioni Concertistiche.

E’ stata insignita del titolo “Excelsius Musicae et Pacis nuntius” in occasione della manifestazione “Eurofestival, concertisti emergenti” svoltasi a Roma presso Palazzo Venezia sotto il patrocinio del Parlamento Europeo e dell’Unipax. E’ Presidente e Direttore Artistico dell’Associazione di Musica e Cultura “F. Chopin”. Lo spettacolo è promosso e organizzato dalle associazioni Obra Cultural de l’Alguer e Escola de alguerés “Pasqual Scanu” e il ricavato del concerto sarà devoluto ad una iniziativa editoriale che andrà a promuovere e divulgare la figura e le opere di autori algheresi. Informazioni: tel. 079 977228 tutti i giorni, domenica esclusa, dalle h.18.30 alle h.20.30. Prevendita biglietti (il costo è di 10 euro) presso la sede dell’ Obra Cultural de l’Alguer, via Arduino, 46.

Alghero

 

 

 

 

 

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Prefazione di Eugenio Rambaldi

Lo spettacolo lirico, da sempre componente essenziale della cultura e dell’identità nazionale italiana, deve essere considerato oggi una forma di investimento per le ricadute positive che genera come formidabile strumento di edutainment della popolazione e come risorsa indispensabile per politiche di destination management.

L’autore Domenico Balzani, nel trattare le produzioni operistiche come dei progetti con un ciclo di vita ben definito, individua e suggerisce metodi gestionali e processi operativi tipici del project management come strumenti ideali per il raggiungimento di obiettivi quali l’efficienza produttiva, l’ottimizzazione delle risorse e dei tempi, l’economicità e la qualità artistica.

 

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DOMENICO BALZANI UN GAUDENZIO DI QUALITA’ A PARIGI

Intervista di Rino Alessi

Sardo di origine, è nato ad Alghero, Domenico Balzani vive ormai da qualche tempo in Friuli, dove ha messo famiglia e insegna al Conservatorio di Udine. Nel 1992 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università di Sassari e nel 1993 il Diploma in Cantopresso il Conservatorio di Verona. La sua attività è molteplice. “Non si può vivere di poche cose” racconta il baritono, reduce da un bel successo al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi dove ha aggiunto un nuovo personaggio alla sua già nutrita galleria d’interpretazioni. E’ stato Gaudenzio ne Il Signor Bruschino di Rossini sotto la direzione di Enrique Mazzola e accanto a un grande artista come Alessandro Corbelli.

“Mi hanno chiamato all’ultimo momento per sostituire Markus Werba” racconta ancora. “A Parigi avevo avuto molto successo la stagione passata con Taddeo ne L’Italiana in Algeri, e per questo che si sono rivolti a me. Non conoscevo il ruolo, che è impervio con agilità spaventose nell’aria. Ma l’ho fatto. Ero agli inizi quando venni a Trieste per fare Bruschino in uno spettacolo dedicato al pubblico delle scuole che Giulio Ciabatti mise in scena alla Sala Tripcovich. Fui premiato come migliore voce giovane della stagione dagli Amici della Lirica…”.

Al Teatro Verdi Balzani è reduce da un altro salvataggio in extremis nei Pescatori di perle di Bizet. “Lì ho avuto ancora meno tempo per preparare il personaggio di Zurga, quattro giorni. Ma non c’è problema, se hai il mestiere lo puoi fare. Certo, sono dovuto venire a patti con il francese, che non parlo, ma il risultato è stato professionale.”. Ora Balzani è atteso a Klagenfurt per La Traviata, poi sarà a Trieste per i Carmina Burana di Orff e per Il Trovatore e “C’è un nuovo progetto con Parigi…”. Nel frattempo si divide tra le lezioni al Conservatorio Tomadini, le attività di Assolirica di cui è anima e vicepresidente e con cui si batte per tutelare i diritti degli artisti nell’ambito della nuova legge sullo spettacolo dal vivo, e ancora le attività del Colap che si occupa di coordinare il lavoro delle associazioni professionali. Come se non bastasse, sta per uscire con un libro sul project management nell’opera lirica presso Aracne e si occupa delle due bambine che vanno seguite: “Guai però se non ci fosse mia moglie…”.
Parliamo di Rossini: è stato bello collaborare con Corbelli? “Non lo conoscevo, ma nel 1993 era presente al saggio del mio diploma a Verona e mi diede dei consigli. Ora che ci siamo rivisti se n’è ricordato. Mi ha fatto piacere. E’ un punto di riferimento tra i baritoni in questi ultimi trent’anni per classe, stile. Un cantante di qualità molto alta.”. E’ importante l’attività di Assolirica? “Lo è. I cantanti non lo vogliono capire e non si associano. Ma i direttori di teatro e gli altri addetti ai lavori lo stanno capendo perché noi artisti lirici lavoriamo gratuitamente durante le prove, che sono sempre più impegnative, e senza tutela assicurativa. In pratica lavoriamo fuori legge come ho spiegato nell’audizione al Senato di qualche mese fa…”.
Il Signor Bruschino au Théâtre des Champs-Elysées : Il Signor Quiproquo !

Por Anne-Laure Faubert, 19 junio 2017

Dernier des cinq opéras en un acte commandés au jeune Rossini et créé en 1813, Il Signor Bruschino reprend les différents ingrédients de la farsa giocosa, et offre une soirée truculente aux spectateurs, malgré l’absence de mise en scène. Se retrouvent en effet dans cet opéra tous les ingrédients qui font le succès du compositeur : une intrigue à la fois complexe et compréhensible, des personnages stéréotypés et une musique alternant beau chant, crescendos et scènes d’ensemble.

Enrique Mazzola © ONDIF | Eric Garault

Enrique Mazzola
© ONDIF | Eric Garault
L’intrigue est une succession de quiproquos et de manigances où deux amants, Sofia et Florville, tentent de forcer le destin, en l’occurrence le père de la jeune fille qui refuse l’union de sa fille. Florville se fait donc passer pour le fils du Signor Bruschino. S’ensuivent de savoureuses scènes de quiproquos magnifiquement interprétés par les chanteurs, mais aussi le chef d’orchestre qui devient alors le confident de leurs projets.

 Sous la direction précise et vigoureuse d’Enrique Mazzola qui semble sculpter la musique pour mieux en faire ressortir les aspérités, l’orchestre national d’Ile-de-France, malgré son effectif réduit, fait ressortir dès les premières notes le côté comique de l’opéra, tout en montrant un plaisir gourmand à jouer cette musique légère et chatoyante. Les airs virtuoses sont soutenus par l’orchestre, tout comme le magnifique solo de hautbois qui introduit l’air de Sofia.

Le plateau vocal est dominé par Alessandro Corbelli, incarnant Il Signor Bruschino, qui dès son entrée scande avec sa canne les coups d’archet des musiciens sur leurs pupitres. S’il répète inlassablement qu’il fait chaud, « Oh, che caldo ! », il projette sa voix sans effort pour épouser les différentes étapes de son rôle. Cajolé puis rejeté par Sofia, ridiculisé par celui qui se fait passer pour son fils et par Gaudenzio, puis tenant sa revanche quand il comprend la situation, il est à la fois drôle et émouvant et livre un jeu d’une grande finesse et une voix d’une grande profondeur.

Face à lui, Domenico Balzani interprète un Gaudenzio sûr de lui et dont le timbre et les intonations comiques évitent de sombrer dans la vulgarité. Son air sur la tendresse paternelle s’avère profondément touchant.

Chantal Santon-Jeffery nous livre une Sofia dont la voix s’affirme au fur et à mesure. Si les aigus sont parfois voilés, son timbre coloré, sa prononciation précise, ses vocalises maitrisées et projetées ainsi que sa présence scénique – truculente scène où elle tente d’amadouer Il Signor Bruschino – en font l’un des personnages principaux de cette soirée. Son « Ah donate il caro sposo » est particulièrement réussi.

Maxim Mironov nous livre un Florville tout en nuances et dont la voix s’affirme au long de la soirée. Doté d’un timbre particulier, d’un phrasé délicat et d’une voix claire, il s’impose progressivement face à son potentiel beau-père et son prétendu père.

Enfin, Sophie Pondjiclis livre une Marianna effrontée et insolente, Christian Senn un Filiberto adroit et rusé, Tomasz Kumiega un commissaire trop sûr de lui et peu efficace et Joao Pedro Cabral un Bruschino fils apeuré par la colère paternelle.

Cette soirée où l’on rit beaucoup et où règnent les quiproquos et les scènes burlesques, dans la droite ligne de Beaumarchais, doit sa réussite en grand partie à l’engagement scénique et vocal de tous.

FONTE: https://bachtrack.com

 

 

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La tecnica del belcanto italiano  è sempre più ricercata in particolar modo dagli studenti e artisti stranieri che scelgono di frequentare masterclass e perfezionamenti direttamente qui Italia. Molti di loro (tantissimi dai paesi del sol levante) si trasferiscono nel nostro paese per carpire i segreti della tecnica vocale da maestri italiani.  In questa caso sarà un artista italiano, e per la precisione sardo, a recarsi in un paese molto diverso dal nostro per temperature e temperamento: la Norvegia

Il baritono algherese Domenico Balzani  è stato invitato ad Oslo, presso l’Accademia delle arti, a tenere una masterclass di tecnica vocale e un recital dove interpreterà le più belle arie da camera italiane  di Tosti , Rossini e Donizetti, accompagnato al pianoforte dal maestro Tore Dingstad.

Un particolare: il baritono  ha deciso di inserire nel suo programma anche un brano in algherese come omaggio alla sua città di origine.

 

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Domenico Balzani , baritono algherese, quest’oggi  sarà in VII commissione cultura in senato come vicepresidente di Assolirica ed esperto, per parlare della nuova legge sullo spettacolo dal vivo e di lirica.

Lo si potrà seguire oggi alle 14.30 su Senato web TV oppure su SKY canale 525.

 La storia narra che è dal 1967 che gli artisti lirici solisti non venivano ascoltati durante la preparazione di leggi riguardanti il settore.

 

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Il baritono algherese Domenico Balzani ha debuttato in questi giorni nel ruolo di Zurga dell’opera lirica “I pescatori di perle” di Bizet, riscuotendo un bel successo. La critica gli ha riservato parole di elogio e stima ancora una volta. Infatti solo un mese fa è stato un applauditissimo  Don Bartolo nel Barbiere di Siviglia di Rossini,  per la stagione Lirica 2017 al Teatro Verdi di Trieste.

I pescatori di Perle, è un allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ed è già stato proposto lo scorso settembre alla Dubai Opera. La regia è curata da Fabio Sparvoli, la direzione d’orchestra è affidata a Oleg Caetani. I ruoli di Nadir e Leyla sono stati affidati al tenore Jésus Léon e al soprano Mihaela Marcu; Nourabad Gianluca Breda. Mestro del coro Francesca Tosi.

Di seguito alcune recensioni

Zurga – il terzo incomodo della storia – è qui il bravissimo Domenico Balzani, che si mostra pienamente consapevole e padrone della situazione, trovando sempre le giuste sfumature e bei colori. Il suo è un canto virile ed appassionato, però mai spinto all’eccesso, risolvendo con finezza la figura più sfaccettata – vocalmente e psicologicamente – di quest’opera sia nel duetto dell’amicizia, sia nello slancio melanconico dell’aria «O Nadir, tendre ami”  Teatro.it

“a distinguersi, e non certo per la prima volta sul palcoscenico triestino, è stato Domenico Balzani nei panni di Zurga. Già applauditissimo solo un mese fa nel ruolo di Don Bartolo nel Barbiere di Siviglia, l’eccezionale baritono ha dato ancora una volta prova delle sue grandi doti canore così come della sua coinvolgente presenza scenica, raccogliendo lunghi e calorosi applausi.“ Trieste prima

“Amico premuroso, amante dolente, capo autorevole, Domenico Balzani, dopo la buona impressione data come Bartolo nel Barbiere di Siviglia, ottiene un personale successo nella parte di Zurga. Voce baritonale calda e brunita, sonora e squillante negli acuti, perfettamente in maschera, ricca di colori, domina la parte con sicurezza sapendo trovare per ogni pagina i giusti accenti”. Connessi all’opera

…si è fatto molto apprezzare il baritono Domenico Balzani come Zurga, che affronta con bel piglio la parte palesando una buona capacità di fraseggio. Si disimpegna bene in scena (per quanto lo consentisse la regia) con un’esecuzione convincente soprattutto del finale del secondo atto e dell’aria del terzo “O Nadir, tendre ami de mon jeune âge”. Bravo anche nel finale dell’opera, quando riesce a trasmettere il giusto pathos, compensando le mancanze della messa in scena.” Ape Musicale

 

 

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Sarà  la Fondazione del Teatro Lirico Verdi di Trieste,  con i primi sei spettacoli in cartellone, ad inaugurare la  nuova struttura lirica  nell’Emirato Arabo di Dubai.

Questa sera alle 20 si terrà il concerto inaugurale con Plácido Domingo e il soprano Ana Maria Martínez, accompagnati dall’orchestra della Fondazione  di Trieste. Dirige il Maestro Eugene Kohn.

Seguiranno

Les Pêcheurs de Perles (2 repliche)

Il Barbiere di Siviglia (2 repliche)

Opera without words Symphony Concert

Nel cast del Barbiere di Siviglia, ci sarà anche un sardo, il baritono algherese Domenico Balzani. Balzani, che per anni ha fatto del ruolo del barbiere Figaro il suo cavallo di battaglia, qui si cimenterà  invece  in quello di Bartolo col quale aveva già debuttato con successo.

L’ambasciatore Liborio Stellino, ha sottolineato che “l’Opera di Dubai costituisce una vetrina prestigiosa per la cultura italiana, nel momento in cui anche negli Emirati arabi uniti la domanda d’Italia cresce incessantemente e si diversifica con successo. L’altissimo livello della nostra tradizione musicale consentira’ di soddisfare il pubblico emiratino ed internazionale che affollera’ il nuovo teatro“.

Trovate in questo link, nel dettaglio, tutti gli spettacoli e gli interpreti dell’evento.

Domenico Balzani poco prima della prova generale

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La prima esecuzione di Prima la musica e poi le parole  (composizione di Antonio Salieri) si tenne il 7 febbraio 1786 al castello viennese di Schönbrunn, in occasione di un ricevimento, alla corte di Giuseppe II, di Maria Cristina d’Asburgo e del marito, il principe polacco Stanislao Poniatowsky. All’esecuzione dell’opera giocosa italiana di Salieri seguì un Singspiel parimenti dedicato alla parodia del mondo dell’opera, Der Schauspieldirektor di Wolfgang Amadeus Mozart.

 Martedì scorso 26 luglio  al Conservatorio Tomadini di Udine è stato suggellato un significativo rapporto di collaborazione con la Fondazione Filippo Renati di Udine . Nella sede della fondazione, è stato presentato come progetto  musicale proprio l’allestimento del divertimento  teatrale Prima la musica e poi le parole di Antonio Salieri.

L’impegno è stato assunto dagli allievi della scuola di canto del prof. Domenico Balzani  per la regia del soprano Vittoria Lai, acclamata voce del contemporaneo panorama teatrale .

Protagonisti dell’allestimento udinese sono stati il basso Massimiliano Svab nel ruolo del Compositore, il baritono Valentino Pase nel ruolo dei Poeta, i soprani Laura Ulloa e Lidija Fridman nel ruolo di Eleonora e infine i soprani Silvia Bassi e Delia Stabile nel ruolo di Tonina; al pianoforte Caterina De Biaggio, regia di Vittoria Lai, assistente alla regia Elena Marcelli.

La produzione operistica è inserita nel cartellone estivo “Concerti e Conferenze” del Conservatorio di Udine, realizzato con il contributo di Regione e Fondazione CRUP.

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Il successo di un artista dipende da due cose: il pubblico e la critica. Generalmente le due cose coincidono. Quando il pubblico a fine spettacolo applaude calorosamente e a lungo, ed in particolare ad un artista,  è un segnale del successo . I giorni successivi   , gli artisti attendono impazienti il giudizio della critica.  In genere questo appare  sulla carta stampata e in rete  attraverso i blog e i siti specializzati.

Grazie ad internet infatti si possono raggiungere tante testate giornalistiche da tutto il mondo.

Qualche giorno fa, il baritono algherese Domenico Balzani ha debuttato a Parigi ne L’Italiana in Algeri di Rossini al treatro des Champs-Elysées riscuotendo un grande successo personale.

Ho trovato in rete una  recensione (tratta da un blog francese), che posto di seguito.

“Domenico Balzani domine le plateau vocal avec sa belle voix ample et bien projetée qui exécute sans failles les ornementations qui lui sont dévolues. Il interprète un Taddeo très sûr de sa valeur et de l’amour qu’Isabella lui porte, quoique poltron face au danger, et se révèle très drôle, dans la pure tradition de l’opéra bouffe de Rossini. Ainsi, lorsqu’il est nommé « grand Kaïmakan » sa réaction « Ho un gran peso sulla testa » dessine en creux une critique du pouvoir et de ses distinctions, et se révèle pleine d’humour.”

Leggi qui l’articolo completo

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Ancora un debutto per il baritono algherese Domenico Balzani che da domani interpreterà il ruolo di Taddeo nell’Italiana in Algeri di Rossini. Il debutto sarà nel teatro parigino de Les Champs-Elysées.

Con lui, nella divertentissima opera rossiniana, ci sarà un cast di altissimo livello diretto da Jean-Claude Malgoire.

Una curiosità: l’orchestra suona con strumenti originali dell’epoca di Rossini e tutti gli strumenti antichi sono accordati con il diapason dell’epoca

Dramma giocoso in due atti (1813)
Libretto di Angelo Anelli

Jean-Claude Malgoire  direttore
Christian Schiaretti  mise en scène et scénographie
Thibaut Welchlin  costumes
Julia Grand lumières

Anna Reinhold Isabelle
Artavazd Sargsyan Lindoro
Domenico Balzani Taddée
Sergio Gallardo Mustapha
Samantha Louis-Jean Elvire
Renaud Delaigue Haly
Lidia Vinyes Curtis  Zulma

La Grande Ecurie et la Chambre du Roy
Ensemble Vocal de l’Atelier Lyrique de Tourcoing

 

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Un successo personale quello del bas- baritono di Alghero Domenico Balzani all’Opera di Tel Aviv. Il suo ruolo, quello del buffo Dandini nell’Opera Cenerentola di Gioachino Rossini, ha suscitato grande ammirazione.

Così scrive di lui  l’Opusmagazine :

Dei sette cantanti nei ruoli principali è stato facile mettere in evidenza un eccezionale italiano: Domenico Balzani nel ruolo del servo Dandini . Vocalmente era il migliore, con la sua voce di basso d’agilità ha cantato con una dizione italiana pefetta . Anche gli altri  solisti anche cantato in italiano ma- contrariamente a Balzani- si capiva che per loro non era la lingua madre.

La vocalità e la chiara dizione di Domenico Balzani è emersa fin dalle prime note, ed è stato l’unico,   mentre per la maggior parte degli interpreti c’è voluto un po’ ‘di tempo affinchè prendessero confidenza con i ruoli. 

In questa edizione dell’opera rossiniana la regia, scene, luci e costumi era firmata da Cécile Roussat & Julien Lubeck  . La direzione affidata al giovane direttore Daniel Cohen.

 

 

 

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Il basso Alessandro Abis, giovane cantante sardo di Serramanna, è il vincitore dell’ edizione 2016 del concorso per giovani cantati lirici di Spoleto. Prima di lui, altri cantanti isolani hanno raggiunto i podio del famoso Concorso dello “Sperimentale”, studiando e debuttando nella Stagione Lirica dell’Istituzione. Grandi nomi della lirica internazionale tra cui  Il baritono cagliaritano Angelo Romero, il soprano Giusy Devinu, il contralto Bernadette Manca di Nissa, il soprano Valeria Podda, il tenore Ivano Lecca, il soprano Rossella Ragatzu, il baritono Domenico Balzani,

La commissione era formata da prestigiosi nomi della lirica internazionale  la cui presidente era Edda Moser.

Alessandro Abis, che ha solo 23 anni, si è già fatto notare in altre occasioni.(vedi intervista)  La sua è indubbiamente una voce rara ma sappiamo che solo la voce non basta se non si ha anche una bella dose innata di musicalità e lui nonostante la giovane età ha dimostrato di essere un artista ormai pronto per calcare i palcoscenici dei grandi teatri.

Ha iniziato i suoi studi col baritono Angelo Romero, poi al conservatorio G.P. da Palestrina con Elisabetta Scano, e , durante una masterclass sempre con la Scano ha conosciuto anche il basso Riccardo Zanellato.  Lo scorso anno il maestro Alberto Zedda lo aveva voluto nella sua accademia Rossiniana.

Il Concorso di Spoleto dedicato ai giovani cantanti lirici della Comunità Europea è considerato tra i più importanti concorsi europei a livello internazionale e durante il quale un’apposita Giuria seleziona i candidati; il Corso di preparazione al debutto di cinque mesi riservato ai cantanti vincitori del Concorso e la Stagione Lirica, che si svolge a Spoleto al Teatro Nuovo e al Teatro Caio Melisso, che costituisce il coronamento della preparazione dei giovani cantanti.

Hanno vinto il Concorso dello Sperimentale, studiato a Spoleto e debuttato nella Stagione Lirica dell’Istituzione moltissimi grandi nomi della lirica internazionale tra cui ricordiamo Cesare Valletti, Franco Corelli, Antonietta Stella, Anita Cerquetti, Anna Moffo, Marcella Pobbe, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Luciana D’Intino, Mariella Devia, Lucia Aliberti, Marcello Giordani, Natale De Carolis, Roberto Frontali, Giuseppe Sabbatini, Roberto De Candia, Sonia Ganassi, Norma Fantini, Daniela Barcellona, Marina Comparato.

Da alcuni anni il Teatro Lirico Sperimentale realizza, in collaborazione con la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Spoleto e il Fondo Sociale Europeo corsi di alta formazione per maestri collaboratori e professori d’orchestra.

Ecco i nomi di tutti i vincitori dell’edizione 2016

CONCORSO PER GIOVANI CANTANTI LIRICI 
“COMUNITA’ EUROPEA” 2016

I VINCITORI:

ABIS Alessandro, BASSO
MARINI Mariangela, MEZZOSOPRANO
INTAGLIATA Sara, SOPRANO
MAZZOLA Giulia, SOPRANO
BAGALA’ Maria, SOPRANO
PINNA Annapaola, MEZZOSOPRANO
LIVI Federica, SOPRANO

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Saranno  due i cantanti lirici made in Sardegna che faranno parte del cast dell’Elisir d’Amore al Teatro Verdi di Trieste. Il soprano Vittoria Lai e il baritono Domenico Balzani che vestirà i panni del dottor Dulcamara per la prima volta. Il baritono algherese  ha cantanto altre volte nell’Opera di Donizetti, ma interpretando la parte di Belcore  , a Palermo diretto da Maurizio Arena e con Filianoti ,Bonfadelli e  Alaimo ma anche a Toulouse , a Instambul, a Düsseldor.

Il soprano Vittoria Lai  vestirà i panni di Giannetta, un ruolo che le sta divinamente. Lo interpretò per la prima volta in occasione di una tourneè nella  Sardegna del nord , replicandola con successo anche a Cagliari la scorsa estate.

Guardando la locandina (che tra l’altro mi piace tantissimo)  salta subito agli occhi il nome del maestro Fulvio Fogliazza che non è sardo, ma è stato il maestro del coro del teatro lirico di Cagliari per 4 anni.

Questo Elisir triestino avrà sicuramente un profumo particolare, forse di Mare e di Mirto.

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I giapponesi, si sa, amano l’Opera lirica in una maniera smisurata, e con essa i suoi artisti. Per un ‘Opera sono  capaci di prenotare i biglietti un’anno prima pur di non perdere una Prima in cartellone di questo o quel  teatro italiano, allo stesso tempo si adoperano affinchè l’Opera vada a casa loro. Alcuni teatri italiani periodicamente volano verso il Sol levante tornando in Italia con un bagaglio di successo assicurato.

Nel mio piccolo, seguo sempre gli artisti italiani ed in particolar modo quelli della mia terra. In questi giorni ad esempio, ho seguito tramite facebook, i successi ottenuti dal maestro algherese Domenico Balzani, rientrato proprio ieri da un bella tournée giapponese con l’Orchestra Filarmonica di Bologna. L’ho contattato per porgergli alcune domande in proposito.

 Maestro Balzani , mi racconti come è andata questa tournée? I lettori del mio blog sono tanti ed è tanta anche la curiosità di conoscere questo successo in un paese così diverso dal nostro.

La tournée  in Giappone con l’Orchestra Filarmonica di Bologna e della Sawakamy Opera Foundation,mi ha visto protagonista dell’Opera Pagliacci di Leoncavallo nel ruolo di Tonio.

Quali sono state le sedi delle rappresentazioni?

Per le rappresentazioni son state scelte delle location speciali ovvero i siti protetti dall’Unesco come ad esempio il Castello di Himeji. La Sawakami Opera Foundation ha compiuto una bellissima impresa. Il pubblico ci ha accolto con particolare amore e porterò sempre con me il ricordo di questa mia ulteriore visita in Giappone.

Quali sono gli impegni immediati dopo questa grande soddisfazione professionale?

I miei allievi di Marketing Culturale e Management dello Spettacolo delle varie Università dove insegno mi aspettano. Infatti riprenderò subito le mie attività di Docente e di Project Manager dello Spettacolo.

In qualità di Manager invece?

Continuerò ad occuparmi, come faccio da 8 anni, della Produzione di Opere Liriche per il Laboratorio di Opera Verona. Dal punto di vista Artistico poi questo anno prossimo sarò impegnato tra gli altri a Strasburgo, Parigi e Tel Aviv. Non ultimo in qualità di Esperto in Gestione Amministrativa e contabile delle pubbliche amministrazioni son stato nominato, con decreto del Ministro dell’Istruzione nel CDA del Conservatorio Tartini di Trieste, quindi mi darò da fare per il bene di questa importante Istituzione.

Visto che tocchiamo l’argomento manageriale, come vedi la situazione del Teatro Lirico di Cagliari?

Non è un mistero che mi piacerebbe  mettere a disposizione della più importante Azienda Culturale della mia terra, le competenze  e la mia esperienza ultra ventennale come artista internazionale. In tutti questi anni infatti  ho potuto  tessere relazioni di grande livello in vari paesi nel mondo. Proprio in Giappone ho potuto attivare le premesse per una collaborazione pluriennale che vedrebbe impegnato anche il Teatro Lirico di Cagliari e le sue masse artistiche e tecniche. Con il Presidente e il Direttore Artistico della Sawakamy Opera Foundation di Tokio abbiamo delineato un interessantissimo progetto anche di formazione dei futuri professionisti dello spettacolo giapponesi che verrebbero a Cagliari per formarsi. Progetto che mi piacerebbe poter realizzare a breve termine.

Tutto ciò si tradurrebbe in un notevole investimento finanziario che porterebbe liquidità importantissima per le casse del Teatro.

Quella delle opportunità di scambi culturali con altri paesi è sempre stato il punto debole della nostra fondazione. In oltre trentanni di professione personalmente ho il  ricordo di trasferte internazionali che si possono contare sulle dita di una mano.

Le opportunità per uscire dalla Sardegna e portare il nome della nostra terra all’estero con le  nostre masse artistiche sono varie . Ad esempio con le collaborazioni Internazionali  e fra queste il  Medio Oriente Arabo , dove altri Teatri d’Opera  Italiani stanno portando avanti importanti progetti,  in particolare con l’ Oman , dove ha sede uno dei Teatri più belli che abbia mai visto. Con il General Manager della Royal Opera House, (che per inciso è un grande musicista), grazie alla stima che ha verso la mia persona, abbiamo parlato diverse volte a proposito della possibilità  che veda esportato il Know How che il Teatro Lirico di Cagliari possiede. Ma l’aspetto non trascurabile di questa possibile attività estera è che il Teatro Lirico diventerebbe strumento per tutte le imprese Sarde che cercano di trovare opportunità fuori dall’Italia. Cosi come avviene per altri teatri d’opera europei le trasferte dei Teatri sono occasioni per imprenditori e politici per intessere rapporti di ogni tipo.

Il teatro di Cagliari in passato ha avuto una grande risonanza internazionale per i grandi nomi che hanno caratterizzato i cartelloni delle stagioni liriche e sinfoniche, pensi che possa ritornare in quella bella dimensione?

 Io credo fermamente nelle grandi potenzialità dell’Azienda Teatro Lirico di Cagliari. E’ necessario però avere il coraggio di una svolta nella scelta della Governance che deve essere affidata, dietro la verifica di un progetto gestionale specifico e fuori dalla logica valutativa di CV che sanno spesso di esperienze pregresse poco esaltanti sia dal punto di vista artistico che finanziario. Quello di Sovrintendente non è un incarico “onorifico” assegnato ad un intellettuale che pensa tutto il giorno a quali sono le sei/ sette opere più belle da presentare alla prossima stagione; é un lavoro difficile, specialistico, che richiede competenze elevate ed una visione il più possibile a 360° della macchina.  E mi sia consentito di dire a chiare lettere che le fondazioni lirico Sinfoniche devono riappropriarsi della loro peculiarità che è quella di essere Teatri Di Musica e pertanto ai musicisti deve andare la Governance.

Nei grandi teatri internazionali, come avvengono le scelte di chi dovrà governare le macchine teatrali?

In altri paesi europei, dove i Teatri funzionano, è impensabile affidare la conduzione dei Teatri a chi non ha una carriera artistica dimostrabile. Il futuro delle Aziende Culturali e soprattutto dei Teatri d’Opera, si basa su innovazione nella gestione aziendale e produttività artistica basata su efficienza ed efficacia. Questo può permettere di attrarre Sponsor e Partnership internazionali ormai indispensabili data la continua erosione dei contributi pubblici. Il risanamento e il rilancio del Lirico deve partire assolutamente da una assoluto rispetto dei criteri di efficacia ed efficienza nella Gestione Economica, Amministrativa e Artistica e dalla Assoluta aderenza al Principio di Prudenza Economica e del Pareggio di Bilancio.

 

 

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Ci sarà anche il baritono algherese Domenico Balzani nel cast di “Cenerentola” al Teatro National  de Sao Carlos di Lisbona. L’opera di Gioachino Rossini, è la penultima opera in programma per la stagione 2014-15 di questo teatro.

Nel cast, oltre a Balzani che ricoprirà il ruolo di Dandini, ci saranno altri due italiani:   Chiara Amarù nel ruolo della protagonista e Luca dall’Amico in quello di Alidoro.

Ho chiesto a Domenico Balzani come sarà questa produzione rossiniana.

” Il regista, Paul Curran, ha voluto ambientare questa Cenerentola in un’epoca a metà tra il tradizionale e gli anni  ’20. Tanto per capirci, Cenerentola non entrerà in scena dentro una carrozza ma su una bella Bugatti azzurra“.

E’ la prima volta che canti  il ruolo di Dandini?

No, lo avevo già ricoperto al Teatro Regio di Torino, al Bellini di Catania, al “Verdi ” di Salerno, e lo ricanterò all’Opera di Tel-Aviv nel 2016.

Di seguito una mia video-intervista al baritono Domenico Balzani in occasione di una sua partecipazione al Teatro Lirico di Cagliari

LA CENERENTOLA, ossia la bontà in trionfo
di Gioachino Rossini (1792-1868)

dramma giocoso in due atti

Libretto Jacopo Ferretti (1784-1852)

 Direttore Pedro Neves

Regia Paul Curran
aiuto regista
Óscar Cecchi
Scenografo Pasquale Grossi
Costumi  Zaira de Vincentiis
bozzetti di Juan Manuel Guerra

Angelina (Cenerentola) Chiara Amarù
Don Ramiro Jorge Franco
Dandini Domenico Balzani
Don Magnifico José Fardilha
Clorinda Carla Caramujo
Tisbe Cátia Moreso
Alidoro Luca Dall’Amico

Orchestra Sinfónica Portuguesa
Coro del Teatro Nacional de São Carlos
Maestro del Coro Giovanni Andreoli

Produzione del Teatro San Carlo de Napoli


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Cristina Melis Amneris

Sono passati poco più di 10 giorni dal concerto d’inaugurazione al Teatro di Kiev , (organizzato per festeggiare i 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi), cui si sono esibiti due cantanti sardi, il mezzosoprano cagliaritano Cristina Melis e il baritono algherese Domenico Balzani , che si aggiunge una terza artista isolana: il  soprano  selargino Rossella Ragatzu. Rossella e Cristina saranno  insieme nel Requiem verdiano che concluderà il festival.

La Melis e Balzani sono stati poi protagonisti di Aida

Domenico Balzani Germont

(Amneris) e Traviata (Germont) mentre la Ragatzu ieri, è stata interprete del  Ballo in Maschera.

Un vero trionfo  e,  grazie ai suoi compagni di squadra che hanno pubblicato notizie e foto sulla sua pagina Facebook, ho potuto avere notizie quasi in diretta .

Sono particolarmente contenta e orgogliosa per questo risultato perchè considero Rossella una mia scoperta. Sono stata infatti la sua prima insegnante di canto quando, ancora adolescente, era  ignara di possedere buone doti canore e musicali. E’ un’artista intelligente di rara sensibilità musicale, e rigorosa nella preparazione dei suoi ruoli . Il suo è un repertorio molto vasto. Specializzatasi inizialmente nelle opere di Mozart, col quale si è esibita  nei principali teatri italiani compreso  il Teatro alla Scala, ha poi aggiunto opere pucciniane e verdiane esibendosi soprattutto in Germania.

Rossella Ragatzu Amelia

Il Festival  intitolato “Ave Verdi” si concluderà il 26 ottobre.

La ‘maratona’ musicale  e’ stata ideata dall’Istituto italiano di cultura di Kiev e dall’ambasciata italiana in Ucraina e promossa insieme al Ministro della Cultura ucraino in occasione del bicentenario della nascita del celebre compositore italiano. Al festival si aggiungera’ a Kiev la mostra ‘Omaggio a Giuseppe Verdi‘ con costumi, bozzetti e locandine ideati per i capolavori verdiani che sono stati rappresentati al Teatro dell’Opera di Roma durante il secolo scorso.

Renato – Volodymyr Openko
Riccardo – Mykola Shuliak
Oscar – Olga Fomicheva
Amelia – Rossella Ragatzu
Ulrica – Alla Pozniak
Samuel – Sergey Skubak
Tom – Vasyl Kolibabiuk
Silvano – Yuriy Gorin
Conductor – Daniel Adjiman

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In occasione del Bicentenario della nascita del musicista italiano Giuseppe Verdi, l’ Ambasciata Italiana e l’Istituto di Cultura  hanno voluto fortemente un Festival che per 15 giorni impegnerà il teatro di Kiev nella messa in scena delle Opere verdiane più amate. Oggi, in occasione di un grande gala, fra i rappresentanti italiani vi sono anche due artisti sardi: il mezzosoprano Cristina Melis cagliaritana e il baritono algherese Domenico Balzani. Un grande onore per la nostra terra di Sardegna!

Ho visto nascere professionalmente Cristina perchè figlia d’arte. Suo padre Gustavo, uno dei miei maestri di canto e sua madre Carmen (collega artista del coro) sono stati i primi ad impartigli le  nozioni base di tecnica vocale . Cristina è anche una flautista e questo la completa come musicista. L’esperienza per anni come artista del coro sia a Cagliari ma anche in altri teatri italiani   ha contribuito a farla crescere anche dal punto di vista  teatrale dandole poi la spinta per il gran salto in qualità di solista.

Domenico Balzani   è un baritono che arriva dal nord Sardegna ed esattamente da Alghero. Sarà lui a raccontarvi la sua vita artistica, in questo video che ho realizzato in occasione della sua partecipazione al Teatro Lirico di Cagliari nell’opera Fidelio  .

 

Il Festival è intitolato “Ave Verdi‘: dal 10 al 26 ottobre. La kermesse portera’ nei sei Teatri dell’Opera ucraini dieci titoli verdiani. Il pubblico di Kiev, Odessa, Leopoli, Kharkiv, Donetsk e Dnipropetrovsk potra’ apprezzare alcune delle piu’ famose opere di Giuseppe Verdi, da Nabucco a Rigoletto, da La Traviata a Il Trovatore, insieme a Macbeth, Don Carlo e Un Ballo in Maschera. Non mancheranno in cartellone l‘Aida, l’Otello e la Messa da Requiem.

Una ‘maratona’ musicale che e’ stata ideata dall’Istituto italiano di cultura di Kiev e dall’ambasciata italiana in Ucraina e promossa insieme al Ministro della Cultura ucraino in occasione del bicentenario della nascita del celebre compositore italiano. Al festival si aggiungera’ a Kiev la mostra ‘Omaggio a Giuseppe Verdi‘ con costumi, bozzetti e locandine ideati per i capolavori verdiani che sono stati rappresentati al Teatro dell’Opera di Roma durante il secolo scorso.


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Teatro Lirico di Cagliari

foto di Priamo Tolu

Ed ecco giunto finalmente il giorno della prima: I Shardana – Gli uomini dei Nuraghi, il dramma musicale in tre atti di Ennio Porrino (Cagliari, 20 gennaio 1910 – Roma, 25 settembre 1959), su libretto proprio,  ritorna al Teatro Lirico di Cagliari ad appena tre anni dalla sua ultima esecuzione, ma, questa volta, in una nuova, maestosa, forma scenica.

Elena Ledda

Infatti il giovane regista torinese Davide Livermore, che debutta al Teatro Lirico di Cagliari, insieme alle scenografie di GIÒ FORMA production design, al videodesign di D-wok, al costumista cagliaritano Marco Nateri ed alle luci di Loïc Hamelin, firmano un nuovo e monumentale allestimento scenico, dai colori primitivi e naturali, in un’atmosfera nuragica, sicuramente unica e magica.
La direzione musicale è, invece, affidata ad Anthony Bramall, apprezzato direttore d’orchestra inglese ed abituale presenza nelle stagioni musicali cagliaritane, che dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico. Il maestro del coro è Marco Faelli.
Protagonisti dell’opera sono giovani ed, in alcuni casi, affermati cantanti che si alternano nelle recite quali: Manrico Signorini (20, 24, 27)/Nicolò Ceriani (22, 26, 28) (Gonnario), Angelo Villari (20, 24, 27)/Sebastian Ferrada (22, 26, 28) (Torbeno), Gianpiero Ruggeri
(20, 22, 24, 27)/Alessandro Senes (26, 28) (Orzocco), Domenico Balzani (20, 22, 24, 27)/Nicola Ebau (26, 28) (Norace), Paoletta Marrocu (20, 24, 27)/Rossana Cardia (22, 28)/Nila Masala (26) (Bèrbera Jonia), Alessandra Palomba (Nibatta), Gabriele Mangione (20, 22, 24, 27)/Moreno Patteri (26, 28) (Perdu),   Nicola Ravarino Guagenti (Un guerriero, Una voce), Enrico Zara (Un altro guerriero, Un pastore sardo, La vedetta), Vittoria Lai (Prima dolorante), Francesca Pierpaoli (Seconda dolorante), Caterina D’Angelo (Terza dolorante). Lo spettacolo prevede anche la partecipazione straordinaria di Elena Ledda, impegnata in un prezioso cameo vocale.

I Shardana viene replicata: domenica 22 settembre alle 17 (turno D); martedì 24 settembre alle 20.30 (turno B); giovedì 26 settembre alle 20.30 (turno F); venerdì 27 settembre alle 20.30 (turno C); sabato 28 settembre alle 19 (turno G).

La foto di testa è di Priamo Tolu.  Nel mio video sottostante alcuni momenti delle prove.

Tutti gli articoli correlati a questo evento

Intervista alla protagonista Paoletta Marroccu

 Alessandra Palomba  interpreta Nibatta

Intervista al costumista Marco Nateri

Antonio Rais racconta come è nata la scenografia

I danzatori e i comprimari

Intervista al regista Davide Livermore


YouTube Video

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Domani 5 gennaio, a Leggiuno (VA), si terrà un interessante Concerto Lirico con artisti di fama internazionale, organizzato dal sito Classicaonline.

E’ curiosa la scelta dell’orario, le 15,30 , un caffè concerto a tutti gli effetti. Fra gli artisti anche il baritono Domenico Balzani mio conterraneo, che recentemente ho intervistato per questo mio blog.(clicca qui)

 

 

 

 

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E’ sempre un grande onore e piacere per me poter ospitare nel mio blog grandi artisti del mondo dell’arte e della cultura. Quando poi questi sono miei conterranei il piacere si raddoppia.

Quest’oggi voglio presentarvi un cantante lirico che è ormai da tempo in carriera. debuttando nei più importanti teatri del mondo e diretto da grandi direttori d’orchestra e registi famosi. Si tratta del baritono algherese Domenico Balzani che ho avuto il piacere d’ incontrare nel suo camerino fra una pausa e l’altra  dell’opera Fidelio al Teatro Lirico di Cagliari . In quest’opera lui ricopre per la prima volta il ruolo di Don Pizarro.  Di seguito il video-documento che ho realizzato ieri.


YouTube Video

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L’arte dell’imitazione, a quanto pare, non risale solo agli spettacoli televisivi in cui   il bravissimo Alighiero Noschese era uno dei protagonisti , ma ritroviamo personaggi, quale ad esempio Gianni Schicchi, che pare amasse mettersi nei panni di altre persone.

Lui è stato un personaggio storico fiorentino del Duecento, citato anche da Dante Alighieri tra i personaggi dell’Inferno. Dante Alighieri lo colloca nella bolgia dei falsari come condannato per la “falsificazione di persona” cioè per aver imbrogliato gli altri prendendo il posto di Buoso Donati il Vecchio.

A partire da questa storia, e con caratteri stilistici decisamente più lievi e ameni, Giacomo Puccini compose l’opera Gianni Schicchi, rappresentata nel 1918.

Il sunto dell’opera

Gianni Schicchi, famoso in tutta Firenze per il suo spirito acuto e perspicace, viene chiamato in gran fretta dai parenti di Buoso Donati, un ricco mercante appena spirato, perché escogiti un mezzo ingegnoso per salvarli da un’incresciosa situazione: il loro congiunto ha infatti lasciato in eredità i pro­pri beni al vicino convento di frati, senza disporre nulla in favore dei suoi parenti.
Inizialmente Schicchi rifiuta di aiutarli a causa dell’atteggiamento sprezzante che la famiglia Donati, dell’aristocrazia fiorentina, mostra verso di lui, uomo della «gente nova». Ma le preghiere della figlia Lauretta (romanza «O mio babbino caro»), innamorata di Rinuccio, il giovane nipote di Buoso Donati, lo spingono a tornare sui suoi passi e a escogitare un piano, che si tramuterà successivamente in beffa.

Quest’opera sarà rappresentata al Teatro Lirico di Cagliari questa sera abbinata all’opera le Rossignol .

GIANNI SCHICCHI
opera in un atto
libretto Giovacchino Forzano
musica Giacomo Puccini

personaggi ed interpreti
Gianni Schicchi
Alfonso Antoniozzi (25, 27, 30, 1)/Domenico Balzani (26, 31)
Lauretta Elisabetta Scano
Zita Elena Zilio
Rinuccio Davide Giusti
Gherardo Giampaolo Ledda
Nella
Anna Corvino
Gherardino
Mauro Farci
Betto di Signa
Maurizio Lo Piccolo
Simone
Arutjun Kotchinian
Marco Carmine Monaco
La Ciesca Milena Storti
Maestro Spinelloccio Francesco Cardinale
Ser Amantio di Nicolao Alessandro Frabotta
Pinellino Alessandro Perucca
Guccio Alessandro Senes

maestro concertatore e direttore Maurizio Colasanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico
maestro del coro Marco Faelli

regia Thomas Moschopoulos
scene e costumi Dionysis Fotopoulos
luci Lefteris Pavlopoulos
coreografia
Christos Papadopoulos

nuovi allestimenti del Teatro Lirico di Cagliari

LE ROSSIGNOL
fiaba musicale in tre atti
libretto Igor Stravinskij e Stepan Mitusov, dalla fiaba Le Rossignol et l’Empereur de Chine di Hans Christian Andersen
musica Igor Stravinskij
in lingua originale francese con sopratitoli in italiano

personaggi ed interpreti
Il pescatore Blagoj Nacoski
L’usignolo Valentina Farcas
La piccola cuoca Milena Storti
Il ciambellano Maurizio Lo Piccolo
Il bonzo Arutjun Kotchinian
L’Imperatore della Cina Carmine Monaco
La Morte Elena Zilio
Primo messo giapponese Oscar Piras
Secondo messo giapponese Alessandro Senes
Terzo messo giapponese Mirko Secci
Soprano Anna Maria Fasolino
Contralto Paola Colaceci
Tenore Fiorenzo Tornincasa

venerdì 25 maggio 2012, ore 20.30 – turno A
sabato 26 maggio 2012, ore 19 – turno G
domenica 27 maggio 2012, ore 17 – turno D
mercol edì 30 maggio 2012, ore 20.30 – turno B
giovedì 31 maggio 2012, ore 20.30 – turno F
venerdì 1 giugno 2012, ore 20.30 – turno C

 

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