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foto di Priamo Tolu

Per festeggiare i 25 anni del Teatro Lirico di Cagliari, ieri si è tenuto uno spettacolo di grande danza che ha registrato il tutto esaurito. La qualità ripaga sempre.

Ho speranza che  durante tutto l’arco dell’anno vi siano anche altri momenti dedicati al 25ennale, (magari con parata di stelle della lirica), in modo tale da valorizzare meglio  le masse artistiche stabili (coro e orchestra), vere protagoniste della nascita di questa bella istituzione cagliaritana.

A danzare ieri sono state dieci straordinarie étoiles internazionali : Ivan Vasiliev, Nina Kaptsova (Teatro Bol’šoj di Mosca); Vladimir Shklyarov (Teatro Mariinskij di San Pietroburgo); Vadim Muntagirov (Royal Ballet di Londra); Ludmila Konovalova (Opera di Vienna); Silvia Azzoni (Hamburg Ballett); Marijn Rademaker (Het National Ballet); Ashley Bouder, Taylor Stanley (New York City Ballet.

Non sono potuta essere presente per motivi personali, ma avevo, per l’occasione un inviato speciale, il ballerino e coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco, con una rappresentanza della scuola di danza  Arabesque .

Grande affluenza di un pubblico di estimatori, ma anche professionisti del settore  e di … chi crede di esserlo.
In scena il Grande Repertorio ballettistico accompagnato da sorprese molto gradite.
I ballerini Russi a mio avviso hanno tenuto testa come tradizione vuole. Virtuosismi, phatos e tanta tecnica “pura!”

L’ Orchestra , la nostra,  diretta dal maestro Paolo Paroni è stata sublime nel difficile compito dell’accompagnamento dei danzatori. Il Coro (diretto da Donato Sivo)) è stato  preciso  e ben preparato, una formazione di cui vado molto orgoglioso!
Se posso permettermi, in conclusione, vorrei dare qualche consiglio al pubblico che per la  maggiore , ieri ,mancava di “Bon Ton”:
a)  In Teatro non si parla del cenone di capodanno mentre gli artisti danzano.

b) Non siamo al cinema. Lo sgranocchiamento e gli olezzi salati di  patatine e popcorn sono stati  fonte di disturbo.

c) Dulcis in fundo , i commenti fuori luogo. Un signore in compagnia della sua dama  ha esordito dicendo: “questo Cajkovskij c’è in
tutti i balletti!!” A buon intenditore poche parole … 

Inviato speciale di Musicamore

ROBERTO MAGNABOSCO

 

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al Teatro Lirico di Cagliari

 Mercoledì 6 dicembre, alle 17, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari, la giornalista e critica di danza Silvia Poletti, in sostituzione dell’annunciata ed improvvisamente indisposta Elisa Guzzo Vaccarino, presenta Il lago dei cigni di Pëtr IIl’ic Cajkovskij, in un incontro con il pubblico. Il balletto fantastico in due atti e quattro scene viene rappresentato, mercoledì 13 dicembre alle 20.30 (turno A), a conclusione della Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari.

L’ingresso alla presentazione è libero.

 Silvia Poletti – Nata a Firenze, inizia la sua passione per la danza verso i nove anni, dopo aver visto, in televisione, Il lago dei cigni con Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Ben presto si accorge di poter “calcare il palcoscenico” in un modo alternativo ed inizia a scrivere di danza, parallelamente agli studi in Lettere Antiche che la portano alla laurea in Letteratura Latina. La passione per la danza però prevale e la conducono, tra le altre cose, a collaborare con quotidiani (attualmente “Corriere Fiorentino”/”Corriere della Sera”) e magazine specializzati in Italia ed all’estero; curare saggi e conferenze per festival e teatri italiani ed internazionali; tenere corsi e seminari di storia della danza all’Università degli Studi di Urbino; scrivere monografie e collaborare a libri di storia della danza. Nel biennio 2008-2009 fa parte della Commissione Consultiva per la Danza del MIBAC. Collabora, dal 1986, con la rivista “Danza&Danza”.

 

Il lago dei cigni viene replicato: giovedì 14 dicembre alle 20.30 (turno B); venerdì 15 dicembre alle 20.30 (turno C); sabato 16 dicembre alle 19 (turno G); domenica 17 dicembre alle 17 (turno D); martedì 19 dicembre alle 20.30 (turno F); mercoledì 20 dicembre alle 20.30 (turno E). La recita per le scuole è mercoledì 13 dicembre alle 11.

 

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

Cagliari, 4 dicembre 2017

 

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In occasione della mia partecipazione al EVT ESTILL VOICE TRAINING ho avuto modo di conoscere un centro culturale nato quest’anno a Monserrato, cittadina del comune di Cagliari.

ArteetCo è una Scuola Multidisciplinare di Formazione Musicale e Artistica Unica in Sardegna. Si tengono Corsi Strumentali e di Canto individuali e di gruppo – Corsi di Disegno, Pittura e Fotografia – Corsi Pratici di Formazione Artistica – Stage – Workshop – Masterclass.

Il suo fondatore Fabio Scano, che ha voluto fortemente questo centro, ha avuto non poche difficoltà per la sua creazione. La sua collocazione è nel centro storico della cittadina e lui acquistando una vecchia casa campidanese ha faticato per la sua ristrutturazione, la quale ovviamente doveva avere le caratteristiche per una scuola artistica. Questa, oltre ad avere delle belle aule,  esternamente è dotata di  un grande cortile fiorito dove noi  stessi, frequentatori del corso, abbiamo utilizzato durante alcune ore di lezione.

Nei programmi presentati fino ad oggi abbiamo visto oltre EVT ESTILL VOICE TRAINING , anche  tanti corsi di vario genere come quello di benessere psicofisico tenuto dalla Dott.ssa Gemma Curreli; i corsi di Propedeutica alla Danza Classica e Danza Gioco”, rivolti ai bambini dai tre agli undici anni tenuti da Giada Pala; il corso di disegno e pittura con Gildo Atzori ; il corso di batteria per bambini ed adulti , tanto per citarne alcuni.

L’offerta formativa di questa scuola è rivolta sia ai principianti (bambini compresi), che a tutti coloro che intendono approfondire ulteriormente le proprie competenze, precedentemente maturate. Per informazioni: 070 584413 mail arteetco@gmail.com     www.arteetco.org


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Oggi vi propongo una intervistare alla ballerina Giorgia Damasco che ho avuto  modo di conoscere tramite il suo maestro Roberto Magnabosco  . Lei è una danzatrice- mamma e insegnante.  In questo periodo ha avuto due belle soddisfazioni che ci racconterà lei stessa.

Quando è che hai capito che la danza sarebbe stata una parte importante della tua vita?

Da piccina davanti al piccolo schermo, mi incantavo di fronte a “Maratona d’estate” della pregiata Vittoria Ottolenghi; memorizzavo sequenze dai corpi di ballo della tv e alle scuole elementari componevo intere coreografie “caserecce”.  Insomma, sognavo senza troppo chiedere a voce alta. Alla fine però il mio desiderio fu chiaro a tutti, e a 8 anni mi fu annunciato che avrei iniziato il mio primo corso di danza classica.

 Chi sono stati i tuoi primi maestri?

Ho mosso i miei primi passi nella scuola di danza Attica di Ines Palladino a Cagliari.

Ricordo con emozione ancora viva quel primo body celeste, il profumo del legno, il suono del pianoforte, è stato il luogo dove ho sviluppato l’amore per il rigore, la precisione e la disciplina.

Trasferitasi poi la mia famiglia ad Assemini, durante l’adolescenza ho trascorso anni felici al CDM Centro Danza Musica, dove la danza mi donava oltre che formazione crescente, un senso di famiglia e di coesione per me importante nella relazione scolastica e formativa.

Ce n’è stato uno in particolare che ti ha cambiato la vita artistica?

Da giovane-adulta conobbi per la prima volta il maestro Roberto Magnabosco.

Ero in fase calante, alla ricerca di una identità stilistico/tecnica adatta alla mia mente e al mio corpo. Lui intuì quanto era meglio per me, liberò la mia energia in un percorso vicino alle tecniche della danza moderna dandomi dei primi compiti di creazione coreografica personale, e mi si aprì una nuova fase di studio.

Lo stesso maestro Magnabosco ebbe un ruolo fondamentale in seguito quando, dopo due maternità ravvicinate e relativo fermo, sentii forte in me il bisogno di ricominciare. Ero titubante: non sapevo se e come il mio fisico – esteriormente immutato ma reso nuovo da questa esperienza – avrebbe risposto, la paura di deludere me stessa era enorme.

Lui non mi diede il tempo di pensare, mi buttò in una lezione estiva (durissima, lo ricordo ancora) di 3 ore. La portai a termine senza risparmiarmi, con in tasca la sicurezza che il giorno dopo non sarei riuscita ad alzarmi dal letto. Incredibilmente, il mattino dopo, le membra non dolevano, e io non avevo più dubbi sul da farsi: ero di nuovo innamorata.

In anni recenti ho avuto poi la fortuna di poter viaggiare per la mia formazione artistica e di incontrare Maestri e docenti che, anche solo per brevi lezioni, laboratori coreografici o performance, hanno lasciato un segno importante dentro di me. E’ davvero difficile scegliere e vorrei ringraziarli singolarmente ma forse nel mio cuore i ricordi più belli sono legati a Enzo Cosimi, Maurizio Saiu, Joseph Fontano, Senio Giovanni Barbaro Dattena.

 Oltre alla danza quale percorso di studi hai seguito?

Mi sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e sono rimasta nell’ambito scientifico, prevalentemente in aree relative alla chimica degli alimenti.

 Sei riuscita a trasmettere ai tuoi bambini la passione per la danza?

La piccola (8 anni) ha vissuto attraverso me le sale di danza come una seconda casa e ha iniziato a 3 anni e mezza le sue prime lezioni sotto la guida di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri.

Ha passione, tenacia, capacità di concentrazione e di gestione dello spazio che finora l’hanno portata a buoni risultati. In questi giorni frequenterà uno degli stage estivi di Propedeutica alla danza dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano: un regalo che ha meritato e che spero le rimanga nel cuore e nel corpo. Entrambi hanno comunque seguito i corsi dei maestri e condiviso con me esperienze sceniche.

Per me è un dono ma anche la normalità: loro sanno che quando si è in spettacolo si lavora in equipe, grandi e piccini, e che la relazione scenica è con il maestro/coreografo e non con me-madre.

So che hai conseguito un importante titolo  per poter insegnare.  Chi sono stati i tuoi maestri in questo percorso di specializzazione?

Durante lo scorso anno, a seguito di un progetto coreografico personale in cui mi trovavo a impartire indicazioni, ho sentito il bisogno di un percorso formativo che avesse anche una nutrita parte teorica e pedagogica. Non sapevo se avrei poi insegnato in senso stretto, cercavo piuttosto qualcuno che con competenza esaminasse il mio modo di relazionarmi agli altri e in particolare al corpo degli altri.

Mi sono rivolta ai corsi per l’insegnamento della danza contemporanea diretti dal maestro Joseph Fontano per “La potenza della danza” studiando a Roma, oltre che con lui, con i docenti Amedeo Iagulli, Roberta Albano, Valeria Santoro e apprendendo in particolare una conoscenza funzionale dell’anatomia che andava oltre quella che conservavo dai miei studi scientifici.

Da allora la convinzione che – con le ovvie distinzioni professionali/amatoriali – la danza sia un patrimonio di tutti, è diventata per me una ricerca esplorativa di tipo fisico. Mi piace scoprire in ogni corpo, in particolare in età adulta, le qualità che possono permettergli di danzare: a mio avviso ognuno ha le sue.

Parlo ai miei allievi in termini anatomici fin dalla prima lezione, per me è importante che sappiano come, dove e perché il loro movimento si genera e cerco di sviluppare in loro il desiderio di conoscere limiti e potenzialità del proprio corpo. Sui limiti si lavora con intelligenza ma le qualità per me non vanno mai dimenticate: se coltivate, sul lungo periodo donano intensità e carattere.

Questo è il percorso che faccio anche sul mio corpo, che a 40 anni è ancora in forma ma necessita di tutela e rispetto. Cerco di capire dove mi vuole portare, a cosa è propenso ora piuttosto che 10 anni fa, senza dimenticarmi di sperimentare attraverso l’incontro con altri artisti.

E’ nata così la collaborazione con il mio prezioso collega Davide Vallascas: qualità fisiche e tecniche complementari ci hanno consentito di creare piacevolmente in più occasioni mettendo sul piatto linguaggi diversi, e “Il Giardino dei Silenzi” – progetto di e con il Maestro Roberto Magnabosco – recentemente presentato alle rassegne Teatro da Balcone del Festival Percorsi Teatrali/Teatro del Segno (Santulussurgiu) e Giardini Aperti (Cagliari) è l’ultima delle nostre piccole soddisfazioni.

Proprio in occasione della rassegna Giardini Aperti,  al maestro Roberto Magnabosco è stata consegnata una menzione speciale per la sua ricca  carriera artstica e per aver favorito  la diffusione della danza.Sabato prossimo sarà ospite d’onore alla serata di chiusura

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Il Progetto Händel, è una nuova creazione di Mauro Bigonzetti forgiata sui ballerini scaligeri e sulle étoiles Svetlana Zakharova e Roberto Bolle. Una prima assoluta cui si potrà assistere al Teatro alla Scala nelle recite serali del 20, 23 e 24 maggio e nella recita pomeridiana di domenica 21 maggio.

Per la prima volta scopriremo, in un progetto moderno, questa grande coppia, acclamata nei titoli classici e romantici.

Per il celebre coreografo italiano è un ritorno alle note di Georg Friedrich Händel e alla fantasia illusionistica del teatro barocco, da sempre suo grande amore (InCantoCome un respiroFesta barocca).

Nella prima parte, soli e passi a due si alterneranno sulle note delle Suites händeliane, fra gighe, courante, allemande e sarabande in una dimensione intimistica, asciutta e geometrica.

La seconda parte si arricchisce con diversi timbri strumentali, con una esplosione di colori e un senso di leggerezza e divertimento.

Biglietti da 11 a 127 euro più prevendita (da 5,50 a 63,50 euro per la recita di ScalAperta del 1 giugno).

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Approdi 2016, è il festival d’arte e comunità organizzato da Carovana S.M.I nel quartiere di Sant’Elia, nel lungomare di Cagliari. Da ottobre a novembre 2016 Approdi rilancia un programma dedicato al mare, alle interazione tra arte e sport, alla coesione sociale. Mare, arte e sport, non solo i temi ma le porte per entrare a Sant’Elia e proiettarsi verso il mondo.

Approdi 2016 continua questo weekend con 3 appuntamenti al Lazzaretto:

1) sabato 5 novembre ore 19.00 lo spettacolo Tenue Radiodramma tattile a cura di Fosca. 

2) domenica 6 novembre ore 10.00 – 13.00 piazza antistante Lazzaretto, durante mercato della domenica, Imbuteatro di Cinzia Morandi

3) domenica ore 16.00 al Lazzaretto. Giro di stile. Scambio d”abito al femminile. Avvio della raccolta degli abiti. Le info su Facebook

approdifesta e a seguire su WhatsApp.

NON MANCATE!

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Benedetta Bucceri, Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco,

Che la musica, la danza, il teatro, siano terapeutici questo è ormai appurato. Tutte le forme d’arte aiutano a star bene e , donarle a chi soffre,  è un grande regalo. Da diverso tempo ormai negli ospedali, ci sono gli spazi adatti ad accogliere  spettacoli che possano dare speranza a chi si trova in terapia. Per esperienza diretta posso dire che ogni giorno che si passa all’interno di queste strutture , soprattutto quando si sta lottando per la propria esistenza,   è un continuo pensare a quello che potrebbe essere il proprio futuro che spesso si vede molto  nero.

Si ha come  l’impressione che da lì non se ne debba più uscire. Un po’ di conforto lo si riceve dalla preghiera per chi ci crede, e poi dalla TV che è collegata ad un  circuito interno. Questo permette a tutti quei malati che non possono uscire dalle stanze, di godere degli spettacoli che si svolgono all’interno dell’ospedale.  Una vera e propria manna dal cielo perchè , almeno in quello spazio temporale, si riesce a staccare la spina che alimenta i cattivi pensieri.

Domani pomeriggio alle 16,30 , all’ospedale Businco (Oncologico) di Cagliari , la scuola di danza di Assunta Pittaluga rappresentata da tutti i maestri,  regalerà uno spettacolo ai malati.

Ci saranno I maestri della scuola ARABESQUE,  Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco  che presenteranno un pezzo classico: la Danza Napoletana tratta da Il Lago dei Cigni. Con loro  anche Carla Sanna che ha vinto un Talent ove lo stesso Magnabosco era giudice; Luisa Uneddu maestra di danze medio orientali  coinvolta  nella coreografia di Danza Russa sempre tratta dallo Schiaccianoci.

Ci sarà inoltre il maestro di Tango Piergavino Meridda, la maestra di danze orientali Fatima Dakik, la maestra di flamenco  Laura Nioi ,il ballo classico di Giuliana Corrias; Laura Scaia e la coreografia di Tip Tap.

L’ingresso è gratuito e libero a tutti.

 

 

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E’ stato un bel pomeriggio di solidarietà quello di oggi, martedì grasso, presso la casa di riposo Vittorio Emanuele II di Terramaini (CA). Un dare e ricevere gioia.  I  ballerini della scuola Arabesque di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri hanno regalato una serata davvero divertente nel ricordo della TV degli anni ’60, per intenderci quella degli show del sabato sera dopo Carosello. C’era Don Lurio, le gemelle Kessler , Raffaella Carrà ecc.  Un mix di ballo e canzoni con tante paillettes che hanno dato al pubblico in sala la gioia e la voglia di poter ancora una volta divertirsi ricordando i tempi della giovinezza spensierata. I loro volti erano luminosi nel ritmare col battito delle mani le canzoni e i balletti più famosi . A fine spettacolo le ragazze della scuola di danza  si sono unite agli ospiti della casa  in balli di gruppo e, fra un trenino e un cha cha cha , non sono mancate le tradizionali zeppole per tutti.


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Giorgia Damasco e Roberto Magnabosco

Domani pomeriggio, alla casa di riposo  Vittorio Emanuele II di Terramaini (Pirri), ritorna la danza con uno spettacolo ideato da Giorgia Damasco intitolato   La Pietra e la luna. Questa volta però ci sarà l’aggiunta della poesia.

Lo spettacolo è un lavoro nato sulle poetiche di Lucio Dalla. “Il senso non è tanto un tradizionale “omaggio” in memoria – volutamente ne abbiamo svincolato il titolo – ma un viaggio soprattutto tra i testi – essendo nato anche da una sinergia attoriale. Il non nasce come omaggio convenzionale si riferisce solo alla forma di presentazione, ma chiaramente è una dichiarazione d’amore artistico e volontà di valorizzazione di ciò che nel mio piccolo colgo e cogliamo della sua opera”.  Così sottolinea la Damasco che insieme al suo maestro Roberto Magnabosco e a Nicola Serra sarà protagonista della serata. Insieme ai danzatori farà da cornice la poesia recitata dall’attore Andrea Marongiu.

L’orario è sempre quello delle 16,30 e l’ingresso è aperto a tutti gratuitamente.

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E’ tutto esaurito il Capodanno alla Scala.

La combinazione di spettacolo (il balletto Cinderella con sul palco Federico Bonelli, principal del Royal Ballet di Londra) e cenone che per la prima volta il teatro milanese ha organizzato a San Silvestro ormai è sold out nonostante i 590 euro di costo a persona.

La cena nel ridotto dei palchi per 125 persone è a base di un menu ‘lirico’ che include carpaccio di salmone, risotto alla Giuseppe Verdi, filetto alla Rossini e gran finale con brindisi. 

 

Fonte: (ANSA)

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Fondazione Arena – Il Teatro segue il Corpo di Ballo e ferma l’ultimarecita della “Forza del Destino”

 È saltata ieri l’ultima rappresentazione del titolo d’opera “La Forza del Destino” al Teatro Filarmonico di Verona.
I lavoratori in occupazione della sede della Fondazione Arena da più di un mese per protesta contro la dirigenza e gli interventi ventilati dalla stessa per far fronte al pesante deficit economico in cui il Teatro è stato ridotto e che ne comprometterebbero integrità e produttività, hanno ieri seguito il Corpo di Ballo che nei giorni scorsi aveva già scioperato per tutte le tre le recite di “Schiaccianoci á la carte” in programmazione al Teatro Ristori e per la terza replica del titolo d’opera del 17 dicembre.
La sera prima dello sciopero si era tenuto, accompagnato dalla manifestazione di protesta da parte dei lavoratori davanti la scalinata del Comune in P.zza Bra, un incontro tra il Presidente di Fondazione Arena Tosi, il Sovrintendente Girondini e le segreterie sindacali, nel tentativo di ricucire uno strappo ormai divenuto quasi incolmabile tra i lavoratori da un lato, dirigenza e governance cittadina dall’altro e scongiurare così lo sciopero di ieri.
L’incontro non aveva comunque prodotto alcun elemento utile a rassicurare il lavoratori circa il futuro del loro Teatro affinché ci fossero i presupposti per il ritiro dello stesso sciopero.
I lavoratori del Corpo di Ballo avevano aperto la serie di scioperi il 16 dicembre facendo saltare la prima del balletto al Teatro Ristori, scioperi che sono proseguiti nelle repliche del 18 e 19 dicembre e per la recita del 17 di “Forza del Destino”. Gli stessi erano stati duramente colpiti dalle dichiarazioni pubbliche delle scorse settimane da parte del Sindaco Tosi, che non avevano lasciato dubbi alle intenzioni da parte della dirigenza della Fondazione Arena di portare a chiusura il settore.
La protesta nei giorni scorsi ha condotto ad un braccio di ferro mediatico costituito da dichiarazioni per mezzo di comunicati e conferenze stampa che non hanno risparmiato reciproche accuse e toni molto duri e severi da parte dei lavoratori. La tensione ha ovviamente coinvolto tutto il Teatro che ieri si è voluto fermare per difendere l’integrità del Teatro contro chi, iniziando dal settore Ballo, intenda smantellare il Teatro stesso pezzo per pezzo.
In un comunicato al pubblico, i lavoratori, hanno voluto spiegare le ragioni che hanno portato ad una azione che, loro malgrado, ha portato grande disagio agli stessi spettatori. Le dichiarazioni quanto mai assurde del Sindaco e Presidente di Fondazione Flavio Tosi registrate durante la trasmissione “Diretta Verona” e “sparate” a tutto volume hanno catturato l’attenzione del pubblico numeroso e costituito la miglior giustificazione per l’azione dei lavoratori che li ha privati del piacere di godere di qualche ora di arte e cultura.
Il pubblico pur amareggiato e deluso per non aver potuto assistere alla rappresentazione dell’opera, molti spettatori venivano anche da lontano, non hanno potuto biasimare i lavoratori stessi, anzi, si sono raccolti molteplici commenti negativi all’indirizzo di quanto sentito direttamente dalla voce del Sindaco di Verona qui non riproducibili per rispetto dell’istituzione che rappresenta poiché in alcuni casi molto coloriti. Vi basti pensare alle facce attonite ed incredule degli spettatori delusi nel sentire anche solo la frase “..è il paese che non crede più nella lirica.. Ma da decenni!!” oppure “..se un’imprenditore mi da dieci mila euro per fare una cena dentro gli arcovoli dell’Arena.. Io gliela faccio fare..” ed ancora le dichiarazioni circa la possibilità di utilizzare l’anfiteatro romano per partite di tennis e pallavolo!!
Gli spettatori inoltre, solidali con i lavoratori in quanto consapevoli e ben informati dalle stesse parole del Sindaco del motivo per il quale gli stessi lavoratori stessero lottando, erano molto amareggiati del fatto che, avendo appreso già da giorni la notizia della possibilità di sciopero per la rappresentazione di ieri, avevano tentato di chiedere nella mattinata informazione circa la fattibilità dello spettacolo ottenendo in alcuni casi informazioni contrarie od addirittura nessuna risposta telefonica.
Fa molto riflettere inoltre come molti spettatori del pubblico avessero acquistato il biglietto solo poche ore prima senza avvertimento alcuno circa le possibilità di uno sciopero annunciato da giorni.
Con questo sciopero il Teatro ha dato grande dimostrazione di essere unito e forte nella lotta dei lavoratori di tutti i settori contro chi voglia metterne in pericolo il futuro.
Attraverso i propri rappresentanti sindacali, come anche nell’incontro tenutosi la sera prima della giornata di sciopero, hanno ribadito le condizioni imprescindibili per avviare un dialogo di trattativa con la Dirigenza: l’integrità del Teatro fatto dai tre settori artistici Coro, Orchestra e Corpo di Ballo, il settore Tecnico (Palcoscenico, Scenografia e Sartoria) e quello Amministrativo, la disponibilità del Teatro Filarmonico su cui pende una disdetta di affitto da parte del Comune e ritenuto indispensabile per lo svolgimento della stagione invernale, la discussione di un vero piano di risanamento che oltre a una riduzione del deficit del Teatro che non può pesare solo sui lavoratori, ne favorisca anche il rilancio Artistico, la necessità di un cambio gestionale dato che l’attuale dirigenza, responsabile gravemente della situazione attuale di crisi del Teatro, di certo non ne può guidare il rilancio.
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Questo pomeriggio sono stata invitata nuovamente alla ASL 8 per un’incontro-dibattito sulla Carmen, lo spettacolo di danza andata in scena nei giorni scorsi al Teatro Lirico di Cagliari.

Gli operatori e i pazienti di un settore della ASL , qualche giorno fa hanno assistito ad una delle repliche di questo spettacolo ,sentendo poi l’esigenza di un confronto per poter esprimere le proprie opinione. Ho accettato con molto piacere e devo dire che , come per le scorse volte, ho visto molta partecipazione soprattutto nell’ascolto. Alcuni sono riusciti ad esternare le proprie impressioni  e questo è stato molto costruttivo. Si è parlato dei simboli e delle azioni della danza Carmen, e di come questi sono stati interpretati; dei costumi essenziali ma efficaci; delle scene  e della  sincronia dei movimenti. Ho spiegato che nulla  in palcoscenico  si muove a caso.  Tutto avviene in momenti musicali precisi e  da dietro le quinte i maestri collaboratori danno ordini affinchè tutto funzioni a dovere

Ho dato poi qualche piccolo anticipo di quello che sarà il prossimo spettacolo: la Jura di Gavino Gabriel.  Per questo ci sarà comunque un incontro specifico. Infine è emerso il desiderio di poter avere dei concerti in sede  cioè negli spazi esterni alla Cittadella della salute (un tempo manicomio). Sarebbe una bella opportunità se il Teatro Lirico inserisse nel circuito degli spettacoli per le scuole anche la ASL 8 di via Romagna.

Ma se ciò non fosse possibile, si spera che anche alla ASL  (dopo a stazione) possa giungere un pianoforte, magari donato da chi ce l’ha in casa inutilizzato.

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DOMANI

24 Ottobre 2015 . ore 20,30

Spettacolo di beneficenza

Teatro Si’ e Boi

Piazza Si’ e Boi , Selargius

In collaborazione con

Corsi di Danza Assunta Pittaluga – A.s.d. Jazz Dance – Eva Aiollart Mediterraneé - Palestra Samurai Club Iglesias – Palestra University Quartu Sant’Elena – Dimensione Danza . Direzione Danza Fisicomania Sinnai – A.s.d. Teys Centro Coreografico Arabesque – A.s.d. Tango Club – Ass. Folk Culturale San Gemiliano.

Italo Medda leggerà una propria composizione poetica dal titolo “Benvenuti”. La poesia, creata nel 1998, tratta del tema della multiculturalità e dell’accoglienza, toccando quindi argomenti più che mai attuali e in consonanza col tema di questa serata.

 

 

 

 

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La prestigiosa Compañía Nacional de Danza in Carmen:

prima esecuzione italiana nella Stagione lirica e di balletto 2015

 Giovedì 22 ottobre alle 20.30 (turno G), per la Stagione lirica e di balletto 2015 del Teatro Lirico di Cagliari, va in scena il sesto appuntamento con: Carmen, balletto in due atti, su regia e coreografia di Johan Inger, musica di Rodion Š?edrin e Georges Bizet, musica originale aggiuntiva di Marc Álvarez.

La prestigiosa Compañía Nacional de Danza di Spagna, diretta da José Carlos Martínez, si esibisce, in prima esecuzione italiana, nel balletto che ha debuttato al Teatro de la Zarzuela di Madrid il 9 aprile 2015 e che è ispirato alla celeberrima opera di Georges Bizet che racconta dello sfortunato amore della sigaraia Carmen per il brigadiere Don José.

La drammaturgia è di Gregor Acuña-Pohl, la scenografia di Curt Allen Wilmer, le luci di Tom Visser e i costumi di David Delfín.

L’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari è diretta da Manuel Coves.

Lo spettacolo dura un’ora e 45 minuti circa, compreso un intervallo.

Carmen viene replicato: venerdì 23 ottobre alle 20.30 (turno A); sabato 24 ottobre alle 16 (turno E); domenica 25 ottobre alle 17 (turno D); martedì 27 ottobre alle 20.30 (turno F); mercoledì 28 ottobre alle 20.30 (turno B); giovedì 29 ottobre alle 20.30 (turno C).

Lo spettacolo del turno G, inizialmente previsto per sabato 24 ottobre alle 21, è stato anticipato a giovedì 22 ottobre alle 20.30.

«La mia Carmen parte dalla storia originale di Mérimée, nella quale José è il vero protagonista che non tollerando la libertà della sua amata inizia una discesa agli inferi, mosso dai primitivi istinti dell’uomo: la passione e la vendetta.» (Johan Inger)

Quando la Compañia Nacional de Danza ha richiesto allo svedese Johan Inger di creare una nuova versione di Carmen, opera con un marcato carattere spagnolo, il coreografo si è trovato di fronte ad una grande sfida, ma anche ad una grande opportunità. Il suo approccio a questo mito universale doveva portare a qualcosa di nuovo. Per questo motivo, il coreografo si è focalizzato sul tema della violenza, trattandolo attraverso uno sguardo puro ed incontaminato, come quello di un bambino. Partendo da questo punto di vista, Inger crea un personaggio che ci rende testimoni di tutto ciò che accade attraverso i suoi occhi innocenti e, allo stesso tempo, assistiamo alla sua stessa trasformazione.

«In questo personaggio vi è un certo mistero, potrebbe essere un bambino qualunque, Don José da piccolo, la giovane Micaela, o il neonato bimbo di Carmen e José. Potremmo essere noi, con la nostra primitiva purezza ferita dopo aver subito un’esperienza di violenza, che seppur breve, può aver influito negativamente sulle nostre vite e sulla nostra capacità di relazionarsi con gli altri per sempre.» (Johan Inger)

«Il mio compito non è stato quello di ‘completare’ questa Suite che è già perfetta così com’è, ma di descrivere un’altra parte meno visibile: la mente dei personaggi riflessa nella drammaturgia. Cercare di capire quale emozione o quale pensiero intimo avesse Carmen in un momento o Don José in un altro è stato il percorso che ho seguito per giungere alla composizione.» (Marc Álvarez)

 Lo spazio scenico, per questa nuova creazione di Carmen, si basa su una scenografia chiara e pulita, definita dalla semplicità delle forme e dall’autenticità dei materiali scelti.

Le atmosfere vengono ricreate attraverso la reinterpretazione della novella originale, evitando qualsiasi estetica approssimativa. Siviglia è un luogo qualsiasi, la manifattura tabacchi è una qualsiasi fabbrica e i monti di ronda rappresentano uno stato d’animo al limite che, tradotto nello spazio, diventa sobborghi, luoghi oscuri ed insicuri. Per ricreare quest’atmosfera la scenografia utilizza tre materiali: il cemento, lo specchio e l’onduline nero; la forma del triangolo equilatero rappresenta, per associazioni e in maniera istintiva, l’universo dell’opera.

Tre è il numero che rompe il quadro, che provoca la gelosia e che porta alla violenza. Tre per tre uguale a nove prismi. La scenografia si compone di nove prismi mobili, ciascuno con tre facce diverse, mossi dai ballerini attraverso la coreografia, articolandola nei diversi spazi.

Spazi limpidi che non ostacolano la lettura del movimento danzato e che mettono in evidenza altri luoghi e stati d’animo, possibili solo attraverso la forma e il materiale.

Il pavimento cambia durante lo spettacolo da chiaro a scuro, e alcune lampade accompagnano tre diversi momenti: la fabbrica, la festa e i monti, e saranno, oltre ai costumi, l’unico tocco di colore della scenografia.

La scenografia vuole essere dinamica e funzionale al servizio di una storia che, dalla prospettiva di un bambino, ci parla delle molte sfaccettature, tra le quali la violenza e le sue conseguenze, di quest’opera universale.

 I punti di riferimento per i costumi di questa nuova creazione sono stati: sobrietà, atemporalità, contemporaneità e un sottile gusto anni ’60. Il tutto da un punto di vista simbolico e metaforico. Il carattere e la personalità dei personaggi sono toccati da questi concetti con l’intento di creare una Carmen nuova, uscendo dagli stereotipi estetici dell’opera e dell’epoca, traslando i personaggi in una specie di equivalente contemporaneo. In questo modo, i militari si avvicinano ad un’altra forma estetica di potere, come ad esempio i business manager di oggi. Il torero, figura centrale dell’opera, potrebbe essere una stella del cinema o del rock.

Questo simbolismo viene rafforzato tramite personaggi metaforici. I gitani, sedotti dal fascino delle sigaraie che risvegliano i loro istinti animali, si trasformano quasi in cani. L’ingenuità, la purezza, la bontà e il mistero umano sono rappresentati da un bambino, una presenza androgina che, nel corso dell’opera, si rabbuierà. La violenza e la frustrazione si traducono in ombre, personaggi che saranno protagonisti soprattutto nella seconda parte dell’opera. Abiti raffinati per i personaggi nella festa del primo atto, abiti quotidiani per una donna delle pulizie e Carmen che, secondo il coreografo, deve essere libera, coraggiosa, contemporanea, quasi una personalità apocalittica. I costumi, quindi, trasmettono forza, identità e una certa ambiguità estetica. La prima parte è più luminosa e colorata, la seconda più oscura, caratterizzata dal grigio e dal nero.

 

Prezzi biglietti: platea da €70,00 a € 45,00 (settore giallo), da €55,00 a € 35,00 (settore rosso), da €40,00 a € 25,00 (settore blu); I loggia da €50,00 a € 30,00 (settore giallo), da €40,00 a € 25,00 (settore rosso), da €35,00 a € 20,00 (settore blu); II loggia da €30,00 a € 20,00 (settore giallo), da €20,00 a € 15,00 (settore rosso), da €15,00 a € 10,00 (settore blu).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13. Rimane chiusa la domenica e i giorni festivi.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, fax 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it,

Manuel Coves

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Si è tenuto ieri un altro appuntamento della rassegna “Artisti a Terramaini“, nella casa di riposo comunale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari-Pirri. Questa volta lo spettacolo era imperniato sulla danza. I ballerini del centro coreografico Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco, hanno infatti presentato un brano tratto dalla Lucia di Lammermoor, sulla voce del soprano cagliaritano Giusy Devinu   alla quale era dedicata la performance. Pochi ma essenziali elementi scenici hanno caratterizzato la piece volutamente ambientata a fine 800: un finto specchio, pochi veli, due sedie, movimenti scenici essenziali. Lucia in due momenti di vita diversi, e tutta  la storia in 15 minuti, il tempo dell’Aria della pazzia.

Ancora una volta, grazie alla generosità degli artisti, siamo riusciti a regalare agli ospiti della casa di Terramaini, un momento di distrazione come intermezzo nella monotonia  di una vita fatta di giornate tutte uguali.

Di seguito il mio video-documento della serata.


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Il 21 giugno il Comune di Cagliari le ha dedicato l’Arena del Parco della musica scoprendo una targa a suo nome. Lei Giusy Devinu, soprano cagliaritano morta prematuramente nel pieno della sua carriera internazionale, sarà ricordata domani attraverso una danza. I maestri Roberto Magnabosco e  Benedetta Bucceri, titolari della scuola di danza Arabesque di Cagliari, hanno creato una coreografia sulla voce di Giusy ,in una di quelle opere che la resero celebre (dopo la Traviata): Lucia di Lammermoor. 

Con Roberto Magnabosco danzeranno anche Giorgia Damasco,  Marco Maxia Saiu, Nicola Serra, Federica Farci, Barbara Collu e Carmen Cadoni

Questo spettacolo era già stato rappresentato in occasione  della Festa della Musica del 2012, nel Parco della Musica antistante il Teatro Comunale, e aveva visto protagonisti all’epoca, oltre a Roberto Magnabosco anche Assunta Pittaluga, Claudia Tronci e Gabriele Vaccargiu.

Domani 13 ottobre, alle ore 17, la nuova rappresentazione che è stata rivisitata e corretta, sarà davanti ad un pubblico speciale: gli ospiti della casa di riposo “ Vittorio Emanuele II”  a Terramaini- Cagliari.

Lo spettacolo  rientra nella rassegna “Artisti a Terramaini” iniziata questa estate, e che si prolungherà finchè ci saranno artisti che vorranno donare mezz’ora del loro tempo agli ospiti della casa di riposo.

L’ingresso è libero ed è aperto a tutti.

nelle foto alcuni momenti delle prove

Intanto vi anticipo che il prossimo appuntamento sarà il 26 ottobre sempre alle 17, con un grande violinista, Gianmaria Melis accompagnato dalla pianista Ilaria Vanacore.

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  • Se sei di Cagliari e dintorni ,hai dai 7 ai 14 anni, ti piace ballare, cantare,  recitare o sogni di diventare una grande star dei musical… vieni con noi e trasformerai i tuoi sogni in realtà!!!

    Farai parte di una vera compagnia d’arte fatta di soli bambini e imparando in un modo completamente nuovo e divertentissimo dalla base le tecniche del ballo, canto e della recitazione diventerai un piccolo/grande Musical performance!!!

    Non ci credi?? vieni a trovarci senza impegno… non crederai alle tue capacità.

    Unisciti al cast che porterà in scena un vero grande musical cantato ballato e recitato dal vivo!!! cosa aspetti… basta coi soliti hobby… stacca il computer e la tv e dai sfogo alla fantasia …entra nel fantastico mondo dei musical… quelli veri!!!

    LA COMPAGNIA: 
    Come una vera squadra ogni partecipante avrà un ruolo preciso e definito.
    Un modo nuovo di partecipare ad un’attività creativa e formativa come quella del mettere in scena un Musical.

    DAI 7 AI 14 ANNI 
    Non sono necessarie particolari capacità, o esperienze nel campo artistico.
    Solo tanta voglia di divertirsi e mettersi in gioco con un nuovo hobby che potrebbe diventare la passione della tua vita!

  • L’ACCADEMIA
    Musical Child Company è una Accademia d’ arti sceniche a tutti gli effetti. Non uno spazio esclusivamente ricreativo. Piuttosto un luogo in cui ciascun bambino possa imparare, attraverso diversificati percorsi educativi, le tre discipline fondamentali del genere musical: la danza , la recitazione ed il canto. Tutti i bambini, nel pieno rispetto dei tempi di apprendimento di ciascuno, conosceranno i propri limiti espressivi e motori ed affrontandoli, cresceranno insieme divertendosi.

    Recitazione:

    nella cura della recitazione, l’impronta che lo staff-guida segue è in linea con i principi del metodo “no acting” (non recitare). Ciò che si ottiene lavorando su queste linee con gli attori più piccini è una maggiore varietà di linguaggi espressivi, liberi dal vincolo della fiction ( finzione) , nella continua ricerca della vera emozione. Operare in questa direzione permette di portare all’attenzione del bambino molti stati d’animo differenti, che egli esplorerà in base alla propria tendenza creativa. Il risultato sarà quindi una recitazione spontanea piuttosto che una “costruzione esteriore”.
    Giorgio (nome di fantasia) quindi, non riproporrà “il personaggio del pirata” esattamente come gli è stato suggerito di fare dal regista ma, seguendo le linee guida( registiche e di sceneggiatura), sentirà di “divenire autenticamente” quel pirata, senza perdere totalmente il proprio carattere o le proprie espressioni, toni, gesti, ma integrando i nuovi modi ed i risultati scoperti durante le fasi di studio.
    Nel metodo sono riproposti giochi, sperimentazioni, confronti, esercizi di contatto corporeo, esercizi di respirazione, esercizi di postura ed equilibrio, e ancora, tutti quegli esercizi propedeutici che conducono ad una maggiore consapevolezza dello spazio-palco e delle arti sceniche quali il musical.
    Danza:
    Essendo propriamente una scuola di musical, la nostra attenzione per quanto concerne lo studio della danza, è focalizzata sull’ottenimento di tutte quelle basi di coordinazione del movimento che al “musical performer” (attore di musical) occorrono.
    I bambini impareranno a tenere il tempo, a comprendere e coordinare il movimento, a muoversi insieme come un gruppo coeso nella cura dell’aspetto coreografico.Saranno insegnati vari “passi base” dei principali stili di danza di cui il musical si serve.
    Una particolare attenzione avranno le fasi di integrazione tra la disciplina della danza e quella della recitazione, perché ciò che nel musical occorre è recitare mentre si danza.
    L’obiettivo del musical è costruire un esito scenico completo e integrato in tutte le forme di espressione artistica che si possono sviluppare attraverso le arti sceniche, differente quindi dalle realtà dei saggi di danza o degli spettacoli danzati. L’attore agisce, reagisce ed interagisce tramite la recitazione anche con la danza ed il canto.
    Canto:
    Il canto è una disciplina a cui l’accademia dedica parecchia attenzione perché nel musical spesso, si canta “LIVE” (DAL VIVO), ciò che viene insegnato sono inizialmente, tutte quelle fondamentali basi necessarie al performer per potersi esprimere con la voce cantata,come l’ascolto, il ritmo, la tonalità, la respirazione e la coordinazione.
    Il percorso di canto, come quello della danza, non sarà mai affrontato come uno studio fine a se stesso; come detto per la danza, il canto deve fondersi con l’interpretazione attoriale, poiché nel musical l’obiettivo non è una gara canora o un concerto ma un esito scenico, completamente integrato di tutte e tre le discipline.

    I NOSTRI PUNTI DI FORZA

    spesso le persone dopo aver visto uno dei nostri musical ci chiedono ”ma come fate?”, nulla di più “semplice”…

    Armonia
    Solo In un contesto sereno, allegro, spensierato i piccoli attori possono esprimere al meglio la propria creatività, liberandosi da schemi preconcetti e limitanti che talvolta la nostra società ci consiglia, questi sono inoltre spesso errati.
    Ciò che il nostro team garantisce è la cura costante di un ambiente in cui il bambino possa esplorare in libertà la propria fantasia, senza pregiudizi e senza limiti di alcun genere.
    Disciplina
    Per noi disciplina non significa “l’adulto ordina, il bambino esegue” piuttosto, insegniamo il valore della comprensione delle regole necessarie alla convivenza e al “lavoro” di gruppo.
    Il rispetto dell’altro, inteso come attore ma anche come essere umano, l’importanza del sapersi comportare e saper vivere in un luogo speciale come il teatro; il valore dell’impegno nell’ottenimento di un risultato, privo della dipendenza dal giudizio altrui..

    Passione
    L’amore per le arti ci ha portato ad inventare degli spettacoli sempre nuovi, originali e fantasiosi, in grado di trasmettere emozioni semplici e vere. Noi crediamo nell’importanza di coltivare l’anima di coloro che assistono agli spettacoli parallelamente a quella di coloro che creano e interpretano, trasformando i sogni di ciascuno in concrete realtà sul palcoscenico.

    Professionalità
    Il team dell’accademia è in costante aggiornamento, studio, sfida con se stesso. Frequenta stage e corsi in tutto il territorio, oltre promuoverne attivamente di propri.

    Gioco
    Il giocare, inteso come intento ludico è fondamentale in questo “insegnare a fare teatro”, poiché il gioco è un mezzo naturale con il quale i bambini comunicano e interagiscono anche inconsciamente.
    Se si offre loro la possibilità di divertirsi a studiare e creare personaggi, di imparare e sperimentare col proprio corpo una coreografia, di ascoltare e conoscere la propria voce, come riprodurre melodie e brani;
    ecco questo conduce i bambini ad esprimersi liberamente sul palcoscenico senza paure o inibizioni.
    Perché per ogni bambino, qualunque cosa sul palco, sarà comunque un gioco.
    Un gioco, in cui il bambino, senza rendersi conto, imparerà a vivere sognando, ma sopratutto imparerà un arte.

  • Telefono 3738804182
  • E-mail  gemini.club.cagliari@gmail.com

 

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Ieri sera sono stata invitata ad assistere ad un saggio di danza, di una scuola “mitica” cagliaritana. Dico “mitica” perchè è stata forse la prima che ha portato la danza moderna a Cagliari, e soprattutto che ha rivoluzionato  il modo di fare danza rispetto a quella legata a schemi tradizionali. Nella sua scuola sono ammessi tutti, indistintamente per età e struttura fisica. Personalmente ricordo che  ai tempi della mia fanciullezza, una mia compagna diceva che se non si aveva una certa struttura corporea, e soprattutto se non si era giovanissimi, non si poteva frequentare una scuola di danza. La scuola di Assunta Pittaluga non discrimina nessuno tanto meno per il saggio finale . Qui si apre un altro ricordo. In tante occasioni  le mie amiche “ballerine” temevano la fine dell’anno per la paura di non essere all’altezza del saggio finale e quindi di essere lasciate fuori. Da Assunta, il saggio, lo fanno proprio tutti e con grande gioia.

Ieri sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari la scuola di danza di Assunta Pittaluga si è presentata come una grande comunità multietnica, in senso metaforico. Infatti non partecipavano solo i suoi allievi, ma allievi di diverse scuole cagliaritane ospiti della stessa struttura. Un brano ciascuno , essenziale ma significativo. Il saggio finalmente non è più una maratona dove i piccoli allievi finiscono stremati perchè obbligati   ai saluti finali di una serata magari di oltre quattro ore ! Avendo due figlie femmine ho vissuto il problema in prima persona quando queste hanno frequentato le così dette scuole tradizionali.

Assunta è anche la conduttrice dell’evento. Presenta con simpatia dialogando col pubblico. Non ci sono paure di sbagliare perchè se ciò succede si chiede scusa al pubblico e si rimedia. Via le etichette! Finalmente!

Dopo una breve presentazione, arriva il primo Divertissement e a seguire   il suggestivo Magnificat di Vivaldi sempre con la coreografia della Pittaluga  in cui le danzatrici si dividono fra platea e palcoscenico in processione con in mano dei lumini, come  in un antico  rito sacro che si conclude con una croce umana. Bello ed emozionante.

E’ la volta poi di una scuola ospite, quella di un antico allievo di Assunta, Roberto Magnabosco che con Benedetta Bucceri dirigono la scuola Arabesque. Gioiose e colorate le loro coreografie  sulla favola del Mago di Oz,  hanno dato luce ad allievi e allieve di ogni età,trasmettendo al pubblico una sensazione  positiva e di festa.

La scuola successiva profuma d’oriente. La danza del ventre è regina nelle coreografie   di Fatima Dakik per le sue allieve, integrata dall’esibizione  anche del maestro Roberto Magnabosco. Un genere totalmente diverso dai precedenti ma che ha nel suo contesto quel fascino segreto delle fiabe delle Mille e una notte.

Non poteva mancare la danza ritmata e a tratti tribale e coinvolgente della scuola Jazz Dance A. S.D. con le coreografie di Fabio Vadilogna e Carlo Cocco. Un genere questo particolarmente gradito ai giovanissimi ma che interessa anche gli adulti  per l’intensità dell’esercizio fisico.

Delicata e sempre originale  la coreografia della maestra  Donatella Deidda della scuola “Dimensione Danza” , e l’esibizione dei suoi allievi,  Lei ha portato in scena una coreografia su un bel racconto d’amore ambientato negli anni trenta-quaranta. La scelta delle musiche originali dell’epoca, e dei costumi, e il tutto accompagnato  dalla voce narrante di Gianni Zanatta, ne hanno fatto una performance davvero sofisticata e a tratti commovente .

Devo un  grande grazie ad Assunta Pittaluga per la bellissima serata che mi ha regalato.


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Qualche volta ci capita di fare delle considerazioni sulla nostra  vita , in un momento così detto “buono”  dove tutto sommato ci sentiamo fortunati, perchè tutto sembra che giri per il verso giusto. Ma  ecco che, improvvisamente, appare lui, il mare inCURABILE. Chi c’è passato, (come la sottoscritta) capisce il dramma. La vita cambia radicalmente. Sembra che nulla abbia più senso. L’unico pensiero fisso è lì, all’ospedale, ai medici e agli infermieri che durante la prima fase, quella dell’intervento e delle terapie, ti sono stati vicino e continuano a farlo. Esistono loro e tutto ciò che li circonda, il resto scivola accanto a te quasi senza accorgertene. Sono que momenti in cui la disperazione prende il sopravvento e ti viene da domandarti perchè sia successo proprio a te. Fino a quel momento eri convinto che ciò potesse succedere solo agli altri, a quelli che parlano in TV oppure nelle interviste delle riviste specializzate. No, purtroppo non è così, e allora due sono i casi: o dai senso a tutto questo, oppure è finita. Nella maggior parte dei  casi si cerca di dare un senso buttandosi nella fede, nella preghiera, nella spiritualità in generale, e pensando ai propri affetti come  meta da raggiungere: “Voglio farcela perchè Tizio e Caio hanno ancora bisogno di me”. Eppure in qualche caso neppure questo funziona, e qui cominciano i guai: la disperazione e la depressione. Ma ecco un’altra fase, quella in cui cominci ad  incontrare i così detti “angeli custodi” che non sempre riusciamo a riconoscere, forse perchè siamo abituati a vederli con le ali. Loro sono quelle persone che s’incontrano al posto giusto nel momento giusto. Possono essere  amici, conoscenti, sconosciuti che ti invitano ad eventi, incontri, a prendere un aperitivo per una chiacchierata e magari ti propongono di fare arte insieme, canto, danza, disegno,musica ecc.  Personalmente la mia arte, il canto, il disegno, e soprattutto il mio blog, sono stati determinanti per la  rinascita. Quando sei costretta a lasciare il lavoro per un lungo periodo, ti accorgi che dopo le terapie hai ancora tanto tempo a disposizione (troppo perchè questo non sia pieno di pensieri negativi) ma se ti capita d’ incontrare l’amico pittore che ti propone un corso di disegno non gli dici di no; così  pure alla collega con la quale tempo  prima si era buttato giù un progetto proponendoti di provare a realizzarlo con la speranza che questo ti distolga da ogni pensiero negativo. Oppure ti riaffiora quel desiderio d’infanzia di voler fare la ballerina, un sogno che per svariati motivi non si è mai realizzato, ma che , grazie all’incontro casuale con un maestro di danza che ti propone un corso che non ha limiti di età , decidi di provare . Non ci pensi due volte perchè in questo momento di disagio psicologico ogni cosa è importante per non pensare a lui, al male inCURABILE.

Ed ecco che dall’interno del tunnel comincia a vedersi la luce.  Comincia così a crescere la voglia di gridare al mondo che ci sei ancora e che ce l’hai fatta . E’ notizia di questi giorni che la signora Emma Bonino  ha raccontato alla stampa che il suo tumore polmonare è stato sconfitto e che i suoi esami non mostrano più segni di cellule malate. Quanto chiacchiericcio intorno a questo, io l’ammiro e la comprendo in pieno perchè è capitato anche a me. Ma c’è chi parla a sproposito dicendo che l’ha fatto per mettersi in mostra.  Meglio non soffermarsi su questo aspetto vergognoso. Chi ha un tumore e lo sconfigge ha forte questo desiderio, gridare a tutti che il mare è curabile!

Qualche giorno fa ho intervistato una signora che ha trovato proprio nella danza, la sua forza  e la sua terapia più efficace per affrontare e superare il problema tumorale. Anche lei ha incontrato degli angeli, in maniera del tutto casuale, il ballerino Roberto Magnabosco e la maestra di ballo Benedetta Bucceri . Ebbene, questo incontro è stato importantissimo per lei. Ascoltate voi direttamente dalla signora “Pink Lady”


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Le grandi stars del Gospel e del Jazz arrivano dall’America per una serata unica a Bologna che si terrà il 15 settembre 2015. Lo scopo principale è quello di raccogliere fondi a favore della fondazione Hospice  Seragnoli Onlus. Per chi non lo sapesse, l’hospice è la struttura residenziale in cui il malato inguaribile e la sua famiglia possono trovare sollievo per vivere in conforto gli ultimi giorni di vita .

Per questo motivo dobbiamo far si che questo evento abbia un grande seguito. Gli artisti che si esibiranno saranno di un valore unico:

DONNIE MCCLURKIN, WILLIAM MCDOWELL, ANN NESBY, DAVID PHELPS, PETER ERSKINE , DRUMS OLIVER JONES , PIANO KIRK WHALUM - SAX FABRIZIO BOSSO , TRUMPET KATAKLO‘ GIUSEPPE PICONE, ALEX MONTAQUE, DELL’ACM, GOSPELCHOIR OF LONDON, MASSIMO MORGANTI E G.B.MARTINI BIG BAND , B.G. GOSPEL CHOIR,, JAZZ E DANZA
Intanto mettete “MI PIACE” sulla  PAGINA FACEBOOK “GOD THE MUSIC AND ME” , avrete così tutte le informazioni sull’evento. Intanto i biglietti sono in vendita dal 15 aprile col circuito VIVATICKET GOD, THE MUSIC AND ME.

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Il cibo e l’arte culinaria in generale sono ottimi elementi che, sopra una bella tavola imbandita , riescono a creare complicità e intesa fra i commensali. Ecco perché gli affari più proficui e le idee più originali avvengono proprio durante i pranzi o le cene.

Il celebre maestro Italo Medda è un artista a largo spettro . Lui è scenografo, costumista, insegnante, ma anche un eccellente poeta, ed è stata una vera fonte di ispirazione per coreografi supercollaudati che, senza perdere tempo, hanno creato sui suoi temi  frammenti di storie vissute e personaggi che hanno fatto scalpore ed elargito cultura all’umanitä intera.

Proprio durante una cena conviviale ,Benedetta, Roberto, Assunta, sono riusciti a convincere il poliedrico Italo Medda a condividere queste sue perle con gli estimatori della vera arte. Ed ecco che nasce così uno spettacolo vario e interessante con uno scopo umanitario che è quello di sensibilizzare la gente al problema dell’autismo,  patologia ancora tutta da conoscere ed esplorare.

Le scuole di danza sono sempre in prima linea nell’organizzare serate dedicate ad eventi sociali. La scuola ARABESQUE di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco è sicuramente una di queste e, con la collaborazione di altre scuole come Jazz Dance di Carlo Cocco, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Centro studi Danzarte di Michela Mua, Mooving Dance Studiodi Alice Floris metteranno in scena uno spettacolo ricco e vario in occasione della  Giornata Mondiale dell’ Autismo 2015

 

Venerdì 27 Marzo
presso il
Teatro Mommoti
in Via 31 marzo 1943 a Monserrato (CA)
 Gli spettacoli saranno due
Alle ore 18.00  ci sarà la Fantasia di Danza, organizzato da Arabesque di B. Bucceri e R. Magnabosco, con la partecipazione di Jazz Dance di C. Cocco, Dimensione Danza di D. Deidda, Centro Studi Danzarte di M. Mua, I The Fighters della Mooving Dance Studio di A. Floris,
Alle ore 20.30,  invece “ La Voce Negata”, poesie di Italo Medda, coreografie di Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco, Michela Mua e Benedetta Bucceri (clicca qui per un approfondimento)
Presenta la serata Krystian Zeta.
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“I sogni son desideridi felicità ”Così cantava Cinderella in quel meraviglioso film d’animazione della Disney che ci ha accompagnato nella nostra prima infanzia.

Ebbene, ho sognato che in quel palcoscenico che mi ha accolto per più di 30anni, c’erano tantissimi  artisti riuniti in un’ unica voce. Un grande spettacolo dove la musica, il teatro, la poesia, il cinema, la danza ,la poesia , la pittura, non aveva limiti. Non c’erano invidie, non c’erano gelosie, ma solo complicità tra chi è stato toccato dal Divino ricevendo un talento da mettere al servizio della società.

E allora ho visto  attori di diverse compagnie recitare insieme, i cori di diverse associazioni uniti in unico canto, un corpo di ballo formato da rappresentanti di tutte le scuole di danza, e ancora poeti che recitano insieme versi di pace, e una grande orchestra formata da musicisti di tutte le città. Luci e costumi realizzati da artisti che non litigano ma dialogano; scenografi che realizzano un meraviglioso fondale dai colori della speranza che, come in un abbraccio, fa da sfondo ad uno spettacolo senza eguali.

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Vite di Carbone è uno spettacolo di danza ideato da Claudia Tronci con la coreografia di Davide Cauli. E’ una storia vera raccolta proprio dalla Tronci direttamente dalla testimone ultranovantenne Barbara Concas, una delle ultime cernitrici della miniera di Montevecchio (Iglesias). Barbara Concas donna di miniera è  felice di poter far conoscere un pezzo di storia della Sardegna attraverso anche questa forma di spettacolo.

Claudia Tronci aveva già messo in scena questo spettacolo tempo fa, in forma di saggio con le allieve della sua scuola di danza.

La protagonista della storia e sua figlia saranno ospiti d’onore il giorno della prima , il 2 Novembre all’Auditorium di piazzetta Dettori a Cagliari, all’interno del prestigioso festival internazionale, FIND. 

VITE DI CARBONE
E’ uno spettacolo dedicato alla tenacia delle donne sarde, prende come storia esemplare quella di una delle donne che hanno lavorato in miniera.

Vite di carbone nasce dalla testimonianza di Barbara Concas una delle ultime cernitrici della miniera di Montevecchio, donna forte e pragmatica dolce e materna che ha vissuto tutta la vita in un territorio della Sardegna: bellissimo, aspro e selvaggio.

Le origini: Vite di carbone prende spunto dalla vicenda narrata  adattata e tradotta in una messa in scena danzata, avvincente e poetica, che vuole essere la testimonianza di un certo periodo e di una determinata condizione sociale, culturale e umana.

Barbara è la protagonista a 360°, compare per la prima volta in scena, ancora fanciulla, e conclude lo spettacolo con le sue memorie di donna anziana (nome originale, per antonomasia, rappresentativo del personaggio – omonimia come S.Barbara protettrice dei minatori).

Barbara oggi ha 92 anni, vive ancora nel villaggio di Montevecchio con i suoi ricordi.

Lo spettacolo: della durata di sessanta (60) minuti nella versione integrale e/o e quaranta (40) minuti nella messa in scena ridotta, contiene sensazioni del presente e ricordi del passato. Immagini che ritornano grazie al paziente lavoro di ricerca curato da Claudia Tronci che ha raccolto testimonianze e racconti e ne ha affidato la regia e coreografia a Davide Cauli che li ha riuniti in una pièce teatrale danzata a ripercorrere quelle vicende umane con un susseguirsi di momenti poetici e di rimandi. Un continuo susseguirsi di emozioni, flash back e riflessioni, che spostano continuamente il presente scenico dalla memoria, al racconto al vissuto hic e nunc.

Barbara è una bambina povera, figlia di un minatore. Un giorno come tanti suo padre viene a mancare e a fine turno viene portato a casa da un minatore silenzioso e consegnato alla madre. Il silenzio e il tempo del dolore dura un giorno. Il giorno dopo Barbara “eredita” il lavoro, la responsabilità della famiglia e di una Vita di carbone. Barbara in miniera incontrerà la fatica la durezza delle pietre e la dolcezza dell’amore. La vicenda viene interpretata attraverso la danza, la musica, immagini e filmati.

Obbiettivi: Vite di carbone oggi è un progetto artistico che racchiude e si propone di comunicare i grandi valori di una Sardegna che non esiste più, di parte della nostra storia, delle nostre tradizioni e della cultura contemporanea.

Ruoli e Danzatori interpreti:
Barbara e Maria (madre di barbara) Claudia Tronci;
Efisio (marito di Barbara) e Giovanni (padre di Barbara) Davide Cauli.

Ideazione e progetto: Claudia Tronci;
Coreografia regia e traduzione scenica: Davide Cauli.

I temi musicali: conterranno brani per orchestra d’archi, canti e sonorità della migliore tradizione isolana arrangiati e arricchiti da ambientazioni sonore sul tema della vicenda e della vita mineraria.

Vite di carbone è omaggio alle donne Sarde, alle donne di miniera, alla loro grazia e alla durezza delle loro vite cupe. Al loro spirito di sopravvivenza.

DOMENICA 2 novembre 2014 – Auditorium Piazzetta Dettori ore 21

 

 

 

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Ci sarà anche una giovane cagliaritana fra gli ottanta  ballerini che concorreranno nel nuovo spettacolo di RAI UNO “La Pista“. Lei è Rachele Montis che danza fin dalla più tenera età. Molti cagliaritano la ricorderanno fra le guerriere acrobatiche dell’Opera lirica Shardana o come uccellino in gabbia dell’Opera Rossignol.

Ottanta giovani ballerini, otto cantanti e coreografie dagli stili più diversi, eseguite sulle note di celebri canzoni italiane e internazionali, sono gli ingredienti principali de “La Pista”, il nuovo show condotto da Flavio Insinna, al via venerdì 28 marzo in prima serata suRaiuno, con la partecipazione straordinaria di Rita PavoneGigi Proietti e Claudia Gerini.

Cinque puntate dove i veri protagonisti – ragazzi arrivati da tutta Italia – sono gli ottanta ballerini divisi in otto gruppi da dieci elementi ciascuno, uniti dalla grande passione per la danza, declinata in ogni forma e in ogni stile: 167 Scampia” (Napoli, Scampia), “Adrenalina” (Capua, Caserta) Bad Boys” (Altamura, Bari), “Con-fusione”(Milano e Verona),“Cosmo P.”(provincia di Roma),“LECCEzione” (Lecce), “Tacco 10” (Roma) e “Virality” (Milano).

A sostenerli nella sfida, a colpi di performance originali che contaminano diversi stili di danza, c’è, per ogni squadra, un cantante che, oltre a dare il suo contributo vocale, potrà unirsi al gruppo nella coreografia, aggiungendo forza ed energia in un ruolo per lui inedito.

Antonino, Dario Bandiera, Cristèl Carrisi, Tony Hadley, Paola Iezzi, Massimo Lopez, Sabrina Salerno e Amii Stewart sono, infatti, gli otto cantanti pronti a cimentarsi in questo nuovo show.

La giuria, composta da Rita Pavone al suo rientro in televisione, dal maestro Gigi Proietti e dall’attrice Claudia Gerini, giudica, con la sua esperienza artistica, le esibizioni e decreta, insieme al voto del pubblico in studio, la squadra che si aggiudicherà nella finale il titolo di Squadra Campione della prima edizione de “La Pista”.

In paio, per la squadra vincitrice, un montepremi di 50.000,00 euro in gettoni d’oro che sarà diviso in parti uguali tra i componenti della squadra stessa, ad esclusione del cantante.

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Concorso a premi di performance e di arte contemporanea (teatro, danza, musica, poesia, arti figurative, video arte etc.).

Il bando è rivolto sia ad artisti (gruppi o singoli) “professionisti”, sia a giovani under 30 senza qualifica e curriculum artistico, che potranno partecipare in due distinte categorie.

Le candidature complete di tutti i documenti specificati nel bando pubblicato sul sito   http://www.actoresalidos.com/modules.php?name=News&op=news_view&sid=133&newlang=italiandovranno pervenire entro e non oltre il 6 Aprile 2014, in via telematica, all’indirizzo x4mArt.alidos@tiscali.it

I 12 artisti selezionati presenteranno al pubblico e ad una giuria la loro performance presso il Teatro Centrale Alidos, sede operativa della Compagnia. Ai vincitori delle due categorie andrà un premio in denaro.

Inoltre il TAA ha previsto due premi minori come segnalazioni speciali per ciascuna categoria.

Siete tutti invitati a prendere parte alla prima edizione di questo concorso e divulgare l’informazione ai vostri contatti ed amici.

Per maggiori informazioni contattare gli Uffici del Teatro Actores Alidos ai numeri 070 828331 – 8899027, via mail x4mArt.alidos@tiscali.it dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.

Il Teatro Actores Alidos

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Il centro coregrafico di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco presso la scuola;Budokan bandisce per domani 13 febbraio, audizioni per ballerini mirate a spettacoli estivi retribuiti in giro per la Sardegna, max 30 anni.   Se minorenni è necessaria la delega dei genitori .

Per informazioni chiamare il numero 3472359052

Cagliari via Argentiera 28 presso scuola Budokan Fitness

 

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Il titolo vi anticipa ciò che sto per raccontarvi. Ieri è stata una serata a metà fra storia e musica.

Sono stata invitata come giurata ad un concorso artistico presso Serri piccolo centro dell’Oristanese, a pochi chilometri dal Santuario nuragico di Santa Vittoria  . Chi si avvicina in questa zona non può tralasciare di visitare questo tesoro. Una cooperativa di giovani si è presa carico di custodire e valorizzare questa zona dell’altipiano di Serri che comprende anche un Agriturismo.

In questo periodo sono particolarmente interessata a tutto ciò che appartiene all’Era nuragica per il fatto che il prossimo impegno che avrò col Teatro lirico sarà proprio la rappresentazione di un’Opera ambientata in questa epoca: I Shardana  di Ennio Porrino.

Giorgio, guida turistica della cooperativa, ci ha erudito nei minimi particolari su ogni parte del villaggio : dal pozzo sacro al recinto delle feste, dalla capanna al portico. Un’ora immersa nell’antica storia della mia Sardegna.
Ci siamo poi spostati nel paese dove tutto era pronto per il   concorso Una notte di stelle - Talentuosi si nasce che vedeva sul palco 27 giovani artisti provenienti da Serri e dalle zone limitrofe.
Con molto piacere ho appreso di alcune scuole , da cui proveniva la maggior parte dei candidati  . Ho visto tanto impegno e passione . Purtroppo rimane sempre un po’ di magone a dover scegliere qualcuno a cui dare la vittoria, ma se così non fosse,  si perderebbe quello spirito di competizione che invoglia i ragazzi a migliorare ogni giorno di più. Sarà poi solo il tempo a stabilire chi della musica e della danza  può farne una professione.

Il concorso di ieri comprendeva più discipline artistiche:la danza moderna , la ginnastica ritmica, il canto e un chitarrista.

La commissione quindi  era mista . Presidente della giuria era la ballerina Claudia Tronci, l’ideatrice e presentatrice della trasmissione di Videolina “di che danza 6” . Gli altri componenti, oltre alla sottoscritta, erano Enrico Atzeni , Andrea Congia,  Antonio Pintori, Stefania Anedda .

La serata è stata condotta da  Monica Tronci in maniera spigliata ed essenziale .

Che dire dell’ospitalità e della gentilezza del paese! Dal giovanissimo sindaco Samuele Gaviano al  vicesindaco, dai giovani dell’organizzazione ai
tanti amici locali . Mi ha colpito la generosità nei premi. Ogni azienda del posto ha dato un po’ del suo per poter rendere la gara ancora più viva : la cartoleria, il pastificio,  la macelleria, la rivendita di legna e carbone ecc.. Tutti i candidati hanno avuto un omaggio.

Il primo classificato per la categoria giovanissimi è stato Edoardo Demontis che con la canzone “Adagio” ha strabiliato tutti” . Una voce estesissima e timbrata oltre ad avere un’ottima musicalità. Il mio consiglio per l’insegnante e per l’allievo è quello di lavorare molto sulla tecnica oltre che vocale anche della respirazione e di non lasciarsi prendere dalla troppa generosità vocale. E’ un talento che per crescere deve solo aspettare.  La voce attraverserà il momento della muta e per questo non deve essere forzata con brani troppo impegnativi.

Il primo classificato per la categoria adulti invece è stato  Simone Pusceddu, voce, interpretazione e ritmo non sono mancati. Consiglio di proseguire nello studio e scegliere sempre la giusta tonalità dei brani in modo tale che con l’emozione non vi siano mai delle forzature.

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L’estate è ormai alle porte, ma il desiderio di vedersi ancora insieme in una piazza ad ascoltare musica, mangiare prodotti tipici o ballare a ritmo di Salsa e merenghe è ancora vivo.  Pochi  giorni , e la scuola riapre i battenti, i teatri riprendono le polemiche (perché ormai queste vengono prima degli spettacoli), la politica(quella che si definisce seria), uscirà alla luce con le ultime idiozie, e comincia così un altro anno lavorativo che si prospetta molto colorito.

Tralasciando questi particolari, volevo segnalarvi due eventi interessanti di fine estate.

Nel paese di Serri (OR) a due passi dall’area archeologica di Santa Vittoria (importante sito nuragico da visitare assolutamente), si terrà il concorso di danza e canto: “Una notte di stelle Talentuosi si nasce“.  Un importante concorso aperto a tutti coloro che pensano di avere delle doti artistiche. Una severa commissione giudicherà e proclamerà il vincitore.

Per informazioni sul sito nuragico potrete cliccare in questo link.

Il secondo evento è un interessante laboratorio creativo per i più piccoli . Sarà l’occasione per far divertire i bambini prima del nuovo impegno scolastico.
Il laboratorio di plastilina, è tenuto da una vera ed unica esperta nel suo genere : Monica Tronci.

Il laboratorio si terrà a Terralba (Or) Mercoledì 4 settembre 2013 dalle ore 16 alle ore 19

  • Un laboratorio per piccoli gruppi con temi predefiniti.4-5 anni Creiamo i serpenti
    5-6 anni Creiamo i pesci
    6-8 anni Creiamo gli elefanti
    8-10 anni Creiamo i gattiOgni lab ha la durata di 1 ora.
    L’orario dell’evento si riferisce ai vari lab che si susseguono nella serata
    Il costo di ogni lab è di 7 euro (comprensivo di materiale)

    Si può partecipare a più LAB consecutivi nella stessa sera, avendo un piccolo sconto
    L’orario definitivo dei lab si deciderà in base alle età dei partecipanti
    La prenotazione è obbligatoria

    Per info contattare Monica Twins Tronci

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In occasione della Giornata Europea della Musica, riflessioni, dibattiti e tanta musica per parlare del taglio dei finanziamenti alla cultura e nello specifico al Teatro Lirico Di Cagliari.

Una giornata alla scoperta del Teatro, dei suoi spazi, dei laboratori e di quanto accade dentro e fuori le scene attraverso dei percorsi musicali e non, di quanti in teatro ci lavorano e quanti il teatro lo sostengono.

Tutti i dettagli della giornata li trovate nel blog dei Lavoratori del teatro lirico NON ZITTITE L’ARTE (cliccate in questo link).

La giornata si chiuderà con un grande concerto verdiano (sempre gratuito) . Di seguito il programma.

TUTTI A TEATRO… TRANNE I TAGLI!

Teatro Lirico di Cagliari, venerdì 21 giugno 2013, ore 21

 concerto straordinario “Omaggio a Giuseppe Verdi”

nel 200° anniversario della nascita

 Orchestra e Coro del Teatro Lirico

direttore Fabrizio Maria Carminati

soprano Cristina Giannelli

tenore Gabriele Mangione

baritono Francesco Verna

maestro del coro Marco Faelli

 Inno di Mameli

Macbeth Che faceste? dite su!

Luisa Miller Sinfonia

Otello Fuoco di gioia

Nabucco Sinfonia

Nabucco Và pensiero

La Traviata De’ miei bollenti spiriti

La Traviata Madamigella Valèry? Son io!

La forza del destino Sinfonia

Macbeth Patria oppressa

La Traviata Libiamo ne’ lieti calici

ingresso libero

 

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Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo   a favore della Croce Rossa Italiana, al Teatro Massimo della mia città di Cagliari .

Una bella serata ricca di danza e  soprattutto di simpatia e allegria. Si sono esibiti gli allievi di diverse scuole cagliaritane e dell’interland: tanti i giovani e  meno giovani appassionati e pieni di entusiasmo. Mi spiace non aver avuto il programma di sala. Alla mia richiesta mi è stato detto che erano terminati . Mi duole non citare nello specifico le scuole, ma posso dire che tutte, nella loro particolarietà, mi hanno dato delle emozioni: dalla freschezza delle coreografie della scuola di Donatella Deidda sulle canzoni di Mina, all’entusiasmo e alla vivacità degli allievi della scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco; dalla grande varietà e ricchezza di costumi e colori della scuola di Luka e Luana, alla sempre sorprendente e grandissima artista quale è Assunta Pittaluga, protagonista di una coreografia ispirata al musical Cabaret. E ancora i bravissimi danzatori di Break-Dance e hip-op, tanghi appassionati, Walzer , mazurke, il tutto sempre eseguito con grande serietà professionale .

Lo spettacolo si alternava a momenti di simpatici sketch fra i conduttori e cantanti di musica leggera, ma il gran finale è arrivato con un ospite d’eccezione,  un grande uomo di spettacolo: Pippo Franco.

Pippo Franco mi ha sempre divertito, fin da ragazzina.  Per anni l’ho seguito alla RAI, poi l’ho un po’ perso di vista, probabilmente da quando c’è stato il suo passaggio alla TV commerciale. Ieri, ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo, e devo dire che più di un’ora di monologo  è scivolata via senza accorgermi. Ed è qui che si capisce la grandezza di un artista! Nel suo monologo ha fatto un escursus sull’evoluzione umana con citazioni di grandi uomini della storia: da Michelangelo a Leonardo, da Platone ad Archimede. Il tutto condito con aneddoti veri e leggendari sottolineati dalla sua grande ironia e intelligenza.

Una lunga serata  intensa  e ricca oltre che di spettacolo anche di tanta solidarietà. Il Teatro Massimo che l’ha accolta era traboccante di pubblico molto vario e questo fa capire che la gente, nonostante la crisi, è comunque ancora  disposta a togliere del suo con sacrificio per  dare agli “ultimi”.

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 Qualche giorno fa, alla fine di una recita del Macbeth di Giuseppe Verdi, in corso al Teatro Lirico di Cagliari, una spettatrice mi chiedeva com’ è nata e da quanto tempo esiste la compagnia di danza che si è esibita in questa produzione . Ho chiarito subito che in teatro non esiste una compagnia stabile di danza ma quella che le è tanto piaciuta era una compagnia casuale nata solo per questa occasione.

La responsabile della produzione del teatro Lirico, Viviana Gimelli, presente  alla selezione svoltasi il 22 aprile, mi dice:” Si sono presentati 28 donne e 14 uomini, tutti provenienti da scuole di ballo locali di cui molti ballerini semi-professionisti. La cosa bella è stata che lo stesso Micha Van Hoecke, pur riconoscendo che non si trattava di ballerini professionisti, ha scoperto in loro diverse qualità e lavorando sodo tutti i giorni con classi e prove, siamo arrivate a questo ottimo risultato “

 Ho chiesto a Federica Manca, una delle ballerine che fanno parte di questa compagnia, se è stato difficile entrarne a far parte. Il desiderio di esserci era grande perché poter lavorare con una grande coreografo come Micha van Hoecke sarebbe stata un’occasione unica.

In che modo è iniziata la scelta dei danzatori?

Dopo avere fatto un riscaldamento di “classico” tutti insieme  proposto da Miki, (moglie e aiuto regista di Micha), siamo stati divisi tra uomini e donne: agli uomini è stata insegnata una parte del ballabile del III atto, facendola ripetere più volte.  Da qui è nata  una prima scrematura che ha creato un gruppetto di 5-6 uomini (tra i quali c’erano quelli che poi sono stati effettivamente scelti).

Con noi donne è avvenuto lo stesso: ci è stata insegnata un’altra parte del ballabile che abbiamo provato varie volte, ed anche qui, dalla scrematura è stato estrappolato un gruppetto di  5-6 donne.

Infine, tutti insieme abbiamo riprovato più volte le parti di coreografia imparate. Micha e Miki si sono consultati ed  alla fine hanno chiamato per nome i prescelti .

Quanti erano i danzatori sardi?

Erano  5 uomini e 5 donne.

Beh, un buon numero. Un grande onore per le scuole di danza sarde.

Infatti. La maggior parte di noi studia o si è formata in scuole di danza cagliaritane. Tra noi ci sono professionisti, che poi hanno frequentato Accademie e corsi di specializzazione diplomandosi e formandosi  fuori dalla Sardegna e all’estero..

Con voi però hanno danzato anche altri ballerini

Si, sono i danzatori  dell’ Ensemble di Micha van Hoecke:  3 uomini e 7 donne  comprese Miki e Yoko e la prima ballerina  Marzia Falcon (Ecate).

In quanto tempo avete messo su questa coreografia?

In meno di un mese.

Chi ancora non avesse visto questo spettacolo, ricordo che ci saranno ancora due recite: questa sera alle 20,30 e domenica alle 17.

Potrete acquistare i biglietti al botteghino del Teatro Lirico. Per qualunque informazione telefonate allo

0704082230, + 39 0704082249; fax + 39 0704082223

Pubblico di seguito un piccolo video rubato dietro le quinte, che mostra la difficoltà della coreografia ma anche il grande affiatamento che si è creato fra i danzatori “continentali” e quelli nostrani.


YouTube Video

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Ci sono persone appassionate d’Opera lirica e di danza e queste passioni vengono soddisfatte quasi sempre entrambe proprio durante una rappresentazione operistica. Spesso infatti capita che all’interno di un’Opera vi sia anche un intervento danzato. Famosissime le danze in Aida, nella Carmen di Bizet, nella Traviata ecc.

Verdi, quando scrisse il Macbeth, non aveva previsto un intervento danzato, ma lo aggiunse in un secondo tempo in occasione dell’edizione francese del 1865   forse perchè la prima versione non ebbe un grande successo.

Esso rappresenta probabilmente la più bella incursione di Verdi nel regno della danza, caro al melodramma francese, unendo la consueta perizia teatrale ad una solida scrittura sinfonica, che si rivela anche con l’uso di quasi tutti i timbri dell’apparato orchestrale.

Inoltre egli modificò numerosi passi, ne tagliò altri e riscrisse ex novo (testo compreso) il coro “Patria oppressa“.

La versione cagliaritana, in fase di preparazione in questi giorni, è forse la versione più ricca di danza. Il regista coreografo Micha van Hoecke infatti ha previsto che anche durante le parti cantante, il corpo di ballo mimi ciò che cantano coro e solisti.

Ecate  sarà interpretata da Marzia Falcon , Il corpo di ballo è l’ Ensemble di Micha van Hoecke

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Avevo appena 6 anni quando  ho capito che la mia vita sarebbe stata nel mondo della danza e dello spettacolo. Non era facile però  farlo capire agli altri, soprattutto ai miei genitori. Eppure, questo seme artistico ha continuato a crescere dentro di me .

Comincia così il racconto della  vita di Gabriele Vaccargiu, danzatore sardo , per l’esatezza di Terralba.

Più crescevo e più desideravo di far parte del mondo della danza, ma anche della televisione, dello spettacolo in genere. Era l’unica cosa che desideravo e non mi importava di nientaltro. A 13 anni ho provato a dirlo ai miei; inutile sottolineare che ho avuto come risposta un secco no. Troppi pregiudizi verso un ragazzo che vuol fare il ballerino, soprattutto se questo è nato e cresciuto in un paese del centro Sardegna!

Ma poi il sogno si è realizzato?

Non così presto come avrei voluto. Il fatto di non riuscire a fare ciò che desideravo mi ha bloccato anche nello studio facendomi abbandonare anche la scuola superiore . Mi sono chiuso in me stesso, nella mia cameretta.   La mia stanza si era trasformata materialmente in un piccolo studio televisivo dove potevo realizzare con la fantasia la mia grande passione.

Ma poi succede qualcosa di importante.

Un giorno, a Terralba, apre una palestra che comprende anche un corso  di aerobica. Decido di frequentarla; una  disciplina questa, che si avvicinava molto alla danza moderna, la mia passione. Più avanti poi il maestro del mio corso mi propose  di frequentare un corso di danza che si sarebbe tenuto da lì a poco. E’ allora che ho capito che poco per volta il mio sogno si stava realizzando!

A distanza di un anno circa, anche ad  Oristano,  il capoluogo vicino al mio paese, Caterina Urru fonda la scuola Artist – Projet, una scuola che aveva lo scopo di formare artisti completi, dalla danza alla recitazione e al canto.

Decido di frequentarla. Da qui nasce anche il desiderio di riprendere gli studi superiori abbandonati nella mia adolescenza e così mi rimetto sui libri e mi diplomo alla scuola d’arte. Mi sto rendendo sempre più conto  che le occasioni per portare avanti il mio progetto diventano più frequenti: dai concorsi agli stages di specializzazione.

Ma qual’ è stato quello che ha determinato un cambiamento  decisivo nella tua vita?

Sicuramente il concorso di Olbia : “Vetrina della Danza“. In questa occasione vinsi la Borsa di studio per frequentare a Milano il MAS,  una vera e propria scuola della durata di 3 anni, dove si formano professionisti completi per il mondo dello spettacolo. Ho ricevuto il premio dalle mani di Susanna Beltrami che poi è anche  direttrice del corso.

Mi parli della tua collaborazione con Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della popolare trasmissione di Videolina “Di che danza 6″ giunta alla 4 edizione?

Claudia abitava nel mio stesso paese, eravamo vicini di casa, ma la nostra conoscenza si è approfondita molti anni dopo con un legame professionale che ci ha portato a vincere il Premio per la migliore coreografia al Festival della danza di Sanremo patrocinato dall‘UNICEF  , e diretto da Deyla  e Tony del Core.
Con lei ho  danzato in diverse  occasioni e fra queste nell’ Omaggio a Giusy Devinu organizzato dal Teatro Lirico di Cagliari  al Parco della Musica nel 2012 in occasione della Giornata Europea della musica.

Insomma, la tua vita professionale  pian piano ha preso forma.

Si , fra spettacoli, coreografie e  insegnamento, posso dire di aver realizzato il mio sogno.

Quali sono fino ad ora, le cose che ti hanno dato maggior soddisfazione?

Sicuramente aver fatto parte dei cast  di molte Opere al Teatro Lirico di Cagliari e quindi l’ aver lavorato con coreografi, registi e cantanti di fama internazionale. In una di queste mie partecipazioni ho conosciuto il tenore Cristiano Cremonini che mi ha proposto di realizzare la coreografia di una Traviata al Teatro Guardassoni di Bologna , sede di un’ importante Associazione Culturale  cui lui è presidente e il soprano Cinzia Forte direttore artistico nel settore lirico.

Gabriele Vaccargiu, non ha mai pensato neppure per un attimo di abbandonare l’idea di voler fare il ballerino, l’artista. La sua costanza, nonostante le difficoltà iniziali, è stata premiata. Un esempio da seguire, un messaggio diretto a tutti coloro che hanno dentro  una grande passione ma che non lottano abbastanza per poterla realizzare, abbandonando il percorso davanti ai  primi ostacoli.

 

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Fra le mie tante passione c’è sempre stata anche quella di documentare eventi attraverso foto e video, passione  tramandata da mio padre. Lo ricordo, (ed ero veramente piccola) con la sua macchina fotografica e poi con la sua telecamera che documentava  diversi momenti della nostra infanzia, e dell’ultimo periodo di vita di mia nonna, intervistandola del suo passato. Ma allora non esistevano le riprese con l’audio e la documentazione si fermava alle espressioni del viso. Lui però aveve sempre il registratore  a portata di mano (il mitico Gelosino)  registrando così le voci anche di noi bambini e delle nostre prime canzoncine. Ho diverse testimonianze dell’epoca che mi riprometto sempre di digitalizzare per non perderle . Anche io, come lui, do’ un piccolo contributo alla storia ed in particolare a quella del mio ambiente lavorativo: il Teatro. In occasione della Festa della Musica ho cercato di documentare , anche se solo pochi minuti, di tutto ciò che è accaduto. Dalle presentazioni alle esibizioni. Chiunque volesse rivedere i momenti della giornata del 21 giugno può farlo attraverso il mio canale youtube.

Qui di seguito pubblico un video dell’ultimo evento della giornata, quello dedicato  alla mia compagna di studi Giusy Devinu. Un quartetto di danzatori ( Assunta Pittaluga, Claudia Tronci, Roberto Magnabosco e Gabriele Vaccargiu) ha  voluto omaggiare l’artista cagliaritana danzando sulla sua voce, in due brani: il famosissimo Brindisi della Traviata col tenore Pietro Ballo e l’Aria della Pazzia tratta dalla Lucia di Lammermoor. La speranza che Il Parco della Musica (luogo dell’evento) possa essere dedicato al soprano, è sempre viva. Intanto la sua voce ha cominciato a  risuonare proprio lì in quel parco.  FACEBOOK -Un parco per Giusy 


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L’evoluzione del blog

 Alla soglia   del raggiungimento di un milione e mezzo di visite al mio blog, quest’oggi ho sentito l’esigenza di scrivere queste mie considerazioni .

Nato per esigenze personali, come aiuto psicologico per superare un momento difficile di salute, ha continuato a crescere in sordina .

Nel 2006, anno in cui ho cominciato quest’avventura sull’web, i blog nascevano come diari personali: anche io raccontavo  le vicende familiari che servivano  da confronto e sostegno reciproco con altri blogger che vivevano le mie stesse situazioni: dalla malattia oncologica con i consigli  su come superare i momenti più difficili fino al confronto delle problematiche dei figli bambini e  adolescenti .

Ma l’argomento principale è stato ed è tutt’oggi la mia vita professionale come artista del Teatro lirico,  con le tante soddisfazioni e incontri giornalieri con maestri, registi e cantanti.

 Un altro argomento è senz’altro quello che riguarda  la mia città .

Ma come per tutte le cose, anche il mio blog , con l’arrivo dei social networks, sta subendo lentamente alcune trasformazioni .

Intanto ho sentito l’esigenza di diversificare gli argomenti dedicanto a quelli che riguardano Cagliari un secondo blog: La cagliaritana (sa casteddaia).  Questo  è un blog che vuole conservare la storia della mia città attraverso  documenti fotografici antichi e moderni sia miei ma anche di  qualunque cittadino che desideri  utilizzare questi spazi  .

Vado alla ricerca dei ricordi legati ad essa, di foto sparse per il web, di personaggi e persone comuni che  con interviste-video per la Banca della memoria di cui sono Cercatrice”,vogliono contribuire a mantenere viva e aggiornata la  storia e la cultura di Cagliari.

Mi piacerebbe poter incrementare anche il settore racconti e poesie dedicate sempre ad essa.

Il mio blog Musicamore invece ha pian piano sviluppato sempre più il lato della vita artistica del mio quotidiano. Le mail dei lettori che ricevo giornalmente mi chiedono spiegazioni su come funzionano le cose nel teatro più grande della mia regione. C’è chi vuole sapere di questo o quel cantante e chi, avvicinandosi per la prima volta a questo mondo   vuole conoscere le professioni che contribuiscono a farlo funzionare. Per questo motivo vado sempre alla ricerca di colleghi volenterosi che vogliano raccontare in prima persona la loro professione.

E’ grande la mia soddisfazione quando i lettori mi scrivono dicendomi che hanno cominciato a frequentare il teatro incuriositi dai miei post!

Ma il blog è anche aperto ad altre sfaccettatura artistiche e culturali. Mi piace dare spazio a vari generi musicali, oltre che alla lirica, come la musica leggera (la mia prima grande passione ), il jazz, l’arte pittorica, la letteratura, il teatro di prosa , il cinema, la televisione, la danza, ma anche spettacoli di illusionismo e  tutto quanto fa cultura e spettacolo.

Nel 2010 ho creato un Concorso online (forse il primo sull’web) per cantanti di musica leggera e lirica. Non ci sono premi ma una buona visibilità in rete. Presto ci sarà il bando per l’edizione 2012

Il concorso consiste nell’inviare un link di un proprio video. Di questo però  parlerò prossimamente.

Oggi colgo l’occasione   per ringraziare i miei lettori che quotidianamente si collegano su Musicamore  e che sono sempre più numerosi. La  media è  di 1500 , da tutte le parti del mondo e che, in base agli  argomenti, superano anche i 3000.

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Ieri sera sono stata a trovare un’amica nella sua scuola di danza, e di sfuggita ho buttato l’occhio in una sala dove si svolgeva una lezione di danza classica, forse perchè dentro di me è una forma artistica che è rimasta inesplorata.

A tenere la lezione era il ballerino coreografo Roberto Magnabosco.  Mi ha subito colpito la serietà e la professionalità  di questo maestro verso quelle giovanissime allieve. Mi ha fatto riflettere.

Lui, un grande ballerino, un grande coreografo. Lui che ha danzato con i più grandi artisti della danza del mondo: da Rudolf Nureyev a Carla Fracci; lui che ha conosciuto il mondo televisivo quando ancora valeva la pena guardarlo e quando i ballerini erano scelti dopo rigorosissime selezioni fra migliaia di danzatori; lui che avrebbe potuto scegliere d’insegnare nelle più rinomate scuole di grandi capitali europee; proprio lui, dopo mille esperienze, ha deciso di tornare nella sua isola, ad insegnare con tanta umiltà ai suoi concittadini per trasmettere il suo grande bagaglio culturale.

Sono tanti gli artisti che, una volta varcato il mare decidono di non ritornare più nella propria terra, e qualche volta, anche rinnegandola e addirittura cambiando il proprio nome per non farsi identificare.

Roberto Magnabosco invece va orgoglioso della sua terra di Sardegna, (adora la scrittrice sarda Grazia Deledda, il nostro premio Nobel) e con passione trasmette giornalmente ai giovanissimi (con la preziosa collaborazione trentennale di Benedetta Bucceri) tutto ciò che ha imparato   fin da bambino, nella scuola di danza del Teatro alla Scala e poi nei teatri di tutto il mondo.

Daniela Mazzucato Roberto Magnabosco

Roberto Magnabosco

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Sono innamorata dall’arte in tutte le sue sfumature e ogni giorno  ne scopro una nuova. E quando ne scopro una nuova mi piace conoscerla a fondo, elaborarla, farla mia e soprattutto condividerla, gratuitamente,  solo per la gioia e la passione della nuova scoperta .

Gratuitamente perchè, gratuitamente ho ricevuto il dono dal Creatore.

Vi posto di seguito un pensiero.

Scriveva Chiara Lubich: «L’artista vero è un grande: tutti lo dicono anche se pochi sono i critici d’arte, ma in tutti v’è l’ammirazione ed il fascino del “bello”. L’artista s’avvicina in certo modo al Creatore.

Il vero artista possiede la sua tecnica quasi inconsciamente e si serve dei colori, delle note, della pietra, come noi ci serviamo delle gambe per camminare.

Il punto di concentramento dell’artista è nella sua anima, dove contempla un’impressione, un’idea, che egli vuole esprimere fuori di sé. Per cui, negli infiniti limiti della sua piccolezza di uomo a confronto di Dio, e quindi nella infinita diversità delle due cose “create” (passi la parola), l’artista è in certo modo uno che ricrea, crea nuovamente: e una vera “ricreazione” per l’uomo potrebbero essere i capolavori d’arte che altri uomini hanno prodotto.

Purtroppo, per mancanza di veri artisti, l’uomo si ricrea per lo più in fantasticherie vuote di cinema, teatri, varietà, dove l’arte ha spesso poco posto.

«L’artista vero ci dà in certo modo con i suoi capolavori, che sono giocattoli di fronte alla natura, capolavoro di Dio, il senso di chi è Dio e ci fa rilevare nella natura l’orma trinitaria del Creatore: la materia, la legge che la informa, quasi vangelo della natura, la vita, quasi conseguenza dell’unità delle prime due. L’insieme poi è qualcosa che continuando a ”vivere” offre l’immagine dell’unità di Dio, del Dio dei viventi.

Le opere dei grandi artisti non muoiono e qui è il termometro della loro grandezza, perché l’idea dell’artista s’è espressa in certo modo perfettamente sulla tela o sulla pietra componendo alcunché di vivo».

La bella immagine di copertina è uno scorcio della mia amata città, vista attraverso gli occhi e l’obiettivo dell’artista-fotografo cagliaritano Augusto Soro.

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Quasi un anno fa, su facebook, aprivo una pagina dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu: Un parco per Giusy.  Il mio intento era quello di promuovere l’idea di dedicarle il Parco della Musica di Cagliari di recente inaugurazione. Hanno aderito più di 1200 persone, ancora poche, ma allo stesso tempo abbastanza, considerato che fanno parte del ristretto  mondo della lirica. Per chi ancora non la conoscesse, Giusy Devinu è stata una grande artista della mia città, nonchè compagna di studi musicali, che ha portato alto il nome della nostra terra nei più grandi teatri del mondo. Purtroppo è venuta a mancare troppo giovane. Aveva 47 anni ed era nel pieno della sua carriera.

Il giornalista Lanfranco Visconti ha seguito questa sua carriera passo dopo passo, collezionando gli articoli delle sue esibizioni, registrazioni, foto, interviste e contattando personalmente tutti i grandi artisti che si sono esibiti con lei .(E’ in stampa la biografia che le ha dedicato).

Grazie a questa preziosa collaborazione ho potuto arricchire anche il blog che  le dedicai l’anno della sua morte. In questo modo tutti coloro che lo desiderano potranno così conoscerla in maniera più approfondita visitando appunto il blog Amici di Giusy. Troveranno qui centinaia di foto e video, ma anche le testimonianze dirette di moltissimi artisti che l’anno conosciuta e che hanno lavorato con lei. Prestigiose collaborazioni come Riccardo Muti, Liliana Cavani , Franco Zeffirelli ecc.

Ho la speranza che i dirigenti comunali non si dimentichino di questa mia proposta. Sono tantissimi gli artisti fra cantanti,attori e ballerini che si sono messi a disposizione per  esibirsi gratuitamente per il grande evento della nomina del Parco. Fra i tanti il ballerino-coreografo Roberto Magnabosco e la ballerina Claudia Tronci conduttrice della trasmissione televisiva “Di che danza 6″ che durante la trasmissione, anche recentemente, l’hanno ricordata.

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Nell’ambito delle manifestazioni per la Festa della donna, ho assistito ieri, alla Cittadella dei Musei di Cagliari, ad uno spettacolo davvero delizioso. Il titolo era Eva al Museo ispirato dall’ironico e brillante Diario di Eva di Mark Twain. In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia di Cagliari e Oristano  ieri,  per le donne, questi spazi erano aperti gratuitamente.
La manifestazione è nata da un’idea di Mariangela Sanna che ha sottolineato l’importanza di aprire i musei allo spettacolo, per renderli più vivi.
Davanti ad un numeroso pubblico  prevalentemente femminile la serata si è svolta all’interno di una sala espositiva, allestita per l’occasione con pochi ma essenziali elementi scenici (Giorgio Trincas ), e che ha visto alternarsi momenti di recitazione di danza e di musica. La recitazione era affidata all’attrice Tiziana Martucci ed alle allieve del laboratorio di lettura “legger.mente” , mentre per la danza abbiamo assistito ad un’ emozionante performance di due grandi artisti cagliaritani: Assunta Pittaluga e Roberto Magnabosco oltre che ad alcune loro giovani allieve.
I due artisti si sono cimentati in un’inteso momento di spettacolo con il sottofondo musicale della famosa canzone di Domenico Modugno, l’Uomo in Frack. Rivedere insieme questi due “maestri” mi ha particolarmente emozionato perchè pareva davvero che il tempo si fosse fermato . Due “ragazzi” che trasmettevano ancora l’entusisasmo e la freschezza di 30 anni fa, anni in cui ho avuto la fortuna di vederli per la prima volta   in teatro.
L’ambientazione sonora era  affidata al  musicista Mario Massa che ha anche sottolineato alcuni momenti con la raffinata musica della sua tromba.
Applausi meritati per tutti. Un graditissimo bouffet di pasticcini e the offerti al pubblico dall’organizzazione  hanno concluso la serata.

Ho documentato la serata con il video sottostante.


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Un modo diverso per festeggiare l’8 marzo a Cagliari. Danza, musica recitazione insieme.

Siete tutti invitati alla  Festa della Donna, 8 Marzo 2012-Ore 17.30 

Cagliari, Museo Archeologico, Cittadella dei Musei … con …”EVA AL MUSEO!” Dall’ironico e brillante “Diario di Eva” di Mark Twain.

Lettura ad alta voce, danza, musica e … un the con squisiti pasticcini per festeggiare in modo insolito e divertente la giornata della donna.

Ideazione e coordinamento: Mariangela Sanna.
Ambientazione sonora: Mario Massa.
Voce recitante: Tiziana Martucci.
Scenografia: Giorgio Trincas.
Laboratorio di lettura “Legger.mente”: Stefania Calì, Marilisa Cannas, Germana Fini, Luisella Lecis, Susanna Lecis, Valeria Manunta, Maria Luigia Mucelli, Annamaria Pala, Donatella Pintus.
COREOGRAFIE: MARIA ASSUNTA PITTALUGA
DANZANO: Anna Cardis, Miriam Ledda, Michela Mua, Assunta Pittaluga, Mariella Salis.
Si ringrazia il danzatore ROBERTO MAGNABOSCO per la cortese disponibilità!

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Sopritendenza per i Beni Archeologici
per le Province di Cagliari e Oristano

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