Articolo taggato “Covent Garden”

foto Juan Carranza

 Dopo il suo applaudito Don Carlo a Valencia con Plácido Domingo, il tenore italiano torna a interpretare Don José di Carmen, questa volta a Londra.

Il tenore italiano Andrea Carè, dopo essere passato per il Teatro Real di Madrid -con Madama Butterfly (Puccini) e Carmen (Bizet) – e per il Palau de les Arts di Valencia -con Don Carlo (Verdi) insieme a Plácido Domingo-, annuncia il suo ritorno a febbraio alla Royal Opera House del Covent Garden di Londra, come Don José di Carmen (i giorni 16, 27 febbraio e 8, 12, 16 marzo), ruolo che ha già interpretato nello stesso palco nel 2015. “Nonostante la brutalità e l’intollerabilità della vicenda, credo che Don José sia un uomo puro capitato nel posto e nel momento sbagliato”, afferma.

“È un passionale come tanti di noi lo sono e non ha avuto la fortuna o l’ intelligenza di riconoscere in Carmen un pericolo per la propria vita, il

proprio cuore, la propria stabilità mentale. Io credo che, per sbagliato e pericoloso che sia, in ognuno di noi è nascosto un don José in costante

bilico dinnanzi a un baratro di follia”.

Prima del suo Don José, Carè ha debuttato alla Royal Opera di Londra nel 2013 come Ismaele nel Nabucco (Verdi), altra occasione in cui ha condiviso il palco con Plácido Domingo, opera che è stata registrato su DVD (Sony).

I prossimi impegni lo porteranno negli Stati Uniti e in Italia, interpretando Mario Cavaradossi, il protagonista maschile di Tosca (Puccini).

Info:

<http://www.andreacare.it> www.andreacare.it

 

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<http://www.roh.org.uk/productions/carmen-by-barrie-kosky>

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**Foto: Andrea Carè © Juan Carranza

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Quando conosco una nuova capitale europea, l’arte è la prima cosa che voglio approfondire. In questi giorni ho finalmente conosciuto Londra, forse una delle poche capitali che ancora non avevo avuto la fortuna di esplorare. Naturalmente non potevo non rimanere affascinata dagli artisti che si esibiscono soprattutto nelle piazze e nelle strade. Artisti con la A maiuscola che anche se non hanno un palcoscenico, riescono ugualmente a proporre la propria arte, ad un pubblico casuale. Ho visto dei bravissimi artisti esibirsi senza vergogna perchè sicuri del loro talento. La maggior parte vengono da scuole specializzate, magari sono precari in compagnie, orchestre , conservatori ecc.,  e nei periodi morti arrotondano in questo modo.  Molti di loro danno un assaggio di quello che sanno fare   e poi vendono i loro CD -DVD.  Il pubblico comunque percepisce subito quando si tratta di un artista valido, e lo si vede da come lasciano il loro contributo alla fine dell’esibizione.

I musicisti sono sicuramente al primo posto: cantanti, chitarristi, pianisti. Ci sono poi attori, mimi acrobati, illusionisti ,tutti rigorosamente in strada con compenso a cappello. Se un tempo ci si poteva vergognare di questo, oggi è nello stile. Il palcoscenico è la strada, una piazza, un giardino. Non c’è biglietteria o prezzo fisso obbligatorio. Il pubblico è spontaneo, da ciò che vuole se lo ritiene opportuno. Ho visto con i miei occhi la gente in fila soddisfatta nel dare qualche moneta e anche qualche biglietto al cappello di turno. Più l’artista è originale e più guadagna. Chi vuole riempire il cappello deve uscire dal mucchio e inventarsi sempre cose nuove.

Ieri ho visitato il quartiere  Covent Garden e mi sono imbattuta in un originalissimo uomo-statua. Non voglio svelarvi nulla. Guardate il video sottostante e rimarrete esterrefatti.


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200px-Dame_Joan_SutherlandUn altro mito della lirica lascia questa terra.
Il soprano di origine australiana Joan Sutherland è morto in Svizzera all’età di 83 anni.

Ha iniziato a cantare in concerti e opere liriche nella sua terra alla fine degli anni ’40, ed in seguito al Royal Opera House, Covent Garden nel 1950.

Dotata di una voce di bellissimo timbro, di notevole volume e assai estesa (dal la bemolle grave al fa diesis sovracuto), con sopracuti limpidi e penetranti, è stata capace di agilità perfette quanto spericolate.

La sua interpretazione di Lucia di Lammermoor  di Donizetti  al Covent Garden nel 1959, con la regia di Franco Zeffirelli, ebbe un successo mondiale

La sua carriera è durata quasi 40 anni in con un repertorio sempre più ampio:La Traviata, Semiramide, Norma, Esclamonde, Les Huguenots, e Die Fledermaus, solo per citarne alcuni.

Inoltre ha fatto decine di registrazioni, e ha vinto nel 1981 il Grammy Award per Best Classical Vocalist. Nel 1988, scrisse la sua autobiografia.

Tra i suoi riconoscimenti : Compagno dell’Ordine di Australia, Dama dell’Impero Britannico, e l’Ordine di Merito.
Sposò il celebre direttore d’orchestra e pianista australiano Richard Bonynge, dal quale ebbe un figlio, Adam.

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