Articolo taggato “Conservatorio di musica”

Sarà molto interessante vedere  “La cambiale di matrimonio”, celebre opera di Rossini, ambientata ai giorni nostri. La messa in scena è opera dell’insegnante di arte scenica Maria Paola Viano   del conservatorio di Cagliari , con i suoi allievi delle classi di canto dello stesso conservatorio.

La messa in scena sarà domani  presso l’Auditorium del Conservatorio di via Bacaredda alle ore 19

La cambiale di matrimonio

farsa su libretto di Gaetano Rossi
e musica di Gioachino Rossini

Personaggi e interpreti

TOBIA MILL Gabriele Barria
FANNY Ilaria Vanacore
EDOARDO MILFORT Marco Puggioni
SLOOK Carlo Asuni
NORTON Francesco Piano
CLARINA Jiadi Wu

Maestro concertatore e direttore – Cristina Greco
Orchestra del conservatorio G.P. Da Da Palestrina di Cagliari

clavicembalo – Nina Krokos

regia – Maria Paola Viano

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Ancora un riconoscimento alla memoria del soprano cagliaritano Giusy Devinu, deceduta a soli 47 anni nel pieno di una luminosa carriera. La città di di Cagliari ha mostrato riconoscenza a colei che ha portato alta la bandiera della nostra terra nei palcoscenici più importanti del mondo, dedicandole nel 2015, l’Arena sita nel Parco della Musica e che sta a metà strada tra il Conservatorio G.P. Da Palestrina, (scuola che l’ha vista nascere artisticamente) e il Teatro Lirico sede di tanti  successi. Dopo l’Arena , il Teatro le ha voluto dedicare un Concorso per giovani promesse.

In questi giorni ho avuto la bella notizia che la Direzione di una scuola media  ad indirizzo musicale, ha deciso di titolare l’Istituto proprio a nome di Giusy Devinu.   L’Istituto comprensivo (ex Mulinu Becciu, Mameli, Ciusa)  diventerà quindi Istituto “Giusy Devinu” ,

il 29 giugno alle ore 18 nell’Auditorium della scuola di  Via Meilogu 18 a Cagliari.

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Conservatorio di Musica e Teatro Lirico di Cagliari:

concerto straordinario che sancisce l’accordo d’intesa culturale,

mercoledì 25 gennaio alle 20.30 nel foyer di platea

 

Mercoledì 25 gennaio alle 20.30 nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari si tiene un concerto straordinario che anticipa la prossima firma di un accordo d’intesa culturale fra due delle più importanti istituzioni musicali regionali, il Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” e il Teatro Lirico di Cagliari.

 

Il programma musicale della serata prevede, nella prima parte, Gianmaria Melis (primo violino dell’Orchestra del Teatro Lirico) e Mayumi Ogawa (pianoforte) che propongono: Fratres di Arvo Pärt; Siciliana di Maria Theresia von Paradis; Tema da “Schindler’s List” di John Williams e l’Ottetto di Fiati del Teatro Lirico, composto da Salvatore Chierchia e Francesca Viero (oboi), Pasquale Iriu e Cristina Mannu (clarinetti), Lorenzo Panebianco e Beatrice Melis (corni), Roberto Pes e Francesco Orrù (fagotti), che presenta la Serenata per fiati in do minore Kv. 388 di Wolfgang Amadeus Mozart; e, nella seconda parte, l’esibizione del New Made Ensemble, formazione composta da Enrico Di Felice (flauto, flauto in sol, flauto basso, ottavino), Raffaele Bertolini (clarinetto, clarinetto basso), Raphael Negri (violino, viola), Luca Colardo (violoncello), Rossella Spinosa (pianoforte) e diretta da Alessandro Calcagnile, che eseguono il celeberrimo manifesto dell’espressionismo musicale Pierrot lunaire, op. 21 per voce recitante ed ensemble musicale di Arnold Schönberg. Voce recitante: Anna Clementi.

 

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

«Le sinergie tra la Formazione e la Produzione debbono essere sempre più interconnesse attraverso la progettazione e l’attuazione di un futuro ambizioso che sia impostato su basi sempre più attuali e adeguate allo sviluppo culturale della nostra Isola per rafforzarne ulteriormente la competitività. Ciò dipenderà dalla nostra lungimiranza, leggibilità, ed incisiva presenza sul territorio, condizione imprescindibile per valorizzare le specificità del Conservatorio e del Teatro Lirico e farne quindi uno strumento di politica culturale efficace anche sul piano internazionale.» (Elisabetta Porrà, direttore Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari)

 

«Il Teatro Lirico di Cagliari ed il Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”  hanno approfonditamente studiato, negli ultimi mesi, ipotesi di collaborazione culturale e produttiva finalizzate alla valorizzazione delle nuove professionalità musicali della nostra Regione, oltre che della crescita della produzione artistica del Teatro. Il radicamento territoriale del Teatro Lirico di Cagliari con il Conservatorio di Musica e tutte le realtà istituzionali e culturali della Regione Sardegna è la base, imprescindibile, di partenza per proseguire nel processo di internazionalizzazione del Teatro che prevede di portare nel mondo l’immagine dell’intera Regione.» (Claudio Orazi, sovrintendente Teatro Lirico di Cagliari)

 

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

 

Cagliari, 20 gennaio 2017

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Sabato 5 novembre alle ore 19 si terrà al Teatro di Sinnai uno spettacolo divertentissimo tratto da un racconto di Roald Dahl intitolato Piccolo Genio.

Lo spettacolo è adatto a tutte le età e i fondi saranno destinati alla ricostruzione di una scuola di un paese colpito dal terremoto nel Lazio e in parte anche ad una casa di accoglienza per bambini affetti da patologie oncologiche e familiari.

Alcuni degli interpreti principali e i musicisti adulti provengono dal Conservatorio di Musica,altri sono giovani talenti attori /cantanti del territorio.

Il Chorus Opera, formato da 25 eccezionali voci, interpreterà con bravura le scene. Vi Aspettiamo numerosi.

Per prenotazioni telefonare al 3285753078.

Organizza le Lioness di Cagliari e il Lions Club di Sinnai . Tutto va in beneficenza! 

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Per tutti era Cicci, Vincenzo Schirru, che ha servito centinaia di musicisti sardi.

Ero poco più che adolescente e lui era il giovanissimo commesso di una nota ditta di strumenti musicali, la più importante del cagliaritano.  Cominciavo a fare musica nella mia parrocchia con una chitarra e qualche libretto di accordi. La mia prima chitarra l’ho acquistata da lui che già allora, posso dirlo, aveva una vera e propria vocazione nei rapporti col pubblico. Dal quel negozio si usciva sempre soddisfatti perchè lui si faceva in quattro per accontentarti. Ricordo, come fosse oggi, che nel mio gruppo, tutti adolescenti e squattrinati, si aveva bisogno di un amplificatore per poter portare la musica nelle case di riposo. Il nuovo costava troppo, e anche mettendo insieme le paghette dei nostri genitori e la questua di qualche messa cantata, non si raggiungeva la somma per acquistarne uno. Lui si prodigò per trovarne uno usato. Per noi è stata una gioia immensa e per lui grande soddisfazione.

Un giorno mi disse che aveva deciso di mettersi in proprio. Aprì un negozio  (Il controfagotto) con un amico, vicino al Conservatorio di musica quella che poi sarebbe diventata la mia scuola. Diventò così il punto di riferimento di noi studenti e di tutti i musicisti che andavano e venivano dal conservatorio e poi dal Teatro lì accanto . Da Cicci si trovava lo spartito o lo strumento , ma sempre anche una battuta e un sorriso che gli veniva dal cuore e poi  ho scoperto anche da una grande spiritualità.

Pian piano ci siamo persi di vista . A distanza forse di oltre un decennio dall’ultima volta, sono rientrata in quel negozio, qualche settimana fa, per acquistare un’ armonica per un  nipotino che comincerà la scuola media. Ho pensato a Cicci ben sapendo che era ormai era in pensione e non lo avrei certamente incontrato. Con mia grande sorpresa invece era lì, un po’ diverso dall’ultima  volta, aveva qualche chilo in più ed ho stentato a riconoscerlo se non fosse stato per il suo inconfondibile sorriso e i suoi simpatici baffi. Ci siamo salutati affettuosamente e subito abbiamo ricordato i tempi in cui acquistavamo gli strumenti e gli spartiti per il coro della parrocchia. Come sempre mi ha fornito ciò che cercavo dandomi i consigli giusti sullo strumento più adatto. Abbiamo parlato del più e del meno, dei miei allievi, del Teatro lirico e e dei  programmi della nuova stagione. Il saluto è stato un arrivederci a presto senza far passare altri 15 anni.

Ieri ho ricevuto incredula  la triste notizia che Vincenzo (Cicci) ci aveva lasciato quasi improvvisamente . Per la fede profonda che lo contraddistingueva ora è sicuramente lì,fra gli angeli, a gioire della musica suonata qui, sulla terra, dai tanti musicisti che hanno avuto l’onore di conoscerlo ed essere serviti da lui.

Un affettuoso abbraccio alla moglie e ai suoi figli.

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L’Accademia Internazionale di Musica di Cagliari, grazie ai suoi fondatori Cristian Marcia e Gianluca Marcia, è una delle istituzioni concertistiche e di alta formazione musicale più importanti in tutta Europa e una delle più attive al mondo.

In quindici anni d’intensa attività ha raggiunto traguardi di grande prestigio inL’Accademia internazionale di Musica di Cagliari è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO, che l’ha inserita tra i suoi più esclusivi partner  nazionali.

La più alta Istituzione per la cultura al mondo ha infatti sostenuto l’importanza dell’attività dell’Accademia nella promozione della cultura musicale e nella valorizzazione e formazione dei giovani talenti.


Ogni anno l’Accademia ha la grande opportunità di presentare la Sardegna nella sede mondiale dell’UNESCO a Parigi, in uno scenario di valenza internazionale con madrine eccellenti quali Claudia Cardinale, Marisa Berenson, Caterina Murino, Macha Meril, Katia Ricciarelli, solo per citarne alcune.

Di non minore importanza il parternariato con le altre due istituzioni musicali più importanti in Sardegna quale il Conservatorio Statale di Musica di Cagliari “G. P. da Palestrina” che ogni anno accoglie le masterclass dell’Accademia nelle sue aule e il Teatro Lirico di Cagliari che ne ospita i concerti.

L’Accademia Internazionale di Musica di Cagliari da ben quindici anni fa si che la Sardegna e Cagliari diventi una delle Capitali della pedagogia musicale internazionale e del circuito concertistico, con attività laboratoriali, masterclass, convegni, seminari, mostre, workshop,
conferenze, incontri istituzionali e con il prestigioso Festival Internazionale “Le Notti Musicali”.

Sono 30 gli studenti del Conservatorio di Musica di Cagliari vincitori delle Borse di studio che serviranno per frequentare la XVI Edizione Accademia Internazionale di Musica di Cagliari.

Ho notato con molto piacere che fra questi c’è anche il baritono oristanese Carlo Asuni Granara (è anche contrabassista) che qualche anno fa vinse il concorso di canto Musicamore indetto da questo blog.

Scarica la brochiure del programma 2016

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Quattro mani, due, tre pianoforti e orchestra 

 la nuova produzione del Conservatorio “G.P. da Palestrina” di Cagliari,

inserita nella ricca programmazione di Cagliari Capitale Italiana della Cultura 2015.

 Auditorium del Conservatorio di Cagliari

 Tre appuntamenti che si terranno presso l’Auditorium del Conservatorio che vedranno la partecipazione dell‘Orchestra degli studenti e di ben 19 pianisti della nostra Istituzione.

  La prima delle tre serate, giovedí 19 Novembre ore 18, Auditorium del Conservatorio, vedrà l’Orchestra degli Allievi diretta da Alberto Pollesel cimentarsi con un famoso e amato concerto per due pianoforti e orchestra, il KV 365 di W. A. Mozart, pianisti Paola Meloni e Manuele Pinna. A seguire la grande e divertente Fantasia zoologica  ”Il Carnevale degli animali” di Saint Saens, pianisti solisti Federico Tuveri e Alberto Francu. L’ultimo concerto in programma per questa prima serata è una prima esecuzione assoluta: Treacherous Fantasia per due pianoforti di Fabio Moi, compositore e pianista che, insieme al pianista Federico Manca, avranno il piacere di farci ascoltare questa novità,  pensata e scritta per questo progetto.

La seconda serata, il 27 Novembre 2015 alle 18, è altrettanto interessante e imponente l’organizzazione. Verranno eseguiti bendue concerti per tre pianoforti e orchestra: il triplo concerto di Mozart KV242, solisti Marco Schirru, Marcello Calabró, Jonathan Corda e il triplo concerto di Robert Casadesus op.66, probabilmente una prima esecuzione per la Sardegna, solisti Annamaria Irde, Marco Tiddia, Antioco Matzeu, tutti diretti dal M°Alberto Pollesel. Apre la serata il delizioso Concerto per pianoforte a quattro mani di Leopold Kozeluch che vedrà protagoniste al pianoforte Varvara Kotova ed Elisa Zoccheddu.

Con l’anno nuovo, il 9 Gennaio 2016 sempre alle 18, si concluderà questa interessante e innovativo viaggio nel repertorio per piú pianoforti e orchestra con altre novità per il pubblico.

Cambio della guardia nella direzione dei concerti e nuovi ensemble:  il primo concerto presentato in questa serata, il Concertino per quattro mani e orchestra di fiati, sarà diretto dal M° Mario Frezzato che coordinerà i solisti Jonathan Corda e Martina Stracuzzi con la bella compagine del Palestrina fiati ensemble. A seguire il Concerto di Max Bruch per due pianoforti e orchestra, solisti Benedetta Conte e Samuele Cannas e ancora una prima esecuzione assoluta “Elicotrema” composta per l’occasione da Matteo Casula che sarà anche al primo pianoforte in compagnia del collega Federico Melis. Dirige il M° Aldo Tarchetti.

“Quattro mani, due,tre pianoforti e orchestra” è un progetto che nasce dal desiderio/necessità di offrire al pubblico un repertorio bello, nuovo e accattivante che difficilmente fa parte delle programmazioni degli enti concertistici.

È un’occasione professionalizzante per i giovani musicisti che si cimentano con produzioni cosí nuove e diverse e al tempo stesso un modo per entrare nella contemporaneità con la commissione ai compositori di opere nuove da tenere a battesimo. Lo svecchiamento dei logori e paludati programmi da concerto è un obiettivo fondamentale per una scuola di Alta Formazione che si vuole e deve proporre come guida vitale nel mondo musicale. Cosa c’è di meglio che coinvolgere in questo progetto i tanti ed entusiasti giovani del Conservatorio?

 

 

La referente del progetto è la Prof.ssa Aurora Cogliandro.

Ingresso 5€

Prossimi appuntamenti:

-venerdì 27 novembre 2015

-sabato 9 gennaio 2016

 

 

 

Per ulteriori informazioni:

Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”

P.zza Porrino,1 – Cagliari

Tel. 070.493118 – Fax. 070.4520249

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Il sopranista Ettore Agati, allievo del maestro Gianluca Belfiori Doro è tra i finilasti isolani del ” Premio nazionale delle arti”  quest’anno intitolato al M. Claudio Abbado,  al quale ho partecipato per la sezione di Canto Lirico tramite il nostro Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari.

Il concorso era articolato in questo modo: si è fatta una prima selezione interna al fine di determinare un solo partecipante per ogni strumento tra tutti gli allievi che hanno presentato la domanda: solo chi superava la prima fase interna ai conservatori, poteva accedere alla semifinale. Questa si è svolta tramite l’invio di un video a ripresa fissa della durata minima di 15 minuti e con repertorio libero.

Per il Canto lirico, Agati, ha scelto di presentare tre arie in cui ha potuto esprimere al meglio la sua rara vocalità: due Handeliane (una di agilità, “Venti, turbini” dal Rinaldo; il ben noto largo del Serse, l’arioso “Ombra mai fu“; e una rossiniana ,la Cavatina di Tancredi con l’aria “Di tanti palpiti”.

Pochi giorni fa ha ricevuto la bella notizia di essere tra gli otto finalisti del Premio Abbado. Questi si confronteranno a Bologna il 16 Maggio alle ore 21, in un concerto pubblico, accompagnati dall’Orchesra del Conservatorio di Bologna diretta dal Maestro Alberto Caprioli.

L’aria che la commissione gli ha assegnato  per la finale è “Perché mai le luci aprimmo“, che è tratta dall’Aureliano in Palmira  di Rossini , l’ultima opera che il compositore  pesarese scrisse per il sopranista  evirato cantore: Giovanni Battista Velluti.


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Un premio per valorizzare le eccellenze dell’Alta formazione artistica e musicale rendendo omaggio alla figura di un grande protagonista delle cultura italiana.
Con questi obiettivi il Miur ha lanciato il bando per i premi intitolati al maestro Claudio Abbado, che saranno assegnati nell’ambito dell’XI edizione del «Premio nazionale delle arti»

PROGRAMMA GENERALE:

domenica 3 maggio, ore 18
CONCERTO INAUGURALE
Musica di Franz Schubert e Wolfgang Amadeus Mozart
Galleria comunale d’Arte – Ingresso: 6€ / 2.50€

lunedì 4 maggio, ore 18
PROVE FINALI
Finalisti del Premio delle arti “Claudio Abbado”
Auditorium del Conservatorio – Ingresso gratuito

martedì 5 maggio, ore 18
PROVE FINALI
Finalisti del Premio delle arti “Claudio Abbado”
Auditorium del Conservatorio – Ingresso gratuito

giovedì 7 maggio, ore 18
CONCERTO DA CAMERA
Musiche di W.A.Mozart e R.Schumann
Concerto degli studenti selezionati per la rassegna della Fondazione Stradivari di Cremona
Galleria comunale d’Arte – Ingresso: 6€ / 2.50€

venerdì 8 maggio, ore 18
CONCERTO DA CAMERA
Musiche di L.V.Beethoven, F.J.Haydn ,F.Mendelssohn
Galleria comunale d’Arte – Iingresso: 6€ / 2.50€

Per il ridotto numero dei posti a sedere alla Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, è richiesta la prenotazione, telefonando al numero 070.6776454 (dalle 10 alle 18) – Ingresso: 6€ (ridotto studenti 2.50€)

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Le aule di studio al conservatorio erano piccole e stavano nei piani bassi della scuola. In quasi tutte c’era il pianoforte. Lì studiavano i ragazzi pendolari che  non avevano la possibilità di tornare a casa fra le lezioni della mattina e quelle del pomeriggio,  e poi quelli che non potevano acquistare uno strumento . Un pianoforte, all’epoca, costava quanto un’automobile e prima di poterlo acquistare le famiglie aspettavano che i ragazzi si assestassero in quello studio così particolare come la musica.

Nelle aule di studio nascevano amori perchè spesso si andava a studiare in compagnia. Il cantante con la pianista,l’arpista con il flautista  il trio d’archi, il quartetto. Si stava ore lì, e nonostante si dovessero fare dei turni, si temporeggiava anche quando lo studio finiva. Si mangiava un panino, si chiacchierava. Le porte avevano una sorta di spioncino in vetro da cui si poteva vedere da chi era occupata l’aula.

Noi cantanti amavamo particolarmente queste aule perchè potevamo sperimentare ogni cosa con la voce senza essere giudicati. Dopo gli studi, si tentava di cantare ciò che i nostri insegnanti non ci avrebbero mai assegnato. E allora il mezzosoprano cantava arie da soprano e viceversa.

Se poi il gruppetto di studio era consistente, si tentavano coretti che finivano per essere imitazioni di colonne sonore pubblicitarie. La si finiva a ridere e quasi sempre senza voce.  Ricordo che un giorno, dopo esserci tirate il collo alla ricerca del MI benolle tenuto, bussava alla porta una insegnante che non ci conosceva: “scusate, ragazze, mi auguro per voi che non siate delle cantanti   perchè quste cose, sappiatelo, vi potrebbero distruggere la voce per sempre”.

La signora aveva ragione, ma per fortuna la voce c’è ancora e da allora sono passti quasi quarant’anni.

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Maurizio Moretti – Gianluca Belfiori Doro

Il prossimo 2 maggio ricorrerà l’8° anniversario della scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu ed io  speravo vivamente di poterlo ricordare in quell’ Arena del Parco della Musica che prenderà il suo nome. Purtroppo ancora nulla si è mosso nonostante la Commissione per le pari opportunità di Cagliari abbia già dato il parere positivo alla nomina. Il Teatro Lirico purtroppo è ancora in una fase di assestamento (ancora!), e sarà difficile che possa dedicarle una serata . Per fortuna esistoni gli amici, quelli che l’hanno conosciuta e condiviso con lei tanti momenti artistici. Fra questi c’è sicuramente il controtenore Gianluca Belfiori Doro che, col pianista Maurizio Moretti anche quest’anno le dedicheranno un concerto. Ovviamente il tutto sarà possibile grazie alla direzione del  Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari , la scuola che vide nascere  e crescere la Giusy artista.

I due affermati artisti proporranno all’Auditorium del Conservatorio , il  10 Aprile alle ore 20.30 , un programma che spazia dai Lieder di Schubert e Schumann alla chanson francese di Poulenc e Ravel.  Maurizio Moretti suonerà inoltre alcuni brani di  Schumann e Chopin  cari alla grande artista scomparsa che era anche diplomata in pianoforte sempre al Conservatorio di Cagliari.

Maurizio Moretti è un pianista riconosciuto a livello internazionale e suona regolarmente in teatri e festival di tutto il mondo . Recentemente è stato applaudito in Germania al Monschau Festival  , Parigi , London e New York dove si esibisce con regolarità alla Carnegie Hall. Titolare di una cattedra di Pianoforte  al Pierluigi da Palestrina insegna perfezionamento superiore  alla mitica Schola Cantorum de Paris.

Gianluca Belfiori Doro è una delle voci più affermate in campo internazionale , numerose le sue incisioni discografiche e la partecipazione a Festivals e Stagioni di prestigio. Allievo della celebre Raina Kabaiwaska , di Bernadette Manca di Nissa con la sua particolare voce canta un repertorio che va dal barocco alla musica francese . E’ recente il suo successo al Ohrid Summer Festival .



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E’ iniziato l’8 marzo con “Musei in Musica”, un evento culturale che consiste in una serie di  concerti, ad opera dei docenti del Conservatorio, presso la Galleria comunale d’Arte nei Giardini Pubblici. Il maestro Enrico di Maira del Conservatorio di Cagliari ha messo in evidenza l’importanza di congiungere l’arte, che si esprime nello spazio, con la dimensione temporale scandita dalla musica. “E’ bello potersi rilassare in un viaggio musicale dopo aver goduto delle opere d’arte”.

“Questo progetto rientra nella nostra idea di museo – dice  Anna Maria Montaldo, direttore dei Musei Civici – facciamo interdisciplinarità delle arti, le discipline visive con altre forme artistiche come la Musica”. La rassegna che unisce l’arte visibile con l’invisibile, sarà in programma sino al 7 giugno.

Ecco di seguito il cartellone

 

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Vuoi conoscere il mondo dell’organizzazione dello spettacolo?

Iscriviti al corso Corso di Organizzazione e gestione degli eventi culturali che si terrà a Cagliari dal 21 marzo al 23 maggio 2015 al Conservatorio di Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina

La conferenza   di presentazione sarà sabato

7 marzo ore 11.30
per informazioni: managementspettacolo@gmail.com

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Chissà quanti di voi vorrebbero studiare musica  al Conservatorio ma non sanno come accedere .

Cosa aspetti! Hai tempo fino al 24 Febbraio 2015!


Tutti i corsi del Conservatorio di Cagliari prevedono annualmente un numero massimo di studenti per classe; è necessario pertanto presentare nei termini stabiliti apposita domanda di ammissione online per partecipare alle prove di preselezione.

CORSI DI FORMAZIONE PRE-ACCADEMICA
Arpa, basso tuba, canto, chitarra, clarinetto, clavicembalo, composizione, contrabbasso, corno, didattica della musica, direzione d’orchestra, fagotto, fisarmonica, flauto, basso elettrico jazz, musica corale, musica elettronica, oboe, organo, pianoforte, saxofono, strumenti a percussione, tromba, trombone, viola, violino, violoncello.

CORSI SUPERIORI TRIENNALI ORDINAMENTALI
(Diploma Accademico di I livello)

Arpa, arpa rinascimentale e barocca, basso tuba, canto, chitarra, clarinetto, canto rinascimentale e barocco, clavicembalo e tastiere storiche, composizione (orientamenti: popular music, jazz, musica per film, musica elettronica e nuove tecnologie, world music, musicologico), contrabbasso, corno, didattica della musica, didattica della musica ad indirizzo strumentale, direzione di coro e composizione corale, direzione d’orchestra, fagotto, fisarmonica, flauto, flauto dolce, flauto traversiere, basso elettrico, batteria e percussioni jazz, canto jazz, chitarra jazz, clarinetto jazz, contrabbasso jazz, pianoforte jazz, saxofono jazz, tastiere elettroniche jazz, tromba jazz, trombone jazz, violino jazz, liuto, musica elettronica, musicologia, oboe, oboe barocco, organo, pianoforte, saxofono, strumentazione per orchestra di fiati, strumenti a percussione, tromba, tromba rinascimentale e barocca, trombone, trombone rinascimentale e barocco, viola, viola da gamba, violino, violino barocco, violoncello, violoncello barocco.

CORSI SUPERIORI TRIENNALI SPERIMENTALI
(Diploma Accademico di I livello)

Etnomusicologia

CORSI SUPERIORI BIENNALI
(Diploma Accademico di II livello)

Arpa, canto, chitarra, clarinetto, clavicembalo e tastiere storiche, composizione, contrabbasso, corno, direzione d’orchestra, direzione di coro, fagotto, flauto, musica elettronica, oboe, organo e composizione organistica, pianoforte, pianoforte accompagnatore, strumenti a percussione, tromba, trombone, viola, violino, violoncello.

CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE – CORSI LIBERI
(individuali, di gruppo e collettivi)

Tutte le discipline, sia strumentali che teoriche.

Per la partecipazione agli esami di ammissione è previsto il versamento di un contributo per oneri amministrativi dell’importo di 10,00 € da effettuarsi sul bollettino di c/c postale n. 11609096 intestato al Conservatorio di Cagliari o con bonifico bancario BNL – IBAN IT61U 0100 5048 0000 0000 200013

Per ogni tipo di richiesta e informazione, visitate il sitowww.conservatoriodicagliari.it nella sezione “Istruzioni per l’ammissione online” oppure contattate la segreteria studenti negli orari indicati nella sezione “orari uffici”


 

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Emanuela Milia col dott. Benenzon

Il 30 gennaio scadrà il  termine per la presentazione delle domande di partecipazione al corso di Musicoterapia di Cagliari, e questa volta il corso sarà tenuto solo dalla Magister e musicista cagliaritana Emanuela Milia la quale annuncia che, oltre alla replica del primo livello, è già stato fissato anche quello per il secondo.

Emanuela, raccontaci un po’ come è cominciata questa tua avventura nel mondo della musica e della musicoterapia.

Mio padre, appassionato di musica, da giovane prendeva lezioni da un maestro il quale poi, è diventato maestro di mio fratello maggiore. Mio fratello a sua volta è diventato il maestro   mio e di mio fratello  Eugenio. E’ stata una conseguenza iscriverci poi al Conservatorio di Cagliari per approfondire lo studio, diplomandoci in pianoforte. Io poi ho preso anche la specializzazione in Didattica della musica con particolare riguardo per la propedeutica con i bambini da 0 a 10 anni.

Dopo il conservatorio , come hai sfruttato il tuo diploma di pianista?

Principalmente insegnando musica e pianoforte nelle scuole di ogni ordine e grado e frequentando corsi, seminari e stages che hanno arricchito la mia preparazione didattica.

Ma come è nata la tua passione per la musicoterapia?

A farmi conoscere questo mondo è stato un mio amico disabile che ora non c’è più. Ho sentito l’esigenza di approfondire questo aspetto della musica frequentando ad Assisi il corso quadriennale  di  musicoterapia e specializzandomi poi in Metodologia Benenzon .Sono poi diventata Magister  e formatrice del modello Benenzon in Argentina a Buenos Aires, presso l’Istituto    Fundaciòn  de Musicoterapia. Per tutte le informazioni sul corso e le iscrizioni si può scrivere direttamente a questa mail

infouninatura@libero.it

Di seguito un video di presentazione del metodo creato dal dott. Benenzon


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Ero studentessa in canto al Conservatorio di musica quando seguivo le vicende che riguardavano il Teatro lirico della mia città. Gli artisti del coro e i professori d’orchestra, lottavano per poter diventare stabili. Forse all’epoca ero troppo giovane per capire di cosa si trattasse, ma l’ho compreso poi  quando, anche io, ho cominciato l’ avventura di artista del coro.

La stabilità in un Teatro significa qualità. Chi fa musica sa benissimo quanto sia importante l’affiatamento col proprio vicino, la continuità nello studio dello spartito e della voce. Gli esecutori devono essere possibilmente sempre gli stessi che, guidati da un bravo maestro, potranno portare ad un risultato di amalgama perfetta nel suono e nella vocalità.

Il pubblico pagante che va ad ascoltare   un  concerto o un’opera, ha bisogno di sentire un buon prodotto . L’orecchio di chi ama la musica è abituato sempre più alle   incisioni in alta fedeltà e quindi  il confronto è d’obbligo.

Ebbene, alla luce delle ultime notizie che arrivano dai teatri lirici italiani, ed in particolare dal Teatro dell’Opera della nostra capitale, si legge che c’è nell’aria l’intenzione di tornare a quella condizione precaria di quasi quarant’anni fa. Ma come è possibile che un teatro così importante come quello di Roma debba diventare teatro di serie B e fanalino di coda rispetto ai grandi teatri europei dove la musica è considerata fra le risorse più importanti del paese?

Si legge così nel Messaggero di ieri

“Un nuovo contratto, a tempo determinato, per orchestrali e coro.
Un tetto di prestazioni annue fissate nero su bianco, con la possibilità per gli artisti di lavorare da liberi professionisti anche altrove. La rinascita del Teatro dell’Opera di Roma – sempre più nella bufera dopo l’addio del maestro Riccardo Muti – passa da qui. «Da una soluzione per risolvere alla radice i problemi di fondo», hanno detto ieri all’unisono il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il sindaco Ignazio Marino e il governatore Nicola Zingaretti. E cioè i soci della Fondazione lirica che nel cda di giovedì ufficializzerà il piano

Io spero che questa sia solo una di quelle notizie che lasciano il tempo che trovano. Sarebbe proprio una beffa che dopo anni di lotta si debba tornare indietro di quasi 40 anni, epoca in cui  i maestri giravano   l’Italia a raccattare coristi e professori d’orchestra per allestire una Stagione lirica. La maggior parte aveva un lavoro e soprattutto una famiglia, e chi accettava per arrotondare gli introiti,  accettava di stare lontano dalla propria sede anche per 6 mesi  con le conseguenze immaginabili.

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Nel mese di agosto ho compiuto il mio 8° compleanno da blogger, ed è stato inevitabile fare un resoconto di tutti questi anni. Tante cose sono cambiate nel mondo del web e me ne rendo conto soprattutto sfogliando il blog a ritroso. Non esistevano i social network, e il blog,  da diario personale, è diventato un vero e proprio giornale di attualità soprattutto per ciò che riguarda l’arte e la musica in generale.

Ho realizzato tante interviste e molte video-interviste a personaggi famosi: cantanti, direttori d’orchestra, registi, ballerini, ecc. Tante storie affascinanti.  Fra questi però non compaiono video-interviste a colleghi con cui lavoro ormai da oltre trent’anni.

Beh, il momento è arrivato ed oggi spero sia l’inizio di una “nuova serie”. Infatti oggi vi presento la violinista Donatella Carta la quale ha veramente una storia incredibile. La prima parte è comune a tanti artisti. Figlia d’arte, ha respirato musica fin dai primi anni  ma ad un certo punto della sua vita è cambiato qualche cosa che ha modificato il suo cammino artistico. Non voglio anticiparvi nulla. Guardate e ascoltate.


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2 parte


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http://www.festaeuropeadellamusica.it

Oggi 21 giugno 2014 ricorre la Festa Europea della Musicasaranno numerosi gli eventi dedicati a questa importante giornata. Una grande festa popolare che permetterà a chiunque di mettere in scena la propria creatività e la propria arte, in uno spirito di profondo divertimento e aggregazione.

Il Comune di Milano ha messo a disposizione ben 150 i luoghi per accogliere al meglio artisti e musicisti con uno spettacolo collettivo e ininterrotto di 6 ore. Si partirà alle 18 e il tutto andrà avanti sino alle 24.

La Festa Europea della Musica di Roma invece, è l’evento di apertura dell’ Estate Romana: la kermesse musicale del Solstizio d’Estate che regala oltre 200 concerti completamente gratuiti, di tutti i generi musicali, sull’intero territorio della città. Dal centro alla periferia, è tutta coinvolta nella manifestazione.

La FESTA si svolge in piazze famose, Chiese prestigiose, luoghi storici e palazzi nobiliari, cortili e chiostri, giardini e parchi, nonché sedi di Istituzioni pubbliche e private, musei ed aree archeologiche, ma anche botteghe artigiane, sale da the e centri culturali, hotel e librerie, pub e locali di musica dal vivo.(in questo link tutto il programma romano)

Da Parigi a Barcellona, passando per Praga, Bruxelles, Istanbul, Roma e altre città, la Festa Europea della Musica torna anche a Cagliari, ed è stata organizzata dal Conservatorio di Musica Giovanni Pierluigi da Palestrina. Ecco di seguito tutto il programma.

 

 

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La composizione dello Stabat Mater fu commissionata a Pergolesi nel 1735 (a qualche mese dalla morte), dalla laica confraternita napoletana dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di San Luigi al Palazzo, per officiare alla liturgia della Settimana Santa. Essa avrebbe dovuto sostituire la precedente versione di Alessandro Scarlatti, commissionata dalla medesima confraternita vent’anni prima.

Di seguito 4 appuntamenti che si svolgeranno nel territorio sardo a cura del Dipartimento di Musica Antica annesso al Conservatorio di Musica G.P.da Palestrina di Cagliari

 STABAT MATER di G.B.Pergolesi

- Domenica 13 aprile, SASSARI 
Chiesa S.Maria di Betlem, ore 20.30
PAOLA COSSU, soprano – ETTORE AGATI, contralto

- Lunedì 14 aprile, SERDIANA (CA)
Chiesa del SS.Salvatore, ore 19.00
ALICE SERRA, soprano – MONICA FADDA, contralto

- Martedì 15 aprile, SAN SPERATE (CA)
Chiesa S.Sperate, ore 19.00
ELENA SCHIRRU, soprano – MONICA FADDA, contralto

- In collaborazione con “ECHI LONTANI”:
(in diretta streaming su www.u-sophia.com)

Mercoledì 16 aprile, CAGLIARI 
Chiesa S.Francesco di Paola (v.Roma) ore 20.00
ALICE SERRA, soprano – MONICA FADDA, contralto

Gruppo di Strumenti Antichi del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Cagliari.

Violini: Attilio Motzo, Sara Meloni / Giovanni dalla Vecchia
Viola: Francesco Pilia / Corrado Lepore
Violoncello: Fabio Mureddu
Violone: Massimo Tore
Organo: Fabrizio Marchionni
Clavicembalo: Fabrizio Marchionni / Francesco Bianco

Direttore: Riccardo Leone 

INGRESSO GRATUITO

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CONSERVATORIO DI MUSICA “Giovanni Pierluigi da Palestrina” Cagliari

Lezioni, incontri, conferenze, da giugno ad ottobre 2013 – a cura del Dipartimento di Strumenti Antichi del Conservatorio di Cagliari.

Per iscrizioni ed informazioni: ricle_59@alice.it

 

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Discorsivo – I musicisti raccontano i loro dischi”, è un ciclo di appuntamenti dedicati alla presentazione di CD freschi di stampa da parte dei loro stessi interpreti, organizzato dalla Scuola di Musicologia del Conservatorio di musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari.

L’obiettivo dè quello di proporre le novità discografiche della musica isolana e di aprire un confronto su tutte le forme e le espressioni della musica del passato e del nostro tempo. “Discorsivo”  prevedla presenza in sala dei diretti protagonisti (che eseguiranno dal vivo i brani più significativi delle loro incisioni), l’intervento di interpreti, musicologi, compositori e personaggi della cultura che affronteranno gli argomenti musicali più diversi.

Il nuovo appuntamento della rassegna sarà MARTEDI’ 11 DICEMBRE alle ore 18.00, nell’Aula Magna del Conservatorio di Cagliari, con la presentazione del disco “JUST ONE OF THOSE THINGS – A Tribute to Cole Porter” del Lov’n Jazz Quartet, nel corso della quale verranno eseguiti dal vivo alcuni dei brani inseriti nel Cd.

l Lov’n Jazz Quartet nasce per dare voce, attraverso il canto di Lucia Fodde, il piano di Paolo Carrus, il contrabbasso di Massimo Tore e la batteria di Roberto Migoni, al principale motivo che spinge a cantare, e a cantare il jazz. Si scrive di loro:

La cifra, la parola chiave, nella musica del LOV’N JAZZ QUARTET, è eleganza. Questa è una componente importante nel jazz e in particolare nella sua espressione classica. Eleganza quindi negli arrangiamenti, nell’insieme sonoro, eleganza nella voce stessa di Lucia Fodde, frutto di doti e talento e di una intenzione e di una ricerca che è feeling inteso e vissuto, non è sterile ricercatezza, posa, quella evidente in tanti “esperimenti jazz” di cantanti che jazz non sono e non sanno.L’eleganza dello swing, dell’elasticità del tempo, delle attese e delle rincorse che ricordano le ansie dell’amore e l’amore senza ansie in genere non canta, magari si impegna in altre azioni e le trasformano in relazioni tra le note, armonie e racconti di suono e parole e battiti.
Questa eleganza è il piccolo miracolo del LOV’N JAZZ QUARTET, un fenomeno che è inutile cercare di descrivere con parole, riescono ad evocarlo gli artisti come Paolo Carrus con il suo pianoforte dinamico e delicato, Massimo Tore con il suo contrabbasso che sottolinea il ritmo e aggiunge note alle armonie, Roberto Migoni che commenta e muove il tempo, Lucia Fodde con la sua bella voce e la consapevolezza del senso delle musiche, delle parole e del valore di queste scelte.” (Stefano Fratta)

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Muovevo i primi passi nel mondo della musica, mi ero appena iscritta al conservatorio della mia città e per me era come essere entrata in paradiso. Tutto quello che era musica mi affascinava e ancor più quando conoscevo musicisti veri, quelli che si erano appena diplomati dalla scuola che stavo frequentando o che erano originari della mia terra. Tutto ciò che trovavo sulla stampa lo conservavo gelosamente. Collezionavo riviste ed articoli che ancora oggi riguardo con soddisfazione.

Ricordo che all’epoca mio padre parlava sempre di un suo collega più giovane, il cui figlio era un affermato violoncellista.

Un giorno, me lo fece conoscere perchè gli aveva detto che anche lui aveva una figlia che studiava musica. Quel signore, dall’aria nobile, elegante e un po’ eccentrico mi parlò subito  di questo suo figlio, con  grande orgoglio di padre, e dei suoi successi nonostante la giovane età. Nelle sue parole traspariva una certa nostalgia, forse per non avere la possibilità di stargli vicino e godere dei suoi successi.

A distanza di molti, molti anni, vengo a sapere che oggi e domani, questo violoncellista sarà il solista del concerto straordinario che si  terrà al Teatro Lirico di Cagliari.  Lui è  Marco Scano.

Chissà se  avrà mai saputo che suo padre era tanto orgoglioso della sua carriera e  che parlava con nostalgia sempre e con tutti di suo figlio!

Non ho mai più rivisto quel signore, ma vedendo le foto oggi di quel figlio tanto amato, l’ho ricordato e soprattutto  mi sono resa conto della grande somiglianza.

Marco Scano – Nato a Sant’Andrea Frius (Cagliari), si e diplomato col massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, con Giuseppe Selmi. Ha continuato gli studi musicali all’Accademia Chigiana con Andre Navarra ed alla Musik-Hochshule di Colonia con Gaspar Cassado. Ha vinto svariati premi in concorsi internazionali a Mosca (?ajkovskij), Firenze, Santiago, Hannover. Ha svolto una notevole attivita concertistica, sia come solista sia in formazioni cameristiche, in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Israele, Sud America. E stato, per molti anni, componente del Quartetto Brahms e primo violoncello del Quintetto Boccherini, con il quale ha vinto il “Grand Prix du disque Charles Cross”. E stato primo violoncello dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha inciso varie opere del repertorio violoncellistico, tra le quali le sonate di Debussy, Mendelsshon, Kodaly, Ravel, il concerto di Haydn, i dodici capricci di Piatti, i quaranta studi di Popper, i sei capricci di Servais. Ha tenuto molti corsi di perfezionamento solistico-cameristico (Madrid, Malaga, Mahon, Minorca, Castiglione delle Stiviere, Castelsardo, Varese) e di formazione orchestrale (Spoleto, Bergamo, Bologna, Genova, Trapani).

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Corso di Management dell’Arte e dello Spettacolo
Organizzazione e gestione degli eventi culturali
III edizione
Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina”
18 febbraio – 28 aprile 2012
Cagliari

L’arte di progettare (per) la cultura, tra intuizione, talento, strategie di
marketing e nuove sensibilità: si svolgerà a Cagliari dal 18 febbraio al 28 aprile il
MAS 2012 – Corso di Management dell’Arte e dello Spettacolo promosso
dall’UNASp/ACLI di Cagliari in collaborazione con il Conservatorio Statale di
Musica “G. Pierluigi da Palestrina” e la Facoltà di Scienze Politiche – Corso di
Laurea in Amministrazione e Organizzazione dell’ateneo cagliaritano.
Workshop e incontri con professionisti e esperti (vere e proprie full immersion
nelle diverse discipline in programma rigorosamente di sabato nell’Aula Magna del
Conservatorio di Musica “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari) per scoprire,
approfondire e confrontarsi con i vari aspetti – da quelli più squisitamente “tecnici” a
quelli creativi – dell’Organizzazione e gestione degli eventi culturali:
dall’ideazione alla formulazione e realizzazione di un progetto, dal reperimento delle
risorse a contabilità e bilanci, dalla produzione e distribuzione al rapporto con gli
artisti, fino alla promozione, divulgazione e valorizzazione di eventi, mostre, rassegne
e festivals.
Il MAS – Corso di Management dell’Arte e dello Spettacolo, con la
direzione didattica di Francesco Pilia e la direzione scientifica di Marco Fresi è un
respiro ormai triennale, è rivolto in particolare a studenti universitari, laureati e
laureandi e a giovani musicisti e performers, allievi di scuole e accademie d’arte (dalla
danza al teatro, alla musica alle arti visive) come agli operatori del settore (nella
pubblica amministrazione, in enti e associazioni).
Saliranno “in cattedra” – pronti a rompere lo schema della tradizionale lezione
frontale per privilegiare la formula più libera e interattiva della conferenza/seminario
docenti del calibro di Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Fund
Raising di Roma e Mimma Gallina (consulente e organizzatore teatrale); Fedora
Sorrentino, direttore di produzione del Circuito Lirico Lombardo AsLiCo; Alessandro
Bollo, co-fondatore e responsabile della Ricerca e Consulenza della Fondazione
Fitzcarraldo e docente al Politecnico di Torino, Rossella Bovo (responsabile dell’ufficio
stampa di Federculture) e la commercialista Emanuela Fercia, esperta di contabilità
delle organizzazioni no-profit.
La cultura – espressione di una civiltà fra avanguardia e tradizione – dialoga
con l’economia fra tecniche, segreti, strumenti e competenze del project management
che, in una società sempre più complessa e in costante evoluzione, offre la chiave per
rispondere alle istanze del gusto, contemperandole alle questioni sociali e politiche in
una felice sintesi tra etica ed estetica, nei limiti del budget senza sacrificare la qualità
artistica. Una mission temeraria ma irrinunciabile, in tempi di drastici tagli ai
finanziamenti (pubblici ma anche privati) che spingono a ripensare il ruolo
fondamentale dell’arte per innescare circuiti virtuosi – dal fund raising, ovvero la
ricerca “mirata” delle risorse necessarie, fra marketing e persuasione, alla
pianificazione dettagliata di spese, azioni, rendiconti e infine alla
promozione/divulgazione attraverso mass media e forme di comunicazione “virale”.
Nel MAS 2012 si toccheranno alcuni nodi fondamentali dell’Organizzazione e
gestione degli eventi culturali alle soglie del terzo millennio – tra gli effetti a breve e
lungo termine di una crisi economica più che annunciata, la pluralità di linguaggi,
proposte spettacolari e artistiche e la trasversalità dell’informazione nell’era di internet
e dei social network. Il programma del Corso di Management dell’Arte e dello
Spettacolo – articolato per temi, che corrispondono ad altrettanti workshop fruibili
anche singolarmente – spazia quindi dal “Fund raising per la cultura: capire la
propria strategia di raccolta fondi” con Massimo Coen Cagli, direttore scientifico
della Scuola di Fundraising di Roma, nonché docente universitario e di master per
dirigenti e operatori del settore no-profit (sabato 18 febbraio) alle interessanti
indicazioni e nozioni offerte da Alessandro Bollo della  (il 31
marzo) su “Marketing e pianificazione strategica per le imprese di spettacolo”.
La definizione di finalità e motivazioni, in contesti estremamente differenti, permette
di disegnare con chiarezza i vari passaggi, di scegliere i propri referenti e perseguire
specifici obiettivi: la complessa stratificazione della realtà trova la miglior risposta
nella coerenza e semplicità di un progetto.
Tra gli strumenti e le competenze “utili” o meglio indispensabili per
“Elaborare un progetto di spettacolo” vi sono gli elementi che regolano “Il
rapporto con gli artisti: contrattualistica” con tutte le possibili varianti, sfumature
e condizioni (imprevisti compresi): a parlarne, dall’alto di un’esperienza pluridecennale
confluita anche in articoli, interventi, manuali e saggi, sarà l’organizzatrice teatrale e
consulente Mimma Gallina.
L’utilità di competenze trasversali – tecnico/artistiche, giuridiche e
logistico/amministrative – affiora tra le righe del curriculum di Fedora Sorrentino,
direttore di produzione del Circuito Lirico Lombardo AsLiCo (con formazione da
musicista e laurea in giurisprudenza) che – il 3 marzo – si soffermerà sulle modalità di
“Produzione e distribuzione di eventi culturali”. La possibilità di inserirsi in un circuito e
fare delle repliche risponde all’esigenza della divulgazione, con la rappresentazione
davanti a un maggior numero di spettatori – ammortizzando costi di allestimento e
aumentando l’impatto e la risonanza, non attraverso la retorica dei “grandi eventi” ma
con una più impegnativa, capillare opera di diffusione.
Se Rossella Bovo – responsabile Ufficio stampa di Federculture – illustrerà nei
dettagli, fra scenari multimediali e social network, come rendere più efficiente e
proficua “La gestione dell’ufficio stampa” (il 14 aprile) chiuderà il viaggio “dietro le
quinte” tra mappe, strategie e segreti del “Management dell’Arte e dello Spettacolo”
sabato 28 aprile la commercialista Manuela Fercia, esperta di contabilità delle
organizzazioni no-profit, con un incontro dedicato a “Contabilità e bilancio nelle
organizzazioni culturali”.
Il successo delle precedenti edizioni del MAS – Corso di Management
dell’Arte e dello Spettacolo, confermato dall’attenzione – e dalla partecipazione -
degli operatori nonché dalle sinergie con gli atenei (in particolare il Corso di Laurea in
Ammistrazione e Organizzazione dell’Università di Cagliari) e gli istituti di alta
formazione artistica dell’Isola mostra come sia sempre più avvertita l’esigenza di
affinare conoscenze e saperi, per fare dell’industria culturale un importante volano di
sviluppo, punto di attrazione e motore di crescita “sostenibile”. Segno di civiltà.
Il MAS 2012 – Corso di Management dell’Arte e dello Spettacolo
promosso dall’UNASp/Cagliari – in collaborazione con il Conservatorio Statale di
Musica “G. Pierluigi da Palestrina” e la Facoltà di Scienze Politiche – Corso di
Laurea in Amministrazione e Organizzazione dell’ateneo cagliaritano e in sinergia
con Federculture e Fondazione Fitzcarraldo – è patrocinato dalla Regione Autonoma
della Sardegna, dalla Provincia e dal Comune di Cagliari, con il prezioso contributo
della Fondazione Banco di Sardegna.
Costo del corso: 350 euro (100 euro il singolo workshop), con riduzioni per gli
studenti universitari.
Iscrizioni entro il 15 febbraio 2012.
Per saperne di più:
www.managementartespettacolo.com
managementspettacolo@gmail.com
Segreteria organizzativa: tel 345.059.95.85
Per l’ufficio stampa:
Anna Brotzu
tel: 328.6923069
mas.ufficiostampa@gmail.com

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Qualche tempo fa sono stata contattata da una giornalista americana la qualche cercava informazioni sul maestro Nino Bonavolontà, direttore d’orchestra,  scomparso qualche anno fa. Attraverso il mio blog aveva trovato qualche notizia considerato che è stato direttore del conservatorio negli anni in cui lo frequentavo  e in seguito direttore artistico nel teatro in cui lavoro.

Abbiamo scambiato diverse mail con informazioni varie e ieri, gentilissima, mi ha spedito l’articolo intero in cui traccia una bella biografia del direttore romano che amava la mia terra di Sardegna.

Il sito della signora  Liliana Osses Adams, (questo  il nome della giornalista), è particolarmente interessante soprattutto per coloro che amano la lirica, perchè raccoglie biografie e notizie di tutti i grandi artisti del passato, con ricchezza di particolari e correlati da foto autografe. Fra le tante ce n’è una alla quale sono particolarmente affezionata e che mi ritrae con altre due colleghe proprio al fianco del maestro Bonavolontà. (foto allegata).

Visitate il sito, e se non avete dimestichezza con l’inglese vi consiglio di munirvi di traduttore automatico.

 

http://www.operanostalgia.be

 

 

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pianista

Chi studia pianoforte non sempre ha come prospettiva quella di fare il pianista concertista anche perchè si sa, non è facile intraprendere la carriera solistica. I talenti sono tanti ma pochi quelli che emergono realmente. Ci sono però diverse altre possibilità come quella di dedicarsi all'accompagnamento di cantanti e musicisti.
Accompagnare un cantante non è facile. Il pianista accompagnatore ha il compito di seguire in maniera discreta l'artista , respirare con lui ma mai sovrastarlo. E' una vera specializzazione e di questo ne sa qualche cosa il pianista Valerio Carta vero specialista dell'accompagnamento, col quale anche io ho avuto il piacere di collaborare.
Valerio, quando hai intrapreso gli studi musicali?
Ho cominciato quando ero appena in V elementare diplomandomi poi a 20 anni.
Come mai hai deciso di intraprendere proprio lo studio del pianoforte?
Mia madre aveva un pianoforte in casa che ogni tanto strimpellava, mia sorella seguiva le lezioni dalle suore ed io di conseguenza sono stato trascinato.
La carriera da solista però non mi attirava molto, preferivo di gran lunga le collaborazioni, così ho frequentato il biennio superiore di “Accompagnatore al Pianoforte”.
Ma tu non accompagni solo cantanti.
Mi capita di accompagnare anche strumentisti, attori in spettacoli teatrali, operette ecc.
Qual' è il musicista che più hai apprezzato nella tua vita?
Sono affascinato dalle belle voci ed è per questo che mi piace accompagnarle al piano: il mio artista è sicuramente

>Freddie Mercury. Tra i pianisti Michel Petrucciani e sul versante classico Glenn Gould.
Davvero tre nomi originali per un pianista classico.
Si anche se ci sono comunque tantissimi musicisti italiani che apprezzo ugualmente.
Quali sono le qualità che un giovane deve avere per intraprendere questi studi
?
Sicuramente il talento che comunque da solo non basta. La musica

è soprattutto una disciplina, anche l’artista più dotato deve studiare tantissimo per poter ottenere buoni risultati. Molti sono i talenti dispersi. Non basta saper scrivere se poi non scrivi, o saper leggere se poi non leggi. Bisogna sfatare il luogo comune che padroneggiare uno strumento musicale sia una dote di pochi. La capacità di suonare o cantare, sia per stare in compagnia degli amici sia a livello professionistico, è di tutti e si può sviluppare senza problemi. Basta studiare con metodo e con costanza.
Poi c'è anche un fatto a mio avviso importante: nei conservatori non si è mai insegnata l’improvvisazione come sviluppo della mente, della fantasia e delle capacità creative. Vengono insegnate la tecnica, la cura del suono, la dinamica, la logica, si impara a eseguire lo spartito in manier
a perfetta e a rispettare la partitura, dimenticando che Mozart, Beethoven, Liszt erano dei grandi improvvisatori. Fazil Say, un bravissimo pianista turco, ad esempio, improvvisa sulla musica classica. Improvvisare su un tema di Bach non significa offendere il suo genio ma sviluppare la nostra capacità personale.
Come vedi la musica con la tecnologia sempre in evoluzione?
Bisogna tenerla in considerazione. Oggi sentiamo colonne sonore interamente composte al computer. Comunque tutti gli eventi acustici, con i dovuti limiti, sono utili per un educazione all’ascolto, fatto in maniera adeguata e non cruenta. Il Maestro di Buddismo Miao-lo scrisse: “Perché si possano introdurre i principi di verità, prima devono essere elaborate le dottrine dell’etichetta e della musica”. Ciò che apprendiamo nella scuola serve per affrontare la vita, considerando tutta l

’esistenza e non solo una parte limitata di essa, lo studio di uno strumento o della voce deve essere

strettamente collegato agli altri studi. Il musicista non è un pazzo con i capelli lunghi che suona e che non capisce nient’altro, che vive in un mondo tutto suo avulso dalla quotidianità, ma una persona comune con i piedi saldamente appoggiati per terra.

Un ricordo particolare della tua carriera?
Maggio 1999, spettacolo "Interrogatorio a Maria" di Giovanni Testori, regia di Marco Gagliardo presso la fiera di Cagliari. Lo spettacolo, ripreso e trasmesso da Videolina, iniziava così: ingresso del sottoscritto, vestito da pagliaccio che, con camminata "macchiettistica" a piccoli passi muovendo le braccia tipo gabbiano, attraversava tutto il palco in direzione di un'immagine a

grandi dimensioni, con relativa pernacchia dopo aver osservato gli attori. Arriviamo all'ultima delle tre repliche, tutto è pronto per l'inizio quando mi accorgo di avere ai piedi i miei mocassini neri anzic

hé le calzature dello spettacolo. Non c'era più il tempo di recuperarle, brivido di freddo pensando alla "cazziata" di Marco se se ne fosse accorto. Buio in sala, luci sul palco e quindi il mio ingresso che apriva lo spettacolo: ho fatto l'ingresso più veloce possibile con la speranza che nessuno notasse l

e mie scarpe, mi sono rilassato solo quando sono giunto al pianoforte col catafalco che copriva piedi e gambe, un ingresso velocissimo che a me sembrava non finire mai. Andò tutto bene, con l’abbraccio di Marco a cui non ho mai detto della dimenticanza.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Mi piacciono le cose allegre e spiritose, che però non significa musicalmente superficiali. Chi ti ascolta deve uscire dalla sala leggero e allegro con il sorriso sulle labbra. Un’idea che mi frulla in testa in quest’ultimo periodo è costituire una formazione musicale con un repertorio da varietà e cabaret.
Ti ringrazio per l' intervista e approfitto per pubblicare questo video ricordo della nostra collaborazione di qualche anno fa.

Parte di questa intervista è stata gentilmente concessa da http://vocedelsarrabus.altervista.org/Lvs201110.pdf


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giusy devinu a caracallaEra una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, lessi che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: ” le 7 regine della lirica mondiale”.

La notizia però acquisì maggior spessore quando lessi anche che fra quelle 7 regine ci sarebbe stata anche la mia/nostra compagna di studi Giusy Devinu e che il concerto sarebbe stato trasmesso in TV, in mondovisione.

Feci un giro di telefonate per comunicare la  notizia e per organizzare una vera e propria serata d’ascolto a casa mia, con tutti noi ex compagni del conservatorio. Eravamo in tanti quella sera. Molti seduti per terra perchè le sedie non bastavano.

Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che  all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.

Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.

Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una  bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.

Era  emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo composto da qualche milione in più di ascoltatori. 7 regine a Caracalla Nell’ascoltarla e vederla, faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.

Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.

Davvero una grande emozione per tutti!

Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.

Anche a lei luccicarono gli occhi al mio racconto. Non poteva credere che fra il pubblico di quella serata c’eravamo anche noi, riuniti davanti alla TV per lei.

Mi raccontò tanti particolari di quell’evento e fra questi anche la difficile scelta del brano della Traviata conteso con un altro soprano.

Questo è sicuramente uno dei ricordi più belli che ho della compianta Giusy Devinu, compagna di studi musicali, che ci ha lasciati troppo presto a soli 47 anni.

Ho faticato a scrivere questo ricordo più di tanti altri, ma sentivo che dovevo farlo perchè, nel promuovere l’idea di dedicare il Parco della Musica a Giusy, l’amministrazione cagliaritana possa capire la grandezza di questo personaggio .

Tanti artisti cagliaritani si stanno muovendo nella preparazione dell’evento ( siamo certi ci sarà), che vedrà la nomina del “Parco Devinu” da parte del sindaco e di tutta la giunta comunale.

Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy

Alessandra Atzori


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Marcello Zempt

foto di MARTA LODDO

E’ un grande onore per me,  ospitare oggi nel mio blog un musicista veramente raffinato: Marcello Zempt, che per una serie di circostanze ha dovuto abbandonare la sua Sardegna e cercare fortuna all’estero.

Sono passati quasi vent’anni dall’ultima volta che ci siamo visti. Ricordo questo ragazzino di 19 anni, intelligentissimo e soprattutto dal grande talento musicale. Ricordo in particolare la sua voce baritonale che usava con disinvoltura accompagnandosi al pianoforte in quella che era la sua passione: il jazz. All’epoca insegnavo canto in una scuola privata e lui era uno dei miei allievi-amici.

Ci siamo rivisti qualche giorno fa, dopo esserci ritrovati su Facebook,  approfittando del suo soggiorno estivo a Cagliari . Abbiamo sorseggiato un aperitivo e ci siamo raccontati i 20 anni trascorsi dall’ultimo nostro incontro.

Nel 1993, quando mi preparasti per l’ammissione al Conservatorio di Cagliari, se ben ricordi, feci anche l’esame d’ammissione al Conservatorio di Amsterdam, in Olanda.”

Si ricordo bene, quella era la tua mira.

Cantavo jazz da qualche tempo, e volevo seguire un’educazione musicale in quello stile, senza dover passare dal canto classico, scelta a quel tempo obbligata in Italia“.

E tu , con mio grande rammarico, ti facesti coraggio e ti trasferisti. Ci perdemmo di vista per tutti questi anni, ma grazie a Facebook eccoci nuovamente a Cagliari, nella tua città, ma solo per un breve periodo.

Ebbene si, sentivo che quello era il mio futuro. Frequentai per 6 anni la scuola e presi il diploma nel 1999. Durante gli anni del Conservatorio, ho preso parte a vari progetti come cantante, dal teatro ad un gruppo di close-harmony. Ho poi cominciato ad insegnare, dato che l’insegnamento faceva parte del mio programma di studi.

Con l’andare del tempo la passione per l’insegnamento ha preso il sopravvento, ed oggi l’attività di vocal coach mi dà molte soddisfazioni. Ho lavorato dietro le quinte di un programma di talenti canori per la tv olandese e spesso vengo contattato da personaggi dello spettacolo per delle lezioni private. La settimana prossima, per esempio, affiancherò un astro nascente della scena olandese durante la registrazione del suo nuovo CD

Ma la lingua, l’ olandese, è così difficile?

Beh, pensa che ho impiegato ben 6 anni per poter riuscire a parlarla disinvoltamente! Inizialmente ho perfezionato  l’inglese, inquanto è la  lingua che ho usato maggiormente durante gli studi al Conservatorio, essendo questa una scuola internazionale. In Olanda, comunque, è parlata da buona parte della popolazione.”

Quale è stato il motivo che ti ha riportato a Cagliari?

“Per brevi periodi  sono sempre tornato a trovare la mia famiglia, ma un giorno, la mia amica Rossella Faa, mi disse che al conservatorio di Cagliari stavano aprendo un dipartimento jazz e che cercavano un insegnante di canto. Io, che avevo il titolo specifico, mi sono fiondato. Qui ho avuto la cattedra per 3 anni.”Marcello Zempt

Nonostante il Teatro Lirico e il Conservatorio siano a due passi, in questi 3 anni non ci siamo mai  incontrati. Ma per quale motivo poi non c’è stato un seguito?

“La classe era in fase sperimentale e  organizzativa. C’erano troppi problemi soprattutto finanziari che non mi permettevano di fare la spola tra Cagliari ed Amsterdam dove ho la mia attività di insegnante privato e direttore del coro ‘Barbees & Barflies’ (http://www.barbeesbarflies.nl).

Ho dovuto prendere una decisione e lasciare a chi non aveva problemi di residenza.”

Ma intanto molti allievi  hanno voluto continuare gli studi intrapresi con te.

“Si, ed è per questo che torno a Cagliari con regolarità per poter continuare a seguire questi allievi ed altri che verranno. Negli anni successivi al Conservatorio ho approfondito lo studio della voce e mi sono certificato nell’Estill Voice Training (http://www.estillvoice.com), un metodo ormai consolidato e conosciuto in tutto il mondo.”

Allora possiamo approfittare per dire che le tue ‘lezioni cagliaritane’ sono aperte a tutti coloro che volessero intraprendere questo tipo di studio vocale?

“Certamente! Potermi dedicare ai miei conterranei è per me una punta d’orgoglio. Vengo a Cagliari tre volte l’anno. In primavera, alla fine dell’estate e per le feste. Chi desidera avere delle lezioni, può contattarmi a questo indirizzo: mercellen@hotmail.com

Tantissimi sono i talenti sardi che emigrano e fanno la loro fortuna al di là del mare, perdendoli definitivamente.In questo caso forse siamo riusciti a riacciuffarti.

“Purtroppo quando ho preso la decisione di lasciare la Sardegna, Cagliari offriva molto poco in questo settore. Il jazz si limitava ai festival ed era ancora un settore d’elite.”

Allora Marcello, ora non hai scuse. Gli allievi ci sono e ne arriveranno ancora. Vedrai che poi tornerai in pianta stabile in questa meravigliosa nostra terra di Sardegna.

A proposito, non lasciamo passare altri vent’anni…!

Marcello Zempt con B&B 1

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musicamore blog  concorso di canto 2011308935_2331148727264_1506132373_32555760_188387_n[1]

Ed ecco ancora una band,devo dire davvero anomala e simpatica che partecipa al concorso di canto online Musicamore 2011. Si chiamano i RATTI MATTI.

Il capo band si chiama Stefano Floris ed e’ di Furtei, sono tutti diplomati al Conservatorio di Cagliari , suonano tra le piazze dell’isola e per le TV locali .

Ricordiamo che possono essere votati inviando una mail ad ottottobre@tiscali.it.

Da quest’anno è stato istituito un premio Speciale Band che sarà proclamato dal cantautore  Alberto Sanna. Si invitano pertanto tutte le band a partecipare al concorso inviando il link di un loro video segnalando se il brano eseguito è inedito.

Vi ricordo che potete consultare la classifica con le preferenze del pubblico dell’web, sotto la testata del blog


YouTube Video

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salvatoreMentre attendevo l’inizio del rito domenicale, nella Basilica di Bonaria, ieri mi sono soffermata ad osservare gli affreschi che sono stati realizzati pochi anni orsono. Guardando il soffitto sono stata attratta da una figura in particolare: l’immagine di San Giovanni .

Lo osservavo con attenzione perchè mi ricordava qualcuno, e cercavo di fare memoria. Capita più o meno a tutti di imbattersi in qualche dipinto e ritrovare volti familiari, ma lui era proprio identico ad un mio “vecchio” compagno di conservatorio: Salvatore Atzeni.

Ricordo che Salvatore fu la prima persona che incontrai nella classe di chitarra del maestro Papararo .

Io ero alle prime lezioni (avevo poi abbandonato per dedicarmi esclusivamente allo studio del canto) mentre lui  frequentava il corso di perfezionamento dopo essersi già diplomato brillantemente.

Mi colpì subito questo personaggio  dai lunghi capelli e dalla folta barba e dalla raffinatezza della sua musica. Seppi in seguito che il personaggio che avevo davanti oltre che essere un bravo chitarrista era anche un affermato pittore.

Ho fatto una ricerca su internet ed ho scoperto che, era proprio Salvatore ad aver realizzato nel 2007 gli  affreschi di cui sopra dando probabilmente le sue sembianze all’evangelista Giovanni.

Anche se l’ho perso di vista, ma ritrovandolo in versione affresco, e scrivendo qui di lui, spero possa leggere i miei più sinceri complimenti per quest’arte sacra e per aver creato gli affreschi per una Basilica tanto importante per la Sardegna.
Vi posto di seguito alcune immagini del restauro pittorico realizzate appunto da Salvatore Atzeni.

Giovanni (atzeni

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Libretto d'opera I libretti di sala sono quei volumetti che vengono venduti all’ingresso di uno spettacolo, in questo caso di uno spettacolo d’opera. All’interno di esso si trovano tutte le nozioni riguardanti l’opera, l’autore, e le biografie dei cantanti che andremo ad ascoltare. Sono dei veri pezzi da museo perchè racchiudono importanti informazioni di quel momento di spettacolo del teatro in cui ci troviamo. Ne ho conservati a centinaia e riprenderli e sfogliarli è sempre una scoperta.
Quando ero studentessa al conservatorio, ricordo che le opere si svolgevano al Teatro Massimo, (ma io ho fatto in tempo a seguire lì solo una stagione). Alla chiusura di questo, (ristrutturato e riconsegnato alla città dopo tanti anni), tutto il materiale trovato, era stato accatastato in un’ aula del conservatorio in attesa di essere mandato al macero. Quando noi studenti scoprimmo quest’aula e le intenzioni sullo smaltimento, ci buttammo alla ricerca dei libretti ancora in buone condizioni e soprattutto con programmi rari e di valore. Fra questi  ne serbo in particolare uno, gelosamente: il libretto di sala della stagione lirica del 1969-1970, anno in cui veniva rappresentata la Norma col grande tenore Mario del Monaco e fra le interpreti femminile Mirella Parutto, quella che in seguito divenne poi la mia insegnante di canto.

stagione lirica cagliari 1970

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Nino_RotaErano i primi anni di studi musicali quando sentii parlare per la prima volta di questo musicista. Infatti ricordo perfettamente quando assistei ad una sua opera,”La visita meravigliosa“. Era il mio primo abbonamento alla Stagione lirica cagliaritana, al Teatro Massimo. In quell’occasione un mio compagno di classe, il basso Mario Luperi, fu premiato dal direttore per le sue grandi qualità vocali, con una particina da comprimario proprio in quest’opera  e noi  compagni, eravamo molto orgogliosi di questo anche perchè in sala c’era proprio Lui, l’autore . Ricordo ancora, qualche anno più tardi, quando  il direttore del conservatorio ci comunicò della sua morte.
Nino Rota (1911-1979) è nato da una famiglia di musicisti, inizia a studiare pianoforte con la madre, la pianista Ernesta Rinaldi e all’età di otto anni inizia a comporre.
Entrato al Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano) nel 1923, è stato allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas.

Nel 1922 compone L’infanzia di S. Giovanni Battista scritto a quasi undici anni ed eseguito nello stesso anno a Milano e l’anno successivo a Turcoing, in Francia; in occasione della esecuzione francese, chiamato alla ribalta dal pubblico entusiasta ne diresse la replica del finale. Nel 1926 Nino Rota scrive Il Principe Porcaro, un’operina per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen. Tre quarti d’ora di una musica che, considerata l’età del compositore, è giudicata dai critici già matura, senza sbavature, intensa e al tempo stesso ironica.

Successivamente Nino Rota studia privatamente con Alfredo Casella a Roma, conseguendo il diploma in composizione musicale al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1930.

Nel 1930 si reca negli Stati Uniti , e vi rimane due anni, per alcuni corsi di perfezionamento vincendo una borsa di studio a Filadelfia. Torna in patria per laurearsi in lettere all’Università degli studi di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino.

Nel 1937 insegna teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto, mentre due anni dopo passa al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove insegna armonia e composizione; di quest’ultimo istituto diventa direttore nel 1950.

Dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film Zazà di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre Lo sceicco bianco.

Da allora tra i due artisti si instaura un’amicizia lunga trent’anni e una collaborazione per numerosi film. Nel 1972 compose le musiche del film Il padrino, Due anni dopo, però, riuscì a vincere l’ambito premio con le musiche del film Il padrino – Parte II. Il compositore muore poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, Prova d’orchestra.

Per i funerali di Federico Fellini, Giulietta Masina chiese al trombettista Mauro Maur di suonare l’”Improvviso dell’Angelo” di Nino Rota nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.

Pur essendo conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del cinema, Nino Rota ha composto anche per il teatro lirico ed il balletto con notevole riscontro internazionale.

In occasione della stagione lirica cagliaritana è in corso di preparazione proprio un’opera di Rota: Napoli Milionaria su libretto di Edoardo De Filippo.


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foto. A.Atzori

foto. A.Atzori

Pare sia ufficiale: il 7 maggio sarà inaugurato il Parco della Musica. Un altro grande angolo della città di Cagliari è stato completamente trasformato. Il nome ovviamente è dato dal fatto che il parco è antistante il nostro teatro e da un altro lato confina col conservatorio di musica, ma anche perchè è strato costruito un altro piccolo teatro, un anfiteatro, una buona quantità di parcheggi e tanti spazi per riposarsi e ascoltare buona musica all’aperto.
E’ una di quelle opere che hanno fatto discutere i cagliaritani per la grande quantità di cemento e per lo stile architettonico dal gusto discutibile.
Vabbè, io che l’ho visto nascere e crescere come un bambino, fotografandolo in questo sviluppo, mi ci sono un po’ affezionata.
Ecco di seguito l’ultimo video creato. Allego naturalmente anche link del video precedente che comprende l’inizio dei lavori. (Parco della musica Prima Parte).


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palomaOggi, San Valentino, giornata degli innamorati. Ma chi lo dice che ci si può innamorare solo delle persone? Ho voluto intervistare una grande artista italiana che fin dalla sua tenera età ha avuto un vero colpo di fulmine ma non per una persona bensì per uno strumento musicale: l‘arpa.

Lei è Paloma Tironi
Quando e come hai deciso di studiare l’Arpa?paloma arpa
Ho scelto l’arpa per puro caso. Mio padre mi insegnò a suonare qualche canzone spagnola alla chitarra e si accorse delle mie qualità. Andai con lui per iscrivermi al conservatorio ma quando chiesi se potevo studiare chitarra mi dissero che non c’era la cattedra.Tentai allora col pianoforte e il violino, ma senza speranza. Infine mi proposero l’arpa perchè il conservatorio la metteva a disposizione per studiare, considerato che si tratta di uno strumento molto caro.

Accettai senza sapere esattamente cosa fosse.
Il primo giorno di lezione un bidello mi accompagnò in classe e quando aprì la porta e vidi questo strumento antico tutto dorato e intarsiato sulla pedana, rimasi incantata.
Non mi sono mai pentita di averla scelta, è stato amore a prima vista!
E’ uno strumento difficile e richiede tante ore di studio ma a me non sono mai pesate anzi . Adesso con il nuovo ordinamento ci vogliono 11 anni per laurearsi in questo strumento.
Che possibilità lavorative hai avuto?
Inizialmente cominciai con l’orchestra, ma con la crisi difficile per tutti, ho passato lunghi periodi senza lavoro ma studiando per essere pronta anche a piccoli contratti dell’ultimo momento. Studiare sempre e leggere tanti passi d’orchestra.
Quanto costa un’arpa?
Molto, si parte da 20000 euro e si può arrivare a 50000. Dipende dalla marca, ma con le dovute cure, dura tutta la vita.
Quali sono le maggiori soddisfazioni avute da quando hai intrapreso questo cammino?
Molte soddisfazioni le ho avute in orchestra ricevendo complimenti da grandi direttori come M°Maurizio Arena, H.Soudant, S.Ranzani. Lo scorso anno poi, nell’esecuzione della Tzigane di Ravel per violino e orchestra. Alla fine del concerto, il violinista Schlomo Mintzs si è girato verso di me chiedendomi di alzarmi per l’applauso; era rimasto favorevolmente impressionato dalla cadenza che avevo eseguito nel suo brano.
Adoro l’orchestra e soprattutto  il settore della lirica.Il direttore Francesc Bonnin è rimasto così entusiasta che mi chiamò a Palma da Maiorca per suonare con lui nella Cavalleria Rusticana.
Tu sei anche una rinomata insegnante, fra i tuoi allievi hai notato qualche raro talento?

Si, ho avuto delle allieve stupende, vincitrici di concorsi importanti, alcune hanno trovato posto all’estero.Poi insegno ogni anno nei corsi estivi di perfezionamento ad Orvieto dove vengono anche allieve francesi mandate dalle loro insegnanti che si ricordano di me quando studiavo con il grande M°Pierre Jamet!

Ti esibisci come solista?61640_149196038451721_100000839771193_211117_971065_n
Adoro suonare in duo, ultimamente soprattutto con il chitarrista Piero Viti.
Quanto studi per un concerto?
Ogni concerto è sofferto: la preparazione e la concentrazione sono sempre altissime ma alla fine  la gioia interiore è immensa: non c’è niente per me di più gratificante. Questo accade anche nell’insegnamento che faccio con passione cercando di dare alle mie allieve tutto il mio bagaglio d’esperienza, anche se non tutte però sanno farne tesoro.

Ho avuto allieve che potevano diventare delle concertiste ma che non hanno messo la passione e lo studio al primo posto, perdendo un treno importante.
In generale, quale è il tuo repertorio?
E’ molto vario, ultimamente però stiamo eseguendo, col duo Plenilunio(arpa e chitarra),una novità. Suoniamo 6 petit duo op.196 originali per questa formazione di Carulli e sono inediti . Piero è riuscito a trovarli nell’ambito di una ricerca condotta in alcune biblioteche europee e siamo felici di suonare questi piccoli capolavori nascosti.

E’ una formazione insolita e grazie a questa scoperta abbiamo già fatto dei concerti e siamo in trattative per altri.
So che hai pubblicato un trattato di tecnica dell’Arpa.
Si, si chiama “Non multa sed multum” (non molte cose ma molto) e si intende che tratto solo un argomento: la velocità con la piccola articolazione su note vicine e con tutte le combinazioni possibili.
E’ stato faticoso arrivare ad una stabilità professionale?
Mi pare impossibile ciò che ho fatto per poter lavorare con questo mio amato strumento.
Nei primi  18 anni di supplenza ho affrontato viaggi faticosi come Potenza: prendevo la nave per Napoli e 5 ore di treno, al rientro passavo da  Roma partendo alle 5 del mattino dove prendevo l’aereo.Tutte le settimane!!

Gli stessi sacrifici li ho fatti anche quando ho insegnato prima a Genova e poi a Trapani fin quando l’anno scorso hanno messo il volo Ryanair.
Cosa non si fa per un obiettivo! Che i giovani prendano esempio perdendo la convinzione di ottenere tutto con facilità. Quando ricevetti la lettera del ruolo ero al conservatorio di Trapani  e ricordo che piansi per la grande emozione.

paloma e allieve

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IMG_1514-600x800L’Italia, tradizionalmente “Paese del bel canto“, rischia di non poter più vantare tale
appellativo a causa della situazione di grave impasse gestionale e finanziaria in cui
versano da tempo i Teatri Lirici: alcuni temono la chiusura, molte opere vengono
cancellate dai cartelloni
e gli artisti professionalmente più quotati preferiscono
esibirsi all’estero.
I tagli alla cultura e la crisi dei Teatri Lirici italiani rimbalzano sulle pagine dei
giornali europei. Il “Times” di Londra ha recentemente portato il tema in prima
pagina, addirittura con un enorme titolo subito sotto la testata: “L’Opera italiana è
finita? L’orgoglio nazionale è cambiato se l’Opera esce dalle note”
!
Il giornale inglese ha puntato il dito su come l’Italia stia lasciando affondare proprio
uno dei tesori della cultura nazionale, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Con tre dei maggiori Teatri Lirici – La Fenice di Venezia, il Carlo Felice di Genova e
il San Carlo di Napoli – che parlano apertamente di possibile bancarotta.

Il “Times”,infine, ha dato voce a sovrintendenti e funzionari dei Teatri d’Opera italiani, i quali hanno fornito le cifre del disastro: La Fenice ha registrato un deficit di 3 milioni di
euro; Genova ha previsto un buco di 4, 6 milioni annunciando di tagliare alcuni titoli
della stagione; Napoli ha accusato perdite per 7 milioni con consistenti tagli nei
balletti.
In tale contesto questa trattazione si propone di ripercorrere gli itinerari che hanno
condotto i Teatri Lirici ad essere sempre più associati nel tempo al concetto di
“carrozzoni” pubblici inefficienti, in grado di sopravvivere solo grazie alla
“clemenza” della finanza pubblica e di mettere a fuoco le problematiche ancora
aperte dopo l’approvazione della legge 367/96 che al ruolo pubblico ha aggiunto un
posto significativo per l’intervento privato, insieme alle proposte emerse dal dibattito
sul futuro, sviluppatosi nel corso degli ultimi anni.
Un’ attenzione particolare è rivolta nel Capitolo I al contesto storico e legislativo in
cui si sviluppa la vicenda dei Teatri Lirici la cui natura pubblica rappresenta, con
limitate eccezioni, una costante nelle diverse epoche, considerata la fondamentale
funzione sociale ed educativa che è stata da sempre riconosciuta al Teatro,
complessivamente inteso.
A prescindere dal tipo di intervento attuato di volta in volta dallo Stato sotto
l’influsso delle diverse ideologie dominanti (forte controllo centrale o delega a poteri
periferici; cura particolare o disinteresse), altra costante è rappresentata dai costi
elevati della produzione lirica e dalla conseguente insufficienza dell’esclusivo
sostegno finanziario pubblico.
La centralità del problema, ai fini della salvaguardia della qualità della capacità
produttiva dei Teatri Lirici e della loro stessa credibilità “istituzionale“, è stata messa
in evidenza tracciando il quadro della legislazione di ausilio e dei criteri che hanno
informato, fino ad oggi, il finanziamento pubblico.
In genere, i continui tagli apportati agli stanziamenti negli ultimi anni e la mancanza
sia di precise strategie negli investimenti di danaro pubblico, sia di obiettivi e criteri
reali per la verifica dei risultati raggiunti, hanno determinato una situazione di
precario assistenzialismo.
Gli orientamenti prevalenti, in tema di riforma, convergevano tutti sulla necessità di
snellire la struttura amministrativa dei Teatri Lirici precisando meglio competenze e
responsabilità nonché legando la loro gestione alla costante verifica dei risultati
rispondenti a parametri di produttività ed efficienza.
In ogni caso, le maggiori responsabilità ed incoerenza, sono state imputate al
legislatore che è intervenuto in grande ritardo con la tanto invocata riforma degli Enti
Lirici, trasformandoli in fondazioni di diritto privato.
Il Capitolo II analizza la struttura, l’organizzazione e la diffusione del Teatro Lirico
(Teatri di Tradizione, Lirica ordinaria, Circuiti lirici) nel territorio in cui si articola lo
Stato: Comuni, Province, Regioni, sottolineandone il ruolo strategico ai fini della
diffusione del Melodramma, della promozione dei giovani artisti (si fa riferimento ad
una esperienza concreta realizzata in una Provincia del Mezzogiorno: Foggia) e
della formazione del pubblico.
Sempre più le iniziative e gli eventi culturali presenti nella provincia italiana insieme
alla riscoperta della vocazione culturale di ciascun territorio, coinvolgono tutto il
tessuto sociale e registrano boom di presenze e di turisti.
Anche al Sud, per la stagione estiva, non si punta più soltanto sul mare e il sole ma
spesso si vive la lirica in piazza!
Il Capitolo III, a partire dalle novità introdotte dalla recente legislazione, prende in
considerazione gli strumenti più innovativi, oggi a disposizione, in primis, il fund
raising, al fine di mettere in atto efficaci strategie di cambiamento, in grado di
vincere le sfide del futuro.
Nella trattazione dei diversi argomenti, più volte è stato chiamato in causa l’art.9
della nostra Costituzione il quale consacra fra i Principi fondamentali della
Repubblica italiana la funzione di promozione pubblica della cultura e di tutela del
patrimonio artistico e storico della Nazione.
Di questo prezioso patrimonio fanno parte i Teatri Lirici.
“Abbiamo il dovere di sostenere la cultura e di valorizzarla con le risorse
necessarie… La Cultura è l’anima di un Paese, la sua linfa vitale: è coscienza e
conoscenza di sé e dell’ambiente in cui si vive, la cultura è la prima identità di un
popolo”. Queste le parole del Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi.
L’auspicio è che il “rilancio” dei Teatri Lirici possa rappresentare l’occasione propizia
per promuovere nel nostro Paese, la bellissima Italia, un progetto di sviluppo fondato
sull’arte, sulla cultura, sulla natura. che sostenga, con i mille turismi possibili, la
crescita e l’occupazione.

Tesi di laurea
Relatore: Barbara Lazotti
Studente: Maria Antonietta Monopoli
Anno accademico 2005-2006
Conservatorio di musica «L. Perosi» di Campobasso

Gli aggiornamenti della classifica del primo concorso di canto online indetto da questo blog li trovate sotto la testata Musicamore

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Gianni SocciQualche ora fa mi è stata comunicata la notizia della morte del mio maestro di canto: il basso Gianni Socci. Una persona speciale per me, che ero stata la sua prima allieva subito dopo aver lasciato la classe di un’altra insegnante con la quale c’era stata  totale incomprensione.
Con molta pazienza e tanto entusiasmo mi aveva fatto riacquistare la fiducia dopo un anno di studi negativo.
Mi teneva molto in considerazione e l’intesa creata aveva portato subito i suoi benefici.
Con altri compagni di classe era riuscito a mettere su un saggio di prima qualità, e il direttore del conservatorio aveva voluto premiarci facendoci mettere in scena l’opera con l’orchestra, nel palcoscenico che all’epoca ospitava le stagioni liriche cagliaritane: l’Auditorium annesso al Conservatorio e facendo in modo che la Radio RAI registrasse tutto l’evento.
Ricordo il giorno, alla fine dello spettacolo che, venuto in camerino per ringraziarci della grande soddisfazione che gli avevamo dato, non riusciva a trattenere le lacrime.
In seguito ci furono tanti altri scuccessi e soddisfazioni fino alla conclusione degli studi. Poi l’avevo perso di vista ma, ultimamente grazie a facebook, avevo ritrovato una mia compagna di classe la quale era in contatto con lui.
Avevo pensato di fargli una sorpresa e di andarlo a trovare.
Lui aveva una voce di basso-buffo, per cui il suo repertorio era principalmente quello di opere rossiniane e donizettiane e del ’700.

Aveva un sorriso contagioso e la sua voce ricordava il simpaticissimo timbro della voce di Alberto Sordi.
Ciao Maestro ti voglio ricordare come in questa foto-ricordo scattata alla fine di un concerto.

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Da tanti anni ormai vivo nella musica e in tutti questi anni ho accumulato una tale marea di spartiti che…o escono loro o esco io!

Purtroppo sono troppo affezionata a loro.

Sono un po’ come dei figli. Ognuno corrisponde ad un ricordo: gli studi al conservatorio con gli spartiti degli esami, concerti, opere , prime esecuzioni assolute ecc.

Molti di essi hanno anche tanti autografi anche molto importanti. Artisti con i quali ho avuto la fortuna di lavorare.

Fin dai primi anni di studio ho collezionato  autografi di artistiche venivano a visitare le classi di canto quando si trovavano nella mia città. per esempio il soprano Leyla Gencer che ha siglato il mio primo spartito .

Frugando ancora ho trovato anche quello di Rayna Kabaivanska, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Luciano Pavarotti, Uto Ughi,Bruno Canino, e Antonio Ballista, Lorin Maazel, della ballerina Carla Fracci e di attori come Arnoldo Foa’ e tantissimi altri più o meno conosciuti.

Ognuno è il ricordo di un periodo di studio e di concerti faticosi ma di grande soddisfazione .

Ho conservato insieme a loro anche molte recensioni soprattutto quelle positive, o quelle scandalosamente negative (forse non del tutto veritiere).

Beh! Diciamo che non ne posso accumulare di più, perchè liberarmene sarebbe doloroso ma aggiungerne sarà impossibile.

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