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Associazione Musicale Collegium Karalitanum 

Festival Internazionale corale di musica sacra 

Cagliari, 19 novembre – 2, 9 e 16 dicembre 2017

Sabato 16 dicembre l’esibizione del coro Collegium Karalitanum e

dei Tenores di Neoneli

 Un altro appuntamento attende Cagliari sabato 16 dicembre alle 20.30 nella Chiesa del Santo Sepolcro. Dopo il grande successo registrato finora nelle precedenti serate del Festival internazionale di musica sacra, partecipato e apprezzato da sempre più numerosi spettatori, si esibiranno il famosissimo e prestigioso Coro di Neoneli che non ha bisogno certo di presentazioni e dei padroni di Casa del Coro Collegium Karalitanum che in attività ininterrotta da 44 anni (è una formazione conosciuta ed apprezzata sia a livello regionale, nazionale ed internazionale) per questo Festival si presenta per la prima volta in veste rinnovata diretto da Carmine Dell’Orfano.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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L’Associazione Musicale Collegium Karalitanum presenta

Festival Internazionale corale di musica sacra 

Cagliari, 19 novembre – 2, 9 e 16 dicembre 2017  Torna a Cagliari il 19 novembre e il  2 e 9 e 16 dicembre 2017, nello splendido scenario della Chiesa del Santo Sepolcro, una delle rassegne corali più prestigiose e intense dell’Isola: il Festival Internazionale corale di musica sacra. A organizzarlo il Coro del Collegium Karalitanum di Cagliari, una delle formazioni corali sarde più antiche, conosciuto sia in Italia che all’Estero e oggi guidato dal Direttore artistico Carmine Dell’Orfano. Sfidando gravi difficoltà economiche dovute anche ai tagli alla “cultura”, specialmente quella musicale, che stanno mettendo in ginocchio tutti gli operatori culturali del settore e di conseguenza tutti i lavoratori che gravitano attorno, il Collegium ha deciso comunque di dedicare quattro giornate alla musica sacra con ospiti di alto livello.

 Il Festival si apre a Cagliari, domenica 19 novembre alle ore 20.30, nella chiesa del Santo Sepolcro, con l’esibizione di uno dei più prestigiosi cori dell’Est, il “Polifonica Chamber choir” di Minsk diretto da Pavel Shepelev, premiato nel 2018 dal ministero dell’educazione della Repubblica Bielorussa per il suo lavoro artistico, patriottico, civile. La Polifonica Chamber Choir ha avuto diversi riconoscimenti, come il terzo premio durante l’International Choir Competition a Derry, nell’Irlanda del Nord. Il Coro è stato ospite d’onore e ha partecipato al Karuizawa International Choral Festival in Giappone con concerti a Sakura e a Tokyo. Quest’anno ha vinto il terzo premio e la Medaglia d’Argento alla Competizione Internazionale di Milazzo, Sicilia, sotto la supervisione del famosissimo compositore e direttore lituano Vytautas Miskinis. Questa serata è organizzata in collaborazione con il Consolato onorario Repubblica Belarus in Cagliari.

La seconda serata vedrà protagonisti sabato 2 dicembre alle ore 20,30 nella chiesa del Santo Sepolcro uno dei cori più rappresentativi e blasonati del panorama corale isolano: il Coro Città di Olbia diretto da Antonio Delitala, con un programma incentrato sulla musica di Monteverdi. Il coro di Olbia ha un vastissimo repertorio che va dal canto gregoriano e dalla polifonia antica alla musica contemporanea. Insieme al proprio Gruppo strumentale e vocale realizza produzioni di opere del periodo barocco e romantico. Il direttore Delitala è oggi anche il direttore artistico della Scuola civica di musica di Olbia.

 Nella terza serata, sabato 9 dicembre, sempre nella chiesa del Santo Sepolcro, alle ore 20,30 si esibiranno i giovani del Coro Terra Mea diretto da Tiziana Puggioni – direttrice del Coro Giovanile sardo – in un ricco programma incentrato sulla musica popolare e la musica colta. Sempre in questa serata ci sarà una sorpresa per il pubblico di Cagliari con l’esibizione di Makika, chitarra classica preparata e un interessante esperimento di canto gutturale monodico. L’Associazione culturale Terra Mea, nata a Cagliari nel novembre 1997 dall’iniziativa di un gruppo di studenti universitari, si compone di una sezione canora e una coreutica indipendenti. Alla non marcata identità territoriale si affianca l’eterogeneità della formazione, con un afflusso dalle diverse micro-regioni dell’Isola.

Makika è invece un progetto musicale di Carlo Spiga che ha intrapreso un percorso di ricerca musicale nomade tra le radici più profonde dell’esperienza musicale, come il canto gutturale, la polifonia e le strutture ritmiche circolari, alla ricerca di un minimo comune denominatore tra musiche e contesti diversi. Il repertorio di Makika abbraccia diverse tradizioni musicali che vanno dalla Sardegna al centro dell’Asia, passando per l’Africa sub sahariana, includendo repertori moderni e contemporanei, reinterpretati in composizioni acustiche ed elettroacustiche. Makika porta allo stadio primigenio della sacralità, a quella “rudimentale tecnologia del sé”, fatta di piccoli gesti reiterati e di vocalità alterate.

Il Festival Internazionale corale di Musica Sacra si concluderà sabato 16 dicembre alle ore 20,30 sempre nella chiesa del Santo Sepolcro, con l’esibizione del famosissimo e prestigioso Coro di Neoneli e dei padroni di casa del Collegium Karalitanum, che in una nuova veste, diretti dal mastro Carmine dell’Orfano, proporrà un nuovo e originale repertorio del ‘900.
Il Coro di Neoneli, 
attivo dal 1976, è la più vecchia formazione di canto a tenore, e ha portato questa specialità in tutta Italia. Ha collaborato con artisti di calibro nazionale e internazionale (Guccini Ligabue, Elio delle Storie Tese, Baccini, Branduardi, la PFM, Giovanna Marini, i Chieftains, Arild Andersen, Paolo Vinaccia, Tore Brunborg…). Vanta un repertorio che spazia dal rinascimentale al contemporaneo, dal jazz all’etnico. Ha collaborato alla realizzazione di 4 CD e preso parte a numerose e importanti Rassegne e Festival nazionali ed internazionali

 L’ingresso ai concerti è libero

Per informazioni: www.collegiumkaralitanum.it

cell. 3406589338/3476370206

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La serata di ieri, a Cagliari  è stata caratterizzata da un grande numero di avvenimenti culturali importanti. Ho dovuto scegliere optando per  due particolari eventi: il concerto corale del Collegium Karalitanum presso la casa di riposo “Vittorio Emanuele II, e il concerto del pianista Ivan Dalia che si è esibito a favore dell’ABC (Associazione bambini celebrolesi) di cui parlerò in un secondo post.

Il Coro polifonico Collegium Karalitanum è in una fase di riassestamento e di rilancio dopo il cambio della dirigenza artistica. Attualmente ha preso le redini in mano il maestro Carmine dell’Orfano mentre la preparazione vocale è affidata al maestro Alessandro Raffa. 

Ho trovato un coro nuovo, pieno di entusiasmo. Tra i  coristi c’è anche il pendolare che per essere presente alle prove percorre 100 chilometri tre volte a settimana. In poco più di un anno il maestro Dell’Orfano ha lavorato sodo per forgiare un coro formato per l’80% da persone che non avevano mai fatto parte di una polifonica. Trovare la fusione, la vocalità adatta, l’intonazione, gli attacchi e le chiuse a tempo, non è cosa facile e lui invece, con molta pazienza  ci sta riuscendo bene mettendo su un nuovo e originale repertorio .

Ieri sera il Collegium Karalitanum, in questa nuova formazione, si è esibito nella casa di riposo di Terramaini dove gli anziani ospiti, ancora una volta hanno mostrato di gradire il regalo. Un regalo che gli ARTISTI PER IL SOCIALE (gruppo di facebook di artisti volontari) ormai con cadenza quasi settimanale, regala a chi ha bisogno di un po’ di conforto e distrazione da una vita di dolore e solitudine.

Il repertorio è caratterizzato da brani in prevalenza sacra di autori e arrangiatori sardi. Uno degli ospiti ultranovantenni ha messo in evidenza di come fosse importante valorizzare i nostri talenti isolani.

Si è passati da brani di Pietro Allori ad Antonio Sanna, ma anche  Duruflè, Bettinelli e Correggia. Di particolare interesse è stata l’Ave Maria di Edward Elgar accompagnata all’organo dal maestro Massimiliano Virdis organista e fisarmonicista. Ed è proprio con la  fisarmonica che il maestro Virdis ha voluto concludere in allegria la serata .

Chi vorrà potrà ascoltare il Coro del Collegium Karalitanum in occasione del Festival Internazionale di Musica Sacra  . Vedi Locandina a fondo pagina.

Di seguito un piccolo videodocumento


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Io e Onofrio ci conoscevamo da 60 anni…” con queste parole il direttore d’orchestra Sandro Sanna ha aperto la serata dedicata al suo amico fraterno Onofrio Figliola, stimato musicista, che ci ha lasciato inaspettatamente un mese fa. “La nostra amicizia è iniziata da bambini e proseguita fino alla fine, con la complicità della musica..  Non ci siamo mai persi di vista  e ogni anno , in occasione dei reciproci compleanni ci sentivamo telefonicamente  ricordando i bei tempi andati, ma l’ultima telefonata – ricorda Sandro Sanna – non mi era piaciuta. Lui non parlava mai dei problemi di salute e qui lo aveva fatto, un brutto presentimento..

Eravamo davvero in tanti ieri sera, all’Auditorium del Conservatorio di musica, per omaggiarlo. C’erano tanti amici, colleghi e parenti. Sua figlia Emanuela in primis che a fine concerto ha ringraziato il direttore e le formazioni corali del Collegium Karalitanum   Polifonica karalitana con l‘ensamble di fiati che uniti hanno eseguito il Requiem di Faurè in un originale arrangiamento dello stesso Sanna. Un Requiem a cui Onofrio era particolarmente legato e che in questa occasione è stato impreziosito da un cammeo: l’ensamble vocale Kor che ha sostituito (con un ulteriore arrangiamento questa volta di Manuel Cossu) le parti solistiche. Onofrio aveva a cuore questa formazione perchè alcuni di loro hanno iniziato a fare musica corale proprio grazie a lui quando, per un lungo periodo prese in mano la direzione del Coro Universitario Musicale. Così lo ricorda Barbara Crisponi componente dei Kor: “ Ho conosciuto il Maestro Figliola nel ’93, quando ho fatto l’audizione per il coro delle voci bianche per la stagione concertistica del teatro. Lo conoscevo solo di vista, come docente,  invece poi da lì è diventato “ Il mio maestro di coro”, prima appunto nel coro di voci bianche, e poi per un altro po’ di anni col Cum  

Onofrio amava il jazz e quando ne aveva l’occasione si cimentava in arrangiamenti. I miei ricordi artistici di lui risalgono agli anni in cui diresse il Coro del teatro lirico. Aveva creato all’interno di esso, una formazione corale femminile che si esibiva soprattutto nelle scuole e in spazi inusuali diversi dal teatro. Il repertorio era arricchito anche da qualche brano jazz che lui aveva arrangiato per voci femminili.

Era burbero e ironico  contemporaneamente. Chi non lo conosceva bene poteva rimanere ingannato dal suo aspetto severo che invece nascondeva  un grande senso dell’umor. Tanti cagliaritani  ricorderanno quanto fossero divertenti i suoi doppiaggi in dialetto, dei  film di Perry Mason, dove  interpretava il ruolo dell’avvocato Perra. Erano gli anni della nascita dell’ emittente privata Videolina, metà anni 70, con la quale collaborava.

Di seguito un  video-documento della serata


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Cristina Melis Elisabetta Scano

Un successo annunciato quello di ieri, per l’evento dedicato al maestro Gustavo Melis a 30 anni dalla sua scomparsa. La chiesa di Sant’Anna a Cagliari, era gremita e molte persone pur di assistere  hanno trovato posto in terra ai lati della navata centrale. Il concerto comprendeva Lo Stabat Mater di Pergolesi e il Requem di Faurè . Ad eseguirlo sono stati due cori storici cagliaritani: il Collegium Kalaritanum e la Polifonica Karalitana preparati rispettivamente dai maestri Carmine dell’Orfano e Gianfranco Deiosso.

Elena Schirru Nicola Ebau

Le voci solistiche erano quelle di due artiste cagliaritane: il soprano Elisabetta Scano e il mezzosoprano Cristina Melis, per lo Stabat Mater ,invece per il Requiem ,il soprano Elena Schirru e il baritono Nicola Ebau.  Ad accompagnare i complessi vocali c’era l’Orchestra Kamerata Karalis   diretta dal maestro Sandro Sanna.

Per l’occasione il Requiem di Faurè è stato eseguito in una emozionante versione per Arpa e Organo con Paloma Tironi e Francesca Ajossa.

Fra un brano e l’altro, il vescovo Arrigo Miglio è intervenuto per una breve riflessione sulla Pasqua.

La serata è stata presentata dal giornalista Giacomo Serreli

L’EVENTO è stato organizzato anche grazie alla preziosa collaborazione del LIONS CLUB CAGLIARI SAINT REMY per raccogliere fondi  da destinarsi  alla nuova Casa di accoglienza della Caritas in via Santa Croce.

La  cronaca fotografica è di Stefano Anedda.

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Cristina Melis mezzosoprano

Gustavo Melis è stato un maestro di canto, il mio, ma anche quello di tanti altri artisti che dopo un diploma hanno deciso di perfezionare la tecnica con lui. Il M° Melis era un vero artigiano della voce. Trattava lo strumento vocale con grande cura e proprio per questo motivo molti artisti si rivolgevano a lui per poter “aggiustare” qualche cosa che stava andando fuori binario. E’ stato il primo maestro di tantissimi artisti che poi hanno preso il volo in teatri internzionali come il contralto Bernadette Manca di Nissa, il soprano Paoletta Marroccu e il soprano Rossella Ragatzu tanto per citarne alcuni.

A 30 anni dalla sua scomparsa, Cagliari vuole ricordarlo con un concerto sinfonico corale dove fra le interpreti ci sarà anche sua figlia Cristina, apprezzato mezzosoprano oggi in carriera.

Il maestro Gustavo Melis è stato anche un ottimo maestro di coro (diresse per un periodo anche il coro del Teatro Lirico di Cagliari), in particolare portò in auge il coro del Centro Universitario Musicale  col quale partecipò alle più importanti competizioni internazionali vincendo diversi premi.

Domenica 9 aprile, alle ore 20,30, nella Chiesa Collegiata di Sant’Anna in via Azuni a Cagliari, sarà eseguito lo STABAT MATER, una delle ultime opere di Giovanni Battista Pergolesi per soprano, contralto e orchestra e il monumentale Requiem di  Gabriel Faure’ per soprano, baritono, coro e orchestra . Tra i protagonisti, oltre alla citata Cristina Melis ci sarà il soprano Elisabetta Scano, il soprano Elena Schirru, il baritono Nicola Ebau;  la classe di fiati del Conservatorio di musica di Cagliari, l’Orchestra Kamerata Karalis e due dei più antichi cori cagliaritani: il Coro Collegium Karalitanum e la Polifonica Karalitana ancora insieme dopo il grande successo del precedente concerto in cui fu eseguito il Gloria di Vivaldi.

La direzione sarà affidata al maestro Sandro Sanna che per questa occasione si avvale di una sua innovativa ed accattivante trascrizione per fiati, organo, arpa e contrabbasso.

Il Concerto verrà introdotto dalle riflessioni di Mons. Miglio in preparazione alla Pasqua.

L’EVENTO è stato organizzato anche grazie alla preziosa collaborazione del LIONS CLUB CAGLIARI SAINT REMY

L’ingresso a offerta libera servirà per raccogliere fondi  da destinarsi  nuova Casa di accoglienza della Caritas in via Santa Croce.

 

 

 

 

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Il Festival Internazionale Corale di Musica Sacra, ideata e promossa dal Coro dell’Associazione Musicale Collegium Karalitanum, con  il contributo della Regione Sardegna ed il patrocinio del comune di Cagliari, della Fersaco e della Feniarco offre anche quest’anno, anche se con mille difficoltà economiche,  un programma ricercato, vario e interessante che sicuramente saprà appassionare il numeroso pubblico cagliaritano che ha sempre seguito con grande affetto il Festival diventato ormai un appuntamento irrinunciabile della Città di Cagliari.

Vorrei ringraziare prima di tutti il nuovo direttore artistico Carmine dell’Orfano che anche se da pochi mesi alla guida dell’Associazione ha saputo dare preziosi e competenti consigli sulla sua realizzazione; ringrazio ancora tutti i cori partecipanti l’ensemble genovese Equivoci, il Coro dell’Associazione G. Rossini di Sassari, il Coro Caterina Cittadini di Portoscuso e l’ensemble Jnsulae Ichnussae Juvanes voces (Coro giovanile del complesso vocale di Nuoro) che si esibiscono per la prima volta a Cagliari; i direttori Clara Antoniciello, Mariano Garau, Franca Floris , Don Marco Lai che con grande entusiasmo e generosità ci ospita nella Chiesa del Santo Sepolcro e la Caritas diocesana per la raccolta spontanea di fondi a favore dei terremotati.

                                                                                              Ignazio Picciau 

                                                           Presidente Associazione Musicale Collegium Karalitanum

 PROGRAMMA

Con grande gioia  ho accettato l’incarico di occuparmi della direzione artistica del Festival di Musica Sacra che si terrà quest’anno. Un festival che per tradizione, continuità e progettualità fa ormai parte del patrimonio culturale della città di Cagliari.

Tre sono i concerti che si terranno i giorni 9-10 e 17 dicembre nella Chiesa del Santo Sepolcro, sede ormai storica del Festival, concerti molto diversi tra di loro sia per le formazioni che si esibiranno che per i programmi che verranno eseguiti.

Il primo concerto è tenuto dall’ensemble “EquiVoci”, un quintetto vocale genovese, che nel nostro caso è diventato un sestetto, costituito da cantanti  che nonostante la giovane età posseggono un importante curriculum: classificatisi ai primi posti nei concorsi corali, nazionali e internazionali, a cui hanno partecipato hanno fatto parte anche del Coro Giovanile Italiano.

Presentano un programma molto ricco e vario sia storicamente che geograficamente, eseguendo brani composti tra il 1500 e il 2000, e appartenenti a diverse tradizioni europee.

Nel secondo concerto, tenuto dal Coro G. Rossini di Sassari, tra le realtà corali più importanti in Sardegna avendo vinto prestigiosi concorsi corali e cantato in rassegne anche internazionali, verrà presentato un repertorio sacro quasi esclusivamente contemporaneo di compositori soprattutto del nord Europa dove si è sviluppata una corrente di pensiero musicale che ha avuto un’importante sviluppo in tutto il mondo.

L’ultimo concerto vedrà alternarsi tre cori di recente formazione: il Coro Caterina Cittadini di Portoscuso, specializzato nella musica sacra è diretto dal compositore Mariano Garau, le cui opere di musica sacra vengono eseguite in tutto il mondo. Il Coro “Insulae Ichnussae Juvenes Voces” , sezione giovanile del prestigioso e pluripremiato Complesso Vocale di Nuoro diretto da Franca Floris, eseguirà brani natalizi con particolare attenzione alle diverse tradizioni europee e il “Coro Mani Bianche” diretto da Stefania Coccoda alla prima esibizione in un festival corale.

Si tratta di un coro costituito da persone sorde che la grande passione per la musica li ha aiutati a superare difficoltà e modi di pensare comuni e raggiungere un importante obiettivo.

Con questo Festival abbiamo cercato di offrire un panorama della musica corale sacra, nello specifico dedicata al Natale, per conoscere insieme a voi come la musica, nei suoi diversi sviluppi, ha celebrato la nascita di Cristo.

                                                                                              Carmine Dell’Orfano

direttore artistico

                                   

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Ho eseguito tante volte  il Requiem di Mozart, lo stesso  che mi affascinò   quando lo ascoltai per la prima volta nel film “Amadeus”. Da allora ogni esecuzione è stata commovente. Emozione pura nel “Dies irae”, il “Kyrie”, il “Confutatis” e lo struggente “Lacrymosa”. In particolare quest’ultimo brano  è stato colonna sonora di tanti momenti drammatici del nostro teatro cittadino, delle nostre manifestazioni di lotta per salvaguardare il posto di lavoro.

La Messa da Requiem di Mozart è una composizione di una bellezza cupa e solare che non ha eguali (secondo me) nella storia della musica sacra. Ascoltare il Requiem è come salire sulla carrozza delle montagne russe tanto riesce a condizionare gli stati d’animo degli ascoltatori.

In questo Requiem sia i passaggi più impetuosi che  quelli più pacati non fanno mai calare l’attenzione in chi l’ascolta .  Non so dire se una messa abbia una valenza culturale come contenuti, ma la qualità di questo Requiem è fuori d’ogni dubbio. Non lo vedo scritto con il cervello ma con il cuore, con la passione. Il risultato di ciò è una composizione che mi commuove e spaventa, non mi annoia mai e non mi stanco mai di ascoltarla.

In questi giorni ci sarà l’opportunità di ascoltarlo ancora eseguito da una formazione corale storica di Cagliari: il Collegium Karalitanum con l’orchestra dell’associazione “Incontri musicali“( che è anche organizzatrice dell’evento). Le due formazioni saranno dirette dal maestro Giacomo Medas. L’attore Gianluca Medas invece guiderà il pubblico all’ascolto.

I solisti vedono in prima linea il soprano Elisabetta Scano, (anche preparatrice vocale del coro del Collegium Karalitanum), il mezzosopranoTiziana Pani, il tenore Marco Puggioni e il basso Nicola Ebau.

Sabato 11 giugno ore 21,30 a Sestu, Chiesa di San Giorgio; Domenica a Cagliari ore 21 chiesa di Sant’Eulalia.

 

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In occasione delle festività pasquali l’ Associazione Incontri Musicali, in collaborazione con l’Associazione Collegium Karalitanum ,  quest’ anno propone un ricco ed interessante cartellone  .

Si comincia il 28 marzo a Gonnesa, e il 29 a Cagliari con il Coro Collegium Karalitanum, e la Cappella musicale Pietro Allori.

Fiore all’occhiello di questa rassegna è la straordinaria partecipazione dell’attore Gianmarco Tognazzi, che sarà l’interprete di una originale “Passione di Cristo” a metà tra teatro e musica. E’ un omaggio Pietro Allori. I due cori saranno diretti da Mariano Garau e Giacomo Medas  .

Di seguito tutta la locandina della rassegna.

Pietro Allori nacque il 18 maggio 1925 a Gonnesa, piccolo centro nella Sardegna sud-occidentale a vocazione mineraria, attualmente in provincia di Carbonia-Iglesias. Ultimo di sei figli di Ranieri Allori, capocantiere nella miniera di Seddas is Modditzis, Pietro Allori studiò nel seminario regionale di Cuglieri. Divenuto sacerdote nel 1951, fu viceparroco a Gonnesa fino al 1954. Trasferitosi in seguito nella vicina Iglesias (ove restò fino alla sua morte, sopravvenuta il 31 marzo 1985), vi divenne nel 1955 maestro di cappella della cattedrale. Nominato canonico nel 1966, don Pietro Allori svolse, accanto alle mansioni di responsabile della musica liturgica della cattedrale di S. Chiara a Iglesias, il compito di vicecancelliere presso la curia di questa stessa diocesi.

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Associazione Musicale Collegium Karalitanum

Cagliari, 6- 7 e 8 dicembre 2014 – ore 20,30

Chiesa del Santo Sepolcro – Cagliari

 Ritorna a Cagliari nello splendido scenario della Chiesa del Santo Sepolcro il 6, 7 e 8 dicembre 2014 una delle rassegne corali più prestigiose e intense della nostra regione; organizzato dal Coro del Collegium Karalitanum di Cagliari in collaborazione con Incontri Musicali sfidando gravi difficoltà economiche che con i tagli alla “cultura”, specialmente quella musicale, stanno mettendo in ginocchio tutti gli operatori culturali del settore e di conseguenza tutti i lavoratori che gravitano attorno.

Il Festival si apre a Cagliari, sabato 6 dicembre alle ore 20.30, nella chiesa del Santo Sepolcro, con un omaggio al Complesso vocale di Nuoro diretto da Franca Floris che festeggia quest’anno il trentennale della sua fondazione. Il Festival continua domenica 7 dicembre sempre alle 20,30 con l’esibizione dei padroni di casa del Coro Collegium Karalitanum diretto da Giacomo Medas e del Coro Melchiorre Murenu di Macomer di diretto da Francesco Vacca Baldus in un concerto di ricerca e di approfondimento della musica popolare della Sardegna

Il Festival Internazionale corale di Musica Sacra si concluderà infine lunedì 8 dicembre alle ore 20,30 sempre al Santo Sepolcro, con l’esibizione dello straordinario e prestigioso Gruppo vocale spagnolo Quartet Mèlt di Barcellona che ci delizierà con un repertorio improntato sulla musica antica, moderna e una rivisitazione della musica popolare spagnola.

L’ingresso ai concerti è libero.

 

Per informazioni:

www.collegiumkaralitanum.it

cell. 3406589338

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 In occasione del Giovedì Santo il coro polifonico Collegium Karalitanum terrà un concerto diretto dal maestro Giacomo Medas, nella chiesa di Sant’Eulalia a Cagliari.

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Venerd’ 21 fabbraio, alle ore 20 nella Basilica Magistrale Santa Croce a Cagliari si terrà un concerto del coro Collegium Karalitanum diretto da Giacomo Medas, in onore della Beata Maria Cristina di Savoia.

Ma chi era Maria Cristina?

Era figlia secondogenita di Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824), re di Sardegna tra il 1802 e il 1821,  e di Maria Teresa d’Asburgo-Este (1773-1832). Quindi pronipote per linea materna di Maria Teresa d’Austria e per linea paterna di Filippo V di Spagna.

Il re di Napoli,  Francesco I di Borbone, l’aveva presa in considerazione come possibile sposa per il proprio figlio Ferdinando, futuro re Ferdinando II, insieme ad altre candidature. Sembra che già dal 1817 si fosse pensato a un’unione, quando Ferdinando aveva appena sette anni e lei cinque.

Ferdinando si affezionò all’idea delle nozze, ancor prima di salire sul trono nel 1830; ma vi erano perplessità da parte della madre di lei,  per le notizie poco rassicuranti sulla salute del principe napoletano, che soffriva di attacchi di epilessia. Ferdinando poteva però contare sull’appoggio di Carlo Alberto, a sua volta re di Sardegna dal 1831. Alla fine, dopo tante trattative diplomatiche, ma soprattutto dopo la morte della madre, Maria Cristina, pressata da Carlo Alberto e dal confessore della defunta genitrice, padre Terzi,  vinse gli scrupoli religiosi per il matrimonio e accettò. Aveva detto più volte di preferire alle gioie e alle pompe del mondo il ritiro nel chiostro e la pace del cuore, specie dopo la morte della madre.

Finalmente, il 21 novembre 1832, avvenne a Genova il rito religioso. Le cronache del tempo narrano che per tutta la cerimonia la bella e soave Maria Cristina tenne un contegno perfetto a tal punto da meritare l’elogio che il giovane conte Camillo Benso di Cavour le dedicò in una lettera.

Contrariamente a quanto in seguito si disse, soprattutto quando montò la propaganda risorgimentale contro i Borboni, l’unione fu felice. Certo, il carattere dei due era diverso: timida e riservata lei, esuberante e vitale lui, ma in un certo senso si completavano a vicenda. Grazie alla sua influenza, il re incrementò il suo impegno per le opere di carità verso i più sfortunati.  Da parte sua la re

gina, con la sua grazia e con la sua generosità, aveva completamente conquistato il popolo di Napoli, facendone, in seguito,

 un convinto assertore della sua santità.

Nel pomeriggio di giovedì 2 maggio 2013, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante un miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia.

A fine gennaio la solenne beatificazione, partecipata da oltre duemila fedeli, presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli.

 Fra le tante cose sarà realizzato anche un film-documentario che vedrà protagonista, nella parte di Maria Cristina, la nostra conterranea Claudia Tronci, danzatrice, attrice e conduttrice televisiva.

foto di Luigi Desogus

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La Misa Criolla per omaggiare Papa Francesco

Mozart e Ramirez a Sant’Eulalia

soprano Elisabetta Scano

La Misa Criolla è la messa più popolare ed eseguita al mondo in forma concertistica. Letre formazioni (di grande prestigio del panorama musicale nazionale ed internazionale) l’Orchestra del Conservatorio di Musica di Cagliari, il Coro Collegium Karalitanum e il Grupo Machapu daranno vita a voci e ritmi con strumenti e forme musicali tipiche dell’America Latina per una straordinaria “Misa” cantata che è già stata eseguita ed applaudita recentemente con grande successo a Cagliari e Quartu.

L’opera è una splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folklorica, ed è unica nel suo genere. In essa i ritmi e la tradizione ispano americana si intrecciano con i temi della tradizionale messa religiosa. Composta nel 1963, è stata concepita da Ramirez come un’opera per solisti, coro e orchestra, espressione di forme musicali puramente folkloriche caratterizzate dalla presenza di strumenti e ritmi tipici della tradizione popolare latino americana.

                   La Missa Criolla è la messa più eseguita al mondo ed stata incisa dai più grandi cantanti ed ha venduto più di 30 milioni di dischi.

L’ingresso al concerto è libero.

Sabato 28 settembre 2013

ore 20,30

 

Chiesa di Sant’Eulalia

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UN GRANDE REQUIEM PER RICORDARE LA CAGLIARI BOMBARDATA

L’opera di Cherubini con il Coro Collegium Karalitanum e l’Orchestra Incontri Musicali

La maestosità e la bellezza del Requiem in do min. di Cherubini, due prestigiosi interpreti della musica isolana il Coro Collegium Karalitanum e i professionisti dell’orchestra Incontri Musicali diretti da Giacomo Medas, la spendida cornice della chiesa di Sant’Eulalia è nasce l’evento,  organizzato dalla Vicaria della Cattedrale di Cagliari e dalla parrocchia di Sant’Eulalia, sabato 11 maggio alle ore 21,00  per l’ultima serata di Sonus de Atongiu 2013 – Concerti di Pasqua (organizzata da Incontri Musicali in collaborazione con Collegium Karalitanum) con il patrocinio della Regione, della Provincia e del Comune di Cagliari,  per ricordare il 70° anniversario dei bombardamenti sulla città di Cagliari.

La famosissima opera che Cherubini scrisse nel 1815 per ricordare la morte del fratello del re francese Luigi XVIII fu molto apprezzata da Beethovem Schumann e Berlioz tanto che venne eseguita proprio ai funerali di Beethoven.

Il Coro Collegium Karalitanum sulle scene da circa 40 anni è una delle formazioni sarde più apprezzate anche fuori della Sardegna e vanta numerose presenze in importanti Festival e manifestazioni internazionali (Barcellona, Neuchatel,  Arezzo, Calceranica al Lago, Santa Margherita Ligure, Garlenda, Roma, Embrun, Siena, Parigi, Principato di Monaco e Camera dei Deputati) ed il suo Festival internazionale corale di Musica sacra che si tiene annualmente a fine novembre è molto apprezzato e ricercato da prestigiosi cori internazionali.

 Le manifestazioni per ricordare i giorni dei bombardamenti a Cagliari cominciano sabato alle 20 sempre nella chiesa di Sant’Eulalia con l’inaugurazione della mostra fotografica e alle ore 21 il Requiem di Cherubini; lunedì 13 maggio sempre nella chiesa di Sant’Eulalia alle 16,30 Tavola rotonda coordinata dal Prof. Pasquale Mistretta  e dopo i saluti di Don Marco Lai e di S.E. Mons. Arrigo Miglio daranno la loro testimonianza numerose personalità che hanno vissuto il tragico evento.

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Anche io voglio  dare il benvenuto al nuovo Papa Francesco I,  Jorge Mario Bergoglio, argentino, 76 anni, gesuita, 266 esimo Pontefice, e glielo voglio dare con questo Gloria eseguito dal gruppo Machapu col Collegium Karalitanum diretto da Giacomo Medas  , estratto dalla  Misa Criolla di Ariel Ramirez .

La “Misa Criolla” è una messa per tenore, coro misto, percussioni, tastiera e strumenti andini. Splendida sintesi tra musica sacra, popolare e folklorica, la “Misa Criolla”, che è stata composta nel 1963, è unica nel suo genere: in essa i ritmi e la tradizione  ispanoamericana si intrecciano con i temi della tradizionale messa  religiosa


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Il Festival Internazionale corale di musica sacra, è giunto quest’anno alla 35 edizione, (prima aveva come titolo Incontri polifonici) ed è il fiore all’occhiello dell’Associazione Musicale Collegium Karalitanum.

Ogni anno, con grande sacrificio sia economico che organizzativo, l’associazione regala agli spettatori, che  gremiscono le serate, spettacoli di alto livello.

Durante tutti questi anni si sono esibiti i più grandi cori isolani:  I Cantori della Resurrezione diretti da Don Antonio Sanna, il Complesso vocale di Nuoro diretto da Franca Floris, il coro polifonico di Olbia diretto da Antonio Delitala, la corale Rossini di Sassari diretta da Clara Antonicello, l’Ensemble ricercare diretto da Riccardo Leone e tante altre valide compagini isolane.

E ancora, i più prestigiosi cori nazionali e internazionali tra i quali  I Cantori del Mattino di Parma, l’ Esperimenta Vocal Ensemble (Arezzo) diretto da Lorenzo Donati, il  Gruppo vocale Ronde (Roma)  diretto da  Giovanni Rago,l’Insula Dulcamara ensemble (Bologna)  diretto da  Michele Napolitano, il Complesso vocale Solensemble di Torino, The ring Around Vocal Quartet, e come non ricordarsi della grande emozione per le circa 800 persone che hanno gremito la Chiesa di Sant’Eulalia durante l’esibizione del Sacro coro delle Monache del Convento Di San Nicolaj di Korodok (Ucraina) che dirette da Igumena Micaela hanno emozionato pubblico e stampa in un evento forse irripetibile, oppure le Svizzere dell’Ensemble Hortensia fino agli spagnoli  del Grupo vocal In Hora Sexta che proprio l’anno scorso ci hanno deliziato con la musica di grandi autori polifonici spagnoli.

 

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Per il fine settimana voglio proporre a tutti gli appassionati di musica corale (ma non solo), un originale concerto che vedrà  insieme Il Grupo Machapu e il Collegium Karalitanum diretti dal Maestro Giacomo Medas .

Essi, eseguiranno ancora una volta la Misa Criolla di Ariel Ramirez in una delle cornici più belle della città di Cagliari, la Basilica Paleocristiana di San Saturnino, recentemente riaperta al pubblico.

L’evento è promosso e patrocinato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Cagliari.

Domani, sabato 13 ottobre ore 19,30


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In tanti vogliono conoscere la mia vita d’artista, il mio curriculum di cantante. Effettivamente non l’ho mai pubblicato se non in occasione di qualche concerto. E allora vi racconto.

Avevo 3 anni quando ho pensato che da grande il mio lavoro sarebbe stato quello di cantare. Alla scuola materna le suore mi sopportavano a fatica. Cantavo a squarciagola, sempre, e per farmi smettere mi sedevano sopra un armadietto. Io terrorizzata  dall’idea di cadere mi bloccavo.

Quando mio padre veniva a riprendermi e non mi trovava nella classe con gli altri bambini, sapeva dove trovarmi.

Quell’anno, e lo ricordo bene, per Natale ricevetti un pianofortino di legno, piccolo, per la mia misura, con tanto di sgabellino. Una vera passione perchè finalmente, oltre che cantare potevo, a modo mio, accompagnarmi come vedevo in TV.

Alla scuola elementare la maestra mi chiamava la “canterina” e mi faceve sempre intonare il canto d’inizio della giornata.

Alle scuole medie ho cominciato a strimpellare la chitarra, prima spiando mio fratello maggiore e poi seriamente, nel senso che mi sono presa la briga di capire come si suonasse. Con un libretto, imparai da sola gli accordi. Allora si, che riuscivo ad accompagnarmi! Passavo serate intere a cantare Battisti, Celentano, Iva Zanicchi, Mina, trascinando nella mia passione le amiche più care. Ma poi subentrò l’impegno ecclesiale. Come tanti cantanti anche io ho cominciato in chiesa con le canzoni per la messa e gli spirituals.

 Inizialmente presi parte al coro fondato da alcuni giovani studenti  del conservatorio. Quando questi lasciarono (dopo circa un anno) fui io a proseguire con chi rimase, compresi i bambini della parrocchia .  Avevo  14 anni e in me si stava sviluppando un’altra passione: insegnare . Insegnavo  le canzoni per la messa e anche  ad accompagnarsi ognuno con la propria chitarra con semplici accordi. Molti volevano lezioni extra ed io, al modico prezzo di mille lire l’ora, impartivo lezioni a casa . Con i primi soldi guadagnati potei comprarmi finalmente una chitarra classica.

Durante le feste di Carnevale in parrocchia feci le mie prime esibizioni pubbliche accompagnata da un complessino: I Nuovi Lord.

Mio padre voleva iscrivermi al Conservatorio di Musica, ma non sapeva che per entrare bisognava affrontare un esame preliminare con pre iscrizione e perciò fu costretto ad iscrivermi in un Istituto Tecnico rimandando questa scelta a data futura.  In questo tempo però ho continuato a studiare da autodidatta e ad esibirmi in prevalenza durante riti religiosi  feste scolastiche e sagre  paesane.

Una volta diplomata mio padre mi iscrisse finalmente al Conservatorio: superai  brillantemente due selezioni: canto e chitarra classica. Ma dovetti sceglierne una: il canto, che non era leggero ma lirico. Continuai per  quasi un anno a studiare contemporaneamente chitarra classica da  uditrice col maestro Pappalardo e frequentando oltre al canto, pianoforte, solfeggio , anche gli studi universitari. Ma ad un certo punto dovevo scegliere definitivamente una strada, e il canto prevalse. Fui classificata come voce di soprano.  La lirica non era per me un mondo sconosciuto. Mio padre l’ascoltava sempre nel pomeriggio, alla radio e sui suoi dischi in vinile ed io lo seguivo.

Contemporaneamente a quell’iscrizione conobbi degli amici che facevano parte di un coro polifonico: Il Collegium Musicum Karalitanum diventato in seguito Collegium Karalitanum.

Le mie giornate erano piene come uova (un detto famoso di una cara amica arpista) e fra chiesa, scuola, e coro polifonico, credo che le ore in cui non usavo la voce fossero davvero poche. Ecco quindi che cominciano i primi concerti corali, le prima trasferta all’estero, in cui ho potuto esibirmi anche come solista, e cominciarono anche i primi saggi in Conservatorio.

I miei compagni di allora erano Rosy Orani, Mario Luperi,  Annamaria Lai , Valeria Podda ma anche Francesco Musinu  e Giusy Devinu.

Ho un ricordo molto tenero del mio primo vero insegnante (con la prima non ci fu intesa anzi, grazie agli scontri con lei, prevalse il mio desiderio di sperimentare autonomamente la tecnica vocale  trasmettendo le mie scoperte a tanti amici che mi seguivano) Il maestro Gianni Socci, morto due anni fa,  ebbe subito grande fiducia in me. Ero sempre presente alle lezioni mie e a quelle dei compagni. Mi piaceva ascoltare, discutere e scoprire anche attraverso gli altri cose nuove sulla tecnica vocale.  Lo ascoltavo per ore nei suoi racconti teatrali. Mi raccontava di qualche sua collega che aveva la voce  sul genere della mia. Mi ricordo che al terzo anno di canto volle farmi esibire quale protagonista dell’operina di Mozart  Bastiano e Bastiana con altri due compagni. Il direttore del Conservatorio, il maestro Nino Bonavolontà, davanti alla proposta del mio maestro ci volle audizionare ed entusiasta  volle realizzare lo spettacolo inserendolo in una programma di lunedì musicali registrati da RADIO 3 RAI. La mia insegnante di Arte Scenica, la signora Maria Boninsegna, faticò non poco ad insegnarci le parti recitate senza inflessione regionale. Ma fu un vero trionfo. Indossai il mio primo costume di scena, la mia prima parrucca. Ad appena 20 anni, si stava realizzando un sogno: cantare in palcoscenico accompagnata da un’orchestra vera, in un palcoscenico vero con scene e costumi, e il tutto trasmesso in diretta alla Radio.

Mi tremavano le gambe dietro le quinte, , non volevo più entrare. Mi dissero che il teatro era pieno (in quel teatro allora si svolgevano le Stagioni liriche) In breve tempo mi passò per la testa tutta la mia vita e ripetevo dentro me chi me lo lo avesse fatto fare.

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Concerto S.Carlo 1975

Tante volte ho pensato di scrivere questo post e altrettante volte non ci sono riuscita perchè sempre colta da emozione. Ricordare l’associazione musicale del Coro polifonico Collegium Karalitanum significa per me ripercorrere qualche decennio  della mia vita a ritroso.

Il coro, gli amici, la sede sono stati  la mia seconda casa, la mia seconda famiglia. Insieme abbiamo gioito di tanti successi e insieme superato anche tanti momenti difficili. Questo coro mi ha visto nascere come artista. E’ qui che ho eseguito il mio primo brano da solista! Lo ricordo ancora, era la Berceuse Malgache. Che emozione quel giorno! Tremavo come una foglia ma allo stesso tempo l’applauso del pubblico, che ricordo numerosissimo, è stato davvero appagante . E come dimenticare la nostra prima trasferta all’estero! Eravamo tutti giovanissimi e ogni disagio di quel viaggio era per noi un grande divertimento.

Ignazio Picciau e sua moglie Santuccia

Il coro è nato grazie al maestro Fernando Fadda e ad un gruppo di giovani appassionati di musica, fra questi c’era anche Ignazio Picciau che, ancora oggi, cura e porta avanti l’associazione proprio come un figlio.

Superata l’emozione iniziale, quest’oggi ho preso coraggio e attraverso l’intervista ad Ignazio ho ripercorso indietro nel tempo questo bel periodo di gioventù.

 Ci racconti l’inizio di questa avventura corale?

Ho iniziato a cantare nel Collegium (che si chiamava come ricorderai, Collegium Musicum Karalitanum) nel 1975. Le prove si tenevano in una saletta a Pirri (CA) in via San Quintino.

Ricordi il primo concerto e la prima rassegna all’estero?

E come posso non ricordarlo! Il primo concerto è stato nella Chiesa di San Carlo Borromeo (ora salone) a Cagliari, e   ricordo che la chiesa era strapiena di pubblico. Io per l’emozione, specialmente all’inizio, non riuscivo a cantare.

Concerto N.S. di Bonaria

La prima rassegna all’estero è stata a  Barcellona.Ho vivo il divertimento di quel viaggio fatto di piccoli episodi (che oggi possono essere anche insignificanti) sia  nel convento delle suore dove alloggiavamo e sia durante tutta la trasferta. Enorme poi fu la gioia  dopo la nostra esibizione  al Palazzetto dello Sport, quando, dopo l’esecuzione della Canzone a ballo di Ennio Porrino (Anninnora)ci fu il tripudio del pubblico. Fummo l’ unico coro della rassegna ripreso dalla Televisione Nazionale e trasmesso durante il telegiornale.

Quanto è stato importante condividere quest’avventura con tua moglie, anche’essa corista?

Certamente è stato determinante. Il  coro assorbe molto tempo della   vita quotidiana (soprattutto per me che oltre a cantare ne curo anche l’organizzazione) e condividerla con lei è stata sicuramente una grande fortuna. Molti colleghi che inizialmente frequentavano il coro da soli spesso erano costretti a rinunciare per esigenze familiari.

Il coro sta per compiere 40 anni di vita ed è un continuo susseguirsi di successi.
Dopo il direttore fondatore Fernando Fadda si sono alternati altri maestri. Ce n’è stato uno determinante per il salto di qualità?

Diciamo che  tutti sono stati importanti per la crescita del Collegium . Ognuno ha lasciato la sua impronta, però posso dire che con Giacomo Medas il coro ha evidenziato le sue potenzialità. Per quando riguarda l’ associazione posso affermare senza falsa modestia, che è una delle formazioni più attive del panorama polifonico isolano e nazionale.

Dopo quella lontana avventura di Barcellona dove tutti eravamo alle prime armi, ci   sono state tantissime altre trasferte importanti. Quali di queste ti ha lasciato un segno  indelebile e perchè?

Di viaggi all’estero c’è ne sono stati molti altri ma due mi sono rimasti nel cuore: il Concorso-Festival Internazionale di Canto corale (Neuchatel – Svizzera) dove arrivammo secondi in una competizione a livello internazionale, e la partecipazione nel febbraio 2010 a Parigi dove, come unico coro italiano, ci siamo esibiti nella Chiesa di “Notre Dame de Consolation” in occasione del “Festival de la Musique . In quell’occasione abbiamo inserito nel nostro programma anche diversi brani della tradizione sarda ed è stato davvero emozionante vedere parte del pubblico (sicuramente sardi) cantare con noi brani come “Deus ti Salvet Maria” e “Notte de Chelu.

Oggi il Collegium Karalitanum è considerato fra le formazioni amatoriali più importanti della Sardegna e lasciatelo dire anche per merito tuo che lo continui a seguire con l’entusiasmo e la passione del primo giorno. Quali saranno i prossimi impegni?

concorso polifonico Guido d'Arezzo

Si questo è vero, il Collegium oggi è considerato tra i più importanti della Sardegna, il merito è anche mio? Può darsi ma io sono sicuro che se non ci fosse stato l’entusiasmo dei primi anni, la dedizione e l’impegno disinteressato nella cura delle voci e nell’organizzazione di tutti noioggi non sarebbe il Coro che ad ogni concerto fa il tutto esaurito.  Ultimamente poi, con l’inserimento del maestro   Giacomo Medas abbiamo potuto aprirci al repertorio sinfonico corale con accompagnamento dell’orchestra e quindi affrontando nuove sfide e nuovi traguardi. Abbiamo in programma la partecipazione ad un Concorso importante, e d’altronde, credo che ora sia arrivato il momento.

I coristi che operano esclusivamente per passione senza percepire alcun compenso , quanto tempo dedicano alle prove? Un giovane che vuole entrare a far parte della vostra associazione che caratteristiche deve avere? Deve conoscere la musica? A chi si deve rivolgere?

I coristi del Collegium  dedicano gratuitamente tre giorni alla settimana per le prove: il lunedì’, il mercoledì ed il venerdì dalle 20,00 alle 22,00. Se un  giovane vuol far parte del nostro coro deve avere chiaramente una bella voce soprattutto intonata. Sarà  il direttore a decidere (con una semplice audizione) se inserire il nuovo elemento. Ci si può rivolgere al n. 3406589338 o consultare il bellissimo sito internet del Collegium: www.collegiumkaralitanum.it. Alla formazione tecnica ci pensa poi l’associazione, il direttore, ed una preparatrice vocale esperta di polifonia che viene da Torino..

Che dire, non mi resta che farti allora un bell’IN BOCCA AL LUPO per tutti i prossimi impegni.

Intanto voglio regalare ai lettori e soprattutto alle nuove leve del coro, qualche ricordo fotografico dei primi concerti .

Giacomo Medas direttore del Collegium karalitanum

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