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Qualche giorno fa l’amica Claudia Tronci mi ha voluto come ospite alla sua trasmissione “Cucina Claudia” per la TV regionale Sardegna UNO. Lei è  una ballerina ma anche conduttrice televisiva. Per 4 anni ha condotto “Di che danza 6 , la trasmissione da lei ideata dedicata alla danza  e che ha coinvolto le migliori scuole regionali . Adesso, dopo quella esperienza legata al suo mondo, ha deciso di cimentarsi in quello che è il suo hobby principale: la gastronomia.

Nel suo spazio televisivo, Claudia, crea tante ricette semplici ma invita anche i suoi amici a proporne sempre nuove. Quando mi ha invitato ho accettato con entusiasmo perchè era per me una nuova esperienza.  Con Claudia volevamo regalare al pubblico una ricetta che in qualche modo legasse l’arte culinaria alla musica e per questo motivo abbiamo pensato che la “Pasta alla Norma” fosse l’ideale.

Il piatto ha origini siciliane, per l’esatezza catanesi, proprio come il musicista Vincenzo Bellini. La Norma è una delle sue opere tra le più famose e questo piatto è dedicato proprio a lui.

Di seguito il video della trasmissione con la ricetta completa


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Assunta Pittaluga , la maestra di danza cagliaritana scomparsa prematuramente, sarà ricordata domani  durante una serata di danza che si terrà  ad Oristano. Saranno presenti ben 7 scuole e  fra queste anche la scuola cagliaritana Arabesque diretta da Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco. Quest’ultimo era per Assunta Pittaluga un allievo prediletto. Mi racconta che quando  era stato scritturato da Raffaella Carrà per un tour, lei ci rimase male perchè vedeva per lui un futuro nella danza classica. Ma appena rientrò  da  quel lungo periodo, non lo fece più fuggire. Assunta lo considerava un punto di riferimento ed è stato l’unico partner con cui ha condiviso il  palcoscenico negli ultimi tempi .

La nuova generazione di ballerini ha avuto modo di conoscere Assunta come presidente di Giuria nella gara televisiva ideata e presentata dalla ballerina Claudia Tronci, “Di che danza 6” .   In questa occasione, supportata dai diversi maestri della danza isolana con lei in giuria  , Assunta dispensava  proprio ai giovani, consigli e segreti di questa arte meravigliosa.

La sua è stata una vita intensa sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze. Ricordiamo gli spettacoli di burlesque o ancora la sua partecipazione ad un film con la regia di Jo Coda che tra gli altri sarà presente alla serata come ospite.

 

 

 

 

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Di questi tempi cucinare non è solo preparare i pasti per il sostentamento ma anche elaborare piatti che soddisfino sia il corpo ma anche gli occhi e  lo spirito. Ci si dedica con passione alla creazione di ricette originali sempre nuove e visivamente belle proprio come l’ artista che crea  un’opera d’arte. Tutto questo è il frutto rilasciato dalle tante trasmissioni e gare televisive dedicate al cibo. In queste trasmissioni i guru dell’arte culinaria, oltre ad inventare,  fanno rivivere vecchie ricette dei nostri avi in chiave moderna, un modo, questo, affinchè non vadano perdute.

Fra le tante trasmissioni dedicate a questa nuova arte ce n’è una in particolare che ogni tanto mi capita di seguire . E’ trasmessa giornalmente dalla TV locale Sardegna UNO e a condurla, guarda caso, è un’artista poliedrica: Claudia Tronci,  ballerina e insegnante di danza oltre che attrice.L’abbiamo vista per anni condurre la bella trasmissione  “Di che danza 6″ da lei ideata , nella TV locale Videolina ed ora, con lo stesso garbo, conduce  ”Cucina Claudia” anche questa di sua creazione.

I suoi sono ospiti di vario genere, non solo specialisti ma anche persone semplici, professionisti e soprattutto artisti  . La sua è una striscia quotidiana che, come è ormai in uso, viene diffusa poi nei Social. Tutti, a qualunque ora, possono approffittare della sua trasmissione per avere nuove idee in cucina.

Potrete seguire “Cucina Claudia” tutti i giorni su Sardegna UNO TV  cliccando in questo link, oppure sul canale Youtube.


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L’ultima volta che l’ho incontrata era nella sua scuola e ci siamo lasciate con la promessa di un’incontro successivo  a breve, con la mia video camera per un’ intervista. Purtroppo qualche mese dopo una sua allieva mi comunicava della grave malattia che  l’aveva colpita. Mi ha fatto male,perchè l’avevo vista bene come sempre, appassionata del suo lavoro e ricca di idee e  progetti.

Le notizie  su Assunta Pittaluga mi arrivavano comunque sempre positive, di una donna che aveva reagito bene e che si era rimboccata le maniche per continuare a fare tutto senza pensare al peggio. Non si abbatteva davanti a nulla neppure  davanti all’idea di dover perdere i capelli . Per Assunta anche quello era un problema risolvibile con l’acquisto di diverse parrucche colorate così da non insospettire  e contemporaneamente distrarre le sue piccole allieve.

Tutta la  vita era in funzione della sua arte e della sua scuola. L’ho conosciuta nei primi anni 80, al Teatro Lirico dove danzava nelle opere. Dopo qualche tempo  l’ho ritrovata quando ho iscritto le mie  figlie nella sua scuola. Ogni saggio , tra una pausa e l’altra, era l’ occasione per ricordarci delle stagioni liriche e dei tanti artisti con i quali ha lavorato sin dai tempi in cui si esibiva all’Anfiteatro Romano .

A.Atzori - A.Pittaluga

La sua scuola di danza, sita in Via Ada Negri a Cagliari, è stata la prima scuola ad insegnare  anche la danza contemporanea. Chiunque poteva iscriversi: grassi, magri, piccoli e adulti. Quando c’era la passione lei dava l’opportunità di provare, contrariamente alla scuola dove lei stessa si era formata, in cui erano richiesti tassativamente le physique du role e la tenera età.

 Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della trasmissione  ”Di che danza 6″ per la TV Videolina, ha voluto che  Assunta Pittaluga (sua maestra di danza), fosse la presidente di giuria della gara televisiva fra scuole. Per Assunta  questa è stata l’occasione  per rimettersi in gioco  lasciando di stucco tutti nell’ammirarla ancora in tantissime e belle performance addirittura di Burlesque. Complice in questa nuova avventura il suo ballerino e allievo prediletto Roberto Magnabosco con il quale si è esibita anche in spettacoli a due . Poi, grazie a lui, alla stessa Claudia Tronci e al ballerino Gabriele Vaccargiu ,ha potuto danzare ancora  per  il pubblico del Teatro Lirico,accorso numeroso al Parco della Musica, in occasione di una serata dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu .

Addio Assunta, perla rara della danza isolana.

Foto. B.Bucceri – Parco della Musica

4^ edizione "Di che danza 6"

 

 

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Sarà la popolare conduttrice televisiva Claudia Tronci a presentare lo spettacolo di beneficenza che si terrà il 3 luglio ad Iglesias.

COSI’ GIOCO ANCH’IO” è il titolo della manifestazione, un concerto benefico in favore di 2500 bambini sardi che hanno forti problemi di salute e malattie molto gravi.

L’idea nasce dai nonni e da un gruppo di Medici che insieme hanno dato vita al concerto. Lo scopo è quello di  raccogliere fondi che permettano ai bambini di avere qualche giocattolo e qualche posto letto in più e poter restare al CTO a curarsi.

 I medici , in prima linea si esibiranno insieme ad altri artisti proprio Domenica 3 luglio in concerto a pagamento .

Il costo del biglietto è 10 euro.  Per tutte le informazioni telefonare al 331 264 4734

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fabrizio Palma con direttore artistico Claudio Gasperoni e la ballerina Claudia Tronci

Vista la richiesta da parte di molti ragazzi ed allievi che hanno partecipato a lezioni individuali e ai suoi Stage, il Maestro Fabrizio Palma sarà a CAGLIARI il 24 Aprile 2016. 
I posti saranno limitati, quindi, chi fosse interessato a partecipare allo STAGE di Gruppo, se non l’ha ancora fatto, può inviarci il nominativo anche via messaggio sul nostro profilo Facebook.
Al raggiungimento del numero previsto chiuderemo le iscrizioni.

Per informazioni su costi ed altro… potete contattarci sempre via messaggio privato.
Gli interessati saranno poi iscritti nel Gruppo di studio.
https://www.facebook.com/groups/lezionipalmacagliari/

FABRIZIO PALMA
(Roma, 29 aprile 1962) è un musicista, arrangiatore e doppiatore italiano.

BIOGRAFIA
Dopo gli studi di chitarra classica e successivamente di canto lirico, inizia a collaborare con gli enti lirici più importanti d’Italia, come il coro dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma, il Teatro dell’Arena di Verona e nel coro del Il Teatro Comunale di Cagliari.

Successivamente si apre alla musica leggera e lavora come assistente musicale in un grande studio di registrazione dove svolge il ruolo di coordinatore del coro nel film musicale Il principe d’Egitto.

Collabora sia in studio che dal vivo con molti artisti tra cui: Pino Daniele, Gigi D’Alessio, Renato Zero, Miguel Bosè, Alessandro Safina, Amedeo Minghi, Grazia Di Michele, Anna Tatangelo e Dirotta su Cuba.

Nel 2002 collabora come preparatore vocale ai programmi televisivi come Buona Domenica e La corrida. Dal 2004 fa parte dello staff della scuola televisiva di arte e canto Amici di Maria De Filippi come docente di canto.

Nel 2009 interpreta il prof di canto di Marco nella serie TV I Cesaroni. Nel 2009 collabora come trainer vocale alla serie TV Tutti pazzi per amore. Nel 2010 collabora come trainer vocale alla edizione 2010 della trasmissione Ti lascio una canzone.
Cinema
?Ricordati di me (2003)
?Manemo (2002)
?Ovino va in città (2001)
?Aiuto, sono un pesce (2001)
?Flipper (2000)
?Rainbow fish (2000)
?Rudolph (1999)
?Babar (1999)

Doppiatore
?Il principe d’Egitto (1998)
?Il re leone 3: Hakuna Matata (2004)[1]
?Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti (2006)

Televisione
?Ti lascio una canzone (2010) Trainer vocale
?Tutti pazzi per amore (2009) Trainer vocale
?I Cesaroni (2009) interpreta Il Prof. di canto
?Amici di Maria De Filippi Docente di Canto
?Ciao Darwin (1999) Coordinatore del coro e corista della sigla
?Tutti gli zeri del mondo (1999) Corista della sigla
?Il giovane Casanova (2001) Corista sigla
?Scary Movie 2 (2001) Direzione della realizzazione di un brano musicale

Teatro (come corista)

Con la Roman Academy:
?Rugantino (1998)
?Vacanze Romane (A. Trovatoli) (2004)
?Jesus Christ Superstar, Teatro Olimpico a Roma, Teatro Massimo a Palermo (2002)
?Aggiungi un posto a tavola (A. Trovatoli) (versione 2002)
?Kiss me,Kate-Il Musical (2002)

Insegnamento

Insegnante e collabora tuttora per gli arrangiamenti musicali e per i Cori, alla scuola di “Amici” di Maria De Filippi, e nel rispettivo programma televisivo.

Insegnante presso l‘Accademia del Festival Internazionale della Canzone di Saint-Vincent.

E inoltre, collaborazione con Gigi D’Alessio, coaching serie tv, Medico in Famiglia, Le ragazze dello Swing, la fiction tv su Domenico Modugno e lo spettacolo “Penso che un sogno così” con Beppe Fiorello.
L’abbiamo visto come ospite al Festival di Sanremo 2016, sempre con Beppe Fiorello.

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E’ stato un grande ritorno quello dell’orchestra dei Malinda Mai ad Oristano il 9 febbraio in occasione della Sartiglia.   A dividere il palco con loro c’era il figlio del grande  Pierangelo Bertoli, Alberto. La serata, organizzata dal Comune di Oristano, dalla ProLoco di Oristano e dalla Fondazione Sartiglia, ha visto nella piazza Eleonora più di 5000 presenze. Un vero trionfo!

A contribuire al successo della serata è stata anche la presenza della popolare conduttrice  televisiva Claudia Tronci che col suo garbo e la sua esperienza ha saputo gestire con padronanza questo momento importante della musica sarda. Una collaborazione questa che proseguirà nel tour  dei Malinda Mai, prossimamente, in altre piazze sarde con un programma particolare dedicato alla storia della canzone del Festival di Sanremo.

Il percorso dei Malinda Mai nasce nel lontano 1998 anno in cui la formazione, solo strumentale, crea una fusione tra musica popolare e musica “ dotta”; su questa falsariga prosegue il loro lungo tragitto,sempre volti ad interpretare i gusti musicali appartenenti a generi diversi, in chiave classica quasi a voler elevare i brani ad uno stato etereo e senza tempo.

Tutti gli arrangiamenti sono curati dal Maestro Antonello Manca, conosciutissimo a livello mondiale , che vanta numerosissime collaborazioni artistiche, ultima tra tutte la Camerata Geminiani di Londra, propenso alla ricerca e amante del buon gusto.

Nel percorso musicale “Malindiano”, sempre ricco di novità ,vario e colorato si approderà quest’anno al “Sanremo Story”: un viaggio tra le più belle canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo, con un taglio giovane, che punta alla sobrietà e al divertimento.

In questo ventaglio di novità si aprono le collaborazioni , già note ai Malinda Mai, con artisti nazionali. La prima collaborazione appunto con Alberto Bertoli, cantautore rock-folk. Nato nel 1980 sotto la buona stella della musica, Alberto inizia prestissimo a studiare chitarra classica, amplia i suoi studi fino ad accompagnare suo padre nei progetti musicali e calcare con lui le più grandi piazze italiane, fino al 2002, anno in cui ci lasciava l’amato papà Pierangelo.

Inizia così la ricca carriera dell’artista che vanta collaborazioni con Ligabue, Mannoia, Elisa, Matia Bazar e tanti altri, e che ha scelto i Malinda Mai per omaggiare il popolo sardo, tanto caro a suo padre.

Sul palco con lui, tutti i Malinda Mai al completo capitanati dal fondatore e direttore dell’orchestra Antonello Manca, primo violino, che ha guidato il quartetto d’archi; Daniele Porta alla chitarra elettrica, Enrico Piredda alla chitarra classica, Massimo Medde e Daniele Bagni ( bassista dei Litfiba) al basso, Sandro Cocco alla batteria, Gianni Puddu e Pierpaolo Cardia alle tastiere, Roberto M.Desiato al flauto e per finire Aurelio Serra ed Enrica Pintus alle voci.

Siamo quindi in attese di conoscere le prossime date del loro tour.

Nelle foto alcuni momenti della serata

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La danzatrice , attrice e conduttrice  televisiva Claudia Tronci in questi giorni è stata nominata  membro del Consiglio Internazionale della danza Cid. Una nomina di grande prestigio. Ma cosa è il CID?

Il Consiglio Internazionale della Danza (CID) è l’organizzazione ufficiale per tutte le forme di danza, in tutti i paesi del mondo.

E’ un’organizzazione no-profit e non-governativa, fondata nel 1973 nei quartieri generali dell’UNESCO.

E’ il forum universale che riunisce organizzazioni internazionali, nazionali e locali, così come individui attivi nella danza.

Rappresenta l’arte della danza in generale ed è riconosciuto dall’UNESCO, dalle agenzie governative nazionali e locali, dalle organizzazioni internazionali e dalle istituzioni.

Claudia Tronci è conosciuta in Sardegna come ballerina ma anche come autrice-conduttrice televisiva , per quattro anni “Di che danza 6″  trasmissione di successo dedicata alla danza. Lei è di Terralba,  cittadina del centro Sardegna,  ed è proprio qui che il 19 aprile si svolgerà il Dance meeting Terralba , storica rassegna regionale nata nel 1995 , la prima della Sardegna, e  che vedrà   alternarsi alcuni fra i maestri più importanti dell’isola.

L’evento comincerà alle 18,30 con una chicchierata con gli artisti.

Alle 19, ci sarà la proiezione di un interessantissimo documentario curato dalla Maestra Assunta Pittaluga , dal titolo “Dalla tradizione alla rappresentazione

20,21.30 Intervallo

Alle 21,30 esibizioni in palcoscenico, Compagnia Eva Ailloàrt di Fatima Dakik, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Compagnia danza Davide Cauli, Gabriele Vaccargiu.

La serata ha avuto il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Terralba, Ass. Adricasus, Pro Loco.

 

                


 

 

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Cantare fa bene e questo è un dato di fatto. Quando ci si sente un po’ giù il detto “canta che ti passa” funziona sempre. Ma a volte gli appassionati della voce e della musica in generale hanno desiderio di poter cantare anche davanti a qualcuno che dia loro dei consigli e se poi c’è anche un po’ di pubblico questo non guasta. Ecco che allora nascono i piccoli concorsi locali aperti a qualunque età, organizzati anche con lo scopo della socializzazione. Generalmente hanno la durata di qualche settimana e questo permette , a chi li frequenta, di conoscere nuovi amici  con i quali cenare in compagnia scambiando punti di vista e passioni comuni. Le commissioni di questi concorsi stimolano i concorrenti a migliorare   dando suggerimenti tecnici e consigli sul repertorio. Deus ex machina di questo genere di concorsi è Claudio Gasperoni, che ha una lunga esperienza come direttore artistico di questi e altri concorsi di maggiore portata.

Intanto si è conclusa la prima fase del concorso dedicato agli over ’40 che ha premiato tre appassionatissimi del canto: 1° classificato è  Ignazio Milia, al 2° posto   Gianluigi Lecca e 3°  Ugo Marongiu . 

Il concorso , avrà ancora una finalissima Martedì 3 Febbraio e una Superfinale il 10 Febbraio, dove si sfideranno OVER e UNDER 40.

Il concorso si svolge presso il ”B&B (Biliard and Break) Pub/Bisteccheria”
Assemini (CA) – Via Goceano n.23
Prenotazioni: cell. 329/4512769 – 327/5749382

Claudio Gasperoni fra gli artisti Fabrizo Palma e Claudia Tronci durante il concorso estivo del Festival di San Lussorio

Foto di Gianfranco Boi

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Vite di Carbone è uno spettacolo di danza ideato da Claudia Tronci con la coreografia di Davide Cauli. E’ una storia vera raccolta proprio dalla Tronci direttamente dalla testimone ultranovantenne Barbara Concas, una delle ultime cernitrici della miniera di Montevecchio (Iglesias). Barbara Concas donna di miniera è  felice di poter far conoscere un pezzo di storia della Sardegna attraverso anche questa forma di spettacolo.

Claudia Tronci aveva già messo in scena questo spettacolo tempo fa, in forma di saggio con le allieve della sua scuola di danza.

La protagonista della storia e sua figlia saranno ospiti d’onore il giorno della prima , il 2 Novembre all’Auditorium di piazzetta Dettori a Cagliari, all’interno del prestigioso festival internazionale, FIND. 

VITE DI CARBONE
E’ uno spettacolo dedicato alla tenacia delle donne sarde, prende come storia esemplare quella di una delle donne che hanno lavorato in miniera.

Vite di carbone nasce dalla testimonianza di Barbara Concas una delle ultime cernitrici della miniera di Montevecchio, donna forte e pragmatica dolce e materna che ha vissuto tutta la vita in un territorio della Sardegna: bellissimo, aspro e selvaggio.

Le origini: Vite di carbone prende spunto dalla vicenda narrata  adattata e tradotta in una messa in scena danzata, avvincente e poetica, che vuole essere la testimonianza di un certo periodo e di una determinata condizione sociale, culturale e umana.

Barbara è la protagonista a 360°, compare per la prima volta in scena, ancora fanciulla, e conclude lo spettacolo con le sue memorie di donna anziana (nome originale, per antonomasia, rappresentativo del personaggio – omonimia come S.Barbara protettrice dei minatori).

Barbara oggi ha 92 anni, vive ancora nel villaggio di Montevecchio con i suoi ricordi.

Lo spettacolo: della durata di sessanta (60) minuti nella versione integrale e/o e quaranta (40) minuti nella messa in scena ridotta, contiene sensazioni del presente e ricordi del passato. Immagini che ritornano grazie al paziente lavoro di ricerca curato da Claudia Tronci che ha raccolto testimonianze e racconti e ne ha affidato la regia e coreografia a Davide Cauli che li ha riuniti in una pièce teatrale danzata a ripercorrere quelle vicende umane con un susseguirsi di momenti poetici e di rimandi. Un continuo susseguirsi di emozioni, flash back e riflessioni, che spostano continuamente il presente scenico dalla memoria, al racconto al vissuto hic e nunc.

Barbara è una bambina povera, figlia di un minatore. Un giorno come tanti suo padre viene a mancare e a fine turno viene portato a casa da un minatore silenzioso e consegnato alla madre. Il silenzio e il tempo del dolore dura un giorno. Il giorno dopo Barbara “eredita” il lavoro, la responsabilità della famiglia e di una Vita di carbone. Barbara in miniera incontrerà la fatica la durezza delle pietre e la dolcezza dell’amore. La vicenda viene interpretata attraverso la danza, la musica, immagini e filmati.

Obbiettivi: Vite di carbone oggi è un progetto artistico che racchiude e si propone di comunicare i grandi valori di una Sardegna che non esiste più, di parte della nostra storia, delle nostre tradizioni e della cultura contemporanea.

Ruoli e Danzatori interpreti:
Barbara e Maria (madre di barbara) Claudia Tronci;
Efisio (marito di Barbara) e Giovanni (padre di Barbara) Davide Cauli.

Ideazione e progetto: Claudia Tronci;
Coreografia regia e traduzione scenica: Davide Cauli.

I temi musicali: conterranno brani per orchestra d’archi, canti e sonorità della migliore tradizione isolana arrangiati e arricchiti da ambientazioni sonore sul tema della vicenda e della vita mineraria.

Vite di carbone è omaggio alle donne Sarde, alle donne di miniera, alla loro grazia e alla durezza delle loro vite cupe. Al loro spirito di sopravvivenza.

DOMENICA 2 novembre 2014 – Auditorium Piazzetta Dettori ore 21

 

 

 

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foto di Gianfranco Boy

E’ Federica Cabras la cantante vincitrice del prestigioso Festival legato alla Sagra di San Lussorio di Selargius, giunto quest’anno alla 6^ edizione. “Una grande voce e una grande interprete“, così è stata definita da alcuni componenti della giuria composta da professionisti del mondo della musica lirica,del canto moderno, della radio e della televisione come Silvia ZaraClaudia Tronci,  Alessandro Frabotta,  Salvatore Tozzi, Giovanni Garau, presieduta dal maestro Fabrizio Palma.

Ma Federica Cabras è stata anche la vincitrice del mio Premio Musicamore . Non ero presente al Festival per motivi personali, ma sono soddisfattissima per la scelta della giuria perchè lo scopo di questo premio è quello di mettere in luce chi ha talento e fare in modo di divulgarlo   attraverso la rete. Federica poi è anche una poetessa, ha quindi ben due talenti che rispecchiano lo spirito del premio Musicamore aperto a tutte le arti.

Federica, a quando risale la tua passione per queste due forme d’arte?

Ho sempre amato la musica e la poesia, più di ogni altra cosa. Le prime grandi soddisfazioni artistiche sono arrivate proprio in ambito letterario, infatti ho vinto i primi concorsi di poesia all’età di 10 anni e ancora oggi scrivo e riesco ad ottenere premi anche a livello nazionale.

Per quando riguarda il canto invece , quando hai cominciato?

Ho iniziato a studiare canto quando ero già studentessa universitaria e contemporaneamente lavoravo per poter finanziare e coltivare autonomamente la  passione per la musica. La mia formazione musicale è iniziata presso la Scuola Civica di Musica di Cagliari, dove ho seguito per 2 anni il corso di Canto Lirico. Il primo anno ho frequentato con la Maestra Maria Mastino e l’anno successivo col Maestro Angelo Romero che mi ha scelta  tra gli allievi più meritevoli  per lo spettacolo di fine anno tenutosi al Teatro Lirico di Cagliari, e dove ho interpretato  la romanza dei Capuleti e Montecchi di Vincenzo Bellini “Oh quante volte o quante”  .

Però non hai mai abbandonato l’università.

No, ho voluto dare ascolto ai miei genitori che mi hanno sempre detto che con una laurea avrei avuto  maggiori opportunità lavorative. Infatti mi sono laureata in Psicologia ed ora lavoro come educatrice nell’ambito della Psicopatologia infantile.

Però riesci a conciliare questo lavoro anche con quello occasionale del canto 

Si, ho partecipato a diverse trasmissioni televisive e quando capita mi esibisco in qualche locale.

Insomma, tanti premi, tante soddisfazioni, borse di studio, riconoscimenti, concorsi anche nazionali ma alla base di tutto tanto studio e continuo perfezionamento col noto vocal coach Michele Fischietti e  recentemente anche uno stage col maestro Fabrizio Palma.

Intanto il concorso Festival di San Lussorio è stato ancora un successo grazie all’organizzazione di Nicola Porceddu 1° Majorale del Gremio di San Lussorio e all’esperienza dei direttori artistici Claudio e Susy Gasperoni.

Hanno presentato la serata Susy Gasperoni e Ignazio Sanna.

Gli altri premi sono stati così distribuiti

2^ Classificata Giada Mameli (ha cantato 2 brani lirici) -

3^ classificata Claudia Putzu

4°  premio extra  a Giulia Simbula che ha vinto l’accesso alle selezioni per accedere alla Finale del Cantagiro Sardegna.

Categoria Junior 

1^ Classificata Miriam Mereu , 2^ Classificata Arianna Pinna con Simone Deiana e La 3^ Classificata Alice Bonfant.

Il premio della critica invece è stato assegnato ad  Alessio Gaviano.

foto di Gianfranco Boy

 

foto Gianfranco Boy

 

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Quando ero piccola, una delle tante forme artistiche che mi affascinava era sicuramente la danza. Una mia compagna di classe  praticava la danza classica in una delle due scuole cagliaritane. Lei sottolineava spesso che era stata scelta per il suo fisico “perfetto” e che la danza era per pochi eletti e soprattutto ricchi. Insomma se per caso avessi avuto l’idea di voler realizzare questo sogno ha pensato bene di distruggerlo. Ci invitava a casa sua per mostrarci con orgoglio le sue scarpette e il suo tutù. Io ammiravo queste cose come in un bel film della Disney. Per fortuna però le cose sono cambiate.

A Cagliari, una grande maestra di nome Assunta Pittaluga, ha rivoluzionato questo modo di pensare la danza aprendo la sua scuola a tutti, senza limiti fisici e di età e soprattutto di genere. Infatti credo sia stata la prima o fra le prime ad aprirsi alla danza moderna. Ricordo di una mia amica che aveva già compiuto   18 anni che, come me, desiderava danzare ma era ancora convinta che bisognasse cominciare a 4 anni, si iscrisse nella sua scuola e a breve si trasferì a Parigi dove potè fare della danza la sua professione.

Perchè ho fatto questa premessa?

Ieri si è conclusa con successo la IV edizione della trasmissione “Di che danza 6″, trasmessa dalla emittente televisiva regionale Videolina. Successo che nasce prima di tutto dalla sua ideatrice e conduttrice  Claudia Tronci che, con determinazione, ha sempre dato  anima e corpo alla preparazione delle puntate, contattando e selezionando ben 35 scuole e programmando le puntate in maniera molto accurata.  Nel corso delle IV edizione si sono visti “crescere” danzatori di ogni genere: dai ballerini classici a quelli di danza moderna, dalle danze orientali e latino americane alla synchro dance , la break dance, l’hip hop.

Una bella vetrina per le scuole sarde sia per i ballerini che per i loro maestri che in questa edizione  hanno potuto danzare con i loro ragazzi.   La giuria, formata da professionisti d’alto livello,  ha saputo dispensare consigli con la giusta sensibilità, sottolineando che questi, sono  importanti per la crescita di ogni ballerino.

Elegante e bella nel suo aspetto,  sorridente e disinvolta, Claudia Tronci, vestita dallo stilista sardo Carlo Petromilli, e pettinata da Fabio Fanti  è riuscita a mantenere sempre alto  l’interesse del pubblico verso la trasmissione, affiancata però anche dalla giuria formata, oltre che da Assunta Pittaluga, anche da altri validi maestri quali Donatella Deidda e Roberto Magnabosco , Davide Cauli e Luana Fanni, Pino Perria e Roberta Marcialis e dall’esperta di  Hip Hop Lula De Giorgio.

foto di Paolo Magnanelli

Claudia, qual’ è il vero obiettivo di questa tua trasmissione?

“Di che danza 6?” nasce per dare un’ opportunità ai ragazzi sardi di confrontarsi fra loro e di far vivere l’emozione dell’ esperienza televisiva . Ho notato che quando tornano sono più forti, sicuri, perchè hanno un bagaglio maggiore

Quindi il tuo obiettivo è stato raggiunto?

Si certamente, ma vorrei anche  far arrivare a casa, che la danza per tutti noi è anche sentimento. Ogni passo, ogni gesto, è mosso da un emozione da uno stato d animo che noi viviamo in quell’ istante, come un surfista che sente le onde e solo lui può capire.

 Il mezzo televisivo secondo te riesce a far passare questo?

Io lo spero, e spero anche che si veda  il nostro amore per ciò che facciamo, a tutti i livelli.

Questo è il 4° anno…

Esatto, ed  io ho visto crescere tutto e tutti e sono molto felice e orgogliosa di questo! Certo, il merito non è solo mio, anzi ne approfitto per ringraziare il mio staff tecnico, il mio regista, il mio direttore generale e tutta Videolina che crede in ciò che faccio, così pure  ai miei giurati che come padrini mi seguono in tutto.

La trasmissione, comunque prevedeva una gara e ieri, la giuria tecnica,  ha consegnato il primo premio alla scuola Academia danza y teatro  con Theo Piu, sottolineando che la differenza fra il primo e il secondo classificato,  ABC DANZA ( Città di Porto Torres) era davvero minima.   Il terzo premio è andato alla scuola  Dance studio Ploaghe con la danza sportiva.

Ci sono state poi delle menzioni speciali alla scuola Moving Soul di Porto Torres per l’ hip hop;  Cristal ballet per la danza moderna; Noyeleh danze orientali per la danza orientale;  A time for dancing di Carloforte per la danza sportiva.

Insomma un bel successo che Videolina ha pensato bene di riconfermare. Aspettiamo quindi il prossimo anno con la 5 edizione e con tante novità.

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Venerd’ 21 fabbraio, alle ore 20 nella Basilica Magistrale Santa Croce a Cagliari si terrà un concerto del coro Collegium Karalitanum diretto da Giacomo Medas, in onore della Beata Maria Cristina di Savoia.

Ma chi era Maria Cristina?

Era figlia secondogenita di Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824), re di Sardegna tra il 1802 e il 1821,  e di Maria Teresa d’Asburgo-Este (1773-1832). Quindi pronipote per linea materna di Maria Teresa d’Austria e per linea paterna di Filippo V di Spagna.

Il re di Napoli,  Francesco I di Borbone, l’aveva presa in considerazione come possibile sposa per il proprio figlio Ferdinando, futuro re Ferdinando II, insieme ad altre candidature. Sembra che già dal 1817 si fosse pensato a un’unione, quando Ferdinando aveva appena sette anni e lei cinque.

Ferdinando si affezionò all’idea delle nozze, ancor prima di salire sul trono nel 1830; ma vi erano perplessità da parte della madre di lei,  per le notizie poco rassicuranti sulla salute del principe napoletano, che soffriva di attacchi di epilessia. Ferdinando poteva però contare sull’appoggio di Carlo Alberto, a sua volta re di Sardegna dal 1831. Alla fine, dopo tante trattative diplomatiche, ma soprattutto dopo la morte della madre, Maria Cristina, pressata da Carlo Alberto e dal confessore della defunta genitrice, padre Terzi,  vinse gli scrupoli religiosi per il matrimonio e accettò. Aveva detto più volte di preferire alle gioie e alle pompe del mondo il ritiro nel chiostro e la pace del cuore, specie dopo la morte della madre.

Finalmente, il 21 novembre 1832, avvenne a Genova il rito religioso. Le cronache del tempo narrano che per tutta la cerimonia la bella e soave Maria Cristina tenne un contegno perfetto a tal punto da meritare l’elogio che il giovane conte Camillo Benso di Cavour le dedicò in una lettera.

Contrariamente a quanto in seguito si disse, soprattutto quando montò la propaganda risorgimentale contro i Borboni, l’unione fu felice. Certo, il carattere dei due era diverso: timida e riservata lei, esuberante e vitale lui, ma in un certo senso si completavano a vicenda. Grazie alla sua influenza, il re incrementò il suo impegno per le opere di carità verso i più sfortunati.  Da parte sua la re

gina, con la sua grazia e con la sua generosità, aveva completamente conquistato il popolo di Napoli, facendone, in seguito,

 un convinto assertore della sua santità.

Nel pomeriggio di giovedì 2 maggio 2013, Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante un miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Cristina di Savoia.

A fine gennaio la solenne beatificazione, partecipata da oltre duemila fedeli, presso la Basilica di Santa Chiara a Napoli.

 Fra le tante cose sarà realizzato anche un film-documentario che vedrà protagonista, nella parte di Maria Cristina, la nostra conterranea Claudia Tronci, danzatrice, attrice e conduttrice televisiva.

foto di Luigi Desogus

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La notizia che non si studierà più la Storia dell’arte nelle scuolè davvero sconcertante. Un paese come il nostro, ricco d’arte e cultura millenaria, rischia di restare nel dimenticatoio. Il cittadino italiano che vorrà conoscere meglio le opere d’arte del nostro paese dovrà, in seguito, rivolgersi agli stranieri che non esiteranno ad appropriarsi, anche solo spiritualmente, delle nostre belle opere.

Che tristezza! Il nostro patrimonio culturale di così immenso valore si sbriciolerà e si perderà nel vento . Senza la sua conoscenza diventerà sempre più difficile tramandarne la sua storia. Eppure quando vengono esposte al pubblico, le nostre opere attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Qualche anno fa ho fatto ben 3 ore di fila per poter ammirare le opere di Caravaggio, e quella era una delle poche file dove la gente non protestava ma attendeva pazientemente il proprio turno all’ingresso del museo, e anche sotto la pioggia!

 I coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri con la maestra di danza Assunta Pittaluga hanno messo su uno spettacolo delizioso con i loro piccoli e grandi allievi, dove si sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura e del perché questa non deve morire . E’ stato rappresentato durante una puntata della trasmissione “Di che danza 6” , lo spettacolo di Videolina ideato e condotto da Claudia Tronci.

Cliccate sul link sottostante per poter guardare la puntata della trasmissione.

http://www.videolina.it/video/di-che-danza-6-stagione-2013-14/56078/di-che-danza-6-quarta-edizione.html

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E’ con grande emozione che comunico a tutti i miei lettori la notizia che l’Arena all’interno del Parco della Musica di Cagliari sarà intitolata al soprano cagliaritano Giusy Devinu, mia compagna di studi, morta nel 2007. Oggi l’approvazione della delibera in Giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Generali, Paola Piras.

Un’idea nata nel 2008 quando, in occasione del concorso per cortometraggi “3 minuti di celebrità a Cagliari”, mi sono presentata con un cortometraggio che ho realizzato durante i lavori di trasformazione della Piazza in Parco della Musica. Ho pensato che un’opera così importante fosse doveroso dedicarla alla musicista-soprano Giusy Devinu che ha portato con orgoglio il nome della nostra città nei teatri di tutto il mondo, e che ha avuto la disgrazia di lasciarci troppo presto! Ho fondato un gruppo su Facebook che ha raccolto 1328 adesioni di artisti che hanno lavorato con lei, che l’hanno ascoltata in teatro o semplicemente che l’hanno conosciuta attraverso questo mio blog Musicamore e il blog che ho dedicato : Amici di Giusy  con la stretta collaborazione di Lanfranco e Annarita Visconti.

Decisi di inviare una lettera al Comune con la mia proposta. Il tempo stava passando ed avevo perso quasi le speranze.

A supportarmi in questa “battaglia” ci sono stati anche diversi giornalisti e artisti quali Lanfranco e Annarita Visconti, Fabio Manca per l’Unione Sarda, il quotidiano Sardegna, la conduttrice-ballerina Claudia Tronci  attraverso la sua trasmissione “Di che danza 6“.   I ballerini e coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri che più volte nei loro spettacoli mi hanno invitata a parlare di questa idea. In occasione poi dell’inaugurazione del Parco , Roberto Magnabosco, Assunta Pittaluga, Claudia Tronci e Gabriele Vaccargiu hanno realizzato una coreografia e danzato sulla voce di Giusy proprio nell’Arena, spazio che prenderà appunto il nome dell’artista cagliaritana.

Lo scorso 21 Giugno infine, nell’ambito degli spettacoli per la festa della Musica organizzata dal mezzosoprano Giuliana Carone e con un mio piccolo contributo, ho voluto fortemente che l’attore cagliaritano Gianluca Medas avesse un suo spazio per raccontare la  vita del soprano.

Sono davvero soddisfatta di questo risultato e ringrazio anche tutti coloro che non ho nominato ma che hanno sempre sostenuto il mio progetto.


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Ieri è ricominciata la gara televisiva dedicata alla danza in Sardegna “Di che danza 6” ideata e condotta da Claudia Tronci, per la emittente televisiva sarda Videolina.

Ho avuto il privilegio di poter assistere dal vivo alla trasmissione sentendo così in diretta le emozioni dei giovani e giovanissimi danzatatori. E’ bello vedere oggigiorno tanti ragazzi che vivono insieme le emozioni di una gara pulita dove, anche chi non vince, guadagna in esperienza e consigli. La commissione, formata sempre da nomi importanti della danza e del ballo isolano, ha dispensato suggerimenti utili a ciascuna scuola affinchè i ragazzi possano continuare motivati a migliorare tecnicamente. Un tempo chi studiava danza doveva provenire da famiglie economicamente agiate perchè i costi erano molto elevati. Oggi , per fortuna, non è più così e soprattutto, grazie alle nuove discipline come la synchro dance , la break dance, l’hip hop ecc.  sono tanti anche i ragazzi di genere maschile che decidono di occupare il tempo libero in questa maniera.

La prima puntata si è presentata nel  suo format iniziale, cioè esclusivamente relegata alla gara,  senza ospiti aggiunti o servizi esterni come si era visto nell’ultima edizione. Devo dire che questo aspetto mi è un po’ mancato. Quelle interviste a personaggi del settore, a mio avviso, erano utili per arricchire  la trasmissione con ulteriori elementi culturali da trasmettere al giovane pubblico sicuramente più numeroso davanti alla TV . Altra variante della nuova edizione è stato il sistema di votazione. La giuria ha dato il suo punteggio solo alla fine della trasmissione, valutando le scuole dopo averle seguite tutte. Il pubblico da casa invece potrà ancora dare le sue preferenze nell’arco della settimana solo attraverso il sito dove potrà riguardare la puntata attraverso i singoli video ed eventualmente rimettere in gioco le scuole escluse.

La conduttrice Claudia Tronci, sempre chiara e sintetica nelle conduzione,  si è presentata con un bellissimo tailleur in stile sardo dello stilista Carlo Petronilli, ed ha sottolineato che questo era un omaggio per tutta la Sardegna.

La giuria ha ritrovato come presidente la grande maestra di danza Assunta Pittaluga, gli eccentrici maestri Davide Cauli e Roberto Magnabosco, la maestra di danze latino-americane Luana Fanni “orfana” del fratello Luka che ormai lavora dall’altra parte del globo, la maestra di tango argentino Roberta Marcialis e per la prima volta, la rappresentante di hip hop in Sardegna, Lula De Giorgio. Infatti da quest’anno anche questa disciplina entra in gara con tutte le altre.

Due segnalazioni e preferenze personali: rimango sempre affascinata dalla scuola di danze orientali per la delicatezza e la sensualità che le allieve della scuola Sahara di Sara Murroni di Terralba hanno trasmesso con la loro performance in stile Oriental Pop, ma indubbiamente sono stata colpita dalle ragazze (più un ragazzo) della scuola Cibiesse di Elmas che hanno danzato sul brano di Ilaria Porceddu “In equilibrio”, davvero suggestivo. Movimenti aggraziati in sincronia con elementi di ballo sardo stilizzati, il tutto coreografato da abiti stupendi, col risultato meritatissimo della vittoria decretata ai voti dalla giuria.

Un plauso a tutte le altre scuole e alle giovanissime mascottes: Danceozieri Academy, Numero Uno le Dance di Carbonia, Cuba libre group di Capoterra, gruppi di Hip Hop di Iglesias e Assemini. Questo il link per poter rivedere la puntata e votare.

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In ogni concorso o manifestazione che si rispetti c’è sempre un ospite d’onore.

Per il concorso di canto online  Musicamore 2013, in corso di svolgimento sui blog Tiscali Musicamore e Ciresell, (leggi qui il regolamento), ho l’onore di avere tra gli ospiti un cantante folk di rara sensibilità. Emanuele Garau

Le prime volte che ho avuto modo di vederlo è ascoltarlo è stato molti anni fa, in occasione di una festa importante di un paese della provincia di Cagliari.  Mi colpì subito il suo modo solare nel cantare i canti della nostra tradizione isolana, il suo sorriso e il suo abbigliamento  ricercato e un po’ fuori dagli schemi.

A distanza di anni l’ho incontrato nella sede di Videolina (emmittente regionale) dove eravamo tutti e due ospiti della  trasmissione di danza di  Claudia Tronci , “Di che danza 6” ( che  presto riprenderà con la 4 edizione). 

Lui è nato a Cagliari, ed ha cominciato a frequentare il mondo del folclore e dello spettacolo fin da giovanissimo all’interno delle associazioni folcloristiche di Elmas.
Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Cagliari, compie i suoi studi universitari presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari dove, nel 1994, si laurea nella scuola di scenografia.

La tesi di laurea sul ballo sardo, intitolata “Analisi coreografica di sei balli tradizionali sardi, radici etniche ed evoluzione storica”, nel 1997 ,sarà pubblicata col titolo “IL BALLO SARDO” dalle Edizioni della Torre di Cagliari con finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna.
Nel 1997 comincia a muovere i primi passi in qualità di cantante e interprete degli antichi canti sardi.
Per la sua formazione artistica sono stati molto importanti Isella Orchis e Cesare Saliu, noti attori del Teatro Stabile di Sardegna, i quali divengono suoi grandi amici e attraverso consigli e suggerimenti lo aiutano a migliorare la naturale predisposizione per il palcoscenico. Di grande importanza sono gli approfondimenti sulle tecniche di canto e interpretazione della musica popolare che studia col Maestro Alessandro Ragatzu presso la scuola di musica “Peter’s day” di Assemini(CA).
A partire dal 1997 insegna tradizioni popolari, ballo e canto sardo in numerosissime scuole di ogni ordine e grado della Sardegna, sia con corsi seminariali e di formazione per docenti che lezioni frontali indirizzate agli alunni.
Nell’inverno del 2000 ha la possibilità di sperimentarsi come autore televisivo nella trasmissione “Canti di Donne”, andata in onda sull’emittente regionale Videolina, grazie al noto presentatore Ottavio Nieddu. Nel settembre dello stesso anno vince il primo premio nella sezione canto popolare nel concorso Music World a Fivizzano, (MC).
Il Consiglio Provinciale di Cagliari nel dicembre 2000 lo nomina rappresentate Provinciale presso l’Osservatorio Regionale per la Cultura e Lingua Sarda.
Cura la direzione artistica di diverse manifestazioni tra le quali “Tracce di Sacro, percorsi musicali nei canti religiosi della Sardegna” .
Nei mesi di giugno e luglio 2003 è docente di Etnologia della Musica in Sardegna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Cagliari nel Master universitario di secondo livello “Approcci interdisciplinari nella didattica del sardo”.
A partire dal 2002 e ancora nel 2012 è docente di Tradizioni e Cultura Sarda presso l’Università della Terza età di Cagliari contemporaneamente insegna Ballo Popolare Sardo presso diverse strutture della Provincia di Cagliari.
Tra il 2002 e il 2004 il noto presentatore televisivo Giuliano Marongiu lo invita spesso nelle sue trasmissioni sull’emittente regionale Sardegna Uno sia in veste di cantante, ma anche e sopratutto in veste di studioso.
Nel 2006 l’amministrazione comunale di Elmas gli commissiona un documentario sulla memoria storica del paese, così nel 2006 nasce il film documentario in DVD intitolato “Su contu de Su Masu” un interessantissimo lavoro di documentazione sulla memoria storica di Elmas.
Nel 2006 firma la regia ed è protagonista dello spettacolo “S’ora chi no t’ido” Omaggio a Maria Carta, spettacolo che nel 2007 darà vita all’omonimo Cd.
Nello stesso anno pubblica il suo quinto libro con la collaborazione di Piero Collu e Massimo Congiu, intitolato “A s’Andira”, pubblicato per le edizioni Condaghes.
Nel gennaio 2010 esce il cd musicale “MARGHISEI“: un’antologia del suo percorso artistico nel quale si trovano canti dell’infanzia (tanto spesso interpretati da Emanuele Garau), canti tradizionali, canti religiosi e canti a ballo.
Nel 2012 è autore, regista e voce narrante nelle trasmisisoni radiofoniche PASSILLENDI E IMPARENDI (in onda su radio Bonaria) e SA BIBLIOTECA DE SOS SARDOS in onda su radio Sintony.

Nel Gennaio 2013 per le Edizioni Condaghes pubblica il suo sesto libro intitolato DILLIRI-DILLIRI, scritto con Piero Collu le cui illustrazioni sono di Massimo Congiu.

 Per chi non avesse mai avuto modi di ascoltarlo vi posto di seguito un suo video. Intanto ricordo cheil concorso di canto Musicamore, giunto ormai alla 4 edizione, è aperto a tutte le voci sia liriche e leggere (leggi qui regolamento) e se poi si dovesse presentare anche qualche cantante di musica folkloristica tanto meglio. Sarà proprio Emanuele Garau a scegliere l’eventuale vincitore.

Il sito di Emanuele Garau   http://www.emanuelegarau.it/


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Il titolo vi anticipa ciò che sto per raccontarvi. Ieri è stata una serata a metà fra storia e musica.

Sono stata invitata come giurata ad un concorso artistico presso Serri piccolo centro dell’Oristanese, a pochi chilometri dal Santuario nuragico di Santa Vittoria  . Chi si avvicina in questa zona non può tralasciare di visitare questo tesoro. Una cooperativa di giovani si è presa carico di custodire e valorizzare questa zona dell’altipiano di Serri che comprende anche un Agriturismo.

In questo periodo sono particolarmente interessata a tutto ciò che appartiene all’Era nuragica per il fatto che il prossimo impegno che avrò col Teatro lirico sarà proprio la rappresentazione di un’Opera ambientata in questa epoca: I Shardana  di Ennio Porrino.

Giorgio, guida turistica della cooperativa, ci ha erudito nei minimi particolari su ogni parte del villaggio : dal pozzo sacro al recinto delle feste, dalla capanna al portico. Un’ora immersa nell’antica storia della mia Sardegna.
Ci siamo poi spostati nel paese dove tutto era pronto per il   concorso Una notte di stelle - Talentuosi si nasce che vedeva sul palco 27 giovani artisti provenienti da Serri e dalle zone limitrofe.
Con molto piacere ho appreso di alcune scuole , da cui proveniva la maggior parte dei candidati  . Ho visto tanto impegno e passione . Purtroppo rimane sempre un po’ di magone a dover scegliere qualcuno a cui dare la vittoria, ma se così non fosse,  si perderebbe quello spirito di competizione che invoglia i ragazzi a migliorare ogni giorno di più. Sarà poi solo il tempo a stabilire chi della musica e della danza  può farne una professione.

Il concorso di ieri comprendeva più discipline artistiche:la danza moderna , la ginnastica ritmica, il canto e un chitarrista.

La commissione quindi  era mista . Presidente della giuria era la ballerina Claudia Tronci, l’ideatrice e presentatrice della trasmissione di Videolina “di che danza 6” . Gli altri componenti, oltre alla sottoscritta, erano Enrico Atzeni , Andrea Congia,  Antonio Pintori, Stefania Anedda .

La serata è stata condotta da  Monica Tronci in maniera spigliata ed essenziale .

Che dire dell’ospitalità e della gentilezza del paese! Dal giovanissimo sindaco Samuele Gaviano al  vicesindaco, dai giovani dell’organizzazione ai
tanti amici locali . Mi ha colpito la generosità nei premi. Ogni azienda del posto ha dato un po’ del suo per poter rendere la gara ancora più viva : la cartoleria, il pastificio,  la macelleria, la rivendita di legna e carbone ecc.. Tutti i candidati hanno avuto un omaggio.

Il primo classificato per la categoria giovanissimi è stato Edoardo Demontis che con la canzone “Adagio” ha strabiliato tutti” . Una voce estesissima e timbrata oltre ad avere un’ottima musicalità. Il mio consiglio per l’insegnante e per l’allievo è quello di lavorare molto sulla tecnica oltre che vocale anche della respirazione e di non lasciarsi prendere dalla troppa generosità vocale. E’ un talento che per crescere deve solo aspettare.  La voce attraverserà il momento della muta e per questo non deve essere forzata con brani troppo impegnativi.

Il primo classificato per la categoria adulti invece è stato  Simone Pusceddu, voce, interpretazione e ritmo non sono mancati. Consiglio di proseguire nello studio e scegliere sempre la giusta tonalità dei brani in modo tale che con l’emozione non vi siano mai delle forzature.

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Ero poco più che adolescente quando, durante una serata con la mia famiglia al Circo Orfei ammiravo il volteggiare degli acrobati. Il loro abbigliamento eccentrico che metteva in evidenza il fisico scolpito, e il sorriso rassicurante per chi li osservava, mi teneva letteralmente col fiato sospeso. Un’arte, quella del circo, che affascina chiunque, soprattutto chi dentro di se ha il fuoco dell’arte.

Davanti a  noi c’era una famiglia con due bimbi piccoli, fra i 3 e i 4 anni, che hanno passato tutto il tempo del numero circense, ad imitare questi artisti delle funi. Sembrava desiderassero prendere il loro posto. Con mio padre avevamo un occhio in alto ed uno verso i due bimbi al punto che, abbiamo distribuito gli applausi fra loro due e gli artisti. Ricordo che mio padre domandò loro il nome. Ha risposto la più piccolina: siamo Luca e Luana. Due nomi, che mi sono rimasti impressi e non so neppure perchè.

Molti anni dopo, leggevo dei successi ottenuto da due giovani allievi della scuola di ballo più nota di Cagliari , quella di Dolly Cau. La coppia dei giovanissimi Luka e Luana Fanni aveva trionfato a livello nazionale ed europeo facendo parlare i quotidiani e i TG regionali.

Per me, che ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme ma non avevo mai potuto praticare il ballo, vedere questi giovanissimi volteggiare con grande facilità ed emergere quali rappresentanti della mia terra , mi riempiva d’orgoglio. Ma ancor di più quando ho associato a quei due nomi , il volto dei due bimbi conosciuti tempo prima al circo.

Da adulta, per mantenermi in forma e colmare il desiderio di poter danzare con un minimo di tecnica, mi sono iscritta col mio futuro marito, alla scuola di ballo aperta proprio da Luca e Luana Fanni, ormai supercampioni e professionisti affermati. Ho ritrovato poi Luana come giurata nella nota trasmissione televisiva di Videolina ideata e condotta da Claudia Tronci, “Di che danza 6″, dove ero ospite, e non ho resistito a domandarle un’intervista. Volevo farle sapere quando l’avevo conosciuta, ma anche far conoscere ai miei lettori di Musicamore, com’è la vita di una campionessa a certi livelli, i sacrifici, lo studio, i viaggi, le gioie ma anche le delusioni.

Oggi quindi vi propongo la prima delle mie video-interviste che la riguardano. Mi spiace non aver potuto intervistare anche suo fratello Luka, attualmente in Indonesia  per impegni che riguardano la sua attività.


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guarda qui la SECONDA PARTE

guarda qui la TERZA PARTE

 

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Avevo appena 6 anni quando  ho capito che la mia vita sarebbe stata nel mondo della danza e dello spettacolo. Non era facile però  farlo capire agli altri, soprattutto ai miei genitori. Eppure, questo seme artistico ha continuato a crescere dentro di me .

Comincia così il racconto della  vita di Gabriele Vaccargiu, danzatore sardo , per l’esatezza di Terralba.

Più crescevo e più desideravo di far parte del mondo della danza, ma anche della televisione, dello spettacolo in genere. Era l’unica cosa che desideravo e non mi importava di nientaltro. A 13 anni ho provato a dirlo ai miei; inutile sottolineare che ho avuto come risposta un secco no. Troppi pregiudizi verso un ragazzo che vuol fare il ballerino, soprattutto se questo è nato e cresciuto in un paese del centro Sardegna!

Ma poi il sogno si è realizzato?

Non così presto come avrei voluto. Il fatto di non riuscire a fare ciò che desideravo mi ha bloccato anche nello studio facendomi abbandonare anche la scuola superiore . Mi sono chiuso in me stesso, nella mia cameretta.   La mia stanza si era trasformata materialmente in un piccolo studio televisivo dove potevo realizzare con la fantasia la mia grande passione.

Ma poi succede qualcosa di importante.

Un giorno, a Terralba, apre una palestra che comprende anche un corso  di aerobica. Decido di frequentarla; una  disciplina questa, che si avvicinava molto alla danza moderna, la mia passione. Più avanti poi il maestro del mio corso mi propose  di frequentare un corso di danza che si sarebbe tenuto da lì a poco. E’ allora che ho capito che poco per volta il mio sogno si stava realizzando!

A distanza di un anno circa, anche ad  Oristano,  il capoluogo vicino al mio paese, Caterina Urru fonda la scuola Artist – Projet, una scuola che aveva lo scopo di formare artisti completi, dalla danza alla recitazione e al canto.

Decido di frequentarla. Da qui nasce anche il desiderio di riprendere gli studi superiori abbandonati nella mia adolescenza e così mi rimetto sui libri e mi diplomo alla scuola d’arte. Mi sto rendendo sempre più conto  che le occasioni per portare avanti il mio progetto diventano più frequenti: dai concorsi agli stages di specializzazione.

Ma qual’ è stato quello che ha determinato un cambiamento  decisivo nella tua vita?

Sicuramente il concorso di Olbia : “Vetrina della Danza“. In questa occasione vinsi la Borsa di studio per frequentare a Milano il MAS,  una vera e propria scuola della durata di 3 anni, dove si formano professionisti completi per il mondo dello spettacolo. Ho ricevuto il premio dalle mani di Susanna Beltrami che poi è anche  direttrice del corso.

Mi parli della tua collaborazione con Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della popolare trasmissione di Videolina “Di che danza 6″ giunta alla 4 edizione?

Claudia abitava nel mio stesso paese, eravamo vicini di casa, ma la nostra conoscenza si è approfondita molti anni dopo con un legame professionale che ci ha portato a vincere il Premio per la migliore coreografia al Festival della danza di Sanremo patrocinato dall‘UNICEF  , e diretto da Deyla  e Tony del Core.
Con lei ho  danzato in diverse  occasioni e fra queste nell’ Omaggio a Giusy Devinu organizzato dal Teatro Lirico di Cagliari  al Parco della Musica nel 2012 in occasione della Giornata Europea della musica.

Insomma, la tua vita professionale  pian piano ha preso forma.

Si , fra spettacoli, coreografie e  insegnamento, posso dire di aver realizzato il mio sogno.

Quali sono fino ad ora, le cose che ti hanno dato maggior soddisfazione?

Sicuramente aver fatto parte dei cast  di molte Opere al Teatro Lirico di Cagliari e quindi l’ aver lavorato con coreografi, registi e cantanti di fama internazionale. In una di queste mie partecipazioni ho conosciuto il tenore Cristiano Cremonini che mi ha proposto di realizzare la coreografia di una Traviata al Teatro Guardassoni di Bologna , sede di un’ importante Associazione Culturale  cui lui è presidente e il soprano Cinzia Forte direttore artistico nel settore lirico.

Gabriele Vaccargiu, non ha mai pensato neppure per un attimo di abbandonare l’idea di voler fare il ballerino, l’artista. La sua costanza, nonostante le difficoltà iniziali, è stata premiata. Un esempio da seguire, un messaggio diretto a tutti coloro che hanno dentro  una grande passione ma che non lottano abbastanza per poterla realizzare, abbandonando il percorso davanti ai  primi ostacoli.

 

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foto di Paolo Magnanelli

Si è conclusa con successo ieri sera la terza edizione della  trasmissione “ Di che danza 6” sulla emittente sarda Videolina. Un successo in crescendo,  puntata dopo puntata grazie alla forza di volontà dell’l’ideatrice e conduttrice Claudia Tronci.

Lei si è dedicata da subito anima e corpo alla realizzazione dello spettacolo,  contattando le scuole di danza personalmente, gli ospiti, i giurati e preparandosi con grande professionalità nei dettagli affinchè tutto potesse scorrere senza intoppi. Ha affrontato mille difficoltà causate spesso dalle distanze. Le scuole di danza arrivavano da tutta la Sardegna e tanti ragazzi spesso, a causa dei problemi scolastici o di salute, erano costretti a disdire all’ultimo momento, è allora che Claudia doveva trovare subito una soluzione per non lasciare il programma sguarnito! Una  perseveranza che è stata premiata .Il pubblico l’ha ripagata con tantissime manifestazioni d’affetto e soprattutto mostrando il desiderio di poter vedere  una nuova edizione.

Di fondamentale importanza è stata anche la giuria tecnica formata da artisti di grande esperienza e competenza: Assunta Pittaluga che sicuramente può vantare di essere stata la maestra di tantissimi ragazzi oggi maestri ,  Roberta Marcialis e Pino Perria maestri di tango, e ancora Roberto Magnabosco, Luca e Luana Fanni, Donatella Deidda, Davide Cauli, Roberto Meloni, Marc Aurelio. Maestri specialisti nelle più svariate forme di danza.

Insomma, una trasmissione- lezione che ha fatto conoscere in profondità la danza a chi la conosceva solo superficialmente e che ha reso viva una sana competizione fra i giovani  danzatori delle scuole sarde che ora si sentiranno spronati a continuare ma col ricco bagaglio di  consigli dei maestri della giuria.

I miei personali complimenti a tutti i vincitori di questa terza edizione “Di che danza 6” e l’augurio di poterli nuovamente rivedere nelle prossime edizioni.

III  posto PZF COMPANY di Matteo Atzeni – Monserrato (CA) nella categoria Hip
II e I posto a pari merito Street School di Quartucciu di Valentina Tocco

 e  CENTRO STUDI DANZARTE di Uta (CA) di Michela Mua

STREETSCHOOL di hip hop mentre CENTRO STUDI DANZARTE è contemporaneo

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Claudia tronci

E’ ricominciata alla grande la trasmissione “Di che danza 6” sulla emittente televisiva Videolina. Un appuntamento arrivato alla terza edizione con un continuo crescendo di successi. Quest’anno la trasmissione si è arricchita ancora di nuovi contenuti con  tanti ospiti oltre alla consueta gara di ballo fra le scuole di danza di tutto la Sardegna.

La prima rubrica si intitola Ballerino per un giorno e consiste nell’ospitare un personaggio famoso e cercare di farlo ballare con alcuni componenti la giuria. Saranno infatti loro, a turno e con discipline diverse, ad occuparsi dell’ospite, insegnandogli qualche passo di danza. Nella prima puntata il ballerino per un giorno è stato il tenore cagliaritano Gianluca Floris; il compito di creare per lui una piccola coreografia era affidato ad Assunta Pittaluga, presidente della Giuria. La performance ha visto alcuni simpatici momenti su brani del grande Quartetto Cetra, ma anche di brani tratti da musicals.

La seconda puntata  invece ha ospitato  un personaggio davvero eccentrico: il cantante rock Joe Perrino che si è esibito in un tango dopo aver assistito alla performance di due maestri tangheri: Roberta Marcialis e Pino Perria  .

Questa sera alle  ore 21 ci sarà la terza puntata . Sarà davvero interessante vedere quale sarà “Il ballerino per un giorno” odierno!

Questa di oggi però sarà anche una  puntata particolare perchè fra una gara e l’altra, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite questo mio blog Musicamore subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci halasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza e del teatro. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.


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L’autunno è alle porte,  la scuola sta ricominciando e pure il lavoro.  Il poco tempo libero lo si divide fra i vari hobby: palestra , PC,TV ecc. Ed è proprio di quest’ultima che voglio parlare.

Da quando è nata la mia passione per i blog, per facebook e per internet in generale, dedico alla TV veramente poco spazio. Le poche trasmissioni che mi interessano sono legate al mondo della cultura e dello spettacolo.

Due anni fa, facendo zapping, sono rimasta attratta da una trasmissione sulla danza dell’emmittente regionale Videolina, s”intitolava “Di che danza 6″. Mi ha colpito subito la formula della competizione fra allievi delle  scuole di danza regionali  . Una gara con tanto di giurati, professionisti delle più svariate discipline: dalla danza classica al ballo jazz, dalla danza moderna al latino americano. Conduttrice di questa trasmissione,  una ragazza garbata e molto professionale: Claudia Tronci.

Evidentemente  questa trasmissione ha avuto un buon seguito e lo conferma il fatto che Videolina quest’anno, abbia deciso di riproporla per la terza volta con la stessa formula e in più, con tante novità, e questo grazie anche alla conduttrice che in questa trasmissione ci ha creduto da subito.

Per il mio blog Musicamore,  Claudia ha rilasciato una bella intervista dove ci racconta come sono andate le cose e soprattutto si racconta, facendoci conoscere anche com’ è nata la sua passione per la danza.


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Ho assistito ieri ad un saggio spettacolo molto interessante. E’ la seconda volta che assisto ad un saggio della scuola “Arabesque” e ne esco sinceramente sempre ben impressionata. Intanto è stato uno spettacolo vario. Insieme ai ragazzi e ragazze ballerine della scuola, c’era anche il il tenore, il giovane talento vocale , il giocoliere, il comico.   Le diverse classi erano sia  di danza classica ma anche di danza moderna, hip hop e brack dance.

Quest’ultima è stata di particolare interesse, soprattutto per ciò che riguardava i brani musicali, la coreografia e scenografia.

La scelta delle proiezioni scenografiche è stata vincente e molto suggestiva. I ballerini “di strada” di brack dance appunto, hanno mostrato di essere ad un buon livello anche se, qualche genitore presente in sala , non ha gradito. Peccato per loro.

Il maestro Roberto Magnabosco è proprio uno showman nato. Un vero padrone della scena sia come ballerino ma anche, ( come in questo caso) ,come  conduttore. Disinvolto e sorridente ha fatto scivolare la serata senza alcun intoppo ed anzi, trovando le parole giuste quando questa ha mostrato una piccola defaillance.

Fra gli ospiti della serata, c’erano la grande Assunta Pittaluga, vera icona della danza cagliaritana, Claudia Tronci, ballerina e conduttrice della seguitissima trasmissione di Videolina “Di che danza 6?” e Gabriele Vaccargiu anche lui ballerino . Insieme, come conclusione di tutto lo spettacolo,hanno danzato con le bambine del corso di danza classica, brani trati dallo Schiaccianoci.

Un plauso a tutti i maestri ed in particolare a Benedetta Bucceri,  anche organizzatrice dell’evento.


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Fra le mie tante passione c’è sempre stata anche quella di documentare eventi attraverso foto e video, passione  tramandata da mio padre. Lo ricordo, (ed ero veramente piccola) con la sua macchina fotografica e poi con la sua telecamera che documentava  diversi momenti della nostra infanzia, e dell’ultimo periodo di vita di mia nonna, intervistandola del suo passato. Ma allora non esistevano le riprese con l’audio e la documentazione si fermava alle espressioni del viso. Lui però aveve sempre il registratore  a portata di mano (il mitico Gelosino)  registrando così le voci anche di noi bambini e delle nostre prime canzoncine. Ho diverse testimonianze dell’epoca che mi riprometto sempre di digitalizzare per non perderle . Anche io, come lui, do’ un piccolo contributo alla storia ed in particolare a quella del mio ambiente lavorativo: il Teatro. In occasione della Festa della Musica ho cercato di documentare , anche se solo pochi minuti, di tutto ciò che è accaduto. Dalle presentazioni alle esibizioni. Chiunque volesse rivedere i momenti della giornata del 21 giugno può farlo attraverso il mio canale youtube.

Qui di seguito pubblico un video dell’ultimo evento della giornata, quello dedicato  alla mia compagna di studi Giusy Devinu. Un quartetto di danzatori ( Assunta Pittaluga, Claudia Tronci, Roberto Magnabosco e Gabriele Vaccargiu) ha  voluto omaggiare l’artista cagliaritana danzando sulla sua voce, in due brani: il famosissimo Brindisi della Traviata col tenore Pietro Ballo e l’Aria della Pazzia tratta dalla Lucia di Lammermoor. La speranza che Il Parco della Musica (luogo dell’evento) possa essere dedicato al soprano, è sempre viva. Intanto la sua voce ha cominciato a  risuonare proprio lì in quel parco.  FACEBOOK -Un parco per Giusy 


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Cosa succede quando uno scrittore e un coreografo s’incontrano? Beh, come minimo nasce un’idea bellissima.

E’ il caso dello scrittore ,Ignazio Salvatore Basile, autore del libro sulla vita del garibaldino Gaspare Nicolosi “Dalla Sicilia al Piemonte“( vi invito ad andare  qui sul suo blog per  leggere l’ispirazione di questo romanzo) e del ballerino coreografo Roberto Magnabosco.

Basile racconta a Magnabosco  come è nato il suo ultimo romanzo e soprattutto quale è stata la musa ispiratrice ; lui ascolta e lancia subito un’idea: perchè non farne un Musical? Basile ha la penna facile,come un cow boy nel far west con la sua pistola e, nell spazio temporale di un mese, il libretto è lì bello e pronto.

Da musicista-cantante dò uno sguardo e mi rendo conto che la cosa e fattibile.  Mi metto subito alla ricerca del compositore che ne componga la musica. Mi arriva una segnalazione per il musicista Franco Corda il quale,  ha accettato subito con entusiasmo mettendosi subito a lavoro. E anche le musiche quindi  sono quasi pronte.

Ecco il lavoro che comincia  a prendere forma: Magnabosco sarà il coreografo ufficiale (con la stretta collaborazione di Benedetta Bucceri e la partecipazione straordinaria di Assunta Pittaluga) e metterà una prima pietra a quello che si prospetta un musical tutto sardo.

Con un coreografo così è impossibile non trascinare dentro altri personaggi di buon livello del mondo della danza. Perchè non dare il ruolo  della protagonista alla ballerina-conduttrice Claudia Tronci? Avete presente la trasmissione di Videolina “Di che danza 6″? Magnabosco ma anche Basile hanno visto subito in lei le fisique di role della protagonista del romanzo.

Che dire: le premesse per la buona riuscita dello spettacolo ci sono tutte.

Ora si tratta di metterci tutti a lavoro per la buona riuscita di questa idea nata per caso ma, cosa molto importante, si cercano  sponsor perchè purtroppo l’entusiasmo degli artisti da solo non è sufficente a sostenere le spese che si andranno ad affrontare.  Chiunque fosse interessato quindi, può lasciare una mail a questo blog (ottottobre@tiscali.it).

Riusciranno i nostri eroi a produrre un musical made in Sardegna?

 

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 Gran finale, questa sera su Videolina, della trasmissione “Di che danza 6” ideata e condotta dalla ballerina Claudia Tronci.
La  fortunata trasmissione, che chiude con oggi la seconda edizione, vedrà stasera la proclamazione della scuola isolana vincitrice.
Per tutti gli appassionati di danza, ma anche per coloro che la danza la seguono occasionalmente, questa è un’occasione da non perdere.
Personalmente sono rimasta molto affascinata da tutte quelle forme di danza meno conosciute,in particolare dalle scuole di danze orientali   praticata da persone di ogni età.
Infatti lo scopo della trasmissione, oltre che mettere in evidenza i migliori talenti isolani, era anche quello di diffondere la danza in tutte le sue sfumature e soprattutto senza limiti d’età.
Sono passati i tempi in cui la danza era solo per pochi e  giovanissimi!
Quando ero ragazzina, la danza era una delle forme artistiche che mi affascinava di più dopo la musica, ma una mia compagna di scuola, che studiava danza classica, mi diceva che io ormai ero grande (forse avevo 12 anni) per iniziare a danzare, perchè solo chi cominciava a 4 anni e soprattutto chi aveva il “fisico giusto”, poteva praticare questa forma d’arte.
Crescendo però, non ho mai abbandonato l’idea di provarci e appena ho avuto l’occasione mi sono iscritta in una scuola di danze latino americane e ballo di sala, soprattutto perchè, nel mio lavoro, capitava che qualche regista pretendesse che anche noi, indiversi momenti delle Opere Liriche facessimo qualche passo di danza come Walzer, polka, tango o anche semplici minuetti. Il mio primo  maestro è stato un campione, Luca Fanni. Guarda caso l’ho rivisto, proprio in questa trasmissione, nelle vesti di giurato con la sorella Luana, una coppia che ha portato alta la bandiera del ballo cagliaritano in tutto il mondo vincendo numerosi premi.
La giuria della trasmissione infatti è composta da mestri e campioni di altissimo livello che rappresentano tutte le forme della danza da Roberto Magnabosco per la danza classica a Pino Perria per il Tango, Luca e Luana Fanni per il latino americano, tanto per citarne alcuni.
Appuntamento quindi a stasera, su Videolina alle ore 20,45.

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Quasi un anno fa, su facebook, aprivo una pagina dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu: Un parco per Giusy.  Il mio intento era quello di promuovere l’idea di dedicarle il Parco della Musica di Cagliari di recente inaugurazione. Hanno aderito più di 1200 persone, ancora poche, ma allo stesso tempo abbastanza, considerato che fanno parte del ristretto  mondo della lirica. Per chi ancora non la conoscesse, Giusy Devinu è stata una grande artista della mia città, nonchè compagna di studi musicali, che ha portato alto il nome della nostra terra nei più grandi teatri del mondo. Purtroppo è venuta a mancare troppo giovane. Aveva 47 anni ed era nel pieno della sua carriera.

Il giornalista Lanfranco Visconti ha seguito questa sua carriera passo dopo passo, collezionando gli articoli delle sue esibizioni, registrazioni, foto, interviste e contattando personalmente tutti i grandi artisti che si sono esibiti con lei .(E’ in stampa la biografia che le ha dedicato).

Grazie a questa preziosa collaborazione ho potuto arricchire anche il blog che  le dedicai l’anno della sua morte. In questo modo tutti coloro che lo desiderano potranno così conoscerla in maniera più approfondita visitando appunto il blog Amici di Giusy. Troveranno qui centinaia di foto e video, ma anche le testimonianze dirette di moltissimi artisti che l’anno conosciuta e che hanno lavorato con lei. Prestigiose collaborazioni come Riccardo Muti, Liliana Cavani , Franco Zeffirelli ecc.

Ho la speranza che i dirigenti comunali non si dimentichino di questa mia proposta. Sono tantissimi gli artisti fra cantanti,attori e ballerini che si sono messi a disposizione per  esibirsi gratuitamente per il grande evento della nomina del Parco. Fra i tanti il ballerino-coreografo Roberto Magnabosco e la ballerina Claudia Tronci conduttrice della trasmissione televisiva “Di che danza 6″ che durante la trasmissione, anche recentemente, l’hanno ricordata.

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saggio danza magnaboscoFinalmente uno spettacolo-saggio di danza dove le bambine oltre a danzare si divertono! rob

Ho avuto per anni terrore di questi momenti di spettacolo. La mia figlia maggiore ha danzato fin da piccolissima e i saggi di fine anno erano veri incubi, prove stressanti che in prossimità dell’evento duravano giornate intere piene di preoccupazioni per forcelline e ciuffi fuori posto, calze, tutù, merende, scarpette, trucco, ecc. ecc. che dovevano essere perfetti altrimenti l’insegnante sgridava mamma e figlia finendo spesso in un pianto dirotto.
Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo bello, rilassante, divertente e allo stesso tempo istruttivo per queste piccole danzatrici che si stanno affacciando nel mondo della danza.

Il bellerino-coreografo Roberto Magnabosco ha strutturato la serata in un clima  di serenità,  ha dialogato col pubblico coinvolgendolo e facendo si che fosse parte determinante dello spettacolo stesso.

In apertura Roberto ha voluto dedicare lo spettacolo alla grande artista cagliaritana, il soprano Giusy Devinu ed ha voluto sottolineare l’idea di poter dare il nome di questa nostra artista al Parco della Musica. Mi ha poi invitato sul palco affinchè dessi la mia testimonianza  per ricordarla quale compagna di studi e artista raffinata.

Insieme per Giusy affinche il Parco possa portare il suo nome. (su facebook Un parco per Giusy)


Ha poi ripreso introducendo il corso di danza propedeutica in maniera simpatica ed originale: le piccole danzatrici hanno raccontato alcuni episodi della vita di Mozart danzando poi
sulla sua musica.  Fin da piccoli e nella maniera più semplice le bambine hanno imparato a conoscere il musicista e la musica sulla quale hanno mosso i primi passi di danza e questo è sicuro che non lo dimenticheranno. Fare cultura sin dai primi anni è cosa grande!
Le ha poi invitate a superare la timidezza presentandosi col proprio nome, qualcuna ha recitato una poesia ma c’è anche chi ha cantato. Mi ha colpito la piccola Aurora che ha intonato benissimo un canto tradizionale sardo.

Roberto è riuscito così ad unire le tre arti: danza, poesia e canto.
Canto che poi è stato ripreso dal tenore Daniele Putzolu, che in qualità di ospite ha proposto la popolare canzone “Voglio vivere così”.
Madrina della serata è stata la ballerina Claudia Tronci che abbiamo avuto modo di conoscere  come presentatrice raffinata della trasmissione di Videolina “Di che danza 6?”. Ha raccontato dell’impegno e della soddisfazione per la fortunata trasmissione e poi degli anni di studio nella scuola di danza della mitica Assunta Pittaluga e della mancata possibilità di poter danzare proprio con Roberto Magnabosco che già all’epoca ammirava come ballerino affermato e protagonista di tanti spettacoli in TV anche con la grande Raffaella Carrà.
Claudia ha poi raccontato della passione della sua famiglia per la storia sarda e per la danza  medioevale, legate al  periodo di Eleonora D’Arborea. Una  passione che impegna tutta la famiglia alla realizzazione di centinaia di costumi dell’epoca e all’organizzazione di spettacoli di quel periodo storico sardo.   Mi riprometto di approfondire questo argomento in un prossimo post.
Ho dovuto abbandonare lo spettacolo a malincuore, al termine della prima parte a causa di impegni personali, ma sono uscita contenta e soddisfatta per una serata all’insegna dell’arte e della cultura nel senso più alto del termine .
La serata era organizzata dalla scuola ARABESQUE di Betty Bucceri e Roberto Magnabosco e prevedeva un gemmellaggio artistico fra la scuola Tower Gim Club di Torre degli Ulivi (Capoterra) e Budokan di Cagliari.

Ecco in questo video alcuni momenti della serata.


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Videolina - Di che danza 6

Videolina - Di che danza 6

Di questi tempi è sempre più raro vedere spettacoli di qualità in televisione  e soprattutto nelle televisiotroncini locali.  Sulla scia della popolare trasmissione di RAI UNO, “Ballando con le stelle“, è nata, sull’emittente regionale sarda Videolina, ” Di che danza 6“, una sfida di ballo fra le migliori scuole della Sardegna.

Nata un po’ in sordina ha avuto un crescente successo dovuto anche al livello elevato dei partecipanti ed alla garbata e puntuale conduzione di Claudia Tronci ideatrice del programma.

Ieri, durante la puntata finale, la severa e importante giuria composta da maestri di fama internazionale come Roberto Magnabosco, Pino Perria e Roberta Marcialis, Luka e Luana Fanny, Assunta Pittaluga e Davide Cauli, ha assegnato il 1° premio alla scuola sassarese : CENTRO SPORTIVO CANOPOLI: sincronia, ritmo e originalità nelle coreografie hanno caratterizzato l’esibizione vincente .  iIl 2° e 3°premio invece è andato alle scuole

ACADEMYA DANZA Y TEATRO di Cagliari e

JELLICLES di Dorgali.

Colgo inoltre l’occasione per  ringraziare il ballerino coreografo Roberto Magnabosco che, durante la trasmissione, ha voluto sottolineare il desiderio di tanti artisti e comuni cittadini cagliaritani nel voler dedicare il neo-nato Parco della Musica al soprano Giusy Devinu per la quale ho aperto un gruppo su Facebook che si intitola “Un parco per Giusy”


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