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I giovani allievi della scuola media Istituto Comprensivo Colombo di Cagliari, si sono esibiti ieri, presso l’aula magna del Rettorato di Cagliari, in un concerto d’apertura alle premiazioni del concorso “A scuola di Costituzione” , indetto per le scuole primarie e secondarie.

La piccola orchestra era composta da pianoforte, violini, chitarre e flauti traverso. I ragazzi erano gli allievi delle classi di  chitarra, prof Angela Marras, violino prof. Rosaria Aru    flauto traverso prof.Giorgia Soddu e pianoforte prof. Valerio Carta   .

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Daniela Pes è stata l’asso piglia tutto del Premio Andrea Parodi 2017, l’unico contest italiano dedicato alla world music, in scena al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari da giovedì a sabato con la direzione artistica di Elena Ledda.

Alla giovane cantante sarda sono andati entrambi i riconoscimenti principali: il premio assoluto e quello della critica. Ma non solo: a lei anche il premio della giuria internazionale, la menzione per la miglior musica, quella per il miglior arrangiamento ed il premio dei ragazzi in sala.

La menzione per il miglior testo è andata invece ai Rebis e quella per la migliore interpretazione a Giuditta Scorcelletti. Il riconoscimento per la migliore renterpretazione di un brano di Andrea Parodi (eseguito venerdì da tutti i concorrenti) se lo sono aggiudicati i Musaica, che hanno anche portato a casa la menzione dei concorrenti a pari merito con Aksak Project e Rebis. I premi sono realizzati dall’artista orafa Maria Conte.

Durante la serata finale la portoghese Daniella Firpo ha ricevuto il Premio Bianca d’Aponte International, assegnato scegliendo una artista straniera fra tutte le iscritte al Parodi grazie al gemellaggio fra i due contest. Come già annunciato, il Premio Albo d’oro è andato invece al regista Gianfranco Cabiddu.

Daniela Pes è nata a Tempio Pausania nel 1992. Nonostante la giovane età ha collaborato con gli artisti più in vista del panorama del jazz sardo. Recentemente ha allargato il suo approccio stilistico alla musica elettronica e alla world music. Ha portato in gara il brano con “Ca Milla Dia Dì” (tratto da una poesia in gallurese di Don Baignu Pes). Con lei si sono esibiti Christian Marras al chapman stick e alla direzione artistica, Roberto Schirru alla batteria e programmazioni, Andrea Pica alla chitarra elettrica.

Gli altri finalisti erano gli Aksak Project con “Agouamala” (cantata in sabir), Davide Campisi con “Piglialu” (in siciliano), Daniella Firpo con “Destino” (in portoghese), i Musaica con “Inferno V”, (in calabrese), Frida Neri con “Aida” (in italiano), Daniela Pes con “Ca Milla Dia Dì” (in gallurese), i Rebis con “Cercami nel mare ????? ??? ?? ?????” (in arabo), Il Santo con “Magarìa” (in calabrese), Giuditta Scorcelletti con “Se tu sapessi…” (in italiano e toscano). I turchi Entu non hanno potuto invece partecipare per un inconvenente alle serate finali.

 

Il Premio Andrea Parodi ha toccato quest’anno il traguardo della decima edizione. Nella serata finale insieme ai finalisti si sono avvicendati sul palco tre ospiti di rilievo che hanno dato vita ad esibizioni emozionanti: l’interprete bosniaca Amira Medunjanin (accompagnata dal chitarrista Ante Gelo), i Tenores Di Bitti “Remunnu ‘e locu” e Luisa Cottifogli in duo col violoncellista Enrico Guerzoni. La cantante romagnola in apertura e chiusura di serata ha anche avuto modo di duettare con Elena Ledda. Hanno presentato la serata Ottavio Nieddu con Gianmaurizio Foderaro.

La manifestazione intende ricordare Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

La vincitrice ha diritto ad un premio particolarmente consistente: un tour di otto concerti realizzato grazie ai fondi dell’art.7 L. 93/92 del bando del NUOVOIMAIE. Il premio si aggiunge a una somma in denaro erogata a copertura di tutti i costi di master class, eventuale acquisto o noleggio di strumenti musicali, corsi e quant’altro il vincitore sceglierà per la propria crescita artistica e musicale, per un importo massimo di 2.500 euro. Inoltre, gli verrà offerta l’opportunità di esibirsi alle edizioni 2018 del Premio Andrea Parodi, dell“European jazz expo” in Sardegna, di Folkest in Friuli, del Negro Festival di Pertosa (SA) e in altri eventi che saranno man mano annunciati.

Come vincitrice del Premio della critica, Daniela Pes avrà anche la possibilità di realizzare un videoclip del brano in concorso, offerto dalla Federazione degli Autori.

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foto di Barbara Derosa

UN BLUESMAN A “LA CHITARRA: REGINA PER UNA NOTTE”

di Tore Contu

Fonte: http://musica.vivereacagliari.com

Salvatore Amara e’ uno dei più noti chitarristi di Blues della scena sarda e per la seconda volta salirà sul palco del Fabrik per la seconda edizione de “La Chitarra: regina per una notte”.

Di Tore Contu.

Salvatore Amara, cantante e chitarrista, porta avanti una vera e propria missione, il Blues. Le sue serate diventano degli show grazie alle sue grandi capacità di rendere partecipe il pubblico agli spettacoli. Lo abbiamo incontrato per scoprire qualcosa di più sulla sua partecipazione a “La Chitarra: regina per una notte”.

Ciao Salvatore, oramai ti conosciamo bene, chitarrista blues cagliaritano, con all’attivo molti lavori, li vogliamo ricordare?

Salvatore: I miei album sono 4, e precisamente:
Wanted Dead Or Alive (1997), Back To The Blues (2011), The Blues Catcher (2014), Blues Is By My Side (2016) e un libro: Un Salto Nel Blues (Ed. Cuec 2015)

Eccoci alla seconda edizione de “La Chitarra: Regina per una notte”, quest’anno sei il “Patron” dell’evento ma sarai anche uno dei chitarristi. Spiegaci come è stato organizzare un evento come questo e come vivi il tutto (come hai scelto i musicisti. Se per te è un lavoro, un piacere, una fatica o cosa).

Salvatore: No, questa volta il patron dell’evento non sono io, ma e’ stato interamente organizzato da Marco Sotgiu, io sono solo uno dei fortunati chitarristi che vi prenderà parte

Da spettatori, noi tutti abbiamo trovato almeno due differenze rispetto alla prima edizione: la location e il fatto che tra i chitarristi che si esibiranno ce n’è uno scelto attraverso “una selezione”.

Salvatore: La location e’ differente rispetto a quella dello scorso anno e solo Marco Sotgiu puo’ illuminarti meglio in merito, cosi’ pure per quanto riguarda il chitarrista selezionato a seguito di audizione virtuale

Puoi raccontarci qualcosa in merito a progetti o pubblicazioni imminenti?

Salvatore: Ho di recente concluso un accordo con un professionista – imprenditore che in veste di co-produttore collaborera’ con me per la pubblicazione di un nuovo album che uscira’ nel 2018

Vediamo in locandina una serie di nomi, tra i quali il tuo, ma non sappiamo cosa aspettarci. Per esempio, cosa ci presenterai? Sarai accompagnato dalla Easy Blues Band o ci proporrai qualcosa come One Man Band?

Salvatore: In effetti sono l’unico chitarrista presente in questa seconda edizione tra quelli che hanno preso parte alla prima, e questo per il semplice fatto che mi sono volentieri assunto l’impegno, come richiestomi dall’organizzatore, di ripercorrere alcuni passaggi fondamentali della storia della chitarra, attraverso altrettanti generi musicali, passando dal blues di chicago a quello texano, dal country al boogie, dal rock’n’roll alla psichedelia, dalla ballata rock al funk, il tutto favorito dal fatto che in questi anni ho costruito un repertorio sufficientemente nutrito e variegato, che si presta per l’occasione
Sul palco, per agevolare la gestione dello spettacolo, non ci sara’ la Easy Blues Band, ma una sezione ritmica iper-collaudata, rappresentata da Valter Spada (al basso) e Matteo Medda (alla batteria), due ottimi musicisti con cui ho avuto l’onore e il piacere di lavorare in diverse occasioni

Non abbiamo dubbi che sarà un successo, vuoi aggiungere qualcosa?

Salvatore: Solo un invito: venite numerosi per sostenere questi progetti artistici, che costano tanta fatica e tanto lavoro, e quei pochi sognatori che ancora oggi sono disposti ad organizzarli solo per la gioia di rendere un servizio alla musica e ai suoi folli amanti

Per maggiori informazioni:

Leggi la biografia di Salvatore Amara

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Corso di violino barocco e musica d’insieme per archi 26-29/7/2016 Docente M° Enrico Parizzi
Corso di Violoncello barocco 26-29/7/2016 M°Adriano Fazio
Corso di chitarra, liuto, tiorba, prassi antica e intavolatura M°Massimo Lonardi

MASSIMO LONARDI
nato a Milano, ha studiato composizione con Azio Corghi e si è diplomato in chitarra classica con Ruggero Chiesa presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. In seguito si è specializzato nella prassi esecutiva del liuto seguendo seminari di studio a Milano,Firenze, Venezia e Basilea con il liutista Hopkinson Smith.
Svolge attività concertistica in Italia e all’estero. Ha curato edizioni di opere di Claudio Monteverdi e Girolamo Frescobaldi, una raccolta di musica popolare tedesca in collaborazione con Brigitte Gras e uno studio sulla realizzazione liutistica del basso continuo.
Ha preso parte a registrazioni radiofoniche e televisive ed effettuato cinquanta incisioni discografiche collaborando con numerosi gruppi di musica antica, tra i quali il Conserto Vago da lui fondato con la clavicembalista Ero Maria Barbero. Come solista ha registrato cd dedicati a Francesco da Milano e Petro Paulo Borrono, a Joan Ambrosio Dalza e alle composizioni per vihuela di Luys Milan. Ha inciso antologie dedicate alle musiche per arciliuto del Barocco italiano, alle composizioni per chitarra rinascimentale (Comienca la musica para guitarra), ai compositori spagnoli (Libros de musica para vihuela) e alla musica del tempo di Leonardo da Vinci (La figurazione delle cose invisibili, con la cantante Renata Fusco).
Il cd monografico dedicato alle composizioni per liuto di John Dowland ha vinto il primo premio per la musica strumentale “Musica e Dischi . Ha registrato i Concerti e Trii per liuto ed archi di Antonio Vivaldi e le Villanelle alla napolitana con Renata Fusco per la rivista Amadeus e, per la Rivista Classic Voice, coll.Antiqua, Musiche per liuto nelle stampe veneziane del’500. Da alcuni anni collabora con Matteo Mela e Lorenzo Micheli con i quali ha registrato un cd dedicato alle musiche per liuto, chitarra barocca e tiorba di Andrea Falconieri (La Suave Melodia).
Insegna liuto e musica d’assieme per strumenti antichi presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Franco Vittadini di Pavia , la Scuola di Musica Antica di Venezia ed i corsi estivi “Chitarra e altro” di Brisighella e “ILMAestate”di San Vito al Tagliamento. Dal 1990 è succeduto Ruggero Chiesa nell’insegnamento presso i corsi internazionali di perfezionamento di Gargnano.

ADRIANO FAZIO
vincendo a Napoli il Premio delle Arti, promosso dal M.I.U.R. sezione Musica Antica-Solisti ed a Parigi il Prix musical de l’Ambassadeur de Suisse en France et de la Fondation Royaumont si afferma come giovane talento nel panorama internazionale della musica antica.
Il suo brillante percorso artistico ha inizio appena quindicenne, chiamato ad esibirsi a Chicago in tournée con il pianista John Smith per la Fondazione “Belcanto” e per la North Western University. Contemporaneamente agli studi in Svizzera si è diplomato in Italia con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica “Vincenzo Bellini” di Palermo sotto la guida di Carmelo Nicotra. Nel proprio personale percorso di ricerca delle potenzialità espressive dello strumento, ha concentrato la propria attenzione sulle sonorità e le architetture della musica barocca. Dedicatosi dunque allo studio del violoncello barocco, ha conseguito la laurea di secondo livello con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale sotto la guida di Andrea Fossà. L’incontro con due delle più grandi personalità del panorama musicale internazionale, il violoncellista Christophe Coin e il direttore d’orchestra Antonio Florio, gli ha consentito di approfondire e perfezionare la prassi interpretativa dei componimenti di autori d’epoca barocca.Svolge un’intensa attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi per Associazioni, Enti e Fondazioni in Francia, USA, Svizzera e Italia, in particolare per l’Associazione Dino Ciani di Milano, l’Accademia Chigiana di Siena, la Cité de la Musique di Parigi, l’Associazione per la musica antica Antonio Il Verso, il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, la Fondazione Royaumont, Arezzo Summer Festival, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, I Turchini di Antonio Florio, il Club Unesco di Benevento, l’Orchestra Barocca Siciliana, lo Scarlatti Lab del Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, l’ISMEZ di Roma, l’AME di Catania, il Centre Culturel de Rencontre d’Ambronay. La nota etichetta discografica STRADIVARIUS ha pubblicato il suo primo disco dedicato alle musiche per violoncello barocco solo di J.S. Bach, G.M. Dall’Abaco, F. Supriano, G.B. Vitali, D. Gabrielli. Suona un violoncello anonimo, di presumibile provenienza ceca, degli inizi del 1800.

ENRICO PARIZZI
Violinista e violista, è stato tra i primi ad occuparsi di prassi esecutiva in Italia.
Ha collaborato con alcuni tra i maggiori specialisti della musica rinascimentale e barocca, come Renè Jacobs, Gabriel Garrido, Rinaldo Alessandrini, Konrad Junghänel, Dominique Visse, Jordi Savall, Bruce Dickey, Alan Curtis, Alice Piérot, Nigel Rogers, Maria Cristina Kiehr, Rolf Lislevand, Fabio Biondi, Enrico Onofri, Giovanni Antonini, François Fernandez, Diego Fasolis, Enrico Gatti, Riccardfo Minasi e tanti altri, con musicisti classici quali Giuliano Carmignola e Mariella Devia, compositori, musicisti popolari, di jazz, come Bireli Lagrène, di musica improvvisata, come Michel Godard.
E’ stato violino di spalla nel Parlement de Musique con Martin Gester, nel Teatro Armonico di Alessandro De Marchi, e nell’orchestra Ad Fontes di Zurigo. Attualmente, collabora come I viola con l’orchestra “Il Pomo d’Oro”. E’ stato ospite dei più importanti festival e stagioni concertistiche in tutta Europa, U.S.A., Canada ed Israele.
Ha effettuato numerose registrazioni radiofoniche e televisive in Italia ed all’estero ed ha al suo attivo oltre 70 CD per varie case discografiche, tra cui Astrée-Auvidis, Harmonia Mundi France, Alpha, Naïve, Accord, Ricercar, K617, Naxos, Opus 111, Symphonia, France Musique; le incisioni a cui ha partecipato hanno vinto numerosissimi premi, tra cui Diapason d’Or de l’année, Choc du Monde de la Musique, 10 de Répértoire, Académie Charles Clos, Premio Vivaldi di Venezia.
Insegna Violino e viola del periodo barocco e classico presso il Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli ed al Conservatorio di Verona, ed ha tenuto stages di violino, viola e orchestra barocca a Strasburgo, Oporto, Glasgow, Avignone, Verona, Corinaldo (AN), Montescaglioso (MT), Valdagno (VI). Inoltre, ha collaborato con l’Università di Tours e con l’Università di Rennes 2 per ricerche sulla musica italiana in Francia.

Costo di frequenza €170,00 effettivi – €80,00
Scadenza iscrizioni 12/07/2016
Info acmusicateatro@gmail.com

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Il cantautore Flavio Secchi in finale al IV Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini”, domenica 13 settembre alle 15 presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di Brunate (CO)

?Trasferta oltremare per il cantautore sardo Flavio Secchi, che domenica 13 settembre alle 15 salirà in qualità di finalista nell’ambìto palcoscenico del IV Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini” presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di Brunate, in provincia di Como. Protagoniste, per l’occasione, saranno le sue poesie inedite “Lo Stregone”“Il Bandito” e “Il Perditore di Treni”, sue recenti composizioni sul filo tra poesia e canzone. In attesa del suo prossimo lavoro discografico intitolato “Parole per Chitarra”, previsto per il prossimo autunno (ed. La Compagnia di Donida), Flavio Secchi continua a raccogliere consensi lungo lo stivale, confermando a suon di riconoscimenti il positivo e prolifico momento artistico vissuto. E’ di recente pubblicazione, infatti, la raccolta di poesie Aurisse uscita per Aletti Editore lo scorso giugno, che presenterà prossimamente in alcune tra le più prestigiose librerie di Cagliari.

IL PREMIO - Da Brunate, sospeso in cima a un colle da cui la vista spazia fino alle Alpi, prende origine la storia della poetessa Alda Merini, poiché in quel paese dimoravano i suoi nonni paterni. Per ricordare questo legame, la Biblioteca Comunale di Brunate bandisce un prestigioso premio letterario internazionale a Lei dedicato, arrivato quest’anno alla IV edizione. Il comitato organizzatore del concorso è composto da Ambrogio Borsani (curatore delle opere di Alda Merini), Flavia, Emanuela, Barbara e Simona Carniti (figlie della poetessa Alda Merini), Vivian Lamarque (poetessa) e dal sindaco del Comune di Brunate. Lagiuria tecnica, invece, è composta da Pietro Berra (presidente), Lucia Bellaspiga, Michelangelo Camelliti, Chiara Milani e Luisella Veroli. L’edizione 2015 inserisce alcune interessanti novità quali una nuova sezione dedicata a ‘Tesi di Laurea e saggi’ sull’opera di Alda Merini o che collocano l’opera ‘meriniana’ in un’analisi più estesa sulla poesia contemporanea e un nuovo premio speciale dedicato alla ‘Poesia al tempo dei social network’ per tracciare l’evoluzione del mondo poetico nei giorni nostri. La premiazione si terrà il giorno 13 settembre 2015 presso l’Auditorium Biblioteca Comunale in via Funicolare, 16.

L’ARTISTA Flavio Secchi inizia lo studio della chitarra classica e jazz nel 1994 con i maestri Paolo Alfonsi e Gianluca Corona. Nel 2009 consegue il diploma accademico in chitarra jazz presso il Conservatorio di Musica G. P. Da Palestrina di Cagliari sotto la guida del maestro Massimo Ferra, con una tesi su Wes Montgomery. Nel 2010 frequenta il St.Louis College of Music di Roma e dal 2012 inizia lo studio della chitarra flamenca a Siviglia. Al suo attivo vanta seminari e masterclass con musicisti di calibro internazionale tra i quali Pat Metheny, Roscoe Mitchell, Dave Douglas, Butch Morris, Rafael Riqueni e Eddy Palermo. Dal 2010, parallelamente alla sua attività da strumentista, intraprende la strada del cantautorato mettendo a frutto le sue passioni poetiche, letterarie e musicali. Collabora con Le Balentes, il Mogase Trio, gli Haiku Sensei, gli Aletheia, con la cantante Francesca Corrias. Nel 2013 prende vita il suo primo lavoro cantautorale, l’album Flavio Secchi & the Hall Kitchen, lavoro indipendente e autoprodotto con il quale ha partecipato all’Ichnusa Music Contest qualificandosi tra i primi 20 artisti su oltre 600 iscritti. Un suo brano è entrato, inoltre, in una delle compilation in allegato al quotidiano L’Unione Sarda. Nel novembre 2014 si aggiudica il “Premio La Compagnia” e il ”Premio Ricordando il Maestro” al Premio Donida – “Il Talent dei compositori”. Nel febbraio 2015 l’artista entra a far parte del circuito di Sp Produzioni, impresa di gestione e servizi nel campo dello spettacolo. Nello stesso anno inizia la collaborazione con la band SIKITIKIS in qualità di chitarrista, partecipando alla registrazione del quinto album intitolato “Abbiamo Perso”.

IL LUOGO - Brunate è un comune italiano della provincia di Como in Lombardia. Il paese è noto soprattutto per la presenza di numerose ville in stile eclettico e liberty, per la presenza di una funicolare che la collega alla città di Como e per i numerosi punti panoramici da cui si può vedere l’intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini. Per quest’ultima caratteristica, Brunate è nota come il “Balcone sulle Alpi”. (Biblioteca Comunale di Brunate – visualizza la mappa su questo link).

 Appuntamento, quindi, domenica 13 settembre alle 15 presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di Brunate, in provincia di Como.

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I concerti dai balconi nel centro storico cagliaritano sono sempre un successo assicurato. Estate e inverno, non fanno differenza. La moda si sta diffondendo sempre di più perchè il pubblico mostra gradire qualunque musica proposta, l’importante  che sia di qualità.

Per Cagliari però, questa “moda” non è una novità.

Il pianista Valerio Carta,  scavando nella memoria , ci ricorda  che  il primo concerto risale ad   una quindicina d’anni fa,  presso il quartiere La Marina ove il pianista  Giuseppe Maggiolo Novella  suonava da un balcone. In seguito anche il tenore  cagliaritano Gianluca  Floris si esibì ( in questo caso sotto il balcone), accompagnato  alla chitarra da Roberto Deidda  con la collaborazione dell’attore Simeone Latini che recitava i classici della letteratura, ”omaggiando romanticamente” tre ragazze affacciate in tre balconi differenti che si affacciavano sulla Piazzetta Savoia.

Lo stesso maestro Valerio Carta in seguito, tra maggio e giugno 2012 , suonò dai balconi di Villanova, sopra il cafè Bistrot, in due concerti differenti con tenore e soprano,, e successivamente, nel giugno 2012, altro concerto  in Piazza S. Sepolcro, proponendo due interventi con la collaborazione di Simeone Latini, Luigi Masala (tenore), Vittoria Lai (soprano) che cantavano da un balcone dell’Hostello Marina.

Infine, nel maggio 2013, è ancora un balcone dell’ex liceo artistico in Piazza Dettori ad ospitare un tenore e un soprano. Dallo scorso anno poi sono nati i concerti della rassegna di Villanova “Suono al civico ” .

 

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“DECIMART Rassegna di arte contemporanea Pittura fotografia scultura Decimomannu, 29/30 e 31 maggio 2015”

Decimomannu si dipinge di Creatività con DECIMART, la tre giorni di Rassegna d’Arte Contemporanea, giunta alla 8° edizione, che vede protagonisti quaranta Artisti di Decimomannu tra cui l’artista di origine
cagliaritana Lidia Licheri.

PROGRAMMA:

Venerdì 29 Maggio:
09:00 – 13:00 – L’Arte spiegata ai Ragazzi
18:00 – Vernissage
Banda Musicale Under 16 “Giuseppe Verdi” di Siliqua

Sabato 30 Maggio:
09:00 – 13:00 – L’Arte spiegata ai Ragazzi
15:00 – Pittura in freestyle
18:00 – Duo pianoforte e chitarra di Edoardo Massa e Matteo Maccioni
19:00 – Priamo Farris presenta il suo libro

Domenica 31 Maggio:
19:00 – Coro Polifonico Chorodìa
20:00 – Premiazione e Finissage

L’Evento è patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Decimomannu, ed è stato organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con VolArt, il ‘Comitato Volontario di Artisti Curatori’ che nasce con lo scopo di diffondere la Cultura Artistica attraverso l’organizzazione di eventi, e a cui quest’anno è stata affidata la Curatela.

Passione, talento, energia, sono le parole d’ordine di questa edizione che vi offrirà un’immersione totale nella Creatività e nelle emozioni che solo l’Arte può dare.

ORARI DI VISITA:
29, 30, 31 Maggio
Mattina: dalle 09:00 alle 13:00
Pomeriggio: dalle 15:00 alle 20:00

per info: volart.decimo@gmail.com

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Prosegue il tour nei locali di Cagliari e hinterland per il cantautore cagliaritano Flavio Secchi, che venerdì 13 marzo alle 21:30 al Murphy’s Pub di via Carmine ad Assemini presenterà il suo ultimo videoclip intitolato “La Canzone dell’Amicizia”. Seguirà un’esibizione live dell’artista nella quale sará possibile ascoltare i brani del suo ultimo album “Flavio Secchi and the Hall Kitchen” e alcuni assaggi dei suoi inediti di prossima pubblicazione. 

IL VIDEOCLIP - Dopo la fortunata esperienza al Premio Donida – “Il Talent dei compositori” che nello scorso novembre lo ha visto aggiudicarsi due importanti riconoscimenti (“Premio La Compagnia” e “Premio Ricordando il Maestro”), il cantautore Flavio Secchi dà conferma del suo prolifico e fecondo momento artistico presentando il suo ultimo videoclip dal titolo “La Canzone dell’Amicizia”, ideato, scritto e diretto dal regista Joe Bastardi. Il lavoro, interamente girato nella città di Cagliari, vede la partecipazione della piccola attrice Viola Scuderi e si muove sulle note dell’omonima canzone tratta dall’album “Flavio Secchi and The Hall Kitchen” (2013). I costumi e il trucco sono stati curati da Laura Mura, il doppiaggio da Silvia Carboni e il sound design da Andrea Aru. Per l’occasione verrà allestito un maxischermo sul quale sarà possibile visionare l’intero videoclip.
L’ARTISTA - Flavio Secchi inizia lo studio della chitarra classica e jazz nel 1994 con i maestri Paolo Alfonsi e Gianluca Corona. Nel 2009 consegue il diploma accademico in chitarra jazz presso il Conservatorio di Musica G. P. Da Palestrina di Cagliari sotto la guida del maestro Massimo Ferra, con una tesi su Wes Montgomery. Nel 2010 frequenta il St.Louis College of Music di Roma e dal 2012 inizia lo studio della chitarra flamenca a Siviglia. Al suo attivo vanta seminari e masterclass con musicisti di calibro internazionale tra i quali Pat Metheny, Roscoe Mitchell, Dave Douglas, Butch Morris, Rafael Riqueni e Eddy Palermo. Dal 2010, parallelamente alla sua attività da strumentista, intraprende la strada del cantautorato mettendo a frutto le sue passioni poetiche, letterarie e musicali. Nel 2013 prende vita il suo primo lavoro cantautorale, l’album Flavio Secchi & the Hall Kitchen, lavoro indipendente e autoprodotto con il quale ha partecipato all’Ichnusa Music Contest qualificandosi tra i primi 20 artisti su oltre 600 iscritti. Un suo brano è entrato, inoltre, in una delle compilation in allegato al quotidiano L’Unione Sarda. Nel febbraio 2015 l’artista entra a far parte del circuito di Sp Produzioni, impresa di gestione e servizi nel campo dello spettacolo.

Media Partner dell’evento è Unica Radio, webradio degli studenti dell’Università di Cagliari e la presentazione sarà riascoltabile e scaricabile sul sito www.unicaradio.it nella sezione dedicata ai Podcast.
Associazione Culturale Musicale Billy Sechi Eventi
Via Albatros 30, 09012 Capoterra – CA
telefono: +39 348 4293427

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Martedi 6 gennaio presso il Parco Urbano di Capoterra il cantautore Flavio Secchi si esibirà in concerto e per l’occasione presenterà il suo ultimo  videoclip dal titolo “La Canzone dell’Amicizia”
L’evento si terrà nel Parco Urbano di Capoterra . Flavio Secchi si esibirà successivamente per raccontare ai presenti le sue storie musicali. L’evento si colloca all’interno della Castagnata al Parco Urbano di Capoterra sotto l’organizzazione dell’Associazione Capoterra 2000. A fare da contorno alla presentazione-concerto, anche esposizioni di artigiani, pittori e scultori, l’esibizione delle allieve della scuola di ballo di Marika Sommese, ma anche degustazioni di prodotti enogastronomici locali.
IL VIDEOCLIP - Dopo la fortunata esperienza al Premio Donida – “Il Talent dei compositori” che nello scorso novembre lo ha visto aggiudicarsi due importanti riconoscimenti (“Premio La Compagnia” e “Premio Ricordando il Maestro”), il cantautore Flavio Secchi dà conferma del suo prolifico e fecondo momento artistico presentando il suo ultimo videoclip dal titolo “La Canzone dell’Amicizia”, ideato, scritto e diretto dal regista Joe Bastardi
Il lavoro, interamente girato nella città di Cagliari, vede la partecipazione della piccola attrice Viola Scuderi e si muove sulle note dell’omonima canzone tratta dall’album “Flavio Secchi and The Hall Kitchen” (2013). I costumi e il trucco sono stati curati da Laura Mura, il doppiaggio da Silvia Carboni e il sound design da Andrea Aru. Per l’occasione verrà allestito un maxischermo sul quale sarà possibile visionare l’intero videoclip.
L’ARTISTA - Flavio Secchi inizia lo studio della chitarra classica e jazz nel 1994 con i maestri Paolo Alfonsi e Gianluca Corona. Nel 2009 consegue il diploma accademico in chitarra jazz presso il Conservatorio di Musica G. P. Da Palestrina di Cagliari sotto la guida del maestro Massimo Ferra, con una tesi su Wes Montgomery. Nel 2010 frequenta il St.Louis College of Music di Roma e dal 2012 inizia lo studio della chitarra flamenca a Siviglia.
Al suo attivo vanta seminari e masterclass con musicisti di calibro internazionale tra i quali Pat Metheny, Roscoe Mitchell, Dave Douglas, Butch Morris, Rafael Riqueni e Eddy Palermo. Dal 2010, parallelamente alla sua attività da strumentista, intraprende la strada del cantautorato mettendo a frutto le sue passioni poetiche, letterarie e musicali. Nel 2013 prende vita il suo primo lavoro cantautorale, l’album Flavio Secchi & the Hall Kitchen, lavoro indipendente e autoprodotto con il quale ha partecipato all’Ichnusa Music Contest qualificandosi tra i primi 20 artisti su oltre 600 iscritti. Un suo brano è entrato, inoltre, in una delle compilation in allegato al quotidiano L’Unione Sarda.
ALTRI EVENTI - Dalle ore 15,00 grandi e piccini potranno partecipare alla “Castagnata”, degustando castagne e prodotti tipici locali e intrattenendosi con le esposizioni di artigiani, pittori e scultori di Capoterra. Ampio spazio sarà dato all’esibizione delle allieve della scuola di ballo di Frutti D’Oro diretta da Marika Sommese. I più affamati potranno, infine, godere delle pizze di Andrea Vargiolu.
IL LUOGO - Inaugurato il 28 Agosto 2013, il Parco Urbano di Capoterra è gestito dall’associazione Capoterra 2000, presieduta da Mariano Marras. La struttura avveniristica in stile moderno si trova nella località Corte Piscedda (fronte Cimitero di Capoterra) ed è stata progettata dall’iraniano Shahszad Ma Shayekhi con lo scopo di creare un luogo di tranquillità e di aggregazione non solo per Capoterra ma anche per le sue zone limitrofe. Al suo interno è presente un teatro all’aperto e un parco verdeggiante con punto di ristoro.
L’ORGANIZZAZIONE - La Castagnata al Parco di Capoterra è un evento organizzato dall’Associazione Capoterra 2000 con la collaborazione del Comune di Capoterra e della Pro Loco di Capoterra.
Capoterra 2000
Parco Urbano Capoterra
09012 Capoterra (CA)
Sardegna – Italy
Telefono e Fax: +39 334 13 17 055
Ufficio Stampa
Simone Cavagnino
telefono: +39 340 3951527
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 Con Serena Daolio, Trio Concerto Italiano, Cristiano Cremonini e Paolo Andreoli.

La città ricorda il grande tenore con un concerto del soprano Serena Daolio, che apre la Stagione, un coinvolgente e inaspettato programma che prevede una panoramica dei brani più celebri e amati del repertorio operistico (e non solo) del grande tenore. Con la partecipazione del Trio Concerto (Matteo Ferrari Flauto - Gentjan Luckaci Violino – Luigi Verrini Chitarra) e Paolo Andreoli il programma spazia dalle Ouvertures di Rossini alle più celebri arie e romanze d’opera. La partecipazione del poliedrico tenore Cristiano Cremonini, definito “un timbro che rievoca il giovane Pavarotti” darà il via a duetti e arie da solista.

Un grande tributo di artisti carpigiani in ricordo di uno dei Tenori più importanti nella storia della lirica.

Auditorium San Rocco – via San Rocco, 1 – Carpi 

Venerdì 21 novembre alle ore 21.00

 

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Si è aperta ieri a Guasila la XX rassegna di teatro contemporaneo  Famiglie d’arte,  Re-Opera, col primo titolo:  Rigoletto  rivisto da Gianluca Medas con le musiche di Andrea Congia. Musiche nuove, sperimentali, dove oltre agli strumenti tradizionali  viene utilizzato anche il sintetizzatore.Ma ci spiega meglio l’autore Andrea Congia in questa mia videointervista durante la conferenza stampa.

Intanto ricordo che questa sera, a Cagliari, al Teatro Sant’Eulalia si replicherà alle 21.

Non mancate!

 


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Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione della nuova rassegna di “Famiglie d’arte” dell’associazione Figli d’Arte Medas in scena dal 23 ottobre fino al 28 Novembre

Il direttore artistico Gianluca Medas ha presentato gli spettacoli nello specifico. Al suo fianco il musicista Andrea Congia che ha curato la parte musicale.

Undici le date della XX edizione della Rassegna Famiglie d’arte 2014 Re-Opera, incentrate sul tema della Trasformazione.

Caratteristica di questa rassegna è il legame fra Opera Lirica, Letteratura Romantica e Teatro di Tradizione.

Il primo appuntamento è col Rigoletto il 23 ottobre 2014 a Guasila nel Teatro Fratelli Medas , e a Cagliari il 28 Novembre al Teatro di Sant’Eulalia sito nel quartiere  della “Marina“.

L’opera verdiana in una rivisitazione  di Medas con le musiche elaborate in stile elettronico da Andrea Congia.

Un deforme e maligno Buffone, un Duca meschino e perverso, legati da una cupa Maledizione che si scioglie nel mortale sacrificio di una Fanciulla. Destini e Sorti si intrecciano e si disfano avviluppati in claustrofobici e tracotanti Amori. Voluttà,Segreti, Vendetta, alla Corte del buio Peccato, sono ricalcati fra Parole e Musica, dal truce e Macabro racconto di Gianluca Medas e dalle costruzioni meccaniche ed elettroacustiche dei Death Elettronics, guidati dal chitarrista Andrea Congia.

Medas ha tratto ispirazione dal libretto originale di Francesco Maria Piave a sua volta ispirato al dramma storico “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo aspramente critico della dissoluta condotta della corte di Francia.

Gli spettacoli si terranno alle ore 21


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L’attore cagliaritano Gianluca Medas ha portato il suo spettacolo “La grande madre” al di là della Sardegna, esattamente a Ciampino dove lo ha atteso un folto pubblico .

Lo spettacolo era inserito nella rassegna “Con la sardegna nel cuore” giunto alla 6^ edizione, e si è tenuto nel Parco Aldo Moro.

Ne La Grande Madre, contos e cantos dall’isola, Gianluca Medas  ha cantato  e raccontato di grandi madri e culto della vita. Lo ha accompagnato alla chitarra il musicista  Andrea Congia .

La rassegna, che si conclude oggi con l’esibizione del gruppo folk di Osilo e del Ponentino Trio   ha avuto il sostegno della Regione Lazio, del Comune di Ciampino e dell’Associazione culturale Grazia Deledda.

 

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Sarà un concerto tutto dedicato alle canzoni e danze spagnole quello che si terrà domani sera 12 agosto a Dolianova (CA).

Il mezzosoprano Anna Katarzyna Ir accompagnata dal chitarrista  Valerio Celentano, eseguiranno un repertorio che comprende Canzoni e danze di  Enrique Granados, Manuel De Falla , Joaquin Rodrigo.

Il concerto,che si terrà presso il “MUSEO DELL’OLIO” SA MOLA DE SU NOTARIU IN VIALE EUROPA 18 -DOLIANOVA, sarà presentato dal giornalista Giovanni Sanna.

Chi volesse può consumare una cena a base di prodotti locali al costo di 10 euro.

Anna Katarzyna Ir , mezzosoprano, è nata a Cracovia (Polonia). Ha completato i suoi studi musicali in Italia  presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” di Salerno, sotto la guida del M° Daniela Del Monaco.
Già dall’età di cinque anni entra a far parte del coro di voci bianche della Cattedrale di Cracovia appassionandosi così alla musica vocale.
È ammessa in seguito al Conservatorio “Mieczyslaw Karlowicz” di Cracovia e all’’“Akademia Muzyczna” a Breslavia.

Al suo arrivo in Italia si esibisce presso Castel Gandolfo davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II . In seguito si perfeziona con artisti di fama internazionale come Elisabetta Scatarzi, Luciana D’Intino, Filippo Morace, Anne Gjevang, Martin Loritz, Regina Himmelbauer , Monica Frölich.

Nel 2008 entra a far parte del Coro lirico del Teatro “G. Verdi” di Salerno. Nel 2013 s col suddetto coro si esibisce in “Traviata” presso il Teatro dell’Opera di Guangzhou (Cina) sotto la direzione del M° Daniel Oren.

Dall’anno in corso  lavora in qualità di aggiunta nel coro del Teatro Lirico di Cagliari.

La sua attività concertistica la vede impegnata in diverse formazioni cameristiche dal duo all’orchestra da camera e di fiati.

Il suo repertorio spazia dalla Musica Sacra al Lieder, al melodramma. È inoltre laureata in Lingue e Letterature straniere presso l’“Akademia Pedagogiczna” di Cracovia.

Valerio Celentano è nativo di Nuoro da genitori campani. Ha compiuto i suoi studi e la sua formazione musicale nel salernitano. Diplomatosi in chitarra col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” di Salerno sotto la guida del M° Antonio Grande.

Ha preso parte a numerosi corsi di perfezionamento con chitarristi di fama internazionale come Alirio Diaz, Pavel Steidl, Jyrki Myllärinen, Alvaro Company, Carlo Marchione, Frank Bungarten, Edoardo Isaac, e con Oscar Ghiglia presso l’Accademia Chigiana di Siena.

Dal 2012 si perfeziona col M°Frédéric Zigante presso l’Accademia musicale “A. Corelli” di Castellaneta (TA).

Svolge attività concertistica sia come solista che in formazioni da camera, imponendosi in numerosi concorsi di esecuzione musicale sia nazionali – Città di Noto (SR), “B. Albanese” di Caccamo (PA), Belvedere di San Leucio (CE), Città di Forio d’Ischia (NA), Concorso “Stillo” di Paola (CS), 2° al Premio delle Arti 2011, Xmas Guitar Contest di Lecce – che internazionali – 2° premio Gargnano 2009, 2° premio “A. Diaz” di Roma 2013, 3° premio “E. Pujol” 2010 di Sassari, 3° premio Città di Sorrento 2013.

È inoltre laureato in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno con una tesi in estetica musicale dal titolo “Il Seicento musicale napoletano attraverso la moda della chitarra spagnola”. Insegna chitarra presso le scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale della provincia di Salerno.

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Il 18 aprile, ad Oristano, il musicista Carlo Asuni ha presentato per la prima volta il suo primo album. Ho voluto fargli qualche domanda per farlo conoscere meglio ai lettori del mio blog.

A quale età hai pensato che saresti potuto diventare un  musicista?

Ho scoperto che mi piaceva la musica da piccolissimo,perchè nella mia famiglia tutti l’hanno sempre amata. Mio padre suonava il basso elettrico e la chitarra. Da ragazzo aveva un gruppo che si è esibito anche  in  diversi passaggi  radio.  Nonostante avesse scelto un ‘altra professione ha continuato a suonare per diletto con gli amici .

Quale è stato il tuo primo strumento musicale?

Ricordo che già all’età di 4 anni provavo un’attrazione fortissima per la chitarra al punto che chiedevo sempre a mio padre di insegnarmi a suonarla.  Così, per gioco, iniziai a metterci le mani  e a far vibrare le sue corde, cercavo di imitare quello che sentivo fare da lui , dai suoi amici e da mio fratello maggiore. Poi a 6 anni, per qualche anno ho studiato pianoforte ma l’ho abbandonato perchè la mia vera passione erano gli strumenti a corde .

E il canto invece, quando è arrivato?

Sempre in quegli anni, periodo in cui feci anche le selezioni per lo Zecchino d’oro. Ricordo che riuscivo a cantare note acutissime con estrema facilità!

Il tuo primo gruppo?

All’età di 12 anni ho fondato un gruppo come bassista elettrico assieme a dei coetanei che studiavano con maestri del conservatorio. Abbiamo iniziato a suonare e fare concerti . Esiste pure un disco che un componente del gruppo aveva inciso raggruppando varie parti di esibizioni live!

Eseguivamo pezzi dei Deep Purple , Santana , Hendrix , Clapton , Beatles , Aerosmith , Queen , Rolling Stones , Frank Zappa e simili .

Però, se non erro, tu hai una particolare tendenza al Jazz. Chi ti ha influenzato in questo?

A 11 anni avevo ricevuto in regalo un cd di Jaco Pastorius e ne ero rimasto estremamente affascinato ! Il passaggio al contrabbasso è stato inevitabile. Una volta conclusi gli studi al liceo classico ho sentito l’esigenza di intraprendere la strada del professionismo e sono entrato in Conservatorio dove ho iniziato a studiare contrabbasso classico e ho stretto amicizia con vari colleghi jazzisti !

C’è un maestro in particolare che vuoi ricordare?

Sicuramente il maestro Riccardo Luppi dal quale ho ricevuto preziosissimi consigli.

E invece cosa ti ha portato verso il canto lirico?

Sempre al conservatorio . Ero abituato a cantare e sentire persone che cantavano col microfono e quando sentii per la prima volta una cantante lirica da vicino rimasi scioccato dalle potenzialità della voce umana e da quanto ancora potevo scoprire sulla musica, così , incoraggiato anche dal mio maestro di canto corale Luciano Luciani , iniziai a interessarmi di canto lirico. Ecco quindi che il mio bagaglio culturale ora comprende sia repertorio appartenente alla musica leggera e jazz che repertorio classico , canto lirico e canto leggero !

Carlo Asuni e Katia Ricciarelli

 

Insomma, il tuo cammino musicale è davvero variegato. Ma pensi di fare prima o poi una scelta?

Difficile pensare di privarsi di uno di questi amori per dare la priorità ad uno piuttosto che ad un altro! Mah,chi lo sa! Forse i tempi non sono ancora maturi per poter fare una scelta definitiva…

Quando hai pensato che avresti potuto proporre musica tua?

In tutto questo tempo ho  suonato  le musiche di altri musicisti, ero appagato da quello che facevo però sentivo dentro me l’esigenza di scrivere qualcosa di mio  per esternare i miei stati d’animo e poter dire quello che a volte non riuscivo a dire  a parole.  Quale mezzo poteva mettermi nella condizione di esprimermi al meglio se non la mia voce e la mia musica?

Ed ecco che ho iniziato a scrivere canzoni in cui parlavo di me e dei miei sentimenti e traevo ispirazione in questa mia nuova passione da fatti di vita quotidiana , da esperienze personali, dai miei stati d’animo ma anche da film , libri e da tutto ciò che mi entusiasmasse o che comunque suscitasse in me delle emozioni !

Ed è così che nasce il tuo primo album?

Esatto. Ho sentito il bisogno di incidere un disco che contenesse i brani più significativi del mio repertorio. Così,  terminati gli studi di contrabbasso classico ho avuto modo di potermi dedicare tranquillamente alla realizzazione di questo progetto, ed è nato il mio disco “Notte e Giorno”. Il disco è stato registrato nello studio di Cabras di Andrea Cutri .

Per questo lavoro hai avuto il supporto di altri musicisti?

Le musiche e gli arrangiamenti sono stati scritti per intero da me , così come i testi, salvo qualcuno in cui ho collaborato con mio padre. Allo stesso modo ho suonato tutte le parti di basso elettrico e di chitarra e tutte le voci.  Alcune parti di piano e le parti di batteria sono state realizzate dal batterista oristanese Maurizio Vizilio . Hanno collaborato inoltre nella realizzazione del progetto il maestro Antonio Greco alla tromba, la maestra Maria Pia Lixi al flauto, Pierluigi Asuni (che ha suonato lo scaccia-pensieri nel brano Corri Django) , il maestro Thomas Sanna e i maestri Veronica Pani e Tonino Sechi che hanno suonato l’armonica, sempre nel brano Corri Django.

Il blog Musicamore ha avuto la fortuna di averti quale vincitore del concorso  Musicamore 2013 come cantautore, e di sentire in anteprima uno dei brani di questo album. Ci saranno delle serate dove poter ascoltare tutti i brani del tuo lavoro?

Il disco è stato presentato per la prima volta il 18 aprile 2014 a Oristano. L’evento ha riscosso molto successo , il locale era pieno e i consensi del pubblico sono stati numerosissimi! Quello  è stato solo il primo di una lunga serie di eventi che voglio realizzare in giro per la Sardegna e possibilmente anche nelle principali città della Penisola.

Allora attendiamo. Un grosso in Bocca al Lupo per questa tua nuova avventura.


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Voglio regalare il post di oggi ad un artista che ha accompagnato tutta la mia vita.

Ero bambina quando in casa mia risuonava a tutto volume la radio con “24.ooo baci“! Certo, ero molto piccola, ma chissà perchè me la ricordo molto bene. La nostra domestica allora, era pazza di lui  e quando c’era Celentano alla radio, il volume veniva sollevato al massimo.

Quando si sposò, la colonna sonora del suo matrimonio durante la serata, era “La coppia più bella del mondo”

Ma il ricordo più nitido è sicuramente la sua vittoria al  Festival di Sanremo  (spettacolo televisivo  cui tutti assistevamo in religioso silenzio) e la sua canzone  in coppia con la moglie Claudia Mori: “Chi non lavora, non fa l’amore“.

Lui era uno spettacolo ascoltarlo e vederlo. Mi piaceva tuttol’insieme: il coro, il direttore e l’orchestra. Avrei dato qualunque cosa per essere lì a guardarlo dalla prima fila. Sogni di una bambina con la passione per la musica da sempre.

Poi sono arrivati gli anni in cui ho cominciato a strimpellare la chitarra , e  “Azzurro” è stata compagna di viaggio di tante gite. Facili accordi e un testo importante. ” Dai Ale, suona azzurro che la sanno tutti“, mi sono sempre sentita ripetere.

No, no, basta così, non ho voglia di farmi prendere dalla nostalgia al ricordo degli anni andati!

Auguri Adriano Celentano per i tuoi 75 anni, e grazie per le emozioni che ci hai riservato e che ancora ci riserverai in futuro!

Chissà se leggerai questo mio post, nel caso (molto remoto), lasciami un messaggio che mi farà piacere.


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Quest’anno ho voluto vivere per la prima volta il Capodanno della mia città, lontano dai ristoranti e dai cenoni organizzati. Mi attirava l’idea della musica decentrata fra le piazze del centro e soprattutto animate dalla musica dal vivo con i diversi generi musicali, tali da soddisfare i gusti di tutti. Ho preso alla lettera il programma diffuso dal Comune di Cagliari e, intorno alle 22, ci siamo recati in centro .

Con la mia compatta Canon ho cercato di documentare tutto ciò che mi capitava a tiro .

La prima difficoltà pareva il parcheggio. Le macchine occupavano già tutta la via Roma. E’ stata invece vincente l’idea di parcheggiare nei parcheggi a pagamento della Stazione che comunque , già a quell’ora erano abbondantemente occupati. La gente arrivava pian piano da tutte le parti, molti con bottiglia di spumante al seguito.  e altri con borse frigo  e carrellini.

Arrivati nel largo Carlo Felice, (strada d’apertura della festa, transennata per l’occasione) abbiamo incrociato svariati extracomunitari che vendevano fiori e cotillons per salutare l’arrivo del 2013 .

Is caddozzones” facevano da cornice alla strada vendendo a più non posso i profumati panini alla salsiccia, alla faccia dei cenoni luculliani. La gente era contenta, tante cricche sorridenti e gioiose. Alcuni invece consumavano in qualche angolo il cesto portato da casa mentre la musica risuonava dappertutto, dall’alto della Torre dell’Elefante fino alla piazza Yenne.

La tappa principale è stata la Piazzetta Savoia con la sua musica anni 40 e la fisarmonica di Remigio Pili. C’era ancora poca gente e soprattutto abbastanza timida e restia a buttarsi in pista per qualche ballo. Decidiamo di andare a salutare Sandro Maxia del mitico  Bar Barcellona, strapieno di turisti, molti stranieri, all’aperto  ma al caldo delle lampade.

Il quartiere della Marina brulicava di gente che continuava ad arrivare, soprattutto famiglie con bambini e persone di una certa età. Mi  ha colpito la contentezza della gente. Vuol dire che nonostante tutto c’è la voglia di reagire alla crisi almeno distraendosi e stando in compagnia dei propri cari.

Ci siamo poi fermati in piazza Yenne dove si poteva ascoltare la band Street College Band che suonava la musica degli anni 80 . La tappa successiva è stata Castello, il Bastione, raggiunto attraverso la via Manno. Ci si incrociava con tantissimi amici e conoscenti, tanti scendevano verso il quartiere di Stampace anche soltanto per godere dell’aria festiva fra le luminarie natalizie

Al Bastione i British Invasion, suonavano le musiche dei tempi dei Beatles e dei Rolling Stones. L’età media del pubblico di questa zona era quella che probabilmente è cresciuta con la musica di quei tempi e i dischi in vinile.

Era bello e suggestivo vedere sulle mura del bastione le proiezioni dei mitici gruppi musicali di quegli anni! La gente arrivava , si fermava, fotografava, registrava, cantava. Una vera aria di festa anche se si cominciava ad intravvedere qualcuno con la bottiglia vuota in mano e il passo incerto.

Il tempo di qualche altra foto negli angoli più suggestivi e subito abbiamo ripercorso la strada inversa, per poter festeggiare l’arrivo dell’anno nella piazza Savoia, con la nostra musica preferita al ritmo dello Swing suonata ora dai New Quartetto Etcetera.

Nel frattempo la piazzetta si è riempita e alcune coppie timidamente hanno tentato  qualche passo di danza. Troppo pochi per trascinare la massa.

L’arrivo della mezzanotte poi  è stato scandito da alcuni deboli botti e da qualche tappo di bottiglia e naturalmente dal rituale dei baci e degli abbracci.


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In tanti vogliono conoscere la mia vita d’artista, il mio curriculum di cantante. Effettivamente non l’ho mai pubblicato se non in occasione di qualche concerto. E allora vi racconto.

Avevo 3 anni quando ho pensato che da grande il mio lavoro sarebbe stato quello di cantare. Alla scuola materna le suore mi sopportavano a fatica. Cantavo a squarciagola, sempre, e per farmi smettere mi sedevano sopra un armadietto. Io terrorizzata  dall’idea di cadere mi bloccavo.

Quando mio padre veniva a riprendermi e non mi trovava nella classe con gli altri bambini, sapeva dove trovarmi.

Quell’anno, e lo ricordo bene, per Natale ricevetti un pianofortino di legno, piccolo, per la mia misura, con tanto di sgabellino. Una vera passione perchè finalmente, oltre che cantare potevo, a modo mio, accompagnarmi come vedevo in TV.

Alla scuola elementare la maestra mi chiamava la “canterina” e mi faceve sempre intonare il canto d’inizio della giornata.

Alle scuole medie ho cominciato a strimpellare la chitarra, prima spiando mio fratello maggiore e poi seriamente, nel senso che mi sono presa la briga di capire come si suonasse. Con un libretto, imparai da sola gli accordi. Allora si, che riuscivo ad accompagnarmi! Passavo serate intere a cantare Battisti, Celentano, Iva Zanicchi, Mina, trascinando nella mia passione le amiche più care. Ma poi subentrò l’impegno ecclesiale. Come tanti cantanti anche io ho cominciato in chiesa con le canzoni per la messa e gli spirituals.

 Inizialmente presi parte al coro fondato da alcuni giovani studenti  del conservatorio. Quando questi lasciarono (dopo circa un anno) fui io a proseguire con chi rimase, compresi i bambini della parrocchia .  Avevo  14 anni e in me si stava sviluppando un’altra passione: insegnare . Insegnavo  le canzoni per la messa e anche  ad accompagnarsi ognuno con la propria chitarra con semplici accordi. Molti volevano lezioni extra ed io, al modico prezzo di mille lire l’ora, impartivo lezioni a casa . Con i primi soldi guadagnati potei comprarmi finalmente una chitarra classica.

Durante le feste di Carnevale in parrocchia feci le mie prime esibizioni pubbliche accompagnata da un complessino: I Nuovi Lord.

Mio padre voleva iscrivermi al Conservatorio di Musica, ma non sapeva che per entrare bisognava affrontare un esame preliminare con pre iscrizione e perciò fu costretto ad iscrivermi in un Istituto Tecnico rimandando questa scelta a data futura.  In questo tempo però ho continuato a studiare da autodidatta e ad esibirmi in prevalenza durante riti religiosi  feste scolastiche e sagre  paesane.

Una volta diplomata mio padre mi iscrisse finalmente al Conservatorio: superai  brillantemente due selezioni: canto e chitarra classica. Ma dovetti sceglierne una: il canto, che non era leggero ma lirico. Continuai per  quasi un anno a studiare contemporaneamente chitarra classica da  uditrice col maestro Pappalardo e frequentando oltre al canto, pianoforte, solfeggio , anche gli studi universitari. Ma ad un certo punto dovevo scegliere definitivamente una strada, e il canto prevalse. Fui classificata come voce di soprano.  La lirica non era per me un mondo sconosciuto. Mio padre l’ascoltava sempre nel pomeriggio, alla radio e sui suoi dischi in vinile ed io lo seguivo.

Contemporaneamente a quell’iscrizione conobbi degli amici che facevano parte di un coro polifonico: Il Collegium Musicum Karalitanum diventato in seguito Collegium Karalitanum.

Le mie giornate erano piene come uova (un detto famoso di una cara amica arpista) e fra chiesa, scuola, e coro polifonico, credo che le ore in cui non usavo la voce fossero davvero poche. Ecco quindi che cominciano i primi concerti corali, le prima trasferta all’estero, in cui ho potuto esibirmi anche come solista, e cominciarono anche i primi saggi in Conservatorio.

I miei compagni di allora erano Rosy Orani, Mario Luperi,  Annamaria Lai , Valeria Podda ma anche Francesco Musinu  e Giusy Devinu.

Ho un ricordo molto tenero del mio primo vero insegnante (con la prima non ci fu intesa anzi, grazie agli scontri con lei, prevalse il mio desiderio di sperimentare autonomamente la tecnica vocale  trasmettendo le mie scoperte a tanti amici che mi seguivano) Il maestro Gianni Socci, morto due anni fa,  ebbe subito grande fiducia in me. Ero sempre presente alle lezioni mie e a quelle dei compagni. Mi piaceva ascoltare, discutere e scoprire anche attraverso gli altri cose nuove sulla tecnica vocale.  Lo ascoltavo per ore nei suoi racconti teatrali. Mi raccontava di qualche sua collega che aveva la voce  sul genere della mia. Mi ricordo che al terzo anno di canto volle farmi esibire quale protagonista dell’operina di Mozart  Bastiano e Bastiana con altri due compagni. Il direttore del Conservatorio, il maestro Nino Bonavolontà, davanti alla proposta del mio maestro ci volle audizionare ed entusiasta  volle realizzare lo spettacolo inserendolo in una programma di lunedì musicali registrati da RADIO 3 RAI. La mia insegnante di Arte Scenica, la signora Maria Boninsegna, faticò non poco ad insegnarci le parti recitate senza inflessione regionale. Ma fu un vero trionfo. Indossai il mio primo costume di scena, la mia prima parrucca. Ad appena 20 anni, si stava realizzando un sogno: cantare in palcoscenico accompagnata da un’orchestra vera, in un palcoscenico vero con scene e costumi, e il tutto trasmesso in diretta alla Radio.

Mi tremavano le gambe dietro le quinte, , non volevo più entrare. Mi dissero che il teatro era pieno (in quel teatro allora si svolgevano le Stagioni liriche) In breve tempo mi passò per la testa tutta la mia vita e ripetevo dentro me chi me lo lo avesse fatto fare.

segue qui


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Ed ecco ancora un video selezionato per partecipare al concorso di canto online Musicamore 2012. Si tratta di una cantante andalusa: Charo Arteaga di Huelva. Lei presenta un video amatoriale, realizzato in famiglia, in cui canta il brano “Recuerdos de la Alhambra ” di Francisco Tarrega, composta a Granada nel 1896. Ad accompagnarla alla chitarra c’è Giorgio Sensi.

Ricordiamo a tutti che dal 1 settembre sarà possibile votare i video che entreranno nella graduatoria finale inviando semplicemente una mail ad ottottobre@tiscali.it . Sempre a questa mail, chi volesse partecipare, può inviare il link del proprio video. Per qualunque chiarimento invito a leggere il regolamento sotto la testata del blog.


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Franco Vacca musicista

Come in tutti i concorsi che si rispettino , anche questo, Musicamore 2012 (vedi regolamento) ha i suoi ospiti d’onore. Quello di oggi è un musicista sardo che in tanti conoscono, ma anche in tanti conoscono poco  soprattutto fra i giovani della nuova generazione. E allora, siccome lo scopo del mio blog è anche quello di mettere in evidenza i tanti musicisti della mia terra che hanno contribuito e continuano a contribuire a diffondere la cultura musicale, ho deciso di farvelo conoscere. Ma sarà lui stesso a raccontarci la sua vita di musicista.

“Chi sono? Mi chiamo Franco Vacca (Francesco è il vero nome ma…). Sono di Lunamatrona.

Quando ho iniziato a “suonare?” Non ricordo quando, ero troppo piccolo. Le prime note… in casa sicuramente.

Nasco in una famiglia di musicisti: mio padre, P

Peter Gabriel e Franco Vacca

atrizio era organista della Parrocchia. Ho tre fratelli e quattro sorelle, otto figli in tutto, ci alternavamo con l’armonium, a casa, e in chiesa  con l’organo a canne della parrocchia.

“I primi concerti” nelle recite paesane, dai sei ai nove anni circa. La prima chitarra all’età di die

ci anni: una “Carmelo Catania“, comprata da mio fratello Domenico, e messa a disposizione della famiglia. I primi accordi, i primi “Solo“, i primi amici che suonano… il primo “Duo“, Tore Garau ed io… Gli Shadows, los Indios Tabajaras, I Rockes, naturalmente i Beatles, Eric Burdon e Gli Animals ecc… i nostri primi idoli.

Iniziai presto a calcare i palchi, a circa 12-13 anni, con i Caimani divenuti poi I Chamajos.

Mi so

I collegium al Cantagiro

no poi iscritto al Conservatorio di Cagliari dove mi sono diplomato in Oboe e Corno inglese.

Negli anni, ho formato diversi gruppi musicali di Rock progressive e non, come I Lied Group, I Lied, Supergruppo 2000, ma soprattutto I Collegium, con i primi 45 giri “L’ansia dei tuoi anni e Paola” prodotto dalla Strega Record, la partecipazione al Cantagiro che nel 1978 approdo, con quattro tappe (Nuoro, Alghero, Olbia e Cagliari) in Sardegna.

Nel 1979 secondo 45 giri “Proprio tu e dimmi che farai”, nel 1984 il primo album “Collegium prima raccolta”; nel 1989 secondo album “Veridade” con testi tratti da “Sa Mundana Cummedia” di Salvatore Poddighe.

Nel 1990 ultima stagione e pausa di riflessione. Ho formato altri gruppi fra i quali spiccano La Favola, La Piccola Favola, Le Onde sonore, I Blu Jeans, Dimensione suono ecc… Nel 2002 i Collegium si ricompattano per una registrazione Live dalla quale scaturisce il Doppio CD “Collegium forever”.

Attualmente sto vivendo una bella realtà musicale con I Collegium e La Corale, dove suono con mio figlio Nicola di 16 anni, batterista, che ha sostituito l’altro mio figlio Stefano 26 anni. Un bel progetto musicale che vede impegnati, tra musicisti e Corale femminile, una ventina di persone circa… musiche? Dai Genesis ai Queen, dalle canzoni nostre (Sa Mundana Cummedia) e della Corale in sardo, al Gospel, dai Manhattan Transfer ai Grand Funk e la PFM…insomma un bel progetto…”

E’ stato un grande onore avere come ospite un musicista come Franco Vacca e spero presto di potergli fare anche una video intervista.

Per ora vi regalo questo  video a mio avviso fantastico: I COLLEGIUM & LA CORALE in, Bohemian Rhapsody dei Queen


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Chissà quante volte vi è capitato di ascoltare una canzone e canticchiarla anche mentalmente tutto il giorno. A me è successo ieri con la canzone scritta da Sergio Sensi (vedi post precedente) e cantanta da un’artista veramente raffinata, Crystina Maez. Non conoscevo quest’artista ma appena l’ho ascoltata mi sono resa conto di quanto la sua voce sia davvero incantevole. Non mi dilungo in descrizioni inutili ma vi invito ad ascoltarla in questo video per rendivervi conti di quanto abbia ragione.

Musica e Parole di Sergio Sensi

Yo no puedo amar,
tristeza, si tu estas,
en este cielo azul,
solo, el sol hace falta.

Yo no puedo amar,
tristeza, ya no te quiero mas,
con un poco de suerte
y tu ausencia, sere’ feliz.

Yo esperado tanto este momento,
para poder ser feliz.
Vete de mi vida, ya no vuelvas,
ya no te quiero mas.

Venistes a mi vida,
te fuiste alejando,
proibido esta que vuelvas,
ahora soy feliz.


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Quando ho  cominciato a studiare seriamente la musica al Conservatorio ho scoperto che uno dei mandolinisti più famosi al mondo era sardo. Si chiamava Giuseppe Anedda. Era considerato il più grande mandolinista del 900 e fu il primo ad avere la cattedra di mandolino in un conservatorio. Suonò sia come solista che in quartetto con Massimo Piredda (secondo mandolino), Giovanni “Tottoio” Scano  e Flavio Cornacchia (mandola). Non avevo però mai sentito parlare di qualcuno che avesse intrapreso lo studio di questo raro strumento.
Ci voleva facebook per mettermi in contatto con un mandolinista serio. Lui si chiama Sergio Sensi.
Ho pensato che intervistarlo sarebbe stato interessante vista la rarità.
Anche lui, come tanti altri musicisti ha dovuto però abbandonare la sua terra di Sardegna a malincuore, trasferendosi a Londra alla ricerca di una serenità economica. E’ ritornato a Cagliari l’estate scorsa perchè il Teatro lirico di Cagliari  lo ha scritturato per l’opera di Nino Rota , Napoli Milionaria , in cui era previsto appunto l’intervento di un mandolinista .
Sergio, raccontaci di te e di come hai cominciato a suonare il mandolino.
Sono  nato a Cagliari 46 anni fa, nel quartiere storico di Villanova. Sesto di dieci figli: padre ferroviere e madre casalinga. Nel 1973, ho cominciato lo studio di teoria della musica col maestro, concertista di Mandolino, Flavio Cornacchia (uno dei 4 mandolinisti del gruppo del grande Giuseppe Anedda). La passione me l’ha trasmessa mio padre il quale mi seguiva in questo percorso in quanto appassionato e musicista per diletto  (suonava la fisarmonica il mandolino e la chitarra)
 Ricordi le tue prime esibizioni?    
Certamente. La prima volta suonai nel teatro della Basilica di Bonaria e in seguito in una TV locale dove incontrai anche il pianista Salvatore Spano. Seguirono poi tante altri esibizioni in occasione di festival ed eventi in tutta la Sardegna . Son arrivato a suonare quasi a livello professionistico.
Parallelamente facevi anche altri studi?
Si, certamente. Mi sono diplomato in Elettronica ed Elettrotecnica all’ I.P.S.I.A  e poi mi sono iscritto all’Università nella facoltà di lingue..
Quando è stata la tua prima volta come mandolinista in un opera?
E’ stato per un Otello all’Auditorium del conservatorio.
Ti sei sempre esibito da solo o hai fatto parte di qualche gruppo?
Sono stato solista nell’orchestra di Giulio Libano ma in seguito ho formato un quartetto con mio fratello e due amici  con i quali abbiamo suonato in tantissime serate culturali alternandoci alle letture di brani letterari e poesie da parte di vari attori cagliaritani.
Ho inciso con Mauro Palmas per l’ Album “ Domus de Janas “, quasi interamente composto da Albino Puddu de Is Cantores. Il vecchio ricordo de “ La mia Citta’ “.
Quale è il compositore al quale ti senti particolarmente legato?
Indubbiamente  Mozart .
Hai mai composto ed eseguito brani composti da te?
Si . Mi sono buttato nella scrittura creativa, sia nell’ ambito della composizione musicale che in quella letteraria realizzando poi anche gli arrangiamenti.
Ma il Teatro lirico ogni tanto ti cerca.
Si, ogni qual volta serve un mandolinista. Ho suonato al Teatro di Sassari diretto da Elisabetta Maschio che ha definito (e lo dico con orgoglio e soddisfazione) la mia esibizione memorabile oltre all’esibizione al teatro di Cagliari di cui ho parlato precedentemente.

Nella mia vita artistica ho conosciuto e collaborato con tantissimi artisti che hanno segnato la mia carriera sia del mondo della musica classica che in quello della leggera e del cinema. Tanto per citarne alcuni Bernadette Manca di Nissa, Salvatore Accardo, Giuseppe Anedda ma anche i fratelli Medas, Giampaolo Loddo, Rossella Faa (la mia cantante preferita) e tantissimi altri.

Cosa ti ha spinto a trasferirti a londra?
Purtroppo la musica non mi garantiva il necessario per la sopravvivenza e ho deciso quindi di emigrare alla ricerca di un lavoro. Grazie alla mia specializzazione tecnica ho lavorato per cinque anni presso una Societa’ di alta Ingegneria. Nel 2006 ho iniziato a lavorare per l’ Autorita’ Sanitaria che fa capo al Department of Health del governo di Londra. Mi sono riiscitto   all’Università in Scienza, Tecnologia ed Ingegneria  specializzandomi in Controllo Ambientale e Salute Pubblica, e aggiungendo per mio diletto anche la Tecnologia della Musica.
Nella tua vasta e variegata carriera hai ricevuto dei riconoscimenti?

Nel 2008,  ho ricevuto un importante riconoscimento (assieme ai miei colleghi di reparto e d’ ufficio) dall’ Autorita’ Sanitaria del governo, un “ Gold Award “ ( comparato ad un Best of the best ).
Chissà quanti personaggi avrai conosciuto in questo periodo londinese!
Tanti e molti di essi mi avrebbero favorito nella mia passione musicale ma..
Cosa ti ha frenato?
L’ambiente non era pulito ed ho preferito mettermi da parte piuttosto che farmi coinvolgere in situazioni poco chiare.
Chi  ti ha riportato alla tua attività di musicista?
E’ stato Eugenio Bennato che ho conosciuto appunto a Londra, e che non smetterò mai di ringraziare per questo.
Ho ripreso quindi a frequentare teatri e centri culturali. Ho partecipato ad House Concerts,. Ho duettato con tanti altri musicisti. Ho un bel ricordo dell’ incontro, a due chitarre, con l’ amico Gabe Cronnelly ( attore, maestro arciere e stuntman di Sean Connery) e con i Mariachi londinesi.
Ma tu hai però sviluppato un’altro tuo aspetto d’artista. Ce lo racconti?
Si ho cominciato a scrivere poesie e racconti che presto spero di poter pubblicare.
Progetti in futuro?
La messa in commercio delle mie composizioni musicali e letterarie, un corso  di regia cinematografica e la speranza di poter tornare a lavorare al Teatro Lirico di Cagliari per  ritrovare i miei cari colleghi e tutte le persone che sono state affettuose nei miei confronti. Sergio non dimentica!

 Sergio  regala a tutti i lettori di questo blog, un video in cui si esibisce in un suo cavallo di battaglia.

 

 
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La vittoria di Emma era scontata ma anche meritata. Questa volta, secondo me, la De Filippi non c’entra proprio. Emma ha vinto per merito, bel testo, bella musica, bella voce.

Io amo Sanremo solo ed esclusivamente per la musica .  Col Festival sono cresciuta, musicalmente parlando. Da piccola, ricordo che era una punta d’orgoglio poter tornare a scuola il giorno dopo la manifestazione e poter fare ” a gara” con chi aveva già imparato tutte le canzoni. Poi è arrivata la chitarra, ed era una grande soddisfazione riuscire a cantarle accompagnadosi e ritrovando gli accordi giusti.  La canzone, quella italiana, è stata l’alba della  mia professione nel mondo della musica lirica, e non l’ho mai abbandonata. Mi piace sempre riascoltare ed analizzare tutte le voci. E’ vero che fra tante belle cose, nel Festival c’è anche tanta spazzatura. Ma questa è altra cosa. Quel Sanremo non mi interessa. Purtroppo la televisione deve anche soddisfare la curiosità di tutta quella fetta di pubblico al quale, della musica, del concorso e della canzoni non gliene importa nulla.

Altra cosa importante per me sono i concorsi regionali in  cui spesso mi capita  d’essere invitata a partecipare in qualità di giurata. In questo caso bisogna avere un’idea generale delle canzoni in voga, conoscere i testi e gli artisti per poter poi giudicare le giovani promesse.

Con mia figlia poi, il Festival è anche un momento di dialogo, si discute su tutto . L’adolescenza è un momento molto difficile e la canzone abbatte quel muro che generalmente si erge fra madre e figlia.

Ancora complimenti alla giovane Emma ma anche ad Arisa, artista di qualità che con i suoi successi incoraggia tutti quei giovani che sono convinti che per farsi strada nel mondo dello spettacolo sia indispensabile la perfezione della propria immagine.

Io sono convinta che chi ha talento va avanti ugualmente.

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Gaspare Nicolosi garibaldinoIl protagonista della serata di ieri è stato sicuramente Giuseppe Garibaldi e i suoi garibaldini, anzi il suo garibaldino Gaspare Nicolosi.

Alla presenza della pronipote Susanna Dessy Deliperi, nell’ accogliente cornice del Caffè Barcellona, luogo di ritrovo cagliaritano di tanti artisti e gestito dallo scrittore Sandro Maxia, si è svolta la  serata di presentazione del romanzo di Ignazio Salvatore Basile:” Dalla Sicilia al Piemonte“.

L’attore Gaetano Marino ha deliziato i presenti con le letture di alcuni brani del libro, che sono state inframmezzate  dalle canzoni  popolari del chitarrista Teo Spigno.

Un romanzo intrigante che Marino è riuscito a rendere ancora più appassionante riportando il pubblico in quell’era di movimenti politici e di giovani avventurosi che, comandati da Giuseppe Garibaldi  oramai 150 anni fa, sono riusciti ad unire l’Italia.

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=638856

Coloro  che volessero acquistare il libro posso farlo attraverso questo sito.

Ignazio-Salvatore-Basile-Marino

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sannaAvete mai visto un musicista che suona contemporaneamente: con le mani la chitarra acustica, con la bocca la voce e le armoniche …e … con i piedi, due punti: una grancassa, un rullante, un charleston … e in alcuni brani una loop station applicata alla chitarra?
Beh, se non vi è ancora capitato allora potrete cogliere l’occasione domani e venerdì per assistere ad un concerto del musicista cagliaritano Alberto Sanna che proporrà il suo spettacolo L’HO VOLUTA LA BICICLETTA?.

E come dice il presentatore nottambulo Marzullo: “lei cosa chiede a se stesso e cosa si risponde?”
– “l’ho voluta la bicicletta? … e ora pedalo!”

domani mercoledì alle 21.30 - @Club CRSG, Via San Giovanni 57- Loc. Sant’Andrea, Quartu Sant’Elena (CA)

    • Indicazioni stradali: dal Margine Rosso prendere la costiera x Villasimius, all’altezza di SuMeriagu prendere a st per via SanGiovanni (la strada che costeggia dall’interno la chiesetta di Sant’Andrea e il parco Andrea Parodi), dopodichè al civico 57 ci siamo io e la bicicletta …
    • replica venerdì 5 alle 21,30 @BaciandoS’Impara c/o ParcoDellaPace, Selargius
    • Indicazioni stradali: dal semaforo di Selargius sulla SS 554 prendere via Roma, poi svoltare a dt in via Sardegna, in fondo a sinistra ci siamo io e la bicicletta, il parco e le panchine per imparare a baciare!
      Prenotazioni 3926286343 / 0708005517


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sanna1Girando per Youtube alla ricerca di video originali mi sono imbattuta in un bellissimo e commovente brano del cantautore cagliaritano Alberto Sanna.

Nell’infinito”, è la dedica che l’artista fa al padre scomparso, ed è stato arricchito in questo video da foto della sua infanzia e della famiglia montate ad arte dalla sorella Elisabetta.

Ho conosciuto Alberto ai tempi del conservatorio, lui studiava il contrabbasso per completare la sua già vasta cultura nel campo della musica rock, ma per i giovani sardi era già un mito.

I giovani degli anni 80, sicuramente almeno una volta, hanno avuto modo di incontrarlo e di ascoltarlo in qualche locale alternativo ma anche nei festival o in qualche evento nelle piazze isolane.

Per  i pochi che ancora non lo conoscono ho pensato di dedicargli uno spazio in questo mio blog porgendogli qualche domanda.

Alberto, quando è iniziata questa tua avventura musicale?sanna3

A undici anni ho iniziato a suonare l’armonica ispirandomi a Neil Young, Bennato, Bob Dylan. Due anni dopo mi sono fatto regalare una batteria e una chitarra Eko a sei corde acustica. Erano i primi anni ’70 e la musica cominciava ad entrarmi nell’anima.

Quali sono stati i musicisti che hanno in qualche modo influenzato il tuo genere musicale?

Sono diversi i grandi artisti che mi hanno ”segnato”: sicuramente Elvis, ma anche Muddy Waters, Bob Dylan, i Rolling Stones, Patty Smith, Lou Reed, Bruce Springsteen, i Clash, i Ramones, o gli italiani De Gregori, Bennato, De Andrè, Guccini, musicisti che con una chitarra e un’armonica parlavano di cose vere ai ragazzi come me. Poi gli anni ’90 con Pearl Jam, Soundgarden, Nirvana … e tanti altri, ancora oggi qualsiasi nuovo artista che scopro e apprezzo influenza poi la mia musica.

sanna3Ma la tua musica ha molte sfaccettature. Il timbro della musica nera mischiata al rock a volte duro.

Le mie radici affondano nel blues, nel rock e nella canzone italiana dei ’70. Questo non mi impedisce però di apprezzare anche musiche in teoria lontane dalle mie fonti principali. Per esempio lo swing degli anni 40 e 50, che è a suo modo figlio del blues e che ha molto in comune col rock ‘n’ roll delle origini. In tutti questi generi c’è un comune denominatore che è la forma canzone. Ecco qual’è veramente la mia cifra, la canzone. Scrivo canzoni, canto canzoni, ascolto e amo canzoni, sono un cantautore.

Vuoi ricordare i nomi delle tue principali formazioni?

Ho contribuito a creare diversi gruppi rock isolani. Come Masoko Tanga, con i quali ho suonato brani originali in chiave rock (allora si diceva “rock italiano”, qu’est-ce que c’est?), poi gli High Voltage/TNT, in bilico tra hard rock e hard core, una reazione al pop melenso degli anni ’80. Nei primi anni ’90 i Sanna R’n’R Breakers, un esperimento di ricostruzione di un’identità partendo dal leggendario rock degli anni ’50, passando attraverso le mie canzoni e le mie grandi passioni musicali.
E poi soprattutto gli  Animanera, il cui nome rivela palesemente il mio modo di “sentire”….

Ormai da molti anni però uso semplicemente il mio nome, in particolare quando si tratta di cantare le mie canzoni. Per il resto ho da tempo altri altri due progetti.

RADIOCLASH (tributo a Joe Strummer e ai Clash), quartetto con il quale rileggo il repertorio dei Clash con tutto l’amore e il rispetto che mi è possibile. ALL SUN ROCKIN’ JIVE (progetto all’ insegna del rockabilly, dello shake, del twist e del r’n’r old style), in scaletta i padri del rock’n’roll, da Elvis a Chuck Berry, da Little Richard a Eddie Cochran, fino agli Stray Cats.sanna2

Vorrei anche citare un sodalizio tanto recente quanto intenso: ALBERTO SANNA feat FRY MONETI (Modena City Ramblers) un incontro di corde e di anime tra me e il violinista dei M.C.R., basato sulla comune voglia di mettersi in gioco, di vivere la musica come occasione di scambio e di scoperta.

Mi parli del tuo ultimo album?

La mia ultima creazione, nata un anno fa, è intitolata Canzoni per (R)esistere, lo trovo un album “vero”, senza complessi. Un lavoro nel quale l’urgenza di comunicare, unita al piacere puro di fare musica, vincono su qualsiasi tentazione di voler dimostrare chissà cosa a chicchesia.

Chi ha lavorato con te alla riuscita di questo album?

Ho avuto la preziosa collaborazione di SILVANO LOBINA (Basso, Chitarre, Campioni, nonché la maggior parte degli arrangiamenti), PACO MARTUCCI (Chitarre elettriche), CLAUDIO CORONA (Hammond, Fender, Rhodes, Wurlitzer, Pianoforte), LORENZO FALZOI (batteria), e di alcuni ospiti tra i quali  DIABLO che ha cantato con me due brani. Il CD è prodotto da MICHELE PALMAS per S’ARD MUSIC.

So che ci sarà presto un regalo per tutti coloro che ti seguono da sempre , in cosa consiste?

… a breve uscirà un mio disco, una sorta di “Best of…” contenente anche un inedito dedicato alla nostra terra, al quale tengo particolarmente, “Spiagge bianche”. L’album farà parte di un lotto di 12 monografie dedicate ad altrettanti artisti sardi. L’opera si chiamerà “Special Collection”, e sarà distribuita dal quotidiano L’UNIONE SARDA, per la collana La Biblioteca dell’Identità.

A questo proposito mi fa piacere segnalare un evento al quale parteciperò con la mia live band: oltre me alla voce, alla chitarra acustica e alle armoniche, Silvano Lobina al basso, Vittorio Pitzalis alla chitarra elettrica, Daniele Russo alla batteria.

SPECIAL COLLECTION LIVE SHOW

Il 30 Aprile 2011, a Cagliari in Piazza dei Centomila dalle 19.00,
Presenteranno Francesca Figus e Carlo Pastore.

• Alberto Sanna
• Almamediterranea
• Dorian Gray
• Joe Perrino
• Katsudoji
• Maloscantores (Sa Razza)
• Ratapignata
• Sikitikis
• Tamurita
• Tazenda
• Train To Roots

Allora attendiamo, ma nel frattempo regaliamo ai lettori di Musicamore il bellissimo brano dedicato a tuo padre estratto appunto dal tuo ultimo album.


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IMG_2718diario BCNon sembra vero ma sono passati quasi dieci anni da quando l’euro ha preso il posto della lira.

Ieri, cercando di mettere ordine ai miei dischi ho ritrovato un vecchio 45 giri, degli anni 70 e riportava sulla copertina il prezzo: 450 lire. Ma se scavo nella mia mente ho ancora tanti ricordi su ciò che si comprava con le lire.

Ad esempio il panino per la merenda che si acquistava dopo la lezione di nuoto, nella bottega sotto casa, costava 80 lire se aveva la mortadella, e 150 se aveva il prosciutto.

Con 150 lire si acquistava anche un tubo di Flippers (oggi si chiamano Smarties).

Il biglietto del bus per andare a scuola costava 50 lire e si faceva direttamente sul mezzo.

millecentoLa 1100 R ultimo modello della Fiat fine anni ’60 , mio padre la pagò 850 mila lire.

Un chilo di pane 150 lire.

La mia prima chitarra 12 mila lire.

Il mio primo (e unico) pianoforte 850 mila lire.

La pasta per la merenda di scuola 30 lire ma se volevi “‘ossu e mottu” (una specie di biscotto fatto con gli avanzi delle paste) te la cavavi con 15 lire e ne prendevi due.

Il diario scolastico, quello di B.C. in voga nella  metà anni degli anni 70, costava ben 600 lire.  (la media di oggi è intorno ai 15 euro).

Ricordo ancora i gelati sfusi. Il prezzo era in base alla grandezza del cono da 30, da 50 e da 100 lire.

E voi amici blogger, quali ricordi avete della lira?

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lucio_battisti_1L’amore e la musica sono due elementi che nella vita da sempre camminano parallelamente.

Chi è quello che non ricorda una canzone legata ad un grande amore?

La musica è proprio colonna sonora dei sentimenti sia di un amore che nasce ma anche di uno che finisce.
Pensate che anticamente l’inizio di un corteggiamento da parte dell’uomo, avveniva proprio con la musica la così detta serenata.
Una serenata è un composizione suonata e/o cantata per un/un’amante, amico/a o un’altra persona che doveva essere onorata, tipicamente di sera dinanzi sotto una finestra. La tradizione di questo tipo di serenata ebbe iniziò nel Medioevo o nel Rinascimento e la musica di questo genere non seguiva una particolare forma, a parte il fatto che fu tipicamente cantata da una persona che accompagna se stessa mediante uno strumento portabile, ad esempio flauto o chitarra.
Facendo un bel balzo nel tempo, le canzoni che negli anni ’70 servivano per conquistare erano quelle dei “lenti”. Andava forte Lucio Battisti e Claudio Baglioni.

Il ragazzo invitava la ragazza a ballare quella canzone che sapeva apprezzasse. La stringeva un po’ di più e, se la cosa era reciproca nasceva l’amore. Quella canzone poi rimaneva nei ricordi di tutta una vita.

Oggi con la nascita dei networks la musica continua ad essere un mezzo di conquista Ci sono i video musicali, quelli presi da youtube e inviati tramite facebook.

Quei video parlano chiaro soprattutto quando i protagonisti sono Jovanotti, Vasco Rossi, Elisa o per i giovanissimi Justin Bieber.
La musica, le parole ma anche le immagini sono tutti elementi di conquista che parlano anche pe i più timidi che altrimenti , davanti alla ragazza/o non riuscirebbero a spiccicare parola.


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bimboPotrebbe sembrare banale sentire un bambino che canta con qualche stonacchiatura. Forse chi non è addetto ai lavori pensa che tutti i bambini più o meno possono cantare in questa maniera. Mimare di suonare e canticchiare .
Questo bambino però è un fenomeno perchè a due anni riuscire ad intonare come  lui è proprio fuori dalla natura.
L’organo vocale generalmente non è ancora formato e questa è l’età in cui si comincia a delineare la voce parlata. Qui siamo davanti a un bambino che canta in un inglese abbastanza comprensibile, con un’intonazione ottima e soprattutto con un ritmo strepitoso. Non può suonare la chitarra (ma se avesse avuto lo strumento della dimensione giusta forse lo avrebbe fatto)  ma tiene il ritmo con la testa, col cervello, soprattutto nei momenti di pausa.
Guardate il video e capirete.


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Mani-su-chitarraMi sono dovuta ricredere nei confronti della passione di mia figlia.

Qualche post fa, ( se volete rileggerlo linkate qui) mi lamentavo del fatto che mia figlia dodicenne avesse deciso di imparare a suonare la chitarra e che addirittura avesse già in programma di dare lezioni, e la cosa mi fece sorridere soprattutto per il fatto che la chitarra non si muoveva da l’angolo dello studio.

Ho pensato ad  un capriccio momentaneo.
Ma così non è stato e devo dire che di questo sono stata molto contenta.
Infatti dopo un breve periodo lei, mi ha chiesto aiuto per imparare gli accordi più semplici ed io, un po’ scettica, le ho fatto degli specchietti e le ho assegnato qualche esercizio.
Non ci crederete. La passione l’ha attanagliata al punto che appena rientra da scuola , la prima cosa che fa è quella di prendere la chitarra ed esercitarsi.
Ha poi contattato un’amica che suona le tastiere ed insieme hanno già provato col progetto di creare un gruppo.

Ieri poi,  ha voluto che la registrassi in una canzone cantata e suonata lasciandomi letteralmente di stucco: aveva imparato velocemente tutto ciò che le avevo insegnato in poco tempo!!
Una grande soddisfazione per me, ma soprattutto per lei che, per la prima volta è riuscita a portare a termine un suo progetto.
Ma vuoi vedere che fra qualche settimana darà lezioni alle sue amiche come si era prefissata?

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Ragazza-con-chitarra-acusticMi stupisce la velocità con la quale gli adolescenti si creano dei progetti, ci credono fino in fondo e nell’arco di poche ore lo hanno già rivoluzionato.

Vi dico questo perchè mia figlia, da qualche giorno a questa parte, ha perso la testa per un cantante che va per la maggiore fra i dodicenni.

L’ha persa a tal punto che lo vuole andare a vedere in un suo concerto senza rendersi conto che non sarà così facile anche se, oggi prendere un aereo è molto più facile e meno costoso dei tempi in cui ero un’adolescente come lei.

La prima domanda che le ho posto è stata:

“Con quali soldi affronterai questo viaggio?”

E lei facendosi un po’ di conti mi ha risposto che da qui a metà maggio metterà da parte le sue paghette, mi chiederà anche qualche anticipo e darà delle lezioni private.

Incuriosita, mi sono soffermata a chiederle quali potessero essere queste lezioni e lei mi ha risposto che avrebbe dato lezioni di chitarra.

“Ok, va bene!” Le ho risposto che era un’ottima idea e che anche io a 15 anni guadagnavo qualche soldino impartendo lezioni di chitarra alle mie amiche, con la differenza che io la sapevo suonare ormai da qualche anno.

” Ma tu?” – Le ho chiesto – “Quando hai imparato ?”

E lei con grande determinazione mi ha risposto: “Mamma, io imparerò, e poi ho già delle persone che si sono prenotate!” -”Ma  tutto questo deve avvenire da qui a metà maggio?”

- “Mamma ce la farò, lo sai che quando mi impegno….”

Si, si, lo so, peccato che so anche che quando dici così, due giorni dopo hai già cambiato idea! No, ma questo non glielo ho detto, l’ho solo pensato.

Non voglio smorzare il suo entusiasmo!

Purtroppo sono passati pochi giorni e la chitarra è ancora ferma in un angolo!

E come volevasi dimostrare…

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daniele elisa 6 In quanti abbiamo sognato ad occhi aperti, soprattutto nella nostra adolescenza, di poter incontrare il nostro beniamino della musica, del cinema, del teatro?

Un sogno che difficilmente si è realizzato perchè molti  artisti erano inavvicinabili in quanto si

esibivano  esclusivamente in TV e raramente  in concerti dal vivo.

Io ad esempio ero una fan dei The Rokes un gruppo molto in voga negli anni 70, e l’idea di poter cantare con loro era veramente utopia.the-rokes
Oggi vi voglio raccontare invece la storia di un giovane amico che ha realizzato il suo sogno in maniera inaspettata.
Quando ho conosciuto Daniele, mi ha colpito subito la sua grande passione per la cantante Elisa.

Lo stereo sempre acceso con le sue canzoni e lui, che le conosce tutte a memoria, ci cantava sopra in duetto.

Una voce facile, intonata, che si fonde  bene con quella della popolare cantante.
Il suo sogno era incontrarla un giorno e poter duettare con lei dal vivo.
Ha messo da parte tutti i  risparmi per poter assistere ad un suo concerto e grazie anche alla disponibilità della sua datrice di lavoro, Cristina,  il suo sogno si è avverato perchè, Daniele, oltre ad aver assistito al concerto di Elisa con i suoi amici, ha cantato con lei!
Elisa ha incontrato un gruppo di ragazzi del FAN CLUB fra i quali c’era appunto Daniele, che, con coraggio, le ha chiesto di poter duettare con lei.
Elisa è una persona alla mano, vicina al suo pubblico e non ha esitato ad accettare.
Potete immaginare la gioia di Daniele nel cantare dal vivo quello che era stato sempre un duetto con la radio!

Mi ha riferito che l’emozione era tanta e che la gioia di un tale evento gli aveva fatto superare tutte le paure cantando col giusto ritmo e seguendo le indicazioni della cantante che si accompagnava alla chitarra.
Naturalmente l’evento è stato filmato dagli amici e multifotografato.
Qui di seguito posso mostrarvi in anteprima alcune foto di Daniele Sole con Elisa

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Elena Ledda, cantante e ricercatrice, apprezzata in tutto il mondo come portavoce della ricca e originale tradizione musicale e linguistica della sua terra d’origine, la Sardegna, presenta la proposta musicale "Cantendi a Deus", dedicata interamente al canto sacro.

(continua…)

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(continua…)

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Mi recavo presso il Mercato di San Benedetto, a Cagliari, a fare la spesa quando sono stata attratta dalla voce di un cantante.

(continua…)

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Ero poco più di una bambina quando sentivo mio fratello che suonava la sua chitarra.
Gliela avevano regalata i miei genitori per il suo undicesimo compleanno.
Fino a quel momento non conoscevo il fascino di quello strumento.
Di nascosto lo spiavo mentre imparava con gli amici i primi accordi.
Allora la canzone per lo studio era “La canzone del sole” di Lucio Battisti.
Mi affascinava vedere quelle dita che si muovevano veloci sulla tastiera cambiando intonazione e la mano destra che dava il ritmo.
Veloce per le canzoni allegre e lento per quelle malinconiche.
Anche io da grande volevo la mia chitarra.
Quando mio fratello non c’era, entravo di nascosto nella sua camera e tentavo anche io di imitarlo.
Un giorno arrivò ed io terrorizzata mi misi a piangere al suo rimprovero. Dopo però, incuriosito volle sentirmi e complimentandosi disse che (per darsi un tono da maestro) dovevo fare ancora molta strada.
Ma arrivò anche per me il giorno del grande acquisto.
Con i soldi ricevuti in regalo per la Cresima, andai con mio padre e mia mamma a comprare la MIA PRIMA CHITARRA.
Che meraviglia, guardarla appoggiata sulla sedia della mia cameretta.
Aveva un odore di legno e vernice che mi pareva profumo di bosco.
E’ inutile dire che la notte non ho dormito perchè non vedevo l’ora di svegliarmi per suonarla.
Era una ECO acustica con le corde di metallo.
Le dita erano doloranti e piene di calli per le troppe ore che cercavo di imparare. Anche io ho cominciato con le canzoni di Lucio Battisti.
Poi mi sono inventata un metodo facile per bambini ed ho iniziato ad avere i primi allievi.
Ero riuscita a mettere su un bel gruppo di piccoli coristi-chitarristi che la domenica allietavano le messe della mia parrocchia.
Davvero una grande soddisfazione!

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