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Il Teatro Houdini per festeggiare gli ottant’anni di Mario Faticoni, presenta due serate di mostra e spettacolo.

Si inaugura venerdì 24 novembre 2017 alle ore 19.00,

con la mostra SE QUEL GUERRIER IO FOSSI. 

Una cinquantina di tavole, la metà a colori, coronata dal giudizio positivo di un maestro delle immagini. Sono i disegni di Mariolino, l’adolescente in bilico tra la città natale, Verona, e la città d’approdo sua e della famiglia, Cagliari. L’epoca abbraccia il decennio ’50 del secolo scorso, ma si racconta anche della fonte ispirativa, i fumetti di Bonelli su Tex e di Salgari su Corsaro nero e Sandokan, ma anche e forse soprattutto il clima familiare affettuoso e quello all’aria aperta di una fattoria di campagna, infine della malinconia dell’adolescente rimasto lontano per un anno dai genitori e del contatto con gli ultimi anni di guerra.

Alle ore 21 inizia lo spettacolo “La Magia del diventar grandi” con Mario Faticoni, l’illusionista Alfredo Barrago e la partecipazione di Elena Vacca.

Lo spettacolo omaggia il percorso di crescita del Maestro Mario Faticoni, alternando momenti di puro teatro a momenti dedicati alla magia e all’illusionismo grazie all’artista Alfredo Barrago.

IL 25 novembre, dalle ore 19 sarà ancora visitabile la mostra e seguirà alle 21.00 la replica dello spettacolo “La Magia del diventar grandi”.

L’incasso delle due serate sarà interamente devoluto all’Associazione Peter Pan Onlus di Cagliari.

Per informazioni e prevendita, è possibile scirvere in privato su questa pagina o contattare l’Associazione Peter Pan Onlus di Cagliari
eventi@associazionepeterpan.org  o al numero di telefono 070523960

L’evento organizzato da Elena Vacca e Teatro Houdini è sponsorizzato da:

L’Antico dolce selargino e dal  Circuito Conviene

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Non si fermano i successi del basso cagliaritano (di Serramanna)  Alessandro Abis. Dopo la vittoria al Festival Internazionale di Spoleto per giovani cantanti lirici, e le sue partecipazioni a diverse produzioni in teatri di prestigio come il Lirico di Cagliari e il Petruzzelli di Bari, ecco ancora un riconoscimento.

Domenica 13 novembre, a Mondovì Piazza, si è tenuta la XXVI edizione del Premio Internazionale “Opera-Città di Mondovì” legata al ricordo del baritono monregalese Domenico Viglione Borghese.

In questa occasione sono stati assegnati due premi: uno al celebre baritono Lorenzo Saccomani (premio alla carriera),  e il secondo al giovanissimo basso sardo Alessandro Abis (voce emergente).

Per la prima volta, l’evento non ha visto la presenza del famoso critico Giorgio Gualerzi, venuto a mancare nella sua Torino lo scorso 20 luglio, ma era presente sua figlia Valeria Gualerzi. .

Nell’incontro pomeridiano di Mondovì, il baritono Lorenzo Saccomani ha ripercorso , con Bruno Baudissone e Giorgio Rampone, le tappe della sua prestigiosa carriera.
Nella Sala Ghislieri invece, il 23enne basso Alessandro Abis ha tenuto un concerto con arie tratte da opere di Rossini (Il barbiere di Siviglia, La pietra del paragone, La gazza ladra, La Cenerentola), Bellini (I Puritani) e Verdi (Macbeth), oltre alla romanza da camera “Preghiera” di Tosti, di cui allego il video.

Al pianoforte il maestro Federico Brunello


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E’ un grande piacere e un grande onore poter ospitare nel mio blog il regista Flavio Trevisan, un regista a cui sono legati i più bei ricordi dell’inizio della mia professione. Un artista che a Cagliari ha lasciato il segno soprattutto per la sua grande professionalità nello svolgere il difficile ruolo di regista lirico. Ricordo che ci colpì subito la sua preparazione, che non era limitata ai soli movimenti scenici ma anche alla sicurezza musicale con cui muoveva le masse artistiche. All’epoca era difficile trovare un regista che conoscesse bene anche la musica e spesso gli artisti del coro e i solisti si ritrovavano ad eseguire dei movimenti che impedivano di cantare serenamente.

Come nasce Flavio musicista?

Io sono settimo di otto figli, e sin da piccolo mio padre Quintino aveva capito la mia inclinazione per la musica. A sei anni mi iscrisse alla scuola musicale Luigi Oreste Anzaghi per lo studio della fisarmonica. Non avevo neanche tre anni di studio che cominciai a fare i miei primi concerti come solista che le  mie prime tournée in tutta Italia.

Quale è stato invece il tuo percorso artistico riguardo la tua professione di regista?

Io sono veneziano ed ho studiato all’Istituto d’Arte dei Carmini e poi all’Accademia di Belle Arti della mia città. Proprio qui il mio  professore, Antonio Orlandini, docente di scenografia, aveva apprezzato da subito le mie doti innovative e mi volle per uno stage al teatro La Fenice.

C’è una persona, oltre naturalmente al tuo professore, che è stata determinante per l’avvio della tua carriera?

All’allora sovrintendente Luigi Ammannati arrivavano notizie su di me e su come svolgevo il mio lavoro. Ha desiderato conoscermi e in seguito ha deciso anche di aiutarmi . Fu colpito soprattutto dalla mia forza di volontà e dal grande amore dimostrato per il teatro.Una volta terminata l’Accademia di Belle Arti ,  Ammannati mi  presentò a Roberto Rossellini il quale mi portò  a Roma.  Mi fece iscrivere al Centro Sperimentale di via Tuscolana da lui presieduto per il suo corso di regia. E’ in questa occasione che incontrai personaggi come Carlo Lizzani e Furio Scarpelli e attrici del calibro di Anna Magnani e Gina Lollobrigida. Ma anche Alberto Sordi, Arnoldo Foà e tanti altri.

Eri giovanissimo e già avevi tutte le carte in regola per una bella carriera. Ma tu hai conosciuto e lavorato con i più grandi artisti a livello mondiale. Hai conosciuto anche Maria Callas?

Ebbene si, eravamo ad una cena informale a casa Rossellini ed è lì che conobbi Maria Callas con la quale ho instaurato un feeling durato fino alla sua scomparsa.

Quale è stato invece il tuo debutto nel mondo dell’Opera lirica?

Terminato il corso con Rossellini mi arrivò subito la prima scrittura: debutto a soli  ventidue anni come regista di “ Beatrice di Tenda “ di Vincenzo Bellini alla Fenice di Venezia, protagonista Mariana Nicolesco  con la direzione orchestrale di Alberto Zedda . La mia era una regia fuori dagli schemi della classica regia lirica.

E possiamo dire che è stato l’inizio di una folgorante carriera?

Si, perchè da quel momento in poi non mi sono più fermato. Ho lavorato davvero in tutti i teatri del mondo  e con i più grandi cantanti del panorama lirico mondiale: da Kraus alla Caballè, ma anche Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Fiorenza Cossotto, Shirley Verrett, Giovanna Casolla, Giacomo Aragall, Giuseppe Giacomini, Piero Cappuccilli, Leo Nucci, Antonio Salvadori, Renata Scotto, Elena Obraztsova ,Peter Dvorsky, Maria Guleghina, Gabriel Bacquier, Viorica Cortez, tanto per citarne alcuni.

Che meraviglia, chissà quante esperienze belle e quanti bei ricordi!

Si, certo, però posso dirti una cosa? Cagliari mi è rimasta nel cuore. Sono molto affezionato ai ricordi che mi legano a voi , al vostro teatro. A Cagliari ho fatto ben 14 produzioni e sono sempre tornato con piacere. Indimenticabili il Werter con Alfredo Kraus nel 1981, Sansone e Dalila con la Cossotto e Todisco; la Norma con la Ricciarelli e la Senn.

Se non sbaglio, proprio durante la Norma ci fu qualche brutto momento legato alla tua salute.

Ero stato male a causa di una febbre intestinale. Alloggiavo al residence ULIVI E PALME. In questa occasione mi sono reso davvero conto di quanto era l’affetto di cui ero circondato. Ricevevo visite a tutte le ore da coro, orchestra, tecnici e amministrativi. Ricordo la signora Bianca Mereu che mi portava il brodo caldo e le primizie. Davvero commovente, impossibile da dimenticare.

Tornando a noi. Se non ricordo male tu sei stato il primo regista che inaugurò l’Anfiteatro Romano di Cagliari dopo tantissimi anni di chiusura.

Si, era il 1985 e mi chiamarono per un Rigoletto con Leo Nucci e Mariella Devia. Un vero trionfo.

Ricordo quegli anni all’anfiteatro , il pubblico decretava sempre un grande successo. Che bei ricordi, e pensare che è notizia di questi giorni che i teatri lirici subiranno un declassamento. Il nostro governo davvero non capisce l’importanza culturale di questa nostra risorsa, l’Opera, una risorsa tutta italiana.

E’ vergognoso! L’opera è il più grande patrimonio artistico non solo in Italia  ma nel mondo. Non si può lasciarlo morire, vorrebbe dire cancellare  300 anni di genialità musicale, da MONTEVERDI a MENOTTI . DIO perdona loro perchè non sanno quello che fanno!

Grazie Flavio per avermi fatto questo bel regalo. Ne approfitto per informare i miei lettori che  la tua biografia completa sarà pubblicata in Autunno sull’Enciclopedia Musicale Sonzogno .

Sotto un album con alcune foto che ripercorrono  il periodo iniziale della carriera del regista. Nella colonna destra del blog c’è un video realizzato a Cagliari: “Sansone e Dalila” col mezzosoprano Fiorenza Cossotto e il tenore Nunzio Todisco e la regia di Flavio Trevisan

 

 

 

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foto di P.Tolu

Tutto è pronto per l’inaugurazione. Domattina alle 10, alla presenza delle autorità cagliaritane, cadrà il drappo che ricopre la targa che denomina L’Arena – Giusy Devinu , nel Parco della musica di Cagliari.

Dal 2007, anno di inizio dei lavori del Parco, il mio pensiero di poterlo intitolare a lei , compagna di studi musicali, è stato ricorrente. Ed ecco che quel giorno sta arrivando grazie anche alla commissione per le Pari opportunità del Comune   che ha deciso di intitolare al soprano Giusy Devinu, una bella parte del Parco della musica e cioè l’Arena.

Intorno alle 10,30, tutti sono invitati a visitare la mostra nel vicino foyer del Teatro lirico. Si terrà un breve concerto polifonico del coro Pacinotti diretto da Franca Devinu,  ed un brano per violino eseguito da una solista d’eccezione: la violinista Giulia Greco. Per lei, sua zia Giusy, durante un giorno di pausa fra una recita e l’altra di  Lucia di Lammermoor alla Scala, ha preso l’aereo per tornare a Cagliari e stare vicino alla sorella Franca mentre partoriva.

Tante sono le foto esposte che ritraggono l’artista nei momenti più importanti della sue carriera venticinquennale: dall’inaugurazione del teatro Comunale cittadino  al  debutto nel Teatro alla Scala.

Noi del Comitato Giusy Devinu avevamo un sogno, quello di poter avere almeno uno degli abiti che Giusy ha indossato  in alcun opere nelle stagioni del Teatro alla Scala. Questo sogno si è avverato grazie alla professionalità della collega  degli allestimenti scenici, Carola Ciani.

Dopo l’idea inizialmente quasi assurda, ha intrapreso un dialogo convincente con i vari responsabili del teatro milanese, superando   pian piano tutte le  difficoltà burocratiche che si presentavano (ed erano tante), fino al raggiungimento dello scopo.

La nostra paura iniziale erano i costi: come affrontare le spese di affitto di questi abiti? Le sue mail sempre cordiali hanno sciolto ogni dubbio. Il teatro milanese ha messo a disposizione gli abiti gratuitamente . Poi, quando tutto pareva risolto con l’annuncio  che gli abiti erano partiti, è arrivata la notizia di un imprevisto che  li aveva bloccati . L’entusiasmo iniziale si è spento e personalmente avevo perso le speranze. Lei, Carola, invece neppure per un attimo. Positiva fino alla fine, è riuscita ancora una volta  a sbloccare la situazione e ieri mattina, con grande gioia , i due preziosi pacchi hanno varcato la soglia del nostro teatro.

Ora non ci resta che aspettare  il nostro pubblico, quello che ha avuto il piacere di applaudire Giusy in tante occasioni e ahimè piangere per lei  durante l’opera Uccelli in corso di rappresentazione nel 2007, quando, tra un atto e l’altro, la direttrice di scena annunciava la fine della sua esistenza terrena.

La città però, potrà ora  ricordarla nel tempo anche sostando per poco  nell’Arena Giusi Devinu.

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L’opera Tosca di Puccini, aprirà la seconda parte della stagione al Teatro Lirico di Cagliari .Fra i tanti personaggi di quest’opera voglio soffermarmi su un personaggio così detto “di carattere”: il sagrestano. Questo è un ruolo dove la scrittura e l’interpretazione hanno bisogno di un baritono, sicuro vocalmente e scenicamente. Puccini ha scritto questo ruolo per un personaggio che deve essere sempre agitato  fra chierichetti che saltano e si rincorrono , e ciò crea difficoltà  negli attacchi e nel ritmo. Il baritono Armando Gabba che interpreterà il sagrestano  nella edizione cagliaritana, riesce egregiamente a superare qualunque problema grazie anche alla sua lunga esperienza  .

Di seguito potrete ascoltare  questa mia video-intervista in cui il baritono di Parma  racconta in esclusiva per Musicamore la sua vita artistica.


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Oggi ho l’onore di avere come ospite del mio blog, il grande tenore Roberto Aronica.  Per capire la grandezza di questo personaggio vi posto di seguito alcuni dei teatri più importanti in cui si è esibito:  Teatro alla Scala, il Metropolitan Opera di New York,  l’ Opéra Bastille di Parigi, la Royal Opera House di Londra, la Lyric Opera di Chicago, il Teatro del Liceu di Barcelona, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro dell’Opera di Roma, la Wiener Staatsoper, la Zurich Opernhaus, la Deutsche Oper di Berlino, la Bayerische Staatsoper, la San Francisco Opera, la Los Angeles Opera, la Japan Opera Foundation di Tokyo , naturalmente il Teatro Lirico di Cagliari e tanti altri.

Ha collaborato con direttori d’orchestra quali Semyon Bychkov, James Conlon, Daniele Gatti, James Levine, Christian Thielemann, Roberto Abbado.

Fino a ieri si trovava a Cagliari per interpretare Pollione nella Norma di Vincenzo Bellini ed io ho approfittato per intervistarlo fra un atto e l’altro.

Mi racconta delle sue origini sarde, del suo debutto, del suo maestro Carlo Bergonzi e della collega, mia compagna di studi, Giusy Devinu con la quale ha lavorato in diverse produzioni, riservandole parole di grande stima e ammirazione. Ascotatelo in questa mia video-intervista.


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Oggi Maria Callas avrebbe compiuto 90anni. Guardiamo questo servizio che percorre a grandi linee la sua carriera


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La tournée appena conclusa, quella per internderci con lo spettacolo “Operetta eterno amore”, ha lasciato uno strascico di nostalgia. E’ sempre così quando si passa un po’ di tempo insieme condividendo le emozioni del palcoscenico, le reazioni del pubblico ogni volta diverso e le ore passate insieme in viaggio sul pulmann.Questa volta però, diversamente dalle altre, è rimasto un ricordo. Gli artisti, grandi artisti, mi hanno regalato delle meravigliose video-testimonianze che, grazie all’web, saranno sempre visibili a tutti in tutto il mondo.

Certo che la tecnologia internet è stata una grande scoperta! Ecco quindi che per merito di internet  ho potuto far conoscere i protagonisti principali  di questo spettacolo che continuerà a girare l’Italia: il direttore d’orchestra Romolo Gessi e il tenore Andrea Binetti.  Prossimamente continuerò a pubblicare le lunghe interviste alla coppia d’oro dell’operetta Daniela Mazzucato (di cui potrete vedere nella colonna di destra la prima parte della sua intervista) ed oggi il tenore Max Renè Cosotti che vi racconterà la sua lunghissima e brillante carriera, i grandi artisti suoi colleghi come Leo Nucci, Antonio Salvadori, Luciana Serra, o direttori del calibro di george Solti , Giancarlo Menotti, Sonzogno, tanto per citarne alcuni. E naturalmente  il suo incontro d’amore e d’arte con il soprano Daniela Mazzucato.


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Quando cominciai a studiare canto, un’amica mi regalò un libro di biografie di cantanti lirici. Ricordo che lo lessi quasi tutto d’un fiato. Mi affascinavano le vite di quegli artisti che erano i miei “idoli” . C’era il giovane tenore poverissimo nella sua infanzia che col canto aveva raggiunto il sogno di diventare ricco e poter regalare la pelliccia alla propria madre; chi invece aveva iniziato il suo percorso artistico in parrocchia cantando nel coro diretto dal viceparroco; chi inseguiva il sogno di diventare cantante di musica leggera e si è ritrovato invece sul palco della Scala; chi invece dopo un periodo di attività come impiegato aveva  capito che la sua vita era fatta per il palcoscenico e rischiando il tutto e per tutto decideva di abbandonare il lavoro sicuro per il buio,  azzeccando poi la scelta.

Ancora oggi  grazie al mio lavoro, sono in continuo contatto con tanti  artisti anche di un certo spessore e  mi piace chiacchierare con loro e conoscere le loro vite artistiche . Questa mia curiosità però è anche quella del pubblico che mi segue nel blog e che spesso ha un abbonamento  a teatro; allora, ogni occasione è buona per raccogliere e far conoscere queste storie.

Quest’oggi, in esclusiva per il mio blog Musicamore,   il soprano Cinzia Forte, ci racconterà i suoi 22 anni di carriera e il suono nuovo prossimo debutto cagliaritano nel ruolo di Desdemona.

Non vi anticipo nulla e vi invito a seguire il video sottostante


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Scrivo oggi questo post con una certa emozione e capirete presto il perchè.

Vi propongo questa video-intervista che ho realizzato con una delle mie prime allieve di canto. Ero ancora studentessa quando mi si presentò l’occasione di insegnare musica in un corso per ragazzi e adulti. In quell’occasione, fra le mie alunne se ne distinse una per  qualità musicali e vocali fuori dal comune.

Questa storia però l’avevo già raccontata in questo post (clicca)che vi invito a leggere e dopo, vi invito a seguire il video sottostante . Sarà infatti lei a raccontare l’inizio di una carriera che dura ormai da più di 25 anni.

Rossella Ragatzu, soprano del cagliaritano (per l’esatezza di Selargius), racconta come è nata la sua carriera di artista nel mondo della Lirica.


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Il successo, per un artista, è una parola grandiosa. Ha successo chi, nella sua professione, riesce a farsi apprezzare da un pubblico sempre più  numeroso. Parlo soprattutto del mondo dello spettacolo e dello sport: attori, cantanti, musicisti, calciatori, ciclisti.
Ma mi domando perchè , il successo a volte è  accompagnato da un degrado fisico e  morale.
Si, è vero che molto di ciò che ci arriva è montatura pubblicitaria per tenere sempre viva l’immagine del personaggio. Ma quanti artisti hanno perso la vita a causa della droga! Quanti ,davvero grandi, che avrebbero potuto deliziarci ancora con la loro voce, con le loro interpretazioni, con le loro vittorie sportive, hanno finito i loro giorni in una camera d’albergo distrutti dagli stupefacenti!
Purtroppo sappiamo che dietro i grandi personaggi si aggirano loschi figuri che sfruttano la ” preda” fino all’osso, mettendola in condizioni di produrre più di quello che il loro fisico possa dare, costringendola a dover ricorrere alle droghe ( compresi alcool e psicofarmaci) perchè lo stato psicologico non riesce a stare al passo con la mole di lavoro.

Qualche giorno fa ho sentito la vincitrice di un  reality televisivo musicale. Quando vinse mi piacque subito  per la grande voce e per l’interpretazione. Riascoltandola in questi giorni, mi ha impressionato. Le sue corde vocali probabilmente sono minate da noduli o polipi difficilmente curabili. La brillantezza e la pulizia vocale di un tempo hanno lasciato spazio ad una voce afona e a tratti spezzata, risultato generato da un eccessivo uso della voce senza studio tecnico.

E allora, sento di dover dare un consiglio, e in questo caso ai giovani artisti del mio campo, quello del teatro lirico.
Non lasciatevi prendere la mano dal facile guadagno, accettate sempre contratti per opere adatte alla vostra voce. Abbiate la forza di dire no a personaggi d’opera fuori dalle vostre possibilità. Rimanete nel vostro repertorio e soprattutto prendetevi sempre periodi di pausa per lo studio e il riposo vocale, senza trascurare gli affetti, altro elemento fondamentale per un sano successo.
Ci sono cantanti, ( faccio l’esempio del soprano   Mirella Freni) che sono diventati grandi perchè hanno saputo scegliere ruoli adatti alla propria voce ,  alternando il lavoro sempre al riposo e allo studio.


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