Articolo taggato “Caracalla”

Generalmente accade il contrario. Un baritono col tempo, tende ad appesantire la sua voce e a dedicarsi a ruoli meno acuti da basso o da buffo, lui, in questi ultimi anni  invece, ha fatto il contrario.

Il basso bolognese Carlo Colombara, con oltre vent’anni di carriera alle spalle, continua ad ampliare il proprio repertorio avvicinandosi a ruoli baritonali come l’Escamillo di Carmen (Bizet), cantato a Caracalla nel 2009.
Ora il cantante, da sempre grande amante delle opere di Puccini, si cimenta con il ruolo del perfido Scarpia di Tosca debuttando il 21 aprile, il ruolo al Teatro Rudolfinum di Praga nell’ambito dell’Italia Arte Fest, realizzato in collaborazione con l’Umbria Music Fest.
La kermesse, ideata e diretta dal maestro Walter Attanasi, ha il patrocinio e la cooperazione dell’Ambasciata Italiana, dell‘Istituto Italiano di Cultura, delle maggiori Istituzioni ceche – come l’Ufficio del Governo Ceco, il Ministero della Cultura, Praga e della Regione e città di Zlin (Moravia) dove l’opera è stata eseguita il 20 aprile nel nuovo Kongresove Centrum.
Umbria Music Fest:

PR Carlo Colombara: Fidelio Artist

eputinati@fidelioartist.com

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TOSCA_DVDrip_2001E’ una scena molto conosciuta quella della fucilazione di Mario Cavaradossi nel terzo atto della Tosca di Giacomo Puccini.

La finta fucilazione teatrale ( nel dramma avviene davvero) che però in una edizione del 1995, stava costando la vita al tenore Fabio Armiliato.

Guardate e ascoltate il racconto direttamente dalla sua voce.
Intanto potete rinfrescarvi la memoria leggendo la trama dell’atto incriminato

ATTO III
E’ il momento che precede l’alba, si odono le campanelle di un armento ed il canto di un pastore.
Il carceriere di Castel Sant’Angelo riceve un Sergente ed il picchetto che conduce Cavaradossi alla fucilazione.

Il Carceriere si assicura che sia Mario Cavaradossi, poi il sergente firma il registro avvertendo il condannato che gli resta un’ora e che può chiedere l’assistenza di un sacerdote. Piuttosto Mario preferisce scrivere un biglietto d’addio alla sua amata, e si commuove. Intanto Spoletta indica a Tosca dove si trova Mario.

La donna, agitata, gli si avvicina e gli fa vedere il salvacondotto; gli confessa di aver ucciso Scarpia una volta ottenuto ciò che ella chiedeva. Mario, felice, dolcemente la consola. La ragazza lo avvisa che la fucilazione sarà mera finzione, e che, una volta andati via i soldati, essi saranno liberi di fuggire per Civitavecchia.

Sono le quattro del mattino, è giunto il momento. Si avvicinano un Ufficiale, Spoletta, il Sergente, il Carceriere e un drappello di soldati.

Tosca fa le ultime raccomandazioni al giovane di fingere bene la sua morte e Mario la rassicura che cadrà “come la Tosca in teatro”. Avviene la fucilazione, Spoletta impedisce al Sergente di dare il colpo di grazia.

Tosca si avvicina e, incredula e sconvolta, si trova di fronte al cadavere di Mario che abbraccia disperata. Sciarrone avverte Spoletta che è stato ucciso Scarpia da Tosca. La giovane sfugge dalle sue mani e, dinanzi a lui e agli altri sgherri, si getta dagli spalti del castello.


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